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Ore di sostegno insufficienti: 10 mila euro di risarcimento per la famiglia

Redattore Sociale del 22-05-2017

Ore di sostegno insufficienti: 10 mila euro di risarcimento per la famiglia

Sentenza del Tribunale di Roma: il Miur dovrà pagare oltre 10 mila euro alla famiglia di un alunno disabile, a cui erano state assegnati solo la 12e ore di sostegno sulle richieste dai medici e indicate nel Pei. Anief: “Grande risultato per la nostra battaglia di civiltà”.

ROMA. Il ministero dell’Istruzione dovrà pagare un risarcimento di oltre 10 mila euro per non aver assegnato il giusto numero di ore di sostegno a un alunno disabile di quinta elementare: lo ha stabilito il tribunale di Roma, facendo seguito alla pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 25011/2014): i giudici hanno spiegato che ‘il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità’, perché ‘il diritto all’istruzione dei disabili è oggetto di specifica tutela da parte sia dell’ordinamento internazionale che di quello europeo ed interno’. Nella sentenza è stato fatto riferimento anche all’articolo 24 della Convenzione di New York del 13 dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilità (resa esecutiva in Italia con la legge di autorizzazione alla ratifica del 3 marzo 2009, n. 18). Una linea analoga confermata anche dai giudici ordinari di La Spezia e Savona, che condanna il Miur a 7mila euro di spese di soccombenza.

Nel caso in questione, per l’alunno con disabilità erano state richieste dai medici – e quindi indicate nel Piano educativo individualizzato – 22 ore di sostegno, ma solo 12 gli erano poi state effettivamente assegnate: secondo il Tribunale ordinario di Roma, in questo modo il ministero dell’Istruzione avrebbe negato il corretto monte ore di sostegno, andando oltre le proprie responsabilità, aggravate dalla reiterazione di una condotta discriminatoria e lesiva dei diritti degli alunni disabili.

La sentenza evidenzia come l’attribuzione al minore, da parte dell’amministrazione scolastica, di un limitato numero di ore di sostegno “rende sufficientemente provato il danno non patrimoniale arrecato al medesimo minore, in periodo particolarmente delicato del suo percorso evolutivo”. Plaude Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal: “La nostra ‘battaglia di civiltà’, iniziativa che offre tutela legale gratuita alle famiglia con alunni disabili, ha raggiunto un ulteriore importante risultato grazie a questa sentenza del Tribunale di Roma , perché è stato ribadito al Ministero che la presenza del docente specializzato per l’insegnamento agli alunni con limiti di apprendimento non può essere negata o concessa a discrezione dell’amministrazione. Perché in materia di sostegno all’alunno in situazione di handicap il ‘Piano educativo individualizzato’ obbliga l’amministrazione scolastica a garantire all’alunno il corretto supporto per il numero di ore programmate, senza lasciare alcun potere discrezionale nel ridurne l’entità in ragione delle risorse disponibili”.

Corso di Alta Formazione per l’insegnamento delle lingue agli allievi con Bisogni Linguistici Specifici

Corso di Alta Formazione per l’insegnamento delle lingue agli allievi con Bisogni Linguistici Specifici

Entro il 27 maggio è possibile iscriversi alla sessione invernale del Masterclass DEAL 2017, corso di alta formazione organizzato dal Gruppo di Ricerca DEAL di Ca’ Foscari che offre una formazione specifica per sostenere gli studenti con disturbi del linguaggio, della comunicazione e dell’apprendimento nello studio delle lingue (materne, straniere e classiche).
INFO: http://www.gruppodeal.it/?page_id=116&lang=it

Il 1o Rapporto sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro

Superando.it del 19-05-2017

Il 1o Rapporto sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro

È stato presentato dall’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) il “1o Rapporto sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”, prezioso documento voluto per analizzare l’efficacia della normativa in tale materia – che verrà d’ora in poi presentato con scadenza annuale – dedicato a un fenomeno come quello infortunistico o delle malattie professionali, che oltre a causare costantemente numerose vittime, provoca anche annualmente la disabilità di svariate migliaia di persone
Copertina del 1o Rapporto sulla Salute e la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro dell’ANMIL

L’immagine scelta per la copertina del Rapporto prodotto dall’ANMIL.

«Negli ultimi anni l’attenzione di media, istituzioni e cittadini è molto cresciuta verso il tema della sicurezza sul lavoro, ma, al di là dei meri dati statistici che con impegno l’INAIL diffonde periodicamente, è nostra convinzione che il fenomeno degli infortuni e delle malattie professionali e le problematiche legate alla loro prevenzione meritino una più approfondita valutazione, analizzando l’efficacia della normativa in materia»: così, nei giorni scorsi a Roma, insieme ai principali esponenti istituzionali in materia, i rappresentanti dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) hanno presentato il 1° Rapporto sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, prezioso documento dedicato a un fenomeno come quello infortunistico o delle malattie professionali, che oltre a causare costantemente numerose vittime, provoca anche annualmente la disabilità di svariate migliaia di persone.

«Già da diversi mesi – spiegano dall’ANMIL -, un nostro gruppo di esperti si è dedicato allo studio dei principali interventi del legislatore, della giurisprudenza, della prassi amministrativa e del mondo della ricerca in materia di salvaguardia della salute dei lavoratori e della loro sicurezza in àmbito lavorativo che hanno caratterizzato in modo significativo l’anno precedente e la metà dell’anno in corso. I risultati di tale lavoro – che ha rivolto lo sguardo al contesto nazionale, senza tuttavia perdere di vista la prospettiva europea ed internazionale – costituiscono il nucleo di questo nostro Primo Rapporto, che intendiamo d’ora in poi presentare con scadenza annuale, per comprendere come sia cambiato nell’ultimo decennio il lavoro nel nostro Paese, con i Decreti 81 e 106*, fornendo in tal modo a tutti gli addetti ai lavori un servizio informativo e culturale aggiornato e completo, con l’auspicio di contribuire all’innalzamento del livello di conoscenza, di spirito critico e di quella consapevolezza che il tema merita, considerati i valori costituzionali che lo governano». (S.B.)

* Il riferimento è al Decreto Legislativo 81/08 (“Testo unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro”) e del Decreto Legislativo 106/09 (“Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”).

Immobile confiscato alla mafia diventa Informagiovani in lingua dei segni

Immobile confiscato alla mafia diventa Informagiovani in lingua dei segni

Aperto a Palermo uno sportello che offre il servizio in Lis (lingua dei segni). Sarà attivo il lunedì e il mercoledì dalle 15 alle 18.30. Fornirà informazioni su mobilità all’estero, servizio volontario europeo, campi di volontariato nel Sud del mondo

da Redattore Sociale 19 maggio 2017

ROMA – Spesso i terreni confiscati alle mafie sono destinati a progetti davvero originali. E’ il caso dello sportello Informa Giovani, che a Palermo offre anche l’interpretariato in lingua dei segni. Il progetto, ancora in fase sperimentale, sarà presentato oggi alle 15, in via Sampolo 42, proprio in quell’immobile confiscato alla mafia e concesso per 10 anni all’ InformaGiovani dal comune di Palermo. Lo sportello in Lis funzionerà a partire da giugno, tutti i lunedì dalle 15 alle 18.30, reso accessibile ai non udenti attraverso un sistema di interpretariato online e in tempo reale gestito in modo volontario.

Lo spazio rappresenterà un luogo dove i giovani potranno sentirsi a casa: si offriranno infatti informazioni su opportunità di mobilità all’estero, sul Servizio volontario europeo, sul servizio civile nazionale e internazionale, su campi di volontariato nel sud del mondo e più in generale su bandi e opportunità di lavoro. Il tutto attraverso i volontari che lavorano nella struttura. Sarà un luogo di incontro e condivisione per coloro che sono interessati a nuove iniziative e collaborazioni o che comunque lavorano coi giovani, ma soprattutto uno spazio aperto alle iniziative ed eventi che verranno proposti.

Attraverso collaborazioni con altre associazioni e realtà del territorio saranno progressivamente attivati altri punti in diversi quartieri della città. Ma il sogno dell’associazione è quella di estendere il servizio in tutto il territorio nazionale. Per informazioni, contattare l’indirizzo info@informa-giovani.net e il numero 393.9629434 dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 18:00. (Paolo Cocuroccia)

Al Salone del libro i volumi “speciali” delle biblioteche accessibili

Redattore Sociale del 18-05-2017

Al Salone del libro i volumi “speciali” delle biblioteche accessibili

Ideato dalla fondazione Paideia, il progetto riunisce una decina di biblioteche piemontesi, oltre ai servizi di neuropsichiatria infantile della città di Torino: da una settimana, ognuna di queste strutture distribuisce libri “tradotti” secondo il codice della comunicazione aumentativa.

TORINO. C’è uno scaffale molto particolare tra le esposizioni di questa trentesima edizione del Salone del libro di Torino. Contiene volumi pieni di simboli, loghi e disegni: ma non si tratta, in realtà, di una selezione di libri illustrati per l’infanzia, come i titoli – sulla falsariga di “Giulio coniglio”, “Brava coccinella” o “Filastrocche a colori” – potrebbero suggerire. Quei disegni, infatti, fanno parte di un codice che venne ideato negli Stati Uniti a partire dagli anni 50, per semplificare e incrementare le capacità di lettura e scrittura di chi aveva forme di disabilità – come l’autismo, la paralisi cerebrale infantile o anche la dislessia – che potessero creare delle difficoltà in tal senso. Da allora, la “Comunicazione aumentativa o alternativa” si è diffusa moltissimo anche in Europa e nel resto del mondo: tanto che, la scorsa settimana, una decina di biblioteche del territorio piemontese si sono riunite in una rete di distribuzione di testi per l’infanzia, “tradotti” secondo questo codice e distribuiti grazie a un progetto della fondazione Paideia.

Si chiama “Libri per tutti”, e ad oggi vi hanno aderito il Servizio delle Biblioteche civiche della città di Torino, la biblioteca mutimediale “Archimede” di Settimo Torinese, la biblioteca civica “Nicolò e Paola Francone” di Chieri e le biblioteche civiche di Cavallermaggiore, Saluzzo, Fossano e Savigliano, oltre al servizio di Neuropsichiatria infantile della Asl Torino 1. Dalla scorsa settimana, ognuna di queste strutture ha iniziato a esporre lo scaffale dei “Libri per tutti”, lo stesso che, fino a domenica prossima, la fondazione porterà anche al Salone del libro, nello stand “Nati per leggere”: i volumi sono rivolti a tutti coloro che necessitano di un supporto speciale alla comprensione del testo, e dunque non soltanto ai bambini, come tiene a sottolineare il personale di Paideia. “I libri modificati con i simboli della Comunicazione aumentativa e alternativa – spiegano dalla fondazione – sono indicati non solo per lo sviluppo delle competenze comunicative di bambini e ragazzi con disabilità o bisogni comunicativi complessi, ma anche per persone straniere al primo approccio con la lingua locale, e in generale per soggetti di tutte le età con fragilità di comunicazione, anche di natura temporanea”.

I quarantaquattro titoli “modificati” sono disponibili per la consultazione e il prestito gratuito nelle biblioteche aderenti al progetto: di questi, ben 32 sono stati ceduti dal Sistema bibliotecario di Fossano (CN), che da dieci anni si occupa di adattare e tradurre libri secondo i codici della comunicazione aumentativa. Il progetto è patrocinato dalla regione Piemonte. (ams)

Decreti “Buona Scuola”: pubblicati fra luci e ombre

Decreti “Buona Scuola”: pubblicati fra luci e ombre

 

Sono stati dunque pubblicati in Gazzetta Ufficiale (n. 112 del 16-5-2017 – Suppl. Ordinario n. 23) i decreti applicativi della cosiddetta “Buona Scuola”.

Per FISH è stato un percorso molto sofferto e di intensi confronti fino all’ultimo per tentare di far apportare tutti i possibili miglioramenti, ma anche per frenare derive o rischi per la reale inclusione delle persone con disabilità – commenta il Presidente Vincenzo Falabella – Un confronto cui vanno riconosciute anche nuove sensibilità e disponibilità.”

FISH, in questo scenario, rileva alcuni elementi di cambiamento soprattutto dalla lettura del decreto legislativo 66/2017 che riguarda appunto l’inclusione degli alunni.

Viene chiarito il procedimento di riconoscimento della disabilità, sino ad oggi di handicap, che negli ultimi anni aveva assunto situazioni diversificate nelle varie regioni italiane con gravi disagi per le famiglie. Il riconoscimento della disabilità degli alunni viene ora ricondotta ai criteri dell’ICF, uno strumento scientifico internazionale che dovrebbe consentire la più puntuale definizione del profilo di funzionamento delle persone. Viene valorizzato, in tal senso, anche il ruolo delle famiglie e delle loro associazioni, riconoscendone la rilevanza anche nella definizione del PEI, il piano educativo individualizzato e del progetto di vita. Per ragioni di opportunità e per la portata innovativa di tali aspetti, l’entrata in vigore è posposta al 2019, in attesa anche di congrue indicazioni e decreti applicativi.

La continuità didattica dovrebbe, secondo il decreto, essere maggiormente garantita. Viene potenziata la formazione iniziale dei futuri docenti per il sostegno sia della scuola dell’infanzia e primaria che della scuola secondaria.

Risulta rafforzato anche il ruolo dell’Osservatorio scolastico ministeriale, ora espressamente previsto da una norma di legge, i cui compiti sono di maggiore collaborazione con l’amministrazione scolastica nel campo dell’inclusione.

Sulla delicata questione del tetto massimo di alunni per classe, FISH riconosce il miglioramento rispetto alla formulazione iniziale che prevedeva “di norma” un tetto di 20 alunni, significando con ciò che si sarebbe potuto eccezionalmente superarlo senza limiti. Nel nuovo testo, grazie alla pressione di FISH, scompare quel “di norma”. Ciò significa che continua ad essere vigente la regola attuale: il tetto di 20 alunni può essere eccezionalmente aumentato ma non oltre il 10%, cioè due alunni in più.

Altri aspetti, tuttavia, continuano a lasciare molte perplessità.

Il testo del decreto insistitamente ripete che le innovazioni si svolgeranno sulla base delle risorse finanziarie disponibili, quasi che i diritti possano essere compressi da limiti di bilancio. E in tal senso esistono sentenze numerose della Corte costituzionale e del Consiglio di Stato che garantiscono l’inviolabilità del diritto allo studio degli alunni con disabilità.

Il testo del decreto 66 conserva degli elementi di ambiguità: non è più precisata la sede in cui effettuare la quantificazione delle risorse necessarie per ciascun alunno. Invero si prevede che il Dirigente scolastico invii le proposte al GIT sulla base di tutti i dati relativi a ciascun alunno contenuti nella valutazione e nel PEI. È questo uno degli elementi più rilevanti che ci si augura vengano chiariti nelle Linee guida che si prevede vengano emanate entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.

FISH ha già chiesto di partecipare alla stesura di tale documento, ottenendone rassicurazioni dal Ministro Fedeli.

Ma c’è un’ulteriore criticità. Nessuna novità in materia di didattica inclusiva nella formazione iniziale dei futuri insegnanti curricolari: il numero di crediti formativi richiesti rimane immutato rispetto agli obblighi attuali.

Questa lacuna – commenta Vincenzo Falabella – è un aspetto assai grave perché continuerà ad alimentare la delega del progetto inclusivo ai soli docenti per il sostegno: è un fronte su cui la Federazione già annuncia un rinnovato impegno.”

Nasce il Registro siciliano per la sclerosi multipla

Vita.it del 15-05-2017

Nasce il Registro siciliano per la sclerosi multipla

Lo firmano oggi a Messina l’assessore regionale alla salute, Baldo Gucciardi e il presidente nazionale della Fism, Federazione italiana sclerosi multipla, Mario Alberto Battaglia, alla presenza del ministro Beatrice Lorenzin. «Il Registro è un nostro impegno concreto per individuare i bisogni delle persone con sclerosi multplia e fornire le risposte che si attendono» ha spiegato Mario Alberto Battaglia.

MESSINA. Sarà il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, a sancire la nascita del Registro Regionale per la sclerosi multipla: lunedì 15 maggio, a Messina, l’assessore regionale alla salute, Baldo Gucciardi e il presidente nazionale della Fism, Federazione italiana sclerosi multipla, Mario Alberto Battaglia, firmeranno la nascita del Registro. Il Registro della sclerosi multipla è uno strumento che raccoglierà i dati di tutti i pazienti affetti da sclerosi multipla seguiti nei diversi centri della Regione, con finalità epidemiologiche, di sanità pubblica e di ricerca volta a migliorare le conoscenze sulle cause e sui trattamenti della malattia: si tratta di oltre 9mila persone solo in Sicilia e 113mila in Italia. Un momento unico, perché i dati del registro saranno utili per promuovere l’equità di accesso alle cure confrontando le pratiche assistenziali dei diversi centri, e per valutare politiche assistenziali di carattere nazionale e locale. «Il registro è promosso dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla e dall’Università degli Studi Aldo Moro di Bari», ha spiegato il prof. Mario Alberto Battaglia, «è un nostro impegno concreto per individuare i bisogni delle persone con SM e fornire le risposte che si attendono. Lo scorso anno, in dieci regioni in Italia tra cui la Sicilia, abbiamo sostenuto con una borsa di studio un assistente di ricerca che ha aiutato a inserire i dati aggiornati di tutti i pazienti seguiti. Anche quest’anno continua il nostro impegno per aiutare i centri i principali ad inserire i dati ed avviare speditamente il registro».

Insieme al Registro Regionale verrà siglata anche una convenzione tra l’IRCCS RCCS Neurolesi Bonino Pulejo e l’Associazione italiana sclerosi multipla, rappresentata dal presidente nazionale dell’associazione Angela Martino. La convenzione riguarda un progetto sperimentale di declinazione del Pdta, Percorso diagnostico terapeutico assistenziale per la SM della Regione Sicilia: la sperimentazione pilota riguarda l’organizzazione del centro SM, il reparto ed il collegamento ospedale-territorio. In Sicilia, nel 2014, fra le prime regioni in Italia, è stato approvato il documento “Percorso diagnostico terapeutico assistenziale integrato per la gestione della sclerosi multipla” ed è stata approvata la Rete regionale dei centri per la Sclerosi multipla definita secondo il modello hub e spoke. Nel nuovo Centro sclerosi multipla, IRCCS Neurolesi Bonino Pulejo e AISM intendono sperimentare un modello che potrà essere replicato negli altri centri clinici del territorio siciliano. Il Pdta aziendale consentirà la definizione di strumenti che permettono all’Azienda di delineare il miglior percorso praticabile all’interno della propria realtà identificando i processi e i protocolli operativi per assicurare una presa in carico unitaria delle persone con SM seguite dal Centro in tutte le fasi di malattia e per i differenti livelli di disabilità, anche con attenzione ai necessari e opportuni collegamenti con la rete dei servizi territoriali, definendo i ruoli e le competenze di ogni servizio.