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Computer di classe pre-exascale in Italia

Ci sarà anche l’Italia fra i Paesi che ospiteranno un computer di classe pre-exascale, un supercomputer con elevatissime capacità di calcolo, nell’ambito delle azioni che l’Europa sta mettendo in campo per sostenere la diffusione dell’high performance computing come volano di crescita e innovazione.

La nomina dell’Italia quale Paese ospitante è avvenuta nell’ultimo Governing Board dell’European High Performance Computing Joint Undertaking, realtà voluta dalla Commissione europea per promuovere lo sviluppo di una rete di supercomputer, che ha avuto il compito di scegliere le sedi di questo progetto internazionale.

Il nostro Paese si è proposto lo scorso 21 gennaio, grazie a un Consorzio congiunto con la Slovenia guidato dal Consorzio Interuniversitario CINECA, insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA). La sede prevista è Bologna.

“Per l’Italia questa notizia è motivo di orgoglio. È il frutto di un importante lavoro di squadra”, sottolinea il Ministro Marco Bussetti che esprime “grande soddisfazione” per il risultato raggiunto. “Si tratta di un’iniziativa in cui ho fortemente creduto sin dal primo momento in cui mi sono insediato al Ministero, ritenendola strategica per il nostro Paese, tanto da destinarvi risorse specifiche, 120 milioni di euro – prosegue Bussetti -. Da un lato, ci viene riconosciuta un’indiscussa leadership nel campo dell’high perfomance computing e delle tecnologie abilitanti in Europa, consentendo di sfruttare appieno le potenzialità dei big data, dei data analytics e dell’Intelligenza artificiale, solo per citarne alcune. Dall’altro, l’implementazione di questa infrastruttura avrà ricadute molto positive sia nell’ambito dello sviluppo delle attività di ricerca di base e applicate delle Università e dei centri di ricerca pubblici e privati, sia a livello delle imprese private, creando un ecosistema digitale adeguato ad accogliere nuovi investimenti pubblici e privati nei settori più avanzati”.

I dettagli dell’operazione e le sue ricadute saranno illustrati lunedì prossimo alle 16 in una conferenza stampa al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la cui agenda sarà diffusa nelle prossime ore con le modalità di accredito.

Il comunicato della Commissione europea:
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-2868_it.htm


Supercomputer, Italia Paese ospitante

(Lunedì, 10 giugno 2019) Bussetti: “Investiamo per un progetto che riteniamo strategico”

“Il nostro Paese ospiterà uno dei supercomputer che andranno a costituire la rete europea per il ‘supercalcolo’: siamo orgogliosi e soddisfatti per questo risultato. È frutto di un lavoro di squadra, che vede questo Ministero coinvolto attivamente: investiamo 120 milioni per un progetto che riteniamo strategico, che guarda con decisione al futuro”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, questo pomeriggio al MIUR durante la conferenza stampa di presentazione dei dettagli relativi alla nomina dell’Italia quale Paese ospitante di un computer di classe pre-exascale, un supercomputer con elevatissime capacità di calcolo. “Il nostro è un Paese avanzato nell’ambito della ricerca – prosegue il Ministro – e questo riconoscimento ne è una ulteriore dimostrazione”.

All’evento sono intervenuti anche il Direttore generale del Dipartimento delle Reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie della Commissione europea, Roberto Viola, e il Presidente del Consorzio Interuniversitario CINECA, Giovanni Emanuele Corazza.

La nomina dell’Italia è avvenuta nell’ultimo Governing Board dell’European High Performance Computing Joint Undertaking, realtà voluta dalla Commissione europea per promuovere lo sviluppo di una rete di supercomputer, che ha avuto il compito di scegliere le sedi di questo progetto internazionale.

Il nostro Paese si è proposto lo scorso 21 gennaio, grazie a un Consorzio congiunto con la Slovenia guidato dal Consorzio Interuniversitario CINECA, insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA).

Il progetto rientra nell’ambito delle azioni che l’Europa sta mettendo in campo per sostenere la diffusione dell’high performance computing come volano di crescita e innovazione. Prevede la collocazione di un calcolatore di classe pre-exascale, caratterizzato da una potenza di calcolo superiore ai 250 petaflops di potenza di picco presso il Tecnopolo di Bologna e un impegno economico complessivo del MIUR pari a 120 milioni di euro, distribuito su sette anni (2019-2025). Altri 120 milioni di euro saranno messi a disposizione dalla Commissione europea, per un investimento complessivo di circa 240 milioni di euro.

“Questo è il più grande investimento nel supercalcolo, nell’intelligenza artificiale, nel futuro digitale dell’Europa e dell’Italia – ha dichiarato il Direttore generale del Dipartimento delle Reti di comunicazione, dei contenuti e delle tecnologie della Commissione europea, Roberto Viola -. Investiremo circa 900 milioni a livello europeo su tre grandi centri, tra i quali Bologna, e 5 di media taglia sparsi per l’Europa, per creare un’infrastruttura strategica digitale in Europa. L’obiettivo è realizzare i supercomputer più veloci al mondo. E le applicazioni sono infinite. Per dare un esempio: oggi per sintetizzare un farmaco nuovo ci vogliono 300 anni, con la nuova macchina basterà mezzora. È una grande sfida per l’Europa e per l’Italia. Siamo contenti di giocare questa sfida insieme. Fra poco entriamo anche nella corsa quantistica e speriamo di fare anche questa insieme. Perché la corsa al supercalcolatore è la nuova corsa allo spazio. E noi possiamo vincerla se mettiamo le forze insieme”.

Il 50% della potenza di calcolo generato dalla macchina sarà a disposizione degli istituti di ricerca, delle università, ma anche delle aziende, del Paese ospitante; la parte restante, invece, verrà utilizzata dai Paesi partecipanti alla Joint Undertaking.

Di fronte a questa grande quantità di dati sarà necessario disporre di infrastrutture di rete di eccellenza. Per questo tutti i centri europei saranno interconnessi con la rete europea Géant e in Italia il nodo di Bologna sarà connesso con un doppio collegamento a 100 Gbps con la rete GARR.

“Il supercalcolatore italiano si chiamerà Leonardo e avrà una potenza di picco di 270 petaflops – ha dichiarato il Presidente del CINECA Giovanni Emanuele Corazza -. Questo risultato, che giunge proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario della fondazione di CINECA, è fonte di grande soddisfazione. Da sempre infatti la missione di CINECA consiste nel dare sevizi di calcolo ad alte prestazioni alla comunità scientifica nazionale ed europea. Il risultato ottenuto è il frutto di una stretta collaborazione istituzionale e tecnica con MIUR, Regione Emilia-Romagna, INFN e SISSA. Con questo riconoscimento da parte della Commissione Europea, CINECA conferma il proprio ruolo centrale nel contesto dell’innovazione tecnologica e si accinge a sostenere l’Europa nella sfida globale, in un confronto che ormai va al di là dei singoli confini nazionali e diventa continentale. CINECA è pronto ad affrontare questa sfida, dando compimento alla propria missione istituzionale, oggi e nei prossimi anni, come cinquant’anni fa quando fu costituito grazie alla lungimiranza di questo Ministero”.

Il supercomputer potrà, per esempio, sviluppare approcci di medicina personalizzata e predittiva, potrà rendere più affidabili le previsioni meteo e prevedere eventi naturali catastrofici. Renderà possibile lo sviluppo di materiali sempre più tecnologici e la realizzazione di ricerche e prospezioni minerarie sempre più accurate, oltre che interventi nel campo della sicurezza nazionale/cybersecurity e dell’intelligenza artificiale.

Nelle prossime settimane è previsto il lancio della gara per l’acquisizione dei componenti della macchina. L’assemblaggio, la messa in opera e la fase di testing del computer partiranno nella seconda metà del 2020 e si completeranno entro la fine dello stesso anno.

Olimpiadi di Robotica

Olimpiadi di Robotica, sul podio le squadre vincitrici. Premiate le migliori ‘sentinelle’ per salvare il pianeta. Trecento gli studenti-progettisti in gara da tutta Italia. Bussetti: “Competizione che guarda al futuro”

Alberi-robot a ultrasuoni, droni per monitorare lo stato dell’aria, automi per misurare l’inquinamento da materiale radioattivo, umanoidi salva-ambiente, prototipi per il controllo delle maree e dell’erosione della costa. È stata tutta proiettata verso il futuro la finalissima delle Olimpiadi di Robotica che si è svolta a Genova. La competizione si è conclusa il 30 marzo con la premiazione dei migliori robot realizzati dagli studenti. A salire sul podio sono stati i ragazzi che hanno progettato e realizzato i prototipi più significativi per il miglioramento delle condizioni ambientali del nostro pianeta. Le Olimpiadi quest’anno sono state dedicate al tema della tutela dell’ambiente.

Novanta gli alunni in corsa per il titolo, provenienti dalle scuole di tutta Italia. Erano in 300 ai nastri di partenza, ciascuno con la squadra del proprio istituto. A ricevere il premio sono stati i team: Hydrocarbot dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Fortunio Liceti’ di Rapallo (GE); HeartQuake dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Galileo Galilei’ di Crema (CR) e Giorgi dell’Istituto Tecnico Tecnologico ‘Giovanni Giorgi’ di Brindisi.

“Complimenti ai vincitori e a tutti i ragazzi che hanno partecipato a una competizione così bella che guarda al futuro. La creatività, quando è accompagnata dall’impegno e dallo studio, realizza risultati importanti”, spiega il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti. “Queste Olimpiadi sono significative. Con queste gare vogliamo promuovere, incoraggiare e sostenere le potenzialità didattiche e formative della robotica. La tecnologia può e deve essere un’alleata della scuola, per migliorare l’insegnamento e per crescere generazioni di cittadini in grado di gestire il cambiamento e non di subirlo”.

Le Olimpiadi di Robotica, alla quarta edizione, hanno preso il via venerdì pomeriggio nella sede del Collegio Emiliani. Il 30 marzo le gare e la cerimonia di premiazione. La competizione è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con la collaborazione della Scuola di Robotica. È dedicata agli studenti della scuola secondaria di II grado, statale e paritaria.

I novanta finalisti hanno partecipato suddivisi in squadre (ciascuna composta da tre alunni, oltre al proprio docente). Tre le categorie di gara, una per i principali elementi del nostro pianeta: terra, acqua e aria. Ciascun teamha scelto in quale categoria partecipare.

Le Olimpiadi sono legate alla European Robotics League e le squadre vincitrici potranno partecipare all’edizione ERL Emergency Service Robots che si terrà a La Spezia, a luglio prossimo. L’evento, che vedrà la presenza dei più prestigiosi istituti universitari internazionali, sarà organizzato in Italia daNato Sto Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) di La Spezia.

In contemporanea con le gare sono stati realizzati laboratori didattici gratuiti, promossi dalla ‘Scuola di Robotica’ di Genova in collaborazione con Costa Crociere Foundation e Fifthingenium, e conferenze aperte alle scuole e al pubblico.

LE SQUADRE PREMIATE:

Categoria ‘Acqua’
Team Hydrocarbot – Istituto d’Istruzione Superiore ‘Fortunio Liceti’, Rapallo (GE)
(alunni: Giorgio Bernardini, Alberto Conte, Tommaso Pavletic; insegnante: Luca De Ponti)

Categoria ‘Aria’
Team HeartQuake– Istituto d’Istruzione Superiore ‘Galileo Galilei’, Crema (CR)
(alunni: Manuel Dadda, Stefano Picco, Andrea Zoli; insegnante: Patrizia Lini)

Categoria ‘Terra’
Team Giorgi – Istituto Tecnico Tecnologico ‘Giovanni Giorgi’, Brindisi
(alunni: Laura De Clemente, Francesco Fiani, Alessandra Moretto; insegnante: Salvatore Campeggio)

I video dei progetti realizzati dagli studenti possono essere visualizzati alla pagina: www.olimpiadirobotica.it

Futura


Riparte da Genova il nuovo tour di “Futura”, l’evento itinerante organizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per raccontare sui territori la scuola digitale. Dal 4 al 6 aprile, oltre 8.000 persone saranno coinvolte in incontri, dibattiti, gare di idee per contribuire al percorso di innovazione in atto negli istituti scolastici italiani.

I dettagli di questa prima tappa sono stati presentati la mattina del 19 marzo, nella Sala Trasparenza della Regione Liguria, dal Ministro Marco Bussetti, dal Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, dall’Assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Ilaria Cavo, dal Sindaco di Genova Marco Bucci. Presente all’incontro anche il Presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio.

Saranno 6.400 i metri quadrati dedicati all’iniziativa. Circa 113 i workshop di formazione e aggiornamento con esperti italiani e internazionali destinati a 3.500 docenti, a dirigenti scolastici e al personale amministrativo. Oltre 110, invece, i laboratori per circa 4.000 studenti della Scuola dell’infanzia e del Primo ciclo. Mentre saranno 800 i ragazzi del Secondo ciclo coinvolti nelle gare e nelle competizioni dedicate all’innovazione.

Un’edizione completamente rinnovata, quella di quest’anno. In occasione di “Futura”, verranno approfondite le connessioni tra il digitale e discipline e temi molto diversi tra loro, come sport, arte, musica, cibo.

Nell’area “Sport Arena”, per esempio, si disputerà la “Soccer & Data Cup”, la prima competizione calcistica e digitale della scuola italiana. I giovani partecipanti alla tre giorni avranno anche la possibilità di suonare attraverso tavoli interattivi, di cimentarsi nella Street Art digitale, disegnando su un muro di sensori. O, ancora, potranno sfidarsi in cucina con cibi realizzati attraverso stampanti 3D.

“Futura – ha dichiarato il Ministro Marco Bussetti – è una manifestazione che dimostra concretamente come il sistema di istruzione e formazione italiano possa essere e sia già incubatore di progresso e sviluppo. Ripartiamo da Genova per un motivo ben preciso: questa città si è distinta nei mesi scorsi per tenacia e determinazione. Dopo il tragico crollo del Ponte Morandi è andata avanti con grande coraggio, per ricominciare. Anche attraverso la scuola. Il viaggio della scuola digitale continuerà nei prossimi mesi in giro per l’Italia. È importante essere nei territori per entrare in contatto con le buone pratiche in atto, per stimolare e supportare il cambiamento. E soprattutto per lavorare in sinergia con le altre istituzioni, impegnandoci insieme per i ragazzi che sono il futuro del Paese”.

Inoltre, a Genova verranno eletti i vincitori del Premio Scuola Digitale, che ha visto gli studenti italiani sfidarsi nei mesi scorsi a colpi di “prototipi”. Ma anche quelli della gara di idee sul tema della social innovation, e del Womest, la competizione per le studentesse sulle cosiddette discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).

Il viaggio di “Futura” proseguirà nei prossimi mesi. Dopo Genova sarà la volta di Trieste. Seguiranno Ravenna, Marsala, Brescia, Sulmona, Assisi, Latina, Lucca, Matera.

“Futura” è anche a Genova per premiare lo sforzo della città, ripartita con vigore dopo il crollo del Ponte Morandi, e per riconoscere il valore che “Orientamenti” ha dimostrato in questi anni di attività. Durante “Futura” saranno, infatti, molteplici le iniziative per approfondire l’innovazione digitale a scuola e non solo, promosse dal Salone della scuola, della formazione, dell’orientamento e del lavoro, giunto quest’anno alla sua 24esima edizione. Nella giornata conclusiva della tre giorni, per esempio, ci sarà uno spazio interamente dedicato ai genitori e al mondo dell’orientamento per aiutare e coinvolgere le famiglie in una scelta consapevole per il futuro dei propri figli.

“Una bella iniziativa con migliaia di studenti che arriveranno da tutta Italia e animeranno il centro cittadino per parlare di futuro e Scuola Digitale – ha affermato Giovanni Toti, Presidente di Regione Liguria –. La prima tappa di questo tour itinerante, voluto dal Ministero dell’Istruzione, arriva nel capoluogo per dare un segnale a tutti i ragazzi che hanno vissuto momenti difficili dopo il crollo del Ponte Morandi. Un’opportunità per investire sulla formazione dei nostri ragazzi, per aiutarli a compiere le migliori scelte educative e professionali possibili anche grazie a Orientamenti, il Salone guida a livello nazionale organizzato da Regione Liguria, dedicato al mondo della scuola e al futuro lavorativo degli studenti”.

“È fondamentale andare incontro a un futuro consapevole, sia dal punto di vista scolastico che da quello professionale – ha dichiarato Ilaria Cavo, Assessore all’Istruzione e alla Formazione di Regione Liguria –. ‘Futura’ incrocia il suo potenziale formativo con quello di ‘Orientamenti’ e diventa un modo per dare un segnale forte ai nostri ragazzi su quanto siano importanti le competenze digitali in un momento in cui, anche nella nostra regione, registriamo un gap tra le esigenze delle aziende in campo tecnologico e i profili dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Un ringraziamento va al Miur e al Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che, dopo aver sostenuto il piano scuola per far fronte all’emergenza di Ponte Morandi, ha deciso di invadere Genova con tanti giovani che guardano al futuro. Si tratta di un modo per premiare gli studenti di una città che non ha mai mollato e nel contempo per riconoscere i meriti di una manifestazione come ‘Orientamenti’ che, anche nell’edizione 2019, si concentrerà sul settore digitale come in un simbolico passaggio di consegne con ‘Futura’”.

“Siamo onorati che Genova sia la prima tappa nazionale della nuova edizione di ‘Futura’ – ha sottolineato il sindaco di Genova, Marco Bucci –.Siamo di fronte alla quarta rivoluzione industriale e crediamo che Genova possa e debba svolgere il suo ruolo anche di fronte a queste nuove sfide globali. Per questo è indispensabile non solo investire in questa direzione ma soprattutto formare i giovani. ‘Futura’ è un’ottima opportunità per i nostri ragazzi: per conoscere, imparare, condividere, sperimentare, approfondire e avvicinarsi a questi temi non solo dentro alle mura scolastiche, ma anche in altri luoghi della nostra meravigliosa città appositamente trasformati, per l’occasione, in ambienti e laboratori digitali”.

#FuturaSassari, #Ichnusa 4.0 – l’Isola connessa

#FuturaSassari, dal 20 al 22 settembre la tappa sarda del tour del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)

Tre giorni di iniziative e confronti per raccontare e approfondire i temi del Piano Nazionale Scuola Digitale. Laboratori, atelier aperti al territorio e alle comunità scolastiche, buone pratiche, “vetrine tecnologiche”, dimostrazioni di gare robotiche, simulazioni, hackathon per le scuole: approda in Sardegna il viaggio di #Futura, l’evento a tappe creato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per fare il punto sulle trasformazioni che interessano l’istruzione e valorizzare le buone pratiche didattiche in chiave innovativa. Dal 20 e fino al 22 settembre, Sassari ospiterà una delle 25 fermate di questo tour che dallo scorso gennaio sta toccando altrettante città del paese.

Il cuore dell’evento sardo, intitolato ‘#Ichnusa 4.0 – l’Isola connessa #FuturaSassari’, sarà il Padiglione Tavolara che proprio per questa occasione sarà riaperto al pubblico dopo un lungo restauro. Gli altri appuntamenti si terranno nel Polo didattico Quadrilatero, nell’ex Biblioteca universitaria e nel Teatro comunale di Cappuccini. Come ormai consuetudine in ogni tappa di #Futura, un momento particolarmente importante della tre giorni sarda sarà il “CIVIC HACK SARDEGNA”, una maratona progettuale alla quale parteciperanno studenti di tutte le scuole secondarie di II grado della Sardegna. I ragazzi si confronteranno, con la supervisione di mentori, esperti e ricercatori, sul tema della mobilità materiale e immateriale della loro Regione per arrivare ad elaborare proposte in chiave “4.0” per il futuro e lo sviluppo del territorio sardo.

“Fauna selvatica e ambiente, un laboratorio digitale a cielo aperto”, “I progetti Erasmus+” dell’USR Sardegna per l’implementazione del PNSD”, “Nuove tecnologie per l’inclusione”, “Millennials d’Italia in movimento” sono solo alcuni dei convegni in programma da oggi e sabato nei diversi spazi che saranno animati da Futura.

#FuturaItalia è ideato dalla Direzione Generale per l’Innovazione Digitale (Dgefid) del Miur e organizzato nell’isola con il coinvolgimento dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Niccolò Pellegrini” di Sassari (in qualità di scuola polo per la progettazione e il coordinamento tecnico-operativo) e dell’Istituto di Istruzione Superiore “Sebastiano Satta” di Macomer (per il coordinamento delle attività formative in qualità di “snodo formativo territoriale” dell’iniziativa didattica e formativa).

da GOV.IT a EDU.IT

La determina n. 36 del 12 febbraio 2018  emanata dall’Agenzia per l’Italia Digitale, in coerenza con quanto stabilito dal Piano Triennale per l’informatica nella nella PA 2017/2019, prevede che il dominio GOV.IT sia assegnato alle sole Amministrazioni centrali dello Stato, come già avviene in ambito internazionale.

Dal 20 settembre 2018 tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado, statali e non statali, potranno registrare il loro nome a dominio edu.it.

Ogni scuola dovrà:

  • verificare sul database Whois se è disponibile il nome che si è scelto;
  • trovare nella Lista un Registrar che provvederà direttamente alla registrazione del dominio. I Registrar abilitati alla registrazione di domini edu.it sono identificati da questo logo:
  • accertarsi di avere a disposizione, prima di contattare il registrar, il codice meccanografico e tutti i dati identificativi della scuola e del legale rappresentante.

Se la scuola farà la registrazione nel primo anno (dal 20 settembre 2018 al 19 ottobre 2019):

  • potrà mantenere lo stesso terzo livello del nome (es. il liceomanzoni.gov.it potrà diventare liceomanzoni.edu.it).
    In questo arco di tempo i nomi a dominio delle scuole già registrate, con estensione gov.it, verranno riservati nell’SLD (Second Level Domain) edu.it;
  • non avrà costi. Il Registro.it non addebiterà al Registrar oneri per la registrazione dei nomi a dominio edu.it.

Oltre il 20 ottobre 2019, invece, i nomi non ancora registrati torneranno a essere disponibili e saranno assegnati secondo l’ordine cronologico di arrivo delle richieste.

Le istituzioni scolastiche con dominio GOV.IT potranno mantenerlo fino alla naturale scadenza del contratto di canone con il proprio gestore ed eccezionalmente anche nel caso in cui questo superi la scadenza prevista dalla citata determina AgID.


  • Regolamento
  • Manifestazione di Interesse
    Fornitura di servizi connessi alla migrazione al dominio edu.it per tutti gli istituti scolastici e al dominio .it per gli enti territoriali attualmente sotto dominio gov.it

Via alla migrazione dei domini delle scuole da .gov.it a .edu.it

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha lanciato il nuovo dominio .edu.it che verrà assegnato ai siti web di tutte le scuole d’Italia, trasformando i domini attualmente attivi .gov.it. L’obiettivo dell’operazione è quello di migliorare la visibilità e la sicurezza dei siti delle scuole coerentemente con il lavoro che si sta svolgendo anche sul design di questi siti.

A partire dal 20 settembre 2018 tutte le scuole potranno registrare il loro dominio .edu.it ed effettuando la registrazione entro il 19 ottobre potranno mantenere lo stesso terzo livello del nome, ad esempio il liceomanzoni.gov.it potrà diventare liceomanzoni.edu.it). Il passaggio inoltre sarà totalmente gratuito.

Per guidare le scuole nella migrazione dei loro domini è stata creata una pagina di supporto, disponibile al link http://www.miur.gov.it/web/guest/nuovo-dominio-edu.it, nella quale sono riportate tutte le informazioni utili al passaggio.

#FuturaVarese

Il Ministro Marco Bussetti a #FuturaVarese

Sabato 15 settembre dalle ore 11, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti sarà a #FuturaVarese, l’evento dedicato alla scuola digitale. In particolare, il Ministro parteciperà al “Civic Hack”, una maratona progettuale civica durante la quale ragazze e ragazzi lavoreranno insieme con l’obiettivo di dare il proprio contributo alla crescita e al futuro sostenibili del territorio. La scoperta delle proprie radici culturali, la ridefinizione e il rafforzamento delle identità territoriali, soluzioni per la mobilità locale e il pendolarismo sono i temi sui quali gli studenti saranno chiamati a riflettere e confrontarsi per elaborare, infine, proposte progettuali.

#FuturaVarese è la settima delle 24 tappe del tour di Futura, l’evento itinerante del MIUR per la diffusione delle buone pratiche di scuola digitale. Il tour ha già coinvolto oltre 40mila persone tra docenti, studenti e cittadini che hanno partecipato alle molte attività proposte dai programmi di Catania, Caltanissetta, Pescara, Brindisi, Rieti. La tappa lombarda è la prima dopo la pausa estiva e apre un fitto calendario che arriverà fino alla fine di novembre.

#FuturaRieti

#FuturaRieti, dal 7 al 9 giugno, la tappa laziale del tour del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)

Da questa sera, fino al 9 giugno, la città di Rieti raccoglie il testimone ricevuto da Brindisi ospitando #FuturaRieti, la tappa laziale dell’evento lanciato dal MIUR a Bologna, lo scorso gennaio, per portare sui territori il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) con un tour in 25 tappe.

“FUTURAcqua” è il titolo dell’iniziativa che mira a mostrare e raccontare la scuola digitale e le sue buone pratiche in chiave innovativa, approfondendo  in questo caso il tema dell’acqua, una delle risorse che maggiormente caratterizzano la città sabina, intesa come mezzo di sviluppo, crescita e valorizzazione del territorio.

#FuturaRieti non avrà una unica sede, ma sarà un evento “diffuso” che occuperà la città da Viale Fassini a Piazza XXIII Settembre, insieme alla Rotonda Madonna del Cuore. Nei “Metri Cubi” della Future zone studentesse e studenti, docenti, cittadini potranno scoprire innovazioni, esperienze e buone pratiche della scuola digitale e del territorio. Le “Water rooms” saranno invece spazi laboratoriali in cui fare esperienze legate all’acqua e al digitale.

Non mancheranno workshop tematici dedicati alla formazione delle e dei docenti, mostre, dibattiti, vetrine tecnologiche, gare di droni. Come per ogni tappa di #Futura, studentesse e studenti delle scuole secondarie di II grado della provincia di Rieti parteciperanno al Civic Hack Rieti, una maratona progettuale civica durante la quale ragazze e ragazzi lavoreranno insieme con l’obiettivo di dare il proprio contributo alla crescita e al futuro sostenibili del territorio sabino.

Un momento molto atteso è la seconda edizione dello YounG7, il G7 delle scuole, che segue alla prima edizione tenutasi dall’11 al 13 aprile scorsi durante #FuturaCatania. In concomitanza con il G7 2018, sotto la presidenza del Canada, 60 studentesse e studenti provenienti da tutte le Regioni italiane, con l’aiuto di mentori ed esperti, lavoreranno, in una simulazione dei lavori negoziali, sul tema “Working together on climate change and clean energy”, uno dei temi scelti dalla Presidenza canadese per la due giorni del G7. Le conclusioni alle quali giungeranno i giovani delegati saranno raccolte in una dichiarazione che sarà pubblicata sul sito del MIUR.

Molti i seminari,  le tavole rotonde e i convegni aperti a docenti, studentesse e studenti e cittadini, dedicati all’educazione al patrimonio ambientale, alla gestione consapevole e sostenibile delle risorse idriche, all’importanza dell’impresa nello sviluppo della società, alla presenza delle donne nelle discipline STEM, ai ‘Millennials d’Italia’, alla storia della Snia Viscosa, la storica fabbrica di vernici che ha segnato lo sviluppo della città di Rieti.

Al termine della tre giorni reatina il testimone passerà simbolicamente alla città di Varese dove, dopo la pausa estiva, #Futura arriverà a settembre.

Tutti gli eventi in programma si potranno seguire e raccontare sui social con l’hashtag #Futura e con l’hashtag ‘coordinato’ alla tappa, #FuturaRieti.

#FuturaBrindisi, conclusasi ieri, ha registrato oltre cinquemila presenze, di cui 2573 studentesse e studenti provenienti da 60 istituzioni scolastiche, oltre 1.300 docenti e più di mille visitatori.

#FuturaBrindisi, “Sail to the Future”

Dal 4 al 6 giugno la tappa pugliese del tour del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) nei territori

Il Piano Nazionale Scuola Digitale fa tappa in Puglia. Dopo le iniziative di Catania, Caltanissetta e Pescara, #Futura, l’evento lanciato dal MIUR lo scorso gennaio a Bologna, arriva a Brindisi: da oggi fino al 6 giugno, Palazzo Granafei Nervegna sarà il centro attorno al quale si svilupperanno momenti formativi, confronti, laboratori, gare di robotica, hackathon, simulazioni di lavori negoziali e concorsi per studentesse e studenti sull’innovazione didattica e digitale nella scuola italiana.

Sail to the Future” è il titolo della tre giorni pugliese. Fitto il programma delle iniziative: le docenti e i docenti potranno scegliere tra molteplici workshop tematici, mentre per le giovani e i giovani delle scuole del territorio saranno due le principali occasioni di confronto e dibattito: Civic Hack Brindisi, una maratona progettuale civica durante la quale studentesse e studenti saranno chiamati a dare il proprio contributo di idee per la crescita e lo sviluppo sostenibile della propria città, e Model UNEP, una simulazione dei lavori negoziali del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), un’organizzazione internazionale che opera dal 1972 contro i cambiamenti climatici a favore della tutela dell’ambiente e dell’uso sostenibile delle risorse naturali. Ottanta studentesse e studenti, provenienti dalle scuole della Regione Puglia, con l’aiuto di mentori, esperti e ricercatori, lavoreranno insieme con l’obiettivo di immaginare nuovi modelli e soluzioni innovative per contribuire al raggiungimento dell’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”.

Molti, inoltre, i seminari,  le conferenze e i convegni aperti a docenti, studentesse, studenti e cittadini, dedicati al coding, alla presenza delle donne nelle discipline STEM, all’intelligenza artificiale, ai ‘Millennials d’Italia’, alle nuove frontiere delle tecnologie nella didattica, all’utilizzo dell’innovazione tecnologica nel rispetto e a tutela dell’ambiente.

Il 6 giugno Brindisi passerà simbolicamente il testimone alla città di Rieti, prossima tappa di #Futura dal 7 al 9 giugno. “Sail to the Future” è, infatti, una delle 24 iniziative promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel 2018, per la diffusione sul territorio delle azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale.

Tutti gli eventi si potranno seguire e raccontare sui social con l’hashtag #Futura e con l’hashtag ‘coordinato’ al singolo evento con l’aggiunta del nome della città (#FuturaBrindisi).

Il programma dettagliato di #FuturaBrindisi è consultabile al link: http://www.miur.gov.it/documents/20182/0/futura-brindisi-2018_programma.pdf/6c17f97a-0b14-4746-943c-0890d23f4604?pk_vid=476563b661bb80011528098670481870

Qui il video di presentazione: https://youtu.be/_MXc3pYvyzs

#FuturaPescara, “Terra Reale 4.0”

#FuturaPescara, “Terra Reale 4.0”
Dal 29 al 31 maggio, a Montesilvano, la tre giorni dedicata
al Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)

Ospitato anche il torneo internazionale di robotica RoboCupJunior

Dal 29 al 31 maggio la città di Pescara raccoglie il testimone ricevuto dalla Sicilia ospitando la tappa abruzzese di #Futura, l’evento lanciato dal MIUR a Bologna, lo scorso gennaio per portare sui territori il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Dopo l’evento di lancio, il MIUR ha promosso 24 iniziative didattiche e formative a livello territoriale per diffondere le azioni di innovazione didattica e digitale nella scuola italiana.

“Terra reale 4.0”, questo il titolo dell’iniziativa che si svolgerà nella città abruzzese. Per tre giorni il Pala “Dean Martin” di Montesilvano diventerà il quartier generale dei “nativi digitali”, studentesse e studenti provenienti da scuole di tutto il territorio abruzzese, e si animerà con workshop, mostre, dibattiti, vetrine tecnologiche, gare di droni, maratone progettuali e simulazioni di lavori negoziali. La tappa abruzzese sarà arricchita anche da un evento internazionale: la Robocup Junior 2018 European Championship, della cui organizzazione il comitato mondiale ha investito l’IIS “A.Volta” di Pescara. Il torneo internazionale vedrà la partecipazione di studentesse e studenti provenienti da 17 nazioni. RoboCupJunior è una divisione della Federazione RoboCup, che mira a promuovere la robotica e l’intelligenza artificiale nelle scuole primarie e secondarie, e organizza competizioni di robot dedicate a studentesse e studenti delle scuole secondarie. Le gare di RoboCupJunior sono divise in tre leghe: Soccer, Rescue e On Stage. Alle competizioni di Montesilvano sarà presente anche il Presidente della Federazione RoboCup, Daniel Polani.

La tre giorni sarà un’occasione di formazione per docenti che potranno scegliere fra i molteplici workshop tematici. Denso il programma della giornata inaugurale che avrà inizio alle ore 10, presso la Sala dei 400, con i saluti istituzionali e il lancio del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD). Seguirà la presentazione della prima maratona progettuale civica delle scuole del secondo ciclo della provincia di Pescara, il Civic Hack Pescara, durante la quale studentesse e studenti lavoreranno insieme con l’obiettivo di dare il proprio contributo alla crescita e al futuro sostenibili del territorio abruzzese, soffermandosi sull’importanza del turismo come motore dell’economia regionale. Al turismo sostenibile e al suo valore chiave per il raggiungimento, anche su scala locale, degli obiettivi dell’Agenda 2030, sarà dedicato Consilium Abruzzo, una simulazione dei lavori negoziali del Consiglio regionale dell’Abruzzo nel corso della quale studentesse e studenti potranno riflettere e confrontarsi sull’importanza di compiere scelte consapevoli, acquisendo nuove competenze di cittadinanza e protagonismo civico.

Molti i seminari,  le tavole rotonde e i convegni aperti a docenti, studentesse e studenti e cittadini, dedicati alle piccole scuole, alla presenza delle donne nelle discipline STEM, all’intelligenza artificiale, ai ‘Millennials d’Italia’, alle nuove professioni legate all’introduzione dell’intelligenza artificiale nell’industria 4.0, alle nuove frontiere delle tecnologie nella didattica. In programma inoltre la disseminazione del progetto “Erasmus + KA1 ‘DIGEI’ Digital Expert Innovators” di cui l’USR Abruzzo è capofila, che ha permesso a 40 docenti Animatori Digitali delle scuole consorziate di effettuare attività di Job shadowing e di approfondimento sull’innovazione digitale. Molto spazio sarà dedicato alle buone pratiche digitali e alle più efficaci esperienze di coding. Il programma della manifestazione prevede anche momenti di danza, musica, performance e stand allestiti dalle studentesse e dagli studenti, la partecipazione dell’attore Giorgio Pasotti  e il concerto di Sergio Sylvestre.

Il 31 maggio Pescara passerà simbolicamente il testimone alla città di Brindisi, prossima tappa di #Futura dal 4 al 6 giugno. Dal 7 al 9 giugno #Futura sarà invece a Rieti.

Tutti gli eventi si potranno seguire e raccontare sui social con l’hashtag #Futura e con l’hashtag ‘coordinato’ al singolo evento con l’aggiunta del nome della città (#FuturaPescara, #FuturaBrindisi, #FuturaRieti per le prossime tappe).


Mare Scuola 4.0 – #FuturaCatania #PNSD

Piano Scuola Digitale, 24 eventi per raccontarlo nei territori. Si parte da Catania: 74 moduli formativi per studenti e docenti

Tre giorni di iniziative e confronti per raccontare e approfondire i temi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) con laboratori, biblioteche e atelier aperti al territorio e alle comunità scolastiche, buone pratiche, gare di innovazione e gare di idee per le scuole. È il programma di “Mare Scuola 4.0 – #FuturaCatania #PNSD”, che prende il via mercoledì 11 aprile e prosegue fino a venerdì 13 aprile, presso il Porto di Catania – Nuova Dogana. Dopo l’evento nazionale di Bologna, parte infatti da Catania un tour di 24 eventi promossi dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dedicati al PNSD per continuare ad accompagnarne l’attuazione e raccogliere dai territori stimoli e proposte per migliorarla.

A Catania studentesse e studenti e docenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado saranno chiamati ad approfondire, nell’ambito di 74 moduli formativi, le tematiche legate all’innovazione didattica e digitale delle scuole. L’edizione siciliana di “Futura” si coniuga con anche la “Giornata del Mare”, che si celebra domani.

Oltre alle mostre, agli atelier, ai workshop formativi, ai progetti e laboratori didattici, alle proiezioni e alle vetrine tecnologiche, due saranno le occasioni di maggior confronto per ragazze e ragazzi. La prima sarà “For Migration – Global Compact for Migration Model United Nations. La prima simulazione sul processo di sviluppo dell’accordo globale per le migrazioni”, una simulazione dei lavori negoziali delle Nazioni Unite durante la quale cento fra studentesse e studenti, provenienti da tutte le Regioni italiane e assistiti da mentori, esperti e ricercatori, lavoreranno all’elaborazione di nuovi modelli e soluzioni che favoriscano una cooperazione internazionale costruttiva sul tema delle migrazioni.

La seconda esperienza di confronto offerta alle partecipanti e ai partecipanti sarà “Civic Hack”, una vera e propria maratona progettuale durante la quale centoventi studentesse e studenti provenienti da istituzioni scolastiche della provincia di Catania, si confronteranno sul tema dello sviluppo urbano e territoriale analizzando criticità e proponendo soluzioni. Alle vincitrici e ai vincitori del “Civic Hack” e della simulazione “For Migration” sarà offerta la possibilità di partecipare ad altre esperienze formative e laboratoriali di livello nazionale per acquisire nuove conoscenze e competenze.


Sulle nuove tecnologie per i testi di scienze

Sulle nuove tecnologie per i testi di scienze *
Esperimenti, risultati, prospettive

di Dario Cillo e Annarita Miglietta


* relazione al XVIII Convegno Nazionale Giscel,
Università di Roma “La Sapienza”, 29 marzo 2014,

pubblicato (con modifiche) nel volume:
AA.VV. (a cura di F. De Renzo e M.E. Piemontese),
Educazione linguistica e apprendimento/insegnamento delle discipline matematico-scientifiche,
dicembre 2016, Aracne, I quaderni del GISCEL 2, pp. 333-344

Crea, connetti e condividi il rispetto

“Crea, connetti e condividi il rispetto: un’Internet migliore comincia con te”:  presentati i dati della ricerca “EU Kids Online per MIUR e Parole O_Stili”


Il 58% degli 11-17enni non difende le vittime quando legge messaggi d’odio o offensivi sul Web

Aumentano le esperienze negative in Rete: dal 6% del 2010 al 13% del 2017

Fedeli: “Il 6 febbraio al via al MIUR il Tavolo tecnico su bullismo e cyberbullismo: 1 mln per interventi di contrasto”

Aumenta la percentuale di ragazze e ragazzi che vivono esperienze negative navigando in Internet: erano il 6% nel 2010, sono diventati il 13% nel 2017. Il 31% degli 11-17enni dichiara di aver visto online messaggi d’odio o commenti offensivi rivolti a singoli individui o gruppi di persone, attaccati per il colore della pelle, la nazionalità̀ o la religione. Di fronte all’hate speech il sentimento più diffuso è la tristezza (52%), seguita da rabbia (36%), disprezzo (35%), vergogna (20%). Ma nel 58% dei casi gli intervistati ammettono di non aver fatto nulla per difendere le vittime.

Sono alcuni dei dati che emergono dalla ricerca “EU Kids Online per MIUR e Parole O_Stili” su rischi e opportunità di Internet per bambini e ragazzi, condotta dall’OssCom (Centro di ricerca sui media e la comunicazione) dell’Università Cattolica, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’ATS Parole Ostili (formata da Associazione Parole O_Stili, Università Cattolica e Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo).

L’indagine è stata presentata oggi a Roma in occasione dell’evento “Crea, connetti e condividi il rispetto: un’Internet migliore comincia con te”, organizzato dal MIUR per lanciare il programma di iniziative sulla navigazione sicura e responsabile in Rete previsto nella prima settimana di febbraio. Data centrale sarà quella del 6 febbraio: a Roma, al teatro Brancaccio, si celebrerà il Safer Internet Day 2018, la Giornata internazionale dedicata alla navigazione sicura in Rete e alle opportunità che questa può offrire alle ragazze e ai ragazzi. L’evento è organizzato in Italia dal Consorzio Generazioni Connesse, attivato per promuovere un corretto uso della Rete e contrastare il cyberbullismo e coordinato dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del MIUR. A Roma saranno presenti 700 studentesse e studenti. Tutte le scuole sono state invitate a organizzare eventi, attività di formazione e informazione destinate agli alunni e alle famiglie. Il 6 febbraio, in concomitanza con il Safer Internet Day si terrà anche la seconda edizione della Giornata nazionale “Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo”.

Altro evento di rilievo nazionale sarà quello previsto il 9 febbraio a Milano, con l’iniziativa “Parole a scuola”, una giornata di formazione gratuita per docenti sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi organizzata dall’ATS Parole O_Stili, che si terrà presso la sede milanese dell’Università Cattolica.

“La prima settimana di febbraio sarà ricca di iniziative e momenti di riflessione: faremo un bilancio delle azioni messe in campo quest’anno, ma lanceremo anche i prossimi passi. I dati che presentiamo oggi sono un ulteriore strumento per orientare la nostra azione e ci dicono con chiarezza che, vista anche la frequenza sempre più elevata con cui le ragazze e i ragazzi navigano in Rete durante la giornata, come comunità educante dobbiamo fare la nostra parte. Dobbiamo far sì che abbiano le competenze per un uso corretto e attivo degli strumenti di navigazione, ma anche per orientarsi e saper leggere in modo consapevole le informazioni che trovano in Rete – ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli -. Non partiamo però da zero: il MIUR è già fortemente impegnato affinché le ragazze e i ragazzi possano avere una piena cittadinanza digitale. La Rete è una grande opportunità, ma dobbiamo fare in modo chele nostre giovani e i nostri giovani sappiano riconoscere e isolare i rischi e le situazioni problematiche che possono verificarsi navigando”.

Il 2017 è stato un anno molto importante per il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, per l’educazione a un uso consapevole e appropriato della Rete, anche sul fronte del linguaggio, ha ricordato la Ministra. “Penso all’approvazione della prima legge dedicata a questi temi, la 71 del 2017, che attribuisce a una pluralità di soggetti compiti e responsabilità ben precisi, ribadendo il ruolo centrale delle scuole. Proprio in attuazione di quella legge, il 6 febbraio prossimo, nella stessa giornata in cui celebreremo il Safer Internet Day, avvieremo i lavori del Tavolo tecnico inter-istituzionale, insediato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e coordinato dal MIUR, che elaborerà un Piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e realizzerà un sistema di raccolta di dati per monitorare l’evoluzione di questi fenomeni, avvalendosi anche della collaborazione della Polizia postale e delle comunicazioni e di altre Forze di polizia. Abbiamo a disposizione 1 milione di euro per le azioni di contrasto”.

Fra le iniziative centrali di quest’anno, ha proseguito Fedeli, “ci sono collaborazioni importanti come il Protocollo siglato con Parole O_Stili per favorire buone pratiche di comunicazione non ostile nelle scuole, a partire da un prezioso strumento come il Manifesto elaborato e proposto dall’Associazione.Le nuove generazioni devono imparare a prendere consapevolezza dei loro diritti, della loro libertà, della loro dignità che nessuno può e deve oltraggiare. Anche in Rete. Per riuscire nel risultato è fondamentale una grande alleanza educativa che ci veda insieme, scuola, famiglie, istituzioni, territori, media, uniti per raggiungere questo obiettivo”.

I dati della ricerca

Accesso e usi

Lo smartphone è il principale strumento con cui ragazze e ragazzi accedono a Internet: è usato quotidianamente per andare online dal 97% dei 15-17enni e dal 51% dei bambini di 9-10 anni. Se l’88% dei ragazzi italiani usa Internet a casa ogni giorno, il 44% lo usa quotidianamente quando è fuori  per recarsi da qualche parte (per strada, sui mezzi pubblici, etc.) e il 42% mentre è fuori per conto proprio. Fra gli adolescenti di 15-17 anni, la percentuale di chi usa tutti i giorni Internet quando è fuori casa sale al 74%. Cresce anche il numero di ragazzi di 9-17 anni che usa Internet tutti i giorni a scuola (26%), soprattutto fra gli adolescenti di 15-17 anni (49%). Le attività online più diffuse sono quelle relative alla comunicazione e all’intrattenimento: il 77% delle ragazze e dei ragazzi di 9-17 anni usa internet tutti i giorni per comunicare con amici e familiari, poco più della metà guarda video online e visita quotidianamente il proprio profilo sui social media. Il 37% usa Internet quotidianamente per fare i compiti a casa.

I rischi

Dalla ricerca presentata oggi emerge che sono in aumento i ragazzi che hanno avuto esperienze su Internet che li hanno turbati: dal 6% del 2010 al 13% nel 2017. Il 31% degli intervistati (fascia 11-17 anni) ha dichiarato di aver visto online messaggi d’odio o commenti offensivi contro un individuo o un gruppo, attaccati per il colore della loro pelle, nazionalità̀ o religione. Di fronte a questi contenuti le ragazze e i ragazzi hanno provato tristezza (52% dei casi), disprezzo (36%), rabbia (35%) e vergogna (20%). Nonostante ciò il 58% del campione afferma di non aver fatto nulla. Il 42%, comunque, ha cercato di aiutare la vittima. Sono poi il 6% le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi di 9-17 anni che sono stati vittime di cyberbullismo nell’ultimo anno, il 19% quelli che vi hanno assistito. In questo caso i ragazzi si dividono equamente fra quanti hanno cercato di aiutare la vittima (49%) e quanti non hanno fatto nulla (50%). Aumenta l’esposizione a siti o blog con discussioni legate a contenuti negativi razzisti e discriminatori (33% degli intervistati).

“Nella convinzione del fondamentale ruolo svolto dai docenti nell’educazione dei giovani ad un uso consapevole e rispettoso del web, si è voluto organizzare per loro, in Università Cattolica, il prossimo 9 febbraio, “Parole a scuola”, una giornata di confronto su queste tematiche. L’iniziativa rientra a pieno titolo nell’attività di Terza Missione sociale dell’Ateneo, essendo volta a favorire l’applicazione della conoscenza per contribuire al miglioramento del tessuto sociale del nostro Paese”, dichiara Antonella Sciarrone Alibrandi, Prorettore vicario dell’Università Cattolica.

Le risposte ai rischi

Ancora alto il numero di ragazze e ragazzi che adottano risposte passive ai rischi di Internet, ignorando il problema o sperando che si risolva da solo (35%). Nel 25% dei casi non parlano con nessuno delle esperienze su Internet che li hanno turbati o fatti sentire a disagio, nel 27% dei casi risolvono il problema chiudendo semplicemente la pagina web o l’app che stanno leggendo/utilizzando. Il 22% di chi ha avuto un’esperienza negativa su Internet ha reagito bloccando un contatto sui social network. Il 10% ha modificato le proprie impostazioni di privacy in seguito a un’esperienza negativa. Solo il 2% ha segnalato contenuti o contatti inappropriati ai gestori delle piattaforme. Ma se si decide di rivolgersi a qualcuno, i problemi causati dalla Rete si affrontano o con gli amici (47%) o con i genitori (38%).

“Parole a scuola”, l’iniziativa per promuovere un uso corretto delle tecnologie

Il 9 febbraio a Milano la Ministra Valeria Fedeli illustrerà in modo più approfondito la ricerca “EU Kids Online per Parole O_Stili” a circa 2.000 docenti di scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutto il territorio nazionale, in occasione di “Parole a scuola”, un’iniziativa organizzata dall’ATS Parole O_Stili in collaborazione con il MIUR e che vedrà una giornata di formazione gratuita sul tema delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi.

Dopo una fase plenaria, in cui saranno presenti la Ministra Fedeli e la Presidente della Rai Monica Maggioni, gli insegnanti parteciperanno a 30 tra lezioni frontali e workshop per un totale di 3.600 ore di formazione gratuita.

L’entusiasmo dei docenti nella collaborazione al progetto e degli studenti nella conoscenza dei 10 principi sono il segnale più autentico che il Manifesto della Comunicazione non Ostile può essere uno strumento didattico molto valido. Aiuta a scoprire le tante opportunità della rete ma facilita la consapevolezza che il “virtuale” può diventare un pericolo nel “reale” dei ragazzi”, dichiara Rosy Russo, ideatrice del progetto Parole O_Stili.

Durante la giornata del 9 febbraio, inoltre, l’Associazione Parole O_Stili consegnerà ai docenti oltre 100 schede didattiche, uno strumento operativo per affrontare i temi dell’educazione e della cittadinanza digitale attraverso i 10 principi del Manifesto della comunicazione non ostile, già adottato e diffuso dal MIUR nelle scuole italiane con l’avvio dell’anno scolastico in corso.

Parole a scuola | 9 febbraio 2018 | ore 9.30 – 17.00 | Università Cattolica, Largo Gemelli,

Programma e iscrizioni su: http://paroleostili.com/parole-a-scuola-il-programma/

Tecnologie e valutazione sommativa

Tecnologie e valutazione sommativa: quali scenari nella scuola italiana?

Di quali strumenti tecnologici il docente dispone oggi per procedere alla valutazione sommativa in presenza?

Come individuarli, adattarli alla propria prassi didattica e impiegarli nel pieno rispetto delle criticità connesse all’intero processo valutativo?

Il problema, da insegnante di Matematica di Liceo, mi si è presentato una dozzina di anni fa, allorché nella mia scuola si pensò di somministrare questionari di soddisfazione automatizzati a studenti e famiglie, nell’ambito del progetto Qualità.

Mi sono cimentato con lo sviluppo di uno strumento per gestire Test in presenza nei laboratori dell’istituto: uno strumento di semplice utilizzo, di immediata comprensione nelle sue funzionalità di base, per docenti e studenti, in grado di rispondere ai requisiti di sicurezza imposti dalla ufficialità dei dati acquisiti.

Come prevedibile, la condivisione d’uso con i colleghi ha rapidamente fatto virare il progetto verso i Test disciplinari, coinvolgendo, a cerchi concentrici, la mia materia, quelle “di indirizzo” e, via via, tutte le altre.

eTutor, questo il nome del software, si è imposto alla attenzione di due case editrici, Loescher e De Agostini Scuola, che lo hanno impiegato nello sviluppo di alcuni loro contenuti autoriali e pubblicizzato in molti incontri formativi a supporto delle adozioni.

Dai desiderata di centinaia di colleghi, il progetto si è quindi arricchito ed esteso, assumendo i contorni di una sorta di “media nazionale” delle consuetudini valutative.

Oggi, terminate le collaborazioni con gli editori, eTutor si imbatte nelle stesse problematiche, criticità ed esigenze delle sue origini.

 

Le diverse piattaforme WEB di allenamento messe a disposizione da tutti gli editori scolastici (quantunque performanti), sono progettate per la formazione a distanza e mirate alla adozione dei libri di testo.

L’aspetto valutativo di questi strumenti, quindi, è essenzialmente di tipo formativo e promozionale.

Il docente assegna l’esercitazione con il solo scopo di condurre lo studente ad un auto-apprendimento, più o meno mediato dalla costruzione di un percorso personalizzato, sui contenuti pubblicati dall’editore (di norma accessibili solo in caso di adozione).

Proprio l’aspetto della valutazione sommativa in presenza risulta fortemente trascurato, impattando da una parte con l’obsolescenza delle dotazioni scolastiche, dall’altra con la necessità per il docente di adattare facilmente i Test al proprio linguaggio e ai propri standard didattici.

Le scelte commerciali degli editori, inoltre, spesso non assicurano la continuità di formati e materiali.

Anche il solo cambio di edizione del testo in adozione può comportare, per il docente, la improvvisa inutilizzabilità di contenuti e strumenti fino ad allora impiegati.

Esistono, altresì, software liberi e commerciali per la valutazione in laboratorio.

Per i primi, la complessità di installazione ed uso, rapportata alla carenza di personale tecnico della scuola e alle competenze medie dei docenti, costituisce spesso un freno importante alla loro inclusione nella prassi didattica.

I software liberi, inoltre, posseggono spesso funzionalità (gestione parametri di valutazione, tempi differenziati per gli allievi DSA, ecc..) non conformi alla realtà scolastica italiana, poiché progettati e realizzati in contesti didattici molto differenti (soprattutto USA).

Gli strumenti di valutazione proprietari, più efficienti e dedicati, sono meno diffusi e appannaggio dei laboratori linguistici o aule mobili.

La loro commercializzazione è affidata ai distributori di prodotti hardware e non gode mai di una adeguata assistenza formativa per il docente, in grado di guidarlo in tutte le fasi del processo valutativo (generazione Test, somministrazione, adattamento dei parametri valutativi al contesto, comunicazione esito), affrontandone e dirimendone le criticità.

Si può ragionevolmente affermare (anche se di statistiche ufficiali non ne esistono) che la quasi totalità dei docenti, oggi, non utilizza alcuno strumento tecnologico per la somministrazione dei Test sommativi, costretto ancora alla gestione cartacea, l’unica sicura ed affidabile.

Il sistema eTutor ha l’ambizione di colmare questo vuoto e di condurre i docenti all’uso di un metodo finalmente innovativo e stabile per la valutazione sommativa.

Un’applicazione multipiattaforma efficiente, sicura, di facile utilizzo, completa e flessibile, per agevolare la somministrazione in classe dei Test personali, tanto nei laboratori più obsoleti quanto nelle aule mobili più sofisticate (2.0, 3.0 ecc…), costituisce solo il primo passo dell’esperienza, il cui fine corrisponde a una costituenda comunità di pratica.

Comunità pensata come realtà libera, indipendente da qualsiasi obbligo editorial-adozionale, mirata alla condivisione gratuita dei Test di apprendimento e di uno standard compositivo che garantisca continuità; un ponte tra le tante esperienze sviluppate da insegnanti che, come me, ricorrono regolarmente ai Test strutturati, con metodi tecnologici e non.

Una sfida aperta, dunque, indirizzata a un’esigenza fortemente sentita dal docente di oggi, ma ancora troppo trascurata dagli attori che gravitano nel mondo degli strumenti didattici.

 

Nicolò Blunda

Docente di Matematica all’IIS Aldo Moro di Rivarolo Canavese (TO) e responsabile progetti didattici di EpsilonSoft.

 

http://www.epsilonsoft.it

info@epsilonsoft.it

 

PNSD – FAQ 1.000 euro per Animatori digitali

FAQ

Nota 6 novembre 2017, AOODGEFID 36983
Azione #28 del Piano nazionale per la scuola digitale

1. Quesito

Poiché nel nostro istituto verrà organizzata in questo anno scolastico una formazione interna rivolta ai docenti, per utilizzare il contributo sarà necessario che il formatore sia l’animatore digitale o potrebbe essere un qualsiasi docente (es. del Team dell’innovazione)?

Risposta

Per le attività e le iniziative di formazione finanziate con il contributo di cui all’azione #28 del PNSD non è posto alcun vincolo al riguardo.

2. Quesito

Il contributo quando verrà erogato? Occorre che l’istituto scolastico attivi qualche procedura?

Risposta

I provvedimenti di liquidazione alle singole scuole sono già stati disposti e non è necessario attivare alcuna procedura in quanto il contributo arriverà direttamente a tutte le scuole.

3. Quesito

Con riferimento alla nota prot. n. 36983 del 6 novembre 2017, si chiede se è possibile utilizzare i fondi assegnati di € 1.000,00 annuali, per il pagamento del canone annuale della fibra ottica installata presso questo Istituto, nell’ambito di “Creazioni di soluzioni innovative”.

Risposta

La spesa non può entrare in tale tipologia in quanto esiste un contributo specifico (azione #3 PNSD) proprio per il canone di connettività.

4. Quesito

Il contributo destinato alle scuole dovrà essere utilizzato per supportare e sviluppare progettualità nei seguenti 3 ambiti: Formazione interna; Coinvolgimento della comunità scolastica; Creazioni di soluzioni innovative. Ma esiste una percentuale massima di spesa ammissibile per ognuna delle tre categorie o potremmo impiegare i € 1.000,00 esclusivamente per creare soluzioni innovative?

Risposta

Lo schema di rendicontazione allegato alla nota prot. n. 36983 reca le percentuali massime di spesa per le seguenti tipologie di costo:

  • spese generali, organizzative e di coordinamento: max 25%;
  • spese per acquisto di beni e attrezzature e assistenza tecnica: max 40%.

Pertanto, per le spese relative ai 3 ambiti (formazione interna, coinvolgimento della comunità scolastica e creazione di soluzioni innovative) non esiste una particolare limitazione.

5. Quesito

In qualità di Animatore digitale, chiedo se il contributo di 1.000,00 (mille) euro può venire speso anche solamente in uno dei tre ambiti previsti o se deve essere spalmato obbligatoriamente su tutti e tre gli ambiti.

Risposta

Il contributo può essere speso anche su un solo ambito. Si veda la risposta alla FAQ 4.

6. Quesito

Esiste un format per la presentazione del progetto?

Risposta

Il progetto deve essere presentato al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca solo alla fine, in fase di rendicontazione delle spese e del contributo e non esiste al momento un format particolare. Sulla base del fac simile della scheda di rendicontazione allegata alla medesima nota, verrà predisposto il sistema informativo che consentirà il monitoraggio ex post delle attività svolte.

7. Quesito

Il contributo di cui parla la nota deve riferirsi esclusivamente all’anno scolastico 2017-2018?

Risposta

Sì, le attività finanziabili devono fare riferimento all’anno scolastico 2017-2018.

8. Quesito

Le idee e progetti ci sono, ma dove va inviata la richiesta? Esiste una piattaforma dove registrarsi?

Risposta

Il progetto non deve essere inviato preventivamente al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Solo in fase di rendicontazione verranno richieste, tramite specifica piattaforma, le opportune informazioni per garantire il monitoraggio delle attività. Si veda anche risposta alla FAQ 6. Gli animatori digitali, se vogliono, hanno comunque a disposizione la loro piattaforma per discutere delle progettualità da realizzare, anche con riferimento all’utilizzo del contributo di 1.000,00 euro.

9. Quesito

È possibile utilizzare i 1.000,00 euro assegnati alla nostra istituzione per la formazione dei docenti e del personale ATA sui temi di base dell’informatica previsti dalle certificazioni presenti sul mercato?

Risposta

Sì, se la formazione è coerente con quanto previsto nell’Azione #28 del PNSD.

10. Quesito

Chiedo se il contributo può essere utilizzato per cercare di risolvere almeno parzialmente le problematiche relative alla rete di istituto quindi assistenza tecnica ed eventuale acquisto di un nuovo server.

Risposta

Le attività ammissibili sono indicate nella nota e nella relativa scheda di rendicontazione dove sono previste anche le percentuali massime ammissibili. In ogni caso, l’acquisto di attrezzature e strumenti è ammissibile solo se funzionale e se inquadrato nell’ambito di una specifica progettualità proposta.

11. Quesito

Vorrei gentilmente sapere se il contributo di 1.000,00 euro a disposizione delle scuole può essere erogato anche verso collaboratori esterni.

Risposta

Al riguardo, vale la normativa vigente e, quindi, l’istituzione scolastica, deve prioritariamente verificare la disponibilità e la professionalità di risorse umane interne alla scuola. Solo dopo aver preliminarmente accertato l’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno, può rivolgersi a collaborazioni esterne, nel rispetto delle norme sulla trasparenza.

12. Quesito

Desidero avere delucidazioni riguardo all’ultima parte dell’informativa, ovvero la parte riguardante i migliori 5 progetti. Desidero sapere se il progetto deve essere collegato ai 1.000,00 euro e dove devono essere caricati.

Risposta

I migliori 5 progetti saranno individuati tra tutti quelli proposti dalle istituzioni scolastiche relativamente all’utilizzo proficuo del contributo di 1.000,00 euro concesso.

Il progetto dovrà essere caricato a sistema solo in fase di monitoraggio delle risorse e le relative istruzioni verranno fornite in seguito proprio in fase di rendicontazione.

13. Quesito

Come possiamo segnalare la variazione dei nominativi dell’Animatore digitale e/o dei componenti il Team per l’innovazione.

Risposta

Sarà inviata a breve una nuova comunicazione alle scuole per l’aggiornamento di tali dati. In ogni caso, è possibile al momento utilizzare il token link già inviato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca a tutte le istituzioni scolastiche con mail del 14 settembre 2017.