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Il governo ritiri le deleghe

Scuola =
On. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana):
Il governo ritiri le deleghe

Una scuola aperta, per tutti e per tutte, che sia inclusiva. L’opposto di quello che e’ la Buona Scuola. E per questo e’ necessario che siano ritirate le deleghe di una legge che ha svilito l’istruzione pubblica, mortificato i docenti, umiliato le famiglie.
Questo chiedono le famiglie e gli esponenti dei 65 movimenti per il sostegno, che sono in questo momento a manifestare davanti a Montecitorio .
Lo afferma Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana parlando con i cronisti a margine della manifestazione

Dal seme, i frutti. Servire la crescita della persona

CdO Opere Educative a convegno, per servire la crescita della persona

“Dal seme, i frutti. Servire la crescita della persona”.
E’ questo il titolo della XVIII edizione del convegno nazionale che le oltre 500 scuole paritarie aderenti alla Compagnia delle Opere Educative, facenti capo a circa 200 enti gestori presenti in  tutta Italia, terranno dal 24 al 26 febbraio 2017 a Pacengo di Lazise (VR) presso l’Hotel Parchi del Garda.

Servire la crescita della persona, è questo il compito arduo e affascinante di ogni educatore, di ogni insegnante. Far crescere quel seme che è già dentro ogni uomo: il seme dello stupore di fronte alla realtà, del desiderio di conoscerla, dell’impeto di portare il proprio contributo perché quello che si incontra possa compiersi per il bene di tutti.
Perché questo accada, occorrono –prima ancora che strutture, riforme e programmi scolastici- adulti che siano educatori aperti e curiosi, che abbiano cura della propria umanità per poter trasmettere ai giovani, in modo interessante e convincente, domande e ipotesi di lavoro.

Il programma dei lavori è stato pensato e strutturato proprio a partire da questa consapevolezza. Per questo, oltre ai numerosi workshop su diversi aspetti che oggi interpellano in modo particolare la responsabilità di chi gestisce scuole (alternanza, comunicazione, innovazione tecnologica, bilancio sociale, welfare aziendale, ruolo dei rettori, dati demografici), si terranno in plenaria alcuni incontri con relatori di grande rilievo.

Nella serata di apertura, dopo un saluto del sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi, interverrà il Costituzionalista Andrea Simoncini sul tema Libertà di educazione e bene comune; nella giornata di sabato si svolgerà, alla mattina, una interessante tavola rotonda dal titolo Far crescere la persona. Il compito della scuola nel cambiamento d’epoca, con la partecipazione di Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Stefano Colli-Lanzi, CEO di Gi Group e Ignacio de los Reyes, Direttore generale Be Education di Madrid, e al pomeriggio un incontro di testimonianze sulla collaborazione tra scuole; l’incontro conclusivo di domenica mattina -Eredi e liberi – La trasmissione della cultura e della tradizione nella scuola di oggi- vedrà la presenza di alcuni ospiti di eccezione, tra cui in particolare François-Xavier Bellamy, docente di Filosofia nei licei di Parigi e autore del libro “I diseredati ovvero l’urgenza di trasmettere” che in Francia sta risvegliando un importante dibattito sull’educazione.

Per far crescere i giovani occorrono adulti desiderosi di imparare. E’ questo, in definitiva, il senso degli incontri previsti al convegno e del lavoro che Compagnia delle Opere Educative, attraverso il confronto e l’aiuto reciproco, offre anche quest’anno a tutti i protagonisti del mondo della scuola, per rilanciare continuamente la responsabilità di persone e opere appassionate alla crescita dei giovani e alla costruzione del bene comune.

Professionalità e contratto per ridare protagonismo al personale ATA

Professionalità e contratto per ridare protagonismo al personale ATA

Il 16 e 17 febbraio la FLC CGIL e l’associazione Proteo Fare Sapere hanno riunito a Roma in un convegno nazionale collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici e DSGA per sottolineare l’importanza del loro lavoro per la funzionalità e la qualità della scuola pubblica. E per mettere a fuoco la funzione delle professionalità ATA nella scuola italiana, in un momento in cui molte sono le difficoltà che questo personale deve affrontare e troppe sono le disfunzioni del sistema nel quale lavorano.

Un confronto a 360 gradi nel quale sono intervenuti docenti universitari che ci hanno aiutato a comprendere le differenze e le continuità tra l’amministrazione dello Stato e l’amministrazione della scuola; sindacalisti che hanno ribadito la necessità di rafforzare il tema del contratto e della contrattazione; rappresentanti del MIUR ai quali abbiamo posto una serie di incalzanti domande sui nodi critici del lavoro ATA; e, naturalmente, lavoratrici e lavoratori della scuola. Sono loro i testimoni attivi di un lavoro complicato da mille incombenze, da mancanza di personale che quando assente non può essere sostituito e dall’idea che il successo formativo di ogni scuola possa fare a meno dei lavoratori ATA.

Sono temi sui quali la FLC CGIL ha raccolto intorno a sé ampi consensi, come dimostra la partecipazione alla petizione #SbloccATA per lo sblocco di organici e supplenze, di cui abbiamo presentato al MIUR le prime 19.763 firme.

Presidio della Rete dei 65 movimenti

Scuola =
On. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana):
Sinistra Italiana aderisce al presidio della Rete dei 65 movimenti
davanti a Montecitorio domani giovedi 23 febbraio 2017
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In questi giorni, le commissioni parlamentari di Camera e Senato stanno discutendo i decreti legislativi previsti dalla Legge 107. Una legge che  e’  riuscita a distruggere la scuola pubblica e statale, a denigrare gli insegnanti mortificati da “presidi-padroni”, ha distrutto la collegialita’ nella scuola, ha tolto dignita’ ai precari, ha cronicizzato la precarieta’ per chi insegna da anni e anni, non crea speranza per il futuro, non garantisce continuita’ scolastica agli alunni.
E’ per questo che Sinistra Italiana aderisce alla manifestazione indetta dalla “Rete dei 65 movimenti” che si svolgera domani giovedi 23 febbraio davanti Montecitorio.
Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana.
Le deleghe scritte – conclude il segretario della sinistra –  senza nessun coinvolgimento di parti sociali, insegnanti, studenti e loro famiglie, rappresentano un’ ulteriore involuzione del sistema istruzione pubblica e statale.

All’ombra del Ministero e dentro l’UNAR

All’ombra del Ministero e dentro l’UNAR

Il punto non è, naturalmente, quello che indicano il Corriere e Repubblica. Non è, cioè, che l’U.n.a.r  (leggasi Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali stretto da un rapporto organico e continuativo con il MIUR) abbia utilizzato fondi pubblici per finanziare club di sesso omo a pagamento. Da tempo, infatti, siamo abituati al fatto che lo Stato utilizza il nostro denaro per finanziare le finalità più dubbie: aborti, “unioni civili”, consiglieri e funzionari nullafacenti delle regioni a statuto speciale, onlus un tanto a migrante, cinematografari le cui pellicole non sono guardate neanche dalle loro madri, mediatori culturali, educatori di strada, quotidiani di partiti estinti, associazioni vegane.   Dunque, tutto a posto: che si finanzino con le tasse del cittadino circoli in cui gli omosessuali si prostituiscono è cosa che, in questa nostra Italia dalla società liquida e dal pensiero debole –  ma dal contributo forte –  può ben starci. Ne abbiamo viste e sentite tante, siamo uomini di mondo.
Ma, come dicevamo, il punto è un altro. Questo U.n.a.r. è uno degli ispiratori (insieme al “Gruppo Nazionale di Lavoro LGBT” cui fanno capo 29 associazioni accomunate dall’ideologia gender) della politica ministeriale che, con particolare intensità dopo il varo della renziana legge 107, si propone di cancellare il principio antropologico della distinzione fra i sessi e quello della famiglia naturale fondata sulla relazione fra uomo e donna, e quindi aperta alla procreazione. Quella politica che si avvale di diverse strategie: interventi di “esperti” che si sovrappongono alle obsolete lezioni di Italiano e Matematica, letture fortemente inquinate, drammatizzazioni  in cui i bambini “giocano” a cambiare sesso, e via proseguendo.
Dunque l’opera di finanziamento di club nei quali gli omosessuali si esibiscono nelle loro performances per il solluchero di spettatori paganti  non è solo un qualcosa che rimane riservato agli affezionati del genere: se così fosse, nulla quaestio. È invece una prassi che, data la cooperazione dell’Ufficio con l’attività educativa della scuola di Stato, proietta un’ombra su tutta intera l’Istituzione.
E non è – sia chiaro – l’avvenuta  giubilazione del responsabile dell’U.n.a.r. (giubilazione che comunque il sottosegretario Boschi ha circondato di cautele e riserve) a sanare la situazione.  Si può ben dubitare, infatti, che le contribuzioni in favore di realtà  quali il circolo gay scoperto dalle “Iene” siano il prodotto della generosità individuale del direttore. E non, piuttosto, il prodotto di un atteggiamento più diffuso nell’U.n.a.r.  e in altri uffici prossimi al Ministero. Tanto da far esclamare ai padri e alle madri (padri e madri, non genitore1 e genitore2) la classica locuzione “in che mani sono i nostri figli!”.
Alfonso Indelicato
Responsabile del Dipartimento Scuola della Lombardia
di FdI – AN

Bullismo dilagante: siamo sicuri che sia solo colpa dei dirigenti scolastici?

BULLISMO DILAGANTE: SIAMO SICURI CHE SIA SOLO COLPA DEI DIRIGENTI SCOLASTICI?

Bullismo dilagante. E’ anche colpa dei presidi. Questo il titolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 17 febbraio 2017 a firma dell’ex Provveditore agli Studi di Bari G. Lacoppola, da cinque anni in pensione, sullo stato dell’arte della scuola italiana. Non se ne comprendono le finalità, se non quella di voler rivendicare un periodo di grande efficentismo della scuola pubblica barese durante il suo interregno, seguito da un lungo periodo di oscurantismo post pensionamento.

Di certo è sembrata una polemica veramente ingenerosa e gratuita, tanto più perché estesa all’intero corpo docente, che all’unisono con la dirigenza scolastica si sobbarca l’estenuante compito di educare e formare le nuove generazioni in un epoca di totale degrado sociale e di dismissione dei propri compiti educativi da parte delle famiglie.

Come spiegare ad una persona in pensione da cinque anni il ginepraio normativo che ha ingabbiato le scuole italiane in una congerie di adempimenti burocratici, ma prive di un’adeguata tecnostruttura per poterli corrispondere: anticorruzione e trasparenza, accesso civico, stipula di contratti pubblici e privati, sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, chiamata diretta dei docenti, bonus premiale (per citarne solo alcuni); a fronte dei quali i dirigenti scolastici sono quotidianamente esposti a pesanti responsabilità amministrativo-contabili, foriere ahimé – e molti colleghi ne fanno quotidianamente le spese – di pesanti sanzioni penali, civili, amministrative e disciplinari.

Veramente curioso e deprimente il pistolotto finale con il quale l’ex Provveditore agli Studi di Bari tira dentro tutti, ma proprio tutti: il sistema delle regole, la famiglia, la società, perfino la chiesa. Il sistema, appunto, con le sue mille contraddizioni, inefficienze, veti sindacali, cavilli normativi, con il quale i dirigenti scolastici convivono ogni giorno.

Bravo dott. Lacoppola: si è fatto una domanda e si è dato anche una risposta, senza nemmeno accorgersene! Purtroppo tardiva. Bastava pensarci un po’ prima, un po’ meglio, con un po’ più di onestà intellettuale e morale. Capire, cioè, che i dirigenti scolastici non sono gli artefici del denunciato degrado, ma l’anello debole di un sistema letteralmente impazzito, che gira all’incontrario, e che fagocita proprio coloro che quotidianamente e per primi sono infangati in trincea e, per di più, puntati dal fuoco amico.

 

Francesco G. Nuzzaci

Segretario DIRIGENTISCUOLA-Puglia

MANIFESTAZIONE A MONTECITORIO

PROGRAMMA MANIFESTAZIONE A MONTECITORIO

Giovedì 23 febbraio dalle 14 alle 19 a Montecitorio ci sarà un presidio, organizzato dalla “Rete del 65 movimenti”, contro i decreti attuativi della legge 107 del 2015, che presto saranno licenziati dal governo Gentiloni.

La rete dei 65 movimenti comprende associazioni per la scuola pubblica e associazioni per la disabilità, docenti, famiglie e Comitati Genitori.

Numerose le adesioni pervenute anche da parte degli studenti (UDS), di  tutti i sindacati di base e di alcuni sindacati confederali.Hanno aderito anche tutte le consulte disabilità dei Municipi di Roma e alcuni partiti nazionali.

Contemporaneamente dalle ore 14:00 alle ore 15:00 ci sarà una conferenza stampa nella sala Nassirya del Senato in cui gli esponenti della rete dichiareranno le istanze dei gruppi.

Il giorno dopo invece dalle ore 8:30 alle ore 14:30 ci sarà un seminario di formazione per docenti sulla delega inclusione, organizzato dalla rete dei 65 movimenti e dall’Associazione Nazionale per la scuola della Repubblica

Numerosi i relatori, numerosi gli interventi, prevista anche una grossa affluenza, nonche’ la presenza di diversi onorevoli, del sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo e di Ferdinando Imposimato giudice onorario della Suprema Corte di Cassazione

La rete dei 65 movimenti.