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LA GRANDE INCERTEZZA

LA SCUOLA TRA SOVRANISMI, REGIONALIZZAZIONE E GLOBALIZZAIONE IN UN CONVEGNO INTERNAZIONALE
DI ADI – INDIRE – FONDAZIONE PER LA SCUOLA

BOLOGNA 22-23 FEBBRAIO

Il 22 e 23 febbraio si terrà a Bologna l’evento internazionale più importante sulla scuola nel nostro Paese.  Ogni anno a fine febbraio l’ADI insieme a INDIRE e alla Fondazione per la scuola raccoglie alcune delle scuole più innovative a livello mondiale e gli esperti internazionali più qualificati a discutere di un tema che si pone fra quelli più rilevanti.

Quest’anno il titolo del meeting è “LA GRANDE INCERTEZZA. Insegnanti alla ricerca di valori fra competenze globali e identità nazionali”.

Stiamo vivendo una fase cruciale della nostra storia: ovunque si stanno imponendo visioni sovraniste, si stanno alzando muri nel tentativo di restringere il flusso delle idee, delle merci e delle persone sia via terra, via mare che nel cyberspace. Tutte le nostre vecchie storie stanno andando in frantumi e nessuna nuova narrazione è finora emersa per prenderne il posto.

La scuola si dibatte in questa nuova realtà come e più delle altre istituzioni, anche se poco se ne parla, e quando lo si fa è solo per evocare un ritorno all’antico.

Domina la paura dell’incerto e dell’ignoto, ci si oppone a visioni globali e insieme si combatte la regionalizzazione, quando invece dovremmo costruire una nuova narrazione glocale – globale e locale – per ridare slancio, respiro e insieme concretezza all’educazione. 

Il seminario offrirà un ventaglio ricchissimo di posizioni. Saranno presenti scuole della Finlandia, Svezia, Spagna, Inghilterra e persino Cambogia, un istituto che prepara i nuovi leader in un Paese in cui l’età media della popolazione è di 30 anni!  E ancora gli studenti del prof. Paschetto, candidato al Global Teacher Prize 2019.

Ci proporranno nuove visioni dell’educazione il Direttore generale dell’OCSE, Andreas Schleicher, due grandi sociologi, François Dubet e Alessandro Cavalli, uno dei responsabili per l’agenda 2030 sulla sostenibilità in Italia, Donato Speroni, un teologo inglese che affronterà la dimensione religiosa nelle sfide dell’educazione globale e molti altri. Uno squarcio su ciò che la scuola potrebbe diventare offerto ai 500 insegnanti e dirigenti scolastici che il 22 e 23 si incontreranno a Bologna.

Dopo inchiesta L’Espresso

Governo =On. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana-Leu):Come potrà lo Stato vincere lotta contro i ‘furbetti’ quando per primi lo sono i ministri? Dopo inchiesta L’Espresso su Bussetti, Palazzo Chigi prenda provvedimenti. Il caso arriverà in Parlamento****“

Come potrà mai lo Stato italiano condurre una lotta efficace e vincente contro i furbetti che albergano nelle pubbliche amministrazioni, quando per primi addirittura fanno i ‘furbetti’ i ministri della Repubblica?La vicenda un po’ penosa e  imbarazzante del fiume di viaggi in missione ministeriale verso  casa del titolare dell’Istruzione rivelata dall’inchiesta del settimanale L’Espresso fa venire rabbia e tristezza.
Per non parlare della corte, come rivela l’inchiesta giornalistica – che circonda il titolare di Viale Trastevere“Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi eUguali.“Il Presidente del Consiglio dei ministri – prosegue il leader di SI – dovrà venire in Parlamento a spiegarci quale cambiamento intende apportare per evitare in futuro questi ripetuti episodi di malcostume, che gettano discredito sulle Istituzioni.”E francamente il silenzio imbarazzato su quanto accade in Viale Trastevere da parte dei vestali dell’anticasta ovvero i M5S – conclude Fratoianni – fa davvero pensare sul loro impegno per la sobrietà e per il cambiamento…”

Appello contro la regionalizzazione del sistema di istruzione

Promotori:

Sindacati: Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Gilda Unams, SNALS Confsal, Cobas, Unicobas Scuola e Università.

Associazioni: Associazione Nazionale Scuola per la Repubblica, AIMC, CIDI, MCE, UCIIM, IRASE, IRSEF IRFED, Proteo Fare Sapere, Associazione Docenti Art. 33, CESP, Associazione Unicorno-L’altra Scuola, Link, Lip scuola, Manifesto dei 500, Rete degli studenti medi, Rete della conoscenza, Unione degli Studenti, Uds, Udu.

REGIONALIZZAZIONE

REGIONALIZZAZIONE, DI MEGLIO: TUTTO SBAGLIATO NEL METODO E NEL MERITO
“Tutto sbagliato, nel metodo e nel merito: invece di accelerare, ignorando le tante voci e ragioni del dissenso, il governo freni questa corsa verso la spaccatura del Paese”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, dopo la riunione del Consiglio dei Ministri che ieri sera ha avviato il percorso delle intese con Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna sull’autonomia differenziata, concludendo la parte tecnica dell’elaborazione dei testi.  
“La regionalizzazione del sistema dell’istruzione è una questione estremamente delicata e non può essere affrontata con semplici accordi tra Stato e Regioni che poi vengono votati a scatola chiusa dal Parlamento e diventano legge. Un processo di trasformazione di tale portata – afferma Di Meglio – deve passare attraverso un confronto aperto e coinvolgere tutti i soggetti interessati. Finora le procedure sono state coperte da un incomprensibile clima di riservatezza che mal si concilia con l’identità di patrimonio collettivo che caratterizza la nostra scuola pubblica”.
Entrando, poi, nel merito dei testi delle intese esaminate ieri in CdM, il coordinatore nazionale della Gilda esprime forte preoccupazione e sottolinea che “l’istruzione, in particolare modo quella della scuola dell’obbligo, è un diritto fondamentale che va garantito in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Dalle Alpi alla Sicilia, tutte le cittadine e tutti i cittadini devono poter godere degli stessi diritti di cittadinanza e delle stesse pari opportunità di formazione. Una condizione che la regionalizzazione, così come è stata concepita, – conclude Di Meglio – mette a repentaglio, rischiando di creare un’Italia di serie A e un’Italia di serie B”.

Autonomia differenziata: il Governo si fermi

Autonomia differenziata: il Governo si fermi. In caso contrario sarà lotta dura contro lo scempio dei diritti che si sta preparando

La FLC CGIL  è pronta ad ogni forma democratica di lotta, a partire da azioni possibilmente unitarie di sciopero su tutto il territorio nazionale, contro lo scempio dei diritti che si sta preparando in materia di Istruzione.

Il Governo risponda innanzitutto alle richieste di incontro che abbiamo unitariamente avanzato e spieghi, alla luce del sole, cosa sta combinando con il cosiddetto progetto di autonomia differenziata.

Non è più sopportabile questo modo di procedere opaco, che si basa su annunci e dichiarazioni di stampa o su bozze di progetti fatti circolare per vedere l’effetto che fanno. Un modo di governare e di tenere il rapporto con i cittadini antidemocratico, autoritario, non trasparente e non rispettoso dell’intelligenza degli italiani.

Se sono vere le cose che si fanno circolare sulla regionalizzazione dell’istruzione, dei contratti collettivi di lavoro, della mobilità, dei concorsi, dei ruoli e degli stipendi del personale con conseguente negazione dell’universalità del diritto all’istruzione, la parola non può che passare alla mobilitazione e ad ogni forma democratica di lotta per fermare questa deriva autoritaria, negatrice dei diritti della persona e disgregatrice dell’unità nazionale.

No alla Secessione scolastica

Da Nord a Sud stessi diritti, stessa istruzione. No alla Secessione scolastica

“Da Nord a Sud stesso diritto stessa istruzione. La scuola dice no alla regionalizzazione”. Con questo slogan USB Scuola scenderà in piazza il 15 Febbraio per un presidio a Montecitorio, per dire con chiarezza il proprio No alla regionalizzazione del sistema pubblico di istruzione statale. 
USB Scuola denuncia un progetto di separazione, il cui vero scopo è mantenere il gettito fiscale all’interno delle regioni del Nord in assoluta violazione del principio di redistribuzione, ma la cui fonte è in buona parte costituita dai docenti “poco impegnati del Sud”, come direbbe il Ministro Bussetti, pronti a trasferirsi al Nord per consentire alla scuola di funzionare. 
La regionalizzazione della scuola potrebbe determinare il passaggio del personale neoassunto in capo alla Regione, creando un sistema a due velocità, con un pezzo di Italia che proverà a legare la scuola alle logiche europee del mercato e dell’impresa, in cambio di aumenti stipendiali (da quantificare) per pochi.
Riteniamo inoltre che la regionalizzazione aprirà la strada ad una maggiore presenza dei privati nella scuola, come è accaduto con la sanità, da tempo in grossa parte in capo alle regioni, con tutti gli scandali e la corruzione che ne sono conseguiti.
Per questo il 15 febbraio saremo in piazza a Roma contro la regionalizzazione e lo smantellamento del sistema scolastico nazionale e continueremo anche successivamente le mobilitazioni.

Sciopero 27 febbraio 2019

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Ufficio di Gabinetto

Ai Titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Loro Sedi 
E, p.c. Alla  Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
segreteria@cgsse.it

Nota 13 febbraio 2019, AOOUFGAB 4722

Oggetto: Comparto Istruzione e Ricerca. Proclamazione sciopero 27 febbraio 2019. 

Si comunica che il sindacato Unicobas Scuola e Università ha proclamato “lo sciopero dell’intera giornata per la scuola e per l’università per tutto il personale docente ed ata, di ruolo e non, per mercoledì 27 febbraio 2019”, “esentando dallo stesso sciopero i lavoratori DSGA facenti funzione”. Alla suddetta azione di sciopero e con le stesse modalità,  ha aderito l’Associazione Anief.

Poiché l’azione di sciopero in questione interessa il servizio pubblico essenziale “istruzione”, di cui all’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modifiche ed integrazioni  e alle norme pattizie definite  ai sensi dell’art. 2 della legge medesima, il diritto di sciopero va esercitato in osservanza delle regole e delle procedure  fissate dalla citata normativa.

Affinché siano assicurate le prestazioni  relative alla garanzia dei servizi pubblici essenziali così come individuati dalla normativa citata, le SS.LL., ai sensi dell’art. 2, comma 6, della legge suindicata sono invitate ad attivare, con la massima urgenza, la procedura relativa alla comunicazione dello sciopero alle istituzioni scolastiche e, per loro mezzo, alle famiglie e agli alunni.

Si ricorda inoltre, ai sensi dell’art. 5, che le amministrazioni “sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione”.

Dette informazioni dovranno essere acquisite attraverso il portale SIDI, sotto il menù “I tuoi servizi”,  nell’area “Rilevazioni”, accedendo all’apposito link “Rilevazione scioperi” e compilando tutti i campi della sezione con i seguenti dati:

  • il numero dei lavoratori dipendenti in servizio;
  • il numero dei dipendenti aderenti allo sciopero anche se pari a zero;
  • il numero dei dipendenti assenti per altri motivi;
  • l’ammontare delle retribuzioni trattenute.

Al termine della rilevazione, come di consueto,  sarà cura di questo Ufficio rendere noti i dati complessivi di adesione trasferendoli sull’applicativo  Gepas del Dipartimento Funzione Pubblica e pubblicandoli nella sezione “Applicazione Legge 146/90 e s.m.i.” del sito Web del Ministero raggiungibile all’indirizzo http://www.miur.gov.it/web/guest/applicazione-legge-146/90-e-s.m.i. Nella stessa sezione verrà pubblicata la presente nota ed ogni altra eventuale notizia riguardante il presente sciopero, compresi i dati di adesione.

Analogamente, al fine di garantire la più ampia applicazione dell’indicazione di cui all’art.5 citato, i Dirigenti scolastici valuteranno l’opportunità di rendere noti i dati di adesione allo sciopero relativi all’istituzione scolastica di competenza.

Nel confidare nel consueto tempestivo adempimento di tutti i soggetti ai vari livelli coinvolti , si ringrazia per la collaborazione

IL DIRIGENTE
Rocco Pinneri

Espressioni non degne di un Ministro della Repubblica

L’ANDIS reagisce alle offese di Bussetti: espressioni non degne di un Ministro della Repubblica

L’ANDIS esprime profonda indignazione per le affermazioni inqualificabili del Ministro Bussetti, che offendono la sensibilità di migliaia di operatori della scuola impegnati tutti i giorni a promuovere, pur tra mille difficoltà, il successo scolastico dei loro studenti.
Si colgono nelle dichiarazioni del Ministro toni di disprezzo e di malcelato pregiudizio per la qualità dell’azione educativa messa in campo nelle scuole del Sud.
Parole che non ci saremmo mai aspettati da un Ministro dell’Istruzione.
La scuola italiana ha bisogno di risorse e strumenti mirati per affrontare le difficoltà e sostenere i processi di miglioramento. Bussetti dovrebbe considerare quanto sia più difficile l’azione delle scuole in aree geografiche da troppo tempo cancellate dall’agenda politica dei vari Governi.
Nel ruolo che riveste da quasi un anno il Ministro dovrebbe sapere che i dati relativi alla dispersione scolastica ed ai risultati di apprendimento vanno messi in correlazione con le condizioni di svantaggio culturale e di deprivazione economico-sociale.
Dovrebbe ricordare che al Sud mancano gli asili nido e i servizi educativi, non viene garantito il tempo pieno, le strutture cadono a pezzi, il 50% delle famiglie vive in condizione di povertà, gli enti locali non sono sempre nella possibilità di offrire adeguati supporti alle scuole.
Le bacchettate gratuite di Bussetti possono anche ferire la sensibilità di dirigenti e docenti, ma non riusciranno mai ad intaccarne la dignità e il senso del dovere, che accomuna tutti coloro che all’ombra di tanti riflettori si adoperano nell’azione educativa indipendentemente dal luogo di nascita o dal luogo in cui prestano servizio.
L’ANDIS ritiene che l’azione del Ministro debba piuttosto adoperarsi, con maggior “lavoro, impegno e sacrificio”, a rimuovere gli ostacoli che impediscono una condizione di pari opportunità per tutte le alunne e gli alunni del nostro Paese.

La secessione è già cominciata con gli attacchi alla scuola del Sud

Verga (Uil Scuola): “Le parole del Ministro Bussetti confermano quello che noi sosteniamo da tempo: la secessione è già cominciata con gli attacchi alla scuola del Sud”

BARI – “Le dichiarazioni del Ministro Bussetti sono inaccettabili, oltre che insultanti nei confronti di un’intera categoria, quella dei lavoratori della scuola e in particolare dei lavoratori del sistema scuola meridionale. Quanto sostenuto da Bussetti è un misto di luoghi comuni triti e ritriti in politica sui ‘terroni’ sfaticati e fannulloni che ormai non fanno neanche più ridere, sicuramente non degni di un Ministro dell’Istruzione della Repubblica”.
Va giù duro Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia, che ribatte. “Al Sud servono investimenti e risorse, al contrario di quanto dice il Ministro. Proprio la carenza di risorse ha causato un clamoroso e confermato deficit di centinaia di unità negli organici scolastici pugliesi, che mette ogni anno a repentaglio il regolare svolgimento dell’anno scolastico, finora garantito proprio grazie all’impegno e al sacrificio ‘forte’ dei lavoratori e dei precari, oltre all’offerta formativa e la lotta alla dispersione scolastica, piaga in continua evoluzione in Puglia e nel Mezzogiorno in generale”.
“Sono, purtroppo – dichiara infine Verga – gli effetti di ciò che la Uil denuncia da tempo rispetto all’autonomia differenziata, che sta passando fin troppo in sordina. Forse il Ministro non si è accorto delle migliaia di lavoratori della scuola che oggi si sono spostati dalle regioni del Sud per manifestare contro la legge di bilancio che, come noto, non prevede risorse per il rinnovo del contratto. I lavoratori della scuola, sia del meridionali che settentrionali, sono i più sottopagati d’Europa. Bussetti la smetta di parlare per slogan e studi, studi i numeri, la matematica che continua a penalizzare la scuola meridionale. E ponga rimedio, facendosi valere in quello che avevano annunciato come Governo del cambiamento. Riteniamo, a questo punto, che ci sono gli estremi per le dimissioni del Ministro e del suo Sottosegretario Salvatore Giuliano, il quale, da meridionale e da pugliese, preferisce assistere inerme all’umiliazione pubblica della ‘sua’ scuola piuttosto che contraddire la linea del Governo, proprio come un politicante di lungo corso”.

Il ministro Bussetti ci spiega l’autonomia differenziata

Il ministro Bussetti ci spiega l’autonomia differenziata. Piazza San Giovanni ha già detto no

Roma, 9 febbraio – Il ministro Bussetti, nel corso di una visita presso le scuole di Afragola e Caivano, alla domanda di un cronista di un’emittente tv locale se servissero più fondi al Sud per recuperare il gap con le
scuole del Nord, ha risposto: “No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole”.

Non più fondi quindi ma “impegno, lavoro e sacrificio”.

Le parole sono chiare e nette ed evidenziano un’idea del Mezzogiorno da un lato sbagliata e caricaturale, ma dall’altro, segnalano il tentativo finalmente scoperto, di dare corpo, senso e concretezza a quel progetto di regionalismo differenziato che tante sciagure porterà all’Italia intera, non solo alle regioni meridionali. A quel progetto di secessione dei ricchi che non serve a risolvere i problemi delle scuole del nord, ma aggrava le difficoltà delle scuole del mezzogiorno, rompe l’unità del sistema di istruzione e introduce vere e proprie gabbie salariali, la piazza di San Giovanni oggi ha detto no.

Perché di altro ha bisogno il sistema italiano dell’istruzione e della ricerca, e lo abbiamo ribadito con forza nella piattaforma di Cgil, Cisl e Uil e in piazza. Ed è solo il primo passo. Se il Governo andrà avanti deve sapere che la mobilitazione crescerà fino allo sciopero generale.

L’istruzione al sud ha bisogno di maggiori
risorse, dalle materne, alle università, alle accademie di alta formazione, perché il tempo pieno non si fa col volontarismo, né il gap tra gli atenei si risolve con l’impegno dei singoli. L’istruzione e la
ricerca al Sud, ma anche al Nord, hanno bisogno di stabilizzare tutti i precari, perché su di essi grava un lavoro già oneroso, e lo Stato non può permettersi il lusso di lavoratrici e lavoratori sotto pagati,
maltrattati, e vilipesi nella loro straordinaria dignità professionale.

Altro che Sud che “deve impegnarsi forte”. E’ questo Governo che deve dare manifestazione di maggiore impegno per i nostri settori. A cominciare dallo stanziare risorse per il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Su questo attendiamo risposte dal Ministro e non propaganda.

Dal ‘ministro dell’Istruzione Leghista’ il solito pregiudizio antimeridionale

Scuola – Sud = On. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana – Leu):

Dal ‘ministro dell’Istruzione Leghista’ il solito pregiudizio antimeridionale.
Governo dovrà spiegare in Parlamento queste parole inaccettabili


“Bussetti, ministro dell’Istruzione Leghista, a precisa domanda su cosa serva alle scuole del Sud per recuperare il gap da quelle del nord, dice: “Impegno, sacrificio, ancora impegno”. Con quell’espressione ultimativa di chi è proprio convinto, quindi, che le persone a cui si riferisce non abbiano mai fatto sacrifici e non si siano impegnati abbastanza. E’ il solito, vecchio e stanco pregiudizio antimeridionalista di questi signori che potranno pure cambiare nome e mettersi
il vestito buono, ma rimangono sempre quelli che insultavano i meridionali anzi i terroni”

Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali.
“E però, glielo diciamo noi a Bussetti – prosegue il leader di SI – cosa serve, per iniziare, alle scuole del Mezzogiorno, visto che non lo sa: investimenti strutturali ad esempio più risorse, nuovi organici per evitare le classi pollaio.”

“Forza Ministro dell’Istruzione Leghista e non dell’intero Paese, si impegni, lavori, si sacrifichi.
In attesa che questo avvenga – conclude Fratoianni – pensiamo che il governo dovrà venire in Parlamento a spiegare queste sue avventate e inaccettabili parole”

Lo rende noto l’ufficio stampa di Sinistra Italiana -Leu
Roma, 9 febbraio 2019 ore 14.45


++ Scuola – Governo= On. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana-Leu):
Bussetti contro il Sud travolto dall’indignazione. Rimetta il mandato di ministro della Repubblica italiana ++


“Per fortuna le parole del ministro dell’Istruzione leghista contro il Sud stanno facendo reagire insegnanti, presidi, studenti, sindaci, sindacati, partiti di opposizione e di maggioranza. Una vera e propria bufera di indignazione lo sta travolgendo.
Penso che a questo punto, il titolare di Viale Trastevere debba rassegnare le dimissioni da ministro della Repubblica italiana”
Lo scrive su twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali.

Lo rende noto l’ufficio stampa di SI-Leu
Roma, 9 febbraio 2019 ore 17

Dichiarazioni del Ministro

Hanno destato scalpore le dichiarazioni del Ministro pronunciate durante la visita in una scuola di Afragola. «Vi dovete impegnare forte, lavoro, sacrificio, impegno, lavoro e sacrificio» Il contenuto, a nostro parere ha implicitamente suggerito che chi lavora nella scuola, nel mezzogiorno, non compie fino in fondo il proprio dovere. Nello stesso tempo il  tono, un po’ di sfida, un po’ di sufficienza, un po’ di chi sa di dover redarguire quelli che in passato sono stati definiti “i fannulloni del pubblico impiego”, non è stato dei più felici. 

La nostra Associazione ha iscritti provenienti da tutta Italia, iscritti che credono nella scuola pubblica, che vorrebbero veder trattata con la dignità che merita, quella che si riserva ad un asse portante in una Nazione progredita. L’Italia è agli ultlmissimi posti in Europa in quanto a spese per l’Istruzione e il meridione è quello che ne risente di più. I dirigenti scolastici tutti, di più quelli del sud, hanno a che fare con strutture fatiscenti, con certificazioni inesistenti, con enti locali ignoranti le esigenze della formazione e si ritrovano, con anche i docenti spesso, a sobbarcarsi problematiche non proprie, a sopperire con la passione e con il senso del dovere, alle mancanze altrui. Il sud, la scuola del sud, pur consapevole che i problemi ci sono, ha anche a che fare con tassi di dispersione elevatissimi, che ovviamente le poche risorse e la buona volontà degli operatori scolastici non compensano, dato il contesto, e il tessuto sociale negativo di alcuni territori. Tutto questo non si combatte solo con l’aumento di fondi, ma lo si fa con normative adeguate, con la semplificazione amministrativa, mettendo noi dirigenti in condizione di esercitare veramente le nostre prerogative, che spesso si scontrano con sovrapposizioni di competenze e con leggi (vedi la 104/92) di cui molti, con la compiacenza di certa politica, si sono approfittati in questi anni. La nostra associazione, SOLO DIRIGENTI, rappresenta centinaia di dirigenti scolastici che lavorano, al sud come al nord e al centro, anche 12 ore al giorno e non ci vediamo rappresentati dalle Sue dichiarazioni. Ribadiamo anche in questa occasione la nostra disponibilità alla collaborazione, in direzione di una scuola (tutta) che possa essere degnamente competitiva con quelle del resto d’Europa.

GRAVI LE AFFERMAZIONI DI BUSSETTI SU GAP NORD-SUD

SCUOLA, GRANATO (M5S): GRAVI LE AFFERMAZIONI DI BUSSETTI SU GAP NORD-SUD

“Il ministro Bussetti in questo video invita le scuole del Sud a impegnarsi di più per recuperare il gap con quelle del nord. Secondo lui non servono altro che impegno, lavoro e sacrificio per raggiungere l’obiettivo.
Al ministro vorrei rispondere da insegnante del Sud prima ancora che da portavoce del Movimento 5 Stelle.”, lo scrive su FB la senatrice Bianca Laura Granato, capogruppo in Commissione Cultura.

“Caro ministro, la sensibilità tra Lega e Movimento 5 Stelle rispetto alla geografia italiana è nota, ma liquidare il grave problema del divario tra scuole del Nord e scuole del Sud con un presunto atteggiamento da lavativi dei docenti meridionali è scorretto oltre che grave”, prosegue.

“Proprio perché viviamo e lavoriamo ogni giorno in situazioni sociali ed economiche di deprivazione il nostro impegno e quello dei nostri alunni è maggiore rispetto a quello di chi si trova in situazioni di apprendimento facilitate. Il gap tra scuole del Nord e del Sud nel nostro Paese non può essere delegato a docenti e studenti, ma deve essere preso in carico dalla politica.
Perché politica è la responsabilità di una situazione di sperequazione tra cittadini italiani il cui diritto allo studio è garantito dalla nostra Costituzione, che lei come ministro è tenuto ad applicare”, conclude.

A BUSSETTI: BASTA STEREOTIPI, NELLE SCUOLE DEL SUD SI LAVORA TANTO

GILDA A BUSSETTI: BASTA STEREOTIPI, NELLE SCUOLE DEL SUD SI LAVORA TANTO

“Le affermazioni del ministro Bussetti ci stupiscono e amareggiano e le riteniamo gravi e offensive nei confronti dei docenti e di tutto il sistema scolastico del Sud”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta le dichiarazioni rese dal titolare di viale Trastevere ai microfoni di NanoTv in occasione della sua visita in una scuola di Afragola, in provincia di Napoli.

“Quando, rispondendo alla domanda di un giornalista, afferma che per colmare il gap tra le scuole del Nord e quelle del Sud non occorrono più risorse economiche ma maggiore impegno, lavoro e sacrificio, Bussetti utilizza i soliti stereotipi e luoghi comuni sul Sud fannullone. A tale proposito – sottolinea Di Meglio – giova ricordare al ministro che il 40% degli insegnanti in servizio al Nord proviene dalle regioni meridionali, a dimostrazione che la nostra non è di certo una categoria professionale di nullafacenti”.

“l’Italia sta attraversando un momento di oggettiva difficoltà e fomentare nostalgie preunitarie, come sta avvenendo con la riforma dell’autonomia differenziata, nuoce al nostro Paese e un ministro della Repubblica dovrebbe guardarsene bene dal farlo”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda.