Archivi categoria: Sindacato

Sostegno e diritto allo studio disabili

Scuola – sostegno e diritto allo studio  disabili =

Claudia Pratelli (resp. scuola Sinistra Italiana):

Il caso denunciato dalle mamme di Cerveteri costringe tutti a guardare una vera e propria vergogna.

Il decreto delegato della legge 107 aggraverà situazione 

“La denuncia delle mamme di Cerveteri di oggi sul mancato riconoscimento del diritto allo studio e all’ inclusione per i loro figli diversamente abili mette il Paese di fronte a una vera e propria vergogna, costringendoci a guardare, insieme, due grandi ingiustizie. ”

Lo afferma Sinistra Italiana con la responsabile nazionale scuola Claudia Pratelli.

“La prima è che i tagli ai Comuni  – prosegue Sinistra Italiana – altro non sono che riduzione di spesa sociale: cioè togliere risorse a chi ne ha bisogno quando, invece, le risorse si trovano in una notte se per esempio si tratta di salvare le banche.

La seconda è che il diritto allo studio, di fatto, non è garantito a causa del numero ridotto di docenti di sostegno: troppo pochi e troppo spesso precari. Gli AEC, infatti, risorsa indispensabile per garantire la piena integrazione scolastica cui ogni bambina/o diversamente abile ha diritto, sono diventati un modo per sopperire a un organico di sostegno sottodimensionato e a un sistema che non riconosce ai diversamente abili il diritto al sostegno per tutte le ore in cui stanno in classe.”

“Il decreto delegato della legge 107 firmato dalla Ministra Fedeli, aggraverà, a questo proposito, una situazione già molto compromessa. In quel decreto, di fatto,  – conclude Pratelli – si tagliano ulteriormente con un sistema di riconoscimento delle ore di sostegno gravemente restrittivo e penalizzante.”

Un Manifesto per la Scuola aperta a tutti e a tutte

Il 18 novembre FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola Rua e SNALS Confsal diffonderanno, con iniziative organizzate in tutta Italia, il Manifesto per la Scuola. La Scuola è aperta a tutti e a tutte, già presentato alla stampa giovedì scorso in concomitanza con l’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto.

L‘appuntamento principale si svolgerà simbolicamente al Teatro Giotto di Vicchio (FI), comune di cui fa parte Barbiana, dove si è realizzata la straordinaria esperienza della scuola di Don Lorenzo Milani, della cui scomparsa ricorre quest’anno il cinquantesimo anniversario.

Il Manifesto rilancia un’idea di scuola come bene comune che appartiene al Paese, aperta e inclusiva, pronta ad accogliere anche i “nuovi italiani” e chiunque viva nel nostro Paese; una scuola fondata sul pluralismo, sull’autonomia e la collegialità e che afferma la centralità della persona all’interno del processo educativo; che garantisce il diritto all’apprendimento a tutte e a tutti.

In questa idea di Scuola, ispirata ai valori della Costituzione, è centrale lo studente, ma lo sono anche il lavoro e la professionalità di tutto il personale che, a diverso titolo, concorre alla progettazione e alla realizzazione del progetto educativo.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS Confsal chiedono da tempo che a una più chiara consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dalla scuola nel promuovere crescita e sviluppo delle persone, corrisponda anche un adeguato riconoscimento normativo e retributivo di tutte le professionalità che vi operano; rivendicano a tal fine scelte politiche indispensabili a colmare il divario che vede l’Italia ancora lontana dalla media dei Paesi OCSE per quanto riguarda sia gli investimenti in istruzione e formazione, sia le retribuzioni del personale scolastico.

Col Manifesto per la scuola e le iniziative in calendario il 18 novembre i sindacati promotori intendono sollecitare su queste tematiche un coinvolgimento ampio della società civile, ritenendo che anche il Contratto di lavoro per il cui rinnovo sono fortemente impegnati costituisca un indispensabile strumento per migliorare efficacia e qualità del sistema scolastico, nell’interesse delle giovani generazioni e dell’intera comunità sociale.

E’ possibile sottoscrivere il Manifesto firmando la petizione online all’indirizzo: www.petizioni.net/manifesto-scuola-bene-comune.


Giornata di mobilitazione nazionale per la scuola pubblica

Giornata di mobilitazione nazionale per la scuola pubblica e per il contratto. A Bari presidio davanti alla scuola “S.G. Bosco-Melo” in solidarieta’ alla collega aggredita e per la dignità dei lavoratori della scuola

 

Le Segreterie Territoriali di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal hanno organizzato un presidio che si svolgerà sabato 18 novembre dalle ore 10,00 alle 12,00 nell’ambito della giornata di iniziative nazionali per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro in concomitanza con i 50 anni dell’esperienza di Don Milani e i 70 anni dalla Costituzione repubblicana.

La giornata di mobilitazione a Bari si svolgerà presso la piazza del Redentore, davanti alla scuola “S.G. Bosco – Quasimodo-Melo”, istituto nel quale, nei giorni scorsi, è stata aggredita una docente durante lo svolgimento del proprio lavoro. L’appuntamento sarà utile a segnalare la vicinanza dei sindacati della scuola alla collega oggetto dell’aggressione e al personale di tutta la scuola, a richiedere maggiore attenzione da parte di tutte le istituzioni interessate sulle scuole “a rischio” e, soprattutto, a richiedere un rinnovo contrattuale più dignitoso per i lavoratori della scuola che svolgono una funzione di presidio sociale e culturale, gravoso, prezioso e insostituibile con fasce di studenti sempre crescenti a rischio di esclusione socio-culturale e di devianza.

Per tutto questo saremo in piazza sabato 18 prossimo e svolgeremo a partire dalla prossima settimana assemblee sindacali unitarie per esporre ai lavoratori le nostre rivendicazioni.

Invitiamo tutti i lavoratori a partecipare e ad assicurare la propria presenza.

Gli studenti hanno ragione

Claudia Pratelli (resp. Nazionale Scuola Sinistra Italiana): 

Gli studenti hanno ragione.

Miur appare sordo ad allarme lanciato da studenti ed insegnanti 

“Gli studenti hanno ragione. Non c’è da sorprendersi che il mondo della scuola reagisca all’ennesimo schiaffo rappresentato dalla legge di bilancio e si ribelli a un’alternanza scuola lavoro che troppo spesso si traduce in sfruttamento. “

Lo afferma Sinistra Italiana con la responsabile scuola Claudia Pratelli nel giorno della mobilitazione nazionale della associazione studentesche.

“A fronte dello scandalo dei bambini esclusi dalle mense – prosegue Sinistra Italiana – perché le famiglie non possono pagarle; al peso sempre più insostenibile dei costi dell’istruzione (dai libri ai trasporti), cui si aggiungono quelli dei percorsi di alternanza scuola lavoro; alla sostanziale generalizzazione dei contributi volontari richiesti alle famiglie per sopperire all’assenza di risorse; a fronte di una dispersione scolastica che rimane tra le più alte in Europa, la maggioranza di Governo di nuovo elude la questione del diritto allo studio. Cioè la garanzia di un diritto costituzionale. “

“E non è l’unico dei capitoli elusi: – insiste Pratelli – sono del tutto insufficienti le risorse stanziate per la scuola e non si affrontano esigenze irrimandabili da un piano pluriennale di assunzioni per docenti e personale tecnico amministrativo per risolvere davvero l’eterna sacca di precariato, a quella di introdurre l’organico di potenziamento nella scuola dell’infanzia.”

“Contemporaneamente il Miur appare sordo rispetto all’allarme posto dagli studenti, dal mondo della scuola e da Sinistra italiana più volte rilanciato, sulle derive di questa alternanza scuola lavoro. Le esperienze di alternanza squalificate, non inerenti ai percorsi di studio o addirittura pericolose sono all’ordine del giorno e affollano le notizie di cronaca. E’ incredibile che a tutto questo dal Ministero venga una risposta di maquillage, interessata a modificare il racconto sull’alternanza e non la realtà dell’alternanza. Perché questo sembrano gli “Stati generali dell’alternanza” promossi dalla Ministra Fedeli, tutti tesi all’esibizione delle buone pratiche e poco interessati ad affrontare le gravi criticità che stanno esplodendo.

Eliminare l’obbligo delle 400 o 200 ore di alternanza scuola lavoro previste dalla brutta scuola di Renzi e Giannini, sancire e garantire i diritti delle studentesse e degli studenti, garantire la qualità delle esperienze di alternanza selezionando i soggetti ospitanti in base a criteri che ne assicurino la qualità e capacità formativa. Su questo – conclude Pratelli – continuiamo a sfidare la Ministra.”

Ricorso contro il Comune di Roma

L’Uaar presenta ricorso contro il Comune di Roma per l’assunzione di 50 insegnanti di religione

 

L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha presentato ricorso contro Roma Capitale per il bando di concorso per la stabilizzazione (a tempo pieno e indeterminato) di 50 insegnanti di religione cattolica nelle scuole dell’infanzia di Roma, il cui avviso di indizione è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre scorso.

«All’origine di questo ricorso non c’è la volontà di contestare le ben due ore settimanali di religione nella scuola materna», commenta Adele Orioli, responsabile iniziative legali dell’Uaar: «Ovviamente non vediamo la necessità di un simile indottrinamento su bambini così piccoli, ma finché sarà in vigore il Concordato la situazione sarà questa». «Ciò che contestiamo – spiega Orioli – è che la Giunta Raggi abbia deciso, nonostante il grave deficit di organico nelle scuole, di indire un bando ad hoc per soli insegnanti di religione, sottraendo posti a insegnanti generici per tutti gli alunni. Insegnanti entro i quali poi il Vicariato avrebbe comunque potuto individuare, secondo le norme vigenti, quelli disponibili anche all’Irc. Con questo bando invece una Giunta, pressoché immobile in altri campi, si è mossa con celerità, discriminando di fatto e di diritto tanto i bambini non avvalentesi quanto gli stessi insegnanti generici, ai quali verranno sottratti posti a tempo indeterminato».

La delibera inoltre non prevede neppure che l’assunzione possa essere revocata a seguito di mancata conferma del nulla osta del vescovo, necessario affinché l’insegnante di Irc possa esercitare e che può venir meno anche per ragioni che nulla hanno a che fare con le capacità dell’insegnante: ad esempio «per condotta morale pubblica in contrasto con gli insegnamenti della Chiesa». «Ne consegue – evidenzia Orioli – che se uno di questi docenti per esempio divorziasse, si ritroverebbe assunto a tempo indeterminato dal Comune senza però poter esercitare».

«Inoltre – prosegue la portavoce Uaar – la percentuale di alunni che non si avvale dell’Irc è in crescita anche nelle scuole dell’infanzia e dunque il Comune, anziché farsi carico di insegnanti specifici dal futuro incerto, dovrebbe concentrarsi sulle necessità della scuola nel suo insieme».

«Per questo – conclude Orioli – l’Uaar ha deciso per il ricorso (depositato il 30 ottobre scorso), con il quale chiede l’annullamento, previa sospensione cautelare, della deliberazione della Giunta capitolina n. 168 del 28 luglio 2017 e del conseguente bando di concorso. Un gesto dovuto. Alla città e alla sua scuola, che deve essere di e per tutti».

SCUOLA E UNIVERSITÀ SONO IN ROSSO E ANCHE GLI STUDENTI

RETE STUDENTI e UDU: STUDENTI IN MUTANDE NELLE PIAZZE / SCUOLA E UNIVERSITÀ SONO IN ROSSO E ANCHE GLI STUDENTI/ INVERTIAMO LA ROTTA PARTENDO DALLA LEGGE DI BILANCIO

Rete degli Studenti Medi e Unione degli Universitari, oggi 17 novembre, giornata internazionale dello studente, sono nelle piazze, nelle scuole e nelle università di tutta Italia per denunciare il grave stato di sottofinanziamento dell’istruzione pubblica nel nostro paese con lo slogan “Scuola e Università in rosso!”. Gli studenti, in segno di protesta per le politiche di smantellamento del diritto allo studio e di sottofinanziamento, e per denunciare le difficoltà economiche legate ai percorsi di istruzione, oggi sono scesi nelle piazze in mutande.

Dichiara Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’UDU: “Lo stato, in questi anni di crisi economica, ha tagliato l’istruzione più che qualsiasi altro settore pubblico. L’Italia investe il 7,1% del PIL in istruzione, ultimi tra i paesi più sviluppati: la media OCSE è infatti al 11,3%! I costi per sostenere i percorsi di studio sono elevatissimi. Il diritto allo studio è praticamente inesistente alle scuole superiori, e all’università le borse di studio sono carenti (meno di 1 studente su 10 le percepisce) e le tasse universitarie sono aumentate del 60% negli ultimi 10 anni. L’abbandono scolastico è ancora troppo alto e crescono i numeri chiusi che impediscono agli studenti di accedere all’università. Questa legge di bilancio contiene dei timidi passi in avanti rispetto al diritto allo studio universitario, ma questo è l’unico campo in cui si interviene lievemente, e oltretutto misure spot bonus una tantum non bastano, serve invertire la rotta sui finanziamenti in modo drastico, se si vuole finalmente garantire l’accessibilità ai più alti gradi dell’istruzione!”

Dichiara Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi: “Ancora una volta si sceglie di investire 290 milioni per una manovra a pioggia come il Bonus Cultura, e non in misure progressive, mentre dei 114 milioni in avanzo dal 2015 per il mancato utilizzo si è persa traccia. Al contrario in questa legge di bilancio, al diritto allo studio scolastico non rimangono che briciole, mentre è evidente – e i dati riportati dall’indagine di Save The Children lo dimostrano – che la condizione economica di partenza incide nel percorso scolastico e determina il successo formativo. Allo stesso modo il governo continua nel reiterare errori nell’indirizzare finanziamenti sul tema dell’alternanza scuola lavoro, resa obbligatoria tre anni fa senza garantire a tutti percorsi di qualità e diritti. Vogliamo investimenti sulla formazione dei docenti, che garantiscano la qualità e la gratuità dei percorsi e una Carta dei Diritti degli Studenti in Alternanza che tuteli davvero gli studenti.Dalla scuola e dall’università ci aspettiamo formazione di qualità e non sfruttamento. ”

Concludono i due coordinatori: “Al contrario di quanto sta avvenendo adesso, ci aspettiamo un Paese che dia prospettive al nostro futuro. I più alti titoli di studio non vengono valorizzati nel mondo del lavoro, la disoccupazione giovanile cresce e la politica ancora una volta corre al riparo con gli incentivi, che hanno già dimostrato il loro effetto fallimentare. Se continuiamo così saremo ancora condannati ad anni di impieghi precari. Servono investimenti pubblici per la creazione diretta del lavoro, perché vogliamo prospettive nel paese che ci ha formato senza essere costretti a fuggire all’estero. Questa istruzione, invece che garantirci nel futuro, ci lascia in mutande. Studiare non può essere un privilegio o un fattore di difficoltà per le nostre famiglie. Invertiamo la rotta subito, non si può più aspettare!”.

Cortei principali:
ROMA (da Piramide al MIUR) + flash mob “studenti in mutande” alle ore 8.00 a Piramide e 11.30 al MIUR
 
conferenza stampa ore 14-15 in sala Caduti di Nassirya – Senato della Repubblica
 
-PALERMO (da piazza Politeama) 
– MESSINA
– BARCELLONA
– TRAPANI
– CANICATTì
– MODICA 
– SIRACUSA
– VITERBO
– LATINA
– VENEZIA
– ROVIGO
– MONTEBELLUNA
– FERMO
 
Altre forme di mobilitazione:
– Presidio/sit-in: ANCONA, CAGLIARI, PERUGIA, FIRENZE 
– Assemblee: MILANO, PARMA, PAVIA, BELLUNO, TREVISO, VERONA, VICENZA, LECCE, MODENA, REGGIO EMILIA, CESENA
– Flash mob: TRENTO

RINNOVO CONTRATTO, PRESENTA LA SUA PIATTAFORMA

RINNOVO CONTRATTO, LA GILDA PRESENTA LA SUA PIATTAFORMA
Difesa della libertà di insegnamento, lotta all’impiegatizzazione e alla burocratizzazione della professione docente, istituzione di un’area contrattuale separata, incremento delle risorse da destinare all’aumento stipendiale dopo 9 anni di blocco contrattuale. Sono questi i cardini della piattaforma della Gilda degli Insegnanti per il rinnovo del contratto scuola, illustrata questa mattina dal coordinatore nazionale Rino Di Meglio durante l’assemblea sindacale che si è svolta all’ITIS Galilei di Roma. 
Alla folta platea di docenti che ha partecipato all’iniziativa di mobilitazione, Di Meglio ha spiegato che la trattativa per il comparto scuola non è ancora iniziata ma ha messo in chiaro che la Gilda si impegnerà sin dalla convocazione del primo tavolo negoziale affinché le scarse risorse stanziate dal Governo per l’aumento stipendiale siano incrementate attraverso il trasferimento direttamente in busta dei fondi della legge 107/2015 relativi al bonus merito e alla carta del docente. 
Sempre sul fronte delle rivendicazioni economiche, la piattaforma della Gilda prevede il ripristino dello scatto di anzianità congelato del 2013 e il raggiungimento della retribuzione massima dopo 30 anni di servizio anziché dopo 35, abbreviando così il percorso di carriera.
Tra i punti riguardanti la parte normativa del contratto, le richieste della Gilda puntano ad equiparare tutti i diritti dei docenti assunti a tempo determinato con quelli di ruolo e a definire in modo chiaro le modalità di fruizione dei diritti, ad esempio permessi e ferie.
In merito all’aspetto professionale, invece, il sindacato chiede, tra l’altro, di fissare limiti orari per la formazione obbligatoria e prevederne la retribuzione.
“Non siamo disponibili, in cambio di pochi spiccioli, a svendere i nostri diritti acquisiti e  – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – contrasteremo qualunque peggioramento normativo”.