Tutti gli articoli di Edscuola

Biennale Nazionale dei Licei Artistici Italiani

Al via la seconda edizione della Biennale Nazionale dei Licei Artistici Italiani, che sarà inaugurata il prossimo 28 aprile a Roma. Il viaggio sarà il tema dell’edizione di quest’anno, che sarà presentata ufficialmente il 26 aprile, alle 10.30, nella Sala della Comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (in allegato il programma della conferenza stampa).

La Biennale è un incubatore di creatività e di innovazione, uno spazio di interazione e partecipazione per aiutare le giovani e i giovani a capire la società e la cultura contemporanee e per valorizzare le eccellenze dei Licei artistici. Un vero festival, dove l’arte rappresenta il mezzo per vivere e diffondere la cultura, con la forza della bellezza e della conoscenza.

La manifestazione, promossa dalla Rete Nazionale dei Licei Artistici (ReNaLiArt) e finanziata dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del MIUR, si svolgerà a Roma fino al 4 giugno 2018 e ospiterà in concorso le opere delle studentesse e degli studenti dei Licei artistici italiani. Anche la seconda edizione della Biennale, così come la prima, il cui tema era “Il gioco”, prevede la partecipazione fuori concorso di scuole d’arte estere, invitate dal Comitato Tecnico Scientifico, provenienti da: Francia (Parigi), Spagna (Barcellona), Regno Unito (Essex), Germania (Berlino), Corea del Sud (Seul), Cina (Pechino), Israele (Haifa), Marocco (Casablanca). Saranno coinvolte le relative Ambasciate e verranno organizzati eventi a tema.

Dopo la conferenza stampa di presentazione del 26 aprile, la cerimonia di apertura al pubblico avverrà il prossimo 28 aprile, alle ore 10.30, presso lo spazio WEGIL – ex GIL di Roma. La cerimonia di premiazione si svolgerà invece il 7 maggio alle ore 15.30, presso la sede del MIUR, alla presenza della Ministra Valeria Fedeli.

Le opere della seconda Biennale Nazionale dei Licei Artistici Italiani sono state valutate da personalità di alto valore artistico e culturale. Presidente della giuria è Claudio Strinati, storico dell’arte. Da quest’anno, infine, la Biennale accoglierà iniziative rivolte al sociale, sui temi della disabilità, della migrazione e della detenzione. Per l’intera durata della manifestazione e grazie alla partnership con l’associazione no profit Abili Oltre, verranno organizzate attività a favore dell’inclusione.

Inizio XVIII Legislatura

Sì svolgono il 26 aprile i nuovi incontri con le forze politiche del Presidente della Camera dei deputati in seguito al mandato esplorativo conferito dal Capo dello Stato:

– ore 11.00 delegazione del Pd

– ore 13.00 delegazione del M5s


Si svolgono il 24 aprile gli incontri del Presidente della Camera dei deputati in seguito al mandato esplorativo conferito dal Capo dello Stato:

– ore 14.30 delegazione del Pd

– ore 18.00 delegazione del M5s


Il 23 aprile il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e gli ha affidato il compito di verificare la possibilità di un’intesa di maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle ed il Partito Democratico per costituire il Governo. Il Presidente della Repubblica ha chiesto al Presidente della Camera di riferire entro il 26 aprile.


Il 20 aprile il Presidente della Repubblica riceve alle ore 12.00 al Palazzo del Quirinale la Presidente del Senato.


La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha fissato per il 19 aprile il secondo giro di incontri con i partiti, come da mandato esplorativo conferitole dal Capo dello Stato, che si terranno oggi con il seguente calendario:
Ore 14.30, Coalizione di centrodestra.
Ore 17.30, Movimento 5 Stelle.
Gli incontri saranno a Palazzo Giustiniani, dove verrà allestita la Sala stampa a partire dalle ore 13.30.

La Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, inizia nel pomeriggio del 18 aprile a Palazzo Giustiniani gli incontri con i partiti, come da mandato esplorativo conferitole dal Capo dello Stato.
Di seguito il calendario:
ore 16.30, Movimento Cinque Stelle
ore 17.30, Lega
ore 18.30, Forza Italia
ore 19.30, Fratelli d’Italia


Il 18 aprile il Presidente della Repubblica ha affidato alla Presidente del Senato, che rirerirà entro il 20 aprile,  il compito di verificare l’esistenza di una maggioranza parlamentare

(Roma, 18 aprile 2018) Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale la Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati, e le ha affidato il compito di verificare l’esistenza di una maggioranza parlamentare tra i partiti della coalizione di Centrodestra e il Movimento Cinque Stelle e di un’indicazione condivisa per il conferimento dell’incarico di Presidente del Consiglio per costituire il Governo. Il Presidente della Repubblica ha chiesto alla Presidente del Senato di riferire entro la giornata di venerdì.


Dichiarazione del Presidente Mattarella al termine delle consultazioni del 12 e 13 aprile

(Roma, 13 aprile 2018) «Buongiorno. Dall’andamento delle consultazioni di questi giorni emerge con evidenza che il confronto tra i partiti politici per dar vita in Parlamento a una maggioranza che sostenga un governo non ha fatto progressi.

Ho fatto presente alle varie forze politiche la necessità per il nostro Paese di avere un governo nella pienezza delle sue funzioni.

Le attese dei nostri concittadini, i contrasti nel commercio internazionale, le scadenze importanti e imminenti nell’Unione Europea, l’acuirsi delle tensioni internazionali in aree non lontano dall’Italia richiedono con urgenza che si sviluppi e si concluda positivamente un confronto tra i partiti, per raggiungere l’obiettivo di avere un governo nella pienezza delle sue funzioni.

Attenderò alcuni giorni, trascorsi i quali valuterò in che modo procedere per uscire dallo stallo che si registra.

Buon lavoro».


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprende il 12 aprile le consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

Qui di seguito il calendario:

Giovedì 12 aprile 2018

ORE 10.00 Gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica

ORE 10.30 Gruppo Misto del Senato della Repubblica

ORE 11.00 Gruppo Misto della Camera dei deputati

ORE 11.30 Gruppo “Liberi e Uguali” della Camera dei deputati

ORE 16.30 Gruppi “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

ORE 17.30 Gruppi “Lega-Salvini Premier”, “Forza Italia-Berlusconi Presidente” e “Fratelli d’Italia”, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

ORE 18.30 Gruppi “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Venerdì 13 aprile 2018

ORE 10.30 Presidente Emerito della Repubblica: Sen. Dott. Giorgio Napolitano

ORE 11.15 Presidente della Camera dei Deputati: On. Roberto Fico

ORE 12.00 Presidente del Senato della Repubblica: Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati


Dichiarazione del Presidente Mattarella al termine delle consultazioni del 4 e 5 aprile

(Roma, 5 aprile 2018)«Desidero ringraziarvi per il lavoro che avete svolto e che state svolgendo per informare i nostri concittadini dell’andamento delle consultazioni.

Le consultazioni, come è noto, hanno lo scopo di individuare, di fare emergere, in base agli articoli 92 e 94 della nostra Costituzione, una composizione di un governo che abbia il sostegno della maggioranza del Parlamento.

Le elezioni che abbiamo celebrato un mese fa hanno visto un ampio aumento di consenso per due partiti – uno dei quali alleato con altri – ma non hanno assegnato a nessuna parte politica la maggioranza dei seggi in Parlamento, né alla Camera né al Senato, dove sono presenti tre schieramenti politici.

Nessun partito, né schieramento politico dispone, quindi, da solo, dei voti necessari per formare un governo e sostenerlo. È indispensabile, quindi – in base alle regole della nostra democrazia – che vi siano delle intese tra più parti politiche per formare una coalizione che possa avere la maggioranza in Parlamento e quindi far nascere e sostenere un governo.

Nelle consultazioni di questi due giorni non è ancora emersa questa condizione.

Farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base della esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata durante i colloqui da molte parti politiche.

Sarà utile a me per analizzare e riflettere su ogni aspetto delle considerazioni che i vari partiti mi hanno prospettato.

Sarà utile anche a loro per valutare, responsabilmente, la situazione, le convergenze programmatiche e le possibili soluzioni per dar vita a un governo.

Nella corso della prossima settimana avvierò, quindi, un nuovo ciclo di consultazioni per ascoltare le opinioni dei partiti e verificare se è maturata qualche possibilità che oggi non si registra.

Buon lavoro».


Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inizia il 4 aprile le consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

Qui di seguito il calendario:

Mercoledì 4 aprile 2018

  • 10,30 Presidente del Senato della Repubblica, Sen. Maria Elisabetta Alberti Casellati
  • 11,30 Presidente della Camera dei deputati, On. Roberto Fico
  • 12,30 Presidente emerito, senatore di diritto e a vita, Giorgio Napolitano
  • 16,00 Gruppo “Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)” del Senato della Repubblica
  • 16,45 Gruppo Misto del Senato della Repubblica
  • 17,30 Gruppo Misto della Camera dei deputati
  • 18,30 Gruppi “Fratelli d’Italia” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Giovedì 5 aprile 2018

  • 10,00 Gruppi “Partito Democratico” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
  • 11,00 Gruppi “Forza Italia – Berlusconi Presidente” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
  • 12,00 Gruppi “Lega – Salvini Premier” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati
  • 16,30 Gruppi “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati

Il Senato e la Camera eleggono, rispettivamente il 28 ed il 29 marzo, Vicepresidenti, Questori e Segretari.


Il 24 marzo 2018 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri on. Paolo Gentiloni, il quale, in seguito all’insediamento del nuovo Parlamento, ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto.
Il Presidente della Repubblica ha invitato il Presidente del Consiglio dei Ministri a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti.


Il 24 marzo 2018 le Camere hanno eletto i rispettivi Presidenti: Maria Elisabetta Alberti per il Senato della Repubblica e Roberto Fico per la Camera dei deputati.


Il 23 marzo 2018, rispettivamente alle ore 10,30 ed 11,00, sono convocati in 1ª seduta pubblica il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati, per la costituzione dell’Ufficio di Presidenza provvisorio e  della Giunta provvisoria, la proclamazione dei subentranti e l’elezione dei Presidenti delle due Camere.

FAQ Handicap e Scuola – 62

Domande e risposte su Handicap e Scuola
a cura dell’avv.
Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca


Elenco FAQ

Sono un docente a cui viene chiesto di firmare le ore dell’assistente: il preside è tenuto a comunicare ai docenti l’orario di questi assistenti in forma ufficiale cioè tramite documentazione scritta?

Se le viene chiesto solo di “controfirmare” la firma dell’assistente e non anche di segnalare la sua assenza, non le serve l’orario dell’assistente. Supponiamo che tale richiesta sia determinata dal fatto che gli assistenti vanno pagati ad ora e che, in sala-insegnanti, non esista un registro delle presenze.

Sono la mamma di un bambino autistico che frequenta l’ultimo anno di scuola dell’infanzia.
Sono venuta a sapere che il Dirigente scolastico farà cessare il contratto della supplente di sostegno alla data del 30.05.2018. Per tutto il mese di giugno, quindi, mio figlio si troverà sprovvisto della sua insegnante.
Vorrebbe motivare tale scelta col fatto che, non essendoci più il servizio mensa, i bambini uscirebbero alle ore 13, quindi ci sarebbe la compresenza delle 2 insegnanti di classe, una delle quali si occuperebbe di lui!!!
Tale decisione a me pare priva di fondamento normativo, oltre che logico.
Sono rimasta esterrefatta.
Vorrei sapere se posso muovermi legalmente per far cessare tale forma di arbitrio e sopruso, se di questo si tratta.
Ha mio figlio diritto all’insegnante di sostegno fino al termine delle attività didattiche?

Compito primario del docente per il sostegno è la didattica. Pertanto che la sua presenza non serva più per la pausa-pranzo è irrilevante ai fini del sostegno didattico, il cui bisogno permane per tutto l’anno scolastico e non può essere interrotto per motivi estranei alla didattica, pena ricorso per discriminazione ai sensi della legge n. 67/06.
Scriva una lettera in tal senso al Dirigente scolastico, minacciando eventuale ricorso al Tribunale civile.

Sono un insegnante di scuola superiore. Un mio alunno h dal primo giorno di scuola non ha frequentato, poiché i suoi disturbi comportamentali lo hanno portato a chiudersi sempre piu in se stesso e a rifiutare il contatto umano
Malgrado le sollecitazioni rivolte ai genitori dell’alunno fino al mese di marzo nulla è cambiato. All’inizio di Aprile con nostra sorpresa la famiglia dell’alunno ha contattato il dirigente scolastico chiedendo di predisporre un piano per l’inserimento (di fatto qualche giorno di frequenza saltuaria) e la conseguente promozione. Il dirigente scolastico è stato molto solerte pressando indirettamente il consiglio di classe al fine di predisporre del materiale fittizio che giustifichi un lavoro ed una valutazione che di fatto non ci sarà. Il dirigente è favorevole alla promozione ma allo stesso tempo non ci ha fornito i riferimenti legislativi che giustifichino tale atto. Tutto ruota intorno ad una interpretazione del concetto di valutazione per alunni con handicap grave. Il dirigente asserisce che non dovendo l’alunno ricevere un diploma ma un attestato il Consiglio di Classe può promuovere malgrado le innumerevoli assenze. La disponibilità del Consiglio è totale ma vorremmo essere confortati dalla Legge.

L’art 14 comma 7 del DPR n. 122/09 stabilisce che, per evitare l’invalidità dell’anno scolastico, la famiglia deve presentare la certificazione dell’ASL da cui risulti che le assenze sono dovute a gravi motivi di salute.
I docenti del Consiglio di classe, inoltre, debbono poter effettuare delle interrogazioni e qualche compito a scuola, sulla base del PEI dell’alunno, in modo da acquisire sufficienti elementi e procedere alla valutazione.

Sono la mamma di un ragazzo autistico di 14 anni che frequenta la prima superiore di un istituto tecnico. Il suo Pei prevede il conseguimento di obbiettivi minimi e lui ha buoni voti nella maggior parte delle materie tranne due.
Le mie domande: può essere rimandato nelle materie dov’e’insufficiente? Si potrebbe cambiare il suo programma con uno che porti all’attestato dal momento che abbiamo deciso di fargli fare solo il biennio? Questo cambiamento potrebbe evitargli di essere rimandato a settembre? Se anche fosse bocciato, dopo la ripetizione del primo anno sara’considerato assolto l’obbligo scolastico?

Il Consiglio di classe ha adottato per suo figlio il programma semplificato, ovvero globalmente riconducibile ai programmi ministeriali (OM 90/2001), finalizzato al conseguimento del titolo di studio. Questo contempla che possa essere anche rimandato in una o due materie, ma sulla valutazione dell’insufficienza si deve esprimere il Consiglio di classe (provi a parlarne con i professori). Le suggeriremmo di evitare di passare a un programma differenziato, ancor più a fronte del fatto che lei intende avvalersi unicamente del periodo di obbligo scolastico. Obbligo che si completa al compimento del 16esimo anno di età (pertanto, una volta compiuti i 16 anni, lo studente ha assolto tale adempimento e non è più vincolato alla frequenza).

Sono una docente di sostegno della Scuola dell’Infanzia, seguo un bambino con disturbo dello spettro autistico che frequenta l’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia. E’ un bambino con delle difficoltà, ma ultimamente, il suo comportamento è peggiorato al punto da mettere in pericolo la sua incolumità e quella dei compagni. La nostra scuola funziona a tempo normale con sevizio mensa, per cui il bambino rimane a scuola dalle 8.00 alle 16.00, ma dalle 13.00 alle 16.00 il bambino resta senza l’insegnante di sostegno. Fatta questa premessa volevo sapere: il bambino può rimanere di pomeriggio a scuola senza l’insegnante di sostegno?

Molto probabilmente è necessario rammentare che il bambino è alunno di tutti i docenti della sezione e non soltanto del docente incaricato su posto di sostegno. L’alunno con disabilità ha diritto a frequentare per il tempo scelto dalla famiglia e i docenti in servizio non possono rifiutare l’alunno!
Va poi aggiunto che, se effettivamente il bimbo ha necessità di un supporto dalle ore 13 in poi, la scuola può chiedere al Sindaco un certo numero di ore di assistenza per l’autonomia personale, facendo riferimento alle risultanze della “Diagnosi Funzionale”, del Profilo Dinamico Funzionale, già predisposto, e del “Piano Educativo Individualizzato” elaborato per l’anno in corso.
Se necessario, inoltre, la famiglia insista col Comune per iscritto che, se non viene assegnato l’assistente, si rivolgerà al giudice per discriminazione.

Sono un’educatrice/assistente alla comunicazione. Avrei bisogno del Vs aiuto/chiarimento in merito a quanto sto assistendo nella scuola dove lavoro.
Avrei bisogno di sapere se, un insegnante di sostegno (nella fattispecie segue un ragazzo autistico a bassissimo funzionamento) può telefonare a casa dei genitori e chiedere a loro che lo stesso sia tenuto a casa perché il sostegno stesso è malata senza, peraltro, chiedere nemmeno il permesso alla dirigente, tenendo all’oscuro il suo operato. I genitori, molto contrariati hanno tenuto a casa il ragazzo. Esiste una legge che regolamenta questo comportamento?

Nessun docente, sia esso incaricato su posto di sostegno o su posto disciplinare, può chiedere a un genitore di tenere a casa il figlio da scuola.
Si consideri inoltre che, in base all’art. 12, comma 4, della legge n. 104/92, la condizione di disabilità non può essere causa di esclusione dalla frequenza scolastica.

Sono la mamma di un ragazzo di 16 anni autistico non verbale, che andrà in gita con la sua classe a maggio. Lo seguirà il suo professore di sostegno, non l’addetta all’assistenza, ma il dirigente ha chiesto alla famiglia se lo accompagnerà anche un genitore. Il papà ha acconsentito pur di agevolare nostro figlio quindi parteciperà alla gita di 3 giorni a Siena. Ora la scuola chiede gli acconti e più tardi i saldi per tutti e due. (la spesa sarà di 200 euro a testa)
Negli anni precedenti abbiamo sempre accompagnato nostro figlio nelle uscite della scuola di tasca nostra e senza tante storie, perchè per noi è sempre stato importante coinvolgere nostro figlio con gli altri, ma anche gli altri con lui. Purtroppo, ora le spese sono più impegnative.
Vi chiedo gentilmente di spiegarmi in che modo far presente alla scuola che l’accompagnatore, non dovrebbe assumersi la spesa.

La C.M n. 291/92 stabilisce che il compito di “accompagnare” gli alunni in uscita didattica o in viaggio di istruzione può essere affidata a un qualunque membro della comunità scolastica.
Poiché il Dirigente stesso ha chiesto la presenza del genitore in qualità di accompagnatore, il genitore non deve sostenere le spese per tale attività. Diversamente si incorrerebbe in una palese discriminazione, vietata dalla legge n. 67/2006.

Sono una mamma con un figlio autistico ad alto funzionamento le scrivo perchè spero possa consigliarmi in merito a delle problematiche che sto avendo a scuola con l’insegnante di sostegno. Dopo aver constatato che mio figlio non ha partecipato ad alcune attività perchè non c’erano stai i tempi per prepararlo… Cosa posso fare, qual è la norma e come posso muovermi abbiamo già fatto presente alla scuola le linee guida del Miur ma ci hanno risposto che l’insegnante di sostegno può insegnare alla classe perché è insegnante di classe.

Quanto le è stato comunicato dalla scuola è vero in parte: il docente per il sostegno è assegnato alla classe, ma la sua presenza, fissata in un certo numero di ore, è determinata dal fatto che, in quella classe, è iscritto un alunno con disabilità. E quelle ore devono essere puntualmente assicurate: non si possono sottrarre le ore di sostegno, in quanto ciò produrrebbe un’interruzione di pubblico servizio oltre alla lesione del diritto allo studio per l’alunno con disabilità, diritto costituzionalmente garantito.
L’utilizzo del docente di sostegno per supplenze quando l’alunno con disabilità è a scuola, non solo è scorretto e improprio, ma illegale, anche quando questo avviene per l’assenza del docente curricolare nella stessa classe.

Durante le esercitazioni pratiche all’interno di un laboratorio con un alunno comportamentale la responsabilità è solo del insegnante curriculare o anche dell’educatore?

La responsabilità degli alunni, di tutti gli alunni della classe, è del/dei docenti in servizio.
Per quanto riguarda l’educatore egli risponderà, a titolo personale, per eventuali suoi comportamenti nei riguardi dello studente e nei riguardi di terzi.
Le possiamo suggerire di inviare una diffida al Dirigente scolastico per lesione del diritto allo studio e interruzione di pubblico servizio.

Volevo avere dei chiarimenti sui diritti di mio figlio che ha la sindrome di malan che comporta un ritardo psico motorio, non parla non dice quando gli scappano i bisogni ma bisogna ricordarglielo ed accompagnarlo al bagno accertato dall’asl con legge 104 art 3 comma 3, lui frequenta la scuola del infanzia con una copertura di 15 ore per le insegnanti di sostegno e 7 ore assistente at personam. Il problema è che il bambino può frequentare l’asilo solo per quelle 22 ore: è possibile questo per legge? Perché la dirigente mi disse che sono le insegnanti che gestiscono le ore, parlo anche con loro ma mi dissero che loro non si fidano a tenere il bambino in classe per tutte le 40 ore e che non possono restare da sole con lui perché se devono accompagnarlo al bagno non possono abbandonare la classe e che le bidelle non hanno il compito di accompagnare i bambini al bagno.. la npi ci ha chiaramente detto che mio figlio NON ha bisogno di un assistenza con rapporto 1:1 .. ho sentito altre scuole e mi hanno detto che assolutamente il bambino deve frequentare per tutto l orario ma non so cosa devo fare e a che leggi appellarmi.

La legge 104/92 garantisce il diritto all’educazione e all’istruzione dal nido all’università (art. 12). Pertanto il bambino ha diritto a frequentare per tutto il tempo scuola. Per le questioni poste, suggeriamo di convocare un GLHO in cui affrontare la questione dell’assistenza di base e dell’autonomia.
Per l’assistenza di base (bagno), la competenza è dei collaboratori scolastici: pertanto il dirigente scolastico deve affidare tale compito a una collaboratrice o a un collaboratore.
Per l’autonomia personale (e per la comunicazione), la legge stabilisce che siano garantite figure professionali come gli assistenti ad personam (art. 13 della legge 104/92); in questo caso è possibile chiedere la presenza dell’assistente ad personam per il tempo necessario (in sede di incontro, inserite anche la richiesta delle ore necessarie per il prossimo anno nel PEI).
Per quanto riguarda il docente, invece, essendo il bambino certificato con art. 3 comma 3, gli devono essere riconosciute 25 ore di insegnante di sostegno, ovvero il rapporto 1:1 (anche in questo caso, in sede di incontro di GLHO, inserite la richiesta delle ore necessarie per il prossimo anno nel PEI).

Sono un ‘insegnate referente delle visite guidate nella scuola primaria. Nell organizzare un’ uscita un genitore di un alunno diversamente abile ha chiesto di essere autorizzato ad accompagnare il bambino, perche giornalmente gli vengono somministrati medicinali poiche’ affetto da crisi epilettiche. Dietro mia richiesta il DS ha autorizzato il genitore. Di conseguenza ho ritenuto opportuno mettere l ‘insegnante di sostegno del bambino a supporto su altre classi che superano i 15 bambini. Il quesito e’ il seguente: e’ corretto quello che ho fatto oppure no?

La C.M n. 291/92 stabilisce che il compito di “accompagnare” gli alunni in uscita didattica o in viaggio di istruzione può essere affidata a un qualunque membro della comunità scolastica.
Se il genitore partecipa all’uscita per “somministrare i medicinali” al figlio e anche in qualità di “accompagnatore”, allora quanto da lei disposto va bene ed è legittimo.

Vorrei sapere se è possibile che un alunno non vedente sostenga l’esame di maturità usando un tablet o simili, personale o deve essere fornito dalla scuola.

Se lo studente ha utilizzato lo strumento nel corso dell’anno, sicuramente può utilizzarlo anche in sede di esame di stato, purché siano rimossi file o altri materiali non coerenti con la prova o che potrebbero in qualche modo inficiare la prova stessa. Nel dubbio, sarà la scuola a provvedere con apposito strumento, ovviamente fruibile e noto, nell’utilizzo, allo studente.

La famiglia di un alunno diversamente abile, è obbligata a consegnare alla scuola la certificazione di situazione di handicap o in base al D.L. 196/2003, depositare in segreteria un certificato generico, rilasciato dal medico di base, che attesti la disabilità e la necessita di un docente di sostegno?

La famiglia, affinché per il figlio siano riconosciute e assegnate le risorse necessarie, deve consegnare alla scuola “copia” della documentazione necessaria, nello specifico: la Diagnosi Funzionale e il Verbale di Accertamento, entrambi rilasciati dall’ASL, ai sensi del DPCM 185/2006.

Sono un’insegnante di sostegno della scuola superiore. All’interno della mia classe frequentano tre allieve disabili, tutte che seguono la programmazione con gli obiettivi minimi; preciso che una di queste allieve ha chiesto a dicembre, nell’ ambito della stessa scuola, un cambio di classe ed è per questo motivo che ora nel secondo quadrimestre ci troviamo con tre studentesse diversamente abili e tre docenti di sostegno che, suddividendosi le discipline, seguono singolarmente le tre allieve. Conosco gli artt. del DPR 122/2009: “… Qualora un alunno con disabilità sia affidato a più docenti del sostegno, essi si esprimono con un unico voto.”
Secondo il mio modesto parere, per ogni allieva disabile i tre docenti di sostegno esprimono in sede di scrutinio un voto solo; secondo altri, tutti e tre i docenti votano per ogni singolo allievo disabile con un totale di 9 voti, tre per ogni studentessa.

La norma da lei citata è chiarissima: ogni docente del consiglio di classe esprime un solo voto.
Il caso citato dal DPR 122/2009 riguarda l’assegnazione per lo stesso caso.
Nella situazione da lei descritta l’assegnazione, per quanto sia alla classe, è intesa come rapporto 1:1. Pertanto ogni insegnante componente del gruppo di classe vota per tutti gli alunni attraverso un solo voto.
Solo se un alunno è seguito da più docenti per il sostegno, questi, tutti insieme, esprimono un solo voto.

Sono un’insegnante di sostegno e vorrei avere informazioni riguardo il caso di un ragazzo sordo.
L’alunno ha frequentato la scuola alberghiera seguendo un PEI differenziato (è solo sordo, non presenta ritardi), la mamma non soddisfatta di questo percorso proposto ha deciso di iscriverlo nella nostra scuola.
La mamma vorrebbe riscrivere il figlio al primo anno e fargli seguire un PEI ad obiettivi minimi e affiancargli un assistente alla comunicazione, secondo i diritti che hanno tutti i sordi.
In questo modo perderebbe due anni, ma ricomincerebbe un nuovo percorso.
Ciò è possibile? Chi stabilisce che il ragazzo pur avendo fatto due anni di PEI differenziato non ha le competenze per iscriversi al 3 anno?
La mamma deve sottoscrivere una dichiarazione in cui esplicitamente chiede la rinuncia di due anni?

L’ammissione al primo o al terzo anno spetta alla scuola e non alla famiglia; in mancanza di un titolo di studio idoneo, sarà il Consiglio di classe a stabilire in quale classe iscrivere lo studente.
Vi sono, piuttosto, problemi relativi al sostegno e all’età. Non ci si può iscrivere alla scuola secondaria di secondo grado (frequenza del mattino), se si è ultradiciottenni; in questo caso, infatti, è possibile iscriversi solo ai corsi serali.
Quanto al sostegno, se lo studente ha già fruito di questo diritto alla scuola secondaria di secondo grado, già frequentata, vi sono dubbi in merito al fatto che l’Ufficio Scolastico Regionale assegni un altro docente per il sostegno.

Bullismo e violenze nelle scuole: no all’uso improprio della videosorveglianza

Bullismo e violenze nelle scuole: no all’uso improprio della videosorveglianza

Leggiamo in queste ore dalle agenzie di stampa che nel dibattito che si sta sviluppando sui casi di bullismo e violenze a scuola vengono avanzate proposte sull’opportunità di estendere anche alle aule della scuola secondaria di primo e secondo grado la videosorveglianza già proposta per le scuole dell’infanzia.

La presenza delle telecamere in classe sarebbe, secondo alcuni, un ottimo deterrente a violenze e aggressioni sia nei confronti dei compagni di classe che verso gli insegnanti.

Ribadiamo qui, e con forza, la contrarietà della FLC CGIL ad ogni uso improprio, e soprattutto di controllo, della videosorveglianza nelle aule scolastiche. Non è con le campagne di legge e ordine che si risolve un problema come quello che sta emergendo in queste ore di crisi e messa in discussione dell’autorevolezza e del prestigio della scuola e dei docenti.

Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: è venuto meno, da tempo, il fondamento stesso su cui si basa il sistema di istruzione. Le famiglie, che prima consegnavano alle scuole bambini e adolescenti abituati al no e al rispetto delle regole, mostrano oggi crescenti difficoltà a svolgere il loro compito educativo e a riconoscere e sostenere la funzione fondamentale svolta dalla scuola come agenzia di acquisizione dei saperi e delle conoscenze. Ma la scuola è, e rimane, l’unico vero presidio educativo e culturale del Paese per il quale occorre investire, per evitare di compromettere il suo prestigio sociale, consentendo le conseguenze a cui tutti stiamo assistendo.

“Siamo contrari a queste scelte per molteplici ragioni”, dichiara Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL. “Siamo innanzitutto convinti che le telecamere non possano essere utilizzate per sottoporre a controllo il lavoro dei dipendenti, e i docenti sono dipendenti dello Stato. Vanno dunque sistemate all’esterno, o comunque distanti dai luoghi dell’insegnamento e dell’apprendimento. In secondo luogo, non costituiscono un ‘deterrente’ contro fenomeni di volenza o bullismo, perché quei fenomeni si risolvono solo mediante azioni educative affidate alla sapienza della comunità scolastica e non  con tecnologie repressive. C’è infine una ragione di carattere culturale: non si combatte il narcisismo di alcuni, veicolato sui social dalle telecame dei cellulari, con analoghi dispositivi e mezzi tecnici, che potrebbero addirittura fomentare una reazione esattamente contraria: ci sono le telecamere? Ne approfittiamo, e ci esibiamo.”

“Esprimiamo enorme disappunto per la deriva che il dibattito su bullismo e violenza sta assumendo in questi giorni sui media. Al di là dei singoli episodi, ribadiamo la nostra fiducia in quella ‘comunità educante’ che chiamiamo scuola, l’unica in grado di rispondere con saggezza e determinazione pedagogica alle sfide che quotidianamente le vengono poste dalla modernità tecnica e culturale. Lasciamo le telecamere nei parcheggi e nelle aree esterne e confidiamo nelle capacità straordinarie delle comunità scolastiche. Dietro ogni fenomeno violento o di bullismo c’è una storia umana, che coinvolge studenti e scuole, e che da essi deve essere affrontata e risolta. Una verità che viene spesso dimenticata o omessa. Noi non la dimentichiamo”, conclude Sinopoli.

1° Gennaio 1948, da sudditi a cittadini

25 aprile, al Quirinale la premiazione del concorso dedicato alle scuole

La cerimonia in occasione del 73esimo anniversario della Liberazione

Sono state premiate il 24 aprile, al Quirinale, le scuole vincitrici del concorso nazionale “1° Gennaio 1948, da sudditi a cittadini: sovranità popolare, partecipazione, solidarietà”. A consegnare i riconoscimenti sono stati il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. La cerimonia di premiazione si è tenuta al termine dell’incontro del Presidente Mattarella con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza del 73esimo anniversario della Liberazione.

“Onorare la ricorrenza del 25 aprile non è soltanto una giornata celebrativa, di ricordo, ma è una occasione per far pulsare il cuore della nostra identità di donne e uomini d’Italia e d’Europa – ha detto la Ministra Fedeli -. Per questo è per me un piacere particolare consegnare oggi questi riconoscimenti, poter avere l’occasione di parlare della Costituzione insieme alle studentesse e agli studenti che si sono distinti con i loro progetti per il concorso che il MIUR ha promosso con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Questo concorso ha offerto l’occasione, alle nostre alunne e ai nostri alunni, per approfondire i valori alla base della nostra Carta Fondamentale e attualizzarli alla luce delle sfide della nostra società contemporanea. La Costituzione rappresenta il cemento della nostra Comunità. È un manifesto di principi e valori cui ispirare l’azione di ognuna e ognuno nella società, nella vita personale, come nella politica. È per queste ragioni – ha aggiunto la Ministra – che all’inizio di questo anno abbiamo deciso di distribuire, come MIUR, una copia della Costituzione a tutte le studentesse e a tutti gli studenti. In questa direzione stiamo anche lavorando al rafforzamento dello studio dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione. Ma voglio anche ricordare le importanti iniziative promosse per diffondere i valori di cittadinanza, come il Piano Nazionale per l’Educazione al Rispetto e il progetto con la Corte Costituzionale che sta portando i giudici costituzionali nelle aule di tutta Italia. La Resistenza e la Liberazione – ha concluso la Ministra – hanno restituito agli italiani il senso pieno, positivo, partecipato di essere un solo Paese, una sola comunità. Domani festeggeremo questi avvenimenti, tutte e tutti insieme, giovani e meno giovani, uniti nello spirito di fratellanza e solidarietà della nostra Costituzione. Facendo tesoro dell’esempio di quelle donne e di quegli uomini che donarono le proprie energie e la propria vita per liberare e far rinascere l’Italia. Per riconquistare la libertà e la dignità e per fondare la democrazia e la Repubblica. E allora viva il 25 aprile. Buona festa della nostra democrazia”.

Il concorso “1° Gennaio 1948, da sudditi a cittadini: sovranità popolare, partecipazione, solidarietà” è stato promosso dal MIUR d’intesa con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) per le alunne e gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado. Tre le sezioni previste: storico-documentale, artistico-espressiva, musicale.

Le scuole premiate:

L’Italia è una grande casa

Scuola Infanzia “Andersen”, Caselle (TO)

La Costituzione: un dono speciale…

Istituto Comprensivo “Santo Calì”, Linguaglossa (CT)

Senza Distinzione…

Scuola Media Statale “Giuseppe  Mazzini”, Marsala (TP)

La Marcia Della Morte…

Istituto di Istruzione Superiore “Gobetti Marchesini Casale Arduino”, Torino (TO)

Menzione speciale:

Centro Provinciale per l’Istruzione degli adulti – CPIA1, Catania (CT)

Exposanita’. Tutte le novita’ negli allestimenti per disabili

Quattroruote.it del 24-04-2018

Exposanita’. Tutte le novita’ negli allestimenti per disabili

Exposanità, la più importante manifestazione fieristica dedicata alla sanità svoltasi nei giorni scorsi a Bologna, ha offerto una vasta rassegna sulle principali novità in fatto di adattamenti per la guida e il trasporto di persone disabili. Ecco una panoramica su quelle più interessanti, presentate da aziende leader del settore.

FOCACCIA GROUP.
L’azienda romagnola Focaccia Group ha esposto tutta la sua gamma di vetture, sia le auto con pianale ribassato sia i veicoli allestiti con il sollevatore monobraccio Fiorella Slim Fit, che progetta e produce nella sua sede di Cervia. Tra le novità, il Peugeot Traveller con il pianale ribassato, che può ospitare fino a 5 passeggeri e 1 persona in carrozzina nella versione Medium, e 7 passeggeri e 1 persona in carrozzina nella versione Long. Il nuovo veicolo è indicato sia per le famiglie che cercano confort e spaziosità, sia per i tassisti e gli autisti di veicoli a noleggio con conducente, che hanno bisogno di un mezzo versatile. I sedili singoli aggiuntivi consentono di ripristinare i 9 posti quando il passeggero in carrozzina non è a bordo. Versatile e pratico nell’utilizzo grazie ai sedili modulabili anche il Ford Tourneo Custom con sollevatore Fiorella: le sedute singole si possono ripiegare in avanti oppure rimuovere e persino ruotare, al fine di massimizzare lo spazio per i bagagli e adattarsi alle diverse esigenze di utilizzo. In particolare, il layout dei posti viaggio può essere personalizzato per ospitare, nella versione passo lungo di Nuovo Tourneo Custom, fino a 3 passeggeri in carrozzina e altri 4 occupanti. L’accesso al veicolo ai passeggeri con disabilità è garantito dal sollevatore Fiorella Slim Fit. Infine, Volkswagen Caddy e Caddy Maxi F-Style allestiti con pianale ribassato, a distanza di due anni dalla presentazione proseguono con successo le loro vendite e oggi sono le prime vetture accessibili ai passeggeri con disabilità a essere inserite nel listino ufficiale della Casa tedesca.

SICUREZZA A BORDO.
Durante la manifestazione bolognese, il Focaccia Group ha organizzato un seminario sulle normative europee relative alla sicurezza nel trasporto della persona in carrozzina. Dedicato a famiglie, associazioni e a tassisti, senza trascurare gli operatori che lavorano nel settore della disabilità e dell’assistenza, il workshop ha voluto sensibilizzare il pubblico sul tema della sicurezza nel trasporto delle persone con disabilità e per indicare come devono essere usati i dispositivi che garantiscono la sicurezza in auto del passeggero disabile in carrozzina. Nel convegno, sono state analizzate sia le norme per l’omologazione dei veicoli, come indicato dalla direttiva UE 2007/46, che impone le cinture di sicurezza a tre punti anche per le persone in carrozzina, sia la normativa Iso 10542, che specifica i requisiti e le metodologie di prova dei sistemi di ritenuta degli occupanti e che impone ancoraggi a pavimento a quattro punti, oltre alla cintura a tre punti.

DA 10 A 3 MINUTI.
Fissare la carrozzina agli ancoraggi e allacciare la cintura alla persona disabile, impone un tempo che normalmente supera i 10’. Per incentivare le persone al corretto uso dei dispositivi di sicurezza, Focaccia Group ha illustrato il suo “Easy = Safe”, il sistema che abbatte i tempi a 3’ grazie alla possibilità di ancorare la carrozzina e permettere alla persona disabile di indossare la cintura di sicurezza direttamente dall’esterno, senza far entrare e uscire l’operatore dal veicolo. Purtroppo rimane sempre il problema della sicurezza delle carrozzine: senza modelli dotati di poggiatesta e di rigidità torsionale adeguata, la piena sicurezza del passeggero disabile non potrà mai essere garantita a bordo di un veicolo.

HANDYTECH.
L’azienda astigiana, esponeva nei suoi stand una Fiat 500 con comandi di guida adattati e alcuni veicoli a pianale ribassato come Fiat Doblò, Renault Kangoo, Ford Tourneo e Peugot Partner. Quest’ultimo presentava l’allestimento Sali e Guida IMPULSE che consente di posizionarsi con la propria carrozzina sia al posto guida che a quello del passeggero. Dotato di sedili in seconda fila, richiudibili a parete, può trasportare fino a 4 persone mantenendo un ampio bagagliaio. Per gli adattamenti di guida, Handytech esponeva tutta la sua linea, compresi i monoleva meccanica ed elettronica HT – SPEED & BRAKE, che integrano in un unico dispositivo l’accelerazione e la frenata. Per gli ausili relativi al carico della carrozzina, erano esposti alcuni verricelli da bagagliaio, adibiti al carico di carrozzine manuali, elettroniche e mobility scooter, con capacità di carico da 40 a 150 Kg. Disponibili anche con comando a distanza ed abbinabili a sistemi di elettrificazione del portellone.

OLMEDO.
L’importante azienda italiana era presente alla kermesse bolognese con tutta la sua gamma a pianale ribassato, composta da 15 veicoli. Tra questi, due ultime novità: il PEUGEOT EXPERT/TRAVELLER allestimento Runner 6+1 e il e il Partner – allestimento Runner 4+1. Il primo, disponibile nella versione a passo medio e lungo, è omologato fino a otto passeggeri, compresa la persona in carrozzina nella versione a passo lungo; mentre il secondo, disponibile in tre diverse configurazioni interne, è omologato per cinque posti complessivi, compreso il passeggero in carrozzina.

FCA AUTONOMY.
Presente nello stand realizzato in collaborazione con il partner Coloplast, FCA Autonomy ha esposto una Jeep Compass Limited 2.0 Mjt 140 CV 4WD AT9, dotata di dispositivi di guida Guidosimplex, come l’acceleratore elettronico a cerchiello sopra il volante e il freno a spinta manuale in avanti da terra. Il gruppo Fiat Chrysler, attraverso i suoi centri di mobilità, fornisce ai suoi clienti disabili un valido supporto per affrontare i problemi relativi alla guida. Utilizzando appositi simulatori e avvalendosi del parere di medici e fisioterapisti, gli automobilisti disabili possono così verificare le loro capacità motorie residue e inoltre prendere confidenza con i veicoli modificati. I mezzi del gruppo FCA (Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Fiat Professional, Lancia, Jeep) possono essere modificati con l’aggiunta di dispositivi speciali, selezionati da Autonomy in collaborazione con i migliori allestitori specializzati, e approvati dal ministero dei Trasporti.

MAF VEICOLI SPECIALI.
Dopo diversi anni di assenza, la MAF (Mariani Alfredo & Figlio srl) di Pistoia si ripresenta alla manifestazione bolognese presentando il 4Trek, un Volkswagen Caddy con trazione integrale 4×4 con tetto e porte posteriori rialzate. L’azienda, con oltre 40 anni di attività nel settore degli allestimenti speciali, ha scelto di creare l’allestimento su un pianale a passo lungo, per dare la possibilità al passeggero con sedia a rotelle di poter usufruire di uno spazio adeguato alle sue necessità.

di Luigi Giuliani

Alle medie prove Invalsi concluse per il 98% degli studenti. Fedeli: bilancio positivo

da Il Sole 24 Ore

Alle medie prove Invalsi concluse per il 98% degli studenti. Fedeli: bilancio positivo

di Alessia Tripodi

Nei giorni scorsi si è conclusa la prima tornata delle prove Invalsi per le terze classi delle scuole medie. I test – che da quest’anno sono Computer based, ovvero svolti online – hanno convolto 570mila studenti, ovvero il 98% degli iscritti. Lo rende noto lo stesso Invalsi, annunciando che a partire dal 3 maggio partiranno i test alle elementari e alle superiori. Soddisfatta la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli: «Bilancio più che soddisfacente per questa prima tornata». Da quest’anno lo svolgimento delle prove diventa un requisito necessario per l’ammissione all’esame finale ed è previsto anche il test di inglese.

Test di italiano, matematica e inglese
Oltre a quelle di italiano e matematica, gli studenti hanno sostenuto per la prima volta anche la prova d’inglese, suddivisa in due sezioni: ascolto e lettura. I test si sono svolte quasi sempre in più giornate, secondo un programma stabilito dalle scuole. Considerando le due prove di inglese come distinte – sottolinea Invalsi – sono state concluse 2.219.071 prove. Le classi campione hanno svolto le rilevazioni dal 9 al 12 aprile, coinvolgendo 1.435 classi e oltre 28.500 studenti. E, in vista di possibili difficoltà legate alla insufficiente disponibilità di pc nelle scuole o a problemi con la connessione di rete, l’Invalsi ricorda di aver organizzato nei mesi scorsi insieme al Miur una serie di incontri con oltre 5mila dirigenti scolastici, per individuare e affrontare le difficoltà tecniche. Tanto che alla fine le scuole «sprovviste di dotazioni informatiche sono risultate solo 8 su tutto il territorio nazionale», spiega l’istituto di valutazione, sottolineando che tutte le operazioni si sono svolte regolarmente grazie «all’esemplare collaborazione dimostrata dalle scuole».

Fedeli: bilancio positivo, importante risposta da scuole e famiglie
«Possiamo tracciare un bilancio positivo» e « possiamo farlo grazie alla risposta importante
e positiva del mondo della scuola, dei ragazzi, delle famiglie, alle novità introdotte dal decreto legislativo 62 del 2017», ha detto la ministra Fedeli. La valutazione «è un momento impegnativo, ma è anche uno stimolo per tutta la comunità scolastica, per un costante miglioramento del sistema di istruzione», ha aggiunto la ministra, sottolineando che
«ci sarà tempo per approfondire le implicazioni di queste nuove modalità, e anche per individuare margini di miglioramento».

Da maggio alle elementari e superiori
Nei giorni 3-9-11 maggio, fa sapere l’Invalsi, le prove verranno sostenute dalle classi seconda e quarta elementare – dove le rilevazioni, ricorda l’istituto, continueranno ad essere effettuate tramite i fascicoli cartacei come gli anni scorsi – mentre tra il 7 e il 19 maggio sarà il turno dalle classi seconde delle superiori, che affronteranno i test con la modalità online.

Ma dal 7 maggio tornano i «boicottaggi» alle superiori

da Il Sole 24 Ore

Ma dal 7 maggio tornano i «boicottaggi» alle superiori

«Quest’anno arriva la “rivoluzione” al contrario dei test Invalsi: per le scuole secondarie di secondo grado si svolgeranno dal 7 maggio al 19 maggio con la modalità computer-based e non saranno più in contemporanea in tutte le scuole italiane: a dirlo è Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti. Gli studenti annunciano: «Ci attiveremo dentro e fuori le scuole dal 7 maggio con la campagna Se sbagli sei fuori! per non compilare le prove a testa bassa e per cancellare l’Invalsi».

La protesta
«Negli scorsi anni il boicottaggio di massa dei test a crocette ha lanciato uno scomodo segnale al ministero dell’Istruzione, mettendo in luce la forte contrarietà della scuola nei confronti di un sistema di valutazione parziale e dannoso, che valuta solo nozioni e che riproduce le disuguaglianze tra Nord e Sud del Paese e tra scuole più innovative e scuole più arretrate – prosegue Picci – una valutazione prepotente del merito che mira ad escludere chi rimane indietro e a premiare chi si trova già in una posizione privilegiata, promuovendo l’impostazione neoliberale del “mercato” della formazione, dove non si promuove la cooperazione ma si alimenta la competitività».

La scuola minacciata dai bulli non ha perso la fiducia degli italiani

da la Repubblica

La scuola minacciata dai bulli non ha perso la fiducia degli italiani

Malgrado l’emergenza amplificata dai social, è un’istituzione ancora credibile e va protetta Specie in un Paese che non investe in cultura. E dove la strada per il successo porta all’estero

Ilvo Diamanti

C’è polemica intorno all’atto di intimidazione avvenuto a Lucca, ai danni di un professore. Intanto, gli studenti coinvolti nella vicenda sono stati sanzionati. Alcuni sospesi, gli altri bocciati preventivamente. Ma è evidente che la questione non si chiuderà così. Non solo a Lucca e negli ambienti più coinvolti. Ma in ambito nazionale. Perché la scuola è un tema e prima ancora un contesto sensibile. Riguarda tutti. Infatti, tutte le famiglie hanno figli, nipoti, parenti che frequentano la scuola.

L’istituzione a cui la società e lo Stato affidano il loro futuro.

Così il caso è rimbalzato in tutto il Paese. Veicolato e moltiplicato dai social network. E ciò fa la differenza rispetto al passato. Perché episodi come questi sono sempre avvenuti. Ma rimanevano circoscritti agli ambienti dove erano stati consumati. Veicolati dal passaparola. Oggi, invece, li possiamo vedere e rivedere tutti. E ne proviamo emozione, indignazione. Qualcuno: ammirazione. Di certo, non indifferenza. Lo studente che insulta il professore.

Spalleggiato dai genitori. Gli Studenti che aggrediscono i Professori. Assecondati dai Genitori. La tentazione di generalizzare è forte. Eppure, bisogna resistere alla tentazione di allargare troppo il significato di un episodio specifico. Anche se non va minimizzato. Tuttavia la scuola, in Italia, dispone di grande credito. Nel Rapporto su “Gli italiani e lo Stato”, condotto da Demos (da vent’anni), si conferma l’istituzione pubblica che suscita maggiore fiducia fra i cittadini. “Stimata” positivamente da circa il 53% della popolazione (intervistata). Ma da quasi il 65% degli studenti. In un dossier (Demos-Coop) pubblicato su Repubblica nel 2016, circa i due terzi degli italiani esprimevano, inoltre, un giudizio favorevole sulla preparazione degli insegnanti.

Di ogni livello. Ma soprattutto delle scuole primarie e dell’università. Anche allora, peraltro, il “bullismo” era considerato un problema serio.

Secondo un quarto degli intervistati, riguardava la maggioranza delle scuole. E i due terzi ne collegavano la diffusione ai social network.

C’è da scommettere che, da allora, la percezione del problema sia cresciuta ancora.

Per la stessa ragione. L’effetto moltiplicatore dei social, che offrono immagine e popolarità alle vittime ma, ancor più, agli artefici del bullismo.

Un’altra questione riguarda le famiglie. I genitori. Il loro rapporto con i figli. Con la scuola. Con gli insegnanti.

Indubbiamente, la complicità fra genitori e figli è divenuta sempre più stretta. Sempre più forte. Anche per semplici ragioni demografiche. Oggi l’Italia è un “Paese di figli unici”. Dove la natalità è in calo da molti anni. Perfino gli stranieri si sono adeguati. E assecondano il declino demografico.

Così, il rapporto fra genitori e figli diventa sempre più stretto. Quasi otto italiani su dieci, fra 18 e 38 anni, risiedono con i genitori (dati Istat). Ribadisco: “risiedono”, non “vivono”. Cioè: fanno riferimento alla famiglia, mentre affrontano una biografia sempre più precaria e intermittente. Sempre più nomade.

Circa sette italiani su dieci, infatti, come abbiamo rilevato in altre occasioni (commentando le indagini di Demos-Coop), ritengono che, per fare carriera, i nostri giovani se ne debbano andare.

Fuori dall’Italia. Ed è ciò che avviene, regolarmente, da tempo. Visto che dall’Italia emigrano oltre 100mila italiani, ogni anno. Quasi tutti giovani (appunto). E qualificati. Quasi nove su dieci, laureati. Vanno altrove. Soprattutto in Germania e nel Regno Unito.

Ma anche in Francia, Austria, Svizzera. Dove trovano occasioni di impiego migliori rispetto a qui.

D’altronde, in Italia (secondo Eurostat) l’investimento nel sistema formativo resta limitato. Il nostro Paese, infatti, si colloca all’ultimo posto in Europa per il numero di persone che hanno concluso un percorso di istruzione terziaria (24,9%, mentre la media Ue è del 38,5%). E se, negli ultimi anni, la spesa pubblica in Italia ha continuato a crescere, gli investimenti in ricerca, università e scuola sono, invece, diminuiti. Più in generale, come ha osservato, fra gli altri, Ferdinando Giugliano: «il principale aumento delle disuguaglianze, in Italia, negli ultimi vent’anni, è stato quello fra giovani e anziani». D’altra parte, secondo circa otto italiani su dieci (Demos-Coop, aprile 2017), «i giovani d’oggi avranno pensioni con cui sarà difficile vivere». Una previsione quasi scontata.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che il successo negli studi e, dunque, nella professione e nella vita, è strettamente collegato alla posizione sociale della famiglia. Al genere. Le donne e i giovani che appartengono a categorie sociali più basse, dunque, continuano ad essere svantaggiati nella carriera.

Anche per queste ragioni non si colgono più segni di conflitto generazionale. Cinquant’anni dopo, il Sessantotto appare lontano e irripetibile. Perché rappresentava la rivolta dei giovani contro i “padri” e i “maestri”. Contro genitori e professori. Simboli dell’autorità del tempo. Mentre oggi i figli sono pochi. E preferiscono la protesta digitale piuttosto che scendere in piazza. Inoltre, ribellarsi alla famiglia non conviene. Perché è una risorsa necessaria. Così i figli (unici), appena (e se) possono, vanno altrove. Anche per sottrarsi al vincolo dei genitori. Mentre la scuola e gli insegnanti restano riferimenti importanti. Ma sempre più discussi. Dai figli e dai genitori.

Alleati, quando è necessario.

Nel 1980, Luca Ricolfi e Loredana Sciolla, in una ricerca molto nota, avevano definito gli studenti del tempo: «senza padri né maestri».

Ma oggi stanno scomparendo anche i giovani. E gli studenti. Il rischio è che, nel vuoto, trovino spazio i bulli. Per questo bisogna proteggere la scuola. I “buoni” studenti. I buoni “maestri”. E i “buoni” professori.

Perchè oggi chi insegna fa un salto nel vuoto

da la Repubblica

Perchè oggi chi insegna fa un salto nel vuoto

Eraldo Affinati

Ammesso e non concesso che la scuola sia davvero diventata il collettore delle frustrazioni sociali, delle inadempienze etiche, degli alibi spirituali, degli scarichi di responsabilità, smarrendo il prestigio che un tempo la contraddistingueva, la ragione dovremmo cercarla intorno a lei, alzando gli occhi dai banchi per guardare le persone coinvolte: giovani e adulti, insegnanti e famiglie. Nessuno vive in un’isola separata dal resto del mondo. In particolare l’istruzione nazionale, intesa come gigantesca macchina di trasmissione del pensiero e della tradizione, elaborazione della coscienza pubblica e dei miti collettivi, è dentro la scena, anzi la rappresenta in pieno.

Dove sarebbero i modelli virtuosi da indicare ai nostri adolescenti ribelli? Quali altri linguaggi i ragazzi dovrebbero parlare per contrapporsi al degrado comunicativo imperante? Io sono certo che la loro mancanza di concentrazione, l’inquietudine che li pervade, l’ansia da cui i migliori sono attraversati, non scaturisca dal nulla, ma sia un grido d’aiuto e chiami in causa le scelte che noi, magari senza rendercene conto, abbiamo fatto e continuiamo a fare. A cosa alludo? I limiti non osservati, la deflagrazione del desiderio, la decadenza delle gerarchie culturali, la frammentazione informativa, la crisi di molte istituzioni, lo squallido spettacolo della politica come ricerca del consenso, il rigetto di ogni difficoltà, la deresponsabilizzazione burocratica, il trionfo del mansionario e la sconfitta dell’iniziativa: credevamo che tutto ciò potesse non incidere nella formazione di un ragazzo? Pensavamo che la fine dei sistemi ideologici, il rompere le righe dell’impegno intellettuale militante, lo stravolgimento dei canoni di qualità in favore dei fatturati non avesse un prezzo?

Chi poteva presentarci il conto se non i giovani sui quali è destinato a ricadere tutto il peso della nostra silenziosa e drammatica rimozione della fatica quotidiana? Oggi entrare in un’aula scolastica significa compiere un salto nel vuoto: non hai più il sostegno della comunità educativa, sei da solo contro tutti. Devi parlare coi tuoi fantasmi interiori.

Rinnovare il futuro. Spezzare le catene del conformismo.

Accendere i fuochi. Scoprire le passioni. È impensabile che questo possa accadere senza una vera vocazione pedagogica. Perciò l’insegnante, da sempre ma ora più che mai, è obbligato a portare la soma. Tappare i buchi. Mantenere l’equilibrio.

Conservare la lucidità.

Ripristinare la dialettica. Essere amico e maestro, insieme. Se fallisce lui, bisogna saperlo, abbiamo perso tutti.

Come si formano le cattedre nella scuola secondaria: continuità didattica, titolarità, orario

da Orizzontescuola

Come si formano le cattedre nella scuola secondaria: continuità didattica, titolarità, orario

di Giovanna Onnis

L’organico della scuola Secondaria è determinato, come lo scorso anno, sulla base delle nuove classi di concorso definite dal DPR n. 19/2016 e dal DM n. 259/2017.

A ciascun docente titolare è stata assegnata, con la procedura indicata nella nota ministeriale n. 5177 del 7 febbraio 2017, la nuova classe di concorso.

Organico e classi di concorso

L’attribuzione delle ore, presenti nell’organico di ogni istituzione scolastica, alle diverse classi di concorso, come indicato nella CM n.16041 del 29/03/2018, deve avere come fine prioritario:

  1. la tutela della titolarità dei docenti presenti nella scuola
  2. l’ottimale formazione delle cattedre
  3. la continuità didattica

Nella scelta della classe di concorso è indispensabile fare riferimento all’indirizzo, all’articolazione, all’opzione, nonché al curricolo presente nella scuola.

In presenza nella stessa scuola di soprannumerari si dovrà dare precedenza a colui o a coloro che, in relazione al numero dei posti, risulteranno collocati con il maggior punteggio nella graduatoria interna di istituto unificata, secondo quanto previsto dall’art 21 del CCNI 2017/18 prorogato per la mobilità 2018/19 nel rispetto delle precedenze indicate nell’art. 13 del contratto.

Esuberi

In presenza di esuberi in organico, i Dirigenti scolastici delle diverse istituzioni scolastiche dovranno comunicare ufficialmente ai docenti interessati la loro soprannumerari età, in modo tale che possano presentare domanda di mobilità anche oltre i termini di scadenza previsti nell’Ordinanza Ministeriale.

Cattedre vacanti

In presenza di cattedre vacanti per assenza di docenti titolari l’attribuzione delle ore alle classi di concorso da parte dei Dirigenti scolastici, dovrà avvenire, previa intesa con l’Ufficio scolastico territoriale, attingendo prioritariamente dalle classi di concorso in esubero a livello provinciale e tenendo conto di una equilibrata distribuzione dei posti tra le classi di concorso in funzione delle immissioni in ruolo.

In mancanza delle citate situazioni, la circolare ministeriale prevede che il Dirigente scolastico, d’intesa con l’Ufficio scolastico territoriale, e sulla base del parere del Collegio dei docenti, reso in coerenza con il Piano dell’Offerta Formativa Triennale, individuerà la classe di concorso alla quale assegnare l’insegnamento.

Docenti di insegnamenti attribuiti a diversa classe di concorso

I docenti assegnati ad insegnamenti attribuiti ad una diversa classe di concorso, come lo scorso anno, mantengono, nel rispetto dei limiti complessivi dell’organico regionale, ai sensi dell’art.4 del DM n.259/2017, le attuali sedi e cattedre finché rimangono in servizio nella stessa scuola.

Nel caso non sia possibile assegnare a questi docenti altri insegnamenti e in assenza di posti di potenziamento per la classe di concorso di appartenenza, si applicano le disposizioni indicate nell’art 14 comma 17 del D.L. 95/2012 convertito con modificazioni dalla legge 135/2012 relative al personale in esubero.

A titolo informativo riteniamo utile evidenziare quanto stabilisce il succitato comma 17 dell’art.14:

Al personale dipendente docente a tempo indeterminato che, terminate le operazioni di mobilità e di assegnazione dei posti, risulti in esubero nella propria classe di concorso nella provincia in cui presta servizio, e’ assegnato per la durata dell’anno scolastico un posto nella medesima provincia, con priorità sul personale a tempo determinato, sulla base dei seguenti criteri:

a) posti rimasti disponibili in altri gradi d’istruzione o altre classi di concorso, anche quando il docente non e’ in possesso della relativa abilitazione o idoneità all’insegnamento, purché il medesimo possegga titolo di studio valido, secondo la normativa vigente, per l’accesso all’insegnamento nello specifico grado d’istruzione o per ciascuna classe di concorso;

b) posti di sostegno disponibili all’inizio dell’anno scolastico, nei casi in cui il dipendente disponga del previsto titolo di specializzazione oppure qualora abbia frequentato un apposito corso di formazione;

c) frazioni di posto disponibili presso gli istituti scolastici, assegnate prioritariamente dai rispettivi dirigenti scolastici al personale in esubero nella medesima provincia e classe di concorso o che si trovi in situazioni in cui si applichino le lettere a) e b), purché detto personale non trovi diversa utilizzazione ai sensi delle medesime lettere;

d) posti che dovessero rendersi disponibili durante l’anno scolastico, prioritariamente assegnati al personale della medesima provincia in esubero nella relativa classe di concorso o che si trovi in situazioni in cui si applichino le lettere a) e b), anche nel caso in cui sia stata già disposta la messa a disposizione di detto personale e purché non sia già diversamente utilizzato ai sensi delle precedenti lettere;

e) il personale in esubero che non trovi utilizzazione ai sensi delle precedenti lettere e’ utilizzato a disposizione per la copertura delle supplenze brevi e saltuarie che dovessero rendersi disponibili nella medesima provincia nella medesima classe di concorso ovvero per posti a cui possano applicarsi le lettere a) e b) anche nel caso ne sia stata già disposta la messa a disposizione

Nel caso in cui questi docenti abbiano già presentato domanda di trasferimento, salvo i casi di domanda condizionata al rientro nella sede di attuale titolarità, è utile ricordare che è comunque consentita la revoca della domanda entro i termini previsti dall’Ordinanza Ministeriale, come abbiamo sottolineato in un nostro articolo

Costruzione cattedre: quale orario?

Ai sensi dell’art. 19 del DPR n.81/2009, le cattedre costituite con orario inferiore all’orario obbligatorio di insegnamento dei docenti, definito dal contratto collettivo nazionale di lavoro, sono ricondotte a 18 ore settimanali.

Per garantire l’unitarietà dell’insegnamento di una disciplina all’interno della stessa sezione possono essere costituite cattedre superiori alle 18 ore. In tal caso il contributo orario eccedente viene considerato utile ai fini contrattuali per l’intero anno scolastico

Costruzione cattedre negli IC e negli IIS

Nella scuola Secondaria I e II grado la costituzione delle cattedre deve tenere conto dell’unificazione degli organici prevista per gli Istituti Comprensivi (IC) e per gli Istituti di Istruzione Superiore (IIS), in base a quanto stabilito nella Legge n.107/2017

Le cattedre che si costituiscono in tali sedi devono essere costituite considerando tutti i contributi orari della medesima classe di concorso presenti nell’intera autonomia, compresi quelli reperibili nei plessi associati anche se collocati in diverso comune o ambito. I docenti vengono poi assegnati alle diversi sedi secondo quanto previsto dal CCNI sulla mobilità e possono, in ogni caso, rinunciare alle ore assegnate su sede diversa se nell’adeguamento alle situazioni di fatto vengano a crearsi ulteriori disponibilità orarie all’interno di un’unica sede.

Le cattedre definite secondo tale procedimento sono calcolate direttamente dal sistema e considerate interne all’istituto (COI).

Nel caso in cui le cattedre definite dal sistema producano ore residue queste possono essere accorpate con altri spezzoni orari disponibili in altre istituzioni scolastiche, costituendo, in tal modo, cattedre orario esterne (COE) tra istituzioni scolastiche comprese nel medesimo ambito territoriale o anche diverso ambito

Istruzione adulti e cattedre

I percorsi di secondo livello, del sistema di istruzione degli adulti delle scuole Secondarie II grado, costituiscono una sede di organico separata da quella diurna, eventuali posti orario vengono costituiti prioritariamente utilizzando ore disponibili nei corsi diurni della medesima istituzione scolastica. In questo caso, come chiarisce l’art.12 comma 4 del CCNI sulla mobilità, vengono considerate come cattedra orario fra due istituti diversi, cioè cattedre orario esterne (COE)

Nuovo contratto, ATA: tre giorni in più di permesso per visita specialistica e novità per indennità DSGA

da Orizzontescuola

Nuovo contratto, ATA: tre giorni in più di permesso per visita specialistica e novità per indennità DSGA

Il contratto scuola firmato definitivamente scorsa settimana da FLCGIL Cisl, UIL e Gilda presenta delle novità migliorative per il personale ATA.

Pubblichiamo la scheda FLCGIL di riassunto delle principali novità.

  • Gli ATA diventano parte integrante della “Comunità educante”.

PERMESSI

  • Introdotta anche la modalità oraria per i permessi già previsti all’articolo 15 del Ccnl/07
  • aggiunte ulteriori 18 ore (tre giorni) di permesso per le visite specialistiche (rientrano nel computo della malattia ma senza le penalizzazioni previste per la malattia breve) e chiarito che quelli della legge 53/00 (3 giorni l’anno per gravi motivi) sono aggiuntivi ai 3 per motivi personali o familiari.

REVISIONE DEI PROFILI

Prevista una commissione di lavoro per la revisione dei profili.

INDENNITA’ DSGA

Acquisita nel Ccnl la sequenza per l’indennità dei DSGA che “reggono” due scuole.

Viene poi messo in evidenza che gli ATA della scuola sono esclusi dalla valutazione (legge Brunetta). Sulle relazioni sindacali diventano materia di contrattazione anche “i riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità sui processi innovativi legati alle nuove tecnologie”.

Cessazioni dal servizio e Ape Sociale: chiarimenti del Miur

da La Tecnica della Scuola

Cessazioni dal servizio e Ape Sociale: chiarimenti del Miur