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Una scuola delle persone. Azione direttiva, corresponsabilità e autonomia

Una scuola delle persone     –    Il Consiglio nazionale di DiSAL a Perugia

 

Si svolgerà a Perugia dal 25 al 27 ottobre p.v. presso l’Hotel Giò Centro Congressi il Consiglio nazionale dell’Associazione DiSAL dei dirigenti scolastici sul tema: “Una scuola delle persone. Azione direttiva, corresponsabilità e autonomia

Il Consiglio –  organismo costituito da tutte le rappresentanze regionali dell’Associazione – intende mettere a tema domande, emergenze, nuovi segni, aperture rintracciabili nell’oggi della vita delle nostre scuole, degli ambienti educativi, delle nuove generazioni per individuare linee di azione, priorità, prospettive, attenzioni e modelli. Per cominciare fin da ora ad impostarli, a gestirli e a innovare la direzione delle scuole.

 

Questi i temi principali:

  • al centro la persona e le persone. Allora i temi professionali centrali e decisivi per una autentica direzione di scuola devono essere quelli della ferialitá relazionale: lo staff, ma anche le forme della comunicazione (interna ed esterna), i possibili alleggerimenti della dimensione burocratica, una gerarchizzazione delle richieste da fare ai docenti, la gestione delle occasioni collegiali più funzionale a renderle incontri tra persone, la dimensione dell’incontro con le famiglie, le problematiche disciplinari con gli studenti….
  • la scuola come luogo di incontro dove tutti massimizzano il loro bene ed il bene comune.
  • Il cambiamento del modo di lavorare tra persone, tra dirigente scolastico e docenti, tra docenti e docenti, tra docenti e studenti e come tenerne conto
  • quali le prospettive per la direzione di scuole, oggi, tra attuazioni di deleghe legislative e innovazioni.
  • il necessario rilancio dell’autonomia scolastica, a 20 anni dalla pubblicazione del DPR 275 del 1999: un’autonomia ancora da esplorare che può essere rilanciata proprio come dimensione e strumento per giocare la responsabilità piena delle persone che quotidianamente fanno la scuola.

 

“Attraverso questo Seminario di studio  – afferma Ezio Delfino presidente nazionale di DISAL –  oltre 60 responsabili nazionali dell’Associazione di presidi statali e non statali metteranno insieme linee di azione e prospettive, partendo dalla realtà di molte esperienze positive e aperture rintracciabili nell’oggi della vita delle nostre scuole”.

 

Le sessioni di lavoro del Consiglio vedranno il contributo, tra gli altri, di Luigi Berlinguer politico ed accademico, già Ministro dell’Istruzione, di Stefano Gheno docente di Gestione delle risorse umane all’Università S. Cuore di Milano e di Carmela Palumbo Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR.

 

Una tre giorni di lavoro dentro la sfida culturale odierna che un’Associazione di dirigenti scolastici non può non preoccuparsi di intercettare e comprendere ed alla quale offrire strumenti per sostenerla.

La comunicazione non violenta

LA COMUNICAZIONE NON VIOLENTA FOCUS DEL CONSIGLIO NAZIONALE AGeSC ASSOCIAZIONE GENITORI SCUOLE CATTOLICHE – PESCARA 20/21 OTTOBRE 2018

“Il primo Consiglio Nazionale dopo il Congresso di marzo 2018 – afferma il presidente nazionale Giancarlo Frare – verrà dedicato alla formazione, mission primaria di AGeSC.” Il momento pubblico del Consiglio Nazionale, aperto a tutta la
cittadinanza di Pescara, sarà dedicato alla ‘COMUNICAZIONE NON VIOLENTA’, un tema di grande attualità declinato per il ruolo dei genitori che credono nella libertà di scelta educativa, con l’intervento del presidente del COPERCOM – Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione – Massimiliano Padula, docente di Sociologia e Comunicazione alla Pontificia Università Lateranense. Il convegno avrà luogo nella sala dei Marmi Tinozzi, palazzo della Provincia di Pescara, a partire dalle ore15.00 di sabato 20 ottobre e sarà preceduto dal saluto delle autorità civili ed ecclesiali. Non mancheranno i temi caldi che riguardano la libertà di scelta educativa, sempre in discussione nonostante il dettato costituzionale, la denatalità, il ruolo della famiglia nel nostro Paese, la chiusura di molte scuole paritarie pubbliche, l’orientamento politico a ‘statalizzare’ il sistema nazionale d’istruzione. “Linea guida del Consiglio Nazionale di Pescara sarà la trasversalità della buona comunicazione, come testimonianza dell’impegno dei genitori nelle sfide che riguardano formazione, famiglia, diritto alla vita, scuola e collaborazione tra comunità cristiana e civile” aggiunge Frare. Concludendo: “Riguardo alla parità l’AGeSC chiede un impegno preciso per il completamento della legge 62/2000 attraverso la realizzazione della “quota capitaria”, prevista dalla legge107/2015, in tutte le scuole del sistema paritario dall’infanzia alla secondaria di secondo grado. In attesa del “costo standard” di ogni alunno per definire la “quota capitaria”, che dovrà basarsi da subito sul “costo medio per studente”, già calcolato dallo Stato, in una percentuale iniziale non inferiore al 50% di esso. Bisogna scegliere: monopolio educativo dello Stato italiano o pluralismo scolastico europeo?”
Il Consiglio Nazionale AGeSC sarà preceduto da una Conferenza Stampa di presentazione organizzata dall’Amministrazione Comunale di Pescara, in sede comunale, venerdì 19 ottobre alle ore 11,30.


SFIDE MOTIVAZIONALI ASSOCIATIVE E PRIMATO DELLA COMUNICAZIONE NON VIOLENTA

I numerosi delegati provenienti da tutte le regioni in cui AGeSC è presente, hanno avuto opportunità molteplici per riflettere e definire obiettivi che portino a risultati finalizzati a difendere una vera libertà di scelta educativa. Il presidente nazionale GIANCARLO FRARE ha affermato: “In questo Consiglio Nazionale abbiamo voluto affrontare le sfide motivazionali dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche perché crediamo profondamente nella formazione per la nostra missione associativa. Abbiamo affidato a Massimiliano Tavolacci, motivatore, il ruolo di stimolare la riflessione e approfondire la consapevolezza del nostro ruolo. In questa società ‘liquida’, in continua trasformazione, animata da molti conflitti, abbiamo bisogno di punti di riferimento. Come vogliamo salvare la libertà di scelta educativa? Facendo cosa? Prima di tutto offrendo la nostra testimonianza cristiana, valore autentico per comunicare in modo trasversale con i genitori come noi, con i nostri figli, la scuola, le istituzioni e il mondo associativo con cui fare rete per trasformare gli obiettivi in risultati. Nel momento pubblico abbiamo scelto la comunicazione non violenta come obiettivo sia al nostro interno che verso l’esterno: un modello per trasformare l’ostilità in capacità mediale diffusa ed efficace di comunicare il bene.” Nella relazione dedicata al momento pubblico sulla COMUNICAZIONE NON VIOLENTA MASSIMILIANO PADULA, docente universitario e presidente COPERCOM, Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione, ha messo l’accento sulla formazione alla comunicazione, nello stesso tempo, comunicando una formazione attenta e adeguata alle istanze di una contemporaneità sempre più orientata dalle logiche della Rete”. È la strada da seguire per tutti coloro, in primis i genitori che hanno responsabilità educative. “La cultura digitale – ha spiegato Padula – mette a dura prova i tradizionali ‘assetti genitoriali’ richiamando madri e padri a una maggiore attenzione e responsabilità. È importante – ha aggiunto lo studioso che insegna Sociologia alla Pontificia università Lateranense – che tutte le agenzie educative lavorino insieme per contribuire a costruire una “società del farsi carico”, in cui genitori, figli, insegnanti possano, ognuno con le proprie peculiarità, con i propri tempi e competenze, limare le derive che la cronaca ogni giorno ci racconta (hate speech, cyberbullismo, ecc ). Dai delegati presenti sono state portate esperienze formative e organizzative declinate sui diversi territori. Il consiglio nazionale, tenuto nella città abruzzese che ha dato i natali a Gabriele D’Annunzio, ha offerto contributi anche all’applicazione della normativa sulla privacy e GDPR ed alle opportunità offerte dalla nuova normativa sul Terzo settore. “Educazione, istruzione, cura e tutela dei minori, tutela della famiglia, azioni per uscire dall’inverno demografico – ha concluso i lavori il presidente Frare – sommate alla realizzazione della quota capitaria prevista dalla Legge 107/2015, saranno le linee guida del nostro futuro, lavorando per obiettivi e progetti, attivando una specifica attività di comunicazione. Più che mai necessaria in un momento denso di criticità in cui le scuole paritarie cattoliche stanno chiudendo.”

Caso Lodi

Caso Lodi. Grazie al professor Eugenio Merli, dirigente della “Mario Lodi Primo”: una lezione di dignità e civiltà. Grazie a docenti e operatori che lavorano ovunque ogni giorno per favorire umanità e integrazione.

Sulla Home page dell’Istituto comprensivo “Mario Lodi Primo”, c’è il benvenuto al nuovo dirigente scolastico Eugenio Merli. Sono sei mani colorate, alzate in segno di saluto. Sono mani colorate dei bambini che frequentano quella scuola di Lodi. E se si osservano le mani colorate non si può fare a meno di cogliere le diversità, di posizione delle dita, dei cromatismi, perfino delle altezze. Una sorta di manifesto simbolico per il quale la scuola, ogni scuola, è uno straordinario microcosmo di differenze, che si avvicinano e dialogano.

Ed è stato proprio il nuovo dirigente scolastico della “Mario Lodi primo”, Eugenio Merli, a reagire alla decisione dell’amministrazione comunale di Lodi di discriminare i bambini di famiglie straniere escludendoli dal servizio mensa con quello che, in un’intervista ad un quotidiano, definisce oggi “atto di disobbedienza” nei confronti del regolamento voluto e confermato dalla sindaca della cittadina lombarda.

Come FLC CGIL, vorremmo dire anche noi pubblicamente a Merli “grazie e benvenuto”, perché il suo gesto avviene in un momento particolare nella società italiana sui temi dell’accoglienza e dell’integrazione e può perfino sembrare, appunto, “un atto di disobbedienza civile”, capovolgendo drammaticamente la logica delle cose.

Nel caso di Lodi chi ha torto è la sindaca, perché impone forme di discriminazione razziale, col rischio di mandare in fumo lo sforzo di insegnanti, dirigenti, personale, famiglie, per favorire l’integrazione tra persone di diverso colore e di diversa provenienza geografica. Voleva questo la sindaca? Noi pensiamo di sì, ed è opportuno che qualcuno al Viminale o a Palazzo Chigi le chieda di annullare quel regolamento. Per fortuna le nostre scuole sono un presidio di democrazia e di accoglienza, in cui professionisti come il dirigente scolastico Merli, sanno sempre discernere tra ciò che è bene e ciò che è male per i bambini, per la loro tutela, la loro socializzazione, la loro vita.

A loro tutti va il nostro incoraggiamento, la Cgil e la FLC saranno al loro fianco tutte le volte in cui la dignità della scuola, dei bambini, degli operatori, sarà calpestata.

20 ottobre: Nazionalizzare è meglio che curare!

Sabato 20 ottobre, un ampio arco di forze sindacali, sociali, politiche, con in testa l’Unione Sindacale di Base, scenderà in piazza a Roma per rivendicare lo stop alle privatizzazioni e la nazionalizzazione delle imprese e dei servizi strategici.

Da molti, troppi anni, si è fatta strada e consolidata l’idea secondo cui la privatizzazione dei servizi sarebbe garanzia di efficienza e la nazionalizzazione, al contrario, una utopia irrealizzabile. Gli effetti della cessione ai privati delle aziende pubbliche sono però sotto gli occhi di tutti. Il crollo del ponte Morandi di Genova è solo l’ultima terribile immagine che riassume il senso e gli effetti dei processi di privatizzazione che intendiamo combattere.

Anche il settore Istruzione è stato investito da un’ondata analoga. Esiste un imperativo dominante, un filo rosso che lega le ultime riforme della scuola, dalla legge sull’autonomia scolastica alla legge 107: l’aziendalizzazione, la burocratizzazione e  la privatizzazione della scuola pubblica statale. I governi italiani hanno in questo supinamente recepito le direttive dell’Unione europea, da decenni interessata alla diffusione capillare della cultura di impresa e di mercato nei sistemi di istruzione e formazione. Tale processo ha investito tanto i lavoratori, quanto gli studenti e le studentesse. I primi hanno dovuto subire la graduale trasformazione di un sistema sempre meno indirizzato alla formazione di coscienze critiche, libere e alla costruzione di una comunità democratica ed egualitaria e sempre più simile a una fabbrica vincolata e subordinata alla logica del profitto; i secondi soffocati da una didattica sempre più interessata all’acquisizione di competenze funzionali al mercato del lavoro e alla logica di impresa. L’Alternanza scuola lavoro riassume l’essenza stessa di tale ondata.

È arrivato il momento di dire basta e di riappropriarci di tutto ciò di cui ci hanno privato ed è per questo che il 20 ottobre anche la Scuola scenderà in piazza a Roma a partire dalle ore 14:00 da piazza della Repubblica.

Nazionalizzare è meglio che curare!

NUOVO PTOF 2019-2022

INCONTRO AL MIUR SULLA NUOVA PIATTAFORMA ON-LINE PER LA PREDISPOSIZIONE DEL NUOVO PTOF 2019-2022

Il Ministero si è reso disponibile ad effettuare, per tutto il corrente anno scolastico, con le OO.SS. e con le scuole un continuo monitoraggio dello strumento per poterlo migliorare ed adattare alle varie esigenze del sistema scuola. Sarà possibile, inoltre, alla fine del prossimo triennio accedere a tutta la mole di dati che saranno inseriti dalle scuole per poter meglio leggere ed interpretare la scuola nel suo complesso.

Si è svolto in data 16/10/2018, presso la Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione del Miur, rappresentata dal suo Direttore Generale, la Dott.ssa Maria Assunta Palermo, l’atteso incontro sulla nuova piattaforma predisposta dal MIUR all’interno del SIDI per il PTOF del prossimo triennio 2019/2022.

Il fine è, appunto, quello di agevolare le scuole nella redazione del prossimo PTOF, offrendo loro un format informatico agile e flessibile per la sua predisposizione particolareggiata. In particolare, già nella giornata di domani verrà emanata dal Miur una circolare per l’avvio della piattaforma con i chiarimenti ed i riferimenti utili, incluso quello per poter accedere ad un video tutorial sull’argomento. Le OO.SS. hanno chiesto al Miur di chiarire che il suo utilizzo non sarà obbligatorio per le scuole, ma solo consigliato, e che le stesse saranno libere di utilizzarlo senza particolari vincoli (gli indici all’interno saranno dinamici, aperti e senza blocchi). Il modello informatico trasmesso ad ogni singola scuola conterrà già tutti i dati in possesso dell’Amministrazione che saranno precaricati a sistema. L’inserimento del documento nella piattaforma sarà possibile dal 17 ottobre e fino alla data di apertura delle iscrizioni scolastiche, che sarà indicata nell’apposita circolare annuale. Come già evidenziato il modello sarà adattabile alle esigenze delle singole scuole e non forzerà in alcun modo l’autonomia scolastica in materia. Prevista, inoltre, la rendicontazione sociale del PTOF 2016/2019 entro dicembre 2019. Nell’apposita piattaforma il PTOF sarà strutturato nelle seguenti 5 sezioni generali a loro volta divise in sottosezioni:

  • la scuola ed il suo contesto;
  • le scelte strategiche;
  • l’offerta formativa;
  • l’organizzazione;
  • il monitoraggio, la verifica, e la rendicontazione.

Predisposto dal MIUR un “ambiente informatico” per la redazione del PTOF

Predisposto dal MIUR un “ambiente informatico” per la redazione del PTOF

Il MIUR, in un incontro che si è svolto oggi, 16 ottobre, ha presentato alle organizzazioni sindacali un ambiente informatico per la redazione del PTOF 2019/2022, accessibile alle istituzioni scolastiche già da domani e compilabile sino alla data di apertura delle iscrizioni. In primo luogo è stato subito precisato che l’adozione dello strumento non è obbligatoria per le scuole, le quali possono liberamente decidere se avvalersene. La diffusione del format sarà accompagnata da azioni di sostegno da parte del MIUR (a cominciare dalla messa in rete di video tutorial) e seguita da rilevazioni per individuare elementi di forza e di difficoltà, allo scopo di intervenire per migliorarlo. Si tratta infatti di un’azione sperimentale che vuole coinvolgere le scuole e raccogliere indicazioni per l’adeguamento progressivo alle necessità che emergeranno con l’uso.

Il format, che è stato realizzato con la collaborazione dei 28 poli formativi dell’USR Campania, è compilabile su una piattaforma accessibile dal SIDI ed è articolato in alcune sezioni: la scuola e il suo contesto, le scelte strategiche, l’offerta formativa, l’organizzazione, il monitoraggio e la rendicontazione sociale. Il modello contiene la formulazione del PTOF in 30 pagine e comprende un modello semplificato di PDM, il Piano dell’Inclusione e le attività di alternanza nelle scuole secondarie di secondo grado.

La piattaforma mette a disposizione della comunità scolastica una serie di dati, estratti dalle diverse rilevazioni alle quali sono sottoposte le scuole; i campi offerti alla compilazione sono liberamente editabili e possono anche essere del tutto eliminati. Le istituzioni scolastiche possono infatti decidere di modificare il modello messo a disposizione, cancellando o integrando ogni sua parte. Al termine della compilazione, potrà essere generato un documento in formato “pdf”, da sottoporre all’esame e alla delibera degli Organi collegiali. Dopo la fase deliberativa, il PTOF potrà essere direttamente caricato, attraverso la piattaforma, in “Scuola in chiaro”.

Per la compilazione sulla piattaforma, il dirigente scolastico, che è titolare dell’accesso al sistema, potrà accreditare senza alcun limite numerico i docenti; è persino possibile immaginare la piattaforma come strumento di scrittura cooperativa in una concreta realizzazione di leadership diffusa.

La CISL Scuola, manifestando apprezzamento per una modalità che contribuisce alla semplificazione e alla flessibilità del sistema

  • ritiene fondamentale che l’uso del format rimanga una libera scelta delle scuole, anche perché il PTOF è il fulcro dell’autonomia scolastica ed esprime la specificità di ogni istituzione scolastica;
  • ha richiesto che, come per il RAV, sia messa a disposizione delle scuole una guida e che sia inoltre prevista la piena accessibilità all’imponente mole di dati che attraverso la piattaforma saranno raccolti e che potranno essere evidentemente elementi da considerare nella definizione delle scelte strategiche per l’istruzione nel nostro Paese.

Campionati Italiani della Geografia

Al via la quinta edizione dei Campionati Italiani della Geografia

Per il quinto anno consecutivo SOS Geografia e  l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (A.I.I.G.) di Toscana e di Liguria,  , organizzano  i Campionati italiani e interregionali della Geografia , in collaborazione con I.I.S. “D. Zaccagna” di Carrara e Associazione “Zaccagna, ieri e oggi” riservati agli studenti della secondaria di primo e secondo grado .

Questo Paese ha bisogno di giovani (e non solo loro)  che sappiano conoscere e interpretare i fenomeni fisici, umani , politici ed economici che caratterizzano il loro Paese e il Pianeta . Lo scopo dei Campionati è quindi quello, da un lato,  di far divertire e appassionare  gli studenti , dall’altro , di attirare l’attenzione dei (nuovi) legislatori e governanti su una disciplina che , pur essendo strategica per la formazione, continua a rimanere negletta .

I giochi saranno a squadre di quattro studenti e verteranno su prove al computer (Openstreetmap)  , ricerca delle coordinate geografiche, carta muta ,  riconoscimento di alcune località attraverso fotografie di luoghi e personaggi  , domande a risposta multipla e puzzle .

Queste le date :

  • Giochi Interregionali (riservati alle province di Massa e Carrara, La Spezia, Genova, Parma, Reggio Emilia, Modena e Lucca) venerdì 22 marzo 2019 . Possono partecipare le seconde e le terze della scuola secondaria di primo grado.

  • Campionati italiani scuola secondaria di primo grado sabato 23 marzo 2019 . Possono partecipare le terze delle scuole secondarie di primo grado.

  • Campionati italiani scuola secondaria di secondo grado sabato 30 marzo 2019  . Possono partecipare tutte le classi di tutti gli istituti di istruzione superiore .

Le iscrizioni scadranno il 19 gennaio 2019  e verranno accolte  in ordine cronologico (massimo 32 squadre per Campionato e 2 per scuola ) .

I  premi saranno numerosi e tutti ovviamente a tema geografico .

Le squadra vincitrici  avranno come Premio un soggiorno  nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e nel Parco Nazionale delle Cinque Terre che ringraziamo per la consueta disponibilità e collaborazione.

I bandi e le schede di iscrizione si trovano sul sito www.sosgeografia.it .

Per iscriversi o per avere ulteriori informazioni gli interessati possono scrivere a giochidellageografia@gmail.com .

Se i diritti non sono universali si chiamano privilegi

17 ottobre conferenza stampa del Tavolo interassociativo Saltamuri: ‘Se i diritti non sono universali si chiamano privilegi’

‘Se i diritti non sono universali si chiamano privilegi’ è il titolo della conferenza stampa che si terrà domani, 17 ottobre alle ore 11.30, presso la sala Conferenze stampa della Camera Deputati, via della Missione 4, Roma.

Dalla tutela dei diritti dell’infanzia comincia la costruzione di una società solidale. La FLC CGIL ha scelto di far parte del tavolo interassociativo Saltamuri, assieme a più di 50 associazioni del mondo della scuola, organizzazioni sindacali, enti del terzo settore, ONG, scuole, associazioni del mondo universitario e della ricerca, perché gli obiettivi condivisi vanno perseguiti attraverso azioni sinergiche e senza contrapposizione.

I fatti di Lodi e Monfalcone sono contrari alla Costituzione, che parla di parità di trattamento e uguali diritti tra le persone. È ora di riconoscere alla scuola la sua specificità che è quella di essere di tutti e per tutti, senza differenze nell’accoglienza e nella fruizione dei servizi. Questo significa riconoscere a tutti il diritto costituzionale alle pari opportunità e costruire, su questo fondamento, il futuro delle nuove generazioni.

Il Tavolo ha chiesto un incontro al Ministro Bussetti e intende ricorrere in tutte le sedi competenti per denunciare la situazione di bambine e bambini cacciati dalla fruizione di servizi essenziali alla loro crescita. A Lodi e Monfalcone funzionari amministrativi di Enti Locali e del MIUR operano scelte che si traducono in discriminazioni tra i bambini per censo e provenienza, relegandoli in classi ghetto, separandoli da momenti essenziali della vita scolastica come la mensa e i trasporti.

E’ compito del Ministero tutelare TUTTI i minori con precise indicazioni alle istituzioni scolastiche e nessun orientamento politico può portare ad agire in contrasto con i principi della Costituzione.

Sul rinnovo del contratto di lavoro attendiamo risposte concrete

Sul rinnovo del contratto di lavoro attendiamo risposte concrete

È positivo che dal vice presidente del Consiglio siano giunte rassicurazioni circa la presenza, in legge di bilancio, della copertura necessaria per consolidare l’elemento perequativo previsto nei contratti pubblici rinnovati lo scorso aprile”. Ad affermarlo sono i segretari generali di FLC CGIL, CISL FSUR e UIL Scuola RUA, riuniti per definire le linee di orientamento per il dibattito in categoria sulla piattaforma del prossimo contratto per il comparto Istruzione e Ricerca.

Ora però ci attendiamo un’analoga rassicurazione – aggiungono Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi e Giuseppe Turi – per quanto riguarda il rinnovo del CCNL che, come il Governo sa, scade il prossimo 31 dicembre. Per noi questo vuol dire che il negoziato si deve aprire a gennaio. Un negoziato che riguarderà il triennio 2019, 2020 e 2021, l’arco di tempo cui fa peraltro riferimento il DEF: è pertanto fondamentale conoscere l’entità delle risorse messe a disposizione. Solo così capiremo se si intende passare concretamente dalle parole ai fatti”.

Rinnovare i contratti è un diritto dei lavoratori – concludono i tre segretari – come tale riconosciuto espressamente anche dalla Corte Costituzionale con la sentenza 178/2015. Per questo, dopo aver compiuto pochi mesi fa una scelta giusta e opportuna con la firma del nuovo CCNL, ora ci apprestiamo ad aprire un’altra stagione di negoziato per proseguire il percorso di valorizzazione del lavoro nell’istruzione, nell’università e AFAM e nella ricerca”.

LA STORIA RESTA CENTRALE ALLA MATURITÀ

SCUOLA, M5S: LA STORIA RESTA CENTRALE ALLA MATURITÀ

Roma, 11 ottobre – “In riferimento alle proteste e alle polemiche dei giorni scorsi sulla circolare del MIUR che elimina la traccia storica tra le tipologie a scelta degli studenti per la maturità 2018/19, è importante ricordare che non scompare affatto la storia dallo scritto d’italiano.” Lo affermano i senatori M5S in VII Commissione. “La tipologia B” proseguono, “che va sviluppata sotto forma di testo argomentativo, ovvero saggio breve, prevede anche la trattazione di un argomento storico all’interno delle 7 tracce. La differenza tra un saggio breve e un tema tradizionale di tipo storico è minima ma strutturale. A vantaggio del saggio breve, rispetto al tema tradizionale, c’è infatti l’impossibilità di “copiare”, sarà più facile quindi valorizzare e premiare l’originalità, la solidità delle conoscenze, la competenza ed il rigore del ragionamento di ciascuno studente. Per finire, rispetto al tema tradizionale che si presta ad essere valutato con un ampio margine di discrezionalità, il saggio breve si presta ad una valutazione più oggettiva e rigorosa da parte della commissione. Pertanto”, concludono “la scelta del MIUR appare non solo opportuna, quanto decisamente riuscita”.

12 OTTOBRE IN PIAZZA: #CHIHAPAURA DI CAMBIARE?

RETE STUDENTI E UDU – 12 OTTOBRE IN PIAZZA: #CHIHAPAURA DI CAMBIARE?

 

Venerdì 12 ottobre, gli studenti riempiranno le piazze di tutta Italia al grido “#Chihapaura di cambiare? Noi no!”

 

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: “Chi ha paura di cambiare? Ce lo chiediamo ormai da qualche mese, da quando si è insediato il cosiddetto “Governo del cambiamento”. Noi vediamo solo tanta propaganda, tanta violenza nelle parole, la strumentalità di chi chiama 100 milioni di tagli sulla scuola “risparmi” perchè non ha nessuna intenzione di investire su ciò che realmente genera cambiamento: l’istruzione. Ogni anno più di 150mila studenti lasciano le scuole, trascinati dai costi folli dell’istruzione e da una didattica che lascia indietro gli ultimi, fatta di lezioni frontali, spazi inadeguati e bocciature. Finché non invertiremo questa tendenza continueremo a scendere in piazza.”

 

“Sul fronte universitario assistiamo solo a slogan e parole vuote – spiega Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari – ancora una volta non si prevede una netta inversione di rotta sul finanziamento del sistema universitario, dal FFO al fondo integrativo statale per le borse di studio, mentre osserviamo i diversi ministri esprimersi confusamente su una ipotetica revisione del sistema di accesso a numero chiuso e programmato all’università nel silenzio assordante del MIUR.Siamo stanchi di essere relegati ai margini di una politica che vuole parlare per noi, ma non ci ascolta e ci dimentica finite le passerelle elettorali. Siamo pronti a intraprendere un lungo percorso mobilitativo a partire dalle piazze di domani in tutto il paese.”

 

Manfreda continua: “Il Governo ha mostrato di saper parlare di giovani e studenti solo come futuri soldati o vittime inermi degli “spacciatori di morte”.  I giovani continuano ad essere i dimenticati della politica. Si vogliono finanziare le videocamere nelle scuole e i controlli antidroga a tappeto, ma non ci si interroga su come risollevare un sistema che negli ultimi dieci anni ha subito tagli per più di 8 miliardi e che non riesce più ad essere strumento di formazione e crescita delle nuove generazioni. Il governo continua ad essere sordo di fronte alle necessità su cui da tempo, le studentesse e gli studenti di questo paese, chiedono una risposta.”


Concludono Manfreda e Gulluni: “Diciamo basta a una politica che cerca il nemico tra gli ultimi, focalizzando lo scontro su chi sta alla base della piramide sociale, sfruttando disuguaglianze e ingiustizie senza avere il coraggio di risolverle. Chi ha paura di cambiare? Noi no, il Governo a quanto pare sì. ”

12 ottobre, studenti in piazza in tutta Italia

12 ottobre, studenti in piazza in tutta Italia. La FLC CGIL sostiene la mobilitazione

Il 12 ottobre gli studenti e le studentesse scenderanno in piazza in tutta Italia per rivendicare più investimenti sulla scuola e sul futuro del Paese.

Le risorse per la scuola sono ancora le grandi assenti del dibattito pubblico. La messa in sicurezza degli edifici scolastici, un ripensamento globale dell’alternanza scuola-lavoro così come pensata dalla “Buona scuola”, gli investimenti per il diritto allo studio, non sembrano essere tra le priorità del governo. Ancora una volta mancano risposte organiche alle carenze strutturali del sistema istruzione e, come denunciato dalle organizzazioni studentesche, il MIUR sceglie di non praticare il confronto con coloro che rivendicano una partecipazione democratica alle decisioni che riguardano il proprio futuro.

La FLC CGIL, che da sempre sostiene il dialogo e il confronto costruttivo, continuerà ad ascoltare le rivendicazioni degli studenti. E’ compito del dicastero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca invece, dimostrare di saper praticare i valori della comunità educante, che a partire dalle scuole dell’infanzia, rappresenta la modalità di relazione quotidiana tra i lavoratori della conoscenza e le giovani generazioni.

Sciopero Generale 26 ottobre 2018

Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
Ufficio di Gabinetto

Nota 11.10.2018, AOOUFGAB 28617

Ai Titolari degli Uffici Scolastici Regionali
Loro Sedi

Oggetto: Comparto Istruzione e Ricerca. Sciopero Generale per l’intera giornata del 26 ottobre 2018.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Funzione Pubblica – con nota del 10 ottobre 2018 – prot. 67696 – ha comunicato allo scrivente Ufficio di Gabinetto le seguenti azioni di sciopero per il giorno 26 ottobre 2018:
– “sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati nel giorno suindicato, compreso il primo turno montante per i turnisti, proclamato dalle Associazioni sindacali CUB, SGB, SI COBAS, USI-AIT e SLAI COBAS”; al suddetto sciopero ha aderito, con propria nota, l’organizzazione sindacale CUB SUR relativamente ai settori scuola, università e ricerca;
– “sciopero generale nazionale per tutto il personale a tempo indeterminato e determinato, con contrati precarie atipici, per tutti i comparti, aree pubbliche (compresa la scuola)e le categorie di lavoro privato e cooperativo proclamato dall’Associazione sindacale USI – fondata nel1912 – di Largo Veratti, 25 Roma”; al suddetto sciopero, per quanto attiene il comparto istruzione e ricerca ha aderito, con propria nota, l’organizzazione sindacale SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente.

Dallo sciopero sono escluse le zone, settori e aree interessate da eventi sismici, calamità naturali e i settori, i comuni e le altre amministrazioni eventualmente interessate da consultazioni elettorali.
Poiché l’azione di sciopero in questione interessa anche il servizio pubblico essenziale “istruzione”, di cui all’art. 1 della legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modifiche ed integrazioni e alle norme pattizie definite ai sensi dell’art. 2 della legge medesima, il diritto di sciopero va esercitato in osservanza delle regole e delle procedure fissate dalla citata normativa.
Affinché siano assicurate le prestazioni relative alla garanzia dei servizi pubblici essenziali così come individuati dalla normativa citata, le SS.LL., ai sensi dell’art. 2, comma 6, della legge suindicata sono invitate ad attivare, con la massima urgenza, la procedura relativa alla comunicazione dello sciopero alle istituzioni scolastiche e, per loro mezzo, alle famiglie e agli alunni.

Si ricorda inoltre, ai sensi dell’art. 5, che le amministrazioni “sono tenute a rendere pubblico tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero, la durata dello stesso e la misura delle trattenute effettuate per la relativa partecipazione”.

Dette informazioni dovranno essere acquisite attraverso il portale SIDI, sotto il menù “I tuoi servizi”, nell’area “Rilevazioni”, accedendo all’apposito link “Rilevazione scioperi” e compilando tutti i campi della sezione con i seguenti dati:
– il numero dei lavoratori dipendenti in servizio;
– il numero dei dipendenti aderenti allo sciopero anche se pari a zero;
– il numero dei dipendenti assenti per altri motivi;
– l’ammontare delle retribuzioni trattenute.

Al termine della rilevazione, come di consueto, sarà cura di questo Ufficio rendere noti i dati complessivi di adesione trasferendoli sull’applicativo Gepas del Dipartimento Funzione Pubblica e pubblicandoli nella sezione “Applicazione Legge 146/90 e s.m.i.” del sito Web del Ministero raggiungibile all’indirizzo http://www.miur.gov.it/web/guest/applicazione-legge-146/90-e-s.m.i. Nella stessa sezione verrà pubblicata la presente nota ed ogni altra eventuale notizia riguardante il presente sciopero .
Analogamente, al fine di garantire la più ampia applicazione dell’indicazione di cui all’art.5 citato, i Dirigenti scolastici valuteranno l’opportunità di rendere noti i dati di adesione allo sciopero relativi all’istituzione scolastica di competenza.

Nel confidare nel consueto tempestivo adempimento di tutti i soggetti ai vari livelli coinvolti , si ringrazia per la collaborazione.

IL DIRIGENTE
Rocco Pinneri