Tutti gli articoli di Edscuola

Genitori in conflitto, il giudice può dire sì alla scuola privata

da Il Sole 24 Ore 

Genitori in conflitto, il giudice può dire sì alla scuola privata

di Giuseppe Buffone

Se i genitori separati non si accordano sulla scuola a cui iscrivere i figli la scelta del tribunale può cadere anche su un istituto privato. Infatti, benché in linea generale i giudici debbano preferire l’istruzione pubblica, è anche possibile, in certi casi, decidere per quella privata. Lo hanno chiarito il Tribunale di Milano, con il decreto del 2 febbraio scorso (presidente Cosmai, relatore Muscio), e il Tribunale di Torino, con l’ordinanza del 25 agosto 2016 (estensore Carbonaro). Ma andiamo con ordine.

Separazioni e decisioni sui figli
Quando si separano o divorziano (se sposati) o cessano la convivenza (se coppia di fatto), i genitori di figli minorenni, salvo che non sia diversamente stabilito, continuano a prendere di comune accordo le decisioni di maggiore interesse per i figli. Tra queste, c’è anche la scelta della scuola a cui iscrivere i figli.
E se i genitori non si accordano? In questi casi il tribunale deve intervenire per salvaguardare l’interesse del bambino coinvolto a non vedere pregiudicato il percorso scolastico. Le strade possibili sono diverse: i giudici possono affidare la scelta a un terzo (ad esempio, ai servizi sociali del Comune), nominare un curatore speciale o, nei casi più gravi, un tutore; oppure il tribunale può comporre direttamente la lite e decidere nell’interesse dei figli, dopo averli ascoltati, se necessario.

Il chiarimento del Tribunale
Così ha fatto il Tribunale di Milano che, con il decreto del 2 febbraio, ha sciolto il conflitto tra il padre, che insisteva per far trasferire il figlio da una scuola privata a una pubblica, e la madre, che invece voleva mantenere l’iscrizione a una scuola privata. Il tribunale ha ribadito il suo orientamento, per cui se non esiste (o non persiste) un’intesa tra i genitori a favore di una scuola privata, la decisione dei giudici – sostitutiva di quella dei genitori – deve essere «a favore dell’istruzione pubblica, secondo i canoni dall’ordinamento riconosciuti come idonei allo sviluppo culturale di qualsiasi soggetto minore residente sul territorio». Il tribunale ha, però, chiarito che questa regola può subire eccezioni se, per le peculiarità del caso concreto, emergono «evidenti controindicazioni all’interesse del minore» e, quindi, la soluzione della scuola pubblica possa non essere quella più idonea: ad esempio, in caso di difficoltà di apprendimento, particolari fragilità di inserimento nel contesto dei coetanei o fragilità personali del minore, esigenze di coltivare studi in sintonia con la dotazione culturale o l’estrazione nazionale dei genitori. Nel caso specifico, i giudici hanno deciso che «la prosecuzione del percorso scolastico superiore in un contesto privato appare (…) la soluzione più tutelante per il percorso di crescita del minore».
Ha preferito un istituto privato anche il Tribunale di Torino con l’ordinanza del 25 agosto 2016. In questo caso, però, i genitori caldeggiavano l’iscrizione a due scuole diverse, ma entrambe private, e il giudice si è pronunciato a favore di una delle due, privilegiando l’ambiente internazionale rispetto alla natura confessionale dell’altra.

La Ue finanzia 5mila viaggi per giovani in eTwinning

da Il Sole 24 Ore 

La Ue finanzia 5mila viaggi per giovani in eTwinning

In arrivo 2,5 milioni di euro per finanziare il viaggio in Europa di 5mila giovani dai 16 anni in su, che partecipano con la propria scuola al programma Ue di gemellaggi online per l’apprendimento eTwinning. È “Move2Learn, Learn2Move” (Muoversi per imparare, imparare a muoversi’), l’ultima proposta presentata dalla Commissione Ue in sostituzione della più ambiziosa idea di regalare un biglietto interrail gratuito a tutti i giovani europei diciottenni, che era stata lanciata dal Parlamento europeo. I costi, nell’ordine di 2-3 miliardi di euro, erano però troppo alti per il budget europeo.

Iniziativa per i protagonisti di eTwinning
Bruxelles ha quindi dirottato 2,5 milioni nell’ambito del quadro Erasmus+ per proporre, in questa fase pilota, a 5mila ragazzi della scuola superiore di poter viaggiare in Europa nell’ambito dei progetti scolastici transfrontalieri Ue sviluppati sulla piattaforma online di eTwinning , gestito dal network dei ministeri dell’istruzione nazionali European Schoolnet. Obiettivo, farlo nel modo più eco-sostenibile e inclusivo possibile. Le classi che partecipano a eTwinning sono quindi invitate a indicare se desiderano essere prese in considerazione per l’assegnazione di biglietti di viaggio gratuiti come premio per i migliori progetti in ciascun paese partecipante. L’inclusione sociale sarà un criterio importante per la selezione dei progetti migliori.

Viaggi tra agosto 2017 e settembre 2018
Una volta scelti, i vincitori potranno viaggiare da agosto 2017 a dicembre 2018, in una data a loro discrezione. Gli studenti potranno viaggiare in gruppo nell’ambito di una gita scolastica o da soli, in funzione della decisione di genitori e insegnanti. Si può scegliere qualsiasi modo di trasporto, operatore e linea, tenendo conto dei criteri di sostenibilità e dei punti di partenza e di destinazione dei partecipanti.
«Vogliamo offrire ai giovani europei l’occasione di scoprire l’Europa e vogliamo incoraggiarli a viaggiare in maniera rispettosa dell’ambiente: per questo motivo si terrà conto delle emissioni di CO2» ha dichiarato la commissaria Ue ai trasporti Violeta Bulc. Alcuni operatori sostengono l’iniziativa offrendo uno sconto speciale ai partecipanti: sono Aegean Airlines, Air Dolomiti, ALSA Grupo, Azores Airlines, Brussels Airlines, Comboios de Portugal, Croatia Airlines, Deutsche Bahn, Hahn Air, Iberia Express, Interrail, Luxair, Naviera Armas, Olibus, SNCF, Transferoviar Calatori, Trenitalia, Vueling e Westbahn.

Un tutor per spingere l’alternanza

da Il Sole 24 Ore 

Un tutor per spingere l’alternanza

di Claudio Tucci

Il dialogo, non sempre facile, tra scuola e mondo del lavoro si arricchirà di una nuova figura: un professionista-tutor che aiuterà, ogni settimana, istituti secondari e università-Its a creare un link stabile con le imprese, valorizzando gli strumenti rilanciati dal Jobs act (alternanza e apprendistato).

L’iniziativa
Il progetto arriva dall’Anpal (la neonata Agenzia nazionale per le politiche attive), durerà tre anni scolastici, e coinvolgerà, gradualmente fino al 2020, da Milano a Palermo, 5mila scuole e 60 atenei, impegnando mille tutor.
«Partiremo a settembre con un migliaio di istituti e oltre cento tutor – spiega il numero uno di Anpal, Maurizio Del Conte -. Vogliamo testare l’iniziativa per andare velocemente a regime, con una robusta crescita già nel 2018. Nel triennio prenderemo in carico 600mila giovani delle superiori e 10mila studenti universitari o di un Its a cui sarà offerto un servizio di orientamento e assistenza specialistica per sviluppare una vera e propria cultura del lavoro, in raccordo con territorio e mondo produttivo».

I tutor saranno impegnati un giorno a settimana in ciascuna scuola; 4/5 giorni in ogni università/Its; e il singolo esperto, affiancato da un team di insegnanti e operatori, seguirà al massimo cinque alunni dell’istituto (il rapporto sarà invece 1 a 1 nella formazione terziaria). L’obiettivo è strategico: «Tutti ormai concordano che l’integrazione tra studio e lavoro costituisce un fattore di crescita e prevenzione della disoccupazione giovanile – ha aggiunto Del Conte -. Senza considerare lo skill mismatch che ancora esiste, e con numeri importati, in Italia».

I nodi da sciogliere
La riforma Renzi-Giannini ha lanciato il sasso nello stagno: l’alternanza è divenuta ordinamentale, ma l’avvio ha mostrato diverse ombre (solo il 30% di studenti si è formato nelle aziende; Sud e licei sono in grande affanno; e gli imprenditori sono stati inondati di adempimenti e oneri, con docenti poco o per nulla preparati alla novità). Anche l’università è piuttosto indietro
: solo un ateneo su 4, secondo l’ultima ricerca di ItaliaLavoro nel 2015, effettua monitoraggi sistematici della domanda di impiego per i propri laureati. Gli Its invece funzionano: hanno un tasso di occupabilità dei neodiplomati che supera l’80% (ma sono ancora una realtà di nicchia, frequentati da circa 6mila alunni; e poco conosciuti dalle famiglie).

Di qui la necessità di una svolta: i tutor targati Anpal avranno compiti specifici: oltre a garantire il contatto diretto con le imprese, dovranno semplificare le attività di presidi e rettori, offrire ai ragazzi progetti personalizzati e seguirli, poi, nella transizione con il lavoro. Dal canto loro, i giovani saranno impegnati in incontri di classe o assembleari, riceveranno un “libro di marcia” e una “mappa” che riassume in modo sintetico le opportunità della formazione pratica, dall’esperienza in azienda ai tirocini curriculari. Per gli studenti universitari le attività partiranno già durante la laurea triennale (qui si punterà molto sull’apprendistato).

Il progetto è condiviso dal Miur, «appena firmeremo l’accordo con Anpal, invieremo le istruzioni operative alle scuole», sottolinea il sottosegretario, Gabriele Toccafondi.

Organico di diritto a.s. 2017/18, funzioni per Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado

da La Tecnica della Scuola

Organico di diritto a.s. 2017/18, funzioni per Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado

Il Miur ha aperto le funzioni SIDI per la determinazione dell’organico di diritto a.s 2017/18 del personale docente delle scuole statali dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

La chiusura è prevista per il 10 aprile.

In particolare, sono abilitate le seguenti aree per le scuole:

  • Organico di Diritto Infanzia: acquisizione dati alunni, sezioni, alunni portatori di handicap, posti; interrogazione dati alunni, sezioni, posti, alunni portatori di handicap, organico di circolo/istituto comprensivo; gestione discordanze tra Anagrafe Alunni e Organico di Diritto;
  • Organico di Diritto Scuola Primaria: acquisizione dati alunni, classi, alunni portatori di handicap, posti; interrogazione dati alunni, classi, alunni portatori di handicap, organico di circolo/istituto comprensivo, posti di potenziamento, gestione discordanze tra Anagrafe Alunni e Organico di Diritto;
  • Organico di Diritto Scuole Secondarie di Primo Grado: acquisizione dati alunni, classi e sostegno; interrogazione dati alunni, classi, determinazione organico, posti di potenziamento, gestione discordanze tra Anagrafe Alunni e Organico di Diritto.

Come per l’anno scorso, la funzione di determinazione dell’organico verifica la congruenza con il numero degli alunni rilevato dall’anagrafe alunni. Il numero degli alunni derivante dall’anagrafe viene aggiornato all’istante.

Rispetto allo scorso anno, all’interno del menu SIDI delle scuole primarie e secondarie di I grado è presente una voce per l’acquisizione dell’organico di potenziamento; inoltre, l’organico della scuola secondaria di primo grado viene calcolato su un’unica sede pur rimanendo disponibili i contributi orari prodotti dai singoli plessi.

Riforma sostegno, i numeri inderogabili: massimo 2 disabili in classi da non oltre 20 alunni

da La Tecnica della Scuola

Riforma sostegno, i numeri inderogabili: massimo 2 disabili in classi da non oltre 20 alunni

Per realizzare una didattica realmente formativa per gli alunni disabili, occorre che ve ne siano al massimo due all’interno di classi con non oltre 20 alunni.

Lo sostiene la Fand (Federazione tra le associazioni nazionale di disabili), giudicando quindi ancora decisamente migliorabile il decreto legislativo sull’inclusione scolastica, tornato da pochi giorni al Governo per la stesura definitiva.

L’associazione, “benché soddisfatta delle modifiche accolte” dei pareri espressi dalle commissioni parlamentari, evidenzia diversi elementi di criticità. Per cui, Al Governo la Fand chiede un “ultimo sforzo di attenzione e condivisione su punti imprescindibili”.

“Si tratta di aspetti ancora irrisolti e dunque suscettibili di modifica e miglioramento nel profilo di funzionamento e/o nel Pei (Piano Educativo Individualizzato) all’interno dei quali – spiega in una nota – dovrebbero essere indicati: i sostegni necessari a garantire un compiuto percorso di inclusione scolastica; il numero massimo di alunni per classe in presenza di un alunno con grave disabilità, che dovrebbe essere inderogabilmente di 20 e non come indicato genericamente nel parere dove ora è scritto ‘di norma’; non ci dovrebbero essere più di due alunni con disabilità per classe”.

Va specificato – continua la Fand – che agli alunni che non raggiungono gli obiettivi del Pei e a quelli che non si presentino agli esami venga comunque rilasciato l’attestato di crediti formativi; e, infine, deve essere contrastata ogni forma di precariato sul sostegno“.

Un altro “importantissimo” aspetto da evidenziare, per la Fand, è la necessità della formazione dei docenti.

“In particolare, per gli insegnanti di sostegno delle scuole dell’infanzia e primaria, si dovrebbe rendere obbligatoria la scelta dell’indirizzo sul sostegno al terzo anno del percorso di laurea magistrale; per gli insegnanti di scuola secondaria di primo e secondo grado, dovrebbero essere innalzati a 31 i crediti formativi universitari o accademici in pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione, psicologia, metodologia e tecnologie didattiche; infine, nel 2° e 3° anno del contratto su posti di sostegno si dovrebbero, comunque, sempre acquisire almeno 90 crediti formativi”.

EstateINPSieme, riapertura termini: c’è tempo fino al 4 aprile

da La Tecnica della Scuola

EstateINPSieme, riapertura termini: c’è tempo fino al 4 aprile

Nel fornire un’importante precisazione, l’INPS riapre i termini del bando “Estate INPSieme 2017”.

In riferimento all’art. 3, comma 1, “Requisiti di ammissione al concorso”, del Bando di Concorso per l’assegnazione di contributi per soggiorni studio in Europa, l’Istituto infatti chiarisce che il comma prevede l’ammissione al concorso per gli studenti di cui all’art. 1, comma 3, del Bando di concorso che, all’atto della presentazione della domanda, abbiano 19 anni, e non abbiano quindi compiuto il 20° compleanno.

Dunque, per consentire la partecipazione a coloro i quali, pur rientrando nella casistica menzionata, siano caduti in errore e non abbiano presentato domanda, l’Inps riapre i termini per la presentazione delle domande, dalle ore 12.00 del 29 marzo 2017 alle h. 12.00 del 4 aprile 2017.

Possono presentare domanda e partecipare  solo gli studenti che all’atto della presentazione domanda, siano iscritti ad una scuola secondaria di secondo grado e che siano nati dal 17 febbraio 1997 al 16 febbraio 1998.

Le benedizioni a scuola sono legittime, lo dice il Consiglio Stato

da La Tecnica della Scuola

Le benedizioni a scuola sono legittime, lo dice il Consiglio Stato

Le benedizioni a scuola, se facoltative e fuori dalle lezioni, si possono fare: a dirlo è stato il Consiglio di Stato, con sentenza del 27 marzo.

Il CdS ha in questo modo accolto il ricorso del ministero dell’Istruzione e ribaltato la decisione del Tar Emilia-Romagna, che aveva invece annullato la delibera con cui un consiglio di istituto di Bologna le aveva autorizzate, nel 2015.

Secondo i giudici il rito non può “in alcun modo incidere sullo svolgimento della didattica e della vita scolastica in generale” e questo “non diversamente” da altre attività ‘parascolastiche’.

L’Ansa ricorda che la polemica sulle benedizioni, finita anche sul New York Times, nacque dal ricorso presentato da alcuni docenti e genitori dell’istituto comprensivo 20 di Bologna e dal comitato ‘Scuola e costituzione’.

In primo grado il tribunale amministrativo aveva accolto le loro ragioni, un anno fa, dicendo che la scuola non poteva essere coinvolta in un rito attinente unicamente alla sfera individuale di ciascuno.

Tuttavia, la sesta sezione del Consiglio di Stato (presidente Sergio Santoro) all’esito dell’udienza del 20 dicembre, non si è detta d’accordo: le benedizioni non incidono sulla vita scolastica, “non diversamente dalle diverse attività ‘parascolastiche’ che, oltretutto, possono essere programmate o autorizzate dagli organi di autonomia delle singole scuole anche senza una formale delibera”.

Per i giudici il rito, per chi intende praticarlo, “ha senso in quanto celebrato in un luogo determinato, mentre non avrebbe senso (o, comunque, il medesimo senso) se celebrato altrove; e ciò spiega il motivo per cui possa chiedersi che esso si svolga nelle scuole, alla presenza di chi vi acconsente e fuori dall’orario scolastico, senza che ciò possa minimamente ledere, neppure indirettamente, il pensiero o il sentimento, religioso o no, di chiunque altro che, pur appartenente alla medesima comunità, non condivida quel medesimo pensiero e che dunque, non partecipando all’evento, non possa in alcun senso sentirsi leso da esso”.

Inoltre “non può logicamente attribuirsi al rito delle benedizioni pasquali”, con i limiti stabiliti in questo caso, “un trattamento deteriore rispetto ad altre diverse attività ‘parascolastiche’ non aventi alcun nesso con la religione”.

Nella sentenza si legge ancora: “c’è da chiedersi come sia possibile che un (minimo) impiego di tempo sottratto alle ordinarie e le attività scolastiche, sia del tutto legittimo o tollerabile se rivolto a consentire la partecipazione degli studenti” ad attività culturali, sportive o ricreative “mentre si trasformi, invece, in un non consentito dispendio di tempo se relativo ad un evento di natura religiosa, oltretutto rigorosamente al di fuori dell’orario scolastico”.

I giudici aggiungono quindi che “per un elementare principio di non discriminazione, non può attribuirsi alla natura religiosa di un’attività, una valenza negativa tale da renderla vietata o intollerabile unicamente perché espressione di una fede religiosa, mentre, se non avesse tale carattere, sarebbe ritenuta ammissibile e legittima”.

Del resto, è la stessa Costituzione, nell’articolo 20, pone “un divieto di trattamento deteriore, sotto ogni aspetto, delle manifestazioni religiose in quanto tali”.