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FONDO ISTITUTO

FONDO ISTITUTO, GILDA: SCUOLE ANCORA IN ATTESA DEI SOLDI 

Tutti i soldi previsti per il FIS, Fondo dell’Istituzione Scolastica con cui vengono pagate le funzioni e i progetti svolti dai docenti, sono ancora bloccati in attesa delle verifiche da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze. A sollevare la questione è la Gilda degli Insegnanti in seguito alle numerose rimostranze pervenute dalle scuole in merito al mancato accredito delle somme del FIS per l’anno scolastico 2018/19. 

“Da verifiche che abbiamo effettuato consultando gli uffici del Miur – spiega il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio – ci risulta che, oltre alle somme relative all’anno scolastico appena concluso, sarebbero bloccate anche le risorse del FIS 2017/18 che non sono mai arrivate agli istituti. Si tratta di una situazione inaccettabile e chiediamo che Miur e Mef accelerino i tempi di accredito dei fondi, così da corrispondere i compensi dovuti ai docenti”. 

Dl crescita

Dl crescita: no ad una scuola discriminante e subalterna alle aziende

“Il credito d’imposta concesso alle imprese che decidono di donare risorse agli istituti professionali e assumere giovani diplomati negli stessi, previsto nel decreto crescita, aumenta le discriminazioni a scapito degli studenti che vivono nelle aree più povere del Paese. Si tratta, quindi, di un provvedimento inaccettabile che mette a rischio i principi dell’indipendenza e della libertà d’insegnamento, nonché dell’uguaglianza tra gli studenti. Principi costituzionali che dovrebbero caratterizzare la scuola più di qualsiasi altra istituzione”.  Lo dice  la FLC CGIL.
“La realizzazione, la riqualificazione e l’ammodernamento dei laboratori scolastici non possono e non debbono dipendere dalle donazioni delle aziende, ma devono dipendere integralmente dall’impegno di risorse pubbliche. È lo Stato che deve garantire le stesse condizioni a tutte le scuole, da Nord a Sud, a prescindere dal contesto economico in cui l’istituzione scolastica si trova. Così facendo, invece, ci troveremo ad avere scuole di serie a e di serie b”. 
“Inoltre, c’è il pericolo concreto che le istituzioni scolastiche beneficiarie smarriscano l’obiettivo primario dell’istruzione pubblica, ovvero quello di fornire valori di cittadinanza oltre che competenze e abilità generali, puntando sull’apprendimento delle competenze professionali funzionali alle aziende donatrici”.

ESAMI DI STATO, OGGI SECONDA AUDIZIONE

SCUOLA, M5S: ESAMI DI STATO, OGGI SECONDA AUDIZIONE CON INSEGNANTI

Roma, 18 giugno – “Le novità introdotte dalla riforma della Scuola negli esami di Stato con il decreto legislativo n. 62 del 2017 hanno portato non poche criticità che gli insegnanti ci hanno da tempo segnalato e proprio in queste ore si trovano ad affrontare. Per questo abbiamo deciso di audirli in commissione 7ª”. Lo affermano le senatrici e i senatori del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione e Cultura. 
“L’affare assegnato in commissione”, proseguono “ha lo scopo di acquisire elementi informativi in corso di svolgimento degli esami sull’adeguatezza e la congruità delle scelte compiute, nonché le considerazioni dei diretti interessati, per poter compiere una valutazione complessiva sulla nuova disciplina (compresi requisiti di accesso all’esame, modalità di calcolo dei crediti scolastici e determinazione del voto finale). I criteri con cui l’affare assegnato viene condotto sono innovativi per due ragioni: la prima è che la commissione audisce direttamente gli insegnanti, la seconda è che ci sarà un “doppio” intervento in commissione, durante gli esami e alla conclusione (lo stesse persone che intervengono in questi giorni saranno quindi riascoltate a settembre), in modo da poter evidenziare la eventuali criticità durante tutto il ciclo degli esami. 
Finora sono intervenuti insegnanti dei licei Augusto Righi e Giordano Bruno, l’Associazione nazionale docenti (AND) e l’Associazione docenti e dirigenti scolastici (ADI). Tra le prime criticità emerse ci sono: l’eccessivo numero delle simulazioni ministeriali, il mancato rispetto della privacy negli orali degli alunni con disturbi specifici di apprendimento, le troppe ore di alternanza scuola-lavoro, che non hanno permesso quest’anno di completare i programmi scolastici, lo scarso peso attribuito alla prova esecutiva di strumento musicale rispetto a quella analitica, nonché l’esclusione dalla commissione d’esame dei docenti di strumento per i licei musicali, nonostante musica sia materia di indirizzo. 

Lettera aperta per richieste urgenti

Al Ministro dell’ Istruzione Università e Ricerca
prof. Marco Bussetti

p.c.  Al Capo di Gabinetto
dott. Giuseppe Chinè

Oggetto: Lettera aperta per richieste urgenti

Gent.mo  Ministro 

l’Associazione professionale di dirigenti scolastici D.S.A.L. esprime forte preoccupazione per i rischi di progressivo peggioramento delle condizioni dell’esercizio della professione direttiva nelle scuole statali. 

In particolare:

1. il possibile avverarsi del rischio che una sentenza di carattere amministrativo rimetta in discussione tutta la prova scritta del concorso in atto per la dirigenza, nel caso si avverasse, bloccherebbe di fatto il regolare avvio dell’anno scolastico e darebbe il colpo di grazia alle difficili condizioni professionali già in atto a causa dell’enorme numero di reggenze;

2.  la recente trasformazione in legge del DDL ‘Concretezza’ introduce una forma insensata e mortificante di controllo della presenza in servizio dei dirigenti scolastici statali, senza tener conto della specificità del loro profilo;

3.  la mancanza a tutt’oggi di immissioni in ruolo di docenti comporta per il prossimo anno scolastico un aumento in modo esponenziale dei posti da assegnare con incarichi annuali, con l’aggravante di graduatorie tali da rendere impossibili fin dall’inizio di settembre nomine durature per tutto l’anno;

4.  l’aumento esponenziale di adempimenti burocratici, specie per l’attuazione dei progetti finanziati con fondi PON, carica la quotidiana gestione amministrativa delle scuole di procedure non sempre indispensabili anche secondo le esigenze indicate dagli uffici comunitari;

5.  il permanere di gravi responsabilità sulla sicurezza degli edifici con compiti e forme indebite rispetto ai compiti della direzione scolastica ne snatura la funzione e ne aggrava i compiti. 

Alla luce di quanto sopra ci permettiamo di chiederLe:

1.  che l’Amministrazione predisponga preventivamente ogni misura possibile (amministrativa, legislativa e giudiziaria) nel caso che la sentenza amministrativa attesa per il 3 luglio effettivamente comprometta la prova scritta del concorso per dirigenti già svolta: tali misure dovranno mirare a salvaguardare la procedura concorsuale al fine di poter procedere a partire dal 1 settembre alla copertura di tutti i posti vacanti a dirigente scolastico. A questo scopo ci rendiamo disponibili ad un incontro, appena nota la sentenza, per collaborare alle misure necessarie; 

2.  il Suo diretto intervento affinché nella scrittura del Regolamento attuativo della legge Bongiorno, vengano esclusi i dirigenti scolastici dal previsto controllo di presenza in servizio;

3. che, in attesa dell’avvio di nuove assunzioni in ruolo, le procedure di nomine dei supplenti siano consentite in via straordinaria da subito come nomine annuali, per non dover assistere di nuovo al tristissimo spettacolo di decine di migliaia di caroselli sui posti di insegnamento dichiarati precari ad anno scolastico iniziato;

4.  che vengano con urgenza riviste tute le procedure di monitoraggio e rendicontazione per i progetti finanziati con fondi PON al fine di semplificarne lo svolgimento, limitandolo alle sole e essenziali richieste comunitarie, come avviene negli altri stati membri;

5. di adoperarsi affinché in Parlamento sia ripreso, in materia di responsabilità dei dirigenti scolastici nella gestione della sicurezza degli edifici scolastici, il percorso di confronto avviato nella scorsa legislatura (in commissioni congiunte Lavoro e Istruzione) che aveva realizzato un’interessante ed equilibrata proposta di soluzione.

Sono, quelli esposte, interventi che riteniamo necessari per favorire una agile ed efficace gestione delle scuole statali e per salvaguardare l’esercizio dei compiti gestionali-organizzativi e la funzione formativa e culturale propri della professione direttiva.

Distinti ossequi.
Ezio DELFINO
Presidente nazionale DiSAL

Caso prof. Dell’Aria

Scuola: Sinopoli, caso prof. Dell’Aria è una sciagura istituzionale

 “Sul caso della professoressa Dell’Aria si sta consumando una sciagura istituzionale senza precedenti, che mina la libertà di insegnamento nella scuola italiana e la credibilità del governo”. Lo dice il segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli.

“È grave – aggiunge – che a settimane di distanza dalle rassicurazioni fornite dal vicepremier Salvini e dal ministro della pubblica istruzione Bussetti il provvedimento disciplinare nei confronti dell’insegnante non sia stato né revocato né dichiarato illegittimo. Motivo per cui i legali della docente stanno procedendo alla presentazione del ricorso presso la sezione lavoro del Tribunale di Palermo”.

“Dopo l’ammissione di colpa sull’inopportunità della sanzione disciplinare – prosegue Sinopoli – ci saremmo aspettati un’attenzione e una coerenza maggiori da parte di chi guida la scuola ed il Paese. Non solo chiarimenti pro forma e belle parole, ma atti concreti. Invitiamo il Miur e il governo a fare la propria parte con i fatti per rendere giustizia alla professoressa Dell’Aria e ribadire il valore della libertà d’insegnamento”.

‘Sulla libertà d’insegnamento – conclude il segretario generale della FLC – è necessario riaprire una discussione nelle scuole già da settembre, su questo versante infatti, l’autonomia differenziata rappresenta un ulteriore pericolo, poichè rischia di subordinare la scuola direttamente alla politica regionale.”

ULTIMO APPELLO AI SENATORI DELLA REPUBBLICA

Atto S. 920-B “Interventi per la concretezza delle azioni delle PP.AA. e la prevenzione dell’assenteismo”

ULTIMO APPELLO AI SENATORI DELLA REPUBBLICA

La norma presenta evidenti profili di incostituzionalità

Onorevoli Senatori,

in vista del voto finale previsto per mercoledì 12 giugno p.v. l’ANDIS rinnova l’appello a modificare il comma 4 dell’art. 2 del DDL 920-B, nella parte in cui prevede la rilevazione della presenza dei dirigenti scolastici con sistemi di verifica biometrica e di videosorveglianza.

Siamo di fronte ad una norma palesemente irragionevole, perchè non presenta coerenza tra la finalità (“la prevenzione dell’assenteismo”) e gli strumenti scelti per raggiungere lo scopo prefissato.

Difatti non vengono forniti dati sulle assenze dei dirigenti scolastici che possano giustificare la misura, nè si tiene conto che la funzione del dirigente scolastico non è soggetta ad un orario contrattualmente definito e non è legata ad un ufficio o ad orari fissi.

La dirigenza delle istituzioni scolastiche, infatti, comporta un sistema di relazioni istituzionali con Enti e soggetti del territorio (art. 21 L. 59/1997 e D.P.R. 275/1999), spostamenti frequenti in orari diversi (anche serali e festivi) e ritmi di lavoro non ascrivibili alla mera dirigenza amministrativa.

E’ del tutto evidente che il Dirigente scolastico è chiamato ad adeguare ogni giorno la propria prestazione lavorativa alle diverse sedi dipendenti e alle molteplici e complesse esigenze dell’organizzazione.

L’ANDIS segnala ancora che la norma presenta un ulteriore profilo di incostituzionalità in quanto viola il principio di uguaglianza, introducendo una evidente disparità di trattamento sia tra dirigenti scolastici e personale docente che tra dirigenti scolastici e dirigenti di altre pubbliche amministrazioni (magistrati, avvocati e procuratori di stato, professori e ricercatori universitari…), categorie escluse dall’accertamento.

Alla luce degli elementi sopra richiamati, l’ANDIS chiede agli Onorevoli Senatori della Repubblica di approvare un emendamento che escluda anche i dirigenti scolastici dalle misure di verifica biometrica della presenza.

Il Presidente nazionale

Prof. Paolino Marotta

Accordo con sindacati su reclutamento e Pas

Scuola, Bussetti: “Bene accordo con sindacati su reclutamento e Pas. Daremo risposta seria al precariato. Parte nuova stagione di concorsi”

Questa sera al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è stato raggiunto l’accordo con le Organizzazioni Sindacali sul tema del reclutamento e del precariato nella scuola. L’accordo è stato chiuso nell’ambito di uno dei tavoli tematici attivati a seguito dell’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro Marco Bussetti.

“L’accordo raggiunto oggi – commenta Bussetti – è frutto del serio lavoro che abbiamo condotto in queste settimane con le Organizzazioni Sindacali. Un confronto franco che porterà alla stesura di una norma attraverso la quale metteremo in campo misure straordinarie a tutela dei precari storici e, in contemporanea, avvieremo una nuova stagione di concorsi ordinari per chi vuole insegnare nella scuola secondaria. Questo Governo sta mostrando grande attenzione verso il comparto dell’Istruzione. L’accordo di oggi ne è ulteriore riprova. Definiamo un percorso che ci consente di dare una risposta concreta al precariato giunto ormai a livelli esponenziali che rischiano di mettere in difficoltà il funzionamento del sistema, proprio perché negli ultimi anni sono mancati una seria programmazione e interventi adeguati”.

In particolare, saranno previsti, per i docenti che hanno già lavorato per almeno tre anni nella scuola, sia statale che paritaria, percorsi (PAS), che saranno attivati a stretto giro e che consentiranno di conseguire l’abilitazione all’insegnamento, utile, fra l’altro, per accedere alle supplenze annuali dalle graduatorie di seconda fascia e per insegnare nelle paritarie. Al PAS potranno accedere, tra gli altri, anche i docenti di ruolo e i dottori di ricerca.

Al contempo, sarà bandito un concorso straordinario e abilitante, da oltre 24.000 posti, per chi ha già maturato tre anni di insegnamento nella scuola statale, di cui uno specifico nella classe di concorso per cui si intende concorrere. La graduatoria finale sarà determinata assicurando un preminente rilievo ai titoli di servizio, oltre che in base al punteggio attribuito ad una prova scritta, da svolgere al computer, per la quale sarà prevista una soglia di punteggio minimo, nonché a una prova orale non selettiva, si legge nell’intesa siglata.

Ulteriori 24.000 posti saranno poi destinati a un concorso ordinario per laureati in possesso dei requisiti previsti dalla disciplina vigente, fra cui 24 crediti formativi in ambito antropo-psico-pedagogico e metodologie e tecnologie didattiche.

“Con questi due concorsi per la scuola secondaria bandiremo, fra straordinario e ordinario, quasi 50mila posti. Altri 17.000 sono quelli del concorso ordinario per infanzia e primaria – prosegue Bussetti -. Nei prossimi mesi, dunque, bandiremo quasi 70.000 posti nella scuola”.

I tavoli proseguiranno ora per affrontare, fra l’altro, anche le tematiche connesse al personale ATA.

Roma, 11 giugno 2019

Prof sospesa a Palermo

Prof sospesa a Palermo=On. Nicola Fratoianni (Sinistra):

Alla fine sembra che a sollecitare  Usr Palermo siano stati gli uffici del Miur. Quindi il ministro ha mentito al Parlamento quando ha negato ogni responsabilità.E anche la conciliazione sembrerebbe una chiacchera.La scuola italiana non si merita un ministro così

Non si è ancora conclusa la vicenda della professoressa di Palermo Dell’Aria sospesa per 15 giorni perchè i suoi studenti in una ricerca avevano accostato le leggi razziali alle norme del ministro Salvini:  ora veniamo a sapere dalle ultime notizie giornalistiche del quotidiano La Repubblica che a sollecitare e a chiedere spiegazioni all’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, che ha portato poi alla surreale sospensione della prof. di Palermo, sarebbero stati gli uffici dello stesso Ministro Bussetti. Quindi il ministro dell’istruzione leghista avrebbe mentito in Parlamento quando ha negato ogni coinvolgimento del Miur della vicenda scaturita da una segnalazione di un esponente neofascista al ministero di Viale Trastevere. “Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana. “Ancora una volta si conferma l’inattendibilità di questo ministro – prosegue l’esponente della sinistra – tenendo presente che anche l’annunciata e sbandierata “conciliazione tra le parti” pare che sia rimasta una chiacchera, tanto che ora l’assurda punizione della docente arriverà in tribunale.” “La scuola italiana – conclude Fratoianni- non si merita certo un ministro così”

No a qualunque ipotesi di autonomia differenziata

Università, Maullu (Fgu): “No a qualunque ipotesi di autonomia differenziata” 
No a operazioni legislative ulteriormente penalizzanti per il Sud, sì a un intervento perequativo in grado di colmare il gap strutturale con il Nord. Il Dipartimento Università della Fgu Gilda-Unams dichiara la sua netta contrarietà, totalmente condivisa dall’esecutivo nazionale della Fgu, verso qualsiasi tentativo, da qualunque schieramento politico provenga, di assestare il colpo di grazia al sistema universitario con un’altra riforma in chiave autonomistica. 
Secondo il coordinatore nazionale Arturo Maullu, ai già ingenti danni provocati dalla legge 240/2010 voluta dall’ex ministro Gelmini, non si deve aggiungere un’ulteriore ferita con la paventata autonomia differenziata che entrerebbe “in contrasto con quanto previsto dall’articolo 33 della Costituzione, – spiega Maullu – in base al quale l’autonomia spetta a tutte le università e non può, quindi, essere concessa solo ad alcuni atenei. Se poi si considera che, secondo quanto emerge da indiscrezioni giornalistiche, tra i criteri che si vorrebbero adottare ci sarebbe anche il numero degli studenti iscritti provenienti da altre regioni o il tasso di occupazione entro 12 mesi dalla laurea, è facilmente prevedibile quali saranno gli atenei penalizzati”. 
Il coordinatore nazionale esprime forte preoccupazione anche per lo stato giuridico dei professori universitari che corre seri rischi non solo sul fronte degli obblighi, ma anche per la stessa autonomia della didattica e della ricerca. “L’università è l’unica pubblica amministrazione soggetta a valutazione e – conclude Maullu – non può essere resa ulteriormente selettiva con criteri che ignorano la già penalizzante situazione in cui versano gli atenei del Mezzogiorno”.

Basta col gioco delle tre carte!

Sanzione prof.ssa Dell’Aria: basta col gioco delle tre carte! Dimissioni subito di Bussetti e Anello

Un articolo di Repubblica del 9 giugno chiarisce forse definitivamente la penosa questione della docente Dell’Aria sanzionata per non aver censurato e controllato i suoi alunni, rei di aver accostato alcuni aspetti delle leggi razziali e del decreto sicurezza. L’articolo palesa come vi sia stato un intervento diretto del Miur e del Ministro Bussetti nella sanzione alla prof.ssa Dell’Aria. Una mail inviata dal Miur all’USR Sicilia ha aperto la procedura ispettiva nei confronti della docente, successivamente il provveditore Anello e l’ispettrice Assenza, con pervicace impegno ed attenzione, hanno avviato una ispezione con un finale già scritto: sanzionare, punire, reprimere. Dopo due settimane di spot elettorali e impegni di facciata del Ministro Bussetti e del vicepresidente del consiglio Salvini, la sanzione resta comminata senza alcuna revoca, il provveditore Anello rivendica la correttezza del suo operato, il Ministro Bussetti afferma tutto e il contrario di tutto. Dopo una raccolta firme lanciata da USB che ha raccolto 200 mila firme, presidi in tutta Italia, mobilitazioni spontanee della società civile, che hanno messo al centro delle proteste il rispetto dell liberta’ d’insegnamento e la formazione autonoma degli studenti, ci sembra chiaro che le uniche strade da percorrere, per ridare credibilità al Ministero e agli uffici periferici del Miur a Palermo, siano le immediate dimissioni del Provveditore Anello e del Ministro Bussetti, che hanno usato lo strumento ispettivo e sanzionatorio per entrare in questioni prettamente didattiche, che nulla hanno di irrispettoso verso le istituzioni e la pubblica amministrazione, né tanto meno palesano una qualche mancanza della collega, peraltro basandosi sulle segnalazioni di un cosiddetto giornalista, noto per i suoi interventi su testate e siti neofascisti, quelli sì in palese contraddizione con il dettato costituzionale.

Abilitati Romania

IL MINISTERO DELL’EDUCAZIONE NAZIONALE ROMENO CONFERMA  IL DIRITTO DI PARTECIPAZIONE AI CONCORSI PER DOCENTI AI FINI DEL RICONOSCIMENTO SECONDO LA DIRETTIVA N.36/2005 A TUTTI I CITTADINI  DELLA UE CON LA NOTA N. 309110 DEL 21.05.2019.

Avv. Maurizio Danza
Prof. Diritto Del Lavoro Università Mercatorum Roma

Ennesimo capitolo in merito della nota controversia sul diritto all’espletamento della professione docente in Italia, richiesto da migliaia di cittadini italiani che, a seguito dell’avviso MIUR n.5636 del 2 aprile 2019 di rigetto delle loro istanze, hanno presentato ricorso al TAR Lazio-Roma. Di particolare rilevanza in tal senso, la recentissima nota n 30910 del 21 maggio 2019e a firma del Direttore Generale del Ministero dell’Educazione Nazionale Rumeno- Dott.ssa Corina Marin-ed indirizzata al rappresentante FSIUSAE Scuola Estero, che conferma la illegittimità del diniego del MIUR per non aver mai disposto un accertamento finalizzato alla verifica di quei “requisiti minimi” tali da garantire  l’espletamento della funzione docente in Italia  salvaguardando così anche nell’ordinamento scolastico, il diritto alla libertà di circolazione previsto dall’art.45 del trattato fondativo dell’Unione Europea .A tal proposito, e  fugando qualsiasi altro dubbio in merito anche al diritto alla partecipazione ai concorsi dei ricorrenti con la qualifica professionale docente maturata a seguito del percorso formativo psicopedagogico , e alla sua conformità alla Direttiva n.36/2005 e n.55/2013, la nota del Ministero Romeno dispone espressamente che “ in conformità con le disposizioni dell’art.108 comma 1 della Metodologia-quadro riguardante la immobilità degli insegnanti dell’istruzione preuniversitaria nell’a.s.2019.2020, approvata tramite OMEN 5460/2018 con le variazioni ed inserzioni successive : I cittadini degli stati membri dell’Unione europea…che compiono le condizioni necessarie di studi riconosciuti/equiparati dal Ministero dell’Educazione nazionale oppure hanno studiato in Romania, hanno il diritto di partecipare ai concorsi di occupazione dei posti d’insegnante/cattedre libere/riservate dell’istruzione preuniversitaria e, in base ai risultati ottenuti al concorso, possono essere impiegati a termine determinate o indeterminato. La metodologia quadro riguardante la mobilità del personale docente dell’istruzione preuniversitaria nell’a.s. 2019/2020 approvata tramite l’OMEN n.5460/2018…è disponibile su http://titularizare.edu.ro/2019/.” Ciò nonostante il MIUR, continua a disattendere sia i principi comunitari in tema di riconoscimento delle qualifiche professionali, sia quelli di diritto nazionale, tra cui quello dell’accesso parziale disciplinato dal combinato disposto dell’art. 1 bis e 5 septies del D.lgs.n.206/2007(  peraltrodi attuazione della stessa Direttiva 2005/36/CE) secondo cui Il presente decreto disciplina, altresi’, il riconoscimento delle qualifiche professionali gia’ acquisite in uno o piu’ Stati membri dell’Unione europea e che permettono al titolare di tali qualifiche di esercitare nello Stato membro di origine la professione corrispondente, ai fini dell’accesso parziale ad una professione regolamentata sul territorio nazionale, nonche’ i criteri relativi al riconoscimento dei tirocini professionali effettuati da cittadini italiani in un altro Stato membro” . La applicazione doverosa di tali principi, va fatta risalire peraltro, alla nota sentenza “ Morgenbesser” del 13 novembre 2003 C-313/2001 della Corte di Giustizia Europea ( ed anche alle  sentenze CGE 15 ottobre 1987  Heylens e a ; 7 maggio 1991 C-340/89 Vlassopoulou ; 7 maggio 1992 C -104/91 Aguirre Borrell.), secondo cui uno stato membro a cui si rivolge un cittadino di altro paese che intende svolgere una professione regolamentata, deve disporre una valutazione finalizzata in via di principio alla “salvezza degli effetti della qualifica conseguita in un altro paese” , anche quando essa non soddisfi pienamente, ma solo parzialmente, i requisiti fissati in quella legislazione : ciò alfine di garantire il diritto alla libertà di circolazione previsto dall’art.45 del trattato fondativo dell’Unione Europea!  

Auspichiamo che il Collegio della Terza sezione Bis del Tar-Lazio-Roma valuti attentamente la questione, alla luce della nota, nonchè di altri documenti emanati dal Ministero Romeno ed in possesso esclusivo della difesa, in vista dell’esame della questione cautelare ad oggetto la sospensiva dell’illegittimo provvedimento del MIUR.

TELECAMERE NEGLI ASILI

NOTA DEL PRESIDENTE NAZIONALE APEI: UN PLAUSO A DE MAGISTRIS SULLA CONTRARIETÀ ALLE TELECAMERE NEGLI ASILI 
Dichiarazione di Alessandro Prisciandaro, presidente nazionale Associazione pedagogisti ed educatori italiani.
“Apprendiamo con piacere che il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha trasmesso una lettera al Presidente dell’Anci De Caro in relazione all’emendamento al decreto “sblocca cantieri” che finanzia l’introduzione di telecamere nelle strutture dedicate all’infanzia.Come presidente della associazione di pedagogisti e di educatori maggiormente rappresentativa ritengo che tale posizione sia quanto mai opportuna: è necessario che le amministrazioni locali si oppongano a misure di questo tipo; è indispensabile che tutti si rendano conto che la scorciatoia del controllo non ha sbocchi. Bisogna piuttosto investire nella formazione dei lavoratori, nell’adeguatezza degli ambienti di lavoro, nella supervisione pedagogica dei servizi. Bisogna adeguare le retribuzioni degli educatori, più basse dei loro colleghi laureati.
L’Anci prenda una analoga, netta posizione in merito”

Videosorveglianza nelle scuole dell’infanzia

Videosorveglianza nelle scuole dell’infanzia: si ritiri l’emendamento. La scuola è un’istituzione che merita fiducia

Il decreto “Sblocca Cantieri”, approvato al Senato, prevede un emendamento che finanzia i sistemi di videosorveglianza in tutte le scuole dell’infanzia.

L’introduzione di tali sistemi, oltre a costituire un onere per lo Stato, alimenta la cultura del sospetto e getta un’ombra di discredito e di sfiducia nei confronti della scuola, fatta apparire come luogo “in cui possono succedere tali accadimenti, quindi è meglio sorvegliare”.

Tutto ciò è profondamente autolesionistico per una democrazia che vuole investire nello sviluppo delle future generazioni.

Le lavoratrici e i lavoratori della scuola assolvono il loro ruolo educativo anche attraverso l’altrui riconoscimento nella fiducia e nella professionalità: svilire tutto questo sottoponendoli alla logica del controllo costante esterno, incide nella relazione con i minori e nell’efficacia pedagogica, creando nel contempo un danno enorme all’autorevolezza del sistema-istruzione.

Le telecamere non sono la priorità di un Paese in cui edifici scolastici fatiscenti, sovraffollamento delle aule, mancanza di spazi e di materiali didattici mettono a rischio benessere e sicurezza delle bambine e dei bambini e dove le famiglie devono provvedere persino all’acquisto di carta igienica e sapone.

Crediamo vada percorsa un’altra strada, che affronti con fiducia i problemi.

Facciamo un appello a tutte le forze politiche affinché impediscano l’approvazione di un provvedimento che costituirebbe un errore politico, culturale, pedagogico, compromettendo il patto fiduciario tra scuola e famiglie, tra scuola e società, su cui si fonda l’intero sistema di educazione e formazione.

OLTRE 30MILE FIRME PER AUMENTO STIPENDI E SCATTO ANZIANITÀ 2013

GILDA CONSEGNA A PALAZZO CHIGI OLTRE 30MILE FIRME PER AUMENTO STIPENDI E SCATTO ANZIANITÀ 2013

Oltre 30.000 firme raccolte online, attraverso la piattaforma https://www.change.org/p/giuseppe-conte-stipendi-più-alti-per-gli-insegnanti, e in tutte le scuole d’Italia grazie all’impegno in prima linea di Rsu e Tas. Ha riscosso grande successo la petizione promossa dalla Gilda degli Insegnanti, e indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per chiedere lo “scongelamento” dello scatto di anzianità del 2013 e l’aumento degli stipendi dei docenti. L’iniziativa si è conclusa oggi con la consegna delle sottoscrizioni alla presidenza del Consiglio.
“Il numero elevato di adesioni – dichiara il coordinatore nazionale Rino Di Meglio, che questa mattina si è recato a Palazzo Chigi con una delegazione della Gilda per depositare le firme – è una spia inequivocabile del disagio e del malcontento che serpeggia tra gli insegnanti e della loro voglia di riscatto”. Come evidenziato dai dati elaborati dal Centro Studi Nazionale della Gilda degli Insegnanti, in 10 anni le retribuzioni dei docenti italiani sono calate mediamente del 7% rispetto all’andamento dell’inflazione. Tradotto in altri termini, ciò significa che dal 2007 a oggi gli stipendi sono diminuiti di circa 170 euro lordi.
“La significativa riduzione del potere di acquisto – afferma Di Meglio – ha provocato una sostanziale diminuzione anche del prestigio sociale dei docenti. Le buste paga sempre più leggere hanno portato gli insegnanti a diventare fanalino di coda non soltanto nell’impietoso confronto con i colleghi degli altri Paesi europei, ma anche con tutti gli altri dipendenti pubblici italiani. Per cambiare questa situazione indecorosa, occorre recuperare la progressione di carriera scippata nel 2013. Bisogna, inoltre, investire maggiori risorse nel rinnovo del contratto, a partire dalle somme stanziate dalla legge 107/2015 per il bonus merito che non serve per premiare davvero i bravi insegnanti”.
“Ci auguriamo che il presidente del Consiglio, il quale ha già dimostrato sensibilità e apertura verso questo tema impegnandosi in prima persona con l’accordo siglato lo scorso 24 aprile con i sindacati rappresentativi della scuola, presti ascolto alle richieste di chi ogni giorno lavora per formare l’Italia del futuro e alle quali dà voce la nostra petizione”.