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Ambienti di apprendimento innovativi

Scuola, Bussetti firma decreto che stanzia 20 milioni per ambienti di apprendimento innovativi in oltre mille istituti scolastici

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato il decreto che avvia la realizzazione di ambienti di apprendimento innovativi in 1.006 istituti scolastici con un finanziamento di 20 milioni di euro. Il provvedimento fa seguito a un primo stanziamento di 22 milioni, dello scorso dicembre, destinato alle scuole statali di ogni ordine e grado.
“Con questa misura – dichiara il Ministro Bussetti – diamo un forte impulso per diffondere nella scuola un nuovo modo di concepire l’aula, attrezzandola con arredi e dispositivi che favoriscano metodologie didattiche innovative. A dicembre scorso abbiamo stanziato i primi 22 milioni per la realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento in oltre mille scuole italiane. Le richieste di finanziamento pervenute a seguito di avviso pubblico sono state tante e, per questo, ho assunto l’impegno di trovare ulteriori risorse. Diamo così la possibilità ad altri mille istituti di dotarsi di ambienti laboratoriali con tecnologie innovative per l’utilizzo della realtà virtuale, della robotica educativa, del pensiero computazionale, della stampa 3d”.

Di seguito il numero delle scuole beneficiarie distinte per Regione:

regionen. beneficiari
ABRUZZO18
BASILICTA17
CALABRIA27
CAMPANIA120
EMILIA ROMAGNA62
FRIULI VENEZIA GIULIA19
LAZIO104
LIGURI24
LOMBARDIA120
MARCHE44
MOLISE7
PIEMONTE64
PUGLIA94
SARDEGNA14
SICILIA104
TOSCANA67
UMBRIA21
VENETO80
TOTALE1006

Scuola, con la crisi di governo a rischio il concorso dei prof e il salva precari

da Corriere della sera

L’incognita sul decreto scuola

Se lo scontro istituzionale di queste ore si concluderà con l’apertura formale della crisi di governo, per la scuola le conseguenze saranno tante anche se non si vedranno all’inizio del prossimo anno scolastico. La conseguenza più rilevante rischia di essere l’ennesimo rinvio dei concorsi, sicuramente di quello straordinario per i precari, molto probabilmente anche di quello ordinario. Vediamo con ordine che cosa può succedere.

I precari e i Pas

Il testo del decreto legge approvato tra mille complicazioni e dubbi martedì 7 dal consiglio dei ministri difficilmente a questo punto potrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro il 28 agosto, pur con la formula edulcorata del «salvo intese». Al momento il testo, in linea teorica, potrebbe essere inviato al Colle per la firma e la pubblicazione – che ne fa iniziare a decorrere la validità di sessanta giorni – ma visti i distinguo del Movimento 5 Stelle che voleva cambiare più di una parte del testo, appare probabile che l’iter si fermi. Impossibile poi pensare ad un accordo durante l’iter della crisi. La Cisl Scuola fa appello con la sua segretaria Maddalena Gissi a «far prevalere la responsabilità politica» per salvarlo ma sembra molto improbabile che si riesca. Questo comporterà che il concorso straordinario, che avrebbe dovuto far accedere 24 mila insegnanti che già hanno lavorato nella scuola alle graduatorie, e i Pas, i corsi universitari che avrebbero abilitato altri 25 mila prof , si fermano. Tutto rinviato o tutto da rifare.

Il concorso ordinario

Se la crisi rischia di fermare tutte le aspettative dei precari che hanno almeno un anno di anzianità di servizio, anche il concorso ordinario che il ministro Bussetti ha annunciato diverse volte come imminente nel corso di questo anno di governo e che poi ha sempre rinviato, rischia di essere di nuovo rimandato. Difficile infatti immaginare che il Miur, durante la crisi, possa avviare le procedure concorsuali.

Le assunzioni

Non ci sono invece effetti per quanto riguarda le assunzioni, sia quelle dei professori – il Mef ne ha autorizzate 53 mila, cinquemila in meno di quelle chieste da Bussetti per il prossimo settembre – sia quelle dei neopresidi. Il problema piuttosto per i professori sarà trovare nelle graduatorie le figure professionali adatte nelle regioni dove servono. I primi dati provenienti dalle regioni del Nord e diffusi da Anief disegnano una situazione preoccupate: in Piemonte un posto su tre non sarà ricoperto, in Lombardia uno su due e in Veneto potrebbe andare anche peggio.

La battaglia contro l’invalsi

Tireranno invece un sospiro di sollievo all’Invalsi. La battaglia della Lega per ridurre il peso delle prove di terza media e della maturità e per tagliare i fondi all’istituto di valutazione si ferma di fatto. Già stralciata, la norma taglia-valutazione è rimandata al prossimo esecutivo.

Crisi di Governo, rischio concorsi a cattedra, norme precari e aumenti stipendiali

da Orizzontescuola

di Anselmo Penna

Crisi di Governo, conferme dal mondo della politica con Salvini che parrebbe intenzionato a staccare la spina al Governo: salvo bluff.

La situazione politica

Il Leader della Lega ieri ha detto la sua in modo chiaro  “Si è rotto il rapporto di fiducia. Non ci sono più le condizioni per andare avanti, col voto sulla Tav abbiamo preso atto che non è più possibile fare le riforme”.

La Tav è stata  una delle tante inconciliabilità tra i due partiti di maggioranza. Tra i punti caldi anche la scuola che, ricordiamo, ha visto acuirsi lo scontro sul cosiddetto Salva-precari.

Da un lato la Lega che spinge per dei provvedimenti che consentano ai docenti con 36 mesi di servizio di accedere ad un corso di abilitazione e un concorso straordinario e dall’altro il Movimento 5 Stelle che vuole un test preselettivo per accedere ai PAS e un concorso più selettivo.

Patto sindacati e Governo

Ricordiamo che l’11 giugno sindacati della scuola e Governo (Conte presente) hanno sottoscritto un accordo che contiene diversi punti.

Oltre alla questione precariato, nell’accordo sono inclusi altri importanti punti:

  • esclusione della scuola dalla regionalizzazione, punto che è stato al centro di forte scontro all’interno del Governo e che ha visto un ridimensionamento delle richieste di Lombardia e Veneto appoggiate dalla Lega grazie allo stop del Movimento 5 Stelle. Riforma messa al momento in stand by
  • aumenti stipendiali con lo scopo di elevare il prestigio sociale degli insegnanti e portare gli stipendi a livello di quelli europei
  • valorizzazione del personale ATA e problematiche dei DSGA facente funzione

Rischio accordo e concorsi a cattedra

La questione del precariato con avvio PAS e concorso riservato ha visto una parziale conclusione questa settimana con un decreto accolto “salvo intese” da parte del Consiglio dei Ministri.

Un “salvo intese” che prevede un ulteriore confronto tra le due forze politiche che potrebbe comportare modifiche al testo. Di fatto, al momento, non esiste un decreto emanato, di conseguenza una crisi di Governo farebbe perdere il lavoro effettuato in questi mesi di intenso confronto tra mondo del precariato, sindacati e forse politiche.

A rischio, ovviamente, anche le problematiche relative agli ATA, per i quali non esiste allo stato attuale nessuna proposta concreta, e DSGA per i quali esiste soltanto un progetto di proposta di intervento.

Rischio anche per i concorsi a cattedra preventivati per il 2019. Non soltanto il concorso straordinario per la secondaria, ma anche quelli ordinari a partire da infanzia-primaria e secondaria di I e II grado.

Concorso più volte annunciati e che sono stati rimandati a dopo l’estate, entro il 2019. Il problema è che se crisi sarà, in autunno andremo verso le elezioni con un governo in dismissione che difficilmente avrà l’interesse ad avviare le procedure concorsuali.

Dirigenti scolastici neoimmessi in ruolo, dovranno restare tre anni nella regione di assunzione

da Orizzontescuola

di redazione

Nella giornata di ieri, abbiamo riferito sulle indicazioni del Miur in merito all’assegnazione della sede ai neo dirigenti scolatici, dopo che gli stessi sono stati assegnati alle regioni.

Concorso dirigenti scolastici, scuola va assegnata in base a punteggio. Indicazioni Miur

Nella nota, in cui l’amministrazione fornisce le succitate indicazioni, si ricorda anche il vincolo di permanenza cui sono soggetti i dirigenti scolastici neo assunti.

Assegnazione sede: procedura

Nell’assegnazione della sede di servizio, l’USR:

  • si atterrà a quanto disposto dagli articoli 21 e 33, commi 5, 6 e 7, della Legge 104/1992, che prevedono la precedenza nell’assegnazione della sede dei beneficiari dei predetti articoli;
  • dovrà tener conto dei criteri generali definiti in sede di confronto con i sindacati.

Considerato che si tratta di primo incarico, per cui non ci si può basare sui risultati pregressi, gli USR dovranno tenere in considerazione:

  • punteggio in graduatoria di merito e preferenze.

Vincolo triennale nella regione di assunzione

Così scrive il Miur nella nota succitata:

Si ricorda, inoltre, che i dirigenti assunti a seguito della procedura concorsuale sono tenuti alla permanenza in servizio nella regione di iniziale assegnazione per un periodo pari alla durata minima dell’incarico dirigenziale previsto dalla normativa vigente.

La durata minima dell’incarico è di tre anni, per cui i nuovi dirigenti dovranno restare nella regione assegnata almeno per un triennio.

Nota Miur 8 agosto 2019

Assegnazione dirigenti scolastici: siamo al conto alla rovescia

da La Tecnica della Scuola

Pochi giorni e avremo i nuovi presidi nelle scuole italiane.
Un in bocca al lupo ed una piccola raccomandazione, se mi posso permettere: entrare nelle scuole scelte o assegnate in punta di piedi, ascoltando, parlando, vedendo.
Non pretendendo niente, ma intanto ascoltare, vedere, leggere i documenti più importanti.

Regola numero uno: ascoltare

Incontrando anzitutto le figure di sistema, dai vicepresidi al dsga.
Perché qui sta un punto critico che non so quanti di questi vincitori conoscono: la grave carenza di dsga, fondamentali in una scuola.
Entrare in una scuola senza preoccuparsi di raccogliere informazioni e pettegolezzi.
Cercando invece di inserirsi in un tessuto sociale, senza alcuna pretesa dell’uomo solo al comando.
Poi, un po’ alla volta, fare la propria parte, assumersi le proprie responsabilità, ma sempre secondo una leadership aperta, coinvolgente.
Resta la questione centrale: al dunque, un preside è chiamato comunque ad essere responsabile primo e ultimo.
Sono queste qualità o capacità che diranno il valore di una persona che viene ad assumere un ruolo delicato.

La scuola è una organizzazione, non una azienda

La scuola non è una azienda, ma è una organizzazione, secondo finalità ed obiettivi non autoreferenti, perché servizio pubblico, cioè istituzione aperta, cioè “casa di tutti” all’interno di una comunità civile e sociale più ampia.
Resta la domanda: la selezione di questi nuovi presidi ha privilegiato questi aspetti di responsabilità aperta, o la loro individuazione è solo frutto di un nozionismo avulso ed astratto?
A ciascuno un tentativo di risposta.

La migrazione in altre regioni

Poi altra questione: i presidi costretti a migrare in altre regioni per tre anni.
È possibile, la prossima volta, non incappare più in questa criticità?
Basterebbe prevedere concorsi su base regionale, con posti a concorso solo per le sedi effettivamente scoperte.
Come già avviene a Trento.
Quindi, concorsi su piattaforme nazionali ma organizzati su base regionale sui posti liberi.
In Veneto, ad esempio, le sedi scoperte sono 300 circa, i vincitori sono 133, ma i posti individuati dal Miur sono 264, ora coperti con altri DS provenienti da altre regioni.
Vedremo ora l’effettiva articolazione, che avverrà con una sorta di assegnazione d’ufficio, tenuto conto dei vari desiderata.
Tutti i posti saranno dunque coperti?
Dipende anzitutto da quanti sono i riservisti, i cui posti andranno in reggenza, perché credo sia giusto che il diritto venga rispettato e le loro istanze rigettate, per non creare altre ingiustizie.
Quindi, ancora reggenze, che andranno a sommarsi alle sedi scoperte delle scuole sottodimensionate.
Al via, dunque, si parte cioè con l’assegnazione dei nuovi presidi alle scuole.
Una assegnazione che ripropone, per i presidi, quella chiamata diretta cancellata per i docenti. Sperando di mettere la persona giusta al posto giusto.
Ciò che è negato per gli uni, viene poi preteso per gli altri.
Misteri della politica italiana.

Per il TAR Lazio i contenziosi sulla mobilità spettano al giudice del lavoro

da Orizzontescuola

di Avv. Marco Barone

Con la Sentenza del 24 luglio 2019 il TAR Lazio interviene su una questione che vede gli orientamenti giostrare tra di loro.

Ora è competenza del giudice ordinario, ora è competenza della giustizia amministrativa. Una questione per quanto “tecnica” che in realtà interessa tutti i docenti che sono costretti ad impugnare gli atti sulla mobilità quando ravvisano delle ingiustizie ed illegittimità. Ed i contenziosi in materia sono tanti.

Il caso di specie riguarda un contenzioso sulla mobilità, viene impugnato il provvedimento di assegnazione di ufficio della sede definitiva nonché l’ordinanza ministeriale dell’8 agosto 2018, avente ad oggetto la disciplina del personale docente educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2016-2017 della sede di ufficio, contestandone la legittimità per violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili. La ricorrente in questione contestava soprattutto che avendo conseguito l’assunzione con la stipula del contratto a tempo indeterminato nelle fasi 0 e A del piano straordinario di assunzioni di cui alla legge n. 107 del 2015 avrebbe dovuto essere assegnata con precedenza rispetto ai docenti assunti nel 2015/2016 (fasi B e C), a quelli assunti dalle graduatorie di merito (fase B3) ed a quelli assunti dalle GAE (fase C).

Quando ci si rivolge al giudice amministrativo e a quello ordinario?

In via generale il Collegio sottolinea che in materia di lavoro pubblico privatizzato, quale è quello dei docenti di scuola secondaria, il titolare del diritto soggettivo che risenta degli effetti di un atto amministrativo, non può scegliere, per la tutela del diritto, di rivolgersi al giudice amministrativo per l’annullamento dell’atto, oppure al giudice ordinario per la tutela del rapporto di lavoro previa disapplicazione dell’atto presupposto, atteso che, in tutti i casi nei quali vengono in considerazione atti amministrativi presupposti – ove si agisca a tutela delle posizioni di diritto soggettivo in materia di lavoro pubblico – è consentita esclusivamente l’instaurazione del giudizio ordinario, nel quale la tutela è pienamente assicurata dalla disapplicazione dell’atto e dagli ampi poteri riconosciuti al giudice ordinario dal comma 2 dell’art. 63 d. lgs. n. 165 del 2001 (Cass. sez. un., 05/06/2006, n.13169).

Il rapporto di lavoro dei docenti della scuola rientra nella giurisdizione del giudice del Lavoro

Per quanto concerne il rapporto di lavoro dei docenti di scuola secondaria, esso, quale che sia il tipo di atto impugnato, rientra nella giurisdizione esclusiva del G.O. risultando irrilevante, al fine del riparto giurisdizionale, la distinzione tra atti autoritativi-discrezionali e atti paritetici, e con eccezione per le sole procedure concorsuali, che sono devolute alla giurisdizione esclusiva del G.A. (T.A.R. Marche, sez. I, 09/11/2012, n.727).

Sulla mobilità la competenza non è della giustizia amministrativa
Più in particolare per quanto riguarda la procedura di mobilità la Sezione con la recente sentenza n.9476/2019 ha affermato che “Occorre considerare che la procedura in questione costituisce una procedura di mobilità interna a tutti gli effetti, con la conseguente applicazione della riserva di disciplina alla contrattazione collettiva nei limiti previsti dall’ordinamento giuridico ai sensi dell’art. 40 del d.lgs. n. 165 del 2001, il quale precisa che “Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilita’, la contrattazione collettiva e’ consentita nei limiti previsti dalle norme di legge”. (…) La conclusione alla quale perviene è rappresentata dalla natura privata del procedimento di mobilità che non consente di configurare in astratto interessi legittimi, situazioni giuridiche soggettive concepibili solo in correlazione con l’attività autoritativa dell’amministrazione che costituisce il presupposto costituzionalmente obbligato perché una controversia sia attribuita ai sensi dell’art. 103 Cost. alla giurisdizione del giudice amministrativo.

Le controversie in materia di personale AFAM appartengono al giudice ordinario

Ad analoga conclusione è pervenuta la giurisprudenza di legittimità anche con riferimento al personale Afam (Cass. 26 giugno 2019, n. 17140), precisando che “Le controversie in materia di mobilità del personale degli istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale (AFAM) appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, in quanto la l. n. 508 del 1999, pur inquadrando i predetti istituti tra le istituzioni di alta cultura riconosciute dall’art. 33 Cost. e garantendone l’autonomia statutaria e organizzativa, e pur avendo regolato il conferimento degli incarichi di insegnamento secondo modalità diverse sia da quelle previste per gli insegnanti di scuola primaria e secondaria, sia da quelle proprie dei professori universitari, ha nondimeno affidato alla contrattazione collettiva, nell’ambito di un apposito comparto, la disciplina del rapporto di lavoro di tale categoria di dipendenti, inclusi i criteri di distribuzione del personale e la mobilità interna. Il caso di specie non si sottrae al principio affermato dalla Corte di Cassazione.

La mobilità non ha carattere concorsuale

Si precisa ancora in punto di giurisdizione che la procedura in oggetto non ha carattere concorsuale, alla luce del costante orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass. 26270/2016) secondo cui l’art. 63, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001, si interpreta, alla stregua dei principi enucleati, ex art. 97 Cost., dal giudice delle leggi, nel senso che per “procedure concorsuali di assunzione”, ascritte al diritto pubblico ed all’attività autoritativa dell’amministrazione, si intendono non soltanto quelle preordinate alla costituzione “ex novo” dei rapporti di lavoro (come le procedure aperte a candidati esterni, ancorché vi partecipino soggetti già dipendenti pubblici), ma anche i procedimenti concorsuali interni, destinati, cioè, a consentire l’inquadramento dei dipendenti in aree funzionali o categorie più elevate, con novazione oggettiva dei rapporti di lavoro.

Crisi di Governo, rischio concorsi a cattedra, nome precari e aumenti stipendiali

da Orizzontescuola

di Anselmo Penna

Crisi di Governo, conferme dal mondo della politica con Salvini che parrebbe intenzionato a staccare la spina al Governo: salvo bluff.

La situazione politica

Il Leader della Lega ieri ha detto la sua in modo chiaro  “Si è rotto il rapporto di fiducia. Non ci sono più le condizioni per andare avanti, col voto sulla Tav abbiamo preso atto che non è più possibile fare le riforme”.

La Tav è stata  una delle tante inconciliabilità tra i due partiti di maggioranza. Tra i punti caldi anche la scuola che, ricordiamo, ha visto acuirsi lo scontro sul cosiddetto Salva-precari.

Da un lato la Lega che spinge per dei provvedimenti che consentano ai docenti con 36 mesi di servizio di accedere ad un corso di abilitazione e un concorso straordinario senza selezione e dall’altro, il Movimento 5 Stelle che vuole un test selettivo ai PAS e un concorso più selettivo.

Patto sindacati e Governo

Ricordiamo che l’11 giugno sindacati della scuola e Governo (Conte presente) hanno sottoscritto un accordo che contiene diversi punti.

Oltre alla questione precariato, nell’accordo sono inclusi altri importanti punti:

  • esclusione della scuola dalla regionalizzazione, punto che è stato al centro di forte scontro all’interno del Governo e che ha visto un ridimensionamento delle richieste di Lombardia e Veneto appoggiate dalla Lega grazie allo stop del Movimento 5 Stelle. Riforma messa al momento in stand by
  • aumenti stipendiali con lo scopo di elevare il prestigio sociale degli insegnanti e portare gli stipendi a livello di quelli europei
  • valorizzazione del personale ATA e problematiche dei DSGA facente funzione

Rischio accordo e concorsi a cattedra

La questione del precariato con avvio PAS e concorso riservato ha visto una parziale conclusione questa settimana con un decreto accolto “salvo intese” da parte del Consiglio dei Ministri.

Un “salvo intese” che prevede un ulteriore confronto tra le due forze politiche che potrebbe comportare modifiche al testo. Di fatto, al momento, non esiste un decreto emanato, di conseguenza una crisi di Governo farebbe perdere il lavoro effettuato in questi mesi di intenso confronto tra mondo del precariato, sindacati e forse politiche.

A rischio, ovviamente, anche le problematiche relative agli ATA, per i quali non esiste allo stato attuale nessuna proposta concreta, e DSGA per i quali esiste soltanto un progetto di proposta di intervento.

Rischio anche per i concorsi a cattedra preventivati per il 2019. Non soltanto il concorso straordinario, ma anche quelli ordinari a partire da infanzia-primaria e secondaria di I e II grado.

Concorso più volte annunciati e che sono stati rimandati a dopo l’estate, entro il 2019. Il problema è che se crisi sarà, in autunno andremo verso le elezioni con un governo in dismissione che difficilmente avrà l’interesse ad avviare le procedure concorsuali.

Concorso Dirigenti, numerosi vincitori assegnati a prima regione scelta ma si arriva anche alla quattordicesima

da Orizzontescuola

di redazione

Concorso Dirigenti Scolastici: su 1.984 posti assegnati per l’a.s. 2019/20, 408 sono i vincitori destinati alla seconda o terza regione scelta nell’elenco delle preferenze indicate entro il 4 agosto tramite Istanze online.

Dei 1.984 vincitori assegnati – comunica infatti il Miur –  1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza.

Naturalmente questo non vuol dire che non ci saranno disagi pur all’interno della regione scelta, molto dipende ovviamente da situazioni personali.

Va detto che al di là di questo gruppo, c’è anche quello per il quale la regione assegnata è dalla 4 alla 14.

I vincitori sono stati assegnati alle Regioni sulla base dell’ordine di graduatoria e delle preferenze espresse, nel limite dei posti vacanti e disponibili in ciascun Ufficio Scolastico Regionale per l’anno scolastico 2019/2020.

Assegnata la regione, i neo dirigenti attendono adesso l’assegnazione della sede (scuola).

I criteri proposti dal Miur per l’assegnazione della sede sono i seguenti:

  • posizione occupata nella graduatoria di merito
  • attitudini e capacità professionali che si possono desumere da esperienze e  competenze pregresse, qualora legate all’incarico dirigenziale.

Nelle operazioni di assegnazione della sede i direttori degli Uffici Scolastici Regionali devono tener conto delle precedenze previste dalla legge 104/92, quindi si atterranno a quanto previsto dagli articoli 21 e 33, commi 5, 6 e 7, della citata legge, in base alla quale i beneficiari dei predetti articoli hanno la precedenza nella scelta della sede.

Tabella assegnazione 

Scarica la graduatoria con le rettifiche

Esonero 120 docenti per scuola digitale, ecco il calendario dei colloqui. Visualizzazione valutazione titoli

da Orizzontescuola

di redazione

Prosegue la procedura che poterà all’esonero di 120 docenti, ai sensi della legge di bilancio 2019, per la costituzione delle “equipe territoriali”, che si occuperanno del Piano Nazionale per la Scuola Digitale.

Cosa faranno

I 120 docenti distaccati si occuperanno di:

  • garantire la diffusione di azioni legate al Piano per la scuola digitale
  • promuovere azioni di formazione del personale docente
  • promuovere azioni di potenziamento delle competenze degli studenti sulle metodologie didattiche innovative.

Colloqui

Presentate le domande, in totale 1.486, e costituita la commissione, gli interessati attendono adesso di svolgere il colloquio.

Il Miur ha pubblicato, in data odierna, un apposito avviso in cui comunica le date in cui si svolgeranno i colloqui:

  • 28, 29, 30 agosto 2019
  • 3 e 4 settembre 2019.

I colloqui si svolgeranno in due sessioni al giorno (la prima con inizio alle ore 10.00, la seconda con inizio alle ore 14.30), presso la sede del Miur, viale Trastevere, n. 76/A, Roma, terzo piano.

I docenti ammessi al colloquio ricevono specifica comunicazione, contenente gli estremi della convocazione, all’indirizzo mail comunicato all’atto della presentazione della candidatura.

Ciascun docente, che abbia validamente presentato la candidatura, potrà verificare l’esito della valutazione dei titoli e delle esperienze, accedendo al portale “Istanze on line”, inserendo le proprie credenziali di accesso e selezionando l’istanza di cui all’avviso in oggetto.

Avviso convocazione colloqui

MOF, economie 2015/16 saranno distribuite alle scuole a settembre

da Orizzontescuola

di redazione

Nella giornata di ieri, abbiamo riferito sull’incontro al Miur relativo al MOF a.s. 2019/20, relativamente al quale l’amministrazione ha illustrato ai sindacati la bozza di Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo.

MOF 2019/20, informativa al Miur: stanziati oltre 800 milioni di euro

Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle economie del 2015/16.

Risorse a.s. 2019/20

Ricordiamo che le risorse destinate alle scuole, per l’a.s. 2019/20, ammontano a euro 800.860.000,00.

Economie 2015/16

Il Miur ha informato che l’Ipotesi di CCNI sulle economie 2015/2016 è stato registrato da IGOP ed è tornato al MIUR il 6 agosto 2019.

Le risorse, relative alla succitate economie e a quelle del 2016/17, saranno distribuite alle scuole nel mese di settembre 2019.