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Erasmus+ KA3

Erasmus+ KA3: aperto il bando per l’inclusione sociale attraverso istruzione, formazione, gioventù

È aperto il bando Erasmus+ KA3 per il sostegno a progetti mirati a favorire l’inclusione sociale dei giovani attraverso l’istruzione inclusiva, la formazione e l’animazione giovanile.

La scadenza è fissata per il 22 maggio 2017.

Scheda

Spiagge inclusive con il disability manager

Redattore Sociale del 27-03-2017

Spiagge inclusive con il disability manager. “Passare da accessibilita’ ad accoglienza di qualita’ ”

Al fianco delle strutture ricettive per progettare in modo inclusivo e dei turisti con esigenze particolari che scelgono di andare in vacanza sul litorale veneto. Le sfide di Rodolfo Dalla Mora, architetto e presidente di SIDiMa, neo disability manager della Ulss 4 Veneto orientale.

VERONA. Un disability manager in grado di offrire risposte e soluzioni a tutte le persone con disabilità che scelgono di andare in vacanza in una delle zone più gettonate d’Italia: la costa veneta. Il nuovo incarico, affidato per selezione pubblica, è stato assegnato dalla Ulss 4 del Veneto orientale a Rodolfo Dalla Mora, architetto e presidente di SIDiMa, la Società italiana disability manager. Il servizio è attivo all’ospedale di Jesolo, e Dalla Mora riceve il mercoledì mattina: nelle prime settimane di vita, sono già state avviate diverse attività, sia in ambito domestico sia in ambito turistico.

“Vogliamo realizzare la spiaggia accessibile e inclusiva più lunga d’Italia – spiega Dalla Mora, già disability manager dell’Ospedale riabilitativo di Motta di Livenza e al Cà Foncello di Treviso –. Non solo: vorremmo passare, finalmente, da ‘accessibilità’ ad ‘accoglienza di qualità’”. Per raggiungere questo scopo, l’architetto offrirà consulenza e supporto alle realtà locali impegnate nell’ambito della disabilità: “Saremo al loro fianco durante la progettazione o l’adeguamento delle strutture. Valuteremo insieme le soluzioni più idonee a garantire una totale accessibilità”. Non solo: lavorando in sinergia con gli uffici di informazione e accoglienza turistica e le amministrazioni locali del Veneto orientale, lo staff del disability manager fornirà, sempre gratuitamente, informazioni sull’accessibilità e sulle tecnologie a supporto degli ospiti del litorale: “I turisti con particolari esigenze potranno rivolgersi a noi: insieme cercheremo la soluzione migliore. Spesso, il fatto che una struttura indichi di essere accessibile, non significa che lo sia effettivamente per tutte le disabilità. Valuteremo caso per caso”. Saranno coinvolti anche il trasporto pubblico locale e le scuole del territorio ai quali sarà chiesto di redigere progetti finalizzati all’inclusione sociale.

Il progetto, costato in tutto 650 mila euro tra fondi governativi (per quasi il 90 per cento), fondi regionali e delle aziende socio-sanitarie, prevede che entro questa estate ogni Ulss affacciata sul litorale (sono tre: Veneto orientale, Serenissima e Polesana) abbia una spiaggia attrezzata. Questo solo per partire, visto che poi il progetto proseguirà anche il prossimo anno. La spiaggia a cui guardare come modello è la Spiaggia di Nemo di Jesolo, primo stabilimento in Italia con servizi ad hoc per le persone con disabilità. Inaugurata nel 2014, è stata completamente rinnovata lo scorso anno: nuovi percorsi di accesso facilitato, lettini e sedie sdraio rialzati, piazzole con pedane per l’accesso in sedia a ruote, gazebo con pavimentazione rigida, servizi igienici dedicati. Dispone anche di una postazione di salvataggio con unità cinofila, di sedie a ruote predisposte per la sabbia e per l’ingresso in mare: un operatore di Jesolomare è sempre presente per rispondere alle esigenze degli ospiti. La Spiaggia di Nemo, poi, situata alle spalle dell’ospedale, è a disposizione anche dell’area riabilitativa della struttura. “Mi occuperò anche della formazione di tutti gli operatori del settore turistico e balneare sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione”.

Altra attività avviata dalla nomina di Dalla Mora, il Centro di adattamento dell’ambiente domestico, sportello rivolto a privati cittadini, certo, ma anche sindaci, associazione di volontariato che si occupano di disabilità e, naturalmente, operatori del turismo. Il centro fornisce consulenza, indicazioni tecniche e soluzioni per la riprogettazione e la nuova organizzazione degli spazi interni delle abitazioni e delle strutture, dà indicazioni sulle agevolazioni regionali e statali vigenti, sui contributi e sui finanziamenti disponibili, sulle agevolazioni fiscali. Il centro provvede anche a redigere la certificazione ambientale ai fini dell’eventuale fornitura di montascale su valutazione del fisiatra domiciliare, riducendo cosi notevolmente i tempi di autorizzazione e la fornitura dell’ausilio. (Ambra Notari)

Gli occhiali intelligenti che raccontano il mondo a chi non vede

Superando.it del 24-03-2017

Gli occhiali intelligenti che raccontano il mondo a chi non vede

CAGLIARI. Verranno presentati a cura di una società milanese specializzata nel settore di ausili informatici per persone con disabilità visiva, gli innovativi occhiali OrCam, durante l’Assemblea Sociale dell’UICI di Cagliari (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), in programma per domenica 26 marzo (Via del Platano, 27, ore 9-13).
Si tratta di occhiali creati da un’azienda israeliana, che grazie a un sistema audio e video, riconoscono testi scritti, oggetti e persino volti umani, permettendo a chi non vede di leggere e ascoltare la descrizione di ciò che li circonda.
«Tramite una minuscola videocamera incorporata e a un audio – spiega Rafi Fisher, portavoce dell’azienda creatrice del prodotto – gli occhiali OrCam permettono di ascoltare la descrizione di ciò che viene inquadrato: testi scritti e oggetti, arrivando a trasformare letteralmente la vita di chi non può vedere. Fare la spesa da soli, ad esempio, o leggere un menù al ristorante senza bisogno dell’aiuto di nessuno, sono piccole cose, che contribuiscono però a conferire una maggiore sicurezza in se stessi e migliorare decisamente la qualità della vita».

Basato su un algoritmo di riconoscimento visivo, OrCam è il gioiello dell’omonima azienda israeliana, fondata nel 2010 da Amnon Shashua, ricercatore e docente della Hebrew University di Gerusalemme, già fondatore di Mobileye, società quotata in borsa che sviluppa sistemi di riconoscimento visivo per aumentare la sicurezza delle automobili, permettendo di identificare intuitivamente segnali stradali ed evitare pedoni e ostacoli.
Entrata sul mercato nel 2015, dopo cinque anni di sviluppo, l’Azienda OrCam conta oggi su un centinaio di dipendenti, tra cui diverse persone cieche e ipovedenti, il 50% dei quali lavorano nel dipartimento di Ricerca e Sviluppo.

«Gli occhiali OrCam – sottolinea ancora Fisher – rispondono a un semplice gesto intuitivo: basta infatti indicare con un dito un oggetto, per ottenerne la descrizione audio. Il sistema risponde all’istante e la cosa interessante è che, oltre a leggere i testi e a riconoscere le cose, identifica anche le persone, grazie a un sistema di scannerizzazione e memorizzazione dei volti in un archivio virtuale. Esso si trasforma così in una mappa per navigare il mondo e sentirsi più autonomi».
Le persone con disabilità visiva, per altro, non sono l’unico target di OrCam, se è vero che questo strumento può essere utile, ad esempio, anche per chi abbia problemi di dislessia. «Non pensiamo di sostituire interamente la lettura automatica alla persona – dichiara in tal senso Fisher -, ma se si è dislessici, studiare e leggere è spesso molto faticoso. Vogliamo pertanto offrire un supporto che faciliti la vita agli studenti che fanno più fatica». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: uicca@uiciechi.it (Graziana Pala).

1957-2017, per un’Europa dei Cittadini

1957-2017, per un’Europa dei Cittadini

“Per il nostro movimento l’Europa rappresenta un punto di riferimento centrale per il diritto di cittadinanza, per la diffusione di una cultura basata sui diritti umani. La nostra partecipazione a una serie di confronti transnazionali, anche attraverso l’EDF, il Forum Europeo della Disabilità, dimostra questo nostro patrimonio genetico, un tratto fondante che sempre abbiamo rafforzato. E ci aspettiamo altrettanto dalle Istituzioni dell’Unione in termini di politiche, indicazioni e orientamenti, ma anche di atti sostanziali come l’applicazione dei princìpi contenuti nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che la stessa Unione Europea, non dimentichiamolo, ha ratificato sin dal 23 dicembre 2010. È l’Europa dei Cittadini che deve diventare prioritaria!”

Con questo messaggio, Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), motiva la piena adesione – come deciso dal Consiglio Direttivo della stessa – alle iniziative promosse dal Movimento Federalista Europeo, in occasione delle imminenti celebrazioni in programma domani, 25 marzo, a Roma, per il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma.

Già avviate a Roma nella giornata di oggi, 24 marzo, con conferenze e incontri (si veda il programma completo), le iniziative organizzate dal Movimento Federalista Europeo culmineranno domani, 25 marzo, con un Forum sul futuro dell’Europa (ore 8) e una Marcia per l’Europa, tutti momenti nei quali si rivendicherà l’esigenza di agire sia sul fronte politico-culturale che su quello sociale, per una vera Europa dei Cittadini.

L’adesione della FISH a tali iniziative sostanzia ulteriormente la grande attenzione generale con cui l’intero movimento europeo delle persone con disabilità guarda a questo sessantesimo anniversario.

E sono esattamente tre, per ottenere ciò, le direzioni fondamentali indicate dall’EDF, vale a dire “promuovere, proteggere e garantire i diritti civili, politici, sociali, culturali ed economici per tutti; favorire la partecipazione democratica della società civile nei processi decisionali; considerare le persone con disabilità e le loro famiglie come parte integrante di un’Europa sostenibile e in crescita.”

LEA, approvati ma non applicabili

LEA, approvati ma non applicabili

I nuovi LEA sono stati dunque pubblicati in Gazzetta Ufficiale (18 marzo) ma, nonostante la grande enfasi, risultano ancora lontani dall’essere applicabili.

“FISH espresse, in audizione a Camera e Senato, critiche piuttosto articolate e severe. – ricorda Vincenzo Falabella, Presidente della FISH – Le Commissioni di Camera e Senato ne accolsero solo alcune ma nemmeno quelle sono state recepite, se non in modo residuale, nel testo in Gazzetta Ufficiale.”

Non è ripresa, solo a titolo di esempio, la raccomandazione che sia previsto espressamente il diretto coinvolgimento della persona con disabilità e della sua famiglia nella predisposizione del percorso assistenziale (articolo 4, comma 2, lettera d).

Ancora: che sia garantita alle persone con disabilità la continuità assistenziale attraverso il progetto individuale previsto dall’articolo 14 della Legge n. 328 del 2000, che integri interventi sanitari, sociali e di tutela (articolo 5).

E nel testo viene ancora ignorata l’esplicita richiesta di escludere da gara alcuni prodotti protesici di serie che necessitano di un percorso prescrittivo individualizzato e di un appropriato percorso valutativo.

A questi mancanti recepimenti si aggiungono tutte le culturali e strutturali criticità dei LEA che FISH ha già avuto modo di esprimere e che sono trasversali ai contenuti: dalla prevenzione alla diagnosi, dalla riabilitazione alle prestazioni protesiche, dai servizi ospedalieri ai servizi sociosanitari residenziali e semiresidenziali, dalle malattie rare a quelle croniche.

“Se qualcuno spera che questi LEA – continua Vincenzo Falabella – siano davvero compiutamente esigibili rimarrà presto deluso. Lo stesso testo prevede, per essere realmente applicato, una serie di Intese Stato-Regioni: sui dispositivi monouso, sulle prestazione protesiche, sui percorsi assistenziali integrati, sull’assistenza ambulatoriale… Sui tempi e gli intenti poco è dato sapere.”

Ma oltre a ciò sono pendenti anche le decisioni che dovrebbe assumere la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA (già istituita lo scorso anno) e da cui sono escluse le organizzazioni dei pazienti e delle persone con disabilità. La Commissione entro il 15 marzo (termine già scaduto) dovrebbe presentare la proposta di aggiornamento dei LEA “prioritariamente attraverso la ridefinizione delle prestazioni ovvero la modifica delle loro modalità erogative, garantendo il mantenimento della compatibilità tra risorse e prestazioni da erogare in maniera omogenea sul territorio nazionale, secondo le modalità erogative appropriate, da finanziare in base alla quota d’accesso.”

“Nella sostanza – conclude Falabella – se mancano le risorse i tanto celebrati LEA possono essere ridotti o applicati in modo progressivo. Il che rende i diritti dei Cittadini molto aleatori.”

Ed i segnali, proprio a partire dalle risorse ancora incerte e che mancherebbero all’appello, sono poco rassicuranti dalle parti della Conferenza delle Regioni.

“In questo clima piuttosto caotico, in considerazione di uno strumento – i LEA – su cui nutriamo moltissime riserve, non possiamo che mantenere l’attenzione elevata ed esercitare tutte le azioni possibili per pretendere l’applicazione di un diritto umano incomprimibile: quello alla salute. Per ora i LEA non esistono, non garantendo livelli essenziali e uniformi di prestazioni e servizi nel Paese. E ciò è gravissimo.”

Giudice rigetta ricorso non vedenti

Il Fatto Quotidiano del 22-03-2017

Giudice rigetta ricorso non vedenti: “Scala mobile vietata al cane guida? Non e’ discriminazione, e’ una funivia”

BELLUNO. Come spesso accade in Italia non si sa chi sia più cieco. La storia arriva da Belluno, dove un gruppo di non vedenti nel maggio 2015 vuole arrivare in centro ma si ritrova davanti una rampa della scala mobile e a un cartello che vieta espressamente la salita coi cani guida. Ma è un ausilio indispensabile per muoversi – dicono loro – e c’è la legge 60 del 2006 che bandisce ogni barriera al loro spostamento in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico. Quel divieto pregiudica la libertà di spostamento e dunque il diritto costituzionalmente garantito alla “libertà di movimento, autonomia e autodeterminazione”.

Ne nasce un alterco che porta alla chiusura dell’impianto per qualche ora. “Motivi di sicurezza”, e gli addetti staccano la corrente lasciando il gruppetto a mezza scala. I malcapitati fanno un esposto in Procura nel tentativo di cambiare il regolamento ma viene archiviato. Allora fanno causa al Comune e alla società Bellunum, chiedendo i danni. L’ultimo capitolo della vicenda, notizia di pochi giorni fa, è il rigetto del ricorso con accollo di tremila euro di spese di lite. Le motivazioni spingono per un nuovo ricorso. Il giudice accoglie le motivazioni portate dal Comune secondo le quali il divieto non è discriminatorio, e risponde a una logica di sicurezza, perché – e qui siamo al tocco di genio – la pendenza della gradinata è tale da assimilarla non a una semplice scala mobile ma ad un impianto a fune. Ricapitolando: loro non ci vedono, ma quella è una funivia con le fattezze di una scala mobile. Altro motivo di rigetto è la competenza territoriale perché nessuno dei ricorrenti è di Belluno, ma della provincia o di altre regioni. “Assurdo”, dice Simona Zanella, di associazione Blindsight Project che figura tra i ricorrenti. “Poteva capitare a un cieco bellunese che viene rifiutato da un taxi a Roma o da un albergatore a Trieste. Non è un’altra discriminazione?”.

di Thomas Mackinson

Come richiedere agevolazioni per un montascale per disabili

Disabili.com del 22-03-2017

Come richiedere agevolazioni per un montascale per disabili

Vediamo le procedure, i documenti e gli step per richiedere contributi all’installazione di un montascale in casa o in condominio.

La villetta su due piani, o la mansarda bohemienne con la scala a chiocciola, o ancora la taverna nel sottoscala per ascoltare la musica senza disturbare il vicinato… tutte soluzioni assolutamente affascinanti e pittoresche, ma…c’è sicuramente, ed è facile anche intuirlo, un lato “oscuro” in tutto ciò, o meglio “scomodo”, rappresentato dalle scale e dalla poca praticità che gli abitanti della casa sono quotidianamente costretti ad affrontare.

Tanto affascinanti quanto piuttosto insicure e molto scomode, le scale, infatti, rappresentano una delle prime barriere architettoniche delle nostre case, specie se ad abitare queste realtà sono persone anziane o disabili, per le quali vige la necessità di difendersi, in un certo senso, dalle insidie della poca praticità e della insormontabile impossibilità di salire o scendere quei pochi o tanti gradini.

Forse non tutti sanno che esiste una legge (L. 9 gennaio 89, n.13) che dà la possibilità di richiedere contributi per eliminare le barriere architettoniche. Vediamo insieme qual è l’iter procedurale per la richiesta, nella fattispecie, di uno strumento importantissimo riguardo all’argomento della nostra conversazione, vale a dire un montascale.

Innanzi tutto, le categorie degli aventi diritto ai contributi per l’assegnazione:
– Le persone disabili con limitazioni funzionali motorie permanenti ed i non vedenti;
– coloro che abbiano a carico persone con disabilità permanente;
– i condomini ove risiedano le suddette categorie di beneficiari;
– i centri o istituti residenziali destinati all’assistenza di persone con disabilità.

La precedenza per il riconoscimento dei contributi è riservato alle persone con disabilità in possesso di una certificazione attestante una invalidità totale, con difficoltà di deambulazione.

Le domande di contributo sono ammesse solo per interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche, e concesse per intervenire su immobili privati esistenti dove risiedano, appunto, dei disabili con limitazioni funzionali motorie permanenti (es. l’installazione di un servoscala che permetta al soggetto non deambulante di salire le scale).

Inoltre, come dicevamo, sono anche ammesse domande di contributo per immobili adibiti a strutture assistenziali e sarà compito del singolo Comune accertare che le domande non si riferiscano a interventi già esistenti o in fase di esecuzione.

È bene sapere che nel caso in cui l’immobile sia soggetto a vincoli storici, artistici o ambientali l’intervento andrà richiesto alle autorità competenti.

La domanda di contributo deve essere presentata al sindaco del Comune in cui è sito l’immobile, in bollo, entro il 1° marzo di ogni anno. La persona fisica che deve fare formalmente richiesta è il disabile stesso o chi ne esercita la tutela o la potestà, per l’immobile nel quale l’avente diritto ha la residenza abituale e per opere volte a rimuove gli ostacoli alla sua mobilità.

Alla domanda va allegata la descrizione delle opere e della spesa prevista, il certificato medico in carta semplice (può essere redatto e sottoscritto da qualsiasi medico) che attesti l’handicap del richiedente, precisando da quali patologie dipende e quali difficoltà motorie ne derivino. Nel caso in cui il disabile sia riconosciuto invalido totale con difficoltà di deambulazione, per avvalersi del diritto di precedenza, deve allegare la relativa certificazione della ATS competente.
Inoltre, deve essere presentata un’autocertificazione in cui sia specificata l’ubicazione dell’immobile di residenza del richiedente sul quale si vuole intervenire, che deve contenere una breve descrizione delle barriere architettoniche presenti. L’interessato deve inoltre dichiarare che gli interventi per cui si richiede il contributo non sono già stati realizzati né sono in corso di esecuzione. È necessario precisare se per lo stesso intervento siano stati già concessi altri contributi. Il disabile deve avere effettiva, stabile ed abituale abitazione nell’immobile su cui si intende intervenire. Non si ha infatti diritto ai contributi nel caso in cui si tratti di un alloggio stagionale o saltuario.

L’entità del contributo viene determinata sulla base delle spese effettivamente sostenute e comprovate, scaglionata secondo il totale del fatturato con percentuali diverse a partire da un contributo a copertura totale di € 2.582,28. È bene quindi richiedere un preventivo ad un produttore di montascale per disabili o anziani per avere un’idea della cifra a cui si ha diritto.

L’erogazione avviene dopo l’esecuzione dell’opera ed in base alle fatture debitamente comprovate, che devono essere presentate al sindaco. Le domande non soddisfatte nell’anno per insufficienza di fondi restano comunque valide per gli anni successivi, senza la necessità di una nuova verifica di ammissibilità.

Per l’acquisto di questi ausili si applicano le agevolazioni fiscali previste per i mezzi di deambulazione e sollevamento (IVA al 4%).