Archivi categoria: Sindacale

Esposto al Tribunale di Roma, Procura della Repubblica

“Duecentosettantuno candidati al “Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali”, bandito con decreto del Direttore Generale per il Personale Scolastico n. 1259 del 2017 del 23 novembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 24 novembre 2017, rappresentati dagli avvocati Pierpaolo Dell’Anno e Giuseppe Murone, hanno presentato, in data 17 aprile 2019, un esposto alla Procura della Repubblica di Roma avente ad oggetto circostanze relative all’espletamento dello stesso. L’esposto sottopone all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria plurime violazioni regolamentari, ridondanti in vantaggio di pochi in danno di tanti, essenzialmente afferenti al mancato espletamento della prova in data unica e in contemporanea, alla divulgazione in tempi diversi dei quadri di riferimento, alla diversa formulazione dei quesiti rispetto a quelli stabiliti dal bando di concorso, ai criteri di attribuzione delle prove nel procedimento di correzione, ai criteri di abbinamento codice/candidato, alle diverse percentuali di ammessi Regione per Regione, alle effettive modalità di espletamento della prova scritta nelle diverse sedi e ai differenti controlli ivi espletati, alla composizione e ai mutamenti delle commissioni esaminatrici, ai corsi di formazione, alle possibili fughe di notizie e al software Cineca. Gli esponenti hanno richiesto, allo stregua di ogni opportuno approfondimento investigativo, anche di carattere tecnico, e previa acquisizione di ogni utile incartamento concorsuale, che venga svolta ogni più incisiva indagine volta ad accertare le eventuali responsabilità penali correlabili alle violazioni e ai vantaggi in oggetto. Ciò allo scopo di comprendere le ragioni per le quali si sia inteso connotare di permeante oscurità un concorso pubblico improntato per legge ai parametri di legalità e trasparenza e determinare evidenti e inaccettabili disparità di trattamento tra i candidati. Gli esponenti intendono fornire il proprio contributo agli inquirenti nell’accertamento della verità, anche per il tramite dell’espletamento di attività investigativa difensiva, e desiderano estendere a quanti si trovano nella stessa posizione la possibilità di costituire voce unica e condivisa”.

LOTTA UNITARIA

DI MEGLIO: “ALLA CHIUSURA DEL GOVERNO RISPONDIAMO CON LOTTA UNITARIA”
“L’unità del fronte sindacale non è in discussione: considerata la totale chiusura dimostrata  finora dal Governo anche rispetto alla semplice apertura di un dialogo sulle nostre rivendicazioni, confermiamo tutte le iniziative di lotta previste dalla piattaforma comune stabilita in totale accordo da tutte le cinque sigle sindacali rappresentative”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della FGU-Gilda degli Insegnanti.   

Sciopero 10 maggio

Il 10 maggio la scuola sciopera insieme a tutto il resto del Pubblico Impiego.

Al centro della nostra piattaforma, la questione del precariato. L’USB P.I. Scuola è impegnata da anni in una lotta lunghissima, che non intende scendere a compromessi, contro le principali criticità del mondo della scuola. Il precariato è senza alcun dubbio una delle più vistose anomalie del sistema. Il nostro obiettivo è ottenere la stabilizzazione immediata di quel personale della scuola che, di fatto, è stato sfruttato anno dopo anno per far sì che il sistema scolastico potesse funzionare. Nessun governo ha avuto ad oggi la volontà di porre al centro della propria agenda politica la scuola. I precari sono sempre stati ignorati.

Da sempre ci proponiamo di rappresentare in ogni mobilitazione e ai tavoli contrattuali i diritti dei docenti e del personale ATA precario. Lo abbiamo fatto anche in occasione del rinnovo contrattuale del CCNL 2016/18, quando abbiamo chiesto l’equiparazione dei diritti dei precari a quelli del personale di ruolo e denunciato la firma di un contratto che non ha recepito nessun nuovo diritto contrattuale per i precari a cui si continua a richiedere sempre e solo doveri. Purtroppo, CGIL-CISL-UIL, seguiti in un secondo momento da SNALS e GILDA, hanno siglato l’accordo con il governo e resa vana ogni nostra richiesta.

Noi chiediamo l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori che abbiano effettuato almeno tre anni di servizio (180×3) negli ultimi dieci. Ci sembra una soluzione giusta. Di più, ci sembra una scelta necessaria. La stabilizzazione è un diritto acquisito in virtù del servizio. La scuola italiana soffre a causa dell’assenza di risorse e investimenti. La stabilizzazione dei precari migliorerebbe la qualità di tutto il sistema.

Finora abbiamo ottenuto troppo poco, l’esecutivo ha ascoltato solo in parte le nostre richieste. La percentuale del 30% dei posti riservati ai precari con servizio infatti non può essere considerata un buon risultato. È troppo poco! Noi avevamo chiesto, come estrema ratio rispetto alla nostra proposta di seguito riportata, l’80% dei posti.

Il 30 novembre siamo già scesi in piazza con una piattaforma chiara che poneva al centro due punti a nostro parere necessari per il rilancio della scuola pubblica statale: l’ampliamento dell’organico, con la trasformazione delle cattedre “di fatto” in posti “di diritto”, e l’immissione in ruolo immediata, senza alcun concorso, per tutti i docenti con 36 mesi di servizio.

Oggi ribadiamo la stessa posizione e pertanto chiediamo:

  • Un bando riservato per la costituzione di una graduatoria permanente provinciale per chi ha 3 anni di servizio (180×3 anche non continuativi). La graduatoria, per soli titoli, vedrà l’inserimento di coloro che sono presenti nelle terze fasce delle graduatorie d’istituto e hanno maturato 3 anni di servizio negli ultimi dieci anni, e servirà per il conferimento delle assunzioni a tempo indeterminato e per il conferimento degli incarichi di supplenza annuali (31/08) o fino al termine dell’attività didattica (30/06) e verrà utilizzata una volta esaurite le GAE provinciali, le GM e le GMRE regionali. La graduatoria per gli incarichi a tempo determinato sarà utilizzata in subordine a quella provinciale degli abilitati di seconda fascia.
  • Che il prossimo rinnovo contrattuale sancisca l’equiparazione giuridica del personale precario con quello a tempo indeterminato, mettendo fine ad una differenziazione ingiusta perpetrata dai sindacati firmatari.
  • Nelle more della realizzazione della graduatoria provinciale, chiediamo, in relazione al prossimo concorso, l’80% dei posti riservati.
  • Nell’eventualità che il quadro politico e le scelte governative non vengano incontro alle nostre richieste, consideriamo l’avvio di un percorso abilitante speciale l’extrema ratio per garantire la professionalità dei docenti precari con tre anni di servizio.

Il 10 MAGGIO scendiamo in piazza! È arrivato il momento di ottenere dal governo le nostre rivendicazioni

Proclamazione dello stato di agitazione della dirigenza scolastica

Al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca
Gabinetto del Ministro
Ufficio Relazioni sindacali

Oggetto: Proclamazione dello stato di agitazione della dirigenza scolastica e richiesta di esperimento di tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 4 dell’allegato al CCNL/1998-2001 sottoscritto il 29 maggio 1999 in attuazione della legge 146/90.

Le scriventi OO.SS. proclamano lo stato di agitazione della dirigenza scolastica per rivendicare:

1.Firma definitiva ipotesi CCNL del 13 dicembre 2018 ferma da quattro mesi presso gli organi di controllo

2.Certificazione dei fondi spettanti ai dirigenti scolastici per le retribuzioni degli aa.ss. 2017/2018 e 2018/2019

3.Rinnovo del CCNL per il triennio 2019/2021 e salvaguardia della sua dimensione nazionale contro ogni ipotesi di regionalizzazione del sistema di istruzione

4.Modifica del disegno di legge che prevede il controllo biometrico delle presenze in servizio dei dirigenti scolastici

5.Ripresa immediata dell’iter legislativo del ddl di modifica del D.lvo 81/2008 relativamente alle responsabilità dei dirigenti in materia di sicurezza e modifica dell’art. 39 del Regolamento Contabile D.I. 129/2018 che impone alle scuole la manutenzione degli edifici scolastici, spettante per legge agli Enti Locali

6.Eliminazione di tutti i compiti impropri e delle molestie burocratiche che gravano sulle istituzioni scolastiche e appesantiscono il lavoro dei dirigenti scolastici e delle segreterie, distogliendoli dall’assolvimento delle loro funzioni primarie di assicurare il regolare funzionamento del servizio di istruzione.

Su tutte queste tematiche sinteticamente riassunte, si richiede di esperire il tentativo di conciliazione previsto dalla legge in oggetto e la convocazione dell’apposito organismo costituito con D. M. n. 127 del 20 aprile 2000.

FLC CGIL Francesco Sinopoli
CISL FSUR Maddalena Gissi
UIL Scuola RUA Giuseppe Turi
SNALS Confsal Elvira Serafini

Dirigenza scolastica: proclamato lo stato di agitazione

La vicenda del controllo biometrico della presenza in servizio dei dirigenti scolastici è solo l’ultima delle aggressioni alla categoria.

L’approvazione definitiva alla Camera del testo di legge contenente le disposizioni sul controllo biometrico degli ingressi applicato anche ai dirigenti scolastici registra la netta e unanime contrarietà dei dirigenti della FLC CGIL.

Mentre le nostre scuole cadono a pezzi per la cronica mancanza di manutenzione, mettendo in serio pericolo l’incolumità di migliaia di studenti, docenti e personale della scuola, c’è chi sceglie di utilizzare le già scarse risorse per dotare le oltre 42.000 sedi scolastiche di rilevatori biometrici che controllino i movimenti giornalieri dei dirigenti scolastici.

Mentre i dirigenti scolastici con grande senso di responsabilità assicurano il regolare funzionamento del servizio nazionale di istruzione, facendosi carico di gestire più di 2.000 reggenze, c’è chi li assimila ai “furbetti del cartellino” (che tra l’altro neanche sono tenuti a timbrare perché non hanno orario di servizio definito contrattualmente).

D’altro canto il commento della ministra Bongiorno alle legittime proteste che in queste ore si susseguono su tutti i media dimostra ancora più chiaramente l’insussistenza di motivazioni e l’intento meramente punitivo e di controllo che la misura adottata contiene.

Questo ennesimo attacco alla dirigenza scolastica si aggiunge alla indignazione per la lunga incredibile attesa per ottenere la certificazione dell’ipotesi del loro contratto, firmata il 13 dicembre dello scorso anno, al ritardo inquietante sulla consistenza del FUN 2017/2018 e 2018/2019, ancora non certificata dagli organi di controllo, e all’attuale stallo della contrattazione per il triennio 2019/2021, per ora priva delle risorse necessarie per proseguire il percorso per l’equiparazione retributiva al resto della dirigenza pubblica.

La dirigenza scolastica, unitamente al resto del personale della scuola, è inoltre impegnata a contrastare il disegno di regionalizzazione dell’istruzione portato avanti dal Governo. Tutto il mondo della scuola è mobilitato a difesa dell’autonomia scolastica e dell’unitarietà del sistema scolastico nazionale contro i disegni autonomistici di chi vorrebbe sistemi scolastici regionalizzati e diritti diversificati, privando di efficacia la contrattazione nazionale.

Per tutti questi motivi che richiedono una risposta immediata della categoria, con un comunicato firmato unitamente a CISL, UIL e SNALS, la FLC CGIL ha proclamato lo stato di agitazione dei dirigenti scolastici e si appresta in queste ore a chiedere il tentativo obbligatorio di conciliazione.

Siamo organizzando un presidio dei dirigenti scolastici davanti al Senato quando si discuterà l’approvazione definitiva del disegno di legge sulla concretezza. Daremo presto informazioni sulle modalità di partecipazione.

Vogliamo intanto far sentire sui social la voce dei dirigenti scolastici con l’hashtag #iocisono, e invitiamo tutti i dirigenti scolastici ad inviare via twitter una foto della loro impronta digitale ai Presidenti della Commissione 7° e 11° del Senato, @mariopittoni e @CatalfoNunzia e a @bussetti_marco.

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLE IMPRONTE DIGITALI

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLE IMPRONTE DIGITALI

Comunicato dell’ Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante

Sovente questa Associazione è stata poco tenera con i Dirigenti scolastici, e lo è stata maggiormente man mano la legislazione ne incrementava le prerogative, attribuendo loro un assetto professionale di tipo manageriale che a nostro avviso collide con le finalità dell’istituzione scolastica.

Dobbiamo però convenire che sulla questione delle impronte digitali, previste dal “DdL concretezza” già approvato alla Camera, hanno ragioni da vendere, ed ha ragione in particolare l’ANP che parla con la voce del suo presidente Giannelli.

Non ha senso, infatti, concedere agli ex presidi la Dirigenza e allo stesso tempo legarli ad una pratica impiegatizia, per giunta in una forma oggettivamente umiliante come quella delle impronte biometriche.     

Lo status dirigenziale, piaccia o non piaccia, è svincolato da un rigido orario di lavoro, e  valutabile in ragione del raggiungimento di una serie di risultati, e ciò non solo nella scuola, ma in tutta la PA. Quindi, o si contesta tale assetto in nome della figura del Preside primus inter pares, prospettiva a nostro parere giustissima ma con poche prospettive di realizzazione, o si deve accettare che i DS siano svincolati  dall’orario di servizio.

Per differenti motivi noi di AESPI avevamo contestato la ventilata – e poi fortunatamente messa nel cassetto – ipotesi di utilizzare questo genere di controllo per i docenti. Ci sembrava infatti una misura di sapore ingiustamente punitivo in un momento in cui gli insegnanti sono sottoposti a pressioni enormi senza le armi giuridiche per sostenerle, e inoltre inutile perché, così pure argomentavamo, le loro assenze e gli stessi ritardi sono già prontamente segnalati dallo strepito degli studenti quando rimangono padroni del campo.

Dato ai dirigenti ciò che ai dirigenti compete, ci tocca contestare l’affermazione del Ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, secondo la quale per i docenti il provvedimento sarebbe inutile perché assenze e ritardi sarebbero già segnalate dalla compilazione, o mancata o ritardata compilazione, del registro elettronico. Se il Ministro avesse chiesto lumi non si dice a uno spin doctor del Ministero, ma al primo insegnante che passava per strada, colui le avrebbe spiegato quello che ora andiamo ad esporre.

In primo luogo, non ci risulta una norma che attribuisce al RE tale funzione. Ma, ammettendo che essa esista, vi sono alcune condizioni di natura pratica che ostacolerebbero tale funzione. In primo luogo, il RE funziona ove funziona la connessione. Ove essa non funziona (e il caso è frequente), il RE è inutilizzabile. Dove funziona male (e il caso è frequentissimo) la situazione è anche peggiore, perché mentre nel primo caso il docente  si rende conto subito di non poter procedere alla compilazione e passa alla lezione o alle interrogazioni, nel secondo tenta disperatamente di procedere, a singhiozzo e  in tempi spesso lunghissimi. Tale condizione ha a sua volta due nefaste conseguenze. In primo luogo vi è una contrazione del tempo di lezione e apprendimento, che in fin dei conti costituiscono il motivo principale per cui egli si trova a scuola, in secondo luogo il fatto che mentre il docente si accanisce disperato sul tablet o sul cellulare, non può monitorare la classe. Se si considera che ciò avviene di norma nel cambio dell’ora, cioè nel momento più delicato per la disciplina, si può comprendere a quali conseguenze può condurre questa forzata disattenzione. Piccoli problemi, commenterà qualche lettore. No, sono piccoli solo per chi non conosce la scuola, o per chi si  è dimenticato che la scuola vive proprio di piccole cose, che però nell’andamento dell’attività didattica hanno un grande peso. E l’ingresso dell’informatica nelle nostre aule, se può essere un utile supporto, sotto questo profilo può incrementare le difficoltà: si pensi ad esempio a una lavagna interattiva che cessa di funzionare nel mezzo di una lezione che ne richieda l’ausilio.

In conclusione: grazie al Ministro Bongiorno di non aver trasformato gli insegnanti in galeotti, anche se lo ha fatto per il motivo sbagliato. Galeotti essi lo sono già, per tanti aspetti, e non era necessario aggiungerne uno ulteriore. Quanto ai DS, pur sapendo che essi sono ben contenti di avere a scuola una massa di insegnanti-impiegati dalla quale trascegliere i loro favoriti, non li ripaghiamo della stessa moneta e auguriamo loro di cuore di evitarsi  questo umiliante e soprattutto ingiusto rituale.

Alfonso Indelicato

Responsabile AESPI per la Comunicazione

DDL CONCRETEZZA, ULTERIORI VESSAZIONI A CARICO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

DDL CONCRETEZZA, ULTERIORI VESSAZIONI A CARICO DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

L’approvazione alla Camera del disegno di legge che prevede la rilevazione della presenza in servizio dei dirigenti scolastici tramite telecamere, impronte digitali o lettura dell’iride, è davvero l’ultima goccia che fa traboccare il vaso.

Si tratta di una norma che viola le prerogative contrattuali e lo Statuto dei lavoratori ed è inutilmente vessatoria nei confronti dei dirigenti scolastici che in questi anni stanno assicurando il regolare funzionamento del servizio nazionale di istruzione, nonostante il grave disagio professionale e personale causato dell’enorme sovraccarico di lavoro divenuto ormai insopportabile.

L’attività delle istituzioni scolastiche non si svolge in un’unica sede coincidente con quella del dirigente. Oggi i poco più di 6000 dirigenti scolastici in servizio sovrintendono al funzionamento oltre 42.000 sedi scolastiche, spesso in condizioni di sicurezza precarie e che necessitano di urgenti lavori di manutenzione e ristrutturazione. È singolare che, in presenza di una così grave emergenza che incide sulla sicurezza di milioni di cittadini, si consideri una priorità la spesa per dotare ognuno di questi edifici di rilevatori biometrici che controllino i movimenti giornalieri dei dirigenti scolastici.

Lo sdegno dei dirigenti scolastici, implicitamente e incredibilmente additati come assenteisti, non è più sopportabile e si aggiunge alla indignazione per la lunga incredibile attesa per ottenere la certificazione dell’ipotesi del loro contratto, firmata il 13 dicembre dello scorso anno. Sono trascorsi quattro mesi senza che l’iter di certificazione abbia visto un termine e tutto ciò dopo ben nove anni senza rinnovo contrattuale. Permane inoltre un silenzio assordante ed estremamente inquietante sulla consistenza del FUN 2017/2018 e 2018/2019, nonostante le pressanti richieste di informativa inoltrate nell’ultimo anno al Miur e le anticipazioni mai formalizzate. Ancora una volta quindi il Ministro ed il Governo stanno dimostrando di non tenere in debita considerazione le attese e le preoccupazioni dei dirigenti scolastici e della comunità educante nel suoinsieme.

Come FLC Cgil, Cisl Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, riteniamo che questa situazione non possa protrarsi ulteriormente e chiamiamo tutti i dirigenti scolastici alla mobilitazione generale in assenza di risposte concrete alle nostre rivendicazioni.

Come prima ed immediata azione di protesta della categoria lanciamo l’hashtag #iocisono, invitando tutti i dirigenti scolastici ad inviare l’immagine di un’impronta digitale via twitter ai

Presidenti della Commissione 7° e 11° del Senato, @mariopittoni e @CatalfoNunzia e infine @bussetti_marco.

Preannunciamo inoltre ulteriori ampie iniziative di mobilitazione e di protesta, tra le quali un Presidio al Senato nei giorni in cui si discuterà il disegno di legge Concretezza e la proclamazione dello sciopero della dirigenza scolastica nella giornata del 17 maggio 2019, in cui è già previsto lo sciopero che coinvolgerà tutta la scuola. Lo sciopero del 17 maggio rappresenterà il momento in cui emergerà con chiarezza che le giuste e sacrosante rivendicazioni della dirigenza scolastica non sono in conflitto con quelle del restante personale della scuola ma trovano la loro naturale espressione e composizione nelle attese di tutta la comunità scolastica, unica garanzia del sistema nazionale diistruzione.

Roma, 13 aprile 2019

I Coordinatori Nazionali per la Dirigenza Scolastica

Flc CGIL Roberta Fanfarillo CISL Scuola Paola Serafin UIL Scuola Rua Rosa Cirillo SNALS Confsal Giovanni De Rosa

Interventi per la concretezza delle azioni delle PP.AA. e la prevenzione dell’assenteismo

Prot. 34/2019 Roma, 12 aprile 2019

Al Sig. Presidente della Repubblica
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Ministro per la Pubblica Amministrazione
Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
Ai Senatori della Repubblica
p.c. Agli organi di informazione

Oggetto: Atto S. 920-B “Interventi per la concretezza delle azioni delle PP.AA. e la prevenzione dell’assenteismo”

L’Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici intende rappresentare alle Autorità in indirizzo i sentimenti di sconcerto e di profonda amarezza con i quali i dirigenti scolastici italiani stanno seguendo l’iter parlamentare del Disegno di legge in oggetto.
Ci permettiamo di osservare che la previsione di sottoporre a controllo l’accesso a scuola dei dirigenti scolastici offende la dignità professionale della categoria e manda un messaggio sbagliato e fuorviante al Paese, perchè in qualche modo insinua nell’opinione pubblica il dubbio che anche i presidi possano comportarsi alla stregua dei fannulloni e dei furbetti del cartellino.
Le misure previste per la rilevazione delle presenze ipotizzano l’installazione sia di sistemi di verifica biometrica dell’identità che di videosorverglianza degli accessi, misure palesemente eccessive e
sproporzionate, come già eccepito in audizione dal Garante per la protezione dei dati personali.
Senza tralasciare che l’adozione di questi sistemi comporterebbe un investimento di notevoli risorse che potrebbero, invece, essere destinate ad altre priorità del nostro sistema educativo.
Siamo di fronte ad una inutile mortificazione della dirigenza scolastica, ad un provvedimento di evidente illogicità, pensato da chi forse non conosce il Contratto Nazionale per l’Area Dirigenziale
Istruzione e Ricerca nè il lavoro che svolgono quotidianamente i presidi in Italia.
I dirigenti scolastici hanno un ruolo di guida e di orientamento delle comunità scolastiche, rispondono dei risultati di apprendimento di più di 8 milioni di alunni e studenti del nostro Paese, sono responsabili della salute e dell’incolumità delle persone e delle condizioni di sicurezza degli edifici, sono chiamati a confrontarsi tutti i giorni con le criticità educative che la società del nostro tempo pone alla scuola.
Ci saremmo aspettati che le Commissioni parlamentari, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, il Ministro dell’Istruzione, i Responsabili Scuola dei Partiti esprimessero quanto meno l’interesse ad ascoltare le giuste motivazioni della nostra categoria.
All’indomani dell’approvazione alla Camera del ddl in oggetto ribadiamo che i sistemi ipotizzati per la verifica dell’accesso dei presidi non tengono conto delle modalità di svolgimento della funzione del dirigente scolastico che, com’è noto, non è soggetta ad un orario contrattualmente definito e non è legata ad un ufficio o ad orari fissi.
I 7.000 dirigenti scolastici in servizio devono garantire la loro presenza nei 43.000 plessi scolastici, devono curare i rapporti con altre scuole all’interno delle reti istituzionali a cui aderiscono,
devono intrattenere relazioni con Enti Locali, ASL, Uffici Territoriali dell’Amministrazione scolastica, Ordini professionali, Associazioni del territorio.
Va ricordato, inoltre, che più di 1.700 istituzioni scolastiche sono affidate in reggenza. Per questo motivo quasi tutti i presidi da anni si fanno carico della direzione di due o più istituzioni scolastiche, il che comporta spostamenti frequenti in orari diversi (anche serali e festivi) e ritmi di lavoro non ascrivibili alla mera dirigenza amministrativa/burocratica.
A tal proposito va anche evidenziato che il Parlamento non ha approvato nella manovra di bilancio la norma per l’esonero dei vicari, che avrebbe potuto garantire ai dirigenti scolastici quanto meno un supporto alla gestione ordinaria.
E’ del tutto evidente che il Dirigente scolastico è chiamato ad adeguare ogni giorno la propria prestazione lavorativa alle diverse sedi dipendenti e alle molteplici e complesse esigenze dell’organizzazione.
Di questo risponde in sede di valutazione complessiva dell’operato, con il ricorso alle procedure e agli strumenti disegnati dal DPR 80/2013 e dalla Direttiva MIUR n.36/2016, che da quest’anno manda a regime un vero e proprio sistema di rendicontazione sociale che tiene conto anche della stima e dell’apprezzamento di studenti, genitori, docenti.
Appare chiaro che, con l’approvazione definitiva dei sistemi di verifica di cui al ddl, i dirigenti scolastici potrebbero valutare di limitarsi agli adempimenti amministrativo-burocratici, a discapito di
tutte quelle prestazioni di promozione, coordinamento e raccordo con le realtà del territorio che oggi vengono rese, anche in orario serale e festivo, per la migliore riuscita delle attività di arricchimento e di ampliamento dell’offerta formativa previste dall’autonomia scolastica.
Alla luce delle motivazioni sopra esposte, anche al fine di garantire parità di trattamento con altre categorie escluse dalla verifica degli accessi (magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, docenti
del sistema scolastico, professori e ricercatori universitari), l’A.N.DI.S. fa appello al Governo e ai Senatori della Repubblica perchè si adotti una modifica al disegno di legge S.920-B nella parte in cui disciplina la verifica dell’accesso dei dirigenti scolastici.

Il Presidente nazionale
Prof. Paolino Marotta

Lettera ai Responsabili dei partiti di maggioranza

On. Luigi Di Maio
Sen. Matteo Salvini
Loro sedi

Onorevoli Ministri,

sono il Presidente dell’ANP (associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola), organizzazione professionale e sindacale maggiormente rappresentativa dei “Presidi”, oggi denominati dirigenti scolastici.
Mi rivolgo a Voi in quanto Responsabili dei partiti che costituiscono l’attuale maggioranza.
Come senz’altro sapete, la Camera dei Deputati ha di recente licenziato il testo del cosiddetto “decreto concretezza”; esso è adesso transitato al Senato della Repubblica per l’approvazione definitiva.
In tale decreto, è prevista l’adozione di controlli biometrici di presenza sul posto di lavoro per tutto il personale pubblico, inclusi i dirigenti, ma con l’importante esclusione del personale docente.
Con la presente, intendo sottoporre alla Vostra attenzione due aspetti del decreto in questione che appaiono indice di grave sfiducia, se non di aperta ostilità, nei confronti della dirigenza pubblica.
La sfiducia deriva dal fatto che i dirigenti sono preposti per legge alla supervisione ed al controllo dell’orario di lavoro dei dipendenti che non hanno qualifica dirigenziale. Come sarebbe possibile adempiervi serenamente, se le amministrazioni pubbliche datrici di lavoro esigessero dai dirigenti lo stesso obbligo che essi devono, a loro volta, esigere dal restante personale?
Per quanto riguarda i dirigenti scolastici, inoltre, la disposizione finalizza il controllo alla verifica dell’accesso. Ma, poiché le norme antinfortunistiche equiparano i Presidi ai datori di lavoro sotto il profilo penale e li rendono garanti dell’incolumità di tutte le persone presenti negli ambienti scolastici, essi devono controllare l’accesso a tali ambienti da parte di chiunque. Si ripropone il paradosso del controllore che deve essere a sua volta sottoposto allo stesso controllo. A ciò si aggiunga che molte scuole sono articolate in più sedi, distanti anche chilometri tra loro. Dovrebbero essere installati rilevatori d’accesso in ogni sede? E a quali costi?
L’ostilità, invece, deriva dal fatto che la prestazione di lavoro dirigenziale è espressamente finalizzata al raggiungimento di predeterminati obiettivi e ha quindi natura di obbligazione di risultato. Di conseguenza, la quantità di tempo trascorso in ufficio non ha alcun rilievo, tant’è vero che nessun contratto collettivo dirigenziale – sottolineo né pubblico, né privato – prevede un orario di lavoro e quindi i dirigenti non hanno alcun vincolo orario. A cosa
potranno mai servire quei controlli? Se non raggiunge i risultati previsti, il dirigente pubblico incorre nella responsabilità dirigenziale prevista dall’articolo 21 del d.lgs. 165/2001 e rischia il licenziamento. L’obbligo di sottostare a controlli inutili è una misura unicamente vessatoria.
Quali miglioramenti Vi attendete se quella disposizione sarà convertita in legge? In cosa migliorerà la Pubblica Amministrazione? Sarà forse più vicina alle esigenze dei cittadini, con dei dirigenti sviliti da forme di controllo superflue e irrilevanti?
Vi chiedo pertanto di compiere un vero gesto politico: fate emendare il testo in discussione al Senato, eliminando quella misura inutilmente vessatoria nei confronti dei dirigenti
pubblici, fedeli servitori dello Stato.
Colgo l’occasione per porgere distinti saluti.

Roma, 11 aprile 2019

Il Presidente nazionale
Antonello Giannelli

LAVORO E SICUREZZA

CONVEGNO CONFSAL

LAVORO E SICUREZZA: ASPETTI NORMATIVI, TECNICI, FORMATIVI E INNOVATIVI

11 Aprile 2019, ore 9,30-13,30

Parlamentino del CNEL, viale David Lubin 2, Roma  

Giovedì 11 aprile p. v., dalle ore 9:30 alle ore 13:30, si terrà presso il Parlamentino del Cnel un convegno sul tema “LAVORO E SICUREZZA: ASPETTI NORMATIVI, TECNICI, FORMATIVI E INNOVATIVI” organizzato dal Dipartimento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro della Confsal.

ABSTRACT

Storicamente esisteva il medico di fabbrica, poi diventato l’attuale medico competente specialista in Medicina del lavoro. Per molto tempo la funzione del medico del lavoro è stata identificata nella sorveglianza sanitaria periodica finalizzata alla prevenzione delle malattie professionali. Oggi è necessaria, invece, una visione olistica della salute e della sicurezza di chi lavora.

Le nuove dimensioni dell’economia impongono nuovi sistemi di tutela della salute e della sicurezza in ambito lavorativo, confortati da illuminati orientamenti giurisprudenziali che, in non pochi casi, ispirano innovazioni normative sul tema. Purtroppo si tratta spesso di misure non esaustive, non efficienti e bisognose di continue rivisitazioni, anche e soprattutto alla luce dell’evoluzione industriale e dei repentini e nuovi rischi emergenti in campo lavorativo. Inoltre, non sono rari i casi in cui pratiche illegali ed elusive della norma nascondono realtà criminose e di lavoro nero.

Occorre quindi arginare tali condotte “malate” partendo dal fulcro dell’expertise, e cioè dalla formazione e dalla diffusione della cultura della sicurezza facendo leva, non solo sulla mera sensibilizzazione e informazione dei lavoratori, ma anche su dinamiche innovative e capillari, quali l’innovazione e l’addestramento virtuale certificato.

Il convegno sarà aperto e coordinato da Michele de Nuntiis, Responsabile Confsal Dipartimento salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Seguiranno i saluti del Presidente del Cnel, Tiziano Treu e del Responsabile Ufficio studi Confsal, Mario Bozzo. Le relazioni saranno a cura di: Raffaele Guariniello Magistrato Emerito; Salvatore Dovere, Consigliere Corte di Cassazione; Andrea Magrini, Direttore della Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro Università di Roma “Tor Vergata”; Giuseppe Piegari, Dirigente INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro); Antonio Terracina, Dirigente Inail; Angelone Sara, Medico del lavoro e criminologa; Lucia Massa, Responsabile Confsal Dipartimento Formazione; Oliviero Casale, Marketing and Training Manager MTIC Group; Andrea Bortolotti, CTO Vection Group Ltd. Chiuderà i lavori il Segretario Generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta.


CONVEGNO CONFSAL

LAVORO E SICUREZZA: ASPETTI NORMATIVI, TECNICI, FORMATIVI E INNOVATIVI

MICHELE DE NUNTIIS: Responsabile CONFSAL Dipartimento Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro

Le priorità attuali in materia di salute e lavoro in Italia:

Il mondo del lavoro si è trasformato sfaccettandosi in molteplici tipologie di contratti somministrati a scapito sempre più della tutela dei lavoratori, contemporaneamente alla diffusione crescente del fenomeno, senza distinzione generazionale e di razze, delle morti bianche e del lavoro nero (adulti e bambini, italiani ed immigrati).

Oggi con questo convegno non si vuole avere la pretesa di coprire nel dettaglio tutte le tematiche del complesso mondo della tutela della sicurezza dei lavoratori, ma certamente si tenterà con l’aiuto degli illustri relatori presenti, esperti per i vari settori di competenza, di dare delle risposte a delle domande ormai insistenti che rispecchiano l’incalzare della crisi sociale che stiamo vivendo.

Raffaele Guariniello – Magistrato emerito

Verso dove andiamo? Quale la sicurezza del futuro?

C’è molta confusione e disorientamento: ad oggi non esiste una strategia nazionale e centralizzata in materia di salute e sicurezza in cui vengano indicate le priorità sui cui incentrare l’impegno in modo sinergico, interdisciplinare e partecipato,da parte degli attori della prevenzione, istituzionali, esperti di settore, parti datoriali e sociali.

Salvatore Dovere – Consigliere della Corte di Cassazione

Sarebbe necessario:

Pianificare obiettivi concreti d’intervento e programmi d’azione anche in tema di tumori professionali a bassa frazione eziologica, ai sensi dell’art.244 del DLGS 81 del 2008 s.m. La questione amianto appare comunque irrisolta: i casi di morte per esposizione all’amianto sono effettivamente destinati a diminuire? La comunità scientifica in parte si divide sulla questione. Quale l’esperienza della magistratura penale?

Andrea Magrini – Direttore Scuola Specializzazione Medicina del Lavoro Università di Roma “Tor Vergata”

Adottare misure tempestive efficaci ed efficienti nei confronti dei nuovi rischi emergenti. A tal proposito l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha attivato diverse consultazioni in tema dei lavori verdi, nanotecnologie/nanomateriali, crowdsourcing, robotica, farmaci che aumentano le prestazioni, stampa in 3D, tecnologie di monitoraggio, settore del commercio al dettaglio elettronico. Per molto tempo la funzione del medico del lavoro è stata identificata nella sorveglianza sanitaria periodica finalizzata alla prevenzione delle malattie professionali. Oggi è necessaria invece una visione olistica della salute di chi lavora capace di intervenire prontamente alle nuove sfide mediche che i rischi emergenti ci impongono. Quale lo stato dell’arte delle azioni intraprese dalla sorveglianza sanitaria per prevenire il rischio correlato all’esposizione ai rischi emergenti?

Promuovere lo stile di vita attraverso programmi di prevenzione svolti dai medici del lavoro a livello aziendale e finalizzati ad incentivare stili di vita sani (quali le azioni intraprese finora attraverso l’Accordo del 14 febbraio 2018 tra Ministero della salute e SIML, Società Italiana di Medicina del Lavoro?): sussiste una discrepanza differenziale nella speranza di vita a 35 anni per classe sociale, operai e dirigenti, con esito mortale non di natura professionale, ma per patologie come malattie ischemiche cardiache, tumori del polmone, diabete, che sono appunto patologie prevalentemente legate allo stile di vita.

Si vede necessario ricorrere all’introduzione dell’indice di benessere nella sorveglianza sanitaria nella valutazione dello stato di salute (benessere psicofisico) del lavoratore. Quale il punto di vista del medico competente?

Giuseppe Piegari – Dirigente INL (Ispettorato nazionale del Lavoro)

Contrastare il fenomeno degli infortuni e soprattutto quello degli infortuni mortali: il bollettino trimestrale delle denunce di infortunio e malattie professionali, IV trimestre 2018, gennaio-dicembre 2018, ha rilevato un aumento delle denunce di infortunio in itinere (+2,87%) ed in occasione di lavoro (+0,59%), aumento delle denunce di infortunio con esito mortale (+10,11%), un aumento delle denunce di malattie professionali protocollate (+2,50%). Quali le possibili soluzioni? A quando le produzioni di Linee guida ad hoc che tengano conto della differenza di genere, dell’invecchiamento e della precarietà di contratti di molti giovani, arruolati velocemente con tirocini non accreditati, per una corretta valutazione dei rischi e predisposizione di azioni di prevenzione, protezione efficienti ed una mirata Vigilanza? Quale l’esperienza e la prospettiva dell’Ispettorato del lavoro?

Antonio Terracina – Coordinatore settore I Contarp Direzione generale INAIL

La norma tecnica volontaria UNI ISO 45001:2018 “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (SGSL)– Requisiti e guida per l’uso”. Questa norma, che è stata pubblicata il 12 marzo 2018 rappresenta un avanzamento nel modo integrato di gestire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori con risultati incoraggianti nella prevenzione degli infortuni presso le aziende certificate rispetto a quelle che ancora non l’hanno adottata. La norma 45001:2018 può intendersi come uno strumento utile atto a creare un circolo virtuoso, ovverosia una riduzione del premio assicurativo (Modello T24), impattante in termini di sconto sulle aziende e con ritorno economico, di fatto un guadagno, che possa essere reinvestito dalle aziende stesse nella prevenzione? Quali i risultati ottenuti finora con le aziende certificate finanziate con i bandi ISI dell’INAIL?

Sara Angelone – Medico del lavoro e criminologa

Quando il lavoro si intreccia con il fenomeno del “sistema delle organizzazioni criminali” l’applicazione delle misure preventive nel mondo del lavoro ed ogni tipologia di intervento appare vano e complicato a fronte di una devianza subculturale di base preesistente ed ancora fortemente incardinata nel nostro Paese. Un recente studio di Save the Children ha dimostrato il coinvolgimento disarmante di bambini anche italiani nel mondo del lavoro nero. Forte è l’esigenza di un intervento integrato, interattivo ed interprofessionale, già nelle scuole; necessita una cooperazione istituzionale, la partecipazione del terzo settore e della società civile. Sussiste una relazione tra lavoro nero, criminalità organizzata ed infortuni sul lavoro e qual è l’impatto economico?

Lucia Massa – Responsabile CONFSAL Dipartimento Formazione

La Confsal si è impegnata nella realizzazione di un Patto culturale che consenta il passaggio dalla formazione in quanto tale alla diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui potrà giovare ogni settore lavorativo e la società stessa. Quale progettualità e modalità per raggiungere lo scopo citato?

Oliviero Casale – Marketing and Training Manager MTIC Group

Certamente non si può parlare di formazione ed informazione dei lavoratori né di misure preventive se non si conosce il fenomeno dell’innovazione e come esso possa impattare sulla sicurezza nel mondo del lavoro. Al riguardo la standardizzazione è effettivamente un ulteriore strumento necessario oltre che utile per uno sviluppo sostenibile e per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro? E che ruolo ha la formazione accreditata?

Andrea Bortolotti – CTO Vection Group Ltd

D’altra parte a nulla può valere una formazione che seppur contestualizzata in modo specifico nei vari settori lavorativi non sia effettuata in modo efficiente e controllato e verificabile. La Realtà virtuale, ultimo argomento della giornata, ma non per questo meno importante, aiuta in tal senso e sembra risolverci non solo le questioni correlate all’addestramento ma anche i problemi dei costi effettivi che la formazione stessa comporta con non poche difficoltà per le PMI (Piccole Medie Imprese). Quale applicabilità di queste tecnologie nel mondo del lavoro? E quali i possibili vantaggi nell’ambito della sicurezza?

Regionalizzazione per Scuola & Università? No grazie!

DAL 20 APRILE AL 16 MAGGIO BLOCCO ATTIVITA’ VOLONTARIE DOCENTI ED ATA. Il 17 MAGGIO 2019 Sciopero UNITARIO e generale di tutti i sindacati della Scuola con MANIFESTAZIONE NAZIONALE. Regionalizzazione per Scuola & Università? No grazie! 1) No a differenziazioni di qualità fra le regioni! No alle gabbie salariali ed a contratti regionali! No all’esame di stato invalsizzato! No all’alternanza scuola-ignoranza! I partiti del Governo pentalegato avevano promesso di abrogare la mala-scuola renziana. Invece hanno conservato la chiamata per competenze e lo strapotere dei dirigenti sull’utilizzo degli insegnanti, il ‘bonus’ discrezionale, un organico ‘potenziato’ senza futuro né limiti alle supplenze, ed intendono peggiorare di molto la già gravissima situazione creando un’istruzione pubblica di serie ‘a’ e serie ‘b’ a seconda della ricchezza regionale, con contratti separati per docenti ed ata secondo le aree geografiche. Hanno anche voltato le spalle ai precari, cancellando 42.000 assunzioni col previsto assorbimento dell’organico ‘potenziato’. E del contratto scaduto a fine dicembre 2018 neppure si parla. 2) Per gli stessi motivi l’Unicobas proclama l’astensione dalle attività non obbligatorie previste dai vigenti CCNNLL per tutti gli ata, i docenti, i non docenti ed il personale educativo, sia a tempo determinato che indeterminato, delle scuole, della ricerca e delle università, nonché l’astensione dall’intensificazione d’orario del personale ata per sostituzioni e dalle attività aggiuntive degli insegnanti comunque intese, relative a progetti, incarichi e corsi di recupero. L’’astensione in parola avrà luogo dal 20 Aprile al 16 Maggio 2019.

MOBILITÀ, CHIESTA PROROGA DEI TERMINI

MOBILITÀ, LA FGU CHIEDE AL MIUR UNA PROROGA DEI TERMINI

Prorogare i termini di pubblicazione dei movimenti del personale docente per consentire l’inserimento degli ulteriori posti resi disponibili dai pensionamenti. A chiederlo al Miur è la Federazione Gilda Unams il cui Esecutivo si è riunito questa mattina a Roma.

“A causa del protrarsi delle operazioni di pensionamento dovute a Quota 100, – spiega la FGU – molte cattedre rischiano di restare scoperte e di essere assegnate con supplenze annuali ad attività scolastiche ormai iniziate, a discapito della continuità didattica. Per poter includere nella mobilità anche i posti lasciati liberi dai pensionamenti, e rispettare anche i termini di legge che stabiliscono l’assegnazione per il 50% attraverso trasferimenti e 50% con immissioni in ruolo, è necessario, dunque, che il Miur accolga la nostra richiesta e intervenga con una proroga”.  

IL CORAGGIO DI RIPENSARE LA SCUOLA

Associazione TreeLLLe

Convegno di presentazione del Quaderno n. 15

“IL CORAGGIO DI RIPENSARE LA SCUOLA”

mercoledì 10 aprile 2019, ore 9,00 – 13,00
Aula Magna dell’Università Luiss (viale Pola 12, Roma)

Apertura lavori

  • Giovanni Lo Storto Direttore Generale LUISS

Presentazione delle “proposte” di TreeLLLe

  • Attilio Oliva Presidente Associazione TreeLLLe
  • Antonino Petrolino Chairman del Forum di TreeLLLe

Interventi

  • Claude Thélot già Presidente della Commissione Governativa per il Dibattito Nazionale sull’avvenire della scuola in Francia
  • Luigi Berlinguer già Ministro dell’Istruzione
  • Vincenzo Zani Segretario Congregazione per l’Educazione Cattolica

Tavola rotonda

  • Ludovico Albert Presidente Fondazione per la Scuola della Compagnia di san Paolo
  • Stefano Molina Dirigente di ricerca Fondazione Agnelli
  • Giovanni Vinciguerra Direttore Tuttoscuola

Conclusioni

  • Salvatore Giuliano Sottosegretario di Stato, MIUR

Sciopero 20 aprile – 16 maggio 2019

Ai Titolari Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Alla Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
ROMA

Oggetto: Comparto Istruzione e Ricerca. Proclamazione sciopero con astensione di tutte le attività non obbligatorie previste dal CCNL del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e collaboratore scolastico della scuola dal 20 aprile al 16 maggio 2019.