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Censis: paure e rancore, la società guarda al sovrano autoritario

ANSA 8 dicembre 2018

Censis: paure e rancore, la società guarda al sovrano autoritario
La fotografia arriva dal 52/o Rapporto

Un sovranismo psichico, prima di quello politico, come risultato della cattiveria che gli italiani provano, per riscattarsi dalla delusione per la mancata ripresa economica, e che spesso rivolgono contro gli stranieri. E’ la diagnosi impietosa della situazione sociale italiana, come risulta dal 52/o rapporto Censis che ha analizzato la società italiana. All’origine del sentimento c’è il cosiddetto ascensore sociale: l’Italia è il paese dell’Unione europea con la più bassa quota di cittadini che dicono di avere un reddito e una capacità di spesa migliori di quelle dei propri genitori: sono il 23% contro una media europea del 30% (i picchi sono in Danimarca a quota 43% e in Svezia al 41). A pensarlo sono soprattutto le persone con un reddito basso, convinte che nulla cambierà nel loro portafogli. La delusione si intreccia con la percezione di essere poco tutelati ‘a casa’: il 63,6% è convinto che nessuno difende i loro interessi e la loro identità e che devono pensarci da soli. “La non sopportazione degli altri sdogana i pregiudizi, anche quelli prima inconfessabili”, sottolinea il capitolo del Censis che fotografa la società italiana.

PERICOLO MIGRANTI – Nel mirino dei ‘cattivi sovranisti’ finiscono soprattutto gli stranieri: il 69,7% degli italiani non vorrebbe i rom come vicini di casa e il 52% è convinto che si fa di più per gli immigrati che per gli italiani. La quota raggiunge il 57% tra le persone più povere. Da qui la conclusione del Censis: “sono i dati di un cattivismo diffuso che erige muri invisibili ma spessi”. I più bersagliati, inoltre, risultano gli extracomunitari: il 63% degli italiani vede in modo negativo l’immigrazione dei Paesi non comunitari contro una media Ue al 52% e il 45% non tollera anche quelli comunitari (in Europa la media è al 29%). I più ostili sono gli italiani più fragili: il 71% di chi ha più di 55 anni e il 78% dei disoccupati, mentre il dato scende al 23% tra gli imprenditori. Ma perché tanta ostilità? gli stranieri tolgono il lavoro agli italiani è la risposta del 58%, per il 63% sono un peso per il welfare mentre il 37% crede che il loro impatto sull’economia sia favorevole.

ONDATA ASTENSIONE – Accanto al fronte immigrazione, si apre quello sul voto: alle ultime elezioni politiche gli astenuti e i votanti scheda bianca o nulla sono stati 13,7 milioni alla Camera e 12,6 al Senato. Una pratica che è schizzata negli ultimi decenni: dal 1968 a oggi l’area del non voto è salita dall’11,3% di 50 anni fa, al 29,4%. Inoltre, il 49% degli italiani crede che gli attuali politici siano tutti uguali, mentre divide il loro uso dei social network: per il 52,9% sono inutili o dannosi, contro il 47,1% ce li apprezza perché eliminano ogni filtro nel rapporto cittadini-leader politici.

MIRAGGIO ITALIEXIT? – Pochissima convinzione anche rispetto all’Unione europea: oggi secondo il Censis, il 43% degli italiani pensa che far parte delle istituzioni europee abbia giovato all’Italia contro una media del 68% nel resto del Vecchio continente. “Siamo all’ultimo posto in Europa, addirittura dietro la Grecia della troika e il Regno Unito della Brexit”, scrive l’istituto di ricerca. Eppure finora gli italiani sono stati tra i più assidui ‘fan’ di Bruxelles e in particolare al voto: nel 2014 l’affluenza alle elezioni europee era al 72%, rispetto al 42,6 della media. A maggio ci sarà un’importante prova per capire se c’è ancora fedeltà.

SI GUARDA AL SOVRANO AUTORITARIO – L’Italia sta andando “da un’economia dei sistema verso un ecosistema degli attori individuali, verso un appiattimento della società”, in cui “ciascuno afferma un proprio paniere di diritti e perde senso qualsiasi mobilitazione sociale”. “Ognuno – si legge nel rapporto – organizza la propria dimensione sociale fuori dagli schemi consolidati” e così “il sistema sociale, attraversato da tensioni, paure, rancore, guarda al sovrano autoritario e chiede stabilità” e “il popolo si ricostituisce nell’idea di una nazione sovrana supponendo” che “le cause dell’ingiustizia e della diseguaglianza sono tutte contenute nella non-sovranità nazionale”. Se “siamo di fronte a una politica dell’annuncio”, a giudizio del Censis “serve una responsabilità politica che non abbia paura della complessità, che non si perda in vincoli di rancore o in ruscelli di paure, ma si misuri con la sfida complessa di governare un complesso ecosistema di attori e processi”.

Sguardi inclusivi

Redattore Sociale del 07-12-2018

“Sguardi inclusivi”: ragazzi autistici al cinema insieme ai compagni di scuola

Iniziativa di Angsa Sassari onlus. La presidente Tuffu: “Una delle più importanti esperienze in Italia per l’accessibilità al cinema dei bambini con sindrome dello spettro autistico, in collegamento con il mondo della scuola e nel segno di un principio fondamentale: nessuno deve essere escluso”.
SASSARI. Partirà martedì 11 dicembre, al Cityplex Moderno di Sassari, “Sguardi inclusivi. Progetto scuola, cinema, autismo”, un ciclo di proiezioni con adattamento ambientale per consentire a tutti i giovanissimi spettatori con disturbo autistico di condividere l’esperienza cinematografica coi loro compagni di scuola. L’iniziativa è promossa da Angsa Sassari onlus (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) in collaborazione con il progetto nazionale di accessibilità culturale Cinemanchìo e il Cityplex moderno. Grazie a “Sguardi Inclusivi” verrà realizzato un importante laboratorio culturale e sociale che si svilupperà durante l’intero anno scolastico. Un percorso di conoscenza e di condivisione che consentirà ai giovani studenti, alle loro famiglie, agli operatori che lavorano nel sostegno di utilizzare il luogo-cinema e l’esperienza-film come strumenti di impulso per l’inclusione e la crescita culturale e sociale di tutta la comunità. “Sguardi inclusivi” si inserisce e arricchisce il progetto di sensibilizzazione che Angsa Sassari porta avanti da alcuni anni nelle scuole di ogni ordine e grado di Sassari in cui l’obiettivo è quello di far conoscere i disturbi dello spettro autistico agli studenti e agli insegnanti. 

In questa occasione Angsa Sassari realizzerà insieme a Cinemanchìo “un modello di offerta culturale che amplia lo sguardo verso gli orizzonti dell’inclusione e della partecipazione attiva”, come spiega la presidente Giovanna Tuffu. Luci attenuate, suoni più bassi, libertà di movimento: è il sistema che consente a chi presenta disturbi come l’autismo o altre forme di disabilità, di vivere senza problemi l’esperienza cinematografica. Si inizia martedì 11 dicembre con la proiezione del film “Life Animated” rivolto a 6 classi della scuola primaria di 2° grado dell’Istituto Comprensivo Monte Rosello Basso, si prosegue con il film “Il Gruffalò & Gruffalò e la sua Piccolina” il 20 dicembre con quattro classi della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo n. 2 di Alghero e l’8 gennaio con 4 classi della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo S. Pertini di Sassari.

Questa proposta si inserisce nella rassegna “A Scuola al Cinema” promossa dal Cityplex Moderno che lo scorso anno ha visto la partecipazione di migliaia di studenti provenienti da tutto il Nord Sardegna. “Sguardi Inclusivi” si annuncia come “una delle più importanti esperienze in Italia per l’accessibilità al cinema dei bambini con sindrome dello spettro autistico – dice Giovanna Tuffu presidente di Angsa Sassari Onlus -, in collegamento con il mondo della scuola e nel segno di un principio fondamentale: nessuno deve essere escluso”. 

Formazione Lis per insegnanti

Scuola e disabilità, firmata l’intesa fra i Ministri Bussetti e Fontana: al via i bandi per la formazione Lis per insegnanti

(Giovedì, 06 dicembre 2018) Primo ciclo di formazione per docenti di sostegno esperti in Lingua dei segni italiana (Lis). L’avvio è stato formalizzato questa mattina con la sottoscrizione e la presentazione, in occasione di una conferenza stampa alla Camera dei deputati con Matteo Salvini, di uno specifico Protocollo d’intesa firmato dai Ministri Lorenzo Fontana (Famiglia e Disabilità) e Marco Bussetti (Istruzione, Università e Ricerca). L’obiettivo dell’accordo è formare docenti esperti e qualificati nella Lis e favorire la completa inclusione scolastica dei bambini sordi segnanti o comunque caratterizzati da deficit uditivi significativi.

“Siamo l’ultimo Paese che non riconosce la Lis – ha spiegato il Ministro Salvini -. In sei mesi abbiamo colmato il vuoto di anni. Grazie ai Ministri Fontana e Bussetti. Mi auguro che dall’anno prossimo migliaia di bambini non udenti segnanti potranno avere tutte le potenzialità e possibilità degli altri bambini. Ora chiederò al presidente Rai di rendere fruibile l’emittente pubblica anche ai non udenti”.

“Oggi diamo un’altra prova di attenzione nei confronti dei nostri ragazzi e delle loro necessità. Era un impegno preso che stiamo mantenendo – ha commentato il Ministro Marco Bussetti -. La Lingua dei segni italiana costituisce uno strumento importante di inclusione, di pari opportunità, di accesso alla comunicazione e piena partecipazione alla vita collettiva e, in questo caso, scolastica per i nostri studenti con deficit uditivo. I corsi di formazione che struttureremo daranno finalmente loro una risposta attesa da tempo. Per questa iniziativa saranno utilizzati fondi del Programma Operativo Nazionale (Pon) per la scuola 2014-2020. Abbiamo subito a disposizione 6 milioni di euro. Partiamo con questi percorsi, ma voglio anticipare che lavoreremo affinché, già a partire dai prossimi corsi di specializzazione per diventare insegnanti di sostegno, nei programmi sia presente la Lis. Non facciamo dunque un intervento isolato, ma ci stiamo già proiettando nell’ottica di proseguire questa azione anche in futuro, in modo strutturale”.

“In coerenza con un impegno assunto già in campagna elettorale e dopo un percorso di condivisione, d’intesa con il Miur portiamo a compimento il primo percorso di formazione per docenti con competenze specifiche in materia di Lis – ha spiegato il Ministro Fontana -. Nello spazio di poche settimane saranno pubblicati i bandi per consentire ai docenti di partecipare alla formazione. La padronanza della lingua Lis rappresenta inoltre una qualificazione per il personale docente che opera nel nostro sistema scolastico. Tengo a sottolineare che questa iniziativa si colloca in una strategia più ampia che, d’intesa col Miur, vuole dare sempre maggiore effettività alla normativa per l’inclusione scolastica e anche universitaria degli studenti con disabilità. Il nostro Ministero partecipa infatti anche a un tavolo tecnico presso il Miur per redigere un codice della legislazione scolastica e universitaria”.

I percorsi formativi saranno rivolti prioritariamente ai docenti di sostegno per sostenere l’apprendimento di base e avanzato della Lis. Si svolgeranno su tutto il territorio nazionale. La formazione sarà avviata tramite le scuole polo e previa pubblicazione di un avviso pubblico a cui potranno partecipare i docenti interessati. Gli insegnanti acquisiranno una preparazione pedagogica specifica nell’ambito della sordità, nonché una padronanza lessicale per comunicare con un grado di spontaneità sufficiente a interagire con l’alunno sordo segnante. Un comitato paritetico, composto da tre qualificati rappresentanti di ognuno dei Ministeri sottoscrittori, curerà l’attuazione delle iniziative previste dal Protocollo.


Home banking per ipovedenti

Il Sole 24 Ore del 05-12-2018

Home banking per ipovedenti: arriva la nuova app di Monte Paschi

ROMA. Per chi ha una disabilità visiva recarsi in banca non è semplice. Gestire in autonomia e sicurezza le proprie finanze da casa significa accrescere la propria indipendenza.
Operare sul proprio conto anche via smartphone ormai è una comodità irrinunciabile. Per questo Banca Monte dei Paschi di Siena, con la collaborazione dei tecnici dell’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha reso accessibile il proprio Digital Banking tramite una tecnologia che trasforma qualsiasi elemento della pagina internet o dell’app in un messaggio vocale, il cosiddetto screen reader.
Massimo Vita, vicepresidenti dell’UICI:”Soprattutto per chi ha una disabilità visiva muoversi e andare in filiale non è semplicissimo” e “quindi un’applicazione che tecnicamente può essere considerata, soprattutto dagli esperti, banale invece ha un grandissimo significato sociale”

Alessandro Giacometti, responsabile dell’area Digital e Physical Banking di MPS. “L’applicazione deve essere predisposta in termini ordinati, per rendere tutte le informazioni decodificabili, e deve consentire una navigazione sequenziale per interpretare i messaggi vocali secondo la guida del menù e le applicazioni disponibili”.
L’app di MPS estenderà i suoi benefici, oltre che a ciechi e ipovedenti, a tutti gli utenti della Banca grazie ad una maggior velocità di fruizione e ad un’impostazione più chiara nelle informazioni e nei percorsi di navigazione.
“Monte dei Paschi ci ha sempre tenuto molto a fare un percorso di sostenibilità e ad abbattere tutte le barriere”. “Questa maggiore razionalità e questa maggiore usabilità è partita da un’esigenza dei clienti ipovedenti ma è resa disponibile a tutti i clienti”.
Cruciale sono stati da un lato l’esperienza dell’UICI, dall’altro la disponibilità all’ascolto dell’istituto di credito; e l’Unione Italiana Ciechi spera che si possa continuare a collaborare per i futuri sviluppi.
Massimo Vita, vicepresidenti dell’UICI: “Noi lo diciamo sempre: se le cose si fanno con noi e non ‘per noi’, funzionano meglio”.
“Raccoglieremo volentieri questa sfida – ha spiegato Giacometti -perché è una cosa che ci fa lavorare meglio e con più ascolto, che è la cosa forse più importante che deve fare una banca. Grazie ancora a questa opportunità che ci ha dato l’associazione”.
“E noi – ha concluso Vita – speriamo che molte altre associazioni, pubbliche e private e soprattutto bancarie, prendano esempio”.


Il digital banking MPS anche per ciechi e ipovedenti

Da oggi le principali funzioni a disposizione dei clienti di Banca MPS saranno accessibili, tramite web e app, anche dalle persone con disabilità visiva.
E’ il frutto della collaborazione della banca senese con i tecnici dell’istituto Irifor dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (UICI), per aggiornare il proprio sistema di digital banking rendendolo accessibile e usabile, grazie a un sistema di navigazione basato solo sull’udito.
«D’ora in poi le evoluzioni della piattaforma web e mobile banking saranno effettuate “nativamente” tenendo in considerazione le logiche di usabilità per le persone cieche e ipovedenti», ha commentato Giampiero Bergami, chief commercial officer di Banca MPS.
«La cecità – sostiene il presidente dell’UICI, Mario Barbuto – non deve diventare un pretesto per impedire ai cittadini che ne sono affetti di esprimere il loro potenziale ma soprattutto di poter svolgere attività quotidiane che li rendono indipendenti, come occuparsi delle proprie finanze. La realizzazione di questo progetto va proprio in questa direzione ed è un esempio che spero possa essere seguito da tutti gli altri istituti di credito italiani».

Inclusione scolastica: gli impegni delle Federazioni

Inclusione scolastica: gli impegni delle Federazioni

 

Il 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, è stato l’occasione non tanto per una celebrazione, ma per confronti operativi che hanno visto protagoniste la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) e la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) in un importante confronto al Ministero dell’Istruzione.

L’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica, previsto e istituito da un decreto applicativo (66/2017) della legge sulla Buona Scuola, è un luogo importante per l’elaborazione e la condivisione di analisi, monitoraggi e azioni su quel tema così rilevante per i bambini e le bambine, gli alunni e le alunne con disabilità.

Un luogo, l’Osservatorio, praticato con impegno e convinzione anche dalle due maggiori Federazioni, la FAND e la FISH, che sul fronte dell’inclusione scolastica negli ultimi anni hanno cercato sempre posizioni unitarie e di mettere in campo le migliori professionalità ed esperienze. E ieri appunto c’è stata una seduta di particolare rilievo, viste le aspettative e le urgenze espresse dalle Federazioni con maggiore forza negli ultimi mesi, ancor più dopo i disagi variamente segnalati e denunciati all’inizio del nuovo anno scolastico. Ma sul tavolo vi sono anche attesi provvedimenti in materia di sostegno, di valutazione della condizione di disabilità e altri impegni che discendono dalla concreta applicazione della normativa di più recente approvazione.

Fra i numerosi aspetti affrontati nella seduta, le Federazioni hanno accolto con favore il recepimento di alcune proposte già espresse e relative proprio al decreto legislativo 66/2017 (Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità). Questo atto sarà oggetto di sostanziali rettifiche e modificazioni che il Ministero ha avuto modo di presentare alle Federazioni. Le più importanti riguardano alcune precisazioni sui Gruppi di lavoro, non espressamente previsti dalla nuova normativa, ma invece ritenuti essenziali per operare sull’inclusione scolastica. Il loro ruolo verrà confermato ed espresso in sede di modificazione del decreto 66/2017. Al pari, e questo è molto importante per alunni e famiglie, verrà reinserito nel Piano Educativo Individualizzato (PEI) l’obbligo di indicare espressamente il monte ore di sostegno e di assistenza all’educazione e alla comunicazione.

Altri dettagli importanti, anche se forse ancora da raffinare, utili a ridisegnare il sistema e le responsabilità, riguardano gli altri ambiti di progettazione e applicazione dei PEI, ad esempio i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT).

Su tutti gli aspetti le Federazioni hanno indicato correzioni e aggiustamenti specifici che il Ministero si è dichiarato disponibile a integrare nello schema di disegno di legge.

Tecnicamente il decreto 66/2017 entra in vigore il 1° gennaio 2019, ma ciò impedirebbe di introdurre le modifiche in via di elaborazione. L’ipotesi è quindi di prorogarne l’entrata in vigore a settembre 2019.

Per il MIUR erano presenti sia il Ministro Marco Bussetti che il sottosegretario Salvatore Giuliano che al termine della seduta ha dichiarato: “Sono davvero orgoglioso che, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, siamo riusciti a promuovere un vero e proprio cambio di passo nel campo dell’inclusione scolastica. Abbiamo lavorato, tutti insieme, per modificare i concetti di fondo con cui guardiamo agli alunni con disabilità, abbiamo voluto, concretamente, promuovere la crescita della cultura inclusiva della scuola.”

Analoga soddisfazione quella espressa dai due presidenti delle Federazioni, Franco Bettoni (FAND) e Vincenzo Falabella (FISH), che comunque manterranno la consueta vigile attenzione sui dettagli applicativi degli atti successivi.

Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap Il Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità
Vincenzo Falabella Franco Bettoni

Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità

3 dicembre 2018, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Anffas rafforza il suo impegno a “non lasciare nessuno indietro”.

 

 

Anffas Onlus, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettive e/o Relazionali, nella giornata internazionale delle persone con disabilità si unisce a tutte le famiglie che rappresenta (e non solo) per ricordare, ancora una volta, che i diritti delle persone con disabilità sono diritti inalienabili cui non si può e non si deve rinunciare.

 

Il tema di quest’anno della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità – che si celebra in tutto il mondo il 3 dicembre, per volere delle Nazioni Unite, dal 1992 – è “Rafforzare l’empowerment delle persone con disabilità e garantire inclusione e uguaglianza” (“Empowering persons with disabilities and ensuring inclusiveness and equality”) concentrandosi quindi sull’empowerment delle persone con disabilità per arrivare allo sviluppo inclusivo, equo e sostenibile previsto nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

L’Agenda 2030 si impegna a “non lasciare nessuno dietro” qui comprese le persone con disabilità. Le stesse, in quanto beneficiari e agenti di cambiamento, possono seguire rapidamente il processo verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile e promuovere la società resiliente per tutti, anche nel contesto della riduzione del rischio di catastrofi e dell’azione umanitaria e dello sviluppo urbano. I governi, le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative, le istituzioni accademiche e il settore privato devono lavorare come una “squadra” per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

 

Di seguito il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, per la Giornata Internazionale delle Disabilità 2018

 

“Più di 1 miliardo di persone nel mondo vive con una qualche forma di disabilità. In molte società, le persone con disabilità spesso finiscono per disconnettersi, vivere in isolamento e affrontare discriminazioni.

Nel suo impegno a non lasciare indietro nessuno, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile rappresenta un impegno per ridurre le disuguaglianze e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, comprese le persone con disabilità. Ciò significa implementare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, in tutti i contesti e in tutti i paesi. Significa anche integrare le voci e le preoccupazioni delle persone con disabilità nelle agende e nelle politiche nazionali.

Oggi, le Nazioni Unite pubblicano il Rapporto ONU sulla disabilità e lo sviluppo 2018 – Realizzare gli OSS da, per e con le persone con disabilità. Il Rapporto mostra che le persone con disabilità sono svantaggiate rispetto alla maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ma evidenzia anche il numero crescente di buone pratiche che possono creare una società più inclusiva nella quale possano vivere in modo indipendente.

In questa Giornata internazionale riaffermiamo il nostro impegno a lavorare insieme per un mondo migliore che sia inclusivo, equo e sostenibile per tutti, dove i diritti delle persone con disabilità siano pienamente realizzati.”

 

“Anffas va in questa direzione da diversi anni ormai – commenta Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas – Durante questi anni molti passi avanti sono stati fatti, specie a livello culturale. Sappiamo, infatti, oggi con molta più chiarezza qual è la direzione verso la quale ogni nostro sforzo ed azione deve tendere e che quella direzione non può che corrispondere con il rispetto dei diritti umani ed il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie in Italia ed in tutto il mondo”.

“Purtroppo” prosegue Speziale “nonostante i progressi, abbiamo ancora necessità di un grandissimo cambiamento nelle politiche e nelle pratiche che riguardano i cittadini con disabilità: abbiamo bisogno di fare più ricerca, di avere dati, di abbattere lo stigma, di costruire e sperimentare prassi, tecniche e strumenti per offrire i giusti sostegni in ogni contesto di vita non solo alle persone con disabilità, ma anche alle nostre Comunità, affinché divengano realmente inclusive”.

 

In particolare l’Agenda 2030 mira a un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali e al miglioramento di tutte quelle strutture che possano permettere un effettivo accesso ai servizi per tutte le persone. Sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di favorire l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità permetterebbe un processo rapido verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile, in grado di promuovere una società resiliente per tutti attraverso l’eliminazione della disparità di genere, il potenziamento dei servizi educativi e sanitari e in definitiva, l’inclusione sociale, economica e politica di ogni cittadino.

Le persone con disabilità, risentono maggiormente delle carenze sanitarie, hanno minore accesso all’istruzione, minori opportunità economiche e tassi di povertà più alti rispetto alle persone senza disabilità. Ciò è in gran parte dovuto carenza di servizi, alle limitazioni nell’accesso alle tecnologie d’informazione, alla giustizia e ai trasporti. Senza considerare i molti ostacoli che devono affrontare quotidianamente.

La giornata del 3 dicembre deve ricordarci l’importanza di valorizzare ogni singolo individuo e di abbattere le barriere che limitano diritti imprescindibili.

È compito della società nel suo insieme, delle famiglie, dei singoli, fare crollare le barriere che impediscono la tutela dei diritti delle persone con disabilità verso una piena inclusione e partecipazione nella società.

Anffas da oltre 60 anni ha a cuore la dignità della persona e lotta per il rispetto dell’autodeterminazione nelle sue scelte di vita. E questo significa perseguire, con passione e lungimiranza, l’obiettivo della loro inclusione nella scuola, nel lavoro e in tutte le attività in cui quotidiane.

In questa importante giornata quindi – continua il presidente nazionale Anffas – un pensiero lo rivolgo alle nostre famiglie Anffas, per il ruolo fondamentale che svolgono nell’aiutare i propri cari a superare le barriere di ogni giorno. L’impegno è di non lasciarle mai sole per fare sì che l’accesso pieno ad una Vita di Qualità per tutti scaturisca in modo naturale e non soltanto dalla fatica quotidiana dei singoli”.

 

In allegato

Assistenza garantita agli studenti disabili se non viene aggiornato il PEI

Il Sole 24 Ore del 30-11-2018

Assistenza garantita agli studenti disabili se non viene aggiornato il PEI

Sino a quando non viene aggiornato il Piano educativo individualizzato in conseguenza alle periodiche verifiche dei bisogni dell’alunno disabile, la Regione è obbligata a continuare ad erogare le prestazioni in essere, dovendosi ragionevolmente presumere la loro perdurante indispensabilità ai fini della fruizione dei servizi scolastici.
E’ quanto afferma il Tar Lombardia con la sentenza n. 2612 del 20 novembre.

Il caso.
Alcuni minori disabili si sono trovati senza neppure un’ora di assistente alla comunicazione esperto in Lis (lingua italiana dei segni), nonostante il Piano educativo individualizzato (Pei) ne avesse stabilito la necessità. I genitori chiedono al Tar che venga accertato il diritto dei minori stessi a ricevere le prestazioni sino all’approvazione dei nuovi Pei.
L’articolo12 della legge 104 del 1992 prevede che, una volta intervenuto l’accertamento sanitario che dà luogo al diritto a fruire delle prestazioni previste dalla norma, deve essere elaborato un profilo dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un Pei, che indica le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali ed affettive dell’alunno ponendo in rilievo le difficoltà di apprendimento e le capacità possedute.
Alla elaborazione del profilo dinamico-funzionale iniziale seguono, con il concorso degli operatori delle Asl, della scuola e delle famiglie, verifiche per controllare gli effetti dei diversi interventi e l’influenza esercitata dall’ambiente scolastico. Il profilo dinamico-funzionale è aggiornato a conclusione dei vari cicli di formazione dell’obbligo e durante il corso di istruzione secondaria superiore.

Il diritto all’assistenza.
Nella sentenza, il Tar Lombardia accoglie la domanda, ricordando che la prestazione assistenziale funzionale a garantire il diritto all’educazione e all’istruzione ha carattere dinamico, in quanto deve essere correlata all’andamento della patologia da cui il disabile è affetto, per cui varia col variare delle necessità dell’alunno. Proprio per questo l’articolo 12 prevede periodici aggiornamenti correlati a verifiche dei bisogni del disabile.
Se questo è, sino a quando non si proceda con tali periodici aggiornamenti, le amministrazioni competenti devono continuare ad erogare le prestazioni in essere, “dovendosi ragionevolmente presumere – si legge nella sentenza – la loro perdurante indispensabilità ai fini della proficua fruizione dei servizi scolastici da parte dei soggetti bisognosi che ne beneficiano”.

Pertanto, posto che l’assistenza dell’operatore Lis era stata ritenuta indispensabile affinché gli alunni potessero fruire del servizio scolastico, fintanto che il Pei non viene aggiornato tale assistenza deve continuare ad essere garantita negli stessi termini e modi ivi previsti, dovendosi ragionevolmente presumere che il bisogno sia rimasto immutato.

di Amedeo Di Filippo

Autismo, linee guida dell’ISS

Redattore Sociale del 30-11-2018

Autismo, linee guida dell’ISS: parte la prima consultazione degli stakeholder

Raccogliere i pareri, i contributi e le osservazioni di tutti i soggetti interessati. È questo l’obiettivo della prima consultazione pubblica sulle Linee Guida per la diagnosi e il trattamento del disturbo dello spettro autistico nei bambini/adolescenti e negli adulti avviata dall’Istituto Superiore di Sanità e pubblicata online sul sito del Sistema Nazionale Linee Guida.

ROMA. Raccogliere i pareri, i contributi e le osservazioni di tutti i soggetti interessati. È questo l’obiettivo della prima consultazione pubblica sulle Linee Guida per la diagnosi e il trattamento del disturbo dello spettro autistico nei bambini/adolescenti e negli adulti avviata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e pubblicata online sul sito del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG).

“La procedura di consultazione pubblica- precisa Primiano Iannone, direttore del Centro per l’eccellenza clinica e la qualità e sicurezza delle cure dell’ISS- ha l’obiettivo di acquisire i commenti e le osservazioni sui quesiti clinici identificati dal Panel di esperti tramite un processo metodologico rigoroso e trasparente, come previsto dal Manuale metodologico per la produzione delle Linee Guida dell’ISS”. Dal 10 dicembre 2018 al 7 gennaio 2019, infatti, gli stakeholder registrati sulla piattaforma SNLG potranno partecipare attivamente alla prima consultazione pubblica, prevista dal processo di produzione delle due Linee Guida sull’autismo, utilizzando il modulo predisposto per la raccolta dei contributi e dei commenti.

“La consultazione degli stakeholder- sottolinea Maria Luisa Scattoni, coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Autismo e del Comitato Tecnico-Scientifico che sta “governando” il processo di elaborazione delle due Linee Guida- va a integrare il lavoro dei membri del Panel, già deputati alla formulazione dei quesiti clinici considerati prioritari per la pratica clinica, per garantire il più ampio coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soggetti interessati”.

Per registrarsi in piattaforma è necessario inviare la propria espressione di interesse tramite email all’indirizzo cts_lgautismo@iss.it entro e non oltre la mezzanotte di domenica 9 dicembre. Come specificato nell’avviso di consultazione pubblica, gli stakeholder rappresentano gli interessi e i punti di vista specifici e comuni alla propria categoria/gruppo di appartenenza.

Possono quindi partecipare alla consultazione presidenti/direttori generali/segretari generali o scientifici/rappresentanti legali di società scientifiche, associazioni e rappresentanti di cittadini, pazienti e familiari/caregiver, imprese del settore industriale, istituzioni pubbliche nazionali e regionali, università, istituti di ricerca pubblici e privati.

Le organizzazioni di stakeholder registrate sono invitate a raccogliere i contributi dei propri soci/membri/persone rappresentate e ad inviarli attraverso la piattaforma SNLG in un’unica sessione di lavoro. Per informazioni sulle scadenze si può consultare il sito Bookmark. (DIRE)

Disabilità, il Comune di Roma aderisce alla giornata internazionale

Redattore Sociale del 29-11-2018

Disabilita’, il Comune di Roma aderisce alla giornata internazionale

ROMA. Lunedì 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità – istituita dalla Convenzione Onu e dalla Commissione Europea – e martedì 4 dicembre Roma Capitale, assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali organizza e promuove numerose iniziative per favorire l’inclusione attraverso la fruizione delle collezioni museali e dei monumenti archeologici da parte di un pubblico sempre più ampio. Nell’ottica di una completa accessibilità fisica, sensoriale e culturale numerose iniziative didattiche coinvolgeranno bambini e adulti in alcuni Musei Civici e siti archeologici di Roma per condividere un’esperienza multisensoriale attraverso l’arte e l’archeologia.

L’intento dell’Amministrazione Capitolina è di creare una città sempre più inclusiva ed accogliente e garantire un patrimonio accessibile e fruibile per tutti.

L’iniziativa fa parte del programma della Sovrintendenza ‘Patrimonio in Comune. Conoscere è partecipare’, improntato ad una didattica inclusiva, volta a ridurre la distanza che spesso separa le persone dalle istituzioni museali e dai beni culturali.

Il programma prevede nei giorni lunedì 3 e martedì 4 dicembre una serie di attività realizzate anche grazie alla partecipazione di associazioni, volontari del Servizio Civile Nazionale, istituti e operatori specializzati e con i servizi museali di Zetema Progetto Cultura. L’obiettivo è quello di sensibilizzare il grande pubblico al tema dell’accessibilità con l’intensificazione di attività ormai consolidate nelle proposte educative della Sovrintendenza: percorsi tattili sensoriali al Museo Bilotti e alla Galleria d’Arte Moderna; visite inclusive ai Fori Imperiali, prima area archeologica di Roma priva di barriere architettoniche, e al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina. A Casal de Pazzi sarà possibile conoscere il Pleistocene senza “limiti” attraverso due percorsi, per sordi e per non vedenti. Nella struttura archeologica della Porta Asinaria sarà possibile conoscere la storia di Roma attraverso un racconto nella lingua dei segni. Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali in un incontro si parlerà delle iniziative intraprese per l’accessibilità, intesa nelle sue varie declinazioni e sarà possibile visitare il monumento seguendo un itinerario accessibile anche alle persone con disabilità motoria.

Le iniziative non si esauriranno con questo evento. Gli appuntamenti in calendario proseguono per tutto l’anno con appuntamenti settimanali nei Musei civici di visite multisensoriali nell’ambito del progetto ‘Musei da toccare’ e la possibilità di fruire per le persone sorde di video in Lingua dei Segni Italiana sottotitolati che presentano la storia e le collezioni di numerosi Musei Civici (Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Centrale Montemartini, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, Musei di Villa Torlonia: Casino Nobile e Casina delle Civette, Museo Napoleonico, Museo dell’Ara Pacis e Galleria d’Arte Moderna e ai Musei Capitolini).

Il calendario completo delle iniziative didattiche www.museiincomuneroma.it e www.sovraintendenzaroma.it. (DIRE)

5 milioni di euro per il 2018 e 2019 per l’acquisto di ausili sportivi

Redattore Sociale del 28-11-2018

Disabilita’, Fontana: 5 milioni di euro per il 2018 e 2019 per l’acquisto di ausili sportivi

“L’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio in sinergia con il Comitato Italiano Paralimpico sta sviluppando un percorso per contribuire all’acquisto di ausili per i disabili per la diffusione della pratica sportiva. Le risorse ammontano a 2,5 milioni sia per il 2018 che per il 2019”. Lo dice il ministro per la Famiglia e le Disabilità.

ROMA. Occorre garantire che il diritto all’esercizio dell’attività sportiva dei disabili “sia effettivo ed è necessario mettere in atto una serie di iniziative volte non solo alla eliminazione delle barriere architettoniche, ma anche a rendere sempre più diffuse e fruibili tutte le attrezzature, quali protesi e ausili appositamente studiati per le persone con disabilità”. Lo dice il ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana durante il question time alla Camera.
“L’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio- spiega- in sinergia con il Comitato Italiano Paralimpico sta sviluppando un percorso per contribuire all’acquisto di ausili per i disabili per la diffusione della pratica sportiva. Le risorse ammontano a 2,5 milioni sia per il 2018 che per il 2019”, conclude il ministro. (DIRE)

Giornata disabilità, la “relazione di cura”

Redattore Sociale del 28-11-2018

Giornata disabilità, la “relazione di cura” al centro del convegno di SuperAbile

Il 3 dicembre, in occasione della ricorrenza internazionale, il contact center di Inail per le disabilità chiama a raccolta professionisti ed esperti per un confronto su proposte legislative, sperimentazioni di amministrazioni locali e interventi dell’istituto.

ROMA. Sarà la “relazione di cura” al centro del convegno promosso da SuperAbile Inail in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità: “Strategie e interventi per l’inclusione” è il tema del convegno, in programma per il 3 dicembre a partire dalle 13.30 a Roma, presso l’Auditorium dell’Inail (piazzale Giulio Pastore, 6). Professionisti ed esperti faranno insieme il punto sulle proposte legislative, le sperimentazioni di amministrazioni locali e gli interventi dell’Inail, seguendo il filo conduttore della “relazione di cura”, che vede sempre più la persona con disabilità, anche le più gravi, quale protagonista consapevole dell’intervento riabilitativo o di mantenimento, in reciprocità con gli addetti ai lavori e ai caregiver familiari.

Convegno superabile 2018.

Di seguito il programma del convegno:
13.30 – Registrazione dei partecipanti – Light Lunch di benvenuto
14.00 – Apertura dei lavori – Massimo De Felice, presidente Inail
14.15 – “Empowerment delle persone con disabilità e garanzia dell’inclusione e dell’uguaglianza” Alfredo Ferrante, membro dell’High Level Group on Disability presso la Commission Europea)
14.30 – “Dalla cura della relazione alla relazione che cura” – Rosario Di Sauro, psicologo clinico psicoterapeuta; docente in Psicologia presso la Facoltà di Medicina Università Tor Vergata di Roma
14.45 – Nuovi linguaggi per la medicina delle relazioni umane – S.E. Mons. Paolo Ricciardi, vescovo ausiliare di Roma delegato diocesano per la Pastorale Sanitaria
15.00 – Pubblica Amministrazione e Accessibilità Universale – Andrea Venuto, Gabinetto della Sindaca – Delegato della Sindaca all’Accessibilità Universale – Disability Manager Roma Capitale
15.15 – Gli interventi dell’Inail a sostegno della vita di relazione – Margherita Caristi, funzionario socio-educativo Direzione Centrale Prestazioni Socio-Sanitarie INAIL
15.30 – Esperienza/1 Progetto “Quando la famiglia ha bisogno di un coach”. Progetto “Testimonianza del coraggio di vivere” – Donatella Ceccarelli, Servizio Sociale Direzione Regionale INAIL Emilia Romagna
16.00 – Esperienza/2 Progetto “Vicino a me” – Michela Ballini, Servizio Sociale Direzione Regionale INAIL Marche
16.15 – Esperienza/3 Progetto “Io comincio” – Edward Breda, Servizio Sociale Direzione Regionale INAIL Marche
16.30 – La lunga notte dei caregiver familiari: un’inchiesta sull’assistenza sommersa – Antonella Patete, responsabile redazione Magazine SuperAbile
16.45 – Intervento di Vincenzo Zoccano, Sottosegretario alla disabilità
17.00 – Conclusioni – Giuseppe Lucibello, direttore generale INAIL

Modera l’incontro Giovanni Sansone – Direttore Responsabile Contact Center Integrato SuperAbile – INAIL. Per tutta la durata del Convegno sono previsti servizi di LIS, sottotitolazione e audiodescrizione. La sala del Convegno è accessibile alle persone su sedia a ruote. Segreteria organizzativa: Contact Center Integrato SuperAbile Inail eventi.superabile@tandem.coop

Stati Generali per il Sostegno

Stati Generali per il Sostegno promossi dall’Associazione C.I.I.S., Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno con il patrocinio dell’Università degli Studi di Cagliari.

L’associazione di volontariato “CIIS”, associazione presente e operante in tutto il territorio nazionale, convoca il mondo della scuola al primo appuntamento degli “Stati Generali per il Sostegno”, che si svolgeranno a Cagliari, in occasione dell’Assemblea annuale del CIIS, per proseguire l’indomani, venerdì 30 novembre 2018, aprendosi al territorio, alle famiglie, all’associazionismo. Sarà l’Istituto di Istruzione Secondaria “Bacaredda-Atzeni”, sede di via Grandi (Cagliari), ad accogliere questo importante evento, con il quale gli organizzatori intendono dar voce al mondo della scuola, affinché, con il supporto delle altre realtà sociali presenti, si possa offrire un concreto contributo al miglioramento del processo inclusivo che, in questi ultimi anni, se da un lato soffre a causa delle costanti e ripetute riduzioni di risorse, dall’altro mostra la necessità di una maggiore e diffusa formazione degli operatori e di un rinnovato confronto propositivo a livello culturale. La mancanza “cronica” di docenti specializzati per le attività di sostegno, la formazione del personale scolastico sulle strategie pedagogico-didattiche per l’inclusione ancora “strutturata con percorsi aggiuntivi”, nonostante l’alunno con disabilità sia alunno di “tutti i docenti della classe”, la deriva nel pensare a modalità didattiche “rivolte alla disabilità” (e non alla persona), le cattive prassi, che molte famiglie troppo spesso sottopongono all’attenzione dei media e dei social, la confusione fra le figure professionali deputate all’assistenza, ma “sostituibili” nell’immaginario collettivo alla figura del docente, e molte altre questioni sembrano, ancor oggi, avere la meglio, soffocando quel processo che ha visto il suo avvio negli anni Settanta del secolo scorso. È a quei principi, attinti dalla Carta Costituzionale, e alle motivazioni di carattere pedagogico, che si intende fare riferimento, portando ai rappresentanti della politica e alla società civile, attraverso competenze e professionalità, idee e proposte nuove, che possano contribuire a realizzare concretamente quel percorso che da oltre quarant’anni è emblema di civiltà e di progresso culturale. Come Associazione siamo fermamente convinti che la qualità della scuola si attui nella sua capacità di essere inclusiva.
All’appuntamento di Cagliari, il primo di una serie che si ripeterà in altre sedi (da Palermo a Napoli, da Bari a Milano, da Campobasso a Firenze, da Roma a molte altre città), parteciperanno insegnanti, rappresentanti delle Istituzioni scolastiche e politiche locali e nazionali, oltre ai rappresentanti delle Associazioni delle famiglie.
La partecipazione è gratuita.
A conclusione del percorso itinerante, i rappresentanti dell’Associazione presenteranno l’esito dei Tavoli di lavoro, promossi negli incontri programmati in tutta Italia, al Ministro del MIUR.

Cagliari 25/11/2018 Il Presidente CIIS
Prof. Giuseppe Argiolas

Programma Stati Generali (Cagliari 2018): http://www.sostegno.org/node/603
Contatti: +39 349 4144 750

Caos docenti di sostegno

Il Sole 24 Ore del 26-11-2018

Caos docenti di sostegno: cattedre vuote e uno su tre senza specializzazione

In un noto istituto alberghiero della Brianza, in Lombardia, capita che un giovane fresco di diploma venga assunto proprio dalla scuola che ha frequentato. In quale ruolo? Come docente di sostegno. In Veneto invece alcune cattedre di sostegno sono state assegnate a infermieri. In altre regioni a ragionieri, periti agrari, con in tasca il diploma di scuola superiore.

Succede in Italia, da qualche anno a questa parte. Tutte queste scelte – piuttosto originali – non sono frutto della “follia” di qualche preside, ma piuttosto dalla disperazione di fronte a due fenomeni che insieme creano scompiglio: il numero crescente di ragazzi con problemi di disabilità e la carenza (drammatica) di insegnanti di sostegno con la specializzazione in tasca.

Su un totale di poco più di 141mila cattedre complessive per l’anno scolastico in corso, circa 50mila sono state “coperte” – spesso in ritardo rispetto al suono della prima campanella – con personale attinto dalla seconda o terza fascia, spesso diplomati (i cosiddetti insegnanti tecnico pratici) o laureati non abilitati all’insegnamento.

La Cisl scuola, in un dossier dedicato, parla dei “paradossi del sostegno”. “I paradossi non mancano – sottolinea la segretaria generale Lena Gissi – dallo scarto notevole tra il fabbisogno stimato e quello effettivamente rilevato, che condanna migliaia di insegnanti a una sorta di precarietà strutturale; alla limitata offerta formativa per l’acquisizione dei titoli dei specializzazione, mentre si è costretti ad assegnare i tre quarti delle supplenze a docenti non specializzati”.

In base ai dati del ministero dell’Istruzione sono stati coperti con assunzioni in ruolo, quest’anno, solo il 13% dei posti disponibili: 1.682 assunzioni a fronte di 13.329 posti vacanti e tutti disponibili per nomine in ruolo. La percentuale di “scopertura” è dell’87% per mancanza di candidati in possesso del titolo.

“Il ministero assegna i posti di ruolo a chi ha tutte le carte in regola – spiega Gissi -. Il resto delle cattedre che restano scoperte sono una “patata bollente” in mano alle scuole che sono costrette ad attingere dalle graduatorie di seconda fascia e terza fascia, dove non ci sono profili abilitati al sostegno”. Si tratta poi di contratti a tempo determinato.

La situazione è particolarmente critica nelle Regioni del Nord. Dal Veneto, Sandra Biolo, segretaria Cisl scuola denuncia:  “Mentre si riduce il totale degli alunni, cresce invece la quota di quelli che necessitano di un insegnante di sostegno e tra questi i disabili gravi. A questa richiesta si risponde certamente con un aumento dei posti per docenti di sostegno che però saranno coperti da personale senza la specializzazione. I docenti con titolo passeranno quindi dal 55% del totale al 50%: un altro ulteriore passo indietro che non giova a nessuno”.

Mancanza di titoli tra i supplenti.
Nel dossier della Cisl scuola risulta che su 67.990 supplenze assegnate nel 2017/18 appena 16.833 è andata a docenti specializzati, mentre ben 51.107 (il 75,2% del totale) ha riguardato figure non specializzate. è in questo gruppo che si concentrano i casi più eclatanti, come gli insegnanti di laboratorio che in teoria si dovrebbero dedicare alle attività pratiche in compresenza con altri docenti, ma che invece vengono destinati (senza alcuna competenza specifica) a occuparsi di studenti con problemi di apprendimento.

L’imbuto dei percorsi di specializzazione.
Interessante vedere, sottolinea il rapporto della Cisl scuola, come è stata fin qui gestita l’attivazione dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità istituiti ai sensi dell’articolo 13 del decreto ministeriale 249/2010 (il cosiddetto Tfa di sostegno, di durata annuale, con costi di iscrizione che si aggirano intorno ai 3mila euro).
Sulla base di un fabbisogno stimato in 21.159 posti per il triennio 2012/2015, il Miur ha attivato nel 2014 un ciclo di Tfa di sostegno per soli 6.318 aspiranti e successivamente un ulteriore ciclo, nel 2015, per altri 6.610, restando dunque ben al di sotto delle quantità ipotizzate come necessarie.
Nel 2017, senza alcun aggiornamento nelle stime previsionali fatte nel 2012 – sostiene il sindacato – è stato attivato l’ultimo ciclo, conclusosi a metà del 2018, per 9.639 partecipanti. S e ne deduce che su un fabbisogno riferito al triennio 2012/15 è stato necessario attendere sei anni prima di veder conclusi i percorsi formativi ritenuti necessari.

Le soluzioni del Miur.
Una (parziale) boccata di ossigeno potrebbe arrivare dalla legge di bilancio, all’esame del Parlamento, che oltre a modificare il sistema di reclutamento della scuola secondaria di primo e secondo grado, interviene sui requisiti di accesso ai corsi di specializzazione su sostegno.
Per il sostegno gli scritti dovrebbero scendere da tre a uno – come si legge sul Sole 24 Ore del 4 novembre – e si darà peso a pedagogia speciale, didattica per l’inclusione scolastica e relative metodologie, accanto all’orale.
E’ stato inoltre bandito a inizio novembre il bando di concorso straordinario per posti comuni e di sostegno nella scuola dell’infanzia e primaria che porterà alla formazione di graduatorie di merito straordinarie. I posti in palio sono 10mila: per il sostegno, oltre ai requisiti del titolo di studio e delle due annualità di servizio, è richiesto anche il titolo di specializzazione sul sostegno.
Numeri piccoli che si confrontano anche con le possibili uscite extra che la nuova quota 100 allo studio del governo potrebbe permettere anche nel mondo della scuola.
Mancano docenti di ruolo.

di Francesca Barbieri

Ecco il manuale per avere negozi accessibili alle persone disabili

Disabili.com del 26-11-2018

Ecco il manuale per avere negozi accessibili alle persone disabili

Dalla segnaletica al posizionamento dei prodotti in negozio agli spazi interni, ai servizi igienici: le linee guida per esercizi commerciali attenti anche alla clientela disabile.

FERRARA. Lo shopping dovrebbe essere un’esperienza piacevole, divertente, un momento di svago rispetto agli impegni di vita quotidiana. Questo, lo sappiamo, spesso non è così automatico per persone con diversi tipi di disabilità, per cui fare la spesa in un supermercato o bere un caffè al bar può diventare stressante e faticoso, in alcuni casi addirittura impossibile a causa di barriere e ostacoli di varia natura. Molti negozi, infatti, non sono completamente accessibili a tutti, poiché la loro struttura – sia interna che esterna – non è idonea ad accogliere chi si muova ad esempio con la carrozzina, ma anche chi abbia difficoltà della vista o di altro tipo.

Per cercare di risolvere questo problema, o quantomeno di affrontarlo, la città di Ferrara ha definito delle linee guida per i pubblici esercizi (come negozi, uffici, bar ecc.) che vogliano garantire un’accessibilità a tutti i clienti. Le linee guida seguono i principi e le indicazioni dello Universal Design, un metodo progettuale che ha l’obiettivo di creare prodotti e ambienti utilizzabili da tutti, nella maggior estensione possibile, senza necessità di adattamenti e ausili speciali. Il documento promosso dalla cittaà di Ferrara è stato inoltre condiviso con ASCOM, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, Confindustria Emilia, Ordine Architetti, Ordine Ingegneri, Ordine dei Periti Industriali, Collegio Geometri e Comitato Ferrarese Area Disabili.

Queste linee guida, come detto, intendono porre le basi per favorire la nascita di una città accogliente, amichevole e fruibile, attenta alle esigenze di famiglie con bambini piccoli, anziani, persone con disabilità fisica, motoria e sensoriale (non udente e non vedente). Il documento, scaricabile qui, contiene anche utili disegni tecnici delle diverse situazioni, costituendo una guida molto utile naturalmente non solo per la città di Ferrara ma per tutti gli esercizi commerciali d’Italia. Qui sotto riportiamo alcuni dei principali punti delle linee guida:

  1. Parcheggi.
    Individuare parcheggi CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo) delle dimensioni previste dal Codice della Strada avendo cura di:

– collocarlo nelle immediate vicinanze della struttura
– ove possibile prevedere una copertura del parcheggio e del percorso
– garantire che tutto lo sviluppo del percorso risulti completamente accessibile e ben segnalato

  1. Segnaletica esterna.

– L’accessibilità dei servizi, anche se con accessi secondari, deve sempre essere segnalata.
– Assicurarsi che le informazioni siano scritte con caratteri ingranditi e con buon contrasto cromatico.
– I percorsi tattilo-plantare, e le cosiddette guide naturali, consentono l’orientamento in luoghi e spazi ampi ma vanno correttamente progettati con la consulenza di personale specializzato. Lo stesso anche per le mappe tattili di orientamento.
– La scelta dei logotipi da utilizzare nella segnaletica è molto importante, se ne consiglia la verifica con gli uffici preposti

  1. Ingresso | uscite di sicurezza.

– Un semplice gradino all’ingresso, o all’interno del negozio, può compromettere l’accesso e la visita al locale per le persone che si muovono utilizzando la carrozzina.
– Per eliminare un piccolo dislivello è sufficiente inclinare la soglia corrispondente alla larghezza della porta (max 2,5 cm.). Occorre sempre valutare che l’inclinazione della soglia, anche se per un piccolo tratto, non deve superare il 5%. Per dislivelli maggiori è possibile sfruttare lo spazio interno del locale o lo spazio tra le vetrine per realizzare una rampa con una larghezza minima di 90 cm.
– La porta di ingresso deve essere leggera e manovrabile e con una maniglia di facile presa posta a 90 cm da terra, meglio se dotata di sistema di apertura automatica, dove è possibile sono da preferire porte scorrevoli.

  1. Spazi interni e percorsi.

– Il posizionamento di piante o di altri elementi di arredo esterni non deve limitare lo spazio di passaggio e costruire fonte di pericolo per le persone cieche o ipovedenti.
– Gli spazi interni al locale devono essere sgombri e sufficientemente ampi in modo da permettere alle persone in carrozzina di effettuare tutte le manovre necessarie ai loro spostamenti, liberi da tappeti e zerbini che possono costituire motivo di inciampo e di pericolo anche per le persone cieche e ipovedenti.
– I prodotti devono essere offerti in modo che siano facilmente raggiungibili da tutti, anche dalle persone di bassa statura o sedute in carrozzina.
– All’interno dei locali deve essere possibile superare i dislivelli con rampe o mezzi di sollevamento verticali.
– E’ consigliabile realizzare rampe con colori e materiali diversi per evidenziare alle persone ipovedenti il cambio di pendenza del percorso. Nel caso in cui vi siano gradini sul percorso, devono essere messi ben in evidenza in modo da evitare possibili inciampi.
– Nei bar e ristoranti si devono prevedere alcuni tavoli facilmente raggiungibili dalle persone in carrozzina e con un’altezza libera sottostante non inferiore a 70 cm per consentire un accosto frontale al tavolo anche da parte di chi utilizza una carrozzina per muoversi.
– Parte del banco di distribuzione e la cassa devono avere una altezza di 90 cm da terra.

  1. Camerino di prova

– I camerini di prova devono essere abbastanza ampi da accogliere una persona in carrozzina ed essere dotati di appedini in scala ogni 20 cm con altezze da 120 a 160 cm; con sistema di chiusura a tenda (piombata) ed un ripiano ribaltabile o una seduta idonea.

  1. Servizi igienici.
    La soluzione del bagno esclusivo ultra accessoriato solo per gli “handicappati” è poco logica e discriminante. E’ necessario quindi realizzare due bagni distinti per uomo e donna, di dimensioni più ampie ed entrambi attrezzati per l’utilizzo anche da parte di persone in sedia a ruote, ma fruibili per tutti.

– Le porte di accesso devono essere larghe almeno 80 cm. (luce netta), sono da preferire porte scorrevoli (esterne o interne) o rototraslanti.
– Il wc e il lavabo devono avere spazi di manovra per facilitare l’accostamento della carrozzina (non meno di 80 cm): lo spazio di rotazione non deve essere inferiore a cm 130.
– I comandi dei rubinetti preferibilmente a sensore.
– I maniglione a fianco del water (sulla parete sul lato opposto allo spazio di accostamento)

  1. Segnaletica interna.

– Percorsi con ingressi secondari, bagni accessibili, percorsi con rampe, ecc.. vanno sempre segnalati, assicurandosi della perfetta visibilità delle informazioni.
– Assicurarsi che le informazioni siano scritte con caratteri ingranditi e con buon contrasto cromatico.
– Ricordare che il Braille è un tipo di scrittura conosciuta dal 6/7% dei ciechi.

Anche altre città italiane si sono già mosse o si stanno muovendo in questa direzione, ovvero coinvolgendo gli esercizi commerciali in un’opera in primis di sensibilizzazione, ma anche di operativo supporto nel rendersi più accessibili a tutti i propri clienti. Ricordiamo ad esempio Reggio Emilia, dove 68 esercizi commerciali del centro storico hanno scelto di eliminare le barriere architettoniche aderendo al progetto “Non sono perfetto ma sono accogliente”, promosso e finanziato dalla città e dalle farmacie comunali (ne parlavamo qui) ma anche l’iniziativa di Bari, che per il periodo natalizio mette gratuitamente a disposizione dei negozi del centro storico le “rampe del sorriso”, realizzate dai migranti rifugiati, ospiti in città.

di Silvia Marzola

Linguaggio e cultura: il termine “paralimpico” diventa piu’ inclusivo

Redattore Sociale del 24-11-2018

Linguaggio e cultura: il termine “paralimpico” diventa piu’ inclusivo

Nel nuovo vocabolario Treccani entra una nuova e più ampia definizione di “paralimpico”, che comprende non solo gli atleti partecipanti alle Paralimpiadi, ma anche ogni persona con disabilità che pratica sport. Pancalli: “E’ la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova storia”. Bray: “Una conquista definitiva”.

ROMA. Non solo quel ristretto numero di atleti che può vantare una partecipazione alle Paralimpiadi ma anche, più in generale, ogni persona disabile che pratica una disciplina sportiva. Si allarga il significato di “paralimpico” e a sancirlo ufficialmente è la Treccani, che in collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico riconosce l’evoluzione del linguaggio e lo inserisce nel suo nuovo dizionario italiano. L’occasione per annunciarlo è la chiusura del Festival della Cultura Paralimpica, che ha animato per tre giorni con eventi e testimonianze la stazione Tiburtina di Roma, e a rendere ancor più solenne il tutto è la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel nuovo Treccani dunque la definizione di paralimpico (o paraolimpico) è questa.
Aggettivo.
1. Relativo alle paralimpiadi e agli atleti che vi partecipano.
2. Per estensione, relativo a una persona disabile che pratica una disciplina sportiva.
Nome maschile.
1.Atleta che partecipa alle paralimpiadi.
2. Per estensione, persona disabile che pratica una disciplina sportiva.

Viene mantenuto pertanto il riferimento, ancora diffuso nell’uso, a “paraolimpico” (per quanto sia preferibile evitarlo, anche perché tutto ciò che ha a che fare con l'”Olimpiade” è a tutt’oggi appannaggio esclusivo del Cio) , e viene ribadito il doppio utilizzo del termine sia come aggettivo sia come sostantivo. Finora, sebbene sia da lungo tempo utilizzato “paralimpico” per fare riferimento all’intero movimento dello sport praticato da persone con disabilità (a partire dal nome stesso del Comitato italiano paralimpico), a rigore esso si riferiva esclusivamente a quegli atleti che erano giunti al traguardo di partecipare alla più importante manifestazione sportiva, la Paralimpiade appunto. Poteva dunque dirsi “paralimpico” solo l’atleta di alto livello che avesse partecipato ad una edizione dei Giochi, estiva o invernale, così come per analogia un atleta “olimpico” è colui che ha partecipato ad una Olimpiade. In realtà, nel linguaggio comune, già da tempo con “paralimpico” si intendevano anche gli atleti di livello che gareggiano in forma agonistica, anche in assenza di una loro partecipazione alla Paralimpiade. La definizione del nuovo dizionario Treccani accoglie questo uso e lo estende ancora oltre, fino a comprendere tutte le persone con disabilità che praticano una disciplina sportiva, senza una particolare differenza basata sui risultati raggiunti.

parola paralimpico Treccani.
“Le parole – afferma Luca Pancali, il presidente del Comitato italiano Paralimpico – hanno un loro peso e sono molto importanti: possono ferire, possono aiutare, io le ho vissute sulla mia pelle. Abbiamo lavorato affinché si desse dignità ai nostri atleti, affinché ci fosse un riconoscimento di una dimensione sportiva. Si parlava infatti di sport per disabili, per handicappati, per paraplegici, come se esistesse uno sport particolare per categorie particolari. Lo sport è uno, è un valore assoluto e questo deve far capire che al di là delle parole ci sono le persone, e ognuno di noi è prima di tutto una persona”.

“Si è definitivamente abbandonata – dice Pancalli – la tendenza a raffigurare l’individuo attraverso l’aggettivazione corporea relativa alle abilità, a vantaggio della dimensione sportiva. In questo percorso di crescita culturale lo sport è stato determinante: gli atleti e le atlete con le loro gesta hanno rappresentato il veicolo più efficace di sensibilizzazione sul tema della disabilità. Grazie a loro quello che un tempo rappresentava un argomento tabù, oggi è oggetto di grande attenzione mediatica e sociale. Ciò a dimostrazione del fatto che lo sport può essere uno straordinario strumento di welfare, di inclusione sociale e di salute. Con l’introduzione nel vocabolario della lingua italiana della nuova definizione del termine paralimpico/a, l’Istituto Treccani suggella la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova storia. Si tratta – conclude Pancalli – di un’importante tappa di quella rivoluzione culturale silenziosa che il movimento paralimpico sta portando avanti con l’obiettivo di abbattere ogni barriera e ogni forma di discriminazione”.

“Si è innescato – ha detto Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della enciclopedia italiana – un moto di innovazione ed estensione che ha portato sempre più italiani a usare l’aggettivo “paralimpico” anche per indicare qualsiasi persone disabile che pratichi sport. L’azione pervasiva del termine paralimpico ha dato voce ad un mutamento di percezione che era ormai maturo, testimoniando anche l’importanza dello sport come strumento di inclusione e crescita culturale. La registrazione nel Vocabolario Treccani – ha concluso – vuole essere l’attestazione di un’avvenuta evoluzione, ma anche e soprattutto un grande atto di fiducia: che il nuovo significato entrato nell’uso e la nuova sensibilità che lo accompagna siano conquiste definitive e non più negoziabili”. (ska)