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Forum PA 2018


Uno stand di 100 metri quadrati dove consultare e ritirare materiali informativi sulle attività del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con uno spazio dedicato alla discussione e al confronto con importanti partner presso il quale si terranno 17 workshop. Un convegno dedicato agli obiettivi di sostenibilità per i settori della conoscenza e la presenza degli speaker di Miur Radio Network, la web radio voluta dal MIURper raccontare notizie, eventi, curiosità sul e dal mondo della scuola, in collaborazione con le migliori esperienze radiofoniche delle nostre istituzioni scolastiche. Sono alcuni dei punti chiave della partecipazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca al Forum PA 2018, che si terrà dal 22 al 24 maggio prossimi presso la Nuvola – Nuovo Palazzo dei Congressi di Roma e vedrà la partecipazione della Ministra Valeria Fedeli che domani, 22 maggio alle ore 11.30, inaugurerà ufficialmente lo stand istituzionale.

Profondamente agganciato all’attualità e alla vita del Paese è il tema scelto quest’anno,  l’individuazione del percorso attraverso il quale “Raggiungere entro il 2030 gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dall’ONU”, un filone che prosegue partendo dagli obiettivi individuati nell’edizione dello scorso anno. Obiettivo ultimo dell’edizione 2018 è la redazione di un Libro Bianco da consegnare al nuovo Governo. In quest’ottica il tema scelto come filo conduttore dei workshop che si terranno presso lo stand del MIUR è “Istruzione, formazione e ricerca: la nostra roadmap per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità”.

Lo stand e i partner

Quattro le aree tematiche che caratterizzeranno lo stand e gli argomenti dei 17 workshop in  programma nell’area MIUR: Amministrazione, Istruzione, Università e Ricerca. Quattro anche i partner con i quali il MIUR condividerà gli spazi dello stand e gestirà gli appuntamenti di confronto e dibattito: CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), Cineca, INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli.

I workshop e il convegno

Il futuro del programma Erasmus e il suo ruolo nella costruzione di una cittadinanza europea, la dematerializzazione dei processi nella Pubblica Amministrazione, le azioni in favore del capitale umano che opera nel settore della ricerca di base, il PON a supporto degli obiettivi dell’Agenda 2030, gli strumenti digitali utilizzati nella formazione continua dei docenti, l’Alternanza Scuola-Lavoro e la nuova piattaforma dedicata, la Rete universitaria per lo sviluppo sostenibile, il miglioramento delle Infrastrutture di Ricerca sono alcuni degli argomenti dei workshop che animeranno lo stand del MIUR in ognuno dei tre giorni di programma. Un momento speciale sarà dedicato a Miur Radio Network (www.miurradionetwork.it) con la presentazione ufficiale degli speaker e del progetto.

“Istruzione, formazione e ricerca: la nostra road map per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità” sarà il tema del convegno che si terrà il 24 maggio, dalle ore 11.45, durante il quale si farà il punto sull’impegno preso di trasformare il sistema di istruzione e formazione – dalla scuola al mondo della ricerca – in agente di cambiamento verso un modello di sviluppo sostenibile, facendo in modo che, in ognuno degli ambiti di intervento, le politiche siano coerenti con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030. Per iscriversi al convegno e per tutti gli aggiornamenti: https://forumpa2018.eventifpa.it/it/event-details/?id=8033.

Il Premio PA Sostenibile

Sei i progetti candidati dal MIUR al “Premio PA sostenibile. 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030”, tre dei quali sono stati selezionati da una commissione di esperti istituita da FORUM PA e inseriti tra i progetti esposti nella galleria “poster” del Concorso  all’interno del Convention Center.

I progetti finalisti del MIUR sono: “Sofia”, della Direzione generale per il personale scolastico; “Riconoscimento titoli rifugiati”, della Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l’internazionalizzazione della formazione superiore; “STEM: femminile plurale”, della Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione. La premiazione si terrà mercoledì 23 maggio dalle 10.00 alle 14.00 durante il convegno “Italia 2030: come portare l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile”.

Misure minime di sicurezza ICT

Come previsto dalla circolare AgID 18 aprile 2017, n. 2 (che sostituiva la circolare n. 1/2017 del 17 marzo 2017), recante «Misure minime di sicurezza ICT per le pubbliche amministrazioni. (Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 1° agosto 2015)», tutte le pubbliche amministrazioni devono, entro il 31 dicembre 2017,

    • nominare il responsabile alla transizione digitale,
    • adottare le misure minime di sicurezza ICT.

Il MIUR d’intesa con l’Agenzia per l’Italia Digitale con Nota 20 dicembre 2017, AOODGCASIS 3015, ha stabilito che

  • il livello sufficiente per gli Istituti scolastici è quello minimo;
  • il modulo di implementazione potrà essere firmato digitalmente dal dirigente scolastico ed andrà compilato e conservato dalla scuola che dovrà aggiornarlo in funzione dei cambiamenti e dei miglioramenti conseguiti nel tempo.

Licenziamento disciplinare in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta del 10 luglio, ha approvato un decreto legislativo che prevede disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116, in materia di “licenziamento disciplinare”.


RIFORMA DELLA P.A., NORME INTEGRATIVE SUL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE

Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 20 giugno 2016, n.116, recante modifiche all’articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a norma dell’articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di licenziamento disciplinare (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo che, in attuazione della legge di riforma della pubblica amministrazione (articoli 16, comma 7, e 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124), prevede disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 20 giugno 2016, n. 116, in materia di “licenziamento disciplinare”.

In particolare, le innovazioni apportate riguardano l’accoglimento dei pareri parlamentari in merito all’introduzione di un obbligo di carattere generale per le pubbliche amministrazioni concernente la comunicazione all’Ispettorato per la funzione pubblica dell’avvio e della conclusione dei procedimenti disciplinari e del relativo esito. Al fine di consentire un efficace e tempestivo monitoraggio, gli atti di avvio e conclusione del procedimento disciplinare, nonché l’eventuale provvedimento di sospensione cautelare del dipendente saranno comunicati dall’ufficio competente di ogni amministrazione, per via telematica, all’Ispettorato per la funzione pubblica, entro venti giorni dalla loro adozione.

Il nuovo testo prevede, infine, sul testo originario e sulle modifiche apportate in sede di correttivo, l’acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni e ha ottenuto, dopo l’esame preliminare del Consiglio dei ministri, l’intesa della medesima Conferenza nonché di quella Unificata. (…)

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DIRITTI E INTEGRAZIONE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e dell’integrazione delle persone con disabilità, a norma dell’articolo 3, comma 5, lettera b) della legge 3 marzo 2009, n. 18 (decreto del Presidente della Repubblica – esame preliminare)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato, in esame preliminare, il “Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e dell’integrazione delle persone con disabilità” predisposto dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. Il Programma, che dovrà essere adottato con apposito decreto del Presidente della Repubblica, verrà ora inviato alla Conferenza unificata per l’acquisizione del parere prescritto.

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Settimana dell’Amministrazione Aperta

Dal 4 all’11 marzo 2017 si svolge la prima edizione della Settimana dell’amministrazione aperta, sette giorni di iniziative in tutta Italia per promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e dell’accountability sia nelle amministrazioni pubbliche che nella società.

Disponibili dal 9 marzo 2017:

“Questi portali erano molto attesi – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Siamo felici di rilasciarli durante una settimana come questa che tiene alta l’attenzione delle cittadine e dei cittadini sul tema della trasparenza e dell’accessibilità delle informazioni. I dati saranno disponibili in formati diversi per consentire a tutte le cittadine e tutti i cittadini di poter navigare nei portali”.

Il portale dei dati della scuola
Il Portale unico dei dati della scuola, previsto dalla  Buona Scuola, mette da oggi a disposizione di tutte le cittadine e i cittadini, delle amministrazioni pubbliche, delle studentesse e degli studenti, delle famiglie, dei giornalisti, del personale della scuola, informazioni e dati sul sistema di Istruzione.
Il Portale, oltre ad attuare il principio di trasparenza, semplifica e garantisce accesso e riutilizzabilità dei dati pubblici: tutti potranno accedere liberamente ai dati del Miur e, secondo i termini della licenza IODL 2.0, potranno utilizzarli anche per lo sviluppo di applicazioni di utilità. Tre le sezioni a disposizione: Open Data, dedicata agli utenti esperti che vogliono consultare ed elaborare dati anche grazie alla spazio SPARQL per le interrogazioni on-line; Esplora i dati, rivolta alla navigazione grafica e “dinamica” dei dati con l’utilizzo dei filtri per trovare ciò che si desidera; Documentale, specifica per gli atti del Ministero.
Con questo primo rilascio vengono messi a disposizione 47 dataset su Scuole, Studenti, Personale, Sistema nazionale di valutazione ed Edilizia scolastica. I dataset, completi di tracciati e metadatazione, sono rilasciati nei formati csv, json, rdf, xml ed è possibile interrogare i dati con il linguaggio SPARQL, disponibile grazie ad un modulo applicativo EndpointSPARQL. Quindi, con riferimento al modello qualitativo dei dati aperti su Web (cosiddetto Modello 5 stelle) tutti i dataset sono di livello 4 stelle. Il Portale sarà via via aggiornato ed arricchito con nuove aree, nuovi dataset, con aggiornamenti dei dati e creazione di ambienti didattici e si darà seguito ai Linked Open Data (ultimo livello del Modello 5 stelle) che permettono i collegamenti (interlinking) verso altri enti. Tutti gli utenti potranno inviare il proprio feedback, grazie ad un link predisposto in ogni pagina: compilando un breve ed anonimo questionario, si potranno valutare le varie aree del portale e inviare i propri suggerimenti.

Il portale dell’Istruzione superiore
Il nuovo portale dei dati dell’istruzione superiore del Miur è dedicato alla presentazione e al rilascio dei dati relativi all’Università , agli Istituti AFAM e al Diritto allo Studio. Il portale è anche in questo caso aperto al pubblico e si rivolge agli esperti del settore e a tutti coloro, fra le cittadine e i cittadini, che vogliono comprendere ed analizzare il mondo dell’istruzione superiore. Nella sezione Esplora i dati sono previsti due macro percorsi tematici per guidare l’utente nell’esplorazione dei dati relativi a Didattica (Università e AFAM) e Diritto allo Studio. Nella parte dedicata alla Didattica la navigazione sui dati avverrà selezionando un’area geografica (regione) e/o una tipologia di Ateneo (ad esempio, Statali) o AFAM (ad esempio, “Accademia di Belle Arti”). Nella sezione Diritto allo studio si potranno visualizzare tabelle e grafici con filtro per Regione, Enti per il Diritto allo studio, Collegi universitari.

Nella parte dedicata agli Open Data è prevista una raccolta di dataset dei principali aggregati di interesse pubblico relativi all’ultimo anno disponibile. La sezione Esplora i dati sarà aggiornata nelle prossime settimane con nuove informazioni ed ulteriori  funzionalità che consentiranno una navigazione sempre più immediata e completa. Inoltre, nella sezione Open data, prossimamente verranno rilasciati nuovi dataset che metteranno a disposizione l’intero patrimonio informativo degli ultimi anni sul sistema di istruzione terziaria.


#SAA2017 dal 4 marzo al via la Settimana dell’Amministrazione Aperta
Anche il Miur partecipa con eventi il 9 e 10 marzo

Seminari, hackathon, dibattiti pubblici, webinar e tanto altro ancora: sette giorni di iniziative in tutta Italia per promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e dell’innovazione nelle amministrazioni pubbliche e nella società. È la Settimana dell’Amministrazione Aperta che prende il via nella giornata in cui in tutto il mondo si celebra l’Open Data Day e che andrà avanti fino all’11 marzo.

Il Miur parteciperà con due eventi.

Il 9, nel corso dell’#OpenMiurDay, sarà reso disponibile il Portale unico dei dati della scuola. La navigazione, semplice e intuitiva, consentirà a tutte le cittadine e tutti i cittadini di accedere a numerosi dati e informazioni che consentiranno di conoscere e approfondire il sistema di istruzione nazionale. Il giorno dopo al Ministero si terrà il primo hackathon sui dati della scuola. Il Ministero dispone infatti di un grande patrimonio di dati, frutto delle procedure amministrative e gestionali, di apposite rilevazioni statistiche, delle attività di valutazione e autovalutazione della didattica e della ricerca. Le informazioni raccolte sono state finora utilizzate per la formulazione delle politiche e per l’analisi dei sistemi scolastico, universitario e della ricerca e solo parzialmente messe a disposizione in modo aperto al più ampio pubblico.

Il MIUR, come previsto nel Piano Nazionale Scuola Digitale (http://www.istruzione.it/scuola_digitale/) e come raccomandato nel rapporto ‘Big Data@MIUR’ (http://www.istruzione.it/allegati/2016/bigdata.pdf), è nelle condizioni di realizzare una strategia di sistematica valorizzazione dell’informazione sia per il soddisfacimento delle istanze sociali di trasparenza e responsabilizzazione della PA in un’ottica di open government, sia per offrire alle studentesse e agli studenti la materia prima per accompagnare la formazione e la crescita dei futuri scienziati dei dati. Il primo hackathon sui dati della scuola sarà l’evento di avvio per l’attuazione della strategia sui dati della scuola.

La SAA nasce nell’ambito delle iniziative di open government avviate dal Dipartimento della Funzione Pubblica che, su proposta delle organizzazioni della società civile aderenti all’Open Government Forum, ha assunto l’impegno di promuovere la Settimana dell’Amministrazione Aperta ogni anno, nell’ambito del terzo Piano d’Azione OGP.

Per maggiori informazioni  sulla Settimana dell’Amministrazione Aperta su open.gov.it/saa

Gli eventi si possono seguire in diretta su twitter con l’hashtag #SAA2017

Riforma PA e Codice Appalti in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 23 febbraio 2017, ha approvato, in esame preliminare, cinque decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione e un decreto legislativo correttivo del Codice degli appalti


Testo unico del pubblico impiego

Modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g) , h), l), m), n), o), q), s) e z) della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche

Il decreto introduce disposizioni mirate al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

– il progressivo superamento della “dotazione organica”, fermi restando i limiti di spesa, attraverso il nuovo strumento del “Piano triennale dei fabbisogni”, e la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni, differenziati in base agli effettivi fabbisogni e la rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici;

– la disciplina delle forme di lavoro flessibile, anche al fine di prevenire il precariato, unitamente ad una soluzione transitoria per superare il pregresso: viene stabilito a regime il divieto per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione e vengono introdotte specifiche procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di personale in possesso dei requisiti;

– l’introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, finalizzate ad accelerare e rendere concreta e certa nei tempi l’azione disciplinare;

– la possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata (estesa alle Regioni) e la definizione di limiti, in relazione al numero dei posti banditi, per gli idonei non vincitori;

– l’integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità, anche attraverso l’istituzione di una Consulta nazionaleper l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità.

Valutazione della performance dei dipendenti pubblici

Modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, in attuazione dell’articolo 17, comma 1, lettera r), della legge n.124 del 2015

Il provvedimento persegue l’obiettivo generale di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Con il decreto, ispirato ai principi di semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e della premialità, di razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, di riduzione degli adempimenti in materia di programmazione e di coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni, si introducono, tra le altre, le seguenti novità:

­- viene chiarito che il rispetto delle disposizioni in materia di valutazione costituisce non solo condizione necessaria per l’erogazione di premi, ma rileva anche ai fini del riconoscimento delle progressioni economiche, dell’attribuzione di incarichi di responsabilità al personale e del conferimento degli incarichi dirigenziali; la valutazione negativa delle performance rileva anche ai fini dell’accertamento della responsabilità dirigenziale;

­- ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e a valutare la performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti;

– oltre agli obiettivi specifici di ogni amministrazione, è stata introdotta la categoria degli obiettivi generali, che identificano le priorità in termini di attività delle pubbliche amministrazioni coerentemente con le politiche nazionali, definiti tenendo conto del comparto di contrattazione collettiva di appartenenza;

– gli Organismi indipendenti di valutazione (OIV), tenendo conto delle risultanze dei sistemi di controllo strategico e di gestione presenti nell’amministrazione, dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati durante il periodo di riferimento e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi;

– viene riconosciuto, per la prima volta, un ruolo attivo dei cittadini ai fini della valutazione della performance organizzativa, mediante la definizione di sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi resi;

– nella misurazione delle performance individuale del personale dirigente, è attribuito un peso prevalente ai risultati della misurazione e valutazione della performance dell’ambito organizzativo di cui hanno essi diretta responsabilità;

– è definito un coordinamento temporale tra l’adozione del Piano della performance e della Relazione e il ciclo di programmazione economico-finanziaria;

– sono introdotti nuovi meccanismi di distribuzione delle risorse destinate a remunerare la performance, affidati al contratto collettivo nazionale, che stabilirà la quota delle risorse destinate a remunerare, rispettivamente, la performance organizzativa e quella individuale e i criteri idonei a garantire che alla significativa differenziazione dei giudizi corrisponda un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici correlati. (…)

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CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo n. 50 del 2016, recante codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo correttivo del Codice degli appalti, adottato a norma dell’articolo 1, comma 8, della legge delega n. 11 del 2016  e in esito alla consultazione pubblica.

L’intervento apporta modifiche e integrazioni al Codice, volte a perfezionarne l’impianto normativo confermandone i pilastri fondamentali. Le modifiche apportate seguono tre direttrici:

1) sono state apportate al codice tutte le modifiche  di coordinamento ai fini di una più agevole lettura;

2) sono state introdotte integrazioni che migliorano l’efficacia e chiariscono la portata di alcuni istituti, sulla base anche di quanto suggerito dal Consiglio di Stato in sede consultiva e dalle associazioni o dagli operatori di settore;

3) sono state apportate limitate modifiche ad alcuni istituti  rilevanti, conseguenti alle criticità evidenziate nella prima fase attuativa del codice.

Tra le modifiche si segnalano:

­appalto integrato: si introduce un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti  preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice e nei casi di urgenza;

­progettazione: si  introduce l’obbligatorietà dell’uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara;

­concessioni 80/20: si chiarisce che il limite dell’80 per cento dei contratti di lavori, servizi e forniture, relativi alle concessioni di importo pari o superiore a 150.000, che i concessionari sono obbligati ad affidare mediante procedura ad evidenza pubblica non riguarda i lavori eseguiti direttamente né quelli relativi alla manutenzione ordinaria;

­subappalto:  si supera la rigidità della disciplina attualmente prevista, anche alla luce della recente giurisprudenza della Corte di giustizia, chiarendo tra l’altro che il limite del 30% è da riferirsi alla categoria prevalente per i lavori e, solo nel caso di servizi e forniture, all’importo complessivo del contratto;

­indicazione terna sub appaltatori: si prevede che stazione appaltante indichi nel quando ritiene necessaria l’indicazione della terna in sede di offerta;

­contraente generale: si prevede  una soglia minima pari a 150 milioni di euro per il ricorso all’istituto del  contraente generale, per evitare che il ricorso all’istituto per soglie minimali  concretizzi una elusione del divieto di appalto integrato;

­varianti: si integra la disciplina della variante per errore progettuale, specificando che essa è consentita solo entro i limiti quantitativi del de minimis;

­semplificazioni procedurali: in caso di nuovo appalto basato su progetti per i quali risultino scaduti i pareri acquisiti, ma non sono intervenute variazioni, vengono confermati i pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dalle amministrazioni.


Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 17 febbraio 2017, ha approvato in esame preliminare, due decreti legislativi di riforma della Pubblica Amministrazione.

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RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi contenenti disposizioni integrative e correttive ai decreti di attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124) e al testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175).

L’intervento correttivo dà seguito e applicazione alla recente sentenza (n. 251 del 2016) con cui la Corte Costituzionale ha censurato il procedimento di attuazione previsto dall’articolo 18 della legge n. 124 del 2015, nella parte in cui stabilisce che i decreti legislativi attuativi siano adottati previa acquisizione del parere reso in Conferenza unificata, anziché previa intesa. Nel sancire comunque la piena efficacia dei decreti legislativi già emanati e in vigore, la sentenza ha raccomandato di sanare il suddetto vizio procedimentale per dare certezza al quadro normativo attraverso lo strumento del correttivo previsto dalla stesa legge delega. Sui decreti dovranno essere acquisiti l’intesa della Conferenza Unificata e i pareri delle competenti Commissioni parlamentari.

Di seguito i provvedimenti nel dettaglio.

1. Licenziamento disciplinare

Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 20 giugno 2016, n.116, recante modifiche all’articolo 55-quater del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di licenziamento disciplinare, a norma dell’articolo 17, comma 1, lettera s), della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Le principali novità sono le seguenti:

  • si prevede un maggior termine per esercitare l’azione di risarcimento per i danni di immagine alla PA provocati dalle condotte fraudolente punite dal licenziamento. La denuncia al Pubblico Ministero e la segnalazione alla competente Procura regionale della Corte dei conti avverrà, ora, entro 20 giorni (non più 15) dall’avvio del procedimento disciplinare in modo da evitare un eccessivo accavallamento dei termini e delle procedure poste a carico delle pubbliche amministrazioni. Lo stesso avverrà per il caso in cui la Procura della Corte dei conti, quando ne ricorrono i presupposti ed entro 150 giorni (non più 120) dalla conclusione della procedura di licenziamento, potrà procedere per danni di immagine della PA nei confronti del dipendente licenziato per assenteismo. La finalità è di garantire maggiore certezza e una più netta separazione tra il procedimento disciplinare a carico del dipendente (che si svolge presso l’Ufficio competente per i procedimenti disciplinari) e il conseguente procedimento per danni di immagine alla PA (che si svolge presso la Procura generale della Corte dei conti);
  • si prevede l’obbligo di comunicazione dei provvedimenti disciplinari all’Ispettorato per la funzione pubblica entro 20 giorni dall’adozione degli stessi: ciò, al fine di consentire il monitoraggio sull’attuazione della riforma, anche per adottare ogni possibile strumento che ne garantisca la piena efficacia.

2. Società a partecipazione pubblica

Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, recante testo unico in materia di società a partecipazione pubblica.

Il decreto prevede, tra le principali novità:

  • che l’attività di autoproduzione di beni e servizi possa essere strumentale agli enti pubblici partecipanti o allo svolgimento delle loro funzioni; che sono ammesse le partecipazioni nelle società aventi per oggetto sociale la produzione di energia da fonti rinnovabili e che le università possono costituire società per la gestione di aziende agricole con funzioni didattiche;
  • che, nel caso di partecipazioni regionali, l’esclusione, totale o parziale, di singole società dall’ambito di applicazione della disciplina può essere disposta con provvedimento motivato del Presidente della Regione, adottato in ragione di precise finalità pubbliche nel rispetto dei principi di trasparenza e pubblicità;
  • viene prevista l’intesa in Conferenza unificata per: il Dpcm di determinazione dei requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia dei componenti degli organi amministrativi e di controllo di società a controllo pubblico; il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze con il quale sono definiti indicatori dimensionali quantitativi e qualitativi, al fine di individuare fino a cinque fasce per la classificazione delle società a controllo pubblico, nel caso di società controllate dalla regione o da enti locali; il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali volto a disciplinare le modalità di trasmissione dell’elenco del personale eccedente;
  • il termine per la ricognizione, in funzione della revisione straordinaria, di tutte le partecipazioni possedute, in scadenza il 23 marzo 2017, è portato al 30 giugno 2017 per dare tempo alle amministrazioni di adeguarsi al decreto;
  • parimenti è prorogato al 30 giugno 2017 il termine entro il quale le società a controllo pubblico effettuano una ricognizione del personale in servizio, per individuare eventuali eccedenze;
  • viene fissato al 31 luglio 2017 il termine per l’adeguamento delle società a controllo pubblico alle disposizioni in tema di governance societaria.

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CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha svolto un’informativa al Consiglio dei ministri in ordine alla predisposizione dello schema di decreto legislativo correttivo del Codice degli appalti, da adottare a norma dell’articolo 1, comma 8, della legge delega n. 11 del 2016.

L’intervento contempla modifiche e integrazioni al Codice, volte a perfezionarne l’impianto normativo confermandone i pilastri fondamentali. Si tratta di un testo aperto, che in base alla legge delega sarà sottoposto alle consultazioni con i principali stakeholder, per essere poi esaminato in via preliminare dal Consiglio dei ministri. Successivamente sarà inviato alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e al Consiglio di Stato e contestualmente alle Commissioni parlamentari competenti per l’acquisizione dei prescritti pareri.

30 giugno Adozione PTPC e PTTI

Il MIUR, a seguito di un quesito posto all’ANAC, ha comunicato, con Nota 27 maggio 2016, Prot. n. 1708, che il termine fissato al 30 maggio per l’adozione di

  • Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC)
  • Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI)

come previsto dalle Linee guida sull’applicazione alle istituzioni scolastiche delle disposizioni di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190 e al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, è prorogato al 30 giugno, anche alla luce dell’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri del 16 maggio 2016, del Decreto Legislativo 25 maggio 2016, n. 97 che modifica ed integra le disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza.

Le Linee guida, rivolte alle istituzioni scolastiche statali, cui è stata riconosciuta autonomia didattica, organizzativa e gestionale ai sensi del DPR 8 marzo 1999, n. 275 e delle modifiche apportate dalla recente legge 107/15, prevedono l’individuazione del

  • Responsabile della prevenzione della corruzione (RPC)
    Tenuto conto dell’articolazione periferica del sistema scolastico e dei rapporti che intercorrono tra le istituzioni scolastiche e l’Amministrazione ministeriale, si ritiene di individuare il RPC nel Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, o per le regioni in cui è previsto, nel coordinatore regionale. Considerato l’ambito territoriale particolarmente esteso, al fine di agevolare il RPC, i dirigenti di ambito territoriale operano quali referenti del RPC.” (Linee guida, 1.1)
    Ciascun RPC cura l’elaborazione della proposta di Piano di prevenzione della corruzione (PTCP) di ambito regionale avvalendosi della collaborazione dei referenti di ambito territoriale e dei dirigenti scolastici del territorio.” (Linee guida, 2)
  • Responsabile della trasparenza (RT)
    L’art. 43 del d.lgs. n. 33/2013, nel delineare i compiti del RT, specifica che il RPC di cui all’art. 1, co. 7, della legge n. 190/2012 svolge, di norma, anche le funzioni di Responsabile della trasparenza. Considerata, tuttavia, la numerosità delle istituzioni scolastiche che insistono su alcuni ambiti territoriali e l’esigenza di garantire la qualità delle informazioni da pubblicare, la correlazione con i bisogni informativi propri di ogni istituzione scolastica, il loro costante aggiornamento, la completezza, la tempestività dei dati, l’Autorità ritiene di individuare il dirigente scolastico quale Responsabile della trasparenza di ogni istituzione scolastica.” (Linee guida, 1.2)
    Ciascun dirigente scolastico, in qualità di Responsabile della trasparenza, sentito il Consiglio di Istituto, adotta il PTTI dell’istituzione scolastica.” (Linee guida, 3)

Il termine per l’attuazione delle misure previste nei PTPC e nei PTTI decorre dal 1° settembre 2016 per agevolare l’adeguamento in tempi brevi alla normativa in materia di prevenzione alla corruzione e coordinare detta attuazione con l’avvio del prossimo anno scolastico, fermo restando che gli obblighi di trasparenza decorrono dalla data di entrata in vigore del d.lgs. n. 33/2013.

A tal fine le istituzioni scolastiche adeguano tempestivamente il proprio sito agli obblighi di trasparenza per l’anno 2016, provvedendo progressivamente all’eventuale adeguamento anche per gli anni precedenti. “Il PTTI è pubblicato esclusivamente nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale di ogni istituzione scolastica.” (Linee guida, 3)

L’attività di vigilanza dell’ANAC, anche al fine dell’esercizio dei poteri sanzionatori, verrà avviata dal 1° settembre 2016, in coerenza con i termini sopra indicati.

Al fine di consentire la piena attuazione delle misure, il primo aggiornamento ordinario del PTPC e del PTTI potrà essere effettuato entro il 31 gennaio 2018.



11 ottobre Registro giornaliero di protocollo

Come stabilito dall’art. 23, c. 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013 (contenente le Regole tecniche in materia di protocollo informatico ai sensi degli articoli 40-bis , 41, 47, 57-bis e 71, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82), a partire dall’11 ottobre 2015 le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a inviare in conservazione il registro giornaliero di protocollo entro la giornata lavorativa successiva.

Istruzioni per la gestione del registro giornaliero di protocollo (AgID)