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Scuola, il Miur non mantiene le promesse fatte: supplenti ancora senza stipendio. “L’ennesima presa in giro”

da Il Fatto Quotidiano

Scuola, il Miur non mantiene le promesse fatte: supplenti ancora senza stipendio. “L’ennesima presa in giro”

L’annuncio rivolto ai precari che non ricevono la paga era un impegno preso dai vertici del ministero dell’Istruzione. Ma arrivato il giorno tanto atteso molte tasche dei docenti sono rimaste vuote. Qualcuno ha ricevuto il mese di maggio, altri quello di giugno e non quello precedente. E c’è anche chi non ha visto un centesimo

Meno ore nei tecnici e professionali, il Tar dice no ma il CdM cambia il regolamento

da La Tecnica della Scuola

Meno ore nei tecnici e professionali, il Tar dice no ma il CdM cambia il regolamento

Arriva il via libera definitivo in Consiglio dei Ministri alla revisione dei due regolamenti di riordino dell’istruzione tecnica e professionale.

Si tratta dei regolamenti già approvati nel 2010. L’intervento è stato necessario a seguito di una pronuncia del Tar del Lazio dell’8 aprile del 2013, con cui il Tribunale amministrativo ha annullato parte dei i regolamenti n. 87 del 2010 (sull’istruzione professionale) e n. 88 del 2010 (sull’istruzione tecnica) perché incompleti: mancavano le motivazioni a sostegno della revisione (ovvero la riduzione) del quadro orario dei percorsi di studio.

Il Tar, nell’occasione, accogliendo il ricorso del sindacato Snals-Confsal, aveva ritenuto illegittimo il taglio di una parte delle ore settimanali di laboratorio –  a seguito dell’applicazione della Legge 133/08 dell’ultimo governo Berlusconi, con l’on. Maria Stella Gelmini a capo del Miur – negli istituti professionali e tecnici e ordinato il ripristino degli orari precedenti ai decreti 87 e 88 del 2010.

Con una seconda sentenza del 2015, la n. 6438, il Tar Lazio aveva dato nuovamente ragione allo Snals-Confsal sulla stessa questione ordinando al Miur di dare esecuzione alla sentenza del 2013 lasciata nel “dimenticatoio”. Per questo, il Tar aveva disposto il commissariamento dello stesso Ministero, che si era mostrato incurante, e la nomina di un commissario nella figura del Prefetto di Roma.

Il commissario, però, nelle more della rinnovazione dei regolamenti, non ha ripristinato i vecchi quadri orari. Da qui il terzo ricorso del sindacato, con una terza risposta del Tribunale regionale, datata marzo 2016, orientata sempre al ripristino degli orari antecedenti.

Ora, però, modificando i regolamenti, il ministero dovrebbe avere risolto il problema alla “radice”, evitando di dover rimettere mano agli orari settimanali e ad incrementare il numero di ore dei docenti, evitando anche di aumentare il numero di cattedre dei docenti di laboratorio. E di fatto avvalorando una delle manovre più discusse e contrariate delle riforma Gelmini, assieme al dimensionamento: quella della riduzione del tempo scuola anche alle superiori.
“Con il via libera di oggi – spiega il Miur – si integrano le norme, rendendole più chiare e ottemperando a quanto richiesto dai giudici amministrativi”.
Nel frattempo, il Ministero sta predisponendo il nuovo regolamento per l’istruzione professionale previsto dal decreto legislativo 61 del 2017, uno degli otto decreti attuativi della legge 107 del 2015, la Buona Scuola.
“Il provvedimento – concludono da Viale Trastevere – darà una più chiara identità agli istituti professionali, innovando e rendendo più flessibile la loro offerta formativa, superando l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica e mettendo ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali.
Tale provvedimento permetterà, tra le altre cose, di attuare con maggiore flessibilità le cosiddette “passerelle” tra un ciclo di studi e l’altro (statale verso regionale e viceversa), oltre che la possibilità di terminare gli studi professionali statali con quattro anni di studi anziché gli attuali cinque.

Scuola digitale, cosa ci aspetta? Il 26 luglio lo dirà la Fedeli a Roma

da La Tecnica della Scuola

Scuola digitale, cosa ci aspetta? Il 26 luglio lo dirà la Fedeli a Roma

Alla presenza della ministra dell’Istruzione, il prossimo 26 Luglio, a Roma, presso la Sala Centrale dell’Acquario Romano, si terrà l’evento “Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese”.

Sarà l’occasione, spiegano gli organizzatori, per fare il punto sui primi diciotto mesi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e per rilanciare le politiche  per l’innovazione  del  sistema  educativo.

La mattinata sarà animata dal confronto fra rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico, di Regioni e Comuni e di imprese, che interverranno per rilanciare il proprio coinvolgimento verso il PNSD.

L’appuntamento sarà anche l’occasione per aggregare gli stakeholder che, insieme alle scuole e al Ministero, hanno contribuito e stanno contribuendo a sostenere l’innovazione del sistema educativo.

Nel corso dell’evento saranno presentati alcuni dati preliminari dell’Osservatorio Scuola Digitale, per avere uno sguardo sullo stato di avanzamento dell’innovazione della scuola italiana.

La ministra Valeria Fedeli indicherà le priorità per i prossimi anni, annunciando le nuove azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale che il Miur metterà in campo a partire da settembre. Anche insieme ai partner istituzionali.

L’evento sarà l’occasione per avviare una più forte sinergia tra mondo della ricerca e innovazione del sistema educativo, in collaborazione con la CRUI, e rilanciare il patto con i territori: saranno annunciati nuovi accordi con Regioni e Città Metropolitane e presentate le migliori esperienze di innovazione della scuola sviluppate dai Comuni. La parte finale della mattinata sarà poi dedicata al confronto con imprese e società civile.

Interverranno Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato al Ministero per lo Sviluppo Economico con Delega alle Telecomunicazioni, Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Agenda Digitale, Presidenza del Consiglio, Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI, Debora Serracchiani, Referente per l’Agenda Digitale per le Regioni, Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, e Agostino Santoni, Presidente di Assinform.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.00, si svolgeranno alcuni tavoli tematici.

La chiusura dei lavori è prevista per le 18.00.

La giornata si potrà seguire in diretta sul sito www.miur.gov.it.

Protestano i d.s. : non compileremo il portfolio individuale

da La Tecnica della Scuola

Protestano i d.s. : non compileremo il portfolio individuale

Non abbiamo nessuna intenzione di procedere alla compilazione del nostro portfolio: lo hanno già messo nero su bianco diverse centinaia di dirigenti scolastici di tutta Italia.

Le motivazioni vanno ricercate nella situazione di disagio in cui si trovano ad operare – non da oggi – i dirigenti scolastici; motivazioni che vengono riassunte in una lettera di protesta indirizzata alla Ministra Fedeli, agli Uffici scolastici regionali e alle organizzazioni sindacali.
Secondo i firmatari del documento, mancano “presupposti e tempi adeguati per un sereno percorso valutativo teso al miglioramento”.
I dirigenti ricordano, ma non ce ne sarebbe davvero bisogno visto che le scadenze sono stabilite proprio dal Miur,  che nell’arco di poche settimane, anzi pochi giorni sono concentrati molti adempimenti tutti di assoluto rilievo:  revisione del RAV e del PdM, valutazione dell’anno di prova dei neo-assunti,  esami conclusivi del I e II ciclo, aggiornamento delle graduatorie di Istituto,  acquisizione degli organici  di diritto su piattaforma Sidi a funzionamento alterno, processo di valorizzazione del merito, progettazione PON, attuazione di percorsi ASL).
Nel documento si parla anche di “mancanza di reali  strumenti per un efficace governo del sistema scuola (depotenziamento della ‘chiamata diretta’, inadeguatezza giuridica del CCNL dei docenti in relazione anche alle novità introdotte dalla L. 107/2015, ritardi nell’assegnazione definitiva degli insegnanti alle scuole, ecc., assegnazioni di docenti di potenziamento non coerenti con i PdM)” oltre che di “esiguità di risorse umane e finanziarie a supporto del miglioramento (carenza e/o e/o parziale  adeguatezza del personale di segreteria anche alla luce delle continue e pressanti innovazioni specie nel versante della digitalizzazione)”.
Per non parlare dell’ “aggravio di incombenze di carattere burocratico (monitoraggi continui, reiterate richieste di dati già in possesso dell’Amministrazione, ecc.)” e delle sempre maggiori “responsabilità oggettive su questioni attinenti la sicurezza (ex D.Lgs 81/2008) al di fuori del controllo dei dirigenti scolastici”.
I firmatari del documento ci tengono però ad evidenziare di essere pienamente favorevoli sia “alla formazione in servizio di ogni categoria di lavoratori della scuola, a partire dai dirigenti”  sia “alla valutazione, anche attraverso strumenti come il portfolio”.
Anzi, i dirigenti firmatari si dichiarano ampiamente disponibili “a partecipare al processo di valutazione qualora si configuri come un percorso di supporto professionale e di valorizzazione delle caratteristiche peculiari del ruolo del dirigente scolastico e non sia relativo al solo dirigente scolastico, ma a tutto il personale sia docente che ATA”.

Utilizzazioni, assegnazioni provvisorie e supplenze secondaria: ecco i 16.543 posti rimasti liberi

da La Tecnica della Scuola

Utilizzazioni, assegnazioni provvisorie e supplenze secondaria: ecco i 16.543 posti rimasti liberi

Nella scuola secondaria di secondo grado, sono in numero considerevole, ben 16.543, i posti rimasti liberi dopo i trasferimenti avvenuti il 20 luglio.

A riportare tutta la situazione, suddivisa per tipo di posto, provincia e regione, è la Fcl-Cgil: in un unico file Excel vengono messe a disposizione degli interessati le cattedre vacanti e disponibili.

Risulta impossibile dare un giudizio assoluto: ognuno deve andare a verificare le classi di concorso in cui è abilitato. L’unico aspetto che si può evidenziare è che ci sono delle discipline, come la Matematica (A026) nelle quali risultano scoperti addirittura quasi 700 posti.

Spetterà a docenti interessati – di ruolo (soprannumerari che hanno intenzione di formulare domanda di utilizzazione o che intendono chiedere trasferimento annuale tramite assegnazione provvisorie) e precari (aspiranti alle supplenze annuali) – andare poi a verificare dove è fisicamente collocata la supplenza.
Potrebbe bastare consultare i siti internet degli Ambiti territoriali: in mancanza di informazioni utili, l’interessato farebbe bene a recarsi direttamente presso l’ex Provveditorato agli Studi.
Qualora, infine, non dovesse ancora avuto informazioni, non rimarrà che tentare di chiamare le scuole dove potenzialmente potrebbero risultare le cattedre da coprire.

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: indicazioni per IRC, educativi e licei musicali

da La Tecnica della Scuola

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: indicazioni per IRC, educativi e licei musicali

Il Miur ha fornito indicazioni in merito all’invio delle domande per il personale educativo, gli nsegnanti di religione cattolica e le utilizzazioni nei licei musicali.

Le domande di mobilità, in formato cartaceo, relative agli Utilizzi nei licei musicali e alle assegnazioni provvisorie e alle utilizzazioni del personale docente di R.C. e del personale educativo andranno inviate, all’Ufficio territorialmente competente per la provincia e/o l’Istituzione scolastica presso la quale si intende chiedere la mobilità annuale secondo la seguente tempistica:

  • dal 24 luglio al 2 agosto personale utilizzato nelle discipline specifiche dei licei musicali
  • dal 25 luglio al 5 agosto personale educativo e docenti di religione cattolica

Resta confermata la tempistica per le domande della scuola secondaria di primo e secondo grado dal 24 luglio al 2 agosto.

Vai a scuola in anticipo? Avrai voti più bassi. Lo studio Invalsi

da La Tecnica della Scuola

Vai a scuola in anticipo? Avrai voti più bassi. Lo studio Invalsi

L’Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, ha presentato un approfondimento sulla formazione degli studenti italiani.

Così come riporta “La Repubblica”, chi viene iscritto alle elementari prima dei sei anni faticherà in Matematica (alle primarie e alle medie) e un po’ anche in Italiano.

A cura di Salvo Intravaia, l’articolo spiega che “non si tratta di differenze di punteggio abissali, ma in tutte le classi esaminate, per la Matematica, e in due classi su tre per l’Italiano chi accelera l’ingresso a scuola fa, mediamente, più fatica dei compagni”.

Una pratica, quella di iscrivere anzitempo i figli alla primaria, per la verità non molto seguita dai genitori italiani e che mostra dei limiti. Ad avvalersene ogni anno in Italia sono infatti meno di 10mila alunni, pari all’1,6 per cento in seconda primaria, e le prestazioni di questi scolari non entusiasmano. […] In seconda elementare, per la Matematica, il punteggio medio degli alunni anticipatari è inferiore di due punti rispetto ai compagni regolari: 198 contro 200. Una differenza che sale a 4 punti, sempre a favore degli alunni regolari, in quinta elementare.

Più ridotte le differenze per l’Italiano. In questa disciplina i risultati si equivalgono in seconda elementare e in terza media mentre in quinta elementare prevalgono di due punti ancora gli alunni che hanno fatto ingresso all’elementare a sei anni. Solo al secondo anno delle superiori si manifesta un leggero vantaggio per gli anticipatari: un punto di differenza.

L’anticipo, restando ai dati, è più gettonato al Sud dove si tocca quota 3,5-4 per cento alla scuola elementare. Le regioni in cui genitori sono meno affascinati dall’anticipo sono quelle del Nord-Est con appena lo 0,2 per cento di bambini sotto