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Insegnamento dell’educazione civica

La nota 13 settembre 2019, AOODPIT 1830, sulla base di quanto disposto dall’articolo 2 della legge 20 agosto 2019, n. 92 e del parere negativo espresso dal CSPI l’11 settembre 2019, stabilisce che “(…) l’insegnamento dell’educazione civica è istituito a partire dall’anno scolastico 2020/2021. (…) Conseguentemente, e per il solo anno scolastico 2019/2020, nelle scuole di ogni ordine e grado continuerà ad essere impartito l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, di cui alla legge 30 ottobre 2008, n. 169, e continueranno ad essere applicati l’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, relativo alla valutazione di tale insegnamento, e il successivo articolo 17, comma 10, concernente il colloquio nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione“.

Nota 13 settembre 2019, AOODPIT 1830
Insegnamento dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Avvio dall’anno scolastico 2020/2021


Educazione civica, Fioramonti: “Risorse aggiuntive e confronto con dirigenti, docenti e studenti per introduzione da settembre 2020”

(Mercoledì, 11 settembre 2019) “Abbiamo appreso del parere negativo del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione relativo alla sperimentazione sull’insegnamento dell’Educazione civica – dichiara il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti -. Sentirò a breve associazioni di dirigenti, docenti e studenti per discutere con loro della possibilità di avviare una seria programmazione a partire da gennaio 2020 (con tanto di fondi aggiuntivi in Legge di Bilancio), per fare quello che il precedente Ministro non aveva fatto, cioè preparare in modo efficace le scuole nell’ottica dell’introduzione dell’Educazione civica nel settembre 2020, come previsto dalla legge”.


L’11 settembre 2019 il Consiglio Superiore della Pubblica istruzione (CSPI) ha espresso all’unanimità parere negativo alla sperimentazione da quest’anno scolastico della Legge 20 agosto 2019, n. 92, per l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica.


Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha inviato il 27 agosto 2019 al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (il CSPI, che è organo consultivo del MIUR) il decreto che consente l’avvio fin dall’anno scolastico 2019/2020 dello studio obbligatorio dell’Educazione Civica reintrodotto da una legge varata in via definitiva, lo scorso 1 agosto, dal Parlamento che entrerà in vigore nei primi giorni di settembre.

Il decreto consente di partire già da questo anno scolastico con l’insegnamento obbligatorio dell’Educazione Civica attraverso una sperimentazione nazionale in tutte le scuole del primo e secondo ciclo di istruzione del sistema nazionale di istruzione.

Il parere del Cspi è obbligatorio in caso di sperimentazioni nazionali. Di qui la richiesta inviata oggi dal Ministro Bussetti al Consiglio affinché si esprima con procedura d’urgenza per poter procedere, poi, alla successiva firma. Sempre al Cspi, ai primi di agosto, sono state inviate le Linee Guida per lo studio dell’Educazione Civica necessarie alle scuole per poter attuare la norma.


Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.195 del 21 agosto 2019, la Legge 20 agosto 2019, n. 92, per l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica.

La Legge entra in vigore il 5 settembre 2019.

Legge 20 agosto 2019, n. 92
Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica


L’Aula del Senato, giovedì 1 agosto, con 193 voti favorevoli, nessun contrario e 38 astensioni, ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica” (A.S. 1264), già approvato dalla Camera dei deputati il 2 maggio 2019.

PTOF 2019/2022

Dal 20 dicembre 2018 è disponibile, nella sezione dedicata al Piano Triennale dell’offerta Formativa presente sul Portale Scuola in chiaro, la funzione per navigare on line il PTOF pubblicato dalle scuole per il triennio 2019-2022 predisposto utilizzando la piattaforma proposta dal MIUR in ambiente SIDI.
Le scuole che hanno predisposto il PTOF senza utilizzare la piattaforma possono caricarlo all’interno del SIDI in formato PDF, avendo cura di selezionare il triennio 2019-2022.
E’ possibile procedere alla redazione e alla pubblicazione del PTOF sulla piattaforma in ambiente SIDI fino al 31 gennaio 2019.


Come previsto dalla Nota 16 ottobre 2018, AOODGOSV 17832, il termine utile per l’approvazione da parte del Consiglio di Circolo/Istituto del PTOF 2019/2022 (e la successiva pubblicazione sul sito dell’Istituzione scolastica e su “Scuola in Chiaro”) coincide con la data di apertura delle iscrizioni per l’anno scolastico 2019/2020, fissata al 7 gennaio 2019 dalla Nota 7 novembre 2018, AOODGOSV 18902.


Con la Nota 16 ottobre 2018, AOODGOSV 17832, il MIUR fornisce indicazioni circa il Piano triennale dell’offerta formativa 2019/2022 e la Rendicontazione sociale.


– La nuova tempistica

Mentre resta fissata all’ottobre 2018 l’eventuale revisione del PTOF 2016/2019, l’approvazione del PTOF 2019/2022 da parte del Consiglio di Circolo/Istituto è prorogata alla data di apertura delle iscrizioni per l’anno scolastico 2019/2020, data che sarà comunicata ai primi di novembre con la successiva circolare annuale sulle iscrizioni.

La Rendicontazione sociale, da realizzare attraverso la “pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti“, sarà effettuata entro dicembre 2019 secondo le indicazioni fornite dal MIUR.

AZIONI scadenza
1 Eventuale revisione annuale del PTOF 2016/2019 entro ottobre 2018
2 Apertura funzioni Piattaforma PTOF 2019/2022 17 ottobre 2018
3 Prime analisi sui risultati del PdM 2016/2019 per definire il nuovo PdM 2019/2022 entro la data di apertura delle iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2019/2020
4 Predisposizione Atto di Indirizzo del DS
5 Predisposizione PTOF 2019/2022 da parte del Collegio dei docenti
6 Approvazione del PTOF 2019/2022 da parte del Consiglio di Circolo/Istituto
7 Rendicontazione sociale entro dicembre 2019

– Piattaforma e Struttura PTOF 2019/2022

Dal 17 ottobre 2018 – su una piattaforma realizzata all’interno del portale SIDI – le scuole possono liberamente adottare la struttura di riferimento fornita dal MIUR per l’elaborazione del PTOF.

Di seguito l’indice delle sezioni e le corrispondenti sottosezioni:

SEZIONE 1 – La scuola e il suo contesto

  • Analisi del contesto e dei bisogni del territorio
  • Caratteristiche principali della scuola
  • Ricognizione attrezzature e risorse strutturali
  • Risorse professionali

SEZIONE 2 – Le scelte strategiche

  • Priorità desunte dal RAV
  • Obiettivi formativi prioritari
  • Piano di miglioramento
  • Principali elementi di innovazione

SEZIONE 3 – L’offerta formativa

  • Traguardi attesi in uscita
  • Insegnamenti e quadri orario
  • Curricolo di istituto
  • Alternanza scuola-lavoro
  • Iniziative di ampliamento curricolare
  • Attività previste in relazione al Piano Nazionale Scuola Digitale
  • Valutazione degli apprendimenti
  • Azioni della scuola per l’inclusione scolastica

SEZIONE 4 – L’organizzazione

  • Modello organizzativo
  • Organizzazione Uffici e modalità di rapporto con l’utenza
  • Reti e Convenzioni attivate
  • Piano di formazione del personale docente
  • Piano di formazione del personale ATA

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p style=”padding-left: 30px;”>SEZIONE 5 – Il monitoraggio, la verifica e la rendicontazione
(di prossima pubblicazione)

I Dirigenti scolastici, attraverso una voce specifica nel menù
“APPLICAZIONI SIDI” della piattaforma SIDI, possono abilitare uno o più docenti referenti per il Collegio all’utilizzo della piattaforma PTOF utilizzando l’applicazione “Gestione Utenze SIDI” ( menù “Gestione Utenti SIDI” –> “Abilitazione Docenti e TA” –> “Profilatura” ).

La piattaforma per la predisposizione del Piano triennale dell’offerta formativa viene presentata il 18 ottobre a Fiera Didacta.


Presentata il 18 ottobre, a Firenze, nell’ambito di Fiera Didacta Italia, la piattaforma realizzata dal MIUR per supportare le scuole nella predisposizione del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) per il triennio 2019/2022. Uno strumento che mette a disposizione delle scuole informazioni, dati e una struttura di riferimento per progettare, nel rispetto del dettato normativo, uno dei documenti più importanti: quello con cui la comunità scolastica si presenta a famiglie e territori. La struttura per il PTOF è disponibile da oggi sulla piattaforma SIDI del Ministero.

La creazione della piattaforma risponde a una delle priorità del MIUR: supportare il personale della scuola nell’attività di programmazione didattica e organizzativa. L’utilizzo è su base volontaria, nel rispetto dell’autonomia dei Collegi dei docenti a cui spetta l’elaborazione dell’offerta formativa. I contenuti indicati nella piattaforma sono flessibili per consentire il massimo grado di personalizzazione.

La piattaforma costituisce un valido supporto anche nel campo della comunicazione con le famiglie. Il PTOF infatti è il documento progettuale che più di ogni altro esprime l’identità strategica della scuola: ne descrive sia l’impianto organizzativo che l’offerta formativa per il triennio a cui fa riferimento. Tramite il Piano quindi, le famiglie possono conoscere l’istituto e comprenderne il profilo.

Le scuole hanno ricevuto una nota che le informa del nuovo strumento e fornisce la tempistica per la predisposizione del PTOF 2019/2022.


Sperimentazione Diploma quadriennale

  • Decreto Direttoriale 28 dicembre 2017, AOODPIT 1568
    Procedura di selezione delle istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritarie, autorizzate, dall’anno scolastico 2018/2019, alla sperimentazione di un percorso di studi quadriennale per una sola sezione, a partire dalla classe prima (Avviso prot. n. 820 del 18 ottobre 2017)
  • Decreto Dipartimentale 2 febbraio 2018, AOODPIT 103
    Elenco delle ulteriori 92 istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritarie, ammesse, dall’anno scolastico 2018/2019, alla sperimentazione di un percorso di studi quadriennale per una sola sezione, a partire dalla classe prima (Avviso prot. n. 820 del 18 ottobre 2017)

Diploma in 4 anni, pubblicato l’elenco delle ulteriori 92 scuole ammesse alla sperimentazione

(Venerdì,  2 febbraio 2018) Sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è stato pubblicato l’elenco delle ulteriori 92 scuole ammesse alla sperimentazione dei percorsi quadriennali di secondo grado, che si aggiungono alle prime 100 rese pubbliche lo scorso 28 dicembre a seguito del bando emanato il 18 ottobre 2017 dal MIUR. Ogni scuola potrà attivare una sola classe sperimentale.

A seguito dell’avviso pubblico per l’ammissione alla sperimentazione al MIUR sono pervenute 197 richieste. Cento sono state quelle ammesse da subito, come da bando. Per altre 92 il Ministero ha emanato oggi un decreto di ampliamento, in considerazione della forte rispondenza dei progetti presentati ai criteri e ai requisiti previsti dall’avviso di ottobre, dell’alta qualità della progettazione e anche per consentire una ancor maggiore diffusione territoriale e varietà di indirizzi coinvolti. Un campione più ampio di scuole consentirà una valutazione scientifica più significativa e attendibile della sperimentazione. La richiesta di allargare la platea delle scuole partecipanti è pervenuta al Ministero, in via formale, anche da parte di alcune Regioni.

Nel dettaglio: delle ulteriori scuole ammesse 41 si trovano al Nord, 20 al Centro e 31 al Sud e nelle Isole; 69 sono Licei, 23 sono Istituti tecnici; 54 sono scuole statali e 38 sono paritarie.

Considerando le prime 100 scuole già ammesse a dicembre, il quadro finale delle classi è il seguente: 85 sono al Nord, 43 sono al Centro, 64 sono al Sud e nelle Isole. In tutto si tratta di 144 Licei e 48 Istituti tecnici. Sono 127 le scuole statali, 65 quelle paritarie.

In Italia già 12 istituti stanno sperimentando il diploma in 4 anni sulla base di singole richieste presentate negli anni scorsi al Ministero. Con il bando emanato a ottobre si è deciso di superare questa logica, aprendo a una sperimentazione con criteri comuni di selezione, che hanno messo al centro la qualità dei percorsi e l’innovazione didattica, e con obiettivi nazionali di valutazione che, alla fine del percorso sperimentale, consentiranno di fare scelte basate su dati e informazioni approfonditi.

Nessuno “sconto” sugli obiettivi formativi: le scuole partecipanti assicureranno, come previsto dall’Avviso pubblico di ottobre, il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso, nel rispetto delle Indicazioni Nazionali e delle Linee guida. Nessuna riduzione del personale: l’organico delle scuole coinvolte resterà invariato.


Diploma in 4 anni, pubblicato l’elenco delle scuole ammesse alla sperimentazione

(Giovedì, 28 dicembre 2017) È disponibile da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, www.miur.gov.it, l’elenco delle 100 scuole secondarie di secondo grado ammesse alla sperimentazione dei percorsi quadriennali, secondo quanto previsto dall’Avviso pubblico emanato lo scorso 18 ottobre dal MIUR e aperto a indirizzi liceali e tecnici. Le 100 scuole ammesse con il decreto pubblicato oggi sono così distribuite: 44 al Nord, 23 al Centro, 33 al Sud. Si tratta di 75 indirizzi liceali e 25 indirizzi tecnici. Sono 73 le scuole statali, 27 quelle paritarie. Ogni scuola potrà attivare una sola classe sperimentale.

I percorsi partiranno con l’anno scolastico 2018/2019. Le iscrizioni saranno possibili a partire dal prossimo 16 gennaio, la stessa data prevista per le iscrizioni ai percorsi ordinari. In Italia già 12 istituti stanno sperimentando il diploma in 4 anni sulla base di singole richieste presentate negli anni scorsi al Ministero. Con il bando emanato a ottobre si è deciso di superare questa logica, aprendo a una sperimentazione con criteri comuni di selezione, che hanno messo al centro la qualità dei percorsi e l’innovazione didattica, e con obiettivi nazionali di valutazione che, alla fine del percorso sperimentale, consentiranno di fare scelte basate su dati e informazioni approfonditi.

Nessuno “sconto” sugli obiettivi formativi: le scuole partecipanti assicureranno, come previsto dall’Avviso pubblico di ottobre, il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso, nel rispetto delle Indicazioni Nazionali e delle Linee guida.

“I percorsi quadriennali non nascono oggi, sono il frutto di un dibattito che va avanti da tempo e di una riforma scritta nel 2000 quando era Ministro Luigi Berlinguer – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Quella riforma non è mai stata attuata, ma nel 2013 una commissione istituita dal Ministro Francesco Profumo ha ripreso il tema dei percorsi quadriennali. Successivamente la Ministra Maria Chiara Carrozza ha dato il via libera alle prime sperimentazioni. Con il bando emanato a ottobre abbiamo deciso di imprimere una svolta. Di consentire una sperimentazione su grandi numeri, con una maggiore diffusione territoriale, nell’ottica di dare pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi di tutto il Paese, e una maggiore varietà di indirizzi di studio coinvolti. Tutto questo per fare in modo che, alla fine del quadriennio, si abbiano esperienze misurabili e valutabili davvero, secondo parametri condivisi e lavorando attraverso comitati scientifici nazionali e territoriali. Si avranno dossier approfonditi su cui poi tutti gli attori coinvolti potranno aprire il dibattito sul destino dei percorsi quadriennali”.

A seguito del bando emanato a ottobre, al Miur sono pervenute poco meno di 200 richieste di sperimentazione: 87 dal Nord, 45 dal Centro, 65 dal Sud. In particolare, 128 richieste sono arrivate da scuole statali, 69 da scuole paritarie; 147 da indirizzi liceali, 50 da indirizzi tecnici.

Cento sono le richieste di sperimentazione ammesse da subito, come da bando. Per altre 92 il Ministero chiederà al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione il parere su un decreto di ampliamento del numero delle sperimentazioni, in considerazione della forte rispondenza di questi 92 progetti ai criteri e ai requisiti previsti dall’Avviso di ottobre, dell’alta qualità della progettazione e anche per consentire una ancor maggiore diffusione territoriale e varietà di indirizzi coinvolti. La richiesta di allargare la platea delle scuole partecipanti è pervenuta al Ministero, in via formale, anche da parte di alcune Regioni. Il via libera alle ulteriori 92 sperimentazioni dovrà avvenire, comunque, nel mese di gennaio, consentendo così la partenza di tutte le sperimentazioni nell’anno scolastico 2018/2019.


Il 18 ottobre viene firmato il Decreto Dipartimentale AOOUFGAB 820 per l’attuazione del piano nazionale di innovazione ordinamentale per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado.

Dal 20 ottobre al 13 novembre gli istituti potranno presentare le loro candidature.


Scuola, diploma in quattro anni: dal 20 ottobre al 13 novembre possibili le candidature da parte degli istituti per il Piano nazionale sperimentale

Diploma in quattro anni, al via la presentazione delle candidature da parte delle scuole per la sperimentazione di percorsi di studio in quattro anni. È online da oggi il decreto che dà l’avvio al Piano nazionale di sperimentazione annunciato questa estate che coinvolgerà 100 classi di Licei e Istituti tecnici di tutta Italia. Da domani, venerdì 20 ottobre, e fino al 13 novembre prossimo, gli istituti potranno presentare le loro candidature.

Fino ad ora sono state 12 in tutta Italia le scuole che hanno sperimentato percorsi quadriennali sulla base di progetti di istituto autorizzati di volta in volta dal Ministero. Per rendere maggiormente valutabile l’efficacia della sperimentazione e per consentirne una maggiore diffusione territoriale viene previsto, ora, un bando nazionale con criteri comuni per la presentazione dei progetti che partiranno nell’anno scolastico 2018/2019.

Il progetto della sperimentazione quadriennale prende le mosse dalla riforma dei cicli scolastici messa a punto dal Ministro Berlinguer nel 2000 – non entrata in vigore perché poi bloccata dalla Ministra Moratti – e successivamente ripresa dalla commissione di studio istituita nel 2013 dal Ministro Profumo, incaricata di elaborare delle proposte per abbreviare il percorso scolastico con lo scopo di far conseguire il diploma entro il diciottesimo anno di età. La Ministra Carrozza, nell’anno scolastico 2013/2014, autorizzò due progetti sperimentali proposti da due scuole che già avevano caratteristiche di forte internazionalizzazione: il San Carlo di Milano e il Guido Carli di Brescia. Da allora sono sempre state le scuole a fare richiesta a ‘sportello’ di sperimentazione quadriennale. Ora si procederà, appunto, con una sperimentazione a livello nazionale al termine della quale, nel 2023, i risultati dovranno essere discussi con tutti i rappresentanti del mondo della scuola e con i decisori politici.

Le istituzioni scolastiche che presenteranno la candidatura dovranno assicurare alle studentesse e agli studenti il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso, nel rispetto delle Indicazioni Nazionali e delle Linee guida. Ciascuna istituzione scolastica potrà presentare il progetto per una sola sezione, a partire dalla classe prima, e per un solo indirizzo di studio. La candidatura potrà essere presentata solo dopo aver ottenuto il consenso degli organi collegiali, dovrà essere quindi frutto di una scelta condivisa, e dovrà essere in linea con gli orientamenti già presentanti anche alle famiglie nel Piano triennale dell’Offerta Formativa.

Un’apposita Commissione tecnica valuterà le domande pervenute. Le proposte dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l’articolazione e la rimodulazione dei piani di studio, per l’utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l’uso della metodologia Clil (lo studio di una disciplina in una lingua straniera), per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l’università e i percorsi terziari non accademici.

Nel corso del quadriennio, un Comitato scientifico nazionale valuterà l’andamento nazionale del Piano di innovazione e predisporrà annualmente una relazione che sarà trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. A livello regionale, invece, saranno istituiti i Comitati scientifici regionali che dovranno valutare gli esiti della sperimentazione, di anno in anno, da inviare al Comitato scientifico nazionale.


Scuola, Fedeli: “Diploma in quattro anni? Sperimentazione seria e trasparente per innovare e non per risparmiare”

(Roma, 15 agosto 2017) “Il dibattito in corso sulla sperimentazione della scuola secondaria di secondo grado in quattro anni merita alcune precisazioni, al fine di fornire una corretta informazione ed evitare infondate preoccupazioni da parte delle famiglie”, così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

“Partiamo da un dato su cui immagino tutti concordiamo: la società italiana e le relazioni internazionali, al pari del rapporto tra formazione e diffusione di nuove tecnologie, sono in costante ed accelerata evoluzione. Inoltre, è sempre più evidente la connessione tra l’acquisizione di competenze di alto livello e la possibilità per le nostre ragazze e i nostri ragazzi di inserirsi nel mondo del lavoro in modo qualificato e anche appagante”, spiega Fedeli.

“La scuola – prosegue – ha bisogno di essere accompagnata e sostenuta di fronte ai profondi cambiamenti in atto. Ed è in quest’ottica che si inserisce la sperimentazione delle scuole superiori in quattro anni. Non la si fa “per risparmiare un po’”. È anzi vero esattamente il contrario. Siamo di fronte a un investimento e a una innovazione che può aiutare le nuove generazioni ad affrontare con successo le sfide di oggi e di domani”.

“A chi parla di “improvvisazione” ricordo che il progetto prende le mosse dalla riforma dei cicli scolastici messa a punto dal Ministro Berlinguer nel 2000 – non entrata in vigore perché bloccata dalla Ministra Moratti – e successivamente dalla commissione di studio istituita nel 2013 dal Ministro Profumo, incaricata di elaborare delle proposte per abbreviare il percorso scolastico con lo scopo di far conseguire il diploma entro il diciottesimo anno di età. La Ministra Carrozza, poi, nell’anno scolastico 2013/2014, autorizzò due progetti sperimentali proposti da due scuole che già avevano caratteristiche di forte internazionalizzazione: il San Carlo di Milano e il Guido Carli di Brescia. Da allora sono state le scuole a fare richiesta di sperimentazione quadriennale e attualmente sono 12 quelle che hanno avuto l’autorizzazione. Il monitoraggio di queste esperienze è stato però presieduto ed effettuato a livello regionale”.

“Ho allora deciso – continua la Ministra – di procedere con una sperimentazione a livello nazionale, che riguarderà 100 classi di altrettante scuole. Così si potrà gestire il procedimento delle autorizzazioni in modo più trasparente mediante un bando nazionale, proporre un unico modello sperimentale che faccia tesoro delle migliori esperienze già in atto, ampliare la sperimentazione in modo da poter trarre risultati tecnicamente più attendibili. A settembre le scuole che intendono candidarsi potranno presentare domanda e le 100 ammesse alla sperimentazione potranno accogliere le iscrizioni per le classi prime, che partiranno dall’anno 2018/2019. Al termine della sperimentazione, nel 2023, i risultati dovranno essere discussi con tutti i rappresentanti del mondo della scuola e con i decisori politici per realizzare il massimo di consenso possibile. Proprio perché non devono mai esserci sulla scuola improvvisazione, decisionismo senza coinvolgimento, discriminazioni o scelte astratte e ideologiche. Se la valutazione avrà esito positivo, sempre nell’ottica di un maggior investimento sulla formazione delle nuove generazioni, si potrà recuperare l’intera riforma dei cicli e, contestualmente, anche portare l’obbligo scolastico fino al termine dei tre cicli, ovvero fino al diciottesimo anno di età”.


Diploma in quattro anni, al via la sperimentazione in 100 classi

La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che dà l’avvio ad un Piano nazionale di sperimentazione che coinvolgerà Licei e Istituti tecnici.

Fino ad oggi 12 scuole hanno sperimentato percorsi quadriennali sulla base di progetti di istituto autorizzati di volta in volta dal Ministero. Per rendere maggiormente valutabile l’efficacia della sperimentazione, viene previsto ora un bando nazionale, con criteri comuni per la presentazione dei progetti, per 100 classi sperimentali in tutta Italia che partiranno nell’anno scolastico 2018/2019.

L’avviso sarà pubblicato a fine mese sul sito del Miur e le scuole potranno fare domanda dall’1 al 30 settembre. Si potrà attivare una sola classe per scuola partecipante. Un’apposita Commissione tecnica valuterà le domande pervenute. Le proposte – possono candidarsi sia scuole statali che paritarie – dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l’articolazione e la rimodulazione dei piani di studio, per l’utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l’uso della metodologia Clil (lo studio di una disciplina in una lingua straniera), per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l’università e i percorsi terziari non accademici.

Nessuno ‘sconto’. Alle studentesse e agli studenti dovrà essere garantito il raggiungimento di tutti gli obiettivi specifici di apprendimento del percorso di studi scelto. Il tutto entro il quarto anno di studi. L’insegnamento di tutte le discipline sarà garantito anche eventualmente potenziandone l’orario.

Nel corso del quadriennio, un Comitato scientifico nazionale valuterà l’andamento nazionale del Piano di innovazione e predisporrà annualmente una relazione che sarà trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Il Comitato sarà nominato dalla Ministra dell’Istruzione e dovrà individuare le misure di accompagnamento e formazione a sostegno delle scuole coinvolte nella sperimentazione.

A livello regionale, invece, saranno istituiti i Comitati scientifici regionali che dovranno valutare gli esiti della sperimentazione, di anno in anno, da inviare al Comitato scientifico nazionale.


Riordino Istruzione Professionale


Via libera il 21 dicembre 2017 in Conferenza Stato-Regioni all’intesa al Regolamento attuativo per il riordino dell’Istruzione professionale. Prende corpo, dunque, la riforma disegnata da uno dei decreti legislativi (il numero 61 del 2017) della legge 107 del 2015, la Buona Scuola. Per il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca era presente il Sottosegretario Vito De Filippo.

“La revisione dell’Istruzione professionale ha l’obiettivo di dare una chiara identità a questi istituti, innovando e rendendo più flessibile la loro offerta formativa, superando l’attuale sovrapposizione con l’Istruzione tecnica che ha causato, in passato, la perdita di iscrizioni, e mettendo ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Rilanceremo i laboratori, stanziando anche apposite risorse PON per rinnovarli, e sarà potenziato l’organico del personale docente, con quasi 48 milioni stanziati per l’anno scolastico 2018/2019 e ulteriori finanziamenti a regime. Possiamo davvero scrivere una nuova e importante pagina per queste scuole che possono e devono avere un ruolo centrale nel rilancio economico del Paese e che possono essere davvero laboratori territoriali di innovazione. Nelle prossime settimane, anche in vista delle iscrizioni, accompagneremo scuole e famiglie, informandole sul nuovo sistema e sulle sue opportunità”.

“Il rilancio dei professionali è un tassello decisivo della riforma varata nel 2015. Si tratta di novità attese per dare una risposta qualitativamente alta a chi oggi decide di intraprendere questo percorso di studi. Dopo l’intesa di oggi lavoreremo rapidamente per fare in modo che tutto sia pronto per il prossimo anno scolastico: a settembre 2018 è previsto il debutto dei nuovi percorsi”, aggiunge il Sottosegretario Vito De Filippo.

I percorsi saranno di 5 anni: biennio più triennio. Gli indirizzi passeranno da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste e alle peculiarità del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Il riordino punta ad una sempre maggiore personalizzazione degli apprendimenti in modo tale che le studentesse e gli studenti, attraverso un progetto formativo individuale, possano sviluppare e acquisire competenze che li aiutino nell’accesso del mondo del lavoro. Nel biennio vengono inseriti gli assi culturali, ovvero aggregazioni di insegnamenti omogenei che forniscono competenze chiave di cittadinanza alle giovani e ai giovani.

Le scuole potranno utilizzare le loro quote di autonomia, in relazione all’orario complessivo, per rafforzare i laboratori e qualificare la loro offerta in modo flessibile.

Per una informazione preliminare alle istituzioni scolastiche e alle famiglie in merito alle novità previste, in vista delle imminenti iscrizioni, il Ministero ha predisposto una circolare inviata a tutte le scuole con i punti principali del Regolamento approvato oggi. Il Ministero ha già avviato gli incontri informativi con gli Uffici scolastici regionali (USR) e stanziato oltre 1 milione di euro per l’accompagnamento della riforma: sono previsti, nei prossimi mesi, ulteriori incontri con gli USR e apposite conferenze di servizio con i dirigenti scolastici.


Dall’anno scolastico 2018/2019, l’istruzione professionale cambia e si rinnova profondamente.

Per dare risposte alla domanda diffusa di una formazione di qualità e fornire opportunità sempre più interessanti alle giovani e ai giovani, il processo di riforma si concretizza in un nuovo modello organizzativo basato su:

  • Nuovi indirizzi: si passa da 6 a 11. Il profilo dei nuovi indirizzi è stato predisposto in modo innovativo e sempre più coerente con il sistema produttivo che caratterizza il “Made in Italy”.
  • Un nuovo modello didattico, basato sulla personalizzazione, sull’uso diffuso ed intelligente dei laboratori, su un’integrazione piena tra competenze, abilità e conoscenze.
  • Una didattica orientativa, finalizzata ad accompagnare e indirizzare le studentesse e gli studenti in tutto il corso di studi.
  • Maggiore flessibilità.
  • Materie aggregate per assi culturali.
  • Un biennio sostanzialmente unitario, seguito da un triennio finalizzato all’approfondimento della formazione dello studente.

I cambiamenti sono stati previsti dal decreto legislativo 61 del 13 aprile 2017, con l’obiettivo di rilanciare l’istruzione professionale, puntando ad aumentare la qualità educativa e con l’obiettivo fondamentale di formare cittadine e cittadini di domani, aiutando le ragazze e i ragazzi a maturare autonomia, consapevolezza e responsabilità e ad acquisire strumenti per crescere e costruirsi un futuro in ulteriori percorsi di studio o direttamente nel mondo del lavoro.

Per perseguire questi obiettivi, il sistema scolastico e formativo investe risorse finanziarie e professionali. Grazie alla riforma ci saranno:

  • Più insegnanti tecnico-pratici, in piena integrazione con gli insegnanti curricolari.
  • Più fondi per laboratori ed attrezzature specialistiche.
    Una maggiore valorizzazione dell’autonomia scolastica.

L’istruzione professionale punta a diventare un laboratorio permanente di ricerca e di innovazione, in continuo rapporto con il mondo del lavoro, motore di sviluppo e di crescita.

Esame di Stato e Competenze Primo Ciclo


Scuola, Fedeli firma il decreto: cambia l’Esame della secondaria di I grado

Più attenzione al percorso di studi, Cittadinanza e Costituzione valorizzata nel colloquio

Prove Invalsi ad aprile: si faranno al computer, arriva l’Inglese

Circolare alle scuole anche per la valutazione nel I ciclo

Maggiore attenzione alla valorizzazione del percorso fatto da alunne e alunni durante il triennio di studi. La partecipazione alle prove Invalsi diventa requisito d’ammissione all’Esame, ma non incide sulla votazione finale, lo svolgimento è anticipato ad aprile e a Italiano e Matematica si aggiunge l’Inglese. Competenze in Cittadinanza e Costituzione valorizzate all’orale. Insieme al diploma arriva un modello nazionale di certificazione delle competenze, risultato della sperimentazione già condotta da circa 2.700 scuole.

Sono le principali novità del nuovo Esame di Stato della scuola secondaria di I grado, disegnato da uno dei decreti attuativi della legge 107 del 2015 (Buona Scuola) approvati lo scorso aprile. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto che rende operative le nuove regole.

Sarà poi inviata oggi alle scuole l’apposita circolare informativa sulle nuove modalità di valutazione del I ciclo previste dalla legge, rispetto alle quali il Ministero, in accordo con le sedi regionali, metterà in campo specifici interventi di accompagnamento per  il personale della scuola fin dalla prima fase di attuazione.

Valutazione nel I ciclo

Le nuove modalità di valutazione mettono al centro l’intero processo formativo e i risultati di apprendimento, con l’obiettivo di dare più valore al percorso fatto dalle alunne e dagli alunni, e sono improntate ad una loro presa in carico complessiva per contrastare le povertà educative e favorire l’inclusione, attivando tutte le strategie di accompagnamento necessarie.

Sarà il collegio dei docenti a deliberare criteri e modalità di valutazione di apprendimenti e comportamento. I criteri saranno resi pubblici e inseriti nel Piano triennale dell’offerta formativa. Le scuole, per rendere più completa e chiara la valutazione anche alle famiglie, dovranno accompagnare i voti in decimi con la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto. La valutazione del comportamento sarà espressa d’ora in poi con giudizio sintetico e non più con voti decimali, per offrire un quadro più complessivo sulla relazione che ciascuna studentessa o studente ha con gli altri e con l’ambiente scolastico. La norma che prevedeva la non ammissione alla classe successiva per chi conseguiva un voto di comportamento inferiore a 6/10 è abrogata. Ma resta confermata la non ammissione alla classe successiva (in base a quanto previsto dallo Statuto delle studentesse e degli studenti) nei confronti di coloro a cui è stata irrogata la sanzione disciplinare di esclusione dallo scrutinio finale.

Insieme al diploma finale del I ciclo sarà rilasciata una Certificazione delle competenze con riferimento alle competenze chiave europee. Alle scuole verrà fornito, per la prima volta, un modello unico nazionale di certificazione, che sarà accompagnato anche da una sezione a cura dell’Invalsi con la descrizione dei livelli conseguiti nelle Prove nazionali.

Saranno otto le competenze certificate dalle scuole: comunicazione nella madrelingua, comunicazione nella lingua straniera, competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia, competenze digitali, capacità di imparare ad imparare (intesa come autonomia negli apprendimenti), competenze sociali e civiche, spirito di iniziativa, consapevolezza ed espressione culturale.

La certificazione sarà rilasciata anche al termine della primaria, ma senza la sezione dedicata all’Invalsi.

L’Invalsi

Nella scuola primaria le prove sono confermate in seconda e quinta. Nell’ultima classe viene introdotta una prova in Inglese coerente con il Quadro comune europeo di riferimento delle lingue e con le Indicazioni nazionali per il curricolo. L’Invalsi fornirà, nel mese di ottobre, le indicazioni necessarie per accompagnare l’introduzione della prova di Inglese.

Nella secondaria di I grado le prove si sostengono in terza, ma non fanno più parte dell’Esame, nell’ottica di una maggiore coerenza con l’obiettivo finale delle prove: fotografare il livello di competenza delle ragazze e dei ragazzi per sostenere il miglioramento del sistema scolastico. Restano Italiano e Matematica, si aggiunge l’Inglese. Le prove si svolgeranno ad aprile, al computer. La partecipazione sarà requisito per l’accesso all’Esame, ma non inciderà sul voto finale. Entro ottobre le scuole riceveranno le informazioni necessarie per lo svolgimento delle prove al computer.

L’Esame conclusivo del I ciclo

L’ammissione

Per poter sostenere l’Esame, le alunne e gli alunni del terzo anno delle scuole secondarie di I grado dovranno aver frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale, non aver ricevuto sanzioni disciplinari che comportano la non ammissione all’Esame, e aver partecipato alle prove Invalsi di Italiano, Matematica e Inglese. Nel caso in cui l’alunna o l’alunno non abbiano raggiunto i livelli minimi di apprendimento necessari per accedere all’Esame, il consiglio di classe potrà deliberare, a maggioranza e con adeguata motivazione, la non ammissione.

Le prove

Terranno maggiormente conto, rispetto al passato, del profilo delle studentesse e degli studenti e dei traguardi di sviluppo delle competenze definiti nelle Indicazioni Nazionali per il curricolo. Le prove scritte diventano tre: una di Italiano, una di Matematica e una per le Lingue straniere.

Italiano

Verificherà la padronanza della lingua, la capacità di espressione personale, la coerente e organica esposizione del pensiero da parte delle alunne e degli alunni. Le tracce dovranno comprendere un testo narrativo o descrittivo; un testo argomentativo, che consenta l’esposizione di riflessioni personali, per il quale dovranno essere fornite indicazioni di svolgimento; una traccia di comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo, scientifico anche attraverso richieste di riformulazione. La prova potrà essere strutturata anche in più parti, mixando le tre diverse tipologie.

Matematica

Sarà finalizzata ad accertare la capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze acquisite dalle alunne e dagli alunni nelle seguenti aree: numeri, spazio e figure, relazioni e funzioni, dati e previsioni. La prova sarà strutturata con problemi articolati su una o più richieste e quesiti a risposta aperta. Potranno rientrare nelle tracce anche metodi di analisi, organizzazione e rappresentazione dei dati, caratteristici del pensiero computazionale.

Lingua straniera

È prevista una sola prova di Lingua straniera, distinta in due sezioni, che verificherà che le alunne e gli alunni siano in possesso delle competenze di comprensione e produzione scritta di livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per l’Inglese e A1 per la seconda lingua comunitaria. La prova potrà consistere: in un questionario di comprensione di un testo a risposta chiusa e aperta; nel completamento di un testo in cui siano state omesse parole singole o gruppi di parole, oppure riordino e riscrittura o trasformazione di un testo; nell’elaborazione di un dialogo su traccia articolata che indichi chiaramente situazione, personaggi e sviluppo degli argomenti; nell’elaborazione di una lettera o email personale su traccia riguardante argomenti di carattere familiare o di vita quotidiana; nella sintesi di un testo che evidenzi gli elementi e le informazioni principali.

Il colloquio

È finalizzato a valutare il livello di acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze previsto dalla Indicazioni nazionali, con particolare attenzione alle capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, di collegamento fra discipline. Terrà conto anche dei livelli di padronanza delle competenze connesse alle attività svolte nell’ambito di Cittadinanza e Costituzione.

Valutazione e voto finale

Il voto finale deriverà dalla media fra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove scritte e del colloquio. Potrà essere assegnata la lode.

Il decreto riserva particolare attenzione alle alunne e agli alunni con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): per loro sono previsti tempi adeguati, sussidi didattici o strumenti necessari allo svolgimento delle prove d’Esame.

Carta del Docente


Carta del Docente, al via accesso per gli insegnanti sulla piattaforma

Già oltre 9.000 registrati fra enti di formazione, esercenti, scuole e musei

È accessibile dal 1° dicembre per gli insegnanti di ruolo l’applicazione web cartadeldocente.istruzione.it che consente di utilizzare, attraverso un borsellino elettronico, i 500 euro per la formazione.
Sono già oltre 9.000 gli enti e gli esercenti accreditati sulla piattaforma. In particolare, si tratta di 251 fra musei ed aree archeologiche,510 tra enti di formazione, università ed altri esercenti , 8.406 Istituzioni scolastiche (per la parte della formazione) . Enti ed esercenti potranno continuare a registrarsi in qualsiasi momento sulla piattaforma, non c’è limite temporale. A loro supporto una serie di link di approfondimento, domande frequenti e un help desk.
I docenti potranno utilizzare i 500 euro generando sull’apposita piattaforma buoni di spesa per:
– l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale;
– l’acquisto di pubblicazioni e di riviste utili all’aggiornamento professionale;
– l’acquisto di hardware e software;
– l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione;
– l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
– l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
– l’acquisto di biglietti di musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
– iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

Per accedere alla piattaforma serve ottenere l’identità digitale SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid). L’acquisizione delle credenziali SPID si può fare in qualunque momento, non c’è scadenza. Si tratta di un codice unico che consentirà di accedere, con un’unica username e un’unica password, ad un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici (http://www.spid.gov.it/servizi).
Sulla piattaforma è disponibile il numero di un call center dedicato all’utilizzo della Carta per supportare gli insegnanti per problemi di ordine tecnico (Assistenza tecnica 800.863.119 dal lunedì al sabato, dalle 08.00 alle 20.00).
I buoni di spesa generati dai docenti daranno diritto ad ottenere il bene o il servizio presso gli esercenti o gli enti di formazione registrati con la semplice esibizione su smartphone o tablet. La stampa sarà ovviamente possibile, ma non necessaria. I 500 euro della Carta del Docente potranno essere spesi in qualunque momento, durante tutto il corso dell’anno scolastico.
Il nuovo sistema che parte quest’anno consentirà agli insegnanti di avere uno strumento elettronico per effettuare e tenere sotto controllo i pagamenti. E alle scuole di essere alleggerite dalla burocrazia e dalle procedure di rendicontazione. Le somme relative all’anno scolastico 2016/2017 eventualmente già spese dal 1° settembre 2016 al 30 novembre 2016 dovranno essere registrate attraverso la piattaforma digitale e saranno erogate ai docenti interessati, a seguito di specifica rendicontazione, dalle scuole di appartenenza.


Carta del Docente, da oggi on line la piattaforma: al via la registrazione di esercenti ed enti di formazione

È on line dal 28 novembre – per consentire la registrazione di enti accreditati ed esercenti – l’applicazione web cartadeldocente.istruzione.it che, a partire dal 30 novembre, consentirà agli insegnanti di ruolo di utilizzare on line, attraverso un borsellino elettronico, i 500 euro per l’aggiornamento professionale.

Quest’anno i 500 euro potranno essere spesi generando sull’apposita piattaforma buoni di spesa per:

  • l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale;
  • l’acquisto di pubblicazioni e di riviste utili all’aggiornamento professionale;
  • l’acquisto di hardware e software;
  • l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione;
  • l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
  • l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • l’acquisto di biglietti di musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

Per accedere alla piattaforma serve ottenere l’identità digitale SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid). L’acquisizione delle credenziali SPID si può fare in qualunque momento, non c’è scadenza. Si tratta di un codice unico che consentirà di accedere, con un’unica username e un’unica password, ad un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici (http://www.spid.gov.it/servizi).
A partire dal 30 novembre, giorno di apertura del sito ai docenti, sarà attivo un call center interamente dedicato all’utilizzo della Carta per supportare gli insegnanti. I buoni di spesa generati dai docenti daranno diritto ad ottenere il bene o il servizio presso gli esercenti o gli enti di formazione registrati con la semplice esibizione su smartphone o tablet. La stampa sarà ovviamente possibile, ma non necessaria.
I 500 euro della Carta del Docente potranno essere spesi in qualunque momento, durante tutto il corso dell’anno scolastico.

Il nuovo sistema che parte quest’anno consentirà agli insegnanti di avere uno strumento elettronico per effettuare e tenere sotto controllo i pagamenti. E alle scuole di essere alleggerite dalla burocrazia e dalle procedure di rendicontazione. Le somme relative all’anno scolastico 2016/2017 eventualmente già spese dal 1° settembre 2016 al 30 novembre 2016 dovranno essere registrate attraverso la piattaforma digitale e saranno erogate ai docenti interessati, a seguito di specifica rendicontazione, dalle scuole di appartenenza.

Per gli enti ed esercenti l’applicazione web prevede una serie di link di approfondimento, domande frequenti e un help desk a supporto della procedura di registrazione. Un esercente o un ente possono registrarsi da oggi in qualsiasi momento, non c’è scadenza limite. Sono gà inseriti in piattaforma, fra gli altri, 228 musei23 aree archeologiche, 8.406 scuole di ogni ordine e grado (per la parte che riguarda la formazione).


Carta degli insegnanti, come e quando spendere i 500 euro per l’aggiornamento

Dallo scorso anno gli oltre 740.000 docenti di ruolo della scuola italiana hanno a disposizione 500 euro da spendere per l’aggiornamento professionale. Un bonus che nella sua prima erogazione è stato assegnato eccezionalmente con accredito sullo stipendio. Quest’anno cambia il sistema di erogazione, come annunciato nel Piano di formazione degli insegnanti e attraverso la nota del 29 agosto relativa alla rendicontazione delle spese dello scorso anno.

L’importo resta lo stesso: 500 euro che saranno assegnati attraverso un ‘borsellino elettronico’. L’applicazione web “Carta del Docente” sarà disponibile all’indirizzo Cartadeldocente.istruzione.it entro il 30 novembre. Attraverso l’applicazione sarà possibile effettuare acquisti presso gli esercenti ed enti accreditati a vendere i beni e i servizi che rientrano nelle categorie previste dalla norma.

Ogni docente, utilizzando l’applicazione, potrà generare direttamente dei “Buoni di spesa” per l’acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, per:

  • l’acquisto di pubblicazioni e di riviste utili all’aggiornamento professionale;
  • l’acquisto di hardware e software;
  • l’iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione;
  • l’iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale;
  • l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • l’acquisto di biglietti di musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione.

I buoni di spesa generati dai docenti daranno diritto ad ottenere il bene o il servizio presso gli esercenti autorizzati con la semplice esibizione. Per l’utilizzo della “Carta del Docente” sarà necessario ottenere l’identità digitale SPID presso uno dei gestori accreditati (http://www.spid.gov.it/richiedi-spid) e successivamente ci si potrà registrare sull’applicazione. L’acquisizione delle credenziali SPID si può fare sin da ora. Si tratta di un codice unico che consentirà di accedere, con un’unica username e un’unica password, ad un numero considerevole e sempre crescente di servizi pubblici (http://www.spid.gov.it/servizi).

Il nuovo sistema che parte quest’anno consentirà ai docenti di avere uno strumento elettronico per effettuare e tenere sotto controllo i pagamenti. E alle scuole di essere alleggerite dalla burocrazia e dalle procedure di rendicontazione. Sarà possibile spendere i 500 euro a partire dall’attivazione della Carta.

Le somme relative all’anno scolastico 2016/2017 eventualmente già spese dal 1° settembre 2016 al 30 novembre 2016 dovranno essere registrate attraverso la piattaforma digitale e saranno erogate ai docenti interessati, a seguito di specifica rendicontazione, dalle scuole di appartenenza.

Scuole-polo per la Formazione

Come previsto dalla Nota 15 settembre 2016, AOODPIT 2915, gli Uffici scolastici regionali devono comunicare al MIUR, entro il 30 ottobre 2016, le scuole-polo per la formazione, individuate da ogni rete di ambito territoriale, alle quali saranno attribuite le risorse finanziarie per la formazione per un triennio, a partire dall’EF 2016.

Le scuole-polo dovranno garantire possibilmente i seguenti requisiti:

  1. favorire una progettazione didattica delle scuole della rete anche su azioni trasversali di formazione per più gradi scolastici, ferma restando la possibilità di costituire reti di scopo;
  2. essere disponibili a raccordarsi con l’ufficio scolastico regionale per armonizzare le azioni formative in coerenza con le priorità indicate nel Piano Nazionale per la Formazione;
  3. ricercare e sviluppare accordi di partenariato con i diversi enti e soggetti deI territorio, al fine di garantire un costante incremento della qualità delle iniziative formative realizzate per i docenti dell’ambito territoriale.

Incarichi per Competenze

File 29-07-16, 19 51 30

Il MIUR, con note del 22 luglio 2016, AOODPIT 2609 e del 27 luglio 2016, AOODGPER 20453, fornisce indicazioni operative per l’individuazione dei docenti trasferiti o assegnati agli ambiti territoriali e per il conferimento degli incarichi nelle istituzioni scolastiche. Due le fasi previste:

Prima fase

I Direttori Generali degli USR
per il tramite degli Uffici territorialmente competenti

  1. provvedono, entro il secondo giorno successivo alla pubblicazione dei movimenti, all’individuazione delle scuole da assegnare ai docenti trasferiti sugli ambiti ai sensi delle precedenze previste
  2. ne danno immediata comunicazione alle scuole interessate.

I Dirigenti scolastici

  1. individuano da tre a sei criteri coerenti con il PTOF ed il PdM corrispondenti alle competenze richieste per l’individuazione dei docenti (vd. Allegato A alla Nota 22 luglio 2016, AOODPIT 2609)
  2. verificano, prima della pubblicazione dell’avviso, l’effettiva disponibilità dei posti vacanti e disponibili sull’organico dell’autonomia, confrontando la disponibilità organica della scuola, presente nel sistema informatico di gestione del personale (SIDI), con l’esito dei trasferimenti su sede previsti dalle fasi B 1 e B2 della mobilità interprovinciale pubblicati sul sito degli Uffici Scolastici;
  3. pubblicano sul sito istituzionale della scuola, a partire
    dal 29 luglio (infanzia e primaria);
    dal 6 agosto (scuola secondaria di primo grado);
    dal 18 agosto (scuola secondaria di secondo grado);
    uno o più avvisi con l’elenco dei posti dell’organico dell’autonomia vacanti e disponibili nell’istituzione scolastica, suddivisi per grado di istruzione, tipologia di posto e, per la secondaria, classe di concorso. Per ciascun posto, l’avviso specifica

    • i criteri individuati,
    • le modalità e i termini di scadenza
      • per la presentazione delle candidature,
      • per la proposta di incarico da parte del dirigente,
      • per l’accettazione da parte del docente.
  4. esaminano la corrispondenza dei CV dei docenti inseriti nell’ambito, partendo da quelli che hanno presentato la propria candidatura, con i criteri prefissati ed individuano il docente cui proporre l’incarico, eventualmente anche mediante colloqui, in presenza o in remoto. In ogni caso, la scelta del docente dovrà essere motivata;
  5. comunicano formalmente via mail ai docenti individuati la proposta di incarico;
  6. a seguito di accettazione formale via mail da parte del docente, danno atto della individuazione del docente, utilizzando l’esclusiva funzione “individuazione per competenze” del SIDI (disponibile dal 1° agosto), entro
    – il 18 agosto (scuola infanzia e primo ciclo di istruzione);
    – il 26 agosto (secondo ciclo di istruzione);
  7. procedono alla pubblicazione degli incarichi assegnati, di cui al comma 80, ultimo periodo, della Legge.

I docenti possono:

  1. caricare nell’apposita sezione del sito Istanze On Line il proprio CV (doc  – pdf):
    dal 29 luglio al 4 agosto (scuola infanzia e primaria);
    dal 6 al 9 agosto (scuola secondaria di primo grado);
    dal 16 al 19 agosto (scuola secondaria di secondo grado);
  2. presentare la propria candidatura (docpdf) ad una o più istituzioni scolastiche dell’ambito di destinazione secondo le modalità indicate nei singoli avvisi, evidenziando la classe di concorso e specificando la corrispondenza ai criteri indicati nell’avviso;
  3. partecipare agli eventuali colloqui, in presenza o in remoto, per illustrare il proprio CV e acquisire informazioni utili per scegliere tra le diverse scuole;
  4. optare, nel caso in cui ricevano una proposta di incarico da diverse scuole, tra una di esse, nel rispetto dei tempi e delle modalità fissati dai singoli avvisi.

Seconda fase

Gli Uffici Scolastici Regionali

Assegnano alle istituzioni scolastiche i docenti non assegnati perché le loro candidature

  • non hanno trovato accoglimento;
  • non sono state presentate;
  • il Dirigente scolastico non ha pubblicato il relativo avviso.

Tale assegnazione avviene in ordine di punteggio di trasferimento su ambito e partendo dalla scuola indicata nell’apposita funzione dal docente, entro

– il 22 agosto (scuola infanzia e primo ciclo di istruzione);
– il 31 agosto (secondo ciclo di istruzione)

Con Nota 22 agosto 2016, AOODGCASIS 2819, il MIUR, allo scopo di supportare le attività delle direzioni regionali nella fase di assegnazione sui posti rimasti disponibili dei docenti che non sono stati oggetto di incarico da parte dei dirigenti scolastici, presenta la procedura che provvede a detta assegnazione in maniera automatizzata.

2819_16Seguono

  1. le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria intra provinciale;
  2. le immissioni in ruolo mediante l’assegnazione dei docenti assunti a tempo indeterminato per l’a.s 2016/17 agli ambiti territoriali;
  3. le assegnazioni provvisorie interprovinciali.

Individuazione dei docenti per competenze


INDIVIDUAZIONE DEI DOCENTI PER COMPETENZE

A.S. 2016 – 2017
FAQ

1. I criteri delle Linee guida (MIUR – prot. n. 2609/2016) non sono vincolanti, pertanto, possono essere utilizzati anche titoli di studio, documentazione di determinate esperienze, propedeutiche alla realizzazione delle finalità del Piano Triennale dell’Offerta Formativa? Possono essere utilizzate per guidare la scelta, anche la valutazione delle cosiddette “soft-skills”? Possono essere inserite competenze organizzative? Può essere valorizzata la continuità didattica Fra le competenze richieste è possibile fare riferimento al possesso di “altre” abilitazioni o ad esperienze di insegnamento particolari (ad esempio in pluriclassi, scuola in ospedale etc)?

I criteri e le competenze elencati nelle Linee guida (MIUR – prot. N. 2609/2016) sono a titolo esemplificativo e non esaustive, fermo restando quanto disposto dal comma 79, art. 1 della legge 107/2015, nella individuazione per competenze sono “valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali” [legge 107/2015, art. 1, comma 80]. Il dirigente scolastico, pertanto, può indicare i criteri e le competenze che ritiene più opportuni, adeguati e coerenti con le finalità individuate e formalizzate nel Rapporto di autovalutazione, nel Piano di Miglioramento e nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Sempre nel rispetto della trasparenza e pubblicità dei criteri adottati nella procedura di scelta.

2. Un posto si è liberato a causa del trasferimento di un docente in un’altra scuola, quindi, è un posto in organico di diritto. È possibile metterlo a disposizione nell’avviso?

In questo caso si procederà immediatamente all’integrazione dell’avviso, mettendo a disposizione il posto.

3. I docenti, qualora non sia stato pubblicato alcun avviso, conoscendo la disponibilità di posti, possono autocandidarsi? Il dirigente scolastico è tenuto a tener conto delle autocandidature?

Il dirigente scolastico, non avendo dato luogo ad alcun avviso, non può procedere a proposta di incarico.

4. È possibile fare un avviso pubblicando solo le competenze richieste senza specificare la classe di concorso o l’ordine di scuola interessata?

No, non è possibile.

5. Per gli Istituti scolastici con plessi collocati in ambiti territoriali differenti, ai docenti di quale ambito territoriale deve essere rivolto l’avviso?

I plessi appartenenti alla stessa istituzione scolastica sono tutti afferenti al medesimo ambito, quindi, il dirigente scolastico formula l’avviso di disponibilità in relazione all’ambito territoriale di ubicazione della sede dell’istituzione scolastica

6. Per i posti oggetto dell’avviso sul sostegno, se non si candidano docenti con titolo specifico, posso incaricare altri docenti privi di specializzazione? Possono essere richieste competenze specifiche in relazione all’alunno da seguire?

No, i posti oggetto dell’avviso sul sostegno sono destinati ai docenti dell’ambito in possesso del titolo di specializzazione. Nell’avviso è possibile specificare una serie di ulteriori competenze che permettano di scegliere docenti idonei a seguire i singoli percorsi educativi individualizzati degli alunni disabili.

7. Un docente può rispondere a diversi avvisi nel proprio ambito? Anche per gradi di istruzione differenti?

Il docente può candidarsi per tutti gli avvisi che ritenga di proprio interesse purché nella tipologia di posto e classe di concorso corrispondente al proprio ruolo.

8. Se un docente non risponde a nessun avviso, che succede?

L’Ufficio scolastico regionale provvede al conferimento degli incarichi ai docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte o non abbiano risposto ad alcun avviso.

9. È possibile fare avvisi per la richiesta di docenti di scuola secondaria di primo grado, ad es. di educazione fisica, ed. musicale, per coprire posti della scuola primaria?

No, il dirigente Scolastico assegna il docente sulla scuola primaria nell’ambito delle risorse disponibili in quanto già presenti nella scuola, semmai nell’avviso si può specificare che il posto potrà prevedere anche un’attività sulla scuola di diverso ordine.

10. A parità di titoli e competenze, è necessario fare una graduatoria per procedere alla scelta? Può essere opportuno mettere nell’avviso le modalità per la stesura della graduatoria? È opportuno pubblicare una griglia di punteggi per valutare i titoli?

Non è necessario predisporre una graduatoria. Ogni dirigente scolastico stabilisce, nell’ambito della propria discrezionalità, le modalità di predisposizione dell’avviso, della selezione e della chiusura della stessa.

11. Il colloquio è gestito singolarmente dal dirigente scolastico o deve essere insediata una commissione? Il colloquio deve essere verbalizzato? Nei casi debbano essere individuate competenze specifiche, ad esempio un docente di pianoforte, può essere costituita una commissione per svolgere il colloquio e, magari, includere anche una prova pratica? Il colloquio deve essere pubblico? Quale peso ha il colloquio nella scelta?

Il colloquio non prevede prove di alcun genere. Non è una procedura concorsuale per l’accertamento dei requisiti del ruolo docente. Esso ha lo scopo di dare al docente la possibilità di illustrare il proprio curriculum e acquisire informazioni utili per la scelta della scuola.

12. Un dirigente scolastico può pubblicare l’avviso prima delle date indicate dalla nota prot. n. 2609 del 22 luglio 2016? 

In fase di prima applicazione, la procedura richiede il rispetto dei tempi indicati per consentire la funzionalità degli strumenti a supporto delle operazioni in coerenza con la pubblicazione degli esiti della mobilità.

13. Nel caso di assegnazione d’ufficio a cura degli Uffici Scolastici Regionali, è possibile per il docente esprimere preferenze per alcune sedi scolastiche?

Sì, i docenti possono esprimere, nella fase di caricamento del Curriculum Vitae in Istanza Online, la scuola dalla quale procederà la fase di individuazione. L’istituzione scolastica indicata sarà la sede da cui il sistema in automatico parte, e prosegue per progressiva vicinorietà alle altre scuole dell’ambito, fino all’assegnazione a cura dell’USR.

14. Per candidarsi in un’istituzione scolastica, è sufficiente caricare il proprio Curriculum Vitae su Istanza Online?

No, i docenti per presentare la propria candidatura devono rispondere direttamente alla scuola, secondo le modalità indicate nell’avviso, evidenziando la classe di concorso, la tipologia di posto e specificando le competenze professionali coerenti con i criteri indicati dall’avviso stesso. Ovviamente in precedenza dovrà essere stato caricato il CV su Istanza Online.

15. I CV devono essere inviati alle istituzioni scolastiche?

I CV sono caricati nell’apposita sezione di Istanza Online, secondo il modello predefinito e presente sia nella specifica sezione che nella pagina dedicata del sito del MIUR. I dirigenti scolastici possono consultare l’elenco dei docenti del loro ambito territoriale e visionare i CV.

16. I dirigenti scolastici possono esaminare i CV dei docenti che hanno presentato la candidatura nelle loro scuole oppure possono visionare anche i CV degli altri docenti del loro ambito territoriale? È disponibile una funzione per facilitare la ricerca?

I dirigenti scolastici esaminano preliminarmente i CV di coloro che hanno risposto al loro avviso. In subordine possono accedere ai CV degli altri docenti del loro ambito territoriale. È stata predisposta una apposita funzione nel “Cruscotto” nell’area riservata del SIDI per la consultazione dei CV, mediante la selezione di alcuni criteri di ricerca: Classi concorso, Tipo di posto e Stato Incarico.

17. Il Miur ha predisposto strumenti di supporto per i dirigenti scolastici e per gli Uffici Scolastici Regionali finalizzati alla gestione dell’assegnazione dell’incarico?

Sul Portale SIDI è stata predisposta una funzione riservata ai dirigenti scolastici e agli Uffici Scolastici Regionali per gestire la procedura di individuazione dei docenti. Con accesso riservato, è possibile:

  1. consultare l’elenco dei docenti assegnati all’ambito territoriale di competenza e i CV caricati dai docenti;
  2. effettuare e confermare la proposta di incarico al docente in corrispondenza del docente di interesse a partire dal giorno successivo a quello di presentazione dei CV;
  3. Visionare la funzione “stato incarico” dei singoli docenti assegnati al loro ambito di competenza territoriale;
  4. Procedere ad aggiornare tempestivamente la funzione “stato incarico” del docente dopo l’accettazione dell’incarico da parte del docente presso il proprio istituto, evitando che altri Dirigenti propongano incarichi a docenti che già hanno accettato una proposta e, rendendo così conoscibile l’indisponibilità del posto all’USR.

18. Come vengono garantite le precedenze?

La procedura di individuazione per competenze non apporta alcuna modifica alle precedenze previste dalla legge 104/1992 e alle preferenze previste dall’art. 9 dell’O.M. 241/2016. Pertanto la funzione non consente ai dirigenti scolastici di modificare lo stato d’incarico dei docenti portatori di preferenze.


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Scuola, individuazione dei docenti per competenze il 93,6% degli insegnanti della scuola secondaria di II grado ha inserito il proprio curriculum on line

(Roma, 20.8.16) Sono oltre 25.000 gli insegnanti della scuola secondaria di II grado che hanno inserito il loro curriculum nel sistema Istanze On Line del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per partecipare alle operazioni di individuazione dei docenti per competenze.

Nel dettaglio, i 25.286 docenti che da martedì 16 agosto e fino a ieri hanno inserito il loro curriculum costituiscono il 93,6% della platea interessata.
Il caricamento del curriculum da parte degli insegnanti nel sistema Istanze On line è uno dei passaggi previsti dalla nuova modalità di individuazione dei docenti per competenze prevista dalla ‘Buona Scuola’.


Scuola, individuazione dei docenti per competenze
il 92% degli insegnanti di infanzia e primaria
ha inserito il proprio curriculum sul sistema MIUR
Giannini: “Alta adesione a vera e propria rivoluzione culturale”

(Roma, 6 agosto 2016) Sono oltre 20.000 i docenti di scuola dell’infanzia e scuola primaria che hanno inserito il loro curriculum sul sistema del Miur Istanze On Line per partecipare alle operazioni di individuazione dei docenti per competenze previste a partire da quest’anno dalla Buona Scuola. Nel dettaglio, i 20.517 docenti che hanno inserito il loro curriculum, costituiscono il 92% della platea interessata.

“Il dato evidenza l’alta adesione dei docenti alla novità che abbiamo proposto, superando gli schemi del passato. Una vera e propria rivoluzione culturale che punta ad una sempre maggiore qualificazione dell’offerta formativa, mettendo al centro gli studenti e le competenze degli insegnanti”, commenta il Ministro Stefania Giannini.

Da quest’anno, per la prima volta, gli insegnanti non verranno più assegnati alle istituzioni scolastiche attraverso meccanismi legati a punteggi e anzianità, ma con un sistema che consentirà alle scuole di individuare fra i docenti presenti nel loro ambito territoriale quelli che più corrispondono, per profilo, alle necessità dell’offerta formativa. Uno dei passaggi della nuova procedura era proprio il caricamento del curriculum da parte degli insegnanti nel sistema Miur, affinché possa essere visionato dai dirigenti scolastici che devono individuare i docenti per la copertura dei posti vacanti. Gli insegnanti di infanzia e primaria hanno potuto inserire il curriculum dal 29 luglio fino al 4 agosto. Da oggi e fino al 9 agosto potranno farlo gli insegnanti della secondaria di I grado.

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Individuazione per competenze degli insegnanti, on line le Indicazioni operative per le scuole e i docenti

Sono disponibili da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le indicazioni operative che consentiranno alle istituzioni scolastiche di individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti secondo le novità previste dalla Buona Scuola.

Da quest’anno infatti cambia il sistema: i docenti di ruolo non saranno più assegnati alle sedi scolastiche sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole ad individuare, fra gli insegnanti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli che più corrispondono, per profilo professionale, al loro progetto formativo. Parte dunque l’individuazione dei docenti per competenze. Le indicazioni operative sono state predisposte dal Ministero per “dare indirizzi comuni” alle scuole nel primo anno di applicazione. Dalla prossima settimana saranno disponibili anche delle FAQ e una modulistica standard per facilitare le procedure.
Il nuovo sistema “punta a valorizzare le esperienze e i percorsi professionali che gli insegnanti si sono costruiti negli anni – ricordano il Ministro Stefania Giannini e il Sottosegretario Davide Faraone – e consente alle scuole di scegliere i docenti di cui hanno bisogno per portare avanti la loro offerta formativa. Si tratta di una novità assoluta per il nostro sistema scolastico, che nelle prossime settimane sarà protagonista dell’avvio di una piccola rivoluzione e di uno sforzo importante da parte di tutti i soggetti coinvolti – dirigenti, docenti e personale amministrativo – ai quali rivolgiamo grande apprezzamento e riconoscenza”.

Cosa accade in pratica? Tutto parte dalle esigenze delle scuole. Il capo d’istituto tiene conto, per individuare i docenti, del Piano dell’Offerta Formativa e del Piano di miglioramento della propria istituzione scolastica. Un esempio concreto: un dirigente ha a disposizione un posto di matematica. Con le vecchie regole, l’Ufficio Scolastico Regionale gli avrebbe assegnato un docente sulla base delle graduatorie, senza correlazione con le esigenze dell’istituto. Quest’anno il dirigente potrà vagliare i CV degli insegnanti presenti nel suo ambito territoriale e individuare quelli che hanno esperienze (ad esempio di didattica laboratoriale o innovativa) o titoli (come la conoscenza di una lingua) che rispondono al meglio all’offerta formativa presentata alle famiglie e decisa dal Collegio dei docenti.

Saranno valorizzate soprattutto le esperienze: la professionalità del docente si costruisce e si caratterizza in modo qualitativamente differente a seconda dei contesti scolastici in cui ha lavorato. Aver operato in ambiti diversi, aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali, aver ricoperto ruoli organizzativi, aver curato particolari progetti interni alla scuola o in collaborazione con le altre agenzie del territorio, sono alcuni degli elementi che possono consentire di identificare i profili più adeguati ai Piani Triennali delle istituzioni scolastiche. Questo approccio, ricorda il documento, considera “l’anzianità non un valore in sé, ma come elemento da valorizzare in quanto può aver consentito uno specifico sviluppo professionale”.

LE FASI

Sono previste due fasi nelle operazioni, la prima a cura dei dirigenti scolastici, la seconda a cura degli Uffici Regionali.

Cosa faranno i dirigenti scolastici? Pubblicheranno appositi avvisi relativi ai posti disponibili, individuando da 3 a 6 caratteristiche (coerenti con il Piano dell’offerta formativa) richieste ai docenti che dovranno inviare la loro candidatura. Il Ministero fornisce una tabella esemplificativa. Queste caratteristiche saranno di tre tipi: esperienze (didattica digitale, insegnamento in sezioni ospedaliere, pratica musicale, per fare degli esempi); titoli universitari, culturali e certificazioni (come i dottorati su tematiche affini alla classe di concorso o certificazioni linguistiche); attività formative. I dirigenti pubblicheranno gli avvisi dal 29 luglio per infanzia e primaria, dal 6 agosto per la secondaria di primo grado, dal 18 agosto per la secondaria di secondo grado. Esamineranno poi i CV dei docenti presenti nel loro ambito territoriale a partire da quelli che hanno presentato la loro candidatura. Ogni scelta sarà motivata. I dirigenti faranno una proposta di incarico agli insegnanti individuati.

I docenti potranno caricare il loro curriculum sul sistema del Miur (Istanze On Line) dal 29 luglio al 4 agosto per infanzia e primaria, dal 6 al 9 agosto per la secondaria di primo grado, dal 16 al 19 agosto per la secondaria di secondo grado. Avranno a disposizione un modello predefinito. Potranno partecipare a eventuali colloqui proposti dai dirigenti e accettare o meno le proposte ricevute.

Per i docenti rimasti senza una sede alla fine delle procedure, questa verrà individuata dagli Uffici Scolastici Regionali.

Giannini e Faraone: “Importante innovazione che valorizza professionalità insegnanti e autonomia scuole”

Saranno diffuse all’inizio della prossima settimana le Linee Guida per i dirigenti scolastici con le modalità operative per poter individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti, secondo le novità previste dalla Buona Scuola. Da quest’anno, infatti, si cambia: i docenti di ruolo non insegneranno più in una scuola sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole, tenendo conto di criteri improntati alla massima trasparenza, ad individuare, fra i docenti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli più adatti, per profilo professionale, al proprio progetto formativo.
“Quella a cui stiamo lavorando è un’innovazione profonda in cui crediamo molto. Si tratta di passare da un meccanismo che premiava l’anzianità e si basava sui punteggi e sulla burocrazia, ad una procedura che valorizza il percorso professionale dei docenti e consente alle scuole, per la prima volta, di poter scegliere gli insegnanti di cui hanno bisogno per portare avanti la loro offerta formativa e il loro progetto educativo. Sarà sempre lo Stato ad assumere i docenti, per concorso. Ma questi non verranno più assegnati alle scuole dagli Uffici Scolastici, non verranno calati dall’alto, ma scelti, sulla base del loro curriculum, dalle scuole. Con il nuovo sistema conterà il profilo professionale, conteranno le esperienze”, sottolineano il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, e il Sottosegretario Davide Faraone.
A seguito della pubblicazione delle Linee Guida i dirigenti scolastici emaneranno specifici avvisi per i posti che risultano vacanti. Negli avvisi che verranno pubblicati sul sito della scuola, i dirigenti elencheranno i requisiti che dovranno avere i docenti che servono per coprire i posti disponibili. Questi requisiti saranno di tre tipi: esperienze (dall’insegnamento in scuole di aree a rischio, alla didattica innovativa, passando per i progetti contro dispersione, bullismo o per l’orientamento, per fare alcuni esempi), titoli di studio e certificazioni (ad esempio lingue, certificazioni informatiche, dottorati attinenti), attività formative presso Università o Enti accreditati. I requisiti potranno essere presi in considerazione dalle scuole per scegliere gli insegnanti ritenuti più idonei e dovranno essere coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa predisposto da ciascun istituto e gli avvisi indicheranno un numero ristretto di requisiti per ciascun posto.

“Si tratta di un cambiamento davvero epocale che da una parte valorizza le competenze degli insegnanti, dall’altra potenzia e dà reale attuazione all’autonomia scolastica di cui tanto si è parlato per anni senza che mai venisse realizzata fino in fondo. In questo modo gli istituti possono darsi una strategia, in base alle esigenze degli studenti e dei territori, e lavorare per raggiungere gli obiettivi prefissati grazie a professionalità funzionali e coerenti con il proprio progetto. Lo sforzo che si sta facendo è quello di uscire da una logica fuorviante di punteggi e graduatorie che appiattisce il ruolo degli insegnanti e di valorizzare, invece, la loro storia professionale. Sempre tenendo alta l’asticella della qualità” concludono Giannini e Faraone.

*****

Faraone: “Trovata ottima intesa che consentirà alle scuole di individuare gli insegnanti che ritengono più adatti alla loro offerta”

È stato siglato il 6 luglio, con le organizzazioni sindacali, l’accordo che cambia le modalità di assegnazione dei docenti alla loro sede di servizio. Gli insegnanti di ruolo, quindi personale assunto a tempo indeterminato, non arriveranno più a scuola in base ad anzianità e punteggi. Ma saranno le scuole stesse, sulla base di precisi criteri improntati alla massima trasparenza, ad individuare, fra i docenti presenti nel loro ambito territoriale, quelli più adatti, per profilo professionale, al loro progetto formativo. Si tratta di una delle novità previste dalla Buona Scuola per valorizzare l’autonomia scolastica.

“È importante che si riesca a costruire un dialogo su queste novità. Devo dare atto ai sindacati di aver avuto uno spirito costruttivo. Con l’accordo siglato abbiamo dato una svolta epocale alla scuola e abbiamo dimostrato che è possibile trovare un’intesa mantenendo, da un lato la necessità degli istituti di scegliere gli insegnanti di cui hanno bisogno, dall’altro di evitare una deregulation selvaggia. Per la prima volta le scuole decideranno di quali insegnanti hanno bisogno per portare avanti il loro piano formativo e questi ultimi non verranno selezionati in base all’anzianità, ma per il loro profilo professionale che hanno costruito in anni di studio e lavoro”, ha dichiarato il Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone che ha seguito la sigla dell’intesa.
Cosa succederà adesso? L’accordo raggiunto garantisce ai docenti che non saranno scelti in modo arbitrario, che non è mai stato lo spirito della legge Buona Scuola. Ma permette a ciascuna istituzione scolastica, per la prima volta, di non vedersi assegnare dall’alto gli insegnanti in base a meccanismi burocratici. Sono previste due procedure: una per i docenti già in cattedra che hanno chiesto la mobilità e che entro il 31 agosto prossimo dovranno conoscere la loro sede di destinazione. La seconda, da chiudere entro il 15 settembre, per i docenti che saranno immessi in ruolo quest’anno.
I dirigenti scolastici pubblicheranno un avviso sul sito della scuola elencando i requisiti che dovranno avere i docenti che cercano per coprire i posti disponibili. Questi requisiti dovranno essere coerenti con il Piano triennale dell’offerta formativa predisposto da ciascun istituto e saranno individuati all’interno di un elenco nazionale che sarà definito nel corso della sequenza contrattuale che segue all’accordo di ieri. L’avviso indicherà 4 requisiti per ciascun posto. Il dirigente farà la proposta di assunzione al docente che ne soddisferà il numero maggiore. In caso di parità di requisiti fra due docenti varrà il punteggio della mobilità per gli assunti prima del 2016 e quello della graduatoria (ad esaurimento o di concorso) per gli assunti quest’anno. Se il docente scelto opterà per un’altra scuola, il dirigente procederà con il secondo individuato e così via. Alla fine delle procedure la sede dei docenti rimasti senza assegnazione sarà individuata dall’Ufficio scolastico.

Rendicontazione Carta Docente

La Nota 29 agosto 2016, AOODGRUF 12228, fissa le modalità di rendicontazione delle spese sostenute dal personale  docente per finalità formative e di aggiornamento mediante l’utilizzo del bonus di 500 euro – “Carta del docente” – nell’anno scolastico 2015-2016 e proroga al 15 ottobre il termine ultimo per la consegna dei documenti giustificativi e dell’apposita dichiarazione (Modello A).

Entro il 31 ottobre gli uffici amministrativi delle istituzioni scolastiche comunicano agli USR gli esiti delle verifiche (Modello B).


Carta del docente

Bonus docenti, spese rendicontabili fino al 15 ottobre

Le spese sostenute dai docenti destinatari del bonus di 500 per l’aggiornamento professionale si potranno rendicontare quest’anno fino al 15 ottobre prossimo. Lo prevede una nota esplicativa inviata oggi alle scuole che proroga il termine inizialmente fissato al 31 agosto per dare a insegnanti e scuole più tempo per mettere insieme documentazioni di spesa e dichiarazioni di rendicontazione.

I docenti potranno presentare come documenti che provano le spese sostenute entro il 31 agosto:
· lo scontrino fiscale;
· la ricevuta fiscale;
· la fattura;
· la ricevuta di bonifico bancario;
· il biglietto per la partecipazione agli eventi di cui all’articolo 4, comma 1 lettere d) ed e) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2015. Può essere presentato un solo biglietto per evento

Sono ammessi anche acquisti on-line purché sia possibile produrre la documentazione comprovante l’acquisto. Non sono riconosciute spese sostenute in Paesi nei quali non sono previsti strumenti di rendicontazione della spesa.

La documentazione delle spese sostenute dovrà essere consegnata in originale o in copia dichiarata conforme all’originale all’Istituzione scolastica di ultima titolarità. Il Ministero mette anche a disposizione un modello per la rendicontazione inviato sempre oggi alle scuole. Nella nota si specificano anche le tempistiche per gli Uffici amministrativi delle scuole che dovranno inviare la documentazione relativa alle spese agli Uffici scolastici regionali.

Riforma Scuola – XVII Legislatura (2013 – )

Riforma Scuola – XVII Legislatura (2013 – )
Il quadro della situazione

di Dario Cillo

cicli


XVII Legislatura (dal 15 marzo 2013) – elezioni politiche 24 e 25 febbraio 2013


Il quadro delle riforme nel corso della XVII legislatura, perdurando la precaria congiuntura economica internazionale, continua ad essere vincolato alla razionalizzazione delle risorse ed al contenimento della spesa pubblica, anche se si presentano timidi spiragli di un rinnovato interesse per la centralità dell’istruzione.

Di particolare rilievo in tal senso la Legge 8 novembre 2013, n. 128, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca che rappresenta, ad oggi, il contributo normativo a più ampio spettro per il settore.

buonascuola_12315Il 3 settembre il Presidente del Consiglio presenta il Patto Formativo #labuonascuola: dal 15 settembre al 15 novembre 2014 il documento è aperto al dibattito sul sito labuonascuola.gov.it. L’art. 1, cc. 4 e 5, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), prevede un «Fondo “La buona scuola”», con la dotazione di 1.000 milioni di euro per l’anno 2015 e di 3.000 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016, per il rafforzamento dell’offerta formativa e della continuità didattica, per la valorizzazione dei docenti e per una sostanziale attuazione dell’autonomia scolastica, anche attraverso la valutazione, con prioritario riferimento alla realizzazione di un piano straordinario di assunzioni, al potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro e alla formazione dei docenti e dei dirigenti.
Il 12 marzo il Consiglio dei ministri approva un Disegno di Legge di “Riforma del Sistema nazionale di istruzione e formazione”, che, dopo un lungo iter, diviene Legge 13 luglio 2015, n. 107, Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.

Il testo opera profonde trasformazioni in merito a:

  • Organico dell’Autonomia,
  • Assunzioni e Concorsi,
  • Offerta formativa,
  • Ruolo e funzioni del Dirigente scolastico,
  • Formazione e valorizzazione del personale Docente,
  • Alternanza Scuola-Lavoro,
  • Introduzione del digitale nella didattica,
  • Trasparenza,
  • Edilizia scolastica.

Inoltre il Governo è delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della Legge (16 luglio 2015), uno o più decreti legislativi, su:

  1. riordino delle disposizioni normative in materia di istruzione;
  2. riordino del sistema di formazione iniziale e di accesso alla professione docente;
  3. promozione dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;
  4. revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, d’intesa con le Regioni;
  5. istituzione di un sistema integrato di educazione ed istruzione da 0 a 6 anni;
  6. garanzia dell’effettività del diritto allo studio su tutto il territorio nazionale;
  7. promozione e diffusione della cultura umanistica e delle espressioni artistiche;
  8. revisione della normativa in materia di scuole ed istituzioni italiane all’estero;
  9. adeguamento della normativa sulle certificazioni delle competenze e sugli esami di Stato.

vd. “Progettare la ‘Buona Scuola’


 

Analizziamo di seguito le principali novità normative introdotte nel corso della Legislatura.

 Principali novità normative

Alternanza scuola-lavoro: sulla materia interviene l’art. 1, cc. 33-43 della Legge 13 luglio 2015, n. 107 (vd. Guida operativa).
Sul tema interviene inoltre l’art. 5, comma 4-ter, della Legge 8 novembre 2013, n. 128, che stabilisce:

Ai fini dell’implementazione del sistema di alternanza scuola-lavoro, delle attivita’ di stage, di tirocinio e di didattica in laboratorio, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, e’ adottato un regolamento, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, concernente la definizione dei diritti e dei doveri degli studenti dell’ultimo biennio della scuola secondaria di secondo grado impegnati nei percorsi di formazione di cui all’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53, come definiti dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77. Il regolamento ridefinisce altresi’ le modalita’ di applicazione delle disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro ovvero impegnati in attivita’ di stage, di tirocinio e di didattica in laboratorio, senza pregiudizio per la tutela della salute e della sicurezza degli stessi nei luoghi di lavoro e nei laboratori. Il regolamento provvede altresi’ all’individuazione analitica delle disposizioni legislative con esso incompatibili, che sono abrogate dalla data di entrata in vigore del regolamento medesimo.

Ambiti territoriali: l’art., c. 66 della Legge 13 luglio 2015, n. 107, prevede la costituzione di ambiti territoriali sub-provinciali (si veda la Nota 26 gennaio 2016, AOODPIT 726)

Apprendistato: sul tema interviene l’art. 8-bis  della Legge 8 novembre 2013, n. 128; si veda, in tal senso, il Decreto Interministeriale 5 giugno 2014;

Classi di concorso: Il Decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 2016, n. 19, regolamenta la razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso a cattedre e a posti di insegnamento, a norma dell’articolo 64, comma 4, lettera a), del decreto-legge n. 112 del 2008.
La Nota 27 febbraio 2015, AOODGPER 6753, trasmette lo schema di DI sulle dotazioni organiche del personale docente per l’anno scolastico 2015/2016, e, in assenza del regolamento relativo alla revisione delle classi di concorso – previsto dall’art. 64 della Legge 6 agosto 2008, n. 133 – le tabelle relative alle attuali classi di concorso su cui confluiscono le discipline dei cinque anni di corso degli istituti di secondo grado interessati al riordino, nonché alle Opzioni dei percorsi degli istituti Tecnici e Professionali;

CLIL: sulla materia interviene l’art. 1, c. 7 della Legge 13 luglio 2015, n. 107. Si veda inoltre la Nota 25 luglio 2014, MIURAOODGOS Prot. n. 4969, che detta le norme transitorie per l’avvio in ordinamento, dall’a.s. 2014/15, dell’insegnamento di discipline non linguistiche (DNL) in lingua straniera secondo la metodologia CLIL nel terzo, quarto, quinto anno dei Licei Linguistici e nel quinto anno dei Licei e degli Istituti tecnici;

CNPI – CSPI: Con Ordinanza Ministeriale 9 marzo 2015, n. 7 (trasmessa con Nota 10 marzo 2015, AOODGOSV 2066), il MIUR, a seguito della Sentenza del Consiglio di Stato n. 834/15 che ha ordinato di fissare le elezioni entro il 30 aprile 2015, fornisce indicazioni operative per l’elezione del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione che si svolgono il 28 aprile 2015.
L’art. 23-quinquies (Interventi urgenti per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico) della Legge 11 agosto 2014, n. 114 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari, stabilisce che:

1. Nelle more del riordino e della costituzione degli organi collegiali della scuola, sono fatti salvi tutti gli atti e i provvedimenti adottati in assenza del parere dell’organo collegiale consultivo nazionale della scuola; dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino alla ricostituzione dei suddetti organi, comunque non oltre il 30 marzo 2015 (prorogato al 31 dicembre 2015 dall’art. 6, c. 1, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito in Legge 27 febbraio 2015, n. 11), non sono dovuti i relativi pareri obbligatori e facoltativi.
2. Le elezioni del Consiglio superiore della pubblica istruzione sono bandite entro il 31 dicembre 2014 (prorogato al 30 settembre 2015 dall’art. 6, c. 1, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito in Legge 27 febbraio 2015, n. 11). In via di prima applicazione e nelle more del riordino degli organi collegiali, l’ordinanza di cui all’art. 2, comma 9, del decreto legislativo 30 giugno 1999, n. 233, stabilisce le modalità di elezione del predetto organo, anche in deroga a quanto stabilito al comma 5, lettera a), del citato art. 2.

CPIA: come previsto dall’art. 11, c. 1, del DPR 263/12, “tutti i Centri territoriali per l’educazione degli adulti di cui all’ordinanza del Ministro della pubblica istruzione 29 luglio 1997, n. 455, e i corsi serali per il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria superiore di cui all’ordinamento previgente cessano di funzionare il 31 agosto 2015“, sostituiti dai Centri d’istruzione per gli adulti (CPIA) e dai percorsi di istruzione di secondo livello, relativi agli istituti tecnici, agli istituti professionali ed ai licei artistici.
Con Nota 3 febbraio 2015, Prot. n. 842 e con Nota 18 marzo 2015, AOODGOSV 2276, il MIUR avvia il Piano di attività per l’innovazione dell’Istruzione degli Adulti – P.A.I.D.E.I.A. – (misure nazionali di sistema art.11, comma 10, D.P.R 263/2012).
Prendono avvio, dall’a.s. 2014/2015 – in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto – i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) –  DPR 263/12  ed il Decreto Ministeriale 12 marzo 2015 che trasmette le Linee Guida (si vedano anche la Circolare Ministeriale 10 aprile 2014, n. 36 AOODPIT Prot. n. 1001 e la Nota 22 aprile 2014, AOODPIT Prot. n. 1137);

Codice di Comportamento: il Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 62, stabilisce il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici; si veda anche il Decreto Ministeriale 30 giugno 2014, Prot. n. 525, recante il codice di comportamento del MIUR;

Comandi: sulla materia interviene l’art. 1, cc. 133-135 della Legge 13 luglio 2015, n. 107. L’art. 1, cc. 330 – 331, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), prevede l’abrogazione dei comandi presso le associazioni di prevenzione e recupero del disagio e della tossicodipendenza e dei comandi presso le associazioni professionali del personale direttivo e docente a partire dall’a.s. 2016-17. A decorrere dal 1 settembre 2015 il comma 59 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, è sostituito dal seguente:

«59. Salve le ipotesi di collocamento fuori ruolo di cui all’articolo 26, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e successive modificazioni, nonché di cui all’articolo 307 e alla parte V del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e all’articolo 1, comma 4, della legge 3 agosto 1998, n. 315, e delle prerogative sindacali ai sensi della normativa vigente, il personale appartenente al comparto scuola non può essere posto in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o utilizzazione comunque denominata, presso le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché alle autorità indipendenti, ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), ovvero enti, associazioni e fondazioni».

Concorso Docenti: il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 dicembre 2015, autorizza il MIUR ad avviare le procedure di reclutamento a tempo indeterminato, per il triennio scolastico 2016/2018, di 63.712 docenti (vd. Concorso Docenti);

Contratto: la Sentenza della Corte Costituzionale 24 giugno 2015, n. 178, interviene sul blocco dei trattamenti economici dei dipendenti pubblici. L’art. 1, cc. 254 – 256, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), prevede il blocco dei contratti di lavoro e della progressione economica per tutto il 2015;

Dimensionamento istituzioni scolastiche: l’art. 12 della Legge 8 novembre 2013, n. 128, stabilisce che dopo il comma 5-bis, dell’art. 19 della Legge 15 luglio 2011, n. 111, di conversione del Decreto-Legge 6 luglio 2011, n. 98, sia inserito il seguente:

«5-ter. A decorrere dall’anno scolastico 2014-2015, i criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi, nonche’ per la sua distribuzione tra le regioni, sono definiti con decreto, avente natura non regolamentare, del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e della finanze, previo accordo in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, fermi restando gli obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5-bis del presente articolo. Le regioni provvedono autonomamente al dimensionamento scolastico sulla base dell’accordo di cui al periodo precedente. Fino al termine dell’anno scolastico nel corso del quale e’ adottato l’accordo si applicano le regole di cui ai commi 5 e 5-bis».

Dirigenti scolastici: sulla materia interviene l’art. 1, cc. 78-94 della Legge 13 luglio 2015, n. 107.
L’art. 11, c. 1, della Legge 7 agosto 2015, n. 124, esclude dai ruoli unici della dirigenza pubblica, la dirigenza scolastica.
la Legge 28 dicembre 2015, n. 208, prevede che
– il comma 1 dell’articolo 29 del decreto legislativo  30  marzo 2001, n. 165, è sostituito dal seguente:

«1. Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante corso-concorso selettivo di formazione bandito dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze, per tutti i posti vacanti nel triennio, fermo restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni di cui all’articolo 39, comma  3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni. 
Al corso-concorso possono essere ammessi candidati in numero superiore a quello dei posti, secondo una percentuale massima del 20 per cento, determinata dal decreto di cui all’ultimo periodo del presente comma. 
Al concorso per l’accesso al corso-concorso può partecipare il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative statali in possesso del relativo diploma di laurea magistrale ovvero di laurea conseguita in base al previgente ordinamento, che abbia maturato un’anzianità complessiva nel ruolo di appartenenza di almeno cinque anni.
E’ previsto il pagamento di un contributo, da parte dei candidati, per le spese della procedura concorsuale.
Il concorso può comprendere una prova preselettiva e comprende una o più prove scritte, cui sono ammessi tutti coloro che superano l’eventuale preselezione, e una prova orale, a cui segue la valutazione dei titoli. 
Il corso-concorso si svolge in giorni e orari e con metodi didattici compatibili con l’attività didattica svolta dai partecipanti, con eventuale riduzione del loro carico  didattico. Le spese di viaggio e alloggio sono a carico dei  partecipanti.
Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e  della ricerca sono definite le modalità di svolgimento delle procedure concorsuali, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso». (art.1, c. 217)

  • all’articolo 17 del decreto-legge 12 settembre 2013, n.104, convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 novembre 2013, n. 128, siano apportate le seguenti modificazioni:
    a) il comma 2 è abrogato;
    b) il comma 3 è sostituito dal seguente:

«3. Le risorse poste nella disponibilità della Scuola nazionale dell’amministrazione per il reclutamento e la formazione iniziale dei dirigenti scolastici sono versate all’entrata del bilancio  dello Stato per la successiva riassegnazione ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e costituiscono limite di  spesa  per  l’organizzazione dei corsi-concorsi di cui all’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e successive modificazioni. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio». (art.1, c. 218)

L’art. 17 della Legge 8 novembre 2013, n. 128, così modifica l’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165:

«Art. 29. – (Reclutamento dei dirigenti scolastici). – 1. Il reclutamento dei dirigenti scolastici si realizza mediante corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola nazionale dell’amministrazione. Il corso-concorso viene bandito annualmente per tutti i posti vacanti, il cui numero e’ comunicato dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e alla Scuola nazionale dell’amministrazione, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze e fermo restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni di cui all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive modificazioni. Al corso-concorso possono essere ammessi candidati in numero superiore a quello dei posti, secondo una percentuale massima del venti per cento, determinata dal decreto di cui all’ultimo periodo. Al concorso per l’accesso al corso-concorso puo’ partecipare il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative statali, in possesso del relativo diploma di laurea magistrale ovvero di laurea conseguita in base al previgente ordinamento, che abbia maturato un’anzianita’ complessiva nel ruolo di appartenenza di almeno cinque anni. E’ previsto il pagamento di un contributo, da parte dei candidati, per le spese della procedura concorsuale. Il concorso puo’ comprendere una prova preselettiva e comprende una o piu’ prove scritte, cui sono ammessi tutti coloro che superano l’eventuale preselezione, e una prova orale, a cui segue la valutazione dei titoli. Il corso-concorso si svolge presso la Scuola nazionale dell’amministrazione, in giorni e orari e con metodi didattici compatibili con l’attivita’ didattica svolta dai partecipanti, con eventuale riduzione del loro carico didattico. Le spese di viaggio e alloggio sono a carico dei partecipanti. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definite le modalita’ di svolgimento delle procedure concorsuali, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati ammessi al corso.».
1-bis. Le graduatorie di merito regionali del concorso a dirigente scolastico, indetto con decreto del Direttore generale del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 13 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 56 del 15 luglio 2011, per la copertura di n. 2.386 posti complessivi, sono trasformate in graduatorie ad esaurimento. La validita’ di tali graduatorie permane fino all’assunzione di tutti i vincitori e degli idonei in esse inseriti, che deve avvenire prima dell’indizione del nuovo corso-concorso di cui all’articolo 29 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come da ultimo sostituito dal comma 1 del presente articolo. E’ fatta salva la disciplina autorizzatoria di cui all’articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.
1-ter. Contestualmente al concorso nazionale viene bandito il corso-concorso anche per le scuole con lingua di insegnamento slovena e con insegnamento bilingue sloveno-italiano della regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Esso viene bandito dall’ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, deve prevedere lo svolgimento di almeno un modulo in lingua slovena e deve essere integrato con contenuti specifici afferenti alle istituzioni scolastiche in lingua slovena e bilingue. Nella relativa commissione giudicatrice deve essere presente almeno un membro con piena conoscenza della lingua slovena. La prova selettiva e’ prevista solo in presenza di un alto numero di candidati e comprende almeno una prova scritta in lingua slovena e una prova orale, da svolgere anche in lingua slovena, a cui segue la valutazione dei titoli. Dal presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

L’ art. 1, c. 2-ter della Legge 5 giugno 2014, n. 87, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 aprile 2014, n. 58, recante misure urgenti per garantire il regolare svolgimento del servizio scolastico, stabilisce che

“Entro il 31 dicembre 2014 (prorogato al 31 marzo 2015 dall’art. 6, c. 6, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito in Legge 27 febbraio 2015, n. 11), e’ bandita ai sensi dell’articolo 17, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, la prima tornata del corso-concorso nazionale per il reclutamento dei dirigenti scolastici per la copertura delle vacanze di organico delle regioni per le quali si e’ esaurita la graduatoria di cui al comma 1-bis del medesimo articolo 17. In sede di prima applicazione, il bando dispone che una quota dei posti, nel rispetto della normativa vigente, sia riservata ai soggetti gia’ vincitori ovvero utilmente collocati nelle graduatorie di concorso successivamente annullate in sede giurisdizionale, ai soggetti che hanno un contenzioso pendente, che abbiano avuto una sentenza favorevole almeno nel primo grado di giudizio ovvero non abbiano avuto, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, alcuna sentenza definitiva, nel limite della suddetta riserva di posti gia’ autorizzata per il menzionato corso-concorso, contenzioso legato ai concorsi per dirigente scolastico di cui al decreto direttoriale 22 novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 94 del 26 novembre 2004, e al decreto del Ministro della pubblica istruzione 3 ottobre 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 76 del 6 ottobre 2006, ovvero avverso la rinnovazione della procedura concorsuale ai sensi della legge 3 dicembre 2010, n. 202, nonche’ ai soggetti che hanno avuto la conferma degli incarichi di presidenza di cui all’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43. Lo stesso bando disciplina i titoli valutabili tra i quali l’aver svolto le funzioni di dirigente scolastico.”

Dirigenti tecnici: l’ art. 18 della Legge 8 novembre 2013, n. 128, autorizza l’assunzione dei vincitori e degli idonei della procedura concorsuale a 145 posti di dirigente tecnico, di cui al Decreto Direttore Generale 30 gennaio 2008 (si veda il Decreto Direttore Generale 17 aprile 2013 e l’art. 9 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 febbraio 2014, n. 98);

Disabilità: il Decreto del Presidente della Repubblica 4 ottobre 2013, definisce l’adozione di un programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità;

Dispersione scolastica: sul tema interviene l’art. 5, comma 4-bis, e l’art. 7  della Legge 8 novembre 2013, n. 128; si veda anche il Decreto Ministeriale 7 febbraio 2014, n. 87, Bando nazionale per il contrasto dei fenomeni di dispersione scolastica; il 21 ottobre 2014 la 7a Commissione della Camera approva il documento conclusivo relativo all’Indagine conoscitiva sulle strategie per contrastare la dispersione scolastica (vd. Dispersione scolastica);

Edilizia e sicurezza scolastica: sulla materia interviene l’art. 1, cc. 153-179 della Legge 13 luglio 2015, n. 107.
Il 7 agosto 2015 viene presentata l’Anagrafe dell’Edlizia scolastica prevista dall’art. 7 della Legge 11 gennaio 1996, n. 23.
Gli artt. 10, 10-bis e 10-ter della Legge 8 novembre 2013, n. 128, sono espressamente dedicati all’edilizia e sicurezza delle strutture che ospitano le istituzioni scolastiche (si veda anche il Decreto Interministeriale 11 aprile 2013, che contiene le linee guida con gli indirizzi progettuali di riferimento per la costruzione di nuove scuole, anche in linea con l’innovazione introdotta nell’organizzazione della didattica con la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il Decreto Ministeriale 10 ottobre 2013, n. 267 ed il Decreto Ministeriale 5 novembre 2013, Prot. n. 906).
Si veda anche l’art. 9 (Interventi urgenti per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici e universitari pubblici e della segnaletica luminosa stradale) della Legge 11 agosto 2014, n. 116, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91.
Dal luglio 2014 ha preso avvio il Piano per l’edilizia scolastica del governo, una proposta strutturata che prevede la costruzione di nuovi edifici scolastici o di rilevanti manutenzioni, grazie alla liberazione di risorse dei comuni dai vincoli del patto di stabilità per un valore di 244 milioni (#scuolenuove) ed il finanziamento per 510 milioni dal Fondo di sviluppo e coesione per interventi di messa in sicurezza (#scuolesicure), di decoro e piccola manutenzione (#scuolebelle). Si veda inoltre il Decreto del Presidente della Repubblica 17 novembre 2014, n. 172, che modifica il Decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, prevedendo nell’utilizzazione della quota dell’otto per mille dell’Irpef devoluta alla diretta gestione statale anche “la ristrutturazione, il miglioramento, la messa in sicurezza, l’adeguamento antisismico e l’efficientamento energetico degli immobili adibiti all’istruzione scolastica“;

Educazione Fisica: l’art. 1, c. 328, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), prevede, dal 1 settembre 2015, la sostituzione dell’art. 307 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 con il seguente:

«Art. 307. – (Organizzazione e coordinamento periferico). –
1. L’organizzazione e il coordinamento periferico del servizio di educazione fisica è di competenza degli uffici scolastici regionali e del dirigente ad essi preposto, che può avvalersi della collaborazione di un dirigente scolastico o di un docente di ruolo di educazione fisica, il quale può essere dispensato in tutto o in parte dall’insegnamento».

Esami: sulla materia interviene l’art. 1, c. 181, lettera i), della Legge 13 luglio 2015, n. 107.
Con Nota 18 dicembre 2014, Prot. n. 8145, il MIUR trasmette la nuova tabella dei codici degli indirizzi di esame. Con la Nota 26 novembre 2014, AOODGOSV Prot. n. 7354 e col Decreto Ministeriale 29 gennaio 2015, n. 10, il MIUR trasmette lo schema di Regolamento recante norme per lo svolgimento della seconda prova scritta negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado, a decorrere dall’anno scolastico 2014-2015.
L’art. 1, c. 350, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), prevede, che, “al fine di razionalizzare il sistema di valutazione degli alunni tenendo conto dell’esigenza di valorizzare i princìpi dell’autonomia scolastica e della continuità didattica, assicurando la coerenza degli standard valutativi e garantendo uno sviluppo ottimale della professione di docente in termini di conoscenze, competenze e approcci didattici e pedagogici e di verifica dell’efficacia delle pratiche educative, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinati, con effetto dall’anno 2015, i nuovi criteri per la definizione della composizione delle commissioni d’esame delle scuole secondarie di secondo grado. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro lo stesso termine, sono definiti i relativi compensi nel rispetto di quanto eventualmente previsto in sede di contrattazione collettiva del comparto del personale della scuola, in coerenza con le finalità del Fondo «La buona scuola»“.
Con la Circolare Ministeriale 29 gennaio 2015, n. 1, il MIUR fornisce indicazioni sulla struttura e le materie caratterizzanti la seconda prova scritta, nonché sui titoli di studio del nuovo ordinamento dell’istruzione secondaria di secondo grado;

Esonero: l’art. 1, c. 329, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), prevede, dal 1 settembre 2015, l’abrogazione dell’art. 459 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297;

Formazione: sulla materia interviene l’art. 1, cc. 121-125 della Legge 13 luglio 2015, n. 107.
Con la Nota 7 gennaio 2016, AOODPIT 35, il MIUR fornisce indicazioni e orientamenti per la definizione del piano triennale per la formazione del personale.
Il Decreto del Ministero per i Beni Culturali 19 febbraio 2014, come previsto dall’art. 16, comma 3, della Legge 8 novembre 2013, n. 128, definisce le modalità per l’accesso gratuito del personale docente, di ruolo e con contratto a termine, nei musei statali e nei siti di interesse archeologico, storico e culturale gestiti dallo Stato in via sperimentale per il 2014.
La Nota 27 febbraio 2015, AOODGPER 6768, introduce un nuovo piano di formazione in ingresso per i docenti neoassunti 2014/2015;

Graduatorie: La Legge 13 luglio 2015, n. 107 stabilisce che:
– dal 1° settembre 2015, le graduatorie ad esaurimento, se esaurite, perdono efficacia ai fini dell’assunzione (c. 105)
– la prima fascia graduatorie circolo e istituto del personale docente ed educativo è solo per i non assunti (c. 106)
– dall’A.S. 2016/2017 l’inserimento nelle graduatorie di circolo e istituto avviene solo con abilitazione (c. 107)
– dal 1° settembre 2016 il contingente a TD annuale max 36 mesi (cc. 69, 131-132).
L’art. 10-bis della Legge 25 febbraio 2016, n. 21 prevede che:
– il termine per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento è prorogato all’a.s. 2018/2019
– le prime fasce delle graduatorie di istituto sono aggiornate a decorrere dall’a.s. 2019/2020.

IeFP: si svolgono i primi Esami di Qualifica triennale in regime di Istruzione e Formazione Professionale sulla scorta di quanto previsto dall‘accordo Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del 20 febbraio 2014;

Istituti Professionali: sulla materia interviene l’art. 1, c. 181, lettera d), della Legge 13 luglio 2015, n. 107. Il Decreto Interministeriale 13 novembre 2014, n. 836 integra l’elenco nazionale delle opzioni degli Istituti professionali;

Istituti Tecnici superiori (ITS): sulla materia interviene l’art. 1, cc. 45-51 della Legge 13 luglio 2015, n. 107;

Libri scolastici: l’art. 6, della Legge 8 novembre 2013, n. 128 (si veda la Nota 9 aprile 2014, AOODGOS Prot. n. 2581), stabilisce:

  • lo sviluppo della cultura digitale (art. 6, c. 2 quater, legge n. 128/2013)
  • la facoltatività della scelta dei testi scolastici (art. 6, c. 1, legge n. 128/2013)
  • la realizzazione diretta di materiale didattico digitale (art. 6, c. 1, legge n. 128/2013)

AI fine di supportare le istituzioni scolastiche nel processo di elaborazione dei materiali e degli strumenti didattici digitali da realizzare nel corso dell’anno scolastico 2014-2015, il MIUR emanerà, entro la fine dell’a.s. 2013-2014, le linee guida contenenti le indicazioni necessarie per l’elaborazione dei suddetti materiali.
Tutti i materiali didattici digitali, prodotti durante l’anno scolastico, dovranno essere inviati entro la fine dell’a. s. 2014/2015 – secondo le modalità previste nelle linee guida predette – al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

MIUR: il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 febbraio 2014, n. 98, recante il nuovo regolamento di organizzazione del MIUR, in vigore dal 29 luglio 2014 (nuovi Direttori generali), determina l’articolazione del Ministero in

  • 3 Dipartimenti (art. 3), ciascuno con 3 direzioni generali,
  • 18 Uffici scolastici regionali, di cui 14 di livello dirigenziale generale e 4 non generale,
  • il Corpo ispettivo (vd. Dirigenti Tecnici)

Precedente struttura MIUR

organigramma_130913

 

 Novità introdotte dal DPCM 98/14 alla struttura del MIUR
1. Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione Formazione (art. 5)

  • Direzione generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione
  • Direzione generale per il Personale Scolastico
  • Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione
2. Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca (art. 6)

  • Direzione generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore
  • Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore
  • Direzione generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca
3. Dipartimento per la Programmazione e la Gestione delle Risorse Umane, Finanziarie e Strumentali (art. 7)

  • Direzione generale per le risorse umane e finanziarie
  • Direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica
  • Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale
Uffici Scolastici Regionali (art. 8)- 14 di livello dirigenziale generale

  • Abruzzo
  • Calabria
  • Campania
  • Emilia Romagna
  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Marche
  • Piemonte
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia
  • Toscana
  • Veneto

– 4 di livello dirigenziale non generale

  • Basilicata
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Molise
  • Umbria
 Corpo ispettivo (art. 9)

Offerta formativa: sulla materia interviene l’art. 1, c. 7 della Legge 13 luglio 2015, n. 107. L’art. 1, c. 14 della Legge 13 luglio 2015, n. 107, modifica l’art. 3 del DPR 275/99, introducendo il nuovo Piano Triennale dell’Offerta Formativa.
L’art. 5 della Legge 8 novembre 2013, n. 128, stabilisce:

  • al comma 1, l’inserimento di un’ora di insegnamento di «Geografia generale ed economica» nei piani di studio degli indirizzi del settore tecnologico degli istituti tecnici e dei settori servizi e industria-artigianato degli istituti professionali (si vedano le Linee Guida, trasmesse con Decreto Ministeriale 11 settembre 2014);
  • al comma 4-quater, l’introduzione dei primi elementi della lingua inglese nella scuola dell’infanzia;

Organico dell’Autonomia: sulla materia interviene l’art. 1, c. 63 della Legge 13 luglio 2015, n. 107;

Orientamento: sulla materia interviene l’art. 1, cc. 7, 29 e 32 della Legge 13 luglio 2015, n. 107.
sul tema si veda l’art. 8 della Legge 8 novembre 2013, n. 128;

Personale: l’art. 15, comma 1, della Legge 8 novembre 2013, n. 128, stabilisce che:

“Per garantire continuita’ nell’erogazione del servizio scolastico ed educativo e conferire il maggior grado possibile di certezza nella pianificazione degli organici della scuola, in esito a una specifica sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della scuola, che assicuri l’invarianza finanziaria, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, nel rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica, nell’ambito delle risorse rese disponibili per effetto della predetta sessione negoziale, e’ definito un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo e ATA, per gli anni 2014-2016, tenuto conto dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno, delle relative cessazioni del predetto personale e degli effetti del processo di riforma previsto dall’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, fatto salvo quanto previsto in relazione all’articolo 2, comma 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come modificato dal presente articolo. Il piano e’ annualmente verificato dal Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica, ai fini di eventuali rimodulazioni che si dovessero rendere necessarie, fermo restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni di cui all’articolo 39,  commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e successive modificazioni”

Si vedano la Nota 7 agosto 2014, AOODGPER Prot. n. 7955 e la Nota 7 agosto 2014, AOODGPER Prot. n. 7957;

Personale ATA: l’art. 1, cc. 332, 334 e 335, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), prevede l’eliminazione delle supplenze brevi, un taglio di 2.020 posti, un investimento di 10 milioni di euro “per le attività di digitalizzazione dei procedimenti amministrativi affidati alle segreterie scolastiche, al fine di aumentare l’efficacia e l’efficienza delle interazioni con le famiglie, gli alunni e il personale dipendente”;

Personale Docente: l’art. 1, cc. 333, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), prevede, a decorrere dal 1 settembre 2015, che i dirigenti scolastici non possano conferire supplenze brevi di cui al primo periodo del comma 78 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, al personale docente per il primo giorno di assenza;

Personale Docente di Sostegno: sulla materia interviene l’art. 1, c. 181, lettera c), della Legge 13 luglio 2015, n. 107. L’art. 15, commi dal 2 al 3-ter, della Legge 8 novembre 2013, n. 128, stabilisce che:

2. Al fine di assicurare continuita’ al sostegno agli alunni con disabilita’, all’articolo 2, comma 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo il primo periodo e’  inserito il seguente: «La predetta percentuale e’ rideterminata, negli anni scolastici 2013/2014 e 2014/2015, in misura pari rispettivamente al 75 per cento e al 90 per cento ed e’ pari al 100 per cento a decorrere dall’anno scolastico 2015/2016».
2-bis. Dall’anno scolastico 2014/2015 il riparto di cui al comma 2 e’ assicurato equamente a livello regionale, in modo da determinare una situazione di organico di diritto dei posti di sostegno percentualmente uguale nei territori. Il numero dei posti risultanti dall’applicazione del primo periodo non puo’ comunque risultare complessivamente superiore a quello derivante dall’attuazione del comma 2.
3. Il Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e’ autorizzato, a decorrere dall’anno scolastico 2013/2014, ad assumere a tempo indeterminato docenti a copertura di tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico di diritto di cui all’articolo 2, comma 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come modificato dal presente articolo, ferma restando la procedura autorizzatoria di cui all’articolo 39, commi 3 e 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
3-bis. Anche per le finalita’ di cui ai commi 2 e 3, le aree scientifica (AD01), umanistica (AD02), tecnica professionale artistica (AD03) e psicomotoria (AD04) di cui all’articolo 13, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e all’ordinanza del Ministro della pubblica istruzione n. 78 del 23 marzo 1997, sono unificate. Al citato comma 5 dell’articolo 13 della legge n. 104 del 1992, le parole: «, nelle aree disciplinari individuate sulla base del profilo dinamico-funzionale e del conseguente piano educativo individualizzato» sono soppresse. Le suddette aree disciplinari continuano ad essere utilizzate per le graduatorie di cui all’articolo 401 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e per i docenti inseriti negli elenchi tratti dalle graduatorie di merito delle procedure concorsuali bandite antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
3-ter. All’atto dell’aggiornamento delle graduatorie di istituto, ad esclusione della prima fascia da effettuare in relazione al triennio 2014/2015-2016/2017, ai sensi dell’articolo 1, comma 4, del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, e successive modificazioni, le aree di cui al comma 3-bis del presente articolo, per le predette graduatorie, sono unificate. Gli elenchi relativi alle graduatorie di istituto di prima fascia e alle graduatorie provinciali, a meno che non siano esauriti all’atto dell’aggiornamento da effettuare in relazione al triennio 2014/2015-2016/2017, sono unificati all’atto dell’aggiornamento per il successivo triennio 2017/2018-2019/2020. Gli aspiranti, muniti del titolo di specializzazione, sono collocati in un unico elenco e graduati secondo i rispettivi punteggi e rispettando la divisione in fasce delle predette graduatorie.

Sul tema si veda la Nota 22 luglio 2014, Prot. n. AOODGPER 7328, che trasmette la Sequenza contrattuale art.30 CCNI mobilita 2014-15, sottoscritta in data 22.7.2014

Personale inidoneo: si veda la Nota 3 dicembre 2013, Prot. n . AOODGPER 13000, che trasmette il Decreto Interministeriale, relativo al Personale docente dichiarato permanentemente inidoneo alla propria funzione per motivi di salute, ma idoneo ad altri compiti in attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 15, commi 4 e seguenti, del D.L. n.104 del 12.09.2013, convertito con modificazioni in Legge 8 novembre 2013, n. 128; (si veda la Nota 1 agosto 2014, Prot. n . AOODGPER 7749);

Piano Nazionale Scuola Digitale: sulla materia si veda l’art. 1, cc. 56-59 della Legge 13 luglio 2015, n. 107 (PNSD). L’art. 11 della Legge 8 novembre 2013, n. 128, autorizza “la spesa di euro 5 milioni nell’anno 2013 e di euro 10 milioni nell’anno 2014 per assicurare alle istituzioni scolastiche statali secondarie, prioritariamente a quelle di secondo grado, la realizzazione e la fruizione della connettività wireless per l’accesso degli studenti a materiali didattici e a contenuti digitali“; si veda il Decreto Ministeriale 9 ottobre 2013, AOOUFGAB Prot. n. 804 ed il Decreto Direttore Generale 19 dicembre 2013, Prot.n. 3559;

Precariato: il 26 novembre 2014, dopo l’udienza di discussione del 27 marzo us, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea condanna l’Italia per la violazione della Direttiva 1999/70/CE e giudica illegittima la reiterazione, da parte della Pubblica amministrazione, dei contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi nella scuola pubblica in Italia. Sulla materia interviene l’art. 1, cc. 95-135 della Legge 13 luglio 2015, n. 107. Sul sistema della formazione iniziale e dell’acceso ai ruoli interviene l’art. 1, c. 181, lettera b), della Legge 13 luglio 2015, n. 107;

Primo Ciclo di Istruzione: con la CM 3/15 il MIUR ha fornito i nuovi modelli nazionali sperimentali di certificazione delle competenze nelle scuole del primo ciclo di istruzione.
Con le CC.MM. 22/13 e 49/14 il MIUR ha fornito orientamenti e misure di accompagnamento per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali per il curricolo (DM 254/2012) e per il rafforzamento delle conoscenze e delle competenze degli alunni (DM 762/2014);

Professionalità docente: il MIUR ha costituito uno specifico gruppo di lavoro (Decreto Direttore Generale 8 aprile 2014, AOODPIT Prot. n. 111 e Decreto Direttore Generale 7 maggio 2014, AOODPIT Prot. n. 190) e due cantieri per la scuola (DocentiCompetenze per il Made in Italy);

Pubblica Amministrazione: sulla materia interviene la Legge 7 agosto 2015, n. 124, “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”;

Salute nelle scuole: sulla materia interviene l’art. 1, c. 7 della Legge 13 luglio 2015, n. 107. L’art. 4 della Legge 8 novembre 2013, n. 128, estende il divieto di fumo, previsto dall’articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, anche alle sigarette elettroniche ed alle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni scolastiche;

Sindacato: l’articolo 7 della Legge 11 agosto 2014, n. 114 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, prevede:

1. Ai fini della razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, a decorrere dal 1º settembre 2014, i contingenti complessivi dei distacchi, aspettative e permessi sindacali, gia’ attribuiti dalle rispettive disposizioni regolamentari e contrattuali vigenti al personale delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, ivi compreso quello dell’art. 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono ridotti del cinquanta per cento per ciascuna associazione sindacale.

In merito si veda anche la Circolare della Funzione Pubblica 20 agosto 2014, n. 5;

Sistema integrato 0 – 6 anni: sulla materia interviene l’art. 1, c. 181, lettera e), della Legge 13 luglio 2015, n. 107;

Testo unico: sulla materia interviene l’art. 1, c. 181, lettera a), della Legge 13 luglio 2015, n. 107;

Valutazione: sulla valutazione dei dirigenti e dei docenti si vedano, rispettivamente l’art. 1, cc. 93-94 e cc. 126-130 della Legge 13 luglio 2015, n. 107; nello specifico l’art. 1, c. 129 della Legge 13 luglio 2015, n. 107, sostituisce l’art. 11 del D.L.vo 297/94 (Comitato di Valutazione).
La Direttiva 18 settembre 2014, n. 11, trasmessa con Circolare Ministeriale 21 ottobre 2014, n. 47, indica le priorità strategiche del Sistema Nazionale di Valutazione per il triennio 2014/2017, come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80 (vd. Rapporto di Autovalutazione).
Come previsto dalla Nota 6 febbraio 2015, AOODGCASIS 429, dal 9 al 28 febbraio 2015 (prorogata al 7 marzo 2015 con Nota 27 febbraio 2015, AOODGCASIS 767) i Dirigenti scolastici/Coordinatori delle scuole statali e paritarie devono procedere alla compilazione del Questionario scuola predisposto dall’INVALSI. I dati raccolti vengono restituiti alla scuola entro la fine di aprile all’interno della Piattaforma operativa unitaria in cui deve essere prodotto il RAV, unitamente a valori di riferimento esterni (benchmark) e ad altre informazioni già disponibili nel sistema informativo del Ministero.
Con Nota 2 marzo 2015, AOODGOSV 1738, il MIUR trasmette gli Orientamenti per l’elaborazione del Rapporto di Autovalutazione.

snv

 

18 febbraio Formazione neoassunti

Al via la formazione dei docenti neoassunti
90.000 insegnanti coinvolti, Indire lancia apposita piattaforma

Il 18 febbraio, al Miur, parte la formazione dei docenti neoassunti prevista dalla legge Buona Scuola, con l’apertura della pagina neoassunti.indire.it/2016. L’ambiente on line, progettato e realizzato dall’Indire (Istituto nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) in collaborazione con la Direzione Generale per il Personale Scolastico del Miur, accompagnerà nell’anno di prova l’ingresso in ruolo di circa 90.000 insegnanti, che sono invitati a compilare un portfolio e documentare la loro esperienza.

In occasione del lancio della piattaforma il Ministro Stefania Giannini ha voluto registrare un video di saluto ai docenti disponibile sul sito per la formazione: “L’ingresso degli insegnanti in ruolo nella scuola italiana è un passaggio fondamentale per questo Governo, per il Ministero e per tutto il Paese. La formazione iniziale e la possibilità di autovalutarsi e capire da quale punto si parte e dove si può arrivare attraverso un processo di formazione costante, permanente e strutturale, è una grande innovazione, un punto di qualificazione della nostra scuola”.

Le ore di formazione sono 50 per ciascun insegnante. Il percorso è articolato in quattro diverse fasi:
– Incontri propedeutici (6 ore)
– Laboratori formativi, almeno 4 (12 ore)
– Momenti di osservazione fra pari in classe (12 ore)
– Formazione on-line (20 ore)

La formazione coinvolgerà oltre 127.000 persone fra docenti, tutor, dirigenti scolastici, formatori, altro personale. Oltre 4,5 i milioni di euro stanziati per la formazione dei neoassunti.

Gli insegnanti avranno a disposizione un forum di discussione per lo scambio di materiali ed esperienze. Sul sito Indire dirigenti scolastici, tutor e docenti potranno reperire notizie e informazioni di carattere generale, oltre ad una serie di strumenti di accompagnamento alle varie attività predisposti con la collaborazione dell’Università degli Studi di Macerata. In particolare, è disponibile una versione aggiornata della Guida alla compilazione del bilancio delle competenze. Attraverso il sito, i docenti potranno conoscere i progetti di innovazione in corso nella scuola italiana promossi dal Miur e dall’Indire.

In occasione dell’avvio della formazione dei neoassunti al Miur si è tenuto oggi un incontro con i rappresentanti degli Uffici Scolastici e i dirigenti scolastici delle scuole referenti sul territorio curato dalla Direzione Generale per il Personale Scolastico. Il nuovo percorso di formazione è stato sperimentato lo scorso anno da 28.000 insegnanti. I cinque nuclei tematici più affrontati nel 2015 sono stati, nell’ordine, i Bisogni educativi speciali, le nuove tecnologie e la didattica, la gestione della classe, il Sistema di valutazione, l’inclusione e gli aspetti interculturali. Il 75% dei partecipanti ha frequentato più di 4 laboratori.

29 ottobre Deleghe Buona Scuola

Dal 29 settembre al 29 ottobre 2015 sono convocati i tavoli di confronto sulle deleghe legislative previste dalla Legge 107/15.

deleghe

 

La Buona Scuola, oggi il quinto tavolo sulle deleghe
Al centro la formazione iniziale dei docenti e l’accesso all’insegnamento

(Roma, 29 ottobre 2015) La formazione iniziale dei docenti e l’accesso all’insegnamento. Sono i temi del tavolo di ascolto e confronto che si è tenuto oggi pomeriggio al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. L’incontro è l’ultimo dei cinque convocati dal Ministro Stefania Giannini sulle deleghe che la legge “La Buona Scuola” affida al Governo.

“I temi della formazione dei docenti e dell’accesso all’insegnamento sono determinanti per gli studenti”, ha sottolineato il Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone che ha presieduto il confronto. “Per avere una Buona Scuola occorre avere dei buoni docenti”, ha aggiunto.

Al tavolo sono intervenute le associazioni dei dirigenti scolastici, dei docenti, dei genitori, dei rappresentanti degli studenti, del mondo accademico e dei centri di ricerca sulla scuola.

Ciascuna delegazione è stata invitata a far pervenire al Miur un proprio contributo sui temi al centro dell’incontro. Questo per arrivare a una definizione condivisa del provvedimento che il Governo dovrà emanare.

 

La Buona Scuola, oggi il quarto tavolo sulle deleghe

Al centro del confronto la revisione dei percorsi di Istruzione professionale

(Roma, 20 ottobre 2015) Oggi pomeriggio, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si è tenuto il quarto dei cinque tavoli voluti dal Ministro Stefania Giannini sulle deleghe che la legge “Buona Scuola” affida al Governo. Al centro dei lavori la revisione dei percorsi di Istruzione professionale. Il dibattito è stato presieduto da Francesco Luccisano, capo della Segreteria tecnica del Miur.

A dare il proprio contributo al confronto di oggi sono state le rappresentanze dei genitori, degli studenti, dei dirigenti scolastici e degli insegnanti; delle imprese e del mondo del lavoro; degli Enti di formazione e delle Regioni. Il gruppo di lavoro sull’Istruzione professionale tornerà a riunirsi nelle prossime settimane per la definizione del provvedimento che il Governo dovrà emanare.

E’ stato convocato invece per giovedì 29 ottobre alle ore 15, sempre presso il Miur, il tavolo sulla Formazione iniziale dei docenti e l’accesso all’insegnamento.

La Buona Scuola, oggi il terzo tavolo sulle deleghe
Al centro il sistema di educazione da 0 a 6 anni

(Roma, 13 ottobre 2015) Nuovo incontro di ascolto e confronto sulle deleghe che la legge “Buona Scuola” affida al Governo. Oggi pomeriggio, al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, si è riunito il terzo dei tavoli voluti dal Ministro Stefania Giannini. Al centro dei lavori – che sono stati presieduti dal Sottosegretario Davide Faraone – il sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai 6 anni.
“Riformare il sistema di educazione da zero a sei anni – ha spiegato il Sottosegretario Faraone – è un obiettivo ambizioso al quale stiamo lavorando incontrando esperti del settore, sempre in una dimensione di ascolto e confronto costruttivo. Un obiettivo ambizioso e dovuto. Un Paese che investe sui diritti dei bambini e delle bambine – ha aggiunto il Sottosegretario – è un Paese rivoluzionario. Rivoluzionario e determinato a conquistarsi il proprio futuro di ricchezza, grazie all’investimento sul proprio capitale umano”.
Al tavolo di oggi sono intervenute le associazioni dei genitori, dei docenti, degli studenti e dei dirigenti, docenti universitari ed esperti del settore, l’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), i delegati della Conferenza Stato-Regioni e i rappresentanti delle scuole paritarie e del privato sociale.
Ciascuna delegazione si è impegnata a far pervenire al Miur un proprio contributo sul tema affrontato nel dibattito. Questi contribuiti costituiranno la base di partenza per la definizione della proposta del provvedimento che il Governo dovrà emanare.
Martedì 20 ottobre, a partire dalle ore 15 (sempre presso il Miur), è convocato il quarto dei cinque tavoli previsti sulla revisione dei percorsi di istruzione professionale.

Scuola, oggi il secondo tavolo di confronto sulle deleghe
Costituiti cinque gruppi di lavoro per una proposta condivisa
su integrazione alunni disabili

(Roma, 7 ottobre 2015) Proseguono i tavoli di ascolto e confronto sulle deleghe che la legge “Buona Scuola” affida al Governo. Oggi pomeriggio al Miur si è tenuto il secondo dei cinque incontri in calendario convocati dal Ministro Stefania Giannini.

Nel corso dei lavori di oggi si è parlato di inclusione degli alunni con disabilità. Il tavolo è stato presieduto dal Sottosegretario all’Istruzione Davide  Faraone. Hanno partecipato le Associazioni rappresentative delle persone con disabilità, rappresentanti dei docenti, dei dirigenti scolastici, dei genitori, degli studenti. Sono intervenuti anche rappresentanti sindacali, esperti e studiosi del settore, i componenti dell’Osservatorio per la disabilità – recentemente ricostituito – e una delegazione del Ministero della Salute.

“L’incontro di oggi è stato particolarmente partecipato – sottolinea il Sottosegretario Davide Faraone -. Un confronto reale con chi vive quotidianamente la disabilità che ha portato alla costituzione di cinque sottogruppi di lavoro per definire, in maniera condivisa, una proposta del provvedimento che il Governo dovrà emanare”.

Il prossimo tavolo è fissato per martedì 13 ottobre, sempre alle 16, al Miur. Si discuterà di Sistema integrato di educazione e di istruzione per la fascia di età 0-6 anni.

 

Buona Scuola, al via i tavoli di confronto sulle deleghe

(Roma, 29 settembre 2015) Al via da oggi i tavoli di ascolto e confronto sulle deleghe previste dalla legge Buona Scuola che spaziano dall’inclusione degli studenti con disabilità al sistema integrato di servizi per la fascia 0-6 anni.

Questo pomeriggio il primo incontro sul diritto allo studio. Erano presenti i rappresentanti del Forum degli studenti e del Forum dei genitori che hanno incontrato i vertici del Miur. Gli studenti, in particolare, hanno presentato un documento congiunto con la loro proposta sul diritto allo studio.

“Dopo la fase legislativa siamo entrati nella delicata e importante fase attuativa – ricorda il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini -. Ringrazio tutti coloro che parteciperanno ai tavoli dando il loro costruttivo contributo al cambiamento che vogliamo apportare nella scuola italiana”.

Il prossimo incontro è previsto mercoledì 7 ottobre al Miur sull’inclusione degli studenti con disabilità.

 

La Buona Scuola, Giannini convoca tavoli di confronto sulle deleghe
Si parte il 29 settembre con il Diritto allo studio

Diritto allo studio, Inclusione degli studenti con disabilità, Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni, Revisione dei percorsi di istruzione professionale, Formazione iniziale dei docenti e accesso all’insegnamento. Sono i temi che saranno affrontati nei primi cinque tavoli di lavoro sulle deleghe previste dalla legge Buona Scuola.

Con una lettera inviata oggi, il Ministro Stefania Giannini ha convocato, fra gli altri, associazioni dei docenti, degli studenti, dei genitori, dei dirigenti, di persone con disabilità, rappresentanti di Regioni, Comuni, Imprese, Università, centri di Ricerca sulla scuola.

“Dopo oltre un anno di studio, incubazione e discussione – ha scritto il Ministro nel suo invito – la legge 107 è oggi una legge dello Stato”. Per la scuola si apre “una fase che offrirà molte opportunità su diversi fronti: vera autonomia attraverso un maggior finanziamento delle funzioni essenziali e organici più ampi; maggiore qualità attraverso nuove e più forti iniziative sulla formazione dei docenti e sulla valutazione; maggior capacità di rispondere alle esigenze degli studenti attraverso forti investimenti sulle competenze, sull’alternanza scuola lavoro, sull’innovazione didattica e tecnologica e sull’edilizia scolastica”.

Ma si apre anche la fase sulla delega legislativa che il Parlamento ha attribuito al Governo. “Su questi temi – scrive Giannini – riteniamo essenziale continuare il dialogo con coloro che la Buona Scuola la fanno e la vivono tutti i giorni”. Sarà “l’occasione per me, per i Sottosegretari e per le strutture del Miur di ascoltare le esigenze, i consigli e le esperienze di esperti nel campo oggetto delle deleghe”.

15 ottobre Bonus per la formazione dei docenti

Con Nota 15 ottobre 2015, AOODGRUF 15219, il MIUR fornisce indicazioni operative riguardo al bonus per la formazione previsto dall’art. 1, c. 121, della Legge 107/15, in ragione dei criteri e delle modalità di assegnazione e utilizzo della Carta elettronica del docente definiti dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 settembre 2015 (art. 1, c. 122, Legge 107/15).

Bonus per la formazione dei docenti inviate alle scuole le indicazioni operative

Inviate alle scuole le indicazioni operative sui 500 euro che, in base a quanto previsto dalla Buona Scuola, i docenti potranno utilizzare per l’acquisto di corsi e materiali per l’autoaggiornamento. La prossima settimana tutti i docenti di ruolo riceveranno la somma di 500 euro sullo stesso conto corrente sul quale viene normalmente accreditato lo stipendio in attesa della vera e propria Carta elettronica del docente che sarà attivata nel 2016.
La prossima settimana riceveranno il bonus tutti i docenti di ruolo delle scuole statali che risultavano in servizio alla data del 9 ottobre. I docenti assunti successivamente riceveranno anche loro il bonus, sempre di 500 euro, entro un mese dalla data dell’assunzione.

Come indicato dalla circolare inviata oggi, la Carta può essere utilizzata per:

  • acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste;

  • acquisto di hardware e di software;

  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento o di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il MIUR, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti il profilo professionale, ovvero a corsi di laurea post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;

  • rappresentazioni teatrali o cinematografiche;

  • ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo;

  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle Istituzioni scolastiche e del Piano nazionale di formazione di cui all’art.1, comma 124, della legge n.107 del 2015.

12 marzo DdL Buona Scuola in Cdm

Il Consiglio dei ministri, nel corso delle riunioni del 3 e 12 marzo, esamina ed approva un Disegno di Legge di Riforma del Sistema nazionale di istruzione e formazione.

LA BUONA SCUOLA 
Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha approvato il disegno di legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che prende il nome di “ La Buona Scuola”.
La Buona Scuola è buona autonomia.
Il ddl consente di realizzare finalmente l’autonomia scolastica, assegnando maggiori strumenti ai presidi per gestire risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno un organico potenziato (garantito a partire dal prossimo anno scolastico attraverso un piano straordinario di assunzioni) per coprire tutte le cattedre vacanti, rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali, potenziare l’offerta formativa, fronteggiare la dispersione scolastica, rendere la scuola più inclusiva, eliminare le supplenze più dannose, anno dopo anno, per la continuità della didattica. Le scuole, d’ora in poi, potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell’offerta formativa. I Piani diventano triennali e saranno predisposti dai dirigenti scolastici, sentiti gli insegnanti, il Consiglio di istituto e le realtà territoriali.
Il dirigente sceglie la sua squadra.
I presidi potranno scegliere la loro squadra individuando i nuovi docenti che ritengono più adatti per realizzare i Piani dell’offerta formativa all’interno di appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali. Negli albi confluiranno i docenti assunti nel primo anno attraverso il piano straordinario di assunzioni e poi tramite concorsi. Gli incarichi affidati saranno resi pubblici.
Piano straordinario e poi solo concorsi.
Il ddl dà il via libera ad un Piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia. Oltre 100.000 insegnanti saranno assunti a settembre 2015. Dopo si torna ad assumere solo per concorso.
Studiare per il futuro.
Il disegno di legge prevede il potenziamento delle competenze linguistiche: in particolare l’italiano per gli studenti stranieri e l’inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua). Vengono potenziate poi: Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie. Nella Buona Scuola viene dato più spazio all’educazione ai corretti stili di vita e si guarda al futuro attraverso lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media). Alle superiori, il curriculum diventa flessibile: le scuole attiveranno materie opzionali per rispondere alle esigenze degli studenti.
Scuola-lavoro e digitale.
Almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei. L’alternanza si farà in azienda, ma anche in enti pubblici. A disposizione un fondo, a regime, di 100 milioni all’anno a partire dal 2016. Mentre 90 milioni vengono stanziati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.
Stop classi ‘pollaio’.
I presidi hanno il potere di derogare alle regole attuali: utilizzando l’organico in modo flessibile potranno evitare la formazione di classi troppo numerose, le cosiddette classi ‘pollaio’.
Una Card per l’aggiornamento.
Arriva la Carta per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l’ingresso a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e coerente con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola e con le priorità indicate dal Ministero.
Un bonus per valorizzare i docenti.
Viene istituito il bonus annuale delle eccellenze destinato ai docenti. Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà il bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si impegna di più. Peseranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, il contributo dato al miglioramento complessivo della scuola. Per il bonus vengono stanziati 200 milioni all’anno.
La Scuola trasparente.
Viene istituito un Portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di tutti i dati relativi al sistema di istruzione: bilanci delle scuole, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio tecnologico, Cv degli insegnanti, incarichi di docenza.
Investire sul futuro con 5 per mille e school bonus.
Il 5 per mille potrà essere destinato anche alle scuole. Con lo school bonus, chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi. Cambia l’approccio all’investimento sulla scuola: ogni cittadino viene incentivato a contribuire al miglioramento del sistema scolastico. Scatta poi la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria dell’infanzia o del primo ciclo.
Un bando per le ‘Scuole Innovative’ e per i controlli.
Il ddl prevede un bando per la costruzione di scuole altamente innovative, dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, scuole green e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Ministero dell’Istruzione, coordinerà strategie e risorse per gli interventi. Vengono recuperate risorse precedentemente non spese da investire sulla sicurezza degli edifici. Stanziati 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti delle scuole.
Delega.
Il disegno di legge assegna poi la delega al governo a legiferare in materia di: semplificazione del Testo Unico della scuola, valutazione degli insegnanti, riforma dell’abilitazione all’insegnamento, del diritto allo studio, del sostegno e degli organi collegiali, creazione di un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni.


Buona Scuola, Giannini: “Giornata storica, cambia modello Istruzione
Parlamento sostenga cambiamento con approvazione rapida”

Una scuola più dinamica, autonoma per davvero, aperta al territorio e al futuro, dotata di risorse (umane e finanziarie) che consentano a presidi e insegnanti di scrivere il loro Piano dell’offerta formativa. È quella delineata dal disegno di legge ‘La Buona Scuola’ che ha avuto oggi il via libera in Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.

Il ddl, spiega Giannini, “prevede un piano di assunzioni straordinario per tirare una linea definitiva rispetto al passato sul tema del precariato. Stiamo dando alla scuola i docenti di cui ha bisogno per potenziare la sua offerta formativa. Mai più supplenze che fanno male alla didattica: gli studenti avranno la continuità a cui hanno diritto. Torniamo ad assumere solo per concorso, dopo vent’anni di bandi a singhiozzo”. Quella di oggi “è una giornata storica per l’Italia – sottolinea il Ministro – Abbiamo elaborato un nuovo modello di scuola in cui i dirigenti scolastici e gli insegnanti avranno gli strumenti per realizzare quell’autonomia che finora è rimasta solo sulla carta e che con questo ddl diventerà un progetto educativo per tutti gli studenti. Il potenziamento dello studio dell’Arte, della Musica, delle materie linguistiche è uno di punti qualificanti del provvedimento che offre una nuova scuola ai nostri ragazzi”.

“Ringrazio il Presidente del Consiglio – prosegue Giannini – per l’attenzione dimostrata nei confronti della scuola fin dalle prime ore di vita di questo Governo. Abbiamo cominciato occupandoci dell’edilizia scolastica, con un piano che il ddl rafforza con nuovi strumenti e risorse. Oggi, dopo un lungo lavoro e un’ampia consultazione, consegniamo al Parlamento una visione che consentirà di trasportare la nostra scuola nell’attualità – evidenzia il Ministro – pur senza perderne il patrimonio teorico e metodologico che ci ha resi famosi nel mondo. Auspichiamo ora tempi certi e rapidi per la discussione parlamentare”.

 


 


 

“La Buona Scuola”: le linee guida della riforma

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha presentato al Consiglio dei Ministri le linee guida della riforma che prende il nome di “La Buona Scuola”. Il punto di partenza per la composizione del testo – che verrà approvato nel prossimo Consiglio dei Ministri – sono i risultati raccolti sul rapporto pubblicato sul sito labuonascuola.it  dal 15 settembre 2014 al 15 novembre 2014 grazie agli 1.800.000 partecipanti alla consultazione on-line e off-line, i 2040 dibattiti e il coinvolgimento del 70 per cento delle scuole.
“La Buona Scuola” avrà quindi come obiettivi:

  • Rafforzare le competenze degli studenti con flessibilità nei programmi, inclusione e integrazione; 
  • Avere un organico funzionale e potenziare l’offerta formativa;
  • I dirigenti scolastici diventano leader educativi con strumenti e personale adeguati per il miglioramento dell’offerta formativa;
  • Organi collegiali più efficaci e rappresentativi;
  • Valutazione, formazione e carriera degli insegnanti;
  • Un rapporto più stretto e stabile fra scuola e lavoro con alternanza obbligatoria nell’ultimo triennio delle superiori;
  • Per quanto riguarda l’edilizia scolastica si vuole procedere con bandi per la costruzione di scuole altamente innovative, creare un’anagrafe dell’edilizia che sia trasparente sugli immobili della scuola e nuove risorse e procedure semplificate e più rapide per costruire nuove strutture;
  • Una scuola digitale con un nuovo piano nazionale che metta al centro formazione dei docenti e competenze degli studenti;
  • Una scuola che goda di una semplificazione amministrativa.

18 settembre Direttiva SNV 2014/2017

Il ministro firma la Direttiva 18 settembre 2014, n. 11 che indica le priorità strategiche del Sistema Nazionale di Valutazione per il triennio 2014/2017,  come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80

Valutazione, firmata la direttiva triennale del Miur
Entro luglio 2015 le scuole produrranno il loro primo rapporto di autovalutazione con gli obiettivi di miglioramento
Dall’anno prossimo gli istituti saranno sottoposti a verifica esterna

(Roma, 19 settembre 2014) Migliorare i livelli di apprendimento e l’equità del sistema, rafforzare le competenze degli studenti, anche per agevolare il loro buon esito nei successivi percorsi universitari e nel mondo del lavoro.

Sono gli obiettivi della valutazione del sistema scolastico che prende il via grazie alla direttiva triennale firmata ieri pomeriggio dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini. A partire da quest’anno scolastico tutti gli istituti (statali e paritari) saranno coinvolti in un processo graduale che manderà a regime, entro l’anno scolastico 2016/2017, il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV).

“Stiamo dando alle scuole strumenti che non servono per promuoverle o bocciarle, ma per migliorarsi”, spiega il Ministro Giannini, “avevo annunciato di voler rimettere in moto il sistema di valutazione nelle Linee programmatiche portate in Parlamento e abbiamo inserito questo tema anche nel Rapporto ‘La Buona Scuola’, su cui stiamo consultando i cittadini. Con la direttiva che parte oggi facciamo il primo passo concreto. Non stiamo pensando – spiega il Ministro – a classifiche di istituti, ma puntiamo ad una crescita del sistema scuola, che è possibile solo quando si è in grado di verificare quali siano i punti di forza e quelli di debolezza”.

La scuola si autovaluta e diventa trasparente
Entro il prossimo ottobre l’INVALSI, l’Istituto Nazionale di Valutazione del Sistema di Istruzione, fornirà alle scuole gli indicatori per autovalutarsi. Conteranno, ad esempio, le competenze degli studenti, ma anche l’organizzazione e la qualità della didattica, le dotazioni scolastiche e si terrà conto del contesto socio-economico. Le scuole avranno un quadro nazionale di riferimento, corredato da dati comparativi sul sistema scolastico, e un preciso format per scrivere il loro Rapporto di autovalutazione che sarà in formato elettronico e dovrà essere reso pubblico entro luglio 2015 sia sul sito della scuola che sulla piattaforma del Miur ‘Scuola in Chiaro’. Il Rapporto dovrà contenere gli obiettivi di miglioramento di ciascun istituto, uno strumento prezioso anche per le famiglie che potranno conoscere il piano di lavoro che ogni scuola metterà in campo per potenziare la propria offerta formativa. Nel corso di questo autunno il Ministero avvierà percorsi di formazione che saranno rivolti a dirigenti scolastici e docenti referenti per la valutazione di istituto. L’INVALSI farà da supporto tecnico alle scuole. Per la predisposizione del piano di miglioramento, le scuole potranno anche avvalersi dell’aiuto dell’INDIRE, l’Istituto che si occupa di ricerca nel campo della didattica. Alla fine del triennio (anno scolastico 2016/2017) le scuole diffonderanno i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi di miglioramento programmati.

La valutazione esterna
A partire dall’anno scolastico 2015/2016 nuclei di valutazione formati da ispettori ministeriali ed esperti di settore visiteranno ogni anno, per tutto il triennio coperto dalla direttiva, fino ad un massimo del 10% di istituti.

La valutazione della dirigenza scolastica
Entro dicembre 2014, l’INVALSI definirà gli indicatori per la valutazione dei dirigenti scolastici. Tali indicatori saranno inseriti in un disegno generale di valutazione della dirigenza scolastica su cui il Miur si confronterà con le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali. Si terrà conto, ad esempio, delle competenze professionali del dirigente e dei risultati raggiunti attraverso il piano di miglioramento.

Il Rapporto nazionale sul sistema scolastico
A partire dall’ottobre del 2015 l’INVALSI produrrà ogni anno un Rapporto nazionale sul sistema scolastico tramite un’analisi approfondita del quadro nazionale con comparazioni internazionali.

snv