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Liberi di scegliere

Liberi di scegliere: al via il Congresso FISH 2018

 

Inizia domani e prosegue domenica il Congresso 2018 della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap presso l’Hotel Aran Mantegna di Roma.

Emblematico lo slogan dell’evento: liberi di scegliere, liberi di vivere, liberi, fra donne e uomini liberi”. L’intento è quello di confrontarsi su temi e raccogliere sfide quanto mai attuali: la discriminazione, in particolare quella multipla, la segregazione e l’isolamento, l’esclusione nelle vecchie e nuove forme, il diritto alla libertà di scelta e ad adeguati livelli di vita.

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha voluto cogliere l’occasione del proprio Congresso dei delegati per offrire uno spazio aperto a tutti, aderenti e non aderenti a FISH, affinché ognuno possa contribuire, con la propria esperienza e il proprio angolo prospettico, a quel cambio di paradigma basato sui diritti umani.

Il giorno 26, in particolare, prevede varie sessioni, aperte a tutti, in cui si confronteranno esperienze e visioni diverse, alla ricerca di una sintesi plurale su temi di estrema rilevanza, come ben si intuisce dal programma ufficiale.

La prima sessione – “Per un’alleanza civile contro discriminazione e segregazione” – (26 maggio, ore 12) sarà una agile tavola rotonda coordinata da Pietro Barbieri (Coordinatore Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità). Sono state invitate, in modo oculato, molte persone che, per ruolo o esperienza, possono riportare punti di vista e considerazioni di sicuro arricchimento. Fra queste la Ministra uscente dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, per fare il punto sui sentiti temi dell’inclusione scolastica. Fra i referenti istituzionali parteciperanno Alessandra Troncarelli (Assessore Politiche Sociali e Welfare della Regione Lazio) e Andrea Venuto (delegato del Sindaco del Comune di Roma per la disabilità). Spazio anche all’ambito del Terzo settore con Giancarlo Moretti (Coordinamento del Forum Nazionale del Terzo Settore), Silvia Stilli (Portavoce AOI), Francesca Danese (Portavoce Forum del Terzo Settore Lazio) e Stefano Granata(Presidente Consorzio CGM).

Silvia Stefanovichj (Responsabile disabilità CISL) e Giovanni Scacciavillani (Ufficio Politiche disabilità UGL) porteranno la testimonianza delle organizzazioni sindacali.

Ed infine sono previsti e attesi gli interventi di Nazaro Pagano (Presidente ANMIC) e Vincenzo Zoccano, Presidente del FID – Forum Italiano per la Disabilità, l’organismo di rappresentanza in Europa delle Federazioni italiane (FAND e FISH) delle persone con disabilità.

Con la seconda sessione – “Per una nuova prospettiva parlamentare sull’inclusione” – FISH ha colto l’occasione per invitare una delegazione di parlamentari. Che cosa si devono e possono attendere le persone con disabilità e loro famiglie su vecchie e nuove istanze, necessità, urgenze, lacune?

Toni Mira, Caporedattore di Avvenire e da sempre attento a queste tematiche, sarà l’animatore della sessione, lasciando anche spazio ad immancabili interventi del pubblico.

Hanno già garantito la loro presenza Maria Teresa Bellucci (Fratelli d’Italia, Camera dei Deputati), Elena Carnevali (PD, Camera dei Deputati), Massimo Enrico Baroni (Movimento 5 Stelle, Camera dei Deputati), Davide Faraone (PD, Senato della Repubblica).

È una riflessione che prosegue idealmente nella terza sessione – “Per una protezione sociale fondata sui diritti umani” – (ore 14.30) moderata da Carlo Giacobini (FISH). Assistenza, contrasto alla povertà, trasferimenti monetari, nuove politiche e servizi di protezione sociale che sappiano raccogliere sia la sfida della sostenibilità che quella dei diritti umani. Interverranno relatori attenti ed autorevoli: Onofrio De Lucia (Vicecoordinatore Medico Legale INPS), Giovanni Fosti (Docente Lecturer SDA Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell’Università Bocconi, Milano) e, infine, Pietro Vittorio Barbieri (Coordinatore Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità).

E il Congresso prosegue alle 16 con un deciso accento sulla discriminazione e sulla segregazione. “La doppia discriminazione delle donne con disabilità” evidenzia la condizione di discriminazione multipla che le persone subiscono come donne e come disabili. Induce a riflessioni e proposte per realizzare scenari in cui la prospettiva di genere nelle politiche per la disabilità sia compiutamente assunta. Su questi aspetti si confronteranno, con il coordinamento di Stefania Dondero (FISH), Federica Porcarelli (Non Una Di Meno, Roma), Simona Lancioni (Responsabile di Informare un’H – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli, Pisa), Nina Daita (Responsabile dell’Ufficio politiche per le disabilità, CGIL Nazionale), Rosalba Taddeini(Associazione Differenza Donna), Rita Barbuto (DPI – Disabled Peoples’ International Italia).

L’ultima sessione di sabato 26 (inizio alle 17.30) è dedicata ad un tema centrale nell’azione e nell’impegno di FISH: Contrastare ogni forma di segregazione”. L’incontro è anche l’occasione per la presentazione della recentissima pubblicazione “La segregazione delle persone con disabilità – I manicomi nascosti in Italia”, edita in aprile 2018 per i tipi di Maggioli Editore e curata da Giovanni Merlo e Ciro Tarantino.

Sarà proprio Giovanni Merlo, di FISH e direttore di Ledha, a moderare e animare la sessione con interventi di Ciro Tarantino(Università della Calabria), Giuseppe Arconzo (Università degli Studi di Milano) e Mauro Palma (Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale).

Il pomeriggio si conclude con la presentazione della collaborazione di FISH con Airbnb, con gli interventi di Srin Madipalli(Founder e CEO di Accomable) e Alessandro Tommasi (Public Policy Manager di Airbnb Italia).

Nella giornata di domenica 27 i delegati di FISH sono chiamati al rinnovo delle cariche e a delineare, con specifiche mozioni congressuali, le linee politiche di maggiore impegno per il prossimo anno.

Il programma ufficiale dell’evento è disponibile nel sito FISH.

Le sessioni, come detto, sono aperte al pubblico ma è gradita una comunicazione di partecipazione all’indirizzo presidenza@fishonlus.it.

Tutte le sessioni sono sottotitolate a cura di FIADDA.

Sport e consapevolezza

Redattore Sociale del 24-05-2018

Sport e consapevolezza: un campo estivo per ragazzi ciechi e ipovedenti

Si chiama “My body, my autonomy, my sport!” ed è la proposta dell’Istituto Cavazza di Bologna e Irifor per 20 ragazze e ragazzi fra 8 e 16 anni. Obiettivo per sviluppare “competenze relazionali e pratiche, già presenti o ancora nascoste”. A Marina Romea dal 14 al 23 luglio.

BOLOGNA. Andare in vacanza insieme ai propri coetanei, mettersi alla prova fuori dal contesto familiare nelle esperienze di autonomia più quotidiane, come vestirsi, tenere in ordine le proprie cose, farsi la doccia. È l’obiettivo principale dei campi estivi organizzati dall’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza sin dal 2009. L’edizione di quest’anno proporrà ai partecipanti, ciechi e ipovedenti, di sperimentare diversi sport e, contemporaneamente, attraverso momenti di gioco, si approfondirà la consapevolezza corporea, con particolare riferimento alle emozioni. Saranno 10 giornate da trascorrere insieme, dal 14 al 23 luglio 2018. Altrettante le discipline da conoscere e sperimentare, una per giorno: judo, baseball, nordic walking, tennis, tandem, nuoto, canoa, vela, showdown e giochi da tavolo (scopone scientifico, dama, scacchi).

Insieme a specialisti delle rispettive federazioni sportive, i ragazzi scopriranno queste attività, anche con lo scopo di capire se sono interessati a praticarle, in altri contesti. Allo stesso tempo, attraverso i laboratori “Te lo dico con il corpo”, potranno riflettere “in piccolo gruppo sugli aspetti del corpo sociale, per acquisire maggiore consapevolezza di sé e del proprio corpo in relazione agli altri (tema in primo piano in adolescenza), per riflettere insieme sugli aspetti non verbali della comunicazione interpersonale, per toccare aspetti legati all’educazione all’affettività e alla sessualità”.

“La consapevolezza sul linguaggio corporeo non è scontata per chi non vede. Un bambino cieco tende a essere a-mimico se non gli viene insegnato come il corpo può esprime le emozioni”, spiega Serena Cimini, psicologa dei servizi di consulenza educativa e di sostegno psicologico dell’Istituto e responsabile della progettazione e supervisione dei campi estivi. Il campo educativo e riabilitativo “Bas – My body, My autonomy, My sport!” si svolgerà nel Camping Villaggio del Sole di Marina Romea (Ravenna). Possono iscriversi fino a 20 ragazzi e ragazze ciechi e ipovedenti anche con pluripatologie, di età compresa tra 8 e 16 anni. È organizzato in collaborazione con l’Irifor (Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione) Consiglio Regionale Emilia-Romagna. “Questo permette alle famiglie di avere tariffe abbastanza accessibili”, aggiunge Cimini.

“Di solito conosciamo già la maggior parte degli iscritti. Come servizio di consulenza educativa, lavoriamo sull’ambiente educativo, familiare e scolastico, di ciascun bambino nel suo specifico momento di crescita”, spiega la psicologa. Per questo la progettazione del campo estivo si completa una volta che sono chiuse le iscrizioni, quando alla responsabile arrivano tutte le informazioni necessarie a conoscere il collettivo che parteciperà quest’anno. “Ci sono sempre ragazzini nuovi. Teniamo conto della descrizione che ne danno i genitori, che è sempre soggettiva, e della diagnosi funzionale, il documento redatto dalla neuropsichiatria dell’azienda sanitaria di riferimento per i bambini con disabilità”. Queste informazioni permettono di conoscere i punti deboli ma anche i punti di forza dei ragazzi, che durante il campo condivideranno in gruppi di 3-4, insieme a un educatore, un bungalow. “L’educatore cerca di dare loro stimoli all’autonomia. Sotto questo aspetto ci sono molte differenze tra i ragazzi. Ma nel rapporto coi pari emerge la voglia di imitare chi sa già, per esempio, farsi la doccia, usare il bastone…”.

“Per i genitori è importante aver già frequentato il nostro servizio, si sentono più tranquilli a lasciare i figli al campo”. Saranno presenti solo all’inizio e alla fine, quando i ragazzi e le ragazze mostreranno cosa hanno imparato durante la vacanza. Ma il loro coinvolgimento durerà oltre l’estate, perché, spiega Cimini, “durante il campo si creano legami di amicizia e si resta in contatto anche grazie alle famiglie”. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 giugno 2018.

di Benedetta Aledda

Istituzioni e organizzazioni dell’impegno civile

Istituzioni e organizzazioni dell’impegno civile al Congresso FISH

 

Sarà forse una delle ultime uscite pubbliche come Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: Valeria Fedeli sarà presente alla sessione di apertura del Congresso FISH 2018 che si terrà a Roma il 26 e il 27 maggio presso l’Hotel Aran Mantegna.

Nella sessione “Per un’alleanza civile contro discriminazione e segregazione” (26 maggio, ore 12) si affronteranno infatti anche i temi dell’inclusione scolastica oggetto di frequenti confronti fra il MIUR e la FISH in particolare negli ultimi due anni e ancora elemento di dibattito, confronto, istanze e attese. E la presenza della Ministra uscente contribuirà a fotografare l’attuale situazione, con gli obiettivi raggiunti e quelli ancora sospesi che il nuovo Governo dovrà assumere.

Ma ad esprimersi su discriminazione e segregazione, in una agile tavola rotonda coordinata da Pietro Barbieri (Coordinatore Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità) sono stati invitate, in modo oculato, molte persone che, per ruolo o esperienza, possono riportare punti di vista e considerazioni di sicuro arricchimento.

Fra i referenti istituzionali, non solo per la vicinanza territoriale con la sede dell’evento, parteciperanno Alessandra Troncarelli (Assessore Politiche Sociali e Welfare della Regione Lazio) e Andrea Venuto (delegato del Sindaco del Comune di Roma per la disabilità).

Spazio anche all’ambito del Terzo settore con Giancarlo Moretti (Coordinamento del Forum Nazionale del Terzo Settore), Silvia Stilli (Portavoce AOI), Francesca Danese (Portavoce Forum del Terzo Settore Lazio) e Stefano Granata (Presidente Consorzio CGM).

Silvia Stefanovichj (Responsabile disabilità CISL) e Giovanni Scacciavillani (Ufficio Politiche disabilità UGL) porteranno la testimonianza delle organizzazioni sindacali.

Ed infine sono previsti e attesi gli interventi di Nazaro Pagano (Presidente ANMIC) e Vincenzo Zoccano, Presidente del FID – Forum Italiano per la Disabilità, l’organismo di rappresentanza in Europa delle Federazioni italiane (FAND e FISH) delle persone con disabilità.

Un gruppo di relatori che, senza dubbio, sapranno convergere l’attenzione su due temi centrali per i diritti umani delle persone con disabilità, in fondo il filo conduttore di un Congresso aperto a tutti e che reca come significativo slogan “liberi di scegliere, liberi di vivere, liberi, fra donne e uomini liberi”.

Il programma complessivo dell’evento, che prevede varie interessanti sessioni, è disponibile nel sito ufficiale di FISH.

Anche i Parlamentari al Congresso

Molte sono le aspettative da parte di tutti i Cittadini, e quindi anche delle persone con disabilità, verso la nuova Legislatura che ha preso avvio nel marzo scorso e che vede un Parlamento con moltissimi Deputati e Senatori al loro primo mandato. E le aspettative sono ancora maggiori nel momento in cui è in via di formazione il nuovo Esecutivo ed è stato definito un Contratto di Governo che ne delinea gli intenti anche nell’ambito della disabilità.

La FISH ha colto l’occasione del proprio Congresso (Roma 26/27 maggio, presso l’Hotel Aran Mantegna) per invitare una delegazione di parlamentari alla specifica sessione “Per una nuova prospettiva parlamentare sull’inclusione”.

Che cosa si devono e possono attendere le persone con disabilità e loro famiglie su vecchie e nuove istanze, necessità, urgenze, lacune? Potranno contare su un approccio trasversale ai Gruppi sull’inclusione sociale?

Toni Mira, Caporedattore di Avvenire e da sempre attento a queste tematiche, sarà l’animatore della sessione, lasciando anche spazio ad immancabili interventi dal pubblico.

Hanno già garantito la loro presenza Maria Teresa Bellucci (Fratelli d’Italia, Camera dei Deputati), Elena Carnevali (PD, Camera dei Deputati), Massimo Enrico Baroni (Movimento 5 Stelle, Camera dei Deputati), Davide Faraone (PD, Senato della Repubblica).

Un’altra sessione, idealmente collegata a quella precedente, è prevista per il pomeriggio (ore 14.30) e sarà moderata da Carlo Giacobini (FISH). Il tema è tecnico ma con risvolti particolarmente operativi e comprensibili: “Per una protezione sociale fondata sui diritti umani”. Assistenza, contrasto alla povertà, trasferimenti monetari, nuove politiche e servizi di protezione sociale che sappiano raccogliere sia la sfida della sostenibilità che quella dei diritti umani. Interverranno relatori attenti ed autorevoli: Onofrio De Lucia (Vicecoordinatore Medico Legale INPS), Giovanni Fosti (Docente Lecturer SDA Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico dell’Università Bocconi, Milano) e, infine, Pietro Vittorio Barbieri (Coordinatore Comitato Tecnico Scientifico Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità).

Le sessioni sono aperte al pubblico ma è gradita una comunicazione di partecipazione all’indirizzo presidenza@fishonlus.it

Tutte le sessioni sono sottotitolate a cura di FIADDA.

Istat: Veneto e Lombardia ultime per insegnanti di sostegno

Redattore Sociale del 20-05-2018

Disabilita’, Istat: Veneto e Lombardia ultime per insegnanti di sostegno

VENEZIA. Il Veneto e’ la Regione in Italia con il piu’ basso rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni disabili, ad esclusione della Lombardia, con cui e’ sostanzialmente pari-merito. Lo dicono i dati del rapporto annuale Istat 2018, pubblicato oggi, che evidenzia anche come in realta’ Veneto e Lombardia, con circa 0,5 insegnanti di sostegno per ogni alunno disabile, siano in linea con quanto previsto dalla legge nazionale, che prevede un insegnante ogni due alunni.
Sono quindi le altre Regioni, in particolar modo quelle del Mezzogiorno, ad essere sopra la norma, determinando una media nazionale di circa 0,62 insegnanti di sostegno per ogni alunno disabile. Discorso a parte va fatto per gli assistenti. Il Veneto ne ha circa uno ogni 10 alunni disabili, mentre la media nazionale, peraltro superata ampiamente dalla Lombardia, e’ di circa un assistente ogni cinque alunni disabili. (DIRE)

Discriminazione e segregazione

Discriminazione e segregazione: se ne parla al Congresso FISH

 

Il 26 e il 27 maggio si tiene dunque a Roma il Congresso della FISH. Un evento che prevede rilevanti sessioni aperte a tutti, anche alle persone e alle organizzazioni non aderenti alla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap.

Il denso programma è disponibile nel sito ufficiale di FISH.

Una delle cinque sessioni (sabato 26, ore 16) raccoglie e rilancia le istanze sempre più consapevoli e circostanziate delle donne e delle ragazze con disabilità. Il titolo della sessione è in sé già significativo: “La doppia discriminazione delle donne con disabilità”. Evidenzia la condizione di discriminazione multipla che le persone subiscono come donne e come disabili. Induce a riflessioni e proposte per realizzare scenari in cui la prospettiva di genere nelle politiche per la disabilità sia compiutamente assunta e, al tempo stesso, la prospettiva della disabilità venga operativamente considerata nei servizi rivolti alle donne.

Su questi aspetti si confronteranno, con il coordinamento di Stefania Dondero (FISH), Federica Porcarelli (Non Una Di Meno, Roma), Simona Lancioni (Responsabile di Informare un’H – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli, Pisa), Nina Daita (Responsabile dell’Ufficio politiche per le disabilità, CGIL Nazionale), Rosalba Taddeini (Associazione Differenza Donna), Rita Barbuto (DPI – Disabled Peoples’ International Italia).

L’ultima sessione di sabato 26 (inizio alle 17.30) è dedicata ad un tema centrale nell’azione e nell’impegno di FISH: Contrastare ogni forma di segregazione”. Si riprenderanno le questioni e le istanze già oggetto di una partecipata Consensus Conference sul medesimo tema promossa nel giugno scorso che produsse, contando su un’ampia condivisione, uno specifico Poster contro la segregazione delle persone con disabilità nei servizi per l’abitare.

L’incontro è anche l’occasione per la presentazione della recentissima pubblicazione che proprio dalla Consensus Conference ha tratto ispirazione. “La segregazione delle persone con disabilità – I manicomi nascosti in Italia”, edita in aprile 2018 per i tipi di Maggioli Editore, è curata da Giovanni Merlo e Ciro Tarantino.

Ed è proprio Giovanni Merlo, di FISH e direttore di Ledha, a moderare e animare la sessione con interventi di Ciro Tarantino (Università della Calabria), Giuseppe Arconzo (Università degli Studi di Milano) e Mauro Palma (Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale).

Le sessioni, come detto, sono aperte al pubblico, ma è gradita una comunicazione di partecipazione all’indirizzo presidenza@fishonlus.it

Tutte le sessioni sono sottotitolate a cura di FIADDA.

Piani Educativi Individualizzati che ledono i diritti degli alunni con disabilita’

Superando.it del 15-05-2018

Piani Educativi Individualizzati che ledono i diritti degli alunni con disabilita’

«Abbiamo inviato una Diffida al Presidente della Regione Lazio e all’Assessore alla Salute della stessa, oltre ad informare il Garante Regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, per far sì che cessi la condotta illegittima e discriminatoria perpetrata in danno degli alunni con disabilità e delle loro famiglie»: lo dichiarano dalla Federazione FIRST, denunciando il fatto che nel Lazio, in palese violazione delle norme, il Piano Educativo Individualizzato (PEI) degli alunni con disabilità viene redatto senza il contributo di specialisti e famiglie.

ROMA. «Siamo venuti a conoscenza del fatto che nell’intera Regione Lazio, da diversi anni, alle riunioni dei GLHO (Gruppo Lavoro Handicap Operativo) finalizzate alla redazione e formalizzazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato) per gli alunni con disabilità, non si registra la presenza della componente sanitaria specialistica dei TSRMEE [Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva, N.d.R.], e in particolare dei Neuropsichiatri Infantili, Psicologi, Pedagogisti ecc. Di conseguenza tutti i PEI, di fatto, sono redatti solo dalla scuola».
Lo si legge in una nota diffusa da FIRST, la Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità, che ritiene tale fatto gravissimo, in quanto «lede irrimediabilmente i diritti fondamentali degli alunni con disabilità allo studio e all’istruzione e viola palesemente gli obblighi che inderogabilmente devono essere osservati nella redazione del PEI il quale va predisposto “congiuntamente” dalla componente dei docenti e dai sanitari con la partecipazione delle famiglie, così come previsto espressamente dall’articolo 12 della Legge 104/92 e dal Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) del 24 febbraio 1994».

Alla luce di quanto sottolineato, dunque, FIRST ha deciso di inviare una Diffida al Presidente della Regione Lazio e all’Assessore alla Salute della stessa, oltre ad informare il Garante Regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, «affinché si convochi con urgenza un incontro istituzionale esteso a tutte le Consulte per la Disabilità della Regione Lazio, per apprestare immediate misure finalizzate a far cessare la condotta illegittima e discriminatoria perpetrata in danno degli alunni con disabilità e delle loro famiglie».
«Qualora non venissero presi immediati provvedimenti – conclude la nota della Federazione – siamo pronti a intentare azioni ancora più incisive, coinvolgendo i Ministri della Salute e dell’Istruzione, Università e Ricerca, nonché denunciare alla Magistratura competente, anche penale, detti comportamenti illegittimi, al fine di tutelare tutti gli alunni con disabilità e le famiglie della Regione Lazio». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: firstfederazione65@gmail.com (Claudia Cecchini).

Autismo. Approvate le nuove linee di indirizzo per la promozione e la qualità degli interventi

Il Farmacistaonline.it del 11-05-2018

Autismo. Approvate le nuove linee di indirizzo per la promozione e la qualità degli interventi

Il documento approvato in Conferenza Unificata è una linea di indirizzo nazionale da utilizzare come supporto per la programmazione, riorganizzazione e potenziamento dei modelli assistenziali e dei servizi socio sanitari a livello regionale e locale, vista la disomogeneità e incompletezza delle precedenti linee di indirizzo. L’INTESA. 11 MAG – Intesa in Conferenza Unificata – purché il tutto sia compatibile con le risorse disponibili a livello locale – sull’aggiornamento delle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità e dell’appropriatezza degli interventi assistenziali nei disturbi dello spettro acustico, necessario per la disomogeneità e incompletezza delle precedenti linee di indirizzo.

Il documento approvato è una linea di indirizzo nazionale da utilizzare come supporto per la programmazione, riorganizzazione e potenziamento dei modelli assistenziali e dei servizi socio sanitari a livello regionale e locale.

Per quanto riguarda l’Italia, le uniche stime di prevalenza a oggi disponibili sull’autismo fanno riferimento alle Regioni Emilia-Romagna e Piemonte e sono basate sui sistemi informativi regionali.

In Piemonte è in vigore a partire dal 2003 un sistema informativo che raccoglie i dati delle 27 Unità Operative di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza che partecipano all’Osservatorio regionale sulla disabilità infantile. Sulla base di tali dati, la prevalenza di diagnosi di ASD nella regione Piemonte è di 3,8 per mille nella popolazione target 0-17 anni [0.74 per mille (0-2 anni), 6.2 per mille (3-5 anni), 4.2 per mille (6-10 anni), 4.1 per mille (11-13 anni), 3.2 per mille (14-17 anni)].

In Emilia­ Romagna, dove opera dal 1999 un sistema per la registrazione delle prestazioni sui soggetti presi in carico, la prevalenza totale nell’anno 2016 è del 3.9 per mille nella popolazione target 0-17 anni, 2.9 per mille (0-2 anni), 5.5 per mille (3-5 anni), 4.3 per mille (6-10 anni), 3 per mille (11-17 anni).

Sia i dati del Piemonte che quelli dell’Emilia Romagna confermano il progressivo abbassamento dell’età di prima diagnosi. Questo dato assume una particolare rilevanza alla luce del crescente corpo di evidenze scientifiche, che segnalano l’importanza della diagnosi e del trattamento precoce così come la necessità di costruire una cornice di interventi basata sull’evidenza e adattata ai bisogni della persona nello spettro autistico in tutte le diverse epoche della vita. In età adulta i dati sono ancora più scarsi ed è necessario implementarne la raccolta.

Obiettivi del documento di aggiornamento sono di individuare una serie di obiettivi e azioni prioritarie per fornire indicazioni omogenee per la programmazione, attuazione e verifica dell’attività della rete dei servizi per le persone nello spettro autistico in tutte le età della vita, favorendo il raccordo e il coordinamento tra tutte le aree operative coinvolte.
Integrazione e coordinamento delle diverse agenzie e servizi pubblici nelle aree della sanità, istruzione, sociale, lavoro, sono necessari per realizzare interventi appropriati e congrui rispetto ai bisogni delle persone nello spettro autistico in tutte le epoche di vita garantendo la continuità dei servizi dall’età evolutiva all’età adulta e lo sviluppo coerente di un percorso di vita.

INTERVENTI MIRATI DI SANITA’ PUBBLICA CON FINALITA’ STRATEGICHE. Azioni.
• Ricognizione aggiornata della normativa regionale, generale e di settore, con particolare riferimento ai piani e programmi regionali per ASD.
• Ricognizione aggiornata dell’offerta sanitaria e sociosanitaria esistente su base regionale.
• Predisposizione di un sistema informativo finalizzato a raccogliere dati provenienti dai servizi sanitari e socio-sanitari per i disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza, che consenta di evidenziare le informazioni specifiche relative ai disturbi dello spettro autistico, possibilmente da integrare con i dati provenienti dai servizi sociali e dagli Uffici Scolastici Regionali. È fondamentale predisporre un sistema informativo nell’ambito del quale sia realizzata una cartella clinica unica per l’individuo, dall’età evolutiva all’età adulta, in maniera tale da ottimizzare la continuità assistenziale anche grazie alla trasmissione aggiornata e continua delle informazioni sociosanitarie.
• Analoga valorizzazione delle informazioni riguardanti gli individui con ASD in età adulta va prevista all’interno dei sistemi informativi esistenti.

PREVENZIONE E INTERVENTI PRECOCI. Azioni.
• Interventi di sensibilizzazione della popolazione generale relativamente all’importanza di promuovere il benessere del bambino, il suo neurosviluppo, e di favorire la conoscenza sui segni e sintomi precoci dei disturbi.
• Attività formative specifiche rivolte alla rete sanitaria ed alla rete educativa ai fini di promuovere la conoscenza sui sintomi precoci del neurosviluppo, con particolare attenzione al disturbo dello spettro autistico. Tali attività dovrebbero rientrare in una cornice coordinata di interventi formativi condivisa a livello nazionale e regionale.
• Istituzione di raccordi formalizzati tra i pediatri di libera scelta e i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza per garantire una precoce formulazione del sospetto di ASD da parte del Pediatra di Libera Scelta nell’ambito dei bilanci di salute seguito dall’invio tempestivo alle équipe specialistiche per ASD dei Servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva.
• Interventi finalizzati a promuovere il coinvolgimento attivo della famiglia durante il percorso diagnostico e nella fase di costruzione del progetto terapeutico.
• Interventi precoci basati sull’evidenza.

Potenziamento della rete dei servizi per la diagnosi, la cura e la presa in carico globale della persona nello spettro autistico

Per questo aspetto è prevista, tra le altre attività, la promozione di un’azione programmatica regionale che preveda il monitoraggio dello sviluppo dei bambini ad alto rischio per ASD (ad esempio fratellini di bambini con ASD, nati prematuri, nati piccoli per età gestazionale) ed è auspicabile un livello di monitoraggio nazionale per l’implementazione di questa azione secondo criteri condivisi e standardizzati.

Va poi Individuato un percorso uniforme sul territorio regionale per l’assistenza alle persone nello spettro autistico, minori e adulti, mediante la definizione di procedure e modalità unitarie per l’accesso ai servizi sanitari e sociali, la presa in carico della persona e della famiglia, la valutazione multidimensionale dei bisogni e definiti a livello regionale percorsi e strumenti di valutazione diagnostica e funzionale (di tipo multidimensionale), clinico-biologica, appropriati e basati sulle evidenze scientifiche, preferibilmente con protocolli diagnostici che includano strumenti standardizzati e prevedano anche i necessari accertamenti laboratoristici e strumentali.

Sono anche da individuare équipe specialistiche multidisciplinari dedicate nell’ambito dei servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva; analoghe equipe devono essere previste per l’età adulta, con la garanzia della govemance clinica da parte del Dipartimenti di salute mentale, e dei servizi di salute mentale per l’età adulta che formulino la diagnosi e definiscano il progetto individualizzato abilitativo e di assistenza, ne valutino l’andamento attraverso l’analisi di un profilo di indicatori e svolgano anche attività di consulenza nei diversi contesti di vita della persona. Nella definizione del progetto e nella valutazione degli esiti le équipe multidisciplinari devono considerare le caratteristiche individuali della persona, le sue aspettative e preferenze, il contesto in cui vive la persona e la sua famiglia nell’ottica del miglioramento della qualità della vita.

Le Regioni dovranno definire il fabbisogno di assistenza ambulatoriale, domiciliare, residenziale e semiresidenziale sul proprio territorio,distinguendo l’offerta in modo da garantire differenti livelli di intensità assistenziale dei trattamenti terapeutici, abilitativi/riabilitativi in relazione ai differenti bisogni sanitari, sociali ed educativi e ai diversi gradi di compromissione del funzionamento personale e sociale della persona nello spettro autistico. Le Regioni, in particolare, identificano le modalità organizzative anche attraverso la formulazione di raccomandazioni e la adozione di PDTA per l’età evolutiva e per l’età adulta che individuino procedure e modalità di lavoro in rete.

FORMAZIONE. Azioni.
• Attivazione di un tavolo permanente di collaborazione con il ministero dell’Universitàper aggiornare e adeguare, nei programmi universitari e post universitari, i contenuti formativi relativi ai disturbi dello spettro autistico in linea con l’evoluzione delle evidenze scientifiche. L’aggiornamento dei programmi universitari e post universitari dovrebbe essere rivolto a tutte le professioni potenzialmente implicate nella diagnosi, cura e presa in carico globale della persona nello spettro autistico.
• Attivazione a livello nazionale, regionale e locale, di progetti formativi, anche nell’ambito ECM, per l’aggiornamento, preferibilmente con modalità integrate, di tutte le figure professionali sanitarie, sociali ed educative, sia dell’età evolutiva che dell’età adulta.
• Attivazione a livello nazionale, regionale e locale di attività formative specificatamente rivolte ai familiari delle persone nello spettro autistico includendo attività formative relative al ruolo del familiare come partner attivo dalla fase del percorso diagnostico a quello dell’intervento.
• Attivazione e/o potenziamento nel settore scolastico di attività formative e di supporto alle scuole per garantire un efficace intervento psicoeducativo, valorizzando le professionalità degli insegnanti e degli educatori.
• Promozione a livello nazionale, regionale e locale di attività formative rivolte alla popolazione generale al fine di promuovere la sensibilizzazione e il rispetto della dignità e della piena inclusione delle persone nello spettro autistico .
• Valorizzazione di attività formative finalizzate alla promozione della vita autonoma, di integrazione con il tessuto sociale circostante e di work experience.

I servizi di emergenza siano accessibili

Redattore Sociale del 09-05-2018

“I servizi di emergenza siano accessibili”: appello al Consiglio d’Europa

Appello delle associazioni al Consiglio europeo, che propone di includere e applicare i requisiti di accessibilità ai servizi di emergenza, attualmente per lo più inaccessibili a molte persone con disabilità. Le organizzazioni: “Chiedere aiuto è un diritto”

ROMA. Chiedere aiuto è un diritto e tutti devono avere la possibilità di rivolgersi ai servizi che gestiscono le chiamate d’emergenza: per questo non può essere accolta la proposta del Consiglio d’Europa, che esclude questo tema dall’Accessibility Act. La denuncia arriva da un gruppo di organizzazioni, tra cui lo European Disability Forum, che rivolgono un appello al Consiglio, chiedendogli di includere e applicare i requisiti di accessibilità ai servizi di emergenza, attualmente per lo più inaccessibili a molte persone con disabilità.

“Diversi paesi hanno sviluppato soluzioni ad hoc, come specifiche applicazioni mobili che gli utenti devono scaricare o registrare in anticipo – spiegano i promotori dell’appello – Ciononostante, molte persone con disabilità non possono ancora contare su un sistema accessibile per contattare i servizi di emergenza (come il 112) che funzionano in tutta l’Ue. L’Accessibility Act potrebbe finalmente affrontare e risolvere questa situazione discriminatoria, che mette in pericolo milioni di vite”.

La Commissione europea ha pubblicato la sua proposta di legge europea sull’accessibilità (EAA) alla fine del 2015. Una volta adottata, la legge stabilirà i requisiti di accessibilità per diversi prodotti e servizi, compresi appunto i servizi di emergenza. E’ un’attenzione che la proposta della Commissione ha avuto, prevedendo di applicare a questi servizi i requisiti di accessibilità già previsti in molti settori della comunicazione: comunicazione vocale, testo (inclusi testo in tempo reale e comunicazione video), da soli o in combinazione, per venire incontro alle esigenze delle persone che non possono comunicare oralmente, alle persone sorde, ipoudenti e sordocieche. Questi requisiti di accessibilità vengono dettati, nella proposta di legge, a tutti gli operatori economici. Le stesse modalità dovrebbero dunque essere applicate ai servizi di risposta alle richieste di emergenza, i cosiddetti “Public Safety Answering Points”, per renderli capaci di ricevere, rispondere e gestire adeguatamente tali comunicazioni. “Questo è tecnicamente fattibile – precisano i promotori – Sfortunatamente però – denunciano – il Consiglio ha deciso di escludere tutti i requisiti per i Psap, nella sua relazione sull’Accessibility Act”.

Di qui l’appello delle organizzazioni: “Esortiamo gli Stati membri a riconsiderare questa posizione. Non ha senso richiedere ai produttori di smartphone e agli operatori di rete di supportare mezzi di comunicazione accessibili nei servizi di emergenza, se non è previsto anche che i Psap siano attrezzati per gestire e rispondere ad essi. Escludere questa possibilità significherebbe rompere catena di comunicazione, letteralmente vitale”. La richiesta è che dunque siano accolti gli emendamenti 187, 292 e 300 alla legge presentati dal Parlamento europeo. Tuttavia, se ciò non fosse possibile, sosterremmo una soluzione simile a quella presentata dalla presidenza maltese dell’Ue, che stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di designare uno o più Psap addetti a ricevere, rispondere e gestire queste comunicazioni”.

Se queste richieste non saranno accolte, “le vite di coloro che non possono comunicare verbalmente e di oltre 52 milioni di cittadini sordi, sordomuti e sordociechi continueranno a essere a rischio. Innumerevoli altre persone sono indirettamente interessate, perché tutti possono trovarsi in una situazione in cui non sono in grado di chiamare i servizi di emergenza utilizzando la comunicazione verbale. In breve, tutti gli europei trarranno enormi benefici da modalità più accessibili per contattare i servizi di emergenza. Invitiamo pertanto le istituzioni dell’Ue, in particolare il Consiglio, ad adottare il nostro emendamento all’Accessibility Act, per garantire l’accessibilità dei servizi di emergenza. Questo salverà letteralmente vite umane”. (cl)

Nuovi dati statistici sull’autismo

da Superando 07.05.2018

Nuovi dati statistici sull’autismo

di Carlo Hanau*

Nell’ultimo mese sono stati pubblicati gli ultimi dati ISTAT sulla prevalenza dell’autismo negli scolari in Italia nel 2016-2017 e quelli dei CDC di Atlanta (Stati Uniti), riguardanti un’indagine eseguita nel 2014 sulla prevalenza dell’autismo fra i bambini di 8 anni in undici Stati degli USA [CDC sta per Centers for Disease Control and Prevention, ovvero “Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie”, N.d.R.]. In entrambi i casi si registra una crescita della prevalenza, che meriterebbe, come scrivono dai CDC, anche un aumento delle attenzioni e delle risorse dedicate a questo problema.

Per quanto riguarda dunque il Rapporto ISTAT L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado – Anno Scolastico 2016-2017, si tratta dell’aggiornamento del Rapporto presentato nel dicembre del 2016, riguardante l’anno scolastico precedente (2015-2016).
I casi di autismo vengono definiti come “Disturbi dello sviluppo”, abbreviando la dizione “Disturbi generalizzati dello sviluppo” oppure quella “F 84: Disturbi evolutivi globali dello sviluppo psicologico”, così come ufficialmente definiti dall’ICD 10, la Classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oggi in vigore.
Nel Rapporto dell’ISTAT si scrive quindi: «Il disturbo generalizzato dello sviluppo è caratterizzato da una compromissione grave e generalizzata in diverse aree dello sviluppo: capacità di interazione sociale reciproca, capacità di comunicazione, o presenza di comportamenti, interessi e attività stereotipate. Della categoria fanno parte: disturbo autistico; disturbo di Rett; disturbo disintegrativo della fanciullezza; disturbo di Asperger; disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato (compreso l’autismo atipico)».
Si noti che la rilevazione dell’ISTAT comprende soltanto coloro che in base alla certificazione di cui alla Legge 104/92 ricevono un aiuto e che la maggior parte dei casi di sindrome di Asperger non ricevono alcun aiuto. Inoltre, le due classificazioni ISTAT dei disturbi “dell’attenzione e comportamentali” e “affettivo-relazionali”, che sono molto presenti fra i casi di disabilità, potrebbero attrarre casi per i quali si cerca di evitare di segnare la diagnosi di disturbi dello sviluppo, da identificare con l’autismo.
Tutto questo premesso, nel 2016-2017 questa disabilità riguardava:
23.000 casi, ovvero il 25,6% dei 90.000 alunni con disabilità nelle Scuole Primarie e 15.000 casi, il 21,7% dei 69.000 alunni con disabilità nelle Scuole Secondarie di Primo Grado. In totale 38.000 alunni, con una prevalenza dello 0,84% sul totale, in lieve aumento rispetto all’anno precedente, 2015-2016.
Ci si può pertanto attendere che si arriverà presto all’1% del totale degli alunni, così come individuato in una recente ricerca riguardante i casi di autismo in età tra i 7 e i 9 anni, condotta nella Provincia di Pisa all’interno del progetto europeo ASDEU (Autism Spectrum Disorder in European Union), che si avvale della collaborazione della scuola per non “smarrire” diversi casi altrimenti sfuggenti (di ASDEU si legga ampiamente su queste stesse pagine).

È interessante a questo punto constatare che se la prevalenza media dei Paesi europei si colloca sull’1%, in Islanda essa supera il 2,6% (se ne legga in The research into autism prevalence, in «Link», magazine di Autism Europe, n. 68, 2017, pp. 5-6).
Il dato dell’1% è comunque molto superiore a quello derivato dal Registro del Sistema Informativo della SINPIA-ER (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Emilia Romagna), che per l’anno 2016 riportava una prevalenza pari allo 0,44% nell’età tra i 6 e i 10 anni, quella che comprende cioè l’intervallo tra i 7 e i 9 anni di ASDEU, con il quale è confrontabile.
Il valore assoluto della prevalenza dell’autismo in carico ai servizi della Neuropsichiatria Infantile in Emilia Romagna è raddoppiato dal 2011 al 2017 ed è facile prevedere che aumenterà ancora, dato che nella classe di età inferiore, quella fra i 3 e i 5 anni, la prevalenza al 2016 era dello 0,53% (si confronti a tal proposito la Relazione PRIA-Programma regionale integrato per l’assistenza territoriale alle persone con disturbo dello spettro autistico per l’anno 2016, Regione Emilia-Romagna, Direzione Generale Cura della Persona, Area Salute Mentale, Bologna, 2018).

Per quanto poi riguarda i CDC di Atlanta, nei giorni scorsi, come detto, è stato reso noto il risultato di un’indagine eseguita nel 2014 sulla prevalenza dell’autismo fra i bambini di 8 anni negli Stati Uniti.
Questa indagine viene effettuata dal 2000 ogni due anni sui bambini con autismo di 8 anni, in undici diversi Stati degli USA, avvalendosi della collaborazione della scuola e degli altri servizi di cura.
Qui la prevalenza dell’autismo è passata dallo 0,75% nel 2000 all’1,5% nel 2010, dato confermato nel 2012. Nel 2014, poi, vi è stata una ripresa dell’aumento registrato negli anni precedenti e la prevalenza è aumentata all’1,68%, pari cioè a un bambino ogni 59.
Il risultato del 2014 era molto atteso, perché nel 2013 gli Stati Uniti avevano adottato il DSM5 [“Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, N.d.R.], in sostituzione del DSM IV TR, e quest’ultima rilevazione ha utilizzato in parallelo sia la nuova che la vecchia versione del DSM stesso.
I risultati non sono stati sensibilmente discordanti, smentendo le previsioni di coloro che ipotizzavano un calo dei casi classificati con autismo, ad uso di risparmio delle risorse per le mutue e a danno di qualche persona con disabilità. Il difetto di nascondere l’entità dei problemi per ritardare l’adozione di congrui provvedimenti è tipico piuttosto del nostro Paese, dove si sente spesso ripetere che «gli americani esagerano sempre»… La serietà dei CDC, invece, non può essere messa in discussione e anzi si dovrebbe prendere ad esempio, utilizzandone la stessa metodica di rilevazione, che si fonda su due fasi distinte, in analogia a quella del progetto europeo ASDEU. Nella prima fase, infatti la scuola e tutti gli operatori sociali e sanitari collaborano per attuare una prima selezione, dopo la quale intervengono équipe specializzate, che mantengono l’omogeneità delle procedure di diagnosi.
Il campione, pur essendo molto vasto, non ha la pretesa di essere rappresentativo di tutti gli Stati Uniti. Permangono forti differenze fra un territorio e un altro, giacché intorno al valore medio generale di 1,68%, c’è in un intervallo che varia fra l’1,31% e il 2,93%.
I maschi sono quattro volte più numerosi delle femmine e la prevalenza fra i neri non ispanici è aumentata, elevando la media generale, ma non ha ancora raggiunto quella fra i bianchi non ispanici. In entrambi i due sottogruppi la prevalenza è maggiore che negli ispanici e si pensa che le condizioni culturali abbiano un loro peso.
Il Quoziente d’Intelligenza del campione è inferiore a 70 nel 31% dei casi e supera 85 nel 44%; il restante 25% è nella norma. Questa distribuzione resta ben lontana dalla percentuale di insufficienza mentale riscontrata nel nostro Paese fra i casi di autismo diagnosticato, perché qui “l’autismo dell’intelligente” non viene riconosciuto.

La conclusione della relazione americana dovrebbe valere anche nel nostro Paese, che a differenza degli Stati Uniti investe così poco sul futuro: questi dati, infatti, possono essere usati per la programmazione dei servizi, per guidare la ricerca sui fattori di rischio e sull’efficacia degli interventi, informando le politiche sanitarie e scolastiche, con l’obiettivo di giungere a migliori risultati a vantaggio di tutti.

* Docente di Programmazione dei Servizi Sociali e Sanitari al Master sull’Autismo dell’Università di Modena e Reggio Emilia

Docenti di ruolo: le nostre assegnazioni provvisorie su sostegno

Docenti di ruolo: le nostre assegnazioni provvisorie su sostegno senza specializzazione non danneggiano né l’alunno con disabilità, né il docente specializzato.

ROMA. A seguito di perplessità emerse in articoli pubblicati successivamente al primo incontro avvenuto il 3 maggio tra MIUR e Sindacati per la contrattazione integrativa sulle assegnazioni provvisorie, il cartello di comitati ( Osservatorio Diritti scuola, Comitato Non si svuota il Sud, Nastrini Liberi Uniti, Comitato 8000 esiliati fase B, Disa ante 2014, Nastrini Rossi, Docenti sardi fuori regione e provincia ) che si riconoscono in una unica Piattaforma Programmatica per il rientro dei docenti https:// osservatoriodirittiscuola.it/ piattaforma-programmatica- insegnanti.html ribadiscono la loro posizione e la validità delle proposte che gli stessi sostengono e portano avanti.

In Italia siamo arrivati ad una cifra scandalosa di posti in deroga, sessantamila circa su un totale di 160.000 posti complessivi, frutto dei ricorsi vinti negli ultimi 10 anni dalle famiglie con figli con disabilità a cui erano state affidate un numero di ore di sostegno inferiore a quello certificato nel Piano Educativo Individualizzato, ore che il MIUR si ostina a riconoscere solo dopo aver perso i ricorsi nei tribunali italiani. Ciò ha già determinato un danno erariale di un miliardo di euro e su cui è stato presentato il 6 Aprile scorso un esposto alla Corte dei Conti di Palermo da parte di Osservatorio Diritti Scuola e che la giustizia e la logica dovrebbe portare alla trasformazione in organico di diritto di tutti questi posti, a vantaggio soprattutto della continuità didattica degli studenti, prima ancora che della stabilità dei docenti. E invece ci troviamo, ancora una volta a sollecitare una soluzione tampone per il futuro anno scolastico per il tramite delle assegnazioni provvisorie.

La richiesta di consentire l’assegnazione provvisoria su posto di sostegno in deroga al docente di ruolo anche non specializzato, previo accantonamento del numero dei posti da riservare ai precari specializzati nelle GAE e nelle seconde fasce delle graduatorie di istituto, NON danneggia né il docente specializzato né tantomeno l’alunno con disabilità, anzi.

L’ accantonamento dei posti per gli specializzati precari, in quanto “accantonamento”, è il passaggio che garantirebbe la realizzazione ottimale dei diritti di tutte le parti in causa. Le perplessità sollevate in merito alle tempistiche delle operazioni di assegnazione provvisoria che, in quanto precedenti al conferimento delle supplenze, sottrarrebbero posti ai supplenti specializzati, non sono dunque condivisibili: gli usp provinciali proprio per evitare questo dovrebbero “accantonare”, cioè procedere al conteggio dei docenti specializzati presenti nelle graduatorie e mettere da parte il numero di posti di sostegno in deroga da riservare loro.

Dunque agli USP verrebbe richiesta semplicemente un’operazione in più da effettuare prima dei decreti di assegnazione provvisoria: il conteggio per l’accantonamento dei posti.

In Sicilia, ad esempio, si è appena saputo grazie al comunicato FlC CGIL Regione Sicilia (al momento unica organizzazione sindacale che ha reso noto la propria posizione in merito alle proposte contenute nel documento unitario dei comitati per il rientro dei docenti) che l’aumento dei posti in deroga, solo nell’ultimo anno è di 2000 posti. Si è passati da 5000 a 7000 posti per l’anno scolastico 2018/2019. La preoccupazione maggiore dovrebbe essere quella di garantire personale con esperienza e specializzato, ma nonostante il rientro certo di circa 2500 docenti specializzati al momento titolari nelle scuole del centro nord, l’accantonamento e l’attribuzione dell’incarico ai nuovi 1000 specializzati dell’ultimo corso di TFA sostegno, di ulteriori 1000 docenti specializzati presenti tra GAE ed in II fascia, la Sicilia potrà garantire al massimo solo 4500 docenti specializzati a fronte di una domanda di 7000. A chi bisogna dare l’incarico sul sostegno su questi 2500 posti rimanenti? Situazione simile in Abruzzo, regione molto più piccola, ma che in proporzione ha numeri che confermano una tendenza generale nel Sud: 1900 almeno i posti in deroga autorizzati per l’a.s. 2017/2018, 265 il numero di docenti di ruolo specializzati titolari fuori regione e rientrati con Assegnazione Provvisoria, 160 i docenti specializzati rimasti in GAE, 200 i nuovi specializzati dell’ultimo corso attivato TFA, per un totale di 625 docenti specializzati. Restano ben 1275 posti in deroga sul sostegno non assegnabili a personale specializzato, per una minima parte dei quali chiediamo il rientro in AP di docenti di ruolo.

Ricordiamo che nell’a.s. 2016/2017 in diverse regioni (tra le quali Sicilia, Abruzzo, Campania) le contrattazioni integrative regionali tra USR e sindacati hanno previsto proprio l’accantonamento dei posti in deroga senza problemi, conferendo poi le supplenze agli specializzati. Basta questo a dimostrare che “l’accantonamento” è possibile e concretamente realizzabile. Nello stesso anno scolastico in moltissime province i posti in deroga sul sostegno sono stati poi comunque assegnati anche ai docenti precari senza titolo e addirittura a docenti che avevano mandato alle scuole la domanda di messa a disposizione. A maggior ragione, accogliendo la proposta, si potrà garantire l’attribuzione di personale con esperienza e già di ruolo nel corso del prossimo anno scolastico, consentendo a tantissimi docenti titolari al nord di ricongiungersi con le proprie famiglie attraverso l’assegnazione provvisoria su posti di sostegno anche senza titolo. Altrimenti i posti in deroga in avanzo saranno dati solo a chi, tramite la domanda di inserimento in GDI o attraverso le MAD non avrà nè abilitazione, nè specializzazione.

Ricordiamo infatti che i posti di sostegno in deroga necessari a garantire il diritto il studio degli studenti disabili nelle scuole italiane continuano ad essere autorizzati dagli USR anche nei mesi successivi all’inizio dell’anno scolastico.

Alle critiche del MiSoS rispondiamo che il fatto che il numero degli specializzati sul sostegno aumenti di 9.649 unità (tra le quali ci sono anche docenti già di ruolo e non solo precari) oltre ad essere una buona notizia per tutto il sistema scolastico, non entra assolutamente in contrasto con la richiesta portata avanti dai comitati dei docenti esiliati uniti. E questo sempre in virtù dell’accantonamento, operazione da effettuare prima dei decreti di AP ed in un momento in cui i nuovi specializzati avranno comunque già sciolto la riserva e saranno stati inseriti negli elenchi degli specializzati e dunque potranno essere conteggiati anche loro.

Ribadiamo in conclusione che consentire ai docenti di ruolo di poter ricoprire un posto di sostegno pur se sprovvisti di titolo, tramite “l’accantonamento”, è in accordo con la L. 104 che sancisce “ priorità assoluta agli insegnanti specializzati sia di ruolo che precari, per consentire l’importante continuità didattica nello stesso istituto, tale da garantire un’adeguata crescita formativa agli alunni con disabilità . L’utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati ” e NON lede i diritti di nessuno, semmai li amplia.

“La vera civiltà è quando ciascun uomo dà a ciascun altro ogni diritto che pretende per se stesso.”
(Robert Green Ingersoll)

Francesca Carusi – Nastrini Liberi Uniti
Leonardo Alagna – Osservatorio Diritti Scuola

Centro dei Padri Trinitari a Venosa, terapie di eccellenza per la disabilita’

Centro dei Padri Trinitari a Venosa, terapie di eccellenza per la disabilita’

VENOSA (PZ). “Apri le braccia, sei libero”. Gli occhi di Alfredo (il nome è di fantasia, ndr) sembrano distendersi a cercare la libertà ad ogni cerchio percorso dalle sue braccia guidate dai gesti sicuri di Angela (il nome è di fantasia, ndr), la sua fisioterapista, che lo circonda in un abbraccio. Un’esperienza di contatto umano, fisico e mentale, che cura, attraverso il corpo, la mente di Alfredo, affetto da gravi disturbi dello spettro autistico, tra le persone con disabilità che vivono stabilmente nel Centro di riabilitazione e formazione professionale Padri Trinitari di Venosa, attivo nel borgo in provincia di Potenza dal 1968, e dal 2014 a Bernalda, nel materano, con la Terapia fisica e rieducazione funzionale, la lungodegenza per anziani e il nucleo Alzheimer.

Sono un centinaio in tutto gli ospiti che hanno un rapporto residenziale con l’istituto, uomini tra i 18 e 40-50 anni affetti da patologie a carattere involutivo come la sclerosi multipla, o pazienti con gravi danni cerebrali, disturbi psichici o pluri-minorazioni anche sensoriali. Tutti provenienti da un bacino molto più ampio delle mura di Venosa: Campania, Calabria, Puglia, qualcuno pure dal Molise, oltre che dalla Basilicata.

Trenta, invece, invece le donne e gli uomini che non abitano il centro in modo permanente, ma partecipano alle sue attività laboratoriali e riabilitativo-professionalizzanti.

Come i laboratori di falegnameria e meccanica, di ceramica, mosaico e pelletteria, o l’orto dell’istituto, dove operatori qualificati insegnano agli ospiti come si coltiva il cardoncello – il fungo, antico vanto della tradizione agroalimentare delle Murge- o come far crescere in serra fiori, frutti fuori stagione e primizie, senza trascurare le colture tradizionali della terra di Orazio: gli ulivi, gli ortaggi e la vigna – da cui si ricava un vino di qualità conservato nelle botti della cantina dell’istituto. Una terapia sperimentata dai Padri Trinitari già da diversi anni, come spiega all’agenzia di stampa Dire una delle fisioterapiste dell’istituto, Mariella Leggeri: “Siccome abbiamo ragazzi adulti abbiamo sperimentato questa nuova terapia e abbiamo notato grandissimi miglioramenti rispetto alla relazione e alle abilità logico-matematiche e anche per quanto riguarda lo spazio ed il tempo, soprattutto lo scorrere delle stagioni e la crescita delle piante”.

E proprio sulla relazione si basa anche l’ippoterapia, altro trattamento d’eccellenza sperimentato da anni a Venosa: “La riabilitazione equestre è un metodo di riabilitazione globale perché interviene su più’ livelli: cognitivo, affettivo-relazionale e neuromotorio”, chiarisce alla Dire Barbara Busto, fisioterapista del Centro riabilitazione Padre Trinitari Venosa specializzata nell’ippoterapia, che segue diverse fasi. La prima fase di avvicinamento all’animale, in cui spesso gli operatori incontrano difficoltà perché “per i nostri ragazzi non è facile l’accettazione dell’animale”; la seconda, di accettazione dell’ambiente, che agisce anche sulle coordinate spazio-temporali; e la terza ed ultima, di p resa di coscienza del proprio corpo sul cavallo e su se stessi, con l’aiuto di un grande specchio posizionato nel maneggio terapeutico. I ragazzi imparano quindi a galoppare o anche solo a far camminare il loro cavallo, in un rapporto di cura che è fatto di tocchi, carezze, calore.

Il maneggio viene utilizzato anche per le attività sportive dei ragazzi, che dividono le loro giornate tra aule di formazione, laboratori e terapie specifiche, durante la mattinata, e gli sport e le attività ludiche, nel pomeriggio. “Il laboratorio di ceramica aiuta i ragazzi nella manualità, nella gestione dell’argilla, nella decorazione e colorazione degli oggetti realizzati, come i piatti- racconta alla Dire Rosa Solimano, assistente del laboratorio di ceramica del Centro- Riusciamo ad insegnare queste attività con tanta pazienza e tanto amore. Solo con la pazienza e l’amore- conclude- ci si può dedicare veramente ad insegnare qualcosa a questi ragazzi”. (DIRE)

Una fotografia ufficiale dei dati sull’autismo in Italia

Superando.it del 26-04-2018

Una fotografia ufficiale dei dati sull’autismo in Italia

Grazie ad ASDEU (Autism Spectrum Disorder in European Union), progetto europeo biennale finanziato dalla Commissione Europea, sono oggi disponibili i dati definitivi della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico nel nostro Paese, secondo i quali circa un bambino italiano su 100 è colpito da autismo.
«Questa iniziativa continentale – come spiegano dal Centro Studi Erickson – ha avuto come obiettivo quello di fare il punto sullo stato dell’arte dell’autismo in Europa, sotto diversi punti di vista, e per molti Stati, Italia compresa, la ricerca ha rappresentato una prima esperienza di studio epidemiologico dei disturbi dello spettro autistico. Nel nostro Paese ASDEU è stato ufficialmente rappresentato dall’IRCCS Stella Maris di Calmbrone (Pisa), sotto la guida del neuropsichiatra Filippo Muratori e dello psicologo e psicoterapeuta Antonio Narzisi. In un secondo momento ha aderito anche l’ISS (Istituto Superiore di Sanità), con uno studio promosso e finanziato dal Ministero della Salute, intitolato Osservatorio nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, che ha portato a un’ulteriore ricerca epidemiologica nelle aree di Lecco-Monza-Brianza, Roma e Palermo».

Lo studio epidemiologico ASDEU-Stella Maris è stato eseguito su oltre 10.000 bambini di età compresa tra i 7 e i 9 anni nell’area metropolitana di Pisa e Provincia. Lo scopo era da una parte quello di stimare il numero dei bimbi in quella fascia di età con una diagnosi di autismo, dall’altra di individuare alunni che non avessero una diagnosi ma il cui profilo comportamentale potesse essere suggestivo di autismo. La chiusura della ricerca ha confermato i dati attesi relativi alla prevalenza dei disturbi dello spettro autistico in Italia ovvero di circa uno su 100, anche se i risultati finali sono ancora in fase di elaborazione.
«Coinvolgendo le scuole – viene ulteriormente sottolineato da Erickson -, ASDEU ha facilitato una migliore comprensione delle necessità dei bambini con autismo, elementi essenziali per una migliore organizzazione delle risorse a supporto di famiglie e alunni. Ha permesso inoltre di individuare le forme di autismo più lievi, cosiddette “ad alto funzionamento”, che sono più difficili da intercettare e poi diagnosticare».

Lo studio verrà prossimamente presentato da Antonio Narzisi al convegno Autismi, benessere e sostenibilità organizzato da Erickson per il 4 e 5 maggio al Palacongressi di Rimini, del quale avremo occasione di riparlare sulle nostre pagine. Si tratta infatti di un appuntamento molto atteso, durante il quale una serie di ospiti e relatori internazionali faranno il punto sulla ricerca scientifica, sui nuovi modelli di diagnosi e intervento e sugli strumenti operativi attualmente disponibili. (S.B.)

Exposanita’. Tutte le novita’ negli allestimenti per disabili

Quattroruote.it del 24-04-2018

Exposanita’. Tutte le novita’ negli allestimenti per disabili

Exposanità, la più importante manifestazione fieristica dedicata alla sanità svoltasi nei giorni scorsi a Bologna, ha offerto una vasta rassegna sulle principali novità in fatto di adattamenti per la guida e il trasporto di persone disabili. Ecco una panoramica su quelle più interessanti, presentate da aziende leader del settore.

FOCACCIA GROUP.
L’azienda romagnola Focaccia Group ha esposto tutta la sua gamma di vetture, sia le auto con pianale ribassato sia i veicoli allestiti con il sollevatore monobraccio Fiorella Slim Fit, che progetta e produce nella sua sede di Cervia. Tra le novità, il Peugeot Traveller con il pianale ribassato, che può ospitare fino a 5 passeggeri e 1 persona in carrozzina nella versione Medium, e 7 passeggeri e 1 persona in carrozzina nella versione Long. Il nuovo veicolo è indicato sia per le famiglie che cercano confort e spaziosità, sia per i tassisti e gli autisti di veicoli a noleggio con conducente, che hanno bisogno di un mezzo versatile. I sedili singoli aggiuntivi consentono di ripristinare i 9 posti quando il passeggero in carrozzina non è a bordo. Versatile e pratico nell’utilizzo grazie ai sedili modulabili anche il Ford Tourneo Custom con sollevatore Fiorella: le sedute singole si possono ripiegare in avanti oppure rimuovere e persino ruotare, al fine di massimizzare lo spazio per i bagagli e adattarsi alle diverse esigenze di utilizzo. In particolare, il layout dei posti viaggio può essere personalizzato per ospitare, nella versione passo lungo di Nuovo Tourneo Custom, fino a 3 passeggeri in carrozzina e altri 4 occupanti. L’accesso al veicolo ai passeggeri con disabilità è garantito dal sollevatore Fiorella Slim Fit. Infine, Volkswagen Caddy e Caddy Maxi F-Style allestiti con pianale ribassato, a distanza di due anni dalla presentazione proseguono con successo le loro vendite e oggi sono le prime vetture accessibili ai passeggeri con disabilità a essere inserite nel listino ufficiale della Casa tedesca.

SICUREZZA A BORDO.
Durante la manifestazione bolognese, il Focaccia Group ha organizzato un seminario sulle normative europee relative alla sicurezza nel trasporto della persona in carrozzina. Dedicato a famiglie, associazioni e a tassisti, senza trascurare gli operatori che lavorano nel settore della disabilità e dell’assistenza, il workshop ha voluto sensibilizzare il pubblico sul tema della sicurezza nel trasporto delle persone con disabilità e per indicare come devono essere usati i dispositivi che garantiscono la sicurezza in auto del passeggero disabile in carrozzina. Nel convegno, sono state analizzate sia le norme per l’omologazione dei veicoli, come indicato dalla direttiva UE 2007/46, che impone le cinture di sicurezza a tre punti anche per le persone in carrozzina, sia la normativa Iso 10542, che specifica i requisiti e le metodologie di prova dei sistemi di ritenuta degli occupanti e che impone ancoraggi a pavimento a quattro punti, oltre alla cintura a tre punti.

DA 10 A 3 MINUTI.
Fissare la carrozzina agli ancoraggi e allacciare la cintura alla persona disabile, impone un tempo che normalmente supera i 10’. Per incentivare le persone al corretto uso dei dispositivi di sicurezza, Focaccia Group ha illustrato il suo “Easy = Safe”, il sistema che abbatte i tempi a 3’ grazie alla possibilità di ancorare la carrozzina e permettere alla persona disabile di indossare la cintura di sicurezza direttamente dall’esterno, senza far entrare e uscire l’operatore dal veicolo. Purtroppo rimane sempre il problema della sicurezza delle carrozzine: senza modelli dotati di poggiatesta e di rigidità torsionale adeguata, la piena sicurezza del passeggero disabile non potrà mai essere garantita a bordo di un veicolo.

HANDYTECH.
L’azienda astigiana, esponeva nei suoi stand una Fiat 500 con comandi di guida adattati e alcuni veicoli a pianale ribassato come Fiat Doblò, Renault Kangoo, Ford Tourneo e Peugot Partner. Quest’ultimo presentava l’allestimento Sali e Guida IMPULSE che consente di posizionarsi con la propria carrozzina sia al posto guida che a quello del passeggero. Dotato di sedili in seconda fila, richiudibili a parete, può trasportare fino a 4 persone mantenendo un ampio bagagliaio. Per gli adattamenti di guida, Handytech esponeva tutta la sua linea, compresi i monoleva meccanica ed elettronica HT – SPEED & BRAKE, che integrano in un unico dispositivo l’accelerazione e la frenata. Per gli ausili relativi al carico della carrozzina, erano esposti alcuni verricelli da bagagliaio, adibiti al carico di carrozzine manuali, elettroniche e mobility scooter, con capacità di carico da 40 a 150 Kg. Disponibili anche con comando a distanza ed abbinabili a sistemi di elettrificazione del portellone.

OLMEDO.
L’importante azienda italiana era presente alla kermesse bolognese con tutta la sua gamma a pianale ribassato, composta da 15 veicoli. Tra questi, due ultime novità: il PEUGEOT EXPERT/TRAVELLER allestimento Runner 6+1 e il e il Partner – allestimento Runner 4+1. Il primo, disponibile nella versione a passo medio e lungo, è omologato fino a otto passeggeri, compresa la persona in carrozzina nella versione a passo lungo; mentre il secondo, disponibile in tre diverse configurazioni interne, è omologato per cinque posti complessivi, compreso il passeggero in carrozzina.

FCA AUTONOMY.
Presente nello stand realizzato in collaborazione con il partner Coloplast, FCA Autonomy ha esposto una Jeep Compass Limited 2.0 Mjt 140 CV 4WD AT9, dotata di dispositivi di guida Guidosimplex, come l’acceleratore elettronico a cerchiello sopra il volante e il freno a spinta manuale in avanti da terra. Il gruppo Fiat Chrysler, attraverso i suoi centri di mobilità, fornisce ai suoi clienti disabili un valido supporto per affrontare i problemi relativi alla guida. Utilizzando appositi simulatori e avvalendosi del parere di medici e fisioterapisti, gli automobilisti disabili possono così verificare le loro capacità motorie residue e inoltre prendere confidenza con i veicoli modificati. I mezzi del gruppo FCA (Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Fiat Professional, Lancia, Jeep) possono essere modificati con l’aggiunta di dispositivi speciali, selezionati da Autonomy in collaborazione con i migliori allestitori specializzati, e approvati dal ministero dei Trasporti.

MAF VEICOLI SPECIALI.
Dopo diversi anni di assenza, la MAF (Mariani Alfredo & Figlio srl) di Pistoia si ripresenta alla manifestazione bolognese presentando il 4Trek, un Volkswagen Caddy con trazione integrale 4×4 con tetto e porte posteriori rialzate. L’azienda, con oltre 40 anni di attività nel settore degli allestimenti speciali, ha scelto di creare l’allestimento su un pianale a passo lungo, per dare la possibilità al passeggero con sedia a rotelle di poter usufruire di uno spazio adeguato alle sue necessità.

di Luigi Giuliani