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Legge 26 aprile 2019, n. 36

Modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa. (19G00042)
(GU Serie Generale n.102 del 03-05-2019)

Legge 28 marzo 2019, n. 26

Legge 28 marzo 2019, n. 26

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. (19G00034)
(GU Serie Generale n.75 del 29-03-2019)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

Art. 1

1. Il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 28 marzo 2019

MATTARELLA
Conte, Presidente del Consiglio dei ministri
Di Maio, Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Visto, il Guardasigilli: Bonafede


Ripubblicazione del testo del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 23 del 28 gennaio 2019) , coordinato con la legge di conversione 28 marzo 2019, n. 26 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 75 del 29 marzo 2019), recante: «Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.». (19A02424)
(GU Serie Generale n.84 del 09-04-2019 – Suppl. Ordinario n. 16)


Testo del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 23 del 28 gennaio 2019), coordinato con la legge di conversione 28 marzo 2019, n. 26 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale – alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.». (19A02239)
(GU Serie Generale n.75 del 29-03-2019)


AVVISO DI RETTIFICA  

Comunicato relativo alla legge 28 marzo 2019, n. 26, recante: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.». (Legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 75 del 29 marzo 2019). (19A02394)
(GU Serie Generale n.81 del 05-04-2019)

Nell’allegato alla legge citata in epigrafe, pubblicata nella sopracitata Gazzetta Ufficiale, alla pagina 2, prima colonna, all’articolo 2, comma 4, dove e’ scritto: “«per ogni ulteriore componente» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «per ogni ulteriore componente di minore eta’, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilita’ grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE»”, leggasi: “«per ogni ulteriore componente minorenne» fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «per ogni ulteriore componente di minore eta’, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino ad un massimo di 2,2 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizione di disabilita’ grave o di non autosufficienza, come definite ai fini dell’ISEE»”.

Legge 11 febbraio 2019, n. 12

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione. (19G00017)
(GU Serie Generale n.36 del 12-02-2019)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga la seguente legge:

Art. 1
1. Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. Il decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143, e’ abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143.
3. Il decreto-legge 11 gennaio 2019, n. 2, e’ abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge 11 gennaio 2019, n. 2.
4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 11 febbraio 2019
MATTARELLA
Conte, Presidente del Consiglio dei ministri
Visto, il Guardasigilli: Bonafede

Avvertenza: Il decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 290 del 14 dicembre 2018. A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla presente legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione. Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione e’ pubblicato in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 49.

Legge 30 dicembre 2018, n. 145

Ripubblicazione del testo della legge 30 dicembre 2018, n. 145, recante: «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021», corredato delle relative note. (Legge pubblicata nel Supplemento ordinario n. 62/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 302 del 31 dicembre 2018). (19A00318)

(GU Serie Generale n.15 del 18-01-2019 – Suppl. Ordinario n. 3)

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021


dall’art. 1 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021

13. A decorrere dal 1° gennaio 2019, ai compensi derivanti dall’attività di lezioni private e ripetizioni, svolta dai docenti titolari di cattedre nelle scuole di ogni ordine e grado, si applica un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali con l’aliquota del 15 per cento, salva opzione per l’applicazione dell’imposta sul reddito nei modi ordinari.

14. I dipendenti pubblici di cui al comma 13, che svolgono l’attività di insegnamento a titolo privato, fermo restando quanto disposto dall’articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, comunicano all’amministrazione di appartenenza l’esercizio di attività extra-professionale didattica ai fini della verifica di eventuali situazioni di incompatibilità.

15. L’imposta sostitutiva di cui al comma 13 è versata entro il termine stabilito per il versamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i rimborsi, le sanzioni, gli interessi e il contenzioso ad essa relativi si applicano le disposizioni previste per le imposte sui redditi.

16. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per l’esercizio dell’opzione nonché del versamento dell’acconto e del saldo dell’imposta sostitutiva di cui al comma 13.

278. Al comma 354 dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: « è prorogata anche per gli anni 2017 e 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « è prorogata anche per gli anni 2017, 2018 e 2019 »;
b) al secondo periodo, le parole: « e a quattro giorni per l’anno 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « , a quattro giorni per l’anno 2018 e a cinque giorni per l’anno 2019 »;
c) al terzo periodo, le parole: « Per l’anno 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « Per gli anni 2018 e 2019 »;
d) al quarto periodo sono premesse le seguenti parole: « Per gli anni 2017 e 2018, ».

301. Fermo quanto previsto dal comma 299 e dal comma 302, sono autorizzate, a valere sulle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 365, lettera b), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come rifinanziato ai sensi del comma 298 del presente articolo, le assunzioni a tempo indeterminato, anche mediante avvio di procedure concorsuali, per le seguenti amministrazioni:
a) Corte dei conti: per personale dirigenziale di livello non generale e per personale non dirigenziale, nel limite di spesa di euro 5.638.577 per l’anno 2019 e di euro 16.915.730 annui a decorrere dall’anno 2020;
b) Corte dei conti: per referendari della Corte dei conti, nel limite complessivo di spesa di euro 5.646.929 per l’anno 2019, di euro 9.858.687 annui per gli anni 2020 e 2021, di euro 10.215.137 per l’anno 2022, di euro 11.194.460 per l’anno 2023, di euro 11.294.027 annui per gli anni 2024 e 2025, di euro 11.700.260 per l’anno 2026, di euro 15.392.183 annui per gli anni 2027 e 2028 e di euro 15.681.574 annui a decorrere dall’anno 2029;
c) Ministero della giustizia – Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: per personale di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel limite di spesa di euro 4.434.558 per l’anno 2019 e di euro 10.738.230 annui a decorrere dall’anno 2020;
d) Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel limite di spesa di euro 2.416.076 annui a decorrere dall’anno 2019;
e) Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nel limite di spesa di euro 4.780.284 per l’anno 2019 e di euro 14.340.851 annui a decorrere dall’anno 2020;
f) Agenzia per l’Italia digitale: per personale dirigenziale di livello non generale e per personale non dirigenziale, nel limite di spesa di euro 1.695.529 per l’anno 2019 e di euro 2.260.705 annui a decorrere dall’anno 2020;
g) Presidenza del Consiglio dei ministri: per personale dirigenziale di livello non generale e per personale non dirigenziale di categoria A, nel limite di spesa di euro 641.581 per l’anno 2019 e di euro
7.698.967 annui a decorrere dall’anno 2020;
h) Istituto nazionale della previdenza sociale, nel limite di spesa di euro 8.302.167 per l’anno 2019, di euro 18.679.875 per l’anno 2020 e di euro 24.906.500 annui a decorrere dall’anno 2021.

302. Al fine di evitare l’effettuazione di assunzioni oltre i limiti di spesa assegnati a ciascuna amministrazione di cui al comma 301 le stesse trasmettono, entro il 31 marzo di ciascuno anno, alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato i dati concernenti le procedure concorsuali che si intende avviare e quelli concernenti il personale dirigenziale di livello non generale e non dirigenziale da assumere, in relazione al fabbisogno e nell’ambito della propria dotazione organica, nonché la spesa annua lorda, per ciascuna annualità e a regime, effettivamente da sostenere per il trattamento economico complessivo, tenuto conto del costo unitario annuo per ciascuna qualifica di personale da assumere. All’esito delle verifiche operate dai predetti Dipartimenti, le amministrazioni sono autorizzate ad assumere. Il Ministro dell’economia e delle finanze, all’esito delle verifiche svolte dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale
dello Stato, è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio a valere sulle dotazioni del fondo di cui all’articolo 1, comma 365, lettera b), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come rifinanziato ai sensi del comma 298 del presente articolo.
In relazione alle assunzioni di cui alla lettera b) del comma 301, si applicano esclusivamente gli obblighi di comunicazione previsti dal comma 322.

345 Al fine di consentire una maggiore efficacia dell’azione amministrativa svolta a livello centrale dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nonché di potenziare la tutela delle minoranze linguistiche presenti in Friuli Venezia Giulia, di cui alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, la dotazione organica del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è incrementata di due posti dirigenziali di livello generale. Al primo periodo si dà attuazione con uno o più regolamenti di organizzazione, da adottare ai sensi della legislazione vigente.

415. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, le facoltà assunzionali del personale educatore delle istituzioni educative statali sono incrementate sino a 290 posti, nell’ambito dei posti vacanti e disponibili.

436. Per il triennio 2019-2021 gli oneri posti a carico del bilancio statale per la contrattazione collettiva nazionale in applicazione
dell’articolo 48, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico sono determinati in 1.100 milioni di euro per l’anno 2019, in 1.425 milioni di euro per l’anno 2020 e in 1.775 milioni di euro annui a decorrere dal 2021.

437. Gli importi di cui al comma 436,comprensivi degli oneri contributivi ai fini previdenziali e dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, concorrono a costituire l’importo complessivo massimo di cui all’articolo 21, comma 1-ter, lettera e), della legge 31 dicembre 2009,
n. 196.

438. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni ed enti pubblici diversi dall’amministrazione statale, gli oneri
per i rinnovi contrattuali per il triennio 2019-2021, nonché quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai sensi dell’articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo. In sede di emanazione degli atti di indirizzo previsti dall’articolo 47, comma 1, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001 i comitati di settore provvedono alla quantificazione delle relative risorse, attenendosi ai criteri previsti per il personale delle amministrazioni dello Stato di cui al comma 436. A tale fine i comitati di settore si avvalgono dei dati disponibili presso il Ministero dell’economia e delle finanze, comunicati dalle rispettive amministrazioni in sede di rilevazione annuale dei dati concernenti il personale dipendente.

439. Le disposizioni del comma 438 si applicano anche al personale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.

440. Nelle more della definizione dei contratti collettivi nazionali di lavoro e dei provvedimenti negoziali riguardanti il personale in regime di diritto pubblico relativi al triennio 2019-2021, a valere sulle risorse a copertura degli oneri di cui ai commi 436 e 438, si dà luogo, in deroga alle procedure previste dai rispettivi ordinamenti, all’erogazione:
a) dell’anticipazione di cui all’articolo 47-bis, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché degli analoghi trattamenti disciplinati dai provvedimenti negoziali relativi al personale in regime di diritto pubblico, nella misura percentuale, rispetto agli stipendi tabellari, dello 0,42 per cento dal 1° aprile 2019 al 30 giugno 2019 e dello 0,7 per cento a decorrere dal 1° luglio 2019;
b) al personale di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dell’elemento perequativo una tantum ove previsto dai relativi contratti collettivi nazionali di lavoro riferiti al triennio 2016-2018, nelle misure, con le modalità e i criteri ivi definiti e con decorrenza dal 1° gennaio 2019 fino alla data di definitiva sottoscrizione dei contratti collettivi nazionali di lavoro relativi al triennio 2019- 2021, che ne disciplinano il riassorbimento.

441. Fermo restando quanto previsto dal comma 440, lettera a), in relazione alla specificità della funzione e del ruolo del personale di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, a valere sulle risorse di cui al comma 436, l’importo di 210 milioni di euro può essere destinato, nell’ambito dei rispettivi provvedimenti negoziali relativi al triennio 2019-2021, alla disciplina degli istituti normativi nonché ai trattamenti economici accessori, privilegiando quelli finalizzati a valorizzare i servizi di natura operativa di ciascuna amministrazione.
Previo avvio delle rispettive procedure negoziali e di concertazione, in caso di mancato perfezionamento dei predetti provvedimenti negoziali alla data del 30 giugno di ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, l’importo annuale di cui al primo periodo è destinato, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri per la pubblica amministrazione e dell’economia e delle finanze, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa e della giustizia, all’incremento delle risorse dei fondi per i servizi istituzionali del personale del comparto sicurezza-difesa e dei fondi per il trattamento accessorio del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con successivo riassorbimento nell’ambito dei benefìci economici relativi al triennio 2019-2021.

444. Nell’anno 2019 sono versati all’entrata del bilancio dello Stato e restano acquisiti all’erario 140 milioni di euro iscritti sul conto dei residui ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

460. Al fine di supportare l’attività di promozione, indirizzo e coordinamento in materia di prevenzione della diffusione dell’uso di sostanze stupefacenti, delle tossicodipendenze e delle alcoldipendenze correlate, in particolare tra gli adolescenti, è istituito, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo per la prevenzione della dipendenza da stupefacenti, il cui stanziamento è trasferito al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

461. Il Fondo di cui al comma 460 è destinato a finanziare la realizzazione di progetti sperimentali in ambito nazionale in materia di prevenzione delle tossicodipendenze finalizzati:
a) all’attivazione di specifici interventi nelle scuole secondarie di primo e secondo grado;
b) all’identificazione precoce delle condizioni di vulnerabilità e dell’uso occasionale con la finalità di ridurre i tempi di accesso alle cure;
c) al supporto educativo e formativo in favore delle famiglie e del personale scolastico.

462. All’attuazione dei progetti di cui al comma 461 possono concorrere anche i servizi pubblici per le dipendenze e gli enti del privato sociale di cui agli articoli 115 e 116 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

463. La dotazione finanziaria del Fondo di cui al comma 460 è pari a 3 milioni di euro per l’anno 2019, 1 milione di euro per l’anno 2020 e 3 milioni di euro per l’anno 2021.

464. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la famiglia e le disabilità, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono stabiliti i criteri e le modalità per l’utilizzazione delle risorse del Fondo.

465. Per rispondere con continuità alla richiesta di giovani con un’alta specializzazione tecnica e tecnologica necessaria allo sviluppo economico e alla competitività del sistema produttivo italiano, le risorse del Fondo di cui all’articolo 1, comma 875, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come incrementato dall’articolo 1, comma 67, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono ripartite tra le regioni e assegnate in modo da rendere stabile e tempestiva, a partire dall’anno formativo 2019/2020, la realizzazione dei percorsi degli istituti tecnici superiori coerenti con i processi di innovazione tecnologica in atto e inclusi nei piani territoriali regionali di cui all’articolo 11 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008.

466. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca assegna le risorse di cui al comma 465, entro il 30 settembre di ciascun anno, direttamente alle regioni, che le riversano agli istituti tecnici superiori che nell’annualità formativa precedente hanno riportato una valutazione realizzata secondo i criteri e le modalità di applicazione degli indicatori di cui all’accordo sancito in sede di Conferenza unificata il 5 agosto 2014, come modificato dall’accordo sancito in sede di Conferenza unificata il 17 dicembre 2015.

467. Resta fermo l’obbligo di cofinanziamento delle regioni ai piani triennali di attività degli istituti tecnici superiori per almeno il 30 per cento dell’ammontare delle risorse statali stanziate. Gli istituti tecnici superiori possono comprendere, nei suddetti piani, anche ulteriori percorsi e attività, coerenti con l’ambito tecnologico di riferimento, finanziati da soggetti pubblici e privati per potenziare la propria offerta formativa, previa comunicazione al competente assessorato della regione e all’ufficio scolastico.

468. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono attualizzati, anche ai fini dell’istituzione di nuovi istituti tecnici superiori o dell’eventuale accorpamento di quelli già istituiti, gli standard organizzativi delle strutture e dei percorsi degli istituti tecnici superiori, nonché i criteri di valutazione dei piani di attività realizzati, con particolare riferimento agli esiti occupazionali dei giovani specializzati e alla rispondenza alle esigenze di innovazione tecnologica e organizzativa delle filiere produttive a vari livelli territoriali.

469. Dall’attuazione dei commi da 465 a 468 non devono derivare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

478. Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile di cui all’articolo 1, comma 392, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, è prorogato per gli anni 2019, 2020 e 2021. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, è ridotto di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020; conseguentemente all’articolo 1, comma 202, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, le parole: « pari a 100 milioni di euro » sono sostituite dalle seguenti: « pari a 60 milioni di euro ».

561. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 70, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, è incrementata di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021.

562. All’articolo 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: «di concerto con il Ministro delegato per la famiglia e le disabilità,» sono inserite le seguenti: «con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con».  

725. Al fine di promuovere misure e progetti di innovazione didattica e digitale nelle scuole, negli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021 può essere esonerato dall’esercizio delle attività didattiche un numero massimo di 120 docenti, individuati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che costituiscono équipe territoriali formative, per garantire la diffusione di azioni legate al Piano per la scuola digitale, nonché per promuovere azioni di formazione del personale docente e di potenziamento delle competenze degli studenti sulle metodologie didattiche innovative.

726. Ai maggiori oneri derivanti dal comma 725, pari a 1,44 milioni di euro per l’anno 2019, a 3,6 milioni di euro per l’anno 2020 e a 2,16 milioni di euro per l’anno 2021, si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli anni 2019, 2020 e 2021, dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 62, secondo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107.

727. All’articolo 1, comma 62, terzo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «ai sensi del comma 11» sono sostituite dalle seguenti: «sulla base di procedure selettive».

728. All’articolo 1, comma 62, terzo periodo, della legge 13 luglio 2015, n. 107, le parole: «ai sensi del comma 11» sono sostituite dalle seguenti: «sulla base di procedure selettive».

729. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite le modalità per incrementare il tempo pieno nella scuola primaria.

730. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, l’organico del personale docente dei licei musicali è incrementato di 400 posti. A tal fine è autorizzata la spesa di 4,99 milioni di euro per l’anno 2019, di 21,76 milioni di euro per l’anno 2020, di 19,96 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023, 2024 e 2025, di 20,49 milioni di euro per l’anno 2026 e di 21,56 milioni di euro annui a decorrere dal 2027.

738. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, è autorizzata la trasformazione da tempo parziale a tempo pieno del rapporto di lavoro degli assistenti amministrativi e tecnici assunti nell’anno scolastico 2018/2019 ai sensi dell’articolo 1, commi da 619 a 621, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. La trasformazione di cui al primo periodo è disposta nel limite di una spesa di personale complessiva, tenuto conto anche degli stipendi già in godimento, non superiore a quella autorizzata ai sensi del citato articolo 1, comma 619, della legge n. 205 del 2017, a tale scopo avvalendosi della quota dello stanziamento non utilizzata per i fini ivi previsti. È corrispondentemente incrementata la dotazione organica del personale assistente amministrativo e tecnico.

739. La trasformazione di cui al comma 738 del presente articolo avviene mediante scorrimento della graduatoria di merito della procedura di selezione indetta ai sensi dell’articolo 1, commi da 619 a 621, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. In caso di rinunce o cessazioni dal servizio, si dà luogo a un ulteriore scorrimento della graduatoria.

740. La graduatoria finale di merito della procedura di selezione indetta ai sensi dell’articolo 1, commi da 619 a 621, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, rimane efficace sino al completo scorrimento della stessa ai sensi del comma 739 del presente articolo.

741. A decorrere dall’anno 2019 il Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione di cui al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, è incrementato di 10 milioni di euro.

757. All’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, le parole: «e di 96 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2019» sono sostituite dalle seguenti: «e di 190 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2019».

760. All’articolo 58 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, dopo le parole: «A decorrere dall’anno scolastico 2013/2014» sono inserite le seguenti: «, e sino al 31 dicembre 2019,»;
b) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:
«5-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2020, le istituzioni scolastiche ed educative statali svolgono i servizi di pulizia e ausiliari unicamente mediante ricorso a personale dipendente appartenente al profilo dei collaboratori scolastici e i corrispondenti posti accantonati ai sensi dell’articolo 4 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119, sono resi nuovamente disponibili, in misura corrispondente al limite di spesa di cui al comma 5. Il predetto limite di spesa è integrato, per l’acquisto dei materiali di pulizia, di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.
5-ter. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è autorizzato ad avviare un’apposita procedura selettiva, per titoli e colloquio, finalizzata ad assumere alle dipendenze dello Stato, a decorrere dal 1° gennaio 2020, il personale impegnato per almeno 10 anni, anche non continuativi, purché includano il 2018 e il 2019, presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per lo svolgimento di servizi di pulizia e ausiliari, in qualità di dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento dei predetti servizi. Alla procedura selettiva non può partecipare il personale di cui all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione e dell’economia e delle finanze, sono determinati i requisiti per la partecipazione alla procedura selettiva, nonché le relative modalità di svolgimento e i termini per la presentazione delle domande. 5-quater. Nel limite di spesa di cui al comma 5-bis, primo periodo, sono autorizzate assunzioni per la copertura dei posti resi nuovamente disponibili ai sensi del medesimo comma. Le assunzioni, da effettuare secondo la procedura di cui al comma 5-ter, sono autorizzate anche a tempo parziale. I rapporti instaurati a tempo parziale non possono essere trasformati in rapporti a tempo pieno, né può esserne incrementato il numero di ore lavorative, se non in presenza di risorse certe e stabili».

761. All’articolo 64 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «sino alla data di effettiva attivazione della convenzione-quadro di cui al comma 3 e comunque non oltre il 30 giugno 2019» sono sostituite dalle seguenti: «sino al 31 dicembre 2019»;
b) il comma 3 è abrogato.

763. Il Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è incrementato di 174,31 milioni di euro per l’anno 2020 e di 79,81 milioni di euro per l’anno 2021.

783. All’articolo 1-bis del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Per l’anno 2019, il versamento di cui al comma 1 è effettuato entro il 30 aprile 2019. Le somme giacenti, comprese quelle derivanti dai trasferimenti per le spese di pulizia, sono versate solo ove non sussistano contestazioni in atto. Entro il medesimo termine il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca provvede al versamento all’entrata del bilancio dello Stato delle somme non utilizzate, per le quali non vi siano contestazioni in atto, giacenti nel conto corrente n. 53823530 presso la società Poste italiane Spa. Quota parte delle somme versate all’entrata del bilancio dello Stato, pari complessivamente a 22,5 milioni di euro, rimane acquisita all’erario. Il mancato versamento delle somme di cui ai periodi precedenti entro il predetto termine comporta l’insorgere di responsabilità dirigenziale e obbligo di segnalazione alla Corte dei conti.
1-ter. Nelle more del versamento delle somme di cui al comma 1-bis all’entrata del bilancio dello Stato, il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato ad accantonare e a rendere indisponibili per l’anno 2019, nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, a valere sulle disponibilità del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, l’importo di 22,5 milioni di euro».

784. I percorsi in alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, sono ridenominati «percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento» e, a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019, con effetti dall’esercizio finanziario 2019, sono attuati per una durata complessiva:
a) non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;
b) non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;
c) non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

785. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, fermi restando i contingenti orari di cui al comma 784, sono definite linee guida in merito ai percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento.

786. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 39, della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono assegnate alle scuole nei limiti necessari allo svolgimento del numero minimo di ore di cui al comma 784.

787. Per l’anno scolastico 2018/2019, in relazione ai progetti già attivati dalle istituzioni scolastiche, si determina automaticamente, anche nei confronti di eventuali soggetti terzi coinvolti, una rimodulazione delle attività sulla base delle risorse finanziarie occorrenti e disponibili sui pertinenti capitoli di bilancio in attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 784 a 786.

792. Al fine di razionalizzare la spesa per il reclutamento del personale docente delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e di conseguire i risparmi di cui al comma 461 del presente articolo, al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «percorso FIT», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
b) all’articolo 1, comma 2, le parole: «percorso formativo triennale» sono sostituite dalle seguenti: «percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
c) all’articolo 2:
1) al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
«b) un percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
2) al comma 1, lettera c), le parole: «previo superamento delle valutazioni intermedie e finali del percorso formativo di cui alla lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «previa positiva valutazione del percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
3) il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. Il percorso annuale di formazione iniziale e prova è disciplinato ai sensi del Capo III»;
4) i commi 3 e 5 sono abrogati;
d) all’articolo 3:
1) al comma 1, le parole: «all’accesso al percorso FIT su» sono sostituite dalla seguente: «ai»;
2) al comma 2, le parole: «nel terzo e quarto» sono sostituite dalle seguenti: «nel primo e nel secondo»;
3) al comma 3, le parole: «ammessi al percorso FIT» sono sostituite dalle seguenti: «immessi in ruolo», le parole: «nel terzo e nel quarto» sono sostituite dalle seguenti: «nel primo e nel secondo» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Rimane fermo il diritto dei vincitori all’immissione in ruolo, ove occorra anche negli anni successivi»;
4) al comma 4, lettera a), le parole: «, anche raggruppate in ambiti disciplinari» sono soppresse;
5) al comma 5, le parole: «per le tipologie di posto messe a concorso nella stessa» sono sostituite dalle seguenti: «per una sola classe di concorso, distintamente per la scuola secondaria di primo e di secondo grado, nonché per il sostegno»;
6) il comma 6 è sostituito dal seguente:
«6. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono individuati i criteri di composizione delle commissioni giudicatrici e i requisiti che devono essere posseduti dai relativi componenti; i programmi, le prove concorsuali, i punteggi ad esse attribuiti e i relativi criteri di valutazione; la tabella dei titoli accademici, scientifici e professionali valutabili, comunque in misura non superiore al 20 per cento del punteggio complessivo, tra i quali sono particolarmente valorizzati il titolo di dottore di ricerca, il possesso di abilitazione specifica conseguita attraverso percorsi selettivi di accesso, il superamento delle prove di un precedente concorso ordinario per titoli ed esami nelle specifiche classi di concorso, il possesso di titoli accademici nell’ambito della pedagogia speciale e didattica dell’inclusione; le modalità di gestione delle procedure concorsuali a cura degli uffici scolastici regionali. Con il medesimo decreto è costituita una commissione nazionale di esperti per la definizione delle tracce delle prove d’esame e delle relative griglie di valutazione»;
7) i commi 7 e 8 sono abrogati;
e) all’articolo 4:
1) al comma 2 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, fermo restando quanto previsto dall’articolo 3, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233»;
2) il comma 3 è abrogato;
f) all’articolo 5:
1) al comma 1, alinea, dopo le parole: «lettera a),» sono inserite le seguenti: «il possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure»;
2) al comma 2, alinea, dopo le parole: «tecnico-pratico,» sono inserite le seguenti: «il possesso dell’abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure»;
3) al comma 3, le parole: «, in relazione alla classe di concorso su cui il candidato presenta domanda di partecipazione» sono sostituite dalle seguenti: «del presente articolo, unitamente al superamento dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità di cui al regolamento adottato in attuazione dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Sono titoli di accesso ai percorsi di specializzazione i requisiti di cui al comma 1 o al comma 2 del presente articolo con riferimento alle procedure distinte per la scuola secondaria di primo o secondo grado»;
4) al comma 4, le parole: «Con il decreto di cui all’articolo 9, comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca»;
5) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«4-bis. I soggetti in possesso di abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione sono esentati dal conseguimento dei CFU/CFA di cui ai commi 1 e 2 quale titolo di accesso, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente.
4-ter. Il superamento di tutte le prove concorsuali, attraverso il conseguimento dei punteggi minimi di cui all’articolo 6, costituisce abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso»;
g) all’articolo 6:
1) al comma 1, dopo le parole: «Il concorso» sono inserite le seguenti: «per i posti comuni» e il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Il concorso per i posti di sostegno prevede una prova scritta a carattere nazionale e una orale»;
2) al comma 2, dopo le parole: «La prima prova scritta» sono inserite le seguenti: «per i candidati a posti comuni», le parole: «su una specifica disciplina, scelta dall’interessato tra quelle» sono sostituite dalle seguenti: «sulle discipline» e il terzo periodo è sostituito dai seguenti: «La prima prova scritta è superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria perché sia valutata la prova successiva»;
3) al comma 3, dopo le parole: «La seconda prova scritta» sono inserite le seguenti: «per i candidati a posti comuni» e il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «La seconda prova scritta è superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria per accedere alla prova orale»;
4) il comma 4 è sostituito dal seguente:
«4. La prova orale consiste in un colloquio che ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato nelle discipline facenti parte della classe di concorso e di verificare la conoscenza di una lingua straniera europea almeno al livello B2 del quadro comune europeo nonché il possesso di adeguate competenze didattiche nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La prova orale comprende anche quella pratica, ove gli insegnamenti lo richiedano, ed è superata dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente»;
5) il comma 5 è sostituito dal seguente:
«5. La prova scritta per i candidati a posti di sostegno ha l’obiettivo di valutare il grado delle conoscenze e competenze del candidato sulla pedagogia speciale, sulla didattica per l’inclusione scolastica e sulle relative metodologie. La prova è superata dai candidati che conseguono un punteggio minimo di sette decimi o equivalente. Il superamento della prova è condizione necessaria per accedere alla prova orale, relativamente ai posti di sostegno»;
h) all’articolo 7:
1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. In ciascuna sede concorsuale, la graduatoria dei vincitori per ogni classe di concorso e per il sostegno è compilata sulla base della somma dei punteggi riportati nelle prove di cui all’articolo 6 e nella valutazione dei titoli, effettuata per i soli candidati che abbiano superato tutte le prove previste. La predetta graduatoria è composta da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso. Le graduatorie hanno validità biennale a decorrere dall’anno scolastico successivo a quello di approvazione delle stesse e perdono efficacia con la pubblicazione delle graduatorie del concorso successivo e comunque alla scadenza del predetto biennio, fermo restando il diritto di cui all’articolo 3, comma 3, secondo periodo»;
2) i commi 2, 3 e 4 sono abrogati;
3) al comma 5, le parole: «l’ambito territoriale» sono sostituite dalle seguenti: «l’istituzione scolastica», le parole: «quelli indicati nel bando» sono sostituite dalle seguenti: «quelle che presentano posti vacanti e disponibili» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I vincitori del concorso che, all’atto dello scorrimento delle graduatorie, risultino presenti in posizione utile sia nella graduatoria relativa a una classe di concorso sia nella graduatoria relativa al sostegno, sono tenuti a optare per una sola di esse e ad accettare la relativa immissione in ruolo»;
i) la rubrica del capo III è sostituita dalla seguente: «Percorso annuale di formazione iniziale e prova»;
l) gli articoli 8, 9, 10, 11 e 12 sono abrogati, ferma restando la loro applicazione alle procedure concorsuali avviate alla data di entrata in vigore della presente legge;
m) all’articolo 13:
1) al comma 1, primo e terzo periodo, le parole: «Il terzo anno del percorso FIT» sono sostituite dalle seguenti: «Il percorso annuale di formazione iniziale e prova» e le parole: «non è ripetibile e» sono soppresse;
2) il comma 2 è abrogato;
3) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. L’accesso al ruolo è precluso a coloro che non siano valutati positivamente al termine del percorso annuale di formazione iniziale e prova. In caso di valutazione finale positiva, il docente è cancellato da ogni altra graduatoria, di merito, di istituto o a esaurimento, nella quale sia iscritto ed è confermato in ruolo presso l’istituzione scolastica ove ha svolto il periodo di prova. Il docente è tenuto a rimanere nella predetta istituzione scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni, salvo che in caso di sovrannumero o esubero o di applicazione dell’articolo 33, commi 5 o 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, limitatamente a fatti sopravvenuti successivamente al termine di presentazione delle istanze per il relativo concorso»;
4) il comma 4 è abrogato;
n) gli articoli 14, 15 e 16 sono abrogati;
o) all’articolo 17:
1) al comma 2, la lettera c) è abrogata;
2) al comma 2, lettera d), le parole: «di cui alle lettere a), b) e c)» sono sostituite dalle seguenti: «di cui alle lettere a) e b)» e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «In prima applicazione, ai soggetti che hanno svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione, almeno tre annualità di servizio, anche non successive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione, è riservato il 10 per cento dei posti. In prima applicazione, i predetti soggetti possono partecipare, altresì, alle procedure concorsuali senza il possesso del requisito di cui all’articolo 5, comma 1, lettera b), o di cui all’articolo 5, comma 2, lettera b), per una tra le classi di concorso per le quali abbiano maturato un servizio di almeno un anno»;
3) il comma 5 è sostituito dal seguente:
«5. Lo scorrimento di ciascuna graduatoria di merito regionale avviene annualmente, nel limite dei posti di cui al comma 2, lettera b), e comporta l’ammissione diretta al percorso annuale di formazione iniziale e prova. I soggetti ammessi a tale percorso sono valutati e immessi in ruolo ai sensi dell’articolo 13. Ciascuna graduatoria di merito regionale è soppressa al suo esaurimento»;
4) i commi 7, 8, 9 e 10 sono abrogati;
p) all’articolo 19:
1) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Per la copertura degli oneri di cui al presente decreto legislativo è autorizzata la spesa di 7.009.000 euro per l’anno 2018 e di 13.426.000 euro annui a decorrere dal 2019, che costituiscono limite di spesa complessiva per gli oneri di organizzazione dei concorsi, compresi i compensi ai componenti e ai segretari delle commissioni giudicatrici e gli eventuali oneri derivanti dal funzionamento della commissione nazionale di esperti di cui all’articolo 3, comma 6»;
2) il comma 2 è abrogato;
q) all’articolo 20, comma 1, il secondo periodo è soppresso;
r) all’articolo 21, comma 1:
1) all’alinea, le parole da: «, fermo restando» sino a: «percorso FIT,» sono soppresse;
2) alla lettera a), le parole: «109, 110, 115, 117, 118 e 119» sono sostituite dalle seguenti: «109 e 110»; le disposizioni dell’articolo 1, commi 115, 117, 118 e 119, della legge 13 luglio 2015, n. 107, trovano nuovamente applicazione ai concorsi per il reclutamento del personale docente, compresi gli insegnanti tecnico-pratici, della scuola secondaria di primo e secondo grado;
3) alla lettera b), le parole: «, 436 comma 1, 437, 438, 439, 440» sono sostituite dalle seguenti: «e 436, comma 1,»; le disposizioni degli articoli 437, 438, 439 e 440 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, trovano nuovamente applicazione ai concorsi per il reclutamento del personale docente, compresi gli insegnanti tecnico-pratici, della scuola secondaria di primo e secondo grado;
s) all’articolo 22, comma 2, le parole: «dal decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19» sono sostituite dalle seguenti: «dalla normativa vigente in materia di classi di concorso».

793. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è incrementato di 26.120.448 euro per l’anno 2021, di 9.399.448 euro per l’anno 2022, di 36.947.448 euro per l’anno 2023, di 38.231.448 euro per l’anno 2024, di 52.253.448 euro per l’anno 2025, di 54.665.448 euro per l’anno 2026, di 88.478.448 euro per l’anno 2027 e di 85.478.448 euro annui a decorrere dal 2028.

794. Agli oneri derivanti dal comma 793 si provvede a valere su quota parte dei risparmi di spesa derivanti dalle disposizioni di cui al comma 792. La quota rimanente dei predetti risparmi di spesa, pari a 12 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019, concorre al miglioramento dei saldi di finanza pubblica.

795. Ai soggetti di cui all’articolo 17, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, avviati al percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT) nell’anno scolastico 2018/2019, continuano ad applicarsi le disposizioni dell’articolo 17, commi 5 e 6, del predetto decreto legislativo n. 59 del 2017, nel testo in vigore alla data del 31 dicembre 2018, salva la possibilità di reiterare per una sola volta il percorso annuale ivi disciplinato. Ai predetti soggetti che non siano ancora stati avviati al percorso FIT si applicano le disposizioni del decreto legislativo n. 59 del 2017, come modificato dal comma 792 del presente articolo.

796. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, le procedure di reclutamento del personale docente e quelle di mobilità territoriale e professionale del medesimo personale non possono comportare che ai docenti sia attribuita la titolarità su ambito territoriale.

1138. Nelle materie di interesse del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono disposte le seguenti proroghe di termini: (…)
b) al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) all’articolo 18, comma 1, alinea, le parole: «1° gennaio 2019» sono sostituite dalle seguenti: «1° settembre 2019»;
2) all’articolo 19, ovunque ricorrono, le parole: «1° gennaio 2019» sono sostituite dalle seguenti: «1° settembre 2019»;
3) all’articolo 20, comma 4, le parole: «pari ad euro 15,11 milioni annui a decorrere dall’anno 2019» sono sostituite dalle seguenti: «pari a euro 5,04 milioni nell’anno 2019 e a euro 15,11 milioni annui a decorrere dall’anno 2020». È autorizzata la spesa di 5,03 milioni di euro per l’anno 2019 in favore delle istituzioni scolastiche al fine di realizzare misure di accompagnamento all’attuazione del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66. Al relativo onere si provvede mediante utilizzo integrale dei risparmi di spesa recati dal presente numero.


Testo presentato dal Governo (Senato, 31.10.18)

Legge 17 dicembre 2018, n. 136

Legge 17 dicembre 2018, n. 136

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria. (18G00162)

(GU Serie Generale n.293 del 18-12-2018)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:

Art. 1

1. Il decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quellodella sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inseritanella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 17 dicembre 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei ministri

Tria, Ministro dell’economia e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

Testo del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 247 del 23 ottobre 2018), coordinato con la legge di conversione 17 dicembre 2018, n. 136 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale – alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria.». (18A08143)

(GU Serie Generale n.293 del 18-12-2018)

Legge 1 dicembre 2018, n. 132

Legge 1 dicembre 2018, n. 132

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonchè misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Delega al Governo in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate. (18G00161)

(GU Serie Generale n.281 del 03-12-2018)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

  1. Il decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni
    urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione,
    sicurezza pubblica, nonche’ misure per la funzionalita’ del Ministero
    dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia
    nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni
    sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata, e’ convertito
    in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente
    legge.
  2. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il 30 settembre 2019:
    a) uno o piu’ decreti legislativi recanti disposizioni integrative
    in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle
    Forze armate nonche’ correttive del decreto legislativo 29 maggio
    2017, n. 94;
    b) uno o piu’ ulteriori decreti legislativi recanti disposizioni
    integrative in materia di revisione dei ruoli del personale delle
    Forze di polizia nonche’ correttive del decreto legislativo 29 maggio
    2017, n. 95.
  3. I decreti legislativi di cui al comma 2, lettere a) e b), fermo
    restando il mantenimento della sostanziale equiordinazione del
    personale delle Forze armate e delle Forze di polizia, sono adottati
    osservando, rispettivamente, i principi e criteri direttivi di cui
    all’articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre
    2012, n. 244, e i principi e criteri direttivi di cui all’articolo 8,
    comma 1, lettera a), numero 1), della legge 7 agosto 2015, n. 124. La
    rideterminazione delle dotazioni organiche complessive delle Forze di
    polizia, ivi prevista, e’ attuata in ragione delle aggiornate
    esigenze di funzionalita’ e della consistenza effettiva alla data del
    1° gennaio 2019, ferme restando le facolta’ assunzionali autorizzate
    e non esercitate alla medesima data.
  4. I decreti legislativi di cui al comma 2 sono adottati secondo la
    procedura prevista dall’articolo 8, comma 5, della legge 7 agosto
    2015, n. 124.
  5. Agli eventuali oneri derivanti dall’adozione dei decreti
    legislativi di cui al comma 2 si provvede nei limiti delle risorse
    del fondo di cui all’articolo 35, comma 1, del decreto-legge 4
    ottobre 2018, n. 113.
  6. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
    della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    La presente legge munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato.
    Data a Roma, addi’ 1º dicembre 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Salvini, Ministro dell’interno
Visto, il Guardasigilli: Bonafede


TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113

Testo del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 (in Gazzetta Ufficiale
– Serie generale – n. 231 del 4 ottobre 2018), coordinato con la
legge di conversione 1º dicembre 2018, n. 132 (in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti in
materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza
pubblica, nonche’ misure per la funzionalita’ del Ministero
dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia
nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni
sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata.». (18A07702)

(GU n.281 del 3-12-2018)

Vigente al: 3-12-2018

Titolo I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RILASCIO DI SPECIALI PERMESSI DI SOGGIORNO TEMPORANEI PER ESIGENZE DI CARATTERE UMANITARIO NONCHÉ IN MATERIA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE E DI IMMIGRAZIONE
Capo I
Disposizioni urgenti in materia di disciplina di casi speciali di permesso di soggiorno per motivi umanitari e di contrasto all’immigrazione illegale

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n.1092, nonche’ dell’art.10, comma 3, del medesimo testo unico,
al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni del
decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge di
conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte nelle
note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( … )).
A norma dell’art.15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1

Disposizioni in materia di permessi di soggiorno per motivi umanitari
e disciplina di casi speciali di permessi di soggiorno temporanei
per esigenze di carattere umanitario
1. Al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 4-bis, al comma 2, terzo periodo, le parole « per
richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi
umanitari,» sono sostituite dalle seguenti: «per protezione
sussidiaria, per i motivi di cui all’articolo 32, comma 3, del
decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25,»;
b) all’articolo 5:
1) al comma 2-ter, al secondo periodo, le parole « per motivi
umanitari » sono sostituite dalle seguenti: « per cure mediche
nonche’ dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18, 18-bis,
20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis, e del permesso di soggiorno
rilasciato ai sensi dell’articolo 32, comma 3, del decreto
legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 »;
2) il comma 6, e’ sostituito dal seguente: « 6. Il rifiuto o la
revoca del permesso di soggiorno possono essere altresi’ adottati
sulla base di convenzioni o accordi internazionali, resi esecutivi in
Italia, quando lo straniero non soddisfi le condizioni di soggiorno
applicabili in uno degli Stati contraenti. »;
3) al comma 8.2, lettera e), le parole « o per motivi umanitari »
sono sostituite dalle seguenti: « e nei casi di cui agli articoli 18,
18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e del permesso di soggiorno
rilasciato ai sensi dell’articolo 32, comma 3, del decreto
legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, » e dopo la lettera g) e’
aggiunta la seguente: « g-bis) agli stranieri di cui all’articolo
42-bis.»;
c) all’articolo 9, comma 3, lettera b), le parole « o per motivi
umanitari » sono sostituite dalle seguenti: « , per cure mediche o
sono titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18,
18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis nonche’ del permesso di
soggiorno rilasciato ai sensi dell’articolo 32, comma 3, del decreto
legislativo 28 gennaio 2008, n. 25. »;
d) all’articolo 10-bis, comma 6, le parole « di cui all’articolo 5,
comma 6, del presente testo unico, » sono sostituite dalle seguenti:
« di cui all’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio
2008, n. 25, nonche’ nelle ipotesi di cui agli articoli 18, 18-bis,
20-bis, 22, comma 12- quater, 42-bis del presente testo unico e nelle
ipotesi di cui all’articolo 10 della legge 7 aprile 2017, n. 47, »;
e) all’articolo 18, comma 4, dopo le parole « del presente articolo
» sono inserite le seguenti: « reca la dicitura casi speciali, »;
f) all’articolo 18-bis:
1) al comma 1 le parole « ai sensi dell’articolo 5, comma 6, » sono
soppresse;
2) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Il permesso di soggiorno rilasciato a norma del presente
articolo reca la dicitura “casi speciali”, ha la durata di un anno e
consente l’accesso ai servizi assistenziali e allo studio nonche’
l’iscrizione nell’elenco anagrafico previsto dall’articolo 4 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7
luglio 2000, n. 442, o lo svolgimento di lavoro subordinato e
autonomo, fatti salvi i requisiti minimi di eta’. Alla scadenza, il
permesso di soggiorno di cui al presente articolo puo’ essere
convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato
o autonomo, secondo le modalita’ stabilite per tale permesso di
soggiorno ovvero in permesso di soggiorno per motivi di studio
qualora il titolare sia iscritto ad un corso regolare di studi. »;
g) all’articolo 19, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio
1998, n. 286, dopo la lettera d), e’ inserita la seguente:
«d-bis) degli stranieri che versano in condizioni di salute di
particolare gravita’, accertate mediante idonea documentazione
rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico
convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, tali da
determinare un rilevante pregiudizio alla salute degli stessi, in
caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza. In tali
ipotesi, il questore rilascia un permesso di soggiorno per cure
mediche, per il tempo attestato dalla certificazione sanitaria,
comunque non superiore ad un anno, rinnovabile finche’ persistono le
condizioni di salute di particolare gravita’ debitamente certificate,
valido solo nel territorio nazionale.»;
h) dopo l’articolo 20, e’ inserito il seguente:
«Art. 20-bis (Permesso di soggiorno per calamita’). – 1. Fermo
quanto previsto dall’articolo 20, quando il Paese verso il quale lo
straniero dovrebbe fare ritorno versa in una situazione di
contingente ed eccezionale calamita’ che non consente il rientro e la
permanenza in condizioni di sicurezza, il questore rilascia un
permesso di soggiorno per calamita’.
2. Il permesso di soggiorno rilasciato a norma del presente
articolo ha la durata di sei mesi, ed e’ rinnovabile per un periodo
ulteriore di sei mesi se permangono le condizioni di eccezionale
calamita’ di cui al comma 1; il permesso e’ valido solo nel
territorio nazionale e consente di svolgere attivita’ lavorativa, ma
non puo’ essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di
lavoro.»;
i) all’articolo 22:
1) al comma 12-quater, le parole: «ai sensi dell’articolo 5, comma
6» sono soppresse;
2) dopo il comma 12-quinquies, e’ aggiunto il seguente:
«12-sexies. Il permesso di soggiorno di cui ai commi 12-quater e
12-quinquies reca la dicitura “casi speciali”, consente lo
svolgimento di attivita’ lavorativa e puo’ essere convertito, alla
scadenza, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato o
autonomo.»;
l) all’articolo 27-ter, comma 1-bis, lettera a), le parole «o per
motivi umanitari;» sono sostituite dalle seguenti: «, per cure
mediche ovvero sono titolari dei permessi di soggiorno di cui agli
articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater e 42-bis nonche’ del
permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell’articolo 32, comma 3,
del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25;»;
m) all’articolo 27-quater, comma 3, lettera a), le parole «o per
motivi umanitari;» sono sostituite dalle seguenti: «per cure mediche
ovvero sono titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli
18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, 42-bis nonche’ del permesso
di soggiorno rilasciato ai sensi dell’articolo 32, comma 3, del
decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25,»;
n) all’articolo 29, comma 10:
1) alla lettera b), le parole «di cui all’articolo 20» sono
sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 20 e 20-bis»;
2) la lettera c) e’ abrogata;
n-bis) all’articolo 32, comma 1-bis, gli ultimi due periodi sono
soppressi;
o) all’articolo 34, comma 1, lettera b), le parole «per asilo
politico, per asilo umanitario,» sono sostituite dalle seguenti: «per
asilo, per protezione sussidiaria, per casi speciali, per protezione
speciale, per cure mediche ai sensi dell’articolo 19, comma 2,
lettera d-bis),»;
p) all’articolo 39:
1) al comma 5, le parole «per motivi umanitari, o per motivi
religiosi» sono sostituite dalle seguenti: «per motivi religiosi, per
i motivi di cui agli articoli 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma
12-quater, e 42-bis, nonche’ ai titolari del permesso di soggiorno
rilasciato ai sensi dell’articolo 32, comma 3, del decreto
legislativo 28 gennaio 2008, n. 25;»;
2) al comma 5-quinquies, lettera a), le parole «o per motivi
umanitari» sono sostituite dalle seguenti: «, per cure mediche ovvero
sono titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 18,
18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis, nonche’ del permesso
di soggiorno rilasciato ai sensi dell’articolo 32, comma 3, del
decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25»;
q) dopo l’articolo 42, e’ inserito il seguente:
«Art. 42-bis (Permesso di soggiorno per atti di particolare valore
civile). – 1. Qualora lo straniero abbia compiuto atti di particolare
valore civile, nei casi di cui all’articolo 3, della legge 2 gennaio
1958, n. 13, il Ministro dell’interno, su proposta del prefetto
competente, autorizza il rilascio di uno speciale permesso di
soggiorno, salvo che ricorrano motivi per ritenere che lo straniero
risulti pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato,
ai sensi dell’articolo 5, comma 5-bis. In tali casi, il questore
rilascia un permesso di soggiorno per atti di particolare valore
civile della durata di due anni, rinnovabile, che consente l’accesso
allo studio nonche’ di svolgere attivita’ lavorativa e puo’ essere
convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo o
subordinato.».
2. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 32, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Nei casi in cui non accolga la domanda di protezione
internazionale e ricorrano i presupposti di cui all’articolo 19,
commi 1 e 1.1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, la
Commissione territoriale trasmette gli atti al questore per il
rilascio di un permesso di soggiorno annuale che reca la dicitura
“protezione speciale”, salvo che possa disporsi l’allontanamento
verso uno Stato che provvede ad accordare una protezione analoga. Il
permesso di soggiorno di cui al presente comma e’ rinnovabile, previo
parere della Commissione territoriale, e consente di svolgere
attivita’ lavorativa ma non puo’ essere convertito in permesso di
soggiorno per motivi di lavoro.»;
b) all’articolo 35-bis, comma 1, dopo le parole «articolo 35»
sono inserite le seguenti: «anche per mancato riconoscimento dei
presupposti per la protezione speciale a norma dell’articolo 32,
comma 3,».
3. All’articolo 3 del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) alla lettera c) le parole «in materia di riconoscimento della
protezione internazionale di cui all’articolo 35 del decreto
legislativo 28 gennaio 2008, n. 25» sono sostituite dalle seguenti:
«aventi ad oggetto l’impugnazione dei provvedimenti previsti
dall’articolo 35 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25,
anche relative al mancato riconoscimento dei presupposti per la
protezione speciale a norma dell’articolo 32, comma 3, del medesimo
decreto legislativo»;
2) la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:
«d) per le controversie in materia di rifiuto di rilascio,
diniego di rinnovo e di revoca del permesso di soggiorno per
protezione speciale nei casi di cui all’articolo 32, comma 3, del
decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25;»;
3) dopo la lettera d) e’ inserita la seguente:
«d-bis) per le controversie in materia di rifiuto di rilascio, di
diniego di rinnovo e di revoca dei permessi di soggiorno di cui agli
articoli 18, 18-bis, 19, comma 2, lettere d) e d-bis), 20-bis, 22,
comma 12-quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;»;
b) il comma 4-bis, e’ sostituito dal seguente:
«4-bis. Le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione dei
provvedimenti previsti dall’articolo 35 del decreto legislativo 28
gennaio 2008, n. 25, anche relative al mancato riconoscimento dei
presupposti per la protezione speciale a norma dell’articolo 32,
comma 3, del medesimo decreto legislativo, e quelle aventi ad oggetto
l’impugnazione dei provvedimenti adottati dall’autorita’ preposta
alla determinazione dello Stato competente all’esame della domanda di
protezione internazionale sono decise dal tribunale in composizione
collegiale. Per la trattazione della controversia e’ designato dal
presidente della sezione specializzata un componente del collegio. Il
collegio decide in camera di consiglio sul merito della controversia
quando ritiene che non sia necessaria ulteriore istruzione.».
4. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, lettera
b), numero 1, e al comma 3, lettera a), non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni
interessate provvedono ai relativi adempimenti con le risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
5. Dopo l’articolo 19-bis del decreto legislativo 1° settembre
2011, n. 150, e’ inserito il seguente:
«Art. 19-ter (Controversie in materia di diniego o di revoca dei
permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere
umanitario). – 1. Le controversie di cui all’articolo 3, comma 1,
lettere d) e d-bis), del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46,
sono regolate dal rito sommario di cognizione.
2. E’ competente il tribunale sede della sezione specializzata in
materia di immigrazione, protezione internazionale e libera
circolazione dei cittadini dell’Unione europea del luogo in cui ha
sede l’autorita’ che ha adottato il provvedimento impugnato.
3. Il tribunale giudica in composizione collegiale. Per la
trattazione della controversia e’ designato dal presidente della
sezione specializzata un componente del collegio.
4. Il ricorso e’ proposto, a pena di inammissibilita’, entro trenta
giorni dalla notificazione del provvedimento, ovvero entro sessanta
giorni se il ricorrente risiede all’estero, e puo’ essere depositato
anche a mezzo del servizio postale ovvero per il tramite di una
rappresentanza diplomatica o consolare italiana. In tal caso
l’autenticazione della sottoscrizione e l’inoltro alla autorita’
giudiziaria italiana sono effettuati dai funzionari della
rappresentanza e le comunicazioni relative al procedimento sono
effettuate presso la medesima rappresentanza. La procura speciale al
difensore e’ rilasciata altresi’ dinanzi alla autorita’ consolare.
5. Quando e’ presentata l’istanza di cui all’articolo 5,
l’ordinanza e’ adottata entro 5 giorni.
6. L’ordinanza che definisce il giudizio non e’ appellabile. Il
termine per proporre ricorso per cassazione e’ di giorni trenta e
decorre dalla comunicazione dell’ordinanza a cura della cancelleria,
da effettuarsi anche nei confronti della parte non costituita. La
procura alle liti per la proposizione del ricorso per cassazione deve
essere conferita, a pena di inammissibilita’ del ricorso, in data
successiva alla comunicazione dell’ordinanza impugnata; a tal fine il
difensore certifica la data di rilascio in suo favore della procura
medesima. In caso di rigetto, la Corte di cassazione decide
sull’impugnazione entro sei mesi dal deposito del ricorso.
7. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 14 e 15
dell’articolo 35-bis del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n.
25.».
6. Al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
394, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 11, comma 1, la lettera c-ter) e’ abrogata;
b) all’articolo 13, comma 1, le parole da «, salvo che ricorrano»
fino alla fine del comma sono soppresse;
c) all’articolo 14, comma 1, lettera c), le parole «, per motivi
umanitari» sono soppresse;
d) all’articolo 28, comma 1, la lettera d) e’ abrogata.
7. Al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 2015, n.
21, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 6, il comma 2 e’ abrogato;
b) all’articolo 14, comma 4, le parole da «, ovvero se ritiene che
sussistono» fino alla fine del comma sono soppresse.
8. Fermo restando i casi di conversione, ai titolari di permesso di
soggiorno per motivi umanitari gia’ riconosciuto ai sensi
dell’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008,
n. 25, in corso di validita’ alla data di entrata in vigore del
presente decreto, e’ rilasciato, alla scadenza, un permesso di
soggiorno ai sensi dell’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo
28 gennaio 2008, n. 25, come modificato dal presente decreto, previa
valutazione della competente Commissione territoriale sulla
sussistenza dei presupposti di cui all’articolo 19, commi 1 e 1.1,
del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
9. Nei procedimenti in corso, alla data di entrata in vigore del
presente decreto, per i quali la Commissione territoriale non ha
accolto la domanda di protezione internazionale e ha ritenuto
sussistenti gravi motivi di carattere umanitario allo straniero e’
rilasciato un permesso di soggiorno recante la dicitura «casi
speciali» ai sensi del presente comma, della durata di due anni,
convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo o
subordinato. Alla scadenza del permesso di soggiorno di cui al
presente comma, si applicano le disposizioni di cui al comma 8.

Art. 2

Prolungamento della durata massima del trattenimento dello straniero
nei Centri di permanenza per il rimpatrio e disposizioni per la
realizzazione dei medesimi Centri

  1. All’articolo 14, al comma 5, del decreto legislativo 25 luglio
    1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al quinto periodo la parola «novanta» e’ sostituita dalla
    seguente: «centottanta»;
    b) al sesto periodo la parola «novanta» e’ sostituita dalla
    seguente: «centottanta».
  2. Al fine di assicurare la tempestiva esecuzione dei lavori per la
    costruzione, il completamento, l’adeguamento e la ristrutturazione
    dei centri di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto legislativo
    25 luglio 1998, n. 286, per un periodo non superiore a tre anni a
    decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e per
    lavori di importo inferiore alla soglia di rilevanza comunitaria, e’
    autorizzato il ricorso alla procedura negoziata senza previa
    pubblicazione del bando di gara di cui all’articolo 63 del decreto
    legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Nel rispetto dei principi di
    trasparenza, concorrenza e rotazione, l’invito contenente
    l’indicazione dei criteri di aggiudicazione e’ rivolto ad almeno
    cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti
    idonei.
    2-bis. Nell’ambito delle procedure di cui al comma 2, l’Autorita’
    nazionale anticorruzione (ANAC) svolge l’attivita’ di vigilanza
    collaborativa ai sensi dell’articolo 213, comma 3, lettera h), del
    decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
    2-ter. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 2-bis non
    devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
    pubblica. L’ANAC provvede allo svolgimento dell’attivita’ di cui al
    medesimo comma con le risorse umane, strumentali e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente.
    2-quater. Il soggetto gestore dei centri di cui agli articoli 9 e
    11 del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, dei centri
    previsti dal decreto-legge 30 ottobre 1995, n. 451, convertito, con
    modificazioni, dallalegge 29 dicembre 1995, n. 563, e dei centri di
    cui agli articoli 10-ter e 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998,
    n. 286, pubblica, con cadenza semestrale, nel proprio sito internet o
    portale digitale la rendicontazione delle spese di gestione,
    effettuata sulla base delle disposizioni vigenti in materia,
    successivamente alle verifiche operate dalla prefettura ai fini della
    liquidazione. Gli stessi dati sono resi disponibili nel
    sitointernetdelle prefetture territorialmente competenti attraverso
    un link di collegamento al sito internet o al portale digitale del
    soggetto gestore.
  3. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono
    derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
    Amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le
    risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
    vigente.

Art. 3

Trattenimento per la determinazione o la verifica dell’identita’ e
della cittadinanza dei richiedenti asilo

  1. All’articolo 6, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:
    «3-bis. Salvo le ipotesi di cui ai commi 2 e 3, il richiedente puo’
    essere altresi’ trattenuto, per il tempo strettamente necessario, e
    comunque non superiore a trenta giorni, in appositi locali presso le
    strutture di cui all’articolo 10-ter, comma 1, del decreto
    legislativo 25 luglio 1998, n. 286, per la determinazione o la
    verifica dell’identita’ o della cittadinanza. Ove non sia stato
    possibile determinarne o verificarne l’identita’ o la cittadinanza,
    il richiedente puo’ essere trattenuto nei centri di cui all’articolo
    14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, con le modalita’
    previste dal comma 5 del medesimo articolo 14, per un periodo massimo
    di centottanta giorni.»;
    b) al comma 7, le parole «2 e 3» sono sostituite dalle seguenti:
    «2, 3 e 3-bis, secondo periodo»;
    c) al comma 9, le parole «2, 3 e 7» sono sostituite dalle seguenti:
    «2, 3, 3-bis e 7».
  2. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 23-bis, comma 1, dopo le parole «alla misura del
    trattenimento» sono inserite le seguenti «nelle strutture di cui
    all’articolo 10-ter del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
    ovvero»;
    b) all’articolo 28, comma 1, letterac), dopo le parole «e’ stato
    disposto il trattenimento» sono inserite le seguenti: «nelle
    strutture di cui all’art. 10-ter del decreto legislativo 25 luglio
    1998, n. 286
    ovvero»;
    c) all’articolo 35-bis, comma 3, lettera a), le parole da
    «provvedimento di trattenimento» fino alla fine della medesima
    lettera sono sostituite dalle seguenti: «provvedimento di
    trattenimento nelle strutture di cui all’articolo 10-ter del decreto
    legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ovvero nei centri di cui
    all’articolo 14 del medesimo decreto legislativo 25 luglio 1998, n.
    286;».
    2-bis. All’articolo 7, comma 5, lettera e), del decreto-legge 23
    dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
    febbraio 2014, n. 10, dopo le parole: «del testo unico di cui al
    decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive
    modificazioni,» sono inserite le seguenti: «nonche’ presso i locali
    di cui all’articolo 6, comma 3-bis, primo periodo, del decreto
    legislativo 18 agosto 2015, n. 142,».
  3. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
    non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
    pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono ai relativi
    adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente.

Art. 4

Disposizioni in materia di modalita’ di esecuzione dell’espulsione

  1. All’articolo 13, comma 5-bis, del decreto legislativo 25 luglio
    1998, n. 286, dopo le parole «centri disponibili» sono inseriti i
    seguenti periodi: «, ovvero salvo nel caso in cui non vi sia
    disponibilita’ di posti nei Centri di cui all’articolo 14 ubicati nel
    circondario del Tribunale competente. In tale ultima ipotesi il
    giudice di pace, su richiesta del questore, con il decreto di
    fissazione dell’udienza di convalida, puo’ autorizzare la temporanea
    permanenza dello straniero, sino alla definizione del procedimento di
    convalida in strutture diverse e idonee nella disponibilita’
    dell’Autorita’ di pubblica sicurezza. Qualora le condizioni di cui al
    periodo precedente permangono anche dopo l’udienza di convalida, il
    giudice puo’ autorizzare la permanenza, in locali idonei presso
    l’ufficio di frontiera interessato, sino all’esecuzione
    dell’effettivo allontanamento e comunque non oltre le quarantotto ore
    successive all’udienza di convalida. Le strutture ed i locali di cui
    ai periodi precedenti garantiscono condizioni di trattenimento che
    assicurino il rispetto della dignita’ della persona.».
  2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1, primo e
    secondo periodo, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
    della finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono ai
    relativi adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente. Agli oneri derivanti dal comma 1,
    terzo periodo, pari a 1.500.000 euro per l’anno 2019, si provvede a
    valere sulle risorse del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione
    (FAMI), cofinanziato dall’Unione europea per il periodo di
    programmazione 2014-2020.

Art. 5

Disposizioni in materia di divieto di reingresso

  1. All’articolo 13, comma 14-bis, del decreto legislativo 25 luglio
    1998, n. 286, le parole «di cui alla Convenzione di applicazione
    dell’Accordo di Schengen, resa esecutiva con legge 30 settembre 1993,
    n. 388.» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al regolamento (CE)
    n. 1987/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 dicembre
    2006 e comporta il divieto di ingresso e soggiorno nel territorio
    degli Stati membri della Unione europea, nonche’ degli Stati non
    membri cui si applica l’acquis di Schengen.».

Art. 5-bis

Disposizioni in materia di convalida del respingimento disposto dal
questore e di registrazione nel sistema di informazione Schengen

  1. All’articolo 10 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
    «2-bis. Al provvedimento di respingimento di cui al comma 2 si
    applicano le procedure di convalida e le disposizioni previste
    dall’articolo 13, commi 5-bis, 5-ter, 7 e 8.
    2-ter. Lo straniero destinatario del provvedimento di respingimento
    di cui al comma 2 non puo’ rientrare nel territorio dello Stato senza
    una speciale autorizzazione del Ministro dell’interno. In caso di
    trasgressione lo straniero e’ punito con la reclusione da uno a
    quattro anni ed e’ espulso con accompagnamento immediato alla
    frontiera. Si applicano altresi’ le disposizioni di cui all’articolo
    13, comma 13, terzo periodo.
    2-quater. Allo straniero che, gia’ denunciato per il reato di cui
    al comma 2-ter ed espulso, abbia fatto reingresso nel territorio
    dello Stato si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni.
    2-quinquies. Per i reati previsti dai commi 2-ter e 2-quater e’
    obbligatorio l’arresto dell’autore del fatto anche fuori dei casi di
    flagranza e si procede con rito direttissimo.
    2-sexies. Il divieto di cui al comma 2-ter opera per un periodo non
    inferiore a tre anni e non superiore a cinque anni, la cui durata e’
    determinata tenendo conto di tutte le circostanze concernenti il
    singolo caso.»;
    b) dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:
    «6-bis. Il divieto di cui al comma 2-ter e’ inserito, a cura
    dell’autorita’ di pubblica sicurezza, nel sistema di informazione
    Schengen di cui alregolamento (CE) n. 1987/2006 del Parlamento
    europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, e comporta il divieto
    di ingresso e soggiorno nel territorio degli Stati membri dell’Unione
    europea, nonche’ degli Stati non membri cui si applica l’acquis di
    Schengen.».

Art. 6

Disposizioni in materia di rimpatri

  1. All’articolo 1, comma 1122, della legge 27 dicembre 2017, n.
    205, la lettera b) e’ sostituita dalla seguente:
    «b) al fine di potenziare le misure di rimpatrio, il Fondo di cui
    all’articolo 14-bis, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998,
    n. 286, e’ incrementato di 500.000 euro per il 2018, di 1.500.000
    euro per il 2019 e di 1.500.000 euro per il 2020;».

Art. 6-bis

Regolazione e controllo del lavoro dei familiari del personale di
rappresentanze diplomatico-consolari straniere e di organizzazioni
internazionali

  1. Gli stranieri notificati come familiari conviventi di agenti
    diplomatici, di membri del personale amministrativo e tecnico, di
    funzionari e impiegati consolari o di funzionari internazionali
    possono, previa comunicazione tramite i canali diplomatici, svolgere
    attivita’ lavorativa nel territorio della Repubblica, a condizioni di
    reciprocita’ e limitatamente al periodo in cui possiedano in Italia
    la condizione di familiare convivente ai sensi dell’articolo 37,
    paragrafi 1 e 2, della Convenzione sulle relazioni diplomatiche,
    fatta a Vienna il 18 aprile 1961, dell’articolo 46 della Convenzione
    sulle relazioni consolari, fatta a Vienna il 24 aprile 1963, o delle
    pertinenti disposizioni degli accordi di sede con organizzazioni
    internazionali.
  2. Tra i soggetti conviventi di cui al comma 1 sono compresi il
    coniuge non legalmente separato di eta’ non inferiore ai diciotto
    anni, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i
    figli minori, anche del coniuge, o nati fuori del matrimonio, non
    coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente,
    abbia dato il suo consenso, i figli di eta’ inferiore ai venticinque
    anni qualora a carico, i figli con disabilita’ a prescindere dalla
    loro eta’, nonche’ i minori di cui all’articolo 29, comma 2, secondo
    periodo, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, adottati o
    affidati o sottoposti a tutela. Il Ministero degli affari esteri e
    della cooperazione internazionale accerta l’equivalenza tra le
    situazioni regolate da ordinamenti stranieri e quelle di cui alla
    legge 20 maggio 2016, n. 76.
  3. Fermo restando il rispetto della normativa italiana in materia
    fiscale, previdenziale e di lavoro e fatte salve le diverse
    disposizioni previste dagli accordi internazionali, i familiari di
    cui al presente articolo non godono dell’immunita’ dalla
    giurisdizione civile e amministrativa, se prevista, per gli atti
    compiuti nell’esercizio dell’attivita’ lavorativa.
  4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
    o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Capo II
Disposizioni in materia di protezione internazionale

Art. 7

Disposizioni in materia di diniego e revoca della protezione
internazionale

  1. Al decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251, sono apportate
    le seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 12, al comma 1, lettera c), le parole «del codice
    di procedura penale» sono sostituite dalle seguenti: «del codice di
    procedura penale ovvero dagli articoli 336, 583, 583-bis, 583-quater,
    624 nell’ipotesi aggravata di cui all’articolo 625, primo comma,
    numero 3), e 624-bis, primo comma, del codice penale. I reati di cui
    all’articolo 407, comma 2, lettera a), numeri 2), 6) e 7-bis), del
    codice di procedura penale, sono rilevanti anche nelle fattispecie
    non aggravate»;
    b) all’articolo 16, al comma 1, lettera d-bis) le parole «del
    codice di procedura penale» sono sostituite dalle seguenti: «del
    codice di procedura penale ovvero dagli articoli 336, 583, 583-bis,
    583-quater, 624 nell’ipotesi aggravata di cui all’articolo 625, primo
    comma, numero 3), e 624-bis, primo comma, del codice penale. I reati
    di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), numeri 2), 6) e 7-bis),
    del codice di procedura penale, sono rilevanti anche nelle
    fattispecie non aggravate.».

Art. 7-bis

Disposizioni in materia di Paesi di origine sicuri e manifesta
infondatezza della domanda di protezione internazionale

  1. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) dopo l’articolo 2 e’ inserito il seguente:
    «Art. 2-bis (Paesi di origine sicuri). – 1. Con decreto del
    Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di
    concerto con i Ministri dell’interno e della giustizia, e’ adottato
    l’elenco dei Paesi di origine sicuri sulla base dei criteri di cui al
    comma 2. L’elenco dei Paesi di origine sicuri e’ aggiornato
    periodicamente ed e’ notificato alla Commissione europea.
  2. Uno Stato non appartenente all’Unione europea puo’ essere
    considerato Paese di origine sicuro se, sulla base del suo
    ordinamento giuridico, dell’applicazione della legge all’interno di
    un sistema democratico e della situazione politica generale, si puo’
    dimostrare che, in via generale e costante, non sussistono atti di
    persecuzione quali definiti dall’articolo 7 del decreto legislativo
    19 novembre 2007, n. 251, ne’ tortura o altre forme di pena o
    trattamento inumano o degradante, ne’ pericolo a causa di violenza
    indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o
    internazionale. La designazione di un Paese di origine sicuro puo’
    essere fatta con l’eccezione di parti del territorio o di categorie
    di persone.
  3. Ai fini della valutazione di cui al comma 2 si tiene conto, tra
    l’altro, della misura in cui e’ offerta protezione contro le
    persecuzioni ed i maltrattamenti mediante:
    a) le pertinenti disposizioni legislative e regolamentari del Paese
    ed il modo in cui sono applicate;
    b) il rispetto dei diritti e delle liberta’ stabiliti nella
    Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle
    liberta’ fondamentali del 4 novembre 1950, ratificata ai sensi della
    legge 4 agosto 1955, n. 848, nel Patto internazionale relativo ai
    diritti civili e politici, aperto alla firma il 19 dicembre 1966,
    ratificato ai sensi della legge 25 ottobre 1977, n. 881, e nella
    Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 10 dicembre
    1984, in particolare dei diritti ai quali non si puo’ derogare a
    norma dell’articolo 15, paragrafo 2, della predetta Convenzione
    europea;
    c) il rispetto del principio di cui all’articolo 33 della
    Convenzione di Ginevra;
    d) un sistema di ricorsi effettivi contro le violazioni di tali
    diritti e liberta’.
  4. La valutazione volta ad accertare che uno Stato non appartenente
    all’Unione europea e’ un Paese di origine sicuro si basa sulle
    informazioni fornite dalla Commissione nazionale per il diritto di
    asilo, che si avvale anche delle notizie elaborate dal centro di
    documentazione di cui all’articolo 5, comma 1, nonche’ su altre fonti
    di informazione, comprese in particolare quelle fornite da altri
    Stati membri dell’Unione europea, dall’EASO, dall’UNHCR, dal
    Consiglio d’Europa e da altre organizzazioni internazionali
    competenti.
  5. Un Paese designato di origine sicuro ai sensi del presente
    articolo puo’ essere considerato Paese di origine sicuro per il
    richiedente solo se questi ha la cittadinanza di quel Paese o e’ un
    apolide che in precedenza soggiornava abitualmente in quel Paese e
    non ha invocato gravi motivi per ritenere che quel Paese non e’
    sicuro per la situazione particolare in cui lo stesso richiedente si
    trova»;
    b) all’articolo 9, dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
    «2-bis. La decisione con cui e’ rigettata la domanda presentata dal
    richiedente di cui all’articolo 2-bis, comma 5, e’ motivata dando
    atto esclusivamente che il richiedente non ha dimostrato la
    sussistenza di gravi motivi per ritenere non sicuro il Paese
    designato di origine sicuro in relazione alla situazione particolare
    del richiedente stesso»;
    c) all’articolo 10:
    1) al comma 1 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L’ufficio
    di polizia informa il richiedente che, ove proveniente da un Paese
    designato di origine sicuro ai sensi dell’articolo 2-bis, la domanda
    puo’ essere rigettata ai sensi dell’articolo 9, comma 2-bis»;
    2) al comma 2, dopo la lettera d) e’ aggiunta la seguente:
    «d-bis) l’elenco dei Paesi designati di origine sicuri ai sensi
    dell’articolo 2-bis»;
    d) all’articolo 28, comma 1, dopo la lettera c-bis) e’ aggiunta la
    seguente:
    «c-ter) la domanda e’ presentata da un richiedente proveniente da
    un Paese designato di origine sicuro ai sensi dell’articolo 2-bis»;
    e) all’articolo 28-bis, comma 2, la lettera a) e’ sostituita dalla
    seguente:
    «a) il richiedente rientra in una delle ipotesi previste
    dall’articolo 28-ter»;
    f) dopo l’articolo 28-bis e’ inserito il seguente:
    «Art. 28-ter (Domanda manifestamente infondata). – 1. La domanda e’
    considerata manifestamente infondata, ai sensi dell’articolo 32,
    comma 1, lettera b-bis), quando ricorra una delle seguenti ipotesi:
    a) il richiedente ha sollevato esclusivamente questioni che non
    hanno alcuna attinenza con i presupposti per il riconoscimento della
    protezione internazionale ai sensi del decreto legislativo 19
    novembre 2007, n. 251;
    b) il richiedente proviene da un Paese designato di origine sicuro
    ai sensi dell’articolo 2-bis;
    c) il richiedente ha rilasciato dichiarazioni palesemente
    incoerenti e contraddittorie o palesemente false, che contraddicono
    informazioni verificate sul Paese di origine;
    d) il richiedente ha indotto in errore le autorita’ presentando
    informazioni o documenti falsi o omettendo informazioni o documenti
    riguardanti la sua identita’ o cittadinanza che avrebbero potuto
    influenzare la decisione negativamente, ovvero ha dolosamente
    distrutto o fatto sparire un documento di identita’ o di viaggio che
    avrebbe permesso di accertarne l’identita’ o la cittadinanza;
    e) il richiedente e’ entrato illegalmente nel territorio nazionale,
    o vi ha prolungato illegalmente il soggiorno, e senza giustificato
    motivo non ha presentato la domanda tempestivamente rispetto alle
    circostanze del suo ingresso;
    f) il richiedente ha rifiutato di adempiere all’obbligo del rilievo
    dattiloscopico a norma del regolamento (UE) n. 603/2013 del
    Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013;
    g) il richiedente si trova nelle condizioni di cui all’articolo 6,
    commi 2, lettere a), b) e c), e 3, del decreto legislativo 18 agosto
    2015, n. 142»;
    g) all’articolo 32, comma 1, lettera b-bis), le parole: «nei casi
    di cui all’articolo 28-bis, comma 2, lettera a)» sono sostituite
    dalle seguenti: «nei casi di cui all’articolo 28-ter».

Art. 8

Disposizioni in materia di cessazione
della protezione internazionale

  1. All’articolo 9 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251,
    dopo il comma 2-bis, e’ inserito il seguente:
    «2-ter. Per l’applicazione del comma 1, lettera d), e’ rilevante
    ogni rientro nel Paese di origine, ove non giustificato da gravi e
    comprovati motivi.».
  2. All’articolo 15 del decreto legislativo 19 novembre 2007, n.
    251, dopo il comma 2-bis, e’ aggiunto il seguente:
    «2-ter. Ai fini di cui al comma 2, e’ rilevante ogni rientro nel
    Paese di origine, ove non giustificato da gravi e comprovati
    motivi.».

Art. 9

Disposizioni in materia di domanda reiterata e di domanda presentata
alla frontiera

  1. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    0a) all’articolo 2, comma 1, dopo la lettera b) e’ inserita la
    seguente:
    «b-bis) “domanda reiterata”: un’ulteriore domanda di protezione
    internazionale presentata dopo che e’ stata adottata una decisione
    definitiva su una domanda precedente, anche nel caso in cui il
    richiedente abbia esplicitamente ritirato la domanda ai sensi
    dell’articolo 23 e nel caso in cui la Commissione territoriale abbia
    adottato una decisione di estinzione del procedimento o di rigetto
    della domanda ai sensi dell’articolo 23-bis, comma 2;»;
    a) all’articolo 7 il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
    «2. La previsione di cui al comma 1 non si applica a coloro che:
    a) debbono essere estradati verso un altro Stato in virtu’ degli
    obblighi previsti da un mandato di arresto europeo;
    b) debbono essere consegnati ad una Corte o ad un Tribunale penale
    internazionale;
    c) debbano essere avviati verso un altro Stato dell’Unione
    competente per l’esame dell’istanza di protezione internazionale;
    d) hanno presentato una prima domanda reiterata al solo scopo di
    ritardare o impedire l’esecuzione di una decisione che ne
    comporterebbe l’imminente allontanamento dal territorio nazionale;
    e) manifestano la volonta’ di presentare un’altra domanda reiterata
    a seguito di una decisione definitiva che considera inammissibile una
    prima domanda reiterata ai sensi dell’articolo 29, comma 1, o dopo
    una decisione definitiva che respinge la prima domanda reiterata ai
    sensi dell’articolo 32, comma 1, lettere b) e b-bis).»;
    b) all’articolo 28-bis:
    1) dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:
    «1-bis. Nel caso previsto dall’articolo 28, comma 1, lettera
    c-ter), e dall’articolo 29, comma 1, lettera b), la questura provvede
    senza ritardo alla trasmissione della documentazione necessaria alla
    Commissione territoriale che adotta la decisione entro cinque giorni.
    1-ter. La procedura di cui al comma 1 si applica anche nel caso in
    cui il richiedente presenti la domanda di protezione internazionale
    direttamente alla frontiera o nelle zone di transito di cui al comma
    1-quater, dopo essere stato fermato per avere eluso o tentato di
    eludere i relativi controlli, e nei casi di cui all’articolo 28,
    comma 1, lettera c-ter). In tali casi la procedura puo’ essere svolta
    direttamente alla frontiera o nelle zone di transito.
    1-quater. Ai fini di cui al comma 1-ter, le zone di frontiera o di
    transito sono individuate con decreto del Ministro dell’interno. Con
    il medesimo decreto possono essere istituite fino a cinque ulteriori
    sezioni delle Commissioni territoriali di cui all’articolo 4, comma
    2, per l’esame delle domande di cui al medesimo comma 1-ter.»;
    2) al comma 2, la lettera b) e’ abrogata;
    3) al comma 2, lettera c), le parole «dopo essere stato fermato per
    avere eluso o tentato di eludere i controlli di frontiera ovvero»
    sono soppresse;
    c) all’articolo 29, comma 1-bis, l’ultimo periodo e’ abrogato;
    d) dopo l’articolo 29 e’ inserito il seguente: «Art. 29-bis
    (Domanda reiterata in fase di esecuzione di un provvedimento di
    allontanamento). – 1. Nel caso in cui lo straniero abbia presentato
    una prima domanda reiterata nella fase di esecuzione di un
    provvedimento che ne comporterebbe l’imminente allontanamento dal
    territorio nazionale, la domanda e’ considerata inammissibile in
    quanto presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione
    del provvedimento stesso. In tale caso non si procede all’esame della
    domanda ai sensi dell’articolo 29.»;
    e) all’articolo 35-bis:
    1) al comma 3, lettera d), le parole «di cui all’art. 28-bis, comma
    2,» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all’articolo 28-bis,
    commi 1-ter e 2,»;
    2) al comma 5 le parole: «, per la seconda volta,» sono soppresse.
  2. Per le finalita’ di cui al comma 1, lettera b), e’ autorizzata
    la spesa di 1.860.915 euro a decorrere dall’anno 2019. Ai relativi
    oneri si provvede ai sensi dell’articolo 39.
    2-bis. Al fine di velocizzare l’esame delle domande di protezione
    internazionale pendenti, con decreto del Ministro dell’interno
    possono essere istituite, dal 1° gennaio 2019 con durata massima di
    otto mesi, ulteriori sezioni delle Commissioni territoriali per il
    riconoscimento della protezione internazionale di cui all’articolo 4
    del decreto legislativo 25 gennaio 2008, n. 25, fino ad un numero
    massimo di dieci.
    2-ter. Per le finalita’ di cui al comma 2-bis e’ autorizzata la
    spesa di 2.481.220 euro per l’anno 2019. Ai relativi oneri si
    provvede ai sensi dell’articolo 39.

Art. 10

Procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il
riconoscimento della protezione internazionale
1. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
seguenti modificazioni:
0a) all’articolo 32, comma 1, dopo la lettera b-bis) e’ aggiunta la
seguente:
«b-ter) rigetta la domanda se, in una parte del territorio del
Paese di origine, il richiedente non ha fondati motivi di temere di
essere perseguitato o non corre rischi effettivi di subire danni
gravi o ha accesso alla protezione contro persecuzioni o danni gravi,
puo’ legalmente e senza pericolo recarvisi ed esservi ammesso e si
puo’ ragionevolmente supporre che vi si ristabilisca;»;
a) all’articolo 32, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Quando il richiedente e’ sottoposto a procedimento penale
per uno dei reati di cui agli articoli 12, comma 1, lettera c), e 16,
comma 1, lettera d-bis), del decreto legislativo 19 novembre 2007, n.
251, e successive modificazioni, e ricorrono le condizioni di cui
all’articolo 6, comma 2, lettere a), b), e c), del decreto
legislativo 18 agosto 2015, n. 142, ovvero e’ stato condannato anche
con sentenza non definitiva per uno dei predetti reati, il questore,
salvo che la domanda sia gia’ stata rigettata dalla Commissione
territoriale competente, ne da’ tempestiva comunicazione alla
Commissione territoriale competente, che provvede nell’immediatezza
all’audizione dell’interessato e adotta contestuale decisione,
valutando l’accoglimento della domanda, la sospensione del
procedimento o il rigetto della domanda. Salvo quanto previsto dal
comma 3, in caso di rigetto della domanda, il richiedente ha in ogni
caso l’obbligo di lasciare il territorio nazionale, anche in pendenza
di ricorso avverso la decisione della Commissione. A tal fine si
provvede ai sensi dell’articolo 13, commi 3, 4 e 5, del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286.»;
b) all’articolo 35-bis, comma 5, le parole «ai sensi dell’articolo
29, comma 1, lettera b)» sono sostituite dalle seguenti: «ai sensi
dell’articolo 29, comma 1, lettera b), nonche’ del provvedimento
adottato nei confronti del richiedente per il quale ricorrono i casi
e le condizioni di cui all’articolo 32, comma 1-bis. Quando, nel
corso del procedimento giurisdizionale regolato dal presente
articolo, sopravvengono i casi e le condizioni di cui all’articolo
32, comma 1-bis, cessano gli effetti di sospensione del provvedimento
impugnato gia’ prodotti a norma del comma 3.».

Art. 11

Istituzione di sezioni della Unita’ Dublino

  1. All’articolo 3, al comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio
    2008, n. 25, le parole «del Ministero dell’interno» sono sostituite
    dalle seguenti: «del Ministero dell’interno e le sue articolazioni
    territoriali operanti presso le prefetture individuate, fino ad un
    numero massimo di tre, con decreto del Ministro dell’interno, che
    provvedono nel limite delle risorse umane, strumentali e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente».
  2. All’articolo 4 del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46,
    dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
    «2-bis. Per l’assegnazione delle controversie di cui all’articolo
    3, comma 3-bis, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25,
    l’autorita’ di cui al comma 1 e’ costituita dall’articolazione
    dell’Unita’ Dublino operante presso il Dipartimento per le liberta’
    civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno nonche’ presso le
    prefetture-uffici territoriali del Governo che ha adottato il
    provvedimento impugnato.».

Art. 12

Disposizioni in materia di accoglienza
dei richiedenti asilo

  1. All’articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n.
    416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n.
    39, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 1, e’ sostituito dal seguente:
    «1. Gli enti locali che prestano servizi di accoglienza per i
    titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non
    accompagnati, che beneficiano del sostegno finanziario di cui al
    comma 2, possono accogliere nell’ambito dei medesimi servizi anche i
    titolari dei permessi di soggiorno di cui agli articoli 19, comma 2,
    lettera d-bis), 18, 18-bis, 20-bis, 22, comma 12-quater, e 42-bis del
    decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, qualora non accedano a
    sistemi di protezione specificamente dedicati.»;
    a-bis) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
    «2. Con decreto del Ministro dell’interno, sentita la Conferenza
    unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
    1997, n. 281, che si esprime entro trenta giorni, sono definiti i
    criteri e le modalita’ per la presentazione da parte degli enti
    locali delle domande di contributo per la realizzazione e la
    prosecuzione dei progetti finalizzati all’accoglienza dei soggetti di
    cui al comma 1. Nei limiti delle risorse disponibili del Fondo di cui
    all’articolo 1-septies, il Ministro dell’interno, con proprio
    decreto, provvede all’ammissione al finanziamento dei progetti
    presentati dagli enti locali»;
    a-ter) il comma 3 e’ abrogato;
    b) al comma 4, le parole da «del richiedente asilo» fino a «di cui
    al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,» sono sostituite dalle
    seguenti: «dei soggetti di cui al comma 1»;
    c) al comma 5, alla lettera a), le parole «dei richiedenti asilo,
    dei rifugiati e degli stranieri con permesso umanitario» sono
    sostituite dalle seguenti: «dei soggetti di cui al comma 1»;
    d) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Art. 1-sexies. Sistema
    di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori
    stranieri non accompagnati».
  2. Al decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 5:
    1) al comma 2, le parole «agli articoli 6, 9, 11 e 14» sono
    sostituite dalle seguenti: «agli articoli 6, 9 e 11»;
    2) al comma 5, le parole «agli articoli 6, 9 e 14» sono sostituite
    dalle seguenti: «agli articoli 6 e 9»;
    b) all’articolo 8, al comma 1, le parole «di cui all’articolo 16, »
    fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «di cui
    all’articolo 16. »;
    c) all’articolo 9, il comma 5 e’ abrogato;
    d) all’articolo 11:
    1) al comma 1, le parole «delle strutture di cui agli articoli 9 e
    14,» sono sostituite dalle seguenti: «dei centri di cui all’articolo
    9,»;
    1-bis) al comma 2, le parole: «sentito l’ente» sono sostituite
    dalle seguenti: «previo parere dell’ente»;
    2) al comma 3, le parole «nelle strutture di cui all’articolo 9»
    fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «nei centri
    di cui all’articolo 9»;
    e) all’articolo 12, al comma 3, le parole «strutture di cui agli
    articoli 9, 11 e 14.» sono sostituite dalle seguenti: «strutture di
    cui agli articoli 9 e 11.»;
    f) all’articolo 14:
    1) al comma 1, le parole da «Sistema di protezione» fino alla fine
    del comma, sono sostituite dalle seguenti: «presente decreto»;
    2) il comma 2 e’ abrogato;
    3) al comma 3 e’ premesso il seguente periodo: «Al fine di accedere
    alle misure di accoglienza di cui al presente decreto, il
    richiedente, al momento della presentazione della domanda, dichiara
    di essere privo di mezzi sufficienti di sussistenza.»;
    4) al comma 4, secondo periodo, le parole «ai sensi del comma 1»
    sono soppresse;
    5) la rubrica dell’articolo 14 e’ sostituita dalla seguente: «Art.
  3. Modalita’ di accesso al sistema di accoglienza»;
    g) all’articolo 15:
    1) i commi 1 e 2 sono abrogati;
    2) la rubrica dell’articolo 15 e’ sostituita dalla seguente: «Art.
  4. Individuazione della struttura di accoglienza»;
    h) all’articolo 17:
    1) il comma 4 e’ abrogato;
    2) al comma 6, le parole «ai sensi dei commi 3 e 4» sono sostituiti
    dalle seguenti: «ai sensi del comma 3»;
    h-bis) all’articolo 19, comma 3, sono aggiunte, in fine, le
    seguenti parole: «e comunque senza alcuna spesa o onere a carico del
    Comune interessato all’accoglienza dei minori stranieri non
    accompagnati»;
    i) all’articolo 20:
    1) al comma 1, le parole da «Ferme restando» fino a «il
    Dipartimento per le liberta’ civili» sono sostituite dalle seguenti:
    «Il Dipartimento per le liberta’ civili»;
    2) al comma 2, le parole «e agli articoli 12 e 14, comma 2,» sono
    sostituite dalle seguenti: «e all’articolo 12,»;
    l) all’articolo 22, il comma 3 e’ abrogato;
    m) all’articolo 22-bis, commi 1 e 3, la parola: «richiedenti» e’
    sostituita dalle seguenti: «titolari di»;
    n) all’articolo 23:
    1) al comma 1, le parole «di cui all’articolo 14» sono sostituite
    dalle seguenti: «di cui agli articoli 9 e 11»;
    2) al comma 7, le parole «di cui agli articoli 9, 11 e 14» sono
    sostituite dalle seguenti: «di cui agli articoli 9 e 11».
  5. Al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 4, comma 5, secondo periodo, le parole «governativa
    o in una struttura del sistema di protezione di cui all’articolo
    1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39,» sono soppresse;
    b) all’articolo 13, comma 2, le parole «di cui all’articolo 8 del
    decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 140,» sono sostituite dalle
    seguenti: «di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 18 agosto
    2015, n. 142,».
  6. Le definizioni di «Sistema di protezione per richiedenti asilo e
    rifugiati» ovvero di «Sistema di protezione per richiedenti asilo,
    rifugiati e minori stranieri non accompagnati» di cui all’articolo
    1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, ovunque presenti,
    in disposizioni di legge o di regolamento, si intendono sostituite
    dalla seguente: «Sistema di protezione per titolari di protezione
    internazionale e per minori stranieri non accompagnati» di cui
    all’articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, e
    successive modificazioni.
  7. I richiedenti asilo presenti nel Sistema di protezione di cui
    all’articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre 1989, n. 416,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39,
    alla data di entrata in vigore del presente decreto, rimangono in
    accoglienza fino alla scadenza del progetto in corso, gia’
    finanziato.
    5-bis. I minori non accompagnati richiedenti asilo al compimento
    della maggiore eta’ rimangono nel Sistema di protezione di cui al
    comma 4 fino alla definizione della domanda di protezione
    internazionale.
  8. I titolari di protezione umanitaria presenti nel Sistema di
    protezione di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 30 dicembre
    1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio
    1990, n. 39, alla data di entrata in vigore del presente decreto,
    rimangono in accoglienza fino alla scadenza del periodo temporale
    previsto dalle disposizioni di attuazione sul funzionamento del
    medesimo Sistema di protezione e comunque non oltre la scadenza del
    progetto di accoglienza.
  9. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
    non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
    pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono ai relativi
    adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente.

Art. 12-bis

Monitoraggio dei flussi migratori

  1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge di
    conversione del presente decreto, il Ministro dell’interno effettua
    un monitoraggio dell’andamento dei flussi migratori al fine della
    progressiva chiusura delle strutture di cui all’articolo 11 del
    decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142.

Art. 12-ter

Obblighi di trasparenza per le cooperative sociali che svolgono
attivita’ in favore di stranieri

  1. Al comma 125 dell’articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124,
    dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Le cooperative
    sociali sono altresi’ tenute, qualora svolgano attivita’ a favore
    degli stranieri di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,
    a pubblicare trimestralmente nei propri siti internet o portali
    digitali l’elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo
    svolgimento di servizi finalizzati ad attivita’ di integrazione,
    assistenza e protezione sociale».

Art. 13

Disposizioni in materia di iscrizione anagrafica

  1. Al decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 4:
    1) al comma 1, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il
    permesso di soggiorno costituisce documento di riconoscimento ai
    sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto del
    Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.»;
    2) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
    «1-bis. Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non costituisce
    titolo per l’iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del
    Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell’articolo
    6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.»;
    b) all’articolo 5:
    1) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
    «3. L’accesso ai servizi previsti dal presente decreto e a quelli
    comunque erogati sul territorio ai sensi delle norme vigenti e’
    assicurato nel luogo di domicilio individuato ai sensi dei commi 1 e
    2.»;
    2) al comma 4, le parole «un luogo di residenza» sono
    sostituite dalle seguenti: «un luogo di domicilio»;
    c) l’articolo 5-bis e’ abrogato.

Capo III
Disposizioni in materia di cittadinanza

Art. 14

Disposizioni in materia di acquisizione
e revoca della cittadinanza

  1. Alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) all’articolo 8, il comma 2 e’ abrogato;
    a-bis) dopo l’articolo 9 e’ inserito il seguente:
    «Art. 9.1. – 1. La concessione della cittadinanza italiana ai sensi
    degli articoli 5 e 9 e’ subordinata al possesso, da parte
    dell’interessato, di un’adeguata conoscenza della lingua italiana,
    non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento
    per la conoscenza delle lingue (QCER). A tal fine, i richiedenti, che
    non abbiano sottoscritto l’accordo di integrazione di cui
    all’articolo 4-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25
    luglio 1998, n. 286, o che non siano titolari di permesso di
    soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9
    del medesimo testo unico, sono tenuti, all’atto della presentazione
    dell’istanza, ad attestare il possesso di un titolo di studio
    rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o paritario
    riconosciuto dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
    ricerca e dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale o dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
    della ricerca, ovvero a produrre apposita certificazione rilasciata
    da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero dell’istruzione,
    dell’universita’ e della ricerca e dal Ministero degli affari esteri
    e della cooperazione internazionale o dal Ministero dell’istruzione,
    dell’universita’ e della ricerca.»;
    b) all’articolo 9-bis, comma 2, le parole «di importo pari a 200»
    sono sostituite dalle seguenti «di importo pari a 250»;
    c) dopo l’articolo 9-bis e’ inserito il seguente:
    «Art. 9-ter. – 1. Il termine di definizione dei procedimenti di cui
    agli articoli 5 e 9 e’ di quarantotto mesi dalla data di
    presentazione della domanda.
  2. (soppresso).
    d) dopo l’articolo 10 e’ inserito il seguente:
    «Art. 10-bis. – 1. La cittadinanza italiana acquisita ai sensi
    degli articoli 4, comma 2, 5 e 9, e’ revocata in caso di condanna
    definitiva per i reati previsti dall’articolo 407, comma 2, lettera
    a), n. 4), del codice di procedura penale, nonche’ per i reati di cui
    agli articoli 270-ter e 270-quinquies.2, del codice penale. La revoca
    della cittadinanza e’ adottata, entro tre anni dal passaggio in
    giudicato della sentenza di condanna per i reati di cui al primo
    periodo, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
    Ministro dell’interno.».
  3. Le disposizioni di cui al comma 1, lettera c), si applicano ai
    procedimenti di conferimento della cittadinanza in corso alla data di
    entrata in vigore del presente decreto.
    2-bis. Il termine per il rilascio degli estratti e dei certificati
    di stato civile occorrenti ai fini del riconoscimento della
    cittadinanza italiana e’ stabilito in sei mesi dalla data di
    presentazione della richiesta da parte di persone in possesso di
    cittadinanza straniera.
  4. All’articolo 1, comma 1, della legge 12 gennaio 1991, n. 13, la
    lettera aa) e’ sostituita dalla seguente: «aa) concessione e revoca
    della cittadinanza italiana;».

Capo IV
Disposizioni in materia di giustizia

Art. 15

Disposizioni in materia di giustizia

  1. Le funzioni di agente del Governo a difesa dello Stato italiano
    dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo sono svolte
    dall’Avvocato generale dello Stato, che puo’ delegare un avvocato
    dello Stato.
  2. Al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica
    30 maggio 2002, n. 115, nel capo V del titolo IV della parte III,
    dopo l’articolo 130, e’ inserito il seguente:
    «Art. 130-bis (L) (Esclusione dalla liquidazione dei compensi al
    difensore e al consulente tecnico di parte). – 1. Quando
    l’impugnazione, anche incidentale, e’ dichiarata inammissibile, al
    difensore non e’ liquidato alcun compenso.
  3. Non possono essere altresi’ liquidate le spese sostenute per le
    consulenze tecniche di parte che, all’atto del conferimento
    dell’incarico, apparivano irrilevanti o superflue ai fini della
    prova.».
    1-bis. All’articolo 7, comma 4, del decreto-legge 31 agosto 2016,
    n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 ottobre 2016,
    n. 197, le parole: «e sino al 1º gennaio 2019» sono soppresse.

Art. 15-bis

Obblighi di comunicazioni a favore del Procuratore della Repubblica
presso il tribunale per i minorenni

  1. Dopo l’articolo 11 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e’
    inserito il seguente:
    «Art. 11-bis (Comunicazioni al Procuratore della Repubblica presso
    il tribunale per i minorenni). – 1. Gli istituti penitenziari e gli
    istituti a custodia attenuata per detenute madri trasmettono
    semestralmente al procuratore della Repubblica presso il tribunale
    per i minorenni del luogo ove hanno sede l’elenco di tutti i minori
    collocati presso di loro con l’indicazione specifica, per ciascuno di
    essi, della localita’ di residenza dei genitori, dei rapporti con la
    famiglia e delle condizioni psicofisiche del minore stesso. Il
    procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni,
    assunte le necessarie informazioni, chiede al tribunale, con ricorso
    motivato, di adottare i provvedimenti di propria competenza.
  2. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i
    minorenni, che trasmette gli atti al medesimo tribunale con relazione
    informativa, ogni sei mesi, effettua o dispone ispezioni nei medesimi
    istituti indicati, ai fini di cui al comma 1. Puo’ procedere a
    ispezioni straordinarie in ogni tempo.
  3. I pubblici ufficiali, gli incaricati di un pubblico servizio,
    gli esercenti un servizio di pubblica necessita’ che entrano in
    contatto con il minore di cui al comma 1 debbono riferire al piu’
    presto al direttore dell’istituto su condotte del genitore
    pregiudizievoli al minore medesimo. Il direttore dell’istituto ne da’
    immediata comunicazione al procuratore della Repubblica presso il
    tribunale per i minorenni.».
  4. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) dopo l’articolo 387 e’ aggiunto il seguente:
    «Art. 387-bis (Adempimenti della polizia giudiziaria nel caso di
    arresto o di fermo di madre di prole di minore eta’). – 1.
    Nell’ipotesi di arresto o di fermo di madre con prole di minore eta’,
    la polizia giudiziaria che lo ha eseguito senza ritardo ne da’
    notizia al pubblico ministero territorialmente competente, nonche’ al
    procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del
    luogo dell’arresto o del fermo.»;
    b) all’articolo 293, dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente:
    «4-bis. Copia dell’ordinanza che dispone la custodia cautelare in
    carcere nei confronti di madre di prole di minore eta’ e’ comunicata
    al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni
    del luogo di esecuzione della misura.»;
    c) all’articolo 656, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
    «3-bis. L’ordine di esecuzione della sentenza di condanna a pena
    detentiva nei confronti di madre di prole di minore eta’ e’
    comunicato al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i
    minorenni del luogo di esecuzione della sentenza.».

Art. 15-ter

Funzioni del personale del Corpo di polizia penitenziaria in materia
di sicurezza

  1. Al capo II del titolo I delle norme di attuazione, di
    coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al
    decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo l’articolo 4-bis e’
    aggiunto il seguente:
    «Art. 4-ter (Nucleo di polizia penitenziaria a supporto delle
    funzioni del procuratore nazionale antimafia). – 1. Nell’esercizio
    delle funzioni di cui all’articolo 371-bis, commi 1 e 2, del codice e
    con specifico riferimento all’acquisizione, all’analisi ed
    all’elaborazione dei dati e delle informazioni provenienti
    dall’ambiente penitenziario, il procuratore nazionale antimafia e
    antiterrorismo si avvale di un apposito nucleo costituito, fino a un
    massimo di venti unita’, nell’ambito del Corpo di polizia
    penitenziaria e composto da personale del medesimo Corpo.
    L’assegnazione al predetto nucleo non determina l’attribuzione di
    emolumenti aggiuntivi.».

Titolo II
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA PUBBLICA, PREVENZIONE E CONTRASTO AL TERRORISMO E ALLA CRIMINALITÀ MAFIOSA
Capo I
Disposizioni in materia di sicurezza pubblica e di prevenzione del terrorismo

Art. 16

Controllo, anche attraverso dispositivi elettronici,
dell’ottemperanza al provvedimento di allontanamento dalla casa
familiare

  1. All’articolo 282-bis, comma 6, del codice di procedura penale,
    dopo la parola «571,» e’ inserita la seguente: «572,» e dopo le
    parole «612, secondo comma,» e’ inserita la seguente: «612-bis,».
  2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono
    derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
    Amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le
    risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
    vigente.

Art. 17

Prescrizioni in materia di contratto di noleggio di autoveicoli per
finalita’ di prevenzione del terrorismo

  1. Per le finalita’ di prevenzione del terrorismo, gli esercenti di
    cui all’articolo l del decreto del Presidente della Repubblica 19
    dicembre 2001, n. 481, comunicano, per il successivo raffronto
    effettuato dal Centro elaborazione dati, di cui all’articolo 8 della
    legge 1° aprile 1981, n. 121, i dati identificativi riportati nel
    documento di identita’ esibito dal soggetto che richiede il noleggio
    di un autoveicolo, di cui all’articolo 54 del decreto legislativo 30
    aprile 1992, n. 285. La comunicazione e’ effettuata contestualmente
    alla stipula del contratto di noleggio e comunque con un congruo
    anticipo rispetto al momento della consegna del veicolo. Sono esclusi
    dalla previsione del presente comma i contratti di noleggio di
    autoveicoli per servizi di mobilita’ condivisa, quali in particolare
    il car sharing, al fine di non comprometterne la facilita’ di
    utilizzo.
  2. Il Centro di cui al comma 1 procede al raffronto automatico dei
    dati comunicati ai sensi del comma 1 con quelli in esso conservati,
    concernenti provvedimenti dell’Autorita’ giudiziaria o dell’Autorita’
    di pubblica sicurezza, ovvero segnalazioni inserite, a norma delle
    vigenti leggi, dalle Forze di polizia, per finalita’ di prevenzione e
    repressione del terrorismo. Nel caso in cui dal raffronto emergano
    situazioni potenzialmente rilevanti per le finalita’ di cui al comma
    l, il predetto Centro provvede ad inviare una segnalazione di allerta
    all’ufficio o comando delle Forze di polizia per le conseguenti
    iniziative di controllo, anche ai fini di cui all’articolo 4, primo
    comma, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al
    regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
  3. I dati comunicati ai sensi del comma 1 sono conservati per un
    periodo di tempo non superiore a sette giorni. Con decreto del
    Ministro dell’interno di natura non regolamentare, da adottarsi entro
    sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
    definite le modalita’ tecniche dei collegamenti attraverso i quali
    sono effettuate le comunicazioni previste dal comma l, nonche’ di
    conservazione dei dati. Il predetto decreto e’ adottato, sentito il
    Garante per la protezione dei dati personali, il quale esprime il
    proprio parere entro quarantacinque giorni dalla richiesta, decorsi i
    quali il decreto puo’ essere comunque emanato.
  4. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
    non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
    pubblica. Il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero
    dell’interno provvede ai relativi adempimenti con le risorse umane,
    strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 18

Disposizioni in materia di accesso al CED interforze da parte del
personale della polizia municipale

  1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 16-quater del
    decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, il personale dei Corpi e servizi di
    polizia municipale dei comuni con popolazione superiore ai centomila
    abitanti, addetto ai servizi di polizia stradale, in possesso della
    qualifica di agente di pubblica sicurezza, quando procede al
    controllo ed all’identificazione delle persone, accede, in deroga a
    quanto previsto dall’articolo 9 della legge 1° aprile 1981, n. 121,
    al Centro elaborazione dati di cui all’articolo 8 della medesima
    legge al fine di verificare eventuali provvedimenti di ricerca o di
    rintraccio esistenti nei confronti delle persone controllate. La
    presente disposizione si applica progressivamente, nell’anno 2019,
    agli altri comuni capoluogo di provincia.
    1-bis. Con decreto del Ministro dell’interno, adottato previo
    accordo sancito in sede di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
    locali, sono determinati i parametri connessi alla classe
    demografica, al rapporto numerico tra il personale della polizia
    municipale assunto a tempo indeterminato e il numero di abitanti
    residenti, al numero delle infrazioni alle norme sulla sicurezza
    stradale rilevate nello svolgimento delle funzioni di cui
    all’articolo 12 del codice della strada, di cui al decreto
    legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in relazione ai quali le
    disposizioni di cui al comma 1 trovano applicazione anche con
    riguardo a comuni diversi da quelli di cui allo stesso comma 1.
  2. Con decreto del Ministro dell’interno, da emanarsi entro 90
    giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
    presente decreto, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
    locali, nonche’ il Garante per la protezione dei dati personali, sono
    definiti le modalita’ di collegamento al Centro elaborazione dati e i
    relativi standard di sicurezza, nonche’ il numero degli operatori di
    polizia municipale che ciascun comune puo’ abilitare alla
    consultazione dei dati previsti dal comma 1.
  3. Per l’attuazione del comma 1 e’ autorizzata la spesa di 150.000
    euro per l’anno 2018 e di 175.000 euro per l’anno 2019. Ai relativi
    oneri si provvede, per l’anno 2018, ai sensi dell’articolo 39 e, per
    l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione del Fondo per
    interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10,
    comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
    3-bis. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1-bis, nel
    limite di euro 25.000 per l’anno 2019, si provvede mediante
    corrispondente utilizzo di quota parte delle entrate di cui
    all’articolo 18, comma 1, lettera a), della legge 23 febbraio 1999,
    n. 44.

Art. 19

Sperimentazione di armi ad impulsi elettrici da parte delle polizie
locali

  1. Previa adozione di un apposito regolamento comunale, emanato in
    conformita’ alle linee generali adottate in materia di formazione del
    personale e di tutela della salute, con accordo sancito in sede di
    Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28
    agosto 1997, n. 281, i comuni capoluogo di provincia, nonche’ quelli
    con popolazione superiore ai centomila abitanti possono dotare di
    armi comuni ad impulso elettrico, quale dotazione di reparto, in via
    sperimentale, per il periodo di sei mesi, due unita’ di personale,
    munito della qualifica di agente di pubblica sicurezza, individuato
    fra gli appartenenti ai dipendenti Corpi e Servizi di polizia locale.
    1-bis. Con decreto del Ministro dell’interno, adottato previo
    accordo sancito in sede di Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
    locali, sono determinati i parametri connessi alle caratteristiche
    socioeconomiche, alla classe demografica, all’afflusso turistico e
    agli indici di delittuosita’, in relazione ai quali le disposizioni
    di cui al comma 1 trovano applicazione anche per comuni diversi da
    quelli di cui al medesimo comma.
  2. Con il regolamento di cui al comma 1, i comuni definiscono, nel
    rispetto dei principi di precauzione e di salvaguardia
    dell’incolumita’ pubblica, le modalita’ della sperimentazione che
    deve essere effettuata previo un periodo di adeguato addestramento
    del personale interessato nonche’ d’intesa con le aziende sanitarie
    locali competenti per territorio, realizzando altresi’ forme di
    coordinamento tra queste ed i Corpi e Servizi di polizia locale.
  3. Al termine del periodo di sperimentazione, i comuni, con proprio
    regolamento, possono deliberare di assegnare in dotazione effettiva
    di reparto l’arma comune ad impulsi elettrici positivamente
    sperimentata. Si applicano in quanto compatibili le disposizioni del
    regolamento di cui al decreto del Ministro dell’interno 4 marzo 1987,
    n. 145, ad eccezione di quanto previsto dall’articolo 2, comma 2.
  4. I comuni e le regioni provvedono, rispettivamente, agli oneri
    derivanti dalla sperimentazione di cui al presente articolo e alla
    formazione del personale delle polizie locali interessato, nei limiti
    delle risorse disponibili nei propri bilanci.
  5. All’articolo 8, comma 1-bis, del decreto-legge 22 agosto 2014,
    n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2014,
    n.146, le parole «della pistola elettrica Taser» sono sostituite
    dalle seguenti: «dell’arma comune ad impulsi elettrici».

Art. 19-bis

Interpretazione autentica dell’articolo 109 del regio decreto 18
giugno 1931, n. 773

  1. L’articolo 109 del Testo unico delle leggi di pubblica
    sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, si
    interpreta nel senso che gli obblighi in esso previsti si applicano
    anche con riguardo ai locatori o sublocatori che locano immobili o
    parti di essi con contratti di durata inferiore a trenta giorni.

Art. 19-ter

Dotazioni della polizia municipale. Interpretazione autentica
dell’articolo 5, comma 5, primo periodo, della legge 7 marzo 1986,
n. 65

  1. L’articolo 5, comma 5, primo periodo, della legge 7 marzo 1986,
    n. 65, si interpreta nel senso che gli addetti al servizio di polizia
    municipale ai quali e’ conferita la qualifica di agente di pubblica
    sicurezza possono portare, senza licenza, le armi di cui possono
    essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle
    modalita’ previsti dai rispettivi regolamenti, nonche’ nei casi di
    operazioni esterne di polizia, d’iniziativa dei singoli durante il
    servizio, anche al di fuori del territorio dell’ente di appartenenza
    esclusivamente in caso di necessita’ dovuto alla flagranza
    dell’illecito commesso nel territorio di appartenenza.

Art. 20

Estensione dell’ambito di applicazione del divieto di accesso ai
luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive

  1. All’articolo 6, comma 1, della legge 13 dicembre 1989, n. 401,
    dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Il divieto di cui al
    presente comma puo’ essere adottato anche nei confronti dei soggetti
    di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 6
    settembre 2011, n. 159.».

Art. 20-bis

Contributo delle societa’ sportive agli oneri per i servizi di ordine
pubblico in occasione di manifestazioni sportive

  1. All’articolo 9, comma 3-ter, del decreto-legge 8 febbraio 2007,
    n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2007, n.
    41, le parole: «Una quota non inferiore all’1 per cento e non
    superiore al 3 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «Una quota
    non inferiore al 5 per cento e non superiore al 10 per cento».

Art. 21

Estensione dell’ambito di applicazione del divieto di accesso in
specifiche aree urbane

  1. All’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 20 febbraio 2017, n.
    14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) dopo le parole «su cui insistono» sono inserite le seguenti:
    «presidi sanitari,»;
    b) dopo le parole «flussi turistici,» sono inserite le seguenti:
    «aree destinate allo svolgimento di fiere, mercati, pubblici
    spettacoli,».
    1-bis. All’articolo 10, commi 2 e 3, del decreto-legge 20 febbraio
    2017, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile
    2017, n. 48, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti:
    «dodici mesi».
    1-ter. Dopo l’articolo 13 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n.
    14, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48,
    e’ inserito il seguente:
    «Art. 13-bis (Disposizioni per la prevenzione di disordini negli
    esercizi pubblici e nei locali di pubblico trattenimento). – 1. Fuori
    dai casi di cui all’articolo 13, il questore puo’ disporre per
    ragioni di sicurezza, nei confronti delle persone condannate con
    sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli
    ultimi tre anni per reati commessi in occasione di gravi disordini
    avvenuti in pubblici esercizi ovvero in locali di pubblico
    trattenimento, per delitti non colposi contro la persona e il
    patrimonio, nonche’ per i delitti previsti dall’articolo 73 del testo
    unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
    1990, n. 309, il divieto di accesso agli stessi locali o ad esercizi
    pubblici analoghi, specificamente indicati, ovvero di stazionamento
    nelle immediate vicinanze degli stessi.
  2. Il divieto di cui al comma 1 puo’ essere limitato a specifiche
    fasce orarie e non puo’ avere una durata inferiore a sei mesi; ne’
    superiore a due anni; Il divieto e’ disposto; con provvedimento
    motivato, individuando comunque modalita’ applicative compatibili con
    le esigenze di mobilita’, salute e lavoro del destinatario dell’atto.
  3. Il divieto di cui al comma 1 puo’ essere disposto anche nei
    confronti di soggetti minori di diciotto anni che hanno compiuto il
    quattordicesimo anno di eta’. Il provvedimento e’ notificato a coloro
    che esercitano la responsabilita’ genitoriale.
  4. Il questore puo’ prescrivere alle persone alle quali e’
    notificato il divieto previsto dal comma 1di comparire personalmente
    una o piu’ volte negli orari indicati, nell’ufficio o comando di
    polizia competente in relazione al luogo di residenza dell’obbligato
    o in quello specificamente indicato.
  5. In relazione al provvedimento di cui al comma 4 si applicano, in
    quanto compatibili, le disposizioni di cui all’articolo 6, commi 3 e
    4, della legge 13 dicembre 1989, n. 401.
  6. La violazione del divieto di cui al presente articolo e’ punita
    con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da 5.000 a
    20.000 euro.».
    1-quater. All’articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 6
    settembre 2011, n. 159, dopo le parole: «sottoposte a misure di
    prevenzione o di sicurezza,» sono inserite le seguenti: «di non
    accedere agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico
    trattenimento, anche in determinate fasce orarie,».

Art. 21-bis

Misure per la sicurezza nei pubblici esercizi

  1. Ai fini di una piu’ efficace prevenzione di atti illegali o di
    situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica
    all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici,
    individuati a norma dell’articolo 86 del testo unico delle leggi di
    pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773,
    con appositi accordi sottoscritti tra il prefetto e le organizzazioni
    maggiormente rappresentative degli esercenti possono essere
    individuate specifiche misure di prevenzione, basate sulla
    cooperazione tra i gestori degli esercizi e le Forze di polizia, cui
    i gestori medesimi si assoggettano, con le modalita’ previste dagli
    stessi accordi.
  2. Gli accordi di cui al comma 1 sono adottati localmente nel
    rispetto delle linee guida nazionali approvate, su proposta del
    Ministro dell’interno, d’intesa con le organizzazioni maggiormente
    rappresentative degli esercenti, sentita la Conferenza Stato-citta’
    ed autonomie locali.
  3. L’adesione agli accordi sottoscritti territorialmente ed il loro
    puntuale e integrale rispetto da parte dei gestori degli esercizi
    pubblici sono valutati dal questore anche ai fini dell’adozione dei
    provvedimenti di competenza in caso di eventi rilevanti ai fini
    dell’eventuale applicazione dell’articolo 100 del citato testo unico
    di cui al regio decreto n. 773 del 1931.

Art. 21-ter

Sanzioni in caso di inottemperanza al divieto di accesso in
specifiche aree urbane

  1. All’articolo 10 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il
    contravventore al divieto di cui al presente comma e’ punito con
    l’arresto da sei mesi ad un anno»;
    b) al comma 3, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: «Il
    contravventore al divieto emesso in relazione ai casi di cui al
    presente comma e’ punito con l’arresto da uno a due anni».

Art. 21-quater

Introduzione del delitto di esercizio molesto dell’accattonaggio

  1. Dopo l’articolo 669 del codice penale e’ inserito il seguente:
    «Art. 669-bis (Esercizio molesto dell’accattonaggio). – Salvo che
    il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque esercita
    l’accattonaggio con modalita’ vessatorie o simulando deformita’ o
    malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare
    l’altrui pieta’ e’ punito con la pena dell’arresto da tre a sei mesi
    e con l’ammenda da euro 3.000 a euro 6.000. E’ sempre disposto il
    sequestro delle cose che sono servite o sono state destinate a
    commettere l’illecito o che ne costituiscono il provento.».

Art. 21-quinquies

Modifiche alla disciplina sull’accattonaggio

  1. All’articolo 600-octies del codice penale sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
    «Chiunque organizzi l’altrui accattonaggio, se ne avvalga o
    comunque lo favorisca a fini di profitto e’ punito con la reclusione
    da uno a tre anni.»;
    b) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Impiego di minori
    nell’accattonaggio. Organizzazione dell’accattonaggio».

Art. 21-sexies

Disposizioni in materia di parcheggiatori abusivi

  1. Il comma 15-bis dell’articolo 7 del codice della strada, di cui
    al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e’ sostituito dal
    seguente:
    «15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che
    esercitano senza autorizzazione, anche avvalendosi di altre persone,
    ovvero determinano altri ad esercitare senza autorizzazione
    l’attivita’ di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la
    sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 771 ad
    euro 3.101. Se nell’attivita’ sono impiegati minori, o se il soggetto
    e’ gia’ stato sanzionato per la medesima violazione con provvedimento
    definitivo, si applica la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e
    dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro. E’ sempre disposta la confisca
    delle somme percepite, secondo le modalita’ indicate al titolo VI,
    capo I, sezione II.».

Art. 22

Potenziamento di apparati tecnico-logistici del Ministero
dell’interno

  1. Al fine di corrispondere alle contingenti e straordinarie
    esigenze connesse all’espletamento dei compiti istituzionali della
    Polizia di Stato e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, per
    l’acquisto e il potenziamento dei sistemi informativi per il
    contrasto del terrorismo internazionale, ivi compreso il
    rafforzamento dei nuclei
    «Nucleare-Batteriologico-Chimico-Radiologico» (NBCR) del suddetto
    Corpo, nonche’ per il finanziamento di interventi diversi di
    manutenzione straordinaria e adattamento di strutture ed impianti, e’
    autorizzata in favore del Ministero dell’interno la spesa complessiva
    di 15.000.000 euro per l’anno 2018 e di 49.150.000 euro per ciascuno
    degli anni dal 2019 al 2025, da destinare:
    a) quanto a 10.500.000 euro per l’anno 2018 e a 36.650.000 euro
    per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, alla Polizia di Stato;
    b) quanto a 4.500.000 euro per l’anno 2018 e a 12.500.000 euro
    per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, al Corpo nazionale dei
    vigili del fuoco.
  2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede ai sensi dell’articolo

Art. 22-bis

Misure per il potenziamento e la sicurezza delle strutture
penitenziarie

  1. Al fine di favorire la piena operativita’ del Corpo di polizia
    penitenziaria, nonche’ l’incremento degli standard di sicurezza e
    funzionalita’ delle strutture penitenziarie, e’ autorizzata la spesa
    di 2 milioni di euro per l’anno 2018, di 15 milioni di euro per
    l’anno 2019 e di 25 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal
    2020 al 2026, da destinare ad interventi urgenti connessi al
    potenziamento, all’implementazione e all’aggiornamento dei beni
    strumentali, nonche’ alla ristrutturazione e alla manutenzione degli
    edifici e all’adeguamento dei sistemi di sicurezza.
  2. Per le ulteriori esigenze del Corpo di polizia penitenziaria
    connesse all’approvvigionamento di nuove uniformi e di vestiario, e’
    autorizzata la spesa di euro 4.635.000 per l’anno 2018.

Art. 23

Disposizioni in materia di blocco stradale

  1. Al decreto legislativo 22 gennaio 1948, n. 66, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 1, comma 1, le parole «in una strada ferrata»
    sono sostituite dalle seguenti: «in una strada ordinaria o ferrata o
    comunque ostruisce o ingombra una strada ordinaria o ferrata, ad
    eccezione dei casi previsti dall’articolo 1-bis,»;
    b) l’articolo 1-bis e’ sostituito dal seguente: «Art. 1-bis. – 1.
    Chiunque impedisce la libera circolazione su strada ordinaria,
    ostruendo la stessa con il proprio corpo, e’ punito con la sanzione
    amministrativa del pagamento di un somma da euro mille a euro
    quattromila. La medesima sanzione si applica ai promotori ed agli
    organizzatori.».
  2. All’articolo 4, comma 3, del decreto legislativo 25 luglio 1998,
    n. 286, dopo le parole «e degli articoli 473 e 474 del codice penale»
    sono inserite le seguenti: «, nonche’ dall’articolo 1 del decreto
    legislativo 22 gennaio 1948, n. 66, e dall’articolo 24 del regio
    decreto 18 giugno 1931, n. 773.».

Art. 23-bis

Modifiche al codice della strada

  1. Al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile
    1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) l’articolo 213 e’ sostituito dal seguente:
    «Art. 213 (Misura cautelare del sequestro e sanzione accessoria
    della confisca amministrativa). – 1. Nell’ipotesi in cui il presente
    codice prevede la sanzione accessoria della confisca amministrativa,
    l’organo di polizia che accerta la violazione provvede al sequestro
    del veicolo o delle altre cose oggetto della violazione facendone
    menzione nel verbale di contestazione della violazione.
  2. Nelle ipotesi di cui al comma 1, il proprietario o, in caso di
    sua assenza, il conducente del veicolo o altro soggetto obbligato in
    solido, e’ sempre nominato custode con l’obbligo di depositare il
    veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilita’ o di custodirlo, a
    proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio,
    provvedendo al trasporto in condizioni di sicurezza per la
    circolazione stradale. Il documento di circolazione e’ trattenuto
    presso l’ufficio di appartenenza dell’organo di polizia che ha
    accertato la violazione. Il veicolo deve recare segnalazione visibile
    dello stato di sequestro con le modalita’ stabilite nel regolamento.
    Di cio’ e’ fatta menzione nel verbale di contestazione della
    violazione.
  3. Nelle ipotesi di cui al comma 5, qualora il soggetto che ha
    eseguito il sequestro non appartenga ad una delle Forze di polizia di
    cui all’articolo 16 della legge 1° aprile 1981, n. 121, le spese di
    custodia sono anticipate dall’amministrazione di appartenenza. La
    liquidazione delle somme dovute alla depositeria spetta alla
    prefettura-ufficio territoriale del Governo. Divenuto definitivo il
    provvedimento di confisca, la liquidazione degli importi spetta
    all’Agenzia del demanio, a decorrere dalla data di trasmissione del
    provvedimento.
  4. E’ sempre disposta la confisca del veicolo in tutti i casi in
    cui questo sia stato adoperato per commettere un reato, diverso da
    quelli previsti nel presente codice, sia che il reato sia stato
    commesso da un conducente maggiorenne, sia che sia stato commesso da
    un conducente minorenne.
  5. All’autore della violazione o ad uno dei soggetti con il
    medesimo solidalmente obbligati che rifiutino ovvero omettano di
    trasportare o custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le
    prescrizioni fornite dall’organo di polizia, si applica la sanzione
    amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.818 a euro 7.276,
    nonche’ la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della
    patente di guida da uno a tre mesi. In caso di violazione commessa da
    minorenne, il veicolo e’ affidato in custodia ai genitori o a chi ne
    fa le veci o a persona maggiorenne appositamente delegata, previo
    pagamento delle spese di trasporto e custodia. Quando i soggetti
    sopra indicati si rifiutino di assumere la custodia del veicolo o non
    siano comunque in grado di assumerla, l’organo di polizia dispone
    l’immediata rimozione del veicolo e il suo trasporto presso uno dei
    soggetti di cui all’articolo 214-bis. Di cio’ e’ fatta menzione nel
    verbale di contestazione della violazione. Il veicolo e’ trasferito
    in proprieta’ al soggetto a cui e’ consegnato, senza oneri per
    l’erario, quando, decorsi cinque giorni dalla comunicazione di cui al
    periodo seguente, l’avente diritto non ne abbia assunto la custodia,
    pagando i relativi oneri di recupero e trasporto. Del deposito del
    veicolo e’ data comunicazione mediante pubblicazione nel sito
    internet istituzionale della prefettura-ufficio territoriale del
    Governo competente. La somma ricavata dall’alienazione e’ depositata,
    sino alla definizione del procedimento in relazione al quale e’ stato
    disposto il sequestro, in un autonomo conto fruttifero presso la
    tesoreria dello Stato. In caso di confisca, questa ha ad oggetto la
    somma depositata; in ogni altro caso la medesima somma e’ restituita
    all’avente diritto.
  6. Fuori dei casi indicati al comma 5, entro i trenta giorni
    successivi alla data in cui, esauriti i ricorsi anche giurisdizionali
    proposti dall’interessato o decorsi inutilmente i termini per la loro
    proposizione, e’ divenuto definitivo il provvedimento di confisca, il
    custode del veicolo trasferisce il mezzo, a proprie spese e in
    condizioni di sicurezza per la circolazione stradale, presso il luogo
    individuato dal prefetto ai sensi delle disposizioni dell’articolo
    214-bis. Decorso inutilmente il suddetto termine, il trasferimento
    del veicolo e’ effettuato a cura dell’organo accertatore e a spese
    del custode, fatta salva l’eventuale denuncia di quest’ultimo
    all’autorita’ giudiziaria qualora si configurino a suo carico estremi
    di reato. Le cose confiscate sono contrassegnate dal sigillo
    dell’ufficio cui appartiene il pubblico ufficiale che ha proceduto al
    sequestro. Con decreto dirigenziale, di concerto fra il Ministero
    dell’interno e l’Agenzia del demanio, sono stabilite le modalita’ di
    comunicazione, tra gli uffici interessati, dei dati necessari
    all’espletamento delle procedure di cui al presente articolo.
  7. Avverso il provvedimento di sequestro e’ ammesso ricorso al
    prefetto ai sensi dell’articolo 203. Nel caso di rigetto del ricorso,
    il sequestro e’ confermato. La declaratoria di infondatezza
    dell’accertamento si estende alla misura cautelare ed importa il
    dissequestro del veicolo ovvero, nei casi indicati al comma 5, la
    restituzione della somma ricavata dall’alienazione. Quando ne
    ricorrono i presupposti, il prefetto dispone la confisca con
    l’ordinanza ingiunzione di cui all’articolo 204, ovvero con distinta
    ordinanza, stabilendo, in ogni caso, le necessarie prescrizioni
    relative alla sanzione accessoria. Il prefetto dispone la confisca
    del veicolo ovvero, nel caso in cui questo sia stato distrutto, della
    somma ricavata. Il provvedimento di confisca costituisce titolo
    esecutivo anche per il recupero delle spese di trasporto e di
    custodia del veicolo.
  8. Il soggetto che ha assunto la custodia il quale, durante il
    periodo in cui il veicolo e’ sottoposto al sequestro, circola
    abusivamente con il veicolo stesso o consente che altri vi circolino
    abusivamente e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento
    di una somma da euro 1.988 a euro 7.953. Si applica la sanzione
    amministrativa accessoria della revoca della patente. L’organo di
    polizia dispone l’immediata rimozione del veicolo e il suo trasporto
    presso uno dei soggetti di cui all’articolo 214-bis. Il veicolo e’
    trasferito in proprieta’ al soggetto a cui e’ consegnato, senza oneri
    per l’erario.
  9. La sanzione stabilita nel comma 1 non si applica se il veicolo
    appartiene a persone estranee alla violazione amministrativa.
  10. Il provvedimento con il quale e’ stata disposta la confisca del
    veicolo e’ comunicato dal prefetto al P.R.A. per l’annotazione nei
    propri registri.»;
    b) l’articolo 214 e’ sostituito dal seguente:
    «Art. 214 (Fermo amministrativo del veicolo). – 1. Nelle ipotesi in
    cui il presente codice prevede che all’accertamento della violazione
    consegua l’applicazione della sanzione accessoria del fermo
    amministrativo del veicolo, il proprietario, nominato custode, o, in
    sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido, fa
    cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in
    un luogo di cui abbia la disponibilita’ ovvero lo custodisce, a
    proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio. Sul
    veicolo deve essere collocato un sigillo, secondo le modalita’ e con
    le caratteristiche definite con decreto del Ministero dell’interno,
    che, decorso il periodo di fermo amministrativo, e’ rimosso a cura
    dell’ufficio da cui dipende l’organo di polizia che ha accertato la
    violazione ovvero di uno degli organi di polizia stradale di cui
    all’articolo 12, comma 1. Il documento di circolazione e’ trattenuto
    presso l’organo di polizia, con menzione nel verbale di
    contestazione. All’autore della violazione o ad uno dei soggetti con
    il medesimo solidalmente obbligato che rifiuti di trasportare o
    custodire, a proprie spese, il veicolo, secondo le prescrizioni
    fornite dall’organo di polizia si applica la sanzione amministrativa
    del pagamento di una somma da euro 776 a euro 3.111, nonche’ la
    sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di
    guida da uno a tre mesi. L’organo di polizia che procede al fermo
    dispone la rimozione del veicolo ed il suo trasporto in un apposito
    luogo di custodia, individuato ai sensi delle disposizioni
    dell’articolo 214-bis, secondo le modalita’ previste dal regolamento.
    Di cio’ e’ fatta menzione nel verbale di contestazione della
    violazione. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sul
    sequestro dei veicoli, ivi comprese quelle di cui all’articolo 213,
    comma 5, e quelle per il pagamento ed il recupero delle spese di
    custodia.
  11. Nei casi di cui al comma 1, il veicolo e’ affidato in custodia
    all’avente diritto o, in caso di violazione commessa da minorenne, ai
    genitori o a chi ne fa le veci o a persona maggiorenne appositamente
    delegata, previo pagamento delle spese di trasporto e custodia.
  12. Se l’autore della violazione e’ persona diversa dal proprietario
    del veicolo, o da chi ne ha la legittima disponibilita’, e risulta
    altresi’ evidente all’organo di polizia che la circolazione e’
    avvenuta contro la volonta’ di costui, il veicolo e’ immediatamente
    restituito all’avente titolo. Della restituzione e’ redatto verbale,
    copia del quale viene consegnata all’interessato.
  13. Avverso il provvedimento di fermo amministrativo del veicolo e’
    ammesso ricorso al prefetto a norma dell’articolo 203.
  14. Salvo che il veicolo non sia gia’ stato trasferito in
    proprieta’, quando il ricorso sia accolto e l’accertamento della
    violazione dichiarato infondato l’ordinanza estingue la sanzione
    accessoria ed importa la restituzione del veicolo dall’organo di
    polizia indicato nel comma 1. La somma ricavata dall’alienazione e’
    depositata, sino alla definizione del procedimento in relazione al
    quale e’ stato disposto il sequestro, in un autonomo conto fruttifero
    presso la tesoreria dello Stato.
  15. Quando sia stata presentata opposizione ai sensi dell’articolo
    205, la restituzione non puo’ avvenire se non dopo il provvedimento
    dell’autorita’ giudiziaria che rigetta il ricorso.
  16. E’ sempre disposto il fermo amministrativo del veicolo per
    uguale durata nei casi in cui a norma del presente codice e’ previsto
    il provvedimento di sospensione della carta di circolazione. Per
    l’esecuzione provvedono gli organi di polizia di cui all’articolo 12,
    comma 1. Nel regolamento sono stabilite le modalita’ e le forme per
    eseguire detta sanzione accessoria.
  17. Il soggetto che ha assunto la custodia il quale, durante il
    periodo in cui il veicolo e’ sottoposto al fermo, circola
    abusivamente con il veicolo stesso o consente che altri vi circolino
    abusivamente e’ punito con la sanzione amministrativa del pagamento
    di una somma da euro 1.988 a euro 7.953. Si applicano le sanzioni
    amministrative accessorie della revoca della patente e della confisca
    del veicolo. L’organo di polizia dispone l’immediata rimozione del
    veicolo e il suo trasporto presso uno dei soggetti di cui
    all’articolo 214-bis. Il veicolo e’ trasferito in proprieta’ al
    soggetto a cui e’ consegnato, senza oneri per l’erario.»;
    c) all’articolo 214-bis, commi 1 e 2, le parole «comma 2-quater»
    sono sostituite dalle seguenti: «comma 5»;
    d) dopo l’articolo 215 e’ inserito il seguente:
    «Art. 215-bis (Censimento dei veicoli sequestrati, fermati,
    rimossi, dissequestrati e confiscati). – 1. I prefetti, con cadenza
    semestrale, provvedono a censire, sentiti anche gli organi
    accertatori per quanto di competenza, i veicoli giacenti da oltre sei
    mesi presso le depositerie di cui all’articolo 8 del decreto del
    Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 571, a seguito
    dell’applicazione, ai sensi del presente codice, di misure di
    sequestro e fermo, nonche’ per effetto di provvedimenti
    amministrativi di confisca non ancora definitivi e di dissequestro.
    Di tali veicoli, individuati secondo il tipo, il modello e il numero
    di targa o di telaio, indipendentemente dalla documentazione dello
    stato di conservazione, e’ formato apposito elenco, pubblicato nel
    sito internet istituzionale della prefettura-ufficio territoriale del
    Governo competente per territorio, in cui, per ciascun veicolo, sono
    riportati altresi’ i dati identificativi del proprietario risultanti
    al pubblico registro automobilistico.
  18. Nei trenta giorni successivi alla pubblicazione dell’elenco di
    cui al comma 1, il proprietario o uno degli altri soggetti indicati
    all’articolo 196 puo’ assumere la custodia del veicolo, provvedendo
    contestualmente alla liquidazione delle somme dovute alla
    depositeria, con conseguente estinzione del debito maturato nei
    confronti dello Stato allo stesso titolo. Di tale facolta’ e’ data
    comunicazione in sede di pubblicazione dell’elenco di cui al comma 1,
    con l’avviso che in caso di mancata assunzione della custodia i
    veicoli oggetto di fermo, sequestro e dissequestro sono da ritenersi
    abbandonati, mentre quelli oggetto di confisca non ancora definitiva
    sono da ritenersi definitivamente confiscati. Di tale confisca e’
    data comunicazione a cura del prefetto al pubblico registro
    automobilistico per l’annotazione nei propri registri. La
    prefettura-ufficio territoriale del Governo informa dell’inutile
    decorso dei predetti termini l’Agenzia del demanio, che provvede a
    gestire tali veicoli, anche ai soli fini della rottamazione nel caso
    di grave danneggiamento o deterioramento, secondo le procedure e le
    modalita’ dettate dal regolamento di cui al decreto del Presidente
    della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 189. La liquidazione delle
    relative spese compete alla medesima Agenzia a decorrere dalla data
    di ricezione dell’informativa di cui al periodo precedente.
  19. La somma ricavata dall’alienazione e’ depositata, sino alla
    definizione del procedimento in relazione al quale e’ stato disposto
    il sequestro o il fermo, in un autonomo conto fruttifero presso la
    tesoreria dello Stato. In caso di confisca, questa ha a oggetto la
    somma depositata; in ogni altro caso la somma depositata e’
    restituita all’avente diritto.
  20. Con decreto dirigenziale, di concerto fra il Ministero
    dell’interno e l’Agenzia del demanio, sono stabilite le modalita’ di
    comunicazione, tra gli uffici interessati, dei dati necessari
    all’espletamento delle procedure di cui al presente articolo.».

Capo II
Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità mafiosa

Art. 24

Modifiche al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159

  1. Al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono apportate
    le seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 10, dopo il comma 2-ter e’ inserito il seguente:
    «2-quater. In caso di conferma del decreto impugnato, la corte di
    appello pone a carico della parte privata che ha proposto
    l’impugnazione il pagamento delle spese processuali.»;
    b) all’articolo 17, al comma 3-bis sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    1) alla lettera c), dopo la parola «comunicazione» e’ inserita
    la seguente: «sintetica» e le parole «La mancata comunicazione
    comporta l’inammissibilita’ della proposta» sono sostituite dalle
    seguenti: «Il procuratore nei dieci giorni successivi comunica
    all’autorita’ proponente l’eventuale sussistenza di pregiudizi per le
    indagini preliminari in corso. In tali casi, il procuratore concorda
    con l’autorita’ proponente modalita’ per la presentazione congiunta
    della proposta.»;
    2) la lettera d) e’ abrogata;
    c) all’articolo 19, comma 4, all’ultimo periodo, dopo le parole
    «sequestro della documentazione» sono inserite le seguenti: «di cui
    al primo periodo»;
    d) all’articolo 67, al comma 8, dopo le parole «comma 3-bis, del
    codice di procedura penale» sono inserite le seguenti: «nonche’ per i
    reati di cui all’articolo 640, secondo comma, n. 1), del codice
    penale, commesso a danno dello Stato o di un altro ente pubblico, e
    all’articolo 640-bis del codice penale».
    1-bis. Le disposizioni degli articoli 83, comma 3-bis, e 91, comma
    1-bis, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159,
    limitatamente ai terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei
    per importi non superiori a 25.000 euro, non si applicano fino al 31
    dicembre 2019.
  2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono
    derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
    Amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le
    risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
    vigente.

Art. 25

Sanzioni in materia di subappalti illeciti

  1. All’articolo 21, comma 1, della legge 13 settembre 1982, n. 646,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, le parole «l’arresto da sei mesi ad un anno
    e con l’ammenda» sono sostituite dalle seguenti: «la reclusione da
    uno a cinque anni e con la multa»;
    b) al secondo periodo, le parole «dell’arresto da sei mesi ad un
    anno e dell’ammenda» sono sostituite dalle seguenti: «della
    reclusione da uno a cinque anni e della multa.».

Art. 26

Monitoraggio dei cantieri

  1. All’articolo 99, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008,
    n. 81, dopo le parole «provinciale del lavoro» sono inserite le
    seguenti: «nonche’, limitatamente ai lavori pubblici, al prefetto».

Art. 26-bis

Piano di emergenza interno per gli impianti di stoccaggio e
lavorazione dei rifiuti

  1. I gestori di impianti di stoccaggio e di lavorazione dei
    rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, hanno l’obbligo di
    predisporre un piano di emergenza interna allo scopo di:
    a) controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da
    minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per la salute umana, per
    l’ambiente e per i beni;
    b) mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute
    umana e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti;
    c) informare adeguatamente i lavoratori e i servizi di emergenza e
    le autorita’ locali competenti;
    d) provvedere al ripristino e al disinquinamento dell’ambiente dopo
    un incidente rilevante.
  2. Il piano di emergenza interna e’ riesaminato, sperimentato e, se
    necessario, aggiornato dal gestore, previa consultazione del
    personale che lavora nell’impianto, ivi compreso il personale di
    imprese subappaltatrici a lungo termine, ad intervalli appropriati,
    e, comunque, non superiori a tre anni. La revisione tiene conto dei
    cambiamenti avvenuti nell’impianto e nei servizi di emergenza, dei
    progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da
    adottare in caso di incidente rilevante.
  3. Per gli impianti esistenti, il piano di emergenza interna di cui
    al comma 1 e’ predisposto entro novanta giorni dalla data di entrata
    in vigore della legge di conversione del presente decreto.
  4. Il gestore trasmette al prefetto competente per territorio tutte
    le informazioni utili per l’elaborazione del piano di emergenza
    esterna, di cui al comma 5.
  5. Per gli impianti di cui ai commi precedenti, al fine di limitare
    gli effetti dannosi derivanti da incidenti rilevanti, il prefetto,
    d’intesa con le regioni e con gli enti locali interessati, predispone
    il piano di emergenza esterna all’impianto e ne coordina
    l’attuazione.
  6. Il piano di cui al comma 5 e’ predisposto allo scopo di:
    a) controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da
    minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per la salute umana, per
    l’ambiente e per i beni;
    b) mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute
    umana e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti, in
    particolare mediante la cooperazione rafforzata con l’organizzazione
    di protezione civile negli interventi di soccorso;
    c) informare adeguatamente la popolazione, i servizi di emergenza
    e le autorita’ locali competenti;
    d) provvedere sulla base delle disposizioni vigenti al ripristino
    e al disinquinamento dell’ambiente dopo un incidente rilevante.
  7. Il prefetto redige il piano di emergenza esterna entro dodici
    mesi dal ricevimento delle informazioni necessarie da parte del
    gestore, ai sensi del comma 4.
  8. Il piano di cui al comma 5 e’ riesaminato, sperimentato e, se
    necessario, aggiornato, previa consultazione della popolazione, dal
    prefetto ad intervalli appropriati e, comunque, non superiori a tre
    anni. La revisione tiene conto dei cambiamenti avvenuti negli
    impianti e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle
    nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di
    incidenti rilevanti.
  9. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d’intesa
    con il Ministro dell’interno per gli aspetti concernenti la
    prevenzione degli incendi, previo accordo sancito in sede di
    Conferenza unificata, sono stabilite le linee guida per la
    predisposizione del piano di emergenza esterna e per la relativa
    informazione alla popolazione.
  10. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
    si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 27

Disposizioni per migliorare la circolarita’ informativa

  1. L’articolo 160 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e’
    sostituito dal seguente:
    «Art. 160. – Per le finalita’ di prevenzione generale di reati e
    per l’esercizio del potere di proposta di cui all’articolo 17, comma
    1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le cancellerie
    dei tribunali e delle corti di appello hanno l’obbligo di trasmettere
    ogni quindici giorni, anche per via telematica, il dispositivo delle
    sentenze di condanna irrevocabili a pene detentive al questore della
    provincia in cui il condannato ha la residenza o l’ultima dimora e al
    direttore della Direzione investigativa antimafia. Analogo obbligo
    sussiste per le cancellerie presso la sezione misure di prevenzione e
    presso l’ufficio G.I.P. del tribunale in relazione alla comunicazione
    di copia dei provvedimenti ablativi o restrittivi, emessi nell’ambito
    delle rispettive attribuzioni, alle questure competenti per
    territorio e alla Direzione investigativa antimafia.».
  2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
    non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
    pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono ai relativi
    adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente.

Art. 28

Modifiche all’articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267

  1. All’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento
    degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
    267, dopo il comma 7 e’ inserito il seguente:
    «7-bis. Nell’ipotesi di cui al comma 7, qualora dalla relazione del
    prefetto emergano, riguardo ad uno o piu’ settori amministrativi,
    situazioni sintomatiche di condotte illecite gravi e reiterate, tali
    da determinare un’alterazione delle procedure e da compromettere il
    buon andamento e l’imparzialita’ delle amministrazioni comunali o
    provinciali, nonche’ il regolare funzionamento dei servizi ad esse
    affidati, il prefetto, sulla base delle risultanze dell’accesso, al
    fine di far cessare le situazioni riscontrate e di ricondurre alla
    normalita’ l’attivita’ amministrativa dell’ente, individua, fatti
    salvi i profili di rilevanza penale, i prioritari interventi di
    risanamento indicando gli atti da assumere, con la fissazione di un
    termine per l’adozione degli stessi, e fornisce ogni utile supporto
    tecnico-amministrativo a mezzo dei propri uffici. Decorso inutilmente
    il termine fissato, il prefetto assegna all’ente un ulteriore
    termine, non superiore a 20 giorni, per la loro adozione, scaduto il
    quale si sostituisce, mediante commissario ad acta,
    all’amministrazione inadempiente. Ai relativi oneri gli enti locali
    provvedono con le risorse disponibili a legislazione vigente sui
    propri bilanci.».
    1-bis. All’articolo 143, comma 11, del testo unico delle leggi
    sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
    agosto 2000, n. 267, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
    «Fatta salva ogni altra misura interdittiva ed accessoria
    eventualmente prevista, gli amministratori responsabili delle
    condotte che hanno dato causa allo scioglimento di cui al presente
    articolo non possono essere candidati alle elezioni per la Camera dei
    deputati, per il Senato della Repubblica e per il Parlamento europeo
    nonche’ alle elezioni regionali, provinciali, comunali e
    circoscrizionali, in relazione ai due turni elettorali successivi
    allo scioglimento stesso, qualora la loro incandidabilita’ sia
    dichiarata con provvedimento definitivo.».

Art. 29

Modifiche in materia di attivita’ svolte negli enti locali dal
personale sovraordinato ai sensi dell’articolo 145 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267

  1. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 706, della legge 27
    dicembre 2006, n. 296, possono essere incrementate, nel rispetto
    dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica, fino ad un massimo di
    5.000.000 euro annui a decorrere dal 2018, mediante utilizzo delle
    risorse che si rendono disponibili nel corso dell’anno, relative alle
    assegnazioni a qualunque titolo spettanti agli enti locali,
    corrisposte annualmente dal Ministero dell’interno.
  2. Il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
    Ministro dell’interno, e’ autorizzato ad apportare con propri decreti
    le occorrenti variazioni compensative di bilancio.

Art. 29-bis

Modifiche al codice della strada, in materia di circolazione di
veicoli immatricolati all’estero

  1. Al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile
    1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 93:
    1) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
    «1-bis. Salvo quanto previsto dal comma 1-ter, e’ vietato, a chi ha
    stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare
    con un veicolo immatricolato all’estero.
    1-ter. Nell’ipotesi di veicolo concesso in leasing o in locazione
    senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato
    membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non
    ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva,
    nonche’ nell’ipotesi di veicolo concesso in comodato a un soggetto
    residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di
    collaborazione con un’impresa costituita in un altro Stato membro
    dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo che non
    ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra sede effettiva,
    nel rispetto delle disposizioni contenute nel codice doganale
    comunitario, a bordo del veicolo deve essere custodito un documento,
    sottoscritto dall’intestatario e recante data certa, dal quale
    risultino il titolo e la durata della disponibilita’ del veicolo. In
    mancanza di tale documento, la disponibilita’ del veicolo si
    considera in capo al conducente.
    1-quater. Nell’ipotesi di cui al comma 1-bis e ferma restando
    l’applicazione delle sanzioni previste dal comma 7-bis, se il veicolo
    non e’ immatricolato in Italia, l’intestatario chiede al competente
    ufficio della motorizzazione civile, previa consegna del documento di
    circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via e
    della relativa targa, ai sensi dell’articolo 99, al fine di condurre
    il veicolo oltre i transiti di confine. L’ufficio della
    motorizzazione civile provvede alla restituzione delle targhe e del
    documento di circolazione alle competenti autorita’ dello Stato che
    li ha rilasciati.»;
    2) dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:
    «7-bis. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma 1-bis
    si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
    euro 712 a euro 2.848. L’organo accertatore trasmette il documento di
    circolazione all’ufficio della motorizzazione civile competente per
    territorio, ordina l’immediata cessazione della circolazione del
    veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo non soggetto a
    pubblico passaggio. Si applicano, in quanto compatibili, le
    disposizioni dell’articolo 213. Qualora, entro il termine di
    centottanta giorni decorrenti dalla data della violazione, il veicolo
    non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un
    foglio di via per condurlo oltre i transiti di confine, si applica la
    sanzione accessoria della confisca amministrativa ai sensi
    dell’articolo 213.
    7-ter. Per la violazione delle disposizioni di cui al comma 1-ter,
    primo periodo, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di
    una somma da euro 250 a euro 1.000. Nel verbale di contestazione e’
    imposto l’obbligo di esibizione del documento di cui al comma 1-ter
    entro il termine di trenta giorni. Il veicolo e’ sottoposto alla
    sanzione accessoria del fermo amministrativo secondo le disposizioni
    dell’articolo 214, in quanto compatibili, ed e’ riconsegnato al
    conducente, al proprietario o al legittimo detentore, ovvero a
    persona delegata dal proprietario, solo dopo che sia stato esibito il
    documento di cui al comma 1-ter o, comunque, decorsi sessanta giorni
    dall’accertamento della violazione. In caso di mancata esibizione del
    documento, l’organo accertatore provvede all’applicazione della
    sanzione di cui all’articolo 94, comma 3, con decorrenza dei termini
    per la notificazione dal giorno successivo a quello stabilito per la
    presentazione dei documenti.»;
    b) all’articolo 132:
    1) al comma 1 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Scaduto
    il termine di un anno, se il veicolo non e’ immatricolato in Italia,
    l’intestatario chiede al competente ufficio della motorizzazione
    civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe
    estere, il rilascio di un foglio di via e della relativa targa, ai
    sensi dell’articolo 99, al fine di condurre il veicolo oltre i
    transiti di confine. L’ufficio della motorizzazione civile provvede
    alla restituzione delle targhe e del documento di circolazione alle
    competenti autorita’ dello Stato che li ha rilasciati.»;
    2) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
    «5. Fuori dei casi indicati all’articolo 93, comma 1-ter, chiunque
    viola le disposizioni di cui al comma 1 e’ soggetto alla sanzione
    amministrativa del pagamento di una somma da euro 712 a euro 2.848.
    L’organo accertatore trasmette il documento di circolazione
    all’ufficio della motorizzazione civile competente per territorio,
    ordina l’immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo
    trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio. Si
    applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell’articolo 213.
    Se entro il termine di centottanta giorni, decorrenti dalla data
    della violazione, il veicolo non e’ immatricolato in Italia o non e’
    richiesto il rilascio di un foglio di via per condurlo oltre i
    transiti di confine, si applica la sanzione accessoria della confisca
    amministrativa ai sensi dell’articolo 213.»;
    c) all’articolo 196, comma 1, l’ultimo periodo e’ sostituito dai
    seguenti: «Nelle ipotesi di cui all’articolo 84 risponde solidalmente
    il locatario e in quelle di cui all’articolo 94, comma 4-bis,
    risponde solidalmente l’intestatario temporaneo del veicolo. Nei casi
    indicati all’articolo 93, commi 1-bis e 1-ter, e all’articolo 132,
    delle violazioni commesse risponde solidalmente la persona residente
    in Italia che ha, a qualunque titolo, la disponibilita’ del veicolo,
    se non prova che la circolazione del veicolo stesso e’ avvenuta
    contro la sua volonta’.».

Capo III
Disposizioni in materia di occupazioni arbitrarie di immobili

Art. 30

Modifica dell’articolo 633 del codice penale

  1. L’articolo 633 del codice penale e’ sostituito dal seguente:
    «Art. 633 (Invasione di terreni o edifici). – Chiunque invade
    arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine
    di occuparli o di trarne altrimenti profitto, e’ punito, a querela
    della persona offesa, con la reclusione da uno a tre anni e con la
    multa da euro 103 a euro 1032.
    Si applica la pena della reclusione da due a quattro anni e della
    multa da euro 206 a euro 2064 e si procede d’ufficio se il fatto e’
    commesso da piu’ di cinque persone o se il fatto e’ commesso da
    persona palesemente armata.
    Se il fatto e’ commesso da due o piu’ persone, la pena per i
    promotori o gli organizzatori e’ aumentata.».

Art. 31

Modifiche all’articolo 266 del codice di procedura penale

  1. All’articolo 266, comma 1, lettera f-ter), del codice di
    procedura penale, le parole «516 e 517-quater del codice penale;»
    sono sostituite dalle seguenti: «516, 517-quater e 633, secondo
    comma, del codice penale;».
  2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 non devono
    derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
    Amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le
    risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
    vigente.

Art. 31-bis

Modifica all’articolo 284 del codice di procedura penale

  1. All’articolo 284 del codice di procedura penale, dopo il comma
    1-bis e’ inserito il seguente:
    «1-ter. La misura cautelare degli arresti domiciliari non puo’
    essere eseguita presso un immobile occupato abusivamente.».

Art. 31-ter

Disposizioni in materia di occupazione arbitraria di immobili

  1. All’articolo 11 del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, i
    commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
    «1. Il prefetto, acquisito il parere del Comitato provinciale per
    l’ordine e la sicurezza pubblica in seduta allargata ai
    rappresentanti della regione, emana, ai sensi dell’articolo 13 della
    legge 1° aprile 1981, n. 121, direttive per la prevenzione delle
    occupazioni arbitrarie di immobili.
  2. Quando e’ richiesto l’intervento della Forza pubblica per
    l’esecuzione di un provvedimento di rilascio di immobili occupati
    arbitrariamente da cui puo’ derivare pericolo di turbative per
    l’ordine e la sicurezza pubblica, l’autorita’ o l’organo che vi
    provvede ne da’ comunicazione al prefetto.
  3. Il prefetto, ricevuta la comunicazione di cui al comma 2,
    convoca il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica
    ai fini dell’emanazione delle direttive concernenti il concorso delle
    diverse componenti della Forza pubblica nell’esecuzione del
    provvedimento, estendendo la partecipazione ai rappresentanti della
    regione. Il prefetto comunica tempestivamente all’autorita’
    giudiziaria che ha emesso il provvedimento di rilascio l’intervenuta
    esecuzione dello stesso.
    3.1. Il prefetto, qualora ravvisi la necessita’ di definire un
    piano delle misure emergenziali necessarie per la tutela dei soggetti
    in situazione di fragilita’ che non sono in grado di reperire
    autonomamente una sistemazione alloggiativa alternativa, sentito il
    Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, istituisce
    una cabina di regia incaricata di provvedere nel termine di novanta
    giorni. Della cabina di regia fanno parte, oltre a rappresentanti
    della prefettura, anche rappresentanti della regione e degli enti
    locali interessati, nonche’ degli enti competenti in materia di
    edilizia residenziale pubblica. Ai rappresentanti della cabina di
    regia non spetta alcun compenso, indennita’, gettone di presenza,
    rimborso di spese o altro emolumento comunque denominato.
    3.2. Alla scadenza del termine di novanta giorni di cui al comma
    3.1, il prefetto riferisce all’autorita’ giudiziaria gli esiti
    dell’attivita’ svolta dalla cabina di regia, indicando i tempi di
    esecuzione del provvedimento di rilascio ovvero le ragioni che ne
    rendono necessario il differimento. L’autorita’ giudiziaria
    competente per l’esecuzione, tenuto conto delle informazioni
    ricevute, adotta i provvedimenti necessari, ivi compreso quello di
    differimento dell’esecuzione. Ferma restando la responsabilita’ anche
    sotto il profilo risarcitorio degli autori del reato di occupazione
    abusiva, al proprietario o al titolare di altro diritto reale di
    godimento sull’immobile e’ liquidata dal prefetto un’indennita’
    onnicomprensiva per il mancato godimento del bene, secondo criteri
    equitativi che tengono conto dello stato dell’immobile, della sua
    destinazione, della durata dell’occupazione, dell’eventuale fatto
    colposo del proprietario nel non avere impedito l’occupazione.
    L’indennita’ e’ riconosciuta a decorrere dalla scadenza del termine
    di novanta giorni di cui al comma 3.1 e non e’ dovuta se l’avente
    diritto ha dato causa o ha concorso a dare causa con dolo o colpa
    grave all’occupazione arbitraria. Avverso il provvedimento che ha
    disposto la liquidazione dell’indennita’ il proprietario
    dell’immobile puo’ proporre ricorso dinanzi al tribunale del luogo
    ove l’immobile si trova. Il ricorso e’ proposto, a pena di
    inammissibilita’, entro trenta giorni dalla comunicazione del
    provvedimento di liquidazione dell’indennita’. Si applicano gli
    articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile e il tribunale
    decide in composizione monocratica. Il reclamo si propone al
    tribunale e del collegio non puo’ far parte il giudice che ha
    pronunciato il provvedimento.
    3.3. Il differimento dell’esecuzione del provvedimento di rilascio
    non puo’ superare un anno decorrente dalla data di adozione del
    relativo provvedimento.
    3.4. Ai fini della corresponsione dell’indennita’ di cui al comma
    3.2, nello stato di previsione del Ministero dell’interno e’
    istituito un fondo con una dotazione iniziale di 2 milioni di euro
    annui a decorrere dal 2018. Agli oneri derivanti dal presente comma
    si provvede mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle
    entrate di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), della legge 23
    febbraio 1999, n. 44, affluite all’entrata del bilancio dello Stato,
    che restano acquisite all’erario. Il fondo potra’ essere alimentato
    anche con le risorse provenienti dal Fondo unico giustizia di cui
    all’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per
    la quota spettante al Ministero dell’interno.
    3.5. Qualora al prefetto sia richiesto l’ausilio della Forza
    pubblica per l’esecuzione di una pluralita’ di ordinanze di rilascio
    da cui puo’ derivare pericolo di turbative per l’ordine e la
    sicurezza pubblica, convoca il Comitato provinciale per l’ordine e la
    sicurezza pubblica, allargato ai rappresentanti della regione, per la
    predisposizione del programma degli interventi. La determinazione del
    programma degli interventi avviene secondo criteri di priorita’ che
    tengono conto della situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica
    negli ambiti territoriali interessati, dei possibili rischi per
    l’incolumita’ e la salute pubblica, dei diritti dei soggetti
    proprietari degli immobili, nonche’ dei livelli assistenziali che
    devono essere garantiti agli aventi diritto dalle regioni e dagli
    enti locali. Il programma degli interventi e’ comunicato
    all’autorita’ giudiziaria che ha adottato le ordinanze di rilascio
    nonche’ ai soggetti proprietari. Il termine di novanta giorni di cui
    al comma 3.1 inizia a decorrere, per ciascun intervento, dalla data
    individuata in base al programma degli interventi.
    3.6. Avverso il programma di cui al comma 3.5 e’ ammesso ricorso
    innanzi al giudice amministrativo, che decide con il rito di cui
    all’articolo 119 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
    L’eventuale annullamento del predetto provvedimento puo’ dar luogo,
    salvi i casi di dolo o colpa grave, esclusivamente al risarcimento in
    forma specifica, consistente nell’obbligo per l’amministrazione di
    disporre gli interventi necessari ad assicurare la cessazione della
    situazione di occupazione arbitraria dell’immobile.».
  4. Il rispetto della procedura di cui ai commi da 3 a 3.6
    dell’articolo 11 del citato decreto-legge n. 14 del 2017, come
    modificato dal comma 1 del presente articolo, esonera il Ministero
    dell’interno ed i suoi organi periferici dalla responsabilita’ civile
    e amministrativa per la mancata esecuzione di provvedimenti di
    rilascio di immobili abusivamente occupati, qualora la stessa sia
    dipesa dall’impossibilita’ di individuare le misure emergenziali di
    cui al comma 3.1 del citato articolo 11, ovvero dalla necessita’ di
    assicurare la salvaguardia della pubblica e privata incolumita’. Nei
    predetti casi e’ dovuta esclusivamente l’indennita’ di cui al comma
    3.2 del citato articolo 11.
  5. Le disposizioni di cui all’articolo 11 del citato decreto-legge
    n. 14 del 2017, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si
    applicano anche alle controversie per le quali non sia intervenuta
    sentenza alla data di entrata in vigore della legge di conversione
    del presente decreto.

Titolo III
DISPOSIZIONI PER LA FUNZIONALITÀ DEL MINISTERO DELL’INTERNO NONCHÉ SULL’ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DELL’AGENZIA NAZIONALE PER L’AMMINISTRAZIONE E LA DESTINAZIONE DEI BENI SEQUESTRATI E CONFISCATI ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
Capo I
Disposizioni per la funzionalità del Ministero dell’interno

Art. 32

Disposizioni per la riorganizzazione dell’amministrazione civile del
Ministero dell’interno

  1. Nell’ambito dei processi di riduzione organizzativa e al fine di
    garantire gli obiettivi complessivi di economicita’ e di revisione
    della spesa previsti dalla legislazione vigente, il Ministero
    dell’interno applica la riduzione percentuale del 20 per cento
    prevista dall’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto-legge 6
    luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
    agosto 2012, n. 135, nella misura pari a ventinove posti di livello
    dirigenziale generale, attraverso:
    a) la riduzione di otto posti di livello dirigenziale generale
    assegnati ai prefetti nell’ambito degli Uffici centrali del Ministero
    dell’interno di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7
    settembre 2001, n. 398, con conseguente rideterminazione della
    dotazione organica dei prefetti di cui alla Tabella 1 allegata al
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 maggio 2015,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 217 del 18 settembre 2015;
    b) la soppressione di ventuno posti di prefetto collocati a
    disposizione per specifiche esigenze in base alla normativa vigente,
    secondo le modifiche di seguito indicate:
    1) all’articolo 237 del decreto del Presidente della Repubblica
    10 gennaio 1957, n. 3, il terzo comma e’ sostituito dal seguente: «I
    prefetti a disposizione non possono eccedere il numero di due oltre
    quelli dei posti del ruolo organico»;
    2) all’articolo 3-bis, comma 1, del decreto-legge 29 ottobre
    1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre
    1991, n. 410, le parole «del 15 per cento» sono sostituite dalle
    seguenti: «del 5 per cento»;
    3) all’articolo 12, comma 2-bis, primo periodo, del decreto
    legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dopo le parole «i prefetti», sono
    inserite le seguenti: «entro l’aliquota dell’1 per cento».
  2. Restano ferme le dotazioni organiche dei viceprefetti e dei
    viceprefetti aggiunti, del personale appartenente alle qualifiche
    dirigenziali di prima e di seconda fascia, nonche’ del personale non
    dirigenziale appartenente alle aree prima, seconda e terza
    dell’Amministrazione civile dell’interno di cui alla Tabella 1
    allegata al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22
    maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 217 del 18
    settembre 2015.
  3. All’articolo 42, comma 1, della legge 1° aprile 1981, n. 121, le
    parole «di 17 posti» sono sostituite dalle seguenti: «di 14 posti».
  4. Il Ministero dell’interno adotta, con le modalita’ e nel termine
    di cui all’articolo 12, comma 1-bis, primo periodo, del decreto-legge
    17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge
    13 aprile 2017, n. 46, il relativo regolamento di organizzazione.
    Entro il medesimo termine si provvede a dare attuazione alle
    disposizioni di cui all’articolo 2, comma 11, lettera b), del
    decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, con conseguente riassorbimento,
    entro il biennio successivo, degli effetti derivanti dalle riduzioni
    di cui ai commi 1 e 2.

Art. 32-bis

Istituzione del Nucleo per la composizione delle Commissioni
straordinarie per la gestione degli enti sciolti per fenomeni di
infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare

  1. Presso il Dipartimento per le politiche del personale
    dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e
    finanziarie del Ministero dell’interno – Direzione centrale per le
    risorse umane e’ istituito un apposito nucleo, composto da personale
    della carriera prefettizia, nell’ambito del quale sono individuati i
    componenti della commissione straordinaria di cui agli articoli 143 e
    144 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
    267, per la gestione degli enti sciolti per fenomeni di infiltrazione
    e di condizionamento di tipo mafioso o similare.
  2. Al nucleo di cui al comma 1 e’ assegnato, nell’ambito delle
    risorse organiche della carriera prefettizia, un contingente di
    personale non superiore a cinquanta unita’, di cui dieci con
    qualifica di prefetto e quaranta con qualifica fino a viceprefetto.
  3. Le unita’ di personale individuate nell’ambito del nucleo di cui
    al comma 1 quali componenti della commissione straordinaria nominata
    ai sensi degli articoli 143 e 144 del decreto legislativo 18 agosto
    2000, n. 267, possono essere collocate in posizione di disponibilita’
    in base alla vigente normativa, per l’esercizio a tempo pieno e in
    via esclusiva delle funzioni commissariali, ove l’amministrazione ne
    ravvisi l’urgenza.
  4. Con decreto del Ministro dell’interno di natura non
    regolamentare, sono individuati le modalita’, i criteri e la durata
    di assegnazione al nucleo di cui al comma 1, in conformita’ alle
    disposizioni di cui al decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139.
  5. Fermi restando i compensi spettanti per lo svolgimento delle
    attivita’ commissariali indicate al comma 1, la mera assegnazione al
    nucleo non determina l’attribuzione di compensi, indennita’, gettoni
    di presenza, rimborsi di spese o emolumenti comunque denominati.

Art. 32-ter

Nomina del presidente della Commissione per la progressione in
carriera di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 19 maggio
2000, n. 139

  1. All’articolo 17, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo
    19 maggio 2000, n. 139, le parole: «scelto tra quelli preposti alle
    attivita’ di controllo e valutazione di cui al decreto legislativo 30
    luglio 1999, n. 286,» sono soppresse.

Art. 32-quater

Disposizioni in materia di tecnologia 5G

  1. All’articolo 1, comma 1036, della legge 27 dicembre 2017, n.
    205, le parole: «, avvalendosi degli organi della polizia postale e
    delle comunicazioni ai sensi dell’articolo 98 del codice di cui al
    decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259» sono sostituite dalle
    seguenti: «. A tal fine i predetti Ispettorati possono richiedere al
    prefetto l’ausilio della Forza pubblica».

Art. 32-quinquies

Riorganizzazione del Servizio centrale di protezione

  1. All’articolo 14 del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, al primo periodo, le parole: «Ministro del tesoro,
    del bilancio e della programmazione economica» sono sostituite dalle
    seguenti: «Ministro dell’economia e delle finanze» e il secondo
    periodo e’ sostituito dal seguente: «Il Servizio centrale di
    protezione e’ articolato in almeno due divisioni dotate di personale
    e strutture differenti e autonome, in modo da assicurare la
    trattazione separata delle posizioni dei collaboratori di giustizia e
    dei testimoni di giustizia»;
    b) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
    «1-bis. All’attuazione del presente articolo si provvede nei limiti
    delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
    legislazione vigente».

Art. 32-sexies

Istituzione del Centro Alti Studi del Ministero dell’interno

  1. Per la valorizzazione della cultura istituzionale e
    professionale del personale dell’Amministrazione civile dell’interno
    e’ istituito il Centro Alti Studi del Ministero dell’interno
    nell’ambito del Dipartimento per le politiche del personale
    dell’Amministrazione civile e per le risorse strumentali e
    finanziarie che opera presso la Sede didattico-residenziale, con
    compiti di promozione, organizzazione e realizzazione di iniziative,
    anche di carattere seminariale, finalizzate allo studio e
    all’approfondimento dei profili normativi e amministrativi attinenti
    all’esercizio delle funzioni e dei compiti dell’Amministrazione
    civile dell’interno, nonche’ alla realizzazione di studi e ricerche
    sulle attribuzioni del Ministero dell’interno.
  2. Il Centro Alti Studi del Ministero dell’interno, fermi restando
    la dotazione organica e il contingente dei prefetti collocati a
    disposizione ai sensi della normativa vigente, e’ presieduto da un
    prefetto, con funzioni di presidente, ed opera attraverso un
    consiglio direttivo e un comitato scientifico i cui componenti sono
    scelti fra rappresentanti dell’Amministrazione civile dell’interno,
    docenti universitari ed esperti in discipline amministrative,
    storiche, sociali e della comunicazione. Al presidente e ai
    componenti degli organi di cui al periodo precedente non spetta la
    corresponsione di compensi, rimborsi di spese, emolumenti o gettoni
    di presenza comunque denominati. Il Centro Alti Studi del Ministero
    dell’interno non costituisce articolazione di livello dirigenziale
    del Ministero dell’interno.
  3. Per le spese di promozione, organizzazione e realizzazione di
    iniziative, anche di carattere seminariale, nonche’ realizzazione di
    studi e ricerche, e’ autorizzata la spesa di 50.000 euro annui a
    decorrere dal 2019. Al relativo onere si provvede mediante
    corrispondente utilizzo delle risorse destinate alle spese di
    funzionamento della Sede didattico-residenziale di cui al comma 1.
  4. Fatto salvo quanto disposto dal comma 3, all’attuazione delle
    disposizioni di cui al presente articolo si provvede nell’ambito
    delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
    legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico
    della finanza pubblica.

Art. 33

Norme in materia di pagamento dei compensi per lavoro straordinario
delle Forze di polizia

  1. Al fine di garantire le esigenze di tutela dell’ordine e della
    sicurezza pubblica, a decorrere dall’esercizio finanziario 2018, per
    il pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro straordinario
    svolte dagli appartenenti alle Forze di polizia, di cui all’articolo
    16 della legge 1° aprile 1981, n. 121, e’ autorizzata, a valere sulle
    disponibilita’ degli stanziamenti di bilancio, la spesa per un
    ulteriore importo di 38.091.560 euro in deroga al limite di cui
    all’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.
  2. Il pagamento dei compensi per prestazioni di lavoro
    straordinario di cui al comma 1, nelle more dell’adozione del decreto
    di cui all’articolo 43, tredicesimo comma, della legge 1° aprile
    1981, n. 121, e’ autorizzato entro i limiti massimi fissati dal
    decreto applicabile all’anno finanziario precedente.

Art. 34

Incremento richiami personale volontario del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco

  1. Per le finalita’ di cui all’articolo 9, commi 1 e 2, del decreto
    legislativo 8 marzo 2006, n. 139, gli stanziamenti di spesa per la
    retribuzione del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili
    del fuoco, iscritti nello stato di previsione del Ministero
    dell’interno, nell’ambito della missione «Soccorso civile», sono
    incrementati di 5,9 milioni di euro per l’anno 2019 e di 5 milioni di
    euro a decorrere dall’anno 2020.
  2. L’impiego del personale volontario, ai sensi dell’articolo 9 del
    decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e’ disposto nel limite
    dell’autorizzazione annuale di spesa, pari a 20.952.678 euro per
    l’anno 2019 e a 20.052.678 euro a decorrere dall’anno 2020.
  3. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa
    di 5,9 milioni di euro per l’anno 2019 e di 5 milioni di euro a
    decorrere dall’anno 2020. Ai relativi oneri si provvede ai sensi
    dell’articolo 39.

Art. 35

Ulteriori disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle
carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate

  1. Al fine di adottare provvedimenti normativi in materia di
    riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di
    polizia e delle Forze armate, ivi comprese le Capitanerie di porto,
    volti a correggere ed integrare il decreto legislativo 29 maggio
    2017, n. 94, e il decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, e’
    istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze, nel quale confluiscono le risorse di
    cui all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3, comma 155,
    secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, con
    riferimento alle risorse gia’ affluite ai sensi dell’articolo 7,
    comma 2, lettera a), del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, e
    non utilizzate in attuazione dell’articolo 8, comma 6, della legge 7
    agosto 2015, n. 124, alle quali si aggiunge una quota pari a
    5.000.000 euro, a decorrere dall’anno 2018, dei risparmi di spesa di
    parte corrente di natura permanente, di cui all’articolo 4, comma 1,
    lettere c) e d), della legge 31 dicembre 2012, n. 244.

Art. 35-bis

Disposizioni in materia di assunzioni a tempo indeterminato di
personale della polizia municipale

  1. Al fine di rafforzare le attivita’ connesse al controllo del
    territorio e di potenziare gli interventi in materia di sicurezza
    urbana, i comuni che nel triennio 2016-2018 hanno rispettato gli
    obiettivi dei vincoli di finanza pubblica possono, nell’anno 2019, in
    deroga alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 228, della
    legge 28 dicembre 2015, n. 208, assumere a tempo indeterminato
    personale di polizia municipale, nel limite della spesa sostenuta per
    detto personale nell’anno 2016 e fermo restando il conseguimento
    degli equilibri di bilancio. Le cessazioni nell’anno 2018 del
    predetto personale non rilevano ai fini del calcolo delle facolta’
    assunzionali del restante personale.

Art. 35-ter

Modifiche all’articolo 50 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267

  1. All’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento
    degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
    267, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 7-bis, dopo le parole: «anche in relazione allo
    svolgimento di specifici eventi,» sono inserite le seguenti: «o in
    altre aree comunque interessate da fenomeni di aggregazione
    notturna,» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche’
    limitazioni degli orari di vendita degli esercizi del settore
    alimentare o misto, e delle attivita’ artigianali di produzione e
    vendita di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato e
    di erogazione di alimenti e bevande attraverso distributori
    automatici»;
    b) dopo il comma 7-bis e’ inserito il seguente:
    «7-bis.1. L’inosservanza delle ordinanze emanate dal Sindaco ai
    sensi del comma 7-bis e’ punita con la sanzione amministrativa
    pecuniaria del pagamento di una somma da 500 euro a 5.000 euro.
    Qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte in un
    anno, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 12, comma 1,
    del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, anche se il
    responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione in misura
    ridotta, ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n.
    689.».

Art. 35-quater

Potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana da
parte dei comuni

  1. Per il potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza
    urbana da parte dei comuni e’ istituito nello stato di previsione del
    Ministero dell’interno un apposito fondo, con una dotazione pari a 2
    milioni di euro per l’anno 2018 e a 5 milioni di euro per ciascuno
    degli anni 2019 e 2020. Le risorse del suddetto fondo possono essere
    destinate anche ad assunzioni a tempo determinato di personale di
    polizia locale, nei limiti delle predette risorse e anche in deroga
    all’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
  2. Alla copertura dei relativi oneri si provvede:
    a) quanto a euro 1 milione per l’anno 2018, mediante
    corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200,
    della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
    b) quanto a euro 1 milione per l’anno 2018 e a euro 5 milioni per
    l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per
    interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10,
    comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
    c) quanto a euro 5 milioni per l’anno 2019, mediante
    corrispondente utilizzo di quota parte delle entrate di cui
    all’articolo 18, comma 1, lettera a), della legge 23 febbraio 1999,
    n. 44, affluite all’entrata del bilancio dello Stato, che restano
    acquisite all’erario.
  3. Il fondo di cui al comma 1 potra’ essere alimentato anche con le
    risorse provenienti dal Fondo unico giustizia di cui all’articolo 61,
    comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per la quota
    spettante al Ministero dell’interno.
  4. Le modalita’ di presentazione delle richieste da parte dei
    comuni interessati nonche’ i criteri di ripartizione delle risorse
    del fondo di cui al comma 1 sono individuate, entro novanta giorni
    dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
    presente decreto, con decreto del Ministro dell’interno, da adottare
    di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la
    Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali.

Art. 35-quinquies

Videosorveglianza

  1. Al fine di potenziare gli interventi in materia di sicurezza
    urbana per la realizzazione degli obiettivi di cui all’articolo 5,
    comma 2, lettera a), del decreto-legge 20 febbraio 2017, n. 14,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 18 aprile 2017, n. 48, con
    riferimento all’installazione, da parte dei comuni, di sistemi di
    videosorveglianza, l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5,
    comma 2-ter, del citato decreto-legge n. 14 del 2017 e’ incrementata
    di 10 milioni di euro per l’anno 2019, di 17 milioni di euro per
    l’anno 2020, di 27 milioni di euro per l’anno 2021 e di 36 milioni di
    euro per l’anno 2022.
  2. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione
    delle autorizzazioni di spesa di cui all’articolo 1, comma 140,
    lettere b) ed e), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, nell’ambito
    del programma «Contrasto al crimine, tutela dell’ordine e della
    sicurezza pubblica» della missione «Ordine pubblico e sicurezza»
    dello stato di previsione del Ministero dell’interno.
  3. Le autorizzazioni di spesa di cui al comma 2 possono essere
    reintegrate mediante rimodulazione di risorse finanziarie assegnate o
    da assegnare al Ministero dell’interno per la realizzazione di
    investimenti.

Art. 35-sexies

Utilizzo degli aeromobili a pilotaggio remoto da parte delle Forze di
polizia di cui all’articolo 16, primo comma, della legge 1° aprile
1981, n. 121

  1. All’articolo 5 del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7,
    convertito, con modificazioni, dallalegge 17 aprile 2015, n. 43, il
    primo periodo del comma 3-sexiese’ sostituito dal seguente: «Fermo
    restando quanto disposto dal codice della navigazione e dalla
    disciplina dell’Unione europea, con decreto del Ministro
    dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa, con il
    Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle
    infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentito l’Ente nazionale
    per l’aviazione civile (ENAC), entro centoventi giorni dalla data di
    entrata in vigore della presente disposizione, sono disciplinate le
    modalita’ di utilizzo, da parte delle Forze di polizia, degli
    aeromobili a pilotaggio remoto, comunemente denominati “droni”, ai
    fini del controllo del territorio per finalita’ di pubblica
    sicurezza, con particolare riferimento al contrasto del terrorismo e
    alla prevenzione dei reati di criminalita’ organizzata e ambientale,
    nonche’ per le finalita’ di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto
    legislativo 19 agosto 2016, n. 177, e, per il Corpo della guardia di
    finanza, anche ai fini dell’assolvimento delle funzioni di polizia
    economica e finanziaria di cui all’articolo 2 del decreto legislativo
    19 marzo 2001, n. 68.».

Capo II
Disposizioni sull’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata

Art. 36

Razionalizzazione delle procedure di gestione e destinazione dei beni
confiscati

  1. All’articolo 35 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
    159, al comma 2, secondo periodo, dopo le parole «comunque non
    superiore a tre,» sono inserite le seguenti: «con esclusione degli
    incarichi gia’ in corso quale coadiutore,».
    1-bis. All’articolo 35-bis del decreto legislativo 6 settembre
    2011, n. 159, il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3. Al fine di
    consentire la prosecuzione dell’attivita’ dell’impresa sequestrata o
    confiscata, dalla data di nomina dell’amministratore giudiziario e
    fino all’eventuale provvedimento di dissequestro dell’azienda o di
    revoca della confisca della stessa, o fino alla data di destinazione
    dell’azienda, disposta ai sensi dell’articolo 48, sono sospesi gli
    effetti della pregressa documentazione antimafia interdittiva,
    nonche’ le procedure pendenti preordinate al conseguimento dei
    medesimi effetti.».
  2. All’articolo 38 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
    159, sono apportate le seguenti modificazioni:
    0a) al comma 2:
    1) al primo periodo, le parole: «sequestro e» sono sostituite
    dalla seguente: «sequestro,» e dopo la parola: «straordinaria» sono
    inserite le seguenti: «e i dati, individuati dal regolamento di
    attuazione previsto dall’articolo 113, comma 1, lettera c),
    indispensabili per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali»;
    2) al secondo periodo, le parole: «inserendo tutti» sono
    sostituite dalle seguenti: «aggiornando dalla data del provvedimento
    di confisca di secondo grado»;
    3) il terzo periodo e’ soppresso;
    a) al comma 3:
    1) al secondo periodo, dopo la parola «coadiutore,» sono
    inserite le seguenti: «che puo’ essere»;
    2) dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente: «Qualora
    sia diverso dall’amministratore giudiziario, il coadiutore nominato
    dall’Agenzia deve essere scelto tra gli iscritti, rispettivamente,
    agli albi richiamati all’articolo 35, commi 2 e 2-bis.»;
    3) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «All’attuazione
    del presente comma, si provvede con le risorse umane e finanziarie
    disponibili a legislazione vigente.».
    2-bis. All’articolo 41-ter, comma 1, del decreto legislativo 6
    settembre 2011, n. 159, nell’alinea, le parole: «sono istituiti,
    presso le prefetture-uffici territoriali del Governo, tavoli
    provinciali permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate, aventi
    il compito di» sono sostituite dalle seguenti: «il prefetto puo’
    istituire, presso la prefettura-ufficio territoriale del Governo, un
    tavolo provinciale sulle aziende sequestrate e confiscate, avente il
    compito di».
    2-ter. All’articolo 43 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
    159, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, le parole: «il provvedimento di confisca di primo
    grado, entro sessanta giorni dal deposito» sono sostituite dalle
    seguenti: «i provvedimenti di confisca di primo e di secondo grado,
    entro sessanta giorni dal deposito di ciascuno dei medesimi
    provvedimenti»;
    b) il comma 5-bis e’ sostituito dal seguente: «5-bis. Dopo il
    conferimento di cui all’articolo 38, comma 3, l’Agenzia provvede al
    rendiconto ai sensi dei commi precedenti qualora la confisca venga
    revocata. In caso di confisca definitiva l’Agenzia trasmette al
    giudice delegato una relazione sull’amministrazione dei beni,
    esponendo le somme pagate e riscosse, le spese sostenute e il saldo
    finale, con l’indicazione dei limiti previsti dall’articolo 53. In
    tale ultimo caso, il giudice delegato, all’esito degli eventuali
    chiarimenti richiesti, prende atto della relazione».
    2-quater. All’articolo 44 del decreto legislativo 6 settembre 2011,
    n. 159, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
    «2-bis. Per il recupero e la custodia dei veicoli a motore e dei
    natanti confiscati, l’Agenzia applica le tariffe stabilite con il
    decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro
    dell’economia e delle finanze, emanato ai sensi dell’articolo 59 del
    testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
    maggio 2002, n. 115. Ferme restando le tariffe stabilite dal periodo
    precedente, l’Agenzia puo’ avvalersi di aziende da essa amministrate
    operanti nello specifico settore.».
  3. All’articolo 48 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
    159, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 3:
    1) alla lettera b) le parole «Presidente del Consiglio dei
    ministri» sono sostituite dalle seguenti: «Ministro dell’interno»;
    2) alla lettera c) le parole «al patrimonio del comune ove
    l’immobile e’ sito, ovvero al patrimonio della provincia o della
    regione» sono sostituite dalle seguenti: «al patrimonio indisponibile
    del comune ove l’immobile e’ sito, ovvero al patrimonio indisponibile
    della provincia, della citta’ metropolitana o della regione»;
    2-bis) alla lettera c), quartultimo periodo, le parole: «Se entro
    un anno» sono sostituite dalle seguenti: «Se entro due anni»;
    2-ter) alla lettera c), terzultimo periodo, sostituire le parole:
    «Alla scadenza dei sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «Alla
    scadenza di un anno»;
    3) la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:
    «d) trasferiti prioritariamente al patrimonio indisponibile
    dell’ente locale o della regione ove l’immobile e’ sito, se
    confiscati per il reato di cui all’articolo 74 del citato testo unico
    approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990,
    n. 309, qualora richiesti per le finalita’ di cui all’articolo 129
    dello stesso decreto del Presidente della Repubblica. Se entro due
    anni l’ente territoriale destinatario non ha provveduto alla
    destinazione del bene, l’Agenzia dispone la revoca del trasferimento
    ovvero la nomina di un commissario con poteri sostitutivi.»;
    b) al comma 4 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole «,
    nonche’, per una quota non superiore al 30 per cento, per
    incrementare i fondi per la contrattazione integrativa anche allo
    scopo di valorizzare l’apporto del personale dirigenziale e non
    dirigenziale al potenziamento dell’efficacia ed efficienza
    dell’azione dell’Agenzia. La misura della quota annua destinata
    all’incremento dei fondi per la contrattazione integrativa viene
    definita con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il
    Ministro dell’economia e delle finanze su proposta dell’Agenzia e
    l’incremento non puo’ essere superiore al 15 per cento della
    componente variabile della retribuzione accessoria in godimento da
    parte del predetto personale»;
    c) dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
    «4-bis. Fermi restando i vincoli connessi al trasferimento nel
    patrimonio indisponibile dell’ente destinatario, nell’ambito delle
    finalita’ istituzionali di cui al comma 3, letterac), rientra
    l’impiego degli immobili, tramite procedure ad evidenza pubblica, per
    incrementare l’offerta di alloggi da cedere in locazione a soggetti
    in particolare condizione di disagio economico e sociale anche
    qualora l’ente territoriale ne affidi la gestione all’ente pubblico a
    cio’ preposto.»;
    d) i commi 5, 6 e 7 sono sostituiti dai seguenti:
    «5. I beni di cui al comma 3, di cui non sia possibile effettuare
    la destinazione o il trasferimento per le finalita’ di pubblico
    interesse ivi contemplate, sono destinati con provvedimento
    dell’Agenzia alla vendita, osservate, in quanto compatibili, le
    disposizioni del codice di procedura civile. Qualora l’immobile si
    trovi nelle condizioni previste per il rilascio del permesso di
    costruire in sanatoria, l’acquirente dovra’ presentare la relativa
    domanda entro centoventi giorni dal perfezionamento dell’atto di
    vendita. L’avviso di vendita e’ pubblicato nel sitointernet
    dell’Agenzia e dell’avvenuta pubblicazione e’ data notizia nel
    sitointernetdell’Agenzia del demanio. La vendita e’ effettuata per un
    corrispettivo non inferiore a quello determinato dalla stima
    formulata ai sensi dell’articolo 47. Qualora, entro novanta giorni
    dalla data di pubblicazione dell’avviso di vendita, non pervengano
    proposte di acquisto per il corrispettivo indicato al precedente
    periodo, il prezzo minimo della vendita non puo’, comunque, essere
    determinato in misura inferiore all’80 per cento del valore della
    suddetta stima. Fatto salvo il disposto dei commi 6 e 7 del presente
    articolo, la vendita e’ effettuata al miglior offerente, con
    esclusione del proposto o di colui che risultava proprietario
    all’atto dell’adozione della misura penale o di prevenzione, se
    diverso dal proposto, di soggetti condannati, anche in primo grado, o
    sottoposti ad indagini connesse o pertinenti al reato di associazione
    mafiosa o a quello di cui all’articolo 416-bis.1 del codice penale,
    nonche’ dei relativi coniugi o parti dell’unione civile, parenti e
    affini entro il terzo grado, nonche’ persone con essi conviventi.
    L’Agenzia acquisisce, con le modalita’ di cui agli articoli 90 e
    seguenti, l’informazione antimafia, riferita all’acquirente e agli
    altri soggetti allo stesso riconducibili, indicati al presente comma,
    affinche’ i beni non siano acquistati, anche per interposta persona,
    da soggetti esclusi ai sensi del periodo che precede, o comunque
    riconducibili alla criminalita’ organizzata, ovvero utilizzando
    proventi di natura illecita. Si applica, in quanto compatibile, il
    comma 15. I beni immobili acquistati non possono essere alienati,
    nemmeno parzialmente, per cinque anni dalla data di trascrizione del
    contratto di vendita e quelli diversi dai fabbricati sono
    assoggettati alla stessa disciplina prevista per questi ultimi
    dall’articolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191. I beni
    immobili di valore superiore a 400.000 euro sono alienati secondo le
    procedure previste dalle norme di contabilita’ dello Stato.
  4. Possono esercitare la prelazione all’acquisto:
    a) cooperative edilizie costituite da personale delle Forze
    armate o delle Forze di polizia;
    b) gli enti pubblici aventi, tra le altre finalita’
    istituzionali, anche quella dell’investimento nel settore
    immobiliare;
    c) le associazioni di categoria che assicurano, nello specifico
    progetto, maggiori garanzie e utilita’ per il perseguimento
    dell’interesse pubblico;
    d) le fondazioni bancarie;
    e) gli enti territoriali.
  5. La prelazione deve essere esercitata, a pena di decadenza, nei
    termini stabiliti dall’avviso pubblico di cui al comma 5, salvo
    recesso qualora la migliore offerta pervenuta non sia ritenuta di
    interesse.»;
    e) dopo il comma 7-bis sono inseriti i seguenti:
    «7-ter. Per la destinazione ai sensi del comma 3 dei beni indivisi,
    oggetto di provvedimento di confisca, l’Agenzia o il partecipante
    alla comunione promuove incidente di esecuzione ai sensi
    dell’articolo 666 del codice di procedura penale. Il tribunale,
    disposti i necessari accertamenti tecnici, adotta gli opportuni
    provvedimenti per ottenere la divisione del bene. Qualora il bene
    risulti indivisibile, i partecipanti in buona fede possono chiedere
    l’assegnazione dell’immobile oggetto di divisione, previa
    corresponsione del conguaglio dovuto in favore degli aventi diritto,
    in conformita’ al valore determinato dal perito nominato dal
    tribunale. Quando l’assegnazione e’ richiesta da piu’ partecipanti
    alla comunione, si fa luogo alla stessa in favore del partecipante
    titolare della quota maggiore o anche in favore di piu’ partecipanti,
    se questi la chiedono congiuntamente. Se non e’ chiesta
    l’assegnazione, si fa luogo alla vendita, a cura dell’Agenzia e
    osservate, in quanto compatibili, le disposizioni del codice di
    procedura civile o, in alternativa, all’acquisizione del bene per
    intero al patrimonio dello Stato per le destinazioni di cui al comma
    3, e gli altri partecipanti alla comunione hanno diritto alla
    corresponsione di una somma equivalente al valore determinato dal
    perito nominato dal tribunale, con salvezza dei diritti dei creditori
    iscritti e dei cessionari. In caso di acquisizione del bene al
    patrimonio dello Stato, il tribunale ordina il pagamento delle somme,
    ponendole a carico del Fondo Unico Giustizia. Qualora il partecipante
    alla comunione non dimostri la propria buona fede, la relativa quota
    viene acquisita a titolo gratuito al patrimonio dello Stato ai sensi
    del primo comma dell’articolo 45.
    7-quater. Le modalita’ di attuazione della disposizione di cui al
    comma 7-ter, ai sensi della quale, in caso di acquisizione del bene
    al patrimonio dello Stato, il tribunale ordina il pagamento delle
    somme, ponendole a carico del Fondo unico giustizia, sono stabilite
    con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto
    con il Ministro della giustizia»;
    f) il comma 10 e’ sostituito dal seguente:
    «10. Il 90 per cento delle somme ricavate dalla vendita di cui al
    comma 5, al netto delle spese per la gestione e la vendita degli
    stessi, affluiscono al Fondo Unico Giustizia per essere riassegnate,
    previo versamento all’entrata del bilancio dello Stato, nella misura
    del quaranta per cento al Ministero dell’interno, per la tutela della
    sicurezza pubblica e per il soccorso pubblico, nella misura del
    quaranta per cento al Ministero della giustizia, per assicurare il
    funzionamento ed il potenziamento degli uffici giudiziari e degli
    altri servizi istituzionali, e, nella misura del venti per cento
    all’Agenzia, per assicurare lo sviluppo delle proprie attivita’
    istituzionali, in coerenza con gli obiettivi di stabilita’ della
    finanza pubblica.»;
    f-bis) dopo il comma 10 e’ inserito il seguente: «10-bis. Il 10 per
    cento delle somme ricavate dalla vendita di cui al comma 5 confluisce
    in un fondo, istituito presso il Ministero dell’interno, per le spese
    di manutenzione ordinaria e straordinaria dei beni di cui al comma 3,
    lettera c)»;
    g) dopo il comma 12-bise’ inserito il seguente:
    «12-ter. I beni mobili, anche iscritti in pubblici registri, non
    destinati ai sensi dei commi 12 e 12-bis, possono essere destinati
    alla vendita, con divieto di ulteriore cessione per un periodo non
    inferiore a un anno, nel rispetto di quanto previsto dal comma 5,
    sesto periodo, ovvero distrutti.»;
    h) dopo il comma 15-tere’ aggiunto, in fine, il seguente:
    «15-quater. I beni di cui al comma 5 che rimangono invenduti,
    decorsi tre anni dall’avvio della relativa procedura, sono mantenuti
    al patrimonio dello Stato con provvedimento dell’Agenzia. La relativa
    gestione e’ affidata all’Agenzia del demanio.».
    3-bis. All’articolo 51, comma 3-ter, del decreto legislativo 6
    settembre 2011, n. 159, le parole: «Qualora sussista un interesse di
    natura generale» sono sostituite dalle seguenti: «Ai fini del
    perseguimento delle proprie finalita’ istituzionali».
  6. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 3 non devono
    derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le
    Amministrazioni interessate provvedono ai relativi adempimenti con le
    risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
    vigente.

Art. 36-bis

Iscrizione di provvedimenti al registro delle imprese

  1. Nel capo IV del titolo III del libro I del decreto legislativo 6
    settembre 2011, n. 159, dopo l’articolo 51 e’ inserito il seguente:
    «Art. 51-bis (Iscrizione di provvedimenti al registro delle
    imprese). – 1. Il decreto di sequestro di cui all’articolo 20, il
    decreto di confisca di cui all’articolo 24, i provvedimenti di cui
    agli articoli 34 e 34-bis, la nomina dell’amministratore giudiziario
    ai sensi dell’articolo 41, il provvedimento di cui all’articolo 45,
    nonche’ tutti i provvedimenti giudiziari di cui al presente decreto
    comunque denominati, relativi ad imprese, a societa’ o a quote delle
    stesse, sono iscritti al registro delle imprese, su istanza della
    cancelleria, entro il giorno successivo al deposito in cancelleria,
    con le modalita’ individuate dal regolamento emanato ai sensi
    dell’articolo 8, comma 6-bis, della legge 29 dicembre 1993, n. 580.
    Nelle more dell’emanazione del regolamento di cui al periodo
    precedente si applica l’articolo 8, comma 6-ter, della citata legge
    n. 580 del 1993.».

Art. 37

Disposizioni in materia di organizzazione e di organico dell’Agenzia

  1. All’articolo 110, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre
    2011, n. 159, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:1.
    L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni
    sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata e’ posta sotto
    la vigilanza del Ministro dell’interno, ha personalita’ giuridica di
    diritto pubblico ed e’ dotata di autonomia organizzativa e contabile,
    ha la sede principale in Roma e fino a 4 sedi secondarie istituite
    con le modalita’ di cui all’articolo 112, nei limiti delle risorse
    ordinarie iscritte nel proprio bilancio.».
  2. All’articolo 112 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
    159, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 4:
    1) dopo la lettera c) e’ inserita la seguente: «c-bis) provvede
    all’istituzione, in relazione a particolari esigenze, fino a un
    massimo di quattro sedi secondarie, in regioni ove sono presenti in
    quantita’ significativa beni sequestrati e confiscati alla
    criminalita’ organizzata, nei limiti delle risorse di cui
    all’articolo 110, comma 1;»;
    2) la lettera h) e’ sostituita dalla seguente: «h) approva il
    bilancio preventivo e il conto consuntivo;»;
    b) al comma 5, alla lettera a) la parola «, h)» e’ soppressa.
  3. All’articolo 113-bis del decreto legislativo 6 settembre 2011,
    n. 159, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 2, primo periodo, dopo le parole «si provvede» sono
    inserite le seguenti: «, nel limite di cento unita’»;
    b) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
    «2-bis. Per la copertura delle ulteriori settanta unita’ di
    incremento della dotazione organica, il reclutamento avviene mediante
    procedure selettive pubbliche, in conformita’ alla legislazione
    vigente in materia di accesso agli impieghi nelle pubbliche
    amministrazioni. Per l’espletamento delle suddette procedure
    concorsuali, il Dipartimento per le politiche del personale
    dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e
    finanziarie del Ministero dell’interno collabora con l’Agenzia. Gli
    oneri per lo svolgimento delle procedure concorsuali sono a carico
    dell’Agenzia.»;
    c) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
    «4-bis. Nell’ambito della contrattazione collettiva 2019/2021 viene
    individuata l’indennita’ di amministrazione spettante agli
    appartenenti ai ruoli dell’Agenzia, in misura pari a quella
    corrisposta al personale della corrispondente area del Ministero
    della giustizia.
    4-ter. Oltre al personale di cui al comma 1, l’Agenzia e’
    autorizzata ad avvalersi di una aliquota non superiore a 100 unita’
    di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche
    amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
    legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ ad enti pubblici
    economici. Nei limiti complessivi della stessa quota l’Agenzia puo’
    avvalersi in posizione di comando di personale delle Forze di polizia
    ad ordinamento civile e militare con qualifica non dirigenziale fino
    a un massimo di 20 unita’. Il predetto personale e’ posto in
    posizione di comando, distacco o fuori ruolo anche in deroga alla
    vigente normativa generale in materia di mobilita’ temporanea e nel
    rispetto di quanto previsto dall’articolo 17, comma 14, della legge
    15 maggio 1997, n. 127, conservando lo stato giuridico e il
    trattamento economico fisso, continuativo ed accessorio, secondo
    quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, con oneri a carico
    dell’amministrazione di appartenenza e successivo rimborso da parte
    dell’Agenzia all’amministrazione di appartenenza dei soli oneri
    relativi al trattamento accessorio.».
  4. Per l’attuazione del comma 3, letterab), e’ autorizzata la spesa
    di 570.000 euro per l’anno 2019 e 3.400.000 euro a decorrere
    dall’anno 2020. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo

Art. 37-bis

Disposizioni in materia di funzionamento dell’Agenzia

  1. All’articolo 113 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
    159, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
    «3. Sulla base di apposite convenzioni, anche onerose, l’Agenzia,
    per l’assolvimento dei suoi compiti e delle attivita’ istituzionali,
    puo’ richiedere, nei limiti degli stanziamenti del proprio bilancio,
    la collaborazione di amministrazioni centrali dello Stato, ivi
    comprese societa’ e associazioni in house ad esse riconducibili di
    cui puo’ avvalersi con le medesime modalita’ delle amministrazioni
    stesse, di Agenzie fiscali o di enti pubblici».

Art. 38

Deroga alle regole sul contenimento della spesa degli enti pubblici e
disposizioni abrogative

  1. All’articolo 118 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
    159, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
    «3-bis. Al fine di assicurare la piena ed efficace realizzazione
    dei compiti affidati all’Agenzia le disposizioni di cui all’articolo
    6, commi 7, 8, 9, 12 e 13 e 14, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
    78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
    122, di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012,
    n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
    135, nonche’ di cui all’articolo 2, commi da 618 a 623, della legge
    24 dicembre 2007, n. 244, non trovano applicazione nei confronti
    dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei
    beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata fino al
    terzo esercizio finanziario successivo all’adeguamento della
    dotazione organica di cui all’articolo 113-bis, comma 1. Allo scadere
    della deroga di cui al presente comma, entro 90 giorni, con decreto
    del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e
    delle finanze su proposta dell’Agenzia vengono stabiliti i criteri
    specifici per l’applicazione delle norme derogate sulla base delle
    spese sostenute nel triennio.».
  2. Per l’attuazione del comma 1, e’ autorizzata la spesa di 66.194
    euro a decorrere dal 2018. Ai relativi oneri si provvede ai sensi
    dell’articolo 39.
  3. Al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, i commi 7 e 8
    dell’articolo 52 sono abrogati.
  4. L’articolo 1, comma 291, della legge 27 dicembre 2017, n. 205,
    e’ abrogato.

Art. 38-bis

Disposizioni a sostegno delle vittime delle attivita’ di estorsione e
dell’usura

  1. Alla legge 23 febbraio 1999, n. 44, sono apportate le seguenti
    modificazioni:
    a) all’articolo 13, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
    «2-bis. Non possono far parte dell’elenco di cui al comma 2
    associazioni ed organizzazioni che, al momento dell’accettazione
    della domanda di iscrizione, non siano in regola con la
    documentazione antimafia di cui al libro II, capi dal I al IV, del
    decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159»;
    b) all’articolo 13, comma 3, le parole «centoventi giorni» sono
    sostituite dalle seguenti: «ventiquattro mesi»;
    c) all’articolo 14, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
    «1-bis. Qualora dalla disponibilita’ dell’intera somma dipenda la
    possibilita’ di riattivare in maniera efficiente l’attivita’
    imprenditoriale, previa concessione di provvisionale, ovvero di altre
    misure cautelari, da parte del giudice nel corso del giudizio
    relativo all’evento delittuoso posto a base dell’istanza, possono
    essere erogate somme di denaro a titolo di anticipo dell’elargizione,
    sino a concorrenza dell’intero ammontare»;
    d) all’articolo 19, al comma 1, lettera d), sono aggiunte, in
    fine, le seguenti parole:
    «I membri di cui alla presente lettera devono astenersi dal
    prendere parte all’attivita’ del Comitato, incluse eventuali
    votazioni, quando sono chiamati ad esprimersi su richiedenti
    l’accesso al fondo di cui all’articolo 18 i quali siano, ovvero siano
    stati nei dieci anni precedenti, membri delle loro associazioni
    ovvero abbiano ricevuto supporto in sede di giudizio dalle medesime
    associazioni. Ogni decisione assunta in violazione di quanto previsto
    dal precedente periodo e’ da considerarsi nulla»;
    e) all’articolo 19, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
    «1-bis. In un’apposita sezione del sito internet del Ministero
    dell’interno sono pubblicati i decreti di nomina dei componenti di
    cui al comma 1, lettera d).»;
    f) all’articolo 20, al comma 1, le parole «trecento giorni» sono
    sostituite dalle seguenti: «due anni a decorrere dal provvedimento di
    sospensione. Non sono dovuti interessi di mora nel frattempo
    eventualmente maturati».
  2. All’articolo 14, comma 5, della legge 7 marzo 1996, n. 108, la
    parola «sei» e’ sostituita dalla seguente: «ventiquattro».

Titolo IV
DISPOSIZIONI FINANZIARIE E FINALI

Art. 39

Copertura finanziaria

  1. Agli oneri derivanti dagli articoli 9, 18, comma 3,
    limitatamente all’anno 2018, 22, 22-bis, 34, 37 e 38, pari a
    21.851.194 euro per l’anno 2018, a 75.028.329 euro per l’anno 2019, a
    84.477.109 euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2025, a
    35.327.109 euro per l’anno 2026 e a 10.327.109 euro a decorrere
    dall’anno2027, si provvede:
    a) quanto a 5.900.000 euro per l’anno 2019 e a 5.000.000 di euro
    annui a decorrere dall’anno 2020, mediante corrispondente riduzione
    dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai
    fini del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del programma
    «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»
    dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze
    per l’anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento
    del Ministero dell’interno;
    a-bis) quanto a 4.635.000 euro per l’anno 2018, mediante
    corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di
    parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020,
    nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della
    missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze per l’anno 2018, allo scopo
    parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della
    giustizia;
    a-ter) quanto a 2.000.000 di euro per l’anno 2018, a 15.000.000 di
    euro per l’anno 2019 e a 25.000.000 di euro per ciascuno degli anni
    dal 2020 al 2026, mediante corrispondente riduzione dello
    stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini
    del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del programma «Fondi di
    riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato
    di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
    2018, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
    al Ministero della giustizia;
    b) quanto a 15.150.000 euro per l’anno 2018 e a 49.150.000 euro
    per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, mediante corrispondente
    riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale
    iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del
    programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
    ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
    delle finanze per l’anno 2018, allo scopo utilizzando
    l’accantonamento relativo al Ministero dell’interno;
    c) quanto a 66.194 euro per l’anno 2018, a 4.978.329 euro per
    l’anno 2019, a 5.327.109 euro annui a decorrere dall’anno 2020,
    mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle entrate di cui
    all’articolo 18, comma 1, lettera a), della legge 23 febbraio 1999,
    n. 44, affluite all’entrata del bilancio dello Stato, che restano
    acquisite all’erario.
  2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
    apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 40

Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
    quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
    Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
    in legge.

Legge 16 novembre 2018, n. 130

Legge 16 novembre 2018, n. 130

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze. (18G00157)

(SO n. 55 alla GU n. 269 del 19-11-2018)

Legge 21 settembre 2018, n. 108

Legge 21 settembre 2018, n. 108

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. (18G00134)

(GU Serie Generale n.220 del 21-09-2018)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

  1. Il decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di
    termini previsti da disposizioni legislative, e’ convertito in legge
    con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
  2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
    della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 21 settembre 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

NOTE

Avvertenza:

Il decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, e’ stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n.
171 del 25 luglio 2018.
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri),
le modifiche apportate dalla presente legge di conversione
hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di
conversione e’ pubblicato in questa stessa Gazzetta
Ufficiale alla pag. 27.


AVVISO DI RETTIFICA

Comunicato relativo alla legge 21 settembre 2018, n. 108, recante: «Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative». (Legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 220 del 21 settembre 2018). (18A06726)

(GU Serie Generale n.240 del 15-10-2018)

Nella legge citata in epigrafe, pubblicata nella sopra indicata Gazzetta Ufficiale, alla pagina 7, alla novella dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, dove e’ scritto: «b) i commi da 479 a 500 sono abrogati.», leggasi: «b) i commi da 497 a 500 sono abrogati.».


TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 25 luglio 2018, n. 91

Testo del decreto-legge 25 luglio 2018, n. 91 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 171 del 25 luglio 2018), coordinato con la legge di conversione 21 settembre 2018, n. 108 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale – alla pag. 1), recante: «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative». (18A06166)

(GU Serie Generale n.220 del 21-09-2018)

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n.1092, nonche’ dell’art.10, commi 2 e 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto,
trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( … )).
A norma dell’art.15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1

Proroga di termini in materia di enti territoriali

  1. All’articolo 4, comma 6-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2015,
    n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 febbraio 2016,
    n. 21, al primo e al terzo periodo, le parole «Per gli anni 2016 e
    2017» sono sostituite dalle seguenti: «Per gli anni 2016, 2017 e
    2018».
  2. Il mandato dei presidenti di provincia e dei consigli
    provinciali in scadenza tra la data di entrata in vigore del presente
    decreto-legge e il 31 ottobre 2018 e’ prorogato fino a tale data,
    anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 1, commi 65 e 69,
    della legge 7 aprile 2014, n. 56, e le elezioni per il rinnovo delle
    cariche predette si tengono il 31 ottobre 2018, contestualmente alle
    elezioni del rispettivo consiglio provinciale o presidente di
    provincia, qualora sia in scadenza per fine mandato entro il 31
    dicembre 2018. (( In occasione delle elezioni del 31 ottobre 2018, di
    cui al primo periodo del presente comma, in deroga a quanto previsto
    dall’articolo 1, comma 60, della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono
    eleggibili a presidente della provincia i sindaci della provincia, il
    cui mandato scada non prima di dodici mesi dalla data di svolgimento
    delle elezioni. ))
    (( 2-bis. All’articolo 1, comma 1120, lettera a), della legge 27
    dicembre 2017, n. 205, le parole: « 31 dicembre 2018 » sono
    sostituite dalle seguenti: « 30 giugno 2019 ».
    2-ter. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
    legge di conversione del presente decreto e’ istituito, presso la
    Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, un tavolo
    tecnico-politico per la redazione di linee guida finalizzate
    all’avvio di un percorso di revisione organica della disciplina in
    materia di ordinamento delle province e delle citta’ metropolitane,
    al superamento dell’obbligo di gestione associata delle funzioni e
    alla semplificazione degli oneri amministrativi e contabili a carico
    dei comuni, soprattutto di piccole dimensioni.
    2-quater. Nelle more della complessiva riforma delle procedure di
    risanamento contemplate dal titolo VIII della parte seconda del testo
    unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, qualora sia stato
    presentato o approvato, alla data del 30 novembre 2018, un piano di
    riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’articolo 243-bis del
    medesimo testo unico, rimodulato o riformulato ai sensi dei commi 5 e
    5-bis del medesimo articolo 243-bis e dell’articolo 1, comma 714,
    della legge 28 dicembre 2015, n. 208, la verifica di cui al comma 7
    dell’articolo 243-quater del predetto testo unico di cui al decreto
    legislativo n. 267 del 2000 sul raggiungi-mento degli obiettivi
    intermedi e’ effettuata all’esito dell’approvazione del rendiconto
    dell’esercizio 2018 e comunque non oltre il termine di cui
    all’articolo 227, comma 2, del citato testo unico. Ai soli fini
    istruttori, rimane fermo l’obbligo dell’organo di revisione di
    provvedere alla trasmissione della relazione di cui al comma 6 del
    citato articolo 243-quater nei termini e con le modalita’ ivi
    previsti. Il mancato adeguamento dei tempi di pagamento dei debiti
    commerciali di cui alla normativa vigente non costituisce motivo per
    il diniego delle riformulazioni o rimodulazioni di cui al citato
    articolo 243-bis, fermo restando il rispetto dei termini di pagamento
    oggetto di accordo con i creditori di cui al piano riformulato o
    rimodulato.
    2-quinquies. Non si applicano le norme vigenti in contrasto con
    quanto disposto al comma 2-quater.
    2-sexies. Le sanzioni di cui all’articolo 1, comma 475, della legge
    11 dicembre 2016, n. 232, relative al mancato rispetto per l’anno
    2017 del saldo non negativo di cui al comma 466 del medesimo articolo
    1, non trovano applicazione nei confronti delle province e delle
    citta’ metropolitane delle regioni a statuto ordinario, della Regione
    siciliana e della Sardegna. ))

(( Art. 1 bis

Proroga di termini in materia di spazi finanziari degli enti locali

  1. Nell’anno 2018, le regioni e le pro-vince autonome di Trento e
    di Bolzano possono rendere disponibili ulteriori spazi finanziari per
    gli enti locali del proprio territorio ai sensi dell’articolo 2,
    comma 8, del regolamento di cui al decreto del Presidente del
    Consiglio dei ministri 21 febbraio 2017, n. 21, nell’ambito delle
    intese regionali di cui all’articolo 10 della legge 24 dicembre 2012,
    n. 243. A tal fine, per il corrente anno, le regioni e le province
    autonome di Trento e di Bolzano comunicano, entro il 30 settembre
    2018, agli enti locali interessati i saldi obiettivo rideterminati e
    al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
    Ragioneria generale dello Stato, attraverso il sistema web dedicato
    al pareggio di bilancio, con riferimento a ciascun ente locale e alla
    stessa regione o provincia autonoma, gli elementi informativi
    occorrenti per la verifica del mantenimento del rispetto del saldo di
    cui all’articolo 9, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 243. ))

Art. 2

Proroga di termini in materia di giustizia

  1. All’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre
    2017, n. 216, le parole «dopo il centottantesimo giorno successivo
    alla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite
    dalle seguenti: «dopo il 31 marzo 2019».
  2. L’efficacia delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 77,
    78, 79 e 80, della legge 23 giugno 2017, n. 103, fatta salva
    l’eccezione di cui al comma 81 dello stesso articolo 1 per le persone
    che si trovano in stato di detenzione per i delitti ivi indicati, e’
    sospesa dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al
    15 febbraio 2019.
    (( 3. All’articolo 10 del decreto legislativo 19 febbraio 2014, n.
    14, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, le parole: « 31 dicembre 2016 » sono sostituite
    dalle seguenti: « 31 dicembre 2021 »; conseguentemente, il termine di
    cui al comma 13 del medesimo articolo 10 del decreto legislativo n.
    14 del 2014, limitatamente alla sezione distaccata di Ischia, e’
    prorogato al 1º gennaio 2022;
    b) al comma 2, le parole: « 31 dicembre 2016 » sono sostituite
    dalle seguenti: « 31 dicembre 2021 »; conseguentemente, il termine di
    cui al comma 13 del medesimo articolo 10 del decreto legislativo n.
    14 del 2014, limitatamente alla sezione distaccata di Lipari, e’
    prorogato al 1° gennaio 2022;
    c) al comma 3, le parole: « 31 dicembre 2016 » sono sostituite
    dalle seguenti: « 31 dicembre 2021 »; conseguentemente, il termine di
    cui al comma 13 del medesimo articolo 10 del decreto legislativo n.
    14 del 2014, limitatamente alla sezione distaccata di Portoferraio,
    e’ prorogato al 1º gennaio 2022. ))
    (( 3-bis. Dall’attuazione del comma 3 non devono derivare nuovi o
    maggiori oneri per la finanza pubblica.
    3-ter. All’articolo 19, comma 1, della legge 16 febbraio 1913, n.
    89, le parole: « entro il 28 febbraio di ciascun anno » sono
    sostituite dalle seguenti: « entro il 26 febbraio di ciascun anno ».
    3-quater. All’articolo 49, comma 1, della legge 31 dicembre 2012,
    n. 247, la parola: « cinque » e’ sostituita dalla seguente: « sette
    ». ))

Art. 3

Proroga di termini in materia di ambiente (( , di vendita di energia
elettrica e gas naturale e di energia ))

  1. Il termine per la denuncia del possesso di esemplari di specie
    esotiche invasive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto
    legislativo 15 dicembre 2017, n. 230, iscritte nell’elenco
    dell’Unione alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, e’
    prorogato al 31 agosto 2019.
    (( 1-bis. All’articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 59, le parole: « a decorrere dal 1ºluglio 2019 » sono
    sostituite dalle seguenti: « a decorrere dal 1º luglio 2020 »;
    b) al comma 60, le parole: « a decorrere dal 1º luglio 2019 » sono
    sostituite dalle seguenti: « a decorrere dal 1º luglio 2020 ».
    1-ter. Per gli impianti geotermoelettrici che rispettano i
    requisiti di cui all’articolo 1, comma 3-bis, del decreto legislativo
    11 febbraio 2010, n. 22, ivi inclusi gli impianti autorizzati dalle
    regioni o dalle province delegate che rispettano i medesimi
    requisiti, e per gli impianti solari termodinamici, inseriti in
    posizione utile nelle graduatorie pubblicate dal Gestore dei servizi
    energetici GSE Spa, a seguito delle procedure di registro di cui al
    decreto del Ministro dello sviluppo economico 23 giugno 2016,
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 29 giugno 2016, il
    termine per l’entrata in esercizio di cui all’articolo 11, comma 1,
    del medesimo decreto ministeriale 23 giugno 2016, e’ prorogato di
    ventiquattro mesi. Dall’attuazione del presente comma non devono
    derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. ))

Art. 4

Proroghe di termini in materia di infrastrutture

  1. All’articolo 1, comma 165, quarto periodo, della legge 13 luglio
    2015, n. 107, le parole: «entro il 30 settembre 2018» sono sostituite
    dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2019».
    (( 1-bis. All’articolo 1, comma 1078, della legge 27 dicembre 2017,
    n. 205, le parole: « 31 marzo » sono sostituite dalle seguenti: « 30
    giugno ». ))
  2. All’articolo 9, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n.
    244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n.
    19, la parola «2018», ovunque presente, e’ sostituita dalla seguente:
    «2019».
  3. Le disposizioni di cui all’articolo 39, comma 1, lettera b), del
    decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, relative
    all’obbligatorieta’ della patente nautica per la conduzione di unita’
    aventi motore di cilindrata superiore a 750 cc a iniezione a due
    tempi, si applicano a decorrere dal 1º gennaio 2019.
    (( 3-bis. All’articolo 27, comma 2, lettera d), secondo periodo,
    del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, le parole: « alla
    medesima data » sono sostituite dalle seguenti: « entro il 2 dicembre
    2018 dell’avviso ».
    3-ter. All’articolo 39, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2017,
    n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n.
    96, le parole: « per il quadriennio 2017-2020 » sono sostituite dalle
    seguenti: « per l’anno 2017 » e le parole: « di ciascun anno » sono
    soppresse.
    3-quater. Nelle more dell’interlocuzione con la Commissione europea
    in ordine al modulo organizzativo per l’affidamento della concessione
    dell’infrastruttura autostradale A22 Brennero-Modena, all’articolo
    13-bis del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.148, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) al comma 3, le parole: « entro il 15 novembre di ciascun anno »
    sono sostituite dalle seguenti: « entro il 15 dicembre di ciascun
    anno »;
    b) al comma 4, le parole: « entro il 30 settembre 2018 » sono
    sostituite dalle seguenti: « entro il 30 novembre 2018 ». ))

(( Art. 4 bis

Proroga di termini in materia di emittenti radiotelevisive locali

  1. All’articolo 4, comma 2, ultimo periodo, del decreto del
    Presidente della Repubblica 23 agosto 2017, n. 146, recante il
    regolamento, da intendersi qui integralmente riportato, concernente i
    criteri di riparto tra i soggetti beneficiari e le procedure di
    erogazione delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione
    dell’informazione in favore delle emittenti televisive e radiofoniche
    locali, in attuazione degli obiettivi di pubblico interesse di cui
    all’articolo 1, comma 163, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, per
    l’assegnazione delle risorse del Fondo di cui all’articolo 1, comma
    160, lettera b), della citata legge n. 208 del 2015, e successive
    modificazioni, destinate alle emittenti radiofoniche e televisive
    locali, al fine di estendere il regime transitorio anche all’anno
    2019, dopo le parole: « alla data di presentazione della domanda »
    sono aggiunte le seguenti: « , mentre per le domande inerenti
    all’anno 2019 si prende in considerazione il numero medio di
    dipendenti occupati nell’esercizio precedente, fermo restando che il
    presente requisito dovra’ essere posseduto anche all’atto della
    presentazione della domanda ». ))

Art. 5

Proroga di termini (( in materia di lavoro e di politiche sociali ))

  1. All’articolo 10 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n.
    147, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, le parole «A decorrere dal 2018» sono sostituite
    dalle seguenti: «A decorrere dal 2019»;
    b) al comma 3, primo periodo, le parole «e’ stabilita la data a
    partire dalla quale e’ possibile, in via sperimentale per un periodo
    di almeno sei mesi, accedere alla modalita’ di presentazione della
    DSU,» sono sostituite dalle seguenti: «e’ stabilita la data a partire
    dalla quale e’ possibile accedere alla modalita’ precompilata di
    presentazione della DSU, nonche’ la data a partire dalla quale e’
    avviata una sperimentazione in materia,»;
    c) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
    «4. A decorrere dal 1º gennaio 2019, la DSU ha validita’ dal
    momento della presentazione fino al successivo 31 agosto. In ciascun
    anno, a decorrere dal 2019, all’avvio del periodo di validita’
    fissato al 1º settembre, i dati sui redditi e i patrimoni presenti in
    DSU sono aggiornati prendendo a riferimento l’anno precedente.».
    (( 1-bis. All’articolo 1, comma 155, quinto periodo, della legge 27
    dicembre 2017, n. 205, le parole: «entro il 30 settembre 2018 » sono
    sostituite dalle seguenti: « entro il 15 novembre 2018 ». ))

Art. 6

Proroga di termini in materia di istruzione e universita’

  1. Il termine previsto dall’articolo 8, comma 3, del decreto del
    Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95, come modificato
    dall’articolo 4, comma 5-sexies, del decreto-legge 30 dicembre 2016,
    n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017,
    n. 19, e’ prorogato (( , per le procedure pendenti alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, )) al 31 ottobre 2018.
  2. All’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2013,
    n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013,
    n. 128, le parole «e 2017-2018» sono sostituite dalle seguenti: «,
    2017-2018 e 2018-2019».
  3. All’articolo 37, comma 5, del decreto legislativo 13 aprile
    2017, n. 64, le parole «dall’anno scolastico 2018/19» sono sostituite
    dalle seguenti: «dall’anno scolastico 2019/2020. La validita’ delle
    graduatorie vigenti per l’anno scolastico 2017/18 e’ prorogata per
    l’anno scolastico 2018/2019 per le assegnazioni temporanee di cui
    all’articolo 24 e per le destinazioni all’estero sui posti che si
    rendono disponibili nell’ambito dei contingenti di cui agli articoli
    18, comma 1, e 35, comma 2».
    (( 3-bis. All’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre
    2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
    2017, n. 19, le parole: « al 31 dicembre 2017 » sono sostituite dalle
    seguenti: « al 31 dicembre 2018 ».
    3-ter. All’articolo 4, comma 2-bis, del decreto-legge 30 dicembre
    2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
    2017, n. 19, le parole: « al dicembre 2017 » sono sostituite dalle
    seguenti: « al 31 dicembre 2018 ».
    3-quater. L’applicazione della disposizione di cui all’articolo 5,
    comma 1, secondo periodo, del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, e’
    prorogata all’anno scolastico 2018/2019 e al calendario dei servizi
    educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di forma-zione
    professionale regionale 2018/2019; in caso di presentazione della
    dichiara-zione sostitutiva resa ai sensi del testo unico di cui al
    decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, la
    documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni
    obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2019.
    3-quinquies. All’articolo 20-bis, comma 4, del decreto-legge 9
    febbraio 2017, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
    aprile 2017, n. 45, le parole: « Entro il 31 agosto 2018 » sono
    sostituite dalle seguenti: « Entro il 31 dicembre 2018 ».
    3-sexies. Le risorse stanziate per la Carta elettronica per
    l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle
    istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, istituita
    dall’articolo 1, comma 121, della legge 13 luglio 2015, n. 107,
    relative all’anno scolastico 2016/2017, possono essere utilizzate
    entro il 31 dicembre 2018.
    3-septies. Il termine di entrata in vigore dell’articolo 13, comma
    2, lettera b), e dell’articolo 14, comma 3, sesto periodo,
    limitatamente al sostenimento della prova a carattere nazionale
    predisposta dall’INVALSI, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n.
    62, e’ differito dal 1° settembre 2018 al 1° settembre 2019.
    3-octies. Nelle more della revisione della disciplina dei percorsi
    di alternanza scuola-lavoro, il termine di entrata in vigore
    dell’articolo 13, comma 2, lettera c), nonche’ dell’articolo 14,
    comma 3, sesto periodo, limitatamente alle attivita’ assimilabili
    all’alternanza scuola-lavoro, del decreto legislativo 13 aprile 2017,
    n. 62, e’ differito dal 1° settembre 2018 al 1° settembre 2019. ))

Art. 7

Proroga di termini in materia di cultura

1.All’articolo 1, comma 626, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
al primo periodo, dopo le parole «nell’anno 2017» sono inserite le
seguenti: «e nell’anno 2018».

Art. 8

Proroga di termini in materia di salute

  1. All’articolo 118, comma 1-bis, secondo periodo, del decreto
    legislativo 6 aprile 2006, n. 193, le parole «A decorrere dal 1°
    settembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dal ((
    1° gennaio 2019». ))
  2. All’articolo 8, comma 1-bis, secondo periodo, del decreto
    legislativo 3 marzo 1993, n. 90, le parole «A decorrere dal 1°
    settembre 2018» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dal ((
    1° gennaio 2019». ))
  3. All’articolo 2, comma 67-bis, della legge 23 dicembre 2009, n.
    191, al quinto periodo, le parole «e per l’anno 2017», sono
    sostituite dalle seguenti: «, per l’anno 2017 e per l’anno 2018».
  4. All’articolo 16 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 2, primo periodo, le parole «nel periodo 2015-2017»,
    sono sostituite dalle seguenti: «nel periodo 2018-2020»;
    b) al comma 2-bis, le parole «Nel periodo 2015-2017» sono
    sostituite dalle seguenti: «Nel periodo 2018-2020».».
    (( 4-bis. I termini per il pagamento delle somme dovute ai sensi
    dei commi 1 e 1-bis dell’articolo 62-quater del testo unico di cui al
    decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono sospesi fino al 18
    dicembre 2018.
    4-ter. All’articolo 1, comma 590, ultimo periodo, della legge 23
    dicembre 2014, , le parole: « 31 dicembre 2018 » sono sostituite
    dalle seguenti: « 31 dicembre 2019 ». ))

(( Art. 8 bis

Modifica al decreto legislativo 10 febbraio 2017, n. 29

  1. All’articolo 6 del decreto legislativo 10 febbraio 2017, n. 29,
    dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:
    « 3-bis. Per i produttori artigianali che gia’ operano e’ prevista
    la riapertura dei termini di cui al comma 3 per un periodo di
    centoventi giorni a decorrere dalla data di entrata in vigore della
    presente disposizione ». ))

Art. 9

Proroga di termini in materia di eventi sismici

  1. All’articolo 1-septies del decreto-legge 29 maggio 2018, n. 55,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2018, n. 89, le
    parole: «centottanta giorni» sono sostituite dalle parole: «trecento
    giorni».
    (( 1-bis. La proroga di cui al comma 1 si applica anche ai
    contribuenti per i quali i termini di comunicazione dei dati siano
    scaduti precedentemente alla data di entrata in vigore del presente
    decreto. ))
    (( 2. All’articolo 1, comma 436-bis, della legge 23 dicembre 2014,
    n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) alla lettera c), le parole: « 75 per cento » sono sostituite
    dalle seguenti: « 50 per cento »;
    b) alla lettera d), le parole: « 100 per cento » sono sostituite
    dalle seguenti: « 75 per cento »;
    c) dopo la lettera d) e’ aggiunta la seguente:
    « d-bis) a decorrere dall’anno 2021, in misura pari al 100 per
    cento dell’importo della riduzione non applicata ». ))
    (( 2-bis. All’articolo 8, comma 4, del decreto-legge 17 ottobre
    2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre
    2016, n. 229, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al primo periodo, le parole: « 31 dicembre 2018 » sono
    sostituite dalle seguenti: « 30 giugno 2019 »;
    b) al secondo periodo, le parole: « 31 luglio 2019 » sono
    sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2019 ».
    2-ter. All’articolo 18-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.
    189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.
    229, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, alinea, le parole: « e 2017/2018 » sono sostituite
    dalle seguenti: « , 2017/2018 e 2018/2019 »;
    b) al comma 1, lettera a), le parole: « e 2017/2018 » sono
    sostituite dalle seguenti: « , 2017/2018 e 2018/2019 »;
    c) al comma 2, le parole: « ed euro 5 milioni nell’anno 2018 » sono
    sostituite dalle seguenti: « , euro 8 milioni nell’anno 2018 ed euro
    4,5 milioni nell’anno 2019 »;
    d) al comma 5, alinea, le parole: « ed euro 5 milioni nell’anno
    2018 » sono sostituite dalle seguenti: « , euro 8 milioni nell’anno
    2018 ed euro 4,5 milioni nell’anno 2019 »;
    e) al comma 5, dopo la lettera b) sono aggiunte le seguenti:
    « b-bis) quanto a euro 3 milioni nel 2018 ed euro 3,6 milioni nel
    2019, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa
    di cui all’articolo 1, comma 123, della legge 13 luglio 2015, n. 107;
    b-ter) quanto a euro 900.000 nell’anno 2019, mediante
    corrispondente riduzione del Fondo di funzionamento di cui
    all’articolo 1, comma 601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 »; ))
    f) dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
    (( « 5-bis. Il Fondo di funzionamento di cui all’articolo 1, comma
    601, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e’ incrementato di euro
    600.000 nell’anno 2018. A tale incremento si da’ copertura mediante
    corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
    all’articolo 1, comma 123, della legge 13 luglio 2015, n. 107 »; ))
    g) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: (( « Misure urgenti per
    lo svolgimento degli anni scolastici 2016/2017, 2017/2018 e 2018/2019
    ». ))
    (( 2-quater. Le disposizioni di cui all’articolo 18-bis del
    decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, come modificate dal comma
    2-ter, si applicano anche ai comuni di Casamicciola Terme, Forio e
    Lacco Ameno, colpiti dall’evento sismico del 21 agosto 2017.
    2-quinquies. All’articolo 2-bis, comma 24, del decreto-legge 16
    ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
    dicembre 2017, n. 172, le parole: « 1° gennaio 2019 » sono sostituite
    dalle seguenti: « 1° gennaio 2020 ».
    2-sexies. Le proroghe dei termini di scadenza previsti dalle
    disposizioni di cui all’articolo 2-bis, comma 24, del decreto-legge
    16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
    dicembre 2017, n. 172, si applicano anche ai comuni di Casamicciola
    Terme, Lacco Ameno e Forio in ragione degli eventi sismici
    verificatisi il 21 agosto 2017.
    2-septies. All’articolo 20-bis, comma 1, del decreto-legge 17
    ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
    dicembre 2016, n. 229, le parole: « e di 13 milioni di euro per
    l’anno 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « , di 13 milioni di
    euro per l’anno 2018 e di 5 milioni di euro per l’anno 2019 ».
    2-octies. All’onere di cui al comma 2-septies, pari a 5 milioni di
    euro per l’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione
    del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui
    all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
    ))

(( Art. 9 bis

Proroghe di termini in materia di strutture turistico-ricettive

  1. Limitatamente ai rifugi alpini, il termine di cui all’articolo
    38, comma 2, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e’ prorogato al 31
    dicembre 2019. ))

(( Art. 9 ter

Modifiche all’articolo 8-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.
189, in materia di interventi edilizi eseguiti per immediate
esigenze abitative a seguito di eventi sismici

  1. All’articolo 8-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229,
    sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, secondo
    periodo, le parole: « in sostituzione, temporanea o parziale » sono
    sostituite dalle seguenti: « in sostituzione temporanea, anche se
    parziale »;
    b) al comma 2:
    1) dopo le parole: « dell’edificio distrutto o danneggiato » sono
    inserite le seguenti: « ovvero dall’assegnazione di altra soluzione
    abitativa da parte dell’autorita’ competente »;
    2) dopo le parole: « decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 »
    sono aggiunte le seguenti: « , le sanzioni di cui all’articolo 44 del
    testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6
    giugno 2001, n. 380, nonche’ le sanzioni previste per violazione di
    ogni altra disposizione in materia edilizia o paesaggistica »;
    c) al comma 3:
    1) le parole: « e le misure di sequestro preventivo » sono
    soppresse;
    2) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per i lavori e le
    opere che rispettino le condizioni di cui al comma 1, sono revocati,
    a norma delle pertinenti disposizioni del codice di procedura penale,
    i provvedimenti di sequestro, probatorio o preventivo, adottati sino
    alla data del 25 luglio 2018 per violazione della disciplina edilizia
    o paesaggistica ». ))

(( Art. 9 quater

Estensione delle misure di sostegno al reddito dei lavoratori

  1. Per l’anno 2018, le risorse finanziarie di cui all’articolo 44,
    comma 11-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, come
    ripartite tra le regioni con i decreti del Ministro del lavoro e
    delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e
    delle finanze, 12 dicembre 2016, n. 1, e 5 aprile 2017, n. 12,
    possono essere destinate dalle regioni interessate, per le medesime
    finalita’, nei limiti della parte non utilizzata, anche a favore
    delle imprese e dei lavoratori che operino nelle aree interessate
    dagli accordi di programma per la reindustrializzazione delle aree di
    crisi, stipulati ai sensi dell’articolo 2 della legge 23 luglio 2009,
    n. 99. ))

Art. 10

Proroga di termini in materia di sport

  1. Al fine di consentire l’ultimazione delle opere previste per
    l’Universiade Napoli 2019, il termine previsto dall’articolo 1, comma
    378, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, e’ prorogato al 31 maggio
    2019, e al comma 375, del medesimo articolo, le parole da: «con
    decreto del Presidente» sino a: «il quale opera» sono sostituite
    dalle seguenti: «il Direttore dell’Agenzia regionale Universiade 2019
    (ARU) e’ nominato commissario straordinario». Conseguentemente,
    all’articolo 1, comma 379, della legge n. 205 del 2017, il terzo e
    quarto periodo sono sostituiti dai seguenti: «Il commissario, previa
    intesa con il sindaco in caso di interventi da realizzare nell’ambito
    territoriale del comune di Napoli, assicura la realizzazione degli
    interventi di cui al comma 375. A tale scopo e’ costituita una cabina
    di coordinamento, della quale fanno parte il commissario
    straordinario, il Presidente della Regione Campania o un suo delegato
    e i sindaci delle citta’ capoluogo di provincia della Campania o loro
    delegati nonche’ dei comuni ove vengano localizzati gli interventi,
    il presidente della FISU, il presidente del CUSI, il presidente del
    CONI o un suo delegato e il presidente dell’ANAC o un suo delegato.».
    (( 1-bis. Al fine di assicurare il pieno perseguimento delle
    proprie finalita’ istituzionali, anche in relazione
    all’organizzazione del Gran Premio d’Italia di Formula 1 presso
    l’autodromo di Monza, sono fissati al 31 dicembre 2018 i termini
    entro cui l’Automobile Club d’Italia (ACI) e gli Automobile Club ad
    esso federati, in quanto enti pubblici a base associativa non
    gravanti sulla finanza pubblica ai sensi dell’articolo 2, comma
    2-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, si adeguano con
    propri regolamenti ai principi generali desumibili dal testo unico di
    cui al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, in materia di
    societa’ a partecipazione pubblica, sulla base delle rispettive
    specificita’ e secondo criteri di razionalizzazione e contenimento
    della spesa. ))

Art. 11

Proroga di termini in materia di banche popolari e gruppi bancari
cooperativi

  1. All’articolo 2, del decreto-legge 14 febbraio 2016, n. 18,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2016, n. 49, al
    comma 1, secondo periodo, e al comma 2, primo periodo, le parole «90
    giorni» sono sostituite dalle seguenti: «180 giorni»; all’articolo 1,
    comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, le parole «18 mesi
    dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di attuazione
    emanate dalla Banca d’Italia ai sensi del medesimo articolo 29» sono
    sostituite dalle seguenti: «il 31 dicembre 2018».
    (( 1-bis. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1106, dopo le parole: « con sentenza del giudice » sono
    inserite le seguenti: « , con pronuncia dell’Arbitro per le
    controversie finanziarie (ACF) »;
    b) al comma 1107:
    1) le parole: « entro novanta giorni dalla data di entrata in
    vigore della presente legge » sono sostituite dalle seguenti: « entro
    il 31 gennaio 2019 »;
    2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Nelle more
    dell’adozione del decreto di cui al presente comma, i risparmiatori
    di cui al comma 1106 gia’ destinatari di pronuncia favorevole
    adottata dall’ACF nonche’ i risparmiatori di cui al medesimo comma
    1106, i cui ricorsi, gia’ presentati, saranno decisi con pronuncia
    favorevole entro il 30 novembre 2018 dall’ACF, possono avanzare
    istanza alla CONSOB, secondo modalita’ dalla stessa stabilite entro
    quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente
    disposi-zione e pubblicate nel sito internet istituzionale della
    medesima Autorita’, al fine di ottenere tempestivamente l’erogazione,
    nella misura del 30 per cento e con il limite massimo di 100.000
    euro, dell’importo liquidato. A tale fine il fondo di cui
    all’articolo 32-ter.1 del testo unico di cui al decreto legislativo
    24 febbraio 1998, n. 58, la cui finalita’, nel limite di 25 milioni
    di euro, e’ estesa anche alle esigenze di cui al presente comma, e’
    integrato dell’importo di 25 milioni di euro per l’anno 2018. Al
    relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione
    dell’autorizzazione di spesa di cui al comma 1106 del presente
    articolo ». ))
  2. All’articolo 37-bis, del decreto legislativo 1º settembre 1993,
    n. 385, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 1, lettera a), la parola «maggioritaria» e’
    sostituita dalle seguenti: «pari ad almeno il sessanta per cento»;
    b) dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
    «2-bis. Lo statuto della capogruppo stabilisce che i componenti
    dell’organo di amministrazione espressione delle banche di credito
    cooperativo aderenti al gruppo siano pari alla meta’ piu’ due del
    numero complessivo dei consiglieri di amministrazione.»;
    c) al comma 3, lettera b), alinea, dopo le parole «finalita’
    mutualistiche» sono inserite le seguenti: «e del carattere
    localistico delle banche di credito cooperativo»;
    d) al comma 3, lettera b), n. 1, dopo le parole «obiettivi
    operativi del gruppo» sono inserite le seguenti: «, tenendo conto di
    quanto previsto dal comma 3-bis,»;
    e) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti:
    «3-bis. Con atto della capogruppo e’ disciplinato il processo
    di consultazione delle banche di credito cooperativo aderenti al
    gruppo in materia di strategie, politiche commerciali, raccolta del
    risparmio ed erogazione del credito nonche’ riguardo al perseguimento
    delle finalita’ mutualistiche. Al fine di tener conto delle
    specificita’ delle aree interessate, la consultazione avviene
    mediante assemblee territoriali delle banche di credito cooperativo,
    i cui pareri non sono vincolanti per la capogruppo.
    3-ter. Le banche del gruppo che, sulla base del sistema di
    classificazione del rischio adottato dalla capogruppo, si collocano
    nelle classi di rischio migliori: a) definiscono in autonomia i
    propri piani strategici e operativi, nel quadro degli indirizzi
    impartiti dalla capogruppo e sulla base delle metodologie da
    quest’ultima definite; b) comunicano tali piani alla capogruppo che
    ne verifica la coerenza con i citati indirizzi; c) nominano i
    componenti dei propri organi di amministrazione e controllo e, in
    caso di mancato gradimento della capogruppo, sottopongono alla
    stessa, ai fini della sostituzione di ogni componente non gradito,
    una lista di tre candidati diversi da quelli gia’ indicati nella
    medesima procedura di nomina, fermi restando i requisiti di cui al
    decreto del Ministro dell’economia e delle finanze adottato ai sensi
    dell’articolo 26. Ogni atto della capogruppo di specificazione del
    sistema di classificazione del rischio previsto nel contratto di
    coesione e’ sottoposto all’approvazione preventiva della Banca
    d’Italia.»;
    f) al comma 7, alinea, prima delle parole «Il Ministro
    dell’economia e delle finanze» e’ inserito il seguente periodo: «Con
    decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
    Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia,
    puo’ essere stabilita una soglia di partecipazione delle banche di
    credito cooperativo al capitale della societa’ capogruppo diversa da
    quella indicata al comma 1, lettera a), tenuto conto delle esigenze
    di stabilita’ del gruppo.»;
    g) al comma 7, la lettera b) e’ soppressa.».

(( Art. 11 bis

Proroga di termini in materia di sospensione della quota capitale dei
mutui e dei finanziamenti

  1. All’articolo 1, comma 246, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) le parole: « dalla data di entrata in vigore della presente
    legge » sono sostituite dalle seguenti: « a decorrere dal 1° ottobre
    2018 »;
    b) le parole: « dal 2015 al 2017 » sono sostituite dalle seguenti:
    « dal 2018 al 2020 ». ))

(( Art. 11 ter

Proroga di termini in materia di iscrizione nel registro delle
imprese e nel REA dei soggetti esercitanti le attivita’ di agente e
rappresentante di commercio

  1. I termini per l’iscrizione e l’aggiornamento della propria
    posizione nel registro delle imprese e nel repertorio delle notizie
    economiche ed amministrative (REA), di cui al decreto del Ministro
    dello sviluppo economico 26 ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale n. 10 del 13 gennaio 2012, sono riaperti a decorrere dalla
    data di entrata in vigore del presente articolo e sino alla data del
    31 dicembre 2018. ))

(( Art. 11 quater

Proroga della partecipazione italiana a banche e fondi multilaterali

  1. Nell’ambito del rifinanziamento delle partecipazioni agli
    aumenti di capitale nelle Banche Multilaterali di Sviluppo di cui
    all’articolo 7, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
    e’ prorogata per tutto il 2018 la partecipazione italiana all’aumento
    di capitale della Banca Africana di Sviluppo al fine di consentire la
    conclusione del sesto aumento generale di capitale. All’onere
    derivante dal presente articolo, pari a euro 9.181.453, si provvede a
    valere sulle risorse di cui all’articolo 4, comma 1, della legge 22
    giugno 2016, n. 110. ))

Art. 12

Proroga Fondo di cui all’articolo 37, secondo comma, del
decreto-legge 26 ottobre 1970, n. 745, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 dicembre 1970, n. 1034

  1. Al fine di consentire il proseguimento per l’anno 2018 delle
    attivita’ di sostegno alle esportazioni italiane gia’ finanziate con
    l’articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, al
    Fondo di cui all’articolo 37, secondo comma, del decreto-legge 26
    ottobre 1970, n. 745, convertito, con modificazioni, dalla legge 18
    dicembre 1970, n. 1034, e’ attribuito l’importo di 160 milioni di
    euro per l’anno 2018, di 125 milioni di euro per l’anno 2019, e di 15
    milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032.
  2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 160 milioni di euro per
    l’anno 2018, a 125 milioni di euro per l’anno 2019 e a 15 milioni di
    euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, che aumentano a 27,6
    milioni di euro per l’anno 2020, 27,4 milioni di euro per l’anno
    2021, a 6,4 milioni di euro per l’anno 2022, a 17,2 milioni di euro
    per l’anno 2023, a 33,4 milioni di euro per l’anno 2024, a 54,9
    milioni di euro per l’anno 2025, a 55,5 milioni di euro per l’anno
    2026, a 55,1 milioni di euro per l’anno 2027, a 53,3 milioni di euro
    per l’anno 2028, a 47,1 milioni di euro per l’anno 2029, a 39,7
    milioni di euro per l’anno 2030, a 31,4 milioni di euro per l’anno
    2031, a 25,8 milioni di euro per l’anno 2032, ai fini della
    compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e indebitamento
    netto, si provvede:
    a) quanto a 150 milioni di euro per l’anno 2018 e a 110 milioni
    di euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione della
    dotazione del Fondo di cui all’articolo 37, comma 6, del
    decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 23 giugno 2014, n. 89.
    b) quanto a 10 milioni di euro per l’anno 2018 e a 15 milioni di
    euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2032, mediante
    corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di
    conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020,
    nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della
    missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero
    dell’economia e delle finanze per l’anno 2018, allo scopo
    parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo
    Ministero;
    c) quanto a 12,6 milioni di euro per l’anno 2020, 10,4 milioni di
    euro per l’anno 2021, a 2,2 milioni di euro per l’anno 2023, a 18,4
    milioni di euro per l’anno 2024, a 39,9 milioni di euro per l’anno
    2025, a 40,5 milioni di euro per l’anno 2026, a 40,1 milioni di euro
    per l’anno 2027, a 38,3 milioni di euro per l’anno 2028, a 32,1
    milioni di euro per l’anno 2029, a 24,7 milioni di euro per l’anno
    2030, a 16,4 milioni di euro per l’anno 2031, a 10,8 milioni di euro
    per l’anno 2032, mediante corrispondente utilizzo del Fondo per la
    compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione
    vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di
    cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n.
    154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n.
  3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
    apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 13

Proroga di termini in materia di finanziamento degli investimenti e
di sviluppo infrastrutturale del Paese

(( 01. All’articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, dopo l’ultimo periodo sono aggiunti i seguenti: « Fermo restando
che i decreti di cui al periodo precedente, nella parte in cui
individuano interventi rientranti nelle mate-rie di competenza
regionale o delle province autonome, e limitatamente agli stessi,
sono adottati previa intesa con gli enti territoriali interessati,
ovvero in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per gli
interventi rientranti nelle suddette materie individuati con i
decreti adottati anteriormente alla data del 18 aprile 2018 l’intesa
puo’ essere raggiunta anche successivamente all’adozione degli stessi
decreti. Restano in ogni caso fermi i procedimenti di spesa in corso
alla data di entrata in vigore legge di conversione del presente
decreto nei termini indicati dalla sentenza della Corte
costituzionale n. 74 del 13 aprile 2018 ».
02. L’efficacia delle convenzioni concluse sulla base di quanto
disposto ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 29 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148
del 27 giugno 2017, nonche’ delle delibere del CIPE n. 2 del 3 marzo
2017 e n. 72 del 7 agosto 2017, adottate ai sensi dell’articolo 1,
comma 141, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’ differita
all’anno 2020. Conseguentemente, le amministrazioni competenti
provvedono, ferma rimanendo la dotazione complessiva loro assegnata,
a rimodulare i relativi impegni di spesa e i connessi paga-menti a
valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione.
03. Gli effetti positivi sul fabbisogno e sull’indebitamento netto
derivanti dal comma 02, quantificati in 140 milioni di euro per
l’anno 2018, 320 milioni di euro per l’anno 2019, 350 milioni di euro
per l’anno 2020 e 220 milioni di euro per l’anno 2021, sono destinati
al fondo di cui al comma 04.
04. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ istituito, con una dotazione, in termini di sola cassa,
pari a 140 milioni di euro per l’anno 2018, a 320 milioni di euro per
l’anno 2019, a 350 milioni di euro per l’anno 2020 e a 220 milioni di
euro per l’anno 2021, un apposito fondo da utilizzare per favorire
gli investimenti delle citta’ metropolitane, delle province e dei
comuni da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di
amministrazione degli esercizi precedenti. ))
(( 1. All’articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n.
205, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al penultimo periodo, le parole: « secondo, terzo e quarto
periodo del » sono soppresse;
b) all’ultimo periodo, le parole da: « sono da adottare » fino alla
fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: « sono adottati
entro il 31 ottobre 2018 ».
1-bis. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 495-bis e’ inserito il seguente:
« 495-ter. Per gli anni 2018 e 2019, gli spazi finanziari di cui
al comma 495 sono ripartiti tra le regioni a statuto ordinario sulla
base, rispettivamente, delle tabelle 1 e 2 di seguito riportate. Gli
spazi finanziari di cui alla tabella 1 sono utilizzati dalle regioni
per effettuare nuovi investimenti in ciascuno degli anni dal 2018 al
2022, e gli spazi finanziari di cui alla tabella 2 sono utilizzati
dalle regioni per effettuare nuovi investimenti per ciascuno degli
anni dal 2019 al 2023. A tal fine, entro il 31 ottobre 2018 e il 31
luglio 2019, le medesime regioni adottano gli atti finalizzati
all’impiego delle risorse, assicurando almeno l’esigibilita’ degli
impegni nel medesimo anno di riferimento per la quota di competenza
di ciascuna regione, come indicata per ciascun anno nelle tabelle 1 e
2 di seguito riportate. L’utilizzo degli spazi finanziari di cui alla
tabella 2 e’ disposto dal bilancio di previsione 2019-2021 attraverso
l’iscrizione di stanziamenti di spesa riguardanti gli investimenti
finanziati dal risultato di amministrazione presunto o dal ricorso al
debito, in misura almeno corrispondente agli importi indicati nella
tabella 2. Gli stanziamenti riguardanti le spese di in-vestimento
iscritti nel bilancio di previsione 2019-2021 relativamente
all’esercizio 2019 risultano incrementati rispetto alle previsioni
definitive del bilancio di previsione 2018-2020 riguardanti il
medesimo esercizio in misura almeno corrispondente agli importi
indicati nella tabella 2. Fatto salvo quanto previsto al precedente
periodo, gli investimenti che le singole regioni sono chiamate a
realizzare, secondo quanto stabilito nei periodi precedenti, sono
considerati nuovi se effettuati a seguito di una variazione del
bilancio di previsione che incrementa stanziamenti riguardanti gli
investimenti diretti e indiretti per la quota di rispettiva
competenza, come indicata nelle tabelle di seguito riportate, e se
verificati attraverso il sistema di monitoraggio opere pubbliche
della Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP MOP) ai sensi
del decreto legislativo 20 dicembre 2011, n. 229. A tal fine le
regioni provvedono alla trasmissione delle informazioni riguardanti i
propri investimenti diretti effettuati a valere sugli spazi assegnati
e assumono le iniziative necessarie affinche’ le pubbliche
amministrazioni beneficiarie dei propri contributi erogati a valere
sugli spazi finanziari effettuino la trasmissione delle informazioni
riguardanti gli investimenti realizzati con tali risorse. Le regioni
certificano l’avvenuta realizzazione degli investimenti di cui alle
tabelle 1 e 2 di seguito riportate entro il 31 marzo dell’anno
successivo a quello di riferimento, mediante apposita comunicazione
al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato. In caso di mancata o parziale
realizzazione degli investimenti, si applicano le sanzioni di cui al
comma 475. ))

Tabella 1

Parte di provvedimento in formato grafico

Tabella 2

Parte di provvedimento in formato grafico

b) i commi da 479 a 500 sono abrogati.
1-ter. All’articolo 6-bis, comma 1, del decreto-legge 20 giugno
2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2017, n. 123, le parole: «per gli anni 2017/2019» sono sostituite
dalle seguenti: (( «per gli anni 2017/2020». ))

(( Art. 13 bis

Proroga di termini in materia di controlli tecnici periodici dei
veicoli a motore e dei loro rimorchi

  1. Le disposizioni di cui all’articolo 13, comma 1, primo periodo,
    del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 19
    maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17 giugno
    2017, si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore delle
    disposizioni attuative del Ministero delle infrastrutture e dei
    trasporti previste dal medesimo articolo 13, comma 1. ))

(( Art. 13 ter

Modifica al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179

  1. Il comma 9 dell’articolo 63 del decreto legislativo 26 agosto
    2016, n. 179, e’ abrogato.
  2. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1, pari a 60.000
    euro per l’anno 2018 e a 160.000 euro per l’anno 2019, si provvede,
    nell’anno 2018, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione
    di spesa di cui all’articolo 1, comma 585, della legge 11 dicembre
    2016, n. 232, e, nell’anno 2019, nell’ambito delle dotazioni a tal
    fine destinate nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio
    dei ministri. Alla compensazione degli effetti in termini di
    fabbisogno e indebitamento netto per l’anno 2019 si provvede mediante
    corrispondente utilizzo del Fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del
    decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
    dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189. ))

Art. 14

Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
    quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
    Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
    in legge.

Legge 9 agosto 2018, n. 96

Legge 9 agosto 2018, n. 96

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni urgenti per la dignita’ dei lavoratori e delle imprese. (18G00122)

(GU Serie Generale n.186 del 11-08-2018)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

  1. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante disposizioni
    urgenti per la dignita’ dei lavoratori e delle imprese, e’ convertito
    in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente
    legge.
  2. Il decreto-legge 28 giugno 2018, n. 79, e’ abrogato. Restano
    validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli
    effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del
    medesimo decreto-legge n. 79 del 2018.
  3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
    della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
    La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 9 agosto 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Di Maio, Ministro dello sviluppo
economico e del lavoro e delle
politiche sociali

Bussetti, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

NOTE

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai
sensi dell’articolo 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti.

Note all’art. 1:
– Il decreto-legge 28 giugno 2018, n. 79 (Proroga del
termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione
elettronica per le cessioni di carburante), abrogato dalla
presente legge, e’ stato pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 28 giugno 2018, n. 148.

Avvertenza:

Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, e’ stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n.
161 del 13 luglio 2018.
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri),
le modifiche apportate dalla presente legge di conversione
hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di
conversione e’ pubblicato in questa stessa Gazzetta
Ufficiale alla pag. 107.


TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 87

Testo del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 161 del 13 luglio 2018), coordinato con la legge di conversione 9 agosto 2018, n. 96 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale – alla pag. 1 ), recante: «Disposizioni urgenti per la dignita’ dei lavoratori e delle imprese.». (18A05455)

(GU n.186 del 11-8-2018 )

Capo I

Misure per il contrasto al precariato

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte
nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Tali modifiche sono riportate in video tra i segni (( … ))
A norma dell’art.15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1

Modifiche alla disciplina del contratto di lavoro
a tempo determinato

  1. Al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    (( 0a) all’art. 2, comma 2, dopo la lettera d-bis) e’ aggiunta la
    seguente:
    «d-ter) alle collaborazioni degli operatori che prestano le
    attivita’ di cui alla legge 21 marzo 2001, n. 74»; ))
    a) all’art. 19:
    1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
    «1. Al contratto di lavoro subordinato puo’ essere apposto un
    termine di durata non superiore a dodici mesi. Il contratto puo’
    avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i ventiquattro
    mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
    a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria
    attivita’, ovvero (( esigenze di sostituzione di altri lavoratori; ))
    b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e
    non programmabili, dell’attivita’ ordinaria.»;
    (( 1-bis) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
    «1-bis. In caso di stipulazione di un contratto di durata
    superiore a dodici mesi in assenza delle condizioni di cui al comma
    1, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla
    data di superamento del termine di dodici mesi»; ))
    2) al comma 2, primo e terzo periodo, la parola «trentasei» e’
    sostituita dalla seguente: «ventiquattro»;
    3) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
    «4. Con l’eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore
    a dodici giorni, l’apposizione del termine al contratto e’ priva di
    effetto se non risulta da atto scritto, una copia del quale deve
    essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque
    giorni lavorativi dall’inizio della prestazione. L’atto scritto
    contiene, in caso di rinnovo, la specificazione delle esigenze di cui
    al comma 1 in base alle quali e’ stipulato; in caso di proroga dello
    stesso rapporto tale indicazione e’ necessaria solo quando il termine
    complessivo eccede i dodici mesi.»;
    b) all’art. 21:
    1) prima del comma 1, e’ inserito il seguente:
    «01. Il contratto puo’ essere rinnovato solo a fronte delle
    condizioni di cui all’art. 19, comma 1. Il contratto puo’ essere
    prorogato liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente, solo
    in presenza delle condizioni di cui all’art. 19, comma 1. (( In caso
    di violazione di quanto disposto dal primo e dal secondo periodo, il
    contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato. )) I
    contratti per attivita’ stagionali, di cui al comma 2 (( del presente
    articolo )), possono essere rinnovati o prorogati anche in assenza
    delle condizioni di cui all’art. 19, comma 1.»;
    2) al comma 1, la parola «trentasei», ovunque ricorra, e’
    sostituita dalla seguente: «ventiquattro», la parola «cinque» e’
    sostituita dalla seguente: «quattro» e la parola «sesta» e’
    sostituita dalla seguente: «quinta»;
    c) all’art. 28, comma 1, le parole «centoventi giorni» sono
    sostituite dalle seguenti: «centottanta giorni».
  2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai contratti di
    lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, nonche’ ai rinnovi e alle
    proroghe (( contrattuali successivi al 31 ottobre 2018. ))
  3. Le disposizioni di cui al presente art., nonche’ quelle di cui
    agli articoli 2 e 3, non si applicano ai contratti stipulati dalle
    pubbliche amministrazioni, ai quali continuano ad applicarsi le
    disposizioni vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del
    presente decreto.

(( Art. 1 bis

Esonero contributivo per favorire l’occupazione giovanile

  1. Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, ai datori
    di lavoro privato che negli anni 2019 e 2020 assumono lavoratori che
    non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di eta’, cui si applicano
    le disposizioni in materia di contratto di lavoro subordinato a tempo
    indeterminato a tutele crescenti di cui al decreto legislativo 4
    marzo 2015, n. 23, e’ riconosciuto, per un periodo massimo di
    trentasei mesi, l’esonero dal versamento del 50 per cento dei
    complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro,
    con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Istituto nazionale
    per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, nel limite
    massimo di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su
    base mensile.
  2. L’esonero di cui al comma 1 spetta con riferimento ai soggetti
    che alla data della prima assunzione per la quale si applica
    l’incentivo non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di eta’ e non
    sono stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con altro
    datore di lavoro. Non ostano al riconoscimento dell’esonero gli
    eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di
    lavoro e non proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
  3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
    di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare
    entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
    conversione del presente decreto, sono stabilite le modalita’ di
    fruizione dell’esonero di cui al comma 1.
  4. Agli oneri derivanti dai commi 1 e 2, valutati in 31,83 milioni
    di euro per l’anno 2019, in 111,52 milioni di euro per l’anno 2020,
    in 162,62 milioni di euro per l’anno 2021, in 134,02 milioni di euro
    per l’anno 2022, in 54,32 milioni di euro per l’anno 2023 e in 3,23
    milioni di euro per l’anno 2024, e a quelli derivanti dal comma 5,
    pari a 6,97 milioni di euro per l’anno 2019, a 0,48 milioni di euro
    per l’anno 2020, a 2,88 milioni di euro per l’anno 2021, a 16,38
    milioni di euro per l’anno 2022, a 6,08 milioni di euro per l’anno
    2023, a 44,37 milioni di euro per l’anno 2024 e a 46,8 milioni di
    euro annui a decorrere dall’anno 2025, si provvede:
    a) quanto a 27,8 milioni di euro per l’anno 2020, a 48,5 milioni
    di euro per l’anno 2021, a 33,4 milioni di euro per l’anno 2022, a
    13,6 milioni di euro per l’anno 2023 e a 0,8 milioni di euro per
    l’anno 2024, mediante le maggiori entrate di cui ai commi 1 e 2;
    b) quanto a 38,8 milioni di euro per l’anno 2019, a 84,2 milioni
    di euro per l’anno 2020, a 117 milioni di euro per ciascuno degli
    anni 2021 e 2022 e a 46,8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
    2023, mediante quota parte delle maggiori entrate di cui all’art. 9,
    comma 6.
  5. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di
    cui all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307,
    e’ incrementato di 6,97 milioni di euro per l’anno 2019, di 0,48
    milioni di euro per l’anno 2020, di 2,88 milioni di euro per l’anno
    2021, di 16,38 milioni di euro per l’anno 2022, di 6,08 milioni di
    euro per l’anno 2023, di 44,37 milioni di euro per l’anno 2024 e di
    46,8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025.
  6. Al fine di garantire la neutralita’ sui saldi di finanza
    pubblica, l’Istituto nazionale della previdenza sociale provvede al
    monitoraggio trimestrale degli oneri di cui ai commi 1 e 2 e comunica
    le relative risultanze al Ministero del lavoro e delle politiche
    sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze entro il mese
    successivo al trimestre di riferimento, anche ai fini dell’adozione
    delle eventuali iniziative da intraprendere ai sensi dell’art. 17
    della legge 31 dicembre 2009, n. 196. ))

Art. 2

Modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro

(( 01. All’art. 29, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 15
giugno 2015, n. 81, dopo le parole: «nei casi individuati dai
contratti collettivi,» sono inserite le seguenti: «nonche’ quelli
instaurati per la fornitura di lavoro portuale temporaneo di cui
all’art. 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 84,».
02. All’art. 31 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, il
comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. Salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati
dall’utilizzatore e fermo restando il limite disposto dall’art. 23,
il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato
ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non puo’
eccedere complessivamente il 30 per cento del numero dei lavoratori a
tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio
dell’anno di stipulazione dei predetti contratti, con arrotondamento
del decimale all’unita’ superiore qualora esso sia eguale o superiore
a 0,5. Nel caso di inizio dell’attivita’ nel corso dell’anno, il
limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo
indeterminato in forza al momento della stipulazione del contratto di
somministrazione di lavoro. E’ in ogni caso esente da limiti
quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori di
cui all’art. 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, di
soggetti disoccupati che godono da almeno sei mesi di trattamenti di
disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali e di
lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati ai sensi dei numeri 4) e
99) dell’art. 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione,
del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali». ))
1. All’art. 34, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n.
81, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «In caso di
assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra
somministratore e lavoratore e’ soggetto alla disciplina di cui al
capo III, con esclusione delle disposizioni di cui agli articoli 21,
(( comma 2 )), 23 e 24.».
(( 1-bis. Dopo l’art. 38 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n.
81, e’ inserito il seguente:
«Art. 38-bis (Somministrazione fraudolenta). – 1. Ferme restando le
sanzioni di cui all’art. 18 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, quando la somministrazione di lavoro e’ posta in essere
con la specifica finalita’ di eludere norme inderogabili di legge o
di contratto collettivo applicate al lavoratore, il somministratore e
l’utilizzatore sono puniti con la pena dell’ammenda di 20 euro per
ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di
somministrazione».
1-ter. Le condizioni di cui all’art. 19, comma 1, del decreto
legislativo 15 giugno 2015, n. 81, come sostituito dall’art. 1, comma
1, lettera a), del presente decreto, nel caso di ricorso al contratto
di somministrazione di lavoro, si applicano esclusivamente
all’utilizzatore. ))

(( Art. 2 bis

Disposizioni per favorire il lavoratore nell’ambito delle prestazioni
occasionali

  1. All’art. 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
    sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 8, alinea, dopo le parole: «rese dai seguenti
    soggetti» sono aggiunte le seguenti: «, purche’ i prestatori stessi,
    all’atto della propria registrazione nella piattaforma informatica di
    cui al comma 9, autocertifichino la relativa condizione»;
    b) dopo il comma 8 e’ inserito il seguente:
    «8-bis. Per prestazioni da rendere a favore di imprese del settore
    agricolo, il prestatore e’ tenuto ad autocertificare, nella
    piattaforma informatica di cui al comma 9, di non essere stato
    iscritto nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori
    agricoli»;
    c) al comma 14, lettera a), sono aggiunte, in fine, le seguenti
    parole: «, ad eccezione delle aziende alberghiere e delle strutture
    ricettive che operano nel settore del turismo, per le attivita’
    lavorative rese dai soggetti di cui al comma 8, e che hanno alle
    proprie dipendenze fino a otto lavoratori»;
    d) al comma 15:
    1) al primo periodo, dopo le parole: «di cui al comma 6,
    lettera b), versa» sono inserite le seguenti: «, anche tramite un
    intermediario di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12, ferma
    restando la responsabilita’ dell’utilizzatore»;
    2) al secondo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti
    parole: «a favore dell’INPS»;
    e) al comma 17:
    1) la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:
    «d) la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione
    ovvero, se imprenditore agricolo, azienda alberghiera o struttura
    ricettiva che opera nel settore del turismo o ente locale, la data di
    inizio e il monte orario complessivo presunto con riferimento a un
    arco temporale non superiore a dieci giorni»;
    2) alla lettera e) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
    «, fermo restando che per il settore agricolo le quattro ore
    continuative di prestazione sono riferite all’arco temporale di cui
    alla lettera d) del presente comma»;
    f) al comma 19, dopo il secondo periodo sono aggiunti i seguenti:
    «A richiesta del prestatore espressa all’atto della registrazione
    nella piattaforma INPS, invece che con le modalita’ indicate al primo
    periodo, il pagamento del compenso al prestatore puo’ essere
    effettuato, decorsi quindici giorni dal momento in cui la prestazione
    lavorativa inserita nella procedura informatica e’ consolidata,
    tramite qualsiasi sportello postale a fronte della generazione e
    presentazione di univoco mandato ovvero di autorizzazione di
    pagamento emesso dalla piattaforma informatica INPS e stampato
    dall’utilizzatore, che identifica le parti, il luogo, la durata della
    prestazione e l’importo del corrispettivo. Gli oneri del pagamento
    del compenso riferiti a tale modalita’ sono a carico del prestatore»;
    g) al comma 20, secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le
    seguenti parole: «, salvo che la violazione del comma 14 da parte
    dell’imprenditore agricolo non derivi dalle informazioni incomplete o
    non veritiere contenute nelle autocertificazioni rese nella
    piattaforma informatica INPS dai prestatori di cui al comma 8». ))

Art. 3

Indennita’ di licenziamento ingiustificato e incremento contribuzione
contratto a tempo determinato

(( 1. All’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n.
23, le parole «non inferiore a quattro e non superiore a ventiquattro
mensilita’» sono sostituite dalle seguenti: «non inferiore a sei e
non superiore a trentasei mensilita’».
1-bis. All’art. 6, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015,
n. 23, le parole: «non inferiore a due e non superiore a diciotto
mensilita’» sono sostituite dalle seguenti: «non inferiore a tre e
non superiore a ventisette mensilita’». Alle minori entrate derivanti
dal presente comma, valutate in 0,27 milioni di euro per l’anno 2018,
in 1,11 milioni di euro per l’anno 2019, in 1,16 milioni di euro per
l’anno 2020 e in 1,15 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021, si
provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sociale per
occupazione e formazione, di cui all’art. 18, comma 1, lettera a),
del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
2. All’art. 2, comma 28, della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono
aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il contributo addizionale e’
aumentato di 0,5 punti percentuali in occasione di ciascun rinnovo
del contratto a tempo determinato, anche in regime di
somministrazione. Le disposizioni del precedente periodo non si
applicano ai contratti di lavoro domestico». ))

(( Art. 3 bis

Destinazione di quote delle facolta’ assunzionali delle regioni
all’operativita’ dei centri per l’impiego

  1. Per il triennio 2019-2021, le regioni destinano, anche in
    relazione a quanto disposto dall’art. 28 del decreto legislativo 14
    settembre 2015, n. 150, una quota delle proprie facolta’
    assunzionali, definita in sede di Conferenza permanente per i
    rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
    di Bolzano, al rafforzamento degli organici dei centri per l’impiego
    di cui all’art. 18 del medesimo decreto legislativo n. 150 del 2015,
    al fine di garantirne la piena operativita’, secondo modalita’
    definite con accordo da concludere in sede di Conferenza permanente
    per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
    Trento e di Bolzano entro il 31 marzo di ciascun anno. ))

(( Art. 3 ter

Relazione alle Camere

  1. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali presenta
    annualmente alle Camere una relazione sugli effetti occupazionali e
    finanziari derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui al
    presente capo. ))

(( Capo I-bis

Misure finalizzate alla continuita’ didattica ))

Art. 4

Disposizioni in materia di diplomati magistrali e per la copertura
dei posti di docente vacanti e disponibili nella scuola
dell’infanzia e nella scuola primaria

  1. Al fine di assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico
    2018/2019 e di salvaguardare la continuita’ didattica nell’interesse
    degli alunni, all’esecuzione delle decisioni giurisdizionali che
    comportano la decadenza dei contratti, a tempo determinato o
    indeterminato, stipulati, presso le istituzioni scolastiche statali,
    con i docenti in possesso del titolo di diploma magistrale conseguito
    entro l’anno scolastico 2001-2002, si applica, anche a fronte
    dell’elevato numero dei destinatari delle predette decisioni, il
    termine di cui all’art. 14, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre
    1996, n. 669, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio
    1997, n. 30; conseguentemente, le predette decisioni sono eseguite
    entro centoventi giorni decorrenti dalla data di comunicazione del
    provvedimento giurisdizionale al Ministero dell’istruzione,
    dell’universita’ e della ricerca.
    (( 1-bis. Al fine di salvaguardare la continuita’ didattica
    nell’interesse degli alunni per tutta la durata dell’anno scolastico
    2018/2019, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
    ricerca provvede, nell’ambito e nei limiti dei posti vacanti e
    disponibili, a dare esecuzione alle decisioni giurisdizionali di cui
    al comma 1:
    a) trasformando i contratti di lavoro a tempo indeterminato
    stipulati con i docenti di cui al comma 1 in contratti di lavoro a
    tempo determinato con termine finale fissato al 30 giugno 2019;
    b) stipulando con i docenti di cui al comma 1, in luogo della
    supplenza annuale in precedenza conferita, un contratto a tempo
    determinato con termine finale non posteriore al 30 giugno 2019.
    1-ter. Ai sensi dell’art. 399 del testo unico di cui al decreto
    legislativo 16 aprile 1994, n. 297, il 50 per cento dei posti di
    docente vacanti e disponibili, sia comuni, ivi compresi quelli di
    potenziamento, che di sostegno, nella scuola dell’infanzia e in
    quella primaria e’ coperto annualmente, sino al loro esaurimento,
    attingendo alle graduatorie di cui all’art. 1, comma 605, lettera c),
    della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In caso di esaurimento delle
    predette graduatorie per ciascuna provincia, i posti rimasti vacanti
    si aggiungono a quelli disponibili per le procedure concorsuali di
    cui al comma 1-quater del presente articolo.
    1-quater. Il restante 50 per cento dei posti di docente vacanti e
    disponibili, sia comuni, ivi compresi quelli di potenziamento, che di
    sostegno, la cui messa a concorso sia autorizzata ai sensi dell’art.
    39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nella scuola
    dell’infanzia e in quella primaria e’ coperto annualmente mediante lo
    scorrimento delle graduatorie di merito delle seguenti procedure
    concorsuali, attribuendo priorita’ a quella di cui alla lettera a):
    a) concorsi banditi nell’anno 2016 ai sensi dell’art. 1, comma
    114, della legge 13 luglio 2015, n. 107, limitatamente a coloro che
    hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando, sino al
    termine di validita’ delle graduatorie medesime, fermo restando il
    diritto all’immissione in ruolo per i vincitori del concorso;
    b) concorso straordinario, bandito in ciascuna regione, al quale,
    al netto dei posti di cui alla lettera a), e’ destinato il 50 per
    cento dei posti di cui all’alinea sino a integrale scorrimento di
    ciascuna graduatoria regionale; ciascuna graduatoria regionale e’
    soppressa al suo esaurimento;
    c) concorsi ordinari per titoli ed esami, banditi, con cadenza
    biennale, ai sensi dell’art. 400 del testo unico di cui al decreto
    legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e dell’art. 1, commi 109, lettera
    b), e 110, della legge 13 luglio 2015, n. 107, ai quali sono
    destinati, al netto dei posti di cui alla lettera a), il 50 per cento
    dei posti vacanti e disponibili di cui all’alinea e comunque i posti
    rimasti vacanti a seguito dello svolgimento delle procedure di cui
    alle lettere a) e b).
    1-quinquies. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
    ricerca e’ autorizzato a bandire il concorso straordinario di cui al
    comma 1-quater, lettera b), in deroga alle ordinarie procedure
    autorizzatorie, che rimangono ferme per le successive immissioni in
    ruolo, in ciascuna regione e distintamente per la scuola
    dell’infanzia e per quella primaria, per la copertura dei posti sia
    comuni, ivi compresi quelli di potenziamento, che di sostegno. Il
    concorso e’ riservato ai docenti in possesso, alla data prevista dal
    bando per la presentazione della domanda, di uno dei seguenti titoli:
    a) titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i
    corsi di laurea in scienze della formazione primaria o di analogo
    titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della
    normativa vigente, purche’ i docenti in possesso dei predetti titoli
    abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno
    due annualita’ di servizio specifico, anche non continuative, su
    posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche
    statali, valutabili come tali ai sensi dell’art. 11, comma 14, della
    legge 3 maggio 1999, n. 124;
    b) diploma magistrale con valore di abilitazione o analogo titolo
    conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della
    normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico
    2001/2002, purche’ i docenti in possesso dei predetti titoli abbiano
    svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due
    annualita’ di servizio specifico, anche non continuative, su posto
    comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali,
    valutabili come tali ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3
    maggio 1999, n. 124.
    1-sexies. Alla procedura concorsuale relativa ai posti di sostegno
    possono partecipare esclusivamente i docenti in possesso di uno dei
    titoli di cui alle lettere a) e b) del comma 1-quinquies, nonche’
    dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai
    sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione
    conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della
    normativa vigente.
    1-septies. Ciascun docente puo’ partecipare al concorso di cui al
    comma 1-quinquies in un’unica regione per tutte le tipologie di posto
    per le quali sia abilitato o specializzato.
    1-octies. Le graduatorie di merito regionali relative al concorso
    di cui al comma 1-quinquies sono predisposte attribuendo 70 punti ai
    titoli posseduti e 30 punti alla prova orale di natura
    didattico-metodologica. Tra i titoli valutabili rientrano il
    superamento di tutte le prove di precedenti concorsi per il ruolo
    docente e il possesso di titoli di abilitazione di livello
    universitario e di ulteriori titoli universitari ed e’
    particolarmente valorizzato il servizio svolto presso le istituzioni
    scolastiche del sistema nazionale di istruzione, al quale sono
    riservati sino a 50 dei 70 punti complessivamente attribuibili ai
    titoli.
    1-novies. Il contenuto del bando, i termini e le modalita’ di
    presentazione delle domande, i titoli valutabili, le modalita’ di
    svolgimento della prova orale, i criteri di valutazione dei titoli e
    della prova, nonche’ la composizione delle commissioni di valutazione
    e l’idonea misura del contributo di cui al secondo periodo sono
    disciplinati con decreto del Ministro dell’istruzione,
    dell’universita’ e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni
    dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
    presente decreto. L’entita’ del contributo e’ determinata in misura
    tale da consentire, unitamente alle risorse a tal fine iscritte nello
    stato di previsione del Ministero, la copertura integrale degli oneri
    per lo svolgimento delle procedure concorsuali.
    1-decies. L’immissione in ruolo a seguito dello scorrimento di una
    delle graduatorie di cui al comma 1-quater comporta la decadenza
    dalle altre graduatorie di cui al medesimo comma nonche’ dalle
    graduatorie di istituto e dalle graduatorie ad esaurimento di cui
    all’art. 1, comma 605, lettera c), della legge 27 dicembre 2006, n.
  2. 1-undecies. Per la partecipazione alle procedure concorsuali di cui
    al comma 1-quater, lettere b) e c), continua ad applicarsi quanto
    disposto all’art. 1, commi 111 e 112, della legge 13 luglio 2015, n.
  3. ))

(( Art. 4 bis

Modifica in materia di contratti a termine nel settore
dell’insegnamento scolastico

  1. Il comma 131 dell’art. 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, e’
    abrogato. ))

Capo II

Misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei
livelli occupazionali

Art. 5

Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti

  1. Fatti salvi i vincoli derivanti dai trattati internazionali, le
    imprese italiane ed estere, operanti nel territorio nazionale, che
    abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede l’effettuazione
    di investimenti produttivi ai fini dell’attribuzione del beneficio,
    decadono dal beneficio medesimo qualora l’attivita’ economica
    interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata in Stati
    non appartenenti all’Unione europea, ad eccezione degli Stati
    aderenti allo Spazio economico europeo, entro cinque anni dalla data
    di conclusione dell’iniziativa agevolata. In caso di decadenza,
    l’amministrazione titolare della misura di aiuto, anche se priva di
    articolazioni periferiche, accerta e irroga, secondo quanto previsto
    dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, una sanzione amministrativa
    pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due a
    quattro volte l’importo dell’aiuto fruito.
  2. Fuori dai casi previsti dal comma 1 e fatti salvi i vincoli
    derivanti dalla normativa europea, le imprese italiane ed estere,
    operanti nel territorio nazionale, che abbiano beneficiato di un
    aiuto di Stato che prevede l’effettuazione di investimenti produttivi
    specificamente localizzati ai fini dell’attribuzione di un beneficio,
    decadono dal beneficio medesimo qualora l’attivita’ economica
    interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata dal sito
    incentivato in favore di unita’ produttiva situata al di fuori
    dell’ambito territoriale del predetto sito, in ambito nazionale,
    dell’Unione europea e degli Stati aderenti allo Spazio economico
    europeo, entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa
    o del completamento dell’investimento agevolato.
  3. I tempi e le modalita’ per il controllo del rispetto del vincolo
    di cui ai commi 1 e 2, nonche’ per la restituzione dei benefici
    fruiti in caso di accertamento della decadenza, sono definiti da
    ciascuna amministrazione con propri provvedimenti volti a
    disciplinare i bandi e i contratti relativi alle misure di aiuto di
    propria competenza. L’importo del beneficio da restituire per effetto
    della decadenza e’, comunque, (( maggiorato di un interesse calcolato
    secondo )) il tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di
    erogazione o fruizione (( dell’aiuto, aumentato )) di cinque punti
    percentuali.
  4. Per i benefici gia’ concessi o per i quali sono stati pubblicati
    i bandi, nonche’ per gli investimenti agevolati gia’ avviati,
    anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto,
    resta ferma l’applicazione della disciplina vigente anteriormente
    alla medesima data, inclusa, nei casi ivi previsti, quella di cui
    all’art. 1, comma 60, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
  5. Si applica l’art. 9, comma 5, del decreto legislativo 31 marzo
    1998, n. 123. Per gli aiuti di Stato concessi da Amministrazioni
    centrali dello Stato, gli importi restituiti ai sensi del presente
    articolo affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato per essere
    riassegnati, nel medesimo importo, all’amministrazione titolare della
    misura e vanno a incrementare le disponibilita’ della misura stessa.
    (( 5-bis. Le somme disponibili derivanti dalle sanzioni applicate
    ai sensi del presente articolo dalle amministrazioni centrali dello
    Stato sono versate ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio
    dello Stato per essere riassegnate al Fondo di cui all’art. 43, comma
    3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e sono destinate al
    finanziamento di contratti di sviluppo ai fini della riconversione
    del sito produttivo in disuso a causa della delocalizzazione
    dell’attivita’ economica, eventualmente anche sostenendo
    l’acquisizione da parte degli ex dipendenti. ))
  6. Ai fini del presente decreto, per delocalizzazione si intende il
    trasferimento (( dell’attivita’ economica specificamente incentivata
    )) o di una sua parte dal sito produttivo incentivato ad altro sito,
    da parte della medesima impresa beneficiaria dell’aiuto o di altra
    impresa (( che sia con essa in rapporto )) di controllo o
    collegamento ai sensi dell’art. 2359 del codice civile.

Art. 6

Tutela dell’occupazione nelle imprese beneficiarie di aiuti

  1. Qualora una impresa italiana o estera, operante nel territorio
    nazionale, che beneficia di misure di aiuto di Stato che prevedono la
    valutazione dell’impatto occupazionale, fuori dei casi riconducibili
    a giustificato motivo oggettivo, riduca (( in misura superiore al 50
    per cento )) i livelli occupazionali degli addetti all’unita’
    produttiva o all’attivita’ interessata dal beneficio nei cinque anni
    successivi alla data di completamento dell’investimento, decade dal
    beneficio; (( qualora la riduzione di tali livelli sia superiore al
    10 per cento, il beneficio e’ ridotto in misura proporzionale alla
    riduzione del livello occupazionale. ))
  2. Per le restituzioni dei benefici si applicano le disposizioni di
    cui all’art. 5, commi 3 e 5.
  3. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai benefici
    concessi o (( per i quali sono stati pubblicati i bandi )), nonche’
    agli investimenti agevolati avviati, successivamente alla data di
    entrata in vigore del presente decreto.

Art. 7

Recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione o
delocalizzazione dei beni

  1. L’iper ammortamento di cui all’art. 1, comma 9, della legge 11
    dicembre 2016, n. 232, spetta a condizione che i beni agevolabili
    siano destinati a strutture produttive situate nel territorio
    nazionale.
  2. Se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del
    costo i beni agevolati vengono ceduti a titolo oneroso o destinati a
    strutture produttive situate all’estero, anche se appartenenti alla
    stessa impresa, si procede al recupero dell’iper ammortamento di cui
    al comma 1. Il recupero avviene attraverso una variazione in aumento
    del reddito imponibile del periodo d’imposta in cui si verifica la
    cessione a titolo oneroso o la delocalizzazione (( dei beni ))
    agevolati per un importo pari alle maggiorazioni delle quote di
    ammortamento complessivamente dedotte nei precedenti periodi
    d’imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi.
  3. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli
    investimenti effettuati successivamente alla data di entrata in
    vigore del presente decreto.
  4. Le disposizioni del comma 2 non si applicano agli interventi
    sostitutivi effettuati ai sensi dell’art. 1, commi 35 e 36, della
    legge 27 dicembre 2017, n. 205, le cui previsioni si applicano anche
    in caso di delocalizzazione dei beni agevolati. (( Le disposizioni
    del comma 2 non si applicano altresi’ nei casi di cui i beni
    agevolati siano per loro stessa natura destinati all’utilizzo in piu’
    sedi produttive e, pertanto, possano essere oggetto di temporaneo
    utilizzo anche fuori del territorio dello Stato. ))

Art. 8

Applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo ai costi di
acquisto da fonti esterne dei beni immateriali

  1. Agli effetti della disciplina del credito d’imposta per gli
    investimenti in attivita’ di ricerca e sviluppo, di cui all’art. 3,
    comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, non si considerano
    ammissibili i costi sostenuti per l’acquisto, anche in licenza d’uso,
    dei beni immateriali di cui al comma 6, lettera d), del predetto art.
    3, derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti al
    medesimo gruppo. Si considerano appartenenti al medesimo gruppo le
    imprese controllate da un medesimo soggetto, controllanti o collegate
    ai sensi dell’art. 2359 del codice civile inclusi i soggetti diversi
    dalle societa’ di capitali; per le persone fisiche si tiene conto
    anche di partecipazioni, titoli o diritti posseduti dai familiari
    dell’imprenditore, individuati ai sensi dell’art. 5, comma 5, del
    Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
    Presidente della Repubblica del 22 dicembre 1986, n. 917.
  2. In deroga all’art. 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la
    disposizione del comma 1 si applica a decorrere dal periodo d’imposta
    in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche
    in relazione al calcolo dei costi ammissibili imputabili ai periodi
    d’imposta rilevanti per la determinazione della media di raffronto.
    Per gli acquisti derivanti da operazioni infragruppo intervenute nel
    corso dei periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, resta comunque ferma
    l’esclusione dai costi ammissibili della parte del costo di acquisto
    corrispondente ai costi gia’ attributi in precedenza all’impresa
    italiana in ragione della partecipazione ai progetti di ricerca e
    sviluppo relativi ai beni oggetto di acquisto.
  3. Resta comunque ferma la condizione secondo cui, agli effetti
    della disciplina del credito d’imposta, i costi sostenuti per
    l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei suddetti beni immateriali,
    assumono rilevanza solo se i suddetti beni siano utilizzati
    direttamente ed esclusivamente nello svolgimento di attivita’ di
    ricerca e sviluppo considerate ammissibili al beneficio.

Capo III

Misure per il contrasto del disturbo da gioco d’azzardo

Art. 9

Divieto di pubblicita’ giochi e scommesse

  1. Ai fini del rafforzamento della tutela del consumatore e per un
    piu’ efficace contrasto (( del disturbo da gioco d’azzardo )) , fermo
    restando quanto previsto dall’art. 7, commi 4 e 5, del decreto-legge
    13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge
    8 novembre 2012, n. 189, (( e in conformita’ ai divieti contenuti
    nell’art. 1, commi da 937 a 940 )), della legge 28 dicembre 2015, n.
    208, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
    e’ vietata qualsiasi forma di pubblicita’, anche indiretta, relativa
    a giochi o scommesse con vincite di denaro (( nonche’ al gioco
    d’azzardo )), comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le
    manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni
    televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le
    pubblicazioni in genere, le affissioni e (( i canali informatici,
    digitali e telematici, compresi i social media. )) Dal 1° gennaio
    2019 il divieto di cui al presente comma si applica anche alle
    sponsorizzazioni di eventi, attivita’, manifestazioni, programmi,
    prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di
    contenuto promozionale, comprese le citazioni visive e acustiche e la
    sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attivita’ o prodotti la
    cui pubblicita’, ai sensi del presente articolo, e’ vietata. Sono
    esclusi dal divieto di cui al presente comma le lotterie nazionali a
    estrazione differita di cui all’art. 21, comma 6, del decreto-legge
    1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
    agosto 2009, n. 102, le manifestazioni di sorte locali di cui
    all’art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
    2001, n. 430, e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia
    delle dogane e dei monopoli.
    (( 1-bis. Nelle leggi e negli altri atti normativi nonche’ negli
    atti e nelle comunicazioni comunque effettuate su qualunque mezzo, i
    disturbi correlati a giochi o scommesse con vincite di denaro sono
    definiti «disturbi da gioco d’azzardo (DGA)».
    1-ter. All’art. 7, comma 4-bis, del decreto-legge 13 settembre
    2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre
    2012, n. 189, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per le
    lotterie istantanee indette dal 1° gennaio 2019 o ristampate da tale
    data, i premi eguali o inferiori al costo della giocata non sono
    compresi nelle indicazioni sulla probabilita’ di vincita». ))
  2. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 7, comma 6, del
    decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, l’inosservanza
    delle disposizioni di cui al comma 1, comporta a carico del
    committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di
    destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o
    attivita’, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689,
    l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria (( di
    importo pari al 20 per cento )) del valore della sponsorizzazione o
    della pubblicita’ e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione,
    a euro 50.000.
  3. L’Autorita’ competente alla contestazione e all’irrogazione
    delle sanzioni di cui al presente articolo e’ l’Autorita’ per le
    garanzie nelle comunicazioni, che vi provvede ai sensi della legge 24
    novembre 1981, n. 689.
  4. I proventi delle sanzioni amministrative per le violazioni di
    cui al comma 1, compresi quelli derivanti da pagamento in misura
    ridotta ai sensi dell’art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689,
    sono versati ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio statale e
    riassegnati allo stato di previsione della spesa del Ministero della
    salute per essere destinati al fondo per il contrasto al gioco
    d’azzardo patologico di cui all’art. 1, comma 946, della legge 28
    dicembre 2015, n. 208.
  5. Ai contratti di pubblicita’ in corso di esecuzione alla data di
    entrata in vigore del presente decreto resta applicabile, fino alla
    loro scadenza e comunque per non oltre un anno dalla data di entrata
    in vigore del presente decreto, la normativa vigente anteriormente
    alla medesima data di entrata in vigore.
  6. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui
    all’art. 110, comma 6, lettera a) e lettera b), del testo unico di
    cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e’ fissata,
    rispettivamente, nel 19,25 per cento e nel 6,25 per cento
    dell’ammontare delle somme giocate a decorrere dal 1° settembre 2018,
    (( nel 19,6 per cento e nel 6,65 per cento a decorrere dal 1° maggio
    2019, nel 19,68 per cento e nel 6,68 per cento a decorrere dal 1°
    gennaio 2020, nel 19,75 per cento e nel 6,75 per cento a decorrere
    dal 1° gennaio 2021 e nel 19,6 per cento e nel 6,6 per cento a
    decorrere dal 1° gennaio 2023.
    6-bis. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge
    di conversione del presente decreto, il Governo propone una riforma
    complessiva in materia di giochi pubblici in modo da assicurare
    l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo da gioco d’azzardo e
    contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario, e
    comunque tale da garantire almeno l’invarianza delle corrispondenti
    entrate, ivi comprese le maggiori entrate derivanti dal comma 6. ))
  7. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 147 milioni di euro per
    l’anno 2019 e a 198 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020,
    si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate di cui al
    comma 6.

(( Art. 9 bis

Formule di avvertimento

  1. I tagliandi delle lotterie istantanee devono contenere messaggi
    in lingua italiana, stampati su entrambi i lati in modo da coprire
    almeno il 20 per cento della corrispondente superficie, recanti
    avvertenze relative ai rischi connessi al gioco d’azzardo.
  2. Con decreto del Ministro della salute, da emanare entro sessanta
    giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
    presente decreto, sentito l’Osservatorio per il contrasto della
    diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave,
    di cui all’art. 1, comma 133, quarto periodo, della legge 23 dicembre
    2014, n. 190, sono stabiliti il contenuto del testo e le
    caratteristiche grafiche delle avvertenze di cui al comma 1. I
    tagliandi devono in ogni caso riportare, su entrambi i lati e con
    dimensioni adeguate e, comunque, tali da assicurarne l’immediata
    visibilita’, la dicitura: «Questo gioco nuoce alla salute».
  3. I tagliandi delle lotterie istantanee prodotti fino alla data di
    entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto
    possono essere posti in vendita anche successivamente a tale data,
    per un periodo massimo di dodici mesi.
  4. Formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica
    dei giochi con vincite in denaro devono essere applicate anche sugli
    apparecchi da intrattenimento previsti dall’art. 110, comma 6,
    lettere a) e b); del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,
    di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, nonche’ nelle aree e
    nei locali dove questi vengono installati.
  5. Resta fermo quanto previsto, in materia di avvertenze sui rischi
    derivanti dal disturbo da gioco d’azzardo, dall’art. 7, comma 5, del
    decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189. ))

(( Art. 9 ter

Monitoraggio dell’offerta di gioco

  1. Il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con il
    Ministero della salute, svolge il monitoraggio dell’offerta dei
    giochi, anche attraverso una banca di dati sull’andamento del volume
    di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio nazionale. Il
    monitoraggio considera in particolare le aree piu’ soggette al
    rischio di concentrazione di giocatori affetti da disturbo da gioco
    d’azzardo. Il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
    il Ministro della salute, presenta annualmente alle Camere una
    relazione sui risultati del monitoraggio. ))

(( Art. 9 quater

Misure a tutela dei minori

  1. L’accesso agli apparecchi di intrattenimento, di cui all’art.
    110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di
    pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773,
    e’ consentito esclusivamente mediante l’utilizzo della tessera
    sanitaria al fine di impedire l’accesso ai giochi da parte dei
    minori. Dal 1° gennaio 2020 gli apparecchi di cui al presente comma
    privi di meccanismi idonei a impedire ai minori di eta’ l’accesso al
    gioco devono essere rimossi dagli esercizi. La violazione della
    prescrizione di cui al secondo periodo e’ punita con la sanzione
    amministrativa di euro 10.000 per ciascun apparecchio. ))

(( Art. 9 quinquies

Logo No Slot

  1. E’ istituito il logo identificativo «No Slot».
  2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare
    entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di
    conversione del presente decreto, su proposta dell’Osservatorio per
    il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della
    dipendenza grave, di cui all’art. 1, comma 133, quarto periodo, della
    legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono definite le condizioni per il
    rilascio e la regolamentazione dell’uso del logo identificativo «No
    Slot».
  3. I comuni possono rilasciare il logo identificativo «No Slot» ai
    titolari di pubblici esercizi o di circoli privati che eliminano o si
    impegnano a non installare gli apparecchi da intrattenimento di cui
    all’art. 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi
    di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n.
  4. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
    o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ))

Capo IV

Misure in materia di semplificazione fiscale

Art. 10

Disposizioni in materia di redditometro

  1. All’art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29
    settembre 1973, n. 600, al quinto comma, dopo la parola «biennale»
    sono inserite le seguenti: «, sentiti l’Istituto nazionale di
    statistica (ISTAT) e le associazioni maggiormente rappresentative dei
    consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione
    induttiva del reddito complessivo in base alla capacita’ di spesa e
    alla propensione al risparmio dei contribuenti».
  2. E’ abrogato il decreto del Ministro dell’economia e delle
    finanze 16 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 223
    del 25 settembre 2015. (( Le disposizioni del predetto decreto
    cessano di avere efficacia per gli anni di imposta successivi a
    quello in corso al 31 dicembre 2015. ))
  3. Il presente articolo non si applica agli inviti per fornire dati
    e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e agli altri atti
    previsti dall’art. 38, settimo comma, del decreto del Presidente
    della Repubblica n. 600 del 1973, per gli anni di imposta fino al 31
    dicembre 2015. In ogni caso non si applica agli atti gia’ notificati
    e non si fa luogo al rimborso delle somme gia’ pagate.

Art. 11

Disposizioni in materia di invio dei dati delle fatture emesse e
ricevute

  1. Con riferimento (( all’obbligo di comunicazione )) di cui
    all’art. 21, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, i
    dati relativi al terzo trimestre del 2018 possono essere trasmessi
    entro il 28 febbraio 2019.
  2. All’art. 1-ter, comma 2, lettera a), del decreto-legge 16
    ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
    dicembre 2017, n. 172, dopo le parole «cadenza semestrale» sono
    aggiunte le seguenti: «, entro il 30 settembre per il primo semestre
    ed entro il 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo
    semestre,».
    (( 2-bis. All’art. 1 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127,
    in materia di fatturazione elettronica e trasmissione telematica
    delle fatture o dei relativi dati, dopo il comma 3-bis e’ inserito il
    seguente:
    «3-ter. I soggetti obbligati alla comunicazione dei dati delle
    fatture emesse e ricevute ai sensi del comma 3 del presente articolo
    sono esonerati dall’obbligo di annotazione in apposito registro, di
    cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica
    26 ottobre 1972, n. 633».
    2-ter. Il comma 8-bis dell’art. 36 del decreto-legge 18 ottobre
    2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre
    2012, n. 221, e’ abrogato.
    2-quater. All’art. 21, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010,
    n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
    122, il terzo periodo e’ sostituito dal seguente: «A decorrere dal 1°
    gennaio 2018 sono esonerati dalla comunicazione i soggetti passivi di
    cui all’art. 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica
    26 ottobre 1972, n. 633».
    2-quinquies. All’onere derivante dal comma 2-quater, valutato in
    3,5 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede mediante
    corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di
    politica economica, di cui all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29
    novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
    dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
    autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
    variazioni di bilancio. ))

(( Art. 11 bis

Proroga del termine di entrata in vigore degli obblighi di
fatturazione elettronica per le cessioni di carburante

  1. All’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono apportate
    le seguenti modificazioni:
    a) al comma 917, lettera a), dopo le parole: «per motori» sono
    aggiunte le seguenti: «, ad eccezione delle cessioni di carburante
    per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione, per
    le quali il comma 920 si applica dal 1° gennaio 2019»;
    b) il comma 927 e’ sostituito dal seguente:
    «927. Le disposizioni di cui ai commi 920, 921 e 926 si
    applicano dal 1° gennaio 2019. Le disposizioni di cui ai commi da 922
    a 925 si applicano dal 1° luglio 2018».
  2. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di
    cui all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307,
    e’ incrementato di 12,6 milioni di euro per l’anno 2020.
  3. All’onere derivante dall’attuazione dei commi 1 e 2 del presente
    articolo, pari a 56,9 milioni di euro per l’anno 2018, a 29 milioni
    di euro per l’anno 2019 e a 12,6 milioni di euro per l’anno 2020, si
    provvede:
    a) quanto a 3 milioni di euro per l’anno 2018, mediante
    corrispondente utilizzo del fondo di parte corrente iscritto nello
    stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico ai sensi
    dell’art. 49, comma 2, lettere a) e b), del decreto-legge 24 aprile
    2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno
    2014, n. 89;
    b) quanto a 3 milioni di euro per l’anno 2018, mediante
    corrispondente utilizzo del fondo di parte corrente iscritto nello
    stato di previsione del Ministero per lo sviluppo economico ai sensi
    dell’art. 34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196;
    c) quanto a 30,9 milioni di euro per l’anno 2018 e a 29 milioni
    di euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione dello
    stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini
    del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del programma «Fondi di
    riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato
    di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
    2018, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
    al Ministero dello sviluppo economico per 1 milione di euro per
    l’anno 2018 e 2 milioni di euro per l’anno 2019 e l’accantonamento
    relativo al Ministero dell’economia e delle finanze per 29,9 milioni
    di euro per l’anno 2018 e 27 milioni di euro per l’anno 2019;
    d) quanto a 20 milioni di euro per l’anno 2018, mediante
    corrispondente riduzione del Fondo di cui all’art. 1, comma 199,
    della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
    e) quanto a 12,6 milioni di euro per l’anno 2020, mediante le
    maggiori entrate di cui al comma 1 del presente articolo.
  4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
    apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
    ))

Art. 12

Split payment

  1. All’art. 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26
    ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 1-quinquies e’ aggiunto il
    seguente: «1-sexies. Le disposizioni del presente articolo non si
    applicano alle prestazioni di servizi rese ai soggetti di cui ai
    commi 1, 1-bis e 1-quinquies, i cui compensi sono assoggettati a
    ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta
    a titolo di acconto di cui all’art. 25 del decreto del Presidente
    della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.».
  2. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle operazioni per le
    quali e’ emessa fattura successivamente alla data di entrata in
    vigore del presente decreto.
  3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 35 milioni di
    euro per l’anno 2018, a 70 milioni di euro per l’anno 2019, a 35
    milioni di euro per l’anno 2020, si provvede:
    a) quanto a 41 milioni di euro per l’anno 2019 e a 1 milione di
    euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione delle
    proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente
    iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del
    programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
    ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
    delle finanze per l’anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando
    l’accantonamento relativo al Ministero dell’interno per 4 milioni di
    euro per l’anno 2019, l’accantonamento relativo al Ministero
    dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per 1 milione
    di euro per l’anno 2019, l’accantonamento relativo al Ministero
    dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca per 5 milioni di
    euro per l’anno 2019, l’accantonamento relativo al Ministero
    dell’economia e delle finanze per 24 milioni di euro per l’anno 2019,
    l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche
    sociali per 2 milioni di euro per l’anno 2019, l’accantonamento
    relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale per 5 milioni di euro per l’anno 2019 e
    l’accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico per 1
    milione di euro per l’anno 2020;
    b) quanto a 15 milioni di euro per l’anno 2019, mediante
    corrispondente utilizzo del fondo di parte corrente iscritto nello
    stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico ai sensi
    dell’art. 49, comma 2, lettere a) e b), del decreto-legge 24 aprile
    2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno
    2014, n. 89;
    c) quanto a 8 milioni di euro per l’anno 2019, mediante
    corrispondente riduzione del fondo per interventi strutturali di
    politica economica di cui all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29
    novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
    dicembre 2004, n. 307;
    d) quanto a 35 milioni di euro per l’anno 2018, a 6 milioni di
    euro per l’anno 2019 e a 34 milioni di euro per l’anno 2020, mediante
    quota parte delle maggiori entrate di cui all’art. 9, comma 6.

(( Art. 12 bis

Compensazione delle cartelle esattoriali in favore di imprese e
professionisti titolari di crediti nei confronti della pubblica
amministrazione

  1. Le disposizioni di cui all’art. 12, comma 7-bis, del
    decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, si applicano, con
    le modalita’ previste dal decreto del Ministro dell’economia e delle
    finanze 24 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236
    del 10 ottobre 2014, anche per l’anno 2018, con riferimento ai
    carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 dicembre
  2. ))

Capo V

Disposizioni finali e di coordinamento

Art. 13

Societa’ sportive dilettantistiche

  1. All’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, i commi 353,
    354, 355, 358, 359 e 360, sono abrogati. In deroga all’art. 3, comma
    1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, l’abrogazione del comma 355 ha
    effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di
    entrata in vigore del presente decreto.
  2. All’art. 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15
    giugno 2015, n. 81, le parole «, nonche’ delle societa’ sportive
    dilettantistiche lucrative» sono soppresse.
  3. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente
    della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il numero 123-quater) e’
    soppresso.
  4. All’art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono apportate
    le seguenti modificazioni:
    a) al comma 24, le parole «in via preferenziale alle associazioni
    sportive dilettantistiche e alle societa’ sportive dilettantistiche
    senza scopo di lucro», sono sostituite dalle seguenti: «a tutte le
    societa’ e associazioni sportive»;
    b) al comma 25, dopo la parola «societa’» sono soppresse le
    seguenti: «sportive dilettantistiche senza scopo di lucro»;
    c) al comma 26, le parole «in via preferenziale a disposizione di
    societa’ sportive dilettantistiche senza scopo di lucro e
    associazioni sportive dilettantistiche» sono sostituite dalle
    seguenti: «a disposizione di societa’ e associazioni sportive
    dilettantistiche».
  5. Nello stato di previsione della spesa del Ministero
    dell’economia e delle finanze e’ istituito, ai fini del trasferimento
    al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, un
    fondo da destinare a interventi in favore delle societa’ sportive
    dilettantistiche, con una dotazione di 3,4 milioni di euro nell’anno
    2018, di 11,5 milioni di euro nell’anno 2019, di 9,8 milioni di euro
    nell’anno 2020, di 10,2 milioni di euro nell’anno 2021, di 10,3
    milioni di euro nell’anno 2022, di 5,6 milioni di euro per l’anno
    2023 e di 5,2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024. Le
    suddette risorse sono assegnate all’Ufficio per lo sport presso la
    Presidenza del Consiglio dei ministri. Ai relativi oneri si provvede
    mediante le maggiori entrate e le minori spese derivanti dalle
    disposizioni di cui ai commi 1 e 3.

Art. 14

Copertura finanziaria

  1. Il fondo di cui all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29
    novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
    dicembre 2004, n. 307, e’ incrementato di 4,5 milioni (( di euro ))
    per l’anno 2018, 28,1 milioni di euro per l’anno 2020, di 68,9
    milioni di euro per l’anno 2021, di 69,2 milioni di euro per l’anno
    2022, di 69,5 milioni di euro per l’anno 2023, di 69,9 milioni di
    euro per l’anno 2024, di 70,3 milioni di euro per l’anno 2025, di
    70,7 milioni di euro per l’anno 2026, di 71 milioni di euro per
    l’anno 2027 e 71,3 milioni di euro (( annui )) a decorrere dall’anno
  2. Agli oneri derivanti dagli articoli 1 e 3, (( comma 2 )),
    valutati in 17,2 milioni di euro per l’anno 2018, in 136,2 milioni di
    euro per l’anno 2019, in 67,10 milioni di euro per l’anno 2020, in
    67,80 milioni di euro per l’anno 2021, in 68,5 milioni di euro per
    l’anno 2022, in 69,2 milioni di euro per l’anno 2023, in 69,8 milioni
    di euro per l’anno 2024, in 70,5 milioni di euro per l’anno 2025, in
    71,2 milioni di euro per l’anno 2026, in 72 milioni di euro per
    l’anno 2027 (( e in 72,7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
    2028, e dal comma 1 del presente articolo, pari a 4,5 milioni di euro
    per l’anno 2018, a 28,1 milioni di euro per l’anno 2020, a 68,9
    milioni di euro per l’anno 2021, a 69,2 milioni di euro per l’anno
    2022, a 69,5 milioni di euro per l’anno 2023, a 69,9 milioni di euro
    per l’anno 2024, a 70,3 milioni di euro per l’anno 2025, a 70,7
    milioni di euro per l’anno 2026, a 71 milioni di euro per l’anno 2027
    e a 71,3 milioni di euro annui )) a decorrere dall’anno 2028, si
    provvede:
    a) quanto a 5,9 milioni di euro (( per l’anno )) 2018 e a 7,4
    milioni di euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione
    dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 1, comma 107, della
    legge 23 dicembre 2014, n. 190;
    b) quanto a 10,8 milioni (( di euro )) per l’anno 2019, mediante
    corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di
    politica economica, di cui all’art. 10, comma 5, del decreto-legge 29
    novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
    dicembre 2004, n. 307;
    c) quanto a 4,5 milioni (( di euro )) per l’anno 2018, a 42,5
    milioni di euro per l’anno 2019, a 2 milioni di euro per l’anno 2020
    e a 36 milioni di euro (( annui )) a decorrere dall’anno 2021,
    mediante quota parte delle maggiori entrate di cui all’art. 9, comma
    6;
    d) quanto a 11,3 milioni di euro per l’anno 2018, a 75,5 milioni
    di euro per l’anno 2019, (( a 104,1 )) milioni di euro per l’anno
    2020, a 120 milioni di euro per l’anno 2021, a 121,2 milioni di euro
    per l’anno 2022, a 122,4 milioni di euro per l’anno 2023, a 123,6
    milioni di euro per l’anno 2024, a 124,9 milioni di euro per l’anno
    2025, a 126,2 milioni di euro per l’anno 2026, a 127,5 milioni di
    euro per l’anno 2027 e (( a 128,7 milioni di euro annui )) a
    decorrere dall’anno 2028, mediante le maggiori entrate e le minori
    spese di cui agli (( articoli 1 e 3, comma 2. ))
  3. Al fine di garantire la neutralita’ sui saldi di finanza
    pubblica, (( l’Istituto nazionale della previdenza sociale ))
    provvede al monitoraggio trimestrale delle maggiori spese e minori
    entrate di cui agli (( articoli 1, 2 e 3, comma 2 )), e comunica le
    relative risultanze al Ministero del lavoro e delle politiche sociali
    e al Ministero dell’economia e delle finanze entro il mese successivo
    al trimestre di riferimento, anche ai fini dell’adozione delle
    eventuali iniziative da intraprendere ai sensi dell’art. 17, della
    legge 31 dicembre 2009, n. 196.
  4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
    apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio per
    l’attuazione del presente decreto.

Art. 15

Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
    quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
    Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
    in legge.

Decreto-Legge 12 luglio 2018, n. 87

Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.
(18G00112)

(GU n.161 del 13-7-2018)

Capo I
Misure per il contrasto al precariato

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza di attivare con
immediatezza misure a tutela della dignita’ dei lavoratori e delle
imprese, introducendo disposizioni per contrastare fenomeni di
crescente precarizzazione in ambito lavorativo, mediante interventi
sulle tipologie contrattuali e sui processi di delocalizzazione, a
salvaguardia dei livelli occupazionali ed operando semplificazioni
fiscali per professionisti e imprese;
Ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza di introdurre
strumenti volti a consentire un efficace contrasto alla ludopatia;
Ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza di adottare misure
ai fini del regolare inizio dell’anno scolastico 2018/2019;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 2 luglio 2018;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei
Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche
sociali e dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;

Emana
il seguente decreto-legge:

Art. 1

Modifiche alla disciplina
del contratto di lavoro a tempo determinato

  1. Al decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, sono apportate le
    seguenti modificazioni:
    a) all’articolo 19:
    1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
    «1. Al contratto di lavoro subordinato puo’ essere apposto un
    termine di durata non superiore a dodici mesi. Il contratto puo’
    avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i ventiquattro
    mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
    a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria
    attivita’, ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori;
    b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non
    programmabili, dell’attivita’ ordinaria.»;
    2) al comma 2, primo e terzo periodo, la parola «trentasei» e’
    sostituita dalla seguente: «ventiquattro»;
    3) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
    «4. Con l’eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore
    a dodici giorni, l’apposizione del termine al contratto e’ priva di
    effetto se non risulta da atto scritto, una copia del quale deve
    essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque
    giorni lavorativi dall’inizio della prestazione. L’atto scritto
    contiene, in caso di rinnovo, la specificazione delle esigenze di cui
    al comma 1 in base alle quali e’ stipulato; in caso di proroga dello
    stesso rapporto tale indicazione e’ necessaria solo quando il termine
    complessivo eccede i dodici mesi.»;
    b) all’articolo 21:
    1) prima del comma 1, e’ inserito il seguente:
    «01. Il contratto puo’ essere rinnovato solo a fronte delle
    condizioni di cui all’articolo 19, comma 1. Il contratto puo’ essere
    prorogato liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente, solo
    in presenza delle condizioni di cui all’articolo 19, comma 1. I
    contratti per attivita’ stagionali, di cui al comma 2, possono essere
    rinnovati o prorogati anche in assenza delle condizioni di cui
    all’articolo 19, comma 1.»;
    2) al comma 1, la parola «trentasei», ovunque ricorra, e’
    sostituita dalla seguente: «ventiquattro», la parola «cinque» e’
    sostituita dalla seguente: «quattro» e la parola «sesta» e’
    sostituita dalla seguente: «quinta»;
    c) all’articolo 28, comma 1, le parole «centoventi giorni» sono
    sostituite dalle seguenti: «centottanta giorni».
  2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai contratti di
    lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, nonche’ ai rinnovi e alle
    proroghe dei contratti in corso alla medesima data.
  3. Le disposizioni di cui al presente articolo, nonche’ quelle di
    cui agli articoli 2 e 3, non si applicano ai contratti stipulati
    dalle pubbliche amministrazioni, ai quali continuano ad applicarsi le
    disposizioni vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del
    presente decreto.

Art. 2

Modifiche alla disciplina della somministrazione di lavoro

  1. All’articolo 34, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno
    2015, n. 81, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: «In caso di
    assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra
    somministratore e lavoratore e’ soggetto alla disciplina di cui al
    capo III, con esclusione delle disposizioni di cui agli articoli 23 e
    24.».

Art. 3

Indennita’ di licenziamento ingiustificato e incremento contribuzione
contratto a tempo determinato

  1. All’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015,
    n. 23, le parole «non inferiore a quattro e non superiore a
    ventiquattro mensilita’» sono sostituite dalle seguenti: «non
    inferiore a sei e non superiore a trentasei mensilita’».
  2. Il contributo di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 28
    giugno 2012, n. 92, e’ aumentato di 0,5 punti percentuali in
    occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche
    in somministrazione.

Art. 4

Differimento del termine di esecuzione dei provvedimenti
giurisdizionali in tema di diplomati magistrali

  1. Al fine di assicurare l’ordinato avvio dell’anno scolastico
    2018/2019 e di salvaguardare la continuita’ didattica nell’interesse
    degli alunni, all’esecuzione delle decisioni giurisdizionali che
    comportano la decadenza dei contratti, a tempo determinato o
    indeterminato, stipulati, fino alla data di entrata in vigore del
    presente decreto, presso le istituzioni scolastiche statali, con i
    docenti in possesso del titolo di diploma magistrale conseguito entro
    l’anno scolastico 2001-2002, si applica, anche a fronte dell’elevato
    numero dei destinatari delle predette decisioni, il termine di cui
    all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30;
    conseguentemente, le predette decisioni sono eseguite entro 120
    giorni decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento
    giurisdizionale al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
    della ricerca.

Capo II
Misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei
livelli occupazionali

Art. 5

Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti

  1. Fatti salvi i vincoli derivanti dai trattati internazionali, le
    imprese italiane ed estere, operanti nel territorio nazionale, che
    abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede l’effettuazione
    di investimenti produttivi ai fini dell’attribuzione del beneficio,
    decadono dal beneficio medesimo qualora l’attivita’ economica
    interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata in Stati
    non appartenenti all’Unione europea, ad eccezione degli Stati
    aderenti allo Spazio economico europeo, entro cinque anni dalla data
    di conclusione dell’iniziativa agevolata. In caso di decadenza,
    l’amministrazione titolare della misura di aiuto, anche se priva di
    articolazioni periferiche, accerta e irroga, secondo quanto previsto
    dalla legge 24 novembre 1981, n.689, una sanzione amministrativa
    pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due a
    quattro volte l’importo dell’aiuto fruito.
  2. Fuori dai casi previsti dal comma 1 e fatti salvi i vincoli
    derivanti dalla normativa europea, le imprese italiane ed estere,
    operanti nel territorio nazionale, che abbiano beneficiato di un
    aiuto di Stato che prevede l’effettuazione di investimenti produttivi
    specificamente localizzati ai fini dell’attribuzione di un beneficio,
    decadono dal beneficio medesimo qualora l’attivita’ economica
    interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata dal sito
    incentivato in favore di unita’ produttiva situata al di fuori
    dell’ambito territoriale del predetto sito, in ambito nazionale,
    dell’Unione europea e degli Stati aderenti allo Spazio economico
    Eeropeo, entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa
    o del completamento dell’investimento agevolato.
  3. I tempi e le modalita’ per il controllo del rispetto del vincolo
    di cui ai commi 1 e 2, nonche’ per la restituzione dei benefici
    fruiti in caso di accertamento della decadenza, sono definiti da
    ciascuna amministrazione con propri provvedimenti volti a
    disciplinare i bandi e i contratti relativi alle misure di aiuto di
    propria competenza. L’importo del beneficio da restituire per effetto
    della decadenza e’, comunque, maggiorato di un tasso di interesse
    pari al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data di
    erogazione o fruizione dell’aiuto, maggiorato di cinque punti
    percentuali.
  4. Per i benefici gia’ concessi o banditi, nonche’ per gli
    investimenti agevolati gia’ avviati, anteriormente alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, resta ferma l’applicazione
    della disciplina vigente anteriormente alla medesima data, inclusa,
    nei casi ivi previsti, quella di cui all’articolo 1, comma 60, della
    legge 27 dicembre 2013, n. 147.
  5. Si applica l’articolo 9, comma 5, del decreto legislativo 31
    marzo 1998, n. 123. Per gli aiuti di Stato concessi da
    Amministrazioni centrali dello Stato, gli importi restituiti ai sensi
    del presente articolo affluiscono all’entrata del bilancio dello
    Stato per essere riassegnati, nel medesimo importo,
    all’amministrazione titolare della misura e vanno a incrementare le
    disponibilita’ della misura stessa.
  6. Ai fini del presente decreto, per delocalizzazione si intende il
    trasferimento di attivita’ economica o di una sua parte dal sito
    produttivo incentivato ad altro sito, da parte della medesima impresa
    beneficiaria dell’aiuto o di altra impresa con la quale vi sia
    rapporto di controllo o collegamento ai sensi dell’articolo 2359 del
    codice civile.

Art. 6

Tutela dell’occupazione nelle imprese beneficiarie di aiuti

  1. Qualora una impresa italiana o estera, operante nel territorio
    nazionale, che beneficia di misure di aiuto di Stato che prevedono la
    valutazione dell’impatto occupazionale, fuori dei casi riconducibili
    a giustificato motivo oggettivo, riduca i livelli occupazionali degli
    addetti all’unita’ produttiva o all’attivita’ interessata dal
    beneficio nei cinque anni successivi alla data di completamento
    dell’investimento, decade dal beneficio in presenza di una riduzione
    di tali livelli superiore al 10 per cento; la decadenza dal beneficio
    e’ disposta in misura proporzionale alla riduzione del livello
    occupazionale ed e’ comunque totale in caso di riduzione superiore al
    50 per cento.
  2. Per le restituzioni dei benefici si applicano le disposizioni di
    cui all’articolo 5, commi 3 e 5.
  3. Le disposizioni del presente articolo si applicano ai benefici
    concessi o banditi, nonche’ agli investimenti agevolati avviati,
    successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 7

Recupero del beneficio dell’iper ammortamento in caso di cessione o
delocalizzazione degli investimenti

  1. L’iper ammortamento di cui all’articolo 1, comma 9, della legge
    11 dicembre 2016, n. 232, spetta a condizione che i beni agevolabili
    siano destinati a strutture produttive situate nel territorio
    nazionale di cui all’articolo 6, comma 1.
  2. Se nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del
    costo i beni agevolati vengono ceduti a titolo oneroso o destinati a
    strutture produttive situate all’estero, anche se appartenenti alla
    stessa impresa, si procede al recupero dell’iper ammortamento di cui
    al comma 1. Il recupero avviene attraverso una variazione in aumento
    del reddito imponibile del periodo d’imposta in cui si verifica la
    cessione a titolo oneroso o la delocalizzazione degli investimenti
    agevolati per un importo pari alle maggiorazioni delle quote di
    ammortamento complessivamente dedotte nei precedenti periodi
    d’imposta, senza applicazione di sanzioni e interessi.
  3. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli
    investimenti effettuati successivamente alla data di entrata in
    vigore del presente decreto.
  4. Le disposizioni del comma 2 non si applicano agli interventi
    sostitutivi effettuati ai sensi dell’articolo 1, commi 35 e 36, della
    legge 27 dicembre 2017, n. 205, le cui previsioni si applicano anche
    in caso di delocalizzazione dei beni agevolati.

Art. 8

Applicazione del credito d’imposta ricerca e sviluppo ai costi di
acquisto da fonti esterne dei beni immateriali

  1. Agli effetti della disciplina del credito d’imposta per gli
    investimenti in attivita’ di ricerca e sviluppo, di cui all’articolo
    3, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, non si
    considerano ammissibili i costi sostenuti per l’acquisto, anche in
    licenza d’uso, dei beni immateriali di cui al comma 6, lettera d),
    del predetto articolo 3, derivanti da operazioni intercorse con
    imprese appartenenti al medesimo gruppo. Si considerano appartenenti
    al medesimo gruppo le imprese controllate da un medesimo soggetto,
    controllanti o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice
    civile inclusi i soggetti diversi dalle societa’ di capitali; per le
    persone fisiche si tiene conto anche di partecipazioni, titoli o
    diritti posseduti dai familiari dell’imprenditore, individuati ai
    sensi dell’articolo 5, comma 5, del Testo unico delle imposte sui
    redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 22
    dicembre 1986, n. 917.
  2. In deroga all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, la
    disposizione del comma 1 si applica a decorrere dal periodo d’imposta
    in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, anche
    in relazione al calcolo dei costi ammissibili imputabili ai periodi
    d’imposta rilevanti per la determinazione della media di raffronto.
    Per gli acquisti derivanti da operazioni infragruppo intervenute nel
    corso dei periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di
    entrata in vigore del presente decreto, resta comunque ferma
    l’esclusione dai costi ammissibili della parte del costo di acquisto
    corrispondente ai costi gia’ attributi in precedenza all’impresa
    italiana in ragione della partecipazione ai progetti di ricerca e
    sviluppo relativi ai beni oggetto di acquisto.
  3. Resta comunque ferma la condizione secondo cui, agli effetti
    della disciplina del credito d’imposta, i costi sostenuti per
    l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei suddetti beni immateriali,
    assumono rilevanza solo se i suddetti beni siano utilizzati
    direttamente ed esclusivamente nello svolgimento di attivita’ di
    ricerca e sviluppo considerate ammissibili al beneficio.

Capo III
Misure per il contrasto alla ludopatia

Art. 9

Divieto di pubblicita’ giochi e scommesse

  1. Ai fini del rafforzamento della tutela del consumatore e per un
    piu’ efficace contrasto alla ludopatia, fermo restando quanto
    previsto dall’articolo 7, commi 4 e 5, del decreto-legge 13 settembre
    2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre
    2012, n. 189, e dall’articolo 1, commi da 937 a 940, della legge 28
    dicembre 2015, n. 208, a decorrere dalla data di entrata in vigore
    del presente decreto e’ vietata qualsiasi forma di pubblicita’, anche
    indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro,
    comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni
    sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o
    radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in
    genere, le affissioni e internet. Dal 1° gennaio 2019 il divieto di
    cui al presente comma si applica anche alle sponsorizzazioni di
    eventi, attivita’, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a
    tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale,
    comprese le citazioni visive e acustiche e la sovraimpressione del
    nome, marchio, simboli, attivita’ o prodotti la cui pubblicita’, ai
    sensi del presente articolo, e’ vietata. Sono esclusi dal divieto di
    cui al presente comma le lotterie nazionali a estrazione differita di
    cui all’articolo 21, comma 6, del decreto-legge 1º luglio 2009, n.
    78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,
    le manifestazioni di sorte locali di cui all’articolo 13 del decreto
    del Presidente della Repubblica 26 ottobre 2001, n. 430, e i loghi
    sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei
    monopoli.
  2. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 7, comma 6, del
    decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, l’inosservanza
    delle disposizioni di cui al comma 1, comporta a carico del
    committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di
    destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o
    attivita’, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689,
    l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria commisurata
    nella misura del 5% del valore della sponsorizzazione o della
    pubblicita’ e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, a euro
    50.000.
  3. L’Autorita’ competente alla contestazione e all’irrogazione
    delle sanzioni di cui al presente articolo e’ l’Autorita’ per le
    garanzie nelle comunicazioni, che vi provvede ai sensi della legge 24
    novembre 1981, n. 689.
  4. I proventi delle sanzioni amministrative per le violazioni di
    cui al comma 1, compresi quelli derivanti da pagamento in misura
    ridotta ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n.
    689, sono versati ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio
    statale e riassegnati allo stato di previsione della spesa del
    Ministero della salute per essere destinati al fondo per il contrasto
    al gioco d’azzardo patologico di cui all’articolo 1, comma 946, della
    legge 28 dicembre 2015, n. 208.
  5. Ai contratti di pubblicita’ in corso di esecuzione alla data di
    entrata in vigore del presente decreto resta applicabile, fino alla
    loro scadenza e comunque per non oltre un anno dalla data di entrata
    in vigore del presente decreto, la normativa vigente anteriormente
    alla medesima data di entrata in vigore.
  6. La misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui
    all’articolo 110, comma 6, lettera a) e lettera b), del testo unico
    di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e’ fissata,
    rispettivamente, nel 19,25 per cento e nel 6,25 per cento
    dell’ammontare delle somme giocate a decorrere dal 1° settembre 2018
    e nel 19,5 per cento e nel 6,5 per cento a decorrere dal 1° maggio
  7. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 147 milioni di euro per
    l’anno 2019 e a 198 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020, si
    provvede mediante quota parte delle maggiori entrate di cui al comma

Capo IV
Misure in materia di semplificazione fiscale

Art. 10

Disposizioni in materia di redditometro

  1. All’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29
    settembre 1973, n. 600, al quinto comma, dopo la parola «biennale»
    sono inserite le seguenti: «, sentiti l’Istituto nazionale di
    statistica (ISTAT) e le associazioni maggiormente rappresentative dei
    consumatori per gli aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione
    induttiva del reddito complessivo in base alla capacita’ di spesa e
    alla propensione al risparmio dei contribuenti».
  2. E’ abrogato il decreto del Ministro dell’economia e delle
    finanze 16 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 223
    del 25 settembre 2015, con effetto dall’anno di imposta in corso al
    31 dicembre 2016.
  3. Il presente articolo non si applica agli inviti per fornire dati
    e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e agli altri atti
    previsti dall’articolo 38, settimo comma, del decreto del Presidente
    della Repubblica n. 600 del 1973, per gli anni di imposta fino al 31
    dicembre 2015. In ogni caso non si applica agli atti gia’ notificati
    e non si fa luogo al rimborso delle somme gia’ pagate.

Art. 11

Disposizioni in materia di invio dei dati delle fatture emesse e
ricevute

  1. Con riferimento all’adempimento comunicativo di cui all’articolo
    21, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, i dati relativi al
    terzo trimestre del 2018 possono essere trasmessi entro il 28
    febbraio 2019.
  2. All’articolo 1-ter, comma 2, lettera a), del decreto-legge 16
    ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
    dicembre 2017, n. 172, dopo le parole «cadenza semestrale» sono
    aggiunte le seguenti: «, entro il 30 settembre per il primo semestre
    ed entro il 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo
    semestre,».

Art. 12

Split payment

  1. All’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica
    26 ottobre 1972, n. 633, dopo il comma 1-quinquies e’ aggiunto il
    seguente: «1-sexies. Le disposizioni del presente articolo non si
    applicano alle prestazioni di servizi rese ai soggetti di cui ai
    commi 1, 1-bis e 1-quinquies, i cui compensi sono assoggettati a
    ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta
    a titolo di acconto di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente
    della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.».
  2. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle operazioni per le
    quali e’ emessa fattura successivamente alla data di entrata in
    vigore del presente decreto.
  3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 35 milioni di
    euro per l’anno 2018, a 70 milioni di euro per l’anno 2019, a 35
    milioni di euro per l’anno 2020, si provvede:
    a) quanto a 41 milioni di euro per l’anno 2019 e a 1 milione di
    euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione delle
    proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente
    iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020, nell’ambito del
    programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da
    ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
    delle finanze per l’anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando
    l’accantonamento relativo al Ministero dell’interno per 4 milioni di
    euro per l’anno 2019, l’accantonamento relativo al Ministero
    dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare per 1 milione
    di euro per l’anno 2019, l’accantonamento relativo al Ministero
    dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca per 5 milioni di
    euro per l’anno 2019, l’accantonamento relativo al Ministero
    dell’economia e delle finanze per 24 milioni di euro per l’anno 2019,
    l’accantonamento relativo al Ministero del lavoro e delle politiche
    sociali per 2 milioni di euro per l’anno 2019, l’accantonamento
    relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione
    internazionale per 5 milioni di euro per l’anno 2019 e
    l’accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico per 1
    milione di euro per l’anno 2020;
    b) quanto a 15 milioni di euro per l’anno 2019, mediante
    corrispondente utilizzo del fondo di parte corrente iscritto nello
    stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico ai sensi
    dell’articolo 49, comma 2, lettere a) e b), del decreto-legge 24
    aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
    giugno 2014, n. 89;
    c) quanto a 8 milioni di euro per l’anno 2019, mediante
    corrispondente riduzione del fondo per interventi strutturali di
    politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge
    29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge
    27 dicembre 2004, n. 307;
    d) quanto a 35 milioni per l’anno 2018, a 6 milioni di euro per
    l’anno 2019 e a 34 milioni di euro per l’anno 2020, mediante quota
    parte delle maggiori entrate di cui all’articolo 9, comma 6.

Capo V
Disposizioni finali e di coordinamento

Art. 13

Societa’ sportive dilettantistiche

  1. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, i commi
    353, 354, 355, 358, 359 e 360, sono abrogati. In deroga all’articolo
    3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, l’abrogazione del
    comma 355 ha effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla
    data di entrata in vigore del presente decreto.
  2. All’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 15
    giugno 2015, n. 81, le parole «, nonche’ delle societa’ sportive
    dilettantistiche lucrative» sono soppresse.
  3. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente
    della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il numero 123-quater) e’
    soppresso.
  4. All’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono
    apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 24, le parole «in via preferenziale alle associazioni
    sportive dilettantistiche e alle societa’ sportive dilettantistiche
    senza scopo di lucro», sono sostituite dalle seguenti: «a tutte le
    societa’ e associazioni sportive»;
    b) al comma 25, dopo la parola «societa’» sono soppresse le
    seguenti: «sportive dilettantistiche senza scopo di lucro»;
    c) al comma 26, le parole «in via preferenziale a disposizione di
    societa’ sportive dilettantistiche senza scopo di lucro e
    associazioni sportive dilettantistiche» sono sostituite dalle
    seguenti: « a disposizione di societa’ e associazioni sportive
    dilettantistiche».
  5. Nello stato di previsione della spesa del Ministero
    dell’economia e delle finanze e’ istituito, ai fini del trasferimento
    al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, un
    fondo da destinare a interventi in favore delle societa’ sportive
    dilettantistiche, con una dotazione di 3,4 milioni di euro nell’anno
    2018, di 11,5 milioni di euro nell’anno 2019, di 9,8 milioni di euro
    nell’anno 2020, di 10,2 milioni di euro nell’anno 2021, di 10,3
    milioni di euro nell’anno 2022, di 5,6 milioni di euro per l’anno
    2023 e di 5,2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024. Le suddette
    risorse sono assegnate all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza
    del Consiglio dei ministri. Ai relativi oneri si provvede mediante le
    maggiori entrate e le minori spese derivanti dalle disposizioni di
    cui ai commi 1 e 3.

Art. 14

Copertura finanziaria

  1. Il fondo di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29
    novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
    dicembre 2004, n. 307, e’ incrementato di 4,5 milioni per l’anno
    2018, 28,1 milioni di euro per l’anno 2020, di 68,9 milioni di euro
    per l’anno 2021, di 69,2 milioni di euro per l’anno 2022, di 69,5
    milioni di euro per l’anno 2023, di 69,9 milioni di euro per l’anno
    2024, di 70,3 milioni di euro per l’anno 2025, di 70,7 milioni di
    euro per l’anno 2026, di 71 milioni di euro per l’anno 2027 e 71,3
    milioni di euro a decorrere dall’anno 2028.
  2. Agli oneri derivanti dagli articoli 1 e 3, valutati in 17,2
    milioni di euro per l’anno 2018, in 136,2 milioni di euro per l’anno
    2019, in 67,10 milioni di euro per l’anno 2020, in 67,80 milioni di
    euro per l’anno 2021, in 68,5 milioni di euro per l’anno 2022, in
    69,2 milioni di euro per l’anno 2023, in 69,8 milioni di euro per
    l’anno 2024, in 70,5 milioni di euro per l’anno 2025, in 71,2 milioni
    di euro per l’anno 2026, in 72 milioni di euro per l’anno 2027 e in
    72,7 milioni di euro a decorrere dall’anno 2028, e dal comma 1 del
    presente articolo pari a 4,5 milioni per l’anno 2018, a 28,1 milioni
    di euro per l’anno 2020, di 68,9 milioni di euro per l’anno 2021, di
    69,2 milioni di euro per l’anno 2022, di 69,5 milioni di euro per
    l’anno 2023, di 69,9 milioni di euro per l’anno 2024, di 70,3 milioni
    di euro per l’anno 2025, di 70,7 milioni di euro per l’anno 2026, di
    71 milioni di euro per l’anno 2027 e 71,3 milioni di euro a decorrere
    dall’anno 2028, si provvede:
    a) quanto a 5,9 milioni di euro per anno 2018 e a 7,4 milioni di
    euro per l’anno 2019, mediante corrispondente riduzione
    dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 107, della
    legge 23 dicembre 2014, n. 190;
    b) quanto a 10,8 milioni di euro per l’anno 2019, mediante
    corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di
    politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del
    decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
    c) quanto a 4,5 milioni per l’anno 2018, a 42,5 milioni di euro
    per l’anno 2019, a 2 milioni di euro per l’anno 2020 e a 36 milioni
    di euro a decorrere dall’anno 2021, mediante quota parte delle
    maggiori entrate di cui all’articolo 9, comma 6;
    d) quanto a 11,3 milioni di euro per l’anno 2018, a 75,5 milioni
    di euro per l’anno 2019, in 104,1 milioni di euro per l’anno 2020, a
    120 milioni di euro per l’anno 2021, a 121,2 milioni di euro per
    l’anno 2022, a 122,4 milioni di euro per l’anno 2023, a 123,6 milioni
    di euro per l’anno 2024, a 124,9 milioni di euro per l’anno 2025, a
    126,2 milioni di euro per l’anno 2026, a 127,5 milioni di euro per
    l’anno 2027 e 128,7 milioni di euro a decorrere dall’anno 2028,
    mediante le maggiori entrate e le minori spese di cui agli articoli
    1, 2 e 3.
  3. Al fine di garantire la neutralita’ sui saldi di finanza
    pubblica, l’Istituto nazionale di previdenza sociale provvede al
    monitoraggio trimestrale delle maggiori spese e minori entrate di cui
    agli articoli 1 e 2 e 3 e comunica le relative risultanze al
    Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero
    dell’economia e delle finanze entro il mese successivo al trimestre
    di riferimento, anche ai fini dell’adozione delle eventuali
    iniziative da intraprendere ai sensi dell’articolo 17, della legge 31
    dicembre 2009, n. 196.
  4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
    apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio per
    l’attuazione del presente decreto.

Art. 15

Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
    quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
    Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
    in legge.
    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
    nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare.

Dato a Roma, addi’ 12 luglio 2018

MATTARELLA

Conte, Presidente del Consiglio dei
ministri

Di Maio, Ministro dello sviluppo
economico e del lavoro e delle
politiche sociali

Bussetti, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Tria, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Bonafede

Legge 29 dicembre 2017, n. 227

Legge 29 dicembre 2017, n. 227

Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada. (18G00014)

(GU n.21 del 26-1-2018)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

1. La Repubblica riconosce la terza domenica di novembre come
Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada e promuove
ogni iniziativa utile a migliorare la sicurezza stradale e a
informare gli utenti della strada, in particolare i giovani, sulle
gravi conseguenze che possono derivare da condotte di guida non
rispettose del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285.
2. In occasione della Giornata nazionale di cui al comma 1 possono
essere organizzati, in particolare nelle scuole di ogni ordine e
grado, con la partecipazione di componenti delle squadre di
emergenza, di operatori delle Forze di polizia e di sanitari, nonche’
delle associazioni e degli organismi operanti nel settore, cerimonie,
convegni e altri incontri pubblici finalizzati a:
a) conservare il ricordo delle vittime e manifestare la
partecipazione al dolore dei feriti, delle famiglie, degli amici e
delle comunita’ di cui facevano o fanno parte;
b) rendere omaggio al coraggio e all’abnegazione dei componenti
delle squadre di emergenza, degli operatori delle Forze di polizia e
dei sanitari che quotidianamente si occupano delle conseguenze della
morte e delle lesioni causate dagli incidenti stradali;
c) riflettere sul dolore provocato dalla morte e dal ferimento di
milioni di persone nel mondo a causa di incidenti stradali;
d) informare sulle gravi conseguenze degli incidenti stradali,
anche sul piano economico, per le famiglie e per le comunita’;
e) sensibilizzare in particolare i giovani sul valore della vita
umana e sulle drammatiche condizioni in cui versano molti superstiti
di incidenti stradali;
f) promuovere iniziative, in particolare rivolte agli studenti
degli ultimi due anni delle scuole medie superiori, per la
prevenzione degli incidenti stradali causati dalla guida in stato di
ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o
psicotrope.
3. La Giornata nazionale di cui al comma 1 non determina gli
effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, n. 260.
4. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione della
presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 29 dicembre 2017

MATTARELLA

Gentiloni Silveri, Presidente del
Consiglio dei ministri

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Legge 27 dicembre 2017, n. 205

Legge 27 dicembre 2017, n. 205

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. (17G00222)

(GU Serie Generale n.302 del 29-12-2017 – Suppl. Ordinario n. 62)

Parte I
Sezione I
Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi
programmatici

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

1. I livelli massimi del saldo netto da finanziare, in termini di
competenza e di cassa, e del ricorso al mercato finanziario, in
termini di competenza, di cui all’articolo 21, comma 1-ter, lettera
a), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per gli anni 2018, 2019 e
2020, sono indicati nell’allegato n. 1 annesso alla presente legge. I
livelli del ricorso al mercato si intendono al netto delle operazioni
effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o di
ristrutturare passivita’ preesistenti con ammortamento a carico dello
Stato.
2. All’articolo 1, comma 718, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera a), le parole: « di 1,14 punti percentuali dal 1º
gennaio 2018 e di ulteriori 0,86 punti percentuali a decorrere dal 1º
gennaio 2019 e di un ulteriore punto percentuale a decorrere dal 1º
gennaio 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « di 1,5 punti
percentuali dal 1º gennaio 2019 e di ulteriori 1,5 punti percentuali
a decorrere dal 1º gennaio 2020 »;
b) alla lettera b), le parole: « di tre punti percentuali dal 1º
gennaio 2018 e di ulteriori 0,4 punti percentuali dal 1º gennaio
2019; la medesima aliquota e’ ridotta di 0,5 punti percentuali a
decorrere dal 1º gennaio 2020 rispetto all’anno precedente ed e’
fissata al 25 per cento a decorrere dal 1º gennaio 2021; » sono
sostituite dalle seguenti: « di 2,2 punti percentuali dal 1º gennaio
2019, di ulteriori 0,7 punti percentuali a decorrere dal 1º gennaio
2020 e di ulteriori 0,1 punti percentuali a decorrere dal 1º gennaio
2021; »;
c) alla lettera c), le parole: « 10 milioni di euro per l’anno
2019 e 350 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi » sono
sostituite dalle seguenti: « 350 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020 ».
3. Al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 14, concernente detrazioni fiscali per interventi
di efficienza energetica:
1) le parole: « 31 dicembre 2017 », ovunque ricorrono, sono
sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 »;
2) ai commi 1 e 2, dopo l’ultimo periodo sono aggiunti i seguenti:
« La detrazione di cui al presente comma e’ ridotta al 50 per cento
per le spese, sostenute dal 1º gennaio 2018, relative agli interventi
di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di
schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione
invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con
efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal
regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18
febbraio 2013. Sono esclusi dalla detrazione di cui al presente comma
gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione
invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con
efficienza inferiore alla classe di cui al periodo precedente. La
detrazione si applica nella misura del 65 per cento per gli
interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno
pari alla classe A di prodotto prevista dal citato regolamento
delegato (UE) n. 811/2013 e contestuale installazione di sistemi di
termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII
della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02, o con impianti
dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata
con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente
concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro, o
per le spese sostenute all’acquisto e posa in opera di generatori
d’aria calda a condensazione »;
3) al comma 2, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:
« b-bis) per l’acquisto e la posa in opera di
micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, sostenute
dal 1º gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, fino a un valore massimo
della detrazione di 100.000 euro. Per poter beneficiare della
suddetta detrazione gli interventi in oggetto devono condurre a un
risparmio di energia primaria (PES), come definito all’allegato III
del decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 agosto 2011,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2011,
pari almeno al 20 per cento »;
4) il comma 2-bis e’ sostituito dal seguente:
« 2-bis. La detrazione nella misura del 50 per cento si
applica altresi’ alle spese sostenute nell’anno 2018 per l’acquisto e
la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con
impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse
combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000
euro »;
5) al comma 2-ter, le parole: « Per le spese sostenute dal 1º
gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di riqualificazione
energetica di parti comuni degli edifici condominiali, ivi compresi
quelli di cui al comma 2-quater » sono sostituite dalle seguenti: «
Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica
di cui al presente articolo »;
6) al comma 2-quater, ultimo periodo, le parole: « di cui al
presente articolo » sono sostituite dalle seguenti: « di cui al
presente comma »;
7) dopo il comma 2-quater e’ inserito il seguente:
« 2-quater.1. Per le spese relative agli interventi su parti
comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3
finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla
riqualificazione energetica spetta, in alternativa alle detrazioni
previste rispettivamente dal comma 2-quater del presente articolo e
dal comma 1-quinquies dell’articolo 16, una detrazione nella misura
dell’80 per cento, ove gli interventi determinino il passaggio ad una
classe di rischio inferiore, o nella misura dell’85 per cento ove gli
interventi determinino il passaggio a due classi di rischio
inferiori. La predetta detrazione e’ ripartita in dieci quote annuali
di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non
superiore a euro 136.000 moltiplicato per il numero delle unita’
immobiliari di ciascun edificio »;
8) al comma 2-quinquies, dopo le parole: « effettua controlli,
anche a campione, su tali attestazioni, » sono inserite le seguenti:
« nonche’ su tutte le agevolazioni spettanti ai sensi del presente
articolo, » e le parole: « il 30 settembre 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « novanta giorni dalla data di entrata in vigore
delle presenti disposizioni »;
9) al comma 2-sexies, le parole: « Per gli interventi di cui al
comma 2-quater, a decorrere dal 1º gennaio 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « Per le spese sostenute per interventi di
riqualificazione energetica di cui al presente articolo »;
10) il comma 2-septies e’ sostituito dal seguente:
« 2-septies. Le detrazioni di cui al presente articolo sono
usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case popolari,
comunque denominati, nonche’ dagli enti aventi le stesse finalita’
sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di societa’ che
rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in
house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31
dicembre 2013, per interventi di efficienza energetica realizzati su
immobili, di loro proprieta’ ovvero gestiti per conto dei comuni,
adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonche’ dalle cooperative
di abitazione a proprieta’ indivisa per interventi realizzati su
immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri
soci »;
11) dopo il comma 3-bis sono aggiunti i seguenti:
« 3-ter. Con uno o piu’ decreti del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, sono definiti i requisiti tecnici che devono soddisfare
gli interventi che beneficiano delle agevolazioni di cui al presente
articolo, ivi compresi i massimali di costo specifici per singola
tipologia di intervento, nonche’ le procedure e le modalita’ di
esecuzione di controlli a campione, sia documentali che in situ,
eseguiti dall’ENEA e volti ad accertare il rispetto dei requisiti che
determinano l’accesso al beneficio. Nelle more dell’emanazione dei
decreti di cui al presente comma, continuano ad applicarsi il decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze 19 febbraio 2007,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2007, e il
decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 18 marzo 2008. L’ENEA,
ai fini di assicurare coerenza con la legislazione e la normativa
vigente in materia di efficienza energetica, limitatamente ai
relativi contenuti tecnici, adegua il portale attualmente in essere e
la relativa modulistica per la trasmissione dei dati a cura dei
soggetti beneficiari delle detrazioni di cui al presente articolo.
3-quater. Al fine di agevolare l’esecuzione degli interventi di
efficienza energetica di cui al presente articolo, e’ istituita,
nell’ambito del Fondo di cui all’articolo 15 del decreto legislativo
4 luglio 2014, n. 102, una sezione dedicata al rilascio di garanzie
su operazioni di finanziamento degli stessi. A tal fine, la dotazione
del Fondo suddetto puo’ essere integrata fino a 25 milioni di euro
annui per il periodo 2018-2020 a carico del Ministero dello sviluppo
economico e fino a 25 milioni di euro annui per il periodo 2018-2020
a carico del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, a valere sui proventi annui delle aste delle quote di
emissione di CO2 destinati ai progetti energetico-ambientali di cui
all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, previa
verifica dell’entita’ dei proventi disponibili annualmente, con le
modalita’ e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello stesso articolo
19. Per il perseguimento delle finalita’ di cui al presente comma,
con uno o piu’ decreti di natura non regolamentare da adottare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione dal Ministro dello sviluppo economico e dal Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e acquisito il parere
della Conferenza unificata, sono individuati, nel rispetto degli
equilibri di finanza pubblica, le priorita’, i criteri, le condizioni
e le modalita’ di funzionamento, di gestione e di intervento della
sezione del Fondo e le relative prime dotazioni della sezione stessa
»;
b) all’articolo 16, concernente detrazioni fiscali per interventi
di ristrutturazione edilizia:
1) al comma 1, le parole: « 31 dicembre 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 »;
2) dopo il comma 1-sexies e’ inserito il seguente:
« 1-sexies.1. Le detrazioni di cui ai commi da 1-bis
a1-sexies sono usufruibili anche dagli Istituti autonomi per le case
popolari, comunque denominati, nonche’ dagli enti aventi le stesse
finalita’ sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di
societa’ che rispondono ai requisiti della legislazione europea in
materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla
data del 31 dicembre 2013, per interventi realizzati su immobili, di
loro proprieta’ ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad
edilizia residenziale pubblica, nonche’ dalle cooperative di
abitazione a proprieta’ indivisa per interventi realizzati su
immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri
soci »;
3) al comma 2, le parole: « 1º gennaio 2016 » sono sostituite dalle
seguenti: «1º gennaio 2017 », le parole: « anno 2017 » sono
sostituite dalle seguenti: « anno 2018 », le parole: « anno 2016 »,
ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « anno 2017 » e le
parole: « nel 2017 » sono sostituite dalle seguenti: « nel 2018 »;
4) dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
« 2-bis. Al fine di effettuare il monitoraggio e la
valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della
realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in
analogia a quanto gia’ previsto in materia di detrazioni fiscali per
la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via
telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati.
L’ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione
sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico,
al Ministero dell’economia e delle finanze, alle regioni e alle
province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle
rispettive competenze territoriali ».
4. Nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, il
diritto al corrispettivo si prescrive in due anni, sia nei rapporti
tra gli utenti domestici o le microimprese, come definite dalla
raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, o i
professionisti, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera c),
del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206, e il venditore, sia nei rapporti tra il distributore e
il venditore, sia in quelli con l’operatore del trasporto e con gli
altri soggetti della filiera. Nei contratti di fornitura del servizio
idrico, relativi alle categorie di cui al primo periodo, il diritto
al corrispettivo si prescrive in due anni. L’Autorita’ per l’energia
elettrica, il gas e il sistema idrico, ridenominata ai sensi del
comma 528, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, definisce le misure in materia di tempistiche
di fatturazione tra gli operatori della filiera necessarie
all’attuazione di quanto previsto al primo e al secondo periodo. Nei
contratti di cui al primo e al secondo periodo, in caso di emissione
di fatture a debito nei riguardi dell’utente per conguagli riferiti a
periodi maggiori di due anni, qualora l’Autorita’ garante della
concorrenza e del mercato abbia aperto un procedimento per
l’accertamento di violazioni del codice del consumo, di cui al
decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, relative alle modalita’
di rilevazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli e di
fatturazione adottate dall’operatore interessato, l’utente che ha
presentato un reclamo riguardante il conguaglio nelle forme previste
dall’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, ha diritto alla sospensione del
pagamento finche’ non sia stata verificata la legittimita’ della
condotta dell’operatore. Il venditore ha l’obbligo di comunicare
all’utente l’avvio del procedimento di cui al periodo precedente e di
informarlo dei conseguenti diritti. E’ in ogni caso diritto
dell’utente, all’esito della verifica di cui al quarto periodo,
ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo
di indebito conguaglio.
5. Le disposizioni di cui al comma 4 non si applicano qualora la
mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo derivi da
responsabilita’ accertata dell’utente.
6. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, con propria deliberazione, entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
definisce misure a tutela dei consumatori determinando le forme
attraverso le quali i distributori garantiscono l’accertamento e
l’acquisizione dei dati dei consumi effettivi.
7. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, puo’ definire, con propria
deliberazione, misure atte a incentivare l’autolettura senza oneri a
carico dell’utente.
8. Entro il 1° luglio 2019, il soggetto gestore del Sistema
informatico integrato per la gestione dei flussi informativi relativi
ai mercati dell’energia elettrica e del gas, di cui all’articolo
1-bis del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 agosto 2010, n. 129, provvede agli
adeguamenti necessari per permettere ai clienti finali di accedere
attraverso il Sistema medesimo ai dati riguardanti i propri consumi,
senza oneri a loro carico. Le disposizioni per l’attuazione del primo
periodo sono adottate con deliberazione dell’Autorita’ per l’energia
elettrica, il gas e il sistema idrico, ridenominata ai sensi del
comma 528, nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati
personali, sentito il parere del Garante per la protezione dei dati
personali.
9. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le
modalita’ tecniche e operative che il servizio postale deve osservare
per assicurare la certezza della data di spedizione delle fatture
agli utenti da parte dei soggetti gestori di servizi di pubblica
utilita’.
10. Le disposizioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano alle fatture
la cui scadenza e’ successiva:
a) per il settore elettrico, al 1° marzo 2018;
b) per il settore del gas, al 1° gennaio 2019;
c) per il settore idrico, al 1° gennaio 2020.
11. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema
idrico, ridenominata ai sensi del comma 528, sono individuati criteri
e modalita’ volti a favorire la diffusione della tecnologia di
integrazione tra i veicoli e la rete elettrica, denominata vehicle to
grid, anche prevedendo la definizione delle regole per la
partecipazione ai mercati elettrici e di specifiche misure di
riequilibrio degli oneri di acquisto rispetto ai prezzi di rivendita
dell’energia.
12. Per l’anno 2018, ai fini delle imposte sui redditi delle
persone fisiche, dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 36
per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo
delle stesse non superiore a 5.000 euro per unita’ immobiliare ad uso
abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei
contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo
idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi
alla:
a) « sistemazione a verde » di aree scoperte private di edifici
esistenti, unita’ immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di
irrigazione e realizzazione pozzi;
b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
13. La detrazione di cui al comma 12 spetta anche per le spese
sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli
edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice
civile, fino ad un importo massimo complessivo di 5.000 euro per
unita’ immobiliare ad uso abitativo. In tale ipotesi la detrazione
spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a
condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al
condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei
redditi.
14. Trale spese indicate nei commi 12 e 13 sono comprese quelle di
progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi
ivi indicati.
15. La detrazione di cui ai commi da 12 a 14 spetta a condizione
che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la
tracciabilita’ delle operazioni ed e’ ripartita in dieci quote
annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle
spese e in quelli successivi. Si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni contenute nei commi 5, 6 e 8 dell’articolo 16-bis del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.
16. All’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 2014, n.
47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80,
le parole: « Per il quadriennio 2014-2017, » sono sostituite dalle
seguenti: « Per gli anni dal 2014 al 2019, ».
17. All’articolo 1, comma 4, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « , nonche’ le strutture
di cui all’articolo 3 della legge 24 ottobre 2000, n. 323, queste
ultime anche per la realizzazione di piscine termali e per
l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo
svolgimento delle attivita’ termali ».
18. I soggetti di cui al comma 17 accedono al credito d’imposta di
cui all’articolo 10 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106,
secondo le modalita’ previste dal decreto adottato ai sensi del comma
4 del medesimo articolo 10.
19. Ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000,
n. 212, l’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre
1999, n. 488, nonche’ il decreto del Ministro delle finanze 29
dicembre 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31
dicembre 1999, si interpretano nel senso che l’individuazione dei
beni che costituiscono una parte significativa del valore delle
forniture effettuate nell’ambito delle prestazioni aventi per oggetto
interventi di recupero del patrimonio edilizio e delle parti staccate
si effettua in base all’autonomia funzionale delle parti rispetto al
manufatto principale, come individuato nel citato decreto
ministeriale; come valore dei predetti beni deve essere assunto
quello risultante dall’accordo contrattuale stipulato dalle parti
contraenti, che deve tenere conto solo di tutti gli oneri che
concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle
materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli
stessi e che, comunque, non puo’ essere inferiore al prezzo di
acquisto dei beni stessi. La fattura emessa ai sensi dell’articolo 21
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve
indicare, oltre al servizio che costituisce l’oggetto della
prestazione, anche i beni di valore significativo, individuati con il
predetto decreto del Ministro delle finanze 29 dicembre 1999, che
sono forniti nell’ambito dell’intervento stesso. Sono fatti salvi i
comportamenti difformi tenuti fino alla data di entrata in vigore
della presente legge. Non si fa luogo al rimborso dell’imposta sul
valore aggiunto applicata sulle operazioni effettuate.
20. Al Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni
in locazione, istituito dalla legge 9 dicembre 1998, n. 431, e’
assegnata una dotazione di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni
2019 e 2020.
21. In attuazione di quanto previsto dall’articolo 11, comma 6,
della legge 9 dicembre 1998, n. 431, le regioni possono destinare le
somme non spese della dotazione del Fondo destinato agli inquilini
morosi incolpevoli, istituito dall’articolo 6, comma 5, del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, all’incremento del Fondo
nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione.
22. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
da emanare entro il 30 giugno di ciascuno degli anni 2019 e 2020,
sono stabilite le modalita’ di trasferimento delle risorse tra i due
Fondi in relazione alle annualita’ pregresse.
23. All’articolo 15, comma 1, del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) alla lettera i-sexies), primo periodo, le parole: « , o 50
chilometri per gli studenti residenti in zone montane o disagiate »
sono sostituite dalle seguenti: « e comunque in una provincia diversa
» e il secondo periodo e’ soppresso;
b) dopo la lettera i-sexies) e’ inserita la seguente:
« i-sexies.01) limitatamente ai periodi d’imposta in corso al
31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018, il requisito della distanza
di cui alla lettera i-sexies) si intende rispettato anche all’interno
della stessa provincia ed e’ ridotto a 50 chilometri per gli studenti
residenti in zone montane o disagiate ».
24. All’articolo 20 del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172,
il comma 8-bis e’ abrogato.
25. All’articolo 36, comma 1-ter, del decreto-legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « sottoscritti con firma digitale » sono sostituite
dalle seguenti: « stipulati con atto pubblico informatico »;
b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « e fatti salvi i
requisiti formali per l’iscrizione nel registro delle imprese come
prescritti dagli articoli 2436, primo comma, e 2556, secondo comma,
del codice civile ».
26. Nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti e’ istituito un fondo finalizzato all’erogazione di
contributi ai comuni per l’integrazione delle risorse necessarie agli
interventi di demolizione di opere abusive, con una dotazione di 5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019. Con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con
il Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo e con
il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza
unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, sono definiti i criteri per l’utilizzazione e per la
ripartizione del fondo. I contributi sono erogati sulla base delle
richieste adeguatamente corredate della documentazione amministrativa
e contabile relativa alle demolizioni da eseguire ovvero delle
risultanze delle attivita’ di accertamento tecnico e di
predisposizione degli atti finalizzati all’acquisizione dei manufatti
abusivi al patrimonio, da parte dei comuni e delle regioni.
27. Al fine dell’attuazione del comma 26 e’ istituita presso il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, la banca di dati
nazionale sull’abusivismo edilizio, di cui si avvalgono le
amministrazioni statali, regionali e comunali nonche’ gli uffici
giudiziari competenti. A tal fine e’ autorizzata la spesa di 500.000
euro a decorrere dall’anno 2019. Gli enti, le amministrazioni e gli
organi a qualunque titolo competenti in materia di abusivismo
edilizio sono tenuti a condividere e trasmettere le informazioni
relative agli illeciti accertati e ai provvedimenti emessi. In caso
di tardivo inserimento dei dati nella banca di dati nazionale si
applica una sanzione pecuniaria fino a euro 1.000 a carico del
dirigente o del funzionario inadempiente. Con decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti sono definite le modalita’ di
funzionamento, di accesso e di gestione della banca di dati.
28. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 15:
1) al comma 1, dopo la lettera i-novies) e’ aggiunta la
seguente:
« i-decies) le spese sostenute per l’acquisto degli
abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e
interregionale per un importo non superiore a 250 euro »;
2) al comma 2, primo periodo, le parole: « e i-sexies) » sono
sostituite dalle seguenti: « , i-sexies) e i-decies) » e le parole: «
per gli oneri di cui alla lettera f), il limite complessivo ivi
stabilito » sono sostituite dalle seguenti: « per gli oneri di cui
alle lettere f) e i-decies), i limiti complessivi ivi stabiliti »;
b) all’articolo 51, comma 2, dopo la lettera d) e’ inserita la
seguente:
« d-bis) le somme erogate o rimborsate alla generalita’ o a
categorie di dipendenti dal datore di lavoro o le spese da
quest’ultimo direttamente sostenute, volontariamente o in conformita’
a disposizioni di contratto, di accordo o di regolamento aziendale,
per l’acquisto degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale,
regionale e interregionale del dipendente e dei familiari indicati
nell’articolo 12 che si trovano nelle condizioni previste nel comma 2
del medesimo articolo 12; ».
29. Ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari di
reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che
effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi, esclusi
i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’articolo 164,
comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dal 1º
gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, ovvero entro il 30 giugno 2019, a
condizione che entro la data del 31 dicembre 2018 il relativo ordine
risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di
acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di
acquisizione, con esclusivo riferimento alla determinazione delle
quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo
di acquisizione e’ maggiorato del 30 per cento. La maggiorazione non
si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni di
cui all’articolo 1, comma 8, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
30. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 9, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, si applicano anche agli investimenti in beni
materiali strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2018,
ovvero entro il 31 dicembre 2019, a condizione che entro la data del
31 dicembre 2018 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e
sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per
cento del costo di acquisizione.
31. Per i soggetti che beneficiano della maggiorazione di cui al
comma 30, le disposizioni dell’articolo 1, comma 10, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, si applicano anche agli investimenti in beni
immateriali strumentali effettuati nel periodo di cui al comma 30.
32. All’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232,
sono aggiunte, in fine, le seguenti voci:
« sistemi di gestione della supply chain finalizzata al drop
shipping nell’e-commerce;
software e servizi digitali per la fruizione immersiva, interattiva
e partecipativa, ricostruzioni 3D, realta’ aumentata;
software, piattaforme e applicazioni per la gestione e il
coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di
integrazione delle attivita’ di servizio (comunicazione
intra-fabbrica, fabbrica-campo con integrazione telematica dei
dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica
di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field)».
33. Ai fini della fruizione dei benefici di cui ai commi 30 e 31,
l’impresa e’ tenuta a produrre la documentazione di cui all’articolo
1, comma 11, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
34. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni di cui
all’articolo 1, commi 93 e 97, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
35. Ai soli effetti della disciplina di cui al comma 30 e di cui
all’articolo 1, comma 9, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, se nel
corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo si
verifica il realizzo a titolo oneroso del bene oggetto
dell’agevolazione, non viene meno la fruizione delle residue quote
del beneficio, cosi’ come originariamente determinate, a condizione
che, nello stesso periodo d’imposta del realizzo, l’impresa:
a) sostituisca il bene originario con un bene materiale strumentale
nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a
quelle previste dall’allegato A alla legge 11 dicembre 2016, n. 232;
b) attesti l’effettuazione dell’investimento sostitutivo, le
caratteristiche del nuovo bene e il requisito dell’interconnessione
secondo le regole previste dall’articolo 1, comma 11, della legge 11
dicembre 2016, n. 232.
36. Nel caso in cui il costo di acquisizione dell’investimento
sostitutivo di cui al comma 35 sia inferiore al costo di acquisizione
del bene sostituito e sempre che ricorrano le altre condizioni
previste alle lettere a) e b) del comma 35, la fruizione del
beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo
del nuovo investimento.
37. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 26, le parole: « e 2017 » sono sostituite dalle
seguenti: « , 2017 e 2018 » e dopo il primo periodo e’ aggiunto il
seguente: « Per l’anno 2018 la sospensione di cui al primo periodo
non si applica ai comuni istituiti a seguito di fusione ai sensi
degli articoli 15 e 16 del testo unico di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, al fine di consentire, a parita’ di gettito,
l’armonizzazione delle diverse aliquote »;
b) al comma 28 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per
l’anno 2018, i comuni che hanno deliberato ai sensi del periodo
precedente possono continuare a mantenere con espressa deliberazione
del consiglio comunale la stessa maggiorazione confermata per gli
anni 2016 e 2017 ».
38. All’articolo 1, comma 652, terzo periodo, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, le parole: « e 2017 » sono sostituite dalle
seguenti: « , 2017 e 2018 ».
39. All’articolo 1, comma 11,del decreto-legge 16 ottobre 2017, n.
148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2017, n.
172, il secondo periodo e’ soppresso.
40. Per far fronte agli oneri derivanti dalla concessione dei
contributi previsti dall’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21
giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
agosto 2013, n. 98, nonche’ dall’articolo 1, comma 56, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, e dai commi 41 e 42, l’autorizzazione di spesa
di cui al comma 8 del predetto articolo 2 del decreto-legge 21 giugno
2013, n. 69, e’ integrata di 33 milioni di euro per l’anno 2018, di
66 milioni di euro per l’anno 2019, di 66 milioni di euro per l’anno
2020, di 66 milioni di euro per l’anno 2021, di 66 milioni di euro
per l’anno 2022 e di 33 milioni di euro per l’anno 2023.
41. Una quota pari al 30 per cento delle risorse di cui al comma 40
e’ riservata alla concessione dei contributi di cui all’articolo 1,
comma 56, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, a fronte degli
investimenti di cui al comma 55 del medesimo articolo 1. Le risorse
che, alla data del 30 settembre 2018, non risultano utilizzate per la
predetta riserva rientrano nelle disponibilita’ complessive della
misura.
42. Il termine per la concessione dei finanziamenti di cui
all’articolo 1, comma 52, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e’
prorogato fino alla data dell’avvenuto esaurimento delle risorse
disponibili, comunicato con avviso pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 123.
43. All’articolo 44, comma 1, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, dopo la lettera d) e’ inserita la seguente:
« d-bis) i proventi derivanti da prestiti erogati per il tramite di
piattaforme di prestiti per soggetti finanziatori non professionali
(piattaforme di Peer to Peer Lending)gestite da societa’ iscritte
all’albo degli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del
testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o da istituti di
pagamento rientranti nell’ambito di applicazione dell’articolo 114
del medesimo testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del
1993, autorizzati dalla Banca d’Italia ».
44. I gestori di cui alla lettera d-bis) del comma 1 dell’articolo
44 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, introdotta dal
comma 43, operano una ritenuta alla fonte a titolo di imposta sui
redditi di capitale corrisposti a persone fisiche con l’aliquota
prevista dall’articolo 26, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
45. All’articolo 6, secondo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le parole: « , salvo per gli
atti o negozi di cui alla lettera g-quinquies) » sono soppresse.
46. A tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica,
dal settore economico in cui operano nonche’ dal regime contabile
adottato, che effettuano spese in attivita’ di formazione nel periodo
d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017, e’
attribuito un credito d’imposta nella misura del 40 per cento delle
spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per
il periodo in cui e’ occupato in attivita’ di formazione negli ambiti
di cui al comma 48.
47. Il credito d’imposta di cui al comma 46 e’ riconosciuto, fino
ad un importo massimo annuale di euro 300.000 per ciascun
beneficiario, per le attivita’ di formazione, negli ambiti richiamati
al comma 48, pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o
territoriali.
48. Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attivita’ di
formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle
tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data
e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi
cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e
realta’ aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia
uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle
macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate
negli ambiti elencati nell’allegato A.
49. Non si considerano attivita’ di formazione ammissibili la
formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per
conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza
sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra
normativa obbligatoria in materia di formazione.
50. Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione
dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute
le spese di cui al comma 46 e in quelle relative ai periodi d’imposta
successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo, non concorre alla
formazione del reddito ne’ della base imponibile dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive, non rileva ai fini del rapporto
di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed
e’ utilizzabile a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello
in cui i costi sono sostenuti esclusivamente in compensazione ai
sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
51. Al credito d’imposta di cui ai commi da 46 a 56 non si
applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e di cui all’articolo 34 della legge 23
dicembre 2000, n. 388.
52. L’incentivo si applica nel rispetto dei limiti e delle
condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014 della
Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di
aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, e in particolare dall’articolo 31 del medesimo regolamento,
che disciplina gli aiuti alla formazione. Agli adempimenti europei
provvede il Ministero dello sviluppo economico.
53. Ai fini dell’ammissibilita’ al credito d’imposta, i costi sono
certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un
professionista iscritto nel Registro dei revisori legali, di cui al
decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. Tale certificazione deve
essere allegata al bilancio. Le imprese non soggette a revisione
legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un
revisore legale dei conti o di una societa’ di revisione legale dei
conti. Il revisore legale dei conti o il professionista responsabile
della revisione legale dei conti, nell’assunzione dell’incarico,
osserva i principi di indipendenza elaborati ai sensi dell’articolo
10 del citato decreto legislativo n. 39 del 2010 e, in attesa della
loro emanazione, quelli previsti dal codice etico dell’International
Federation of Accountants (IFAC). Le spese sostenute per l’attivita’
di certificazione contabile da parte delle imprese di cui al terzo
periodo sono ammissibili entro il limite massimo di euro 5.000. Le
imprese con bilancio revisionato sono esenti dagli obblighi previsti
dal presente comma.
54. Nei confronti del revisore legale dei conti o del
professionista responsabile della revisione legale dei conti che
incorre in colpa grave nell’esecuzione degli atti che gli sono
richiesti per il rilascio della certificazione di cui al comma 53 si
applicano le disposizioni dell’articolo 64 del codice di procedura
civile.
55. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, sono adottate, entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, le disposizioni
applicative necessarie, con particolare riguardo alla documentazione
richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle cause di decadenza
dal beneficio.
56. Per l’attuazione delle disposizioni dei commi da 46 a 55 e’
autorizzata la spesa di 250 milioni di euro per l’anno 2019. Il
Ministero dell’economia e delle finanze effettua il monitoraggio
delle fruizioni del credito d’imposta di cui ai commi da 46 a 55, ai
fini di quanto previsto dall’articolo 17, comma 13, della legge 31
dicembre 2009, n. 196.
57. Nel limite di spesa di 500.000 euro per l’anno 2018 e di un
milione di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, fino ad
esaurimento delle risorse disponibili, alle imprese culturali e
creative, come definite al secondo periodo, e’ riconosciuto un
credito d’imposta nella misura del 30 per cento dei costi sostenuti
per attivita’ di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e
servizi culturali e creativi secondo le modalita’ stabilite con il
decreto di cui al comma 58. Sono imprese culturali e creative le
imprese o i soggetti che svolgono attivita’ stabile e continuativa,
con sede in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o
in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico
europeo, purche’ siano soggetti passivi di imposta in Italia, che
hanno quale oggetto sociale, in via esclusiva o prevalente,
l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione,
la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di
prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell’ingegno
inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle
arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e
all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei nonche’ al
patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati.
58. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e
del turismo, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da
adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sentite le competenti Commissioni parlamentari,
che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, e previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tenendo
conto delle necessita’ di coordinamento con le disposizioni del
codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio
2017, n. 117, e’ disciplinata, senza nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica e nell’ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente, la procedura per il
riconoscimento della qualifica di impresa culturale e creativa e per
la definizione di prodotti e servizi culturali e creativi e sono
previste adeguate forme di pubblicita’.
59. Le imprese di cui al comma 57 possono accedere al credito
d’imposta ivi previsto nel rispetto dei limiti di cui al regolamento
(UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo
agli aiuti « de minimis ». Il credito d’imposta di cui al comma 57
non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui
redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale
sulle attivita’ produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui
agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, ed e’ utilizzabile esclusivamente in
compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241.
60. Le disposizioni per l’applicazione dei commi 57 e 59, con
riferimento, in particolare, al monitoraggio e al rispetto dei limiti
di spesa ivi indicati, alle tipologie di spesa ammissibili, alle
procedure per l’ammissione al beneficio, ai limiti massimi della
spesa ammissibile, ai criteri per la verifica e l’accertamento
dell’effettivita’ delle spese sostenute, ai criteri relativi al
cumulo con altre agevolazioni aventi ad oggetto gli stessi costi,
alle cause di decadenza e revoca del beneficio nonche’ alle procedure
di recupero nei casi di utilizzo illegittimo del credito d’imposta,
secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 6, del decreto-legge
25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
maggio 2010, n. 73, sono stabilite con decreto del Ministro dei beni
e delle attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dello
sviluppo economico, da adottare entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
61. Al fine di favorire la creazione di condizioni favorevoli allo
sviluppo di nuovi investimenti nelle aree portuali delle regioni in
cui non si applicano gli articoli 4 e 5 del decreto-legge 20 giugno
2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2017, n. 123, e’ prevista l’istituzione della Zona logistica
semplificata.
62. La Zona logistica semplificata puo’ essere istituita nelle
regioni di cui al comma 61, nel numero massimo di una per ciascuna
regione, qualora nelle suddette regioni sia presente almeno un’area
portuale con le caratteristiche stabilite dal regolamento (UE) n.
1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre
2013, sugli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete
transeuropea dei trasporti, o un’Autorita’ di sistema portuale di cui
alla legge 28 gennaio 1994, n. 84, come modificata dal decreto
legislativo 4 agosto 2016, n. 169.
63. La Zona logistica semplificata e’ istituita con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare su proposta del
Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, di concerto
con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta
della regione interessata, per una durata massima di sette anni,
rinnovabile fino a un massimo di ulteriori sette anni.
64. Le nuove imprese e quelle gia’ esistenti che operano nella Zona
logistica semplificata fruiscono delle procedure semplificate di cui
all’articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto-legge 20 giugno
2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2017, n. 123.
65. Per l’istituzione delle Zone logistiche semplificate si
applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative alla
procedura di istituzione delle Zone economiche speciali previste dal
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato ai sensi
dell’articolo 4, comma 3, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123.
66. All’articolo 1, comma 618, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « Il Commissario di governo per il Friuli-Venezia
Giulia » sono sostituite dalle seguenti: « Il presidente
dell’Autorita’ di sistema portuale del Mare Adriatico orientale »;
b) dopo le parole: « di punto franco » sono inserite le seguenti: «
ai sensi dell’allegato VIII del Trattato di pace fra l’Italia e le
Potenze alleate ed associate, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947,
reso esecutivo dal decreto legislativo del Capo provvisorio dello
Stato 28 novembre 1947, n. 1430, ratificato ai sensi della legge 25
novembre 1952, n. 3054, ».
67. Per consentire al sistema degli Istituti tecnici superiori,
scuole per le tecnologie applicate del sistema di istruzione
nazionale, di cui al capo II del decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
86 dell’11 aprile 2008, di incrementare l’offerta formativa e
conseguentemente i soggetti in possesso di competenze abilitanti
all’utilizzo degli strumenti avanzati di innovazione tecnologica e
organizzativa correlati anche al processo Industria 4.0, il Fondo
previsto dall’articolo 1, comma 875, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 12 del citato
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, e’
incrementato di 10 milioni di euro nell’anno 2018, 20 milioni di euro
nell’anno 2019 e 35 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020. Con
decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono definiti i programmi di sviluppo a
livello nazionale che beneficiano delle risorse del primo periodo.
68. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, sono definiti, senza maggiori oneri,
i requisiti che gli Istituti tecnici superiori devono possedere al
fine del rilascio del diploma di tecnico superiore e le modalita’ di
rilascio del predetto diploma.
69. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato
su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali sono integrati gli standard
organizzativi e di percorso degli Istituti tecnici superiori al fine
di adeguare l’offerta formativa alle mutate esigenze del contesto di
riferimento, correlato anche al processo Industria 4.0.
70. Per l’esercizio delle funzioni di cui all’articolo 1, comma
947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’ attribuito un
contributo di 75 milioni di euro per l’anno 2018 da ripartire con le
modalita’ ivi previste.
71. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 613, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, finalizzate al Fondo di cui all’articolo 1,
comma 866, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, per un importo fino
a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2033,
possono essere destinate al finanziamento di progetti sperimentali e
innovativi di mobilita’ sostenibile, coerenti con i Piani urbani
della mobilita’ sostenibile (PUMS) ove previsti dalla normativa
vigente, per l’introduzione di mezzi su gomma o imbarcazioni ad
alimentazione alternativa e relative infrastrutture di supporto,
presentati dai comuni e dalle citta’ metropolitane. In via
sperimentale, in sede di prima applicazione, un terzo delle risorse
del Fondo e’ attribuito ai comuni capoluogo delle citta’
metropolitane, di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, e ai comuni
capoluogo delle province ad alto inquinamento di particolato PM10 e
di biossido di azoto, chiamati ad adottare azioni strutturali per la
riduzione dell’inquinamento atmosferico al fine del rispetto della
direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21
maggio 2008, relativa alla qualita’ dell’aria. Alle medesime
finalita’ di cui al primo periodo possono essere destinate le risorse
di cui all’articolo 1, comma 613, ultimo periodo, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, finalizzate al programma di interventi
finalizzati ad aumentare la competitivita’ delle imprese produttrici
di beni e di servizi nella filiera dei mezzi di trasporto pubblico su
gomma e dei sistemi intelligenti per il trasporto. Con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro dell’economia e
delle finanze, sono stabilite le modalita’ di utilizzo delle risorse
di cui al presente comma.
72. Al fine di sostenere la diffusione delle buone pratiche
tecnologiche nel processo di trasformazione digitale della rete
stradale nazionale (Smart Road) nonche’ allo scopo di promuovere lo
sviluppo, la realizzazione in via prototipale, la sperimentazione e
la validazione di soluzioni applicative dinamicamente aggiornate alle
specifiche funzionali, di valutare e aggiornare dinamicamente le
specifiche funzionali per le Smart Road e di facilitare un’equa
possibilita’ di accesso del mondo produttivo ed economico alla
sperimentazione, e’ autorizzata la sperimentazione su strada delle
soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica. A tale
fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, sentito il Ministro dell’interno, sono definiti le
modalita’ attuative e gli strumenti operativi della sperimentazione.
Per le finalita’ di cui al presente comma e’ autorizzata la spesa di
un milione di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019.
73. All’articolo 1, comma 89, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
e’ aggiunta, in fine, la seguente lettera:
« b-bis) quote di prestiti, di fondi di credito cartolarizzati
erogati od originati per il tramite di piattaforme di prestiti per
soggetti finanziatori non professionali, gestite da societa’ iscritte
nell’albo degli intermediari finanziari tenuto dalla Banca d’Italia
di cui all’articolo 106 del testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385, da istituti di pagamento rientranti nel campo di
applicazione dell’articolo 114 del medesimo testo unico di cui al
decreto legislativo n. 385 del 1993 o da soggetti vigilati operanti
nel territorio italiano in quanto autorizzati in altri Stati
dell’Unione europea ».
74. All’articolo 27 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, dopo la lettera e) e’ aggiunta la seguente:
« e-bis) destinazione annuale dello 0,025 per cento
dell’ammontare del Fondo alla copertura dei costi di funzionamento
dell’Osservatorio di cui all’articolo 1, comma 300, della legge 24
dicembre 2007, n. 244 »;
b) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
« 2-bis. Ai fini dell’applicazione di quanto previsto dalle
lettere a), b) ed e) del comma 2 e dal comma 8 del presente articolo,
le percentuali di riparto di cui alla tabella allegata al decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 11 novembre 2014 sono
modificate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, a decorrere dall’esercizio 2018, in ragione dell’incidenza
che sulle stesse hanno le variazioni del canone di accesso
all’infrastruttura ferroviaria introdotte dalla societa’ Rete
ferroviaria italiana Spa, con decorrenza dal 1° gennaio 2018, in
ottemperanza ai criteri stabiliti dall’Autorita’ di regolazione dei
trasporti ai sensi dell’articolo 37, commi 2 e 3, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214 ».
75. All’articolo 62-quater del testo unico delle disposizioni
legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e
relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, riguardante l’imposta di consumo
sui prodotti succedanei dei prodotti da fumo, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 5, le parole da: « La vendita » fino a: « in via
esclusiva » sono sostituite dalle seguenti: « La vendita dei prodotti
di cui ai commi 1 e 1-bis, contenenti o meno nicotina, ad eccezione
dei dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di
ricambio, e’ effettuata in via esclusiva »;
b) il comma 5-bis e’ sostituito dal seguente:
« 5-bis. Con decreto direttoriale dell’Agenzia delle dogane e
dei monopoli, area monopoli, da adottare entro il 31 marzo 2018, sono
stabiliti, per gli esercizi di vicinato, le farmacie e le
parafarmacie, le modalita’ e i requisiti per l’autorizzazione alla
vendita e per l’approvvigionamento dei prodotti da inalazione senza
combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno
nicotina, di cui ai commi 1 e 1-bis, ad eccezione dei dispositivi
meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio, secondo i
seguenti criteri: a) prevalenza, per gli esercizi di vicinato,
escluse le farmacie e le parafarmacie, dell’attivita’ di vendita dei
prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis e dei dispositivi meccanici ed
elettronici, comprese le parti di ricambio; b) effettiva capacita’ di
garantire il rispetto del divieto di vendita ai minori; c) non
discriminazione tra i canali di approvvigionamento. Nelle more
dell’adozione del decreto previsto al primo periodo, agli esercizi di
cui al presente comma e’ consentita la prosecuzione dell’attivita’ »;
c) dopo il comma 7 e’ aggiunto il seguente:
« 7-bis. Le disposizioni degli articoli 291-bis, 291-ter e
291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia
doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23
gennaio 1973, n. 43, si applicano anche con riferimento ai prodotti
di cui ai commi 1 e 1-bis del presente articolo, ad eccezione dei
dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio,
secondo il meccanismo di equivalenza di cui al comma 1-bis. Si
applicano altresi’ ai medesimi prodotti di cui ai commi 5 e 5-bis del
presente articolo le disposizioni degli articoli 96 della legge 17
luglio 1942, n. 907, e 5 della legge 18 gennaio 1994, n. 50».
76. Il comma 11 dell’articolo 21 del decreto legislativo 12 gennaio
2016, n. 6, e’ sostituito dal seguente:
« 11. E’ vietata la vendita a distanza di prodotti da inalazione
senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno
nicotina, ai consumatori che acquistano nel territorio dello Stato ».
77. I treni adibiti al trasporto di passeggeri sono dotati di
adeguate misure atte a garantire il primo soccorso ai passeggeri in
caso di emergenza.
78. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
previo parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di
cui all’articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
individuati le dotazioni minime di primo soccorso, in relazione alle
specifiche caratteristiche dei servizi ferroviari, nonche’ i tempi e
le modalita’ di attuazione della disposizione del comma 77. Le
dotazioni di primo soccorso potranno essere acquisite dalle societa’
di trasporto ferroviario anche tramite convenzioni o sponsorizzazioni
da parte di soggetti privati. Il decreto di cui al presente comma
individua altresi’ le modalita’ e i criteri per la formazione del
personale viaggiante.
79. A titolo di contributo per la realizzazione delle misure di cui
al comma 78, la dotazione del Fondo nazionale per il concorso
finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, di
cui all’articolo 16-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e’
incrementata di 500.000 euro per l’anno 2018, di 2 milioni di euro
per l’anno 2019 e di 1 milione di euro per l’anno 2020.
80. All’articolo 1, comma 102, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: « che svolgono attivita’ diverse da
quella immobiliare, » sono soppresse;
b) i periodi: « Ai fini dei commi da 100 a 113 del presente
articolo si presume, senza possibilita’ di prova contraria, impresa
che svolge attivita’ immobiliare quella il cui patrimonio e’
prevalentemente costituito da beni immobili diversi da quelli alla
cui produzione o al cui scambio e’ effettivamente diretta l’attivita’
di impresa, dagli impianti e dai fabbricati utilizzati direttamente
nell’esercizio di impresa. Si considerano direttamente utilizzati
nell’esercizio di impresa gli immobili concessi in locazione
finanziaria e i terreni su cui l’impresa svolge l’attivita’ agricola
» sono soppressi.
81. All’articolo 15 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 10-bis, dopo le parole: « Le previsioni del comma 10
sono applicabili anche ai maggiori valori delle partecipazioni di
controllo » sono inserite le seguenti: « in societa’ residenti e non
residenti anche prive di stabile organizzazione in Italia »;
b) al comma 10-ter sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « in
societa’ residenti e non residenti anche prive di stabile
organizzazione in Italia ».
82. Le disposizioni di cui al comma 81 si applicano con riferimento
agli acquisti di partecipazioni di controllo perfezionati a partire
dal periodo di imposta anteriore a quello in corso alla data di
entrata in vigore della presente legge, nei limiti dei
disallineamenti ancora esistenti alla chiusura di detto periodo.
83. Al fine di evitare fenomeni di doppia deduzione fiscale dei
valori delle attivita’ immateriali oggetto di riallineamento ai sensi
dell’articolo 1, comma 151, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, con
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare
entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite le modalita’ di attuazione delle
disposizioni di cui al comma 81.
84. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 65, dopo le parole: « fondi comuni d’investimento »
sono inserite le seguenti: « e le societa’ di intermediazione
mobiliare »;
b) il comma 67 e’ sostituito dal seguente:
« 67. All’articolo 96, comma 5-bis, del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
“Gli interessi passivi sostenuti dalle imprese di assicurazione e
dalle societa’ capogruppo di gruppi assicurativi, nonche’ dalle
societa’ di gestione dei fondi comuni d’investimento e dalle societa’
di intermediazione mobiliare di cui al testo unico delle disposizioni
in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, sono deducibili nei limiti del
96 per cento del loro ammontare” ».
85. All’articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente:«Per le
societa’ di intermediazione mobiliare di cui al testo unico delle
disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, gli interessi passivi
concorrono alla formazione del valore della produzione nella misura
del 96 per cento del loro ammontare ».
86. Le disposizioni di cui ai commi 84 e 85 si applicano a
decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31
dicembre 2016.
87. Al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di
registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 20, comma 1:
1) le parole: « degli atti presentati » sono sostituite dalle
seguenti: « dell’atto presentato »;
2) dopo la parola: « apparente » sono aggiunte le seguenti: « ,
sulla base degli elementi desumibili dall’atto medesimo, prescindendo
da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati, salvo quanto
disposto dagli articoli successivi »;
b) all’articolo 53-bis, comma 1, le parole: « Le attribuzioni e i
poteri » sono sostituite dalle seguenti: « Fermo restando quanto
previsto dall’articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, le
attribuzioni e i poteri ».
88. All’articolo 20 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, dopo il
primo comma sono inseriti i seguenti:
« Il trattamento tributario di cui al primo comma si applica anche
a tutti gli atti preordinati alla trasformazione del territorio posti
in essere mediante accordi o convenzioni tra privati ed enti
pubblici, nonche’ a tutti gli atti attuativi posti in essere in
esecuzione dei primi.
La disposizione di cui al secondo comma si applica a tutte le
convenzioni e atti di cui all’articolo 40-bis della legge provinciale
di Bolzano 11 agosto 1997, n. 13, per i quali non siano ancora
scaduti i termini di accertamento e di riscossione ai sensi della
normativa vigente o rispetto ai quali non sia stata emessa sentenza
passata in giudicato ».
89. Alle piccole e medie imprese, come definite dalla
raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che
successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge
iniziano una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato
regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno
Statomembro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo e’
riconosciuto, nel caso di ottenimento dell’ammissione alla
quotazione, un credito d’imposta, fino ad un importo massimo nella
misura di 500.000 euro, del 50 per cento dei costi di consulenza
sostenuti fino al 31 dicembre 2020, per la predetta finalita’.
90. Il credito d’imposta di cui al comma 89 e’ utilizzabile, nel
limite complessivo di 20 milioni di euro per l’anno 2019 e 30 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, esclusivamente in
compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a
quello in cui e’ stata ottenuta la quotazione e deve essere indicato
nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di
maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai
periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude
l’utilizzo. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del
reddito, ne’ della base imponibile dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, e non rileva ai fini del rapporto di cui agli
articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Al credito
d’imposta non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all’articolo 34 della legge
23 dicembre 2000, n. 388.
91. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono stabiliti le modalita’ e i criteri per l’attuazione delle
disposizioni di cui ai commi da 89 a 92, con particolare riguardo
all’individuazione delle procedure che danno accesso al beneficio, ai
casi di esclusione, alle procedure di concessione e di utilizzo del
beneficio, alla documentazione richiesta, all’effettuazione dei
controlli e delle revoche nonche’ alle modalita’ finalizzate ad
assicurare il rispetto del limite di spesa di cui al comma 90.
92. L’incentivo e’ concesso nel rispetto dei limiti e delle
condizioni previsti dal regolamento (UE) n. 651/2014 della
Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di
aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, e in particolare dall’articolo 18 del medesimo regolamento,
che disciplina gli aiuti alle PMI per servizi di consulenza. Agli
adempimenti europei, nonche’ a quelli relativi al Registro nazionale
degli aiuti di Stato, provvede il Ministero dello sviluppo economico.
93. L’Agenzia delle entrate e l’Agenzia delle dogane e dei
monopoli, mediante i rispettivi regolamenti di amministrazione di cui
all’articolo 71 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
possono:
a) istituire posizioni organizzative per lo svolgimento di
incarichi di elevata responsabilita’, alta professionalita’ o
particolare specializzazione, ivi compresa la responsabilita’ di
uffici operativi di livello non dirigenziale, nei limiti del
risparmio di spesa conseguente alla riduzione di posizioni
dirigenziali; tale riduzione non rileva ai fini del calcolo del
rapporto tra personale dirigenziale di livello generale e personale
dirigenziale di livello non generale, di cui all’articolo
23-quinquies, comma 1, lettera a), numero 2), del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135;
b) disciplinare il conferimento delle posizioni a funzionari con
almeno cinque anni di esperienza nella terza area mediante una
selezione interna che tiene conto delle conoscenze professionali,
delle capacita’ tecniche e gestionali degli interessati e delle
valutazioni dagli stessi conseguite negli anni precedenti;
c) attribuire ai titolari delle posizioni il potere di adottare
atti e provvedimenti amministrativi, compresi gli atti che impegnano
l’Agenzia verso l’esterno, i poteri di spesa e quelli di acquisizione
delle entrate rientranti nella competenza dei propri uffici, di
livello non dirigenziale, e la responsabilita’ dell’attivita’
amministrativa, della gestione e dei relativi risultati nonche’ la
gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi
poteri di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di
controllo;
d) prevedere l’articolazione delle posizioni secondo diversi
livelli di responsabilita’, con conseguente graduazione della
retribuzione di posizione e, in caso di valutazione positiva,
l’attribuzione della retribuzione di risultato sulla base del livello
di valutazione annuale riportata;
e) disciplinare l’accesso alla qualifica dirigenziale dei
rispettivi ruoli mediante procedura concorsuale pubblica per titoli
ed esami. Gli esami consistono in una prova scritta, di carattere
tecnico-pratico, e in una orale, finalizzate a individuare, secondo
modalita’ e descrizione dei contenuti specificate con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
per la semplificazione e la pubblica amministrazione, le capacita’
cognitive e le competenze manageriali attinenti alle diverse
tipologie di compiti istituzionali dell’Agenzia che bandisce il
concorso, con la possibilita’ di prevedere una prova preselettiva con
quesiti a risposta chiusa qualora il numero di candidati superi il
limite indicato nel bando. Sono esonerati dalla prova preselettiva i
candidati dipendenti dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle
dogane e dei monopoli che abbiano svolto per almeno due anni, alla
data di pubblicazione del bando, funzioni dirigenziali ovvero
incarichi di responsabilita’ relativi a posizioni organizzative di
elevata responsabilita’, alta professionalita’ o particolare
specializzazione, di cui alla lettera a) del presente comma, o a
quelle di cui all’articolo 23-quinquies, comma 1, lettera a), numero
2), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e all’articolo
4-bis del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125 nonche’ il personale
assunto mediante pubblico concorso e in servizio presso l’Agenzia
delle entrate o l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, con almeno
dieci anni di anzianita’ nella terza area, senza demerito. Le
commissioni di valutazione sono composte da magistrati ordinari,
amministrativi o contabili, avvocati dello Stato, professori di prima
fascia di universita’ pubbliche o private, dirigenti di prima fascia
dell’Agenzia che bandisce il concorso anche in quiescenza da non
oltre due anni alla data di pubblicazione del bando, tra i quali e’
scelto il presidente, da persone di comprovata competenza nelle aree
tematiche attinenti alle funzioni dirigenziali delle agenzie fiscali
e da esperti di comprovata qualificazione ed esperienza nella
selezione delle professionalita’ manageriali. La commissione puo’
avvalersi dell’ausilio di soggetti specializzati, anche esterni alla
pubblica amministrazione, per la predisposizione e l’esecuzione delle
prove preselettive e scritte. Sono valutati i titoli secondo i
criteri definiti nei bandi, dando rilievo anche alle esperienze
lavorative pregresse. Fino al 50 per cento dei posti messi a concorso
puo’ essere riservato al personale assunto mediante pubblico concorso
e in servizio presso l’Agenzia delle entrate o l’Agenzia delle dogane
e dei monopoli, con almeno dieci anni di anzianita’ nella terza area,
senza demerito.
94. Al decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135:
a) all’articolo 23-quater, comma 7, le parole: « due posti di
vicedirettore », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «
uno o piu’ posti di vicedirettore, fino al massimo di tre »; le
parole: « , per i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni
riconducibili all’area di attivita’ dell’Amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato » sono soppresse;
b) il secondo periodo dell’articolo 23-quinquies, comma 1, lettera
a), numero 2), e’ soppresso a decorrere dalla data del 31 dicembre
2018. Entro la predetta data le posizioni organizzative di cui al
citato articolo 23-quinquies, comma 1, lettera a), numero 2), sono
ridefinite in coerenza con i criteri di individuazione delle
posizioni organizzative di cui al comma 93 del presente articolo,
rideterminandone conseguentemente il trattamento retributivo.
95. All’articolo 4-bis del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, le parole: « 30 giugno 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 »;
b) al comma 2, primo periodo, le parole: « 30 giugno 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 ».
96. Al fine di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e
degli scarti non pericolosi dei processi di produzione industriale e
della lavorazione di selezione e di recupero dei rifiuti solidi
urbani, in alternativa all’avvio al recupero energetico, a tutte le
imprese, che acquistano prodotti realizzati con materiali derivati da
plastiche miste, provenienti dalla raccolta differenziata degli
imballaggi in plastica o da selezione di rifiuti urbani residui, e’
riconosciuto, per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, un credito
d’imposta nella misura del 36 per cento delle spese sostenute e
documentate per i predetti acquisti.
97. Il credito d’imposta di cui al comma 96 e’ riconosciuto fino ad
un importo massimo annuale di euro 20.000 per ciascun beneficiario,
nel limite massimo complessivo di un milione di euro annui per
ciascuno degli anni dal 2019 al 2021. A tal fine e’ autorizzata la
spesa di un milione di euro annui per ciascuno degli anni dal 2019 al
2021.
98. Il credito d’imposta di cui al comma 96 e’ indicato nella
dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di
riconoscimento del credito. Esso non concorre alla formazione del
reddito ne’ della base imponibile dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli
articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917. Il credito d’imposta e’ utilizzabile
esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e non e’ soggetto al limite di cui
al comma 53 dell’articolo1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il
credito e’ utilizzabile a decorrere dal 1° gennaio del periodo
d’imposta successivo a quello in cui sono stati effettuati gli
acquisti dei prodotti di cui al comma 96. Ai fini della fruizione del
credito d’imposta, il modello F24 e’ presentato esclusivamente
attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia
delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. I fondi
occorrenti per la regolazione contabile delle compensazioni
esercitate ai sensi del presente comma sono stanziati su apposito
capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento alla
contabilita’ speciale « Agenzia delle entrate – Fondi di bilancio ».
99. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono definiti i criteri e le modalita’ di applicazione e di
fruizione del credito d’imposta di cui ai commi 96, 97 e 98, anche al
fine di assicurare il rispetto dei limiti di spesa annui di cui al
comma 97.
100. Al fine di promuovere l’occupazione giovanile stabile, ai
datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1º gennaio 2018,
assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo
indeterminato a tutele crescenti, di cui al decreto legislativo 4
marzo 2015, n. 23, e’ riconosciuto, per un periodo massimo di
trentasei mesi, l’esonero dal versamento del 50 per cento dei
complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro,
con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Istituto nazionale
per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) nel
limite massimo di importo pari a 3.000 euro su base annua,
riparametrato e applicato su base mensile. Resta ferma l’aliquota di
computo delle prestazioni pensionistiche.
101. L’esonero spetta con riferimento ai soggetti che, alla data
della prima assunzione incentivata ai sensi dei commi da 100 a 108 e
da 113 a 115, non abbiano compiuto il trentesimo anno di eta’ e non
siano stati occupati a tempo indeterminato con il medesimo o con
altro datore di lavoro, fatto salvo quanto previsto dal comma 103.
Non sono ostativi al riconoscimento dell’esonero gli eventuali
periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e
non proseguiti in rapporto a tempo indeterminato.
102. Limitatamente alle assunzioni effettuate entro il 31 dicembre
2018, l’esonero e’ riconosciuto in riferimento ai soggetti che non
abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di eta’, ferme restando le
condizioni di cui al comma 101.
103. Nelle ipotesi in cui il lavoratore, per la cui assunzione a
tempo indeterminato e’ stato parzialmente fruito l’esonero di cui al
comma 100, sia nuovamente assunto a tempo indeterminato da altri
datori di lavoro privati, il beneficio e’ riconosciuto agli stessi
datori per il periodo residuo utile alla piena fruizione,
indipendentemente dall’eta’ anagrafica del lavoratore alla data delle
nuove assunzioni.
104. Fermi restando i principi generali di fruizione degli
incentivi di cui all’articolo 31 del decreto legislativo 14 settembre
2015, n. 150, l’esonero contributivo spetta ai datori di lavoro che,
nei sei mesi precedenti l’assunzione, non abbiano proceduto a
licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a
licenziamenti collettivi, ai sensi della legge 23 luglio 1991, n.
223, nella medesima unita’ produttiva.
105. Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del
lavoratore assunto o di un lavoratore impiegato nella medesima unita’
produttiva e inquadrato con la medesima qualifica del lavoratore
assunto con l’esonero di cui al comma 100, effettuato nei sei mesi
successivi alla predetta assunzione, comporta la revoca dell’esonero
e il recupero del beneficio gia’ fruito. Ai fini del computo del
periodo residuo utile alla fruizione dell’esonero, la predetta revoca
non ha effetti nei confronti degli altri datori di lavoro privati che
assumono il lavoratore ai sensi del comma 103.
106. L’esonero di cui al comma 100 si applica, per un periodo
massimo di dodici mesi, fermo restando il limite massimo di importo
pari a 3.000 euro su base annua, anche nei casi di prosecuzione,
successiva al 31 dicembre 2017, di un contratto di apprendistato in
rapporto a tempo indeterminato a condizione che il lavoratore non
abbia compiuto il trentesimo anno di eta’ alla data della
prosecuzione. In tal caso, l’esonero e’ applicato a decorrere dal
primo mese successivo a quello di scadenza del beneficio contributivo
di cui all’articolo 47, comma 7, del decreto legislativo 15 giugno
2015, n. 81. Non si applicano le disposizioni di cui ai commi 103,
104 e 105.
107. L’esonero di cui al comma 100 si applica, alle condizioni e
con le modalita’ di cui ai commi da 100 a 108 e da 113 a 115, anche
nei casi di conversione, successiva alla data di entrata in vigore
della presente legge, di un contratto a tempo determinato in
contratto a tempo indeterminato, fermo restando il possesso del
requisito anagrafico alla data della conversione.
108. L’esonero di cui al comma 100 e’ elevato alla misura
dell’esonero totale dal versamento dei complessivi contributi
previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi
e contributi dovuti all’INAIL, fermi restando il limite massimo di
importo pari a 3.000 euro su base annua e il previsto requisito
anagrafico, ai datori di lavoro privati che assumono, con contratto
di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, di
cui al decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, entro sei mesi
dall’acquisizione del titolo di studio:
a) studenti che hanno svolto presso il medesimo datore attivita’ di
alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30 per cento delle ore di
alternanza previste ai sensi dell’articolo 1, comma 33, della legge
13 luglio 2015, n. 107, ovvero pari almeno al 30 per cento del monte
ore previsto per le attivita’ di alternanza all’interno dei percorsi
erogati ai sensi del capo III del decreto legislativo 17 ottobre
2005, n. 226, ovvero pari almeno al 30 per cento del monte ore
previsto per le attivita’ di alternanza realizzata nell’ambito dei
percorsi di cui al capo II del decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
86 dell’11 aprile 2008, ovvero pari almeno al 30 per cento del monte
ore previsto dai rispettivi ordinamenti per le attivita’ di
alternanza nei percorsi universitari;
b) studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro,
periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale,
il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di
specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta
formazione.
109. Alle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n.
381, con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a
tempo indeterminato, decorrenti dal 1° gennaio 2018 e con riferimento
a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2018, di persone a cui
sia stata riconosciuta protezione internazionale a partire dal 1°
gennaio 2016, e’ erogato per un periodo massimo di trentasei mesi un
contributo, entro il limite di spesa di 500.000 euro annui per
ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, a riduzione o sgravio delle
aliquote per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e
assistenziale dovute relativamente ai suddetti lavoratori assunti.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’interno, da emanare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
stabiliti i criteri di assegnazione dei contributi di cui al presente
comma.
110. A decorrere dall’anno 2018, sono destinati annualmente,
nell’ambito delle risorse di cui all’articolo 68, comma 4, lettera
a), della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, a
carico del Fondo sociale per occupazione e formazione di cui
all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2:
a) euro 189.109.570,46 all’assolvimento del diritto-dovere
all’istruzione e alla formazione nei percorsi di istruzione e
formazione professionale;
b) euro 75 milioni al finanziamento dei percorsi formativi rivolti
all’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il
diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di
specializzazione tecnica superiore e dei percorsi formativi rivolti
all’alternanza scuola-lavoro ai sensi dell’articolo 1, comma 7,
lettera d), della legge 10 dicembre 2014, n. 183, e del decreto
legislativo 15 aprile 2005, n. 77;
c) euro 15 milioni al finanziamento delle attivita’ di formazione
nell’esercizio dell’apprendistato, ai sensi dell’articolo 44 del
decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
d) euro 5 milioni per l’anno 2018, 15,8 milioni di euro per l’anno
2019 e 22 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020 per
l’estensione degli incentivi di cui all’articolo 32, comma 1, del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
e) euro 5 milioni per l’assicurazione contro gli infortuni sul
lavoro e le malattie professionali degli allievi iscritti ai corsi
ordinamentali di istruzione e formazione professionale curati dalle
istituzioni formative e dagli istituti scolastici paritari,
accreditati dalle regioni per l’erogazione dei percorsi di istruzione
e formazione professionale, per i quali e’ dovuto un premio speciale
unitario ai sensi dell’articolo 42 del testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124. Sono fatti
salvi gli adempimenti previsti dall’articolo 32, comma 8, secondo
periodo, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150.
111. All’articolo 12 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61,
il comma 2 e’ abrogato.
112. Limitatamente all’esercizio finanziario 2018, le risorse di
cui al comma 110, lettera b), sono incrementate di euro 50 milioni a
valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione
di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2.
113. A decorrere dal 1º gennaio 2018 e con effetto sulle assunzioni
decorrenti da tale data sono abrogati i commi 308, 309 e 310
dell’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
114. L’esonero di cui ai commi da 100 a 108 e da 113 a 115 non si
applica ai rapporti di lavoro domestico e ai rapporti di
apprendistato. Esso non e’ cumulabile con altri esoneri o riduzioni
delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente,
limitatamente al periodo di applicazione degli stessi.
115. L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) provvede,
con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente, al monitoraggio del numero di rapporti di
lavoro attivati ai sensi dei commi da 100 a 108, 113 e 114 e delle
conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni mensili
al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero
dell’economia e delle finanze.
116. Per l’anno 2018, per i soggetti che determinano un valore
della produzione netta ai sensi degli articoli da 5 a 9 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e’ consentita la piena
deducibilita’ per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno
centoventi giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo
contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco
temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del
precedente contratto, in deroga all’articolo 11, comma 4-octies, del
medesimo decreto legislativo.
117. Al fine di promuovere forme di imprenditoria in agricoltura,
ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali di
cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, con
eta’ inferiore a quaranta anni, con riferimento alle nuove iscrizioni
nella previdenza agricola effettuate tra il 1º gennaio 2018 e il 31
dicembre 2018, e’ riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo
delle prestazioni pensionistiche, per un periodo massimo di trentasei
mesi, l’esonero dal versamento del 100 per cento dell’accredito
contributivo presso l’assicurazione generale obbligatoria per
l’invalidita’, la vecchiaia ed i superstiti. L’esonero di cui al
primo periodo, decorsi i primi trentasei mesi, e’ riconosciuto per un
periodo massimo di dodici mesi nel limite del 66 per cento e per un
periodo massimo di ulteriori dodici mesi nel limite del 50 per cento.
L’esonero di cui al presente comma non e’ cumulabile con altri
esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla
normativa vigente. L’INPS provvede, conle risorse umane, strumentali
e finanziarie disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio del
numero di nuove iscrizioni effettuate ai sensi del presente comma e
delle conseguenti minori entrate contributive, inviando relazioni
mensili al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero
dell’economia e delle finanze.
118. Le disposizioni di cui al comma 117 si applicano nei limiti
previsti dai regolamenti (UE) n. 1407/2013 e n. 1408/2013 della
Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi all’applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea
agli aiuti « de minimis ».
119. Al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile
in agricoltura e agevolare il passaggio generazionale nella gestione
dell’attivita’ d’impresa per il triennio 2018-2020, i giovani di eta’
compresa tra i diciotto e i quarant’anni, anche organizzati in forma
associata, che non siano titolari del diritto di proprieta’ o di
diritti reali di godimento su terreni agricoli e che stipulano con
imprenditori agricoli di cui all’articolo 2135 del codice civile o
coltivatori diretti, di eta’ superiore a sessantacinque anni o
pensionati, un contratto di affiancamento ai sensi del presente
comma, hanno accesso prioritario alle agevolazioni previste dal capo
III del titolo I del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185. Il
contratto di affiancamento, da allegare al piano aziendale presentato
all’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA)
che puo’ prevedere un regime di miglioramenti fondiari anche in
deroga alla legislazione vigente, impegna da un lato l’imprenditore
agricolo o il coltivatore diretto a trasferire al giovane affiancato
le proprie competenze nell’ambito delle attivita’ di cui all’articolo
2135 del codice civile; dall’altro il giovane imprenditore agricolo a
contribuire direttamente alla gestione, anche manuale, dell’impresa,
d’intesa con il titolare, e ad apportare le innovazioni tecniche e
gestionali necessarie alla crescita d’impresa. L’affiancamento non
puo’ avere durata superiore ai tre anni e comporta in ogni caso la
ripartizione degli utili di impresa tra il giovane e l’imprenditore
agricolo, in percentuali comprese tra il 30 ed il 50 per cento a
favore del giovane imprenditore. Il contratto puo’ stabilire il
subentro del giovane imprenditore agricolo nella gestione
dell’azienda ed in ogni caso prevede le forme di compensazione del
giovane imprenditore in caso di conclusione anticipata del contratto.
Al giovane imprenditore e’ garantito in caso di vendita, per i sei
mesi successivi alla conclusione del contratto, un diritto di
prelazione con le modalita’ di cui all’articolo 8 della legge 26
maggio 1965, n. 590.
120. Nel periodo di affiancamento il giovane imprenditore e’
equiparato all’imprenditore agricolo professionale, ai sensi
dell’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99.
121. Al fine di garantire un sostegno al reddito per i lavoratori
dipendenti da imprese adibite alla pesca marittima, compresi i soci
lavoratori delle cooperative della piccola pesca di cui alla legge 13
marzo 1958, n. 250, nel periodo di sospensione dell’attivita’
lavorativa derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio e’
riconosciuta per ciascun lavoratore, per l’anno 2018 e nel limite di
spesa di 11 milioni di euro, un’indennita’ giornaliera
onnicomprensiva pari a 30 euro. Con decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali e con il Ministro dell’economia e
delle finanze, sono disciplinate le modalita’ relative al pagamento
dell’indennita’ di cui al presente comma.
122. Nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e’ istituito un fondo destinato alla
realizzazione della piattaforma italiana del fosforo, con dotazione
per l’anno 2018 di 100.000 euro, con le seguenti finalita’:
a) realizzazione di uno studio mirato al raggiungimento
dell’autosufficienza del ciclo del fosforo su base nazionale e
coordinamento con le politiche europee dedicate;
b) raccolta delle migliori pratiche di recupero del fosforo dal
ciclo di gestione dei rifiuti;
c) raccolta e diffusione di informazioni riguardanti la filiera di
approvvigionamento del fosforo, con particolare riguardo
all’importazione da Paesi esterni all’Unione europea;
d) messa a punto di proposte, anche di carattere legislativo o
regolamentare, per incoraggiare il recupero del fosforo e prevenirne
gli sprechi;
e) istituzione di un tavolo tematico sulla conservazione e il
recupero del fosforo, con la partecipazione di centri di ricerca,
istituzioni pubbliche e private, aziende e associazioni per la difesa
dell’ambiente;
f) realizzazione di un portale telematico per la raccolta e la
pubblicazione delle attivita’ del tavolo tematico, dei documenti
elaborati e delle altre informazioni raccolte durante le attivita’
della piattaforma.
123. Al fine di sostenere il settore, la dotazione finanziaria del
Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura
2017-2019, di cui all’articolo 2, comma 5-decies, del decreto-legge
29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2011, n. 10, adottato con decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali 28 dicembre 2016,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 16 marzo 2017, e’
integrata di 12 milioni di euro per l’anno 2019.
124. Al fine di completare le procedure di liquidazione dei danni,
accertati alla data di entrata in vigore della presente legge,
derivanti da calamita’ naturali riconosciute ai sensi dell’articolo
5, comma 3-bis, del decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, la dotazione
finanziaria del capitolo di spesa 7350 del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali e’ incrementata di un milione di euro
per l’anno 2019.
125. All’articolo 40 della legge 28 luglio 2016, n. 154, sono
aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«11-bis. E’ istituito nello stato di previsione del Ministero della
difesa il Fondo antibracconaggio ittico, con una dotazione iniziale
di un milione di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020,
destinato a potenziare i controlli nelle acque interne da parte del
Comando unita’ per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare
dell’Arma dei carabinieri. Il Ministro dell’economia e delle finanze
e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
11-ter. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il
Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,
sono definite le modalita’ di utilizzo del Fondo di cui al comma
11-bis. Le regioni possono concorrere al finanziamento del Fondo nel
limite delle disponibilita’ dei propri bilanci allo scopo
finalizzate, secondo le modalita’ definite dal decreto di cui al
primo periodo».
126. Al fine di realizzare un programma di rigenerazione
dell’agricoltura nei territori colpiti dal batterio Xylella
fastidiosa, anche attraverso il recupero di colture storiche di
qualita’, sono stanziati un milione di euro per l’anno 2018, 2
milioni di euro per l’anno 2019 e 2 milioni di euro per l’anno 2020
da destinare al finanziamento di contratti di distretto per i
territori danneggiati dal batterio.
127. Al fine di favorire la ripresa economica delle imprese
agricole dei territori colpiti dal batterio Xylella fastidiosa, il
Fondo di solidarieta’ nazionale di cui al decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 102, e’ rifinanziato per un importo pari ad 1 milione
di euro per ciascuna delle annualita’ 2018 e 2019, da destinare al
finanziamento degli interventi di cui all’articolo 1, comma 3,
lettera b), del decreto legislativo n. 102 del 2004, in favore delle
imprese agricole danneggiate dal batterio Xylella fastidiosa negli
anni 2016 e 2017; a tal fine, la regione Puglia, anche in deroga ai
termini stabiliti dall’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo
n. 102 del 2004, puo’ deliberare la proposta di declaratoria di
eccezionalita’ degli eventi, entro il termine perentorio del 31 marzo
2018.
128. All’articolo 23-bis del decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2016, n. 160,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Al fine di superare l’emergenza derivata dal batterio
Xylella fastidiosa, il Fondo di cui al comma1 e’ esteso al settore
olivicolo nelle aree colpite dal batterio Xylella fastidiosa, con le
modalita’ di cui al comma 1-ter.
1-ter. Il Fondo di cui al comma 1 e’ incrementato di 1 milione di
euro, per ciascuna delle annualita’ 2018, 2019 e 2020, da destinare
al reimpianto con piante tolleranti o resistenti al batterio Xylella
fastidiosa nella zona infetta sottoposta a misure di contenimento, di
cui alla decisione di esecuzione (UE) 2015/789 della Commissione, del
18 maggio 2015, ad eccezione dell’area di 20 chilometri adiacente
alla zona cuscinetto »;
b) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: « Misure per la
competitivita’ delle filiere agricole strategiche e per il rilancio
del settore olivicolo nelle aree colpite da Xylella fastidiosa ».
129. Al fine di consentire la manutenzione straordinaria nonche’
l’adeguamento delle opere pubbliche di rilevanza nazionale necessarie
alla protezione dal fenomeno della subsidenza, in particolare nei
territori del delta del Po e alla difesa dalle acque dei territori
subsidenti compresi nelle province di Ferrara, Ravenna e Rovigo e’
istituito nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali un fondo, con la dotazione di 2
milioni di euro per l’anno 2018 e di 4 milioni di euro annui per
ciascuno degli anni dal 2019 al 2024, finalizzato all’adozione,
d’intesa con le regioni interessate, di un programma di interventi e
del relativo piano di riparto della spesa tra gli enti cui e’
affidata la gestione delle opere di protezione e gestione del
fenomeno della subsidenza.
130. Al fine di incentivare la produzione zootecnica estensiva, la
destinazione del Fondo di cui all’articolo 23-bis, comma 1, del
decreto-legge 24 giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, e’ estesa al settore zootecnico.
La dotazione del medesimo Fondo e’ a questo fine incrementata di 10
milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 da destinare a
interventi in favore della zootecnia estensiva praticata nelle zone
montane e, limitatamente ai comuni colpiti dal sisma del 2016 e 2017,
nelle zone svantaggiate. Gli interventi sono erogati, nel rispetto
del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre
2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato
sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis » nel
settore agricolo, alle condizioni e con i criteri, anche di natura
altimetrica, stabiliti con decreto di natura non regolamentare del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali da emanare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
131. Al fine di incentivare l’aggregazione, gli accordi di filiera,
l’internazionalizzazione, la competitivita’ e la produzione di
qualita’, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali un Fondo volto a favorire
la qualita’ e la competitivita’ delle produzioni delle imprese
agrumicole e dell’intero comparto agrumicolo nonche’ l’aggregazione e
l’organizzazione del comparto medesimo, anche attraverso il sostegno
ai contratti e agli accordi di filiera, con una dotazione di 2
milioni di euro per l’anno 2018 e di 4 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2019 e 2020. Entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, con decreto di natura non
regolamentare del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
adottato previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, sono definiti i criteri e le modalita’ di ripartizione
delle risorse del Fondo. Gli interventi finanziati con le risorse del
Fondo sono erogati alle condizioni previste dal regolamento (UE) n.
1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo
all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis » nel
settore agricolo.
132. Al comma 1-bis dell’articolo 13 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, le parole: « 24.000 euro », ovunque ricorrono,
sono sostituite dalle seguenti: « 24.600 euro » e le parole: « 26.000
euro », ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: « 26.600
euro ».
133. Dopo l’articolo 22 del decreto legislativo 14 settembre 2015,
n. 148, e’ inserito il seguente:
«Art. 22-bis (Proroga del periodo di cassa integrazione guadagni
straordinaria per riorganizzazione o crisi aziendale). – 1. Per gli
anni 2018 e 2019, in deroga agli articoli 4 e 22, comma 1, entro il
limite massimo complessivo di spesa di 100 milioni di euro per
ciascuno dei medesimi anni, per imprese con organico superiore a 100
unita’ lavorative e rilevanza economica strategica anche a livello
regionale che presentino rilevanti problematiche occupazionali con
esuberi significativi nel contesto territoriale, previo accordo
stipulato in sede governativa presso il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali con la presenza della regione interessata, o delle
regioni interessate nel caso di imprese con unita’ produttive
coinvolte ubicate in due o piu’ regioni, puo’ essere concessa la
proroga dell’intervento straordinario di integrazione salariale, sino
al limite massimo di dodici mesi, qualora il programma di
riorganizzazione aziendale di cui all’articolo 21, comma 2, sia
caratterizzato da investimenti complessi non attuabili nel limite
temporale di durata di ventiquattro mesi di cui all’articolo 22,
comma 1, ovvero qualora il programma di riorganizzazione aziendale di
cui all’articolo 21, comma 2, presenti piani di recupero
occupazionale per la ricollocazione delle risorse umane e azioni di
riqualificazione non attuabili nel medesimo limite temporale. Alle
medesime condizioni e nel limite delle risorse finanziarie sopra
indicate, in deroga ai limiti temporali di cui agli articoli 4 e 22,
comma 2, puo’ essere concessa la proroga dell’intervento di
integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di sei
mesi, qualora il piano di risanamento di cui all’articolo 21, comma
3, presenti interventi correttivi complessi volti a garantire la
continuazione dell’attivita’ aziendale e la salvaguardia
occupazionale, non attuabili nel limite temporale di durata di dodici
mesi di cui all’articolo 22, comma 2.
2. Ai fini dell’ammissione all’intervento di cui al comma 1,
l’impresa deve presentare piani di gestione volti alla salvaguardia
occupazionale che prevedano specifiche azioni di politiche attive
concordati con la regione interessata, o con le regioni interessate
nel caso di imprese con unita’ produttive coinvolte ubicate in due o
piu’ regioni.
3. All’onere derivante dai commi 1 e 2, pari a 100 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2018 e 2019, si provvede a carico del Fondo
sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma
1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2».
134. Con effetto dall’esercizio finanziario 2019, la quota
percentuale del 68 per cento, stabilita ai fini della determinazione
degli stanziamenti in sede previsionale dai commi 4 e 5 dell’articolo
13 della legge 30 marzo 2001, n. 152, e’ elevata alla misura del 78
per cento, restando ferma la procedura di rideterminazione degli
stanziamenti medesimi sulla base delle entrate affluite al bilancio
dello Stato in relazione ai versamenti degli enti previdenziali.
135. All’articolo 1, comma 346, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, e successive modificazioni, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: «A decorrere dall’anno 2018 e nel limite di spesa di 5
milioni di euro annui, a ciascuno dei soggetti di cui al presente
comma e’ altresi’ riconosciuta la medesima indennita’ giornaliera
onnicomprensiva fino ad un importo massimo di 30 euro nel periodo di
sospensione dell’attivita’ lavorativa derivante da misure di arresto
temporaneo non obbligatorio, per un periodo non superiore
complessivamente a quaranta giorni in corso d’anno ».
136. Dopo l’articolo 24 del decreto legislativo 14 settembre 2015,
n. 148, e’ inserito il seguente:
«Art. 24-bis (Accordo di ricollocazione) – 1. Al fine di limitare
il ricorso al licenziamento all’esito dell’intervento straordinario
di integrazione salariale, nei casi di riorganizzazione ovvero di
crisi aziendale per i quali non sia espressamente previsto il
completo recupero occupazionale, la procedura di consultazione di cui
all’articolo 24 puo’ concludersi con un accordo che preveda un piano
di ricollocazione, con l’indicazione degli ambiti aziendali e dei
profili professionali a rischio di esubero. I lavoratori rientranti
nei predetti ambiti o profili possono richiedere all’Agenzia
nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL), entro trenta
giorni dalla data di sottoscrizione dello stesso accordo,
l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione, di cui
all’articolo 23 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150,
nei limiti e alle condizioni previsti dai programmi presentati ai
sensi dell’articolo 21, commi 2 e 3, del presente decreto. Il numero
delle richieste non puo’ in ogni caso eccedere i limiti di
contingente previsti, per ciascun ambito o profilo, dal programma di
riorganizzazione ovvero di crisi aziendale presentato ai sensi
dell’articolo 21, commi 2 e 3.
2. In deroga all’articolo 23, comma 4, terzo periodo, del citato
decreto legislativo n. 150 del 2015, l’assegno e’ spendibile in
costanza di trattamento straordinario di integrazione salariale al
fine di ottenere un servizio intensivo di assistenza nella ricerca di
un altro lavoro. Il servizio ha una durata corrispondente a quella
del trattamento straordinario di integrazione salariale e comunque
non inferiore a sei mesi. Esso e’ prorogabile di ulteriori dodici
mesi nel caso non sia stato utilizzato, entro il termine del
trattamento straordinario di integrazione salariale, l’intero
ammontare dell’assegno. In deroga all’articolo 25 del medesimo
decreto legislativo n. 150 del 2015, ai lavoratori ammessi
all’assegno di ricollocazione ai sensi del presente articolo non si
applica l’obbligo di accettazione di un’offerta di lavoro congrua.
3. L’accordo di cui al comma 1 puo’ altresi’ prevedere che i centri
per l’impiego o i soggetti privati accreditati ai sensi dell’articolo
12 del citato decreto legislativo n. 150 del 2015 possano partecipare
alle attivita’ di mantenimento e sviluppo delle competenze, da
realizzare con l’eventuale concorso dei fondi interprofessionali per
la formazione continua, di cui all’articolo 118 della legge 23
dicembre 2000, n. 388.
4. Il lavoratore che, nel periodo in cui usufruisce del servizio di
cui al comma 2, accetta l’offerta di un contratto di lavoro con altro
datore, la cui impresa non presenta assetti proprietari
sostanzialmente coincidenti con quelli dell’impresa del datore in
essere, beneficia dell’esenzione dal reddito imponibile ai fini IRPEF
delle somme percepite in dipendenza della cessazione del rapporto di
lavoro, entro il limite massimo di nove mensilita’ della retribuzione
di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto. Le
eventuali ulteriori somme pattuite nella stessa sede sono soggette al
regime fiscale applicabile ai sensi della disciplina vigente.
5. Nei casi di cui al comma 4, il lavoratore ha diritto altresi’
alla corresponsione di un contributo mensile pari al 50 per cento del
trattamento straordinario di integrazione salariale che gli sarebbe
stato altrimenti corrisposto.
6. Al datore di lavoro che assume il lavoratore di cui al comma 4
e’ riconosciuto, ferma restando l’aliquota di computo delle
prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento del 50 per cento
dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di
lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel
limite massimo di importo pari a 4.030 euro su base annua,
annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT
dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati.
L’esonero e’ riconosciuto per una durata non superiore a:
a) diciotto mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo
indeterminato;
b) dodici mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo
determinato. Nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento, il
predetto contratto venga trasformato in contratto a tempo
indeterminato, il beneficio contributivo spetta per ulteriori sei
mesi ».
137. A decorrere dal 1º gennaio 2018, per ciascun licenziamento
effettuato nell’ambito di un licenziamento collettivo da parte di un
datore di lavoro tenuto alla contribuzione per il finanziamento
dell’integrazione salariale straordinaria, ai sensi dell’articolo 23
del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, l’aliquota
percentuale di cui all’articolo 2, comma 31, della legge 28 giugno
2012, n. 92, e’ innalzata all’82 per cento. Sono fatti salvi i
licenziamenti effettuati a seguito di procedure di licenziamento
collettivo avviate, ai sensi dell’articolo 4 della legge 23 luglio
1991, n. 223, entro il 20 ottobre 2017.
138. Al fine di concorrere al finanziamento delle spese per
l’implementazione dell’assegno di ricollocazione, escluse le spese di
personale, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, del decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 150, e’ trasferito in favore di
ANPAL Servizi Spa, di cui all’articolo 1, comma 595, della legge 11
dicembre 2016, n. 232, un importo pari a 5 milioni di euro per l’anno
2018 e a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, a
valere sulle risorse del Fondo per le politiche attive del lavoro, di
cui all’articolo 1, comma 215, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.
139. Al fine del completamento dei piani di recupero occupazionale
previsti, le restanti risorse finanziarie di cui all’articolo 44,
comma 11-bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, come
ripartite tra le regioni con i decreti del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze n. 1 del 12 dicembre 2016 e n. 12 del 5 aprile 2017,
possono essere destinate, nell’anno 2018, dalle predette regioni,
alle medesime finalita’ del richiamato articolo 44, comma 11-bis, del
decreto legislativo n. 148 del 2015, nonche’ a quelle dell’articolo
53-ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
140. Alle imprese operanti in un’area di crisi industriale
complessa riconosciuta, ai sensi dell’articolo 27 del decreto-legge
22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 134, nel periodo dall’8 ottobre 2016 al 30 novembre
2017, che cessano il programma di cui all’articolo 21 del decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 148, nel periodo dal 1° gennaio
2018 al 30 giugno 2018, puo’ essere concesso un ulteriore intervento
di integrazione salariale straordinaria, fino al limite massimo di
dodici mesi e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2018, in deroga a
quanto previsto dagli articoli 4, comma 1, e 22, commi 1, 2 e 3, del
citato decreto legislativo n. 148 del 2015, previo accordo stipulato
presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con
l’intervento del Ministero dello sviluppo economico e della regione
competente, nell’ambito del limite di spesa complessivo stabilito dal
comma 143 del presente articolo.
141. Al fine dell’ammissione all’intervento di integrazione
salariale straordinaria di cui al comma 140, l’impresa presenta un
piano di recupero occupazionale che preveda specifici percorsi di
politiche attive del lavoro concordati con la regione e finalizzati
alla rioccupazione dei lavoratori, dichiarando contestualmente che
non ricorrono le condizioni per la concessione del trattamento di
integrazione salariale straordinaria secondo le disposizioni del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.
142. Nelle aree di crisi industriale complessa di cui al comma 140
puo’ essere concesso un trattamento di mobilita’ in deroga, della
durata massima di dodici mesi, in ogni caso non oltre il 31 dicembre
2018 e nell’ambito del limite di spesa complessivo stabilito dal
comma 143, a favore dei lavoratori che cessano la mobilita’ ordinaria
o in deroga nel semestre dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2018,
prescindendo anche dall’applicazione dei criteri di cui al decreto
del Ministro del lavoro e delle politiche sociali n. 83473 del 1°
agosto 2014, a condizione che a tali lavoratori siano contestualmente
applicate misure di politica attiva, individuate in un apposito piano
regionale, da comunicare al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.
Il lavoratore decade dalla fruizione del trattamento qualora trovi
nuova occupazione a qualsiasi titolo.
143. All’onere derivante dall’applicazione dei commi 140, 141 e
142, pari a 34 milioni di euro per l’anno 2018, si provvede a carico
del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo
18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
144. Entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, le regioni richiedono al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali l’assegnazione delle risorse necessarie in
relazione alle proprie esigenze. Con decreto del Ministro del lavoro
e delle politiche sociali, le risorse sono proporzionalmente
ripartite tra le regioni, in base alle richieste, entro il limite
massimo consentito di spesa, pari a 34 milioni di euro per l’anno
2018. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di
spesa con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica e trasmette relazioni semestrali al Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle
finanze.
145. Al fine del compimento dei piani di nuova industrializzazione,
di recupero o di tenuta occupazionale relativi a crisi aziendali
incardinate presso le unita’ di crisi del Ministero dello sviluppo
economico o delle regioni, nel limite massimo del 50 per cento delle
risorse loro assegnate ai sensi dell’articolo 44, comma 6-bis, del
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, le regioni, a seguito
di specifici accordi sottoscritti dalle parti presso le unita’ di
crisi del Ministero dello sviluppo economico o delle stesse regioni,
possono autorizzare, per un periodo massimo di dodici mesi, le
proroghe in continuita’ delle prestazioni di cassa integrazione
guadagni in deroga concesse entro la data del 31 dicembre 2016 e
aventi durata con effetti nell’anno 2017.
146. Al comma 13 dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: « ,
salvo quanto previsto dal presente comma »;
b) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Con riferimento
agli adeguamenti biennali di cui al primo periodo del presente comma
la variazione della speranza di vita relativa al biennio di
riferimento e’ computata in misura pari alla differenza tra la media
dei valori registrati nei singoli anni del biennio medesimo e la
media dei valori registrati nei singoli anni del biennio precedente,
con esclusione dell’adeguamento decorrente dal 1º gennaio 2021, in
riferimento al quale la variazione della speranza di vita relativa al
biennio 2017-2018 e’ computata, ai fini dell’adeguamento dei
requisiti di accesso al pensionamento, in misura pari alla differenza
tra la media dei valori registrati negli anni 2017 e 2018 e il valore
registrato nell’anno 2016. Gli adeguamenti biennali di cui al primo
periodo del presente comma non possono in ogni caso superare i tre
mesi, salvo recupero in sede di adeguamento o di adeguamenti
successivi nel caso di incremento della speranza di vita superiore a
tre mesi; gli stessi adeguamenti non sono effettuati nel caso di
diminuzione della speranza di vita relativa al biennio di
riferimento, computata ai sensi del terzo periodo del presente comma,
salvo recupero in sede di adeguamento o di adeguamenti successivi ».
147. Per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle
forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione
separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995,
n. 335, che si trovano in una delle condizioni di cui al comma 148,
non trova applicazione, ai fini del requisito anagrafico per
l’accesso alla pensione di vecchiaia e del requisito contributivo per
l’accesso alla pensione anticipata, di cui all’articolo 24, commi 6 e
10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, l’adeguamento
alla speranza di vita stabilito per l’anno 2019, ai sensi
dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
148. La disposizione del comma 147 si applica:
a) ai lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sette anni nei
dieci precedenti il pensionamento le professioni di cui all’allegato
B e sono in possesso di un’anzianita’ contributiva pari ad almeno 30
anni;
b) ai lavoratori addetti a lavorazioni particolarmente faticose e
pesanti, di cui all’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d), del
decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67, che soddisfano le
condizioni di cui ai commi 2 e 3 del medesimo articolo 1 del decreto
legislativo n. 67 del 2011 e sono in possesso di un’anzianita’
contributiva pari ad almeno 30 anni.
149. Al requisito contributivo ridotto riconosciuto ai lavoratori
di cui all’articolo 1, comma 199, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, continuano ad applicarsi gli adeguamenti previsti ai sensi del
comma 200 del medesimo articolo.
150. La disposizione di cui al comma 147 non si applica ai soggetti
che, al momento del pensionamento, godono dell’indennita’ di cui
all’articolo 1, comma 179, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
151. Per i lavoratori di cui agli articoli 1, comma 2, e 70, comma
4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ per il
personale degli enti pubblici di ricerca, che soddisfano i requisiti
di cui ai commi 147 e 148, le indennita’ di fine servizio comunque
denominate di cui all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n.
79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n.
140, sono corrisposte al momento in cui il soggetto avrebbe maturato
il diritto alla corresponsione delle stesse secondo le disposizioni
dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione
del trattamento di fine servizio comunque denominato.
152. Fermo restando quanto previsto dal comma 151, ai lavoratori di
cui ai commi 147 e 148 non si applica la disposizione di cui
all’articolo 24, comma 9, secondo periodo, del decreto-legge 6
dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.
153. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze,
da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono disciplinate le modalita’ attuative dei commi
147 e 148, con particolare riguardo all’ulteriore specificazione
delle professioni di cui all’allegato B e alle procedure di
presentazione della domanda di accesso al beneficio e di verifica
della sussistenza dei requisiti da parte dell’ente previdenziale,
tenendo conto di quanto previsto dal testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
154. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso ai
trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in
vigore del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 ottobre 2013, n. 157, continuano ad applicarsi,
ancorche’ maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento
successivamente alla predetta data, ai dipendenti di imprese del
settore editoriale e stampatrici di periodici che hanno cessato
l’attivita’, anche in costanza di fallimento, per le quali e’ stata
accertata la causale di crisi aziendale ai sensi dell’articolo 35,
terzo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, collocati in cassa
integrazione guadagni straordinaria, in forza di accordi di procedura
sottoscritti tra il 1° gennaio 2014 e il 31 maggio 2015, ancorche’,
dopo il periodo di godimento del trattamento straordinario di
integrazione salariale, siano stati collocati in mobilita’ dalla
stessa impresa. Il beneficio di cui al presente comma non spetta a
coloro che hanno ripreso attivita’ lavorativa dipendente a tempo
indeterminato. Il trattamento pensionistico e’ riconosciuto, su
domanda degli interessati da presentare all’INPS entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dopo la
trasmissione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali al medesimo Istituto degli elenchi delle imprese di cui al
presente comma, per le quali siano state accertate le condizioni di
cui all’articolo 35, terzo comma, della legge n. 416 del 1981. I
trattamenti pensionistici di cui al presente comma sono erogati
nell’ambito del limite di spesa di 3 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2018 al 2022. L’INPS provvede al monitoraggio delle
domande di pensionamento presentate dai soggetti di cui al presente
comma secondo l’ordine di sottoscrizione del relativo accordo di
procedura presso l’ente competente. Qualora dall’esame delle domande
presentate risulti il raggiungimento, anche in termini prospettici,
dei limiti di spesa previsti per l’attuazione del presente comma,
l’INPS non prende in esame ulteriori domande di pensionamento. Il
trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese
successivo a quello di presentazione della domanda, previa
risoluzione del rapporto di lavoro dipendente.
155. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il
Ministro della salute, da adottare entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, e’ istituita una Commissione
tecnica incaricata di studiare la gravosita’ delle occupazioni, anche
in relazione all’eta’ anagrafica e alle condizioni soggettive dei
lavoratori e delle lavoratrici, anche derivanti dall’esposizione
ambientale o diretta ad agenti patogeni. La Commissione ha il compito
di acquisire elementi conoscitivi e metodologie scientifiche a
supporto della valutazione delle politiche statali in materia
previdenziale e assistenziale. La Commissione e’ presieduta dal
presidente dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ed e’
composta da rappresentanti del Ministero dell’economia e delle
finanze, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del
Ministero della salute, del Dipartimento della funzione pubblica
della Presidenza del Consiglio dei ministri, dell’ISTAT, dell’INPS,
dell’INAIL, del Consiglio superiore degli attuari, nonche’ da esperti
in materie economiche, statistiche e attuariali designati dalle
organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale dei
datori di lavoro e dei lavoratori, secondo le modalita’ previste dal
decreto di cui al primo periodo. Con il medesimo decreto sono
altresi’ disciplinate le modalita’ di funzionamento della
Commissione, nonche’ la possibilita’ di richiesta di contributi e
proposte a esperti e ad accademici appartenenti a istituzioni
nazionali, europee e internazionali competenti nelle materie oggetto
di studio. La Commissione conclude i lavori entro il 30 settembre
2018 ed entro i dieci giorni successivi il Governo presenta alle
Camere una relazione sugli esiti dei lavori della Commissione.
All’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma si
provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali previste a
legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della
finanza pubblica. Ai componenti della Commissione non spetta alcun
compenso, indennita’, gettone di presenza, rimborso spese o altro
emolumento comunque denominato.
156. A decorrere dal 1º gennaio 2018, ai dipendenti delle
amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si applicano le disposizioni
concernenti la deducibilita’ dei premi e contributi versati e il
regime di tassazione delle prestazioni di cui al decreto legislativo
5 dicembre 2005, n. 252. Per i dipendenti delle amministrazioni
pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, che, alla data di entrata in vigore della
presente legge, risultano iscritti a forme pensionistiche
complementari, le disposizioni concernenti la deducibilita’ dei
contributi versati e il regime di tassazione delle prestazioni di cui
al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, sono applicabili a
decorrere dal 1º gennaio 2018. Per i medesimi soggetti, relativamente
ai montanti delle prestazioni accumulate fino a tale data, continuano
ad applicarsi le disposizioni previgenti.
157. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2 del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 20 dicembre 1999, recante
«Trattamento di fine rapporto e istituzione dei fondi pensione dei
pubblici dipendenti », pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del
15 maggio 2000, come modificato dal decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 2 marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2001, nei confronti del personale di
cui al comma 2 del predetto articolo 2 assunto successivamente alla
data del 1º gennaio 2019 e’ demandata alle parti istitutive dei fondi
di previdenza complementare la regolamentazione inerente alle
modalita’ di espressione della volonta’ di adesione agli stessi,
anche mediante forme di silenzio-assenso, e la relativa disciplina di
recesso del lavoratore. Tali modalita’ devono garantire la piena e
diffusa informazione dei lavoratori nonche’ la libera espressione di
volonta’ dei lavoratori medesimi, sulla base di direttive della
Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).
158. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, e’ istituita una Commissione tecnica di studio sulla
classificazione e comparazione, a livello europeo e internazionale,
della spesa pubblica nazionale per finalita’ previdenziali e
assistenziali. La Commissione e’ presieduta dal presidente dell’ISTAT
ed e’ composta da rappresentanti del Ministero dell’economia e delle
finanze, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del
Ministero della salute, dell’ISTAT, dell’INPS e dell’INAIL, nonche’
da esperti in materie economiche, statistiche e attuariali designati
dalle organizzazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale
dei datori di lavoro e dei lavoratori, secondo le modalita’ previste
dal decreto di cui al primo periodo del presente comma. Con il
medesimo decreto sono altresi’ disciplinate le modalita’ di
funzionamento della Commissione, nonche’ la possibilita’ di richiesta
di contributi e proposte a esperti e ad accademici appartenenti a
istituzioni nazionali, europee e internazionali competenti nelle
materie oggetto di studio. La Commissione conclude i lavori entro il
30 settembre 2018 ed entro i dieci giorni successivi il Governo
presenta alle Camere una relazione sugli esiti dei lavori della
Commissione. All’attuazione delle disposizioni di cui al presente
comma si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali
previste a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a
carico della finanza pubblica. Ai componenti della Commissione non
spetta alcun compenso, indennita’, gettone di presenza, rimborso
spese o altro emolumento comunque denominato.
159. Al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 29, comma 4, le parole: « quattro volte » sono
sostituite dalle seguenti: « dieci volte »;
b) all’articolo 44, il comma 5 e’ abrogato.
160. Al fine di fornire misure rafforzate per affrontare gli
impatti occupazionali derivanti dalla transizione dal vecchio al
nuovo assetto del tessuto produttivo senza che cio’ comporti nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica e aggravi sull’attuale sistema
previdenziale, limitatamente al periodo 2018-2020 il periodo di
quattro anni di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 28 giugno
2012, n. 92, puo’ essere elevato a sette anni.
161. All’articolo 1, comma 184-bis, lettera c), della legge 28
dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: « dallo stesso stabilite »
sono aggiunte le seguenti: « . Ai fini di quanto stabilito
dall’articolo 68, comma 6, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, il costo o il valore di acquisto e’ pari al valore delle
azioni ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto
o in parte, delle somme di cui al medesimo comma 182 ».
162. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 166, le parole: « fino al 31 dicembre 2018 » sono
sostituite dalle seguenti: « fino al 31 dicembre 2019 »;
b) al comma 179, lettera a), dopo le parole: « procedura di cui
all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, » sono inserite le
seguenti: « ovvero per scadenza del termine del rapporto di lavoro a
tempo determinato a condizione che abbiano avuto, nei trentasei mesi
precedenti la cessazione del rapporto, periodi di lavoro dipendente
per almeno diciotto mesi »;
c) al comma 179, lettera b), dopo le parole: « legge 5 febbraio
1992, n. 104 » sono inserite le seguenti: « , ovvero un parente o un
affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge
della persona con handicap in situazione di gravita’ abbiano compiuto
i settanta anni di eta’ oppure siano anch’essi affetti da patologie
invalidanti o siano deceduti o mancanti »;
d) al comma 179, lettera d), le parole: « sei anni in via
continuativa » sono sostituite dalle seguenti: « sette anni negli
ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette »;
e) dopo il comma 179 e’ inserito il seguente:
«179-bis. Ai fini del riconoscimento dell’indennita’ di cui al
comma 179, i requisiti contributivi richiesti alle lettere da a) a d)
del medesimo comma sono ridotti, per le donne, di dodici mesi per
ogni figlio, nel limite massimo di due anni »;
f) al comma 199, lettera b), dopo le parole: « legge 5 febbraio
1992, n. 104 » sono aggiunte le seguenti: « , ovvero un parente o un
affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge
della persona con handicap in situazione di gravita’ abbiano compiuto
i settanta anni di eta’ oppure siano anch’essi affetti da patologie
invalidanti o siano deceduti o mancanti »;
g) al comma 199, lettera d), le parole: « sei anni in via
continuativa » sono sostituite dalle seguenti: « sette anni negli
ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette »;
h) per effetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi
163 e 165 nonche’ di quanto emerso dall’attivita’ di monitoraggio
delle domande presentate con riferimento all’anno 2017, al comma 186,
le parole: « 609 milioni di euro per l’anno 2018, di 647 milioni di
euro per l’anno 2019, di 462 milioni di euro per l’anno 2020, di 280
milioni di euro per l’anno 2021, di 83 milioni di euro per l’anno
2022 e di 8 milioni di euro per l’anno 2023 » sono sostituite dalle
seguenti: « 630 milioni di euro per l’anno 2018, di 666,5 milioni di
euro per l’anno 2019, di 530,7 milioni di euro per l’anno 2020, di
323,4 milioni di euro per l’anno 2021, di 101,2 milioni di euro per
l’anno 2022 e di 6,5 milioni di euro per l’anno 2023 »;
i) per effetto di quanto previsto dal presente comma e dai commi
163 e 166 nonche’ di quanto emerso dall’attivita’ di monitoraggio
delle domande presentate con riferimento all’anno 2017, al comma 203,
le parole: « 550 milioni di euro per l’anno 2018, di 570 milioni di
euro per l’anno 2019 e di 590 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020 » sono sostituite dalle seguenti: « 564,4 milioni di
euro per l’anno 2018, di 631,7 milioni di euro per l’anno 2019, di
594,3 milioni di euro per l’anno 2020, di 592,7 milioni di euro per
l’anno 2021, di 589,1 milioni di euro per l’anno 2022 e di 587,6
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023 ».
163. Con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018, agli allegati C
ed E della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono aggiunte le nuove
professioni incluse nell’allegato B della presente legge come
specificate con il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, di cui al comma 153 del presente articolo.
164. Per le finalita’ di cui all’articolo 1, commi 179, lettera d),
e 199, lettera d), della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e di cui al
comma 148, lettera a), del presente articolo, con riferimento ai
lavoratori dipendenti operai dell’agricoltura e della zootecnia, e’
assunto a riferimento per il computo integrale dell’anno di lavoro il
numero minimo di giornate di cui all’articolo 9-ter, comma 4, secondo
periodo, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608.
165. Per i soggetti che a decorrere dal 1° gennaio 2018 si trovano
o verranno a trovarsi nelle condizioni di cui all’articolo 1, commi
179 e 179-bis, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificati
dalla presente legge, non si applica il limite relativo al livello di
tariffa INAIL di cui all’allegato A del regolamento di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 23 maggio 2017, n. 88. I
soggetti che verranno a trovarsi nelle predette condizioni nel corso
dell’anno 2018 presentano domanda per il loro riconoscimento entro il
31 marzo 2018 ovvero, in deroga a quanto previsto dal citato
regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 88 del 2017, entro il 15 luglio 2018. Resta fermo che le
domande presentate oltre il 15 luglio 2018 e, comunque, non oltre il
30 novembre 2018 sono prese in considerazione esclusivamente se
all’esito del monitoraggio di cui all’articolo 11 del citato
regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri n. 88 del 2017 residuano le necessarie risorse finanziarie.
166. Per i soggetti che a decorrere dal 1° gennaio 2018 si trovano
o verranno a trovarsi nelle condizioni di cui all’articolo 1, comma
199, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, come modificato dalla
presente legge, non si applica il limite relativo al livello di
tariffa INAIL di cui all’allegato A del regolamento di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 23 maggio 2017, n. 87. Con
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2018 sono abrogati i commi 1 e 2
dell’articolo 53 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito,
con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.
167. Ai fini del concorso al finanziamento dell’eventuale
estensione del beneficio di cui all’articolo 1, comma 179, della
legge 11 dicembre 2016, n. 232, a nuovi accessi con decorrenza
successiva al 31 dicembre 2018 da disciplinare con specifico e
successivo intervento legislativo, e’ istituito, nell’ambito dello
stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, il « Fondo APE Sociale » con una dotazione di 12,2 milioni
di euro per l’anno 2019, di 7,5 milioni di euro per l’anno 2020, di
10,5 milioni di euro per l’anno 2021, di 3,6 milioni di euro per
l’anno 2022, di 5,3 milioni di euro per l’anno 2023 e di 2,4 milioni
di euro annui a decorrere dall’anno 2024. Nel predetto Fondo
confluiscono le eventuali risorse che emergano, a seguito
dell’attivita’ di monitoraggio degli oneri conseguenti al beneficio
di cui al citato articolo 1, comma 179, della legge n. 232 del 2016,
con riferimento all’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1,
comma 186, della medesima legge, come integrata ai sensi della
presente legge, in termini di economie certificate e prospettiche
aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri programmati a
legislazione vigente a decorrere dall’anno 2019. Ai fini del presente
comma l’accertamento delle eventuali economie di cui al secondo
periodo e’ effettuato entro il 15 novembre 2018 con il procedimento
di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze e’ disposta la conseguente
integrazione del Fondo di cui al primo periodo operando le occorrenti
variazioni di bilancio. Nel Fondo di cui al primo periodo confluisce
anche la somma di 44,3 milioni di euro per l’anno 2018 per far fronte
ad eventuali esigenze non previste a seguito di quanto programmato ai
sensi delle disposizioni di cui al comma 162, lettere h) e i), anche
per effetto di una eventuale diversa distribuzione temporale
dell’accesso ai benefici rispetto a quanto previsto.
168. Al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 11, il comma 4 e’ sostituito dai seguenti:
«4. Ai lavoratori che cessino l’attivita’ lavorativa e maturino
l’eta’ anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime
obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi, e che
abbiano maturato alla data di presentazione della domanda di accesso
alla rendita integrativa di cui al presente comma un requisito
contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori
di appartenenza, le prestazioni delle forme pensionistiche
complementari, con esclusione di quelle in regime di prestazione
definita, possono essere erogate, in tutto o in parte, su richiesta
dell’aderente, in forma di rendita temporanea, denominata “Rendita
integrativa temporanea anticipata” (RITA), decorrente dal momento
dell’accettazione della richiesta fino al conseguimento dell’eta’
anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia e consistente
nell’erogazione frazionata di un capitale, per il periodo
considerato, pari al montante accumulato richiesto. Ai fini della
richiesta in rendita e in capitale del montante residuo non rileva la
parte di prestazione richiesta a titolo di rendita integrativa
temporanea anticipata.
4-bis. La rendita anticipata di cui al comma 4 e’ riconosciuta
altresi’ ai lavoratori che risultino inoccupati per un periodo di
tempo superiore a ventiquattro mesi e che maturino l’eta’ anagrafica
per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza
entro i dieci anni successivi.
4-ter. La parte imponibile della rendita anticipata di cui al comma
4, determinata secondo le disposizioni vigenti nei periodi di
maturazione della prestazione pensionistica complementare, e’
assoggettata alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15
per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni
anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme
pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6
punti percentuali. A tal fine, se la data di iscrizione alla forma di
previdenza complementare e’ anteriore al 1º gennaio 2007, gli anni di
iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di
quindici. Il percettore della rendita anticipata ha facolta’ di non
avvalersi della tassazione sostitutiva di cui al presente comma
facendolo constare espressamente nella dichiarazione dei redditi; in
tal caso la rendita anticipata e’ assoggettata a tassazione
ordinaria.
4-quater. Le somme erogate a titolo di RITA sono imputate, ai fini
della determinazione del relativo imponibile, prioritariamente agli
importi della prestazione medesima maturati fino al 31 dicembre 2000
e, per la parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1º gennaio
2001 al 31 dicembre 2006 e successivamente a quelli maturati dal 1º
gennaio 2007.
4-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 4 a 4-quater si
applicano anche ai dipendenti pubblici che aderiscono alle forme
pensionistiche complementari loro destinate»;
b) all’articolo 14, comma 2, lettera c), l’ultimo periodo e’
soppresso.
169. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi da 188 a 191 sono abrogati;
b) al comma 192, dopo le parole: « che accedono a RITA » sono
inserite le seguenti: « di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252».
170. Tenuto conto della particolare gravosita’ del lavoro
organizzato in turni di dodici ore, ai fini del conseguimento dei
requisiti di cui all’articolo 1, commi 6 e 6-bis, del decreto
legislativo 21 aprile 2011, n. 67, i giorni lavorativi effettivamente
svolti sono moltiplicati per il coefficiente di 1,5 per i lavoratori
impiegati in cicli produttivi organizzati su turni di dodici ore,
sulla base di accordi collettivi gia’ sottoscritti alla data del 31
dicembre 2016. Ai fini dell’attuazione del presente comma,
l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 3, lettera f),
della legge 24 dicembre 2007, n. 247, e’ incrementata di euro 300.000
per l’anno 2018, di euro 600.000 per l’anno 2019 e di euro un milione
annui a decorrere dall’anno 2020.
171. Salva diversa volonta’ del lavoratore, quando la
contrattazione collettiva o specifiche disposizioni normative
disciplinano il versamento a fondi pensione negoziali di categoria
operanti su base nazionale di contributi aggiuntivi alle ordinarie
modalita’ di finanziamento di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, tale versamento e’ effettuato
nei confronti dei fondi pensione negoziali territoriali di
riferimento ove esistenti alla data di entrata in vigore della
presente legge, anche in caso di lavoratori che non abbiano destinato
il proprio trattamento di fine rapporto (TFR) alla previdenza
complementare. Qualora il lavoratore sia invitato, per effetto di una
disposizione normativa o contrattuale, ad esprimere una scelta circa
la destinazione del contributo aggiuntivo e non manifesti alcuna
volonta’, per l’individuazione del fondo si applicano i criteri
previsti dall’articolo 8, comma 7, lettera b), del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, salvo che il lavoratore sia gia’
iscritto ad un fondo pensione negoziale, sia esso nazionale o
territoriale, nel qual caso il contributo aggiuntivo affluisce
automaticamente alla posizione gia’ in essere.
172. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i fondi pensione negoziali territoriali devono adeguare il
proprio ordinamento per dare attuazione alle disposizioni previste
dal comma 171. Decorso tale termine, i versamenti aggiuntivi sono
comunque effettuati secondo quanto stabilito dal comma 171. Prima
della scadenza del predetto termine, i fondi pensione negoziali
nazionali assicurano comunque la portabilita’ automatica dei flussi
contributivi aggiuntivi accantonati con riferimento alle posizioni di
lavoratori che gia’ destinano a fondi pensione negoziali territoriali
il TFR o contributi ordinari a carico del lavoratore o del datore di
lavoro.
173. La forma pensionistica complementare residuale istituita
presso l’INPS, di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252, e’ soppressa, con decorrenza dalla data
determinata con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
174. Con il medesimo decreto di cui al comma 173, sentite le
organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente
piu’ rappresentative sul piano nazionale dei diversi comparti del
settore privato, e’ individuata la forma pensionistica alla quale far
affluire le quote di TFR maturando nell’ipotesi prevista
dall’articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Tale forma pensionistica e’
individuata tra le forme pensionistiche negoziali di maggiori
dimensioni sul piano patrimoniale e dotata di un assetto
organizzativo conforme alle disposizioni dell’articolo 8, comma 9,
del citato decreto legislativo n. 252 del 2005.
175. Alla forma pensionistica di cui al comma 174 sono altresi’
trasferite le posizioni individuali costituite presso la forma
pensionistica complementare di cui al comma 173, esistenti alla data
di soppressione della stessa, secondo modalita’ stabilite con il
medesimo decreto di cui al comma 173, sentita la COVIP.
176. Con efficacia dalla data di decorrenza determinata con il
decreto di cui al comma 173:
a) all’articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, le parole: « alla forma
pensionistica complementare istituita presso l’INPS » sono sostituite
dalle seguenti: « alla forma pensionistica complementare individuata
con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le
organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente
piu’ rappresentative sul piano nazionale dei diversi comparti del
settore privato »;
b) sono abrogati:
1) l’articolo 9 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252;
2) il capo II del decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale 30 gennaio 2007, recante « Attuazione
dell’articolo 1, comma 765, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
Procedure di espressione della volonta’ del lavoratore circa la
destinazione del TFR maturando e disciplina della forma pensionistica
complementare residuale presso l’INPS (FONDINPS) », pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2007.
177. Qualora i contratti e gli accordi collettivi di livello
nazionale prevedano l’adesione dei lavoratori e delle lavoratrici ad
uno specifico fondo integrativo nazionale del Servizio sanitario
nazionale, nelle province autonome di Trento e di Bolzano puo’ essere
prevista, con accordi territoriali o aziendali, la possibilita’ per i
lavoratori e le lavoratrici di aderire ad altro fondo integrativo
individuato dagli accordi medesimi, purche’ con prestazioni non
inferiori a quelle originariamente previste.
178. Le anticipazioni di bilancio concesse all’INPS, ai sensi del
comma 3 dell’articolo 35 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, negli
esercizi antecedenti alla data di entrata in vigore della presente
legge ed iscritte quali debiti verso lo Stato nel rendiconto 2015
dell’Istituto stesso, per un totale di 88.878 milioni di euro, sono
compensate con i crediti verso lo Stato, risultanti dal medesimo
rendiconto, fino a concorrenza dell’importo di 29.423 milioni di
euro, e per l’eccedenza si intendono effettuate a titolo definitivo.
179. Con la procedura di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto
1990, n. 241, sono definiti i capitoli del bilancio dell’INPS per i
quali viene effettuata la compensazione nonche’ i criteri e le
gestioni previdenziali a cui attribuire i trasferimenti definitivi.
180. All’articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, le parole: « In via sperimentale, per gli anni 2016 e 2017 »
sono sostituite dalle seguenti: « In via sperimentale, per gli anni
2016, 2017, 2018 e 2019 ».
181. All’articolo 1, comma 87, della legge 11 dicembre 2016, n.
232, le parole: « per l’anno 2017 » sono sostituite dalle seguenti: «
per gli anni 2017, 2018 e 2019 ».
182. All’articolo 2 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509,
dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Le associazioni e le fondazioni, comprese quelle di cui al
decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, sono titolari dei
valori e delle disponibilita’ conferiti in gestione, restando
peraltro in facolta’ delle stesse di concludere, in tema di
titolarita’, diversi accordi con i gestori a cio’ abilitati nel caso
di gestione accompagnata dalla garanzia di restituzione del capitale.
I valori e le disponibilita’ affidati ai gestori secondo le modalita’
e i criteri stabiliti nelle convenzioni costituiscono in ogni caso
patrimonio separato e autonomo e non possono essere distratti dal
fine al quale sono stati destinati, ne’ formare oggetto di esecuzione
sia da parte dei creditori dei soggetti gestori, sia da parte di
rappresentanti dei creditori stessi, ne’ possono essere coinvolti
nelle procedure concorsuali che riguardano il gestore. Le
associazioni e le fondazioni sono legittimate a proporre la domanda
di rivendicazione di cui all’articolo 103 del regio decreto 16 marzo
1942, n. 267. Possono essere rivendicati tutti i valori conferiti in
gestione, anche se non individualmente determinati o individuati e
anche se depositati presso terzi, diversi dal soggetto gestore. Per
l’accertamento dei valori oggetto della domanda e’ ammessa ogni prova
documentale, compresi i rendiconti redatti dal gestore o dai terzi
depositari. Sulle somme di denaro e sugli strumenti finanziari delle
associazioni o delle fondazioni depositati a qualsiasi titolo presso
un depositario non sono ammesse azioni dei creditori del depositario,
del sub-depositario o nell’interesse degli stessi ».
183. Agli enti di diritto privato di cui al decreto legislativo 30
giugno 1994, n. 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n.
103, a decorrere dall’anno 2020 non si applicano le norme di
contenimento delle spese previste a carico degli altri soggetti
inclusi nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel
conto economico consolidato, individuate dall’Istituto nazionale di
statistica ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, ferme restando, in ogni caso, le disposizioni vigenti
che recano vincoli in materia di personale. Alla compensazione degli
effetti finanziari del presente comma in termini di fabbisogno e
indebitamento netto, pari a 12 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del
Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a
legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi
pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189.
184. Il comma 302 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.
190, e’ sostituito dal seguente:
«302. A decorrere dal mese di gennaio 2018, al fine di
razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle
prestazioni previdenziali corrisposte dall’INPS, i trattamenti
pensionistici, gli assegni, le pensioni e le indennita’ di
accompagnamento erogati agli invalidi civili, nonche’ le rendite
vitalizie dell’INAIL sono posti in pagamento il primo giorno di
ciascun mese o il giorno successivo se il primo e’ festivo o non
bancabile, con un unico mandato di pagamento ove non esistano cause
ostative, fatta eccezione per il mese di gennaio in cui il pagamento
avviene il secondo giorno bancabile ».
185. La disposizione di cui all’articolo 69, comma 15, della legge
23 dicembre 2000, n. 388, si applica a tutte le gestioni amministrate
dall’INPS.
186. La prestazione una tantum a favore dei malati di mesotelioma
prevista dall’articolo 1, comma 116, della legge 23 dicembre 2014, n.
190, come disciplinata dal decreto del Ministro del lavoro e delle
politiche sociali 4 settembre 2015, e’ erogata anche con riferimento
agli anni 2018, 2019 e 2020, avvalendosi delle disponibilita’ residue
di cui al predetto decreto. La prestazione e’ erogata anche in favore
degli eredi, ripartita tra gli stessi. Con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottare su proposta dell’INAIL
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono definite la misura, non superiore a quella indicata dal
decreto di cui al primo periodo, e le modalita’ di erogazione della
prestazione di cui al presente comma per garantirne la tempestivita’.
187. Il Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di
contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ ridotto di 5,5 milioni di
euro per gli anni 2018, 2019 e 2020.
188. All’articolo 1, comma 278, terzo periodo, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, dopo le parole: « con sentenza esecutiva »
sono aggiunte le seguenti: « o con verbale di conciliazione
giudiziale ».
189. Il Fondo per le vittime dell’amianto, di cui all’articolo 1,
comma 241, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ incrementato
della somma di 27 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019
e 2020, con corrispondente riduzione delle risorse strutturali
programmate dall’INAIL per il finanziamento dei progetti di
investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile
2008, n. 81. Di tale riduzione e’ fornita apposita evidenza contabile
in sede di predisposizione del progetto di bilancio per gli anni
interessati. Per il periodo predetto, a carico delle imprese non si
applica l’addizionale sui premi assicurativi relativi ai settori
delle attivita’ lavorative comportanti esposizione all’amianto.
190. All’articolo 3, comma 2, lettera d), del decreto legislativo
15 settembre 2017, n. 147, le parole: « per licenziamento, anche
collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale
intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della
legge 15 luglio 1966, n. 604, ed abbia cessato, da almeno tre mesi,
di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione, ovvero,
nel caso in cui non abbia diritto di conseguire alcuna prestazione di
disoccupazione per mancanza dei necessari requisiti, si trovi in
stato di disoccupazione da almeno tre mesi » sono soppresse.
191. Per gli effetti di cui al comma 190, all’articolo 8 del
decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera c), le parole: « , a partire da quelli con
persone di eta’ pari o superiore a 55 anni, prive dei requisiti di
cui al medesimo articolo 3, comma 2, eventualmente mediante
l’utilizzo di una scala di valutazione del bisogno, di cui al comma
2» sono soppresse;
b) al comma 3, il periodo: «L’estensione della platea e’
individuata prioritariamente tra i nuclei familiari con persone di
eta’ pari o superiore a 55 anni non gia’ inclusi all’articolo 3,
comma 2» e’ soppresso.
192. A decorrere dal 1º luglio 2018, l’articolo 3, comma 2, del
decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, come modificato dal
comma 190, e’ abrogato. A decorrere dalla stessa data, sono abrogati
il comma 1, lettera c), e il comma 2 dell’articolo 8 del medesimo
decreto legislativo.
193. All’articolo 4, comma 1, secondo periodo, del decreto
legislativo 15 settembre 2017, n. 147, sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: « , incrementato del 10 per cento ».
194. All’articolo 4, comma 5, del decreto legislativo 15 settembre
2017, n. 147, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: « Nel caso
in cui all’atto del riconoscimento del ReI il beneficio economico
risulti di ammontare inferiore o pari a euro 20 su base mensile, esso
e’ versato in soluzioni annuali. Nel caso in cui il beneficio
economico risulti di ammontare nullo, ai fini del rinnovo non
decorrono i termini di cui al primo periodo del presente comma ».
195. All’articolo 7, comma 3, del decreto legislativo 15 settembre
2017, n. 147, al primo periodo, le parole: « pari, in sede di prima
applicazione, a 262 milioni di euro nel 2018 e 277 milioni di euro
annui a decorrere dal 2019 » sono sostituite dalle seguenti: « pari,
in sede di prima applicazione, a 297 milioni di euro nel 2018, a 347
milioni di euro nel 2019 e a 470 milioni di euro annui a decorrere
dal 2020 ».
196. Per le finalita’ di cui ai commi da 190 a 195, lo stanziamento
del Fondo per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui
all’articolo 1, comma 386, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e’
incrementato di 300 milioni di euro nell’anno 2018, di 700 milioni di
euro nell’anno 2019, di 783 milioni di euro nell’anno 2020 e di 755
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. Lo stanziamento del
medesimo Fondo e’ altresi’ incrementato di ulteriori 117 milioni di
euro nell’anno 2020 e di 145 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2021 per le finalita’ da individuare con il Piano nazionale
per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147.
197. Per gli effetti del comma 196, all’articolo 20 del decreto
legislativo 15 settembre 2017, n. 147, il comma 1 e’ sostituito dal
seguente:
«1. La dotazione del Fondo Poverta’ e’ determinata in 2.059 milioni
di euro per l’anno 2018, di cui 15 milioni di euro accantonati ai
sensi dell’articolo 18, comma 3, in 2.545 milioni di euro per l’anno
2019 e in 2.745 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020. Ai
fini dell’erogazione del beneficio economico del ReI di cui
all’articolo 4, i limiti di spesa sono determinati in 1.747 milioni
di euro per l’anno 2018, fatto salvo l’eventuale disaccantonamento
delle somme di cui all’articolo 18, comma 3, in 2.198 milioni di euro
per l’anno 2019, in 2.158 milioni di euro per l’anno 2020 e in 2.130
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. I limiti di spesa
per l’erogazione del beneficio economico a decorrere dall’anno 2020
sono incrementati sulla base delle determinazioni del Piano nazionale
per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui
all’articolo 8, comunque nei limiti di cui al primo periodo, tenuto
conto della quota del Fondo Poverta’ di cui all’articolo 7, comma 2».
198. Per l’anno 2018, ferma restando la revisione qualitativa
dell’attivita’ in convenzione con i centri di assistenza fiscale, in
previsione di un incremento dei volumi di dichiarazioni sostitutive
uniche ai fini della richiesta dell’indicatore della situazione
economica equivalente (ISEE) anche connessi all’attuazione del
reddito di inclusione, di cui al decreto legislativo 15 settembre
2017, n. 147, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
trasferisce all’INPS, per le suddette finalita’, risorse pari a 20
milioni di euro. Al relativo onere si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo sociale per occupazione e
formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
199. All’articolo 8, comma 1, lettera g), del decreto legislativo
15 settembre 2017, n. 147, le parole: « comunque non inferiore al
quindici per cento, » sono sostituite dalle seguenti: « comunque non
inferiore al quindici per cento, incrementata al venti per cento a
decorrere dal 2020 ».
200. Al fine di garantire il servizio sociale professionale come
funzione fondamentale dei comuni, secondo quanto stabilito
dall’articolo 14, comma 27, lettera g), del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, e, contestualmente, i servizi di cui all’articolo 7,
comma 1, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, a valere
e nei limiti di un terzo delle risorse di cui all’articolo 7, comma
3, del medesimo decreto legislativo attribuite a ciascun ambito
territoriale, possono essere effettuate assunzioni di assistenti
sociali con rapporto di lavoro a tempo determinato, fermo restando il
rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio, in deroga ai
vincoli di contenimento della spesa di personale di cui all’articolo
9, comma 28, del citato decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, e all’articolo 1, commi
557 e 562, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
201. Per le erogazioni relative ai progetti promossi dalle
fondazioni di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, nel
perseguimento dei propri scopi statutari, finalizzati, nel rispetto
delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 2, del citato
decreto, alla promozione di un welfare di comunita’, attraverso
interventi e misure di contrasto alle poverta’, alle fragilita’
sociali e al disagio giovanile, di tutela dell’infanzia, di cura e
assistenza agli anziani e ai disabili, di inclusione socio-lavorativa
e integrazione degli immigrati nonche’ di dotazione di strumentazioni
per le cure sanitarie, su richiesta degli enti di cui all’articolo
114 della Costituzione, degli enti pubblici deputati all’erogazione
di servizi sanitari e socio-assistenziali e, tramite selezione
pubblica, degli enti del terzo settore previsti dal codice di cui al
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, e’ riconosciuto alle
fondazioni medesime un contributo, sotto forma di credito d’imposta,
pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate nei periodi
d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2017, a
condizione che le predette erogazioni siano utilizzate dai soggetti
richiedenti nell’ambito dell’attivita’ non commerciale.
202. Il contributo di cui al comma 201 e’ assegnato, fino a
esaurimento delle risorse disponibili, pari a 100 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, secondo l’ordine temporale con
cui le fondazioni comunicano all’Associazione di fondazioni e di
casse di risparmio S.p.A. (ACRI) l’impegno a effettuare le erogazioni
di cui al comma 201. Al fine di consentire la fruizione del credito
d’imposta, l’ACRI trasmette all’Agenzia delle entrate l’elenco delle
fondazioni finanziatrici per le quali sia stata riscontrata la
corretta delibera d’impegno in ordine cronologico di presentazione.
Il riconoscimento del credito d’imposta e’ comunicato dall’Agenzia
delle entrate a ogni fondazione finanziatrice e per conoscenza
all’ACRI.
203. Il credito d’imposta e’ riconosciuto fino ad esaurimento delle
risorse annue disponibili, e’ indicato nella dichiarazione dei
redditi relativa al periodo d’imposta di spettanza e nelle
dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi in
cui il credito e’ utilizzato e puo’ essere utilizzato esclusivamente
in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a
quello di maturazione. Al credito d’imposta non si applicano i limiti
di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, e all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
204. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
definite le disposizioni applicative necessarie, comprese le
procedure per la concessione del contributo nel rispetto del limite
di spesa stabilito.
205. Al fine di favorire e potenziare l’innovazione sociale secondo
gli standard europei, e’ istituito, nello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo
trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei
ministri, il Fondo per l’innovazione sociale con una dotazione di 5
milioni di euro per l’anno 2018 e di 10 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2019 e 2020.
206. Il Fondo di cui al comma 205 e’ finalizzato all’effettuazione
di studi di fattibilita’ e allo sviluppo di capacita’ delle pubbliche
amministrazioni sulla base dei risultati conseguibili. Gli interventi
di cui al primo periodo hanno la durata massima di un anno.
207. Le modalita’ di funzionamento e di accesso al Fondo di cui al
comma 205, nonche’ le relative aree di intervento sono stabilite con
uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri da
adottare entro il 30 marzo 2018.
208. Alla legge 19 agosto 2016, n. 166, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 1, comma 1, la lettera b) e’ sostituita dalla
seguente:
«b) favorire il recupero e la donazione di medicinali, di
prodotti farmaceutici e di altri prodotti a fini di solidarieta’
sociale »;
b) all’articolo 2, comma 1, dopo la lettera g), sono aggiunte le
seguenti:
«g-bis) “medicinali destinati alla donazione”: i medicinali
inutilizzati dotati di autorizzazione all’immissione in commercio
(AIC), legittimamente in possesso del donatore, con confezionamento
primario e secondario integro, in corso di validita’, correttamente
conservati secondo le indicazioni del produttore riportate negli
stampati autorizzati del medicinale. Rientrano in questa categoria i
medicinali soggetti a prescrizione, i medicinali senza obbligo di
prescrizione, i medicinali da banco e i relativi campioni gratuiti. I
farmaci che non sono commercializzati per imperfezioni, alterazioni,
danni o vizi che non ne modificano l’idoneita’ all’utilizzo o per
altri motivi similari, tali in ogni caso da non compromettere
l’idoneita’ all’utilizzo con riguardo alla qualita’, tracciabilita’,
sicurezza ed efficacia per il consumatore finale, possono essere
donati alle associazioni che possono garantire, attraverso medici o
farmacisti presso le stesse associazioni, l’efficacia dei medesimi
medicinali. Possono altresi’ essere donati, nel rispetto dei principi
stabiliti dal decreto del Ministro della sanita’ 11 febbraio 1997,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 1997, e con le
modalita’ previste dalla circolare del Ministro della salute del 23
marzo 2017, i medicinali per i quali non e’ ancora stata autorizzata
l’immissione in commercio in Italia;
g-ter) “soggetti donatori del farmaco”: le farmacie, i grossisti,
le parafarmacie, come individuate ai sensi dell’articolo 5 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e le imprese titolari di AIC, i
loro rappresentanti locali, i loro concessionari per la vendita e i
loro distributori;
g-quater) “articoli di medicazione”: gli articoli di cui al numero
114) della tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
g-quinquies) “altri prodotti”: i prodotti che saranno individuati
ai sensi dell’articolo 16, comma 1, lettera e) »;
c) all’articolo 8, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Fermo restando quanto stabilito al comma 3, il Tavolo puo’
avvalersi anche di gruppi di lavoro costituiti dai soggetti indicati
dai componenti di cui al comma 1, lettera b), nonche’ di altri
esperti di settore »;
d) all’articolo 9, comma 2, e’ aggiunto, in fine, il seguente
periodo: « Le campagne di promozione di modelli di consumo e di
acquisto improntati a criteri di solidarieta’ e di sostenibilita’ e
le campagne volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e le imprese
sulle conseguenze negative degli sprechi alimentari sono pianificate
sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori
presenti nel Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti »;
e) all’articolo 11:
1) alla rubrica, dopo la parola: « innovativi » sono inserite le
seguenti: « integrati o di rete, »;
2) al comma 2, dopo la parola: « innovativi » sono inserite le
seguenti: « integrati o di rete »;
f) all’articolo 16:
1) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: « Disposizioni
fiscali per le cessioni gratuite di eccedenze alimentari, di
medicinali e di altri prodotti a fini di solidarieta’ sociale »;
2) i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
«1. La presunzione di cessione di cui all’articolo 1 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10
novembre 1997, n. 441, non opera per le seguenti tipologie di beni,
qualora la distruzione si realizzi con la loro cessione gratuita agli
enti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), della presente
legge:
a) delle eccedenze alimentari di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera c);
b) dei medicinali, di cui all’articolo 2, comma 1, lettera g-bis),
donati secondo le modalita’ individuate dal decreto del Ministro
della salute adottato ai sensi dell’articolo 157, comma 1-bis, del
decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, introdotto dall’articolo
15 della presente legge;
c) degli articoli di medicazione di cui le farmacie devono
obbligatoriamente essere dotate secondo la farmacopea ufficiale, di
cui al numero 114) della tabella A, parte III, allegata al decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non piu’
commercializzati, purche’ in confezioni integre, correttamente
conservati e ancora nel periodo di validita’, in modo tale da
garantire la qualita’, la sicurezza e l’efficacia originarie;
d) dei prodotti destinati all’igiene e alla cura della persona, dei
prodotti per l’igiene e la pulizia della casa, degli integratori
alimentari, dei biocidi, dei presidi medico chirurgici, dei prodotti
di cartoleria e di cancelleria, non piu’ commercializzati o non
idonei alla commercializzazione per imperfezioni, alterazioni, danni
o vizi che non ne modificano l’idoneita’ all’utilizzo o per altri
motivi similari;
e) degli altri prodotti individuati con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze adottato ai sensi del comma 7, non piu’
commercializzati o non idonei alla commercializzazione per
imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che non ne modificano
l’idoneita’ all’utilizzo o per altri motivi similari.
2. I beni ceduti gratuitamente di cui al comma 1 non si considerano
destinati a finalita’ estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi
dell’articolo 85, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917.
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano a condizione che:
a) per ogni cessione gratuita sia emesso un documento di trasporto
avente le caratteristiche determinate con il regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 14 agosto 1996, n. 472,
ovvero un documento equipollente;
b) il donatore trasmetta agli uffici dell’Amministrazione
finanziaria e ai comandi della Guardia di finanza competenti, per via
telematica, una comunicazione riepilogativa delle cessioni effettuate
in ciascun mese solare, con l’indicazione, per ognuna di esse, dei
dati contenuti nel relativo documento di trasporto o nel documento
equipollente nonche’ del valore dei beni ceduti, calcolato sulla base
dell’ultimo prezzo di vendita. La comunicazione e’ trasmessa entro il
giorno 5 del mese successivo a quello in cui sono state effettuate le
cessioni secondo modalita’ stabilite con provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate. Il donatore e’ esonerato dall’obbligo di
comunicazione di cui alla presente lettera per le cessioni di
eccedenze alimentari facilmente deperibili, nonche’ per le cessioni
che, singolarmente considerate, siano di valore non superiore a
15.000 euro;
c) l’ente donatario rilasci al donatore, entro la fine del mese
successivo a ciascun trimestre, un’apposita dichiarazione
trimestrale, recante gli estremi dei documenti di trasporto o dei
documenti equipollenti relativi alle cessioni ricevute, nonche’
l’impegno ad utilizzare i beni medesimi in conformita’ alle proprie
finalita’ istituzionali. Nel caso in cui sia accertato un utilizzo
diverso, le operazioni realizzate dall’ente donatario si considerano
effettuate, agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, delle
imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’
produttive, nell’esercizio di un’attivita’ commerciale »;
3) il comma 4 e’ abrogato;
4) al comma 7, le parole: « destinati a fini di solidarieta’
sociale senza scopo di lucro, di cui all’articolo 13, comma 2, del
decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e all’articolo 6, comma
15, della legge 13 maggio 1999, n. 133, come modificati dal presente
articolo » sono sostituite dalle seguenti: « di cui al comma 1,
lettera e), del presente articolo »;
g) all’articolo 18, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. Sono fatte salve le disposizioni dell’articolo 2, commi
350, 351 e 352, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 »;
h) dopo l’articolo 18 e’ aggiunto il seguente:
«Art. 18-bis (Abrogazioni). – 1. Sono abrogati:
a) il comma 2 dell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 441;
b) i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 13 del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460 ».
209. All’articolo 2, comma 1, lettera b), della legge 19 agosto
2016, n. 166, le parole: « gli enti del Terzo settore non commerciali
di cui all’articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106 » sono sostituite dalle seguenti: « gli enti del Terzo settore di
cui al codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo del 3
luglio 2017, n. 117 ».
210. All’articolo 15, sesto comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 luglio 1982, n. 571, le parole: « gli enti del Terzo
settore non commerciali di cui all’articolo 79, comma 5, del codice
del Terzo settore di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), della
legge 6 giugno 2016, n. 106 » sono sostituite dalle seguenti: « gli
enti del Terzo settore di cui al codice del Terzo settore, di cui al
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 ».
211. All’articolo 1, comma 236, della legge 27 dicembre 2013, n.
147, le parole: « gli enti del Terzo settore non commerciali di cui
all’articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106, e successive modificazioni » sono sostituite dalle seguenti: «
gli enti del Terzo settore di cui al codice del Terzo settore, di cui
al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 ».
212. All’articolo 1, comma 1, della legge 25 giugno 2003, n. 155,
le parole: « gli enti del Terzo settore non commerciali di cui
all’articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106» sono sostituite dalle seguenti: « gli enti del Terzo settore di
cui al codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3
luglio 2017, n. 117 ».
213. All’articolo 157, comma 1-bis, del decreto legislativo 24
aprile 2006, n. 219, al primo periodo, le parole: « enti del Terzo
settore non commerciali di cui all’articolo 79, comma 5, del codice
del Terzo settore di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), della
legge 6 giugno 2016, n. 106» sono sostituite dalle seguenti: «enti
del Terzo settore di cui al codice del Terzo settore, di cui al
decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117,» e, al terzo periodo, le
parole: « Agli enti del Terzo settore non commerciali di cui
all’articolo 79, comma 5, del codice del Terzo settore di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n.
106» sono sostituite dalle seguenti: « Agli enti del Terzo settore di
cui al codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3
luglio 2017, n. 117, ».
214. Al fine di contrastare le forme di esclusione sociale
attraverso lo sviluppo delle iniziative finalizzate alla creazione di
nuova autoimprenditorialita’ e di lavoro autonomo mediante l’accesso
agli strumenti di microfinanza, con particolare riguardo ai giovani e
alle donne, e’ assegnato all’Ente nazionale per il microcredito un
contributo di 600.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018.
215. Al fine di garantire la realizzazione delle attivita’
istituzionali del Centro di cui all’articolo 3 del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 103,
nonche’ la loro continuita’, possono essere previsti appositi
finanziamenti all’Azienda pubblica di servizi alla persona (ASP) –
Istituto degli Innocenti di Firenze. Per lo svolgimento dei relativi
piani di attivita’, i Ministeri membri dell’Osservatorio di cui
all’articolo 2 del citato decreto legislativo n. 103 del 2007 possono
stipulare convenzioni, di norma di durata pluriennale, con il
suddetto Istituto.
216. Per il soddisfacimento delle nuove e maggiori esigenze
dell’Autorita’ garante per l’infanzia e l’adolescenza connesse
all’adempimento, anche in sede locale, dei compiti in materia di
minori stranieri non accompagnati, previsti dall’articolo 11 della
legge 7 aprile 2017, n. 47, la stessa Autorita’ garante e’
autorizzata ad avvalersi di ulteriori 10 unita’ di personale,
collocate in posizione di comando obbligatorio ai sensi e per gli
effetti dell’articolo 5, comma 1, della legge 12 luglio 2011, n. 112,
per gli anni 2018, 2019 e 2020.
217. All’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno
2015, n. 80, le parole: « , con esclusione del lavoro domestico »
sono soppresse.
218. All’articolo 26 del codice di cui al decreto legislativo 11
aprile 2006, n. 198, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, primo periodo, le parole:« commi 1 e 2 » sono
sostituite dalle seguenti: « commi 1, 2 e 2-bis »;
b) dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. La lavoratrice o il lavoratore che agisce in giudizio per
la dichiarazione delle discriminazioni per molestia o molestia
sessuale poste in essere in violazione dei divieti di cui al presente
capo non puo’ essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito
o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi,
diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro, determinati dalla
denuncia stessa. Il licenziamento ritorsivo o discriminatorio del
soggetto denunciante e’ nullo. Sono altresi’ nulli il mutamento di
mansioni ai sensi dell’articolo 2103 del codice civile, nonche’
qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei
confronti del denunciante. Le tutele di cui al presente comma non
sono garantite nei casi in cui sia accertata, anche con sentenza di
primo grado, la responsabilita’ penale del denunciante per i reati di
calunnia o diffamazione ovvero l’infondatezza della denuncia.
3-ter. I datori di lavoro sono tenuti, ai sensi dell’articolo 2087
del codice civile, ad assicurare condizioni di lavoro tali da
garantire l’integrita’ fisica e morale e la dignita’ dei lavoratori,
anche concordando con le organizzazioni sindacali dei lavoratori le
iniziative, di natura informativa e formativa, piu’ opportune al fine
di prevenire il fenomeno delle molestie sessuali nei luoghi di
lavoro. Le imprese, i sindacati, i datori di lavoro e i lavoratori e
le lavoratrici si impegnano ad assicurare il mantenimento nei luoghi
di lavoro di un ambiente di lavoro in cui sia rispettata la dignita’
di ognuno e siano favorite le relazioni interpersonali, basate su
principi di eguaglianza e di reciproca correttezza ».
219. Ai familiari delle vittime dell’attentato terroristico di
Dacca del 1° luglio 2016 si applicano, anche in assenza di sentenza,
le disposizioni di cui all’articolo 5 della legge 3 agosto 2004, n.
206, nonche’ le disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 23
novembre 1998, n. 407, come modificato dal decreto-legge 4 febbraio
2003, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile
2003, n. 56.
220. Alle cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n.
381, con riferimento alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a
tempo indeterminato, decorrenti dal 1° gennaio 2018 con riferimento a
contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2018, delle donne
vittime di violenza di genere, debitamente certificati dai servizi
sociali del comune di residenza o dai centri anti-violenza o dalle
case rifugio, di cui all’articolo 5-bis del decreto-legge 14 agosto
2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre
2013, n. 119, e’ attribuito, per un periodo massimo di trentasei
mesi, un contributo entro il limite di spesa di un milione di euro
per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 a titolo di sgravio delle
aliquote per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e
assistenziale dovute relativamente alle suddette lavoratrici assunte.
Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell’interno, sono stabiliti i criteri di
assegnazione e di ripartizione delle risorse di cui al periodo
precedente.
221. Il Fondo sociale per occupazione e formazione di cui
all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, e’ incrementato di 2 milioni di euro a decorrere
dall’esercizio finanziario 2018 per la promozione e il coordinamento
delle politiche di formazione e delle azioni rivolte all’integrazione
dei sistemi della formazione, della scuola e del lavoro, nonche’ per
il cofinanziamento del Programma Erasmus+ per l’ambito
dell’istruzione e formazione professionale ai sensi dell’articolo 27,
paragrafo 9, del regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo
e del Consiglio, dell’11 dicembre 2013.
222. Dopo l’articolo 4 della legge 14 febbraio 1987, n. 40, e’
aggiunto il seguente:
«Art. 4-bis. – 1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della
presente legge, quantificati in 13 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2018, si provvede a valere sulle risorse finanziarie del
Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18,
comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, commi da 1 a 10, del decreto-legge 6 marzo 2006, n.
68, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2006, n. 127,
iscritta sul medesimo Fondo ».
223. Per le finalita’ di cui all’articolo 20, comma 14, del decreto
legislativo 25 maggio 2017, n. 75, sono prorogate al 31 dicembre
2018, nei limiti della spesa gia’ sostenuta e senza nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica, le convenzioni sottoscritte
per l’utilizzazione di lavoratori socialmente utili, di quelli di
pubblica utilita’ e dei lavoratori impiegati in attivita’ socialmente
utili (ASU).
224. Per le finalita’ del comma 223 del presente articolo, le
disposizioni dell’articolo 16-quater del decreto-legge 19 giugno
2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2015, n. 125, nonche’ quelle dell’articolo 1, comma 163, della legge
11 dicembre 2016, n. 232, si applicano anche per l’anno 2018.
225. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge si provvede all’adozione del decreto di cui
all’articolo 1, comma 209, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e
alla conseguente attuazione dei commi 211 e 212 del medesimo articolo
1, con riferimento all’entita’ della spesa sostenuta a livello
statale.
226. All’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il comma
511 e’ abrogato.
227. L’ISTAT effettua i seguenti censimenti:
a) dall’anno 2018, il censimento permanente della popolazione e
delle abitazioni, ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 18
ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
dicembre 2012, n. 221, e del decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri 12 maggio 2016 in materia di censimento della popolazione e
archivio nazionale dei numeri civici e delle strade urbane,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 19 luglio 2016, e nel
rispetto del regolamento (CE) n. 763/2008 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 9 luglio 2008, e dei relativi regolamenti di
attuazione;
b) dall’anno 2018, i censimenti economici permanenti delle imprese,
delle istituzioni no profit e delle istituzioni pubbliche;
c) nell’anno 2020, il 7º censimento generale dell’agricoltura;
d) dall’anno 2021, il censimento permanente dell’agricoltura.
228. I censimenti permanenti sono basati sull’utilizzo integrato di
fonti amministrative e di altre fonti di dati utili a fini censuari e
sullo svolgimento di rilevazioni periodiche. Ai fini
dell’integrazione dei dati per l’effettuazione dei censimenti di cui
al comma 227, ferme restando ulteriori previsioni nel Programma
statistico nazionale, gli enti, le amministrazioni e gli organismi
titolari delle basi di dati di seguito indicate sono tenuti a
metterle a disposizione dell’ISTAT, secondo le modalita’ e i tempi
stabiliti nei Piani generali di censimento, di cui al comma 232, e
nei successivi atti d’istruzione:
a) archivi su lavoratori e pensionati dell’INPS;
b) archivio delle comunicazioni obbligatorie del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali;
c) anagrafe nazionale degli studenti e Anagrafe nazionale degli
studenti e dei laureati delle universita’ del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca;
d) archivi sui flussi migratori del Ministero dell’interno;
e) Sistema informativo integrato di Acquirente unico S.p.A. sui
consumi di energia elettrica e gas, previa stipulazione di un
protocollo d’intesa tra l’ISTAT e l’Acquirente unico S.p.A., sentiti
l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il settore idrico,
ridenominata ai sensi del comma 528, il Garante per la protezione dei
dati personali e l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato;
f) archivi amministrativi sulle aziende agricole e dati geografici
di AGEA;
g) anagrafe tributaria, archivi dei modelli fiscali, catasto
edilizio, catasto terreni e immobili, comprensivi della componente
geografica, archivi sui contratti di locazione e compravendita dei
terreni e degli immobili dell’Agenzia delle entrate.

229. La mancata fornitura delle basi di dati di cui al comma 228
costituisce violazione dell’obbligo di risposta, ai sensi
dell’articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.
230. Al fine di realizzare specifici interventi educativi urgenti
volti al contrasto della poverta’ educativa minorile nel territorio
nazionale, l’ISTAT, sulla base delle basi di dati di cui al comma
228, definisce i parametri e gli indicatori misurabili con
l’obiettivo di individuare le zone oggetto di intervento prioritario
di cui al presente comma.
231. Qualora la pubblicazione del decreto del Presidente della
Repubblica di approvazione del Programma statistico nazionale
triennale e dei relativi aggiornamenti annuali di cui all’articolo 13
del decreto legislativo n. 322 del 1989 non intervenga entro il 31
dicembre di ciascun anno di riferimento, e’ prorogata l’efficacia del
Programma statistico nazionale precedente e degli atti ad esso
collegati fino all’adozione del nuovo decreto.
232. Ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettere b), c) ed e), del
decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, l’ISTAT effettua le
operazioni di ciascun censimento attraverso i Piani generali di
censimento, circolari e istruzioni tecniche, nonche’ mediante
specifiche intese con le province autonome di Trento e di Bolzano per
i territori di competenza, e ne disciplina l’organizzazione. Nei
Piani generali di censimento sono definiti: la data di riferimento
dei dati, gli obiettivi, il campo di osservazione, le metodologie di
indagine e le modalita’ di organizzazione ed esecuzione delle
operazioni censuarie, i compiti e gli adempimenti cui sono tenuti gli
organi intermedi di rilevazione, nonche’ le modalita’ di svolgimento
delle procedure sanzionatorie per mancata o erronea risposta di cui
agli articoli 7 e 11 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.
322. L’ISTAT, attraverso i Piani generali di censimento e proprie
circolari, stabilisce altresi’:
a) i criteri e le modalita’ per l’affidamento, anche mediante
specifici accordi, di fasi della rilevazione censuaria a enti e
organismi pubblici e privati, l’organizzazione degli uffici preposti
allo svolgimento delle operazioni censuarie, anche in forma
associata, e i criteri di determinazione e ripartizione dei
contributi agli organi di censimento, d’intesa con la Conferenza
unificata, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze;
b) le modalita’ e i tempi di fornitura e utilizzo dei dati da
archivi amministrativi e da altre fonti necessarie allo svolgimento
delle operazioni censuarie;
c) i soggetti tenuti a fornire i dati richiesti, le misure per la
protezione dei dati personali e la tutela del segreto statistico di
cui all’articolo 9 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322,
le modalita’ di diffusione dei dati anche in forma disaggregata e con
frequenza inferiore alle tre unita’, in conformita’ all’articolo 13
del medesimo decreto; le modalita’ della comunicazione dei dati
elementari, privi di identificativi, agli enti e organismi pubblici
di cui alla lettera a), anche se non facenti parte del Sistema
statistico nazionale, necessari per trattamenti statistici
strumentali al perseguimento delle rispettive finalita’
istituzionali, nel rispetto della normativa vigente in materia di
protezione dei dati personali.
233. L’ISTAT, d’intesa con il Ministero dell’interno, definisce,
tramite il Piano generale del censimento permanente della popolazione
e delle abitazioni, le circolari e istruzioni tecniche, le modalita’
di restituzione ai comuni delle informazioni raccolte nell’ambito del
censimento, necessarie ai fini della revisione delle anagrafi della
popolazione residente di cui all’articolo 46 del regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223,
nonche’ le modalita’ tecniche e la periodicita’ di tale revisione.
234. Nelle more dell’adozione dei Piani generali di censimento di
cui al comma 232, l’ISTAT assume, mediante circolari e istruzioni, le
iniziative necessarie e urgenti per l’aggiornamento delle basi
territoriali e dell’ordinamento ecografico.
235. Per far fronte alle esigenze connesse all’esecuzione dei
censimenti, gli enti e gli organismi pubblici, indicati nei Piani di
cui al comma 232, possono procedere all’eventuale utilizzo di risorse
esterne, nei limiti delle risorse finanziarie proprie dell’ente e del
contributo onnicomprensivo e forfettario erogato dall’ISTAT, secondo
le modalita’ indicate nei medesimi Piani.
236. La popolazione legale e’ determinata con decreto del
Presidente della Repubblica, sulla base dei risultati del censimento
permanente della popolazione e delle abitazioni, secondo la
metodologia e la cadenza temporale indicate nel Piano generale di
censimento.
237. Per il concorso alle spese per i censimenti di cui ai commi da
227 a 236 e’ autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per l’anno 2018,
di euro 46.881.600 per ciascuno degli anni 2019 e 2020, di euro
51.881.600 per l’anno 2021 e di euro 26.881.600 annui a decorrere
dall’anno 2022. Alla restante spesa di euro 74.707.968 per l’anno
2018, euro 35.742.291 per l’anno 2019 ed euro 20.768.941 per l’anno
2020, si provvede mediante utilizzo delle risorse derivanti dal
processo di riaccertamento straordinario dei residui passivi da parte
dell’ISTAT, delle risorse vincolate agli obblighi comunitari
disponibili, nonche’ a valere sugli stanziamenti gia’ autorizzati
dalle disposizioni di seguito riportate, da destinare alla finalita’
dei censimenti di cui ai commi da 227 a 236:
a) articolo 50 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, anche con
riferimento all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 18 ottobre
2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre
2012, n. 221;
b) articolo 17 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.
238. Le societa’ cooperative che ricorrono al prestito sociale sono
tenute a impiegare le somme raccolte in operazioni strettamente
funzionali al perseguimento dell’oggetto o scopo sociale.
239. L’articolo 2467 del codice civile non si applica alle somme
versate dai soci alle cooperative a titolo di prestito sociale.
240. Con delibera da adottare entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge, il Comitato interministeriale per il
credito e il risparmio (CICR) definisce i limiti alla raccolta del
prestito sociale nelle societa’ cooperative e le relative forme di
garanzia, attenendosi ai seguenti criteri:
a) prevedere che l’ammontare complessivo del prestito sociale non
possa eccedere, a regime, il limite del triplo del patrimonio netto
risultante dall’ultimo bilancio di esercizio approvato, disciplinando
un regime transitorio che preveda il graduale adeguamento delle
cooperative a tale limite, nel termine di tre anni, con facolta’ di
estendere tale termine in casi eccezionali motivati in ragione
dell’interesse dei soci prestatori;
b) prevedere che, durante il periodo transitorio, il rispetto del
limite di cui alla lettera a) costituisca condizione per la raccolta
di prestito ulteriore rispetto all’ammontare risultante dall’ultimo
bilancio approvato alla data di entrata in vigore della presente
legge;
c) prevedere che, ove l’indebitamento nei confronti dei soci ecceda
i 300.000 euro e risulti superiore all’ammontare del patrimonio netto
della societa’, il complesso dei prestiti sociali sia coperto fino al
30 per cento da garanzie reali o personali rilasciate da soggetti
vigilati o con la costituzione di un patrimonio separato con
deliberazione iscritta ai sensi dell’articolo 2436 del codice civile,
oppure mediante adesione della cooperativa a uno schema di garanzia
dei prestiti sociali che garantisca il rimborso di almeno il 30 per
cento del prestito, disciplinando un regime transitorio che preveda
il graduale adeguamento delle cooperative alle nuove prescrizioni nei
due esercizi successivi alla data di adozione della delibera;
d) definire i maggiori obblighi di informazione e di pubblicita’
cui sono tenute le societa’ cooperative che ricorrono al prestito
sociale in misura eccedente i limiti indicati alla lettera c), al
fine di assicurare la tutela dei soci, dei creditori e dei terzi;
e) definire modelli organizzativi e procedure per la gestione del
rischio da adottare da parte delle societa’ cooperative nei casi in
cui il ricorso all’indebitamento verso i soci a titolo di prestito
sociale assuma significativo rilievo in valore assoluto o comunque
ecceda il limite del doppio del patrimonio netto risultante
dall’ultimo bilancio di esercizio approvato.
241. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare
entro sessanta giorni dall’adozione della delibera di cui al comma
240, sono definite forme e modalita’ del controllo e del monitoraggio
in ordine all’adeguamento e al rispetto delle prescrizioni in materia
di prestito sociale da parte delle societa’ cooperative di cui al
comma 240, lettera c).
242. All’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 2 agosto
2002, n. 220, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:
«b-bis) accertare l’osservanza delle disposizioni in tema di
prestito sociale ».
243. Il Comitato di cui all’articolo 4, comma 4, del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 78,
e’ integrato da un rappresentante della Banca d’Italia con
riferimento ai temi concernenti il prestito sociale nelle
cooperative.
244. La lettera b) del comma 2 dell’articolo 85 del codice delle
leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 159,e’ sostituita dalla seguente:
«b) per le societa’ di capitali, anche consortili ai sensi
dell’articolo 2615-ter del codice civile, per le societa’
cooperative, per i consorzi di cooperative, per i consorzi di cui al
libro quinto, titolo X, capo II, sezione II, del codice civile, al
legale rappresentante e agli eventuali altri componenti l’organo di
amministrazione nonche’ a ciascuno dei consorziati che nei consorzi e
nelle societa’ consortili detenga, anche indirettamente, una
partecipazione pari almeno al 5 per cento ».
245. Ai sensi dell’articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, in considerazione della rilevanza del rischio sanitario
e ambientale derivante dalla presenza di amianto, confermata anche da
evidenze epidemiologiche, il sito Officina Grande Riparazione ETR di
Bologna e’ qualificato come sito di interesse nazionale. Agli
interventi urgenti di competenza pubblica di messa in sicurezza
dell’area e’ destinata la somma di 1.000.000 di euro per l’anno 2018
a valere sull’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma
476, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Con decreto da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare provvede alla perimetrazione del sito di interesse nazionale.
All’articolo 1, comma 476, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le
parole: « di bonifica e messa in sicurezza » sono sostituite dalle
seguenti: « urgenti di messa in sicurezza e bonifica, per garantire
la maggior tutela dell’ambiente e della salute pubblica, ».
246. All’articolo 1, comma 277, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: « per l’intero periodo di durata
delle operazioni di bonifica » sono sostituite dalle seguenti: «
durante le operazioni di bonifica » e dopo le parole: « per il
periodo corrispondente alla medesima bonifica » sono aggiunte le
seguenti: « e per i dieci anni successivi al termine dei lavori di
bonifica, a condizione della continuita’ del rapporto di lavoro in
essere al momento delle suddette operazioni di bonifica »;
b) al secondo periodo:
1) dopo le parole: « entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, » sono inserite le seguenti: « corredata
della dichiarazione del datore di lavoro che attesti la sola presenza
del richiedente nel sito produttivo nel periodo di effettuazione dei
lavori di sostituzione del tetto. I benefici sono riconosciuti »;
2) le parole: « 7,5 milioni di euro per l’anno 2018 e 10 milioni di
euro annui a decorrere dall’anno 2019 » sono sostituite dalle
seguenti: « 10,2 milioni di euro per l’anno 2018, 12,8 milioni di
euro per l’anno 2019, 12,7 milioni di euro per l’anno 2020, 12,6
milioni di euro per l’anno 2021, 12,2 milioni di euro per l’anno
2022, 11,6 milioni di euro per l’anno 2023, 8,3 milioni di euro per
l’anno 2024 e 2,1 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025 ».
247. I benefici previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8,
della legge 27 marzo 1992, n. 257, sono estesi, a decorrere dall’anno
2018, anche ai lavoratori che abbiano prestato la loro attivita’ nei
reparti di produzione degli stabilimenti di fabbricazione di fibre
ceramiche refrattarie. Ai fini dell’attuazione del periodo precedente
e’ autorizzata la spesa di un milione di euro annui a decorrere
dall’anno 2018.
248. L’assegno di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 23
dicembre 2014, n. 190, e’ riconosciuto anche per ogni figlio nato o
adottato dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 e, con riferimento a
tali soggetti, e’ corrisposto esclusivamente fino al compimento del
primo anno di eta’ ovvero del primo anno di ingresso nel nucleo
familiare a seguito dell’adozione.
249. L’INPS provvede, con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, al monitoraggio dei maggiori
oneri derivanti dall’attuazione della disposizione del comma 248,
inviando relazioni mensili al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Nel caso in
cui, in sede di attuazione del comma 248, si verifichino o siano in
procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di spesa
di 185 milioni di euro per l’anno 2018 e di 218 milioni di euro per
l’anno 2019, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,
di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e
con il Ministro della salute, si provvede a rideterminare l’importo
annuo dell’assegno e i valori dell’ISEE di cui all’articolo 1, comma
125, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
250. Al fine di prevenire condizioni di poverta’ ed esclusione
sociale di coloro che, al compimento della maggiore eta’, vivano
fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento
dell’autorita’ giudiziaria, nell’ambito della quota del Fondo per la
lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui all’articolo 7,
comma 2, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, e’
riservato, in via sperimentale, un ammontare di 5 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, per interventi, da effettuare
anche in un numero limitato di ambiti territoriali, volti a
permettere di completare il percorso di crescita verso l’autonomia
garantendo la continuita’ dell’assistenza nei confronti degli
interessati, sino al compimento del ventunesimo anno d’eta’.
251. Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche
sociali, sentito il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sono
stabilite le modalita’ di attuazione del comma 250.
252. All’articolo 12, comma 2, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, relativo alle detrazioni per carichi di
famiglia, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Per i figli di
eta’ non superiore a ventiquattro anni il limite di reddito
complessivo di cui al primo periodo e’ elevato a 4.000 euro ».
253. La disposizione di cui al comma 252 acquista efficacia a
decorrere dal 1° gennaio 2019.
254. E’ istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche
sociali il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza
del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020. Il Fondo e’ destinato
alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al
riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attivita’ di cura
non professionale del caregiver familiare, come definito al comma
255.
255. Si definisce caregiver familiare la persona che assiste e si
prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra
persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della
legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il
secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma
3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il
terzo grado che, a causa di malattia, infermita’ o disabilita’, anche
croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di
prendersi cura di se’, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso
di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi
dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia
titolare di indennita’ di accompagnamento ai sensi della legge 11
febbraio 1980, n. 18.
256. Al fine dell’attuazione delle disposizioni di cui al comma
254, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
257. Per fare fronte agli impegni derivanti dalla presidenza
italiana dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in
Europa, e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l’anno 2018.
258. Per avviare la preparazione della partecipazione italiana
all’Expo 2020 Dubai e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per
l’anno 2018.
259. Per assicurare il tempestivo adempimento degli impegni
internazionali derivanti dagli accordi di sede con le organizzazioni
internazionali site in Italia, e’ istituito, nello stato di
previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, un fondo con dotazione di euro 5 milioni per l’anno
2018, 10 milioni per l’anno 2019 e 20 milioni per ciascuno degli anni
dal 2020 al 2022, per la partecipazione italiana alle spese di
costruzione e di manutenzione di immobili di proprieta’ pubblica in
uso alle predette organizzazioni internazionali.
260. Al fine di promuovere lo sviluppo delle esportazioni e
dell’internazionalizzazione dell’economia italiana in Paesi
qualificati ad alto rischio dal Gruppo di Azione Finanziaria
Internazionale (GAFI-FATF), l’Agenzia nazionale per l’attrazione
degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa-Invitalia puo’ operare
quale istituzione finanziaria, anche mediante la costituzione di una
nuova societa’ da essa interamente controllata o attraverso una sua
societa’ gia’ esistente, il cui capitale puo’ essere sottoscritto
ovvero incrementato con eventuale utilizzo delle risorse finanziarie
disponibili in virtu’ dell’articolo 25, comma 2, della legge 24
giugno 1997, n. 196, autorizzata a effettuare finanziamenti e al
rilascio di garanzie e all’assunzione in assicurazione di rischi non
di mercato ai quali sono esposti, direttamente o indirettamente, gli
operatori nazionali nella loro attivita’ nei predetti Paesi. Le
garanzie e le assicurazioni possono essere rilasciate anche in favore
di banche per crediti da esse concessi ad operatori nazionali o alla
controparte estera, destinati al finanziamento delle suddette
attivita’. Allo scopo Invitalia puo’ avvalersi del supporto tecnico
di SACE S.p.a. sulla base di apposita convenzione dalle medesime
stipulata.
261. Le operazioni e le categorie di rischi assicurabili da
Invitalia nei Paesi di cui al comma 260 sono definite con delibera
del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE)
su proposta del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto
con il Ministero dello sviluppo economico, sentito il Ministero degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, nel pieno rispetto
dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali, in particolare
delle sanzioni imposte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite, ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite,
delle misure restrittive adottate dall’Unione europea, sulla base
dell’articolo 75 del Trattato sull’Unione europea e dell’articolo 215
del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ai sensi degli
articoli 60 e 301 del Trattato che istituisce la Comunita’ europea,
delle indicazioni fornite a livello internazionale dal GAFI-FATF,
nonche’ della normativa e degli indirizzi dell’Unione europea in
materia di privatizzazione dei rischi di mercato e di armonizzazione
dei sistemi comunitari di assicurazione dei crediti all’esportazione
gestiti con il sostegno dello Stato.
262. I crediti vantati e gli impegni assunti da Invitalia a seguito
dell’esercizio delle attivita’ di cui al comma 260 sono garantiti
dallo Stato. La garanzia dello Stato e’ rilasciata a prima domanda,
con rinuncia all’azione di regresso su Invitalia, e’ onerosa e
conforme con la normativa di riferimento dell’Unione europea in
materia di assicurazione e garanzia per rischi non di mercato. Su
istanza di Invitalia, la garanzia e’ rilasciata con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, previo parere dell’Istituto
per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) con riferimento, tra
l’altro, alla sussistenza di un elevato rischio di concentrazione e
alla congruita’ del premio riconosciuto allo Stato; il parere
dell’IVASS e’ espresso entro quindici giorni dalla relativa
richiesta.
263. Entro il 30 giugno di ciascun anno il CIPE, su proposta del
Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero
dello sviluppo economico, sentito il Ministero degli affari esteri e
della cooperazione internazionale, delibera il piano previsionale
degli impegni finanziari e assicurativi assumibili da Invitalia ai
sensi dei commi da 260 a 266, nonche’ i limiti globali degli impegni
assumibili in garanzia dallo Stato, tenendo conto delle esigenze di
internazionalizzazione e dei flussi di esportazione, della
rischiosita’ dei mercati e dell’incidenza sul bilancio dello Stato
nel limite delle risorse allo scopo previste a legislazione vigente.
264. E’ istituito nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze un fondo a copertura della garanzia
dello Stato concessa ai sensi dei commi da 260 a 266, con una
dotazione iniziale di 120 milioni di euro per l’anno 2018. Le risorse
sono accreditate su un apposito conto corrente infruttifero aperto
presso la Tesoreria centrale. Al relativo onere si provvede mediante
versamento all’entrata del bilancio dello Stato per un corrispondente
importo delle somme di cui al decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1995, n. 341,
giacenti sull’apposito conto di Tesoreria centrale, per la successiva
riassegnazione ad apposito capitolo dello stato di previsione della
spesa del Ministero dell’economia e delle finanze. Il fondo e’
altresi’ alimentato dalle commissioni corrisposte per l’accesso alla
garanzia.
265. Per le iniziative conseguenti all’eventuale attivazione della
garanzia dello Stato, il Ministero dell’economia e delle finanze puo’
avvalersi di SACE S.p.a., come mero agente, sulla base di quanto
stabilito in apposita convenzione ed a fronte del riconoscimento dei
soli costi vivi documentati, a valere sul fondo di cui al comma 264.
266. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro degli
affari esteri e della cooperazione internazionale, e’ definito
l’ambito di applicazione dei commi da 260 a 265, con particolare
riferimento al funzionamento della garanzia di cui al comma 264,
nonche’ all’operativita’ di Invitalia quale istituzione finanziaria,
tenuto anche conto delle funzioni e delle operativita’ svolte da SACE
S.p.a.
267. All’articolo 6 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
dopo il comma 9-ter sono inseriti i seguenti:
«9-quater. Al fine di rafforzare il supporto alle esportazioni e
all’internazionalizzazione dell’economia italiana, gli impegni
assunti dalla societa’ SACE S.p.A. relativi alle operazioni
riguardanti settori strategici per l’economia italiana, Paesi
strategici di destinazione ovvero societa’ di rilevante interesse
nazionale in termini di livelli occupazionali, di entita’ di
fatturato o di ricadute per il sistema economico produttivo del Paese
e per l’indotto di riferimento, effettuate anche nell’ambito delle
operazioni di “export banca” di cui all’articolo 8 del decreto-legge
1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto 2009, n. 102, sono garantiti dallo Stato, nei limiti di cui al
comma 9 e secondo le modalita’ di cui ai commi 9-quinquies e
9-sexies.
9-quinquies. Le operazioni e le categorie di rischi assicurabili di
cui al comma 9-quater, nonche’ l’ambito di applicazione del medesimo
comma e le modalita’ di funzionamento della garanzia dello Stato,
sono definiti con delibera del Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con Ministro dello
sviluppo economico, tenuto anche conto delle deliberazioni gia’
assunte dal CIPE con riferimento ad operazioni e categorie di rischi
assicurabili dalla societa’ SACE S.p.A., degli accordi
internazionali, nonche’ della normativa e degli indirizzi dell’Unione
europea in materia di privatizzazione dei rischi di mercato e di
armonizzazione dei sistemi comunitari di assicurazione dei crediti
all’esportazione gestiti con il sostegno dello Stato.
9-sexies. La garanzia dello Stato di cui al comma 9-quater e’
rilasciata a prima domanda e con rinuncia all’azione di regresso
verso la societa’ SACE S.p.A., e’ onerosa e conforme con la normativa
di riferimento dell’Unione europea in materia di assicurazione e
garanzia per rischi non di mercato. Su istanza della SACE S.p.A., la
garanzia e’ rilasciata con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, previo parere dell’Istituto per la vigilanza sulle
assicurazioni (IVASS). In virtu’ della garanzia dello Stato di cui al
comma 9-quater, per gli impegni assunti in relazione alle operazioni
di cui al medesimo comma, la SACE S.p.A. riceve una remunerazione
calcolata sulla base di quanto previsto dall’accordo “Arrangement on
Officially Supported Export Credits” dell’Organizzazione per la
Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Tale remunerazione verra’
retrocessa allo Stato secondo le modalita’ di cui al comma 9-octies.
9-septies. Alle operazioni di cui al comma 9-quater non si applica
quanto previsto ai commi 9-bis e 9-ter.
9-octies. Per le finalita’ di cui ai commi 9-quater, 9-quinquies e
9-sexies, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze un Fondo a copertura della garanzia
dello Stato concessa ai sensi dei medesimi commi, con una dotazione
iniziale di 40 milioni di euro per l’anno 2018. Tale Fondo verra’
ulteriormente alimentato con i premi corrisposti dalla SACE S.p.A.,
al netto delle commissioni trattenute per coprire i costi di gestione
derivanti dalle operazioni di cui al comma 9-quater, che a tal fine
sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva
riassegnazione. Al relativo onere, pari a 40 milioni di euro per
l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo
da ripartire per l’integrazione delle risorse destinate alla
concessione di garanzie rilasciate dallo Stato, di cui all’articolo
37, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89. Con le delibere
assunte ai sensi del comma 9-quinquies, il CIPE incrementa la
dotazione del Fondo di cui al primo periodo, tenuto anche conto delle
risorse disponibili del Fondo finalizzato ad integrare le risorse
iscritte sul bilancio statale destinate alle garanzie rilasciate
dallo Stato di cui all’articolo 37, comma 6, del decreto-legge 24
aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
giugno 2014, n. 89, nonche’ delle risorse disponibili ai sensi
dell’articolo 1, comma 876, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ».
268. Ai cittadini italiani nonche’ agli enti e alle societa’
italiane gia’ operanti in Venezuela e in Libia, che alla data in
entrata in vigore della presente legge abbiano crediti che abbiano
subito svalutazione o che siano divenuti inesigibili a seguito della
situazione politico-economica determinatasi in Venezuela dall’anno
2013 e in Libia dall’anno 2011, puo’ essere concesso un contributo a
parziale compensazione delle perdite subite, previa ricognizione
delle richieste e ripartizione proporzionale delle risorse
disponibili. A seguito della liquidazione del contributo, lo Stato
subentra, di diritto e in proporzione all’entita’ del contributo
erogato, nella titolarita’ del credito vantato dagli aventi diritto.
A tal fine, e’ istituito nello stato di previsione del Ministero
degli affari esteri e della cooperazione internazionale un fondo con
la dotazione di un milione di euro per l’anno 2018, di 5 milioni di
euro per l’anno 2019 e di 10 milioni di euro per l’anno 2020. Con uno
o piu’ decreti del Ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabiliti i termini e le modalita’
per la presentazione al Ministero degli affari esteri e della
cooperazione internazionale delle istanze dirette al conseguimento
del contributo nonche’, nel rispetto del limite di spesa, i criteri e
le modalita’ di corresponsione del contributo medesimo.
269. Al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) all’articolo 16, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Al fine di garantire una piu’ efficiente gestione delle
risorse disponibili per l’operativita’ del Fondo di cui all’articolo
3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, il soggetto gestore provvede ad
effettuare, con riferimento agli impegni assunti e a quelli da
assumere annualmente, accantonamenti pari al costo atteso di mercato
per la copertura dei rischi di variazione dei tassi di interesse e di
cambio, nonche’ gli ulteriori accantonamenti necessari ai fini della
copertura dei rischi di maggiori uscite di cassa almeno nel biennio
successivo, connessi ad eventuali ulteriori variazioni dei predetti
tassi, quantificati applicando la metodologia adottata dall’organo
competente all’amministrazione del Fondo su proposta del soggetto
gestore e approvata con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico. Ai
fini della definizione e della verifica della suddetta metodologia,
il soggetto gestore del Fondo puo’ conferire, con oneri a carico del
Fondo, incarichi a soggetti di provata esperienza e capacita’
operativa »;
b) all’articolo 17, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. Entro il 30 giugno di ciascun anno il CIPE, su proposta del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico:
a) stabilisce la tipologia e le caratteristiche delle operazioni di
cui all’articolo 14, i criteri di priorita’ nell’utilizzo delle
risorse del Fondo e la misura massima del contributo da destinare
alle diverse tipologie di operazioni, tenendo conto delle risorse
disponibili sulla base della metodologia di cui all’articolo 16,
comma 1-bis, nonche’ delle caratteristiche dell’esportazione, del
settore del Paese di destinazione, della durata dell’intervento,
degli impatti economici ed occupazionali in Italia;
b) delibera il piano previsionale dei fabbisogni finanziari del
Fondo di cui all’articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, per
l’anno successivo, comprensivi degli accantonamenti volti ad
assicurare la copertura dei rischi di ulteriori uscite di cassa,
quantificati sulla base della metodologia di cui all’articolo 16,
comma 1-bis »;
c) all’articolo 14, comma 3, il primo periodo e’ soppresso.
270. L’organo competente ad amministrare il Fondo di cui
all’articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295, nonche’ il fondo
rotativo di cui all’articolo 2 del decreto-legge 28 maggio 1981, n.
251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n.
394, e’ il Comitato agevolazioni, composto da due rappresentanti del
Ministero dello sviluppo economico, di cui uno con funzioni di
presidente, da un rappresentante del Ministero dell’economia e delle
finanze, da un rappresentante del Ministero degli affari esteri e
della cooperazione internazionale e da un rappresentante designato
dalle regioni, nominati con decreto del Ministero dello sviluppo
economico, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sono disciplinati competenze e funzionamento del predetto
Comitato.
271. L’articolo 51, comma 8, primo periodo, del testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
si interpreta nel senso che le retribuzioni del personale di cui
all’articolo 152 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18, e agli articoli da 31 a 33 del decreto
legislativo 13 aprile 2017, n. 64, costituiscono reddito nella misura
del 50 per cento, anche ai fini della determinazione dei contributi e
dei premi previdenziali dovuti ai sensi dell’articolo 158, primo e
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio
1967, n. 18, e fermo restando quanto disposto dall’articolo 2, comma
3, del decreto legislativo 7 aprile 2000, n. 103. A decorrere dal 1º
aprile 2018, fermo restando quanto disposto dal primo periodo agli
effetti della determinazione dell’imposta sui redditi, i contributi e
i premi previdenziali dovuti ai sensi dell’articolo 158, primo e
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio
1967, n. 18, sono determinati sulla base dell’intera retribuzione e,
all’articolo 2, comma 3, secondo periodo, del decreto legislativo 7
aprile 2000, n. 103, le parole da: « ad una retribuzione » fino alla
fine del periodo sono sostituite dalle seguenti: « all’intera
retribuzione ».
272. A decorrere dall’anno 2018, all’articolo 152 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al primo comma, le parole da: « nel limite di » fino alla fine
del primo periodo sono sostituite dalle seguenti: « nel limite di un
contingente complessivo pari a 2.820 unita’ »;
b) dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente:
«Il contingente di cui al primo comma e’ comprensivo di quello di
cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 17 febbraio 2017, n.
13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46
».
273. Ai fini dell’incremento del contingente, come rideterminato
dal comma 272, lettera a), e’ autorizzata la spesa pari a euro
3.870.000 per l’anno 2018, euro 3.947.400 per l’anno 2019, euro
4.026.348 per l’anno 2020, euro 4.106.875 per l’anno 2021, euro
4.189.012 per l’anno 2022, euro 4.272.793 per l’anno 2023, euro
4.358.249 per l’anno 2024, euro 4.445.414 per l’anno 2025, euro
4.534.322 per l’anno 2026 ed euro 4.625.008 a decorrere dall’anno
2027.
274. Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione
internazionale e’ autorizzato a bandire concorsi per titoli ed esami
per l’assunzione a tempo indeterminato fino a 75 unita’ di personale
appartenente alla terza area funzionale, posizione economica F1, ivi
inclusa l’area della promozione culturale, per ciascuno degli anni
2018 e 2019. Per l’attuazione del presente comma e’ autorizzata la
spesa di euro 1.462.500 per l’anno 2018 e di euro 5.850.000 a
decorrere dall’anno 2019.
275. Le dotazioni destinate all’erogazione delle indennita’ di cui
all’articolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18, sono ridotte di euro 5.332.500 per l’anno 2018,
euro 9.797.400 per l’anno 2019, euro 9.876.348 per l’anno 2020, euro
9.956.875 per l’anno 2021, euro 10.039.012 per l’anno 2022, euro
10.122.793 per l’anno 2023, euro 10.208.249 per l’anno 2024, euro
10.295.414 per l’anno 2025, euro 10.384.322 per l’anno 2026 ed euro
10.475.008 a decorrere dall’anno 2027.
276. A favore degli italiani nel mondo e per rafforzare gli
interessi italiani all’estero, sono autorizzati i seguenti
interventi:
a) la spesa di 2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, per la
promozione della lingua e cultura italiane all’estero, con
particolare riferimento al sostegno degli enti gestori di corsi di
lingua e cultura italiane all’estero;
b) la spesa di 200.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, per
il finanziamento di lettorati di lingua italiana presso istituzioni
universitarie estere, da conferire in via preferenziale a personale
che abbia conseguito un dottorato di ricerca;
c) la spesa di 400.000 euro per l’anno 2018, a favore del Consiglio
generale degli italiani all’estero. All’articolo 19-bis, comma 1, del
decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, la lettera e) e’ abrogata;
d) la spesa di un milione di euro per l’anno 2018, a favore dei
Comitati degli italiani all’estero;
e) la spesa di 600.000 euro a decorrere dall’anno 2018, per
adeguare le retribuzioni del personale di cui all’articolo 152 del
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, ai
parametri di riferimento di cui all’articolo 157 del medesimo
decreto;
f) la spesa di 400.000 euro a decorrere dall’anno 2018, a favore
delle agenzie di stampa specializzate per gli italiani all’estero che
abbiano svolto tale servizio per il Ministero degli affari esteri e
della cooperazione internazionale da almeno cinque anni;
g) la spesa di un milione di euro per l’anno 2018, a integrazione
della dotazione finanziaria per contributi diretti in favore della
stampa italiana all’estero di cui all’articolo 1-bis del
decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni,
dalla legge 16 luglio 2012, n. 103;
h) la spesa di 1,5 milioni di euro per l’anno 2018, di 1,5 milioni
di euro per l’anno 2019 e di 2 milioni di euro per l’anno 2020 a
favore delle camere di commercio italiane all’estero;
i) la spesa di un milione di euro per l’anno 2018, ad integrazione
delle misure in corso di applicazione a sostegno della particolare
condizione di emergenza riguardante gli italiani residenti in
Venezuela, con particolare considerazione per quelli esposti a
situazioni di disagio sociale;
l) la spesa di 272.000 euro per l’anno 2018 e di 22.000 euro annui
a decorrere dall’anno 2019 per la ristrutturazione, la manutenzione e
la guardiania del cimitero italiano di Hammangi nella citta’ di
Tripoli in Libia.
277. Al fine di consentire la realizzazione e la manutenzione di
opere pubbliche negli enti locali che si trovano nella condizione di
scioglimento ai sensi dell’articolo 143 del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nello stato di previsione
del Ministero dell’interno e’ istituito un fondo con una dotazione
iniziale di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2018. Con
decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono definiti i criteri e le modalita’
di riparto del fondo, attribuendo priorita’ agli enti con popolazione
residente fino a 15.000 abitanti. Ai relativi oneri si provvede
mediante corrispondente utilizzo delle risorse del Fondo ordinario
per il finanziamento dei bilanci degli enti locali iscritto nello
stato di previsione del Ministero dell’interno, stanziate ai sensi
dell’articolo 1-bis del decreto-legge 25 novembre 1996, n. 599,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 gennaio 1997, n. 5.
278. La dotazione del fondo di cui al comma 277 e’ annualmente
incrementata con le risorse non utilizzate in ciascun anno,
rivenienti dal medesimo Fondo ordinario per il finanziamento dei
bilanci degli enti locali ai sensi dell’articolo 1-bis del
decreto-legge 25 novembre 1996, n. 599, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 gennaio 1997, n. 5, le quali sono
versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
al fondo di cui al comma 277. Il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
279. La dotazione del Fondo di cui all’articolo 2, comma 6-sexies,
del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, come modificato
ai sensi dell’articolo 14 della legge 7 luglio 2016, n. 122, e’
incrementata di ulteriori 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni
2018, 2019 e 2020. Tale somma e’ destinata all’erogazione di borse di
studio, spese mediche e assistenziali in favore degli orfani per
crimini domestici e degli orfani di madre a seguito del delitto di
cui all’articolo 576, primo comma, numero 5.1), ovvero per omicidio a
seguito dei delitti di cui agli articoli 609-bis e 609-octies del
codice penale, nonche’ al finanziamento di iniziative di
orientamento, di formazione e di sostegno per l’inserimento dei
medesimi nell’attivita’ lavorativa. Almeno il 70 per cento di tale
somma e’ destinato agli interventi in favore dei minori; la quota
restante e’ destinata, ove ne ricorrano i presupposti, agli
interventi in favore dei soggetti maggiorenni economicamente non
autosufficienti.
280. Con regolamento da adottare con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, con il Ministro
dell’interno, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e
con il Ministro della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri e le modalita’
per l’utilizzazione delle risorse di cui al comma 279 e per l’accesso
agli interventi finanziati mediante le stesse. Lo schema del
regolamento di cui al presente comma, corredato di relazione tecnica,
e’ trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni parlamentari
competenti per materia e per i profili di carattere finanziario.
281. E’ autorizzata, in favore del Ministero della difesa, la spesa
di 600.000 euro per l’anno 2018 per le operazioni di messa in
sicurezza, trasporto e installazione presso l’universita’ degli studi
di Milano del relitto del naufragio avvenuto il 18 aprile 2015 nel
canale di Sicilia.
282. L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e’
autorizzata, nei limiti dell’attuale dotazione organica, ad assumere
fino a 10 unita’ di livello dirigenziale non generale, con
reclutamento mediante concorso pubblico per titoli ed esami,
comprendente una prova scritta di carattere tecnico. A tal fine e’
autorizzata la spesa di 1.427.390 euro annui a decorrere dall’anno
2019.
283. Alla legge 11 agosto 2014, n. 125, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 21, comma 2:
1) al primo periodo, dopo le parole: « dal direttore dell’Agenzia »
sono aggiunte le seguenti: « , nonche’, limitatamente alle questioni
concernenti le iniziative di cui agli articoli 8 e 27, dal direttore
generale del tesoro del Ministero dell’economia e delle finanze »;
2) al secondo periodo, dopo le parole: « all’ordine del giorno e »
sono inserite le seguenti: « , salvo quanto disposto al primo
periodo, »;
b) all’articolo 26, comma 4, sono aggiunti,in fine,i seguenti
periodi: «I finanziamenti sono erogati per stati di avanzamento,
previa rendicontazione delle spese effettivamente sostenute, oppure
anticipatamente, dietro presentazione, per il 30 per cento
dell’importo anticipato, di idonea garanzia ai sensi dell’articolo
35, comma 18, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo periodo, del
codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50. La garanzia e’ svincolata in seguito
all’approvazione della rendicontazione finale dell’iniziativa »;
c) all’articolo 27, comma 3, le lettere a) e b) sono sostituite
dalle seguenti:
«a) concedere prestiti, anche in via anticipata, ad imprese per la
partecipazione al capitale di rischio di imprese miste in Paesi
partner, individuati con delibera del CICS, con particolare
riferimento alle piccole e medie imprese;
b) concedere prestiti ad investitori pubblici o privati o ad
organizzazioni internazionali, affinche’ finanzino, secondo modalita’
identificate dal CICS, imprese miste in Paesi partner che promuovano
lo sviluppo dei Paesi medesimi ».
284. All’articolo 18, comma 2, del regolamento di cui al decreto
del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
22 luglio 2015, n. 113, la lettera e) e’ abrogata.
285. Agli oneri di cui al comma 282, pari ad euro 1.427.390 annui a
decorrere dall’anno 2019, si provvede mediante corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma
375, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
286. All’articolo 4 del decreto-legge 1° gennaio 2010, n. 1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2010, n. 30, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, primo periodo, le parole: « nel triennio 2016-2018 »
sono sostituite dalle seguenti: « nel quadriennio 2016-2019 »;
b) al comma 6, le parole: « e di euro 6.205.577 a decorrere
dall’anno 2018 » sono sostituite dalle seguenti: « , di euro
6.205.577 per l’anno 2018, di euro 6.488.245 per l’anno 2019 e di
euro 8.147.805 a decorrere dall’anno 2020 ».
287. Al fine di incrementare i servizi di prevenzione e di
controllo del territorio e di tutela dell’ordine e della sicurezza
pubblica, connessi, in particolare, alle esigenze di contrasto al
terrorismo internazionale, nonche’ i servizi di soccorso pubblico, di
prevenzione incendi e di lotta attiva agli incendi boschivi, fermo
restando quanto previsto dagli articoli 703 e 2199 del codice
dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66, e’ autorizzata con apposito decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri o con le modalita’ di cui all’articolo 66,
comma 9-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, l’assunzione
straordinaria per un contingente massimo di 7.394 unita’ delle Forze
di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nel limite
della dotazione organica, in aggiunta alle facolta’ assunzionali
previste a legislazione vigente, nei rispettivi ruoli iniziali, a
decorrere dal 1º ottobre di ciascun anno, nel limite della dotazione
del fondo di cui al comma 299, per un numero massimo di:
a) 350 unita’ per l’anno 2018, di cui 100 nella Polizia di Stato,
100 nell’Arma dei carabinieri, 50 nel Corpo della guardia di finanza,
50 nel Corpo di polizia penitenziaria e 50 nel Corpo nazionale dei
vigili del fuoco;
b) 700 unita’ per l’anno 2019, di cui 200 nella Polizia di Stato,
200 nell’Arma dei carabinieri, 100 nel Corpo della guardia di
finanza, 100 nel Corpo di polizia penitenziaria e 100 nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco;
c) 2.112 unita’ per l’anno 2020, di cui 550 nella Polizia di Stato,
618 nell’Arma dei carabinieri, 325 nel Corpo della guardia di
finanza, 236 nel Corpo di polizia penitenziaria e 383 nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco;
d) 2.114 unita’ per l’anno 2021, di cui 551 nella Polizia di Stato,
618 nell’Arma dei carabinieri, 325 nel Corpo della guardia di
finanza, 237 nel Corpo di polizia penitenziaria e 383 nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco;
e) 2.118 unita’ per l’anno 2022, di cui 552 nella Polizia di Stato,
619 nell’Arma dei carabinieri, 325 nel Corpo della guardia di
finanza, 238 nel Corpo di polizia penitenziaria e 384 nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco.
288. Per assicurare la piena efficienza organizzativa del
dispositivo di soccorso pubblico del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco, anche in occasione di situazioni emergenziali, e’ autorizzata
l’assunzione dal mese di maggio del 2018 nei ruoli iniziali del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco di 400 unita’, a valere sulle facolta’
assunzionali del 2018 relative al 100 per cento delle cessazioni
avvenute, nei ruoli operativi dei vigili del fuoco, nell’anno 2017,
attingendo dalla graduatoria relativa al concorso pubblico a 814
posti di vigile del fuoco indetto con decreto del Ministero
dell’interno n. 5140 del 6 novembre 2008, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – 4ª serie speciale – n. 90 del 18 novembre 2008. Le
residue facolta’ assunzionali relative all’anno 2018, tenuto conto
delle assunzioni di cui al presente comma, sono esercitate non prima
del 15 dicembre 2018, con scorrimento della graduatoria.
289. Per garantire gli standard operativi e i livelli di efficienza
e di efficacia del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in relazione
alla crescente richiesta di sicurezza proveniente dal territorio
nazionale, la dotazione organica della qualifica di vigile del fuoco
del predetto Corpo e’ incrementata di 300 unita’. Conseguentemente la
dotazione organica del ruolo dei vigili del fuoco di cui alla Tabella
A allegata al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, e
successive modificazioni, e’ incrementata di 300 unita’. Per la
copertura dei posti nella qualifica di vigile del fuoco, con
decorrenza 1° ottobre 2018, ai sensi del presente comma, si applica
quanto previsto dal comma 295.
290. Ai fini dell’attuazione dei commi 288 e 289 e’ autorizzata la
spesa di euro 2.945.854 per l’anno 2018 e di euro 12.124.370 annui a
decorrere dall’anno 2019.
291. Fino all’adeguamento alla dotazione organica prevista
dall’articolo 113, comma 1, del codice delle leggi antimafia e delle
misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre
2011, n. 159, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la
destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’
organizzata e’ autorizzata ad avvalersi di una quota non superiore a
100 unita’ di personale non dirigenziale appartenente alle pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ ad enti pubblici
economici. Nei limiti complessivi della stessa quota l’Agenzia puo’
avvalersi in posizione di comando di personale delle Forze di polizia
ad ordinamento civile e militare con qualifica non dirigenziale fino
a un massimo di 20 unita’. Il predetto personale e’ posto in
posizione di comando o di distacco anche in deroga alla vigente
normativa generale in materia di mobilita’ e nel rispetto di quanto
previsto dall’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n.
127, conservando lo stato giuridico e il trattamento economico fisso,
continuativo e accessorio, secondo quanto previsto dai rispettivi
ordinamenti, con oneri a carico dell’amministrazione di appartenenza
e successivo rimborso da parte dell’Agenzia all’amministrazione di
appartenenza dei soli oneri relativi al trattamento accessorio.
292. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione
dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata
svolge le funzioni e i compiti previsti dall’articolo 110, comma 2,
del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di
cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Fino
all’adeguamento della pianta organica dell’Agenzia alle disposizioni
dell’articolo 113-bis, comma 1, del citato codice di cui al decreto
legislativo n. 159 del 2011, continuano a operare le sedi secondarie
gia’ istituite.
293. Allo scopo di assicurare il rispetto delle norme in materia di
bilinguismo, al personale di cui all’articolo 33 del decreto del
Presidente della Repubblica 15 luglio 1988, n. 574, e’ riservata
un’aliquota di posti pari all’1 per cento, con arrotondamento
all’unita’ superiore, del totale dei posti messi a concorso ai sensi
del comma 287, per ciascun ruolo, dalle rispettive Forze di polizia.
294. Al fine di rafforzare la sicurezza nei musei e negli altri
istituti e luoghi di cultura dello Stato, il contingente di personale
dell’Arma dei carabinieri di cui all’articolo 827, comma 1, del
codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e’
incrementato, nell’ambito delle unita’ autorizzate per l’Arma dei
carabinieri dal comma 287, lettera a), di 40 unita’ in soprannumero
rispetto all’organico. Conseguentemente, all’articolo 827, comma 1,
del citato decreto legislativo n. 66 del 2010 sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’alinea, il numero: « 88 » e’ sostituito dal seguente: « 128
»;
b) alla lettera e), il numero: « 18 » e’ sostituito dal seguente: «
22 »;
c) alla lettera f), il numero: « 24 » e’ sostituito dal seguente: «
28 »;
d) alla lettera g), il numero: « 21 » e’ sostituito dal seguente: «
53 ».
295. Le assunzioni straordinarie di cui ai commi 287, 288, 289 e
299, relative al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono
riservate, nel limite massimo del 30 per cento dei contingenti
annuali, al personale volontario di cui all’articolo 6, comma 1, del
decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e successive modificazioni,
che risulti iscritto nell’apposito elenco istituito per le necessita’
delle strutture centrali e periferiche del Corpo medesimo da almeno
tre anni e che abbia effettuato non meno di centoventi giorni di
servizio. Ai fini delle predette assunzioni, nonche’ di quelle di cui
all’articolo 19-bis del decreto-legge 9 febbraio 2017 n. 8,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017, n. 45, il
limite di eta’ previsto dalle disposizioni vigenti per l’assunzione
del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e’
eccezionalmente derogato. Per il personale volontario di eta’ fino a
40 anni sono necessari i soli requisiti gia’ richiesti per
l’iscrizione nell’apposito elenco istituito per le necessita’ delle
strutture centrali e periferiche del Corpo medesimo. Per il personale
volontario con eta’ ricompresa tra i 40 anni compiuti e i 45 anni
compiuti, il requisito relativo ai giorni di servizio e’ elevato a
250 giorni, ad eccezione del personale volontario femminile per cui
lo stesso requisito e’ elevato a 150 giorni; tale personale
volontario, di sesso sia maschile che femminile, deve avere altresi’
effettuato complessivamente non meno di un richiamo di 14 giorni
nell’ultimo quadriennio. Per il personale con eta’ superiore ai 46
anni compiuti il requisito relativo ai giorni di servizio e’ elevato
a 400 giorni, ad eccezione del personale volontario femminile per cui
lo stesso requisito e’ elevato a 200 giorni; tale personale
volontario, di sesso sia maschile che femminile, deve avere altresi’
effettuato complessivamente non meno di due richiami di 14 giorni
nell’ultimo quadriennio. Resta fermo il possesso degli altri
requisiti ordinari per l’accesso alla qualifica di vigile del fuoco
previsti dalla normativa vigente. Con decreto del Ministro
dell’interno sono stabiliti per le assunzioni di cui al presente
comma i criteri di verifica dell’idoneita’ psico-fisica, nonche’
modalita’ abbreviate per il corso di formazione. Al personale
volontario in possesso dei requisiti di cui al presente comma, ai
fini dell’assunzione per lo svolgimento delle funzioni di addetto
antincendio anche ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.
81, viene rilasciato, a domanda, dal comando dei vigili del fuoco
competente per territorio, l’attestato di idoneita’ per addetto
antincendio in attivita’ a rischio elevato.
296. Le assunzioni nelle carriere iniziali del Corpo della guardia
di finanza autorizzate con il decreto del Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione 4 agosto 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 5 ottobre 2017,
possono essere effettuate, in deroga all’articolo 2199 del codice
dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66, e fino ad esaurimento delle stesse, attingendo alle
graduatorie degli idonei non vincitori del concorso bandito per
l’anno 2012 ai sensi del medesimo articolo 2199.
297. All’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 24
aprile 1982, n. 335, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, le parole: « quattro anni » sono sostituite
dalle seguenti: « due anni »;
b) al secondo comma, le parole: « due anni » sono sostituite dalle
seguenti: « un anno ».
298. All’articolo 52-quater, comma 1, del decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, dopo le parole: « l’ordinamento giuridico »
sono inserite le seguenti: « ed economico »;
b) al secondo periodo, alle parole: « Il trattamento economico del
personale » sono premesse le seguenti: « In sede di prima
applicazione, e comunque per un periodo di un anno dalla data di
entrata in vigore del regolamento che disciplina l’ordinamento
giuridico ed economico del personale, »;
c) dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: «A decorrere dal
secondo anno successivo alla data di entrata in vigore dei predetti
regolamenti l’Autorita’ nazionale anticorruzione, tenuto conto delle
proprie specifiche esigenze funzionali e organizzative, puo’ adeguare
il trattamento economico del personale, nei limiti delle risorse
disponibili per tale finalita’, sulla base dei criteri fissati dal
contratto collettivo di lavoro in vigore per l’Autorita’ garante
della concorrenza e del mercato ».
299. Ai fini dell’attuazione del comma 287, nello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito
un fondo, da ripartire con il decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri di cui al comma 287, con una dotazione di 1.729.659 euro
per l’anno 2018, di 16.165.500 euro per l’anno 2019, di 50.622.455
euro per l’anno 2020, di 130.399.030 euro per l’anno 2021, di
216.151.028 euro per l’anno 2022, di 291.118.527 euro per l’anno
2023, di 300.599.231 euro per l’anno 2024, di 301.977.895 euro per
l’anno 2025, di 304.717.770 euro per l’anno 2026, di 307.461.018 euro
per l’anno 2027, di 309.524.488 euro per l’anno 2028, di 309.540.559
euro per l’anno 2029 e di 309.855.555 euro a regime.
300. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio
in termini di residui, competenza e cassa.
301. Al fine di dare attuazione agli accordi internazionali in
materia di immigrazione e rafforzare le iniziative a livello
internazionale di contrasto al terrorismo, il Ministero dell’interno
e’ autorizzato ad inviare personale appartenente alla carriera
prefettizia presso organismi internazionali ed europei per un importo
di spesa massima di 1 milione di euro per ciascuno degli anni del
triennio 2018-2020. Al predetto personale della carriera prefettizia,
che presta servizio all’estero per un periodo superiore a sei mesi
presso rappresentanze diplomatiche o consolari, delegazioni italiane
dell’Unione europea, ovvero organismi internazionali, si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 1808 del codice di cui al decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 66, fatti salvi i casi in cui e’
prevista la corresponsione del trattamento economico di cui
all’articolo 168 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18.
302. Per assicurare il mantenimento dei necessari standard di
funzionalita’ dell’Amministrazione dell’interno, anche in relazione
ai peculiari compiti in materia di immigrazione, e per valorizzare la
professionalita’ acquisita dal personale in servizio con contratto di
lavoro subordinato a tempo determinato, il Ministero dell’interno e’
autorizzato, nell’ambito dell’attuale dotazione organica, ad assumere
a tempo indeterminato il personale non dirigenziale in possesso dei
requisiti previsti dall’articolo 20, comma 1, lettere a), b) e c),
del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, nel limite del 50 per
cento del totale delle unita’ in servizio per ciascuna annualita’
2018 e 2019. Ai relativi oneri, pari ad euro 7.244.662 con
riferimento all’anno 2018 e ad euro 7.396.214 a decorrere dall’anno
2019, si provvede, quanto ad euro 5.444.662 per l’anno 2018, mediante
utilizzo delle risorse del fondo di parte corrente istituito nello
stato di previsione del Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo
34-ter, comma 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e, quanto ad
euro 1.800.000 per l’anno 2018 e ad euro 7.396.214 a decorrere
dall’anno 2019, a valere sulle facolta’ assunzionali
dell’Amministrazione disponibili a legislazione vigente.
303. All’articolo 2190 del codice di cui al decreto legislativo 15
marzo 2010, n. 66, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Ai fini del conseguimento dell’obiettivo della
sostenibilita’ finanziaria attraverso lo sviluppo del piano
industriale di cui al comma 1-bis, l’Agenzia e’ autorizzata a
prorogare, fino al 31 dicembre 2018, i contratti di cui all’articolo
143, comma 3, del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, entro il limite stabilito ai sensi
dell’articolo 1, comma 379, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma, pari a
540.000 euro per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente
riduzione delle risorse del fondo di cui all’articolo 616 del
presente codice ».
304. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) all’articolo 184, dopo il comma 5-bis sono inseriti i
seguenti:
«5-bis.1. Presso ciascun poligono militare delle Forze armate e’
tenuto, sotto la responsabilita’ del comandante, il registro delle
attivita’ a fuoco. Nel registro sono annotati, immediatamente dopo la
conclusione di ciascuna attivita’:
a) l’arma o il sistema d’arma utilizzati;
b) il munizionamento utilizzato;
c) la data dello sparo e i luoghi di partenza e di arrivo dei
proiettili.
5-bis.2. Il registro di cui al comma 5-bis.1 e’ conservato per
almeno dieci anni dalla data dell’ultima annotazione. Lo stesso e’
esibito agli organi di vigilanza e di controllo ambientali e di
sicurezza e igiene del lavoro, su richiesta degli stessi, per gli
accertamenti di rispettiva competenza.
5-bis.3. Entro trenta giorni dal termine del periodo esercitativo,
il direttore del poligono avvia le attivita’ finalizzate al recupero
dei residuati del munizionamento impiegato. Tali attivita’ devono
concludersi entro centottanta giorni al fine di assicurare i
successivi adempimenti previsti dagli articoli 1 e seguenti del
decreto del Ministro della difesa 22 ottobre 2009, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 87 del 15 aprile 2010 »;
b) all’articolo 241-bis, dopo il comma 4 sono inseriti i
seguenti:
«4-bis. Il comandante di ciascun poligono militare delle Forze
armate adotta un piano di monitoraggio permanente sulle componenti di
tutte le matrici ambientali in relazione alle attivita’ svolte nel
poligono, assumendo altresi’ le iniziative necessarie per
l’estensione del monitoraggio, a cura degli organi competenti, anche
alle aree limitrofe al poligono. Relativamente ai poligoni temporanei
o semi-permanenti il predetto piano e’ limitato al periodo di
utilizzo da parte delle Forze armate.
4-ter. Il comandante di ciascun poligono militare delle Forze
armate predispone semestralmente, per ciascuna tipologia di
esercitazione o sperimentazione da eseguire nell’area del poligono,
un documento indicante le attivita’ previste, le modalita’ operative
di tempo e di luogo e gli altri elementi rilevanti ai fini della
tutela dell’ambiente e della salute.
4-quater. Il comandante del poligono militare delle Forze armate
trasmette il documento di cui al comma 4-ter alla regione in cui ha
sede il poligono. Lo stesso documento e’ messo a disposizione
dell’ARPA e dei comuni competenti per territorio.
4-quinquies. Le regioni in cui hanno sede poligoni militari delle
Forze armate istituiscono un Osservatorio ambientale regionale sui
poligoni militari, nell’ambito dei sistemi informativi ambientali
regionali afferenti alla rete informativa nazionale ambientale
(SINANET) di cui all’articolo 11 della legge 28 giugno 2016, n. 132.
Il comandante del poligono militare, entro trenta giorni dal termine
del periodo esercitativo, trasmette all’Osservatorio le risultanze
del piano di monitoraggio ambientale di cui al comma 4-bis. Le forme
di collaborazione tra gli Osservatori ambientali regionali e il
Ministero della difesa sono disciplinate da appositi protocolli.
4-sexies. Con le modalita’ previste dall’articolo 184, comma 5-bis,
sono disciplinate, nel rispetto dei principi di cui alla parte sesta,
titolo II, del presente decreto, le procedure applicabili al
verificarsi, nei poligoni militari delle Forze armate, di un evento
in relazione al quale esiste il pericolo imminente di un danno
ambientale.
4-septies. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
con il Ministro della salute, e’ stabilito il periodo massimo di
utilizzo annuale dei poligoni militari delle Forze armate per le
esercitazioni e le sperimentazioni.
4-octies. Ferme restando le competenze di cui all’articolo 9 del
decreto del Ministro della difesa 22 ottobre 2009, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 87 del 15 aprile 2010, l’ISPRA provvede alle
attivita’ di vigilanza sul rispetto della normativa sui rifiuti
avvalendosi delle ARPA, secondo le modalita’ definite con decreto del
Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare.
4-novies. Con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono
determinati annualmente gli oneri a carico del Ministero della
difesa, relativi alle attivita’ di cui all’articolo 184, comma
5-bis.3, e ai commi 4-bis e 4-octies del presente articolo »;
c) all’articolo 258, dopo il comma 5-ter e’ aggiunto il seguente:
«5-quater. In caso di violazione di uno o piu’ degli obblighi
previsti dall’articolo 184, commi 5-bis.1 e 5-bis.2, e dall’articolo
241-bis, commi 4-bis, 4-ter e 4-quater, del presente decreto, il
comandante del poligono militare delle Forze armate e’ punito con la
sanzione amministrativa pecuniaria da tremila euro a diecimila euro.
In caso di violazione reiterata dei predetti obblighi si applica la
sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a ventimila
euro ».
305. Il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo e’ autorizzato ad assumere fino ad un massimo di 200 unita’
di personale, appartenenti all’area III – posizione economica F1,
mediante scorrimento delle graduatorie di concorso delle procedure di
selezione pubblica di cui all’articolo 1, commi 328 e seguenti, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, nel rispetto della dotazione organica
di cui alla tabella B allegata al regolamento di cui al decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171. Il
Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo comunica
alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed al Ministero
dell’economia e delle finanze le assunzioni effettuate ai sensi del
presente comma e i relativi oneri. Alla copertura degli oneri
derivanti dal presente comma il Ministero provvede a valere sulle
proprie facolta’ assunzionali disponibili a legislazione vigente.
306. I contratti a tempo determinato stipulati dagli istituti e
luoghi della cultura, ai sensi dell’articolo 8 del decreto-legge 31
maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
luglio 2014, n. 106, possono essere prorogati per l’anno 2018, non
oltre il limite massimo di 36 mesi, anche discontinui, previsto
dall’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n.
81, come richiamato dall’articolo 36, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e nel limite di 1 milione di euro
per l’anno 2018.
307. All’articolo 22, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2017, n.
50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
al primo periodo, le parole: « fino al 31 dicembre 2018, » sono
soppresse e le parole: « per una durata non superiore a 9 mesi, entro
i limiti di spesa di 200.000 euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018
» sono sostituite dalle seguenti: « per una durata massima di 24
mesi, entro il limite di spesa di 200.000 euro annui ».
308. Al fine di accelerare la realizzazione degli interventi
inclusi nel piano strategico di cui all’articolo 1, comma 6, del
decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, finalizzati al rilancio
economico-sociale e alla riqualificazione ambientale e urbanistica
dei comuni interessati dal piano di gestione del sito Unesco « Aree
archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata », al comma
5-ter dell’articolo 2 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « 31 gennaio 2019 » sono sostituite dalle seguenti: «
31 dicembre 2019 »;
b) le parole: « Dal 1º gennaio 2018 » sono sostituite dalla
seguente: « Successivamente »;
c) le parole: « il Direttore generale di progetto e le competenze
ad esso attribuite » sono sostituite dalle seguenti: « le funzioni
attribuite al Direttore generale di progetto »;
d) le parole: « confluiscono nella » sono sostituite dalle
seguenti: « rientrano nelle competenze della »;
e) l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente: « Il Direttore
generale di progetto, per la progettazione, la realizzazione e la
gestione degli interventi di cui all’articolo 1, commi 4 e 6, del
decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, nonche’ per l’ulteriore sviluppo
del piano strategico di cui al medesimo articolo 1, attiva, su
deliberazione del Comitato di gestione, le procedure per la stipula
di un apposito contratto istituzionale di sviluppo ai sensi
dell’articolo 6 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e
dell’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123 ».
309. Per le medesime finalita’ di cui al comma 308, entro il 31
marzo 2018 il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo avvia apposita selezione per titoli e colloquio finalizzata
all’inquadramento, nel rispetto della dotazione organica di cui alla
tabella B allegata al regolamento di cui al decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171, nella III area del
personale non dirigenziale, posizione economica F1, profili di
funzionario archeologo, architetto e ingegnere, delle unita’ di
personale di cui all’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 31 maggio
2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio
2014, n. 106. Alla selezione di cui al precedente periodo possono
partecipare le unita’ di personale che siano state reclutate a
seguito di procedura selettiva pubblica e che, entro la suddetta data
del 31 marzo 2018, abbiano prestato servizio per almeno trentasei
mesi presso la segreteria tecnica di progettazione di cui al medesimo
articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 83 del 2014. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede, nel limite
massimo di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 354, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
310. Per la realizzazione del Piano per l’arte contemporanea di cui
all’articolo 3 della legge 23 febbraio 2001, n. 29, e’ autorizzata
l’ulteriore spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018,
2019 e 2020.
311. All’articolo 2, comma 8, del decreto-legge 31 marzo 2011, n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75,
dopo le parole: « versamenti all’entrata del bilancio dello Stato, »
sono inserite le seguenti: « anche degli utili conseguiti dalla
societa’ ALES S.p.A., al netto della quota destinata alla riserva
legale, ».
312. All’articolo 15-bis, comma 6, lettera b), del decreto-legge 17
ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
dicembre 2016, n. 229, le parole: « , per la durata di cinque anni a
far data dal 2017» sono sostituite dalle seguenti: «; il personale di
cui alla presente lettera e’ assunto dal Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo a tempo indeterminato e, decorsi
cinque anni a far data dal 2017, puo’ essere assegnato ad altro
ufficio del medesimo Ministero ».
313. Alla copertura degli oneri derivanti dal comma 312, nel limite
massimo di 1 milione di euro annui, il Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo provvede a valere sulle proprie
facolta’ assunzionali.
314. A decorrere dal 1° gennaio 2019, i contributi previsti
dall’articolo 35 del codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42, sono concessi nel limite massimo di 10 milioni di euro
per l’anno 2019 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2020, secondo le modalita’ stabilite, anche ai fini del rispetto dei
predetti limiti di spesa, con decreto del Ministro dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge. A decorrere dal 1°
gennaio 2019, l’articolo 1, comma 26-ter, del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 135, e’ abrogato e, all’articolo 31, comma 2-bis, del codice
di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, le parole: « dagli
articoli 35 e » sono sostituite dalle seguenti: « dall’articolo ».
315. In occasione di manifestazioni culturali o altri eventi
gestiti o attuati nei luoghi della cultura appartenenti allo Stato da
terzi concessionari o autorizzati ai sensi dell’articolo 115 del
codice di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, le
prestazioni svolte dal personale del Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo finalizzate a garantire la tutela
del patrimonio culturale e la sicurezza dei luoghi e degli utenti in
relazione alle predette attivita’ si considerano prestazioni
accessorie diverse dallo straordinario. In deroga all’articolo 43
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le somme destinate alle
retribuzioni del personale per ciascuna attivita’ di valorizzazione,
manifestazione o evento sono versate dai terzi concessionari o
autorizzati, prima dell’inizio delle prestazioni, all’entrata del
bilancio dello Stato e riassegnate, con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del Ministero
dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, con imputazione
ad apposito piano gestionale del pertinente capitolo di spesa, e sono
assegnate ai soggetti interessati secondo criteri stabiliti mediante
contrattazione collettiva integrativa.
316. Nel limite massimo di 5 milioni di euro annui a decorrere dal
2018, le operazioni e i servizi svolti in attuazione del piano
nazionale straordinario di valorizzazione degli istituti e dei luoghi
della cultura dal relativo personale si considerano prestazioni
accessorie diverse dallo straordinario. Al relativo onere si provvede
mediante utilizzo delle risorse di cui all’articolo 1, comma 1142,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all’articolo 1, comma 321,
della legge 28 dicembre 2015, n. 208, secondo i criteri stabiliti
annualmente mediante contrattazione collettiva integrativa.
317. Per assicurare il funzionamento dei soggetti giuridici creati
o partecipati dal Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e
del turismo per rafforzare la tutela e la valorizzazione del
patrimonio culturale, e’ autorizzata la spesa di 1 milione di euro
per l’anno 2018 e di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2019.
Le risorse sono ripartite annualmente con decreto del Ministero dei
beni e delle attivita’ culturali e del turismo. Il Ministero dei beni
e delle attivita’ culturali e del turismo e’ altresi’ autorizzato a
costituire una fondazione per la gestione della Biblioteca di
archeologia e storia dell’arte di Roma, di cui al regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1995, n. 417.
318. Nello stato di previsione del Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo e’ istituito,a decorrere dal 2018,
un Fondo per la promozione del libro e della lettura con dotazione
annua pari a 4 milioni di euro, di cui una quota pari a 1 milione di
euro annui e’ destinata alle biblioteche scolastiche. Il Fondo,
gestito dal Centro per il libro e la lettura, e’ ripartito
annualmente secondo le modalita’ stabilite con apposito decreto del
Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, di
concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge. All’onere di 1 mlione di euro annui a decorrere dall’anno
2018, derivante dall’attuazione della disposizione del presente comma
concernente la quota delle risorse del Fondo di cui al primo periodo
destinata alle biblioteche scolastiche, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 1, comma 349, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.
319. A decorrere dall’anno 2018, agli esercenti di attivita’
commerciali che operano nel settore della vendita al dettaglio di
libri in esercizi specializzati con codice Ateco principale 47.61 o
47.79.1 e’ riconosciuto, nel limite di spesa di 4 milioni di euro per
l’anno 2018 e di 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019,
un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di IMU,
TASI e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima
attivita’ di vendita di libri al dettaglio, nonche’ alle eventuali
spese di locazione o ad altre spese individuate con il decreto di cui
al comma 321, anche in relazione all’assenza di librerie nel
territorio comunale. Il credito d’imposta di cui al presente comma e’
stabilito nella misura massima di 20.000 euro per gli esercenti di
librerie che non risultano ricomprese in gruppi editoriali dagli
stessi direttamente gestite e di 10.000 euro per gli altri esercenti.
320. Gli esercizi di cui al comma 319 possono accedere al credito
d’imposta nel rispetto dei limiti di cui al regolamento (UE) n.
1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo
all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis ». Il
credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini
delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive, non rileva ai fini
del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico
delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed e’ utilizzabile
esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, presentando il modello F24
esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione
dall’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di
versamento, secondo modalita’ e termini definiti con provvedimento
del direttore della medesima Agenzia.
321. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali
e del turismo, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono stabilite le disposizioni
applicative dei commi 319 e 320, anche con riferimento al
monitoraggio ed al rispetto dei limiti di spesa ivi previsti.
322. In attuazione della decisione (UE) 2017/864 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, e’ autorizzata la spesa
di 1 milione di euro per il 2018, per la realizzazione di uno
specifico programma di attivita’ in occasione dell’Anno europeo del
patrimonio culturale. Con decreto del Ministro dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo, da adottare entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
individuati le azioni e gli interventi del programma di cui al
presente comma.
323. Al fine di ridurre il debito fiscale delle fondazioni
lirico-sinfoniche e di assicurare il completamento del percorso del
loro risanamento, nonche’ di favorire le erogazioni liberali che
beneficiano dell’agevolazione fiscale di cui all’articolo 1 del
decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 luglio 2014, n. 106:
a) all’articolo 1, comma 583, della legge 11 dicembre 2016, n. 232,
le parole: « per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di 15 milioni di
euro annui a decorrere dal 2019 » sono sostituite dalle seguenti: «
per l’anno 2017 e di 15 milioni di euro annui a decorrere dall’anno
2018 »;
b) all’articolo 1, comma 355, primo periodo, della legge 28
dicembre 2015, n. 208, le parole: « entro l’esercizio finanziario
2018 » sono sostituite dalle seguenti: « entro l’esercizio
finanziario 2019 »;
c) all’articolo 11, comma 14, del decreto-legge 8 agosto 2013, n.
91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n.
112, le parole: « entro l’esercizio 2018 » sono sostituite dalle
seguenti: « entro l’esercizio 2019 ».
324. Al fine di sostenere l’Ente nazionale per la protezione e
l’assistenza dei sordi (ONLUS), di cui alla legge 12 maggio 1942, n.
889, alla legge 21 agosto 1950, n. 698, e al decreto del Presidente
della Repubblica 31 marzo 1979, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 125 del 9 maggio 1979, e’ autorizzata la spesa di un milione di
euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020.
325. Per le attivita’ e il conseguimento delle finalita’
scientifiche del polo nazionale di servizi e ricerca per la
prevenzione della cecita’ e la riabilitazione visiva degli
ipovedenti, di cui al n. 87 della tabella A allegata alla legge 16
ottobre 2003, n. 291, il contributo annuo riconosciuto alla sezione
italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della
cecita’, di cui all’articolo 11-quaterdecies, comma 10, del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e’ incrementato
di 250.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018.
326. All’articolo 7, comma 3-quater, del decreto-legge 31 maggio
2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio
2014, n. 106, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: « Il titolo
di “Capitale italiana della cultura” e’ conferito, con le medesime
modalita’ di cui al presente comma, anche per l’anno 2021 e per i
successivi ». Per l’attuazione del presente comma e’ autorizzata la
spesa di 1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2021.
327. Al comma 2 dell’articolo 7-sexies del decreto-legge 29
dicembre 2016, n. 243, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 2017, n. 18, le parole: « 400.000 euro per ciascuno degli
anni 2017, 2018 e 2019» sono sostituite dalle seguenti: « 400.000
euro per l’anno 2017, di 550.000 euro per gli anni 2018 e 2019 e di
200.000 euro per l’anno 2020 ».
328. Le disposizioni dell’articolo 3 del decreto legislativo
luogotenenziale 28 settembre 1944, n. 359, continuano ad applicarsi a
tutti i tributi erariali, regionali e locali vigenti, nonche’ ad ogni
altro tributo di nuova istituzione, salva espressa deroga
legislativa, dovuti dall’Accademia nazionale dei Lincei nell’ambito
delle attivita’ istituzionali dalla stessa esercitate non in regime
di impresa.
329. Per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 e’ autorizzata la
spesa di 2 milioni di euro per il sostegno di manifestazioni
carnevalesche, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 4-ter
del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112. Conseguentemente,
ai sensi dell’articolo 9, comma 1, del decreto-legge 8 agosto 2013,
n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n.
112, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono apportate le necessarie modificazioni al decreto
del Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo 27
luglio 2017, recante criteri e modalita’ per l’erogazione,
l’anticipazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal
vivo, a valere sul Fondo unico per lo spettacolo di cui alla legge 30
aprile 1985, n. 163, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 242 del 16 ottobre 2017. Agli oneri derivanti
dall’attuazione del presente comma si provvede a valere sulle risorse
del Fondo unico per lo spettacolo, di cui alla legge 30 aprile 1985,
n. 163.
330. Al fine di assicurarne la gestione e la manutenzione, al
cimitero delle vittime del Vajont, dichiarato monumento nazionale con
decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 2003, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 278 del 29 novembre 2003, e’ assegnato un
contributo di euro 50.000 per ciascuno degli anni dal 2018 al 2020.
331. Al fine di tutelare e rivalutare il patrimonio culturale delle
aree colpite dagli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011, e’
autorizzata la spesa di 400.000 euro, per ciascuno degli anni 2019 e
2020, per la ristrutturazione della Chiesa di San Tommaso Becket,
sita in Aulla (MS).
332. Al fine di favorire la diffusione della cultura
storico-scientifica e di promuovere la conservazione e la
valorizzazione del patrimonio bibliografico e archivistico di
particolare interesse storico, e’ riconosciuto un contributo pari a
200.000 euro annui a decorrere dall’anno 2018 in favore
dell’Accademia nazionale delle scienze detta dei XL, di cui al regio
decreto 8 giugno 1936, n. 1275, iscritta nel registro delle persone
giuridiche della Prefettura di Roma al n. 361 del 1986, allo scopo di
sostenere il perseguimento dei fini istituzionali dell’Accademia
stessa.
333. Al fine di tutelare e promuovere il patrimonio morale,
culturale e storico dei luoghi di memoria della lotta al
nazifascismo, della Resistenza e della Liberazione, e’ autorizzata la
spesa di un milione di euro per l’anno 2018 e di 2,5 milioni di euro
a decorrere dall’anno 2019, destinata alle seguenti istituzioni:
Civico museo della Risiera di San Sabba – monumento nazionale,
Fondazione ex Campo Fossoli, Istituto e museo Alcide Cervi, Comitato
regionale per le onoranze ai caduti di Marzabotto, Parco nazionale
della pace di Sant’Anna di Stazzema.
334. In occasione del sessantesimo anno dalla scomparsa di Luigi
Sturzo e del centenario della fondazione del Partito popolare
italiano, e’ autorizzata la spesa di euro 300.000 per ciascuno degli
anni 2018, 2019 e 2020, a favore dell’Istituto Luigi Sturzo ai fini
del programma straordinario di inventariazione, digitalizzazione e
diffusione degli archivi librari, nonche’ della promozione di
ricerche e convegni da svolgere nei luoghi piu’ significativi della
storia e della tradizione cattolico-popolare.
335. E’ autorizzata la spesa di 350.000 euro per ciascuno degli
anni 2019 e 2020 per il finanziamento dell’istituzione culturale
denominata Accademia Vivarium novum, con sede in Frascati. Il
contributo di cui al presente comma e’ finalizzato a garantire il
funzionamento e a sostenere le attivita’ di ricerca, di formazione e
di divulgazione nel campo delle discipline umanistiche
dell’istituzione, di rilevante interesse pubblico. L’Accademia
trasmette al Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del
turismo e al Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca, entro il 31 gennaio di ciascun anno, una relazione
sull’attivita’ svolta nell’anno precedente e sull’utilizzo dei
contributi pubblici ricevuti, con specifico riferimento ai contributi
statali e al perseguimento delle finalita’ di cui al presente comma.
Entro il 15 febbraio di ciascun anno, il Ministro dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo e il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca trasmettono la relazione di cui al
terzo periodo alle Camere.
336. Al fine di sostenere e incentivare le attivita’ e i servizi in
favore di non vedenti, ipovedenti e dislessici, al Centro
internazionale del libro parlato « Adriano Sernagiotto » – Onlus di
Feltre e’ assegnato un contributo straordinario di 250.000 euro per
ciascuno degli anni 2019 e 2020.
337. E’ concesso per l’anno 2019 un contributo dell’importo di
1.000.000 di euro in favore della Lega del Filo d’Oro.
338. Per il triennio 2018-2020 e’ istituito un fondo per
l’assistenza dei bambini affetti da malattia oncologica, con una
dotazione di un milione di euro annui per ciascuno degli anni 2018 e
2019 e di 5 milioni di euro per l’anno 2020. Al fondo possono
accedere le associazioni che svolgono attivita’ di assistenza
psicologica, psicosociologica e sanitaria in tutte le forme a favore
dei bambini affetti da malattia oncologica e delle loro famiglie.
L’utilizzo del fondo, nei limiti di spesa di cui al primo periodo, e’
disciplinato con regolamento adottato con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge.
339. Al fine di tutelare e rivalutare il patrimonio culturale delle
aree colpite dagli eventi alluvionali del 25 ottobre 2011, e’
autorizzata la spesa di 250.000 euro, per ciascuno degli anni 2019 e
2020, per la ristrutturazione della Chiesa di San Michele Arcangelo,
sita in Villafranca in Lunigiana (MS).
340. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, al numero 119), le parole:
« spettacoli teatrali » sono sostituite dalle seguenti: « spettacoli
di cui al numero 123), nonche’ le relative prestazioni, rese da
intermediari ».
341. All’articolo 1, comma 420, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, dopo le parole: « e 2018 » sono inserite le seguenti: « , e di 1
milione di euro per l’anno 2019 ».
342. Al fine della conservazione e della informatizzazione degli
archivi dei movimenti politici e degli organismi di rappresentanza
dei lavoratori, e’ istituito presso il Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo un apposito Fondo con dotazione di
1 milione di euro annui a decorrere dall’anno 2018. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede, quanto a
500.000 euro annui, mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 349, della
legge 28 dicembre 2015, n. 208, e, quanto a 500.000 euro annui,
mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
al comma 354 del medesimo articolo 1.
343. All’articolo 2 della legge 20 dicembre 2012, n. 238, dopo il
comma1 e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. E’ assegnato un contributo di 500.000 euro per ciascuno
degli anni 2018 e 2019 a favore della Fondazione Teatro Donizetti di
Bergamo per la realizzazione del Festival Donizetti Opera ».
344. I costi di cui al decreto interministeriale n. 663 del 12
settembre 2017, relativo alla prima costituzione dell’organico
tecnico-amministrativo dell’ISIA di Pescara, sono posti a carico del
capitolo di spesa del bilancio dello Stato sul quale vengono imputati
gli oneri per il personale tecnico-amministrativo degli altri ISIA
nazionali.
345. Al fine di tutelarne il valore culturale ed artistico, e’
assegnato un contributo di 100.000 euro per l’anno 2018 e di 400.000
euro per l’anno 2019 a favore dell’abbazia complesso e sede del museo
di San Caprasio di Aulla (MS).
346. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera c), del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, e’ incrementata di
un milione di euro per l’anno 2018, destinato all’erogazione di
contributi in favore delle scuole di eccellenza nazionale operanti
nell’ambito dell’altissima formazione musicale, di rilevante
interesse culturale, al fine di garantire il proseguimento della loro
attivita’. Alla ripartizione dell’importo di cui al primo periodo,
sulla base delle esigenze prospettate, si provvede con decreto del
Ministro dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, da
emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
347. Per il triennio 2018-2020, alla Fondazione internazionale
Trieste per il progresso e la liberta’ delle scienze (FIT) e’
attribuito un finanziamento pari a 400.000 euro per ciascuno degli
anni 2018, 2019 e 2020 per la realizzazione del progetto ESOF 2020
Trieste.
348. Ai maggiori oneri derivanti dalla disposizione di cui al comma
347, pari a 400.000 euro per l’anno 2018, a 400.000 euro per l’anno
2019 e a 400.000 euro per l’anno 2020, si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo integrativo speciale per la
ricerca, di cui all’articolo 10, comma 1, lettera d), della legge 19
ottobre 1999, n. 370.
349. Al fine di consentire il pieno conseguimento degli obiettivi
perseguiti dall’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 28
maggio 2010, n. 85, gli accordi di valorizzazione e i conseguenti
programmi e piani strategici di sviluppo culturale, definiti ai sensi
e con i contenuti di cui all’articolo 112, comma 4, del codice dei
beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, possono includere beni demaniali pertinenziali
ancorche’ non assoggettati a vincolo ai sensi della predetta
normativa e anche appartenenti al demanio marittimo, nel rispetto
delle disposizioni dell’articolo 34 del codice della navigazione e
dell’articolo 36 del regolamento per l’esecuzione del codice della
navigazione (Navigazione marittima), di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328, qualora i beni stessi
risultino direttamente e strettamente necessari all’attuazione dei
programmi e dei piani strategici di valorizzazione culturale.
350. Ai sensi della legge 28 dicembre 2005, n. 278, alla
Federazione nazionale delle istituzioni pro ciechi con sede in Roma
e’ erogato un contributo straordinario di 2,5 milioni di euro per
l’anno 2019, per la realizzazione di un centro polifunzionale
sperimentale di alta specializzazione per la ricerca volta
all’integrazione sociale e scolastica dei ciechi con minorazioni
plurime aggiuntive.
351. Al fine di realizzare valutazioni e prove di affidabilita’,
usabilita’ e accessibilita’, relative ai dispositivi e ai ritrovati
tecnologici immessi sul mercato e destinati ai ciechi e agli
ipovedenti, con conseguente rilascio di un marchio di qualita’,
all’Istituto nazionale di valutazione degli ausili e delle tecnologie
e’ erogato un contributo straordinario di 300.000 euro per l’anno
2018.
352. Al decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 22, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:
«3-bis. Al fine di incentivare l’ammodernamento degli impianti
calcistici, in regime di proprieta’ o di concessione amministrativa,
in favore delle societa’ appartenenti alla Lega di serie B, alla Lega
Pro e alla Lega nazionale dilettanti che hanno beneficiato della
mutualita’ e’ riconosciuto un contributo, sotto forma di credito
d’imposta, nella misura del 12 per cento dell’ammontare degli
interventi di ristrutturazione degli impianti medesimi, sino a un
massimo di 25.000 euro, realizzati mediante l’impiego delle somme di
cui al comma 1 entro il terzo periodo d’imposta successivo alla loro
attribuzione. Il contributo e’ riconosciuto nel rispetto del
regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre
2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato
sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,
sono individuate le modalita’ di attuazione dell’incentivo anche al
fine del rispetto del limite di spesa di 4 milioni di euro annui a
decorrere dal 2018 »;
b) l’articolo 26 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 26 (Ripartizione delle risorse del Campionato di calcio di
serie A) – 1. La ripartizione delle risorse assicurate dalla
commercializzazione dei diritti audiovisivi relativi al Campionato
italiano di calcio di serie A, dedotte le quote di cui all’articolo
22, e’ effettuata con le seguenti modalita’:
a) una quota del 50 per cento in parti uguali tra tutti i soggetti
partecipanti al Campionato di serie A;
b) una quota del 30 per cento sulla base dei risultati sportivi
conseguiti;
c) una quota del 20 per cento sulla base del radicamento sociale.
2. La quota di cui al comma 1, lettera b), e’ determinata nella
misura del 15 per cento sulla base della classifica e dei punti
conseguiti nell’ultimo campionato, nella misura del 10 per cento
sulla base dei risultati conseguiti negli ultimi cinque campionati e
nella misura del 5 per cento sulla base dei risultati conseguiti a
livello internazionale e nazionale a partire dalla stagione sportiva
1946/1947.
3. La quota di cui al comma 1, lettera c), e’ determinata sulla
base del pubblico di riferimento di ciascuna squadra, tenendo in
considerazione il numero di spettatori paganti che hanno assistito
dal vivo alle gare casalinghe disputate negli ultimi tre campionati,
nonche’ in subordine l’audience televisiva certificata.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da
adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, sono individuati i criteri di
ponderazione delle quote di cui al comma 1, lettera b), nonche’ i
criteri di determinazione del pubblico di riferimento di ciascuna
squadra di cui al comma 1, lettera c) ».
353. Le attivita’ sportive dilettantistiche possono essere
esercitate con scopo di lucro in una delle forme societarie di cui al
titolo V del libro quinto del codice civile.
354. A pena di nullita’, lo statuto delle societa’ sportive
dilettantistiche con scopo di lucro deve contenere:
a) nella denominazione o ragione sociale, la dicitura « societa’
sportiva dilettantistica lucrativa »;
b) nell’oggetto o scopo sociale, lo svolgimento e l’organizzazione
di attivita’ sportive dilettantistiche;
c) il divieto per gli amministratori di ricoprire la medesima
carica in altre societa’ o associazioni sportive dilettantistiche
affiliate alla medesima federazione sportiva o disciplina associata
ovvero riconosciute da un ente di promozione sportiva nell’ambito
della stessa disciplina;
d) l’obbligo di prevedere nelle strutture sportive, in occasione
dell’apertura al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a
qualsiasi titolo, la presenza di un « direttore tecnico » che sia in
possesso del diploma ISEF o di laurea quadriennale in Scienze motorie
o di laurea magistrale in Organizzazione e gestione dei servizi per
lo sport e le attivita’ motorie (LM47) o in Scienze e tecniche delle
attivita’ motorie preventive e adattate (LM67) o in Scienze e
tecniche dello sport (LM68), ovvero in possesso della laurea
triennale in Scienze motorie.
355. L’imposta sul reddito delle societa’ e’ ridotta alla meta’ nei
confronti delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative
riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI).
L’agevolazione si applica nel rispetto delle condizioni e dei limiti
del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre
2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato
sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis ».
356. All’articolo 2, comma 2, lettera d), del decreto legislativo
15 giugno 2015, n. 81, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «
, nonche’ delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative ».
357. Alla tabella A, parte III, allegata al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo il numero 123) e’
inserito il seguente:
«123-quater) servizi di carattere sportivo resi dalle societa’
sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI nei
confronti di chi pratica l’attivita’ sportiva a titolo occasionale o
continuativo in impianti gestiti da tali societa’ ».
358. Le prestazioni di cui all’articolo 2, comma 2, lettera d), del
decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, individuate dal CONI ai
sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a), del decreto legislativo
23 luglio 1999, n. 242, costituiscono oggetto di contratti di
collaborazione coordinata e continuativa.
359. I compensi derivanti dai contratti di collaborazione
coordinata e continuativa stipulati da associazioni e societa’
sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI costituiscono redditi
diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera m), del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I compensi derivanti dai
contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati dalle
societa’ sportive dilettantistiche lucrative riconosciute dal CONI
costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ai
sensi dell’articolo 50 del citato testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 917 del 1986.
360. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, i collaboratori coordinati e continuativi che prestano la loro
opera in favore delle societa’ sportive dilettantistiche lucrative
riconosciute dal CONI sono iscritti, ai fini dell’assicurazione per
l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti,al fondo pensioni
lavoratori dello spettacolo istituito presso l’INPS. Per i primi
cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la
contribuzione al predetto fondo pensioni e’ dovuta nei limiti del 50
per cento del compenso spettante al collaboratore. L’imponibile
pensionistico e’ ridotto in misura equivalente. Nei confronti dei
collaboratori di cui al presente comma non operano forme di
assicurazione diverse da quella per l’invalidita’, la vecchiaia e i
superstiti.
361. All’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 24, le parole: « a tutte le societa’ e associazioni
sportive » sono sostituite dalle seguenti: « in via preferenziale
alle associazioni sportive dilettantistiche e alle societa’ sportive
dilettantistiche senza scopo di lucro»;
b) al comma 25, dopo la parola: « societa’ » sono inserite le
seguenti: « sportive dilettantistiche senza scopo di lucro »;
c) al comma 26, le parole: « a disposizione di societa’ e
associazioni sportive dilettantistiche » sono sostituite dalle
seguenti: « in via preferenziale a disposizione di societa’ sportive
dilettantistiche senza scopo di lucro e associazioni sportive
dilettantistiche ».
362. Al fine di attribuire natura strutturale al Fondo «Sport e
Periferie» di cui all’articolo 15, comma 1, del decreto-legge 25
novembre 2015, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22
gennaio 2016, n. 9,e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro
annui a decorrere dall’anno 2018, da iscrivere su apposita sezione
del relativo capitolo dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, da trasferire al bilancio autonomo
della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le suddette risorse sono
assegnate all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio
dei ministri. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da
adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono individuati i criteri e le modalita’ di
gestione delle risorse assegnate all’Ufficio per lo sport, nel
rispetto delle finalita’ individuate dall’articolo 15, comma 2,
lettere a), b) e c), del medesimo decreto-legge 25 novembre 2015, n.
185, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 2016, n.
9, facendo salve le procedure in corso.
363. A tutte le imprese e’ riconosciuto un contributo, sotto forma
di credito d’imposta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui,
pari al 50 per cento delle erogazioni liberali in denaro fino a
40.000 euro effettuate nel corso dell’anno solare 2018 per interventi
di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici,
ancorche’ destinati ai soggetti concessionari.
364. Il credito d’imposta di cui al comma 363, riconosciuto nel
limite complessivo di spesa pari a 10 milioni di euro, e’
utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni, in tre quote annuali di pari importo e non rileva ai
fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive.
365. I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali comunicano
immediatamente all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri l’ammontare delle somme ricevute e la loro
destinazione, provvedendo contestualmente a darne adeguata
pubblicita’ attraverso l’utilizzo di mezzi informatici. Entro il 30
giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino
all’ultimazione dei lavori di restauro o ristrutturazione, i soggetti
beneficiari delle erogazioni comunicano altresi’ all’Ufficio per lo
sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri lo stato di
avanzamento dei lavori, anche mediante una rendicontazione delle
modalita’ di utilizzo delle somme erogate. L’Ufficio per lo sport
presso la Presidenza del Consiglio dei ministri provvede
all’attuazione del presente comma nell’ambito delle risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e,
comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.
366. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare
entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono individuate le disposizioni applicative
necessarie, anche al fine del rispetto del limite di spesa stabilito
dal comma 364.
367. Al comma 2 dell’articolo 69 del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « di cui alla lettera m) del comma 1 dell’articolo 81
» sono sostituite dalle seguenti: « di cui alla lettera m) del comma
1 dell’articolo 67 »;
b) le parole: « 7.500 euro » sono sostituite dalle seguenti: «
10.000 euro ».
368. All’articolo 54-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la lettera c) e’ aggiunta la seguente:
«c-bis) per ciascun prestatore, per le attivita’ di cui al
decreto del Ministro dell’interno 8 agosto 2007, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 195 del 23 agosto 2007, svolte nei confronti di
ciascun utilizzatore di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91, a
compensi di importo complessivo non superiore a 5.000 euro »;
b) al comma 6, dopo la lettera b) e’ aggiunta la seguente:
«b-bis) le societa’ sportive di cui alla legge 23 marzo 1981, n. 91
»;
c) al comma 10, le parole: « lettera a) » sono sostituite dalle
seguenti: « lettere a) e b-bis) »;
d) al comma 10, dopo la lettera c) e’ inserita la seguente:
«c-bis) attivita’ di cui al decreto del Ministro dell’interno 8
agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 23 agosto
2007, limitatamente alle societa’ sportive di cui al comma 6, lettera
b-bis), del presente articolo ».
369. Al fine di sostenere il potenziamento del movimento sportivo
italiano e’ istituito presso l’Ufficio per lo sport della Presidenza
del Consiglio dei ministri un apposito fondo denominato « Fondo unico
a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano », con
una dotazione pari a 12 milioni di euro per l’anno 2018, a 7 milioni
di euro per l’anno 2019, a 8,2 milioni di euro per l’anno 2020 e a
10,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021. Tali risorse sono
destinate a finanziare progetti collegati a una delle seguenti
finalita’: a) incentivare l’avviamento all’esercizio della pratica
sportiva delle persone disabili mediante l’uso di ausili per lo
sport; b) sostenere la realizzazione di eventi calcistici di
rilevanza internazionale; c) sostenere la realizzazione di altri
eventi sportivi di rilevanza internazionale; d) sostenere la
maternita’ delle atlete non professioniste; e) garantire il diritto
all’esercizio della pratica sportiva quale insopprimibile forma di
svolgimento della personalita’ del minore, anche attraverso la
realizzazione di campagne di sensibilizzazione; f) sostenere la
realizzazione di eventi sportivi femminili di rilevanza nazionale e
internazionale. L’utilizzo del fondo di cui al presente comma e’
disposto con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri, da adottare entro il 28 febbraio di ciascun anno, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con gli
altri Ministri interessati. Al fine di consentire il pieno ed
effettivo esercizio del diritto alla pratica sportiva di cui alla
lettera e), i minori cittadini di Paesi terzi, anche non in regola
con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, laddove siano
iscritti da almeno un anno a una qualsiasi classe dell’ordinamento
scolastico italiano, possono essere tesserati presso societa’ o
associazioni affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle
discipline sportive associate o agli enti di promozione sportiva,
anche paralimpici, senza alcun aggravio rispetto a quanto previsto
per i cittadini italiani.
370. L’importo che residua alla data del 1º gennaio 2018 della
somma da destinare allo sport sociale e giovanile, di cui
all’articolo 145, comma 13, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e’
utilizzato, ai medesimi fini indicati nella predetta disposizione,
nel limite di 1 milione di euro all’anno, per la concessione da parte
del CONI alle societa’ appartenenti alla Lega calcio professionistico
che ne fanno richiesta: a) di un contributo annuo in forma capitaria
pari a euro 5.000 e di un contributo annuo pari al 50 per cento della
retribuzione minima pattuita tra le associazioni di categoria per
ogni giovane di serie in addestramento tecnico e ogni giovane
professionista di eta’ inferiore a 21 anni, come rispettivamente
regolamentati dalla Federazione italiana giuoco calcio; b) di un
contributo annuo pari al 30 per cento dei contributi dovuti alle
gestioni previdenziali di competenza per ogni preparatore atletico.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, sentiti il CONI, la Federazione
italiana giuoco calcio e la Lega calcio professionistico, sono
definite le modalita’ di applicazione delle agevolazioni di cui al
presente comma.
371. Al fine di corrispondere il contributo italiano all’Agenzia
mondiale antidoping (World Anti-doping Agency), e’ autorizzata
l’ulteriore spesa di 1,2 milioni di euro per l’anno 2018 e di 850.000
euro a decorrere dall’anno 2019.
372. Al fine di sostenere la promozione e l’esercizio della pratica
sportiva in funzione del recupero dell’integrita’ psicofisica e del
reinserimento sociale delle persone con disabilita’ da lavoro,
l’INAIL trasferisce annualmente al Comitato italiano paralimpico
(CIP) un importo pari a 3 milioni di euro per la realizzazione delle
attivita’ ricomprese in piani quadriennali elaborati dall’INAIL,
sentito il CIP. Il trasferimento e’ effettuato in due rate semestrali
previa approvazione da parte dell’INAIL di apposita relazione
predisposta dal CIP attestante la realizzazione delle attivita’
previste dai predetti piani nel periodo di riferimento. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma si provvede a carico del
bilancio dell’INAIL, utilizzando le risorse gia’ destinate in via
strutturale per la remunerazione delle attivita’ e dei servizi su
base convenzionale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica.
373. E’ istituito presso il CONI, nell’ambito delle risorse
disponibili a legislazione vigente, il Registro nazionale degli
agenti sportivi, al quale deve essere iscritto, dietro pagamento di
un’imposta di bollo annuale di 250 euro, il soggetto che, in forza di
un incarico redatto in forma scritta, mette in relazione due o piu’
soggetti operanti nell’ambito di una disciplina sportiva riconosciuta
dal CONI ai fini della conclusione di un contratto di prestazione
sportiva di natura professionistica, del trasferimento di tale
prestazione o del tesseramento presso una federazione sportiva
professionistica. Puo’ iscriversi al suddetto registro il cittadino
italiano o di altro Stato membro dell’Unione europea, nel pieno
godimento dei diritti civili, che non abbia riportato condanne per
delitti non colposi nell’ultimo quinquennio, in possesso del diploma
di istruzione secondaria di secondo grado o equipollente, che abbia
superato una prova abilitativa diretta ad accertarne l’idoneita’. E’
fatta salva la validita’ dei pregressi titoli abilitativi rilasciati
prima del 31 marzo 2015. Agli sportivi professionisti e alle societa’
affiliate a una federazione sportiva professionistica e’ vietato
avvalersi di soggetti non iscritti al Registro pena la nullita’ dei
contratti, fatte salve le competenze professionali riconosciute per
legge. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri, sentito il CONI, sono definiti le modalita’ di svolgimento
delle prove abilitative, la composizione e le funzioni delle
commissioni giudicatrici, le modalita’ di tenuta e gli obblighi di
aggiornamento del Registro, nonche’ i parametri per la determinazione
dei compensi. Il CONI, con regolamento da adottare entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
disciplina i casi di incompatibilita’, fissando il consequenziale
regime sanzionatorio sportivo.
374. Al decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 166, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1, comma 3, secondo periodo, le parole: « nella
misura dell’1,2 per cento, di cui 0,60 per cento a carico del datore
di lavoro e 0,60 per cento a carico del lavoratore » sono sostituite
dalle seguenti: « nella misura dell’1,5 per cento, di cui 0,75 per
cento a carico del datore di lavoro e 0,75 per cento a carico del
lavoratore, e dal 1° gennaio 2020 nella misura del 3,1 per cento, di
cui 1 per cento a carico del datore di lavoro e 2,1 per cento a
carico del lavoratore »;
b) all’articolo 1, comma 4, secondo periodo, le parole: « nella
misura dell’1,2 per cento, di cui 0,60 per cento a carico del datore
di lavoro e 0,60 per cento a carico del lavoratore » sono sostituite
dalle seguenti: « nella misura dell’1,5 per cento, di cui 0,75 per
cento a carico del datore di lavoro e 0,75 per cento a carico del
lavoratore, e dal 1° gennaio 2020 nella misura del 3,1 per cento, di
cui 1 per cento a carico del datore di lavoro e 2,1 per cento a
carico del lavoratore »;
c) all’articolo 3, comma 8, le parole: « ai fini del conseguimento
dell’eta’ pensionabile previsto dall’articolo 1, comma 20, della
citata legge n. 335 del 1995 » sono sostituite dalle seguenti: « ai
fini del conseguimento del trattamento pensionistico ».
375. Al fine di assicurare la realizzazione dell’Universiade Napoli
2019, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da
emanare, d’intesa con il Presidente della regione Campania, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
e’ nominato un commissario straordinario, scelto tra i prefetti da
collocare fuori ruolo, il quale opera in via esclusiva con il compito
di provvedere all’attuazione del piano di interventi volti alla
progettazione e realizzazione di lavori e all’acquisizione di servizi
e beni, anche per eventi strettamente connessi allo svolgimento della
manifestazione sportiva. Al commissario non spettano compensi,
gettoni di presenza e indennita’ comunque denominati. Gli eventuali
rimborsi spese sono posti a carico delle somme gia’ stanziate per il
finanziamento della manifestazione.
376. Il commissario straordinario subentra ai soggetti istituiti,
ivi compresa l’Agenzia regionale Universiadi 2019 (ARU), che puo’
previa intesa svolgere attivita’ di supporto tecnico, per definire,
coordinare e realizzare le attivita’ necessarie per l’Universiade
2019; allo scopo puo’ stipulare accordi e convenzioni anche con
societa’ a partecipazione interamente pubblica, non che’ con il
Centro universitario sportivo italiano (CUSI). Nei termini e con le
modalita’ di cui al comma 2 dell’articolo 61 del decreto-legge 24
aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21
giugno 2017, n. 96, il commissario predispone il piano degli
interventi, tenendo conto dei progetti e degli interventi gia’
approvati dagli enti interessati e dalla Federazione internazionale
dello sport universitario (FISU), e lo trasmette alla Presidenza del
Consiglio dei ministri – Ufficio per lo sport, al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, al Ministero dei beni e delle
attivita’ culturali e del turismo, alla regione Campania e al
presidente dell’ANAC. Per l’approvazione dei progetti degli
interventi previsti nel piano, entro trenta giorni dalla sua
trasmissione il commissario convoca, nei termini e con le modalita’
di cui al comma 3 dell’articolo 61 del citato decreto-legge n. 50 del
2017, una o piu’ conferenze di servizi. Eventuali modifiche e
integrazioni del piano successive alla convocazione della conferenza
di servizi sono trasmesse, senza indugio, dal commissario agli stessi
soggetti e sottoposte entro dieci giorni dalla trasmissione alla
medesima conferenza di servizi. Il commissario approva il piano degli
interventi nei modi stabiliti dal comma 4 dell’articolo 61 del
predetto decreto-legge n. 50 del 2017.
377. Il commissario, sentito il Presidente della regione Campania,
puo’ esercitare i poteri di cui al comma 5 del citato articolo 61 del
decreto-legge n. 50 del 2017.
378. La consegna delle opere previste nel piano degli interventi
deve avvenire entro il termine del 30 aprile 2019. Si applicano i
commi 6 e7 del citato articolo 61 del decreto-legge n. 50 del 2017.
379. Per la realizzazione degli interventi di propria competenza,
il commissario straordinario svolge le funzioni di stazione
appaltante, anche avvalendosi della centrale acquisti interna della
regione Campania e del provveditorato interregionale per le opere
pubbliche di Campania, Molise, Puglia e Basilicata. I rapporti tra il
commissario straordinario e la centrale acquisti e il provveditorato
alle opere pubbliche sono regolati da apposita convenzione. Il
commissario assicura la realizzazione degli interventi di cui al
comma 375. A tale scopo e’ costituita una cabina di coordinamento,
della quale fanno parte il Presidente del Consiglio dei ministri
ovvero, su sua delega, il Ministro per lo sport, che la presiede, il
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, il
Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, il
commissario straordinario, il Presidente della regione Campania, il
sindaco del comune di Napoli, il presidente della FISU, il presidente
del CUSI, il presidente del CONI e il presidente dell’ANAC.
380. E’ in facolta’ del commissario: dare applicazione alle
disposizioni del comma 8 dell’articolo 61 del decreto-legge 24 aprile
2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno
2017, n. 96, con elevazione del limite delle risorse disponibili, ivi
previsto, fino a 800.000 euro; operare le riduzioni dei termini come
stabilite dagli articoli 50, 60, 61, 62, 74 e 79 del codice di cui al
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; ridurre fino ad un terzo i
termini stabiliti dagli articoli 97, 183, 188 e 189 del citato
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50; ridurre fino a dieci
giorni, in conformita’ alla direttiva 2007/66/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, il termine di cui
all’articolo 32 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. E’
altresi’ in facolta’ del commissario, per gli appalti pubblici di
lavori, di servizi e di forniture relativi agli interventi attuativi
del piano, fare ricorso all’articolo 63 del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50; in questo caso, nel rispetto dei principi di
trasparenza, concorrenza e rotazione, l’invito, contenente
l’indicazione dei criteri di aggiudicazione, e’ rivolto ad almeno
cinque operatori economici. Nel caso degli appalti pubblici di lavori
l’invito e’ rivolto, anche sulla base del progetto definitivo, ad
almeno cinque operatori economici, ove esistenti, iscritti negli
elenchi delle prefetture – uffici territoriali del Governo di cui ai
commi 52 e seguenti dell’articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n.
190, se istituiti. I lavori, i servizi e le forniture sono affidati
sulla base della valutazione delle offerte effettuata da una
commissione giudicatrice costituita secondo le modalita’ stabilite
dall’articolo 216, comma 12, del decreto legislativo 18 aprile 2016,
n. 50. Per gli interventi ricompresi nel piano si applica l’articolo
30 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Le modalita’ e gli
interventi oggetto delle verifiche ai sensi del citato articolo 30
sono disciplinati con accordo tra il commissario e il presidente
dell’ANAC. L’accordo disciplina anche le modalita’ di comunicazione
preventiva delle deroghe attivate ai sensi del presente comma.
381. Per le finalita’ dei commi da 375 a 388, l’Unita’ operativa
speciale di cui all’articolo 30, comma 1, del citato decreto-legge 24
giugno 2014, n. 90, opera fino alla completa esecuzione dei contratti
e comunque non oltre il termine del 31 dicembre 2019. Dall’attuazione
del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la
finanza pubblica.
382. Si applicano i commi 9, 10 e 11 dell’articolo 61 del
decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. La relazione commissariale ivi
prevista deve avere cadenza semestrale ed e’ trasmessa anche alla
regione Campania. Il commissario, quale stazione appaltante, esercita
i poteri e le facolta’ di cui al comma 24 del predetto articolo 61
del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50. Trovano altresi’
applicazione i commi 25 e 27 dello stesso articolo 61, intendendosi
sostituita alla regione Veneto la regione Campania.
383. Il prefetto di Napoli assicura lo svolgimento, in forma
integrata e coordinata, di tutte le attivita’ finalizzate alla
prevenzione e al contrasto delle infiltrazioni della criminalita’
organizzata nell’affidamento e nell’esecuzione dei contratti pubblici
nonche’ nelle erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche
comunque connessi allo svolgimento dell’Universiade 2019. Il
prefetto, nello svolgimento delle verifiche di cui al precedente
periodo, finalizzate al rilascio dell’informazione antimafia per
qualunque valore dei contratti e per qualunque importo delle
erogazioni o provvidenze, conformandosi alle linee guida adottate dal
comitato di cui all’articolo 203 del decreto legislativo 18 aprile
2016, n. 50, puo’ derogare alle disposizioni del libro II del codice
di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.
384. Per le finalita’ di cui al comma 383 il prefetto di Napoli si
avvale della sezione specializzata del Comitato di cui all’articolo
203 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, istituita ai sensi
dell’articolo 2-bis, comma 2, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n.
136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n.
6.
385. Presso il Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero
dell’interno e’ istituito un Gruppo interforze centrale, a carattere
permanente, per lo svolgimento di attivita’ di monitoraggio, raccolta
e analisi delle informazioni antimafia nonche’ per il supporto
specialistico all’attivita’ di prevenzione amministrativa dei
prefetti, anche in relazione alla realizzazione di opere di massimo
rilievo e al verificarsi di qualsivoglia emergenza che ne giustifichi
l’intervento. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con
i Ministri dell’economia e delle finanze e della difesa, e’ definita
la composizione del Gruppo interforze centrale, nell’ambito delle
risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione
vigente. Il Gruppo si articola in una o piu’ sezioni specializzate,
una delle quali e’ dedicata alle attivita’ connesse
all’organizzazione dell’Universiade 2019, che operano in stretto
raccordo con le rispettive sezioni specializzate del Comitato di
coordinamento di cui all’articolo 203 del decreto legislativo 18
aprile 2016, n. 50.
386. Con decreto del Capo della Polizia – direttore generale della
pubblica sicurezza sono definite, nell’ambito delle risorse umane,
finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, le
funzioni e la composizione delle singole sezioni specializzate di cui
si compone il Gruppo.
387. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge sono abrogati l’articolo 16, comma 3, del decreto-legge 28
aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
giugno 2009, n. 77, l’articolo 3-quinquies, comma 3, del
decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, l’articolo
2-bis, comma 3, del decreto-legge 10 dicembre 2013, n. 136,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, e
il comma 5 dell’articolo 30 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.
189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n.
229. Le funzioni dei Gruppi istituiti ai sensi delle disposizioni
abrogate sono svolte dal Gruppo interforze centrale di cui al comma
385. I riferimenti ai Gruppi soppressi, ovunque presenti, si
intendono sostituiti da riferimenti al Gruppo interforze centrale di
cui al comma 385.
388. Per le finalita’ di cui ai commi da 375 a 387 e’ autorizzata
la spesa di euro 100.000 per ciascuno degli anni 2018 e 2019.
389. L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e’ tenuta ad adottare la
determinazione avente ad oggetto il ripiano dell’eventuale
superamento del tetto della spesa farmaceutica territoriale e del
tetto della spesa farmaceutica ospedaliera per l’anno 2016 a carico
di ogni singola azienda farmaceutica titolare di autorizzazione
all’immissione in commercio (AIC) entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge. Le aziende farmaceutiche
provvedono alla corresponsione dell’importo dovuto entro i successivi
trenta giorni. Il ripiano di cui al primo periodo e’ determinato in
modo tale che i titolari di AIC che hanno commercializzato uno o piu’
medicinali non orfani e non innovativi coperti da brevetto per la
prima volta nell’anno di ripiano e per i quali non e’ disponibile
alcun dato di fatturato relativo all’anno precedente, nonche’ i
titolari di AIC di medicinali non coperti da brevetto immessi in
commercio successivamente alla scadenza del brevetto del farmaco
originatore per la prima volta nell’anno di ripiano e per i quali non
e’ disponibile alcun dato di fatturato relativo all’anno precedente,
partecipano al ripiano stesso nella misura massima del 10 per cento
della variazione positiva del fatturato dei medesimi medicinali.
390. L’AIFA conclude entro centoventi giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge le transazioni con le aziende
farmaceutiche titolari di AIC, relative ai contenziosi derivanti
dall’applicazione dell’articolo 21, commi 2 e 8, del decreto-legge 24
giugno 2016, n. 113, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2016, n. 160, relativi al ripiano della spesa farmaceutica
territoriale ed ospedaliera per gli anni 2013, 2014 e 2015, ancora
pendenti al 31 dicembre 2017, che siano in regola con l’adempimento
di cui al comma 389.
391. L’AIFA, entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, anche tenendo conto delle transazioni di
cui al comma 390, adotta una determinazione riepilogativa degli
importi a carico di ciascuna azienda farmaceutica titolare di AIC per
ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 e comunica altresi’, sulla base
della predetta determinazione, al Ministero dell’economia e delle
finanze e al Ministero della salute, con le modalita’ di cui
all’articolo 4, comma 1, del decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze 7 luglio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
172 del 25 luglio 2016, per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015,
gli importi a carico di ciascuna azienda farmaceutica titolare di AIC
spettanti a ciascuna regione e provincia autonoma. Conseguentemente,
fermo restando quanto previsto al comma 3 dell’articolo 5 del citato
decreto ministeriale 7 luglio 2016, il Ministro dell’economia e delle
finanze provvede entro i successivi trenta giorni ad adottare il
decreto di cui al citato comma 3 dell’articolo 5 del medesimo decreto
ministeriale.
392. Il ripiano dell’eventuale superamento del tetto della spesa
farmaceutica per acquisti diretti e del tetto della spesa
farmaceutica convenzionata e’ determinato in modo tale che i titolari
di AIC che hanno commercializzato uno o piu’ medicinali non orfani e
non innovativi coperti da brevetto per la prima volta nell’anno di
ripiano e per i quali non e’ disponibile alcun dato di fatturato
relativo all’anno precedente, nonche’ i titolari di AIC di medicinali
non coperti da brevetto immessi in commercio successivamente alla
scadenza del brevetto del farmaco originatore per la prima volta
nell’anno di ripiano e per i quali non e’ disponibile alcun dato di
fatturato relativo all’anno precedente, partecipano al ripiano stesso
nella misura massima del 10 per cento della variazione positiva del
fatturato dei medesimi medicinali.
393. La disposizione di cui al comma 392 si applica dal giorno
della pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.
394. In relazione ai versamenti effettuati dalle aziende
farmaceutiche ai fini del contenimento della spesa farmaceutica a
carico del Servizio sanitario nazionale, considerato che i tetti sono
calcolati al lordo dell’IVA, l’AIFA procede alla determinazione delle
quote di ripiano per il superamento, nel 2016, del tetto della spesa
farmaceutica al lordo dell’IVA in coerenza con la normativa vigente.
A tal fine, i commi 2 e 5 dell’articolo 26 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si interpretano nel senso
che:
a) per i versamenti effettuati ai sensi dell’articolo 5, comma 3,
lettera c), del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, ai fini del
ripiano dello sforamento del tetto della spesa farmaceutica
territoriale, come rideterminato dall’articolo 1, comma 399, della
legge 11 dicembre 2016, n. 232, nonche’ per quelli effettuati ai
sensi dell’articolo 15, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
ai fini del ripiano del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera,
come rideterminato dall’articolo 1, comma 398, della stessa legge n.
232 del 2016, le aziende farmaceutiche possono portare in detrazione
l’IVA determinata scorporando la medesima, secondo le modalita’
indicate dall’articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, dall’ammontare dei versamenti effettuati;
b) per i versamenti effettuati ai sensi dell’articolo 1, comma 796,
lettera g), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, quali importi
equivalenti a quelli che sarebbero derivati dalla riduzione del 5 per
cento dei prezzi dei propri farmaci, nonche’ per quelli effettuati ai
sensi dell’articolo 11, comma 6, quarto periodo, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, corrisposti per un importo pari all’1,83 per
cento sul prezzo di vendita al pubblico, le aziende farmaceutiche
possono portare in detrazione l’IVA da applicare sull’ammontare dei
versamenti stessi, a condizione che ad integrazione dei versamenti
effettuati sia operato un ulteriore versamento a favore dell’erario,
di ammontare pari a detta imposta, senza possibilita’ di
compensazione, secondo le modalita’ indicate all’articolo 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
395. Il diritto alla detrazione dell’imposta di cui al comma 394
sorge nel momento in cui sono effettuati i versamenti. Ai fini delle
imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’
produttive i costi relativi ai versamenti di cui al comma 394 sono
deducibili nel periodo d’imposta nel quale sono effettuati i medesimi
versamenti.
396. In caso di esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta
ai sensi del comma 394, le aziende farmaceutiche emettono un apposito
documento contabile da conservare ai sensi dell’articolo 39 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, nel
quale sono indicati gli estremi dell’atto con cui l’AIFA ha
determinato, in via definitiva, gli importi da versare.
397. Per i versamenti di cui al comma 394, gia’ effettuati alla
data di entrata in vigore della presente legge, il diritto alla
detrazione dell’imposta puo’ essere esercitato, al piu’ tardi, con la
dichiarazione annuale dell’IVA relativa all’anno 2018. In relazione
ai versamenti di cui al comma 394, lettera a), sono fatti salvi i
comportamenti delle aziende farmaceutiche, adottati ai fini contabili
e ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, che hanno dedotto il costo relativo all’IVA nei
periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata
in vigore della presente legge; in tali casi, l’applicazione delle
disposizioni di cui alla stessa lettera a) comporta l’iscrizione di
una sopravvenienza attiva ai sensi dell’articolo 88 del testo unico
delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, pari all’importo dell’imposta
detratta, nel periodo d’imposta in cui la detrazione e’ operata. In
relazione ai versamenti di cui al comma 394, lettera b), qualora le
aziende farmaceutiche abbiano detratto l’IVA scorporandola
dall’ammontare dei versamenti effettuati, provvedono, entro quindici
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad
effettuare un’apposita annotazione in rettifica a loro debito sul
registro di cui all’articolo 23 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; qualora la detrazione
dell’imposta sia stata operata nei periodi d’imposta precedenti a
quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge,
tale rettifica comporta l’iscrizione di una sopravvenienza passiva ai
sensi dell’articolo 101 del citato testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 pari all’importo della
medesima, nel periodo d’imposta in corso alla data di entrata in
vigore della presente legge.
398. A partire dal 1° gennaio 2018, i versamenti di cui al comma
394, lettera b), sono conteggiati al lordo dell’IVA ai sensi dei
commi 400 e 401. La disposizione di cui al comma 400 si applica ai
versamenti dovuti in relazione alla sospensione dalla riduzione dei
prezzi richiesta per l’anno 2018 calcolati sulla base dei dati dei
consumi dell’anno 2017 e per gli anni successivi. La disposizione di
cui al comma 401 si applica ai versamenti calcolati sulla base dei
dati dei consumi dell’anno 2018 e successivi. A tali versamenti si
applicano le disposizioni del comma 394, lettera a).
399. All’articolo 15, comma 8, lettera g), del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135, dopo le parole: «e’ calcolata » sono inserite le
seguenti: « al lordo dell’IVA ».
400. All’articolo 1, comma 796, lettera g), della legge 27 dicembre
2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo periodo, dopo le parole: « degli importi » sono
inserite le seguenti: « , al lordo dell’IVA, »;
b) al terzo periodo, dopo le parole: « alle singole regioni » sono
inserite le seguenti: « e all’erario »;
c) dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: « Gli importi
determinati dall’AIFA ai sensi del secondo periodo sono versati per
il 90,91 per cento alle singole regioni e per il 9,09 per cento
all’erario, senza possibilita’ di compensazione, secondo le modalita’
indicate all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241»;
d) al quarto periodo, dopo le parole: « alle singole regioni » sono
inserite le seguenti: « e all’erario ».
401. All’articolo 11, comma 6, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al quarto periodo, dopo le parole: « alle regioni medesime »
sono inserite le seguenti: « e all’erario » e le parole: « al netto
dell’imposta sul valore aggiunto » sono sostituite dalle seguenti: «
al lordo dell’imposta sul valore aggiunto »;
b) dopo il quarto periodo e’ aggiunto il seguente: « Gli importi
determinati dall’AIFA ai sensi del quarto periodo sono versati per il
90,91 per cento alle singole regioni e per il 9,09 per cento
all’erario, senza possibilita’ di compensazione, secondo le modalita’
indicate all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241 ».
402. Le disposizioni di cui ai commi da 394 a 401 si applicano
anche in relazione alle cessioni di farmaci soggette al regime della
scissione dei pagamenti di cui all’articolo 17-ter del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
403. Al fine di consentire l’attuazione delle disposizioni del
decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, concernente i nuovi
servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario
nazionale, per il triennio 2018-2020, e’ avviata, in nove regioni,
una sperimentazione per la remunerazione delle prestazioni e delle
funzioni assistenziali previste dall’articolo 1 del citato decreto
legislativo n. 153 del 2009, erogate dalle farmacie con oneri a
carico del Servizio sanitario nazionale, nei limiti dell’importo di
cui al comma 406.
404. Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa sancita in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuate nove
regioni, di cui tre per l’anno 2018, ulteriori tre per l’anno 2019 e
ulteriori tre per l’anno 2020, in cui avviare la sperimentazione
prevista dal comma 403, tenendo conto dell’esigenza di garantire la
rappresentativita’ delle aree geografiche del nord, del centro e del
sud del territorio nazionale.
405. La sperimentazione di cui al comma 403 e’ sottoposta a
monitoraggio da parte del Comitato paritetico e del Tavolo tecnico di
cui, rispettivamente, agli articoli 9 e 12 dell’intesa stipulata il
23 marzo 2005 in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,al
fine di verificarne le modalita’ organizzative e gli impatti nonche’
di valutarne un’eventuale estensione sull’intero territorio
nazionale, fermo restando quanto disposto dal decreto legislativo 3
ottobre 2009, n. 153.
406. Ai fini dell’attuazione della sperimentazione di cui al comma
403 e’ autorizzata la spesa di 6 milioni di euro per l’anno 2018, di
12 milioni di euro per l’anno 2019 e di 18 milioni di euro per l’anno
2020, a valere sulle risorse di cui all’articolo 1, commi 34 e
34-bis, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
407. Per l’anno 2018, il termine del 31 maggio di cui all’articolo
1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e’ differito al
15 luglio e, conseguentemente, il termine del 30 aprile di cui al
medesimo comma e’ differito al 15 giugno.
408. Ai fini di un piu’ efficiente utilizzo delle risorse e di una
conseguente migliore organizzazione del Servizio sanitario nazionale,
in via sperimentale per il triennio 2018-2020, il Ministero della
salute, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze,
avvia un monitoraggio degli effetti dell’utilizzo dei farmaci
innovativi e innovativi oncologici sul costo del percorso
terapeutico-assistenziale complessivo. Il monitoraggio, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, e’ effettuato per il tramite
del Comitato paritetico permanente per la verifica dell’erogazione
dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’intesa Stato-regioni
del 23 marzo 2005, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, su una o piu’ aree terapeutiche
ed e’ svolto sulla base dei dati di real world evidence e delle
informazioni ricavate dai registri dei farmaci innovativi e
innovativi oncologici sottoposti al monitoraggio dell’AIFA ai sensi
dell’articolo 15, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
409. L’esito del monitoraggio di cui al comma 408, ferma restando
la cornice finanziaria vigente per il Servizio sanitario nazionale,
e’ funzionale alla migliore allocazione delle risorse programmate per
il Servizio sanitario nazionale, ivi ricomprendendo la valutazione
della congruita’ dei fondi per i farmaci innovativi e per i farmaci
innovativi oncologici di cui all’articolo 1, commi 400 e 401, della
legge 11 dicembre 2016, n. 232.
410. In ragione di quanto gia’ disposto ai sensi dell’articolo 1,
comma 607, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, al medesimo comma
607, primo periodo, le parole: « 31 dicembre 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 ».
411. Al fine di incentivare l’efficienza e la trasparenza del
sistema di approvvigionamento della pubblica amministrazione,
l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione dei
documenti attestanti l’ordinazione e l’esecuzione degli acquisti di
beni e servizi devono essere effettuate in forma elettronica. A tal
fine, fatto salvo quanto previsto ai commi 412, 413 e 414, con
decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Agenzia
per l’Italia digitale (AGID), d’intesa con la Conferenza unificata,
sono adottati appositi regolamenti volti a disciplinare le modalita’
tecniche e le date di entrata in vigore delle modalita’ obbligatorie
di invio in forma elettronica della predetta documentazione.
412. Per gli enti del Servizio sanitario nazionale, di cui
all’articolo 19, comma 2, lettere b) e c), del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, ai fini del potenziamento del monitoraggio della
spesa sanitaria, anche in relazione al perseguimento dell’efficienza
e dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, la trasmissione
dei documenti di cui al comma 411 avviene per mezzo del Sistema di
gestione messo a disposizione dal Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e da
questo gestito anche avvalendosi delle proprie strutture societarie.
413. Il Sistema informativo del Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato assicura
l’integrazione del Sistema di gestione di cui al comma 412 con la
Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici prevista dall’articolo
213, comma 8, del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50, con il Sistema di interscambio
delle fatture elettroniche di cui all’articolo 1, commi 211 e 212,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e con l’infrastruttura della
banca dati SIOPE di cui all’articolo 14, comma 8-bis, della legge 31
dicembre 2009, n. 196.
414. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze,
sentita l’AGID, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, sono stabiliti le modalita’ e i tempi per l’attuazione delle
disposizioni di cui ai commi 412 e 413.
415. Il Sistema di gestione di cui al comma 412 rientra tra gli
strumenti per il monitoraggio della spesa nel settore sanitario e di
appropriatezza delle prescrizioni sanitarie di cui all’articolo 50
del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
416. Nell’ambito delle iniziative di investimento in start-up, in
forma diretta o indiretta, ai sensi dell’articolo 1, commi 82 e
seguenti, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, per quanto concerne
le aree della protesica e della riabilitazione l’INAIL valuta
prioritariamente i progetti e le attivita’ dei distretti produttivi e
di ricerca correlati alle funzioni e alle competenze dei propri
centri protesici e riabilitativi, con particolare riferimento alle
esigenze di sviluppo del polo integrato INAIL-regione Calabria di
Lamezia Terme.
417. All’articolo 1, comma 7, sesto periodo, del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135, le parole: « 31 dicembre 2019 » sono sostituite
dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 ».
418. E’ istituita presso il Ministero della salute una banca dati
destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di
trattamento (DAT) attraverso le quali ogni persona maggiorenne e
capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura
incapacita’ di autodeterminarsi, puo’ esprimere le proprie volonta’
in materia di trattamenti sanitari, nonche’ il consenso o il rifiuto
rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a
singoli trattamenti sanitari. Per l’attuazione del presente comma e’
autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2018.
419. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa
in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il
parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono
stabilite le modalita’ di registrazione delle DAT presso la banca
dati di cui al comma 418.
420. All’articolo 15 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, il
comma 16 e’ sostituito dal seguente:
«16. Le tariffe massime delle strutture che erogano prestazioni di
assistenza ospedaliera per acuti, assistenza ospedaliera di
riabilitazione e di lungodegenza post acuzie e di assistenza
specialistica ambulatoriale di cui al decreto del Ministro della
salute 18 ottobre 2012, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2013, nonche’ le tariffe
delle prestazioni relative all’assistenza protesica di cui
all’articolo 2, comma 380, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
continuano ad applicarsi fino all’adozione dei decreti ministeriali
di cui all’articolo 64, commi 2 e 3, del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017, da emanare
entro il 28 febbraio 2018 ».
421. Al fine di valorizzare la qualita’ delle prestazioni degli
Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di
diritto pubblico e di diritto privato accreditati, le regioni possono
procedere alla rivalutazione del fabbisogno di prestazioni assicurate
dai predetti istituti, ivi ricomprendendo quanto specificatamente
previsto dall’articolo 1, comma 574, della legge 28 dicembre 2015, n.
208, fermo restando il rispetto della normativa vigente con
riferimento ai rapporti con le strutture pubbliche e private
accreditate e nel rispetto dei vincoli finanziari vigenti, anche in
materia di tetti di spesa.
422. Al fine di garantire e promuovere il miglioramento della
qualita’ e dell’efficienza dell’attivita’ di ricerca sanitaria, parte
integrante del Servizio sanitario nazionale, secondo i principi della
Carta europea dei ricercatori, di cui alla raccomandazione della
Commissione delle Comunita’ europee dell’11 marzo 2005 (2005/251/CE),
e di consentire un’organica disciplina dei rapporti di lavoro del
personale della ricerca sanitaria, e’ istituito, presso gli IRCCS
pubblici e gli Istituti zooprofilattici sperimentali, di seguito
complessivamente denominati « Istituti », fermo restando il rispetto
dei vincoli in materia di spesa del personale, un ruolo non
dirigenziale della ricerca sanitaria e delle attivita’ di supporto
alla ricerca sanitaria.
423. Il rapporto di lavoro del personale di cui al comma 422 e’
disciplinato, sulla base di quanto previsto nei commi da 424 a 434,
nell’ambito del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto
Sanita’, in un’apposita sezione, con definizione dei trattamenti
economici dei relativi profili, prendendo a riferimento quelli della
categoria apicale degli altri ruoli del comparto e valorizzando, con
riferimento al personale della ricerca sanitaria, la specificita’
delle funzioni e delle attivita’ svolte, con l’individuazione, con
riferimento ai rapporti di lavoro a tempo determinato di cui al comma
424, di specifici criteri, connessi anche ai titoli professionali
nonche’ alla qualita’ e ai risultati della ricerca, ai fini
dell’attribuzione della fascia economica. In relazione a quanto
previsto dal comma 422, gli atti aziendali di organizzazione degli
Istituti prevedono, nell’ambito delle vigenti dotazioni organiche e
senza nuovi o maggiori oneri, una specifica e autonoma sezione per le
funzioni di ricerca, facente capo, negli IRCCS, al direttore
scientifico e, negli Istituti zooprofilattici sperimentali, al
direttore generale.
424. Per garantire un’adeguata flessibilita’ nelle attivita’ di
ricerca, gli Istituti assumono, per lo svolgimento delle predette
attivita’, entro il limite del 20 per cento per l’anno 2018 e del 30
per cento a decorrere dall’anno 2019 delle complessive risorse
finanziarie disponibili per le attivita’ di ricerca, personale con
contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, nel rispetto del
contratto collettivo nazionale di lavoro di cui al comma 423 e del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma
425. Il limite di cui al primo periodo e’ incrementato con le risorse
aggiuntive trasferite a ciascun Istituto dal Ministero della salute,
pari a complessivi 19 milioni di euro per l’anno 2018, a 50 milioni
di euro per l’anno 2019, a 70 milioni di euro per l’anno 2020 e a 90
milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.
425. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro per
la semplificazione e la pubblica amministrazione e con il Ministro
dell’economia e delle finanze, previo accordo sancito in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, da emanare entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definiti,
nel rispetto delle condizioni e delle modalita’ di reclutamento
stabilite dall’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, i requisiti, i titoli e le procedure concorsuali per le
assunzioni di cui al comma 424.
426. Gli Istituti possono bandire le procedure concorsuali per il
reclutamento del personale di cui al comma 424 nonche’ procedere
all’immissione in servizio dei vincitori con contratto di lavoro
subordinato a tempo determinato della durata di cinque anni, con
possibilita’ di un solo rinnovo per la durata massima di ulteriori
cinque anni, previa valutazione ai sensi del comma 427. L’attuazione
di quanto previsto nel precedente periodo e’ subordinata alla
verifica della disponibilita’ finanziaria nell’ambito delle risorse
di cui al citato comma 424.
427. Il personale assunto ai sensi del comma 426 e’ soggetto a
valutazione annuale e a valutazione di idoneita’ per l’eventuale
rinnovo a conclusione dei primi cinque anni di servizio, secondo
modalita’, condizioni e criteri stabiliti con decreto del Ministro
della salute, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la
pubblica amministrazione, sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative. L’esito negativo della valutazione
annuale, per tre anni consecutivi, determina la risoluzione del
contratto. Previo accordo tra gli Istituti e con il consenso
dell’interessato, e’ ammessa la cessione del contratto a tempo
determinato, compatibilmente con le risorse esistenti nell’ambito
delle disponibilita’ finanziarie di cui al comma 424.
428. Gli Istituti, nel rispetto delle vigenti disposizioni
legislative in materia di contenimento delle spese di personale,
nell’ambito dei posti della complessiva dotazione organica del
personale destinato alle attivita’ di assistenza o di ricerca,
possono inquadrare a tempo indeterminato nei ruoli del Servizio
sanitario nazionale, compresi quelli della dirigenza per il solo
personale della ricerca sanitaria, previa verifica dei requisiti
prescritti dalle disposizioni vigenti, il personale che abbia
completato il secondo periodo contrattuale con valutazione positiva,
secondo la disciplina stabilita con il decreto del Ministro della
salute previsto dal comma 427.
429. Al fine di valorizzare i giovani che esprimono alto potenziale
e di favorire il rientro dall’estero di personale fornito di elevata
professionalita’, gli Istituti possono sottoscrivere i contratti a
tempo determinato, per la durata del relativo progetto di ricerca,
con gli sperimentatori principali vincitori di bandi pubblici
competitivi nazionali, europei o internazionali, secondo quanto
previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
al comma 425. Il costo del contratto grava sui fondi del progetto
finanziato con il bando pubblico e il contratto puo’ essere prorogato
per il completamento del primo quinquennio di cui al comma 426,
subordinatamente alla disponibilita’ delle risorse finanziarie di cui
al comma 424.
430. Gli Istituti possono altresi’ utilizzare una quota fino al 5
per cento delle disponibilita’ finanziarie di cui al comma 424 per
stipulare contratti di lavoro subordinato a tempo determinato di cui
al comma 426 con ricercatori residenti all’estero, la cui produzione
scientifica soddisfi i parametri stabiliti con il decreto del
Ministro della salute di cui al comma 427.
431. Il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato di cui
ai commi 424 e 432 e’ ammesso alla partecipazione per l’accesso in
soprannumero al relativo corso di specializzazione, secondo le
modalita’ previste dall’articolo 35, commi 4 e 5, del decreto
legislativo 17 agosto 1999, n. 368.
432. In sede di prima applicazione, entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della sezione del contratto collettivo del
comparto Sanita’ di cui al comma 423, il personale in servizio presso
gli Istituti alla data del 31 dicembre 2017, con rapporti di lavoro
flessibile instaurati a seguito di procedura selettiva pubblica, che
abbia maturato un’anzianita’ di servizio di almeno tre anni negli
ultimi cinque, puo’ essere assunto con contratto di lavoro a tempo
determinato secondo la disciplina e nei limiti delle risorse di cui
al comma 424 e secondo le modalita’ e i criteri stabiliti con il
decreto del Ministro della salute di cui al comma 427.
433. Al fine di garantire la continuita’ nell’attuazione delle
attivita’ di ricerca, nelle more dell’assunzione del personale di cui
al comma 432, gli Istituti, in deroga all’articolo 7, comma 5-bis,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono continuare ad
avvalersi, con le forme contrattuali di lavoro in essere, del
personale in servizio alla data del 31 dicembre 2017, nei limiti
delle risorse finanziarie di cui al comma 424.
434. I contratti di lavoro a tempo determinato di cui ai commi da
422 a 432 sono stipulati in deroga ai limiti di cui all’articolo 9,
comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e all’articolo 2,
comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
435. Al fine di valorizzare il servizio e la presenza presso le
strutture del Servizio sanitario nazionale del personale della
dirigenza medica, sanitaria e veterinaria e di attenuare gli effetti
finanziari correlati alla disposizione di cui all’articolo 23, comma
2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, con riferimento
alla retribuzione individuale di anzianita’, il livello del
finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui
concorre lo Stato e’ incrementato di 30 milioni di euro per l’anno
2019, di 35 milioni di euro per l’anno 2020, di 40 milioni di euro
per l’anno 2021, di 43 milioni di euro per l’anno 2022, di 55 milioni
di euro per l’anno 2023, di 68 milioni di euro per l’anno 2024, di 80
milioni di euro per l’anno 2025 e di 86 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2026. Le risorse di cui al primo periodo sono
destinate a incrementare i Fondi contrattuali per il trattamento
economico accessorio della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria.
436. All’articolo 1, comma 310, della legge 23 dicembre 2005, n.
266, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo periodo, le parole: « decorsi diciotto mesi » sono
sostituite dalle seguenti: « decorsi trenta mesi »;
b) al secondo periodo, le parole: « entro ventiquattro mesi » sono
sostituite dalle seguenti: « entro trentasei mesi » e le parole: «
entro nove mesi » sono sostituite dalle seguenti: « entro diciotto
mesi ».
437. Il Ministro della salute, con proprio decreto da adottare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, istituisce la Rete nazionale della talassemia e delle
emoglobinopatie, di cui fanno parte i centri di cura e le reti
regionali gia’ esistenti, ed adotta linee guida specifiche per la
corretta applicazione dei protocolli terapeutici e dei percorsi di
assistenza.
438. Per le finalita’ di cui al comma 437 e’ autorizzata la spesa
di 100.000 euro annui, per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020.
439. All’articolo 12 della legge 21 ottobre 2005, n. 219, dopo il
comma 4 sono inseriti i seguenti:
«4-bis. Al fine di rafforzare, in tutto il territorio nazionale, la
garanzia di uniformi e rigorosi livelli di qualita’ e sicurezza dei
processi produttivi attinenti alle attivita’ trasfusionali, il Centro
nazionale sangue svolge, in accordo con le regioni, attivita’ di
supporto alla verifica e al controllo ai fini della certificazione di
conformita’ delle attivita’ e dei prodotti dei servizi trasfusionali
alle disposizioni normative nazionali ed europee, quale garanzia
propedeutica al rilascio dell’autorizzazione e dell’accreditamento da
parte delle regioni e delle province autonome, previsti dall’articolo
20 della presente legge e dall’articolo 4 del decreto legislativo 20
dicembre 2007, n. 261, e a supporto delle stesse.
4-ter. Con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, da emanare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,
sono definite le modalita’ di funzionamento, in seno al Centro
nazionale sangue, del sistema nazionale di verifica, controllo e
certificazione, anche con riferimento ai rapporti con le regioni e
con le province autonome di Trento e di Bolzano.
4-quater. Per le finalita’ di cui al comma 4-bis e’ destinata, in
modo vincolato, alle attivita’ del Centro nazionale sangue la somma
di 1,5 milioni di euro annui, a decorrere dal 1° gennaio 2018, a
valere sulle quote vincolate del Fondo sanitario nazionale, di cui
all’articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 ».
440. Fra i beneficiari dell’equa riparazione prevista dall’articolo
27-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono inclusi anche
i familiari dei deceduti danneggiati, anche se agiscono solo iure
proprio, a condizione che abbiano fatto domanda di accesso all’iter
transattivo di cui all’articolo 33 del decreto-legge 1° ottobre 2007,
n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007,
n. 222, e all’articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, entro la data del 19 gennaio 2010.
441. Le societa’ di capitali nonche’ le societa’ cooperative a
responsabilita’ limitata e le societa’ di persone, titolari di
farmacia privata, rispettivamente con capitale maggioritario di soci
non farmacisti o con maggioranza di soci non farmacisti, versano
all’Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti (ENPAF)
un contributo pari allo 0,5 per cento del fatturato annuo al netto
dell’IVA. Il contributo e’ versato all’ENPAF annualmente entro il 30
settembre dell’anno successivo alla chiusura dell’esercizio.
442. Le societa’ operanti nel settore odontoiatrico, di cui al
comma 153 dell’articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, versano
un contributo pari allo 0,5 per cento del fatturato annuo alla
gestione « Quota B» del Fondo di previdenza generale dell’Ente
nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri
(ENPAM), entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello della
chiusura dell’esercizio.
443. All’articolo 4-bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247, sono
aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«6-bis. Le societa’ di cui al comma 1, in qualunque forma
costituite, sono tenute a prevedere e inserire nella loro
denominazione sociale l’indicazione “societa’ tra avvocati” nonche’
ad applicare la maggiorazione percentuale, relativa al contributo
integrativo di cui all’articolo 11 della legge 20 settembre 1980, n.
576, su tutti i corrispettivi rientranti nel volume di affari ai fini
dell’IVA; tale importo e’ riversato annualmente alla Cassa nazionale
di previdenza e assistenza forense.
6-ter. La Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, con
proprio regolamento da emanare entro un anno dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione, provvede a definire termini,
modalita’ dichiarative e di riscossione, nonche’ eventuali sanzioni
applicabili per garantire l’applicazione delle disposizioni del comma
6-bis. Il regolamento di cui al primo periodo e’ sottoposto ad
approvazione ai sensi dell’articolo 3, comma 2, lettera a), del
decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 ».
444. Al fine di consentire il corretto svolgimento delle molteplici
funzioni istituzionalmente demandate in base alla normativa vigente
all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS),
anche in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 573 e
587, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, dall’articolo 1, comma
579, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, e dall’articolo 3 della
legge 8 marzo 2017, n. 24, la dotazione organica dell’AGENAS e’
determinata nel numero di 146 unita’, di cui 17 con qualifica
dirigenziale.
445. Per il biennio 2018-2019, nel rispetto della programmazione
triennale del fabbisogno di personale l’AGENAS puo’ bandire, in
deroga alle procedure di mobilita’ di cui all’articolo 30, comma 1,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, nonche’ ad ogni altra procedura per l’assorbimento del
personale in esubero dalle amministrazioni pubbliche e nel limite dei
posti disponibili nella propria dotazione organica, procedure
concorsuali, per esami, per assunzioni a tempo indeterminato di 100
unita’ di personale, di cui 10 dirigenti di area III, 80 di categoria
D a posizione economica di base, 7 di categoria C a posizione
economica di base e 3 di categoria B a posizione economica di base,
con una riserva di posti non superiore al 50 per cento per il
personale non di ruolo, di qualifica non dirigenziale, che, alla data
di entrata in vigore della presente legge, presti servizio, con
contratto a tempo determinato ovvero con contratto di lavoro
flessibile, ivi compresi i contratti di collaborazione coordinata e
continuativa da almeno tre anni, presso l’AGENAS.
446. L’AGENAS puo’ prorogare, senza nuovi o maggiori oneri a carico
del bilancio dello Stato e fino al completamento delle procedure
concorsuali di cui al comma 445, in relazione al proprio effettivo
fabbisogno, i contratti di collaborazione di cui al comma 445 in
essere alla data di entrata in vigore della presente legge.
447. All’onere derivante dall’attuazione del comma 445, pari a euro
2.372.168 per l’anno 2018 e a euro 4.740.379 a decorrere dall’anno
2019, si provvede utilizzando l’integrazione al finanziamento di cui
all’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n.
266, derivante dai contributi di cui all’articolo 2, comma 358, della
legge 27 dicembre 2007, n. 244, integralmente devoluti al bilancio
dell’AGENAS. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini
di fabbisogno e indebitamento netto derivanti dai commi da 444 a 448,
pari a euro 1.186.000 per l’anno 2018 e a euro 2.370.000 a decorrere
dall’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del
Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a
legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi
pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni.
448. L’AGENAS adegua alle disposizioni di cui ai commi da 444 a 447
il proprio statuto nonche’ il regolamento sul funzionamento degli
organi, sull’organizzazione dei servizi, sull’ordinamento del
personale e sulla gestione amministrativo-contabile dell’AGENAS
stessa, deliberato dal consiglio di amministrazione ed approvato con
decreto del Ministro della salute 23 settembre 2013, e tutti gli atti
connessi e consequenziali.
449. In ragione delle specificita’ territoriali e linguistiche, al
fine di garantire la continuita’ dell’assistenza sanitaria in ambito
provinciale, nel triennio 2018-2020, nella regione Trentino-Alto
Adige/Südtirol le aziende sanitarie possono stipulare, per la durata
massima di un anno, contratti d’opera, rinnovabili fino al massimo di
due anni, con operatori sanitari e con personale del ruolo
professionale, qualora ricorrano le seguenti condizioni:
a) sussistano motivi di inderogabile e comprovata necessita’ per lo
svolgimento delle relative mansioni e per garantire i livelli
essenziali di assistenza;
b) l’oggetto del rapporto riguardi un’attivita’ istituzionale delle
aziende sanitarie per la quale il rispettivo posto in organico non e’
coperto;
c) il concorso pubblico bandito nell’arco dei dodici mesi
precedenti per la copertura dei corrispondenti posti in organico
abbia avuto esito negativo;
d) risulti impossibile provvedere in base alla normativa vigente
alla sostituzione del titolare del posto;
e) i posti non possano essere coperti con i meccanismi di mobilita’
di personale previsti dalla normativa vigente.
450. Al fine di assicurare l’efficace svolgimento del servizio
sanitario, i professionisti di cui al comma 449 sono inseriti, sulla
base del contratto d’opera stipulato con l’azienda sanitaria, nei
moduli organizzativi e operativi delle singole strutture ospedaliere.
451. I compensi orari del personale assunto con i contratti di cui
al comma 449 sono stabiliti dalle singole aziende sanitarie e non
possono eccedere il costo orario previsto per il personale di ruolo.
452. I rapporti instaurati sulla base delle disposizioni dei commi
449, 450 e 451 non danno luogo ad un rapporto di lavoro subordinato.
453. Al fine di sostenere l’attivita’ di ricerca sul genoma del
pancreas, alla Fondazione italiana per la ricerca sulle malattie del
pancreas ONLUS e’ attribuito un contributo di 500.000 euro per l’anno
2019.
454. All’articolo 17, comma 3-bis, del decreto-legge 6 luglio 2011,
n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, dopo le parole: « della spesa di personale » sono inserite le
seguenti: « , ovvero una variazione dello 0,1 per cento annuo, ».
455. Al fine di garantire la piena attuazione della legge 18 agosto
2015, n. 134, la dotazione del Fondo per la cura dei soggetti con
disturbo dello spettro autistico, istituito nello stato di previsione
del Ministero della salute, e’ incrementata di 5 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2019 e 2020.
456. In ottemperanza alle sentenze del tribunale amministrativo
regionale (TAR) del Lazio, sezione 1-bis, n. 640/1994, e del
Consiglio di Stato, sezione IV giurisdizionale, n. 2537/2004, e per
il completamento degli interventi perequativi indicati dal Ministero
della salute con atto DGPROF/P/3/ I.8.d.n.1 del 16 giugno 2017, e’
autorizzata la spesa di 500.000 euro per l’anno 2018 e di un milione
di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020. Il Ministero della
salute, con apposito decreto, individua i criteri di riparto delle
risorse tra i soggetti beneficiari nel limite della spesa autorizzata
e assicura il relativo monitoraggio.
457. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero della
giustizia, un fondo con una dotazione finanziaria di 20 milioni di
euro per l’anno 2018, da ripartire con decreto del Ministro della
giustizia, destinato al finanziamento di interventi urgenti per
assicurare la funzionalita’ degli uffici giudiziari e degli istituti
penitenziari, con particolare riferimento alle aree colpite da eventi
sismici, nonche’ al sostegno delle attivita’ amministrative del
consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli
giudiziari.
458. All’articolo 5, comma 4, secondo periodo, del codice delle
leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 159, le parole: « nel corrispondente
circondario » sono sostituite dalle seguenti: « nel territorio,
rispettivamente, delle province di Trapani e di Caserta ».
459. Al fine di garantire la funzionalita’ degli uffici giudiziari,
i termini di cui all’articolo 1, comma 181, secondo e terzo periodo,
della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono prorogati di ulteriori
dodici mesi dalla data di pubblicazione della delibera di
assegnazione del finanziamento.
460. Limitatamente all’anno finanziario 2018, e’ ridotto di 20
milioni di euro il trasferimento in favore del Consiglio superiore
della magistratura il quale e’ autorizzato ad integrare la relativa
dotazione annuale per l’ammontare di 20 milioni di euro derivanti
dall’avanzo di amministrazione.
461. Al fine di dare completa attuazione al processo di
liberalizzazione di cui all’articolo 1, commi 57 e 58, della legge 4
agosto 2017, n. 124, e di assicurare, a decorrere dall’anno 2018,
l’effettivita’ dei risparmi di spesa da esso derivanti, nonche’
l’efficiente svolgimento del servizio di notificazioni a mezzo posta,
a tutela della funzionalita’ dell’amministrazione giudiziaria e della
finanza pubblica, all’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n.
190, dopo il comma 97 sono inseriti i seguenti:
«97-bis. Alla legge 20 novembre 1982, n. 890, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 1, dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente:
“Il servizio deve essere erogato da operatori postali in possesso
della licenza di cui all’articolo 5, comma 2, secondo periodo, del
decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261, e deve rispettare gli
obblighi di qualita’ minima stabiliti dall’Autorita’ per le garanzie
nelle comunicazioni ai sensi della legge 4 agosto 2017, n. 124”;
b) all’articolo 2, le parole: “al modello prestabilito
dall’Amministrazione postale” sono sostituite dalle seguenti: “al
modello approvato dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni,
sentito il Ministero della giustizia”;
c) all’articolo 3:
1) al primo comma, le parole: “dell’ufficio postale” sono
sostituite dalle seguenti: “del punto di accettazione dell’operatore
postale”;
2) al secondo comma, le parole: “all’ufficio postale” sono
sostituite dalle seguenti: “al punto di accettazione dell’operatore
postale”;
3) al terzo comma, le parole: “dall’Amministrazione postale” sono
sostituite dalle seguenti: “ai sensi dell’articolo 2”;
4) al quarto comma, le parole da: “; per le notificazioni in
materia penale” a: “si riferisce” sono sostituite dai seguenti
periodi: “Per le notificazioni in materia penale e per quelle in
materia civile e amministrativa effettuate in corso di procedimento,
sull’avviso di ricevimento e sul piego devono essere indicati come
mittenti, con indicazione dei relativi indirizzi, ivi compreso
l’indirizzo di posta elettronica certificata ove il mittente sia
obbligato per legge a dotarsene, la parte istante o il suo
procuratore o l’ufficio giudiziario, a seconda di chi abbia fatto
richiesta della notificazione all’ufficiale giudiziario. In ogni caso
il mittente che non sia gravato dall’obbligo di cui al periodo
precedente puo’ sempre indicare un indirizzo di posta elettronica
certificata ai fini della trasmissione della copia dell’avviso di
ricevimento ai sensi dell’articolo 6”;
5) dopo il quarto comma e’ inserito il seguente:
“E’ facolta’ dell’operatore postale richiedere una nuova
compilazione dell’avviso o il riconfezionamento del piego che
risultino effettuati in modo non conforme alla modulistica di cui
all’articolo 2. Nel caso in cui il mittente non provveda, l’operatore
puo’ rifiutare l’esecuzione del servizio”;
6) al quinto comma, le parole: “all’ufficio postale di
partenza” sono sostituite dalle seguenti: “al punto di accettazione
dell’operatore postale”;
d) all’articolo 4:
1) al terzo comma sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “,
fermi restando gli effetti di quest’ultima per il notificante al
compimento delle formalita’ a lui direttamente imposte dalle vigenti
disposizioni”;
2) al quarto comma, le parole: “dal bollo apposto” sono sostituite
dalle seguenti: “da quanto attestato”;
e) l’articolo 6 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 6. – 1. Lo smarrimento dell’avviso di ricevimento non da’
diritto ad alcuna indennita’, ma l’operatore postale incaricato e’
tenuto a rilasciare, senza spese, un duplicato o altro documento
comprovante il recapito del piego in formato cartaceo e a farlo avere
al mittente. Quando il mittente ha indicato un indirizzo di posta
elettronica certificata, l’operatore forma una copia per immagine su
supporto analogico dell’avviso di ricevimento secondo le modalita’
prescritte dall’articolo 22 del codice di cui al decreto legislativo
7 marzo 2005, n. 82, e provvede, entro tre giorni dalla consegna del
piego al destinatario, a trasmettere con modalita’ telematiche la
copia dell’avviso al mittente. In alternativa, l’operatore postale
genera l’avviso di ricevimento direttamente in formato elettronico ai
sensi dell’articolo 21 del codice di cui al decreto legislativo n. 82
del 2005 e lo trasmette in conformita’ a quanto previsto dal secondo
periodo del presente comma. L’originale dell’avviso di ricevimento
trasmesso in copia e’ conservato presso l’operatore postale, dove il
mittente puo’ ritirarlo.
2. Per ogni piego smarrito, l’operatore postale incaricato
corrisponde un indennizzo nella misura prevista dall’Autorita’ per le
garanzie nelle comunicazioni”;
f) l’articolo 7 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 7. – 1. L’operatore postale consegna il piego nelle mani
proprie del destinatario, anche se dichiarato fallito.
2. Se la consegna non puo’ essere fatta personalmente al
destinatario, il piego e’ consegnato, nel luogo indicato sulla busta
che contiene l’atto da notificare, a persona di famiglia che conviva
anche temporaneamente con lui ovvero addetta alla casa ovvero al
servizio del destinatario, purche’ il consegnatario non sia persona
manifestamente affetta da malattia mentale o abbia eta’ inferiore a
quattordici anni. In mancanza delle persone indicate al periodo
precedente, il piego puo’ essere consegnato al portiere dello stabile
ovvero a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo,
e’ comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.
3. L’avviso di ricevimento e di documenti attestanti la consegna
debbono essere sottoscritti dalla persona alla quale e’ consegnato il
piego e, quando la consegna sia effettuata a persona diversa dal
destinatario, la firma deve essere seguita, su entrambi i documenti
summenzionati, dalla specificazione della qualita’ rivestita dal
consegnatario, con l’aggiunta, se trattasi di familiare,
dell’indicazione di convivente anche se temporaneo.
4. Se il destinatario o le persone alle quali puo’ farsi la
consegna rifiutano di firmare l’avviso di ricevimento pur ricevendo
il piego, ovvero se il destinatario rifiuta il piego stesso o di
firmare documenti attestanti la consegna, il che equivale a rifiuto
del piego, l’operatore postale ne fa menzione sull’avviso di
ricevimento indicando, se si tratti di persona diversa dal
destinatario, il nome ed il cognome della persona che rifiuta di
firmare nonche’ la sua qualita’, appone la data e la propria firma
sull’avviso di ricevimento che e’ subito restituito al mittente in
raccomandazione, unitamente al piego nel caso di rifiuto del
destinatario di riceverlo. Analogamente, la prova della consegna e’
fornita dall’addetto alla notifica nel caso di impossibilita’ o
impedimento determinati da analfabetismo o da incapacita’ fisica alla
sottoscrizione”;
g) l’articolo 8 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 8. – 1. Se le persone abilitate a ricevere il piego in luogo
del destinatario rifiutano di riceverlo, ovvero se l’operatore
postale non puo’ recapitarlo per temporanea assenza del destinatario
o per mancanza, inidoneita’ o assenza delle persone sopra menzionate,
il piego e’ depositato lo stesso giorno presso il punto di deposito
piu’ vicino al destinatario.
2. Per il ritiro della corrispondenza inesitata l’operatore postale
di riferimento deve assicurare la disponibilita’ di un adeguato
numero di punti di giacenza o modalita’ alternative di consegna della
corrispondenza inesitata al destinatario, secondo criteri e tipologie
definite dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, tenuto
conto delle esigenze di riservatezza, sicurezza, riconoscibilita’ ed
accessibilita’ richieste dalla natura del servizio.
3. In ogni caso, deve essere assicurata la diretta supervisione e
responsabilita’ dell’operatore postale, pressoi punti di giacenza o
sulle modalita’ alternative di consegna della corrispondenza
inesitata, in relazione alla custodia ed alle altre attivita’
funzionali al ritiro o alla consegna degli invii.
4. Del tentativo di notifica del piego e del suo deposito e’ data
notizia al destinatario, a cura dell’operatore postale, mediante
avviso in busta chiusa a mezzo lettera raccomandata con avviso di
ricevimento che, in caso di assenza del destinatario, deve essere
affisso alla porta d’ingresso oppure immesso nella cassetta della
corrispondenza dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda. L’avviso
deve contenere l’indicazione del soggetto che ha richiesto la
notifica e del suo eventuale difensore, dell’ufficiale giudiziario al
quale la notifica e’ stata richiesta e del numero di registro
cronologico corrispondente, della data di deposito e dell’indirizzo
del punto di deposito, nonche’ l’espresso invito al destinatario a
provvedere al ricevimento del piego a lui destinato mediante ritiro
dello stesso entro il termine massimo di sei mesi, con l’avvertimento
che la notificazione si ha comunque per eseguita trascorsi dieci
giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata di cui al
periodo precedente e che, decorso inutilmente anche il predetto
termine di sei mesi, l’atto sara’ restituito al mittente.
5. La notificazione si ha per eseguita dalla data del ritiro del
piego, se anteriore al decorso del termine di dieci giorni di cui al
comma 4. In tal caso, l’impiegato del punto di deposito lo dichiara
sull’avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o
dal suo incaricato che ne ha curato il ritiro, e’, entro due giorni
lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione.
6. Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera
raccomandata, di cui al comma 4, senza che il destinatario o un suo
incaricato ne abbia curato il ritiro, l’avviso di ricevimento e’,
entro due giorni lavorativi, spedito al mittente in raccomandazione
con annotazione in calce, sottoscritta dall’operatore postale, della
data dell’avvenuto deposito e dei motivi che l’hanno determinato,
dell’indicazione ‘atto non ritirato entro il termine di dieci giorni’
e della data di restituzione. Trascorsi sei mesi dalla data in cui il
piego e’ stato depositato, il piego stesso e’ restituito al mittente
in raccomandazione con annotazione in calce, sottoscritta
dall’operatore postale, della data dell’avvenuto deposito e dei
motivi che l’hanno determinato, dell’indicazione ‘non ritirato entro
il termine di sei mesi’ e della data di restituzione. Qualora la data
delle eseguite formalita’ manchi sull’avviso di ricevimento o sia,
comunque, incerta, la notificazione si ha per eseguita alla data
risultante da quanto riportato sull’avviso stesso.
7. Fermi i termini sopra indicati, l’operatore postale puo’
consentire al destinatario di effettuare il ritiro digitale dell’atto
non recapitato assicurando l’identificazione del consegnatario ed il
rilascio da parte di quest’ultimo di un documento informatico recante
una firma equipollente a quella autografa”;
h) l’articolo 9 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 9. – 1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 201,
comma 3, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, sono restituiti al mittente in raccomandazione e
con indicazione del motivo del mancato recapito gli invii che non
possono essere consegnati per i seguenti motivi: destinatario
sconosciuto, trasferito, irreperibile, deceduto, indirizzo inesatto,
indirizzo insufficiente, indirizzo inesistente”;
i) l’articolo 11 e’ abrogato;
l) all’articolo 12:
1) al primo comma, le parole: “3 febbraio 1993, n. 29,” sono
sostituite dalle seguenti: “30 marzo 2001, n. 165,”;
2) il secondo e terzo comma sono abrogati;
m) dopo l’articolo 16 e’ aggiunto il seguente:
“Art. 16-bis. – 1. Per quanto non disciplinato dalla presente legge
si applicano le disposizioni internazionali vigenti tra gli Stati”.
97-ter. Ai fini delle notificazioni a mezzo posta, qualunque
riferimento della legislazione vigente all’ufficio postale per mezzo
del quale e’ effettuata la spedizione si intende riferito al “punto
di accettazione” e all’ufficio postale preposto alla consegna si
intende riferito al “punto di deposito”.
97-quater. All’articolo 18 del decreto legislativo 22 luglio 1999,
n. 261, al comma 1 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le
persone addette ai servizi di notificazione a mezzo posta sono
considerate pubblici ufficiali a tutti gli effetti” e, alla rubrica,
sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e persone addette ai
servizi di notificazione a mezzo posta”.
97-quinquies. Le disposizioni di cui ai commi da 97-bis a 97-quater
si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del
provvedimento del Ministero dello sviluppo economico che disciplina
le procedure per il rilascio delle licenze di cui all’articolo 5,
comma 2, secondo periodo, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n.
261. Le disposizioni di cui alla lettera e) del comma 97-bis si
applicano a decorrere dal 1° giugno 2018 ».
462. Al fine di perseguire l’obiettivo della coesione sociale e
territoriale, senza discriminazioni tra gli utenti, in conformita’
alla normativa europea e nazionale, e fermo restando il rispetto
della normativa regolatoria di settore, il contratto di programma tra
il Ministero dello sviluppo economico e il fornitore del servizio
postale universale puo’ comprendere, su richiesta di una delle parti,
a partire dal 1° gennaio 2020, nell’offerta complessiva dei servizi
postali, tenuto conto di ragioni di efficienza e razionalizzazione
della fornitura dei medesimi servizi e valorizzando la presenza
capillare degli uffici postali appartenenti allo stesso fornitore del
servizio postale universale, le attivita’ di raccolta, trasporto,
smistamento e distribuzione di invii postali fino a 5 chilogrammi.
463. Ai sensi dell’articolo 9, commi 2 e 3, della legge 6 ottobre
2017, n. 158, piccoli comuni possono stipulare appositi protocolli
aggiuntivi con il fornitore del servizio postale universale per
ridurre l’attuale discriminazione relativa ai tempi di consegna
effettivi rispetto ai grandi centri abitati e per il conseguimento
degli obiettivi di cui al comma 462 del presente articolo. Il
fornitore del servizio postale universale, nel perseguire obiettivi
di efficienza e razionalizzazione della fornitura del servizio, anche
tenuto conto degli obiettivi di coesione sociale ed economica, si
impegna a valutare prioritariamente eventuali iniziative degli enti
territoriali che possano potenziare l’offerta complessiva dei servizi
in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la
presenza capillare degli uffici postali.
464. Con uno o piu’ regolamenti adottati con decreti del Ministro
dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalita’
tecniche per l’attuazione dei commi 462 e 463 con riferimento ai
singoli regimi interessati.
465. All’articolo 81-bis delle disposizioni per l’attuazione del
codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al
regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, e’ aggiunto, in fine, il
seguente comma:
«Quando il difensore documenta il proprio stato di gravidanza, il
giudice, ai fini della fissazione del calendario del processo ovvero
della proroga dei termini in esso previsti, tiene conto del periodo
compreso tra i due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre
mesi successivi. La disposizione del primo periodo si applica anche
nei casi di adozione nazionale e internazionale nonche’ di
affidamento del minore avendo riguardo ai periodi previsti
dall’articolo 26 del testo unico delle disposizioni legislative in
materia di tutela e sostegno della maternita’ e della paternita’, di
cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Dall’applicazione
del presente comma non puo’ derivare grave pregiudizio alle parti
nelle cause per le quali e’ richiesta un’urgente trattazione ».
466. All’articolo 420-ter del codice di procedura penale, dopo il
comma 5 e’ aggiunto il seguente:
«5-bis. Agli effetti di cui al comma 5 il difensore che abbia
comunicato prontamente lo stato di gravidanza si ritiene
legittimamente impedito a comparire nei due mesi precedenti la data
presunta del parto e nei tre mesi successivi ad esso ».
467. All’articolo 21-quinquies del decreto-legge 27 giugno 2015, n.
83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « 31 dicembre 2017 » sono sostituite
dalle seguenti: « 31 dicembre 2018 »;
b) al comma 3, le parole: « e del 15 per cento per l’anno 2017 »
sono sostituite dalle seguenti: « , del 15 per cento per l’anno 2017
e del 10 per cento per l’anno 2018 ».

468. Ai consiglieri di Stato di cui all’articolo 14 del decreto del
Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, n. 426, spetta il rimborso
delle spese, ai sensi della legge 18 dicembre 1973, n. 836, o, a
scelta dell’interessato, l’indennita’ di trasferta, ai sensi
dell’articolo 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e
successive modificazioni, a titolo risarcitorio indennitario, in
relazione al mantenimento della residenza nel territorio della
provincia di Bolzano, nel limite di spesa pari a 50.000 euro annui a
decorrere dal 2018.
469. Al secondo comma dell’articolo 30 del decreto del Presidente
della Repubblica 16 settembre 1958, n. 916, il terzo e quarto periodo
sono soppressi.
470. Al comma 4 dell’articolo 22 della legge 31 dicembre 2012, n.
247, la parola: « cinque» e’ sostituita dalla seguente:« sei ».
471. All’articolo 2 del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
«2-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di
cui al comma 6-ter del presente articolo rientrano in apposite
gestioni separate del “Fondo unico giustizia”:
a) salvo che nei casi di cui all’articolo 104, primo e secondo
comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e fino al riparto
finale dell’attivo fallimentare, le somme giacenti in conti correnti
accesi a norma dell’articolo 34, primo comma, dello stesso regio
decreto n. 267 del 1942;
b) fino al momento della distribuzione, le somme giacenti in conti
correnti e in depositi a risparmio ricavate nel corso di procedure
esecutive per espropriazione immobiliare;
c) le somme, giacenti in conti correnti e in depositi a risparmio,
oggetto di sequestro conservativo ai sensi dell’articolo 671 del
codice di procedura civile;
d) le somme a qualunque titolo depositate presso Poste Italiane
S.p.A., banche e altri operatori finanziari in relazione a
procedimenti civili contenziosi.
2-ter. Gli utili della gestione finanziaria delle somme di cui al
comma 2-bis, costituiti dal differenziale rispetto al rendimento
finanziario ordinario di cui al comma 6-ter, sono versati all’entrata
del bilancio dello Stato, per la successiva riassegnazione, in misura
pari al 50 per cento, al Ministero della giustizia, al netto degli
interessi spettanti, rispettivamente, ai creditori del fallimento e
all’assegnatario »;
b) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:
«3.1. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano ai beni di cui
ai commi 2 e 2-bis a decorrere dalla data di entrata in vigore del
decreto di cui al comma 6-ter »;
c) dopo il comma 6-bis e’ inserito il seguente:
«6-ter. Le modalita’ di attuazione dei commi 2-bis e 2-ter, anche
in relazione a quanto disposto dal comma 6, sono stabilite con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro della giustizia. Con il medesimo decreto e’ individuato,
relativamente ai procedimenti e alle procedure di cui al comma 2-bis
sorti dopo l’entrata in vigore del decreto di cui al presente comma,
il tasso di interesse attivo di riferimento scelto tra quelli
disponibili sul mercato interbancario per operazioni analoghe e
continuativamente rilevati e pubblicati, che la banca o l’ufficio
postale prescelto deve riconoscere al fine di garantire l’ordinario
rendimento finanziario delle somme depositate. Per i procedimenti e
le procedure di cui al comma 2-bis sorti prima dell’entrata in vigore
del decreto di cui al presente comma il differenziale di cui al comma
2-ter e’ determinato in relazione al tasso di interesse attivo gia’
riconosciuto »;
d) al comma 7, le parole: « Con decreto » sono sostituite dalle
seguenti: « Salvo quanto previsto dai commi 2-bis e 2-ter, con
decreto ».
472. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui
all’articolo 2, comma 6-ter, del decreto-legge 16 settembre 2008, n.
143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n.
181, all’articolo 34 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) nel primo comma, le parole da: « Su » fino a: « capitale » sono
soppresse;
b) nel terzo comma, dopo la parola: « delegato » sono aggiunte le
seguenti: « e, nel periodo di intestazione “Fondo unico giustizia”
del conto corrente, su disposizione di Equitalia Giustizia SpA ».
473. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari
in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo l’articolo 238 (L) e’
inserito il seguente:
«Art. 238-bis (L) (Attivazione delle procedure di conversione delle
pene pecuniarie non pagate). – 1. Entro la fine di ogni mese l’agente
della riscossione trasmette all’ufficio, anche in via telematica, le
informazioni relative allo svolgimento del servizio e all’andamento
delle riscossioni delle pene pecuniarie effettuate nel mese
precedente. L’agente della riscossione che viola la disposizione del
presente comma e’ soggetto alla sanzione amministrativa di cui
all’articolo 53 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, e si
applicano le disposizioni di cui agli articoli 54, 55 e 56 del
predetto decreto.
2. L’ufficio investe il pubblico ministero perche’ attivi la
conversione presso il magistrato di sorveglianza competente, entro
venti giorni dalla ricezione della prima comunicazione da parte
dell’agente della riscossione, relativa all’infruttuoso esperimento
del primo pignoramento su tutti i beni.
3. Ai medesimi fini di cui al comma 2, l’ufficio investe, altresi’,
il pubblico ministero se, decorsi ventiquattro mesi dalla presa in
carico del ruolo da parte dell’agente della riscossione e in mancanza
della comunicazione di cui al comma 2, non risulti esperita alcuna
attivita’ esecutiva ovvero se gli esiti di quella esperita siano
indicativi dell’impossibilita’ di esazione della pena pecuniaria o di
una rata di essa.
4. Nei casi di cui ai commi 2 e 3, sono trasmessi al pubblico
ministero tutti i dati acquisiti che siano rilevanti ai fini
dell’accertamento dell’impossibilita’ di esazione.
5. L’articolo di ruolo relativo alle pene pecuniarie e’ sospeso
dalla data in cui il pubblico ministero trasmette gli atti al
magistrato di sorveglianza competente.
6. Il magistrato di sorveglianza, al fine di accertare l’effettiva
insolvibilita’ del debitore, puo’ disporre le opportune indagini nel
luogo del domicilio o della residenza, ovvero dove si abbia ragione
di ritenere che lo stesso possieda altri beni o cespiti di reddito e
richiede, se necessario, informazioni agli organi finanziari.
7. Quando il magistrato di sorveglianza competente accerta la
solvibilita’ del debitore, l’agente della riscossione riavvia le
attivita’ di competenza sullo stesso articolo di ruolo.
8. Nei casi di conversione della pena pecuniaria o di rateizzazione
della stessa o di differimento della conversione di cui all’articolo
660, comma 3, del codice di procedura penale, l’ufficio ne da’
comunicazione all’agente della riscossione, anche ai fini del
discarico per l’articolo di ruolo relativo.
9. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 trovano applicazione
anche per le partite di credito per le quali si e’ gia’ provveduto
all’iscrizione a ruolo alla data di entrata in vigore delle medesime
».
474. All’articolo 2751-bis, numero 2), del codice civile, dopo le
parole: « le retribuzioni dei professionisti » sono inserite le
seguenti: « , compresi il contributo integrativo da versare alla
rispettiva cassa di previdenza ed assistenza e il credito di rivalsa
per l’imposta sul valore aggiunto, ».
475. E’ istituito presso il Ministero della giustizia un fondo, con
una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2018, di 20 milioni di
euro per l’anno 2019 e di 30 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020, da destinare con decreti del Ministro dell’economia e
delle finanze all’attuazione delle disposizioni di cui alla legge 23
giugno 2017, n. 103, in materia di riforma del processo penale e
dell’ordinamento penitenziario.
476. All’articolo 7 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
«4. Alle dipendenze del Garante nazionale, che si avvale delle
strutture e delle risorse messe a disposizione dal Ministro della
giustizia, e’ istituito un ufficio nel numero massimo di 25 unita’ di
personale, di cui almeno 20 dello stesso Ministero e, in posizione di
comando, non piu’ di 2 unita’ del Ministero dell’interno e non piu’
di 3 unita’ degli enti del Servizio sanitario nazionale, che
conservano il trattamento economico in godimento, limitatamente alle
voci fisse e continuative, con oneri a carico delle amministrazioni
di provenienza sia in ragione degli emolumenti di carattere
fondamentale che per gli emolumenti accessori di carattere fisso e
continuativo. Gli altri oneri relativi al trattamento accessorio sono
posti a carico del Ministero della giustizia. Il predetto personale
e’ scelto in funzione delle conoscenze acquisite negli ambiti di
competenza del Garante. La struttura e la composizione dell’ufficio
sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, di concerto con il Ministro della giustizia, il Ministro
dell’interno e il Ministro dell’economia e delle finanze »;
b) il comma 5-bis e’ sostituito dal seguente:
«5-bis. Per il funzionamento del Garante nazionale e’ autorizzata
la spesa di euro 200.000 per ciascuno degli anni 2016 e 2017 e di
euro 300.000 annui a decorrere dall’anno 2018 ».
477. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al
comma 4 dell’articolo 7 del decreto-legge n. 146 del 2013, come
modificato dal comma 476, lettera a), e’ adottato entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
478. Il Ministero della giustizia e’ autorizzato nell’anno 2018, in
aggiunta alle facolta’ assunzionali previste dalla normativa vigente,
ad assumere magistrati ordinari vincitori di concorso gia’ bandito
alla data di entrata in vigore della presente legge.
479. Per le finalita’ di cui al comma 478, e’ autorizzata la spesa
nel limite di euro 10.646.068 per l’anno 2018, di euro 25.461.095 per
l’anno 2019, di euro 27.843.664 per l’anno 2020, di euro 28.391.450
per l’anno 2021, di euro 36.014.275 per l’anno 2022, di euro
36.226.732 per l’anno 2023, di euro 36.878.367 per l’anno 2024, di
euro 37.638.610 per l’anno 2025, di euro 38.290.249 per l’anno 2026 e
di euro 39.050.492 a decorrere dall’anno 2027.
480. Al fine di agevolare la definizione dei processi
amministrativi pendenti e di ridurre ulteriormente l’arretrato, a
decorrere dal 1° gennaio 2018, nella tabella A allegata alla legge 27
aprile 1982, n. 186, il numero dei presidenti di sezione del
Consiglio di Stato e’ aumentato di una unita’, quello dei consiglieri
di Stato di sette unita’, quello dei referendari dei tribunali
amministrativi regionali di quindici unita’.
481. Per le finalita’ di cui al comma 480, e’ autorizzata, a
decorrere dal 1° gennaio 2018, l’indizione di concorsi pubblici e,
conseguentemente, l’assunzione delle corrispondenti unita’ di
magistrati.
482. In considerazione della riduzione dell’arretrato conseguente
all’applicazione del comma 481, a decorrere dal 1° gennaio 2023,
nella tabella A allegata alla legge 27 aprile 1982, n. 186, come
incrementata per effetto del comma 480, il numero dei presidenti di
sezione del Consiglio di Stato e’ ridotto di una unita’, quello dei
consiglieri di Stato di due unita’, quello dei referendari dei
tribunali amministrativi regionali di cinque unita’ e le relative
posizioni, se coperte da personale in servizio, sono considerate
soprannumerarie.
483. Per l’attuazione dei commi da 480 a 482 e’ autorizzata la
spesa di euro 3.502.809,62 per l’anno 2018, di euro 3.539.585,64 per
l’anno 2019, di euro 3.565.894,07 per l’anno 2020, di euro
3.924.157,49 per l’anno 2021, di euro 4.129.297,51 per l’anno 2022,
di euro 4.153.105,16 per l’anno 2023, di euro 4.183,938,58 per l’anno
2024, di euro 4.267.480,74 per l’anno 2025, di euro 4.967.696,29 per
l’anno 2026 e di euro 4.972.102,54 a decorrere dall’anno 2027.
484. Agli oneri di cui al comma 483 si provvede mediante
corrispondente utilizzo delle risorse provenienti dall’attuazione
delle disposizioni di cui all’articolo 37, comma 10, secondo periodo,
del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, iscritte nel
bilancio autonomo del Consiglio di Stato, per la quota destinata alle
spese di funzionamento degli uffici giudiziari.
485. Al fine di assicurare all’Avvocatura dello Stato
l’espletamento dei compiti ad essa assegnati dalla legge, le
dotazioni organiche degli avvocati dello Stato e dei procuratori
dello Stato sono aumentate, rispettivamente, di venti unita’. La
tabella A di cui alla legge 3 aprile 1979, n. 103, e’
conseguentemente modificata. Le procedure concorsuali per le
conseguenti assunzioni, disciplinate con decreto dell’Avvocato
generale dello Stato, sono disposte anche in deroga ai vincoli in
materia di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni, nonche’ in
deroga ai limiti assunzionali previsti dalla normativa vigente in
materia di turn over. A tal fine e’ autorizzata la spesa nel limite
di euro 2.744.515 per l’anno 2018, di euro 4.048.015 per l’anno 2019,
di euro 4.444.391 per l’anno 2020, di euro 4.717.550 per l’anno 2021,
di euro 4.756.454 per l’anno 2022, di euro 5.272.762 per l’anno 2023,
di euro 5.309.054 per l’anno 2024, di euro 5.440.072 per l’anno 2025,
di euro 6.406.433 per l’anno 2026 e di euro 6.456.286 a decorrere
dall’anno 2027.
486. Al medesimo fine di cui al comma 485, all’articolo 9, comma 4,
del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al primo periodo, il numero: « 50 » e’ sostituito dal seguente:
« 75 »;
b) il secondo periodo e’ soppresso.
487. All’articolo 13-bis della legge 31 dicembre 2012, n. 247, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, le parole: « tenuto conto dei » sono sostituite
dalle seguenti: « e conforme ai »;
b) al comma 5, alinea, le parole: « , salvo che siano state oggetto
di specifica trattativa e approvazione, » sono soppresse;
c) al comma 6:
1) le parole: « lettere a) e c) » sono sostituite dalle seguenti: «
lettere a), b), c), d), e), g), h) e i) »;
2) le parole: « anche qualora siano state oggetto di trattativa e
approvazione » sono soppresse;
d) il comma 9 e’ abrogato.
488. All’articolo 19-quaterdecies del decreto-legge 16 ottobre
2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
2017, n. 172, dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente:
«4-bis. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli
agenti della riscossione, che garantiscono, comunque, al momento del
conferimento dell’incarico professionale, la pattuizione di compensi
adeguati all’importanza dell’opera, tenendo conto, in ogni caso,
dell’eventuale ripetitivita’ delle prestazioni richieste ».
489. Al fine di favorire la piena funzionalita’ degli uffici
giudiziari, il Ministero della giustizia e’ autorizzato, con le
modalita’ di cui all’articolo 1, commi 2-bis e 2-ter, del
decreto-legge 30 giugno 2016, n. 117, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 agosto 2016, n. 161, ad assumere, nell’ambito
dell’attuale dotazione organica, per il triennio 2018-2020, con
contratto di lavoro a tempo indeterminato, un ulteriore contingente
massimo di 1.400 unita’ di personale amministrativo non dirigenziale
da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazione giudiziaria.
490. Per lo svolgimento delle procedure concorsuali necessarie
all’attuazione del comma 489 e’ autorizzata la spesa di euro
2.000.000 per l’anno 2018.
491. Per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 489 e 490,
e’ autorizzata la spesa nel limite di euro 26.704.640 per l’anno 2018
e di euro 49.409.280 annui a decorrere dall’anno 2019, cui si
provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui
all’articolo 1, comma 96, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
492. Le risorse certe e stabili del Fondo per le politiche di
sviluppo delle risorse umane e per la produttivita’ dell’Agenzia
delle entrate sono incrementate, a valere sui finanziamenti
dell’Agenzia stessa, di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018
e di ulteriori 10 milioni di euro a decorrere dal 2019. Agli oneri
derivanti dal precedente periodo, valutati in termini di
indebitamento netto in euro 5,2 milioni di euro per l’anno 2018 e a
10,4 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019, si provvede mediante
riduzione del fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.
493. All’articolo 13 del decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n. 46,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « biennio 2017-2018 » sono sostituite
dalle seguenti: « triennio 2017-2019» e le parole: «60 unita’» dalle
seguenti: « 296 unita’ »;
b) il comma 3 e’ sostituito dai seguenti:
« 3. Per le finalita’ di cui al comma 1, e’ autorizzata la spesa di
euro 1.200.000 per l’anno 2017, di euro 3.966.350 per l’anno 2018 e
di euro 11.798.099 a decorrere dall’anno 2019.
3.1. Per lo svolgimento delle procedure concorsuali di cui al comma
1 e’ autorizzata la spesa di euro 500.000 per l’anno 2018 ».
494. All’articolo 37 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 11:
1) al terzo periodo, dopo le parole: «A decorrere dall’anno 2015 »
sono inserite le seguenti: « e fino all’anno 2017 »;
2) dopo il terzo periodo e’ inserito il seguente: «A decorrere
dall’anno 2018, la quota pari a 7,5 milioni di euro di cui al terzo
periodo e’ destinata a fronteggiare le imprevedibili esigenze di
servizio, ivi comprese quelle connesse al conseguimento degli
obiettivi definiti dai programmi di cui al comma 1, ove il
prolungamento dell’orario d’obbligo per il personale amministrativo
degli uffici giudiziari interessati ecceda i limiti orari stabiliti
dalla vigente normativa per il lavoro straordinario; l’autorizzazione
al prolungamento dell’orario d’obbligo oltre i limiti previsti per il
lavoro straordinario e’ disposta, in deroga alla normativa vigente,
con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, fino al limite massimo, per ciascuna
unita’, non superiore a 35 ore mensili »;
b) al comma 12, primo periodo, le parole: « entro il 30 aprile di
ogni anno » sono sostituite dalle seguenti: « entro il 30 aprile di
ciascuno degli anni interessati »;
c) il comma 13 e’ sostituito dal seguente:
« 13. L’organo di autogoverno della magistratura tributaria
provvede al riparto delle somme di cui al comma 11 tra gli uffici
giudiziari che hanno raggiunto gli obiettivi di smaltimento
dell’arretrato di cui al comma 12, secondo le percentuali di cui al
comma 1, e tenuto conto delle dimensioni e della produttivita’ di
ciascun ufficio. Il Presidente del Consiglio di Stato, sentito
l’organo di autogoverno della magistratura amministrativa, provvede
al riparto delle risorse di cui al comma 11-bis tra gli uffici della
giustizia amministrativa, tenendo conto della produttivita’ e delle
dimensioni di ciascun ufficio. Per gli anni 2015, 2016 e 2017, il
Ministro della giustizia, sentito il Consiglio superiore della
magistratura, provvede al riparto delle somme di cui al comma 11 tra
gli uffici della giustizia ordinaria in conformita’ ai criteri di cui
al primo periodo ».
495. Al fine di migliorare la gestione dell’Amministrazione degli
archivi notarili, contenere le spese nonche’ mantenere l’equilibrio
previdenziale dell’ente Cassa nazionale del notariato, alla legge 16
febbraio 1913, n. 89, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 4, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
« 2. La tabella che determina il numero e la residenza dei notai
deve, udite le Corti d’appello e i Consigli notarili, essere rivista
ogni sette anni, sulla base dei criteri indicati al comma 1 e tenuto
anche conto della variazione statistica tendenziale del numero e
della tipologia degli atti ricevuti o autenticati dai notai, e puo’
essere modificata parzialmente anche entro un termine piu’ breve,
quando ne sia dimostrata l’opportunita’ »;
b) all’articolo 65, dopo il terzo comma sono aggiunti i seguenti:
«A decorrere dalla data stabilita con il decreto di cui al nono
comma, il notaio trasmette in via telematica all’Ufficio centrale
degli archivi notarili, in formato digitale, per l’inserimento
nell’archivio centrale informatico, la copia mensile dei repertori,
di cui al primo comma, nonche’ la copia trimestrale del registro
somme e valori, ovvero la certificazione negativa, ed ogni altra
documentazione connessa ed esegue i versamenti ai quali e’ tenuto, a
mezzo degli archivi notarili distrettuali, su conto corrente postale
gestito dall’Ufficio centrale.
L’Amministrazione degli archivi notarili versa, nei termini
previsti per gli archivi notarili distrettuali dalla normativa
vigente, le somme riscosse per conto del Consiglio nazionale del
notariato e della Cassa nazionale del notariato, trattenendo un aggio
nella misura del 2 per cento.
Il controllo della liquidazione delle tasse e dei contributi e
degli importi versati dai notai e l’applicazione e la riscossione
delle sanzioni previste per tardivo o mancato pagamento spetta
all’archivio notarile distrettuale.
I dati estratti dalle copie dei repertori tenuti nell’archivio
centrale informatico sostituiscono l’indice delle parti intervenute
negli atti, previsto dall’articolo 114.
L’Amministrazione degli archivi notarili provvede alla
dematerializzazione delle copie mensili di cui al presente articolo
conservate su supporto cartaceo dagli archivi notarili.
Con uno o piu’ decreti del Ministro della giustizia, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione, sentiti il Consiglio
nazionale del notariato, il Garante per la protezione dei dati
personali e l’Agenzia per l’Italia digitale, sono determinate, nel
rispetto del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n.
82, le norme di attuazione delle disposizioni che riguardano le
modalita’ di formazione e trasmissione telematica delle copie di cui
al quarto comma, i versamenti di cui al quarto e quinto comma, la
conservazione, la ricerca e la consultazione dei documenti e dei dati
inseriti nell’archivio centrale informatico. Sono altresi’ stabilite
le date di entrata in vigore delle predette disposizioni e le date
della cessazione dell’obbligo di eseguire i corrispondenti
adempimenti presso gli archivi notarili distrettuali »;
c) all’articolo 93-ter e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
« 1-bis. Agli atti funzionali al promovimento del procedimento
disciplinare si applica l’articolo 8, comma 2, della legge 10 ottobre
1990, n. 287 ».
496. Alla lettera b-bis) del terzo comma dell’articolo 1 della
legge 6 agosto 1926, n. 1365, le parole: « in tre precedenti concorsi
» sono sostituite dalle seguenti: « in cinque precedenti concorsi ».
497. All’articolo 5, primo comma, numero 5), della legge 16
febbraio 1913, n. 89, dopo le parole: « continuativamente dopo la
laurea » sono inserite le seguenti: « anche dopo la cancellazione dal
registro dei praticanti in conformita’ al regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137 ».
498. All’articolo 21-quater, comma 1, del decreto-legge 27 giugno
2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2015, n. 132, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « e di ufficiale giudiziario » sono sostituite dalle
seguenti: « , di ufficiale giudiziario, di contabile, di assistente
informatico e di assistente linguistico »;
b) le parole: « di funzionario giudiziario e di funzionario
dell’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti (UNEP) » sono
sostituite dalle seguenti: « di funzionario giudiziario, di
funzionario dell’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti (UNEP),
di funzionario contabile, di funzionario informatico e di funzionario
linguistico ».
499. L’articolo 13 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228,
e’ sostituito dal seguente:
«Art. 13. (Distretti del cibo). – 1. Al fine di promuovere lo
sviluppo territoriale, la coesione e l’inclusione sociale, favorire
l’integrazione di attivita’ caratterizzate da prossimita’
territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto
ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e
salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le
attivita’ agricole e agroalimentari, sono istituiti i distretti del
cibo.
2. Si definiscono distretti del cibo:
a) i distretti rurali quali sistemi produttivi locali di cui
all’articolo 36, comma 1, della legge 5 ottobre 1991, n. 317,
caratterizzati da un’identita’ storica e territoriale omogenea
derivante dall’integrazione fra attivita’ agricole e altre attivita’
locali, nonche’ dalla produzione di beni o servizi di particolare
specificita’, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e
territoriali, gia’ riconosciuti alla data di entrata in vigore della
presente disposizione;
b) i distretti agroalimentari di qualita’ quali sistemi produttivi
locali, anche a carattere interregionale, caratterizzati da
significativa presenza economica e da interrelazione e
interdipendenza produttiva delle imprese agricole e agroalimentari,
nonche’ da una o piu’ produzioni certificate e tutelate ai sensi
della vigente normativa europea o nazionale, oppure da produzioni
tradizionali o tipiche, gia’ riconosciuti alla data di entrata in
vigore della presente disposizione;
c) i sistemi produttivi locali caratterizzati da una elevata
concentrazione di piccole e medie imprese agricole e agroalimentari,
di cui all’articolo 36, comma 1, della legge 5 ottobre 1991, n. 317;
d) i sistemi produttivi locali anche a carattere interregionale,
caratterizzati da interrelazione e interdipendenza produttiva delle
imprese agricole e agroalimentari, nonche’ da una o piu’ produzioni
certificate e tutelate ai sensi della vigente normativa europea,
nazionale e regionale;
e) i sistemi produttivi locali localizzati in aree urbane o
periurbane caratterizzati dalla significativa presenza di attivita’
agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree;
f) i sistemi produttivi locali caratterizzati dall’interrelazione e
dall’integrazione fra attivita’ agricole, in particolare quella di
vendita diretta dei prodotti agricoli, e le attivita’ di prossimita’
di commercializzazione e ristorazione esercitate sul medesimo
territorio, delle reti di economia solidale e dei gruppi di acquisto
solidale;
g) i sistemi produttivi locali caratterizzati dalla presenza di
attivita’ di coltivazione, allevamento, trasformazione, preparazione
alimentare e agroindustriale svolte con il metodo biologico o nel
rispetto dei criteri della sostenibilita’ ambientale, conformemente
alla normativa europea, nazionale e regionale vigente;
h) i biodistretti e i distretti biologici, intesi come territori
per i quali agricoltori biologici, trasformatori, associazioni di
consumatori o enti locali abbiano stipulato e sottoscritto protocolli
per la diffusione del metodo biologico di coltivazione, per la sua
divulgazione nonche’ per il sostegno e la valorizzazione della
gestione sostenibile anche di attivita’ diverse dall’agricoltura.
Nelle regioni che abbiano adottato una normativa specifica in materia
di biodistretti o distretti biologici si applicano le definizioni
stabilite dalla medesima normativa.
3. Le regioni e le province autonome provvedono all’individuazione
dei distretti del cibo e alla successiva comunicazione al Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali, presso il quale e’
costituito il Registro nazionale dei distretti del cibo.
4. Al fine di sostenere gli interventi per la creazione e il
consolidamento dei distretti del cibo si applicano le disposizioni
relative ai contratti di distretto, di cui all’articolo 66, comma 1,
della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
5. I criteri, le modalita’ e le procedure per l’attuazione degli
interventi di cui al comma 4 sono definiti con decreto del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il
Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione.
6. Per le finalita’ di cui al comma 4 e’ autorizzata la spesa di 5
milioni di euro per l’anno 2018 e di 10 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2019.
7. Al fine di valorizzare la piena integrazione fra attivita’
imprenditoriali ai sensi della lettera f) del comma 2, al comma 8-bis
dell’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, dopo
le parole: “nell’ambito dell’esercizio della vendita diretta e’
consentito” sono inserite le seguenti: “vendere prodotti agricoli,
anche manipolati o trasformati, gia’ pronti per il consumo, mediante
l’utilizzo di strutture mobili nella disponibilita’ dell’impresa
agricola, anche in modalita’ itinerante su aree pubbliche o private,
nonche'” ».
500. Al fine di potenziare le attivita’ volte alla realizzazione
degli obiettivi che l’Italia si e’ impegnata a raggiungere
nell’ambito dello sviluppo sostenibile e degli obiettivi indicati nel
documento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite « Agenda 2030 per
lo sviluppo sostenibile », nonche’ per la realizzazione di eventi e
iniziative ad essi collegati, a partire dalla candidatura dell’Italia
a ospitare la 26° sessione della Convenzione quadro delle Nazioni
Unite sui cambiamenti climatici, e in continuita’ con EXPO 2015 e con
la Carta di Milano, e’ autorizzata la spesa di 500.000 euro per
ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, a favore del Milan Center for
Food Law and Policy.
501. Per il potenziamento delle azioni di promozione del Made in
Italy agroalimentare all’estero e l’internazionalizzazione delle
imprese italiane, all’articolo 1, comma 202, quinto periodo, della
legge 23 dicembre 2014, n. 190, dopo le parole: « pari a 2,5 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, » sono inserite le
seguenti: « nonche’ a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018
e 2019 e a 3 milioni di euro per l’anno 2020, ».
502. Con il termine « enoturismo » si intendono tutte le attivita’
di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite
nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti
utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la
commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in
abbinamento ad alimenti, le iniziative a carattere didattico e
ricreativo nell’ambito delle cantine.
503. Allo svolgimento dell’attivita’ enoturistica si applicano le
disposizioni fiscali di cui all’articolo 5 della legge 30 dicembre
1991, n. 413. Il regime forfettario dell’imposta sul valore aggiunto
di cui all’articolo 5, comma 2, della legge n. 413 del 1991 si
applica solo per i produttori agricoli di cui agli articoli 295 e
seguenti della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre
2006.
504. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dei beni e delle attivita’
culturali e del turismo, adottato d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti linee guida e
indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualita’,
con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del
territorio, per l’esercizio dell’attivita’ enoturistica.
505. L’attivita’ enoturistica e’ esercitata, previa presentazione
al comune di competenza della segnalazione certificata di inizio
attivita’ (SCIA), ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto
1990, n. 241, in conformita’ alle normative regionali, sulla base dei
requisiti e degli standard disciplinati dal decreto di cui al comma
504.
506. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, da adottare entro il 31 gennaio di ciascuna delle
annualita’ 2018, 2019 e 2020, ai sensi dell’articolo 34, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le
percentuali di compensazione applicabili agli animali vivi delle
specie bovina e suina sono innalzate, per ciascuna delle annualita’
2018, 2019 e 2020, rispettivamente in misura non superiore al 7,7 per
cento e all’8 per cento. L’attuazione delle disposizioni di cui al
periodo precedente non puo’ comportare minori entrate superiori a 20
milioni di euro annui.
507. Al fine di assicurare la realizzazione di interventi urgenti
diretti a fronteggiare le emergenze nel settore avicolo, e’
istituito, nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, il Fondo per l’emergenza avicola,
con una dotazione di 15 milioni di euro per l’anno 2018 e 5 milioni
di euro per l’anno 2019, per le seguenti finalita’:
a) interventi per favorire la ripresa dell’attivita’ economica e
produttiva di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 29 marzo
2004, n. 102, a favore delle imprese agricole operanti nel settore
avicolo che non hanno sottoscritto polizze assicurative agevolate a
copertura dei rischi, la cui attivita’ e’ limitata o impedita dalle
prescrizioni sanitarie adottate per impedire la diffusione della
malattia;
b) rafforzamento del sistema di sorveglianza e prevenzione
dell’influenza aviaria.
508. Il Fondo di cui al comma 507 e’ finanziato, per la finalita’
di cui alla lettera a), mediante riduzione di 5 milioni di euro per
l’anno 2018 dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 4 della
legge 23 dicembre 1999, n. 499; per la finalita’ di cui alla lettera
b), nella misura di 10 milioni di euro per l’anno 2018 mediante
utilizzo delle risorse destinate alla realizzazione di specifici
obiettivi del Piano sanitario nazionale, ai sensi dell’articolo 1,
comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
509. Con decreto di natura non