Archivi categoria: Sindacato

Abilitati all’estero

Abilitati all’estero. Il Consiglio di Stato conferma l’ordinanza del Tar Lazio di ammissione al concorso riservato , anche se con parziale riforma.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), ha confermato, in data odierna, con parziale modifica dell’ordinanza, l’accoglimento dell’appello cautelaredisposto dal TAR Lazio sez. III bis con ordinanza n.5354 del 14 settembre 2018 che aveva riconosciuto il diritto dei ricorrenti abilitati all’estero, ancorchè non inseriti nelle GAE o nella seconda fascia di istituto al 31 maggio 2017 a partecipare alle prove concorsuali previste dal DDG n.85/2018, così l’Avv. Maurizio Danza del Foro di Roma- che patrocina i ricorrenti. Nel caso de quo, Il Ministero aveva proposto appello finalizzato alla revoca/annullamento dell’ordinanza cautelare concessa dal Collegio della sez. III bis del Tar Lazio, ma il Consiglio di Stato con ordinanza n.6136/2018 ha confermato la misura cautelare disponendo una ”parziale riforma dell’ordinanza appellata, accogliendo l’istanza cautelare di primo grado ai soli fini della sollecita fissazione del merito in primo grado, all’esito del già proposto incidente di costituzionalità; compensa le spese del doppio grado cautelare”.  In sostanza secondo l’Avv. Maurizio Danza, fino all’esito del giudizio di merito innanzi al TAR che non potrà che giungere all’esito del giudizio innanzi alla Corte Costituzionale , sono salvi gli effetti dell’ordinanza del TAR Lazio che proprio a seguito di tale conferma del Consiglio di Stato, consolida i suoi effetti .

CONTRATTO

CONTRATTO, DI MEGLIO: “AI DS LAUTO AUMENTO E AI DOCENTI LE BRICIOLE”

“L’aumento di 815 euro lordi mensili che arriverà nelle buste paga dei dirigenti scolastici grazie al nuovo contratto, a fronte dei circa 90 attribuiti ai docenti, ha provocato indignazione tra gli insegnanti. Non solo la differenza degli aumenti è assolutamente sproporzionata, perché parliamo di oltre nove volte il misero incremento stipendiale dei docenti, ma tutti sanno benissimo che gran parte delle funzioni organizzative e gestionali vengono delegate nella vita quotidiana delle scuole agli stessi insegnanti in cambio di compensi irrisori”. Così Rino Di Meglio commenta l’incremento retributivo accordato ai dirigenti scolastici, categoria professionale che, sottolinea il coordinatore nazionale della Gilda, “non è rappresentato dal nostro sindacato”.

“Fino agli anni ’80 lo stipendio del preside, cioè l’attuale dirigente scolastico, – ricorda Di Meglio – partiva da quello di fine carriera dei docenti; poi, quando i presidi hanno ottenuto il contratto separato, la forbice si è allargata smisuratamente. L’unico modo per conquistare dignità contrattuale per gli insegnanti è uscire dal calderone del pubblico impiego, e ottenere un contratto specifico. L’istituzione di un’area separata – ribadisce il leader della Gilda – è una richiesta storica della Gilda degli Insegnanti per la quale continueremo a batterci senza sosta”.

Per Di Meglio, infine, “è quasi una beffa che i riconoscimenti economici per le funzioni organizzative, che alleggeriscono non poco il lavoro dei dirigenti, vengano sottratte da quelle stanziate dal contratto degli insegnanti anziché da quello dei dirigenti. È giunto il tempo – conclude il coordinatore nazionale – di alzare la testa e iniziare a declinare tutte quelle attività non obbligatorie che sarebbero di competenza del dirigente”. 

Il ‘governo del cambiamento’ premia i presidi

USB Scuola: Il ‘governo del cambiamento’ premia i presidi e abbandona i docenti

È di un paio giorni fa la notizia della firma dell’ipotesi di rinnovo contrattuale per i dirigenti scolastici, con Anp-Cgil-Cisl-Uil che festeggiano per un aumento stipendiale che, tra equiparazione della parte fissa e risorse aggiuntive, si tradurrà in un aumento mensile di 540 euro nette. Il governo del cambiamento, che per docenti ed Ata non riesce a trovare più di 40 euro (lordi) di aumento mensile e che pare li escluderà dalla quota 100 (una delle classi docenti più anziane d’Europa), con il beneplacito di Cgil-Cisl-Uil-Anp, trova i soldi per premiare 8000 dirigenti scolastici, che hanno contribuito in questi anni alla trasformazione della scuola pubblica statale in una struttura gerarchica, svuotando anno dopo anno di valore, contenuti e dignità gli organi collegiali, creando una scuola progettificio in cui l’insegnamento ha sempre meno importanza, spingendo con forza per l’alternanza scuola-lavoro e la didattica per competenze, utilizzando sempre più lo spauracchio di provvedimenti disciplinari come strumento di controllo sui lavoratori della scuola. Ancora una volta questo governo mostra di avere un’idea di scuola che parte dall’alto, ignorando coloro che consentono giorno per giorno al sistema di istruzione pubblica di funzionare ed andare avanti,  costretti questi ultimi a confrontarsi con una dirigenza scolastica che mostra scarsissime capacità dirigenziali e una tendenza pericolosa al comando autoritario. Crediamo che prima di “premiare” i dirigenti scolastici, bisognerebbe che Miur, Usr, Usp operassero serie verifiche sul loro operato quotidiano, caratterizzato da continue violazioni dei contratti e scarsa conoscenza della normativa. Una dirigenza scolastica, quella italiana, che da un lato pretende di essere equiparata alla dirigenza della pubblica amministrazione, ma che, dall’altro, mostra una totale assenza di qualsiasi conoscenza giuridica delle norme contrattuali, delle modalità di funzionamento di strutture complesse come le istituzioni scolastiche, attraverso un arbitrio gestionale che ricorda spesso piccole monarchie feudali.
USB Scuola ritiene inaccettabile ed offensivo un contratto che ricompensa la dirigenza al fine di portare a compimento un lungo percorso di assoggettamento psicologico, completamente avulso dalla realtà contrattuale, dei lavoratori della scuola a burocrati scolastici ormai lontani dalle aule e dalla vita didattica e pedagogica delle istituzioni che dovrebbero guidare e garantire. La firma da parte dei sindacati gialli, collaborativi a prescindere dal colore del governo in carica, ben rappresenta l’idea di scuola che questi hanno: un regime privatistico e ricattatorio nei confronti dei lavoratori, soprattutto dei più deboli, dei precari. 
Continueremo a rivendicare in ogni sede e in ogni piazza una scuola realmente pubblica,  aumenti stipendiali giusti e dignitosi per docenti e personale ATA e l’abolizione di ogni forma di rapporto privatistico nella scuola.

ACCESSO APERTO E DIGITALIZZAZIONE

CULTURA, GALLO (M5S): ACCESSO APERTO E DIGITALIZZAZIONE, CHIAVI PER RILANCIARE INTERO SETTORE

Roma, 14 dicembre – “In legge di Bilancio abbiamo stanziato anche 4 milioni per i beni digitalizzati perché crediamo che la cultura debba essere sostenuta attraverso investimenti e supporto per gli strumenti informatici e digitali che possano renderla aperta e accessibile ai cittadini “, spiega Luigi Gallo, Presidente del MoVimento 5 Stelle della Commissione Cultura alla Camera a margine del convegno “Cultura 2030: arti digitali”, all’interno del festival ‘Fotonica’ presso il Macro di Roma.

“La ricerca Cultura 2030, diretta dal sociologo Domenico De Masi, ci fa riflettere attraverso gli studi di 11 esperti, sull’esigenza di adeguare ai tempi moderni le nostre politiche di sostegno al mondo culturale. La nostra proposta per l’accesso aperto alla ricerca scientifica va proprio in questa direzione: rendere consultabili le ricerche scientifiche e umanistiche finanziate da soldi pubblici”, prosegue Gallo.

“In un mondo in continua evoluzione, non possiamo più permetterci di ‘chiudere a chiave’ le scoperte della ricerca scientifica sottoponendole alle rigide logiche editoriali che ne limitano la divulgazione a pochi eletti. Come già avviene in altri Paesi europei, il sistema Open Access ha contribuito con successo alla creazione di banche dati, archivi digitali, reti unificate tra università ed enti. Mentre l’attuale situazione in Italia permette a pochi l’accesso a importanti ricerche”, conclude il Presidente della Commissione Cultura alla Camera.

Firmato il CCNL Area Istruzione e Ricerca

Dopo due intense ed estenuanti giornate, alle ore 23.58 del 13 dicembre, le OO.SS. rappresentative hanno firmato il nuovo CCNL del triennio 2016-2018.

Un contratto storico! Dopo 18 anni dalla Dirigenza finalmente il primo passo per il raggiungimento della perequazione alle altre dirigenze di II fascia è stato raggiunto con il riconoscimento della parte fissa della retribuzione di posizione e di risultato. Un CCNL che DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf. provvederà a disdire dopo la pubblicazione per ripartire subito con la contrattazione del CCNL per il 2019-2021 per completare la perequazione inerente la parte variabile della retribuzione di posizione e quella di risultato.

DIRIGENTISCUOLA ha firmato con la seguente dichiarazione a verbale sottoscritta insieme alla Codirp:

“Le scriventi Confederazione Codirp e O.S. DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf. sottoscrivono il presente CCNL ritenendo complessivamente positivi i passi avanti in tema di perequazione di parte fissa della retribuzione di posizione, di restituzione, entro cinque anni, al ruolo di provenienza e di istituzione della delega di funzione. Non possono esprimere, invece, una valutazione soddisfacente in merito alla disciplina sanzionatoria, alla sospensione facoltativa, all’affidamento degli incarichi dirigenziali e alla mobilità interregionale e professionale”

La categoria sa chi deve ringraziare; sa chi ha lottato per questo primo ma significativo avvio alla perequazione; chi ha posto all’attenzione della politica il problema depositando oltre 650 ricorsi; chi per ben cinque giorni ha organizzato il primo sit-in della storia della dirigenza scolastica che ha costretto l’ex Ministra Fedeli ad assicurare la perequazione graduale in cambio della sospensione dello sciopero della fame e della sete.

Si tratta solo del primo traguardo; significativo ma insoddisfacente: bisogna puntare ora all’allineamento completo della retribuzione a quella degli altri dirigenti di pari fascia. Obiettivo che si potrà raggiungere con il prossimo CCNL se la categoria lo vorrà.

Il 19 p.v. il Comitato Paritetico terminerà il suo lavoro e l’ARAN potrà finalmente pubblicare la nuova rappresentatività che cambierà, altro evento storico, lo scenario e l’equilibrio delle forze presenti al tavolo: le OO.SS. storiche non avranno più la maggioranza detenuta da sempre e non potranno più decidere del destino della categoria.

Unitamente al CCNL DIRIGENTISCUOLA pubblicherà la bozza sottoscritta con le somme dettagliate che possono essere così riassunte:

Tabellare 2016 €. 16,00; 2017 €. 48,50; 2018 €. 125,00.

Posizione 2018 €. 10,00 – risultato 2018 €. 19,90

Totale €. 154,90

Va aggiunto la parte fissa della perequazione di posizione pari a circa 8.700,00 euro l’anno.

Firmato il contratto dirigenti

Firmato il contratto dirigenti. Turi: la specificità paga

Due risultati importanti: valorizzata nel profilo del dirigente la connessione con la comunità scolastica e, in funzione di questa valorizzazione, equiparata la parte fissa della retribuzione. Firmato nella notte, allo scoccare della mezzanotte, il contratto dei dirigenti scolastici per il triennio 2016-2018. Il contratto della dirigenza giunge dopo otto anni di ritardo (da luglio 2010) e riguarda una platea di 6 mila dirigenti, su una pianta organica di oltre 8 mila Gli aumenti retributivi partiranno dal 1 gennaio 2018 con un aumento medio di 155 €. Dal 1 gennaio 2019 partiranno le due tranche finanziate, con risorse già previste in Finanziaria, per l’armonizzazione con le altre dirigenze, per un importo complessivo lordo di circa 12 mila euro l’anno. La presenza nel contratto del «profilo del dirigente scolastico» permette di individuarne la specificità rispetto alla categoria dirigenziale. Oggi grazie a questa specificità, collegata alla scuola, si comincia a finanziare il settore istruzione – fa notare il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi. Nel testo contrattuale – sottolinea con soddisfazione Turi – viene sottolineato il valore della sua azione nel promuovere e garantire la qualità dei processi formativi e valorizzata la connessione della figura del dirigente con la comunità scolastica. Altro tema affrontato nel contratto – spiega Rosa Cirillo, responsabile del Dipartimento Dirigenti Uil Scuola – è quello legato alla sicurezza nei luoghi di lavoro, e dunque degli edifici scolastici, è l’aver messo in relazione la responsabilità in relazione alle funzioni organizzative e gestionali che svolge. Una novità viene dall’introduzione dell’Organismo Paritetico per l’innovazione – aggiunge Cirillo – che permette di coinvolgere le organizzazioni sindacali, titolari della contrattazione integrativa, con finalità collaborative e di proposta su progetti di organizzazione, innovazione e miglioramenti delle attività scolastiche, con particolare riferimento al lavoro agile ed allo stress del lavoro correlato. E’ stata anche inserita la possibilità di rientrare in servizio, a richiesta, nel ruolo di provenienza. La valutazione sarà oggetto di un successivo e specifico approfondimento in sede di confronto a livello nazionale.

Comparto Istruzione e Ricerca: firmata l’ipotesi di contratto dell’area dirigenziale

Roma, 14 dicembre 2018 -“Dopo più di 6 mesi di trattativa finalmente, il 13 dicembre, è stata sottoscritta l’ipotesi del primo contratto dei dirigenti della scuola, dell’università, della ricerca e dell’AFAM”. Si legge in una nota della FLC CGIL.

“Il contratto, che arriva dopo un blocco quasi decennale della contrattazione, acquisisce molti dei punti significativi della piattaforma unitaria FLC CGIL, CISL e UIL. Soddisfazione – continua la nota – per la riconduzione di significative materie al tavolo negoziale. Conferimento degli incarichi dirigenziali, valutazione, tutela della salute e sicurezza, formazione e aggiornamento sono tornate ad essere materie oggetto di negoziazione contrattuale, dopo che inopinatamente ci erano state sottratte dalla legge.”

“Fondamentali il rafforzamento del ruolo e della funzione del dirigente scolastico all’interno della comunità educante e l’acquisizione di importanti strumenti di regolazione delle relazioni sindacali. Sul piano economico c’è stato il recupero del potere d’acquisto in linea con l’Accordo del 30 novembre 2016, di circa 159 euro medi mensili lordi dal 1° gennaio 2018. Il testo sottoscritto realizza inoltre per i dirigenti scolastici l’equiparazione della retribuzione di posizione parte fissa a quella degli altri dirigenti dell’area, una rivendicazione da sempre presente nelle nostre piattaforme contrattuali.”

“Adesso la parola passa alle lavoratrici e ai lavoratori, alle colleghe e ai colleghi – conclude la nota – ai quali chiederemo il mandato per la sottoscrizione in via definitiva del contratto”.

Firmata l’ipotesi di CCNL dell’area Istruzione e Ricerca

Il 13 dicembre 2018 è stata firmata presso l’Aran l’ipotesi del primo CCNL dell’area Istruzione e Ricerca alla quale appartengono anche i dirigenti delle scuole. Il testo è stato sottoscritto dall’ANP e dalle altre organizzazioni sindacali rappresentative e consente di equiparare la retribuzione di posizione parte fissa dei dirigenti delle scuole a quella degli altri dirigenti dell’area.Si tratta di una voce stipendiale particolarmente significativa, in quanto non sottoposta a reformatio in peius e utile per il calcolo dell’assegno pensionistico.È un passo significativo nel percorso verso la perequazione retributiva completa, obiettivo per il quale l’ANP continuerà a lavorare con impegno e convinzione.

Contratto della dirigenza

Finalmente conclusa, e in modo molto positivo, una trattativa che si è rivelata delicata e complessa, ma che alla fine vede premiato il nostro impegno. È un risultato che la CISL Scuola ha inseguito con determinazione, per chiudere il cerchio di un rinnovo contrattuale lungamente atteso e completare così il buon lavoro fatto col rinnovo del CCNL di comparto. 
C’è voluto più tempo del previsto, su questo hanno influito indubbiamente il passaggio di Legislatura e la lunga attesa per la formazione del nuovo Governo, ma era importantissimo definire un’intesa prima che si chiudesse il 2018, e non solo per un fatto simbolico. 
Il contratto della dirigenza si colloca in modo coerente nel contesto definito dal CCNL di comparto, condividendone modelli, valori e obiettivi. Assegna al dirigente scolastico un ruolo chiave nella comunità scolastica, riconoscendone e valorizzandone la leadership educativa. 
L’accordo che abbiamo appena sottoscritto prevede anzitutto la piena equiparazione, entro il 31/12/2018, ai dirigenti pubblici dello stesso comparto per quanto riguarda la retribuzione parte fissa. Si tratta di un obiettivo di grande significato politico, da tempo perseguito e finalmente raggiunto con un contratto che anche per questo assume una rilevanza straordinaria. A ciò si aggiunge l’incremento derivante da fondi contrattuali, pari a 135 euro mensili, a decorrere da gennaio 2018. 
Fondamentale aver restituito alle Relazioni Sindacali temi come la valutazione e le misure riguardanti la prevenzione dello Stress Lavoro Correlato, così come è molto importante l’istituzione di un comitato paritetico per verificare le ricadute in termini di innovazione . Tra le novità, anche il riconoscimento della possibilità di ottenere il rientro al ruolo di provenienza entro i primi 5 anni di ruolo.
Si riconosce inoltre la possibilità di delegare funzioni e potere di firma in caso di assenza, mentre tutti gli obblighi vengono più puntualmente ricondotti agli ambiti delle funzioni organizzative e gestionali proprie della dirigenza scolastica.
Abbiamo fatto un passo molto importante e significativo in direzione di quell’adeguata valorizzazione della dirigenza scolastica da tempo al centro di tante nostre iniziative; il nuovo contratto ne riconosce opportunamente le specificità ma recuperando finalmente una condizione di più giusto equilibrio rispetto all’area della dirigenza pubblica.

Roma, 13 dicembre 2018

Maddalena Gissi, segretaria generale CISL Scuola

PENSIONI: “INSEGNANTI SEDOTTI E ABBANDONATI DA QUOTA 100”

PENSIONI, GILDA: “INSEGNANTI SEDOTTI E ABBANDONATI DA QUOTA 100”
“Allungando la finestra di 6 mesi per i lavoratori pubblici che hanno maturato i requisiti entro il 31 marzo, chi vuole usufruire di quota 100 potrà andare in pensione entro il 1 ottobre. Considerato che  per gli insegnanti i tempi di pensionamento sono basati sull’anno scolastico anziché su quello solare, per loro il termine si sposta al 2020: di fatto, quindi, la misura contenuta nella legge di Bilancio taglia fuori del tutto i docenti”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta la clausola sulle finestre allungabili a 6 mesi per quota 100 contenuta nella bozza di decreto elaborata dal Governo.
“Se questo provvedimento venisse approvato – spiega Di Meglio – gli insegnanti sarebbero ulteriormente penalizzati rispetto agli altri dipendenti pubblici perché per questi ultimi la prima finestra utile per andare in pensione sarebbe in ottobre 2019 (con un ritardo di 6 mesi rispetto ai lavoratori privati), mentre per i docenti la prima finestra utile sarebbe a settembre 2020, quindi con 18 mesi di ritardo rispetto ai privati. È risaputo, infatti, che gli insegnanti non possono lasciare la cattedra durante l’anno scolastico per garantire la continuità didattica”.
“Tutto ciò vanifica la famosa quota 100 per gli insegnanti: nel 2020, infatti, chi ne avrebbe avuto diritto oggi avrà raggiunto quota 104 e buona parte di loro maturerebbe i requisiti richiesti dalla legge Fornero. I docenti, dunque, sono stati sedotti e abbandonati”, conclude il coordinatore nazionale della Gilda. 

La Costituzione vive nella Conoscenza

“La Costituzione vive nella Conoscenza”, dal 17 al 19 dicembre il IV Congresso della FLC CGIL 

Il titolo scelto per questo evento, fondamentale nella vita di ogni sindacato, sintetizza i temi che saranno al centro del dibattito congressuale. Nella nostra Costituzione trova fondamento l’idea che una democrazia vive se i suoi cittadini possono accedere liberamente all’istruzione e alla formazione e diventare così cittadini colti e consapevoli. È necessario dunque, restituire la giusta centralità ai sistemi d’istruzione e formazione e rilanciare la loro funzione emancipatrice.

Leggi il programma

Quasi 400 tra delegate e delegati parteciperanno all’assise congressuale, assieme a loro, studiosi e ospiti autorevoli si alterneranno nel corso di una tre giorni che si concluderà con l’elezione del segretario generale della FLC CGIL. Informazione quotidiana e approfondimenti durante i giorni del congresso

Tra le presenze del giorno d’apertura, che vedrà la relazione introduttiva del segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli, ci saranno Carla Nespolo dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, il direttore di “Avvenire” Marco TarquinioGiancarlo Cavinato del Movimento di Cooperazione Educativa, Vanessa Roghi autrice de “La lettera sovversiva. Da don Milani a De Mauro, il potere delle parole”, Giuseppe Bagni del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti e il segretario confederale Maurizio Landini, che discuteranno di istruzione, inclusione e nuova cittadinanza, in una tavola rotonda coordinata dal giornalista Corrado Zunino.

In serata dopo lo svolgimento del dibattito congressuale, che prevede gli interventi dei delegati convenuti a Colli del Tronto, la proiezione del film documentario “Barbiana ’65. La lezione di Don Milani” di Alessandro D’Alessandro. Un modo per rendere omaggio alla figura del grande educatore, punto di riferimento per l’idea di scuola della nostra organizzazione.

Martedì 18 dicembre, a inframezzare il dibattito congressuale, ci sarà innanzitutto la lectio magistralis del professor Roberto Battiston, dal titolo. “Perché la ricerca è utile se è libera: il rapporto tra chi la ricerca la fa e chi invece la paga”. Nel pomeriggio, alle ore 17.00, l’intervento del segretario genrale della CGIL, Susanna Camusso, a cui seguirà una tavola rotonda con ospiti stranieri, si occuperà di “Multinazionali dell’educazione e privatizzazione nell’era della globalizzazione”.

Infine, mercoledì 19 dicembre, le conclusioni della giornata saranno affidate alla segretaria confederale della CGIL, Tania Scacchetti, che prenderà la parola alle ore 12.00, per poi passare alle votazioni, agli adempimenti congressuali e alla convocazione dell’assemblea generale nazionale che eleggerà il segretario della categoria.

Tre giornate intense, dunque, che seguiremo con le dirette video di RadioArticolo1web-cronachenotiziefilmatiimmagini e naturalmente sui nostri profili social per documentare l’attività congressuale.

Temi congressuali 

Nuovi rapporti sociali, cittadinanza e sistemi della conoscenza 

Conoscenza emancipatrice e sostenibilità dello sviluppo 

Nuovo sistema formativo e governo dell’economia digitale 

Contro l’aziendalizzazione delle istituzioni della conoscenza, torniamo alla Costituzione 

Segui gli aggiornamenti…

DOCUMENTO POLITICO | DOCUMENTI CONGRESSUALI 
PROGRAMMA
INFO

NATALE: “SU COMPITI A CASA DA BUSSETTI INVASIONE DI CAMPO”

NATALE, DI MEGLIO: “SU COMPITI A CASA DA BUSSETTI INVASIONE DI CAMPO”     

“Sarebbe preferibile se il ministro Bussetti si occupasse di altre questioni, decisamente più di sua pertinenza, come il reperimento dei fondi per il rinnovo del contratto, dal quale i docenti e tutto il personale della scuola si attendono un aumento degli stipendi, e la messa in sicurezza degli edifici scolastici che al Sud, purtroppo ancora in molti casi, crollano a pezzi mettendo a repentaglio l’incolumità di chi lì studia e lavora”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta l’annuncio del titolare di viale Trastevere di un’imminente circolare per “sensibilizzare” gli insegnanti affinché venga ridotto il carico di compiti da assegnare agli studenti durante le festività natalizie.

“Consideriamo questo intervento di Bussetti un’invasione di campo irrispettosa della libertà di insegnamento sancita dalla nostra Costituzione. Soltanto ai docenti, che ben conoscono le loro classi, spetta decidere se e quanti compiti affidare ai propri alunni nella pausa natalizia. Lo studio – sottolinea Di Meglio – deve avere tempi e spazi individuali, lo studio è anche fatica, pazienza e acquisizione di responsabilità. Si impara non solo in classe, ma anche riflettendo, ripetendo, ricercando da soli. Non siamo, dunque, d’accordo con il ministro quando afferma che a volte i compiti gravano sugli impegni familiari: secondo noi, invece, diminuire i compiti a casa durante le festività natalizie – incalza il leader della Gilda – significa sollevare dalla responsabilità famiglie e alunni”. 

“Secondo il titolare del Miur, inoltre, ‘il tablet e i social sono anche strumenti didattici e i ragazzi possono insegnarne l’uso ai genitori, se stanno insieme’. Se il dialogo tra genitori e figli, in nome del quale bisognerebbe sacrificare i compiti, consiste nell’insegnamento dell’uso delle nuove tecnologie, – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – c’è da augurarsi che le famiglie italiane trovino altri modi per trascorrere il tempo libero”.

Mobilità docenti e ATA e concorso DSGA

Il 4, 5 e 6 dicembre è proseguito il confronto per rinnovare il contratto integrativo sulla mobilità nella scuola. Il Ministero dell’Istruzione ha proposto un primo articolato.

Per il personale docente, il sindacato ha raggiunto una convergenza di massima con l’amministrazione su alcuni temi. Se queste aperture verranno confermate, cadrà definitivamente per contratto uno degli ultimi capisaldi della legge 107/15, come la mobilità su ambito territoriale, e verranno ripristinate procedure trasparenti e condivise al tavolo negoziale.

Per il personale ATA, il testo proposto ricalca sostanzialmente quello dello scorso anno e la discussione si è limitata a pochi aspetti e aggiustamenti. Ci saranno alcune precisazioni sul sistema delle precedenze per renderlo omogeneo a quello del personale docente. 

Il 6 dicembre si è anche tenuto l’incontro d’informativa sul concorso ordinario per il profilo di DSGA. I posti messi a concorso nel triennio 2018-2021 sono 2.004. Abbiamo chiesto profonde modifiche al bando e l’avvio di una procedura riservata ai facenti funzione. Entro il 15 gennaio, inoltre, parte il confronto sulla mobilità professionale.

Valutazione dei dirigenti scolastici

Valutazione dei dirigenti scolastici: conclusa la fase delle interlocuzioni, confermato il giudizio negativo sulla procedura in atto

Moltissimi i riscontri dell’insoddisfazione dei dirigenti scolastici per una valutazione profondamente sbagliata nelle modalità e nei contenuti. Le ragioni del dissenso della FLC CGIL in un ordine del giorno della Struttura di comparto nazionale dei dirigenti scolastici.

Il 30 novembre 2018, con la conclusione dei colloqui con i dirigenti scolastici, è terminata la quarta fase della procedura di valutazione dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2017/2018 prevista dalla nota esplicativa n. 3 del 19 aprile 2018.
Ora i nuclei dovranno inviare le loro proposte ai Direttori Regionali che, entro il 31 dicembre 2018, procederanno alla valutazione finale, restituendo ai dirigenti scolastici gli esisti della valutazione, “finalizzata al miglioramento professionale” e non legata ai diversi livelli premiali corrispondenti a retribuzioni diversificate perché , com’è noto, l’Accordo del 30 marzo 2018 sottoscritto da FLC CGIL, CISL Scuola UIL Scuola RUA e SNALS Confsal ha sospeso per l’a.s. 2017/2018 la ricaduta degli esiti della valutazione sulla retribuzione di risultato.
A seguito della firma dell’Accordo, altre OO.SS. hanno invece invitato la categoria a non partecipare alla procedura, perché privata del carattere premiale previsto dalla legge 107/2015 e dalla Direttiva 36/2016.

Il fatto che nell’a.s. 2017/2018 non tutti i dirigenti scolastici abbiano compilato il portfolio, avrebbe dovuto offrire ai nuclei la possibilità di interlocuzioni più dirette con i dirigenti attraverso le visite nelle istituzioni scolastiche ma questa opportunità è stata quasi del tutto ignorata e si è preferito convocare i dirigenti scolastici presso altre sedi, stravolgendo il significato stesso e gli effetti dell’interlocuzione diretta che, a nostro avviso , dovrebbe costituire un aspetto essenziale della procedura.
I resoconti dei colleghi che hanno sostenuto in questi giorni i colloqui parlano invece di convocazioni non concordate, grosse difficoltà a spostare le date fissate in presenza impegni pregressi, lunghe attese in corridoio, colloqui a porte chiuse condotti con le modalità di un vero e proprio “esame”, con tanto di invito a motivare alcune scelte di gestione non condivise dal nucleo o a giustificare la mancata compilazione della sezione facoltativa dell’autovalutazione.
Che a una procedura già profondamente sbagliata, quasi esclusivamente basata su un aggravio di lavoro per il dirigente scolastico, costretto a compilare uno strumento on line, si aggiungano ulteriori molestie rappresentate dall’inadeguatezza delle modalità utilizzate per l’interlocuzione diretta non è assolutamente accettabile.
Non è accettabile che i dirigenti scolastici debbano pagare in prima persona l’assenza delle risorse necessarie per costruire una struttura nazionale in grado di valutare il lavoro dei dirigenti preposti alle 8288 istituzioni scolastiche funzionanti, fatta di professionisti esperti di valutazione, appositamente reclutati con procedure trasparenti e oggettive, coordinati da un soggetto terzo (INVALSI) e non direttamente dipendenti dai Direttori Regionali a cui devono poi restituire gli esiti.
Non è accettabile che in alternativa, i dirigenti scolastici debbano subire soluzioni inadeguate e inefficaci e sopportare un aggravio di lavoro cui si aggiungono perfino ingiuste e ingiustificate censure sulla loro attività.
La procedura di valutazione in atto deve essere fermata e ricostruita dalle fondamenta con le risorse e le professionalità adeguate al compito. La pazienza dei dirigenti scolastici è finita.

In un ordine del giorno della struttura di comparto nazionale, le ragioni del dissenso dei dirigenti scolastici della FLC CGIL sulla procedura di valutazione.

La struttura di comparto nazionale dei dirigenti scolastici della FLC CGIL riunitasi a Firenze il 21 novembre 2018, in riferimento alla procedura di valutazione dei dirigenti scolastici relativa all’a.s. 2017/2018, ancora in atto con le interlocuzioni con i dirigenti scolastici, ritiene che l’attuazione della valutazione dei dirigenti scolastici dell’a.s. 2017/2018 abbia ulteriormente e definitivamente dimostrato che la procedura messa in atto dal MIUR in attuazione dell’art. 1, comma 93, della legge 107, è inadeguata nell’assegnazione degli obiettivi, nelle modalità di reclutamento dei nuclei e formazione dei suoi componenti e nelle procedure di rilevazione delle azioni del dirigente scolastico.

Si tratta infatti di una valutazione che non osserva e non rileva la complessa attività del dirigente scolastico ma si fonda sulla lettura dei documenti prodotti dalla scuola per finalità diverse da quelle della descrizione del lavoro del dirigente; sul trasferimento al dirigente scolastico degli obiettivi di miglioramento del RAV (in alcuni casi “riadattati” unilateralmente dai nuclei per renderli più facilmente misurabili) che possono essere apprezzati solo nel lungo periodo e non possono assolutamente misurare i risultati del lavoro annuale del dirigente; sull’attività di nuclei di valutazione individuati unilateralmente ed in maniera del tutto disomogenea dai Direttori Generali degli USR delle diverse regioni e composti per lo più da dirigenti scolastici in servizio, a loro volta sottoposti a valutazione da altri nuclei, a cui viene richiesto di leggere i documenti della scuola e ricavarne indicazioni per la valutazione dei loro colleghi.

Rispetto alla fase della visita presso l’istituzione scolastica, prevista nella procedura di valutazione, la SdC evidenzia come, nei due anni di applicazione della Direttiva 36/2016, tale essenziale strumento di conoscenza della realtà in cui il dirigente scolastico opera, sia stato sostituito da forme di interlocuzione che si sono rivelate inadeguate e lesive della dignità professionale del dirigente scolastico.

Tenuto conto delle numerose criticità evidenziate nei primi due anni della sua attuazione, La SdC ritiene indispensabile che nell’a.s. 2018/2019 la procedura di valutazione dei dirigenti scolastici venga sospesa al fine di una sua radicale modifica e ridefinizione attraverso un costruttivo confronto da attivare successivamente alla firma del CCNL dell’Area dirigenziale istruzione e ricerca, con le modalità che saranno definite dalla trattativa in atto presso l’ARAN.

Firenze, 21 novembre 2018

Sull’alternanza riprende il walzer della vergogna

Sull’alternanza riprende il walzer della vergogna.
Approvato emendamento Gelmini per aumento delle ore di alternanza scuola lavoro negli istituti professionali, da 180 ore della proposta iniziale a 210, senza adeguamento conseguente dei fondi destinati all’alternanza.

Giammarco Manfreda, Coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: “La discussione parlamentare sulle modifiche dell’alternanza continua ma la vera domanda è: il Governo sa di cosa stiamo parlando? 

Il Ministro ha garantito di riscrivere le linee guida di questi percorsi entro il 31 Gennaio eppure ancora la discussione rimane a zero. Arriveremo a discutere di contenuti con un impianto e un finanziamento già definito. Si parla di ore, di obbligatorietà, di fondi ma ufficialmente non sappiamo a quali finalità questa discussione dovrebbe tendere.”


Prosegue Manfreda: “Si evidenzia sempre di più quello che già nelle piazze di questo autunno 
denunciavamo, al governo non interessa rinnovare la didattica
, migliorare la qualità della formazione degli studenti, interessa solamente tagliare. 

O, per dirla come loro, “risparmiare”.”


Non basta parlare di competenze trasversali, serve individuare vero piano della formazione duale e discutere di un impianto reale dell’apprendimento legato al mondo del lavoro!