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500 MILIONI DI EURO ALLE PARITARIE E LA SCUOLA PUBBLICA ANNASPA

500 MILIONI DI EURO ALLE PARITARIE E LA SCUOLA PUBBLICA ANNASPA  
“Mentre la scuola pubblica annaspa con docenti che percepiscono stipendi tra i più bassi della categoria in tutta Europa e personale ridotto all’osso nelle segreterie delle scuole e negli uffici amministrativi, ci lascia basiti l’annuncio del sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, dell’arrivo di oltre 500 milioni di euro per gli istituti paritari”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che sottolinea come di anno in anno i fondi destinati alle scuole paritarie aumentino sempre di più.
“Non si tratta di una questione ideologica – prosegue Di Meglio replicando alle affermazioni di Toccafondi – ma ricordiamo al sottosegretario che l’articolo 33 della Costituzione stabilisce che ‘Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato’. Siamo convinti che la scuola pubblica statale meriterebbe ben altre risorse economiche”.
“Così come ha reperito questi nuovi e cospicui fondi di cui beneficeranno le scuole paritarie, il Governo dovrebbe impegnarsi con altrettanta solerzia nel trovare risorse quantomeno dignitose per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, visto che per il biennio 2016-2017 ammontano a poco più di 30 euro lordi pro-capite, mentre per il 2018 non risultano ancora stanziate. Senza dimenticare – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – che gli insegnanti italiani stanno ancora aspettando lo scatto di anzianità del 2013”.  

Caos graduatorie d’istituto

Caos graduatorie d’istituto: i tempi assegnati per la fine delle operazioni non bastano

Dopo il mancato funzionamento del sistema informatico che ha creato il caos nelle segreterie, alle prese con l’inserimento e la valutazione delle domande per il rinnovo delle graduatorie d’istituto, anche la compilazione del modello B per la scelta delle scuole si sta rivelando un’impresa ardua. Il recupero della memoria storica che doveva essere il fiore all’occhiello della macchina, agisce senza regole, buttando nel panico i circa 700 mila aspiranti insegnanti. Segreterie e docenti precari sono entrambi spaventati dalla paura che non giunga a termine l’inserimento delle domande e del modello B nella piattaforma informatica.

Le organizzazioni sindacali, al fine di tutelare i diritti di tutti i soggetti coinvolti in questa non edificante storia, hanno chiesto un incontro urgente al Capo di Gabinetto del MIUR, dottoressa Sabrina Bono. È in gioco il regolare avvio dell’anno scolastico, che ancora una volta avrà bisogno dei docenti precari, regolarmente chiamati dalle graduatorie, per garantire il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti.

Astensione dalla compilazione del ‘portfolio’

Continua la protesta dei dirigenti scolastici italiani. Dopo la rinuncia alla ‘chiamata diretta’, i D.S incrociano le braccia e non compilano il ‘portfolio’ su cui saranno valutati. Non una contestazione della valutazione in sè, si legge nel documento sottoscritto, ma un atto di disobbedienza rispetto a un’ulteriore incombenza compilativa richiesta dal MIUR, di cui si contesta  metodo e merito. Un altro step di contestazione del quadro contrattuale-normativo vigente per cui si richiede la perequazione retributiva e la revisione delle responsabilità previste dal D.lsv 81 sulla sicurezza.


Alla Ministra Valeria Fedeli
ministra@istruzione.it
Ai Direttori UU.SS.RR.
e p.c. Alle OO.SS.
alle Associazioni di Categoria

Oggetto: Astensione dalla compilazione del Portfolio dei Dirigenti Scolastici

I sottoscritti Dirigenti Scolastici, avendo aderito alla mobilitazione proposta dalle OO.SS. e dalle Associazioni di Categoria (anche in attesa del rinnovo contrattuale), premesso che sono favorevoli
– alla formazione in servizio di ogni categoria di lavoratori della scuola, a partire dai dirigenti;
– alla valutazione, anche attraverso strumenti come il portfolio; premesso, altresì, che l’astensione non è una contestazione di questi ultimi, ma è una forma di protesta (a scarso impatto sugli utenti) che rientra nello stato di agitazione della categoria in atto;
si astengono dalla compilazione del Portfolio per le seguenti motivazioni:

  • Assenza di presupposti e di tempi adeguati per un sereno percorso valutativo teso al miglioramento (concentrazione di adempimenti entro lo stesso periodo, come, ad es. la revisione del RAV e del PdM, la valutazione dell’anno di prova dei neo-assunti, gli esami conclusivi del I e II ciclo, aggiornamento delle graduatorie di Istituto, acquisizione degli organici di diritto su piattaforma Sidi a funzionamento alterno, processo di valorizzazione del merito, progettazione PON, attuazione di percorsi ASL);
  • Mancanza di reali strumenti per un efficace governo del sistema scuola (depotenziamento della “chiamata diretta”, inadeguatezza giuridica del CCNL dei docenti in relazione anche alle novità introdotte dalla L. 107/2015, ritardi nell’assegnazione definitiva degli insegnanti alle scuole, ecc., assegnazioni di docenti di potenziamento non coerenti con i PdM);
  • Esiguità di risorse umane e finanziarie a supporto del miglioramento (carenza e/o e/o parziale adeguatezza del personale di segreteria anche alla luce delle continue e pressanti innovazioni specie nel versante della digitalizzazione);
  • Impossibilità di stabilire con certezza e precisione gli obiettivi e le priorità del RAV e le azioni di processo del PdM a causa dell’inesattezza e/o incongruenza dei dati forniti dal Miur/Invalsi a molte scuole;
  • Aggravio di incombenze di carattere burocratico (monitoraggi continui, reiterate richieste di dati già in possesso dell’Amministrazione, ecc.);
  • Responsabilità oggettive su questioni attinenti la sicurezza (ex D.Lgs 81/2008) al di fuori del controllo dei Dirigenti Scolastici.

Si evidenzia, inoltre, come questo processo di valutazione non tenga in adeguato conto tutta una serie di azioni del Dirigente Scolastico attinenti alla complessità anche relazionale del sistema scuola, rilevabili solo attraverso l’osservazione/valutazione in presenza dei membri del NEV.
Alla luce di quanto sopra esposto, si comunica la disponibilità a partecipare al processo di valutazione qualora si configuri come un percorso di supporto professionale e di valorizzazione delle caratteristiche peculiari del ruolo del Dirigente Scolastico e non sia relativo al solo Dirigente scolastico, ma a tutto il personale sia docente che ATA.

In fede
da tutta Italia

Contratto scuola

Contratto scuola / Lo Snals-Confsal riunisce i segretari provinciali e regionali per la stesura della piattaforma contrattuale.

 

Roma, 20 luglio.  Si sono riuniti il 19 e 20 luglio a Tivoli, i segretari provinciali e regionali dello SNALS-Confsal per l’elaborazione della piattaforma contrattuale che il sindacato porterà al tavolo di confronto all’Aran.

“Lo SNALS-Confsal – ha dichiarato il segretario generale, Elvira Serafini – sta lavorando con grande determinazione alla stesura della piattaforma contrattuale che esprimerà le nostre richieste all’Aran per un rinnovo contrattuale che assicuri al personale della scuola le tutele normative ed economiche che riteniamo irrinunciabili”.

“Il lavoro dei segretari provinciali e regionali – ha proseguito Serafini – è stato puntuale ed attento nel tradurre in proposte contrattuali le istanze che vengono dal personale che vive situazioni di forte disagio sia per la modestia della retribuzioni che per il crescente carico di lavoro”.

“Lo SNALS-Confsal – ha concluso Serafini – firmerà il contratto a condizione che siano soddisfatte le richieste che riteniamo irrinunciabili a tutela delle categorie che rappresentiamo, docenti, ata e dirigenti, sia per adeguati riconoscimenti economici che per la salvaguardia delle tutele di tipo normativo”.

Una diffida, una risposta e qualche domanda

Una diffida, una risposta e qualche domanda

Gira in rete un documento, indirizzato a tutti e sei i sindacati dell’Area dell’Istruzione e della Ricerca, con cui i firmatari “diffidano” le OO.SS. rispetto alla eventuale sottoscrizione di un contratto che non preveda almeno:

  1. la piena perequazione economica con le altre dirigenze;
  2. l’attribuzione di risorse economiche e di personale aggiuntivo per ogni nuovo adempimento.

Ci fa piacere che gli ideatori del documento abbiano individuato come obiettivi contrattuali quelli stessi che sono, dichiaratamente e da tempo, i nostri. La domanda però resta: perché diffidarci a fare quello che siamo già fermamente impegnati a fare? Non lo sappiamo, e comunque la sostanza delle cose non cambia. Anp ha la serena coscienza di lavorare per quegli obiettivi da tempo: non sappiamo ovviamente se sarà possibile raggiungerli, ma possiamo con tranquillità affermare che non firmeremo un contratto che non preveda quel risultato. Possono dire lo stesso le altre sigle a noi accomunate nel documento?

Possono, in particolare, dire lo stesso CGIL, CISL, UIL e CONFSAL, che – firmando l’intesa del 30 novembre scorso – hanno accettato in partenza di accontentarsi di un “tetto” di 85 euro mensili in sede contrattuale? 85 euro medi, da distribuire, per di più, in proporzione inversa (cioè privilegiando i livelli funzionali inferiori)?

Ai colleghi che in queste ore hanno sottoscritto la diffida vorremmo ricordare che i sindacati non sono tutti uguali e non hanno tutti le stesse responsabilità in questa vicenda. C’è chi ha firmato fin dall’inizio una clausola capestro che, se mantenuta, impedisce radicalmente qualunque perequazione per i dirigenti; e c’è chi, come noi, a quel tavolo non si è neppure seduto, non ne ha accettato l’esito e continua a battersi per rovesciarlo. Chiamarli tutti insieme sul banco degli imputati non solo non rende giustizia alla realtà dei fatti, ma non aiuta la categoria. La mobilitazione, la raccolta di firme e le iniziative eclatanti non dovrebbero andare contro ogni forma di rappresentanza “a prescindere”: dovrebbero rafforzare chi lavora per la categoria e penalizzare chi opera contro i suoi interessi.

UN SINDACATO CHE NON TRATTA È UN NON SINDACATO

UN SINDACATO CHE NON TRATTA È UN NON SINDACATO

Il rinnovo del contratto è il momento dell’assunzione delle responsabiltà

CREDIBILITÀ E PROPOSTE SUPERERANNO POSIZIONI VECCHIE E PRECONCETTE

Va definitvamente superata l’idea stessa del complotto che, in questo Paese di memoria troppo corta, funziona sempre e, in ogni occasione, può essere utilizzata per fini particolari e a vantaggio di pochi.

L’articolo di Pietro Feliziani, postato da Salvatore Indelicato (su un blog governare la scuola), merita qualche considerazione, non tanto per i contenuti, non certo originali, quanto per la possibile disinformazione che può indurre in un comparto già molto disorientato. A noi è sempre capitato di dover subire l’accusa di svendere questo o quel pezzo di categoria o addirittura tutta, giusto per fare piacere a questo o a quel Governo.

Posizione questa intrisa di pregiudizi, visto che il contratto è molto al di là da venire e non siamo neanche ai presupposti che, molto faticosamente, si stanno costruendo. E’ l’idea stessa del complotto che in questo Paese, di memoria troppo corta, funziona sempre e che in ogni occasione può essere utilizzata per fini particolari e a vantaggio di pochi. I temi e i metodi sono sempre gli stessi: nessuna originalità! Prima si parlava di triplice, ora di quadriade, sempre e solo per evocare complotti e tradimenti. E’ una costante che i traditori aumentino in relazione alle difficoltà oggettive e alla mancanza di idee e di prospettive positive, se non quella della via giudiziaria. Come dire: noi non siamo capaci, ci rivolgiamo al giudice terzo.

Un modo per mettere le mani avanti ed addossare la colpa agli altri. Il solito scaricabarile! Anche qui nulla di nuovo: i ricorsi, le class action, la via giudiziaria al socialismo si sarebbe detto in passato. Inoltre, che si possa concludere un accordo contrattuale nel nostro Paese in agosto è una notizia d’anteprima che sostiene l’dea del complotto, ma, purtroppo, non ha alcun fondamento. Ancora, non mi pare che ci siano comunicati sempre e comunque unitari, ci sono solo quando la c.d. quadriade trova l’accordo sui contenuti. Su quelli e solo sui contenuti, la UIL Scuola, per il comparto e per il dipartimento dei Dirigenti scolastici, esprimerà il proprio giudizio nel momento in cui ci sarà la sintesi e bisognerà assumere decisioni e, come afferma lo stesso autore, senza i nostri voti non si firma alcun contratto, almeno se vogliamo considerare la quadriade.

Anche l’ANP, che parla di “perequazione non trattabile”, deve indicare la strada da percorrere e non limitarsi, in modo preventivo, alla resa scaricando le responsabilità sugli altri. Un sindacato che non tratta è un non sindacato, ma su questo l’ANP è almeno coerente non crede nella contrattazione e rifiuta di riconoscere l’accordo del 30 novembre, che, invece, i contratti permette di aprire. Proprio l’ANP dovrebbe dare conto di una politica, da posizioni di maggioranza in termini di rappresentatività che, dal nostro punto di vista, si connota quasi unicamente per spocchia dialettica e sostanziale accondiscendenza al Governo, vedi 107/2017.

Una politica che ha isolato la categoria e che ora si affida ad una disperata protesta piena di rabbia e con poche idee. Una categoria che, disorientata, si trova in mezzo al guado di una dirigenza senza identità che li candida all’oblio e all’isolamento o, al più, a mettersi nelle mani di avvocati, panacea di ogni male.

E’ stupefacente che solo ora ci si renda conto che per ottenere il giusto adeguamento retributivo, occorre un contratto a cui deve collegarsi la provvista per rinnovarlo e la disponibilità del Governo a finanziarlo. Con l’accordo del 30 novembre, non abbiamo rinnovato il contratto, abbiamo solo creato le premesse per farlo, anche sul lato del finanziamento abbiamo definito il minimo (85 euro), non il massimo.

Occorre, ora, solo trovare nuovi finanziamenti, cosa che stiamo rivendicando, insieme alla quadriade. Chi ha tela per tessere, tessa e smetta di trovare solo alibi. Bisogna dare risposte sindacali. Come sempre, arriva il momento dell’assunzione delle responsabiltà e noi lo faremo nel confronti della categoria in funzione di un sistema scolastico statale messo sempre più spesso vicino al collasso, ma questo sembra non interessi a nessuno.

Di Pino Turi – Segretario Generale Uil Scuola

Tavolo semplificazione

Tavolo semplificazione: si continua a parlare di stress lavoro correlato dei dirigenti e di sicurezza delle scuole

Il 17 luglio 2017 è proseguito al MIUR il lavoro del Tavolo sulla semplificazione avviato nella seduta del 4 luglio scorso. Si è discusso in particolare del tema della rilevazione dello stress da lavoro correlato dei dirigenti e della sicurezza nelle scuole.

L’Amministrazione, presente il Vice Capo di Gabinetto, ha raccolto le osservazioni delle OO.SS. sulla proposta di questionario elaborato nell’ambito della ricerca di cui si dava conto nel comunicato del 4 luglio scorso. Tale strumento, nelle intenzioni dell’Amministrazione, sarà proposto ai direttori degli Uffici scolastici regionali, responsabili della rilevazione dei dati relativi allo SLC, che in quanto tali potranno apportare le modifiche ritenute più opportune.

La delegazione ANP, dopo aver sottoposto all’Amministrazione alcune puntuali proposte di modifica del testo, ha richiesto di avere al più presto informazioni sulla tempistica dell’operazione e, considerata la rilevanza della stessa, ha chiesto all’Amministrazione di gestire in modo unitario a livello nazionale la rilevazione tramite un questionario da somministrare online mediante il Sistema Informativo MIUR appositamente adeguato. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile garantire la semplicità della rilevazione, l’immediatezza dell’elaborazione dei dati e la possibilità di effettuare i necessari confronti tra gli esiti nelle diverse regioni, fermo restando l’anonimato dei rispondenti. L’ANP, inoltre, consapevole dell’ampia letteratura scientifica sul tema e dell’esistenza di strumenti di rilevazione dello stress da lavoro correlato messi a punto nell’ambito della comunità scientifica internazionale e già validati, ha chiesto di avere informazioni di maggiore dettaglio circa la validazione dello strumento di rilevazione.

L’Amministrazione, nel ribadire che il questionario proposto è stato costruito proprio nell’ottica di favorire la confrontabilità dei risultati pur nel rispetto dell’autonomia decisionale dei Direttori USR, ha informato che la somministrazione potrà presumibilmente avvenire non prima del mese di ottobre, secondo le decisioni che saranno assunte a livello regionale.  Ha dichiarato, inoltre, l’intenzione di condividere gli esiti della rilevazione in forma sintetica con la parte sindacale e le modalità di gestione delle problematiche che emergeranno dai dati raccolti.

Per quanto riguarda le proposte di modifica al D. lgs. 81/08 (C. 3830 e C. 3963), l’Amministrazione ha chiesto di essere puntualmente informata delle posizioni che ciascuna organizzazione sindacale assumerà nel corso delle audizioni presso le Commissioni riunite “Istruzione” e “Ambiente e Lavoro” della Camera, così da poter esaminare la questione delle responsabilità del dirigente della scuola anche attraverso un dialogo con il Ministero del lavoro.

La delegazione ANP ha riferito quanto dichiarato dal Presidente Rembado in sede di audizione alla Camera lo scorso 11 luglio sui DDL C. 3830 e C. 3963; ha ribadito la necessità di delimitare con chiarezza e senza ambiguità gli ambiti di competenza degli enti proprietari degli edifici scolastici e quelli del dirigente scolastico, mantenendo salda la distinzione tra gli obblighi di manutenzione strutturale ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici e in particolare degli impianti, in capo agli enti proprietari, e obblighi di gestione e organizzazione, in capo al dirigente o al funzionario preposto. Ha sottolineato che non devono essere incriminabili per interruzione di servizio i dirigenti che decidessero di interdire l’uso dei locali da loro ritenuti inadeguati, né devono essere imputabili ad essi le contravvenzioni in materia di sicurezza se i dirigenti hanno già provveduto a richiedere i necessari interventi agli enti competenti. A questo proposito ANP ha segnalato l’urgenza di introdurre efficaci strumenti di pressione nei confronti dei soggetti tenuti a garantire la sicurezza degli edifici, tematica della massima rilevanza per garantire che i nostri figli frequentino le scuole in condizioni di effettiva serenità.