Archivi categoria: Docenti

Mobilità 2017-2018

Calendario Mobilità

a cura di Dario Cillo


Mobilità

Tipo di personale Termine presentazione domande Termine acquisizione domande Diffusione risultati
Docenti Scuola Infanzia (1)
13 aprile – 6 maggio 22 maggio 19 giugno
Docenti Scuola Primaria (1)
13 aprile – 6 maggio 22 maggio 9 giugno
Docenti Scuola Secondaria I grado (2)
13 aprile – 6 maggio 15 giugno 4 luglio
Docenti Scuola Secondaria II grado (2)
13 aprile – 6 maggio 3 luglio 20 luglio
Docenti Discipline spec. Licei Musicali
13 aprile – 6 maggio 18 maggio 7 giugno

12 giugno

Personale Educativo (3)
13 aprile – 6 maggio 1 giugno 30 giugno
Personale ATA (4) 8 – 24 maggio 3 luglio 24 luglio
Personale IRC (5) 13 aprile – 16 maggio 18 giugno 30 giugno

(1) Il dirigente scolastico competente provvede, entro i 15 giorni successivi al termine fissato dall’O.M. per la presentazione delle domande di mobilità, alla formazione e pubblicazione all’albo dell’istituzione scolastica delle graduatorie comprendenti sia agli insegnanti titolari su scuola, sia i docenti titolari di incarico triennale. (art. 19, c. 4, CCNI)

(2) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e affiggono all’Albo le graduatorie per l’individuazione dei soprannumerari comprendenti sia i docenti titolari su scuola sia i docenti con incarico triennale. (art. 21, c. 3, CCNI)

(3) Il dirigente scolastico competente, provvede – entro 10 giorni dalla data di pubblicazione della tabella organica – alla formazione e pubblicazione all’albo della direzione delle graduatorie relative al personale educativo interessato al fenomeno delle soppressioni. (art. 31, c. 4, CCNI)

(4) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e affiggono all’albo le graduatorie per l’individuazione dei perdenti posto.  (art. 45, c. 5, CCNI)

(5) Gli insegnanti di religione cattolica che si vengano a trovare in posizione di soprannumero rispetto alle dotazioni organiche di ogni singola diocesi sono individuati sulla base della graduatoria articolata per ambiti territoriali diocesani, predisposta dall’Ufficio scolastico regionale competente. (art. 27, c. 7, CCNI)


Utilizzazioni e Assegnazioni provvisorie

Tipo di personale Termine presentazione domande
Personale Docente
Scuola Infanzia e Primaria
Personale Docente
Scuola Secondaria I e II Grado
Personale Educativo
Personale IRC
Personale ATA

NB: Sono indicate in rosso le date che hanno subito variazioni


 

Italian Teacher Prize

Annamaria Berenzi, docente di matematica in una sezione ospedaliera di Brescia, ha vinto l’edizione italiana del Premio Nazionale Insegnanti.



Premio Nazionale Insegnanti,
annunciati i cinque vincitori
Una docente di matematica in cima al podio

Annamaria Berenzi, docente di matematica in una sezione ospedaliera di Brescia, Daniela Ferrarello, insegnante di matematica in una sezione carceraria di Catania, Consolata Maria Franco, docente di italiano nel carcere minorile di Nisida, Dario Gasparo, insegnante di scienze in un istituto comprensivo di Trieste e Antonio Silvagni, docente di latino e materie letterarie in un istituto superiore di Arzignano (VI). Sono i cinque vincitori della prima edizione del Premio Nazionale Insegnanti – Italian Teacher Prize, gemellato con il Global Teacher Prize. In cima al podio Annamaria Berenzi.

Alla prima finalista andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato direttamente alle scuole delle e dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dalle e dai premiati.

I nomi delle vincitrici e dei vincitori, annunciati oggi dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, sono il frutto di una selezione effettuata fra oltre 11.000 profili arrivati al Ministero. I docenti potevano candidarsi o essere candidati da colleghe e colleghi, studentesse e studenti o dalle famiglie. Una giuria interna al Miur ha operato una prima fase di selezione, arrivando ad una rosa di 50 finalisti. Fra questi, una Giuria Nazionale composta dalla Presidente della Rai Monica Maggioni, dallo scrittore e docente Eraldo Affinati e dal professor Nando Dalla Chiesa, ha individuato prima i 10 finalisti e poi i 5 vincitori.

“Oggi arriviamo alla fine di un percorso iniziato un anno fa. Questo premio – ha spiegato la Ministra Fedeli – è nato con lo scopo di valorizzare il ruolo delle e degli insegnanti nella società, portando all’attenzione di tutti le esperienze di quelle e quei docenti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare le proprie studentesse e i propri studenti e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità scolastica di appartenenza. Attraverso le storie di queste e questi docenti vogliamo raccontare quanto sia fondamentale la scuola per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Oggi diamo un riconoscimento a insegnanti che hanno saputo fare scuola oltre la scuola, aprendo alle studentesse e agli studenti mondi e orizzonti non tradizionali. Come previsto dal bando dobbiamo decretare delle vincitrici e dei vincitori, ma oggi a vincere non sono solo cinque insegnanti. Vince la scuola e vincono tutte e tutti coloro che accompagnano ogni giorno, con passione e dedizione, le nostre ragazze e i nostri ragazzi verso il loro futuro. Insegnare significa imprimere un segno. Il ruolo delle e dei docenti è essenziale per lo sviluppo di un Paese, non dobbiamo mai dimenticarlo”.

I cinque premiati

Tre donne e due uomini. In prevalenza docenti di materie scientifiche. Questo  il profilo delle finaliste e dei finalisti del Premio Nazionale Insegnanti.

La prima classificata, Annamaria Berenzi, insegna in una sezione ospedaliera a Brescia. “Mi ritengo una privilegiata”, spiega la docente. “Solo quando durante una lezione in una stanza di degenza lo studente non si accorge di quanto tempo è passato, riesce ad allontanarsi dal sé malato, si sente ‘bene’”, aggiunge, “solo allora un docente può sentirsi soddisfatto”.

Daniela Ferrarello insegna matematica nella sede carceraria dell’Istituto alberghiero Karol Wojtyla di Catania. Ma è impegnata anche nella ricerca sulla didattica della matematica. Dice di sé: “Pur dedicandomi alla ricerca, non ho mai lasciato la scuola perché sento di essere una privilegiata: ho le radici e le ali. Con le ali da ricercatrice sono sempre entusiasta di portare in classe le nuove frontiere della ricerca in didattica; con le radici da insegnante so quali sono le problematiche delle scuole e degli studenti e rivolgo la mia ricerca nei settori che vedo carenti”.

Consolata Maria Franco insegna nell’Istituto penale minorile di Nisida, a Napoli, dove ha sperimentato percorsi linguistici e di educazione alla legalità innovativi. “A Nisida ho imparato ad insegnare sperimentando sulla mia pelle tutte le difficoltà di avviare curiosità e interessi culturali nei ragazzi dalle pesanti esperienze di vita, che dalla scuola si sono, o sono stati, allontanati”, spiega.

Dario Gasparo, docente di Scienze presso l’Istituto comprensivo Valmaura di Trieste, ha realizzato e documentato sperimentazioni di insegnamento della matematica mediante l’uso del corpo. Di sé dice: “Ricordo quando mia madre, fondamentale figura per me e i miei quattro fratelli, vedendo la mia insofferenza adolescenziale per le ingiustizie, mi disse: ‘Dario, se vuoi cambiare le cose devi diventare o giudice o insegnante’”.

Un glaucoma agli occhi non è riuscito a fermare la passione di Antonio Silvagni, docente di latino e materie letterarie all’Istituto di istruzione superiore Leonardo Da Vinci di Arzignano. “Nonostante le oggettive difficoltà fisiche dovute alla cecità- racconta – intraprendo azioni didattiche innovative senza che queste siano e vengano percepite come compensative di una situazione svantaggiata”.

I docenti vincitori parteciperanno a Dubai al GESF, il Global Education & Skills Forum, insieme ad una delegazione di insegnanti, studentesse e studenti che rappresenteranno l’eccellenza della scuola italiana. Quest’anno il Forum è dedicato alla cittadinanza globale e l’Italia è Paese partner.

In fondo alla ‘corsa’ del Premio Nazionale Insegnanti sono arrivati in 10. Oltre ai 5 vincitori, fra i finalisti c’erano Riccardo Canesi,docente dell’Istituto superiore Zaccagna di Carrara; Lorella Carimali, insegnate del Liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano; Gianluca Farusi dell’Istituto tecnico Galilei di Avenza; Marco Ferrari del Liceo Malpighi di Bologna e  Maria Lina Saba dell’Istituto tecnico Fermi di Pontedera.


Cinque donne e cinque uomini,
ecco i finalisti del Premio Nazionale Insegnanti
Dalla docente di sezione ospedaliera all’innovatore: on line i 10 profili

La prossima settimana la proclamazione dei vincitori

C’è chi insegna in una sezione carceraria, chi in una scuola ospedaliera. C’è il docente che fin dai banchi della primaria aveva capito che la passione per la chimica lo avrebbe portato dietro la cattedra. E c’è l’insegnante pioniera dell’Alternanza. Sono on line i dieci nomi e i profili delle finaliste e dei finalisti del Premio Nazionale Insegnanti, gemellato con il Global Teacher Prize di Dubai.

Si tratta di Annamaria Berenzi dell’Istituto tecnico Castelli di Brescia, Riccardo Canesi dell’Istituto superiore Zaccagna di Carrara, Lorella Carimali del Liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano, Gianluca Farusi dell’Istituto tecnico Galilei di Avenza, Daniela Ferrarello dell’Istituto professionale Karol Wojtyla di Catania, Marco Ferrari del Liceo Malpighi di Bologna, Consolata Maria Franco, docente presso l’Istituto penale minorile di Nisida, Dario Gasparo dell’Istituto comprensivo Valmaura di Trieste,  Maria Lina Saba dell’Istituto tecnico Fermi di Pontedera e Antonio Silvagni dell’Istituto superiore Leonardo Da Vinci di Arzignano.

Sono cinque donne e cinque uomini, prevalentemente insegnanti di area scientifica. Le loro schede complete sono disponibili qui: http://www.italianteacherprize.it/site/it/home-page/

I nomi delle finaliste e dei finalisti sono il frutto di una selezione effettuata fra oltre 11.000 profili arrivati al Ministero. La prossima settimana la Ministra Valeria Fedeli proclamerà i 5 vincitori. Scopo dell’iniziativa è valorizzare il ruolo delle insegnanti e degli insegnanti nella società, portando all’attenzione di tutte le cittadine e di tutti i cittadini le esperienze di quei docenti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare le proprie studentesse e i propri studenti, favorendone la crescita come cittadini attivi, e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità scolastica di appartenenza.
Al primo finalista andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati. Promuovere la formazione digitale dei colleghi, fare innovazione didattica, acquistare pc per i ragazzi della sezione carceraria sono alcuni dei progetti che le finaliste e i finalisti realizzerebbero in caso di vittoria.

Per approfondimenti: http://www.italianteacherprize.it/site/it/about/


Premio Nazionale Insegnanti: ecco i nomi dei 50 finalisti. In maggioranza donne, il più giovane ha 28 anni

(Roma, 5 dicembre 2016)  Sono 26 donne e 24 uomini i 50 finalisti dell’Italian Teacher Prize, il Premio Nazionale degli Insegnanti lanciato lo scorso 29 maggio dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, sulla scia del Global Teacher Prize. Il più giovane finalista ha 28 anni, il più anziano 66. Le regioni più rappresentate sono la Lombardia, il Lazio e la Toscana con 6 docenti ciascuna, seguono l’Emilia Romagna e la Puglia con 4 insegnanti rispettivamente.

I docenti avevano tempo fino al 18 ottobre per candidarsi o essere candidati. Complessivamente sono stati 11.000 gli insegnanti che hanno partecipato alla selezione, il 67% donne, il 53% docenti in istituti secondari di II grado, principalmente di età compresa tra i 50 e i 59 anni. Rispetto al totale, 7.426 sono stati proposti dai propri alunni, dalle famiglie o da persone che fanno parte della loro comunità scolastica, i rimanenti 3.372 si sono autocandidati. Selezionati i 50 finalisti, a partire dal 15 dicembre una Giuria Nazionale, composta da personalità del mondo della scuola e non, valuterà i profili per decretare i 5 vincitori. Il primo classificato riceverà un premio di 50mila euro. Agli altri 4 saranno corrisposti 30mila euro ciascuno. I premi verranno assegnati alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione delle attività e dei progetti promossi e coordinati dai premiati.

L’obiettivo del premio è valorizzare il ruolo del docente nella nostra società, individuando le esperienze di eccellenza di coloro che siano riusciti ad ispirare i propri studenti favorendone la crescita come cittadini attivi e, in generale, che abbiano prodotto un cambiamento positivo nella comunità di appartenenza. Il Premio Italiano, così come quello globale, punta infatti a sottolineare l’importanza della professione di docente, nella profonda convinzione che gli insegnanti di tutto il mondo meritino di essere riconosciuti e celebrati.

http://www.italianteacherprize.it/site/it/finalisti/


Premio Nazionale Insegnanti, 11.000 i candidati
Il 67% è una donna, il 53% insegna alle superiori

(Roma, 03 Novembre 2016) Donna, docente di scuola superiore, spesso impegnata ad operare in aree a rischio o ad insegnare ad alunni diversamente abili. Questo il profilo ‘tipo’ del candidato al Premio Nazionale Insegnanti lanciato lo scorso 29 maggio dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, gemellato con il Global Teacher Prize, meglio conosciuto come il Nobel dei docenti.
Scopo dell’iniziativa è valorizzare il ruolo degli insegnanti nella società, portando all’attenzione di tutti le esperienze di quei docenti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare i propri studenti, favorendone la crescita come cittadini attivi, e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità scolastica di appartenenza. “Dal Premio emergeranno storie di ordinario impegno quotidiano e straordinaria potenza educativa. Storie capaci di lasciare un segno e trasmettere valore – sottolinea il Ministro Stefania Giannini -. Gli insegnanti appassionati, bravi e carismatici non esistono soltanto nei film e con questa iniziativa abbiamo voluto promuovere un vero e proprio racconto della realtà. È un primo successo che due candidature su tre dei docenti siano arrivate da famiglie, studenti, dirigenti e colleghi: la scuola è la prima comunità creativa di ogni società”.
Quasi 11.000 i profili arrivati al Ministero. Era possibile candidarsi o essere candidati: 7.426 docenti sono stati proposti dai propri alunni, dalle famiglie o da persone che fanno parte della loro comunità scolastica, i rimanenti 3.372 si sono autocandidati. Nella maggior parte dei casi (67%) si tratta di donne. È la Campania la regione con il maggior numero di candidature (12,3%), seguita dalla Lombardia (12,1%), dal Lazio (11,8%) e dalla Puglia (10,4%). Il 43% dei candidati lavora in aree a rischio, il 35% insegna ad alunni con disabilità, il 32% opera in scuole di aree socio-economiche disagiate e il 20% in scuole di aree interne. La fascia d’età 50-59 è quella più rappresentata (38%), seguita immediatamente da quella 40-49 (37%). Oltre la metà dei candidati (53%) insegna in scuole secondarie di II grado, il 24% nell’infanzia e nella primaria e il 23% in scuole secondarie di I grado. Una commissione tecnica del Ministero vaglierà le candidature individuando i primi 50 docenti che dovranno produrre un elaborato. I vincitori saranno decretati nel mese di dicembre.
Una giuria composta dalla Presidente della Rai Monica Maggioni, dallo scrittore e insegnante Eraldo Affinati, dallo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio, dal professore e Presidente onorario di ‘Libera’ Nando Dalla Chiesa, e dall’attrice Cristiana Capotondi, individuerà i 5 finalisti. Al primo finalista andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati.


File 01-07-16, 04 53 48Sino al 18 ottobre aperte le candidature per l’italianteacherprize


Italian Teacher Prize, le candidature entro il 18 ottobre

C’è tempo fino al 18 ottobre 2016 per essere candidati o per candidarsi al Premio Nazionale Insegnanti, l’Italian Teacher Prize. Il premio vuole valorizzare il ruolo strategico che i docenti rivestono nella vita dei giovani, cittadini del futuro, vuole essere un riconoscimento per quei docenti che si sono particolarmente distinti nel trasmettere il sapere e la passione per lo studio agli studenti in maniera innovativa, a dispetto delle difficoltà e della scarsità di mezzi. L’Italian Teacher Prize è stato lanciato a fine giugno dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ed è gemellato con il Global Teacher Prize, noto come il Nobel dei Docenti.

Il premio è destinato ai docenti e ai dirigenti attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado. La candidatura può essere fatta esclusivamente on line attraverso il sito www.italianteacherprize.it (indicando nome e cognome, scuola di appartenenza e una breve motivazione).

Al docente che sarà classificato come primo sarà assegnato un premio di 50.000 euro, gli altri quattro classificati riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati.

Particolare attenzione sarà dedicata dalla giuria alle realtà più significative del nostro territorio. Per questa ragione la Giuria potrà valutare l’opportunità di istituire premi o menzioni speciali a favore dei docenti che in questi giorni sono impegnati nelle attività di ripresa dell’anno scolastico nelle istituzioni scolastiche colpite dal sisma del 24 agosto scorso.


Premio Nazionale Insegnanti
Giannini: “Da oggi le candidature su www.italianteacherprize.it. Segnalate i docenti che hanno lasciato un segno nella vostra vita scolastica”

Al via da oggi le candidature per la prima edizione del Premio Nazionale Insegnanti, voluto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministro Stefania Giannini per valorizzare il ruolo dei docenti nella società. Il Premio nasce in collaborazione con il Global Teacher Prize, più noto come Nobel degli insegnanti.

“Attraverso il Premio saranno raccolte e raccontate le storie e le esperienze di quegli insegnanti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare i loro studenti. Docenti che hanno prodotto cambiamenti significativi all’interno della loro comunità scolastica”, dichiara il Ministro Stefania Giannini.

“Tutti abbiamo avuto un insegnante del cuore. Se c’è o c’è stato un docente che ha lasciato il segno nella vostra vita scolastica o in quella dei vostri figli, se avete un collega che secondo voi merita di essere valorizzato, inviateci il suo nome, raccontateci la sua storia – continua il Ministro -. Vogliamo che questa diventi l’occasione per un grande racconto su come i nostri insegnanti incidono positivamente ogni giorno sulla vita delle nuove generazioni, accompagnandole per mano verso un futuro da cittadini attivi e consapevoli”.

La sezione per le candidature è da oggi disponibile sul sito www.italianteacherprize.it. L’apertura delle procedure sarà rilanciata questo pomeriggio anche nel corso del Festival “Conoscenza in Festa” a Udine. Durante le giornate della manifestazione, in occasione del lancio del Premio Nazionale Insegnanti, sono previste lezioni aperte di docenti che utilizzano metodologie didattiche innovative (il programma: http://www.conoscenzainfesta.eu/2016-sezioni/2016-itp).

Il premio è destinato a docenti attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado. I tempi di svolgimento saranno coordinati con quelli del Premio internazionale. Da oggi è possibile candidarsi ed essere candidati attraverso il sito www.italianteacherprize.it. La procedura rimarrà aperta fino all’1 ottobre 2016.

Chi vorrà candidare un insegnante dovrà indicarne nome, cognome, istituzione scolastica di appartenenza e allegare una breve motivazione. A quel punto il docente sarà informato via e-mail della candidatura e gli verrà chiesta conferma dell’interesse a partecipare al Premio. Gli insegnanti che aderiranno, a seguito di candidatura da parte di terzi o autocandidatura, dovranno compilare una scheda con dati relativi, fra l’altro, alla loro attività educativa, al contesto in cui operano, ai modelli didattici utilizzati, agli eventuali progetti di internazionalizzazione o inclusione messi in atto, alla partecipazione a convegni o eventi sull’istruzione, alle modalità di utilizzo del premio finale.

La scheda di adesione è composta da una serie di domande a risposta chiusa (sì/no) e da alcune domande a risposta aperta. Una prima scrematura dei profili avverrà sulla base di questi dati e porterà ad una lista di 50 finalisti, a cui sarà chiesto di fornire ulteriori informazioni per comprendere più a fondo l’attività che svolgono nella loro scuola. Una Giuria Nazionale, composta da personalità di spicco provenienti da mondi rappresentativi della società italiana, provvederà a indicare i 5 vincitori. La Giuria sarà individuata dal Ministro Giannini.

Al primo degli insegnanti scelti fra i finalisti andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati. Il vincitore del Premio Nazionale Insegnanti sarà valutato dal comitato del Global Teacher Prize al fine del possibile inserimento fra i 50 finalisti mondiali. Tutti i docenti italiani potranno comunque partecipare direttamente all’Edizione Mondiale anche se non hanno aderito al Premio Nazionale.


ITALIAN TEACHER PRIZE
PREMIO NAZIONALE INSEGNANTI

IL MINISTRO GIANNINI PRESENTA LA PRIMA EDIZIONE ITALIANA
LICEO CLASSICO STATALE “ENNIO QUIRINO VISCONTI”
PIAZZA DEL COLLEGIO ROMANO, 4 – ROMA
29 MAGGIO 2016 ORE 18.30

Domenica 29 maggio, alle 18.30, presso il Liceo Classico Statale “Ennio Quirino Visconti” di Roma, in piazza del Collegio Romano 4, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, presenterà la prima edizione del Premio Nazionale Insegnanti, organizzato in collaborazione con il Global Teacher Prize (www.globalteacherprize.org).
Interverranno il direttore della Varkey Foundation, Vikas Pota; la vincitrice dell’Edizione 2016 del Global Teacher Prize, l’insegnante palestinese Hanan Al Hroub; le finaliste italiane, rispettivamente, delle Edizioni 2015 e 2016 del Global Teacher Prize, Daniela Boscolo e Barbara Riccardi.


Lanciato a Roma il ‘Premio Nazionale Insegnanti’
Candidature on line dall’1 luglio su www.italianteacherprize.it

Il Ministro Stefania Giannini:
“Racconteremo al Paese le storie di chi sta ispirando i nostri ragazzi”
Sunny Varkey: “Questo premio aiuterà a rilanciare la centralità dei docenti”
Hanan Al Hrub: “Gli insegnanti italiani fanno la differenza nella vita di tanti giovani”

Si apriranno ufficialmente venerdì 1 luglio 2016 le candidature alla prima edizione italiana del Premio Nazionale Insegnanti, gemellato con il Global Teacher Prize, meglio conosciuto come il Nobel dei docenti. Obiettivo del Premio italiano, valorizzare il ruolo degli insegnanti nella società, portando all’attenzione di tutti le esperienze di quei docenti che sono riusciti ad ispirare in modo particolare i propri studenti, favorendone la crescita come cittadini attivi, e che hanno prodotto un cambiamento rilevante nella comunità scolastica di appartenenza.

L’iniziativa è stata lanciata oggi a Roma, al Liceo Visconti, alla presenza del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini, dell’ideatore del Global Teacher Prize Sunny Varkey, del direttore della Varkey Foundation Vikas Pota, della vincitrice dell’Edizione 2016 del Global Teacher Prize, l’insegnante palestinese Hanan Al Hroub, e delle finaliste italiane delle Edizioni 2015 e 2016  del Global Teacher Prize, Daniela Boscolo e Barbara Riccardi. 

“Il Global Teacher Prize – ha affermato il Ministro Stefania Giannini – ha il merito di valorizzare il ruolo strategico che i docenti rivestono nella vita dei nostri figli. Raccontando le storie di insegnanti speciali, il Premio internazionale porta all’attenzione di un vasto pubblico la possibilità e la capacità che i docenti hanno di incidere sul percorso dei nostri giovani, cittadini del futuro. È per noi un onore lanciare la prima Edizione italiana del Premio alla presenza di Hanan Al Hroub che, nel difficile contesto di un campo profughi, educa i suoi alunni, attraverso il gioco, al rispetto degli altri, alla capacità di ascolto. Anche nel nostro Paese possiamo contare su molte ‘Hanan’, su tanti insegnanti che riescono a fare la differenza nelle loro comunità scolastiche come punti di riferimento per colleghi, famiglie, studenti. Con il Premio Nazionale vogliamo conoscere le loro storie, raccoglierle e raccontarle al Paese”.

“Quando abbiamo lanciato il Global Teacher Prize non avevamo come obiettivo quello di trovare il miglior insegnante al mondo, ma volevamo creare un movimento che portasse alla luce le migliaia di storie di eroi che hanno trasformato le vite di tanti giovani. Volevamo mettere sotto i riflettori il lavoro incredibile che gli insegnanti fanno in tutto il mondo ogni giorno”, ha sottolineato Sunny Varkey. “Sono felice – ha proseguito – che l’Italia, ispirata dal Global Teacher Prize, abbia ora deciso di lanciare un proprio Premio Nazionale”.

“Gli insegnanti italiani incidono positivamente sulla vita di tanti giovani – ha dichiarato Hanan Al Hroub -. Sono loro, i docenti, ad indicare la strada ai loro studenti, a fare da guida. Sto parlando di persone come Barbara Riccardi, Daniela Boscolo e Daniele Manni. Il loro entusiasmo per ciò che insegnano e la loro gioia per il fatto di essere dei docenti sono contagiosi. Sono certa che ci sono tanti altri come loro in Italia che possono essere valorizzati. Per questo invito i genitori e i ragazzi italiani ad individuare modelli postivi e candidare questi docenti al Premio Nazionale”.
“La prima sensazione che ho provato nello scoprire di essere stata nominata tra i candidati del Global Teacher Prize è stata di incredulità – ha raccontato la docente Daniela Boscolo, finalista dell’Edizione 2015 – . Quando mi è arrivata l’e-mail che mi informava della nomina e mi invitava a compilare il format per concorrere al Premio, l’ho cancellata pensando ad una truffa. Alla seconda e-mail ho prestato più attenzione e mi sono chiesta: è possibile che qualcuno abbia così a cuore gli insegnanti da organizzare un concorso con un premio così considerevole? Ebbene, era proprio così e la sensazione dominante è stata quella della gratitudine per l’attenzione verso la nostra professione. Un’attenzione che raramente ci viene dedicata. Esorto quindi i genitori, i colleghi, i dirigenti e chiunque conosca un docente ‘speciale’ ad approfittare dell’occasione del Premio Nazionale Insegnanti per nominare il suo ‘docente del cuore’”.

“Il Premio Nazionale Insegnanti può diventare una straordinaria occasione per mettere in luce le cose che funzionano all’interno delle scuole – ha aggiunto la docente Barbara Riccardi, finalista dell’edizione 2016 del Global Teacher Prize -. Ogni giorno tutti coloro che lavorano nell’istruzione fanno rete per contribuire con le loro abilità e competenze a raggiungere i migliori risultati nell’interesse dei nostri ragazzi. Il Premio è un modo per valorizzare la professione docente non solo all’interno della scuola, ma nella società, poiché la scuola contribuisce, con valori e buone pratiche, alla formazione dei cittadini di domani”.

Il premio, tempi e modalità di partecipazione

Il premio è destinato a docenti attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado. I tempi di svolgimento saranno coordinati con quelli del Premio Internazionale. Dal prossimo 1 luglio sarà possibile candidarsi ed essere candidati esclusivamente on line attraverso il sito www.italianteacherprize.it. La procedura rimarrà aperta fino all’1 ottobre 2016.

Chi vorrà candidare un insegnante dovrà indicarne nome, cognome, istituzione scolastica di appartenenza e allegare una breve motivazione. A quel punto il docente sarà informato via e-mail della candidatura e gli verrà chiesta conferma dell’interesse a partecipare al Premio. Gli insegnanti che aderiranno, a seguito di candidatura da parte di terzi o autocandidatura, dovranno compilare una scheda con dati relativi, fra l’altro, alla loro attività educativa (anni di insegnamento, tipologia di scuola), al contesto in cui operano (ad esempio aree a rischio o aree interne), ai modelli didattici utilizzati, agli eventuali progetti di internazionalizzazione o inclusione messi in atto, alle eventuali attività di volontariato effettuate, alla partecipazione a convegni o eventi sull’istruzione, alle pubblicazioni legate alla propria professione, alle modalità di utilizzo del premio finale. La scheda di adesione è composta da una serie di domande a risposta chiusa (sì/no) e da alcune domande a risposta aperta. Una prima scrematura dei profili avverrà sulla base di questi dati e porterà ad una lista di 50 finalisti, a cui sarà chiesto di fornire ulteriori informazioni per comprendere più a fondo l’attività che svolgono nella loro scuola. Una Giuria Nazionale, composta da personalità di spicco provenienti da mondi rappresentativi della società italiana, provvederà a individuare i 5 finalisti. Al primo di loro andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole dei docenti vincitori per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati. Il vincitore del Premio Nazionale Insegnanti sarà valutato dal comitato del Global Teacher Prize al fine del possibile inserimento fra i primi 50 finalisti mondiali. Tutti i docenti italiani potranno comunque partecipare direttamente all’Edizione Mondiale anche se non hanno aderito al Premio Nazionale.

Piano nazionale di formazione degli insegnanti

file-02-10-16-13-09-38Lunedì 3 ottobre alle ore 11, presso la Sala della Comunicazione del Miur, in viale Trastevere 76/a, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini presenta il Piano nazionale di formazione degli insegnanti.

Intervengono Andreas Schleicher, Direttore del Directorate of Education dell’Ocse, Jordan Naidoo, Direttore della Divisione Education 2030 Support and Coordination dell’Unesco, Oon Seng Tan, Direttore dell’Institute of Education di Singapore.


Giannini: “Al via Piano da 325 milioni per la formazione dei docenti.

Valorizzare la crescita professionale degli insegnanti è uno  dei pilastri per il miglioramento del sistema”

Dalle lingue, al digitale, alla scuola inclusiva, nove priorità nazionali e percorsi di qualità

Più risorse rispetto al passato, una maggiore qualità dei percorsi formativi, nove priorità nazionali di formazione individuate dal Ministero da declinare all’interno di percorsi personalizzati per ciascun docente. Sono le principali novità del Piano nazionale per la formazione degli insegnanti presentato oggi dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini alla presenza di tre ospiti internazionali: Andreas Schleicher, Direttore del Directorate of Education dell’Ocse, Jordan Naidoo, Direttore della Divisione Education 2030 Support and Coordination dell’Unesco, e Oon Seng Tan, Direttore del National Institute of Education di Singapore. Al centro della mattinata, il dibattito sull’importanza della crescita professionale dei docenti come pilastro del miglioramento dei sistemi educativi.

Il Piano lanciato oggi prevede un investimento di 325 milioni di euro per la formazione in servizio degli insegnanti, che diventa obbligatoria e permanente come previsto dalla legge Buona Scuola. A queste risorse si aggiungono gli 1,1 miliardi della Carta del docente, per un totale di 1,4 miliardi stanziati nel periodo 2016/2019 per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale del corpo insegnante. Saranno coinvolti nel Piano di formazione tutti i docenti di ruolo, per un totale di circa 750.000, e sono previste azioni formative per tutto il personale scolastico. Nove le priorità tematiche: dal digitale, alle lingue, dall’alternanza scuola lavoro all’inclusione, alla prevenzione del disagio giovanile, all’autonomia didattica. La qualità dei percorsi sarà assicurata attraverso nuove procedure di accreditamento a livello nazionale dei soggetti erogatori che consentiranno anche di monitorare gli standard offerti. Sarà fatto un investimento specifico sulla ricerca in questo campo per favorire il finanziamento, la raccolta e diffusione delle migliori startup formative. Le migliori pratiche formative, grazie alla collaborazione con INDIRE (Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa), saranno inoltre raccolte in una biblioteca delle innovazioni. Ogni docente avrà un proprio Piano di formazione individuale che entrerà a far parte di un portfolio digitale contenente la storia formativa e professionale dell’insegnante. I bisogni di formazione individuale confluiranno nel Piano di ciascuna scuola: la formazione diventa infatti uno dei cardini del miglioramento dell’offerta formativa. Fra i pilastri del Piano, la formazione sulle lingue, che coinvolgerà 130.000 insegnanti prevedendo l’innalzamento del livello di competenza linguistica e percorsi sulla metodologia CLIL.

“Il Piano che presentiamo oggi ci allinea ai migliori standard internazionali. Si tratta di un Piano organico, immediatamente attuabile, che mette al centro lo sviluppo della professionalità dei nostri insegnanti”, ha dichiarato il Ministro Stefania Giannini. “Con la Buona Scuola investiamo finalmente nel nostro capitale umano. Fino ad oggi i docenti sono stati destinatari di azioni di formazione frammentate, senza un framework di lavoro e priorità nazionali di riferimento. Alla formazione venivano destinate risorse limitate. L’inversione di tendenza è netta: nel triennio 2013-2016 sono stati investiti su questo capitolo appena 18,5 milioni. Oggi ne investiamo 325, solo per i percorsi di formazione. Un sistema educativo di qualità non può prescindere dallo sviluppo professionale dei propri docenti – ha proseguito il Ministro -. Si tratta di un obiettivo strategico essenziale. Siamo davanti ad un cambio di paradigma culturale: da oggi ciascun docente sarà inserito in un percorso di miglioramento lungo tutto l’arco delle sua vita professionale. Abbiamo immaginato la formazione in servizio come un ambiente di apprendimento permanente, un sistema di opportunità di crescita costante per l’intera comunità scolastica”.

“Il lancio di questo Piano rappresenta per l’Italia un traguardo importante nelle politiche di miglioramento del sistema scolastico. L’approccio più sistematico sulla formazione è di buon auspicio per lo sviluppo della professione docente. Il Piano farà crescere la qualità dell’insegnamento e avrà ricadute positive su scuole e studenti”, ha sottolineato Oon Seng Tan, Direttore dell’Institute of Education di Singapore.
“La qualità dell’istruzione non può mai prescindere da quella dei docenti. Proprio per questo le aspettative nei confronti degli insegnanti sono molto alte. Ci aspettiamo che abbiano una profonda conoscenza di ciò che insegnano, che siano appassionati, che sappiano coinvolgere gli studenti, che sappiano rispondere ai loro differenti bisogni, che promuovano l’inclusione e la coesione sociale, che lavorino in team e siano collaborativi con le altre scuole e con le famiglie. Ma per raggiungere questi obiettivi, il sistema di istruzione deve porre la massima attenzione a come i docenti vengono reclutati, alla loro formazione iniziale, alla formazione in servizio, a come premiare i migliori, ma anche sostenere quelli che stanno cercando di migliorare”, ha aggiunto Andreas Schleicher.
Presente anche l’Unesco, nella persona di Jordan Naidoo, Direttore della Education 2030 Support and Coordination Division. “Questo Piano rappresenta un passo avanti fondamentale per il sistema educativo italiano e per gli obiettivi che, globalmente, l’UNESCO conduce per il rafforzamento della professione docente nel mondo”, ha spiegato Naidoo. “Un miglior allineamento tra il sistema educativo italiano e standard internazionali non potrà che portare a una collaborazione più forte tra Governo Italiano e Unesco”.

Il Piano, ecco cosa cambia

La formazione (comma 124 della legge Buona Scuola) diventa “obbligatoria, permanente e strutturale”. Tutti i 750.000 docenti di ruolo saranno coinvolti.

Il Piano definisce con chiarezza gli obiettivi per il prossimo triennio. Per la prima volta sono previste 9 priorità tematiche nazionali per la formazione:

  • Lingue straniere;
  • Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;
  • Scuola e lavoro;
  • Autonomia didattica e organizzativa;
  • Valutazione e miglioramento;
  • Didattica per competenze e innovazione metodologica;
  • Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;
  • Inclusione e disabilità;
  • Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile.

Il Miur assume la regia nazionale della formazione: stabilisce le priorità, ripartisce le risorse, monitora i risultati delle attività, sviluppa accordi nazionali con partner della formazione. Le scuole, sulla base delle esigenze formative espresse dai singoli docenti attraverso i Piani individuali di formazione, progetteranno e organizzeranno, anche in reti di scuole, la formazione del personale. Ogni docente avrà un portfolio digitale che raccoglierà esperienze professionali, qualifiche, certificazioni, attività di ricerca e pubblicazioni, storia formativa. Le attività formative saranno incardinate nel Piano dell’Offerta e saranno perciò coerenti con il progetto didattico di ciascun istituto. La formazione potrà svolgersi in modo diversificato: con lezioni in presenza o a distanza, attraverso una documentata sperimentazione didattica, attraverso la progettazione.

Saranno finanziate le migliori ‘startup della formazione’: il Miur promuoverà la ricerca, la sperimentazione, incentivandole a lavorare insieme a strutture scientifiche e professionali per la costruzione di percorsi innovativi di formazione. In collaborazione con INDIRE sarà realizzata una Biblioteca digitale scientificamente documentata delle migliori attività didattiche e formative.


Immissioni in Ruolo A.S. 2016-2017

Il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini  con il Decreto Ministeriale 7 settembre 2016, n. 669 dà il via libera alle immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2016/2017.

I posti disponibili, dopo le operazioni di mobilità, sono 29.720. Nel dettaglio, 22.499 posti comuni e 7.221 posti per il sostegno.
“In due anni il governo ha immesso in ruolo quasi 120.000 insegnanti fra piano straordinario di assunzioni e le immissioni che si chiuderanno nei prossimi giorni”, sottolinea il Ministro Giannini. “Si tratta di un risultato storico per la scuola che dà maggiore stabilità all’organico e quindi più continuità didattica”.

I posti disponibili sono così suddivisi per gradi:

  • Infanzia: 3.632 posti comuni e 787 di sostegno;
  • Primaria: 3.859 posti comuni e 4.043 di sostegno;
  • Secondaria di I grado: 7.570 posti comuni e 1.845 di sostegno;
  • Secondaria di II grado: 7.438 posti comuni e 546 di sostegno.

Mobilità 2016-2017

Calendario Mobilità

a cura di Dario Cillo


Mobilità

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Tipo di personale Termine presentazione domande Termine acquisizione domande Diffusione risultati
Docenti Scuola Infanzia (1)
I) 11 – 23 aprile

II) 9 maggio –
3 giugno

I) 30 aprile

II) 24 giugno

I) 16 maggio

II) 27 luglio

Docenti Scuola Primaria (1)
I) 11 – 23 aprile

II) 9 maggio –
3 giugno

I) 12 maggio

II) 24 giugno

I) 30 maggio

II) 29 luglio

Docenti Scuola Secondaria I grado (2)
I) 11 – 23 aprile

II) 9 maggio –
3 giugno

I) 25 maggio

II) 24 giugno

I) 13 giugno

II) 3 agosto

Docenti Scuola Secondaria II grado (2)
I) 11 – 23 aprile

II) 9 maggio –
3 giugno

I) 8 giugno

II) 24 giugno

I) 4 luglio

II) 13 agosto

Personale Educativo (3)
11  – 25 aprile 30 maggio 30 giugno
Personale ATA (4) 26 aprile – 16 maggio 28 giugno 2 agosto
Personale IRC (5) 26 aprile – 16 maggio 18 giugno 30 giugno

(1) Il dirigente scolastico competente provvede, entro i 15 giorni successivi al termine fissato dall’O.M. per la presentazione delle domande di mobilità, alla formazione e pubblicazione all’albo dell’istituzione scolastica delle graduatorie relative agli insegnanti titolari. (art. 20, c. 4, CCNI)

(2) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e affiggono all’Albo le graduatorie per l’individuazione dei soprannumerari in base alla tabella di valutazione allegata al contratto collettivo decentrato nazionale concernente la mobilità del personale della scuola con le precisazioni concernenti i trasferimenti d’ufficio, tenendo presente che debbono essere valutati soltanto i titoli in possesso degli interessati entro il termine previsto per la presentazione della domanda di trasferimento. (art. 22, c. 3, CCNI)

(3) Il dirigente scolastico competente, provvede – entro 10 giorni dalla data di pubblicazione della tabella organica – alla formazione e pubblicazione all’albo della direzione delle graduatorie relative al personale educativo interessato al fenomeno delle soppressioni. (art. 38, c. 4, CCNI)

(4) I dirigenti scolastici, entro i 15 giorni successivi alla scadenza delle domande di trasferimento, formulano e affiggono all’albo le graduatorie per l’individuazione dei perdenti posto.  (art. 52, c. 5, CCNI)

(5) Gli insegnanti di religione cattolica che si vengano a trovare in posizione di soprannumero rispetto alle dotazioni organiche di ogni singola diocesi sono individuati sulla base della graduatoria articolata per ambiti territoriali diocesani, predisposta dall’Ufficio scolastico regionale competente. (art. 34, c. 7, CCNI)


Utilizzazioni e Assegnazioni provvisorie

Tipo di personale Termine presentazione domande
Personale Docente
Scuola Infanzia e Primaria
 dal 28 luglio al 12 agosto
Personale Docente
Scuola Secondaria I e II Grado
dal 18 al 28 agosto
Personale Educativo  dal 25 luglio al 5 agosto
Personale IRC  dal 25 luglio al 5 agosto
Personale ATA entro 20 agosto

NB: Sono indicate in rosso le date che hanno subito variazioni


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Firmato l’8 aprile 2016 presso il MIUR il CCNI per la Mobilità del personale della scuola.

Le operazioni di mobilità per il personale docente prevedono due fasi distinte:

  • Prima fase (A dell’art 6 del CCNI): trasferimenti dei docenti all’interno delle singole provincie, con la consueta mobilità da scuola a scuola
  • Seconda fase (B, C e D dell’art. 6 del CCNI): – fase straordinaria di mobilità prevista dalla legge 107/15 su tutti i posti vacanti e disponibili e su tutto il territorio nazionalemovimenti dei docenti tra provincie, con trasferimenti tra ambiti territoriali

Il personale educativo ed A.T.A. effettuerà la mobilità secondo le regole consuete.



#LaBuonaScuola: firmato il contratto integrativo
per la mobilità 2016/2017, le operazioni al via da lunedì

È stata firmata questa mattina al Miur la versione definitiva del contratto integrativo con il quale sono definite le regole della mobilità dei docenti e del personale scolastico per l’anno scolastico 2016/2017, a seguito dell’emanazione della legge 107 del 2015, la Buona Scuola.

Parliamo di:

  • mobilità professionale – tra gradi di istruzione, tipologie di posto e classi di concorso. Ad esempio, un docente dell’infanzia che si sposta alla primaria o uno di sostegno che va su posto comune;
  • mobilità territoriale – tra scuole, ambiti territoriali, comuni, province, anche di regioni diverse, fermo restando il grado di istruzione, il tipo posto e la classe di concorso.

Nell’anno scolastico 2016/2017 la mobilità è caratterizzata da due novità introdotte con la legge Buona Scuola:

  • avviene tra ambiti territoriali, mentre sino ad oggi avveniva solo tra scuole;
  • è prevista una fase “straordinaria”, su tutti i posti disponibili aperta a tutto il personale già di ruolo, compreso quello assunto quest’anno a seguito del piano di assunzioni della Buona Scuola.

Sempre nella giornata di oggi il Ministro Giannini ha firmato le ordinanze che fanno seguito al contratto integrativo. Le operazioni avranno inizio da lunedì 11 aprile, con la presentazione delle domande del personale docente per i trasferimenti all’interno delle singole province. Seguiranno le operazioni relative al personale educativo, ATA e ai docenti di religione. Mentre a maggio sarà la volta della mobilità straordinaria.

Tutte le notizie, i documenti e la modulistica saranno disponibili all’indirizzo:
http://www.istruzione.it/mobilita_personale_scuola/index.shtml

I punti chiave dell’accordo

  • Gli assunti entro l’anno scolastico 2014/2015 fanno domanda di mobilità tra scuole, all’interno della provincia di titolarità, altrimenti tra ambiti. Nel primo degli ambiti richiesti sono assegnati alle scuole, altrimenti potranno ricevere la proposta di incarico dal dirigente scolastico di una scuola di uno degli altri ambiti richiesti.
  • Gli assunti nelle Fasi cosiddette Zero ed A del Piano di assunzioni della Buona Scuola avranno una sede definitiva nella provincia in cui hanno preso servizio. Ma possono fare domanda di mobilità territoriale, verso gli ambiti territoriali delle altre province, in subordine agli altri aspiranti.
  • Gli assunti nelle Fasi cosiddette B e C della Buona Scuola, provenienti dal concorso, ottengono un ambito tra quelli della provincia in cui sono stati assunti. Ma possono fare domanda di mobilità territoriale, verso gli ambiti territoriali delle altre province, in subordine agli altri aspiranti.
  • Gli assunti nelle Fasi B e C della Buona Scuola provenienti da graduatorie ad esaurimento partecipano alla mobilità tra tutti gli ambiti a livello nazionale.

 


Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Firmato il Contratto integrativo sulla mobilità del personale

COS’È

Si tratta del contratto collettivo nazionale integrativo tra MIUR e Sindacati Scuola con il quale sono ridefinite le regole della mobilità dei docenti per l’anno scolastico 2016/2017 a seguito dell’emanazione della legge 107/2015. Parliamo di:
– mobilità professionale – tra gradi di istruzione, tipologie di posto e classi di concorso. Ad esempio, un docente dell’infanzia che si sposta alla primaria o uno di sostegno che va su posto comune;
– mobilità territoriale – tra scuole, ambiti territoriali, comuni, province, anche di regioni diverse, fermo restando il grado di istruzione, il tipo posto e la classe di concorso.

2016/2017

Nell’anno scolastico 2016/2017 la mobilità è caratterizzata da due novità introdotte con la legge #BuonaScuola:
– la mobilità avviene tra ambiti territoriali, mentre sino ad oggi avveniva solo tra scuole;
– è prevista una fase “straordinaria”, su tutti i posti disponibili aperta a tutto il personale già di ruolo compreso quello assunto quest’anno a seguito del piano assunzionale della Buona Scuola.

ITER
– Oggi, 10 febbraio, è avvenuta la firma del contratto collettivo nazionale integrativo;
– entro 30 giorni il Ministero dell’Economia e il Dipartimento di Funzione Pubblica procederanno alla prevista certificazione;
– l’atto sarà trasmesso poi alla Corte dei Conti per la registrazione;
– le operazioni di mobilità inizieranno con la presentazione delle domande a metà marzo e si completeranno entro luglio.

I punti chiave dell’accordo sottoscritto

Gli assunti entro l’anno scolastico 2014/2015 fanno domanda di mobilità tra scuole, all’interno della provincia di titolarità, altrimenti tra ambiti.
Nel primo degli ambiti richiesti sono assegnati alle scuole, altrimenti potranno ricevere la proposta di incarico dal dirigente scolastico di una scuola di uno degli altri ambiti richiesti.
Gli assunti nelle Fasi cosiddette Zero ed A del Piano di assunzioni della Buona Scuola avranno una sede definitiva nella provincia in cui hanno preso servizio.
Ma possono fare domanda di mobilità territoriale, verso gli ambiti territoriali delle altre province, in subordine agli altri aspiranti.
Gli assunti nelle Fasi cosiddette B e C della Buona Scuola, provenienti dal concorso, ottengono un ambito tra quelli della provincia in cui sono stati assunti.
Ma possono fare domanda di mobilità territoriale, verso gli ambiti territoriali delle altre province, in subordine agli altri aspiranti.
Gli assunti nelle Fasi B e C della Buona Scuola provenienti da graduatorie ad esaurimento partecipano alla mobilità tra tutti gli ambiti a livello nazionale.
Procedure, modalità e criteri attuativi saranno concordati a breve con le Organizzazioni Sindacali.

29 aprile DI Organico Docenti AA.SS. 2016-2019

Con Nota 29 aprile 2016, AOODGPER 11729, il MIUR, alla luce di quanto previsto dall’art. 1, c. 64, della Legge 107/15, trasmette lo schema di decreto del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, da inviare per il prescritto concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero per la Semplificazione e la Funzione pubblica, recante disposizioni, per il triennio 2016/2019, in ordine alle dotazioni di organico del personale docente, alla relativa quantificazione a livello nazionale e regionale, ai criteri di ripartizione da adottare con riferimento alle diverse realtà provinciali e alle singole istituzioni scolastiche.

18 febbraio Formazione neoassunti

Al via la formazione dei docenti neoassunti
90.000 insegnanti coinvolti, Indire lancia apposita piattaforma

Il 18 febbraio, al Miur, parte la formazione dei docenti neoassunti prevista dalla legge Buona Scuola, con l’apertura della pagina neoassunti.indire.it/2016. L’ambiente on line, progettato e realizzato dall’Indire (Istituto nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) in collaborazione con la Direzione Generale per il Personale Scolastico del Miur, accompagnerà nell’anno di prova l’ingresso in ruolo di circa 90.000 insegnanti, che sono invitati a compilare un portfolio e documentare la loro esperienza.

In occasione del lancio della piattaforma il Ministro Stefania Giannini ha voluto registrare un video di saluto ai docenti disponibile sul sito per la formazione: “L’ingresso degli insegnanti in ruolo nella scuola italiana è un passaggio fondamentale per questo Governo, per il Ministero e per tutto il Paese. La formazione iniziale e la possibilità di autovalutarsi e capire da quale punto si parte e dove si può arrivare attraverso un processo di formazione costante, permanente e strutturale, è una grande innovazione, un punto di qualificazione della nostra scuola”.

Le ore di formazione sono 50 per ciascun insegnante. Il percorso è articolato in quattro diverse fasi:
– Incontri propedeutici (6 ore)
– Laboratori formativi, almeno 4 (12 ore)
– Momenti di osservazione fra pari in classe (12 ore)
– Formazione on-line (20 ore)

La formazione coinvolgerà oltre 127.000 persone fra docenti, tutor, dirigenti scolastici, formatori, altro personale. Oltre 4,5 i milioni di euro stanziati per la formazione dei neoassunti.

Gli insegnanti avranno a disposizione un forum di discussione per lo scambio di materiali ed esperienze. Sul sito Indire dirigenti scolastici, tutor e docenti potranno reperire notizie e informazioni di carattere generale, oltre ad una serie di strumenti di accompagnamento alle varie attività predisposti con la collaborazione dell’Università degli Studi di Macerata. In particolare, è disponibile una versione aggiornata della Guida alla compilazione del bilancio delle competenze. Attraverso il sito, i docenti potranno conoscere i progetti di innovazione in corso nella scuola italiana promossi dal Miur e dall’Indire.

In occasione dell’avvio della formazione dei neoassunti al Miur si è tenuto oggi un incontro con i rappresentanti degli Uffici Scolastici e i dirigenti scolastici delle scuole referenti sul territorio curato dalla Direzione Generale per il Personale Scolastico. Il nuovo percorso di formazione è stato sperimentato lo scorso anno da 28.000 insegnanti. I cinque nuclei tematici più affrontati nel 2015 sono stati, nell’ordine, i Bisogni educativi speciali, le nuove tecnologie e la didattica, la gestione della classe, il Sistema di valutazione, l’inclusione e gli aspetti interculturali. Il 75% dei partecipanti ha frequentato più di 4 laboratori.