Archivi categoria: Politico Sindacale

No a “personale Covid”

Cuzzupi (UGL Scuola): No a “personale Covid”

 Quando mancano solo 45 giorni alla presunta riapertura delle scuole ci troviamo al cospetto di un’incredibile mondo del fantastico presentato dal Ministro dell’Istruzione.

 “Siamo di fronte a un’assoluta e pericolosa mancanza di realismo da parte del Ministro Azzolina che si ostina a paventare un futuro fatto di faremo e agiremo che, al momento, non ha nulla a che vedere con la situazione attuale. Ancora oggiasserisce il Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupiil Ministro dimostra il suo essere lontano dalla realtà e dalle esigenze che la crisi legata al Covid 19 ha palesato in maniera tanto evidente che solo chi non vuol vedere non coglie”.

Il Segretario Nazionale UGL Scuola si riferisce alle ultime affermazioni fatte dal Ministro Azzolina in merito alla riapertura delle scuole e all’organizzazione che a suo dire si sta approntando per il fatidico 14 settembre.

Si parla di obiettivi da raggiungere, di nuove classi, di edifici scolastici dismessi da riattare, insomma di cose che avrebbero dovuto già essere in dirittura d’arrivo e che, invece, sono ancora una sorta di ipotesi e di fantasie che servono a perdere tempo e a illudere famiglie e alunni. A tutto questo – continua Ornella Cuzzupi – dobbiamo aggiungere e prendere atto che il Ministro, invece di cogliere l’occasione per disegnare una scuola più vivibile e pronta alle sfide del futuro, intende utilizzare i fondi a disposizione per ingrossare le file del precariato ipotizzando per docenti e personale ATA un bacino che ha definito “personale Covid”. Un’aberrazione che dimostra, se ce ne fosse bisogno, che si intende metter toppe laddove occorrerebbero decisioni importanti e definitive per strutturare organici a tempo indeterminato che siano confacenti alle esigenze degli studenti e della stessa scuola.

   Federazione Nazionale UGL Scuola

Il Segretario Nazionale

Orrnella Cuzzupi

Linee guida sulla didattica a distanza

Linee guida sulla didattica a distanza: si prepara una scuola in molti casi a tempo ridotto

Roma, 31 luglio – Il Ministero dell’Istruzione ha predisposto le “Linee guida per la Didattica digitale integrata”: una serie di indicazioni che intervengono anche sui carichi di lavoro dei docenti e che in sostanza spiegano l’arte di arrangiarsi a costo zero. Si prospetta una didattica mista, in presenza e a distanza, che diventerà totalmente a distanza in caso di aggravamento della situazione epidemiologica.

Dopo mesi in cui si è dichiarata la povertà della didattica a distanza, la necessità del rapporto educativo in presenza, dopo settimane di promesse sul rientro in classe, ma senza garantire il necessario numero di docenti e di personale ATA, finalmente il Ministero tradisce le sue reali intenzioni: proseguire la didattica d’emergenza sulle spalle degli studenti, soprattutto di quelli con maggiori difficoltà.

Ad oggi non sono state garantite assunzioni tempestive di docenti, non si è assegnato personale aggiuntivo alle scuole che dovranno affrontare un anno assolutamente straordinario, non si sono reperiti né ristrutturati locali adeguati ad accogliere gli studenti e tutto ciò è avvenuto perché era pronta la soluzione facile e al ribasso: imporre alle scuole il Piano della Didattica Digitale Integrata.

Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, dichiara: “In questi lunghi mesi di confronto – scontro con il Ministero abbiamo sempre sottolineato, inascoltati, il fattore tempo, adesso è chiaro perché le soluzioni che abbiamo proposto non sono state approntate: la didattica a distanza è una soluzione a basso costo già sperimentata in emergenza e oggi proposta addirittura come innovazione. Chiediamo il ritiro delle Linee guida che propongono una didattica inefficace per chi è in difficoltà e incapace di raggiungere la totalità degli studenti. C’è bisogno di forti e immediati investimenti per affrontare la riapertura e, soprattutto, per restituire alla scuola tutte le risorse tagliate negli anni”.

Rinvio incontro del 30 luglio su protocollo sicurezza

Dott.    Luigi Fiorentino

            Capo di gabinetto del Ministero dell’Istruzione

Dott.    Giovanna Boda

            Capo Dipartimento Risorse Umane

Oggetto: rinvio incontro del 30 luglio su protocollo sicurezza

Le scriventi OO.SS. confermano le ragioni che le hanno indotte a richiedere il rinvio dell’incontro previsto per la giornata di oggi, 30 luglio, avente per oggetto la sottoscrizione del protocollo di sicurezza. È infatti indispensabile, per un suo proficuo svolgimento, poter disporre di un quadro di riferimento complessivamente più definito su diversi aspetti da prendere in considerazione, a partire dalla effettiva disponibilità di risorse su cui far conto per far fronte efficacemente all’attuazione delle misure indispensabili per la ripresa in sicurezza delle attività scolastiche in presenza, anche alla luce di quanto emerso nell’informativa avente ad oggetto la bozza di O.M. concernente le “misure per la ripresa dell’attività didattica in presenza nell’anno scolastico 2020/2021”. In particolare, sottolineano come il monitoraggio del fabbisogno delle varie istituzioni sia ancora in fase di definizione, mentre è rimessa a un futuro Decreto Interministeriale del Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, la distribuzione delle risorse finanziarie di cui al D.L.34/2020. Parimenti importante è conoscere l’entità delle risorse che, come anticipato dalla Ministra, saranno stanziate con il “decreto agosto” e destinate alle scuole al fine di assicurare una regolare attività didattica.

Le scriventi OO. SS. ribadiscono peraltro la necessità di ulteriori interventi di modifica della normativa vigente su aspetti che attengono la funzionalità delle scuole (supplenze, risoluzione contratti del personale assunto in base al DL 34/2020), da agevolare quanto più possibile nella presente emergenza, mentre ritengono che gli aspetti relativi alle prestazioni di lavoro rese nelle modalità a distanza attengano a disciplina di natura contrattuale e debbano pertanto essere affrontati in tale ambito.

In attesa di una nuova convocazione che soddisfi le condizioni sopra indicate, ritenendole la base per consentire una ripresa per tutti delle attività scolastiche in presenza garantendo a tal fine le indispensabili condizioni di sicurezza, si porgono distinti saluti. 

Roma, 30 luglio 2020

Flc  CGIL Francesco SinopoliCISL  SCUOLA Maddalena GissiUIL Scuola Rua Giuseppe TuriSNALS  Confsal Elvira SerafiniGILDA Unams Rino Di Meglio

copertura dei posti di Direttore SGA

SCUOLA: L’ANQUAP INCONTRA LA MINISTRA AZZOLINA, AFFRONTARE PROBLEMA COPERTURA DIRETTORI SGA

ROMA, 30 LUG – Questa mattina una delegazione dell’Anquap formata dal Presidente Germani, dai Vice Presidenti Ferrari e Simonetti, dal Coordinatore della Consulta Stalteri, ha incontrato al Dicastero di Viale Trastevere la Ministra dell’Istruzione On.le Lucia Azzolina.Nel corso dell’incontro è stato presentato alla Ministra uno specifico documento contenente alcune tematiche sul funzionamento delle scuole.La Ministra ha sottolineato quanto sia complesso modificare situazioni stratificate nel tempo e ottenere specifici finanziamenti. Ha manifestato attenzione e interesse sui contenuti del documento e dichiarato il suo impegno per risolvere alcune urgenze, come quella afferente la copertura dei posti di Direttore SGA.Nel corso del confronto sono intervenuti anche i Vice Presidenti Ferrari e Simonetti e il collega Stalteri, sottolineando alcune criticità reali che stanno interessando le scuole sotto il profilo organizzativo, amministrativo e contabile.I collaboratori del Ministro hanno sottolineato come la recente O.M. sulle graduatorie provinciale delle supplenze (GPS) e sulle graduatorie di istituto, abbia costituito un’importante semplificazione da un punto di vista procedurale e di conseguimento dei risultati: non più carta ma solo digitale.In fase di esame delle domande che scadranno il 6 agosto gli ambiti territoriali (e le scuole coinvolte), avranno in automatico il punteggio rispetto alle dichiarazioni rese. A conclusione dell’incontro il Presidente Germani ha ringraziato la Ministra per la disponibilità al dialogo e al confronto.L’Anquap è l’Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche che opera prevalentemente nel settore istruzione e raccoglie per lo più le adesioni dei Direttori SGA e degli Assistenti Amministrativi che lavorano nelle Scuole.  

Consiglio di Stato accoglie appello abilitati Romania

ABILITATI IN ROMANIA. IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE DEFINITIVAMENTE L’APPELLO : LA ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO IN ROMANIA E IL TITOLO DI STUDIO CONSEGUITO IN ITALIA NON NECESSITA DI MUTUO RICONOSCIMENTO . IL MIUR HA VIOLATO L’ART.45 TFUE E L’ART.13 DELLA DIR. EUROPEA N°36/2005

Di particolare importanza la pronuncia della Sesta Sezione del Consiglio di Stato n. 4825 del 9 luglio 2020 di accoglimento dell’appello patrocinato dall’Avv. Maurizio Danza del Foro di Roma, a favore di 500 abilitati all’insegnamento in Romania.

In particolare l’appello era stato presentato per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio per l’annullamento dell’ avviso MIUR n. 5636/2019 , dei decreti di rigetto delle istanze dei ricorrenti finalizzate al riconoscimento della abilitazione conseguita in Romania nella parte in cui il MIUR assumeva che i titoli denominati  “Nivel I e Nivel II” conseguiti dai cittadini italiani in Romania, non soddisfacevano i requisiti giuridici per il riconoscimento della qualifica professionale di docente ai sensi della Direttiva 2005/36/CE .

Con tale appello la difesa aveva impugnato altresì i decreti di depennamento e di avvio del procedimento di esclusione dei ricorrenti dalle procedure concorsuali riservate di cui al D.D.G. n.85/2018, disposti dagli Uffici Scolastici Regionali sulla base dell’avviso n 5636 del 2 aprile 2019.

Contrariamente a quanto disposto dal TAR Lazio sez III BIS con la sentenza n°11774/2019, il Collegio della Sez.VI del Consiglio di Stato con sentenza n.4825 del 9 luglio 2020-pubblicata in data 29 luglio) ha accolto l’appello dell’AVV. MAURIZIO DANZA, confermando sostanzialmente l’orientamento già intrapreso, e stigmatizzando il corto circuito logico del MIUR , “ derivante dalla impostazione seguita dal Ministero che, accedendo alla posizione valevole per lo stato romeno, ha escluso la rilevanza della formazione in Italia ai fini dell’abilitazione all’insegnamento in quella nazione, fondamentalmente si finiva per escludere la rilevanza delle lauree italiane nell’ambito del territorio”.

Secondo il Consiglio di Stato,  il MIUR ha palesemente disatteso altresì le norme della Direttiva Europea n°36/2005 avendo l’obbligo di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione previsti da tale direttivae rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti,sulla base di un principio già espresso dalla Corte di Giustizia europea ” (CGUE, III , 6 dicembre 2018 , n. 675), residuando solo il potere di verificare “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno.

Va condivisa pienamente la motivazione della sentenza di appellocosì  l’Avv. Maurizio Danza Docente di Diritto del Lavoro presso Universitas Mercatorum, nella parte in cui nel riconoscere la tutela del diritto alla piena mobilità delle professioni in ambito europeo, haritenuto che il MIUR abbia violato l’art.13 della Direttiva Europea n°36/2005, atteso che “ a fronte della sussistenza in capo all’odierno appellante sia del titolo di studio richiesto, la laurea conseguita in Italia (ex sé rilevante, senza necessità di mutuo riconoscimento reciproco), sia della qualificazione abilitante all’insegnamento, conseguita presso un paese europeo, i presupposti per il contestato diniego non possono fondarsi sull’automatismo indicato dal Ministero che dovrà invece pronunciarsi in termini concreti, tramite la verifica della formazione conseguita, come sopra ricordato.

Dalla politica dei banchi a quella degli organici

Le persone sono il cuore della scuola. E’ su di loro che va fatto un investimento strutturale

UIL: scelta strategica è passare dalla politica dei banchi a quella degli organici
Un miliardo di euro, in due anni, per un organico che si prospetta solo di emergenza.
Cifre che dovrebbero servirebbero, invece, per ridurre gli alunni per classe.

Incontro al vertice oggi al ministero tra direzione del Mi e sindacati sull’ordinanza che dovrà definire i criteri di riparto degli organici e i criteri di ripartizione delle risorse tra le diverse Direzioni regionali.

Risorse e persone: temi centrali per la ripresa a settembre.

C’è quasi un miliardo di euro (esattamente 977,600 milioni di euro) un terzo disponibile per il prossimo anno (377,600 euro) e i restanti due terzi per il 2021 ( 600 mila euro).

Nessuna decisione è ancora presa. Certo – sottolinea la Uil scuola – ci vorrebbe una visione ampia, bisognerebbe utilizzare queste somme per definire la scuola dei prossimi anni. Sulla distribuzione delle risorse, i sindacati hanno chiesto una regia e un controllo nazionale.

L’orientamento sembra quello di assegnare subito il 50% delle risorse a tutti, sulla base del numero degli alunni e, successivamente, il restante 50% sulla base delle richieste motivate degli Uffici scolastici regionali.
Si andrebbe a garantire solo un organico di emergenza, legato alla condizione pandemica.

Nessun cambio di passo rispetto agli anni precedenti – sottolinea in modo critico la Uil Scuola.

Si dice di voler usare le risorse del Recovery Found per investire e poi si fa al contrario, organico ballerino e banchi uguale stessa politica stessa storia.

Siamo nel momento in cui – se si vuole veramente rientrare in classe a settembre -bisogna passare dalla politica dei banchi alla politica degli organici.

I banchi serviranno per mettere più alunni in classe, un organico più consistente, docente e Ata, consentirà, al contrario, di dividere gli alunni, tutti con l’insegnamento in presenza.

Il ministro tutti i giorni comunica al mondo che deve eliminare le “classi pollaio”. Noi su questo siamo al suo fianco. Lo facesse. Oggi ha l’opportunità per far sì che le sue non siano solo promesse televisive.

Incidere sull’organico significa rimodulare il numero di alunni per classe – osserva la Uil Scuola.
Per questo bisogna che inizi subito, almeno, dalle classi iniziali di ogni ciclo. Vanno cambiati i parametri.

E’ una esigenza che supera persino la questione sanitaria: prime classi con un numero adeguato di alunni potranno garantire una fisiologia di classe con maggiori opportunità di poter apprendere efficacemente.

Bisognerà prevedere massimo 20 alunni per classe e un organico di diritto strutturale anche per gli anni successivi alle classi iniziali. Da questo anno, e per le classi successive a quelle iniziali, si potrà intervenire con organico di fatto da utilizzare su progetti mirati che salvaguardino il gruppo classe.

Non vogliamo licenziamenti del personale per giusta causa in corso d’anno. Non vogliamo insegnanti intercambiabili.  Serve un organico di diritto strutturale per le classi iniziali e ad un organico Covid complementare ed utili a superare l’emergenza, in un quadro di sviluppo strategico.

‘A settembre tutti a scuola’, flash mob 31 luglio

Scuola: Cgil, ‘a settembre tutti a scuola’, flash mob 31 luglio davanti Miur Occorrono investimenti per sicurezza, pulizia e consumazione dei pasti

Roma, 28 luglio – ‘A settembre tutti a scuola! Ripartire in presenza, in sicurezza e tutelando il lavoro di tutti’. Questo lo slogan che guida il flash mob di FLC Fp e Filcams Cgil che si terrà venerdì 31 luglio, alle ore 10.30, davanti al Ministero dell’Istruzione, a Roma, con una richiesta molto precisa: dare a bambini, alunni, insegnanti e tutto il personale diretto e in appalto delle scuole e dei servizi educativi all’infanzia la possibilità di rientrare a scuola, a settembre, “investendo sulla sicurezza, sulla qualità degli spazi, per la consumazione del pasto, per la pulizia e sanificazione, per un tempo scuola lungo”.

“Bambini e ragazzi sono i soggetti che, più di altri, hanno subito gli effetti negativi del lockdown, necessario per il contenimento della diffusione del Covid-19. Adesso dobbiamo tornare a scuola – commentano le categorie della Cgil -, i ragazzi devono ricostruire quel sistema di relazioni alla base dei processi di apprendimento e che caratterizza la fase della loro vita, riappropriandosi di un proprio spazio di crescita. Stare a scuola e nei servizi educativi con i compagni e con gli insegnanti con orario completo fin da subito: garantire spazi adeguati, un servizio mensa di qualità, i necessari servizi di pulizia per le scuole statali, paritarie, private, un tempo scuola esteso e disteso”. Proseguono: “È fondamentale che la scuola (statale, paritaria, privata) e i servizi educativi ripartano in presenza; per farlo bisogna individuare misure che garantiscano la sicurezza e la salute degli studenti e del personale e la continuità e salvaguardia dell’occupazione e del lavoro. Occorre che il servizio di mensa scolastica riprenda contestualmente alla didattica, garantendo così anche i livelli occupazionali, dato il ruolo riconosciuto al momento del pasto quale parte integrante dell’offerta formativa, presidio per garantire la salute e fonte di nutrimento per bambini e ragazzi a supporto anche di famiglie vulnerabili. Occorre un grosso impegno per restituire, almeno in parte, a bambini e ragazzi il tempo e le opportunità formative perse nei lunghi mesi di sospensione delle attività in presenza. Bisogna individuare gli spazi e fornire, insieme alla mensa, tutti i servizi di supporto al diritto allo studio, all’ampliamento del tempo scuola, al mantenimento dei modelli organizzativi esistenti”.

“Al Governo e agli Enti Locali chiediamo di mettere a disposizione le risorse necessarie affinché in tutto il Paese si realizzino le condizioni per permettere la ripartenza e la permanenza nelle scuole, garantendo tutte le attività e i servizi accessori. È il momento di fare le scelte necessarie per rilanciare la centralità della scuola e dare al Paese prospettive di una crescita più equa, solidale, democratica. Per questo venerdì 31 luglio, alle ore 10.30, ci troveremo tutti insieme davanti al Ministero dell’Istruzione a ribadire che a settembre vogliamo tornare tutti a scuola!”, concludono Flc Fp e Filcams Cgil.

Ripartenza in presenza e in sicurezza

Scuola: ripartenza in presenza e in sicurezza, proseguono gli incontri

La ripartenza del prossimo anno scolastico in presenza e in sicurezza continua ad essere il tema al centro dell’attenzione non solo degli addetti ai lavori.

Dopo l’incontro tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali del 22 luglio scorso, svoltosi con particolare attenzione alle disponibilità economiche, per le prossime ore è stato definito un programma serrato di incontri.

Il primo tavolo di confronto è convocato per il 29 luglio ed avrà come tema di discussione il tema degli organici per il prossimo anno scolastico. In quella occasione ribadiremo l’importanza di potenziare l’organico docente, educativo ed ATA per poter permettere una didattica in presenza in piena sicurezza. Si tratta di un investimento strategico che permetterebbe il lavoro in gruppi con un numero di alunni ridotto, con evidenti benefici didattici e riduzione dei rischi di contagio.

Il secondo tavolo di confronto è convocato per il 30 luglio e riguarderà il protocollo sulla sicurezza. Si tratta di un appuntamento fondamentale al fine di condividere modalità di ripresa delle attività didattiche a settembre che siano effettivamente in presenza e in condizioni di sicurezza per tutti, personale scolastico e studenti.

Infine, il 30 luglio si svolgerà un terzo incontro per la definizione del contratto collettivo integrativo nazionale sul“Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa” destinato a retribuire le attività aggiuntive del personale scolastico. La disponibilità di queste risorse (circa 800 milioni di euro) fin dal prossimo primo settembre risulta di particolare rilevanza al fine di mettere le scuole nelle migliori condizioni per poter affrontare i problemi che la diffusione del COVID-19 ha comportato per il sistema scolastico.

A rischio chiusura centinaia di asili nido e scuole per l’infanzia

UGL Scuola: a rischio chiusura centinaia di asili nido e scuole per l’infanzia


 “Ancora una volta – afferma il Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupisiamo costretti a denunciare una situazione di drammatica confusione nell’ambito della scuola. A poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico mancano le linee guida per la riapertura degli asili e delle scuole per l’infanzia private”. 

Una situazione sconcertante – secondo l’UGL Scuola – che non consente ad oggi di poter definire il numero dei piccoli da destinare ad ogni educatore e quindi di non poter disegnare il numero di classi, nonostante reiterate richieste  ad uopo inviate al Ministero dalla nostra Organizzazione Sindacale .

“Questo  – continua Cuzzupi – mette a rischio la possibilità per migliaia di famiglie di usufruire di strutture specializzate per l’accudimento dei loro bimbi. Infatti, sebbene molte strutture sono disponibili ad assumere ulteriore personale con l’inevitabile aumento delle rette, appare irrisolvibile il nodo degli spazi e del conseguente distanziamento sociale dei bimbi”.

La soluzione sino ad ora ipotizzata dei cosiddetti “piccoli gruppi”, così come fatto per i Centri Estivi, diventa in realtà improponibile considerato gli spazi limitati ove operare e le esigue risorse a disposizione delle scuole private, portate allo stremo delle forze per l’emergenza Covid e per il mancato ricevimento degli ammortizzatori sociali.  

Questeafferma amara il Segretario Nazionale UGL Scuola –  sono le premesse per complicare la vita a migliaia di famiglie italiane e portare alla chiusura definitiva di almeno il 20% delle attuali strutture per l’infanzia con una conseguente perdita di posti di lavoro. Per tale motivo riteniamo necessario che il Governo si attivi urgentemente per predisporre valide, concrete e realistiche misure di sostegno per andare incontro a bambini, lavoratori e famiglie”. 

Federazione Nazionale UGL Scuola   

Il Segretario Nazionale

Orrnella Cuzzupi

Ministero non ha risposte per la scuola

Cuzzupi: ormai è evidente che il Ministero non ha risposte per la scuola 

Attraverso il question time tenuto ieri in sede di Commissione Cultura abbiamo assistito ad una nuova deprimente prova di un Ministero che oltre alle parole non offre alcuna garanzia per l’apertura della scuola ed è ormai in preda ad una confusione che confonde realtà e mondo dei sogni”

È questa la considerazione del Segretario Nazionale UGL Scuola Ornella Cuzzupi riferendosi alle risposte fornite dal sottosegretario De Cristofaro in rappresentanza del Ministro Azzolina nel botta e risposta tenuto in Commissione Cultura alla Camera.

È intollerabile – prosegue Cuzzupiche a 50 giorni dalla riapertura siamo ancora a parlare di ipotetici banchi con un impegno di spesa folle se solo si pensa ai lavori che andrebbero fatti nei plessi scolastici per renderli efficienti, funzionali e sicuri; siamo ancora a discutere sul dove indirizzare un milione e mezzo di alunni senza aule e, soprattutto, a ignorare del tutto le esigenze di assunzione a tempo indeterminato di cui il mondo della scuola necessita. A questo si aggiunga l’assoluta incuranza nei confronti di docenti e del personale ATA che hanno dato il massimo in tempo di crisi e che oggi rischiano di ricevere un assurdo e inconcepibile benservito”.

Il Segretario Nazionale solleva inoltre il problema delle responsabilità delle scelte che il Ministero – in mancanza di idee proprie e chiare – demanda ai dirigenti scolastici “lasciandoli del tutto soli di fronte a problemi che rischiano di far collassare il sistema un minuto dopo la ripartenza.”

Siamo in un momento decisivo per la scuola: senza alcuna programmazione realistica del prossimo anno, senza un intervento serio di edilizia scolastica senza un piano di assunzione che determini organici stabili e definiti ci stiamo avviando a grandi passi – conclude Cuzzupi – verso una paralisi della scuola che avrà altissimi costi sociali e i cui danni si ripercuoteranno sul futuro del Paese. L’UGL è pronta a confrontarsi e a fornire idee e soluzioni, il problema è che al confronto qualcuno preferisce i monologhi e le telecamere, autoreferenziali e fine a sé stessi, escludendo la voce degli esperti e dei lavoratori della Scuola”.

   Federazione Nazionale UGL Scuola

Il Segretario Nazionale

Orrnella Cuzzupi

ISTANZE ONLINE IN TILT

ISTANZE ONLINE IN TILT TRA GPS E MOBILITÀ ANNUALE, URGE PROROGA  

“Piattaforma telematica in tilt, numero verde collassato, errori a iosa e nervi a fior di pelle: l’informatizzazione delle graduatorie provinciali per le supplenze si sta rivelando un flop sulla pelle, ancora una volta, dei docenti precari”. Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, denuncia il malfunzionamento di Istanze Online, da ieri pomeriggio preso d’assalto dagli aspiranti supplenti che tentano di accedere al sistema informatico per presentare la domanda di inserimento nelle Gps.

“La piattaforma sta implodendo a causa del sovraccarico di utenti perché, oltre alle operazioni relative alle graduatorie provinciali, – ricorda Di Meglio – su Istanze Online è in corso anche la presentazione delle istanze per le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie il cui termine scadrà domani”.

“La situazione è insostenibile e, pur lavorando incessantemente, le nostre sedi sindacali non riescono a soddisfare tutte le richieste di assistenza. Chiediamo, perciò, un incontro urgente al ministero dell’Istruzione e una proroga della scadenza fissata per domani”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda

TRA BANCHI E TEST SIEROLOGICI, I RITARDI NON FINISCONO MAI

TRA BANCHI E TEST SIEROLOGICI, I RITARDI NON FINISCONO MAI

“È lecito, senza essere tacciati di disfattismo, domandarsi come è stato quantificato il fabbisogno di 3 milioni di banchi, per i quali è stato già indetto un bando di gara europeo dal commissario Arcuri, se il ministero dell’Istruzione ha fissato per le 19 di oggi il termine ultimo per l’invio delle richieste da parte dei dirigenti scolastici? La risposta più plausibile che riusciamo a darci è che, dato il grave ritardo accumulato finora, sia partita una corsa forsennata per dimostrare a tutti i costi l’efficienza dell’Amministrazione e mantenere il punto sulla data del 14 settembre. Ai vertici di viale Trastevere, però, ricordiamo che la fretta è sempre una cattiva consigliera”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, intervenendo in merito alla questione dei banchi anti-Covid su cui il Codacons ha anche presentato un esposto all’Anac e alla Corte dei Conti.

Si profila una corsa contro il tempo anche per i test sierologici che saranno disponibili a partire dal 10 agosto. “Al ministero davvero credono che docenti e personale Ata saranno disposti a interrompere le ferie a Ferragosto per sottoporsi volontariamente al test, per il quale, tra l’altro, è necessario il coinvolgimento del medico di base? E nel caso in cui l’esito risulti positivo e si debba procedere con il tampone, inevitabilmente i tempi si allungherebbero ed è lecito dubitare che si arriverebbe impreparati alla riapertura delle scuole”.

“Non si tratta di essere allarmisti e di usare toni apocalittici, come ci accusa la ministra Azzolina, ma di essere realisti e di osservare con oggettiva preoccupazione una situazione che è figlia di troppi ritardi. Ci auguriamo, almeno, – conclude Di Meglio – che all’incontro sulle risorse per l’avvio dell’anno scolastico, previsto per domani, il ministero sia in grado di indicare nel dettaglio le cifre disponibili da destinare agli organici, che rappresentano il nodo cruciale di questa ripartenza. Ora che il Decreto Rilancio è stato approvato definitivamente, l’Amministrazione non ha più scuse per non dire chiaramente quali e quante risorse investirà per incrementare il personale docente”.  

Riapertura delle scuole: ancora troppi nodi da sciogliere

Riapertura delle scuole: ancora troppi nodi da sciogliere

Intendo innanzitutto ringraziare il Segretario Zingaretti e la Responsabile Scuola del Partito Democratico Sgambato per aver accettato di incontrare le Associazioni professionali dei docenti e dei dirigenti sui temi della ripresa delle attività scolastiche in presenza.

Condividendo le posizioni dei rappresentanti delle Associazioni che mi hanno preceduto, espongo qui di seguito alcune proposte avanzate dall’ANDIS nelle ultime settimane:

  1. Locali scolastici
    Per far ripartire le scuole a settembre in assoluta sicurezza e garantendo il distanziamento degli alunni secondo le indicazioni dettate dal Comitato Tecnico Scientifico occorre reperire, con il supporto degli Enti proprietari e di altri soggetti del territorio, ulteriori locali da destinare alla didattica.
    Le iniziative di ricognizione del fabbisogno di aule, avviate “in ordine sparso” da alcuni Uffici Scolastici Regionali, hanno finito per creare confusione e disorientamento tra i dirigenti scolastici delle diverse regioni.
    Anche per questo motivo sarebbe opportuno rafforzare la cabina di regia nazionale e fornire alle istituzioni scolastiche indicazioni univoche, in modo da evitare di far lavorare “a vuoto” i tavoli di coordinamento territoriale.
    Sulla questione dei locali in quasi tutte le regioni sono state avviate le Conferenze dei servizi, ma è pur vero che gli Enti Locali si aspettano dal Governo e dal Ministero certezze circa la disponibilità di risorse aggiuntive e di snellimento delle procedure.
  2. Organici
    Il 2020-2021 si aprirà con migliaia di posti di insegnamento vacanti e disponibili (le OO.SS. di comparto stimano che sarà necessario ricorrere ad oltre 200.000 contratti di supplenza).
    A ciò si aggiunge il fatto che l’Amministrazione si è impegnata ad assegnare alle scuole contingenti aggiuntivi per far fronte alla riduzione del numero di alunni per classe e all’articolazione degli alunni per gruppi di apprendimento.
    Appare quindi urgente e prioritario accelerare sul reclutamento. La prova preselettiva dei concorsi ordinari è stata rinviata al prossimo autunno, l’aggiornamento delle graduatorie disciplinato dall’Ordinanza del 10 luglio scorso potrebbe non concludersi regolarmente entro il 1° settembre. Sarebbe il caso di prendere in considerazione la proposta delle OO.SS. circa l’emanazione di un provvedimento legislativo che autorizzi l’immissione in ruolo dei precari con almeno 3 anni di anzianità di servizio.
    C’è urgenza di procedere all’assunzione in ruolo sui posti vacanti di dirigente scolastico e di direttore dei servizi generali e amministrativi in modo che, con l’inizio del nuovo anno, le scuole possano affrontare adeguatamente le difficoltà connesse alla ripresa delle attività didattiche in presenza. Se non si accelerano tali procedure si rischia di mandare in crisi il regolare funzionamento amministrativo e contabile di migliaia di scuole.
    Considerato, inoltre, che i Piani di riapertura delle istituzioni scolastiche prevedono lo scaglionamento degli accessi, la periodica pulizia e sanificazione dei locali e dei servizi igienici, il controllo dei percorsi e degli ingressi, l’attivazione di nuove tecnologie per la didattica a distanza, ecc. appare indifferibile e urgente provvedere al potenziamento degli organici del personale ATA.
  3. Rapporti con le organizzazioni sindacali
    Considerate le difficoltà e le incognite con cui ci avviciniamo alla riapertura delle scuole, sarebbe auspicabile che il Ministero e le Parti sociali avviassero una serena e proficua concertazione, soprattutto per affrontare le questioni degli organici, delle nuove modalità di svolgimento della prestazione lavorativa (docenza in modalità “mista”, flessibilità oraria, ecc).
    Si dovrebbe, inoltre, procedere alla modifica del Regolamento sulle supplenze in modo da poter far fronte al problema delle assenze improvvise di docenti o ATA. Per le sostituzioni del personale assente si potrebbe pensare ad un organico aggiuntivo di scuola o di ambito.
  4. Lavoratori “fragili”
    Con la proroga dello stato di emergenza annunciata dal Presidente Conte sarà sicuramente rinnovata la raccomandazione ai datori di lavoro di tener conto delle esigenze dei lavoratori c.d. fragili.
    Si consideri che nelle scuole la condizione di “fragilità”, dovuta sia all’età che a particolari patologie, interessa alte percentuali di personale docente e ATA.
    I dirigenti scolastici vorrebbero sapere come gestire questi dipendenti e soprattutto come sostituirli.
  5. Trasporti
    In Conferenza Stato-Regioni si sta discutendo in questi giorni della possibilità di ripristinare al 100% la capienza sui mezzi pubblici.
    Se si dovesse adottare una misura di questo tipo, bisognerebbe poi spiegare al personale delle scuole, agli amministratori locali, agli studenti e alle famiglie a che cosa servono le misure adottate per il distanziamento a scuola, per il reperimento e la sistemazione di nuovi locali, per gli orari di ingresso e di uscita scaglionati, per i percorsi di sicurezza, ecc.
  6. Misure sanitarie
    Deve essere sancita l’obbligatorietà dei test sierologici al personale della scuola.
    Bisogna assegnare alle istituzioni scolastiche protocolli sanitari chiari e inequivocabili, che dicano tra l’altro quali sono le procedure da adottare in caso di contagio accertato a scuola.
  7. Sostegno ai dirigenti scolastici
    Va affrontato il tema delle responsabilità improprie che gravano sui dirigenti scolastici. Come si è prospettato per altre categorie di datori di lavoro, va esplicitato in un provvedimento legislativo che, in mancanza di dolo o colpa grave, non si configura una responsabilità penale del ds in caso di contagio di alunni o personale della scuola, né tanto meno in materia di idoneità degli ambienti e di sicurezza degli edifici.

Auspicando che occasioni di confronto come questa possano ripetersi quanto prima, rinnovo i ringraziamenti e dichiaro la piena disponibilità dell’ANDIS a collaborare in futuro per il bene della scuola.

Il Presidente nazionale
Paolino Marotta

Su settembre nessuna polemica strumentale

Scuola, Sinopoli: su settembre nessuna polemica strumentale, solo problemi concreti da affrontare

Roma, 18 luglio “Lo abbiamo detto ieri e lo ribadiamo oggi: la scuola deve ripartire in presenza, per tutte e tutti, ma a causa dei ritardi enormi e dell’incertezza sulle risorse, ci troviamo davanti al rischio concreto che a settembre la scuola riapra in molti, troppi contesti, con la didattica a distanza e con pesanti riduzioni di orario”. Così Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL.

 “Le organizzazioni sindacali hanno chiesto al Governo di fare di più e più in fretta. Nessuna polemica strumentale – sottolinea il dirigente sindacale – solo la constatazione dei fatti e dei problemi concreti da affrontare. C’è un tema centrale: le risorse finanziarie messe a disposizione per il sistema di Istruzione. Fino ad oggi non è chiaro nemmeno se il miliardo aggiuntivo annunciato dalla Ministra Azzolina c’è o non c’è. Se a settembre vogliamo ripartire con la scuola in presenza per tutti bisogna fare di più, con maggiore chiarezza, con più coordinamento e più impegno, e noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

“Bisogna dire chiaramente alle scuole se avranno a disposizione un organico aggiuntivo, di quale consistenza, e quando sarà disponibile. Si devono supportare maggiormente i dirigenti scolastici che sono alla disperata ricerca di spazi. Si deve affrontare il tema della refezione: la mensa è parte integrante del tempo scuola. Si riaprono i ristoranti e sarebbe incomprensibile se non si aprissero le mense scolastiche nelle quali sono impiegati migliaia di lavoratori che oggi sono per di più privi di ammortizzatori”. Conclude Sinopoli.

Occorrono fatti e concretezza!

Cuzzupi: basta coi castelli di fumo. Occorrono fatti e concretezza!

Dura presa di posizione della Federazione Nazionale UGL Scuola a fronte di un immobilismo decisionale che sta rendendo sempre più complicato il previsto inizio delle attività scolastiche.

Il Segretario Nazionale, Ornella Cuzzupi, nel ricordare come da mesi l’UGL sta stigmatizzando l’approssimazione con il quale il Ministero sta affrontando il tema della ripresa scolastica, denuncia ancora una volta come la situazione si fa sempre più complicata e difficile da risolvere: “Occorrono chiare indicazioni e metodologie di lavoro, non possiamo immaginare che bastino le parole per risolvere i problemi. Alunni, genitori, docenti, dirigenti, personale ATA, hanno prima di ogni cosa il diritto di sapere cosa fare, come comportarsi e in che perimetro muoversi, non è sufficiente lanciare vaghe idee e poi lasciare ad altri il compito di tradurle. In questo caso si crea una confusione che ci avvia, inevitabilmente, verso il blocco delle attività, altro che ripresa!

Il problema, inoltre investe in prima battuta anche gli spazi disponibili e il numero di docenti: “Si stanno costruendo castelli di fumo che, al primo venticello di autunno, si riveleranno per quel che sono: nulla. – continua Il Segretario Nazionale – Si è ancora alla ricerca di spazi adeguati, di lavori da fare e di come strutturare le classi. Non si comprende che la soluzione è dettata dalla diminuzione degli alunni nelle classi, utilizzando per il momento anche solo quelle esistenti, e dall’assunzione a tempo indeterminato di nuovi docenti e di personale ATA che garantiscano la piena funzionalità della scuola. Questo sarebbe un risultato fondamentale anche per gettare le basi della scuola del futuro avendo tempo di trovare soluzioni per gli spazi, ad esempio riadattando le vecchie strutture dismesse e riportare le classi ad un numero decente di studenti proprio per assolvere al meglio la missione di educazione e istruzione propria della scuola”.

Dunque, ancora una volta la Federazione Nazionale UGL Scuola, rimarca la gravissima mancanza di realismo e concretezza del Ministero che sta avviando 8.000 istituzioni scolastiche verso una riapertura che rischia di rivelarsi un pericolosissimo fallimento causa organici insufficienti e mancata osservanza delle regole di tutela personale previste dal Protocollo Ministeriale.

Si continua a parlare d’insegnamento misto tra didattica in presenza e didattica a distanza e studenti alternati a seguire le lezioni a casa e in aula, ledendo l’intera impalcatura pedagogica e formativa del Mondo Scuola. Il tutto solo per un mero risparmio sugli investimenti pubblici destinati all’istruzione, con l’aggravio della precarizzazione del lavoro del personale e lo sgomento di migliaia di famiglie che temono per i propri figli.

   Federazione Nazionale UGL Scuola

Il Segretario Nazionale
Orrnella Cuzzupi