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Noi difendiamo l’italiano ma il governo che fa?

Sabato 27 maggio, ore 10.30, Liceo classico TASSO
(Via Sicilia 168, Roma, tel. 06 1211 28 305)

Noi difendiamo l’italiano ma il governo che fa?

A quasi quattro mesi dall’appello-denuncia di oltre 600 docenti universitari del febbraio scorso sulle carenze linguistiche dei loro studenti, una rappresentanza dei firmatari e i promotori del Gruppo di Firenze incontrano la stampa per denunciare l’assenza di risposte del governo in merito a questo grave problema.

Nell’occasione saranno annunciate ulteriori iniziative e proposte e fornite precisazioni circa spirito e scopi della lettera-appello, in qualche caso fraintesi.

Saranno presenti, tra gli altri, il professor Lucio Russo, ordinario di Calcolo delle probabilità all’Università Roma 2, autore del libro sulla scuola Segmenti e bastoncini , e il professor Massimo Arcangeli,ordinario di Linguistica italiana all’Università di Cagliari e direttore del Festival della Lingua italiana di Siena.

Giorgio Ragazzini
(Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità)

Scatti di anzianità

Scatti di anzianità: anche in Corte d’Appello confermato l’abuso del Miur sui precari

Ancora condanne a carico del Ministero dell’Istruzione per abuso e discriminazione del lavoro precario in violazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva 1999/70/CE. Anief: non ci fermeremo finché la contrattazione collettiva non sarà adeguata alla normativa comunitaria.

Continuano anche in Corte d’Appello le condanne a carico del Miur per l’illecita discriminazione posta in essere a discapito dei lavoratori precari cui non viene riconosciuto il diritto a percepire le medesime progressioni di carriera previste per il personale di ruolo, nonostante i tanti anni di servizio con contratti a termine. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Michele Ursini ottengono ragione anche presso la Corte d’Appello di Bari con la conferma della condanna del Miur per violazione di norme comunitarie.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la normativa comunitaria è chiara e puntuale nello specificare che, per quanto riguarda le condizioni di impiego, i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato. La nostra azione di tutela non si fermerà finché il contratto collettivo del comparto scuola non sarà adeguato ai dettami eurounitari e non riconoscerà piena parità di trattamento, anche stipendiale, ai lavoratori precari.

L’Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri dirittie per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

Lezioni di Costituzione

“Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione”. Giovedì 25 maggio nel Palazzo dell’Istruzione e venerdì 26 maggio a Palazzo Madama le giornate conclusive del progetto didattico organizzato da Senato, Camera e MIUR
Due intense giornate al Ministero dell’Istruzione e al Senato per le scuole che hanno partecipato alla decima edizione del progetto “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione”, a conclusione delle attività svolte durante l’anno scolastico.Giovedì 25 maggio dalle ore 15 il Palazzo dell’Istruzione ospiterà, per la prima volta nella storia del Progetto, 240 studenti e docenti, in rappresentanza di 59 istituti scolastici del nostro Paese. Le delegazioni delle scuole, divise in due gruppi, incontreranno i rappresentanti del Ministero, della Camera e del Senato e potranno assistere a due lezioni su temi costituzionali ed europei. La prima, tenuta dall’On. Pino Pisicchio, su “Etica e politica in Italia e in Europa. L’esperienza dei codici di condotta dei parlamentari”; la seconda, tenuta dal Sen. Lucio Romano, su “Costituzione italiana e Unione europea: biopolitiche e biolegislazioni”. Per tutti i partecipanti inoltre porte aperte alle stanze più rappresentative del patrimonio storico artistico conservato nel Palazzo, in un percorso di visita guidata che comprenderà la Sala della Comunicazione, il Salone dei Ministri, il Memoriale ai caduti della Prima Guerra Mondiale, le Sale del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, gli Scaloni d’Onore gemelli, la Biblioteca (Centrale e Legislazione), il Cortile d’Onore e il Vestibolo.
Il percorso di visita sarà ripreso da Rai Cultura, che dedicherà una trasmissione al Progetto.

Il Senato della Repubblica ospiterà invece venerdì 26 maggio la cerimonia conclusiva con la premiazione dei lavori selezionati dalla giuria del Concorso. Inizio alle ore 11 nell’Aula di Palazzo Madama con l’intervento del Presidente del Senato Pietro Grasso, che presiederà con il Vice Presidente della Camera Simone Baldelli.

L’iniziativa di formazione “Lezioni di Costituzione” è organizzata dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ed è rivolta alle scuole secondarie superiori di secondo grado. Obiettivi: sostenere l’insegnamento nelle scuole di “Cittadinanza e Costituzione”, avvicinare i giovani ai valori e ai principi della Carta costituzionale, favorirne la crescita civile, sviluppando il senso della legalità, l’impegno per la democrazia e la partecipazione.

Le sessanta scuole partecipanti  – selezionate fra oltre 100 progetti inviati agli Uffici scolastici regionali – hanno presentato  le loro ricerche e riflessioni sui principi costituzionali attraverso video, presentazioni multimediali, e-book, siti Internet, blog.

Gli elaborati sono stati quindi sottoposti a un Comitato di valutazione composto dalla Senatrice Questore Laura Bottici, dalla Senatrice Segretaria di Presidenza Silvana Amati, dai Senatori Paola Pelino e Lucio Romano, dal Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio, dalla Deputata Segretaria di Presidenza Caterina Pes, dal Deputato Pino Pisicchio, dal Dirigente Tecnico del Ministero dell’Istruzione Francesco Branca.

Il Presidente Grasso annuncerà in Aula i progetti vincitori, dando la parola ai rappresentanti degli Istituti. Oltre ai premi assegnati per le 4 categorie previste dal bando, saranno consegnati 3 premi speciali: in ricordo dell’Ispettrice del Miur Marta Genoviè De Vita, il secondo intitolato alla Deputata siciliana Alessandra Siragusa, prematuramente scomparsa nel dicembre 2013, e il terzo sull’articolo 11 della Costituzione con particolare riferimento alle Istituzioni delUnione europea, in occasione della ricorrenza del sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma.

A conclusione, il Presidente del Senato e il Vice Presidente della Camera consegneranno le targhe ai giovani vincitori.
La cerimonia sarà trasmessa in diretta televisiva dalla Rai, a cura di Rai Parlamento.


Programma

Per la prima volta i presidi in piazza: salari più alti e poteri in linea con le responsabilità

da Il Sole 24 Ore 

Per la prima volta i presidi in piazza: salari più alti e poteri in linea con le responsabilità

di Claudio Tucci

Poteri commisurati alle responsabilità, via via cresciute nel tempo. Nuove risorse per rinnovare il contratto, scaduto dal 2010, e aumentare le buste paga distanti diverse decine di migliaia di euro da quelle degli altri dirigenti statali. Meno burocrazia e «inutili vessazioni amministrative». Subito il nuovo concorso per tamponare l’emergenza «reggenze», che a settembre interesserà circa 1.700 istituti.

La protesta
Per la prima volta dal varo della «Buona Scuola» i presidi italiani (7.273, quelli attualmente in servizio) hanno deciso di scendere in piazza: dopo mobilitazioni e iniziative di protesta in tutt’Italia di un pò tutte le sigle (a partire da Disal e Dirigentiscuola – Di. S.Conf) stamane a Roma toccherà al principale sindacato di categoria, l’Anp, l’Associazione nazionale presidi, alzare la voce davanti a Miur e Montecitorio (sono attesi oltre 2mila “capi d’istituto”).

In mattina incontro con la Fedeli
In mattinata è previsto un faccia a faccia con la ministra, Valeria Fedeli, che nei giorni scorsi si è detta «attenta» alle rivendicazioni dei dirigenti scolastici, confermando per l’estate la pubblicazione del nuovo bando di concorso (è stata richiesta al Mef l’autorizzazione a mettere in palio 2mila posti).
«Sono 17 anni ormai che siamo dirigenti in tutto e per tutto – ha detto il numero uno dell’Anp, Giorgio Rembado – ma ci troviamo a dover rivendicare la perequazione con gli altri dirigenti delle amministrazioni pubbliche». E in più retribuzioni così basse non sono il linea con le accresciute responsabilità, che, ha aggiunto la vice presidente dell’Anp, Licia Cianfriglia, ora spaziano dalla sicurezza alla rappresentanza legale della scuola; dalla titolarità delle relazioni sindacali, all’altissima esposizione sociale veicolata dai numeri tipici delle scuole, in media mille studenti con mille famiglie. E senza contare gli ulteriori compiti introdotti dalla legge 107, chiamata diretta e indennità premiale ai docenti.

«C’aspettiamo un segnale dal governo – chiosano i presidi -. Vogliamo una scuola innovativa. Con in mano però gli strumenti per affrontare al meglio le nuove sfide».

Gli studenti italiani «rimandati» in economia. Ma non c’è solo la scuola

da Il Sole 24 Ore 

Gli studenti italiani «rimandati» in economia. Ma non c’è solo la scuola

di Pierangelo Soldavini

Dalla gestione del credito telefonico al modo in cui spendere la paghetta (in Italia decisamente scarsa), i ragazzi si trovano ogni giorno a prendere decisioni di carattere finanziario. I quindicenni iniziano a confrontarsi con le decisioni sulle priorità di spesa per il loro gruzzoletto o a familiarizzare con un conto corrente, così come ad affrontare potenziali frodi. E presto dovranno prendere decisioni di più lungo periodo.

Ma i ragazzi dei paesi sviluppati spesso non sono armati degli strumenti adeguati per potersi orientare in un mondo sempre più complesso e interconnesso. Ancora di più in Italia, dove, nonostante i progressi dell’ultimo triennio, la cultura economico-finanziaria degli studenti risulta al di sotto della media dei Paesi Ocse, nonostante i miglioramenti dell’ultimo triennio. A sottolinearlo è il rapporto sull’alfabetizzazione finanziaria dell’Ocse, nell’ambito della rilevazione Pisa per la valutazione dell’efficacia dei sistemi scolastici. Che mette in chiaro fin dalle prime pagine che la competenza finanziaria «sostiene i singoli nel prendere le decisioni e nel sostenere la loro solidità finanziaria», ma allo stesso tempo ha l’effetto di «promuovere una crescita inclusiva e sistemi finanziari più resilienti».

In tutti i 15 Paesi che hanno partecipato alla rilevazione sono troppi gli studenti “ignoranti” dal punto di vista finanziario: quasi un quarto dei quindicenni (22%) – in Italia sono uno su cinque – è privo delle competenze di base per affrontare decisioni semplici di carattere quotidiano. Mentre solo uno su dieci a livello Ocse (11,8%) – e quasi uno su sedici in Italia (6,5%) – è a livello di eccellenza, in grado di gestire e risolvere problemi complessi. In generale l’Italia figura al nono posto con un punteggio di 483 – era a 466 nel 2012 -, al di sotto della media Ocse (489), su un livello ben distante dai 566 dei cinesi, ma non molto lontano dai 487 degli Stati Uniti.

Come anche per il resto del rendimento scolastico, l’Italia risulta molto squilibrata con un Nord-Est che si posiziona sui livelli dei migliori (520) e un Meridione decisamente insufficiente (440). In generale anche la competenza economica soffre dei difetti tipici del nostro sistema scolastico: «L’insegnamento dell’economia si basa su un approccio più gestionale, scarsamente collegato all’esperienza quotidiana – commenta la presidente Invalsi, Anna Maria Ajello -: la difficoltà di raccordo della scuola con la realtà non favorisce una comprensione articolata dei fenomeni economici nel loro complesso».

Un difetto tradizonale della scuola italiana, che si accompagna a un sensibile divario anche nella pratica quotidiana che i ragazzi hanno con il denaro. Tra i 15enni il 35% degli italiani è titolare di un conto corrente rispetto al 56% medio e chi ha un rapporto bancario ha un margine di 26 punti in più rispetto a chi non ce l’ha. In più in Italia l’83% degli studenti riceve doni in denaro da amici o parenti, in linea con la media Ocse, mentre il 35% riceve una paghetta (59% medio), il 21% guadagna facendo lavoretti saltuari e il 16% guadagna lavorando fuori dall’orario scolastico: in totale il 53% dei 15enni ha attività lavorative di qualche tipo contro una media del 64%. Anche le cifre sul risparmio non sono poi così confortanti, segno che la scarsa confidenza con il denaro si traduce in una scarsa capacità di gestirlo.

Come al solito viene in soccorso la famiglia: più di otto studenti su dieci (82%) discutono con i loro genitori di questioni legate al denaro, come spese e risparmi, almeno una volta al mese (il 22% ogni giorno).

La stessa Ocse sottolinea infatti che accanto all’apprendimento scolastico, l’istruzione finanziaria passa anche attraverso l’educazione informale. Ecco perché l’Ocse invita i policy maker a «rivolgersi ai genitori oltre che ai giovani», perché «i genitori hanno tradizionalmente avuto – e continueranno ad avere – un ruolo fondamentale nella trasmissione dei valori finanziari». Ma sollecita anche a «fornire ai giovani opportunità sicure per imparare attraverso l’esperienza diretta all’esterno dell’ambiente scolastico».

Anche perché una competenza finanziaria adeguata porta anche a investire sul capitale umano. A partire da se stessi.

Manovrina, fondo da 44 milioni per mense bio certificate a scuola

da Il Sole 24 Ore 

Manovrina, fondo da 44 milioni per mense bio certificate a scuola

di Alessia Tripodi

Arrivano le mense scolastiche biologiche certificate nelle scuole italiane. Saranno introdotte grazie a un emendamento alla manovrina presentato dal Governo promosso dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e condiviso con le ministre Maria Elena Boschi, Valeria Fedeli e Beatrice Lorenzin. L’obiettivo è promuovere e diffondere l’utilizzo di prodotti biologici nell’ambito dei servizi di ristorazione scolastica. A questo scopo viene creato un Fondo, gestito dal ministero delle Politiche agricole, da 44 milioni di euro per ridurre tra l’altro i costi a carico degli studenti.

Martina: proseguiamo lavoro iniziato con Expo
«Per la prima volta avremo mense scolastiche biologiche certificate» ha detto il ministro Martina, spiegando che si tratta di «un risultato importante che si inserisce nella nostra strategia per promuovere modelli agroalimentari più sostenibili e garantire ai nostri figli un’alimentazione più sana anche nelle scuole». «Il fondo che abbiamo previsto – aggiunge – sarà utile proprio a rendere più accessibili i servizi e a proseguire le azioni di educazione alimentare che abbiamo iniziato con Expo Milano. L’Italia è leader del settore biologico in Europa, con più di 60 mila operatori e 1,5 milioni di ettari coltivati. Con questo provvedimento – continua – dimostriamo di rappresentare un laboratorio di buone pratiche da condividere a livello internazionale».

In Italia oltre 1.200 mense bio
Con la norma si regolamenta un settore che negli ultimi anni ha visto un vero e proprio boom. In Italia, infatti, sono censite ufficialmente oltre 1.200 mense che fanno uso di prodotti biologici, per un quantitativo di circa un milione di pasti serviti giornalmente. L’emendamento del Governo prevede ora che le scuole che vorranno attivare il servizio di mensa biologica dovranno inserire le percentuali minime di utilizzo di prodotti biologici, dei requisiti e delle specifiche tecniche fissate dal ministero delle politiche agricole insieme al ministero dell’Istruzione.

Fedeli: intervenire sugli ambienti apprendimento fa stare bene a scuola, spesi 7 miliardi

da La Tecnica della Scuola

Fedeli: intervenire sugli ambienti apprendimento fa stare bene a scuola, spesi 7 miliardi

Gli interventi sulla sicurezza e sugli ambienti di apprendimento innovativi sono utili anche sulla formazione e sullo stare bene a scuola.

Lo ha detto la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, nella seconda giornata di lavori del seminario internazionale “Space for learning: bridging innovation and safety in school buildings”, organizzato a Roma dal Ministero, in collaborazione con l’Ocse.

L’Italia, ha dichiarato, sta facendo “investimenti molto importanti in materia di edilizia scolastica. Stiamo investendo sulla sicurezza degli edifici, ma anche sulla creazione di ambienti di apprendimento innovativi, perché gli elementi architettonici influiscono sullo stare bene a scuola”.

Nel corso del suo intervento, la Fedeli ha riepilogato i dati relativi a investimenti e interventi. Sono oltre 7 i miliardi messi a disposizione in tre anni, tra fondi gestiti dal Miur e altri fondi; più di 7mila gli interventi per la messa in sicurezza finanziati con risorse gestite dal Ministero dell’Istruzione più altri 6.198 per le verifiche diagnostiche.

“La nuova governance integrata, con un Osservatorio Nazionale per l’edilizia scolastica dove si riuniscono tutti i soggetti interessati, e i nuovi strumenti per il finanziamento – il Fondo unico per l’edilizia scolastica, l’anagrafe dell’edilizia scolastica – hanno permesso di fare passi avanti importanti. Molto c’è ancora da fare, ma abbiamo imboccato la strada giusta”, ha dichiarato Fedeli.

Il seminario proseguirà mercoledì 25 maggio con una visita di studio dei delegati OCSE presso i comuni di Amatrice e Cittareale, nelle aree colpite dal sisma. I video del seminario saranno resi disponibili nei prossimi giorni sul canale YouTube del ministero dell’Istruzione.