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Il colloquio d’esame finale del I ciclo e rubrica di valutazione

Il colloquio d’esame finale del I ciclo e rubrica di valutazione

di Anna Braghini *

In materia di esame di Stato del I ciclo, le innovazioni, introdotte con il D.Lgs 62/2017, nelle intenzioni del legislatore, sono un richiamo a dare più valore al percorso di studi e di conseguenza a ripensare, a ritroso, la modalità di progettazione curricolare e la didattica e ad abbandonare modelli tradizionali di tipo prevalentemente trasmissivo[1]. L’obiettivo è riuscire ad aprire prospettive di integrazione tra le discipline, a svolgere un’azione didattica per competenze sviluppata nell’ambito di ciascuna disciplina. La pratica della discussione, della contestualizzazione dei saperi nella realtà, del lavoro di gruppo, del lavoro cooperativo, della solidarietà, dell’assunzione di responsabilità individuale, sono tra i presupposti alla formazione delle competenze per la vita. L’educazione all’argomentazione riferita ad ogni campo del vivere e del sapere è strumento efficace di contrasto al proliferare di informazioni fittizie e approssimative, la messa in atto di abitudini e comportamenti improntati al senso civico e allo sviluppo sostenibile in tutte le sue dimensioni fanno parte della didattica e del curriculum implicito da valorizzarsi in sede di colloquio d’esame.

Anche se la normativa di riferimento è corposa e talora non sempre sinottica[2], l’esame dovrà essere un’esperienza focalizzata e positiva, perché dovrà contribuire allo slancio necessario per iniziare l’avventura della secondaria di II grado; agli insegnanti il compito, la consapevolezza e la responsabilità di rappresentare un modello di adulto preparato e affidabile. La valutazione comprende anche una funzione formativa, orientativa e di stimolo al miglioramento continuo ed è su questa base che il consiglio di classe dovrà esplicitare modalità, contenuti e criteri di valutazione del colloquio. In fase di preparazione il consiglio di classe deve coordinarsi per far emergere le esperienze o le narrazioni che sono i contenuti da valutare.

La redazione di una rubrica di valutazione nella quale comprendere le capacità, oggetto della valutazione, oltre a facilitare il compito, potrebbe servire da guida ai docenti in sede di progettazione didattica. Una buona rubrica è composta da pochi elementi, quelli essenziali, imprescindibili, da declinarsi con gradualità. Per gli insegnanti sarà la guida che dovrà essere adattata a ciascun alunno.

Nella classe ciascun componente è portatore di un prevalente stile cognitivo, visivo-verbale, visivo-non verbale, uditivo, cinestesico e la commissione, anche nel corso del colloquio, non potrà non tenerne conto. Il colloquio deve consentire al candidato/a, a partire dalla presentazione del proprio artefatto/elaborato/ prodotto (cartaceo, digitale, materico, strumentale, artistico …) di:

  • mostrare non solo ciò che sa ma anche ciò che sa fare;
  • comunicare le motivazioni e le valutazioni che hanno sostenuto le sue scelte;
  • esprimere la capacità di risolvere problemi;
  • spiegare come ha affrontato gli imprevisti;
  • rilevare la sua capacità di collaborare e di lavorare in gruppo;
  • mostrare la capacità di riprogettare in riferimento a quanto appreso e realizzato.

Il candidato/a durante il colloquio presenta il proprio artefatto elaborato/prodotto (cartaceo, digitale, materico, strumentale, artistico …). La commissione, con opportune domande, fa emergere le esperienze o le narrazioni[3] che sono i contenuti da valutare.

Nella rubrica proposta, le capacità da valutare sono esposte in ordine sequenziale anche se la commissione le potrà rielaborare attraverso una progressione fluida di domande coerenti.

Presentazione rubrica di valutazione:

  1. Capacità di argomentazione – Argomenta la costruzione dell’ipotesi di partenza. (Possibile domanda d’avvio del colloquio su questa prima capacità: «Durante questi tre anni la scuola ti ha fatto apprezzare esperienze, anche extrascolastiche, che ritieni significative e vuoi raccontare?») .
riferisce esperienze personali, anche di cittadinanza attiva, di eventi/argomenti di studio; partecipando a scambi comunicativi con la commissione. Ha utilizzato un linguaggio specifico, chiaro ed esauriente. 10
riferisce esperienze personali, anche di cittadinanza attiva, di eventi/argomenti di studio; partecipando a scambi comunicativi con la commissione in modo pertinente, efficace e personale. 9
riferisce esperienze personali, anche di cittadinanza attiva, di eventi/argomenti di studio; partecipando a scambi comunicativi con la commissione in modo efficace e pertinente. 8
riferisce esperienze personali, anche di cittadinanza attiva, di eventi/argomenti di studio; partecipando a scambi comunicativi con la commissione in modo autonomo con un registro adeguato alla situazione. 7
riferisce esperienze personali, anche di cittadinanza attiva, di eventi/argomenti di studio. E’ intervenuto solo se guidato/a dal docente attraverso domande stimolo cercando di adeguare la comunicazione alla situazione. 6
è intervenuto/a sporadicamente nella comunicazione con la commissione, nonostante le domande stimolo del docente. 5
interviene in modo non coerente e con linguaggio scorretto nonostante le domande stimolo del docente. 4
  • Risoluzione dei problemi – Evidenzia le tappe di realizzazione e le eventuali difficoltà incontrate esplicitando le risorse utilizzate per il loro superamento. (Possibile domanda: «Riesci a ripercorrere e a spiegare le tappe che ti hanno condotto alla realizzazione del prodotto? Hai incontrato qualche momento di difficoltà? Come l’hai superato?»)
Ha riconosciuto/individuato gli aspetti problematici emergenti e ha elaborato, autonomamente e col gruppo, con creatività, strategie risolutive pianificando risorse, contenuti e metodi delle diverse discipline. 10
Ha riconosciuto/individuato gli aspetti problematici emergenti e ha elaborato autonomamente e col gruppo strategie risolutive attingendo anche ai saperi disciplinari. 9
Ha riconosciuto/individuato gli aspetti  problematici emergenti e ha elaborato, autonomamente e col gruppo, adeguate strategie risolutive. 8
Ha riconosciuto/individuato gli aspetti  problematici emergenti, in modo autonomo e col gruppo e ha elaborato semplici strategie risolutive. 7
Con l’aiuto del docente ha riconosciuto / individuato possibili soluzioni agli aspetti  problematici emergenti. 6
Anche con l’aiuto del docente non riesce ad individuare i dati necessari alla soluzione degli aspetti problematici 5
  • Pensiero critico e riflessivo – Individua le fonti, valuta attendibilità e utilità, distingue fatti e opinioni, acquisisce e interpreta criticamente le informazioni e propone la soluzione utilizzando contenuti e metodi delle diverse discipline. (La complessità di questa competenza richiede di operare una selezione tra i vari item, di conseguenza è importante formulare la domanda in relazione al profilo del candidato/a. Ad es: «Per realizzare il tuo prodotto, dove hai trovato le indicazioni di partenza? Sono state tutte utili o ne hai trovate di irrilevanti o false? Quale argomento, tra quelli studiati, ti ha confermato il valore dei dati raccolti?»)
Ha acquisito e interpretato criticamente informazioni ed esperienze, ne ha valutato l’attendibilità e l’utilità distinguendo fatti e opinioni. Si è espresso/a correttamente attraverso giudizi personali motivati. 10
Ha acquisito e interpretato criticamente informazioni ed esperienze, ne ha valutato l’attendibilità e l’utilità che ha saputo esprimere con argomentazioni adeguate. 9
Ha acquisito e interpretato informazioni ed esperienze che ha saputo esprimere con argomentazioni appropriate. 8
Ha formulato giudizi personali in relazione a informazioni ed esperienze che ha saputo esprimere con semplici argomentazioni, interagendo con la commissione. 7
E’ stato/a in grado di esprimere alcuni semplici pensieri critici e riflessivi, in relazione a informazioni ed esperienze, con la guida del docente. 6
Ha individuato in modo approssimato i contenuti e le relazioni del tema scelto, ha espresso giudizi personali in modo difficoltoso, anche con l’aiuto del docente. 5
Ha individuato in modo non coerente i possibili collegamenti a partire dal tema scelto. Fatica ad esprimere pensieri critici o riflessivi anche con l’aiuto del docente. 4
  • Collegamento organico e significativo tra le varie discipline di studio – Collega e individua relazioni coerenti tra fenomeni, eventi e concetti diversi. (Per le risposte valutate 10 – 9 – 8 – 7 si tratta di fare sintesi e valorizzare i collegamenti già stabiliti. Per le valutazioni successive il/la commissario/a rimanda a un contenuto specifico ad una o più discipline che va esplicitato, ad es.: «Mi sembra che il tuo elaborato…». E’ doveroso che il docente prosegua proponendo collegamenti con altre discipline in sequenza, «mi sembra che il tuo prodotto/elaborato…». La sollecitazione da parte del docente ad individuare connessioni interdisciplinari, costituirà una possibilità nel caso si evidenzi un colloquio privo di interazioni tra le discipline.
Ha collegato autonomamente le informazioni a partire dal compito svolto/testo proposto facendo un confronto con quelle già acquisite anche provenienti da contesti e discipline diverse, riconoscendo con sicurezza somiglianze e differenze. 10
Ha collegato autonomamente le informazioni a partire dal compito svolto/testo proposto facendo un confronto con quelle già acquisite anche provenienti da contesti e discipline  diverse. Ha espresso giudizi personali e motivati con argomentazioni adeguate. 9
A partire dal compito svolto/testo proposto ha collegato in modo autonomo le informazioni nuove a quelle già possedute. Ha espresso semplici giudizi personali. 8
A partire dal compito svolto/testo proposto ha collegato più discipline usando strategie di autocorrezione, guidato/a dal docente. 7
A partire dal compito svolto/testo proposto in modo semplice, guidato dal docente, ha stabilito collegamenti tra le varie discipline di studio. 6
Anche con l’aiuto del docente ha individuato in modo non corretto i possibili collegamenti disciplinari. 5
Anche con l’aiuto del docente non esprime la capacità di collegare le discipline di studio. 4
  • Competenze nelle lingue straniere – Riferisce esperienze personali, eventi, argomenti di studio in modo autonomo e partecipa a scambi comunicativi con la commissione utilizzando un linguaggio specifico, chiaro ed esauriente. (Possibile domanda formulata nella lingua da valutare relativa a un contenuto già emerso nella presentazione in italiano del prodotto/elaborato).

Nella seconda lingua comunitaria

ha riferito esperienze personali, eventi, argomenti di studio in modo autonomo e ha partecipato a scambi comunicativi con la commissione utilizzando un linguaggio specifico, chiaro ed esauriente. 10
ha riferito esperienze personali, eventi, argomenti di studio e ha partecipato a scambi comunicativi con la commissione utilizzando un linguaggio specifico chiaro e esauriente. 9
ha riferito esperienze personali/argomenti di studio e ha partecipato a scambi comunicativi con la commissione in modo pertinente. 8
ha riferito esperienze personali/argomenti di studio e ha partecipato a scambi comunicativi con la commissione con l’aiuto del docente. 7
ha riferito alla commissione esperienze personali/argomenti di studio, guidato/a dal docente attraverso domande stimolo. 6
nonostante la guida del docente, attraverso domande stimolo su argomenti di studio è intervenuto sporadicamente nella conversazione con la commissione. 5
nonostante la guida del docente, attraverso domande stimolo, è intervenuto in modo non coerente e con poca padronanza delle lingue. 4
  • Per le scuole ad indirizzo musicale: Esegueun brano musicale complesso in modo espressivo, dando prova delle abilità esecutive raggiunte e della capacità di collocare il brano stesso nel contesto storico – sociale in cui è stato composto, sapendo fare opportuni collegamenti pluridisciplinari. (Si consiglia di prestare attenzione durante l’esecuzione musicale e di restituire le capacità manifestate per chiedere un collegamento storico-sociale e/o la motivazione della scelta del brano eseguito).
Ha eseguito un brano musicale complesso in modo espressivo, dando prova delle ottime abilità esecutive raggiunte e della capacità di collocare il brano stesso nel contesto storico-sociale in cui è stato composto, sapendo fare opportuni collegamenti pluridisciplinari. 10
Ha eseguito un brano musicale complesso dando prova delle abilità esecutive raggiunte e della capacità di collocare il brano stesso nel contesto storico-sociale in cui è stato composto, sapendo fare opportuni collegamenti pluridisciplinari. 9
Ha eseguito un brano musicale dando prova delle abilità esecutive raggiunte e della capacità di collocare il brano stesso nel contesto storico in cui è stato composto, sapendo fare collegamenti pluridisciplinari. 8
Ha eseguito un brano musicale dando prova delle abilità esecutive raggiunte, sapendo fare alcuni collegamenti pluridisciplinari. 7
Ha eseguito in modo abbastanza  corretto un semplice brano musicale dando prova delle abilità esecutive raggiunte. 6
Ha eseguito con qualche difficoltà un semplice brano musicale  5
Ha eseguito con difficoltà un semplice brano musicale 4

A conclusione di queste considerazioni sulla progettualità dell’esame vi propongo solo un accenno sulla cura degli spazi e dei tempi. La cura dell’ambiente intesa come predisposizione di un luogo accogliente e coinvolgente per tutti e dei tempi come armonizzazione del calendario per il colloquio e degli orari di convocazione per i quali, al centro è bene porre il benessere dei ragazzi.

* referente per la formazione docenti USR Lombardia Ambito Territoriale di Brescia


[1] Cfr. Indicazioni Nazionali e nuovi scenari cap. 7: La progettazione didattica e l’ambiente di apprendimento. «L’integrazione delle discipline per spiegare la complessità della realtà, la costruzione di conoscenze e abilità attraverso l’analisi di problemi e la gestione di situazioni complesse, la cooperazione e l’apprendimento sociale, la sperimentazione, l’indagine, la contestualizzazione nell’esperienza, la laboratorialità, sono tutti fattori imprescindibili per sviluppare competenze, apprendimenti stabili e significativi, dotati di significato e di valore per la cittadinanza.

Tutto ciò richiede l’adozione di un curricolo di istituto verticale che assuma la responsabilità dell’educazione delle persone da 3 a 14 anni in modo unitario e organico, organizzato per competenze chiave, articolate in abilità e conoscenze e riferito ai Traguardi delle Indicazioni.

Le proposte didattiche e le modalità di verifica e valutazione dovrebbero essere coerenti con la progettazione curricolare, evitando di frammentare la proposta didattica in miriadi di “progetti” talvolta estemporanei e non collegati tra di loro e con il curricolo.

I percorsi didattici messi a punto dovrebbero essere formalizzati in modelli che li documentino, consentano la verifica e la valutazione e la trasferibilità ad altre classi […]. Le caratteristiche dell’ambiente di apprendimento funzionale allo sviluppo delle competenze sono ben descritte nelle Indicazioni 2012, proprio nella parte ad esso dedicata, nel capitolo: La scuola del primo ciclo».

[2] Vedi anche l’art. 10 c. 3 del D.M. 741/2017 «Il colloquio tiene conto anche dei livelli di padronanza delle competenze connesse all’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione».  Probabilmente si tratta di un refuso di redazione, è infatti evidente che si tratti del «livello di padronanza delle competenze di cittadinanza» così come all’art. 8 c. 5 del D.Lgs 62.

Cfr. l’art. 8, c. 5, del D.Lgs 62/2017, mentre il D.M. 741/2017, art. 10, c. 2 aggiunge anche la «capacità di collegamento organico e significativo tra le varie discipline di studio».

[3] Si tratta dell’esplicitazione del pensiero logico e critico o computazionale, che la L. 107/15 e il D.Lgs 62/17 intendono promuovere, quale processo mentale che con intenzionalità o meno viene messo in atto nella vita per affrontare e risolvere problemi di varia natura, seguendo metodi e strumenti specifici e pianificando la soluzione più idonea. E’ l’educazione ad agire consapevolmente accompagnata dall’analisi, riflessione e verifica unite alla capacità di comunicare per farsi capire.

Sessione Straordinaria Esami di Stato

Il Decreto Ministeriale 17 luglio 2019, AOOUFGAB 670 stabilisce il seguente calendario per la sessione straordinaria degli Esami di Stato:

16 settembreInsediamento delle commissioni, nella stessa composizione in cui hanno operato nella sessione ordinaria
18 settembre– Prima Prova Scritta
– Colloquio per i candidati che non devono sostenere alcuna prova scritta
20 settembre– Seconda Prova Scritta
24 settembre– Terza Prova Scritta
Dopo la correzione delle prove scritte– Colloquio

Il nuovo esame di stato: il dirigente scolastico e il cambiamento possibile

Il nuovo esame di stato: il dirigente scolastico e il cambiamento possibile

di Maria Grazia Carnazzola

La Scuola Secondaria di 2^ grado nel corso dell’appena concluso anno scolastico, ha sperimentato il “Nuovo Esame di Stato”. Molti sono stati i commenti, le prese di posizione pro e contro, i pareri espressi da chi dentro la scuola ci lavora, ma anche da chi il mondo della formazione lo conosce solamente per averlo frequentato tempo addietro. A breve, credo, il Ministero renderà noti alcuni elementi che sono stati oggetto della relazione dei Presidenti di Commissione, così come gli esiti complessivi, passaggio ineludibile per poter ragionare con cognizione di causa, partendo dai dati.  Nel frattempo provo a guardare questa “novità” dal punto di osservazione del dirigente, responsabile dei risultati dell’Istituzione scolastica, garante dei processi formativi, dotato di poteri di direzione, di coordinamento e di controllo, strumenti e condizioni della coerenza e della congruenza della progettazione complessiva dell’Istituzione.

La visione, la condivisione, l’azione.

Oggi si chiede alla scuola di essere ancorata al contesto, di produrre saperi e competenze spendibili nella realtà. Il nuovo Esame di Stato percorre questa strada, indicando quali oggetti di valutazione le competenze, cioè i saperi spendibili, contestualizzati e utilizzabili in situazioni e per scopi di realtà. Gli studenti in uscita dai percorsi di scuola secondaria di secondo grado, Istituti Professionali e Tecnici o Licei, riordinati dai Decreti 87,88,89/2010, rispondono a profili culturali elevati: pensiero critico per affrontare la complessità, capacità di individuare e risolvere problemi, strumenti per cercare e trovare autonomamente nuovi saperi, competenze di cittadinanza attiva e responsabile nei confronti dei propri simili, della sicurezza,  dell’ambiente fisico e culturale… è una formazione alta che si scontra con decenni di obiettivi minimi scambiati per strumento di democrazia e di motivazione allo studio. Gli insoddisfacenti risultati formativi, per usare un eufemismo, testimoniati dalle indagini nazionali e internazionali, impongono un’inversione di tendenza, un’azione che dia a tutti, ma a ciascuno il suo. Questa è personalizzazione. E in questa direzione va il nuovo Esame di Stato che, così come è stato delineato dal D.L.vo 62/2017 e dall’O.M. 205/2019, può essere un ottimo strumento di valutazione complessiva delle competenze sviluppate da ciascuno studente e dell’azione formativa della singola istituzione scolastica.

La struttura e l’organizzazione dell’esame produrranno retroattivamente delle variazioni sulle pratiche didattiche, valutative e di progettazione/programmazione delle singole scuole, magari riportando all’attenzione la necessità di esercitare quella flessibilità funzionale e organizzativa che un’autonomia mai pienamente esercitata avrebbe richiesto. Una autonomia debole sia per le tentazioni centralistiche e le visioni partitiche, e non politiche, dei ministri che si succedono, ma anche per la cultura dell’adempimento che continua a caratterizzare le istituzioni scolastiche che non sempre riescono a condividere le responsabilità culturali e professionali in un progetto mediato e unitario. E dovrà riportare all’attenzione anche il tema del rapporto programmazione/valutazione e dei modelli di intervento che possono veramente incidere strutturalmente sui processi di formazione. Non è, infatti, solamente dilatando i tempi dell’offerta scolastica e del servizio che si incide sulla qualità degli esiti della formazione.

Il ruolo e la funzione del dirigente scolastico, responsabile dei risultati dell’istituzione, con poteri di direzione e di coordinamento, garante dei processi di formazione, si evidenziano in tutte le dimensioni: culturale, organizzativa, di indirizzo, di gestione e di controllo delle azioni finalizzate al cambiamento necessario per una vera formazione strategica per tutti i ragazzi e per il personale della scuola. Tocca al dirigente rendere esplicito il modello di scuola che meglio risponde alle esigenze di quel territorio, coniugando quanto richiesto dalla norma con l’angolo visuale particolare di quel Collegio dei docenti, restituendo e significando gli esiti dei percorsi posti in essere, sapendo bene che un conto è la visione, un altro è la condivisione, altro ancora l’attivazione dei processi da tradurre in azioni per il raggiungimento degli obiettivi.

La scuola e la centralità della formazione.

La concezione della formazione cambia col tempo e si adegua alle esigenze sociali. Ma l’obiettivo primario della scuola pubblica resta lo stesso: la formazione degli studenti; la produttività di una scuola la si misura sugli esiti formativi, ancora prima che sulla qualità del servizio. Le azioni organizzative, l’utilizzo delle risorse, ogni innovazione hanno senso se costruiscono buone pratiche che, coniugando efficienza ed efficacia, offrano uno specifico contributo al risultato formativo. La complessità delle richieste sociali, l’eterogeneità dell’utenza e dei professionisti che vi operano, nonché la molteplicità delle risposte possibili, portano in primo piano la necessità di chiari indirizzi culturali e pedagogici per interpretare i processi di cambiamento in atto che, nella loro realizzazione, hanno bisogno di sistemi di valori, di conoscenze e di significati condivisi. Questo, nel caso della valutazione, richiede alle scuole pensiero forte e pratiche ispirate a valori condivisi, per passare dai dati della misurazione ai giudizi della valutazione, giudizi che assumono valore in relazione a quei processi e a quei valori, rispondendo a principi di coerenza, di trasparenza e di attendibilità, richiesti dall’etica professionale e personale prima ancora che dalla responsabilità sociale e dalla norma. Non sono considerazioni da poco se si pensa ad alcune evidenze. Il mondo del lavoro, le imprese, lamentano una divaricazione tra le certificazioni in uscita dai percorsi di istruzione/formazione e le effettive competenze degli studenti; le indagini internazionali segnalano vistose debolezze negli esiti formativi della scuola italiana; il Mezzogiorno presenta i risultati più bassi nelle prove Invalsi, ma voti più alti all’Esame di Stato; gli studenti, e le loro famiglie, pretendono valutazioni positive confondendole con il diritto allo studio. La Scuola, scuola di massa, travolta dalla discontinuità delle norme e dalla continua richiesta di nuovi adempimenti si focalizza sugli adempimenti trascurando le domande sostanziali, affidando alla valutazione positiva, della quasi totalità degli studenti, una presunta inclusione sociale.

Misurazione, valutazione, certificazione…

L’Esame di Stato ha definito, in parte modificandoli, gli oggetti e gli strumenti dell’accertamento e i criteri di riferimento per la valutazione degli esiti in uscita dalla secondaria di secondo grado. In questo senso il RAV, il PDM e il rapporto di Rendicontazione sociale potranno essere strumenti funzionali, per il dirigente, utili per coinvolgere il Collegio dei docenti e indicare la via per il miglioramento continuo.

Se la valutazione è un momento strutturale della programmazione, la via può essere quella della condivisione delle trasversalità, come la comprensione del testo, l’uso del lessico specifico, l’argomentare, il riassumere perché l’uso cognitivo della lingua è responsabilità di tutti, come indicato nelle Indicazioni Nazionali per i Licei e nelle Linee Guida per gli Istituti Professionali e Tecnici. Le abilità di studio e lo sviluppo dei processi cognitivi ad esse sottesi, vanno consapevolmente e intenzionalmente promosse da tutti gli insegnamenti disciplinari e da tutti valutati. L’attribuzione delle valutazioni per le competenze disciplinari, espresse in voti dai singoli docenti, si devono conciliare con le valutazioni espresse in livelli dal Consiglio di classe sugli “assi” che fondano le competenze di cittadinanza. È un discorso, questo, che deve essere affrontato con urgenza ed è compito del Dirigente Scolastico porre il problema al Collegio dei docenti.

A livello di disciplina si accertano le abilità e le conoscenze specifiche e il loro utilizzo; a livello di asse si accerta la capacità di integrare le competenze disciplinari nell’affrontare compiti o casi complessi. Uno studente potrebbe ottenere buoni risultati nelle prove di disciplina ma incontrare difficoltà nell’integrare i diversi saperi in un quadro di conoscenza personale, come si è visto anche durante i colloqui dell’Esame di Stato e dalle discrepanze tra la valutazione di ammissione all’esame e gli esiti in uscita.

Restituire con chiarezza agli studenti gli esiti delle prestazioni, mettendo in evidenza i punti di forza e i punti di criticità, indicando i possibili itinerari di rafforzamento, fa della valutazione un momento chiave per l’auto-orientamento e l’autovalutazione, formativo in ogni circostanza ed elemento di contrasto alla dispersione e alle conseguenti disuguaglianze sociali.

Il prossimo settembre …

Il prossimo settembre i Dirigenti dovranno certamente proporre ai Collegi l’analisi dell’andamento dell’Esame di Stato, della convergenza degli esiti con le valutazioni espresse nello scrutinio per l’ammissione e con gli esiti delle prove Invalsi. Sarà l’occasione per riflettere con onestà su ciò che funziona e su cosa non ha funzionato e che deve essere oggetto di riflessione, senza la tentazione delle scusanti riferite alla Commissione troppo severa o alle casualità, lavorando sui dati e non sulle opinioni. In fondo le prove scritte sono state correte anche dai Commissari interni e la valutazione dei colloqui era espressione dell’intera Commissione, all’unanimità o a maggioranza. Sarà l’occasione per prendere atto che la dispersione, in un sistema scolastico dove non è fondata la cultura della verifica misurabile del raggiungimento dei risultati attesi, è un fatto fisiologico e non patologico e che, senza una visione sistemica della valutazione culturale e organizzativa, rimane la certificazione legata più alla progressione scolastica che al bagaglio culturale.

Il dirigente, come è sua responsabilità, dovrà richiamare e indirizzare l’Istituzione che dirige a una attenta riflessione sulle pratiche valutative, promuovendo la condivisione e la standardizzazione degli oggetti, delle procedure e degli strumenti, nonché la codificazione dei tempi, delle forme, delle funzioni e dei criteri.  Sarà suo il delicato e importante compito, attraverso una ben costruita e consapevole autovalutazione, di portare a una riflessione condivisa che la qualità dei risultati degli studenti è strettamente collegata alla qualità dell’azione formativa dei docenti. C. Pontecorvo, ormai parecchi anni fa, scriveva che quando si parla di apprendimento si ritiene necessario associarvi sempre il termine complementare insegnamento: si tratta infatti di un processo di insegnamento-apprendimento (o di istruzione) che è unico… non esprime una contrapposizione ma una necessaria complementarietà che ha fra l’altro delle conseguenze dirette sul piano della valutazione (il suo oggetto non è mai solo l’allievo, ma anche l’insieme del processo di insegnamento.

La necessità di pratiche condivise.

 L’urgenza e la quantità dei cambiamenti, presentati o percepiti come “adempimenti”, e l’impossibilità di tempi di riflessione e di lavoro adeguati, porta i Collegi ad affidare l’elaborazione dei documenti relativi alla valutazione e alla progettazione a ristretti gruppi di lavoro. E’ una pratica necessaria e funzionale, a patto che tali documenti forniscano indirizzi, strumenti e vincoli a tutti i docenti, attraverso significazioni e condivisioni collegiali. In caso contrario diventa evidente lo scollamento tra dichiarato e agito, tra gli atti della progettualità e le pratiche reali.

Lo si vede negli Esami di Stato, ad esempio, confrontando il PTOF, i Documenti del 15 maggio dei Consigli di classe, con l’andamento e le evidenze delle prove scritte e dei colloqui.  Può succedere. E succede in Organizzazioni a legami deboli come sono le Istituzioni scolastiche, dove le parti, e le attività svolte da ciascuna di esse, hanno margini rilevanti di indipendenza. Ma “legame debole o lasco” non significa necessariamente fragile o instabile. Il ruolo del dirigente è anche quello di tenere insieme le varie parti dell’organizzazione, lasciando a ciascuna spazi di autonomia in modo che interagiscano le une con le altre, mantenendo la propria identità e separatezza, sia essa riferita al settore didattico o amministrativo o ai dipartimenti disciplinari o, ancora, ai docenti di disciplina all’interno dei Consigli di classe. Tocca al dirigente scolastico fare in modo che il sistema si adatti ai mutamenti ambientali, restando il più flessibile possibile, conservando, come dice G.Bonazzi le innovazioni annidate nelle sue varie parti ed evitando che un cedimento si espanda alle altre regioni del sistema, evitando l’agire unicamente secondo il criterio concreto di sufficienza piuttosto che secondo il criterio astratto della massima efficienza.

Tocca al dirigente, nell’itinerario di cambiamento, indicare una visione realistica, senza cedere alla tentazione di obiettivi irraggiungibili in quel preciso momento in quella particolare scuola, sollecitando cambiamenti organizzativi e didattici sulla base delle potenzialità presenti e delle condizioni realizzabili.

 Per “…scelte giuste e ben fatte”.

Quali possono essere i valori e le prospettive che orientano le scelte del dirigente scolastico nel disegnare e guidare il cambiamento necessario e nel disegnare i compiti specifici della scuola, nel “guidare un’impresa umana” come la definiva Cesare Scurati, nell’incertezza e nelle complessità del presente e ancora di più del futuro?

Un notevole contributo alla riflessione lo si può trovare nel testo di Howard Gardner “Cinque chiavi per il futuro”. Accanto alle sottolineature che Gardner fa in tutte le sue opere sulla necessità che  la finalità della scuola si inscriva nell’ambito dello sviluppo delle intelligenze multiple, e quindi dei differenti profili personali di intelligenza da valorizzare attraverso percorsi di personalizzazione di insegnamento e di valutazione, lo studioso esprime la sua convinzione che i processi di formazione e di alfabetizzazione culturale, cioè il sapere e il comprendere, debbano poggiare sulla essenzializzazione dei contenuti di istruzione.  Ciò a vantaggio di curricoli che promuovano la conoscenza dei modi di pensare delle principali discipline e, per tale via, di giungere alla comprensione del proprio mondo: “promuovere nuovi modi di pensare per rispondere, agendo con rigore e con creatività alle richieste della società contemporanea”. La sfida è quella di “costruire” menti sintetiche, disciplinate, creative, etiche. Cinque sono, infatti, le chiavi che permetteranno ai giovani di rivolgersi con tranquillità al futuro: l’intelligenza disciplinare (padronanza delle teorie e interpretazioni del mondo); l’intelligenza sintetica (per integrare idee e conoscenze di diverse aree); l’intelligenza creativa(  per affrontare e risolvere problemi nuovi); l’intelligenza rispettosa (per essere consapevoli delle differenze tra uomini e culture diverse); l’intelligenza etica (per accettare e gestire consapevolmente le proprie responsabilità personali e professionali). Modi di pensare, chiavi di lettura che possono guidare anche l’azione del dirigente nella sua duplice veste di manager e di leader. Il lavoro del dirigente scolastico, ispirato a criteri di efficienza e di efficacia, non può prescindere da modi di pensare e di essere che gli permettano di accogliere e di raccogliere i continui flussi di informazione per raccordarli e restituirli in forma di decisioni, di indirizzi, di controllo e di gestione perché la scuola sia veramente un luogo di “adeguatezza funzionale” e di eccellenza formativa. Una leadership che dia concretezza ai cambiamenti necessari dei comportamenti di tutti i componenti dell’Istituzione scolastica. Comportamenti che rimandano a una leadership di tipo trasformazionale, nell’impegno sul versante della sperimentazione e della ricerca, per dare concretezza ai cambiamenti e alle pratiche, ancorchè inusuali, ma produttivi di risultati apprezzabili.  Questo richiede approcci mentali rispettosi, con una forte connotazione etica, continua Gardner, di tutte le richieste di accoglienza e di valorizzazione delle domande che giungono da dentro e da fuori la scuola, per esprimersi in una interazione veramente produttiva.

La professione di dirigente scolastico richiede solide e dinamiche conoscenze giuridiche e regolamentari, amministrative, sociologiche e psicopedagogiche, ma deve anche poggiare su una personale idea di scuola e di percorsi professionali, da rivisitare criticamente attraverso confronti aperti con la complessità e la specificità delle situazioni come ad esempio quella del nuovo Esame di Stato. La progettualità dell’Istituzione scolastica si interseca con i temi della leadership dirigenziale, con i tempi e con i modi con cui si esercitano le responsabilità di indirizzo, di monitoraggio, di valutazione e di implementazione dei processi, supportate da forti competenze tecniche, sociologicamente e pedagogicamente orientate da una gestione etica degli spazi di autonomia. E da quell’autorevolezza che può derivare solo da solidi principi e da gerarchie di valori che sostanzino i criteri di scelta e le direttive per quell’etica professionale che Gardner ritiene irrinunciabile.

BIBLIOGRAFIA

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D.M. 37/2019.

Scrutini finali a.s. 2018/2019


Scuola, i dati degli scrutini: alla Secondaria di II grado il 21% degli studenti deve recuperare almeno un’insufficienza, ma diminuiscono le bocciature. Stabili le promozioni nel I grado

Diminuiscono gli studenti non ammessi all’anno successivo nella Scuola secondaria di II grado, come anche gli alunni che devono recuperare almeno un’insufficienza. I promossi crescono dell’1,1%, mentre nella Secondaria di I grado restano sostanzialmente stabili. Questo il quadro che emerge dalle rilevazioni sugli esiti degli scrutini finali della Secondaria di I e II grado e degli Esami conclusivi del I ciclo d’istruzione per l’anno scolastico 2018/2019.

La Secondaria di I grado
Gli ammessi alla classe successiva nella Secondaria di I grado sono il 98% degli scrutinati, rispetto al 98,1% dell’anno scorso. La Regione con la più alta percentuale di ammessi è la Basilicata (99,3%), seguita da Puglia (98,7%) e Calabria (98,6%). Gli ammessi all’Esame di Stato conclusivo del primo ciclo sono stati il 98,4%, rispetto al 98% del 2017/2018. L’Esame è stato poi superato dal 99,5% degli esaminati, l’anno scorso i licenziati erano stati il 99,8%.

La Secondaria di II grado
Gli studenti promossi salgono al 72,2% rispetto al 71,1% dell’anno scorso. Quelli che dovranno ripetere l’anno scolastico nella Secondaria di II grado sono il 6,8%, in calo rispetto al 7,4% del 2017/2018. La maggiore percentuale di non ammessi alla classe successiva si registra negli Istituti professionali (10,4%), comunque in calo rispetto al 12,1% dello scorso anno. Scendono le non ammissioni anche nei Licei (dal 4,2% al 4%) e negli Istituti tecnici (dal 9,8% al 9,5%). Lo scoglio principale nella Secondaria di II grado si conferma il primo anno di corso, con il 10,3% di non ammessi all’anno successivo.

Le sospensioni del giudizio scendono dal 21,5% del 2017/2018 al 21%. Sardegna (26,7%) e Lombardia (25%) sono le Regioni con le percentuali più alte. Quelle con il numero minore di studenti con sospensione del giudizio sono Puglia (14,4%) e Calabria (15,4%). Rispetto alla tipologia di percorso di studio, la quota maggiore di studenti con insufficienze da recuperare si trova negli Istituti Tecnici (26,4%), seguiti dai Licei (19,2%) e dagli Istituti Professionali (16,8%).

In attesa delle verifiche sui giudizi sospesi, la percentuale dei ragazzi promossi nella Secondaria di II grado è pari al 72,2%. Il picco delle promozioni si conferma nei Licei (76,8%) mentre nei Professionali la percentuale è pari a 72,8% e nei Tecnici è del 64,1%.

Le Regioni dove si registra la percentuale più alta di ragazzi che hanno superato l’anno scolastico nello scrutinio di giugno sono Puglia (79,3%), Calabria (79%) e Umbria (78,7%). Quelle con meno promossi risultano Sardegna (63,3%) e Lombardia (67,8%).

I risultati dell’Esame di Stato


Il 61,7% dei candidati prende un voto superiore a 70/100, erano il 64,5% nel 2018. Giù i 60, in aumento le lodi (ma non i 100 ‘puri’) e i voti nella fascia 61-70

Sono disponibili dal 22 luglio i primi risultati relativi agli Esami di Stato della Scuola secondaria di II grado. In base alle rilevazioni effettuate dal MIUR, si registra un aumento dei diplomati con 100 e lode: sono l’1,6%, l’anno scorso erano l’1,3%. Diminuiscono complessivamente gli studenti che hanno conseguito un voto superiore a 70/100: sono il 61,7%, rispetto al 64,5% di un anno fa.

Quest’anno, è stato ammesso all’Esame il 96,1% dei candidati scrutinati (nel 2018 era stato il 96%). I diplomati finali risultano essere il 99,7%, erano il 99,6% nel 2018.

Se le lodi aumentano, i diplomati con il 100 ‘secco’ sono in leggero calo: sono il 5,6%, nel 2018 erano il 5,7%. Cresce la percentuale dei ragazzi con voto compreso tra 91 e 99, dal 9% al 9,8%. Diminuiscono sensibilmente i voti nella fascia 81-90, dal 19,6% al 16%; calano leggermente i 71-80, dal 28,9% al 28,7%.

In aumento i punteggi al di sotto del 70, il 38,3% rispetto al 35,5% del 2018. I 61-70 sono il 31,4% (erano il 27,7% nel 2018). I 60 scendono dal 7,8% al 6,9%.

Complessivamente, i 100 e lode sono 7.365, in termini assoluti. La Regione con il più alto numero assoluto di diplomati con lode è la Campania (1.287), seguita da Puglia (1.225) e Sicilia (817). Guardando al rapporto percentuale tra diplomati con lode e diplomati totali, la percentuale più alta viene registrata in Puglia (3,4%), seguita da Calabria (2,6%) e Umbria (2,4%) (in allegato la tabella completa).

Nei Licei le votazioni si confermano mediamente più alte: il 2,5% ha conseguito la lode, il 7,7% ha avuto 100, il 12,3% tra 91 e 99, il 18,5% tra 81 e 90, il 29,2% tra 71 e 80. Tra i Licei, è l’indirizzo Classico a primeggiare nei risultati al di sopra della fascia tra 80 e 100.

Esame di Stato I Ciclo

Come previsto dall’Ordinanza Ministeriale 24 agosto 2018, AOOUFGAB 600, l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione si svolge, per l’anno scolastico 2018/2019, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2019, secondo i calendari definiti dalle commissioni d’esame insediate presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie.

Terza prova scritta Esame II Ciclo

Si svolge il 25 giugno la terza prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione:

  • nei licei ed istituti tecnici presso i quali è presente il progetto sperimentale ESABAC ed ESABAC TECHNO,
  • nei licei con sezioni ad opzione internazionale cinese, spagnola, e tedesca.


I testi delle prove dal 1985 al 2018 sono disponibili nella rubrica Esami.


Diario d’Esame A.S. 2018-2019
Una guida, passo per passo, al lavoro delle Commissioni
a cura di Dario Cillo diario

Seconda prova scritta Esame II Ciclo

Si svolge il 20 giugno la seconda prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione.

Seconda prova scritta Esame II Ciclo – 2019

EA01 – ESABAC – LICEO CLASSICO
EA02 – ESABAC – LICEO SCIENTIFICO
EA03 – ESABAC – LICEO LINGUISTICO
EA04 – ESABAC – LICEO CLASSICO EUROPEO
EA08 – ESABAC – SCIENZE UMANE – OPZIONE ECONOMICO SOCIALE
EA10 – ESABAC – SCIENTIFICO INTERNAZIONALE FRANCESE
EA11 – ESABAC – CLASSICO INTERNAZIONALE FRANCESE
EA12 – ESABAC – LINGUISTICO INTERNAZIONALE FRANCESE
EA13 – ESABAC – LINGUISTICO MODERNO (LING.EUROPEI PARITARI)
EA14 – ESABAC – GIURIDICO ECONOMICO (LING.EUROPEI PARITARI)
EA16 – ESABAC – ARTISTICO – DESIGN (ARTE DELLA MODA)
ISEV – GIURIDICO ECONOMICO (LICEI LINGUISTICI EUROPEI PARITARI)
ISFX – LINGUISTICO MODERNO (LICEI LINGUISTICI EUROPEI PARITARI)
ISJV – ARTISTICO (LICEI LINGUISTICI EUROPEI PARITARI)
LI01 – CLASSICO
LI02 – SCIENTIFICO
LI03 – SCIENTIFICO – OPZIONE SCIENZE APPLICATE
LI04 – LINGUISTICO
LI05 – ARCHITETTURA E AMBIENTE
LI07 – AUDIOVISIVO MULTIMEDIALE
LI08 – SCENOGRAFIA
LI10 – GRAFICA
LI11 – SCIENZE UMANE
LI12 – SCIENZE UMANE – OPZIONE ECONOMICO SOCIALE
LI13 – MUSICALE E COREUTICO – SEZIONE MUSICALE
LI14 – MUSICALE E COREUTICO – SEZIONE COREUTICA
LI15 – SCIENTIFICO – SEZIONE AD INDIRIZZO SPORTIVO
LI1E – LICEO INTERNAZIONALE ECONOMICO SOCIALE QUADRIENNALE
LI1L – LICEO LINGUISTICO INTERNAZIONALE QUADRIENNALE
LI1S – LICEO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE QUADRIENNALE
LIA1 – CLASSICO OPZIONE INTERNAZIONALE SPAGNOLA
LIA2 – SCIENTIFICO OPZIONE INTERNAZIONALE SPAGNOLA
LIA4 – LINGUISTICO OPZIONE INTERNAZIONALE SPAGNOLA
LIA6 – ARTI FIGURATIVE PLASTICO-SCULTOREO
LIA9 – DESIGN – ARTE DEI METALLI,DELL’OREFICERIA E DEL CORALLO
LIB1 – CLASSICO OPZIONE INTERNAZIONALE TEDESCA
LIB2 – SCIENTIFICO OPZIONE INTERNAZIONALE TEDESCA
LIB4 – LINGUISTICO OPZIONE INTERNAZIONALE TEDESCA
LIB6 – ARTI FIGURATIVE GRAFICO-PITTORICO
LIB9 – DESIGN – ARTE DELL’ARREDAMENTO E DEL LEGNO
LIC2 – SCIENTIFICO OPZIONE INTERNAZIONALE CINESE
LIC6 – ARTI FIGURATIVE PLASTICO-PITTORICO
LIC9 – DESIGN – ARTE DELLA CERAMICA
LID1 – LICEO CLASSICO EUROPEO – SEZIONE AD OPZIONE INTERNAZIONALE TEDESCA
LID2 – LICEO SCIENTIFICO INTERCULTURALE – QUADRIENNALE – MIPS175007
LID9 – DESIGN – INDUSTRIA
LIE1 – LICEO CLASSICO EUROPEO
LIE9 – DESIGN – ARTE DEL LIBRO
LIF9 – DESIGN – ARTE DELLA MODA
LIG9 – DESIGN – ARTE DEL TESSUTO
LIH9 – DESIGN – ARTE DEL VETRO
LII2 – SCIENTIFICO INTERNAZIONALE – OPZIONE ITALO INGLESE
LIIC – LICEO CLASSICO INTERNAZIONALE QUADRIENNALE
LIIS – LICEO INTERNAZIONALE DELLE SCIENZE APPLICATE QUADRIENNALE
LIQ1 – LICEO CLASSICO INTERCULTURALE – QUADRIENNALE – MIPC16500D
LIQ2 – LICEO INTERNAZIONALE DELLE SCIENZE APPLICATE QUADRIENNALE (BRPS01701T)

EA05 – ESABAC – AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING
EA06 – ESABAC – AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING – RELAZIONI INTERNAZIONALI
EA07 – ESABAC – TURISMO
EA25 – ESABAC TECHNO – AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING
EA26 – ESABAC TECHNO – AMMINISTRAZ., FIN. E MARKETING – ART. ‘RELAZIONI INTERNAZ.’
EA27 – ESABAC TECHNO – TURISMO
IT04 – TURISMO
IT15 – GRAFICA E COMUNICAZIONE
ITAF – AMMINISTRAZIONE, FINANZA E MARKETING
ITAM – SISTEMA MODA ARTICOLAZIONE “TESSILE, ABBIGLIAMENTO E MODA”
ITAT – ELETTRONICA ED ELETTROTECNICA ARTICOLAZIONE “AUTOMAZIONE”
ITBA – CHIMICA, MATERIALI E BIOTECNOLOGIE ARTICOLAZIONE “BIOTECNOLOGIE AMBIENTALI”
ITBS – CHIMICA, MATERIALI E BIOTECNOLOGIEARTICOLAZIONE “BIOTECNOLOGIE SANITARIE”
ITCA – COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO
ITCD – TRASPORTI E LOGISTICA ARTICOLAZIONE “CONDUZIONE DEL MEZZO”
ITCI – TRASP.LOGISTI. ART. “CONDUZIONE MEZZO” OPZ.”COND. APPAR.IMPIANTI MARITTIMI”
ITCL – COSTRUZ. AMBIENTE E TERRITORIO OPZ.”TECNOLOGIE DEL LEGNO NELLE COSTRUZIONI”
ITCM – CHIMICA, MATERIALI E BIOTECNOLOGIE ARTICOLAZIONE “CHIMICA E MATERIALI”
ITCN – TRASPORTI LOGISTICA ART. “CONDUZIONE MEZZO” OPZ.”CONDUZIONE MEZZO NAVALE”
ITCR – TRASPORTI LOGISTICA ART. “CONDUZIONE MEZZO” OPZ.”CONDUZIONE MEZZO AEREO”
ITCS – TRASPORTI E LOGISTICA ARTICOLAZIONE “COSTRUZIONE DEL MEZZO”
ITCT – TRASPORTI E LOGISTICA ART.”COSTRUZ. MEZZO” OPZ.”COSTRUZIONI AERONAUTICHE”
ITCV – TRASPORTI E LOGISTICA ART.”COSTRUZ. MEZZO” OPZ.”COSTRUZIONI NAVALI”
ITCZ – SISTEMA MODA ARTICOLAZIONE “CALZATURE E MODA”
ITDT – SISTEMA MODA ART.”TESSILE, ABBIGLIAMENTO E MODA”(IND.SPER.DISEGNO TESSUTI)
ITEC – ELETTRONICA ED ELETTROTECNICAARTICOLAZIONE “ELETTRONICA”
ITEN – MECCANICA, MECCATRONICA ED ENERGIA ARTICOLAZIONE “ENERGIA”
ITET – ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ARTICOLAZIONE “ELETTROTECNICA”
ITGA – AGRARIA, AGROALIME. AGROINDUSTRIA ART.”GESTIONE DELL’AMBIENTE E TERRITORIO”
ITGC – CHIMICA, MATERIALI BIOTECNOLOGIE ART.”CHIMICA E MATERIALI” OPZ.”TECN.CUOIO”
ITGF – GRAFICA E COMUNICAZIONE – SPERIMENTAZIONE “GRAFICA E FOTOGRAFIA-VISUAL”
ITGT – COSTRUZIONI, AMBIENTE E TERRITORIO ARTICOLAZIONE “GEOTECNICO”
ITIA – INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONIARTICOLAZIONE “INFORMATICA”
ITIE – ISTITUTO ECONOMICO INTERNAZIONALE QUADRIENNALE
ITIR – ISTITUTO ECONOMICO INTERNAZIONALE QUADRIENNALE (ART.REL.INT.MARKETING)
ITIT – ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE E TELECOMUNICAZIONI QUADRIENNALE
ITLG – TRASPORTI E LOGISTICA ARTICOLAZIONE “LOGISTICA”
ITMM – MECCANICA, MECCATRONICA ED ENERGIA ARTICOLAZIONE “MECCANICA E MECCATRONICA”
ITMO – MECCANICA,MECCATR. ENERGIA” ART.”MECCANICA MECCATRONICA”OPZ.”TECN.OCCHIALE”
ITMP – MECCAN.,MECCATR. ENE.” ART.”MECCANICA MECCATRO.”OPZ.”TE.MATERIE PLASTICHE”
ITPT – AGRARIA, AGROALIMENTARE E AGROINDUSTRIA ART. “PRODUZIONI E TRASFORMAZIONI”
ITRI – AMMINISTR.FINANZA MARKETING ART.”RELAZIONI INTERNAZIONALI PER IL MARKETING”
ITSI – AMMINISTRAZIONE FINANZA E MARKETING ART. “SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI”
ITTC – GRAFICA E COMUNICAZIONE OPZIONE “TECNOLOGIE CARTARIE”
ITTE – GRAFICA E COMUNICAZIONE – SPERIMENTAZIONE “CINEMA E TELEVISIONE”
ITTL – INFORMATICA E TELECOMUNICAZIONI ARTICOLAZIONE “TELECOMUNICAZIONI”
ITVE – AGRARIA, AGROALIMENTARE E AGROINDUSTRIA ART. “VITICOLTURA ED ENOLOGIA”

IP01 – SERVIZI PER L’AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE
IP02 – SERVIZI SOCIO-SANITARI
IP03 – SERV. SOCIO-SANITARI ART. “ARTI AUS.PROFESSIONI SANITARIE – ODONTOTECNICO”
IP04 – SERV. SOCIO-SANITARI ART. “ARTI AUS.PROFESSIONI SANITARIE – OTTICO”
IP06 – SERV. ENOGASTR. E OSPITALITA’ ALBERGHIERA ART. “SALA E VENDITA”
IP07 – SERV. ENOGASTR. E OSPITALITA’ ALBERGHIERA ART. “ACCOGLIENZA TURISTICA”
IP08 – SERVIZI COMMERCIALI
IP09 – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA
IP1A – SERV. AGRICOLTURA E SVILUPPO RUR. (CURV.AGRIC.BIOL. BIODINAM.) (TVRA3C5009)
IPA1 – PR.IND.LI E ARTIG.LI ART. “ARTIGIANATO” (CURV.PROD.TESSILI E SARTORIALI)
IPA2 – PR.IND.LI E ARTIG.LI ART. “ARTIGIANATO” (CURV.TRASF.ALIMENT.ARTIGIANALI)
IPA3 – PR.IND.LI E ARTIG.LI ART. “ARTIGIANATO” (CURV. ARREDI E FORN.INT.)
IPA4 – PR.IND.LI E ARTIG.LI ART.”ARTIGIANATO” (CURV.BIOEDIL.ECOSOST.) (TVRA3C5009)
IPA7 – MAN.ASS.TEC.OPZ.”APPAR.IMP.SERV.TECN.IND.LI CIVILI” (CURV.SISTEMI ENERGET.)
IPA8 – SERVIZI COMMERCIALI (CURV. PROMOZIONE COMMERCIALE PUBBLICITARIA)
IPAA – PROD. INDUSTRIALI E ARTIGIANALI ART. “ARTIGIANATO” (CURV. CERAMICA)
IPAB – PROD.INDUST.LI E ARTIG.LI ART.”ARTIGIANATO”(CURV.FOTOGRAFIA)
IPAE – MA.AS.TE.OPZ.”APP.IMP.SERV.TECN.IND.LI CIVILI”(CURV. ELETTRICO/ELETTRONICO)
IPAF – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI ART.”INDUSTRIA” OPZ.”ARREDI E FORNITURE D’INTERNI”
IPAI – MAN.ASS.TEC.OPZ.”APPARATI,IMPIANTI E SERVIZI TECNICI INDUSTRIALI E CIVILI”
IPAM – MA.AS.TE.OPZ.”APP.IMP.SERV.TECN.IND.LI CIVILI” (CURV.MECCANICA)
IPAN – PROD.INDUST.LI E ARTIG.LI OPZ.”COLTIVAZ.LAVOR.MATERIALI LAPIDEI”
IPAO – PR.IND.LI ARTIG.LI ART.ARTIGIANATO-OP.PRO.ART.TER.(CURV.METALLI/OREFIC.)
IPAR – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI “ARTIGIANATO”(CURV. METALLI-OREFICERIA)
IPAV – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI – ART.”INDUSTRIA” OPZ.”PRODUZIONI AUDIOVISIVE”
IPB1 – SERVIZI COMMERCIALI (F.PROV BOLZ.TED)
IPB2 – SERV.ENOGASTR. E OSPITALITA’ ALBERG. ART.”ENOGASTRONOMIA” (F.PROV BOLZ.TED)
IPB4 – SERV. ENOGAST. E OSPIT. ALBERG. ART.”ACCOGLIENZA TURIST.” (F.PROV BOLZ.TED)
IPB6 – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA (F.PROV BOLZ.TED)
IPB7 – PRODUZIONI INDUSTRIALI ARTIGIANALI ART.”INDUSTRIA” (F.PROV BOLZ.TED)
IPB9 – SERVIZI PER L’AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE (F.PROV BOLZ.TED)
IPBA – PRODUZIONI INDUSTRIALI ARTIGIANALI ART. “ARTIGIANATO” (F.PROV BOLZ.LADINA)
IPBB – SERVIZI COMMERCIALI (F.PROV BOLZANO ITALIANA)
IPBC – SERV. ENOGAST. E OSPIT. ALBERG. ART.”ACCOGLIENZA TURIST.” (F.PROV BOLZ.ITA)
IPBD – SETTORE SERVIZI – INDIRIZZO SERVIZI SOCIO-SANITARI (F.PROV BOLZ.ITA)
IPBE – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA (F.PROV BOLZANO ITALIANA)
IPBF – SERVIZI PER L’AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE (F.PROV BOLZANO ITALIANA)
IPBG – PROD.INDUST.LI E ARTIGIANALI-ART.”INDUSTRIA”(CURV. GRAFICA)(F.PR. BOLZ.ITA)
IPC8 – SERVIZI COMMERCIALI (CURV. TURISMO)
IPCP – SERVIZI COMMERCIALI OPZIONE “PROMOZIONE COMMERCIALE E PUBBLICITARIA”
IPE9 – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA (CURV. ELETTRICO/ELETTRONICO)
IPEN – SERV. ENOGASTRONOMIA E OSPITALITA’ ALBERGHIERA ART. “ENOGASTRONOMIA”
IPFA – PR.IND.LI ARTIG.LI ART.”ARTIGIANATO”- OP.PRO.ART.TERRIT.(CURV.FOTOGRAFIA)
IPGF – SERV. AGRICOLTURA SVILUPPO RURALE OPZ.”GESTIONE RISORSE FORESTALI MONTANE”
IPIA – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI ART.”INDUSTRIA” (CURV. ARREDI E FORNITURE INTERNI)
IPIB – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI ART.”INDUSTRIA” (CURV.CHIMICO-BIOLOGICO)
IPIC – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI ART.”INDUSTRIA” (CURV. PROCESSI CERAMICI)
IPIE – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI ART.”INDUSTRIA” (CURV.MECCANICA)
IPIG – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI ART.”INDUSTRIA” (CURV.GRAFICA)
IPIM – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI ART.”INDUSTRIA” (CURVATURA TECNICO DEL MARE)
IPIT – PROD.INDUST.LI ARTIG.LI ART.”INDUSTRIA”(CURV.TESSILE SARTORIALE)
IPLI – PROD.INDUST.LI E ARTIGIAN. ART. “ARTIGIANATO” – SPER. LIUTERIA (CRTF008012)
IPM9 – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA (CURV. MECCANICA)
IPMM – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA OPZIONE “MANUTENZIONE MEZZI DI TRASPORTO”
IPPD – SER.ENOG.OSPIT.ALBER.ART.”ENOGASTRONOMIA”OPZ.”PROD.DOLC.RI ART.LI IND.LI”
IPS9 – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA (CURV. SISTEMI ENERGETICI)
IPT1 – SER.ENOGA.E OSPITAL. ALBERG. ART.”ENOGASTRONOMIA”(F.PROV TRENTO)
IPT2 – MANUTENZIONE E ASSISTENZA TECNICA (F.PROV TRENTO)
IPT3 – SERVIZI COMMERCIALI (F.PROV TRENTO)
IPT4 – PROD.INDUSTR.LI E ARTIGIANALI ART.”ARTIGIANATO”(F.PROV TRENTO)
IPT5 – SERV. ENOGAST. E OSPIT. ALBERG. ART. “SALA E VENDITA” (F.PROV TRENTO)
IPT7 – SERVIZI PER L’AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE (F.PROV TRENTO)
IPT8 – SERVIZI SOCIO-SANITARI (F.PROV TRENTO)
IPTS – PROD.IND.LI ARTIG.LI ART.”ARTIGIANATO”-OPZ.PROD.TESS.SARTORIALI
IPVP – SERV. AGRIC.SVIL.RURALE OPZ.”VALORIZ.COMMERCIAL.PROD.AGRICOLI E TERRITORIO”


I testi delle prove dal 1985 al 2018 sono disponibili nella rubrica Esami.


Diario d’Esame A.S. 2018-2019
Una guida, passo per passo, al lavoro delle Commissioni
a cura di Dario Cillo diario

Il colloquio degli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione

CARLO DE NITTI[1]

Il colloquio degli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione dopo il D. Lgs. 62/2017: idee per riflettere

PREMESSA

Una delle innovazioni introdotte dal D. Lgs. 62/2017 che, al termine di questo anno scolastico comincerà ad espletare i suoi effetti con la sessione unica 2019 degli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione, è costituita dalle modalità di svolgimento del colloquio orale. Su tale argomento sono incentrate le righe che seguono: esso sta creando apprensione in molti studenti ed in parecchi docenti, poiché – com’è noto – ogni novità destabilizza chi è vissuto nelle certezze precedenti, quelle create da una pratica ventennale determinata dalla previgente normativa sulla materia de qua. In questa sede, si cercherà di fornire una lettura analitica “pratica” della novellata normativa sulla materia.

FONTI NORMATIVE

  1. D. Lgs. 62 del 13.04.2017 “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1 commi 180 e 181 lettera i), della legge 13 luglio 2015 n° 107;
  2. Nota 3050 del 04.10.2018 avente per oggetto “Esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado a.s. 2018/2019 – prime indicazioni operative”;
  3. D.M. 769 del 26.11.2018;
  4. D.M. 37 del 18.01.2019 con tutti gli allegati;
  5. O.M. 205 dell’11.03.2019;
  6. Indicazioni nazionali per i licei (D.I. M.I.U.R.- M.E.F. 7 ottobre 2010, n. 211: Schema di regolamento recante “Indicazioni nazionali riguardanti gli obiettivi specifici di apprendimento concernenti le attività e gli insegnamenti compresi nei piani degli studi previsti per i percorsi liceali di cui all’articolo 10, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89, in relazione all’articolo 2, commi 1 e 3, del medesimo regolamento.”;
  7. Linee guida secondo biennio e quinto anno (Direttiva M.I.U.R. 16.01.2012 n. 4):
  8. Linee guida secondo biennio e quinto anno – ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo (opzioni) (Direttiva M.I.U.R. 01.08.2012 n. 69)
  9. Linee guida secondo biennio e quinto anno (Direttiva M.I.U.R. 16.01.2012 n. 5)
  10. Linee guida secondo biennio e quinto anno – ulteriori articolazioni delle aree di indirizzo (opzioni) (Direttiva M.I.U.R. 01.08.2012 n. 70)
  11. L. 170/2010;
  12. Linee Guida (D.M. 5669/2011);
  13. Nota M.I.U.R. 562 del 03.04.2019;
  14. Nota M.I.U.R. 788 del 06.05.2019.

QUADRO DI RIFERIMENTO

Il colloquio è disciplinato dall’art. 17, c. 9, del D. Lgs. 62/2017 ed ha la finalità di accertare da parte della Commissione il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa o dello studente.

A tal fine, la commissione propone al candidato di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti (sotto forma di conoscenze) e dei metodi propri delle singole discipline (metacognizione), nonché la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e metterle in relazione per argomentare in maniera critica e personale in una disciplina non linguistica, utilizzando anche la lingua straniera, secondo la metodologia C.L.I.L.

Nell’ambito del colloquio, il candidato interno espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, le esperienze svolte nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, denominati con la previgente normativa percorsi di alternanza scuola lavoro[2].

Nella relazione e/o nell’elaborato, il candidato, oltre a illustrare natura e caratteristiche delle attività svolte e a correlarle alle competenze specifiche e trasversali acquisite, sviluppa una riflessione in un’ottica orientativa sulla significatività e sulla ricaduta di tali attività sulle opportunità di studio e/o di lavoro post-diploma.

Parte del colloquio è inoltre dedicata alle attività, ai percorsi e ai progetti svolti nell’ambito di «Cittadinanza e Costituzione», inseriti nel curriculum scolastico secondo quanto previsto all’art. 1 del D.L. 137/2008, convertito con modificazioni dalla L. 169/2008, illustrati nel documento del consiglio di classe e realizzati in coerenza con gli obiettivi del P.T.O.F.

Il colloquio si svolge a partire da materiali scelti dalla commissione, attinenti alle Indicazioni nazionali per i Licei e alle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali, in un’unica soluzione temporale e alla presenza dell’intera commissione. Ad essa il compito di curare l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio ed il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando però una rigida distinzione tra le stesse, mediante nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline.

A parere di chi scrive, la durata del colloquio non può essere aprioristicamente definita da un presidente con mere funzioni, ahilui!, da metronomo, ma non è possibile ritenere lontano dal vero chi identifichi in media il tempo di durata dei colloqui tra i quarantacinque ed i sessanta minuti. Sarà lo snodarsi dei colloqui dei singoli candidati a definire, in situazione, la durata dei medesimi[3].

Affinché tale coinvolgimento sia quanto più possibile ampio, i commissari conducono l’esame anche relativamente alla discussione degli elaborati relativi alle due prove scritte, come già avveniva con la previgente normativa.

Nella predisposizione degli stessi materiali, da cui si sviluppa il colloquio, la commissione tiene conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento di ciascun consiglio di classe, al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze svolte, sempre nel rispetto delle Indicazioni nazionali per i Licei e delle Linee guida per gli Istituti tecnici e professionali.

Tale indicazione ministeriale rende chiarezza a quanti sono in preda al dubbio se inserire nelle “buste” testi, brani, immagini etc già sviluppati durante l’anno dai docenti della classe o no. La risposta è patentemente positiva, fermo restando che il materiale proposto non deve essere necessariamente vincolato ad una disciplina specifica. Un’opera d’arte non vale solo per parlare di storia dell’arte: ad esempio, da Guernica si può partire per parlare della guerra civile spagnola, della repubblica e del successivo franchismo e non solo del pittore andaluso. Oppure: chi impedisce al candidato di utilizzare un brano da Cornelio Tacito per parlare di storia, del 1956 e della destalinizzazione, vista la ben celebre battuta di Concetto Marchesi sul rapporto tra lo storico del principato e Nerone, rispetto a quello tra Nikita Krusciov e Stalin? Oppure chi potrebbe pensare che sia strano parlare di Ignazio Silone o di Tommaso Fiore dinanzi al Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo?

Peraltro, non paiono lontani dall’ortodossia della previsione normativa quei consigli di classe che abbiano invenuto in sede di documento del 15 maggio quattro o cinque snodi concettuali -ad esempio, i diritti umani, il lavoro, la pace, l’ambiente, la guerra,la salute, la naturada declinare nellediverse discipline presenti in sede d’esame … Ne vien fuori un amplissimo “florilegio” da cui prelevare materiali per la formulazione dei contenuti delle buste[4]

Ogni commissione d’esame dedicherà un’apposita sessione della propria attività alla preparazione del colloquio: provvede per ogni classe, in coerenza con il percorso didattico illustrato nel documento del consiglio di classe, alla predisposizione dei materiali da proporre in numero pari a quello dei candidati da esaminare nella classe ovvero nella commissione aumentato di due, affinchè anche l’ultimo candidato possa sorteggiare tra tre buste. Il giorno della prova orale il candidato sorteggerà i materiali sulla base dei quali verrà condotto il colloquio. Le modalità di sorteggio saranno previste in modo da evitare la riproposizione degli stessi materiali a diversi candidati.

La commissione dispone di venti punti per la valutazione del colloquio e procede all’attribuzione del punteggio del colloquio sostenuto da ciascun candidato nello stesso giorno nel quale il colloquio viene espletato, secondo i criteri di valutazione stabiliti in precedenza.

Il livello minimo perché il colloquio possa essere considerato sufficiente non è esplicitato nel più volte citato decreto così come nella successiva O.M. 205/2019 – come lo era nella normativa previgente (notoriamente 20/30) – del resto, parimenti nelle prove scritte. A parere di chi scrive, esso non può essere allocato se non intorno ai 12/20: scendendo al di sotto, il candidato correrebbe il rischio di non raggiungere il punteggio di 60/100 indispensabile per conseguire il superamento dell’Esame.

Chi scrive queste righe ritiene che, forse, non sarebbe superfluo, da parte di chi ne ha la competenza, assicurare che tutti i contenuti delle buste estratti, le relative buste anonime e le due non sortite con il loro contenuto siano conservate agli atti della Commissione d’esame ed inserite, a conclusione della sessione d’esame nel cosiddetto ”pacco”[5].

NOTA M.I.U.R. 562 del 03 aprile 2019

La Nota M.I.U.R. del 3 aprile u.s. n° 562 fornisce alcuni chiarimenti ed utili spunti di riflessione in ordine agli alunni con bisogni educativi speciali, ribadendo che l’inclusione scolastica rappresenta un valore primario. Essa si ispira ai principi costituzionali di eguaglianza e pari dignità sociale di ogni cittadino, concretizzati nell’applicazione costante e sicura delle norme vigenti.

Tali disposizioni mirano ad assicurare agli alunni con bisogni educativi speciali, gli adeguati strumenti di supporto indispensabili per la loro partecipazione alla vita scolastica su un piano di uguaglianza con gli altri compagni e compagne di classe. Esistono, infatti, caratteristiche personali, collegate all’esperienza vissuta e a condizioni di salute, anche di natura transitoria, che necessitano di tutela, di “cura educativa”, che si esplicita nel Piano Didattico Personalizzato. Esso ha, pertanto, la funzione, anche con riferimento agli alunni con bisogni educativi speciali, di dichiarare e di sistematizzare gli interventi educativi e didattici, di coinvolgere attivamente la famiglia, nonché di garantire la verifica e il monitoraggio degli obiettivi raggiunti.

È anche attraverso tale strumento – argomenta la Nota – che si realizza un sistema scolastico più equo ed inclusivo, in cui la prospettiva pedagogica rivesta maggiore significatività di quella clinica. Pertanto non deve prevalere la logica dell’adempimento burocratico ma il principio della “cura educativa”, fondato sulla responsabilità dei consigli di classe e sulla corresponsabilità dell’azione educativa.

NOTA M.I.U.R. 788 del 06 maggio 2019

Ciò viene ulteriormente esplicitato nell’ultima Nota del M.I.U.R., la 788 del 6 maggio u.s., avente per oggetto: “Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione 2018/2019 – Precisazioni sulle modalità di svolgimento del colloquio”.

Nell’ambito del nuovo esame di Stato, importanti innovazioni sono state apportate all’ultima prova, il colloquio, al fine di renderlo più coerente con il quadro ordinamentale e per disporre di uno strumento più efficace di verifica, da parte delle Commissioni, del livello di raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi di apprendimento previsti dai profili di ciascun indirizzo. Il quadro normativo e le indicazioni successivamente che il M.I.U.R. fornisce definiscono le finalità e la struttura del colloquio, sottolineando la sua natura pluridisciplinare ed integrata nonchè la sua importanza decisiva al fine di raccogliere elementi di valutazione significativi sul livello di “preparazione” del candidato e sulle sue capacità di affrontare con autonomia e responsabilità le tematiche e le situazioni problematiche proposte. In altre parole, il colloquio di esame non vuole sostituirsi o, peggio, costituire una riproposizione – in versione minor, impoverita nei tempi e negli strumenti – delle verifiche disciplinari che ciascun consiglio di classe ha effettuato nell’ambito del percorso formativo e il cui esito complessivo è attestato dal credito scolastico, che passa dal 25 al 40 per cento del voto finale, con il parallelo calo dal 75 al 60 per cento del valore delle prove. Il colloquio ha, invece, la finalità di sviluppare una interlocuzione coerente con il profilo di uscita, valorizzando i nuclei fondanti delle discipline.

Già l’art. 17, c. 9, del D. Lgs. 62/2017 individuava in modo puntuale la struttura del colloquio. A tal fine, la commissione propone al candidato di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera. Nell’ambito del colloquio il candidato espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza svolta relativamente ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento.

Il colloquio accerta altresì le conoscenze e competenze maturate dal candidato nell’ambito delle attività relative a Cittadinanza e Costituzione”. Il D.M. 37/2019 chiarisce e integra tale previsione In particolare, all’art. 2, al fine di scegliere e proporre al candidato i materiali spunto per l’avvio del colloquio, viene individuata una puntuale procedura alla quale le commissioni d’esame dovranno attenersi. L’art. 19 dell’O.M. n. 205 del 2019 fornisce ulteriori indicazioni operative sulle modalità di svolgimento del colloquio.

Come previsto dal citato D.M., il colloquio viene avviato con l’analisi e il commento del materiale che la commissione propone al candidato, per poi svilupparsi in una più ampia e distesa trattazione di carattere pluridisciplinare che espliciti al meglio il conseguimento degli obiettivi del profilo educativo, culturale e professionale (P.E.C.U.P.). Risulta perciò di fondamentale importanza la scelta di materiali che possano favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline. In coerenza con il quadro normativo, i materiali possono essere di diverso tipo. Essi possono essere costituiti da:

  • testi (es. brani in poesia o in prosa, in lingua italiana o straniera);
  • documenti (es. spunti tratti da giornali o riviste, foto di beni artistici e monumenti, riproduzioni di opere d’arte, ma anche grafici, tabelle con dati significativi, etc.);
  • esperienze e progetti (es.: spunti tratti anche dal documento del consiglio di classe)
  • problemi (es.: situazioni problematiche legate alla specificità dell’indirizzo, semplici casi pratici e professionali).

E’ opportuno che la commissione, in sede di riunione preliminare, individui i criteri alla base della scelta e la tipologia dei materiali da proporre ai candidati. La Nota ne esemplifica alcuni, cui non sarà certo facile non attenersi, senza incorrere in grossolane topiche:

  • la coerenza con gli obiettivi del P.E.C.U.P.;
  • la coerenza con il percorso didattico effettivamente svolto (documento del consiglio di classe);
  • la possibilità di trarre spunti per un colloquio pluridisciplinare.

La coerenza con il P.E.C.U.P.  e con il percorso didattico effettivamente svolto non può che essere assoluta e totale, pena lo scantonamento in una forma di effimera “recita a soggetto” che sicuramente disorienta i giovani candidati, ed espone le commissioni ai marosi funesti del sempre

possibile contenzioso amministrativo, conseguente alla sessione d’esame, in cui risulterebbero de plano patentemente soccombenti. A parere di chi scrive, il massimo della coerenza tra documento proposto e percorso didattico effettivamente svolto si realizza proponendo documenti (o stralci significativi di essi) presi all’interno di quanto effettivamente realizzato nel corso dell’anno scolastico, come sostenuto anche in precedenza in queste righe.

Al punto che, al fine di non creare disparità di trattamento tra i candidati, il M.I.U.R. prescrive che ogni commissione porrà particolare attenzione alla scelta delle tipologie, anche in relazione alla natura degli indirizzi, e all’equivalenza del livello di complessità dei materiali.

La scelta dei materiali, alla quale dovrà essere dedicata un’apposita sessione di lavoro (i.e. seduta), sarà effettuata distintamente per ogni classe, tenendo conto del collegamento con lo specifico percorso formativo e con il documento del consiglio di classe che lo illustra in modo dettagliato. Data la natura del colloquio, nel corso del quale dovranno essere privilegiati la trasversalità ed un approccio integrato e pluridisciplinare, il materiale non potrà essere costituito ovviamente da domande o serie di domande, ma dovrà consentire al candidato, sulla base delle conoscenze e abilità acquisite nel percorso di studi, di condurre il colloquio in modo personale, attraverso l’analisi e il commento del materiale stesso. Non tutte le aree disciplinari potranno trovare una stretta attinenza al materiale proposto, per cui i commissari di tutte le discipline si inseriranno rogressivamente nello svolgimento del colloquio al fine di verificare le competenze acquisite in tutti gli ambiti disciplinari.

E’ indubbio il maggiore valore e il significato che il D. Lgs. 62/2017 ed i successivi provvedimenti ministeriali attribuiscono al documento del consiglio di classe, che deve illustrare in modo dettagliato il percorso formativo svolto dagli studenti. E’ perciò necessario che tale documento descriva non solo i contenuti svolti, ma anche l’attuazione della progettazione didattica in termini di attività, progetti, esperienze. Fermo restando il carattere informativo ed orientativo del documento, è bene ricordare che la competenza nella scelta dei materiali per il colloquio è normativamente affidata in via esclusiva alla commissione d’esame. Il consiglio di classe, perciò, descriverà il percorso formativo e didattico che potrà orientare il lavoro della commissione, ma non potrà sostituirsi alla commissione stessa nell’indicare i materiali da utilizzare per lo spunto iniziale del colloquio.

E’ evidente che nella Nota di cui si parla, il M.I.U.R. suggerisce che i materiali siano individuati dalla Commissione in modo solidale tra membri esterni ed interni (i quali illo tempore hanno collaborato alla stesura del Documento del consiglio di classe).

In breve sintesi, prosegue la Nota MIUR, il colloquio è caratterizzato da quattro momenti: 1) l’avvio dai materiali di cui all’art. 19, c. 1, secondo periodo, dell’O.M. 205/2019 e la successiva trattazione di carattere pluridisciplinare; 2) l’esposizione, attraverso una breve relazione e/o elaborato multimediale, dell’esperienza svolta relativamente ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento; 3) l’accertamento delle conoscenze e competenze maturate nell’ambito delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione”; 4) la discussione delle prove scritte.

In un siffatto contesto, per i candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento, l’esame di Stato è disciplinato, come è noto, dall’art. 20 del D. Lgs. 62/2017, nonché dagli artt. 20 e 21 dell’O.M. 205/2019. In particolare, per lo svolgimento del colloquio trovano applicazione, rispettivamente, l’art. 20, c. 7, e l’art. 21, c. 5, della più volte citata O.M., i quali prevedono che le commissioni d’esame sottopongano ai candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento i materiali di cui all’art. 19, c. 1, predisposti in coerenza con il P.E.I. o il P.D.P. di ciascuno. Pertanto, non trova applicazione per i candidati con disabilità o disturbi specifici dell’apprendimento la procedura di cui all’art. 19, c. 5, dell’O.M. 205/2019.

Non sfugge ad alcuna persona interessata all’argomento – compresi i presidenti delle commissioni d’esame ed i commissari delle medesime – che la non applicazione della procedura “usuale” – la scelta tra le buste – non possa essere sufficiente per salvaguardare i diritti di tutt*. La prassi corrente debba essere integrata, da parte delle singole Commissioni “sul campo”, con l’indicazione, anche negli appositi verbali d’esame, del modus operandi con cui intendono perseguire le finalità degli esami (e la loro assoluta legittimità giuridica), tutelando in pari tempo dei candidati “speciali”. Non è del tutto superfluo rammemorare che i docenti specializzati che hanno seguito i candidati durante l’anno scolastico sono membri aggregati alle Commissioni costituite.

Potrebbe essere praticabile – è possibile ritenere, forse, senza commettere un errore marchiano – da parte delle Commissioni coinvolte in queste problematiche, la “via” di un sorteggio che, salvaguardando le forme (i.e. non faccia sentire discriminati i candidati speciali) ed il rispetto assoluto e totale della normativa vigente, garantisca i diritti dei candidati medesimi mediante prassi diversificate tanto corrette quanto efficaci: ogni Commissione interessata saprà, di certo, invenire la migliore modalità di colloquio per tutti i candidati[6].

BIBLIOGRAFIA / SITIGRAFIA[7]

  1. ETTORE ACERRA, Esami di Stato (II ciclo di istruzione), in AA.VV., Repertorio 2019. Dizionario normativo della scuola, Napoli 2019, Tecnodid;
  2. SERGIO AURIEMMA, Esami di Stato (I ciclo di istruzione), in AA.VV., Repertorio 2019. Dizionario normativo della scuola, Napoli 2019, Tecnodid;
  3. MARIO CASTOLDI, Valutare e certificare le competenze, Roma 2016, Carocci;
  4. TOMMASO MONTEFUSCO, Le competenze. Progettare, valutare, certificare, Bari 2013, Edizioni Dal Sud;
  5. TOMMASO MONTEFUSCO, La didattica laboratoriale. Manuale di buone pratiche. Cosa fare, come fare, Bari 2015, Edizioni Dal Sud;
  6. TOMMASO MONTEFUSCO, Competenze chiave europee RAV. Quali sono, come si valutano, con quali rubriche. Con espansione online, Milano 2018, Pearson Academy.

www.pugliausr.gov.it

           L’Esame di Stato del secondo ciclo nel quadro delineato dal D.Lgs. 62/2017.

www.turrisicolonna.gov.it

RINGRAZIAMENTI

Queste righe non sarebbero nate se non fossi stato onorato da parte del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, dott.ssa ANNA CAMMALLERI – a cui, in questa sede, mi è gradito rivolgere un deferente pensiero di ringraziamento – dell’opportunità di svilupparli, in primo luogo, all’interno di un Gruppo di lavoro nell’ambito del corso “Valutarcompetenze” organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia dalla Scuola Polo l’I.I.S.S. “Galileo Ferraris” di Molfetta, presso l’I.I.S.S. “Elena di Savoia – Piero Calamandrei” di Bari.

Altresì, in questa sede, mi piace ringraziare per la stima e per l’amicizia di cui mi onorano:

  • il Coordinatore dei Dirigenti Tecnici dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, prof. FRANCESCO FORLIANO, sempre prodigo di idee e di consigli intellettuali e professionali efficaci che hanno stimolato le mie riflessioni, permeandole di quanto in esse si può riscontrare di positivo ed utile al fine di applicare correttamente la normativa sulla materia;
  • la prof.ssa MONICA LOGOZZO, dirigente scolastico presso il M.I.U.R., qualificata interlocutrice e lettrice dei “materiali” empaticamente attenta;
  • il prof. LUIGI MELPIGNANO, dirigente scolastico dell’I.I.S.S. “Galileo Ferraris” di Molfetta, con cui sono sempre felice di collaborare, in spirito di amicale condivisione;

Altrettanto, con sentimenti di amicizia e stima, ringrazio:

  • la prof.ssa DANIELA PAPARESTA e tutt* i/le docenti dell’I.I.S.S. “Elena di Savoia – Piero Calamandrei” di Bari che hanno interloquito intorno alla novellata normativa, che vede quest’anno la sua prima applicazione. A tutt* loro il mio grazie più sincero.

[1] CARLO DE NITTI (Bari 1960) opera nel mondo della scuola pugliese da oltre trenta anni: da dodici è dirigente scolastico nel capoluogo di regione.

[2] Essi erano previsti dal D. Lgs. 77/2005, e così rinominati dall’art. 1, c. 784, della L. 145/2018.

[3] La media, come tutte le statistiche, si fa dopo, a posteriori… alla maniera del volo della hegeliana “nottola di Minerva”.

[4] Considerazione a latere da presidente di commissione: in una classe di dimensioni medie di 22/24 candidati, se sei commissari propongono un documento ciascuno su cinque snodi concettuali, ce n’è d’avanzo per essere efficacemente rispondenti al dettato normativo.

[5] Il fine è palmare a chiunque, sebbene non giurista, abbia un minimo di dimestichezza con le “cose di pseudo-scuola”: una civilissima forma di autotutela …

[6] Il delineato quadro normativo e l’aristotelica “phronesis” delle Commissioni appianeranno ogni criticità eventualmente insorgente.

[7] La bibliografia/sitigrafia presentata è volutamente minimale, essendo queste righe il risultato dell’esperienza di un ‘pratico’, nel senso che a questa parola attribuiva, nel 2010, Loredana Perla nel suo volume Didattica dell’implicito. Ciò che l’insegnante non sa, (Brescia, La Scuola).

Esiti Esami di stato Scuola secondaria II grado – A.S. 2017/2018

MIUR – Ufficio Statistica e Studi


Disponibile l’approfondimento statistico relativo agli esiti dell’Esame di Stato nella Scuola secondaria di secondo grado per l’anno scolastico 2017/2018. Secondo i dati rilevati dal Ministero, è stato ammesso all’Esame il 96% degli scrutinati. Il tasso di diplomati è stato in totale del 99,6%.

Le Regioni con più studenti ammessi: Valle d’Aosta, Basilicata, Molise
In tutte le Regioni la percentuale di promossi è superiore al 99% (con un 100% di diplomati in Valle d’Aosta), in linea con il 99,6% nazionale (era il 99,5% nel 2016/2017). Differenze più significative si riscontrano nelle percentuali di ammessi all’Esame. A fronte del 96% nazionale (96,1% l’anno precedente), le Regioni con la più alta percentuale di ammessi sono Valle d’Aosta (98,6%), Basilicata (97,9%), Molise (97,4%). In coda per numero di ammessi troviamo Trentino Alto Adige (94,5%), Liguria (93,6%), Sardegna (91,2%).

Aumentano i voti alti
Diminuiscono i voti bassi e aumentano quelli al di sopra del 70. Il 35,6% degli studenti si è diplomato con un punteggio superiore a 80/100 (era il 33,9% nel 2016/2017). Le lodi sono stabili all’1,3% (erano l’1,2% un anno prima). Aumentano i 100, dal 5,3% al 5,7%. I voti 91-99 salgono al 9% rispetto all’8,5%; gli 81-90 passano dal 18,9% al 19,6%. Crescono anche i voti 71-80, dal 28,6% al 28,9%. Diminuiscono sensibilmente i 61-70, dal 29% al 27,7%, e i 60, dall’8,5% al 7,8%.

Tra i percorsi di studio si registrano più lodi nei Licei (2,2%). Seguono i Tecnici (0,6%) e i Professionali (0,2%).

La più alta percentuale regionale di 100 e 100 e lode si registra tra gli studenti della Calabria (11,1%), seguita da Puglia (10,8%) e Umbria (9,5%). Le sole lodi vedono invece in testa Puglia (3%), Umbria (2,3%), Calabria (2,2%).

Il 50,4% dei diplomati: le ragazze si confermano le più brillanti
Le ragazze, che costituiscono il 50,4% dei promossi, si confermano le più brave. Sul 96% totale, è stato ammesso all’Esame il 97,8% delle studentesse, a fronte del 95,6% degli studenti. Così come, nel 99,6% totale dei promossi, c’è un leggero scarto a favore delle diplomate (99,7%) rispetto ai diplomati (99,4%).

L’indirizzo di studio con la più alta percentuale di diplomati sono i Licei (99,8%). In questo ambito il primato è per il Classico e per il Linguistico (99,9% entrambi). Seguono a pari merito i Tecnici e i Professionali, al 99,4%.

La Prima prova
Nella scelta della tipologia della prima prova dell’Esame di Stato, il 18,2% dei maturandi ha svolto la Tipologia A – Analisi del testo (scelta soprattutto nei Licei, con il 20,6%); il 65,5% ha scelto uno dei quattro ambiti della Tipologia B – Saggio breve o Articolo di giornale (anche su questa traccia sono primi i Licei, con il 69,7% delle scelte); La Tipologia C – Tema di argomento storico è stata scelta dall’1,3% (il primato è degli indirizzi tecnici con l’1,7%); ha optato per la Tipologia D – Tema di ordine generale il 15% (la traccia più scelta nei Professionali, con il 23,4%).

FAQ Esame di Stato

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

FAQ Esame di Stato della Scuola secondaria di secondo grado

Anno scolastico 2018-19

L’ESAME  

Come mai è cambiato l’Esame?
Le nuove regole non nascono all’improvviso, ma sono contenute nel decreto legislativo 62 del 2017 che viene applicato da quest’anno per l’Esame di Stato del secondo ciclo. Per questo il Ministero ha avviato da novembre una attività di accompagnamento delle scuole verso il nuovo Esame con lo scopo di garantire supporto a docenti, dirigenti e studenti. È parte integrante di queste attività anche la pubblicazione di esempi di prove sul sito del MIUR che avverrà tra febbraio e aprile.

Come cambia l’attribuzione dei crediti per il triennio e come verranno ripartiti i punteggi tra le prove? 
Il credito massimo attribuibile a ciascuno studente per il percorso di studi è pari a 40 punti, distribuito tra terza classe (massimo 12 punti), quarta classe (massimo 13) e quinta classe (massimo 15). Gli studenti che affronteranno quest’anno l’Esame di Stato hanno già ottenuto la conversione dei “vecchi” crediti, ottenuti in terza e in quarta, con la nuova tabella, in modo da poter arrivare al calcolo complessivo in quarantesimi. In precedenza i punti per il percorso scolastico erano al massimo 25. Alle prove sono assegnati 20 punti ciascuna.

Le prove INVALSI influiscono sul voto finale dell’Esame?
No, le prove predisposte dall’INVALSI non influiscono sul voto finale dell’Esame. Servono però per valutare l’efficacia e l’efficienza del sistema scolastico, misurando, attraverso quesiti mirati, le competenze degli studenti in Italiano, Matematica e Inglese.

LE PROVE SCRITTE

Sei ore saranno sufficienti per la seconda prova?
Le ore assegnate saranno sufficienti: i livelli di difficoltà delle tracce saranno commisurati al tempo che sarà reso disponibile. Occorre poi ricordare che per alcuni indirizzi dell’Istruzione tecnica e professionale e per i Licei artistici, musicali e coreutici, la durata sarà superiore alle sei ore, in ragione degli obiettivi specifici  di tali indirizzi.

Per la seconda prova del Liceo classico si dovranno portare tutti e due i dizionari?
I dizionari vanno portati entrambi: uno servirà per la traduzione, l’altro per l’analisi e il commento del secondo testo.

Seconda prova del Liceo scientifico: che peso avranno Matematica e Fisica?
Avranno un peso proporzionale al numero delle ore di lezione. La prova sarà molto equilibrata.I problemi e i quesiti che saranno proposti avranno una strettissima correlazione con i nuclei fondanti e con gli obiettivi specifici del Liceo scientifico. Le possibilità di scelta che saranno date rispetto ai problemi e ai quesiti consentiranno al candidato di poter valorizzare adeguatamente la sua preparazione.

Seconda prova del Liceo linguistico: quali lingue saranno oggetto della prova scritta e con che livello di difficoltà?
Le lingue oggetto della prova saranno la prima e la terza lingua caratterizzanti il percorso di studi. Il livello di difficoltà delle prove sarà commisurato ai Quadri di riferimento europeo (QCER). In particolare, per la prima lingua si prevede l’accertamento del livello B2 del QCER. Mentre per la terza lingua è previsto l’accertamento del livello B1.

L’ORALE

Chi preparerà le buste per la prova orale?
Sarà la Commissione stessa a predisporle, in un’apposita sessione di lavoro. Nelle buste vi saranno materiali utili per poter avviare il colloquio. La scelta dei materiali (testi, documenti, progetti, problemi) sarà effettuata tenendo conto della specificità dell’indirizzo e del percorso effettivamente svolto nella classe secondo le indicazioni fornite dal Consiglio di Classe nel documento che sarà predisposto entro il 15 maggio, proprio in vista dell’Esame di Stato.

Fornirete esempi di come si svolgerà l’orale?
Il Ministero predisporrà esempi significativi delle tipologie di materiali simili a quelli che potrebbero essere proposti all’orale dalle singole commissioni che dovranno tenere conto dello specifico percorso della classe.

Come funziona il meccanismo delle buste?
Ogni commissione preparerà un numero di buste pari al numero dei candidati, più due. Ad esempio per una classe di 20 studenti, le buste saranno 22. Ciascuno studente potrà dunque sempre scegliere tra un terna di buste. Dal primo all’ultimo candidato. Saranno così garantite trasparenza e pari opportunità a tutti.

Cosa troveranno gli studenti nelle buste?
Ci saranno materiali che forniranno uno spunto per l’avvio del colloquio. Un testo poetico o in prosa, un quadro, una fotografia, un’immagine tratta da libri, un articolo di giornale, una tabella con dei dati da commentare, un grafico, uno spunto progettuale, una situazione problematica da affrontare: sono tutti esempi che di ciò che le commissioni potranno scegliere per introdurre un percorso integrato e trasversale che permetta di affrontare lo specifico contenuto delle discipline.

In che modo l’Alternanza Scuola-Lavoro rientra nell’orale?
Il candidato all’orale potrà illustrare l’esperienza svolta nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento tramite una relazione e/o un elaborato multimediale.

Che cosa potrà essere chiesto per Cittadinanza e Costituzione?
L’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione è basato sullo svolgimento di attività (percorsi, progetti, etc.) finalizzate a sviluppare le competenze di cittadinanza in diversi ambiti, come, a puro titolo di esempio, educazione alla legalità, alla cittadinanza attiva, etc. Tutti i Consigli di Classe, nell’ambito del documento del 15 maggio che raccoglie quanto svolto dalla classe, evidenzieranno e descriveranno tali percorsi, che saranno poi oggetto di una sezione specifica del colloquio.

GLI ESEMPI DELLE PROVE

Le tracce delle ‘simulazioni’ saranno inviate in simultanea a tutte le scuole?
Gli esempi di prova saranno pubblicati in un’apposita sezione del sito del MIUR dedicata agli Esami di Stato a partire dalle ore 8.30 dei giorni indicati in calendario. Saranno perciò utilizzabili dalle scuole a partire da tale ora.

Se non sono a scuola il giorno in cui il Ministero pubblica gli esempi di prova per le ‘simulazioni’ o se la mia classe è in visita d’istruzione, che succede?
Le  scuole potranno usare gli esempi di prova in qualsiasi momento, anche nei giorni successivi. In ogni caso il MIUR ha organizzato più ‘simulazioni’: due per italiano, due per la seconda prova. I materiali potranno poi essere utilizzati da ciascuno studente come base utile per potersi rendere conto della struttura e della tipologia delle prove d’Esame.

Ci saranno ‘simulazioni’ per tutti i corsi di studio?
Il Ministero pubblicherà esempi di prova per la quasi totalità degli indirizzi di studio. Per quelli con una diffusione molto limitata sul territorio nazionale o per percorsi sperimentali ci sarà un’interlocuzione diretta con le scuole.

Simulazioni Prove Scritte Esame di Stato 2018/2019

Martedì 19 febbraio e martedì 26 marzo, giovedì 28 febbraio e martedì 2 aprile, alle ore 8.30, nella sezione “Esami di Stato” del sito del MIUR sono pubblicati gli esempi, rispettivamente, della prima e seconda prova scritta.

Simulazione Seconda Prova 28.2.19

Simulazione Seconda Prova 2.4.19


Esempi tracce prove Scritte: osservazioni e chiarimenti

Nel rispetto delle date previste, il 19 e 28 febbraio scorsi sono stati pubblicati gli esempi di prove che hanno reso possibile a moltissime scuole di misurarsi, in modalità simulazione, con tracce che, per tipologia e struttura, risultano aderenti a quelle che saranno proposte in occasione degli esami di Stato.

In particolare, il 19 febbraio sono state pubblicate 7 tracce per la prima prova (2 di tipologia A, 3 per la tipologia B e 2 per la tipologia C, in coerenza con le tipologie previste dai QDR).

Il 28 febbraio si è provveduto a rendere noti ben 103 esempi di seconde prove, che hanno consentito di coprire più del 95% degli indirizzi del secondo ciclo. Per i pochissimi indirizzi non coperti, sono in corso interlocuzioni dirette con le scuole, che consentiranno di avere il quadro completo in occasione della prossima data di pubblicazione delle seconde prove (2 aprile).

Di particolare interesse è stato lo svolgimento di un’indagine campionaria con la distribuzione di questionari a ben 320 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale.

I questionari hanno permesso di raccogliere le opinioni dei docenti concernenti soprattutto l’aderenza delle tracce ai quadri di riferimento, la chiarezza e i livelli di difficoltà.

I risultati raccolti (hanno risposto su base volontaria circa i due terzi delle scuole interpellate) hanno fornito elementi di valutazione estremamente positivi su tutti gli aspetti oggetto di indagine.

Oltre all’indagine campionaria, la Direzione competente e il coordinamento tecnico hanno raccolto numerose osservazioni e segnalazioni, che saranno utilissime per i gruppi tecnici che sono incaricati di predisporre sia le altre simulazioni che le tracce di esame.

Utili ed interessanti sono state quelle concernenti la struttura e l’impostazione metodologica delle prove integrate concernenti due discipline.

In particolare, grazie alle osservazioni pervenute, il gruppo di lavoro incaricato della prova mista di matematica/fisica per il liceo scientifico specifica che, nel problema 1, l’espressione: “la funzione q(t) rappresenti, per t>= 0, la carica elettrica (misurata in C) che attraversa all’istante di tempo t (misurato in s) la sezione di un certo conduttore”, contiene un refuso. La corretta formulazione è la seguente: “la funzione q(t) rappresenti, per t>=0, la carica elettrica (misurata in C) che ha attraversato dall’istante di tempo t=0 all’istante di tempo t (misurato in s) la sezione di un certo conduttore”.

Si coglie l’occasione, inoltre, per ribadire che, per gli indirizzi di istruzione professionale, la traccia proposta il 28 febbraio costituisce solo la prima parte della seconda prova, essendo compito della commissione quello di elaborare e somministrare la seconda parte, secondo le istruzioni operative contenute nell’ OM 250 dell’11 marzo 2019.

È inoltre importante segnalare come molte scuole abbiano utilizzato le tracce di prima e seconda prova per iniziare un percorso di riflessione sulle griglie di valutazione che, fermo restando quanto previsto dal DM 769/2018, le commissioni dovranno sviluppare in sede di esame declinando i relativi descrittori.

Anche dopo la pubblicazione delle tracce per la seconda simulazione, i gruppi tecnici riceveranno e analizzeranno le segnalazioni pervenute dalle scuole, di cui si terrà conto per una sempre migliore predisposizione delle prove di esame.