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Fiera Didacta Italia

Firenze Fiera organizza la terza edizione – Voce del verbo Innovare – della Fiera Didacta Italia che si svolge presso la Fortezza da Basso di Firenze dal 9 all’11 ottobre 2019.

L’edizione 2019 è dedicata a Leonardo da Vinci morto ad Amboise il 2 maggio del 1519.

Nota 10 settembre 2019, AOODGOSV 18945
Terza edizione della Fiera Didacta Italia – Firenze, 9-11 ottobre 2019


Scuola, presentata al Miur Fiera Didacta Italia 2019 

Oltre 180 eventi e più di 500 ore di formazione per il personale della scuola nella tre giorni fiorentina

Tra le novità, il Padiglione “Scuola=Futuro” e l’Area Green

Roma, 19 settembre 2019 – Dal 9 all’11 ottobre la città di Firenze ospita alla Fortezza da Basso la terza edizione di Fiera Didacta Italia (con orario dalle 9.00 – 18.30), l’appuntamento fieristico dedicato alla scuola rivolto a docenti, dirigenti scolastici, educatori, formatori, professionisti e imprenditori del settore scuola e tecnologia. 

La manifestazione, dedicata a Leonardo nel quinto centenario della sua morte e inserita dal Ministero dell’Istruzione fra gli eventi previsti dal piano pluriennale di formazione dei docenti, è stata presentata questa mattina a Roma al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), dal Ministro Lorenzo Fioramonti, da Cristina Grieco, Assessora all’Istruzione e Formazione della Regione Toscana, da Sara Funaro, Assessora all’Università e Ricerca del Comune di Firenze, Giovanni Biondi, Presidente di Indire, e da Wassilios Emmanuel Fthenakis, presidente onorario di Didacta International.

Dopo il successo dell’edizione 2018 (+23% dei biglietti venduti rispetto all’edizione precedente con oltre 23.000 partecipanti a seminari e eventi, più di 100.000 persone raggiunte sui social)Didacta Italia si conferma l’appuntamento annuale di riferimento in Italia per il lancio di nuove proposte per la scuola del futuro.

Nel 2019 la Fiera si distribuisce su 5 padiglioni con una superficie espositiva di oltre 31.000 metri quadri con più di 200 aziende partecipanti, a cui vanno ad aggiungersi le Sale dei Quartieri Monumentali del fortilizio ‘mediceo’. Ad oggi più dell’80% degli eventi formativi è sold out.

Questa terza edizione è organizzata da Firenze Fiera con il coordinamento scientifico di Indire, e con un comitato organizzatore composto anche da Miur, Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Unioncamere, Didacta International, ITKAM e Destination Florence Convention & Visitors Bureau. Fra i partecipanti, numerose istituzioni nazionali ed internazionali, strutture scientifiche e culturali, università, scuole, associazioni, imprese, fondazioni e musei. Il MIUR sarà presente con uno spazio espositivo di circa 500 metri quadri, più grande rispetto all’anno scorso.

«Innovazione, formazione, futuro. Sono tre parole, ma insieme esprimono la stessa idea. L’idea di una scuola che non resta indietro, una scuola che guarda avanti – ha detto il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti -. Didacta offre una occasione importante per conoscersi, confrontarsi, misurarsi. Io credo nella formazione permanente – ha aggiunto il Ministro -. Gli insegnanti, nella propria formazione, devono mettere la stessa passione che chiedono ai loro studenti. La scuola cresce insieme».

L’evento, spin off di Didacta International, la più grande fiera sull’istruzione e la scuola in Europa e fra le più importanti del mondo, fa parte quest’anno anche della Settimana Tedesca in Italia, promossa e organizzata dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania con una serie di eventi, mostre, spettacoli e incontri che si svolgeranno dal 6 al 13 ottobre in tutto il Paese per avviare una riflessione sui rapporti tra Italia e Germania 30 anni dopo la Caduta del Muro di Berlino. 

Tante le novità in campo, a partire dai workshop immersivi (82 in totale), che si svolgeranno in ambienti appositamente attrezzati nei tre piani del padiglione centrale (Padiglione Spadolini), cui si affiancheranno 67 seminari, all’interno dei quali sarà possibile approfondire proposte didattiche all’insegna dell’innovazione. Un’area della manifestazione ospiterà inoltre i debate, condotti direttamente dagli studenti, dove i docenti potranno assistere direttamente a quella che è una attività didattica molto diffusa nelle scuole di oggi. In programma anche 10 convegni con ospiti internazionali, suddivisi per macro aree, come ad esempio “Quando lo spazio insegna” e “Linguaggi e strumenti per apprendere”. Grazie a una collaborazione con gli editori, alcuni convegni affronteranno importanti tematiche: dai libri di testo agli obiettivi dell’inclusione, da “carta sei e carta tornerai” ai “contenuti” (in collaborazione con Associazione Nazionale Presidi), le “competenze” (esperti del mondo del lavoro), fino agli Istituti Tecnici Superiori 4.0 in collaborazione con il MIUR, le Steam e lo sviluppo sostenibile. 

Novità assoluta dell’edizione 2019 è l’iniziativa “SCUOLA=FUTURO: Ex machina. Spazi di apprendimento ed esperienze didattiche per la scuola del futuro”, con riferimento a Leonardo da Vinci. Nel padiglione de “Le Ghiaie”, su una superficie di oltre mille metri quadrati, Indire allestirà due ambienti: uno riservato alla Scuola secondaria e l’altro alla Scuola primaria. Un’articolazione di spazi, arredi e tecnologie integrati, pensati secondo un modello che Indire ha sviluppato in questi anni (si veda il Manifesto 1+4). Nella scuola del futuro gli ambienti, gli arredi e le tecnologie sono progettati per essere funzionali alle attività didattiche secondo uno stretto connubio tra didattica e organizzazione degli spazi. I percorsi proposti sono: il Pantografo, ovvero delle similitudini; l’Odometro, ovvero le misure del mondo

Durante la tre giorni di Didacta Italia, oltre alle attività formative, i partecipanti potranno visitare la ricca sezione espositiva. Sono oltre200 le aziende presenti (main sponsor Samsung – MR Digital), per un’offerta completa di tutte le novità del settore scuola, con le più sofisticate proposte della tecnologia e della robotica, gli arredi scolastici, l’editoria, la cancelleria, i giochi didattici, la formazione, i viaggi studio, la formazione linguistica e l’educazione musicale.

L’edizione 2019 punterà inoltre su nuove sezioni espositive, come la meccatronica (scienza che studia l’integrazione della meccanica con l’elettronica e l’informatica) e la sostenibilità.

Su impulso del protocollo siglato tra MIUR e AidAM (Associazione Italiana di Automazione Meccatronica) verrà allestita un’area espositiva di oltre 150 metri quadrati con la partecipazione di varie aziende leader del comparto impegnate a raccordare la formazione con le esigenze del mondo produttivo dei vari comparti, per una maggiore integrazione fra scuola e lavoro. Durante i tre giorni verranno organizzati corsi formativi per i docenti su vari temi quali “La robotica industriale”, “I sistemi di visione”, “Le basi dell’automazione industriale: dai sensori alla logica di controllo”. 

Ampio spazio sarà dedicato non solo alle Startup e all’innovazione, con il contributo dell’Università di Firenze, ma anche alla sostenibilità, con il coinvolgimento di imprese innovative attive nel campo dell’economia circolare, per un modello di scuola italiana sempre più green che contribuisca, con l’innovazione della didattica e degli strumenti formativi, alla crescita di nuove generazioni, più consapevoli e protagoniste di un futuro sostenibile. 

Per la prima volta a Didacta Italia verrà allestita un’AREA GREEN nella quale, attraverso incontri e presentazioni di progetti e materiali di aziende, si cercherà di rafforzare il rapporto fra il mondo della scuola e dei soggetti, tra cui le imprese, che già praticano processi di sostenibilità per promuovere una società sempre più green fin dall’età scolastica.

«Il programma scientifico che viene proposto a Fiera Didacta Italia – ha spiegato il Presidente di Indire, Giovanni Biondi – aumenterà notevolmente il numero delle occasioni formative per gli insegnanti, per i dirigenti scolastici e per tutti coloro che gravitano attorno ai temi dell’innovazione scolastica. Indire riproporrà anche in questa edizione i workshop immersivi in ambienti appositamente attrezzati, e organizzerà dei seminari e dei debate condotti dagli studenti. Infine, i convegni, molti dei quali con relatori di livello internazionale. La novità maggiore di questa edizione – ha proseguito il Presidente Biondi – riguarda il padiglione di Indire “Scuola=Futuro”. In uno spazio di oltre mille metri quadrati verranno allestiti due ambienti (primaria e secondaria) con arredi e tecnologie integrate, pensati secondo un modello che Indire ha sviluppato in questi anni, documentati anche in varie pubblicazioni. Negli ambienti “del futuro” verranno presentati percorsi dove le tecnologie e le metodologie didattiche rappresenteranno un tutt’uno, proponendo ai docenti un itinerario “alternativo” al classico modello trasmissivo. Con questa novità Fiera Didacta Italia si conferma come l’evento sull’education più importante nel nostro Paese».

«Solo costruendo filiere della formazione all’avanguardia e coerenti con le esigenze di docenti, studenti e coinvolgendo il mondo produttivo è possibile ambire a costruire una scuola che elevi la qualità formativa, puntando su ineludibili esigenze come innovazione e ambiente – ha dichiarato Leonardo Bassilichi, Presidente di Firenze Fiera -. Organizzare alla Fortezza da Basso di Firenze da tre anni Fiera Didacta significa voler investire su questo settore non tanto per incrementare un business ma per dare una mano a costruire un Paese migliore per i nostri ragazzi»

«Le precedenti edizioni sono state un successo tale da confermarci quanto questa tipologia di evento fosse necessaria e quindi, per l’edizione che a breve prenderà avvio, Regione Toscana ha lavorato, anche in collaborazione con l’Ufficio scolastico per la Toscana, per offrire contenuti che siano di arricchimento non solo per i dirigenti scolastici ed i docenti, ma anche per coloro che si occupano di educazione, istruzione e formazione negli Enti Locali poiché, come sappiamo, le Amministrazioni rappresentano uno snodo importante all’interno del sistema scolastico – ha dichiarato l’Assessora all’Istruzione, formazione e lavoro della Regione Toscana, Cristina Grieco -, come Presidente di Tecnostruttura delle Regioni mi preme anche invitare a visitare lo stand “La scuola delle Regioni” dove le Regioni italiane porteranno esperienze, modalità operative ed attività realizzate sul territorio».

«Siamo orgogliosi di ospitare Didacta per il terzo anno consecutivo a Firenze – ha sottolineato l’Assessora all’Educazione del Comune di Firenze, Sara Funaro – Questa fiera, la più importante del mondo della scuola, trasforma la nostra città nella capitale dell’innovazione: nei tre giorni di lavori, a cui partecipano dirigenti scolastici, insegnanti e professionisti del settore si gettano infatti le basi per il futuro della scuola italiana, che sarà sempre più digitale e tecnologica, come lo è la nuova scuola Dino Compagni appena inaugurata a Firenze».

«Fiera Didacta Italia – ha aggiunto Wassilios Emmanuel Fthenakis, Presidente Onorario Didacta International – ha superato le nostre aspettative. È un evento di grande qualità. La terza edizione, stabilizzando la qualità, si concentrerà sulla relazione tra modelli di apprendimento analogici e digitali orientati alla modernizzazione del sistema educativo. Con un’attenzione particolare alle opportunità che il sistema digitale offre all’innovazione dei processi educativi».

Per iscrizioni e informazioni:  fieradidacta.it – didacta@firenzefiera.it    

Media Education Campus

Il MEC promuove un’esperienza gratuita ed intensiva di educazione ai media e al mondo digitale

Le continue innovazioni tecnologiche e la loro rapida diffusione rendono complesso l’approccio alle opportunità offerte dai media e internet. Il progetto Media Education Campus, prodotto dall’Associazione SalernoInFestival e promosso da Miur e MIBAC, nasce da un’idea del Presidente Giuseppe D’Antonio e del Direttore Artistico Luigi Marmo con lo scopo di facilitare il processo di digitalizzazione nell’ambito dell’educazione attraverso la Media Education. Un campus didattico per la valutazione, la comprensione e la diffusione del criterio corretto per vivere il mondo dei media.

L’anteprima dell’evento prevede tre proiezioni cinematografiche rivolte alle scuole nei giorni dall’8 al 10 ottobre 2019 presso il Teatro Augusteo di Salerno. Il Campus, in programma dal 17 al 19 ottobre 2019, nelle location di Palazzo Fruscione, Palazzo Innovazione e nel Complesso Monumentale di Santa Sofia a Salerno, propone seminari, workshop, e incontri con massimi esperti del mondo dei media.

Pier Cesare Rivoltella e Michele Marangi (CREMIT, Università Cattolica di Milano); Dario Guadagno (Wonderlab srl, Innovatics srl); Alex Giordano (Ninjamarketing, IADAS); Alessandra Mauro e Valentina Notarberardino (Casa Editrice Contrasto); Antonio Sellitto (Endemol, DettoFatto Rai2); Boris Sollazzo (Radio24, Ciak, Rolling Stone); Giacomo Pirozzi (UNICEF); la psicologa e mediatrice familiare Loredana Lignola; François Dumont (Medici Senza Frontiere); Norberto González Gaitano (Familyandmedia, Pontificia Università della Santa Croce); Pietro Cavallo e Alfonso Amendola (Università degli Studi di Salerno); Dario Ianneci (CIDI); Michele Buonomo (Legambiente); e Anna Bisogno (Roma3).

Gli iscritti al Campus saranno ospiti del Parco Archeologico di Paestum, sostenitore dell’evento, per sperimentare il progetto di DATABENC (Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali), “Paestum in Realtà Virtuale”.

I numerosi partner dell’evento, tra cui Medici Senza Frontiere, Legambiente, Città della Scienza, Polizia Postale e molti altri ancora contribuiscono all’esperienza formativa dei ragazzi con workshop e laboratori interattivi.

www.mediaeducationcampus.it

LEWIS W. HINE. AMERICAN KIDS

8 OTTOBRE 2019 – 25 GENNAIO 2020

A MILANO PRESSO LA CASA DI VETRO

PER IL PROGETTO:

HISTORY & PHOTOGRAPHY

LA STORIA RACCONTATA DALLA FOTOGRAFIA

“LEWIS W. HINE. AMERICAN KIDS”

NELLE MIGLIORI IMMAGINI DELLA LIBRARY OF CONGRESS, MOLTE DELLE QUALI POCO CONOSCIUTE AL GRANDE PUBBLICO, LE INCHIESTE DEL CELEBRE FOTOGRAFO AMERICANO SULLA CONDIZIONE MINORILE DI POVERI E IMMIGRATI (TRA CUI MOLTISSIMI ITALIANI) NEGLI STATI UNITI DI INIZIO ‘900. HISTORY & PHOTOGRAPHY PROPONE ANCHE UNA NUOVA MODALITÀ DI FRUIZIONE DELLE MOSTRE: PER LA PRIMA VOLTA POSSONO “VISITARLA” VIA INTERNET NON SOLO SCUOLE E UNIVERSITÀ MA ANCHE I PRIVATI.

Come nel film di Sergio Leone “C’era una volta in America”: in anteprima nazionale a la Casa di Vetro (www.lacasadivetro.com) di Milano apre al pubblico l’8 ottobre 2019 dalle 15.30 alle 22.00 l’esposizione “Lewis W. Hine. American Kids”, dedicata alle condizioni di vita e di lavoro dei figli delle classi sociali più povere e degli immigrati (per lo più europei, tra cui tantissimi italiani) negli Stati Uniti dei primi del ‘900. In programma fino al 25 gennaio 2020, la mostra è stata realizzata con le più belle fotografie, molte delle quali poco conosciute, della collezione della National Child Labour Committee conservata negli archivi della Library of Congress. Autore delle immagini è Lewis Wickes Hine, il celebre maestro della fotografia sociale, di ritratto e di reportage che ha ispirato i grandi autori americani degli anni ‘30 (in primis Dorothea Lange). L’iniziativa fa parte di History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia (www.history-and-photography.com), un progetto rivolto al grande pubblico e a scuole e università che ha per obiettivi valorizzare gli archivi fotografici storici (e i relativi autori) rendendoli fruibili a tutti e utilizzare le loro immagini per supportare l’insegnamento della Storia Contemporanea sia dal vivo che via Internet. Per la prima volta la mostra è “visitabile” via internet anche ai privati: è infatti possibile vedere in slideshow manuale la selezione di immagini esposte sugli schermi di casa propria, pagando in base al numero di spettatori. Un nuovo modo di godere dell’arte della fotografia grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia digitale. La mostra partecipa con un evento anche alla prima edizione della manifestazione Milano Gallery Weekend.

Giovanissimi strilloni stanno fumando in un momento di pausa. 9 maggio 1910, St. Louis, Missouri, USA. Foto di Lewis Wickes Hine (1874-1940) © Courtesy Library of Congress, Prints & Photographs Division, National Child Labor Committee Collection

LA MOSTRA 

Come nel film di Sergio Leone “C’era una volta in America”: per il progetto History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia (www.history-and-photography.com), in anteprima nazionale a la Casa di Vetro (www.lacasadivetro.com) di Milano apre al pubblico l’8 ottobre 2019 dalle 15.30 alle 22.00 l’esposizione “Lewis W. Hine. American Kids. ”, dedicata alle condizioni di vita e di lavoro dei figli degli immigrati (per lo più europei, e tra loro tantissimi italiani) e delle classi sociali più povere negli Stati Uniti dei primi del ‘900. In programma fino al 25 gennaio 2020, curata da Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose di Federica Candela (www.effeci-facciamocose.com), la mostra si compone di circa 60 riproduzioni digitali da stampe originali selezionate tra le più belle immagini (tra cui molte poco conosciute) della collezione della National Child Labour Committee, la principale organizzazione privata senza fini di lucro protagonista del movimento nazionale di riforma del lavoro minorile negli Stati Uniti a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La sua missione era quella di promuovere “i diritti, la consapevolezza, la dignità, il benessere e l’educazione dei bambini e dei giovani in relazione al lavoro.” A scattare le foto, oggi conservate alla Library of Congress, Lewis Wickes Hine, il celebre maestro americano della fotografia sociale, di ritratto e di reportage che ha ispirato i grandi autori americani degli anni ‘30 (in primis Dorothea Lange) che hanno raccontato la Grande Depressione e il New Deal del presidente Franklin Delano Roosevelt. 

EVENTO PER I EDIZIONE DI MILANO GALLERY WEEKEND

La mostra partecipa anche alla prima edizione della manifestazione Milano Gallery Weekend con una visita guidata del curatore al solo costo del biglietto d’ingresso venerdì 11 ottobre dalle 18.00 alle 21.00 e con l’apertura straordinaria di domenica 13 ottobre 2019 dalle 15.30 alle 19.30.

IL PROGETTO HISTORY & PHOTOGRAPHY

L’iniziativa fa parte di History & Photography (www.history-and-photography.com), un progetto rivolto al grande pubblico e a scuole e università che ha per obiettivi raccontare la storia con la fotografia (e la storia della fotografia), valorizzare gli archivi fotografici storici (e i relativi autori) sia dal punto di vista documentale che estetico, rendere le loro immagini fruibili a tutti e infine utilizzarle per supportare l’insegnamento della Storia Contemporanea sia dal vivo che via Internet. Ideatori, curatori e produttori del progetto H&P sono Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) e Eff&Ci – Facciamo Cose di Federica Candela (www.effeci-facciamocose.com).

LA NOVITÀ: ANCHE I PRIVATI POSSONO “VISITARE” LA MOSTRA VIA WEB

Una nuova modalità di fruizione della fotografia e delle esibizioni fotografiche offerta dalla tecnologia digitale: per la prima volta la mostra è “visitabile” via internet anche per i privati. È infatti possibile, per chi non può raggiungere la Casa di Vetro di Milano, visionare la selezione di immagini sugli schermi di casa propria in forma di fotogallery in slideshow manuale pagando un fee in base al numero di spettatori (costo minimo € 20,00 per n. 4 spettatori). La fotografia entra così nelle case del grande pubblico e diventa spettacolo culturale di intrattenimento quotidiano – come il cinema, la radio o la televisione – di cui godere da soli o in compagnia.   Fa parte del pacchetto un pdf di approfondimento (lo stesso messo a disposizione in mostra) che racconta non solo le immagini ma anche il loro contesto. Con le stesse modalità è possibile anche vedere alcune delle precedenti mostre realizzate per il progetto H&P.

UN UNICUM IN ITALIA”: L’INNOVATIVA OFFERTA WEB PER SCUOLE E UNIVERSITÀ 

A scuole e università il progetto History & Photography propone visite guidate, foto-proiezioni dal vivo (sia presso la sede espositiva che negli spazi scolastici) e l’innovativa possibilità offerta ai docenti di tutta Italia (per esempio a chi è impossibilitato a visitare l’esposizione con i propri allievi) di utilizzare in classe le foto in mostra per fare lezione (sia mentre è in corso che una volta terminata l’esposizione) visionandole in slide show sulle lavagne digitali. Le modalità di accesso alle immagini prevedono l’utilizzo di un un link riservato e di una password a tempo – una soluzione inedita per rendere concreto il concetto di scuola digitale e connessa. Per i suoi contenuti e i suoi aspetti innovativi in campo educational Rai Scuola ha definito il progetto History & Photography “un unicum in Italia (e forse nel mondo)” – http://www.raiscuola.rai.it/gallery-refresh/i-have-a-dream-la-lotta-per-i-diritti-civili-degli-afroamericani-dalla-segregazione-razziale-a-martin-luther-king/1616/0/default.aspx.

IN ESPOSIZIONE I FOTOREPORTAGE SOTTO COPERTURA DI HINE

Lewis W. Hine realizza le immagini come fotografo investigativo per la NCLC (National Child Labour Committee) tra il 1908 e il 1924. Un lavoro pericoloso che spesso lo rende vittima di minacce di violenza o addirittura di morte da parte di vigilantes, capisquadra delle fabbriche e datori di lavoro della manodopera agricola. Per entrare in miniere e fabbriche, Hine spesso si spacciava per un vigile del fuoco, un venditore di cartoline o fotografo industriale che ritraeva macchinari. Le sue ricerche ci conducono attraverso un universo a se stante composto da giovani e giovanissimi impegnati nella lotta quotidiana per sopravvivere e continuare a inseguire il sogno americano. Un sogno che sembra essersi avvitato su se stesso. Il lavoro minorile infatti, sottopagato e perciò molto richiesto (il 18% della forza lavoro americana ai primi del ‘900 è composto da minori sotto i 16 anni), toglie opportunità ai padri che si ritrovano disoccupati e dipendenti dagli stipendi dei loro figli. Avviliti, frustrati, con la convinzione di essere dei falliti incapaci di mantenere le loro famiglie, quegli stessi padri abbandonano spesso il loro nucleo familiare, costringendo a nuovi sforzi proprio i loro figli, sempre più condannati a una dimensione lavorativa da adulti. Con una logica da fotoreporter, ma con un’estetica da ritrattista, Hine ci racconta la vita sul lavoro e in strada di milioni di ragazzini figli di immigrati e delle classi sociali più povere. Ci mostra infatti il lavoro nei campi, nelle fabbriche, nelle miniere, in strada, nelle case. Li segue mentre recuperano dalle discariche tutto ciò che può essere utile, da rivendere o da bruciare per riscaldarsi. Li riprende nelle scuole, quando hanno la fortuna di poterle frequentare. Indaga sui loro passatempi – i giochi sui marciapiedi, il cinema, il biliardo… E ce li fa infine vedere mentre rubano o stanno agli angoli delle strade in bande violente che si contendono i quartieri o si misurano tra loro quando le squadre di baseball preferite si ritrovano negli stadi, dando vita alla forma moderna di violenza tra tifoserie. 

I MINORI ITALIANI IN USA

In quell’America di inizio ‘900 presa d’assalto dai migranti europei, malvisti dalle classi sociali più povere di meno recente immigrazione, a essere protagonisti della criminalità sono proprio i ragazzi italiani. Dal 1876 al 1900 arrivano negli Stati Uniti circa 800.000 compatrioti. Ma nei primi quindici anni del nuovo secolo la loro presenza si intensifica fino ad arrivare a 3.500.000. Gli Italiani sono solo il 6,5 % della popolazione ma il 30% delle bande giovanili di quartiere, spesso molto violente, è composto proprio da nostri connazionali. Anche nei riformatori i nostri ragazzi raggiungono percentuali simili. Secondo un’inchiesta del 1904, tra i detenuti minorenni nati negli Stati Uniti, i ragazzi italiani rappresentano oltre il 28%, seguiti poi da Russi, Tedeschi e Canadesi. In maggioranza sono condannati per reati di lieve entità: ubriachezza, vagabondaggio e piccoli furti. A spingerli a trasgredire la legge è l’estrema povertà e le paghe spesso misere di lavori duri e precari. Molti poi sono i ragazzi giunti senza famiglia in America alla ricerca di opportunità che spesso non si presentano. Pochi poi sono i minori italiani che frequentano le scuole. A essere penalizzate sono soprattutto le bambine che rimangono a casa per aiutare le madri nei lavori a cottimo (per esempio il confezionamento di abiti). Ma anche i maschi disertano le scuole, spesso per la difficoltà a inserirsi e per le discriminazioni che subiscono – per il modo di parlare, di vestire… Secondo alcune ricerche dell’epoca, il 77% dei ragazzi italiani ha un ritardo scolastico di almeno un paio d’anni rispetto ai coetanei di altra provenienza – è la percentuale più grande tra gli immigrati europei. A subire maggiormente il razzismo della scuola americana verso i nuovi arrivati sono però i figli dei meridionali, considerati diversi da quelli provenienti da famiglie dell’Italia settentrionale e descritti come incapaci perché “mentalmente inferiori”.  Altissima, secondo alcune ricerche, è poi tra gli Italiani immigrati la mortalità infantile sotto i 5 anni: si arriva a punte del 92,2 % contro una media cittadina del 51,5%. A uccidere di più sono morbillo e tubercolosi. E in particolare a essere colpite da quest’ultima malattia sono bambine e ragazze. 

LEWIS WICKES HINE

Sociologo e fotografo, Lewis Wickes Hine (26 settembre 1874 – 3 novembre 1940) usa la macchina fotografica come strumento di riforma sociale. Le sue fotografie sono risultate fondamentali per cambiare le leggi sul lavoro minorile negli Stati Uniti. A indirizzare il suo talento per le immagini è forse la storia personale: rimasto orfano del padre, riesce a frequentare l’Università solo perché lavora sin dall’adolescenza risparmiando i soldi per la sua formazione. Laureato in Sociologia, diventa insegnante a New York City presso la Ethical Culture School, dove incoraggia i suoi studenti a usare la fotografia come mezzo educativo. Conduce le sue lezioni utilizzando le fotografie che ritraggono le migliaia di immigrati che arrivavano ogni giorno nel porto di Ellis Island a New York. Giunto alla conclusione che la fotografia documentaria può essere uno strumento di cambiamento, nel 1907 diventa fotografo dello staff della Russell Sage Foundation, per la quale ritrae la vita nei distretti siderurgici di Pittsburgh, in Pennsylvania. Le sue immagini sono utilizzate per il famoso studio sociologico intitolato The Pittsburgh Survey. Nel 1908 Hine abbandona l’attività di insegnante e diventa il fotografo di punta della National Child Labour Committee (NCLC). Per quasi due decenni (interrompe la collaborazione nel 1924) contribuisce così alla lotta contro il lavoro minorile attraverso immagini che entrano nella Storia delle società contemporanee e della Fotografia. Negli anni della Prima Guerra Mondiale e del primo dopoguerra ritrae anche l’attività di assistenza in Europa della Croce Rossa americana. Dalla seconda metà degli anni ’20 fino ai primi anni ’30, realizza una serie di ritratti con l’obiettivo di mettere in risalto il contributo umano all’industria moderna. Nel 1930, il fotografo è incaricato di documentare la costruzione dell’Empire State Building. Un’impresa che prende molto sul serio assumendosi spesso, per realizzare le sue immagini, gli stessi rischi dei lavoratori che deve ritrarre. Anche in questo caso molte delle sue immagini sono passate alla storia e sono entrate nelle case di milioni di persone per generazioni sottoforma di poster. Durante la Grande Depressione, Hine ha lavorato di nuovo per la Croce Rossa, fotografando per la Tennessee Valley Authority (TVA) e documentando la vita sulle montagne del Tennessee orientale. 

IL CURATORE

Alessandro Luigi Perna è un giornalista pubblicista, un consulente (editoria, fotografia, comunicazione) e un curatore e organizzatore di iniziative con la fotografia sia contemporanea che storica, sia rivolte al grande pubblico che a scuole e università. È specializzato inoltre nella valorizzazione e promozione di archivi di fotografi, agenzie, case editrici, musei, aziende. Fornisce servizi di consulenza a fotografi (progettualità, comunicazione, cura e organizzazione) e gallerie espositive (direzione artistica, organizzazione, gestione spazi, comunicazione). In curriculum ha moltissimi articoli di fotografia, numerose interviste a grandi fotografi internazionali, alcuni volumi fotografici, decine di mostre realizzate con enti pubblici e privati, la cura di tre festival. È stato co-ideatore e co-curatore delle prime tre edizioni di Memorandum – Festival della Fotografia Storica di Biella e Torino, co-curatore della sezione fotografica del festival Urbana di Biella e ideatore, curatore e co-produttore di All you need is photography! Unlimited Edition Photo Festival di Milano. Ha curato mostre in Triennale, Fondazione Stelline di Milano, Casa dei Tre Oci di Venezia, Museo di Arte Contemporanea di Lucca, Museo delle Scienze di Torino, etc. Ha realizzato mostre o fotoproiezioni con gli archivi fotografici di Fiat, Alenia, Pirelli, Olivetti, Unione Industriali Torino, L’Europeo – RCS, Touring Club, Società Geografica Italiana, Museo del Risorgimento di Torino, Musei Civici di Pavia, Università degli Studi di Torino – Museo della Facoltà di Antropologia, Museo del Calcio di Coverciano, etc. E con numerosi archivi internazionali publici e privati tra cui, tra gli altri, quelli dei Musei di Londra, degli US National Archives, della Library of Congress, della US Navy, del US Marine Corp, del Ministerio de Educación, Cultura y Deporte di Madrid, etc. Ha curato esposizioni di numerosi fotografi, viventi e non, tra cui Michel Comte, Roberto Polillo, Cesare Colombo, Romano Cagnoni, Giovanni Porzio, Giancolombo,  Frank Hurley, Gianfranco Moroldo, Santi Visalli, Guido Alberto Rossi, Nicola Ughi, etc. Ha esposto (occupandosi di promozione, coordinamento, organizzazione e/o produzione, etc.) mostre di: Magnum (collettiva), Bruno Barbey (Magnum), Herman Leonard, Pino Ninfa, Roberto Polillo, etc. Da qualche anno con il progetto History & Photography, realizzato in partnership con Eff&Ci – Facciamo Cose di Federica Candela, racconta la Storia della Fotografia e del mondo contemporaneo sia al grande pubblico che ai ragazzi delle scuole con mostre e foto-proiezioni.

EFF&CI – FACCIAMO COSE 

Fornisce servizi a chi opera nella cultura e nel sociale come enti pubblici e associazioni e propone agli artisti dal supporto alle loro esigenze espositive fino alla progettazione, cura, allestimento, esposizione e promozione delle loro mostre. Nel corso di questi anni ha organizzato presso la Casa di Vetro di Milano diverse iniziative espositive – personali e collettive di fotografia, pittura e scultura, di artisti italiani e stranieri. Nell’ambito del progetto History & Photography ha prodotto numerose mostre di fotografia storica.

Titolo:

“Lewis W. Hine. American Kids. Le inchieste del celebre fotografo sulla condizione minorile di poveri e immigrati negli Stati Uniti di inizio ‘900 nelle più belle immagini della Library of Congress”  

Una produzione di: 

Eff&Ci – Facciamo Cose 

A cura di: 

Alessandro Luigi Perna 

Per il progetto:

History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia

Foto di:

Library of Congress

INFORMAZIONI

Apertura al pubblico:

8 ottobre 2019 – ore 15:30 / 22.00

Periodo di esposizione:

8 ottobre 2019 – 25 gennaio 2020

Giorni e orari:

Lunedì, mercoledì, venerdì, sabato dalle 15:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 19:00)

Martedì dalle 15.30 alle 22.00 (ultimo ingresso alle 21:30)

Giovedì e domenica chiusa

Apertura straordinaria per Milano Gallery Weekend:

Domenica 13 ottobre 2019 dalle 15.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 19.00)

Evento per Milano Gallery Weekend:

Visita guidata al costo del solo biglietto di ingresso venerdì 11 ottobre 2019 dalle 18.00 alle 21.00 

Scuole e università:

È possibile per le scuole e le università accedere alla mostra non solo nel consueto orario ma anche al mattino su appuntamento per visite guidate e/o foto-proiezioni commentate. 

Le foto-proiezioni commentate sono proposte anche presso gli spazi di scuole e università. 

È inoltre possibile per i docenti utilizzare via web in autonomia le immagini della mostra (anche a esposizione terminata) tramite un link riservato e una password a tempo.

La mostra via web per i privati: 

È possibile anche per i privati, con le stesse modalità di scuole e università, vedere la mostra via web. 

Le immagini sono supportate da un pdf con didascalie e approfondimenti. Con le stesse modalità è possibile anche vedere alcune delle precedenti mostre realizzate per il progetto H&P. 

Costo minimo: € 20,00 (pari al prezzo di visione per 4 persone)

Per ogni persona aggiuntiva: € 5,00

Biglietti: 

Ingresso – € 5,00

Visite guidate – € 8,00 (minimo gruppi di 8 persone) 

Foto-proiezioni commentate – € 10,00 (minimo gruppi di 15 persone)

Come arrivare 

  • MM3 – fermata piazzale Lodi + filobus 91,92 direzione Stazione Centrale
  • Passante ferroviario – fermata Porta Vittoria 
  • Filobus 90/91, 93 – fermata viale Molise
  • Filobus 92 – fermata via Costanza Arconati
  • Tram 12 – fermata viale Molise
  • Autobus 66 – fermata piazzale Martini
  • Autobus 84 – fermata via Maestri Campionesi

Sede dell’esposizione:

la Casa di Vetro

via Luisa Sanfelice, 3

20137 Milano

Info per il pubblico: 

Tel. 02.55019565 

www.effeci-facciamocose.com

www.history-and-photography.com

www.lacasadivetro.com

VALUTARE LA COMPETENZA INTERCULTURALE

Iscrizione gratuita sulla piattaforma SOFIA del MIUR

VALUTARE LA COMPETENZA INTERCULTURALE

Ad ottobre la Fondazione Intercultura organizza in tutta Italia 12 seminari per dirigenti scolastici e insegnanti sulla valutazione della competenza interculturale.

In tutto il mese di ottobre la Fondazione Intercultura organizza 12 seminari rivolti a dirigenti scolastici e docenti sul tema della valutazione della competenza interculturale

La mobilità studentesca internazionale pone alcune sfide ai Consigli di classe, tra cui la valutazione formale delle competenze acquisite dagli studenti nel corso dell’esperienza all’estero. La Nota ministeriale n. 843 del 10 aprile 2013 Linee di indirizzo sulla mobilità studentesca internazionale individuale incoraggia gli Istituti a svolgere una valutazione globale, considerando sia le competenze disciplinari fondamentali che le competenze trasversali, tra cui quella interculturale. In realtà, durante il processo valutativo degli studenti rientrati da un anno di studio all’estero, i Consigli di classe spesso non dispongono degli strumenti per porre  attenzione alla competenza interculturale.

Per questo motivo la Fondazione Intercultura in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine ha condotto una ricerca per individuare strumenti che permettano di valutare e valorizzare la competenza interculturale degli studenti che hanno partecipato a un programma annuale all’estero.

Un modello di valutazione denominato Protocollo di valutazione Intercultura è stato sviluppato e sperimentato insieme a 113 docenti di quasi ogni parte d’Italia, che avevano uno studente all’estero con un programma Intercultura. Per la rubrica valutativa è stato consultato un gruppo internazionale di 29 esperti. Questo Protocollo, elaborato per e con la scuola, offre agli insegnanti uno strumento facile da utilizzare ma scientificamente attendibile per valutare la competenza interculturale dei loro alunni rientrati da un’esperienza all’estero.

Il Protocollo di valutazione Intercultura si fonda sul modello della competenza interculturale elaborato da Darla Deardorff (2006), sugli indicatori connessi alla mobilità studentesca di Mattia Baiutti (2017) e sul modello di valutazione di competenza elaborato da Mario Castoldi (2009).

Nel mese di ottobre 2019 la Fondazione Intercultura in collaborazione con l’associazione Intercultura promuove sul territorio nazionale dodici corsi regionali di formazione per dirigenti scolastici e docenti connessi al Protocollo di valutazione Intercultura, della durata di un giorno. L’iscrizione alle giornate di formazione è gratuita e si effettua tramite il sito www.fondazioneintercultura.org oppure la piattaforma SOFIA del Ministero dell’Istruzione (iniziativa n. 31322).

I corsi avranno luogo:

  • Lunedì 7 ottobre 2019 – Lecce (Liceo Banzi Bazoli) (ed. 45428)
  • Martedì 8 ottobre 2019 – Caltanissetta (Liceo Ruggero VII) (ed. 45432)
  • Mercoledì 9 ottobre 2019 – Reggio Calabria (Liceo Statale Tommaso Gulli) (ed. 45616)
  • Venerdì 11 ottobre 2019 – Benevento (Istituto Galilei Vetrone) (ed. 49107)
  • Lunedì 14 ottobre 2019 – Macomer (Liceo Galileo Galilei) (ed. 45433)
  • Mercoledì 16 ottobre 2019 – Como (Liceo Alessandro Volta) (ed. 45764)
  • Giovedì 17 ottobre 2019 – Torino (IIS C.I. Giulio) (ed. 46333)
  • Venerdì 18 ottobre 2019 – Verona (Liceo N. Copernico) (ed. 45434)
  • Lunedì 21 ottobre 2019 – Pescara (Liceo Galileo Galilei) (ed. 45880)
  • Mercoledì 23 ottobre 2019 – Ancona (IIS Volterra Elia) (ed. 45763)
  • Venerdì 25 ottobre 2019 – Arezzo (Liceo Francesco Redi) (ed. 45499)

Inoltre  il 24 ottobre si terrà a Bologna la prima giornata di formazione dell’unità formativa “Competenza interculturale e mobilità studentesca all’interno del processo di internazionalizzazione della scuola”. Si tratta di un corso di formazione di due giornate (la prima si terrà il 24 ottobre e la seconda nella primavera 2020) che si svolge nell’ambito del progetto FormazionEuropa, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna (http://www.fondazioneintercultura.it/it/Corsi-di-formazione/COMPETENZA-INTERCULTURALE/). 

Per ulteriori informazioni sul progetto e per scaricare il programma del corso:

Sono aperte le iscrizioni per i programmi all’estero 2020/2021 di Intercultura. Il nuovo bando di concorso di Intercultura mette a disposizione più di 2.000 posti, di cui 1.500 accessibili attraverso borse di studio totali e parziali. I programmi sono rivolti prioritariamente a studenti delle scuole superiori nati tra il 1 luglio 2002 e il 31 agosto 2005 (ovvero, indicativamente di età compresa al momento della partenza tra i 15 e i 18 anni). Per informazioni: www.intercultura.it

La Fondazione Intercultura è ente accreditato per la formazione del personale della scuola con Decreto MIUR del 22 luglio 2010 e adeguato alla Direttiva n.170/2016 in data 1 dicembre 2016 e fornirà pertanto adeguata certificazione.

La Fondazione Intercultura Onlus (www.fondazioneintercultura.org)

La Fondazione Intercultura è stata costituita nel 2007 dall’Associazione Intercultura per mettere a frutto il patrimonio unico di esperienze educative internazionali accumulato nel corso di oltre 60 anni di storia. La Fondazione intende favorire la cultura del dialogo e dello scambio interculturale tra i giovani promuovendo ricerche, programmi e progetti che aiutino le nuove generazioni ad aprirsi al mondo e a vivere da cittadini consapevoli e preparati in una società multiculturale. Vi hanno aderito il Ministero degli Affari esteri e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Del Consiglio direttivo e del comitato scientifico fanno parte eminenti rappresentanti del mondo della cultura, dell’economia e dell’università. La Fondazione è presieduta dall’Ambasciatore Roberto Toscano; Segretario Generale è Roberto Ruffino; del consiglio e del comitato scientifico fanno parte eminenti rappresentanti del mondo della cultura, dell’economia e dell’università. Nel corso della sua attività la Fondazione ha promosso:

  • i convegni internazionali “Tabula Rasa? Neuroscienze e culture” (2019), “Il Silenzio del Sacro” (2017), “Saper vivere insieme. Umanitarismo, riconciliazione, educazione alla convivenza” (2015); “Il corpo e la rete: strumenti di educazione interculturale” (2013); “Ricomporre Babele: educare al cosmopolitismo” (2011); “Identità italiana tra Europa e società multiculturale” (2008)
  • l’“Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca”, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca: www.scuoleinternazionali.org
  • un vasto programma di borse di studio per studenti delle scuole superiori, che consente ogni anno a migliaia di ragazzi di vivere un’esperienza di vita e di studio in oltre 65 Paesi diversi.

EDUCAZIONE CIVICA e CITTADINANZA DIGITALE

EDUCAZIONE CIVICA e CITTADINANZA DIGITALE

Incontro UCIIM  il 26 settembre

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L’emanazione della legge 92 e delle Linee guida per l’Insegnamento dell’Educazione Civica, anche se non sarà attivata nel corrente anno scolastico, sollecita un approccio responsabile alle diverse tematiche educative emergenti ed in particolare alla “Cittadinanza Digitale”.

La Sezione UCIIM di Catania promuove un incontro studio con la guida di un docente esperto del Centro Studi “Giorgio Agosti” di Torino che si avrà luogo giovedì 26 settembre alle ore 16,00 pressol’Auditorium dell’Istituto “Francesco Ventorino“ – Ex San Filippo Neri – Piazza San Domenico Savio (zona Via Vincenzo Giuffrida alta) – Catania.

L’uso dei numerosi strumenti tecnologici digitali che hanno modificato gli stili e i canoni della comunicazione, come si legge nell’art. 5 della legge 92, impegna la scuola a svolgere una diligente azione formativa per educare gli studenti al corretto uso d’internet e per prevenire i molteplici rischi e pericoli.

“Analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati e informazioni digitali” sono dei compiti che si apprendono seguendo una guida e apprendendo le norme comportamentali d’interazione con gli ambienti digitali.

Conoscere le politiche sulla tutela della riservatezza applicate dai servizi digitali sull’uso dei dati personali, è una delle finalità di tale insegnamento che deve arrivare a tutti gli studenti e non può essere confinato nella sola disponibilità e sensibilità di alcuni docenti.

Il Prof. Rodolfo Marchisio, Docente di Pedagogia, Psicologia e Informatica nei corsi parauniversitari della Regione Piemonte, autore di 3 manuali sull’uso delle TIC e del Web nella didattica: “Il mondo della rete spiegato ai e dai ragazzi”, favorirà l’apertura a questa nuova tematica, che contribuisce a “formare cittadini responsabili e attivi e promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale e sociale della comunità”.

Nel corso dell’incontro, coordinato dalla presidente dell’UCIIM, Maria Antonietta Baiamonte, la quale ricorderà la presidente nazionale emerita Cesarina Checcacci, nel trigesimo della scomparsa, sarà presentato dal dirigente Salvatore Impellizzeri il volume curato dal preside Giuseppe Adernò, promotore del primo CCR in Sicilia nel 1993 e coordinatore dei Ragazzi Sindaci: ” La scuola piccola città – Guida per le elezioni del Sindaco e del Consiglio Comunale dei Ragazzi”.

Il progetto del CCR è una lezione di Educazione Civica che si “impara facendo” e la positività degli esiti conseguiti nel tempo dà ragione e conferma dell’eccellente qualità del progetto, quasi “compito di realtà” per un apprendimento efficace.

Saranno illustrate da Daniele Lombardo le innovazioni didattiche mediante l’uso del robot e della  parete interattiva  che trasforma un’intera aula in uno “Smart Environment”, guidando gli studenti al riconoscimento del mondo e all’uso degli oggetti in maniera creativa.

Nel corso degli interventi sarà inoltre presentata la lezione spettacolo di Vincenzo SpampinatoI have a… dream” che guida gli studenti in maniera incantevole per i sentieri dei diritti umani, dei valori della pace, della giustizia, dell’accoglienza e la memoria della Shoah, contribuendo alla modifica dei comportamenti e quindi del modo di pensare, di sentire e di agire e le parole e i messaggi ricevuti diventano azioni concrete. Questo è il senso dell’Educazione civica che la scuola insegna: formare uomini e cittadini.

Ai partecipanti sarà rilasciato l’attestato valido per la formazione ai sensi della direttiva n.170 del 2016.

L’istruzione e la scienza per una nuova speranza

Climate Action Week, 25 settembre al CNR di Roma: “L’istruzione e la scienza per una nuova speranza”

In occasione della Climate Action Week, la settimana di mobilitazione per il clima che si svolgerà dal 20 al 27 settembre per culminare nel terzo sciopero per il clima, la FLC CGIL ha deciso di chiamare a raccolta, per una grande iniziativa pubblica, dirigenti sindacali, docenti, ricercatori e studenti per discutere del tema della crisi climatica ed ecologica e del ruolo del mondo della conoscenza per affrontarla.

L’iniziativa, dal titolo: “L’istruzione e la scienza per una nuova speranza” si svolgerà a partire dalle 10 di mercoledì 25 settembre a Roma, nella sede del CNR di Piazzale Aldo Moro, 7.

Due sessioni di discussione (mattina e pomeriggio) e numerose presenze in programma, a partire da quella del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Lorenzo Fioramonti. Interverranno poi: Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL, Enrico Alleva, presidente della Federazione Italiana Scienze della Natura e dell’Ambiente, Daniela Palma Primo Ricercatore Enea, il Presidente dell’Ispra, Alessandro Bratti, la filosofa Roberta De Monticelli, Andrea Ranieri, esperto di sistemi formativi, Carlo Petrini fondatore di Slow Food, Mario Agostinelli, portavoce del ‘Contratto mondiale per l’energia e il clima’, rappresentanti di Friday For Future Italia, solo per citare alcuni dei nomi. I lavori del pomeriggio saranno coordinati dal direttore di Avvenire, Marco Tarquinio.

Sono previsti inoltre, i contributi video del segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, del climatologo Luca Mercalli e del sociologo Colin Crouch.

In collegamento dall’Artico ci sarà Angelo Viola, capo missione del CNR.

Scientix

A Firenze la conferenza nazionale di Scientix

Un incontro per promuovere le buone pratiche europee di educazione scientifica 

Indire ospita oggi (ore 14.00) e domani (ore 9.00) la Conferenza nazionale di Scientix, la comunità che dal 2009 promuove in Europa la collaborazione tra insegnanti, ricercatori e professionisti che si occupano di STEM, acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics.

L’incontro ha l’obiettivo di incentivare lo scambio e la conoscenza reciproca fra docenti di questi ambiti disciplinari e far emergere l’importanza della community Scientix per lo sviluppo professionale

Durante la conferenza vengono presentati progetti e buone pratiche che spaziano fra i vari settori delle scienze, dalla bioeconomia alla stampa 3D, dall’astronomia al meteo “fai da te”, dal coding in classe ai videogame per apprendere la scienza attraverso il gioco. Tra gli argomenti, anche le architetture scolastiche per le STEM, il ruolo dei docenti ambasciatori Scientix e le possibili strade per motivare gli studenti allo studio delle scienze. All’incontro intervengono i ricercatori di Indire Maria Guida, Serena Goracci, Jessica Niewint e Ciro Minichini che presenteranno le attività dell’Istituto legate alle STEM, oltre ad alcuni docenti che hanno realizzato e stanno già sperimentando in classe buone pratiche di educazione scientifica. 

Il progetto Scientix, coordinato da European Schoolnet, ha l’obiettivo di raccogliere e diffondere a livello internazionale pratiche didattiche innovative per l’insegnamento delle scienze e di rilanciare l’interesse dei più giovani nei confronti di un settore professionale su cui l’Unione Europea sta investendo molto. L’Indire è National Contact Point di Scientix per l’Italia e in questo ruolo si occupa di far conoscere sul territorio nazionale le risorse e le opportunità offerte dalla community (www.scientix.eu).

Rapporto Prove INVALSI 2019


Presentato il 10 luglio 2019 il Rapporto Nazionale INVALSI 2019 presso l’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati.

Le prove INVALSI 2019
Presentazione del Rapporto Nazionale

10 luglio 2019

Camera dei deputati ‐ Aula dei Gruppi Parlamentari Via di Campo Marzio, 78 – Roma

  • Registrazione dei partecipanti
  • Saluti istituzionali
    – Marco Bussetti – Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Apertura lavori
    – Carmela Palumbo – Capo Dipartimento per il Sistema educativo di Istruzione e Formazione MIUR
  • Le rilevazioni INVALSI 2019
    Anna Maria Ajello ‐ Presidente INVALSI
  • I risultati delle prove INVALSI 2019
    Roberto Ricci ‐ Responsabile Area
  • Prove INVALSI Misurare gli apprendimenti: gli scenari futuri (in inglese)
    Andreas Schleicher – Direttore Education & Skills ‐ OCSE
  • Interventi dei partecipanti
  • Modera: Paolo Mazzoli ‐ Direttore Generale INVALSI
  • Conclusione lavori
    Anna Maria Ajello – Presidente INVALSI

Sacra Neapolis

“Sacra Neapolis”, reperti inediti del Mann in mostra nella Basilica della Pietrasanta
Monete, sculture di marmo, iscrizioni dal 22 dicembre nel Lapis Museum
Accordo con l’Osservatorio Vesuviano per “Napoli – storia, arte, vulcani”, un percorso tra la stratigrafia del sottosuolo, un filmato proiettato sul tufo della cavità, 4 videowall interattivi sulle attività sismiche e gouaches su eruzioni
Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli i reperti della collezione dedicata a Napoli antica per la prima volta esposti al pubblico nel cuore stesso del centro storico della città. Verrà inaugurata il 22 dicembre, e resterà fino al 15 settembre 2019, nel Lapis Museum, presso la Basilica della Pietrasanta (piazzetta Pietrasanta, 17 – Napoli), la mostra “Sacra Neapolis – culti, miti, leggende”. Un progetto che nasce dalla collaborazione tra il Mann e l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus per consolidare il già forte legame tra l’Archeologico, da sempre punto di riferimento nel tessuto urbano e simbolo dell’identità cittadina, e la città stessa e il suo territorio, per raccontare la storia di Neapolis greco-romana, dei miti, dei culti, delle manifestazioni del sacro e della religiosità antica.
Miti e culti definiscono l’identità di una comunità e Napoli ha costruito, nel corso dei secoli, un patrimonio religioso e leggendario di grande ricchezza e varietà, conservandone sempre la memoria collettiva e il legame con il passato. Gli aspetti del sacro e della religiosità nella Neapolis greco-romana erano quanto mai numerosi, multiformi e sfaccettati e la tradizione letteraria ci racconta delle tante divinità venerate, di mostri fantastici, di eroi, di riti e cerimonie che affollavano le vie della città. Ritrovare e ricomporre i segni materiali e tangibili dei culti praticati in età greca e romana non è impresa facile in una città da sempre viva e palpitante, che ha conosciuto senza soluzione di continuità ininterrotte sovrapposizioni e trasformazioni nel corso del tempo; rimangono solo brandelli della antica realtà – quali templi, statue, doni e dediche votive; quella che doveva essere la ricchezza dei sacra neapolitana, ovvero dei segni tangibili della religiosità napoletana, non trova sempre una sua coerente testimonianza.
Il percorso espositivo nella cripta della Basilica si propone, allora, di ritessere le fila della originaria memoria storica cittadina e di recuperare segni e simboli del sacro nella città in epoca classica attraverso diverse classi di materiali, la maggior parte provenienti dai depositi dell’Archeologico, dalle monete in argento e bronzo con incisi volti femminili, alle iscrizioni, dalla scultura in marmo tra busti e teste di donna risalenti tra il III e il IV secolo, alle piccole riproduzioni in terracotta componenti la stipe votiva di Caponapoli, per finire alle statue di Iside e Nike, così da ricostruire e restituire qualche labile traccia di quel variegato orizzonte mitico e religioso che definisce l’identità stessa della città antica.
«L’Associazione Pietrasanta Polo Culturale – dichiara il presidente Raffaele Iovine – vuole rilanciare il proprio impegno per la città grazie al modello di collaborazione pubblico-privato, un rapporto educativo e di rispetto reciproco. Nata come Fabrica Ecclesiae si conferma sempre di più una grande Fabbrica della cultura grazie al coinvolgimento di importanti enti come il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l’Osservatorio Vesuviano, per andare sempre più a formare un forte polo culturale dell’arte a Napoli. Un esempio virtuoso che potrà spingere altri imprenditori a comprendere che la cultura in questo momento è la cosa più importante su cui investire, per il futuro della città e delle stesse imprese. Nel 2019 ospiteremo altre grandi mostre in collaborazione con la società Arthemisia». «I reperti della collezione dedicata a Napoli antica per la prima volta sono esposti al pubblico nel cuore del centro storico per raccontare la storia di Neapolis greco-romana, dei miti, dei culti, delle manifestazioni del sacro e della religiosità antica – dichiara Paolo Giulierini, direttore del Mann – Un grande risultato che nasce dal progetto di collaborazione tra il Mann e l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus. Il nostro obiettivo è quello di consolidare sempre più il già forte legame tra il Museo Archeologico Nazionale, la città, il suo territorio operando con realtà significative come l’associazione Pietrasanta». «Di Cultura si può vivere. Soprattutto se si realizza l’intelligente connubio con l’impresa e il digitale – commenta Gianmarco de Stefano, marketing e comunicazione Lapis Museum – l’Arte, la conoscenza, i Saperi sono valori imprescindibili in grado di incidere significativamente al livello socioeconomico anche e soprattutto se unite insieme al mondo delle imprese con le loro tradizioni, i loro brand ed il loro valore. La presidenza e i soci del Polo Pietrasanta hanno inteso quindi promuovere la strutturazione di un comparto specifico in grado di operare nell’area comunicazione con la competenza e la professionalità necessarie a realizzare questo ambizioso obiettivo».
La Pietrasanta si conferma, così, ancora una volta polo culturale ospitando, sempre a partire dal 22 dicembre e fino al 30 marzo 2019, anche “Napoli – storia, arte, vulcani”, mostra in collaborazione con l’INGV – Osservatorio Vesuviano sulla storia del territorio napoletano, risultato dell’attività e della dinamica dei vulcani e della profonda interazione con l’uomo, territorio e processi che hanno ispirato una produzione artistica e culturale di notevole valore.
Un percorso di conoscenza del sottosuolo della città, realizzato nella cavità sotterranea, che si articolerà tra la gigantografia di 5 metri sulla stratigrafia del sottosuolo, i diversi tipi di roccia e un filmato sull’eruzione del Tufo Giallo Napoletano, che verrà proiettato su una suggestiva parete di tufo della cavità. Quattro videowall col touch interattivo consentirà di visualizzare gli epicentri dei terremoti delle aree vulcaniche napoletane, attraverso un sistema presentato per la prima volta al pubblico che replica quello presente nella sala di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano. Inoltre, lungo il tragitto sarà possibile imbattersi in una guida virtuale, il vulcanologo Pietro e la sua amica Strella (un pipistrello) che scoprono il sottosuolo insieme al visitatore, nei fumetti disegnati dalla Scuola Internazionale di Comics Napoli.
A completare l’installazione in Basilica, per la prima volta in esposizione a Napoli, le 15 gouaches del Settecento e dell’Ottocento della collezione dell’Osservatorio Vesuviano, alcune delle quali di pittori famosi, che mostrano le eruzioni del vulcano nei secoli scorsi, quando era in uno stato di attività semipersistente, diverso dall’attuale, con eruzioni spettacolari. Il percorso sarà integrato dalle opere dell’artista Gennaro Regina realizzate durante la 10a edizione di Cities on Volcanoes, tenutosi quest’anno a Napoli, a suggerire il profondo legame tra l’arte, anche moderna, la scienza ed il vulcano. Il ricavato degli ingressi in questa zona verrà devoluto per il progetto “Un Vulcano per la ricerca” che servirà a finanziare un assegno di ricerca sul tema: Napoli, Storia, Arte, Vulcani, da affidare ad un giovane studioso/studiosa, con la supervisione di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che opera a Napoli con la sua sezione Osservatorio Vesuviano.
«L’ideazione e la cura della mostra “Napoli – Storia, Arte, Vulcani” è stata per me un onore ed un privilegio – così Mauro A. Di Vito, vulcanologo curatore della mostra – La mostra avvicinerà i visitatori alla conoscenza del territorio napoletano e della sua storia millenaria, dominata da grandi eruzioni vulcaniche e connotata dall’alternarsi di comunità umane che hanno fortemente interagito con i vulcani. Il territorio viene raccontato anche dalle molteplici espressioni artistiche che si sono sviluppate intorno ad alcuni grandi temi, uno tra tutti i vulcani, rappresentato in una collezione di gouaches dell’osservatorio vulcanologico più antico al mondo. La cornice della Basilica e della splendida cavità sotterranea sottostante, interamente scavata nella roccia più tipica della città, il Tufo Giallo Napoletano. L’arte napoletana è anche espressa nelle forme della cavità sotterranea dove si rilevano tracce di mastri cavatori di almeno 2000 anni e nella quale abbiamo deciso di proiettare un filmato che ricostruisce la dinamica di questa eruzione avvenuta 15.000 anni fa. La collaborazione con la scuola Comics di Napoli ha suscitato in me una nuova sfida: incuriosire anche i più piccoli alla conoscenza della storia di un territorio unico al mondo».
Grazie all’intesa con la Camera di Commercio di Napoli, fino al 31 dicembre lungo il tragitto sarà possibile degustare prodotti tipici con vini del Vesuvio. Inoltre, alle 19, a chiusura della mostra, visite guidate teatralizzate.
Lapis Museum è il risultato di un lungo progetto di riqualificazione del sito, iniziato con la riapertura della Basilica nel 2007, grazie all’operato del Monsignore Vincenzo De Gregorio, proseguito con attività e manifestazioni culturali organizzate dalla nuova gestione dell’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus per valorizzare anche la cripta, l’ipogeo e i cunicoli sottostanti. Oggi la Basilica della Pietrasanta è annoverata fra i siti Unesco della città di Napoli.
ORARI: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20; sabato e domenica dalle 10 alle 21.
INFO – BIGLIETTERIA: 081 192 30 565 – info@polopietrasanta.it

Il Processo di Bologna compie 20 anni

Università, il Processo di Bologna compie 20 anni. Italia capofila della riflessione sui sistemi universitari del futuro

Il 24 e 25 giugno l’evento con il Ministro Bussetti, 200 rettori e oltre mille fra docenti, studenti, ricercatori

Il Processo di Bologna, che ha profondamente ridisegnato i sistemi universitari europei, compie 20 anni. L’Italia sarà protagonista di questo importante compleanno ospitando, il 24 e 25 giugno prossimi, a Bologna, presso Palazzo Re Enzo, un grande incontro pensato per fare il punto sulla Dichiarazione di Bologna del 1999 e per delineare il volto delle Università del futuro che dovranno essere sempre più internazionali, sostenibili, connesse al mercato del lavoro e, soprattutto, pensate per e con gli studenti.

L’evento è organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con  l’Università di Bologna Alma Mater Studiorum sotto l’egida dell’Osservatorio della Magna Charta Universitatum, della European University Association e della European Students’ Union.

All’apertura delle celebrazioni, il 24 giugno alle 16.00, sarà presente il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti.

“L’evento di Bologna è strategico per il futuro del sistema universitario nazionale ed europeo. E l’Italia giocherà una partita da protagonista – sottolinea Bussetti – ospitando un momento di confronto internazionale di altissimo livello che vedrà coinvolti oltre 200 rettori, più di mille tra docenti, studenti e ricercatori del settore accademico, insieme a rappresentanti dei Ministeri e delle organizzazioni internazionali, tutti provenienti da più di settanta Paesi per riflettere sull’eredità della Dichiarazione di Bologna e sul futuro del settore universitario a livello globale”.

“Questo evento rappresenta un momento centrale per immaginare le università dei prossimi vent’anni e oltre”, dichiara il Rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini. “A partire da tre elementi fondamentali: la centralità della figura dello

studente, la propensione del sapere universitario a oltrepassare i confini, il radicamento dell’università nella società. A Bologna si ritroverà una comunità unica, legata da secoli di storia, che attraversa l’Europa e avvicina, nel nome della formazione e dello studio, generazioni diverse di studentesse e di studenti, di professoresse e professori”.

“Siamo di fronte all’evento più importante e di maggiore impatto sull’intero settore universitario a livello globale per il 2019 – sottolinea Luca Lantero, responsabile del Segretariato del Processo di Bologna che è guidato dall’Italia -. A Bologna saranno riuniti tutti gli attori dei sistemi universitari europei e mondiali, docenti, studenti, ricercatori e rappresentanti istituzionali dei diversi Ministeri e delle organizzazioni internazionali. I risultati del consesso, peraltro, serviranno da punto di partenza per stabilire i contenuti del prossimo Comunicato di Roma dei Ministri nel 2020”.

L’Italia torna, dunque, protagonista nel processo di rinnovamento della formazione universitaria europea, proiettata verso il post 2020. La manifestazione del 24 e 25 giugno guarderà, nei suoi contenuti e nelle sue riflessioni, alla riunione dei 48 Ministri dei Paesi dello Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore, in programma a Roma nel giugno 2020 per decidere gli sviluppi del mondo universitario nei prossimi dieci anni. Il nostro Paese è alla guida di questo percorso internazionale, dato che ha ottenuto la presidenza del Segretariato del Processo di Bologna dal 2018 al 2020.

L’obiettivo del Processo di Bologna è, fin dal suo lancio, stabilire regole e strumenti condivisi in tema di mobilità, riconoscimento dei titoli e dei crediti formativi, allineamento della durata dei corsi di studio universitario sul ciclo 3+2, ruolo dell’università all’interno della società e partecipazione degli studenti alla vita degli Atenei. Si tratta di uno dei più rilevanti processi intergovernativi globali di allineamento dei sistemi di istruzione universitaria dei Paesi appartenenti al Consiglio d’Europa.

La due giorni sarà inaugurata, alle 16.00 del 24 giugno, dal corteo dei Rettori che si snoderà dall’Archiginnasio, prima sede stabile dell’Università di Bologna, fino a Palazzo Re Enzo, nel cuore della città. Un momento dall’alto valore simbolico, pensato per celebrare questo importante anniversario.

I lavori saranno aperti dal Rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini. Seguiranno gli interventi dei rappresentati delle principali istituzioni collegate all’Istruzione superiore europea: Stefania Giannini (UNESCO); Sophia Eriksson Waterschoot (Commissione Europea); Michael Murphy (EUA – European University
Association); Sjur Bergan (Consiglio d’Europa); Cristina Ghiţulică (BFUG – Bologna Follow-up Group); Adam Gajek (ESU – European Students’ Union).

La prima giornata sarà conclusa dall’intervento del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti.

Martedì 25 giugno, gli oltre mille iscritti affronteranno le seguenti tematiche: libertà accademica, innovazione della didattica, centralità degli studenti, istruzione superiore come guida per uno sviluppo sostenibile, dimensione sociale delle università, connessioni con il mercato del lavoro. Al termine, verrà elaborata una sintesi dei lavori utile all’intero Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore.

Il middle management nella scuola a 20 anni dall’istituzione dell’autonomia scolastica: innovazione culturale o utopia di sistema?

ANCoDiS: la strada aperta verso il middle management                        nella scuola italiana.

Con il Convegno nazionale dello scorso 24 maggio, Ancodis ha voluto mettere a confronto i Presidenti delle associazioni dei DS e dei DSGA (Anp, Andis, Disal, Anquap) ed i rappresentanti delle OO.SS. (CGIL, CISL, UIL Area Dirigenti, Dirigenti Scuola, Udir) sul tema della piena realizzazione dell’autonomia scolastica a partire da un nuovo modello di governance fondato sull’imprescindibile ruolo del Dirigente Scolastico cui si affiancano i suoi Collaboratori ai sensi del D. Lvo 165/2001 e della legge 107/2015.

Si è avuta la possibilità di ascoltare le posizioni che sono apparse nel complesso favorevolmente convergenti sul tema dell’istituzione della categoria dei quadri nella Pubblica Amministrazione in generale e nel sistema scolastico italiano in particolare, seppur con elementi di differenziazione su tempi e modi di azione.

I lavori del Convegno, dopo il saluto del Dott. Ganazzoli, DS dell’I.C. Antonio Ugo che ha svolto il ruolo di moderatore, sono stati aperti dal Prof. Rosolino Cicero, Presidente Ancodis Palermo che ha presentato – attraverso i dati di un questionario somministrato nei mesi scorsi – la figura del Collaboratore del DS.

L’intervento di presentazione, che ha avuto quali riferimenti normativi l’art. 2 della Legge 190/1985 (Riconoscimento giuridico dei quadri intermedi), l’art. 5 DPR 275/99 (Regolamento recante norme in materia di Autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’art.21 della legge 59/99), il comma 5 art. 25 D. Lgs 165/2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), il comma 14 e 83 art. 1 Legge 107/2015 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), ha evidenziato alcune aree di indagine a cominciare da:

  1. Chi è il Collaboratore del DS?

Dai risultati risulta ben evidente che il 79% dei Collaboratori è donna e sono impegnati per circa il 70% nella Scuola Primaria e Secondaria di primo grado. Inoltre, il 75% è in ruolo da oltre 15 anni e poco più del 78% è in servizio nella stessa I.S. da almeno 10 anni rappresentando la memoria storica nella loro scuola.

  • Dove lavora e con quale funzione?

In questa area si è voluto rappresentare il contesto di lavoro: infatti, il 75% dichiara di lavorare in Istituzioni scolastiche costituite da 1 a 5 plessi (circa il 46%) con una alta percentuale (80%) in plessi che insistono nello stesso comune.

In merito al tempo dedicato a questo importante ruolo, oltre il 72% dichiara di svolgere l’attività di collaborazione dai 3 ai 12 anni: non si può non riconoscere, dunque, che si tratta di docenti specializzati che hanno acquisito, anche attraverso percorsi di autoformazione, specifiche competenze relative alla governance della scuola.

  • Con quali deleghe ed autonomia?

Riguardano essenzialmente la gestione quotidiana di un’autonoma I.S.: il 95% dichiara, infatti, che si occupa di organizzazione del servizio, il 79% di gestione dei rapporti tra le componenti scolastiche, il 68% di gestione dei conflitti, il 60% di redazione di progetti ed, in ultimo ma non meno importante, il 42% di sicurezza e prevenzione.

  • In quali condizioni di lavoro?

Le domande di questa area sono finalizzate a registrare quanta critica e significativa sia la condizione delle scuole con una dirigenza “provvisoria: infatti, il 43% dichiara di trovarsi con un DS titolare ma reggente in altra scuola oppure con DS reggente; siamo di fronte ad una vera emergenza se quasi il 50% delle scuole non si trova ad avere un DS a tempo pieno!

E se la scuola è in reggenza, si trovano in percentuale quasi paritaria i Collaboratori che contano sulla presenza del DS in due/tre giorni e quelli che dichiarano meno di due alla settimana.

Da questi dati risulta evidente la necessità di ritornare alla riformulazione dell’incarico di presidenza nelle scuole in reggenza affidando tale compito al 1° Collaboratore del DS!  

In merito alle condizioni del servizio circa il 20% dichiara di trovarsi in esonero totale oppure in esonero parziale con il 40%.  

Per quanto riguarda il servizio nella Collaborazione oltre l’orario contrattuale, circa il 40% offre alla propria scuola tra le 10 e le 20 ore settimanali, circa il 35% tra le 20 e le 30 ore ed, infine, il 19% oltre le 30 ore per avere un riconoscimento economico annuale lordo tra 1000 e 2000 Euro per il 46% e tra 2000 e 4000 Euro per il 31% dei Collaboratori rispondenti.

  • Quali motivazioni all’incarico?

Con questa domanda sono state rilevate le motivazioni professionali che inducono un docente ad accettare l’incarico di Collaboratore nelle diverse mansioni: si va dall’interesse verso l’ambito legato all’incarico (63,3%) all’opportunità di migliorare le competenze organizzative e di leadership (59,2%), dalla voglia di impegnarsi in qualcosa di nuovo (40,8%) ai buoni rapporti con il dirigente scolastico (34,6%), dall’opportunità di prepararsi al meglio per diventare dirigente scolastico (25,4%) all’aver acquisito titoli specifici da spendere per lo svolgimento dell’incarico (16,3%), dal motivo economico con una retribuzione aggiuntiva (14,2%) al fatto che non c’era nessun altro disponibile ad assumere l’incarico (12,1%) ed, infine, alla disponibilità di tempo (8,3%).

  • Valorizzazione del merito?

Il 62% dei Collaboratori intervistati rispondono positivamente ed oltre il 90% si dichiara favorevole ad essere valutato da un organo terzo insieme al Ds oppure in modo autonomo rispetto al DS.

  • Formazione…

Il tema è molto sentito dalla categoria e, dunque, è stata posta la seguente domanda: “A quali attività di sviluppo professionale inerenti al tuo ruolo hai partecipato negli ultimi 12 mesi?”. Le risposte hanno evidenziato che la formazione/autoformazione guarda a temi strettamente connessi al ruolo svolto ed, in particolare, alla elaborazione del piano di miglioramento della scuola (61,7%), alla normativa relativa alla sicurezza e prevenzione (56,7%), alle nuove tecnologie nel contesto lavorativo (51,2%), alla normativa relativa alla privacy (45,4%), alla gestione dei conflitti (42,5%), alla gestione del personale (37,5%), alla gestione delle risorse economiche, finanziarie, materiali (35,4%).

  • Ultima area di indagine: quali aspettative?

Per quanto riguarda le aspettative prevalgono le prospettive di carriera diversificata (middle management) con l’82,5%, seguite dall’accesso al concorso per DS con il 61,7%, il riconoscimento del servizio di collaborazione nei concorsi pubblici (50,4%), i premi economici meritocratici per circa il 44% ed, infine, l’opportunità di partecipazione a corsi di formazione e di sviluppo professionale (35,8%).

Sulla base di questi dati emersi dalla reale attività dei Collaboratori dei DS, sono state presentate le proposte di ANCODIS:

A) riconoscimento giuridico con l’integrazione al comma 5 art. 25 D.Lvo 165/2001 che preveda che il DS possa avvalersi di docenti “con precise competenze professionali o specializzazioni in gestione, direzione, coordinamento, controllo, pianificazione da lui individuati”.

Ci appare logica e coerente anche la seguente integrazione al comma 83 art. 1 Legge 107/2015: “Il dirigente scolastico può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10% di docenti “con precise caratteristiche professionali o specializzazioni in gestione, direzione, coordinamento, controllo, pianificazione” che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica”.

B) riconoscimento contrattuale in una “terza area” ai sensi del comma 1 art. 2 Legge 190/1985 (categoria di QUADRO) nel prossimo CCNL scuola comparto Istruzione e Ricerca dei Collaboratori impegnati nella governance delle autonome I.S..

Ancodis propone di integrare il vigente CCNL con “l’Area dei Quadri” con la conseguente determinazione del profilo, delle attività, del trattamento economico, dell’indennità di funzione per chi sostituisce nel corso dell’anno il DS, dell’indennità nelle scuole in reggenza, del riconoscimento del servizio ai fini pensionistici, del riconoscimento del punteggio nella graduatoria interna di istituto, del riconoscimento nelle operazioni di mobilità ed, infine, dell’accesso al concorso per DS.

Per i suddetti Collaboratori dei DS individuati ai sensi del comma 5 art. 25 D. Lvo 165/2001 e che abbiano avuto incarichi per almeno tre anni anche non consecutivi, occorre prevedere modi e forme di riconoscimento dell’incarico già svolto. 

C) Esonero del 1° Collaboratore del DS individuato ai sensi del comma 5 art. 25 D. Lvo 165/2001 attraverso l’integrazione del punto 1 e del punto 2 lett. b comma 14 art. 1 Legge 107/2015: “1. …. Il piano è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa, organizzativa “e gestionale che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia. “A tal fine, le attività di collaborazione dei docenti sono definite in coerenza con il PTOF” e per quanto riguarda il punto 2 “Il piano …. comprende e riconosce ….  valorizza le corrispondenti professionalità …. e indica: a) il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia…..;                                   b) il fabbisogno dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa “e per l’esonero parziale o totale del docente 1° Collaboratore.

D) Percorsi di alta formazione in gestione, direzione, coordinamento, controllo, pianificazione attraverso un corso universitario di specializzazione su temi relativi ai modelli organizzativi e gestionali nella PA, al diritto del lavoro, alla gestione delle risorse umane.

E) Riconoscimento dell’attività di collaborazione al DS nelle diverse forme quale condizione di accesso al concorso per DS purchè in possesso dei necessari titoli.

F) Ritorno all’incarico di presidenza (o di gestione) nelle scuole prive di DS titolare evitando così quelle condizioni irragionevoli e di evidente criticità ben note ai tanti Collaboratori dei DS reggenti.  

Prof. Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo

Salone Internazionale del Libro – Bookstock Village 2019


Il XXXII Salone Internazionale del Libro di Torino è arrivato

Dal 9 al 13 maggio 2019, Il gioco del mondo

Annunciati programma e novità per l’edizione 2019

Il Salone Internazionale del Libro di Torino torna dal 9 al 13 maggio 2019 nei Padiglioni 1, 2, 3 e Oval di Lingotto Fiere. Cinque giorni per raccontare Il gioco del mondo, ovvero ibridazioni e identità, felicità e crisi, logiche e irrazionalità, evoluzioni e battute d’arresto: il contemporaneo con le sue tensioni, controversie e speranze attraverso la pluralità delle voci e visioni di scrittori, scienziati, giornalisti, artisti, registi. Un appuntamento in cui ascoltare e condividere storie diventa non solo strumento di decodifica del reale ma anche volontà del superamento delle barriere e responsabilità del fare, in una logica di ripensamento delle relazioni umane.

Il programma della XXXII edizione del Salone del Libro è stato presentato al Teatro Espace martedì 16 aprile 2019 da Silvio Viale, Presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro; Giulio Biino, Presidente della Fondazione Circolo dei lettori; Maurizia Rebola, Direttore della Fondazione Circolo dei lettori e Nicola Lagioia, Direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino. Alla presenza, tra gli altri, di Sergio Chiamparino, Presidente della Regione Piemonte, e Chiara Appendino, Sindaca della Città di Torino.

Il Salone Internazionale del Libro di Torino 2019 è un progetto di Associazione Torino, la Città del Libro e Fondazione Circolo dei lettori, con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, e di MiBAC Centro per il libro e la lettura, Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, Italian Trade Agency ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Fondazione Sicilia e Fondazione con il Sud. Con il riconoscimento della Direzione Generale Cinema del Ministero dei beni e delle attività culturali.

Novità sugli spazi e biglietteria

A partire da domani – mercoledì 17 aprile – saranno aperte le biglietterie sul sito salonelibro.it. Invariati i prezzi: € 10 il biglietto intero, € 8 il ridotto. Il biglietto per i bambini dai 3 ai 6 anni è di € 2,50, per i giovani dai 7 ai 26 € 8. Il Salone è aperto giovedì, domenica e lunedì dalle 10 alle 20, venerdì e sabato dalle 10 alle 21.

Tra le novità, i 2 ingressi alla fiera. Si potrà entrare da via Nizza 294 e da via Mattè Trucco 70. A quello storico dal Padiglione 1, quindi, si aggiungerà il secondo accesso dall’Oval. Infatti, i 13.000 mq dell’Oval ampliano il Salone, che passerà da 51.000 a 63.000 mq di spazi espositivi, per una manifestazione più grande, immaginata come una mappa composita in grado di restituire la molteplicità delle case editrici e della produzione letteraria italiana, alternando piccoli e grandi editori.  

40 le sale per gli incontri, tra queste la Sala Oro dedicata ai grandi eventi. Altra novità del 2019 è il trasferimento del Bookstock Village nel Padiglione 2, cuore del Salone, che avrà anche corridoi più ampi, spazi liberi e di sosta. Aumenteranno infatti le aree di ristorazione per il pubblico e i servizi.

E ancora, il 2019, è l’anno in cui nasce, in seno alla manifestazione, il primo Board di Sostenibilità multi-stakeholder legato a un evento, per avviare il percorso che porterà verso un Salone del Libro sostenibile. L’iniziativa Il Prossimo Passo, voluta da Maurizia Rebola e da Silvio Viale, e incoraggiata da Stefania Farina, si inserisce nel quadro dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile approvata dalle Nazioni Unite nel 2015.

Le tre inaugurazioni

La sera di mercoledì 8 maggio, ore 20.30, ad aprire la riflessione del Salone del Libro sarà l’Intervista impossibile a Leonardo Sciascia, a 30 anni dalla morte del più scettico scrittore del Novecento italiano. Ha contraddetto e si è contraddetto, così recita il sottotitolo dell’evento. La curatela del testo è affidata a Christian Raimo, scrittore e critico culturale, mentre la regia è nelle mani di Veronica Cruciani. Sul palco, il talentuoso Fausto Russo Alesi, giovanissimo Premio Ubu, interpreterà lo scrittore, mentre la giovane attrice Linda Caridi sarà una giornalista che va a trovarlo nella sua casa senza tempo di Racalmuto. 

Fernando Savater prenderà parola giovedì 9 maggio, ore 11, presso la Sala Oro del Lingotto, con la grande lezione inaugurale Dov’è l’identità culturale europea, per trovare risposte a una serie di domande di stringente attualità. Che cosa accomuna i cittadini del Vecchio continente? Forse un certo modo di intendere la democrazia? Oppure un particolare riguardo verso valori umani non negoziabili? La letteratura, l’arte, la filosofia? O il modo in cui si guarda all’idea di comunità? Risponderà uno dei pensatori più importanti degli ultimi decenni per tracciare un identikit dell’Europa in un anno che vede appuntamenti importanti, dal trentennale della caduta del Muro di Berlino alle elezioni europee.

Ma per la prima volta anche il Bookstock Village avrà una sua inaugurazione. Giovedì 9 maggio alle ore 10.30 saranno Paola e Claudio Regeni, a raccontare, con il direttore di Radio3 Marino Sinibaldi, loro figlio Giulio, il suo lavoro in Egitto e i desideri che aveva per il proprio futuro e per quello del mondo. Interviene Alessandra Ballerini, l’avvocato che dopo la sua morte sta lavorando per ottenere verità e giustizia.

Il programma

Nel comunicato stampa, disponibile nella cartella digitale condivisa in calce, sono annunciati gli ospiti e i grandi eventi della XXXII edizione del Salone; sono inoltre disponili le schede descrittive dei tanti progetti che arricchiscono la kermesse. Il programma completo sarà come sempre consultabile online sul sito www.salonelibro.it a partire da oggi, martedì 16 aprile.

Nel presskit digitale sono quindi consultabili: il comunicato, la scheda dedicata a info pratiche e biglietteria, il manifesto e il logo di questa edizione, le schede dei progetti collaterali, i contributi dei partner privati e dei soggetti istituzionali che hanno reso possibile la realizzazione del Salone 2019.

Accrediti stampa

Le procedure di accreditamento rivolte alla stampa sono aperte: sul sito del Salone è possibile registrarsi al gestionale dedicato e effettuare richiesta di accredito.



IL BOOKSTOCK VILLAGE 2019
Lo spazio per i ragazzi e le scuole al Salone Internazionale del Libro
“POTERE AI GIOVANI”

Il programma di incontri pensato per scuole e famiglie
con autori, illustratori, scienziati da tutto il mondo

Libri e autori da tutto il mondo per parlare di diritti, democrazia, solidarietà, questioni di genere, ambiente, educazione, convivenza. Questi i temi del Bookstock Village, spazio per ragazzi e scuole realizzato da oltre 10 anni grazie al generoso contributo della Compagnia di San Paolo.

Potere ai giovani, quindi, nel grande laboratorio in cui i più piccoli leggono e sperimentano, confrontandosi con chi crea le loro storie preferite; e dove gli adolescenti incontrano scrittori, illustratori, fumettisti, intellettuali. Nel Bookstock Village, del resto, saranno loro i protagonisti. In veste di librai, reporter, guide per i compagni in gita, allestitori, organizzatori dei gruppi di lettura. Sono oltre 700 i ragazzi che da tutta Italia hanno deciso di prendere parte al progetto, manifestando la voglia di partecipare che caratterizza le nuove generazioni. Anche per questo il Bookstock Village cambia casa: trasferito nel Padiglione 2 si troverà proprio nel cuore dal Salone del Libro, e sarà una grande festa: a ora sono già 20.000 gli studenti iscritti.

2 mostre, 2 librerie, 10 spazi per i laboratori, l’area per scoprire le novità del digitale, 2 sale per gli eventi e i 300 posti dell’Arena Bookstock per oltre 335 ore di programmazione.
Per la prima volta, lo spazio avrà una sua inaugurazione: giovedì 9 maggio alle ore 10.30 saranno Paola e Claudio Regeni a prendere la parola, per raccontare, con il direttore di Radio3 Marino Sinibaldi, loro figlio Giulio, il lavoro in Egitto e i desideri che aveva per il futuro suo e del mondo. Altri incontri di grande importanza saranno quelli con Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, protagonista del documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi; Tatiana Bucci, deportata ad Aushwitz; Halina Birenbaum, che ha vissuto gli orrori del ghetto e poi quelli del campo di sterminio dal quale uscì nel 1945; Doris Grozdanovičová, sopravvissuta al ghetto di Terezín.

L’intero programma, ideato con la collaborazione di Eros Miari e Fabio Geda, è pensato per riflettere con bambini e ragazzi sui temi dell’attualità. Per questo il Bookstock è un mix di linguaggi. Al fine di stimolare la curiosità dei più giovani sono attesi, tra gli altri, scrittori come Luis Sepúlveda e Michela Murgia, Mauro Corona, la scrittrice araba Fatima Sharafeddine, la spagnola Sofía Rhei, le francesi Delphine Bournay, Florence Thinard, la tedesca Mechthild Gläser. Da oltremanica gli autori dei romanzi young adult più attesi. Sono Patrice Lawrence con Orange boy (EDT), Nicky Singer con Il confine (DeA Planeta) e Mel Elliott che presenta La bambina con due papà (DeA Planeta), libro attuale e necessario per raccontare l’amore ai più piccoli.

Spazio anche alla musica e alla scienza: con il trapper Achille Lauro e la storica voce del rap Frankie Hi-nrg MC; gli astronauti Umberto Guidoni e la giovanissima Linda Raimondo.

Non mancano fumettisti e illustratori, da Zerocalcare insieme a Joann Sfar, passando per Igort, Leo Ortolani e gli spagnoli Maria José Ferrada e Raul Nieto Guridì.

Alla lista si aggiungono i vincitori del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019, Luca Doninelli e Guido Sgardoli. I reading vedono protagonisti Francesco Pannofino, che leggerà i brani più famosi dalla saga di Harry Potter, e Neri Marcorè con Max Paiella, alle prese con un classico, Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari.

Milioni di follower sui social, eventi sold out e ora un libro diventato bestseller, sono i Valespo, youtuber in classifica da diverse settimane con #Valespo (Mondadori Electa), incontrano il pubblico dialogando con Marta Losito. I theShow, invece, gruppo famoso per scherzi ed esperimenti sui social, incrociano storie e punti di vista con Il Pagante, band dance elettronica.

Topolino torna al Salone con un numero speciale, dedicato al tema dell’edizione, e per scuole e famiglie sono in programma tanti laboratori con i bravissimi disegnatori del più celebre dei fumetti.

La riflessione sul tema dei diritti prosegue con i laboratori e incontri firmati Save the children, Medici senza frontiere e Action Aid, che proporrà un grande gioco sulla democrazia e la partecipazione.

La Bologna Children’s Book Fair partecipa con l’Extraordinary Library dal titolo HERSTORY. Una storia al femminile, quindi, contenuta nei libri che raccontano donne del passato, del presente, reali, immaginate, bambine, ragazze, occidentali, orientali, per reclamare diritti e inventare, insieme, un futuro più giusto. Questo è il significato della libreria straordinaria, con i suoi 200 titoli che parlano di donne di ogni latitudine.

Lucca Comics & Games, il più avanzato esempio di festival crossmediale in Europa, porta a Torino Christian Cantamessa, sceneggiatore italiano naturalizzato statunitense del videogioco Red Dead Redemption II. Con lui dialogano il direttore della casa editrice Sergio Bonelli Michele Masiero e la direttrice del Torino Film Festival Emanuela Martini.
Sulla gamification, ovvero il ruolo del gioco nell’educazione dei bambini e nello sviluppo cognitivo, una tavola rotonda di esperti a cui prende parte il matematico Piergiorgio Odifreddi.

Al Bookstock Village si parlerà di calcio con Alessandro Costacurta, ex capitano del Milan, e con la giornalista del Corriere dello Sport Valeria Ancione, che si confronterà con l’allenatrice della nazionale femminile di calcio Patrizia Panico.

Novità di questa edizione è S.A.G.A, lo Spazio Adolescenti e Giovani Adulti, che ha come obiettivo il mediare tra i giovani lettori e la produzione editoriale. È anche una libreria di 400 titoli, dal romanzo al reportage, dalla poesia al fumetto, gestita da 15 tra ragazze e ragazzi dai 15 ai 19 anni che hanno risposto all’invito del Salone da Sciacca a Treviglio, da Verona a Imperia, e che avranno l’occasione di consigliare i loro titoli preferiti ai coetanei in visita.
S.A.G.A proporrà un palinsesto fatto di incontri gestiti da adolescenti, provenienti da tutto il territorio nazionale, al Salone per presentare gli autori preferiti di fronte al pubblico di coetanei.

Torna Educare alla lettura: il corso per docenti, bibliotecari ed educatori autorizzato dalla Direzione Generale Educazione e Ricerca del MiBACT e valido ai fini della formazione del personale docente della scuola.

Per le classi piemontesi torna il Buono da leggere finanziato dalla Regione Piemonte, sono 15.000 i buoni da €10 da spendere negli stand e nelle librerie aderenti. Inoltre, le scuole secondarie piemontesi godono dello sconto del 50% sul biglietto grazie all’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte, che mettono a disposizione 10.000 biglietti per gli studenti.

Il Bookstock Village è il luogo in cui le famiglie hanno a disposizione servizi dedicati, come l’area per l’accudimento – allattamento e cambio pannolini – e un baby parking gratuito per i piccoli dai 4 ai 10 anni, tutti i giorni dalle 10 alla chiusura. Previo acquisto del biglietto di ingresso al Salone, gli spettacoli e gli incontri sono gratuiti e fino a esaurimento posti disponibili. Per prenotare i laboratori è necessario rivolgersi al desk interno allo spazio.

Erasmus4Ever Erasmus4Future

L’Erasmus a Firenze: 3 giorni di incontri, musica e dibattiti

Dal 7 al 9 maggio, 140 ospiti internazionali da 15 Paesi europei, testimoni di esperienze Erasmus

Il 7 maggio alle ore 12.00 l’inaugurazione in Piazza della Repubblica

L’Erasmus come esperienza che cambia la vita dei suoi partecipanti e aiuta a costruire l’identità europea. Questo lo spirito che anima la manifestazione Erasmus4Ever Erasmus4Future, in programma dal 7 al 9 maggio a Firenze, nell’ambito del Festival d’Europa.

La tre giorni è organizzata dalle Agenzie nazionali italiane Erasmus+ INDIRE, INAPP e Agenzia Nazionale Giovani, in collaborazione con l’Agence Erasmus+ France Education & Formation.

All’evento intervengono 140 “Alumni”, persone che hanno partecipato con successo a un’esperienza Erasmus nei diversi settori del Programma: Scuola, Educazione degli adulti, Istruzione e Formazione professionale, Gioventù e università.

Il Direttore generale dell’Agenzia nazionale Erasmus+ INDIRE, Flaminio Galli, dichiara:

«Per la prima volta riuniamo persone che hanno vissuto un’esperienza Erasmus in tutti gli ambiti educativi, con l’obiettivo di creare una rete di Alumni a livello internazionale insieme alle altre agenzie europee. Si tratta di studenti, insegnanti, professori, alunni, volontari e discenti adulti provenienti dall’Italia e da altri 15 Paesi europei, pronti a condividere le loro esperienze di cittadinanza europea e le opportunità di sviluppo professionale, realizzate grazie al Programma. Mercoledì 8 maggio, questi Alumni saranno “Ambasciatori Erasmus per un giorno” in 15 realtà di Firenze,tra istituti scolastici, università ed enti culturali per avviare un confronto sui valori europei, anche in vista delle nuove opportunità del Programma. Durante le visite saranno coinvolti 2.000 ragazzi e ragazze di tutte le età, per ricevere informazioni sull’Erasmus da chi lo ha vissuto in prima persona. Un modo diretto di far vivere l’Europa e condividerne la partecipazione».

Il Direttore generale INAPP, Paola Nicastro, per l’Agenzia nazionale Erasmus+ ambito istruzione e formazione professionale, dichiara:

«Le esperienze raccontate dalla viva voce dei partecipanti dimostrano comeil Programma Erasmus+, oltre ad essere altamente professionalizzante, amplifica la possibilità di conoscere gli altri, aumentando la fiducia nelle proprie capacità e rendendo i giovani consapevoli della propria appartenenza europea. Questo è ciò che vogliamo condividere e trasmettere nell’ambito del Festival d’Europa attraverso le testimonianze dirette degli Ambasciatori Erasmus e le performance professionali e artistiche di ragazzi che nell’ambito delle esperienze di tirocinio all’estero hanno sviluppato competenze personali, professionali, comunicative, relazionali, diventando sempre più Europei, nel motto “Uniti nella Diversità”, e trasformando in maniera assolutamente naturale le differenze culturali e socio-economiche in ricchezza che deriva dal confronto, dallo scambio  e dalla cooperazione transnazionale. Nulla è più incisivo di un’esperienza raccontata dalla viva voce di chi ha partecipato al Programma e attraverso tale opportunità ha potuto esprimere i propri talenti e trovare la propria via di sviluppo personale e professionale. E quindi è vero più che mai lo slogan “Erasmus4ever Erasmus4Future”!».

Il Direttore generale dell’Agenzia nazionale per i Giovani ANG, Domenico De Maio, dichiara:

“L’Europa rappresenta per le nuove generazioni un terreno fertile di opportunità ed occasioni. Celebrarla nel giorno della festa dell’Europa tramite “giovani ambasciatori” è il modo migliore per raccontarne il lato positivo. Sono i giovani partecipanti agli scambi, i volontari che si impegnano con il Corpo Europeo di Solidarietà, gli Youth Worker, i veri protagonisti dell’Europa di oggi e di domani. Raccontare il loro ruolo è nostro dovere affinché sempre più giovani possano sfruttare al massimo le occasioni che la Comunità Europea offre loro”.

La tre giorni di Erasmus si articolerà in luoghi diversi della città.

In particolare, presso lo Spazio informativo a piazza della Repubblica è previsto per tutta la durata della manifestazione uno stand per fornire informazioni e far conoscere alla cittadinanza le opportunità del ProgrammaErasmus+, attraverso eventi di richiamo. Da domani, martedì 7 maggio, ci sarà un momento dedicato all’educazione degli adulti e alle risorse della piattaforma elettronica europea Epale per gli esperti di adult learning. Si prosegue mercoledì 8 maggio, con un evento sull’Europa delle lingue e la presentazione dei progetti che hanno ricevuto il Label europeo delle lingue a fine 2018. Giovedì 9 maggio, infine, alcuni docenti parleranno di eTwinning, la comunità virtuale delle scuole e degli insegnanti europei, per presentare la loro esperienza su questa piattaforma elettronica.

Nel corso dei tre giorni lo stand ospiterà alcune performance artistiche e di show cooking and cocktail, realizzate dai partecipanti a progetti di eccellenza ai quali, davvero, Erasmus ha cambiato la vita.L’8 maggio, i 140 Alumni sarannoAmbasciatori per un giorno” delle attività del Programma Erasmus. Durante gli incontri, gli Alumni racconteranno le loro storie agli studenti delle scuole, degli istituti universitari e dei centri di formazione degli adulti, comunicando in lingue e linguaggi diversi in base all’età dei partecipanti.

Sempre lo stesso giorno, a partire dalle ore 19, è in programma il Concerto dell’Orchestra Erasmus nell’Auditorium di Santo Stefano al Ponte. L’Orchestra è nata nel 2017 per celebrare i 30 anni del Programma Erasmus ed è composta da 50 giovani musicisti dei conservatori e istituti musicali di tutta Italia che hanno partecipato o che stanno per intraprendere un’esperienza Erasmus. In questa occasione, i giovani si esibiranno su brani di Rossini, Donizetti, Mascagni, Puccini, Bizet e Beethoven. http://bit.ly/orchestraerasmus

Infine, per celebrare la Giornata dell’Europa, il 9 maggio, Palazzo Vecchio ospiterà dalle ore 10 la Conferenza internazionale “United in diversity”. Il tema centrale dell’evento riguarda il contributo del Programma Erasmus+ alla costruzione dell’identità e di uno spirito di cittadinanza europea. Alla conferenza parteciperanno autorità e rappresentanti istituzionali italiani ed europei. Le esperienze vissute dagli Alumni Erasmus saranno raccontate dall’artista David Riondino, che interverrà alla conferenza con un contributo in chiave teatrale. Per partecipare è necessaria la registrazione a questo link: http://bit.ly/conferenzaerasmus

Gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico. Per il Concerto e la Conferenza è necessario registrarsi.

Info e programma: www.erasmusplus.it #ErasmusAlumni