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Di Maio conferma: i fondi tagliati all’alternanza vanno agli stipendi dei docenti

da Il Sole 24 Ore

Di Maio conferma: i fondi tagliati all’alternanza vanno agli stipendi dei docenti
di Claudio Tucci

Il vice premier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, spiazza il Miur, e su Facebook annuncia che i soldi sottratti all’alternanza serviranno a scongiurare l’abbassamento degli stipendi degli insegnanti. Vale a dire a confermare l’elemento perequativo, introdotto, nelle buste paga di 850mila docenti, con l’ultimo rinnovo del Ccnl, ma finanziato dal precedente Esecutivo fino a dicembre.

Le parole di Di Maio
Luigi Di Maio ha detto – probabilmente non conoscendo appieno l’intero funzionamento dell’alternanza scuola-lavoro – che molti dirigenti e docenti «si rifiutavano di mandare gli studenti a friggere le patatine da McDonalds» e quindi, avrebbe deciso di prendere una parte di quei fondi che non si spendevano e riversarli sulle buste paga dei prof.

Il progetto di riforma
Si comprende così la fretta, del ministero dell’Istruzione, di rimodulare le ore di alternanza. La norma, sarà inserita in manovra. Si scenderà ad almeno 90 ore di alternanza scuola-lavoro per gli studenti dell’ultimo triennio dei licei, tutti gli indirizzi dal classico allo scientifico (meno della metà visto che oggi l’obbligo per i liceali è di 200 ore). Asticella minima sarà un pò più alta per i periti degli istituti tecnici: 150 ore complessive da distribuire nelle classi terze, quarta e quinta, al posto delle attuali 400. Le stesse dei professionali che scenderebbero invece a 180, sempre nell’ultimo triennio. Si smonta così l’obbligatorietà prevista dalla “Buona Scuola” del 2015, riportando l’Italia indietro di 15 anni. Al 2003 quando l’alternanza è stata introdotta in via sperimentale, soprattutto negli istituti tecnici, e consisteva in media in 96 ore dalla terza superiore in su.

In arrivo 10 milioni alle mense scolastiche biologiche: la metà in Emilia Romagna

da Il Sole 24 Ore

In arrivo 10 milioni alle mense scolastiche biologiche: la metà in Emilia Romagna
di Eu. B.

In arrivo 10 milioni per le mense scolastiche biologiche. Sul tavolo della Conferenza unificata è in atteso il decreto del ministero delle Politiche agricole che ripartisce le risorse del fondo 2018 sulla base dei pasti annui somministrati agli studenti. Oltre metà delle risorse andranno all’Emilia Romagna.

Il fondo mense biologiche
Il decreto ministeriale ripartisce i 10 milioni del Fondo previsto dall’articolo 64, comma 5-bis, del Dl 50/2017. Risorse destinate a ridurre il costo per l’utenza dei servizi di mensa scolastica biologica e a finanziare attività di informazione e promozione nelle scuole oltre che di accompagnamento al servizio di refezione. A stabilire i criteri perché una mensa sia biologica è stato il decreto interministeriale 18 dicembre 2017 n. 14771. In primis , con
riferimento alle materie prime di origine biologica, vanno rispettate le seguenti percentuali minime di utilizzo in peso e per singola tipologia di prodotto:
– frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale (esclusi i succhi di frutta), pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine: 70%;
– uova, yogurt e succhi di frutta: 100%;
– prodotti lattiero-caseari (escluso lo yogurt), carne, pesce da acquacoltura: 30%.

La ripartizione delle risorse
Avverrà sulla base dei pasti annui somministrati nelle mense biologiche e riportati nell’elenco delle stazioni appaltanti. Considerando – si legge nel testo del decreto delle Politiche agricole – che nel 2018 si stimano 11.198.836 pasti complessivi il valore pro capite del contributo sarà di 0,89 euro pro capite. Ammontare che andrà moltiplicato per i pasti erogati nelle singole regioni. Risultato: in testa si pone l’Emilia Romagna con 5,2 milioni di fondi attesi (il 52% del totale). A seguire la Toscana con 1,2 e la Lombardia con 1,1 milioni. Ultimo invece il Molise con 9mila euro.

Cooperative Ue: in 25 anni alunni disabili raddoppiati

da Il Sole 24 Ore

Cooperative Ue: in 25 anni alunni disabili raddoppiati 

Raddoppiano gli alunni disabili nelle scuole italiane: in 25 anni i bambini con problemi fisici o psichici nelle classi elementari e medie sono arrivati a quota 160mila, passando dal 2 al 4 per cento del totale degli studenti. È quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Istat, diffusa in occasione della Giornata nazionale delle persone con la sindrome di Down che si è celebrata domenica 14 ottobre 2018.

Sfida per il welfare italiano
L’aumento della presenza dei disabili a scuola – sottolinea Uecoop – è tra le sfide più importanti per il welfare italiano, che può essere affrontata con la giusta miscela di pubblico e privato grazie anche all’opera delle oltre 12mila cooperative sociali e di istruzione che si occupano di disabilità non solo a scuola, ma anche nei centri di aggregazione e in casa. Nelle scuole italiane dove operano oltre 150mila insegnanti di sostegno – rileva Uecoop – in un caso su tre l’assistenza ai ragazzi disabili riguarda problemi motori e di apprendimento, con oltre il 49% che soffre di vere e proprie disabilità intellettive. In tale contesto, da un lato bisogna garantire la massima assistenza alle famiglie con il potenziamento del numero del personale di sostegno, dall’altra bisogna cercare di proseguire con lo stimolo intellettuale dei ragazzi, sia in classe che nella vita extra scolastica, in modo da amplificare quanto appreso sui banchi nonostante mille difficoltà. Molto spesso al di fuori dell’orario scolastico – conclude Uecoop – è proprio il mondo delle cooperative sociali a svolgere questo lavoro di assistenza ai genitori nelle gestione dei figli disabili.

Concorso presidi, il Tar: rifare la prova preselettiva. Il Miur: no, si va avanti

da Corriere della sera

Concorso presidi, il Tar: rifare la prova preselettiva. Il Miur: no, si va avanti

Accolto il ricorso di 91 candidati che dovranno rifare il test. Ma il 18 ottobre è prevista la prova scritta per quasi novemila candidati. Il ministero: ricorso al Consiglio di Stato e tutto confermato

Gianna Fregonara

Il Miur conferma, il 18 ci sarà la tanto attesa prova scritta del concorso per 2.425 dirigenti scolastici. In ballo c’è l’interesse di quasi novemila candidati che hanno passato la prova preselettiva prevista dal bando lo scorso luglio, spiegano al ministero dell’Istruzione in quello che sta diventando un sabato di fuoco. Venerdì sera insieme alla notizia che il ricorso di un migliaio di candidati che hanno preso più di sei ma meno di 7.1 al pre-test è stato rigettato dal TAR del Lazio, è arrivata una tegola inaspettata. Il medesimo Tar ha imposto la sospensione del bando è una nuova prova preselettiva da farsi entro 20 giorni per 91 insegnanti della Campania che hanno impugnato la prova per un black out durante lo svolgimento. Nel caso in cui prendano più di 7.1 possono essere riammessi in sovrannumero.

Il ricorso al Consiglio di Stato

Non sarebbe niente di grave se non mancassero cinque giorni alla prova scritta, non c’è tempo per rifare la preselezione. Intanto il Miur ha deciso di ricorrere con procedura d’urgenza al consiglio di stato contro la decisione del Tar. Ma anche in questo caso è impensabile avere una decisione in tre giorni. Ma il Miur insiste, si va avanti e ai candidati il messaggio è di continuare a studiare. Tanto più che il ministro Bussetti ha promesso di accelerare il più possibile il concorso per poter avere i nuovi presidi al loro posto entro l’inizio del prossimo anno scolastico. Tra le carte del ministero, per dimostrare che il concorso si è svolto in par condicio nonostante il black-out, il fatto che in Campania sono passati con il voto richiesto un numero di candidati compatibile con i risultati delle altre regioni.

Che cosa succederà dunque giovedì? L’ipotesi più probabile è che alla fine il ministero decida di far sostenere la prova anche ai ricorrenti, con riserva, in modo che non possano bloccare il concorso in nome dell’ordinanza esecutiva del Tar. Sarebbe un grande successo per loro, perché – ricordano i ben informati – chi accede alla prova scritta, storicamente, è poi riuscito ad arrivare in qualche modo ad entrare di ruolo come preside: insomma, se così fosse, si tratterebbe di una vera e propria sanatoria operata dal Tar del Lazio e in qualche modo avallata dal Miur pur di consentire lo svolgimento per tutti gli altri candidati. Ma queste per ora sono interpretazioni, nei prossimi giorni si capirà.

Gallo (M5S): assunzione per 12mila nuovi ATA in più. Stop appalti di pulizia

da Orizzontescuola

Gallo (M5S): assunzione per 12mila nuovi ATA in più. Stop appalti di pulizia
di redazione

Il presidente della VII Commissione Cultura della Camera, Luigi Gallo (M5S), è intervenuto, sulla propria pagina FB, relativamente all’internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole, attualmente appaltati a società esterne.

Risoluzione e DEF

Il Presidente ha ricostruito la vicenda, ricordando che la maggioranza di Governo sta ottenendo un risultato storico, senza nascondere comunque le grandi difficoltà ad ottenerlo, a causa dei “poteri” che contrastano il provvedimento.

Ricorda, quindi, di aver depositato  una risoluzione, redatta insieme alla Lega e depositata in Commissione Cultura e Commissione Lavoro della Camera che la voteranno insieme.

Ricorda inoltre che la misura è entrata nel DEF.

Tempistica

L’Onorevole comunica che, al momento, manca soltanto la votazione nelle Commissioni suddette, che avverrà  la prossima settimana (probabilmente mercoledì).

Legge di Bilancio

Successivamente alla succitata votazione, la misura entrerà a far parte della legge di Bilancio, per cui entro la fine dell’anno sarà definito l’intero procedimento che porterà all’internalizzazione dei servizi di pulizia e all’assunzione dei lavoratori.

Gallo ha, infine, comunicato che si farà riferimento alla norma introdotta nella legge di bilancio dello scorso anno, che ha portato alla stabilizzazione degli ex LSU ATA di Palermo.

Posti accantonati

La misura prevederà l’assunzione di 12.000 unità di personale sui posti attualmente accantonati e, nel tempo, conclude il Presidente, determinerà l’immissione in ruolo del personale interessato (inserito nella graduatorie permanenti, aggiungiamo noi).

Sciopero, proclamato per l’intera giornata del 26 ottobre

da Orizzontescuola

Sciopero, proclamato per l’intera giornata del 26 ottobre
di redazione

La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica – ha comunicato, con nota del 10 ottobre 2018, la giornata di sciopero prevista per il 26 ottobre p.v.

Queste le azioni di sciopero programmate:

  • “sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati nel giorno suindicato, compreso il primo turno montante per i turnisti, proclamato dalle Associazioni sindacali CUB, SGB, SI COBAS, USI-AIT e SLAI COBAS”; al suddetto sciopero ha aderito, con propria nota, l’organizzazione sindacale CUB SUR relativamente ai settori scuola, università e ricerca;
  • “sciopero generale nazionale per tutto il personale a tempo indeterminato e determinato, con contratti precari e atipici, per tutti i comparti, aree pubbliche (compresa la scuola) e le categorie di lavoro privato e cooperativo proclamato dall’Associazione sindacale USI – fondata nel1912 – di Largo Veratti, 25 Roma”; al suddetto sciopero, per quanto attiene il comparto istruzione e ricerca ha aderito, con propria nota, l’organizzazione sindacale SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente.

Lo sciopero, essendo la scuola un servizio pubblico essenziale, va esercitato in osservanza delle regole e delle procedure fissate dalla normativa.

Le scuole devono comunicare lo sciopero alle famiglie e agli alunni. Devono inoltre comunicare tramite SIDI le seguenti informazioni:

– il numero dei lavoratori dipendenti in servizio;
– il numero dei dipendenti aderenti allo sciopero anche se negativo;
– il numero dei dipendenti assenti per altri motivi;
– l’ammontare delle retribuzioni trattenute.

nota

Concorso Dirigenti Scolastici

La prova scritta del corso-concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali si svolgerà in data 18 ottobre 2018, alle ore 10,00.
La prova avra’ la durata di 150 minuti.


L’elenco delle sedi della prova scritta, con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, analogamente alla prova preselettiva, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, viene comunicato entro il 3 ottobre 2018 tramite avviso pubblicato sul sito internet del MIUR.

“Per consultare gli elenchi relativi agli abbinamenti candidati/aule selezionare l’Ufficio scolastico della propria regione di residenza. I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella regione Lazio. I candidati residenti nelle province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella regione Veneto”


  • Diario 14 settembre 2018
    Prova scritta del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali

In allegato al Decreto Dipartimentale 24 luglio 2018, AOODPIT 1134, è pubblicato l’elenco dei candidati ammessi alla prova scritta del concorso per dirigenti scolastici. Si tratta di coloro che hanno superato la prova preselettiva, svoltasi il 23 luglio 2018 in tutta Italia, che ha dato ufficialmente il via alla selezione di 2.425 nuovi capi d’Istituto.

Alla prova hanno partecipato 24.082 candidati effettivi sui 34.580 iscritti: 17.279 donne e 6.803 uomini. Gli ammessi allo scritto sono 8.736: gli 8.700 previsti da bando, più 36 candidati che risultano a pari merito con un punteggio di 71,7.



La prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, si è svolta il 23 luglio 2018 alle ore 10:00 nelle sedi individuate dagli Uffici scolastici regionali e pubblicate sul sito internet del Ministero entro il 6 luglio 2018.
I partecipanti sono stati 24.082 su 34.580 candidati iscritti.

“Per consultare gli elenchi relativi agli abbinamenti candidati/aule selezionare l’Ufficio scolastico della propria regione di residenza. I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella regione Lazio. I candidati residenti nelle province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella regione Veneto”


Concorso dirigenti scolastici al via domani con la prova preselettiva. I candidati sono oltre 34mila

(Domenica, 22 luglio 2018) Prenderà il via domani mattina, alle ore 10, la prova preselettiva del concorso per il reclutamento di 2.425 dirigenti scolastici, di cui 9 destinati alle scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia. I candidati sono 34.580. Il 71% dei partecipanti alla prova è donna (24.477 candidate). L’età media è di 49 anni. I candidati, distribuiti in 1.984 aule, avranno a disposizione 100 minuti per rispondere a 100 domande a risposta multipla, estratte da un archivio di 4.000 quesiti.

Si tratta del primo concorso per l’assunzione di dirigenti scolastici dopo sette anni: l’ultimo risale al 2011. L’obiettivo è la copertura dei posti vacanti e disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021, e il superamento del fenomeno delle reggenze. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali.

“Questo nuovo concorso, che prenderà il via domani – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti – oltre ad essere un’occasione di sviluppo di carriera per i docenti interessati a svolgere un nuovo ruolo, permetterà di riportare alla normalità i carichi di lavoro dei dirigenti scolastici già in servizio. Ben 1.700 di loro sono infatti reggenti di una o più scuole, tutto a detrimento della qualità della gestione dei singoli Istituti, la cui organizzazione diviene tutti i giorni più complessa. È necessario superare il fenomeno delle reggenze e consentire ai dirigenti di lavorare con carichi sostenibili garantendo così agli studenti e alle famiglie il miglior funzionamento degli istituti scolastici”.

Il regolamento del concorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 settembre, prevede tre fasi: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva volta a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali, una prova scritta che si comporrà di cinque domande a risposta aperta e due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2), una prova orale. I candidati che supereranno le prove scritte e quella orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che terrà conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine di questo periodo i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso quanti saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicati il 27 giugno 2018 i quesiti relativi al corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali, indetto con D.D.G. n. 1259 del 23 novembre 2017 e pubblicato per avviso nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n. 90 del 24 novembre 2017.

Pubblicata la banca dati dei quesiti per la prova preselettiva del corso concorso per dirigenti scolastici

(Mercoledì, 27 giugno 2018) Si comunica che, ai sensi dell’articolo 6 comma 4 del Bando di corso concorso dirigenti scolastici di cui al Decreto direttoriale 1259 del 23 novembre 2017, è stata pubblicata la banca dati di 4.000 quesiti per la prova preselettiva. Sono altresì pubblicati i quadri di riferimento per la prova preselettiva previsti dall’articolo 13 comma 1 lettera c) del Decreto ministeriale 138 del 2017.


La Nota 13 giugno 2018, AOODGPER 27719  fornisce agli Uffici scolastici regionali le indicazioni relative allo svolgimento della prova preselettiva del Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento dei dirigenti scolastici presso le Istituzioni scolastiche statali, di cui al D.D.G. n. 1259, del 23/11/2017.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.33 del 24-04-2018 il Rinvio della pubblicazione dei quesiti e del diario della prova preselettiva del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Queste le nuove scadenze previste:

  • 27 giugno 2018: pubblicazione dei quesiti oggetto della prova preselettiva
  • 6 luglio 2018: elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati e le ulteriori istruzioni operative
  • 23 luglio 2018, alle ore 10,00: prova preselettiva

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» n.17 del 27-2-2018 il Diario della prova selettiva del corso concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, presso le istituzioni scolastiche statali.

Queste le scadenze previste:

  • 8 maggio 2018: pubblicazione dei quesiti oggetto della prova preselettiva
  • 14 maggio 2018: elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati
  • 29 maggio 2018, ore 10,00: prova preselettiva del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali

Di ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso, nonchè di una eventuale modifica delle suddette date, verrà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – 4ª Serie speciale «Concorsi ed esami» – del 24 aprile 2018.


Concorso dirigenti scolastici: il 29 maggio la prova preselettiva, la data pubblicata in GU

(Martedì, 27 febbraio 2018) La prova preselettiva del corso-concorso per dirigenti scolastici si terrà il prossimo 29 maggio 2018 alle ore 10.00. La data è stata pubblicata oggi in Gazzetta Ufficiale, 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, insieme ad alcune altre date utili ai partecipanti alla prova.

L’8 maggio sul sito internet del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (www.miur.gov.it), sarà pubblicata poi la banca dati dei 4.000 quiz da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva e la pubblicazione avrà valore di notifica a tutti gli effetti.

Il 14 maggio, tramite avviso pubblicato sul sito internet del MIUR (www.miur.gov.it), sarà pubblicato l’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione. Per esigenze organizzative, i candidati saranno distribuiti, ove possibile, secondo la regione di residenza in ordine alfabetico. Oltre all’elenco saranno fornite le ulteriori istruzioni operative.

Infine, il prossimo 24 aprile, sempre in GU, sarà pubblicata ogni altra comunicazione relativa al corso-concorso ed eventuali modifiche delle suddette date.

Il nuovo un corso-concorso per dirigenti ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene.

Complessivamente sono state 35.044 le domande di partecipazione al corso-concorso inoltrate, il 70,7% sono state inviate da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La Regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051). Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.


Si sono concluse il 29 dicembre 2017, alle ore 14:00, con 39.264 domande presentate, di cui 35.044 effettivamente inoltrate, le iscrizioni al concorso per dirigenti scolastici bandito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca lo scorso novembre. Si tratta del primo concorso per l’assunzione di dirigenti scolastici dopo oltre sei anni: l’ultimo risale al 2011.

Delle 35.044 domande inoltrate, il 70,7% sono state inviate da candidate donne, il 29,3% da uomini. L’età media delle candidate e dei candidati è di 49 anni. La Regione nella quale sono state presentate più domande è la Campania (7.039), seguita da Sicilia (5.595), Lazio (3.887), Puglia (3.719) e Lombardia (3.051). Saranno inoltre 15 i candidati residenti all’estero che sosterranno la prova preselettiva nel Lazio, come previsto dall’articolo 6 del bando di concorso emanato a novembre. I posti a bando sono 2.425, di cui 9 destinati al concorso per le scuole di lingua slovena o bilingue presenti in Friuli Venezia Giulia.

“Si tratta di un concorso atteso e molto diverso dal passato, che darà una risposta effettiva al problema delle reggenze – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. Abbiamo un cronoprogramma di lavoro serrato e abbiamo previsto una modalità di selezione che tiene conto dei cambiamenti intervenuti in questi anni nella professione del dirigente scolastico. Non a caso, il nuovo concorso avrà una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che sarà fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati. La figura del dirigente è una figura centrale per la comunità scolastica. Ne siamo convinti. Anche per questo, con l’ultima legge di bilancio, abbiamo deciso di intervenire, anche qui dopo anni di attese e promesse, per armonizzare la retribuzione di chi dirige le nostre scuole con quella degli altri dirigenti della PA”.

Il calendario della prova preselettiva del concorso, comprensivo del giorno e dell’ora dello svolgimento della prova stessa, sarà reso noto sul numero del 27 febbraio 2018 della 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, della Gazzetta Ufficiale. Su quello stesso numero della Gazzetta sarà resa nota anche la data di pubblicazione dell’archivio di 4.000 domande da cui saranno estratti i quesiti della prova preselettiva. La banca dati dei quiz sarà comunque pubblicata sul sito del Miur almeno venti giorni prima dell’inizio della prova. L’elenco delle sedi della prova preselettiva e le ulteriori istruzioni operative saranno comunicati almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle prove, tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

Il nuovo un corso-concorso per dirigenti ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021. Attualmente sono 6.792 i dirigenti in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni. I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare). Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene. Nel frattempo, nel corrente anno scolastico, sono stati assunti 58 dirigenti scolastici idonei ancora presenti nelle graduatorie dell’ultimo concorso bandito nel 2011: di questi 52 sono stati assegnati a scuole della Campania e 6 a istituti dell’Abruzzo. A seguito di queste assunzioni, la graduatoria dell’Abruzzo risulta esaurita. Sono state inoltre autorizzate 36 richieste di trattenimento in servizio. In attesa dell’avvio delle prove concorsuali, sono state introdotte misure dedicate ai dirigenti scolastici nella legge di bilancio per l’anno 2018: è stata introdotta la possibilità di estendere al massimo per tre anni (erano due) la possibilità di trattenimento in servizio retribuito per chi è “impegnato in innovativi e riconosciuti progetti didattici internazionali svolti in lingua straniera”.

Il regolamento del concorso, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 settembre, prevede tre fasi: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:
–    cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
–    due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.
Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4ª Serie Speciale – Concorsi ed Esami n. 90 del 24 novembre 2017 il Bando del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

Sono 2.425 (9 per il Friuli Venezia Giulia) i posti disponibili.
Le istanze potranno essere presentate on line tramite la piattaforma Polis dal 29 novembre al 29 dicembre 2017.
La data della prova preselettiva (100 quesiti a cui rispondere in 100 minuti) sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 27 febbraio 2018.

http://www.istruzione.it/concorso_ds/domanda_online.shtml


Scuola, in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso da 2.425 posti per i dirigenti scolastici. Domande per la partecipazione dal 29 novembre al 29 dicembre. Fedeli: “Da bando risposta importante per abbattimento delle reggenze”

(Venerdì, 24 novembre 2017) Pubblicato il nuovo bando di concorso da 2.425 posti per dirigenti scolastici, di cui 9 destinati al concorso Friuli Venezia Giulia. Il bando è oggi in Gazzetta Ufficiale. Le domande per accedere al concorso si potranno effettuare dalle 9.00 del 29 novembre alle 14.00 del 29 dicembre prossimi, tramite la piattaforma del MIUR Polis. Nei prossimi giorni il Ministero attiverà un’apposita pagina web con tutta la documentazione relativa al concorso.

Attualmente sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

I posti banditi corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti nel 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, detratti quelli che si possono coprire con le graduatorie esistenti nonché quelli delle scuole sottodimensionate (che non possono avere un dirigente titolare).
Il concorso consentirà quindi di abbattere il fenomeno delle reggenze sino al 2020/2021, anche perché si tratta di un bando nazionale e non regionale come l’ultimo del 2011. Si eviteranno così casi di graduatorie sguarnite e di altre troppo piene.

“I numeri del bando garantiscono una risposta importante e adeguata a scuole, ragazze e ragazzi e famiglie, garantendo l’abbattimento delle reggenze”, spiega la Ministra Valeria Fedeli. “Il ruolo della dirigenza – ricorda – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è un punto di riferimento. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema”. Il concorso sarà innovativo sotto il profilo della selezione. “Sarà un corso-concorso, con una fase di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte, che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”, chiude Fedeli.

Le modalità del concorso
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. È utile anche il servizio precedente al ruolo. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.
La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:
– cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.
– due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n° 220 del 20-09-2017, il Decreto Ministeriale 3 agosto 2017, n. 138, Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso, ai sensi dell’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall’articolo 1, comma 217 della legge 28 dicembre 2015, n. 208.


Dirigenti scolastici, in Gazzetta Ufficiale il Regolamento del nuovo concorso. Fedeli: “Selezione di qualità. Sarà abbattuto il fenomeno delle reggenze”

(Mercoledì, 20 settembre 2017) È in Gazzetta Ufficiale il Regolamento che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento delle e dei dirigenti scolastici. Dopo l’ultimo concorso del 2011 ripartono, infatti, le procedure di assunzione che consentiranno di abbattere il fenomeno delle reggenze. Oggi sono 6.792 i dirigenti scolastici in servizio, 1.189 i posti vacanti, 1.748 le reggenze, tenendo conto anche di scuole sottodimensionate e dei distacchi (comandi) presso altre amministrazioni o sindacali. Il 68,2% dei dirigenti in servizio è una donna, il 31,6% ha più di 60 anni (un dato comunque in calo rispetto al passato), l’età media è di 55,6 anni.

Il Regolamento pubblicato oggi, al quale farà seguito il bando di concorso che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero dell’Istruzione, prevede un corso-concorso in tre fasi, che ha come obiettivo la copertura dei posti disponibili per il prossimo triennio, il 2018-2021.

“Con il nuovo concorso affronteremo la carenza strutturale di personale dirigente nelle scuole che ha fatto crescere, di anno in anno, il fenomeno delle reggenze, fino a renderlo patologico – sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli -. I numeri del bando rappresenteranno una risposta importante, che terrà conto delle necessità attuali e del turn over dei prossimi anni. Il ruolo della dirigenza – prosegue la Ministra – è fondamentale nelle scuole: per il coordinamento del lavoro, per tenere insieme la comunità scolastica. Il dirigente è anche un punto di riferimento per le famiglie. Abbattere il fenomeno delle reggenze significa, dunque, lavorare per la qualità del sistema. Il concorso sarà poi innovativo sotto il profilo della selezione: sarà un corso-concorso, con una fase importante di tirocinio e accompagnamento successiva alle prove scritte che è fondamentale per verificare sul campo le capacità gestionali e di organizzazione del lavoro delle candidate e dei candidati, chiamati anche a dimostrare la capacità di inserimento nella comunità scolastica ed educante, oltre che le loro conoscenze sulla normativa del settore. Si tratta, in sintesi, di un concorso che tiene conto dei cambiamenti che la professionalità del dirigente ha subito in questi anni per selezionare i migliori profili, valorizzando anche titoli ed esperienze fatte dalle e dagli aspiranti, compresi titoli di dottorato o attività di ricerca”.

Le fasi della selezione
Al corso-concorso possono partecipare le docenti e i docenti e il personale educativo di ruolo con almeno cinque anni di servizio. Tre le fasi previste per la selezione: una concorsuale vera e propria, una formativa di due mesi e una di tirocinio presso le scuole.

La fase concorsuale prevede una prova preselettiva unica a livello nazionale nel caso in cui le candidature siano almeno tre volte superiori ai posti messi a bando. Le candidate e i candidati dovranno rispondere a 100 quiz che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova. Le domande punteranno a verificare le conoscenze di base per l’espletamento delle funzioni dirigenziali. La prova sarà svolta al computer. Sarà ammesso allo scritto, in base al punteggio ottenuto (il massimo è 100), un numero di candidate e candidati pari a tre volte il numero dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale.

La prova scritta prevede:

  • cinque domande a risposta aperta su: normativa del settore istruzione, organizzazione del lavoro e gestione del personale, programmazione, gestione e valutazione presso le scuole, ambienti di apprendimento, diritto civile e amministrativo, contabilità di Stato, sistemi educativi europei.

  • due domande a risposta chiusa in lingua straniera (livello B2) su: organizzazione degli ambienti di apprendimento, sistemi educativi europei.

Le candidate e i candidati che otterranno il punteggio minimo di 70 punti potranno accedere all’orale che mira ad accertare la preparazione professionale delle e degli aspiranti dirigenti anche attraverso la risoluzione di un caso pratico. Saranno testate anche le conoscenze informatiche e di lingua straniera. Entrambe le fasi sono uniche a livello nazionale.

Le candidate e i candidati che supereranno le prove scritta e orale saranno ammessi, sulla base di una graduatoria che tiene conto anche dei titoli, al corso di formazione dirigenziale e di tirocinio selettivo, finalizzato all’arricchimento delle competenze professionali delle candidate e dei candidati.

Due i mesi di lezione in aula previsti e quattro quelli di tirocinio a scuola, che potranno essere integrati anche da sessioni di formazione a distanza. Al termine le candidate e i candidati dovranno affrontare una valutazione scritta e un colloquio orale. Saranno dichiarati vincitori del corso-concorso le candidate e i candidati che saranno collocati in posizione utile in graduatoria generale di merito.

Fiera Didacta Italia

Fortezza da Basso di Firenze
18 – 20 ottobre 2018

http://fieradidacta.indire.it/


Dal 18 al 20 ottobre 2018, con orario 9.00 -18.30, si svolge a Firenze presso la Fortezza da Basso la seconda edizione di Fiera Didacta Italia, il più importante appuntamento fieristico sul mondo della scuola.

Programma


Fiera Didacta Italia, dal 18 al 20 ottobre Firenze capitale della scuola

La manifestazione quest’anno sarà dedicata all’astrofisica Margherita Hack
Ospiti dei workshop Mogol, Umberto Galimberti e Francesco Sabatini
Il 17 ottobre concerto Orchestra Erasmus al Teatro della Compagnia

Dal 18 al 20 ottobre 2018 la città di Firenze ospita alla Fortezza da Basso la seconda edizione di Fiera Didacta Italia, l’appuntamento fieristico dedicato alla scuola rivolto a docenti, dirigenti scolastici, educatori, formatori, professionisti e imprenditori del settore scuola e tecnologia.

Quest’anno la manifestazione sarà dedicata alla ‘signora delle stelle’ Margherita Hack, la celebre astrofisica fiorentina scomparsa a Trieste il 29 giugno 2013. È stata la prima donna in Italia a dirigere un osservatorio astronomico e una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana, che ha dato un importante contributo nella ricerca e nella divulgazione scientifica.

L’apertura della Fiera sarà preceduta dal Concerto inaugurale del 17 ottobre, alle ore 18,30 (Teatro della Compagnia, via Cavour 50/r), a cura dell’Orchestra Erasmus, diretta dal maestro Elio Orciuolo. L’orchestra è formata da 50 giovani musicisti provenienti dai Conservatori e Istituti superiori di studi musicali da tutta Italia.

Nella giornata di apertura, giovedì 18 ottobre, è prevista la partecipazione del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, che visiterà la Fiera e seguirà le attività svolte dagli studenti presso lo spazio espositivo del Miur dove, in questa edizione della Fiera, si svolgeranno 50 fra workshop, seminari e momenti di formazione dedicati al personale della scuola.

La cerimonia inaugurale della Fiera, avrà inizio alle ore 9,30 nella Main Hall (Teatro Lorenese nella Fortezza da Basso), alla presenza del Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, Salvatore Giuliano, e delle autorità locali.

Durante la tre giorni fiorentina si terranno numerosi convegni, sul Programma Erasmus+, eTwinning, sulle Avanguardie Educative, sulle Piccole Scuole e sugli Istituti Tecnici Superiori. Saranno inoltre presenti anche ricercatori delle Università di Harvard e di Princeton, con le quali l’Indire ha avviato una collaborazione scientifica in tema di innovazione didattica.

La manifestazione, inserita dal Miur fra gli eventi previsti dal piano pluriennale di formazione dei docenti, propone un programma scientifico organizzato da Indire, partner scientifico della Fiera e capofila del Comitato scientifico formato da Cnr, Istituto degli Innocenti, CRUI, Associazione Italiana Editori e Reggio Children.

Dopo il successo della prima edizione, alla quale hanno partecipato oltre 20.000 visitatori e 4.000 docenti, la Fiera quest’anno è ancora più grande: oltre 31mila metri quadrati di spazi espositivi, 200 espositori italiani ed esteri e 6.000 docenti già iscritti al programma scientifico; 474 eventi: 227 gestiti da Indire e 247 attività a cura di enti e aziende, con un incremento di un terzo delle sale dedicate alla formazione.

È prevista, infine, la partecipazione anche di personalità del mondo della cultura, come il famoso paroliere Mogol, il sociologo, psicanalista e professore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Umberto Galimberti, il filologo e membro onorario dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini.

 Fiera Didacta Italia è organizzata da Firenze Fiera in collaborazione con MIUR, Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Unioncamere, Didacta International, Camera di Commercio Italiana per la Germania (ITKAM) e di Destination Florence Convention & Visitors Bureau.

Info: http://fieradidacta.indire.it/


Dal 18 al 20 ottobre il MIUR a Fiera Didacta Italia con oltre 50 fra seminari e momenti di formazione

(Lunedì, 15 ottobre 2018) Uno stand di quasi 500 metri quadri, oltre 50 seminari e workshop organizzati, circa 1.400 tra docenti e studenti accreditati. Sono i numeri della presenza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca a Fiera Didacta Italia, la manifestazione dedicata alla scuola che si terrà a Firenze (presso la Fortezza da Basso) da giovedì 18 a sabato 20 ottobre. L’evento è rivolto a docenti, dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA), educatori, formatori, professionisti e imprenditori del settore. Didacta Italia è la versione italiana di Didacta International, il più importante appuntamento fieristico dedicato alla scuola che si tiene in Germania da oltre 50 anni. Dopo il successo della prima edizione, nel 2017, Didacta Italia quest’anno si presenta con una offerta ancora più ampia: oltre 30mila metri quadri di spazi espositivi, più di 190 espositori italiani ed esteri, 190 eventi in programma. In questa cornice il MIUR si inserisce da protagonista con l’obiettivo di incontrare, formare e ascoltare tutti i partecipanti alla manifestazione.

La scuola che cambia. La scuola che cresce. La scuola che sarà. Le eccellenze della scuola italiana, l’innovazione digitale, le buone pratiche didattiche: sono alcuni dei temi guida della tre giorni in programma presso lo spazio espositivo del MIUR. Giovedì 18 ottobre saranno presenti il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e il Sottosegretario Salvatore Giuliano.

Nell’area del MIUR i visitatori troveranno uno spazio interattivo al cui interno si svolgeranno seminari, incontri e master class a cura delle Direzioni Generali del Ministero dell’Istruzione. Al centro dello stand ci sarà poi l’Arena, punto di incontro, scambio di idee, di esperienze e di competenze. Un hub dedicato agli eventi, alle presentazioni, alle conferenze, ai debate. Formazione: sarà la parola chiave delle aule laboratorio allestite con le più moderne tecnologie per la didattica digitale. Nel Digital Circus sarà possibile assistere a spettacolari dimostrazioni di gare di robotica. Mentre la Future Zone ospiterà le buone pratiche di innovazione. Sempre a disposizione dei partecipanti anche un Info point e il Desk PON Istruzione, per le informazioni e la consulenza sui progetti PON (il Programma Operativo Nazionale finanziato con fondi strutturali europei) delle scuole.

Fiera Didacta Italia sarà anche l’occasione per presentare alcune delle iniziative che il MIUR sta mettendo in campo. Tra queste, in particolare, la nuova piattaforma Elisa (E-learning degli insegnanti sulle strategie antibullismo) realizzata per fornire alle scuole strumenti d’intervento efficaci per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo. I dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà venerdì 19, dalle 14 alle 15, nell’Arena. Giovedì 18 ottobre, dalle 17 alle 18.30, sempre nell’Arena, si terranno i talk degli studenti che hanno partecipato ai percorsi di formazione sul public speaking. E ancora nell’Arena, venerdì 19 ottobre, dalle 15 alle 16, verrà presentato un programma strutturato di interventi diretti alle istituzioni scolastiche per la semplificazione amministrativo-contabile.

Didacta Italia è stata inserita dal MIUR fra gli eventi previsti dal Piano pluriennale per la formazione dei docenti.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca seguirà la manifestazione anche tramite i propri profili social: Twitter, Facebook, Instagram e Telegram.


Presentazione Fiera Didacta Italia: evento internazionale dedicato all’istruzione

Ministero dell’Istruzione, Salone dei Ministri
Viale Trastevere 76/A, Roma
13 settembre ore 10,30

Giovedì 13 settembre alle ore 10,30, alla presenza del sottosegretario di Stato all’Istruzione, all’Università e alla Ricerca, Salvatore Giuliano, sarà presentata al Miur la seconda edizione di Fiera Didacta Italia, il più importante appuntamento fieristico nazionale dedicato all’istruzione, che si svolgerà alla Fortezza da Basso di Firenze dal 18 al 20 ottobre 2018.

Nell’occasione verranno illustrati i dati di Indire sui progetti e sulle ricerche in corso a supporto dell’innovazione nella scuola italiana.

La presentazione di Fiera Didacta Italia si terrà nel Salone dei Ministri, alle ore 10,30.

Oltre al sottosegretario Giuliano interverranno: Wassilios E. Fthenakis, presidente di Didacta International, Leonardo Bassilichi, presidente di Firenze Fiera, Cristina Grieco, assessora all’Istruzione e Formazione della Regione Toscana; Cristina Giachi, vicesindaca e assessora all’Educazione del Comune di Firenze, Giovanni Biondi, presidente di Indire.

Giornata mondiale Alimentazione

Si svolge il 16 ottobre la Giornata mondiale dell’Alimentazione sulle tematiche relative ai sistemi alimentari sostenibili per la sicurezza alimentare e la nutrizione, nonché alla lotta alla fame, agli sprechi alimentari, alla povertà.


Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il 16 ottobre il Sottosegretario Giuliano presenta le iniziative del MIUR sull’educazione alimentare

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, martedì 16 ottobre, alle ore 13, il Sottosegretario Salvatore Giuliano presenterà al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nella Sala ‘Aldo Moro’, le attività previste per l’anno scolastico 2018/2019 in materia di educazione alimentare. Tra queste, in particolare, il lancio della terza conferenza nazionale sul tema e la nuova edizione delle Linee guida dedicate che aggiorneranno quelle emanate nel 2015 in occasione di ‘Expo’.

Ai lavori parteciperanno Riccardo Garosci, presidente del Comitato Tecnico-Scientifico del MIUR per l’educazione alimentare, oltre a Evelina Flachi e a Cristiano Sandels Navarro, rispettivamente presidente e segretario generale della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare, che presenteranno i risultati di FoodEdu@School, la prima ricerca nazionale quali-quantitativa sull’educazione alimentare nella scuola.

Cittadinanza e Costituzione: a che punto siamo?

Cittadinanza e Costituzione: a che punto siamo?

di Giancarlo Cerini[1]

 

Istruire per la cittadinanza

Si è svolto nei giorni 27 e 28 settembre 2018, a Firenze, il seminario nazionale del MIUR dedicato ai temi dell’educazione alla cittadinanza nel primo ciclo. L’iniziativa fa parte del trittico che il Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni realizzerà nel corso dell’anno scolastico 2018-19 in collaborazione con reti di scuole[2]. I temi si riferiscono a “Cittadinanza e Costituzione”, “Cittadinanza e digitale”, “Cittadinanza e Sostenibilità” e vogliono riattualizzare nuclei pedagogici già presenti nelle Indicazioni Nazionali (DM 254/2012) così come sono stati rilanciati nel documento del MIUR su “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” (primavera 2018) [3].

Ma quali sono stati gli esiti di questo primo seminario? Come ne esce la scuola di base nel suo impegno per assicurare a tutti gli allievi una efficace educazione alla cittadinanza?

 

La resilienza della scuola di base

La scuola di base italiana, quella che va dalla scuola dell’infanzia fino ai 14 anni, rappresenta una grande rete sociale e culturale, di incontri, di lavoro quotidiano, di relazioni di fiducia. Le tante, piccole e grandi scuole (oltre 35.000 sedi: 13.326 scuole dell’infanzia, 14.960 scuole primarie, 7.229 scuole secondarie di I grado, cui si devono aggiungere le 11.097 scuole paritarie del primo ciclo) rappresentano un patrimonio prezioso per l’intero paese. La scuola di base è “resiliente”. Anche quando fuori le parole correnti sembrano diverse, quando prevalgono il risentimento, la richiesta di protezione difensiva, la chiusura, la scuola italiana continua ad accogliere, accompagnare, integrare. E’ un grande luogo di pacificazione sociale (C.Scurati), di contatto tra generazioni e culture (allievi e insegnanti, ma anche genitori), per capire e affrontare insieme trasformazioni che sembrano più grandi di noi, che ci tolgono sicurezza e identità. La globalizzazione ci trascina anywhere, mentre noi vorremmo essere somewhere (M.Lazar).

La scuola come spazio pubblico per costruire coesione e sicurezza non è “buonismo”, ma un rigoroso compito culturale e pedagogico, di natura costituzionale:

  • 3 – La Repubblica rimuove gli ostacoli che si frappongono alla piena uguaglianza tra i cittadini…;
  • 34 – La Scuola è aperta a tutti…

Nel DNA della scuola italiana questi principi fondamentali sono molto solidi e trovano conferma anche nelle pagine dei documenti ufficiali, in questo caso nelle Indicazioni/2012, ma ad un livello ben più alto nella Costituzione.

 

Il richiamo alla Costituzione

Di fronte ad un compito così gravoso, la scuola non è solo; o meglio, non può essere lasciata sola. Ci sono delle fonti giuridiche che le danno una mano. E’ una scuola secondo Costituzione, una Carta da interpretare nella sua dinamica evolutiva, come documento che guarda al futuro perché costruito su valori forti, tra di loro diversi eppure fondativi della nostra identità. La nostra Costituzione afferma diritti universali della persona, diritti di libertà, di rispetto delle diversità, di autonomia dei soggetti individuali e sociali; ma richiama anche ai doveri di solidarietà, di impegno e responsabilità sociale, di costruzione del bene comune, di gestione del conflitto.

C’è una “pedagogia della Costituzione” che richiede di far vivere la Costituzione nella vita delle classi, nei quartieri, nelle città.

 

La scuola del curricolo

Questo disegno costituzionale, per non restare una petizione di principio, ha bisogno di cultura, di strumenti, di professionalità, di buone esperienze; è dunque questione di curricolo. Significa fornire gli strumenti, gli alfabeti cognitivi, emotivi e sociali affinché la cittadinanza attiva possa muovere i suoi primi passi anche grazie alla scuola, una esperienza che non può essere banale, ma che deve lasciare un segno nella vita delle persone. Passare da suddito a cittadino: alla fine dell’ottocento si chiedeva “pane e grammatica”. Quale sarà il pane e grammatica per il terzo millennio?

Non possiamo considerare i progetti di educazione alla cittadinanza come una bolla d’aria, la sospensione di un curricolo che magari procede con i suoi ritmi accademici. Fare curricolo tenendo il punto fermo sulla cittadinanza, facendola diventare lo “sfondo integratore” (cfr. Nuovi scenari, 2018) [4], non significa seguire un generico approccio olistico, ma uscire dalla logica dei progetti e dei percorsi per “far bene” le discipline, mettere in rilievo il loro valore formativo, che troviamo più esplicito nelle premesse delle diverse discipline, piuttosto che nelle tavole dei traguardi e degli obiettivi.

Non è solo un problema di didattiche partecipate, innovative, dialogate, operative, costruttive. Questioni importanti, ma questo lessico va comunque ripulito, per riscoprirne gli elementi fondamentali, che rimandano alla capacità del docente di promuovere il buon apprendimento.

E’ piuttosto questione di senso: ogni disciplina presenta un campo semantico e sintattico, che offre qualcosa di diverso e significativo: conoscenze, abilità, strumenti per capire la realtà; per pensare, ragionare, confrontare, scegliere, ipotizzare, verificare… In questa prospettiva possiamo ancora essere “bruneriani”[5], comprendere il valore antropologico dei saperi, come discipline dal volto umano, che acquistano senso attraverso discorsi e narrazioni condivise tra grandi e piccoli.

 

Le competenze, non in superficie

Quello sulle competenze non può diventare un dibattito stucchevole, un lessico di superficie utile per scrivere documenti politicamente corretti (PTOF, PdM, ecc.). Il concetto è un costrutto che dà valore profondo al buon apprendimento, quello sicuro degli alfabeti di base (ivi compresi i ruvidi richiamo di un linguista come F.Sabatini alla “sicura padronanza del gesto grafico della scrittura”), che vanno mesi alla prova in situazioni significative, per non rimanere natura morta.

Le competenze non sono, dunque, una precoce anticipazione di capacità operative, funzionali al lavoro e all’occupabilità, ma riguardano il modo di pensare, le persone, i valori[6]. Anche la recente revisione delle competenze chiave europee (maggio 2018)[7] può essere interpretata in questa chiave: non un algido e tecnocratico elenco di abilità, ma il sale della cittadinanza europea. Sì perché c’è un’Europa della cultura, della società aperta, della coesione sociale, dei diritti, molto più affascinante di quella dei parametri e dei vincoli economici. Si diventa cittadini europei (e oggi planetari) se si condividono, anche attraverso l’istruzione, l’arte, i musei, le cattedrali, i viali, gli opifici della nostra “cara e vecchia” Europa.

 

La saggezza professionale

C’è una condizione per inverare tutto ciò da parte dei docenti: vivere l’esperienza dell’insegnamento con curiosità, passione, professionalità, empatia, nella scoperta della relazione educativa “maieutica” e dei modi più efficaci dell’insegnare ad apprendere.

La saggezza professionale è frutto di un lavoro collaborativo, di ricerca, di scambio, di autoformazione. E allora le riforme? Nei casi migliori le novità legislative, come le Indicazioni per il primo ciclo (2012), le nuove modalità di certificazione (2015), i temi forti della cittadinanza, del digitale e della sostenibilità (2018), possono diventare uno stimolo per questo indispensabile lavorìo nel “cantiere aperto” della scuola. E’ l’obiettivo che si è dato il Comitato Scientifico Nazionale per le indicazioni, fin dalla sua costituzione nel 2013 e che si è via via arricchita di suggerimenti e orientamenti per le attività di ricerca delle scuole, la formazione in servizio, la documentazione delle buone esperienze, fino alla recente CM 16616 del 25 settembre 2018, che rilancia azioni sull’intero territorio nazionale, anche attraverso la strategia dei convegni nazionali. Non si tratta di eventi puramente celebrativi, ma di seminari ove mettere a confronto attraverso work-shop e momenti di scambio le esperienze delle scuole e le riflessioni degli esperti, per costruire una cultura condivisa dell’innovazione[8].

 

Come andrà a finire?

Il compito del Comitato Scientifica Nazionale (CSN), dopo un sessennio, si concluderà nell’estate del 2019. L’obiettivo che la norma gli attribuisce è quello (ambizioso) di contribuire al miglioramento della qualità dell’insegnamento, attraverso azioni di ricerca, formazione, documentazione, anche nel rapporto con le associazioni professionali degli insegnanti. Al termine di questo percorso, il CSN potrebbe rilasciare un memorandum in cui inserire le questioni aperte, di evoluzione ed eventuale adattamento delle Indicazioni del 2012. Quel testo appare del tutto attuale ed in grado di essere generativo di una buona didattica, tuttavia lo scenario si sta rapidamente modificando e potrebbe essere utile puntualizzare nuove esigenze, nel dialogo aperto con il mondo della scuola. In fondo, l’arte della “manutenzione”[9] è molto più convincente ed efficace degli effimeri cambiamenti. Due sono le questioni che si stanno imponendo all’attenzione dell’opinione pubblica (e non solo degli operatori scolastici): il tema dell’educazione alla cittadinanza e la presenza pervasiva del digitale nell’esperienza delle giovani generazioni.

Per far fronte a queste emergenze, spesso si auspica l’inserimento di nuove discipline nel nostro ordinamento, con un pacchetto di ore assicurato, una specifica valutazione e, forse, una cattedra per un docente “specializzato” nel settore. Una prospettiva assai impervia, visto il carattere già bulimico dei nostri curricoli scolastici. E’ pur vero che proposte in tal senso sono state depositate in Parlamento (con riferimento all’educazione civica e alla cittadinanza) ed una è alla ricerca di firme “popolari” per il suo inoltro alle Camere.

Sulla cittadinanza e sul digitale, due dovrebbero essere i rischi da evitare: sia quello di trasformare i due insegnamenti in due materie, alla stregua di tutte le altre, con il rischio di vanificarne l’impatto formativo; sia quello di rifugiarsi in un evanescente approccio trasversale (un po’ di cittadinanza e di digitale in tutte le discipline) con il rischio della marginalità e dell’occasionalità.

I due saperi dovrebbero essere ben evidenziati e strutturati, anche con un loro statuto epistemologico, in un quadro cogente di obiettivi formativi, di indicazioni metodologiche, di possibili contenuti da esplorare, in una ottica di curricolo verticale.[10] Ma il loro concreto insegnamento dovrebbe essere affidato ai team docenti delle diverse classi, attraverso una precisa assunzione di responsabilità che individui – anno scolastico per anno scolastico – i temi da approfondire, il tempo destinato ad essi, l’assegnazione a uno o, meglio, più docenti (con competenze e motivazioni appropriate) la gestione delle attività didattiche relative, le modalità di valutazione. Si tratterebbe di una scelta fortemente innovativa.

In questa prospettiva si potrebbe così tener fermo il principio che la migliore cittadinanza è l’attitudine all’apprendimento permanente e quindi la padronanza delle competenze chiave; ma anche che c’è bisogno di affrontare contenuti specifici (ad esempio, la conoscenza “viva” della nostra Costituzione) che fanno parte della nostra storia e della nostra identità civile e sociale.

 


[1] L’articolo di G.Cerini sarà pubblicato nel numero monografico di Rivista dell’istruzione, n. 6/2018, novembre-dicembre 2018, dedicato ai temi dell’educazione alla cittadinanza, con interventi di Flick, Corradini, Mion, Casadei, Bortone, Da RE, Marostica, Pedrizzi, Sarfatti, Siena e altri,

[2] Informazioni e documenti circa le iniziative del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni si trovano nel sito dedicato: http://www.indicazioninazionali.it/

[3] G.Cerini, Tra cittadinanza e Costituzione… le competenze chiave, in “Scuola7.it”, n. 94, 18 giugno 2018.

[4] Il documento, unitamente a numerosi commenti, è pubblicato in G.Cerini, S.Loiero, M.Spinosi, Le competenze chiave per la cittadinanza, Tecnodid, Napoli, 2018.

[5] G.Fioravanti, Rileggendo Bruner. Saggi per la mano sinistra, in “Rivista dell’istruzione”, n. 5, settembre-ottobre 2018, Maggioli, Rimini.

[6] Fondazione Agnelli, a cura di Luciano Benadusi e Stefano Molina, Le competenze. Una mappa per orientarsi, Il Mulino, Bologna, 2018.

[7] F.Marostica, Le nuove competenze chiave europee, in “Scuola7.it”, n. 92, 4 giugno 2018, Tecnodid.

[8] I seminari nazionali svolti tra il 2014 ed il 2018 sono stati sei: Abano Terme, San Benedetto del Tronto, Bologna, Rovereto, Vibo Valentia, Firenze. Uno di questi (Bologna, 2015) è stato dedicato alla scuola dell’infanzia: MIUR-CSN, Infanzia e oltre. Indicazioni per il curricolo e identità della scuola dell’infanzia, USR ER, Tecnodid, Napoli, 2017.

[9] G.Cerini, Una manutenzione straordinaria per le Indicazioni, in “Scuola7.it”, n. 79, 26 febbraio 2018, Tecnodid.

[10] Ci riferiamo alla proposta elaborata per le scuole della Repubblica di San Marino (2018), nel cui quadro curricolare rinnovato appaiono le aree della competenza di cittadinanza e della competenza digitale. Segreteria di Stato Istruzione e Cultura, Una scuola per le ragazze e i ragazzi che avranno 20 anni nel 2030. Linee Guida per i nuovi curricoli, Repubblica di San Marino, 2017. I curricoli sono poi stati resi definitivi nel corso del 2018.

Contratti pubblici: forse ci sono i soldi per impedire il taglio degli stipendi

da La Tecnica della Scuola

Contratti pubblici: forse ci sono i soldi per impedire il taglio degli stipendi
Di Reginaldo Palermo

In poco meno di 48 ore la questione degli stipendi dei dipendenti pubblici è stata risolta, stando almeno a quanto dichiarato sia dal ministro Marco Bussetti sia dallo stesso vice-presidente Luigi Di Maio.

La questione dell’ “elemento perequativo”

L’elemento perequativo che scadrà a dicembre 2018 e che ha consentito agli stipendi più bassi di essere aumentati di 80-85 euro lordi rispetto a quelli previsti dal precedente contratto nazionale verrà confermato anche per il 2019.
In un primo momento pareva che la conferma dovesse valere solo per la scuola grazie a risorse da recuperarsi all’interno dello stesso comparto, per esempio con una riduzione delle spese per l’alternanza scuola-lavoro o dell’importo del bonus della carta del docente o ancora con la cancellazione definitiva degli stanziamenti per il cosiddetto “bonus premiale”.
Quasi certamente, però, una soluzione del genere non sarebbe stata accettabile per le organizzazioni sindacali che richiedono che la misura riguardi tutto il pubblico impiego con risorse “fresche” e non con tagli al bilancio dei rispettivi ministeri.

Servono 7-800 milioni di euro

Il fatto è che, per garantire il risultato, i soldi necessari sono tanti: a conti fatti ci vogliono almeno 300 milioni di euro per la sola scuola e 7-800 milioni per l’intero comparto pubblico.
Ma, nelle ultime ore, il vicepresidente Di Maio ha assicurato che nella legge di bilancio è previsto un apposito stanziamento per affrontare il problema.
Difficile, però, che i sindacati si accontentino perché questo significa comunque lasciare irrisolta la questione del rinnovo dei contratti nazionali che scadono il prossimo 31 dicembre.
Nel mese di aprile, quando venne siglato il CCNL della scuola, i sindacati dichiararono che si trattava di un “contratto ponte” che sarebbe dovuto servire per far ripartire una nuova stagione contrattuale.
A tutt’oggi non risulta che nella legge di bilancio siano state inserite risorse per i nuovi contratti; nella migliore delle ipotesi ci saranno forse i soldi per evitare che gli stipendi diminuiscano.
Ma per averne la certezza è bene aspettare di leggere il testo del disegno di legge che il Governo dovrà depositare in Parlamento nei prossimi giorni.