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29 luglio Senato approva Riforma universitaria

Il 29 luglio il Senato, con 152 voti favorevoli, 94 contrari e un astenuto approva il disegno di legge relativo alle Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario.

Il testo passerà all’esame della Camera dopo la pausa estiva.

29 luglio Camera approva Manovra Finanziaria

La Camera approva definitivamente il DdL C. 3638 di conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78: Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, nel testo già approvato dal Senato

29 luglio Direttiva Fondo OF 2010 in 7a Camera

La 7a Commissione della Camera esprime parere favorevole con condizioni ed osservazioni sullo Schema di direttiva, per l’anno 2010, recante gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi previsto dalla legge n. 440 del 1997, concernente l’istituzione del fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La VII Commissione (Cultura, scienza ed istruzione),

esaminato lo schema di direttiva, per l’anno 2010, recante gli interventi prioritari, i criteri generali per la ripartizione delle somme, le indicazioni sul monitoraggio, il supporto e la valutazione degli interventi previsti dalla legge 18 dicembre 1997, n. 440, concernente l’istituzione del fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi (atto n. 231);

premesso che appare opportuno assicurare tempi congrui di esame del provvedimento, anche ai fini della certa assegnazione dei finanziamenti alle scuole prima del periodo gennaio-febbraio di ogni anno scolastico;

tenuto conto che la ripartizione dei fondi prevedi un decremento posto esclusivamente a carico delle scuole, tanto che il finanziamento destinato all’Amministrazione centrale aumenta lievemente anche in termini assoluti, passando dai 49,290 milioni di euro del 2008 ai 51,900 del 2010, mentre negli stessi anni si passa da 53,355 a 30,000 milioni di euro per le scuole;

considerato che la normativa vigente prevede interventi specifici da finanziarie che spesso non sono tenuti in debita considerazione dall’Esecutivo;

rilevato che la legge n. 440 del 1997 prevede specifiche misure a sostegno delle problematiche legate alla disabilità, che non risultano peraltro sempre adeguatamente attuate dal provvedimento in esame;

ritenuto che la questione degli alunni immigrati appare sempre più rilevante nell’ambito del sistema scolastico nazionale, con particolare riferimento alle problematiche connesse all’insegnamento L2;

considerato infine che appare condivisibile la scelta di prevedere finanziamenti per la valutazione e la ricerca, come quelli previsti per l’Invalsi e l’Ansas, purché siano finalizzati al monitoraggio e alla valutazione dell’autonomia scolastica e di come i fondi assegnati siano utilizzati e ripartiti;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente condizione:

si ritiene necessario ridurre lo stanziamento a favore dell’amministrazione centrale, per favorire un trasferimento di risorse finanziarie più adeguato alle esigenze delle scuole;

e con le seguenti osservazioni:

1) appare opportuno, per il futuro, che il Governo trasmetta al Parlamento lo schema di direttiva in esame con maggiore anticipo rispetto ai tempi attualmente previsti, allo scopo di evitare che il ritardo nella sua approvazione penalizzi l’assegnazione dei fondi stanziati a favore delle scuole, tradendo la finalità della legge che è quella di favorire la progettualità delle scuole autonome finanziando per tempo le attività da inserire nel POF dell’anno scolastico corrente;

2) si valuti inoltre l’opportunità di tenere conto più specificamente della destinazione delle risorse da assegnare alle finalità previste dalla normativa vigente, allo scopo di dare seguito alle finalità prevista dalla legge n. 440 del 1997;

3) consideri il Governo l’opportunità di prevedere specifici ed adeguati finanziamenti a sostegno degli interventi connessi alla presenza di alunni immigrati nelle scuole, con specifico riferimento all’insegnamento L2;

4) appare inoltre opportuno prevedere che i fondi destinati alla valutazione e alla ricerca siano finalizzati, anche al monitoraggio e alla valutazione della autonomia scolastica ed in particolare al monitoraggio e alla valutazione della utilizzazione e ripartizione delle risorse ad essa assegnate;

5) appare opportuno, là dove si fa riferimento all’EUROPASS, prendere in considerazione per la ripartizione dei fondi, anche iniziative e dispositivi UE che riguardano le competenze chiave, l’orientamento e la mobilità transfrontaliera dei giovani;

6) appare infine opportuno nella sezione 3 – riparto delle somme -, con riferimento agli interventi di cui alla lettera f) della sezione 1 – alternanza scuola lavoro/educazione permanente – dove si citano gli Istituti tecnici superiori, includere gli stessi Istituti tra gli obiettivi prioritari esplicitati nella medesima lettera f);

7) nella medesima sezione 3, appare infine opportuno sostituire il riferimento al «Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali» con quello al «Ministero del lavoro e delle politiche sociali».

22 luglio Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei Ministri si è riunito il 22 luglio 2010, alle ore 10.05 a Palazzo Chigi.

(…) Il Sottosegretario alla Presidenza Carlo Giovanardi ha illustrato le direttrici del Piano nazionale di azione per l’infanzia e l’adolescenza 2010-2011, che costituisce lo strumento di applicazione e di implementazione della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo. Il documento è stato predisposto ed approvato dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza ai sensi del regolamento emanato con D.P.R. 14 maggio 2007, n.103, ed è frutto del lavoro congiunto delle Amministrazioni centrali competenti, delle regioni, degli enti locali, delle parti sociali e dei soggetti del terzo settore. Il nuovo Piano dà maggiore risalto al ruolo della famiglia e si articola secondo quattro direttrici: a) consolidare la rete integrata dei servizi e il contrasto all’esclusione sociale, che è il “contenitore” di un sistema di interventi volto a dare continuità alle azioni di prevenzione, cura e recupero; b) rafforzare la tutela dei diritti, che è il settore di intervento centrato sulla protezione e sulla tutela prevalentemente giuridica; c) favorire la partecipazione per la costruzione di un patto intergenerazionale, che è l’ambito di intervento dove sono stati raccolti i contributi progettuali relativi ai cittadini in crescita; d) promuovere l’integrazione delle persone immigrate, che è la direttrice in cui sono confluite le proposte riguardanti i minori stranieri e rom.

Il Piano dovrà ora seguire l’ulteriore iter di approvazione, che prevede il parere della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza; il parere della Conferenza unificata; la delibera definitiva del Consiglio dei Ministri.

Il Sottosegretario Giovanardi ha, altresì, illustrato il programma della Conferenza nazionale della famiglia, importante momento istituzionale di confronto sulle politiche familiari, invitando il Presidente del Consiglio e i Ministri a partecipare all’evento che si terrà a Milano nei giorni 8-9-10 novembre 2010. Il Consiglio ne ha autorizzato l’invio al parere della Conferenza unificata e della Commissione parlamentare per l’infanzia. (…)

Su proposta dei rispettivi Ministri, sono stati approvati due schemi di regolamento, sui quali esprimeranno parere il Consiglio di Stato e le Commissioni parlamentari, per la riorganizzazione e la razionalizzazione degli assetti dell’Economia e finanze e dell’Istruzione, università e ricerca. Si tratta di operazioni semplificatorie finalizzate al conseguimento di risparmi e di maggiore efficienza. (…)

Il Consiglio ha autorizzato il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, ad esprimere il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale non dirigente del comparto delle Istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale (AFAM). (…)

La seduta ha avuto termine alle ore 11,15.

21 luglio Manovra finanziaria in 7a Camera

Il 21 luglio la 7a Commissione della Camera esprime parere favorevole con condizioni al DdL C. 3638, già approvato dal Senato di conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78: Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),

esaminato per le parti di competenza, il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica;

premesso che la difficile situazione internazionale determina necessariamente per il Governo la responsabilità di adottare una manovra consistente di contenimento della spesa pubblica, nel rispetto di quanto stabilito in sede di Unione europea;

tenuto conto che le modificazioni introdotte nel corso dell’esame al Senato per i settori di competenza della Commissione introducono significativi correttivi al decreto-legge n. 78 del 2010, salvaguardando almeno in parte le prerogative del personale dell’istruzione, università e ricerca;

considerato peraltro che per i medesimi settori permangono profonde difficoltà di gestione conseguenti ai tagli introdotti, soprattutto per quanto riguarda le categorie degli insegnanti, del personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) della scuola e dei ricercatori;

rilevata d’altra parte l’esigenza di coordinare la disciplina prevista dal disegno di legge in esame con quella prevista dalla riforma del settore universitario, attualmente all’esame del Senato;

sottolineato, in particolare, che i settori dei beni e delle attività culturali e dell’editoria risultano assolutamente penalizzati dalla manovra predisposta dall’Esecutivo, malgrado gli impegni assunti dai competenti rappresentanti del Governo;

evidenziata, in specie, l’esigenza di dare seguito alle rassicurazioni espresse dal Ministro per i beni e le attività culturali, sen. Sandro Bondi, e dal sottosegretario per il medesimo dicastero, on. Francesco Maria Giro, circa la definizione di una copertura finanziaria idonea per sostenere gli oneri recati dal testo unificato delle proposte di legge C. 136 e altre, recante legge-quadro sullo spettacolo dal vivo, attualmente all’esame della Commissione;

ritenuto che la soppressione degli enti e degli istituti culturali e la conseguente, relativa ripartizione dei fondi ad essi assegnati per l’anno 2011 potrà avvenire solo dopo aver definito criteri certi e obiettivi di assegnazione delle risorse che siano basati su motivazioni dettagliate e relazioni specifiche di accompagnamento ai bilanci dei singoli enti, così come richiesto dalla Commissione al Governo nel parere espresso il 12 maggio 2010 sull’elenco delle proposte di istituzione e di finanziamento di comitati nazionali e di edizioni nazionali per l’anno 2010, atto n. 202;

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:

1) appare necessario coordinare la disciplina di contenimento della spesa pubblica prevista dal disegno di legge C. 3638 con quella di cui all’atto parlamentare Senato n. 1905/A, soprattutto per quanto concerne il settore della ricerca e l’integrazione del Fondo di funzionamento ordinario (FFO);

2) si ritiene inoltre necessario, per il settore dei beni e delle attività culturali, provvedere allo stanziamento di risorse adeguate a sostenere gli oneri recati dal testo unificato delle proposte di legge C. 136 e altre, recante legge-quadro sullo spettacolo dal vivo, attualmente all’esame della Commissione, così come indicato dal Governo;

3) risulta altresì indefettibile definire i criteri finanziari per la ripartizione delle risorse da assegnare a enti e istituti culturali, a partire dall’anno 2011;

4) è necessario, infine, garantire adeguati finanziamenti a sostegno del settore editoria, prevedendo in particolare la concessione di agevolazioni per l’emittenza radiofonica e televisiva locale, per i giornali italiani all’estero e per i giornali dei movimenti dei consumatori.

16 luglio Baccellierato internazionale in CdM

Il 16 luglio il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, approva un regolamento recante la disciplina della semplificazione dei procedimenti di iscrizione delle istituzioni scolastiche associate al sistema di organizzazione del baccellierato internazionale. L’intervento legislativo mira alla revisione dei relativi piani di studio per adeguarli al nuovo quadro ordinamentale previsto dal “sistema scuola”, introdotto dai recenti interventi normativi. Sul provvedimento sono stati acquisiti i pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari.

15 luglio Senato approva manovra finanziaria

Il Senato, con 170 voti favorevoli e 136 contrari, da’ il via libera alla manovra economica (disegno di legge 2228 di conversione in legge del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitivita’ economica), approvando il maxiemendamento interamente sostitutivo sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Il testo passa ora all’esame della Camera.

Maxiemendamento Manovra finanziaria 2010

13 luglio DdL sulle DSA in 7a Senato

Il 13 luglio la 7a Commissione del Senato, in sede deliberante, esamina il Disegno di Legge sulle Nuove norme in materia di disturbi specifici d’apprendimento in ambito scolastico, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati il 9 giugno 2010.

7 luglio 7a Senato su DM Formazione iniziale docenti

La 7a Commissione del Senato esprime parere favorevole con osservazioni sullo schema di decreto del ministro dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca recante regolamento concernente la definizione della disciplina dei requisiti e delle modalita’ della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, sul quale la 7a Commissione della Camera, il 27 maggio u.s., ha espresso parere favorevole con condizioni e osservazioni.

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 205

La Commissione,

esaminato, ai sensi dell’articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,lo schema di decreto in titolo;

concorda sull’esigenza di ridisegnare il percorso formativo degli insegnanti, al fine di superare le difficoltà della scuola italiana testimoniate fra l’altro principalmente da numerose ricerche nazionali ed internazionali, nonché dall’esperienza diretta, e riconducibili ai contenuti, alle modalità degli insegnamenti e al livello di conoscenze e competenze degli insegnanti;

registra con soddisfazione che il Governo abbia avvertito la necessità di porre rimedio a siffatto stato di cose, coniugando gli aspetti disciplinari con quelli pedagogici, tenuto conto che finora vi è stata una sopravalutazione dei secondi sui primi, tale da minare le nozioni stesse della cultura di base;

esprime apprezzamento per il rilievo assicurato ai profili didattici e di laboratorio attraverso la previsione del Tirocinio Formativo Attivo (TFA);

evidenzia che l’intervento è indispensabile in quanto le Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS) sono ormai ferme e occorre configurare con sollecitudine le nuove modalità di formazione del corpo docente;

reputa compatibile la separazione della disciplina della formazione iniziale degli insegnanti rispetto alla riforma del reclutamento, come rilevato anche nel parere del Consiglio di Stato, tanto più alla luce del tempo necessario per il completamento del nuovo percorso formativo;

condivide la distinzione anche temporale fra i due percorsi della scuola dell’infanzia e primaria, da un lato, e della scuola secondaria, dall’altro, pur sottolineando i costi sociali e finanziari di un eccessivo allungamento dei tempi formativi;

quanto alle modalità di accesso al tirocinio, giudica indispensabile un approfondimento sul preoccupante fenomeno dell’acquisizione dell’abilitazione a pagamento all’estero, aggirando così le rigidità della normativa nazionale;

con particolare riferimento all’esenzione di alcune categorie dalle prove selettive per l’accesso al tirocinio, rileva l’esigenza di ridurre il rapporto fra abilitati e posti di lavoro, in un’ottica di effettivo contenimento del precariato;

ritiene che la formazione dei docenti tecnico-pratici debba essere disciplinata da un atto regolamentare, come segnalato dal Consiglio di Stato; manifesta perciò soddisfazione per l’impegno assunto dal Ministero ad intervenire in tal senso;

rileva, in merito alle molteplici richieste avanzate da parte di specifiche categorie di precari, l’impossibilità, nella totale assenza di dati in qualche misura definiti e certi, di approfondire l’argomento seriamente e di procedere a corrette valutazioni.

Alla luce di queste premesse, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

1. sembra opportuno indicare, già in sede di regolamento, l’anno accademico a partire dal quale troveranno applicazione le nuove disposizioni, differenziando se del caso le diverse situazioni;

2. si registra la diffusa richiesta di garantire una rappresentanza più equilibrata delle due componenti, scolastica ed universitaria, all’interno del consiglio nel corso di tirocinio e nella commissione esaminatrice;

3. si suggerisce l’individuazione di meccanismi certi e rigorosi di selezione per i tutor stabilendo nel contempo la durata temporale dell’incarico che deve tener conto sia dell’esperienza professionale acquisita che del collegamento con la specifica realtà disciplinare di insegnamento;

4. pare utile inserire tra le norme transitorie la facoltà di apportare eventuali modifiche o integrazioni al momento della stesura del successivo regolamento ministeriale sulle procedure per il reclutamento;

5. si considera necessario definire in modo chiaro ed inequivocabile i percorsi abilitanti per tutti i diversi soggetti che alla data di entrata in vigore del presente atto siano laureati o iscritti al corso di scienze della formazione primaria e non possano quindi seguire le modalità di formazione iniziale così come introdotte dal presente decreto;

6. si rammenta come risulti fondamentale da un lato ridurre per via selettiva il numero degli abilitati realizzando un rapporto più giusto e compatibile con i posti di lavoro effettivamente disponibili e dall’altro evidenziare con il massimo della efficacia comunicativa che la stessa abilitazione costituisce esclusivamente un requisito per accedere ai concorsi che devono rappresentare la sola via per un’assunzione definitiva;

7. si raccomanda di evitare che le lauree conseguite in base al vecchio ordinamento vengano a “scadere” e, nel contempo, di assicurare che le conoscenze disciplinari degli abilitati siano allineate alle nuove classi di concorso in via di definizione;

8. ferma restando l’opportunità di valorizzare le professionalità maturate nell’ambito della ricerca universitaria, si considera comunque necessario definire in maniera chiara e precisa un limite numerico, eventualmente espresso in forma percentuale, per la quota indicata come soprannumeraria per l’accesso al tirocinio;

9. si ritiene indispensabile che il Governo svolga a livello dell’Unione Europea un’azione adeguata volta ad armonizzare nei vari Paesi membri la formazione iniziale degli insegnanti nella scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, in modo da assicurare che la libera circolazione dei lavoratori del settore nell’Unione Europea garantisca omogeneità di qualità di prestazione;

10. all’articolo 3, comma 5, si raccomanda di prevedere come obbligatorio e non meramente facoltativo il tirocinio nelle istituzioni scolastiche per i percorsi formativi preordinati all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, di cui al medesimo articolo 3, comma 2 lettera b), nonché all’insegnamento delle discipline artistiche, musicali e coreutiche, di cui all’articolo 3, comma 3.