Una soluzione positiva dopo una trattativa lunga e difficile

Una soluzione positiva dopo una trattativa lunga e difficile
Scatti di anzianità: firmata l’intesa all’Aran

Di Menna: ‘La prossima sfida sarà con il nuovo Governo che uscirà dalle elezioni per la qualità della scuola pubblica, il riconoscimento professionale e il nuovo contratto’.

 

Con l’intesa si conferma la progressione economica per anzianità prevista dal contratto vigente con un riconoscimento economico e giuridico che permane per i prossimi anni con effetti positvi sulla pensione e, per il secondo anno, si rimedia ad un ingiusto intervento nei confronti del personale della scuola. Senza minare la qualità del l’offerta formativa e la sostanza del fondo di istituto e della contrattazione integrativa (l’erosione sul MOF è di circa il 25 %) si riconosce l’anno 2011 ai fini della anzianità e si garantisce  il pagamento con tutti gli arretrati per chi ha maturato lo scatto al 31 dicembre 2011.
La prossima sfida, per la qualità della scuola pubblica, per il riconoscimento professionale del personale e per il rinnovo del contratto, sarà rivolta al prossimo Governo che uscirà dalle elezioni – commenta Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola, dopo la firma all’ARAN.
Un anno, senza mai  mollare, per giungere all’accordo per far avere gli aumenti in tasca a chi li ha maturati, proprio come è già successo l’anno scorso.
Sono stati superati – sottolinea Di Menna – con la protesta, la mobilitazione, la trattativa, il negoziato una  infinita serie di ostacoli burocratici, politici, di ogni tipo. A giugno dell’anno scorso sono state certificate le risorse, poi l’impegno del ministro, poi il nulla con l’atto di indirizzo sospeso, per mesi interi, con gli uffici dell’Istruzione e del Tesoro che si scambiavano informative.
A settembre la richiesta giunta dall’Assemblea nazionale Uil Scuola al ministro intervenuto a Fiuggi, per stringere i tempi e superare la situazione di impasse burocratica.
Poi “l’impazzimento”, l’inserimento nella legge di stabilità della norma delle 24 ore, la mobilitazione, le proteste.  Scatti e 24 ore diventano  i temi centrali dell’azione sindacale, della grande protesta del mondo della scuola.
L’incontro a Palazzo Chigi ha rappresentato un momento determinante per risolvere il problema ed eliminare i paletti fissati dal governo, a partire dal no del ministro dell’Economia agli automatismi svincolati dalla “produttività”. Abbiamo ribadito così la specificità della scuola.
Abbiamo evitato lo spostamento delle risorse disponibili per una confusa ed indistinta produttività.
La questione, come concordato a Palazzo Chigi, è rinviata al prossimo contratto.
Si mostrano quindi del tutto infondate le falsità che alcuni hanno trasmesso creando preoccupazione e confusione tra il personale circa la totale eliminazione del fondo di istituto e della contrattazione integrativa ed una “inventata” obbligatorietà di servizio che sarebbe stata introdotta per il personale.
La questione si conferma chiara e semplice, come la Uil ha sempre rappresentato:  in un momento di particolare difficoltà finanziaria e politica abbiamo posto due obiettivi e raggiunto due risultati con la mobilitazione della categoria e con una intelligente ed efficace azione sindacale.
La norma sulle 24 ore è stata ritirata, con l’accordo di oggi vengono riconfermati gli scatti – sottolinea Di Menna (occorre, per il pagamento, la ratifica del Consiglio dei  ministri e la certificazione della Corte dei Conti).
Nel confronto con il Governo che uscirà dalle elezioni, ribadiremo l’esigenza di riconoscere, valorizzare, incentivare, l’impegno professionale del personale Ata.
L’ipotesi di contratto è stata sottoscritta da UIL Scuola, Cisl Scuola, Snals e Gilda.
Per la UIL Scuola hanno partecipato Massimo Di Menna, Antonello Lacchei e Pasquale Proietti.

Contro l’intesa sugli scatti nessun argomento

Scrima: “Contro l’intesa sugli scatti nessun argomento, qualche insulto”

Ancora una volta chi contesta il nostro lavoro lo fa con argomenti pretestuosi e veri e propri insulti: una brutta abitudine che alimenta tensioni e divisioni.

* * *

«L’accordo di ieri sera chiude in modo positivo una vicenda che si è trascinata già troppo a lungo e su cui era molto forte l’attesa dei lavoratori: molti avranno lo scatto già maturato e finora bloccato, tutti vedranno ridurre a un solo anno il ritardo sul successivo passaggio di fascia stipendiale, che la manovra del 2010 allungava di tre anni. Chi non ha ritenuto di firmare l’accordo, oggi si lancia in affermazioni di pesantezza inaudita, definendolo “baratto indecente”.

Di indecente, in questa vicenda, c’è solo il comportamento di chi, incapace di indicare soluzioni diverse, ha cercato fino all’ultimo di ostacolare la chiusura della trattativa, nonostante fosse molto rischioso, in questa situazione economica e politica, perdere altro tempo. Alla faccia dei lavoratori, i cui interessi evidentemente avrebbero potuto attendere.

Chi non vuole il recupero degli scatti, non ha che da dirlo. Eviti però di insultare, come spesso gli capita, ben quattro organizzazioni sindacali, che insieme hanno saputo costruire, ancora una volta, risposte concrete per chi lavora nella scuola: proprio per questa sua brutta e ricorrente abitudine, non ha alcun titolo ad accusare altri di fomentare la divisione fra i lavoratori.

Eviti anche di falsare la realtà: l’anno che si recupera va a beneficio di tutti, anche di chi non matura subito lo scatto.

Non richiami strumentalmente il dramma dei precari, che non ricevono alcun danno da questa intesa, mentre hanno potuto beneficiare di un accordo che ha reso possibile un piano triennale di assunzioni, accordo non firmato – anche allora – dalla sola Flc Cgil.

Quanto alla produttività, è vero: ne discuteremo. Non subito, come qualcuno paventava, ma al tavolo del prossimo rinnovo contrattuale. Ci impegneremo perché questa possibilità ci sia data quanto prima.

Vedremo dopo le elezioni quali saranno, a quel tavolo, i nostri interlocutori. In ogni caso, servirà la presenza di un sindacato che sappia affrontare e risolvere i problemi, non solo cavalcarli. Che produca idee e proposte, non solo slogan e insulti».

 

Francesco Scrima, segretario generale CISL Scuola

Le graduatorie di istituto definitive NON VALGONO

Le comiche finali: il ministero informa che le graduatorie di istituto definitive appena pubblicate NON VALGONO

In data 12 dicembre il ministero invia una breve circolare di cui riportiamo il testo e che alleghiamo:

“Oggetto: Graduatorie di istituto del personale docente – Pubblicazione graduatorie.

In attesa della risoluzione di alcuni problemi tecnici legati alla pubblicazione delle graduatorie di cui all’oggetto, si invitano gli uffici in indirizzo a dare disposizioni affinché nel frattempo le stesse non vengano utilizzate. “

In altri termini, graduatorie pubblicate con un ritardo incredibile sono SBAGLIATE.

Pare lecita la domanda “ma chi controlla i tecnici del ministero dell’istruzione?”

La CUB Scuola agirà in difesa dei colleghi e delle colleghe precari penalizzati da questa pazzesca situazione.

Per la CUB Scuola Università Ricerca

Cosimo Scarinzi

13 dicembre DdL DigItalia alla Camera

Il 13 dicembre La Camera, dopo aver esaminato gli ordini del giorno, ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese

L’11 dicembre la 7a Commissione della Camera esprime un parere favorevole con condizioni sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese.

PARERE APPROVATO

  La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato, per le parti di propria competenza, il testo del disegno di legge C. 5626 Governo di conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese, approvato dal Senato,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti condizioni:
1. sostituisca la Commissione di merito all’articolo 11, comma 1, la lettera a) con la seguente: «a) al comma 2 il secondo periodo è sostituito dai seguenti: “Per l’anno scolastico 2013-2014, il collegio dei docenti degli istituti scolastici selezionati per partecipare al piano ‘Scuola digitale – Classi 2.0’ adotta, nella prima classe della scuola secondaria di primo grado e nella prima classe della scuola secondaria di secondo grado, libri nelle versioni digitale o mista, costituita da un testo in formato digitale o cartaceo e da contenuti digitali integrativi, accessibili o acquistabili anche in modo disgiunto. Per l’anno scolastico 2014-2015 l’adozione dei libri nelle predette versioni digitale o mista è applicata alle medesime classi di tutte le scuole secondarie di primo grado e di secondo grado. Per gli anni scolastici successivi, il collegio dei docenti della scuola secondaria di primo grado e della scuola secondaria di secondo grado adotta progressivamente per tutte le classi esclusivamente libri nelle predette versioni digitale o mista”»;
2. inserisca la Commissione di merito all’articolo 11, comma 1, dopo la lettera a), la seguente: «a-bis) dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione sono definiti i criteri e le modalità di attuazione, nella fase transitoria e a regime, dell’adozione dei libri nelle versioni digitale o mista.”»;
3. sostituisca la Commissione di merito all’articolo 11, comma 1, lettera b), il punto 2) con il seguente: «2) alla lettera b), le parole: “nelle versioni on line e mista” sono sostituite dalle seguenti: “nella versione digitale e dei contenuti digitali integrativi ad essi funzionalmente connessi, anche al fine di un’effettiva integrazione tra gli stessi”»;
4. sopprima la Commissione di merito all’articolo 11, comma 1, lettera b), punto 3), le parole «della riduzione»;
5. sostituisca la Commissione di merito all’articolo 11, comma 1, lettera c), capoversi 3-bis e 3-ter, le parole «lo specifico limite» con le seguenti: «il limite»;
6. al fine di far fronte alle urgenti esigenze delle residenze degli studenti universitari, inserisca la Commissione di merito una disposizione che aggiunga all’articolo 1, comma 3, della legge 14 novembre 2000, n. 338, i seguenti periodi: «Con il medesimo decreto sono, altresì, stabilite le condizioni e le modalità per la revoca e la riduzione del cofinanziamento a carico dello Stato, in ogni caso improntate a criteri di gradualità e al fine comunque di conservare l’utilità delle opere realizzate. Per gli interventi cofinanziati e non ancora completati alla data del 30 giugno 2013, il termine di conclusione dei lavori indicato nel decreto di finanziamento, come eventualmente prorogato con provvedimento della commissione di cui all’articolo 1, comma 5, è da considerarsi inderogabile. Qualora alla data prevista per il termine dei lavori gli stessi non siano completati, la commissione può proporre motivatamente la revoca o la riduzione del finanziamento con le procedure ed i criteri definiti dal decreto ministeriale di cui all’articolo 1, comma 3, ponendo comunque a carico del soggetto proponente l’obbligo del completamento dell’opera per lotti funzionali e funzionanti nel rispetto degli standard previsti dai decreti attuativi regolamentari dell’opera.».

Il 6 dicembre l’Aula del Senato approva, con 127 voti favorevoli, 17 contrari e 23 astensioni, il maxiemendamento 1.800, sul quale il Governo ha posto la questone di fiducia, interamente sostitutivo del ddl n. 3533 di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese.

Il 4 e 5 dicembre l’Aula del Senato esamina il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (ddl n. 3533)

Il 22 novembre la 7a Commissione Senato esprime parere favorevole, con osservazioni e condizioni, sul DdL di conversione in legge del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”

PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
SUL DISEGNO DI LEGGE N. 3533

La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,

premesso che esso mira a rafforzare le misure sull’innovazione, recependo anche l’Agenda digitale europea, ritenuta una priorità dell’azione del Governo e ad accelerare le procedure amministrative attraverso un più diffuso ricorso alle nuove tecnologie;

valutati in generale positivamente:
1. l’articolo 10, che intende velocizzare il processo di dematerializzazione dei documenti relativi alla scuola e all’università attraverso:
1.1 l’istituzione del fascicolo elettronico dello studente,
1.2 l’accesso in modalità telematica da parte degli atenei alle informazioni disponibili nell’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati delle università nonché alle banche dati dell’Istituto per la previdenza sociale per la consultazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE),
1.3 lo svolgimento con modalità informatiche e telematiche dei procedimenti relativi allo stato giuridico ed economico del rapporto di lavoro del personale del comparto scuola;

2. l’articolo 19, che assegna all’Agenzia per l’Italia digitale (AID) la promozione di progetti strategici di ricerca e innovazione connessi alla realizzazione dell’Agenda digitale e in conformità al programma europeo Orizzonte 2020, con lo scopo di promuovere, fra l’altro, la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e la presenza sul territorio di significative competenze di ricerca;

3. l’articolo 25 che, tra i requisiti richiesti per la costituzione di start-up innovative, include le seguenti caratteristiche:
3.1 le spese per ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 30 per cento del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione,
3.2 i dipendenti o collaboratori, in percentuale uguale o superiore a un terzo, devono essere dottori di ricerca, dottorandi o laureati che abbiano svolto da almeno tre anni attività di ricerca certificata presso enti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero;

4. l’articolo 25, comma 5, relativo all’incubatore certificato di start up innovative, che può svolgere una valida attività di supporto a tali società, atteso che esse sono strutture ad alto grado di fallimento meritorie tuttavia di un cospicuo apprezzamento sociale proprio per il coraggio di investimento;

5. l’articolo 32, secondo cui la Presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministeri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dello sviluppo economico, promuove una campagna di sensibilizzazione nelle scuole superiori, negli istituti tecnici superiori e nelle università per diffondere una maggiore consapevolezza sulle opportunità imprenditoriali legate all’innovazione e alla nascita e allo sviluppo di imprese start-up innovative;

6. l’articolo 34, comma 20, secondo cui a decorrere dal 2013 gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso al sistema museale sito nell’isola di Caprera dedicato a Garibaldi, nonchè quelli derivanti dalla vendita dei biglietti degli ascensori panoramici del Vittoriano a Roma sono versati nel bilancio dello Stato per essere riassegnati al Ministero per i beni e le attività culturali ai fini di una migliore valorizzazione e fruizione di dette opere;

considerato che l’adozione dei libri di testo digitali, nei termini previsti dall’articolo 11:
rappresenta una importante novità rispetto a quanto a suo tempo già disposto dall’articolo 15 del decreto-legge n. 112 del 2008 sotto il profilo dei contenuti. Secondo il suddetto articolo 15, la versione on line dei libri di testo poteva infatti consistere in un mero formato PDF del testo cartaceo, scaricabile da internet, mentre l’articolo 11 del decreto-legge in esame dispone che essa contenga contenuti digitali integrativi, atti a sfruttare appieno le potenzialità interattive delle nuove tecnologie;
non può prescindere dalla considerazione che già l’adozione della versione scaricabile da internet, prevista dall’articolo 15 del decreto-legge n. 112 del 2008, non ha conosciuto molta diffusione, a testimonianza della difficoltà di assicurare un agevole passaggio al digitale per l’impossibilità di molte case editrici di effettuare i necessari investimenti nell’attuale congiuntura economica;
richiede anche un massiccio investimento di risorse pubbliche nella scuola, affinché tutte le istituzioni scolastiche siano messe nelle condizioni di usufruire delle medesime possibilità;
impone un forte cambiamento nell’approccio all’insegnamento e all’apprendimento e la conseguente adozione di metodologie didattiche innovative, idonee a trarre il massimo beneficio dall’uso delle nuove tecnologie;
comporta l’esigenza di una diffusa alfabetizzazione digitale in particolare dei docenti anche attraverso corsi di formazione preventivi, onde scongiurare i rischi di un cultural divide nella scuola, già fortemente in difficoltà;
esige particolare attenzione affinché non si determini la necessità di stampare tutti i materiali didattici digitali e l’incremento delle spese connesso all’innalzamento della foliazione reale non si scarichi sulle famiglie;
impone dunque un’attenta valutazione sui tempi dell’operazione, anche considerata la delicatezza della fase transitoria ai fini di transitare con successo all’era digitale,

esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni:

1. quanto all’articolo 10, commi 4 e 8, si reputa necessario uniformare il riferimento all’Anagrafe nazionale degli studenti – e non degli alunni, come erroneamente riportato nel testo – delle scuole superiori, di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76;
2. circa il comma 7 dell’articolo 10 che novella l’articolo 5 della legge 2 agosto 1999, n. 264, si ritiene che la collocazione del nuovo comma 1-bis possa determinare dubbi applicativi, per cui occorre chiarire se la disposizione si riferisce ai soli studenti universitari che accedono a corsi di laurea a numero programmato o alla totalità degli studenti universitari interessati alla riduzione dei contributi; in tale ultimo caso si giudicherebbe più opportuna una diversa collocazione normativa (ad esempio, nell’articolo 5-bis della medesima legge, che peraltro contempla già un comma 1-bis riguardante l’accesso delle università all’Anagrafe nazionale degli studenti di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, per verificare la veridicità dei titoli autocertificati);

e con le seguenti condizioni in ordine all’articolo 11, riguardante i libri scolastici in versione digitale:
a) si ritiene necessario che il passaggio ai nuovi contenuti digitali previsti dall’articolo 11 avvenga a partire dall’anno scolastico 2014-2015, contestualmente ad una opportuna e specifica azione formativa dei docenti, e sia progressivo;
b) si chiede alla Commissione di merito di sollecitare il Governo affinché l’aliquota IVA su tutti i prodotti digitali ad uso scolastico sia agevolata al 4 per cento.

Il 24 ottobre, il 7, 13, 14 e 21 novembre la 7a Commissione Senato esamina il DdL di conversione in legge del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”

Il 13 novembre si svolge l’Audizione informale di esperti sull’Agenda digitale per l’istruzione

(7a Senato, 24 ottobre 2012) Riferisce alla Commissione il relatore BEVILACQUA (PdL), il quale osserva in premessa che il disegno di legge in titolo mira a rafforzare le misure sull’innovazione, recependo anche l’Agenda digitale europea, ritenuta una priorità dell’azione del Governo. Ricorda infatti che i principi dell’Agenda digitale, pienamente condivisi dall’Esecutivo, hanno già portato alla costituzione lo scorso marzo di una cabina di regia a cui hanno partecipato i ministri Grilli, Profumo, Passera, Barca e Patroni Griffi. Fa presente quindi che lo scopo del testo è quello di incidere nella vita dei cittadini in tutti i settori (pubblica amministrazione, istruzione, sanità, giustizia, impresa) accelerando le procedure attraverso le nuove tecnologie.

Per quanto attiene alle competenze della Commissione, riferisce che l’articolo 10 intende velocizzare il processo di dematerializzazione dei documenti attraverso l’istituzione del fascicolo elettronico dello studente. In particolare, i commi da 1 a 4dispongono che detto fascicolo sarà predisposto a decorrere dall’anno accademico 2013-2014 da parte di tutte le università statali e non statali legalmente riconosciute. Esso conterrà tutti i documenti e i dati inerenti la carriera dello studente, sarà alimentato – quanto ai dati di competenza – anche dall’Anagrafe nazionale degli studenti delle scuole superiori, istituita dal 2005 presso il Ministero, e favorirà la mobilità sia nazionale che internazionale dello studente. Circa il riferimento dall’anagrafe nazionale degli studenti delle scuole superiori contenuta in questo comma, il relatore rileva che il successivo comma 8 richiama (nel primo e nell’ultimo periodo) l’anagrafe nazionale degli alunni citando tuttavia lo stesso decreto legislativo n. 76 del 2005. Presupponendo che si tratti del medesimo soggetto, suggerisce perciò di uniformare la dizione di cui ai commi 4 e 8, sostituendola con quella corretta di “Anagrafe nazionale degli studenti di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76”.

Osserva inoltre che, ai sensi del comma 5, gli atenei possono accedere in modalità telematica alle informazioni disponibili nell’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati delle università, istituita nel 2003. Comunica quindi che secondo la relazione tecnica dai commi descritti possono derivare risparmi di spesa, non quantificabili, nella misura in cui si favorisce l’efficienza degli scambi di informazioni per via telematica.

Illustra in seguito il comma 7 che, novellando l’articolo 5 della legge 2 agosto 1999, n. 264, prevede che le università possano accedere in modalità telematica alle banche dati dell’Istituto per la previdenza sociale per la consultazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) e degli altri dati necessari al calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente per l’università (ISEEU). Rammenta in proposito che la legge n. 264 del 1999 reca norme in materia di accessi ai corsi universitari; l’articolo 5 – in cui è inserito il nuovo comma 1-bis – detta disposizioni relative agli studenti nei confronti dei quali i competenti organi di giurisdizione amministrativa, anteriormente alla data di entrata in vigore della stessa legge, abbiano emesso ordinanza di sospensione dell’efficacia di atti preclusivi dell’iscrizione ai corsi con accesso a numero programmato: una collocazione normativa in tale contesto parrebbe presupporre a suo avviso un’applicazione della disposizione solo a tali studenti. Invita pertanto di chiarire se la disposizione si riferisce ai soli studenti universitari che accedono a corsi di laurea a numero programmato o alla totalità degli studenti universitari interessati alla riduzione dei contributi; in tale ultimo caso riterrebbe più opportuna una diversa collocazione normativa (ad esempio, nell’articolo 5-bis della medesima legge, che peraltro contempla già un comma 1-bis riguardante l’accesso delle università all’Anagrafe nazionale degli studenti di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, per verificare la veridicità dei titoli autocertificati).

Dà altresì conto del comma 8, che contiene, come già ricordato, un errato riferimento all’Anagrafe nazionale degli alunni. Esso dispone comunque che quest’ultimaalimentata anche dai dati relativi agli iscritti alla scuola dell’infanzia – nonché quella degli studenti e dei laureati delle università sono banche dati a livello nazionale realizzate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e alle quali accedono le regioni e gli enti locali, ciascuno in relazione alle proprie competenze istituzionali. All’Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati accedono anche le università.

Si sofferma indi sul comma 9, in base al quale, a decorrere dal 1° marzo 2013, i procedimenti relativi allo stato giuridico ed economico del rapporto di lavoro del personale del comparto scuola sono effettuati esclusivamente con modalità informatiche e telematiche, ivi inclusi la presentazione delle domande, lo scambio di documenti, dati e informazioni tra le amministrazioni interessate, comprese le istituzioni scolastiche, nonché il perfezionamento dei provvedimenti conclusivi. Le modalità attuative del comma saranno definite con successivo decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Descrive poi l’articolo 11, che al comma 1 novella l’articolo 15 del decreto-legge n. 112 del 2008, stabilendo che, a decorrere dall’anno scolastico 2013-2014 (o dall’anno scolastico 2014-2015 per le scuole del primo ciclo), nelle scuole sarà possibile adottare libri di testo in versione esclusivamente digitale, oppure abbinata alla versione cartacea. Fa presente dunque che la norma dispone un passaggio graduale ai contenuti digitali puntando però sulla scelta di questi ultimi attraverso il cosiddetto “libro misto” (cartaceo più digitale). Data questa modifica, precisa il relatore, si interviene anche sul decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca con cui sono definiti il contenuto e la struttura dei libri di testo, in modo da considerare: le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione cartacea, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso, tenuto conto dei contenuti digitali integrativi della versione mista; le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nella versione digitale, anche al fine di un’effettiva integrazione tra la versione digitale e i contenuti digitali integrativi; il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore, tenendo conto della riduzione dei costi dell’intera dotazione libraria derivanti dal passaggio al digitale e dei supporti tecnologici messi a disposizione dalla scuola, su richiesta delle famiglie e con oneri a carico di queste ultime. A questo proposito, rimarca che secondo la relazione introduttiva la riduzione della foliazione cartacea determina un abbassamento del costo del libro misto di circa il 40 per cento, permettendo conseguentemente una diminuzione dei tetti di spesa (stimata pari al 20 per cento) in misura tale da permettere sia un risparmio per le famiglie, sia l’investimento degli editori nella produzione dei contenuti digitali. Puntualizza tuttavia che resta a carico delle famiglie l’onere per l’acquisto dei contenuti digitali integrativi e dei supporti tecnologici necessari.

Comunica indi che il comma 2 abroga l’articolo 5 del decreto-legge n. 137 del 2008 dal 1° settembre 2013, inerente il blocco quinquennale a carico degli editori per la modifica del contenuto dei libri di testo, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili. Rammenta in merito che la norma da abrogare dispone che il ricambio dei libri avvenga ogni 5 anni per la scuola primaria e ogni 6 anni per quella secondaria di primo e secondo grado. L’abrogazione di queste disposizioni pare connessa con la modifica riguardante i libri digitali, che – a detta della relazione introduttiva – saranno incentivati anche dalla rimozione dei limiti temporali.

Riferisce quindi sul comma 3, in virtù del quale in situazioni particolarmente svantaggiate (ad esempio, piccole isole e comuni montani, zone abitate da minoranze linguistiche, aree a rischio di devianza minorile o con alunni aventi difficoltà di apprendimento), le regioni e gli enti locali, tramite apposite convenzioni con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, potranno istituire centri scolastici digitali collegati funzionalmente alle istituzioni scolastiche di riferimento.

Evidenzia altresì che il successivo comma 4 novella l’articolo 53, comma 2, lettera a), del decreto-legge n. 5 del 2012, stabilendo che il Ministero dell’istruzione, le regioni e i competenti enti locali, al fine di avviare tempestivamente iniziative di rigenerazione integrata del patrimonio immobiliare scolastico, anche attraverso la realizzazione di nuovi complessi scolastici, promuovono d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, iniziative finalizzate, tra l’altro, alla costituzione di società, consorzi o fondi immobiliari. Ritiene in proposito che la ratio sia quella di consentire l’impiego di nuove modalità tecniche per la costruzione di scuole e per la messa a norma di quelle esistenti e di snellire le procedure attuali per l’utilizzo delle risorse, anche mediante la creazione di fondi immobiliari che permettono di convogliare risorse pubbliche e private.

Il relatore rileva inoltre che incide indirettamente sulle competenze della Commissione anche l’articolo 19, secondo cui l’Agenzia per l’Italia digitale (AID) promuove lo sviluppo di progetti strategici di ricerca e innovazione connessi alla realizzazione dell’Agenda digitale e in conformità al programma europeo Orizzonte 2020, con lo scopo di favorire, fra l’altro, la valorizzazione digitale dei beni culturali e paesaggistici e la presenza sul territorio di significative competenze di ricerca. Specifica peraltro che i temi di ricerca, le aree tecnologiche e i requisiti di domanda pubblica sono indicati di intesa tra i Ministri dello sviluppo economico e dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Il Dicastero dell’istruzione è inoltre coinvolto nella stipula di un accordo quadro per l’implementazione del meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio (RSFID). Per queste iniziative, puntualizza il relatore, è riservata una quota non superiore a 70 milioni di euro del Fondo per la crescita sostenibile e non superiore a 100 milioni di euro del Fondo per gli investimenti in ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Il Ministero dell’istruzione partecipa altresì alla definizione tanto di linee guida per promuovere la diffusione degli acquisti pubblici innovativi e degli appalti precommerciali, quanto delle modalità relative all’accesso ai fondi per i servizi di ricerca e sviluppo di nuove soluzioni non presenti sul mercato, volte a rispondere ad una domanda pubblica.

Si sofferma successivamente sull’articolo 25, relativo alla costituzione di start-up innovative. Tra i requisiti richiesti, menziona le seguenti caratteristiche: le spese per ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori al 30 per cento del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione; i dipendenti o collaboratori, in percentuale uguale o superiore a un terzo, devono essere dottori di ricerca, dottorandi o laureati che abbiano svolto da almeno tre anni attività di ricerca certificata presso enti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero.

In questo ambito, prosegue il relatore, l’articolo 32, comma 1, prevede che la Presidenza del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministeri dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dello sviluppo economico, promuova una campagna di sensibilizzazione nelle scuole superiori, negli istituti tecnici superiori e nelle università per diffondere una maggiore consapevolezza pubblica sulle opportunità imprenditoriali legate all’innovazione e alla nascita e allo sviluppo di imprese start-up innovative.

Avviandosi alla conclusione dà conto dell’articolo 34, comma 20, secondo cui a decorrere dal 2013 gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso al sistema museale sito nell’isola di Caprera dedicato a Garibaldi, nonchè quelli derivanti dalla vendita dei biglietti degli ascensori panoramici del Vittoriano a Roma sono versati nel bilancio dello Stato per essere riassegnati al Ministero per i beni e le attività culturali ai fini di una migliore valorizzazione e fruizione di dette opere. Richiama in merito la relazione introduttiva, nella quale si enfatizza la necessità di consentire all’Amministrazione una maggiore autonomia di gestione, con una conseguente più marcata responsabilità. Considerando l’ammontare degli introiti incassati nell’ultimo triennio, riferisce infine che l’onere è stimato in 1.770.000 euro annui, cui si provvede ai sensi dell’articolo 38, comma 3.

SU SCATTI: BENE FIRMA CONTRATTO ALL’ARAN

SCUOLA, GILDA SU SCATTI: BENE FIRMA CONTRATTO ALL’ARAN

“La sottoscrizione del contratto per gli scatti di anzianità del 2011 è un fatto positivo che consentirà a tutti di recuperare un anno di progressione di carriera bloccata”. Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, commenta con soddisfazione l’esito della trattativa all’Aran.
“Sono tempi molto difficili – aggiunge – e non è stato facile portare a casa questo risultato”.

Secondo la Gilda, inoltre, “il fatto oggettivo che nel MOF restino risorse per circa un miliardo di euro dovrebbe mettere la parola fine a polemiche strumentali e a informazioni non corrette”.

Sulla gestione del fondo d’istituto, infine, Di Meglio ribadisce la disponibilità al dialogo del sindacato: “Siamo pronti, contratti alla mano, ad accettare un dibattito pubblico per verificare quanta parte delle risorse sia indirizzata realmente agli alunni e quanta invece venga utilizzata per retribuire ai docenti mansioni di carattere burocratico-amministrativo.
La vera produttività della scuola – conclude – consiste nel trasmettere un livello elevato di cultura. Il resto è un’esecrabile deriva impiegatizia”.

CONTRATTO PER IL RECUPERO DEL 2011 AI FINI DELLA PROGRESSIONE DI CARRIERA

SCUOLA: FIRMATO ALL’ARAN IL CONTRATTO PER IL RECUPERO DEL 2011 AI FINI DELLA PROGRESSIONE DI CARRIERA

Snals-Confsal: I fatti ci hanno dato ragione nel merito e nel metodo

Roma, 13 dicembre.  Ieri sera tardi è stato sottoscritto all’Aran il contratto che consente il recupero ai fini della progressione di carriera anche del 2011. Si è così concretizzato il secondo obbiettivo – dopo la cancellazione dell’incremento dell’orario di servizio – dell’azione sindacale intrapresa dallo SNALS-CONFSAL insieme a CISL, a UIL e a GILDA.
“Si tratta di due risultati importantissimi, ha dichiarato il segretario SNALS-CONFSAL, Marco Paolo Nigi, frutto della scelta, rivelatasi vincente, di porre rivendicazioni su cui puntare in modo prioritario. Scelta, tra l’altro, necessaria. Il governo, infatti,  ormai giunto al termine del proprio mandato, e considerata la difficile situazione economica  del paese, non avrebbe potuto prendere impegni su tematiche di ampio respiro, dai necessari investimenti a favore della scuola alla rivalutazione del riconoscimento professionale”.
“In ogni caso, ha ribadito Nigi, il personale della scuola non poteva rinunciare alla progressione di carriera, che è l’unico strumento che consenta un pur limitatissimo incremento delle retribuzioni, a oggi tra le più basse d’Europa. Certo, avremmo preferito recuperare la validità dell’anno 2011 senza dover attingere per una quota parte alle risorse destinate alla retribuzione accessoria del personale, ma di fronte alla scelta se destinare risorse all’accessorio o alla retribuzione fondamentale, con gli ovvi vantaggi anche in termini previdenziali, il sindacato ha scelto di operare in quest’ultima direzione”.
L’accordo conferma che per la retribuzione accessoria resta, anche a regime, più di 1 miliardo di euro. Pertanto, non corrisponde a verità la paventata ipotesi di “azzeramento del fondo d’istituto”.
“Come già detto al momento della recente sospensione dello sciopero, con questi risultati non si sono certo risolti in toto i problemi che gravano sulla scuola. Ma è sicuro, ha concluso Nigi, che lo SNALS-CONFSAL proseguirà a operare senza dannose demagogie per risolvere tutti quelli che possono essere affrontati anche con un governo dimissionario”.

Studenti italiani più bravi in italiano che in matematica

da lastampa.it

Studenti italiani più bravi in italiano che in matematica

E se la cavano meglio alle elementari che alle medie
roma

Gli studenti italiani sono più bravi in Italiano che in matematica e vanno meglio nella scuola primaria piuttosto che alle medie. È quanto emerge, in sintesi, dalle indagini Pirls e Timss 2011 i cui risultati (che coprono per l’Italia la IV primaria e la terza media) sono stati presentati oggi, in contemporanea con i release internazionali, dall’Invalsi.

I risultati dell’Italia sono più lusinghieri nella quarta elementare, specie nell’area della comprensione della lettura, ma diventano meno soddisfacenti col proseguire del percorso scolastico. In termini relativi, il peggior risultato rimane quello ottenuto in matematica, ma il peggioramento tra primaria e secondaria di primo grado è più ampio nelle scienze; il quadro delle differenze interne all’Italia è coerente con quello che emerge dalle prove nazionali condotte dall’Invalsi e che vedono un generale ritardo, in ampliamento al procedere del percorso di studi, delle regioni del sud.

Il campione italiano è rappresentativo sia a livello nazionale sia di macro-area geografica (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud, Sud e Isole). Dall’analisi dei risultati emerge che al quarto anno i nostri studenti ottengono un punteggio di 541 in lettura, di 524 in scienze e di 508 in matematica (500 è il benchmark nell’anno base, il 2001 per la lettura e il 1995 per gli altri due ambiti); mentre all’ottavo anno i nostri studenti ottengono un punteggio di 501 in scienze e di 498 in matematica (sempre a fronte di un benchmark nell’anno base, il 1995, di 500).

I risultati sono quindi più lusinghieri in quarta primaria che nel segmento scolastico successivo e in lettura rispetto alla matematica ed alle scienze. Ciò rimane vero anche ove si limiti il confronto ai paesi avanzati più simili a noi (paesi OCSE e UE) e si tenga quindi conto della diversa composizione del novero di paesi partecipanti alle diverse rilevazioni. ). In totale in Italia sono stati coinvolti più di 4.000 studenti della primaria e altrettanti della secondaria di primo grado, rappresentativi di circa 550.000 studenti di quarta primaria e oltre 550.000 studenti del terzo anno della scuola secondaria di I grado.

Rispetto alle edizioni precedenti, vi è inoltre da segnalare un lieve peggioramento nei risultati nella quarta primaria e un miglioramento, specie in matematica, nei risultati dell’ottavo anno (il punteggio medio passa da 480 nel 2007 al già ricordato 498 nel 2011). All’interno dell’Italia, si riscontra lo stesso andamento già emerso nelle prove nazionali somministrate dall’Invalsi: i risultati sono peggiori nelle scuole del mezzogiorno e le differenze si accrescono con il procedere del percorso di studi.

Scatti di anzianità: il ripristino lo pagano i lavoratori

Scatti di anzianità: il ripristino lo pagano i lavoratori

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

 

Nella tarda serata di ieri, 12 dicembre, è stata presentata ai sindacati una Ipotesi di accordo sul reperimento dei fondi per il ripristino degli scatti di anzianità al personale della scuola.
La FLC CGIL non ha sottoscritto l’Ipotesi, riservandosi la valutazione negli organismi dirigenti.
Pubblichiamo di seguito il commento di Domenico Pantaleo. Nelle prossime ore una scheda di approfondimento sui contenuti dell’accordo.
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Ancora una brutta pagina sulla scuola. L’Ipotesi di accordo sul ripristino degli scatti di anzianità è una beffa a danno dei lavoratori e un ulteriore taglio alle risorse della scuola pubblica. 8 miliardi di euro sono stati tagliati alla scuola riducendo il personale docente e ATA. Ma per i ministri del tesoro e dell’istruzione queste “economie” sono insufficienti, quindi pongono i lavoratori di fronte a un baratto indecente: rinunciare al salario accessorio per pagarsi gli scatti di anzianità. Per far questo va decurtato il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (Mof) di oltre il 25% (351 milioni di euro) a partire dal 1 gennaio 2013. Per l’anno 2012 vengono anche sottratti 295 milioni di euro relativi al fondo di miglioramento dell’offerta formativa non ancora assegnato alle scuole. Quindi un ulteriore duro colpo alla qualità dell’offerta formativa.

Gli effetti saranno pesantissimi per tutti ma soprattutto per la scuola dell’infanzia, primaria e media.

Un accordo che divide ancora i lavoratori! I precari, che non hanno diritto agli scatti, buona parte del personale a tempo indeterminato che matura gli scatti nei prossimi anni ai quali non viene data alcuna garanzia e coloro i quali per effetto dei tagli al Mof non avranno la garanzia del pagamento del lavoro svolto.

Ma danno e beffa non finiscono qui. L’accordo pretende che le risorse prese dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa vengano recuperate in termini di produttività nel rinnovo dei contratto: vale a dire maggior lavoro a parità di retribuzione.

Ecco perché la FLC CGIL non sottoscrive la proposta di accordo e si riserva una valutazione negli organismi dirigenti.

È grave che il Ministro Grilli continui a lucrare sulle basse retribuzioni del personale della scuola e che il Ministro Profumo avalli, contrariamente a quanto sostiene a chiacchiere, il taglio di risorse che penalizzano l’autonomia scolastica, la professionalità dei lavoratori e i diritti degli studenti. Questa brutta “partita di giro” potrebbe ripetersi nei prossimi anni perché il blocco degli scatti prosegue, con l’effetto di azzerare il fondo nel 2014.

Adesso la parola passa i lavoratori che dovranno esprimersi democraticamente su questo accordo.

Graduatorie di istituto al punto di non ritorno

Graduatorie di istituto al punto di non ritorno

 

Nella tarda giornata di ieri il MIUR ha emanato, a firma del suo Direttore Generale Dott. Chiappetta, la nota Prot. n. AOOODGPER 9509, 12 dicembre 2012, con la quale si invitano gli uffici periferici dell’Amministrazione (Uffici Regionali e Ambiti Territoriali Provinciali) a dare disposizioni affinché non si utilizzino le graduatorie di Circolo e di Istituto relative all’anno in corso 2012/13 per le nomine dei supplenti “aventi diritto” a causa di alcuni non precisati motivi tecnici. Quelle stesse graduatorie che erano state pubblicate dal MIUR in via definitiva solo pochi giorni prima, il 5/12/2012.

 

È occorsa quasi una settimana al MIUR per accorgersi, sulla base delle segnalazioni ricevute dai vari Ambiti Territoriali, che queste graduatorie pubblicate in via definitiva presentavano delle anomalie. Ovviamente, anche in questo caso, sono stati i diretti interessati, i precari, ad accorgersene quando le segreterie scolastiche hanno iniziato a convocare in via definitiva.

 

Le ragioni probabili? Dimensionamento scolastico, creazione e inserimento della IV fascia aggiuntiva alle GAE e, nel caso dell’Emilia Romagna, lo sblocco di alcuni vincoli nel numero di scuole del modello B (es. limite dei Circoli didattici ecc.) resosi necessario al fine di coprire adeguatamente le zone terremotate.

 

Per carità, tutti motivi assolutamente legittimi. Peccato che l’aggiornamento “regolare” delle GI si fosse concluso l’anno scorso. E anche in quel caso, dal 22 novembre, assistemmo alla triste migrazione di docenti precari da una cattedra all’altra, ad anno scolastico inoltrato. Speravamo fosse finita lì. Ma forse ai ragazzi in classe ci pensano solo i loro genitori ed i docenti…

 

Comunque, è bene precisarlo, in tutta questa generalizzazione (la nota del MIUR è infatti omnicomprensiva, scarna e laconica) solo in alcuni casi i conti non tornano. Gli errori, infatti, non sono su tutto e tutti. È possibile accorgersene facilmente confrontando le graduatorie dello scorso anno e quelle attuali. Dal confronto emerge che per la stragrande maggioranza delle classi di concorso della secondaria di I e di II grado non ci sono state variazioni procurate da nuovi inserimenti (la IV fascia aggiuntiva GAE era, infatti, destinata ad un numero limitatissimo di classi di concorso!); il problema è enorme invece per Infanzia e Primaria, qui gli errori ci sono e devono essere risolti.

 

Nel frattempo come si stanno regolando i DS? Privi di indicazioni ufficiali, procedono in ordine sparso. Per Infanzia e Primaria non convocano, ed è bene che non lo facciano. Alcuni AT, come quello di Ravenna, si erano già accorti delle anomalie e in data 7/12/2012 – alle ore 13.27 (sic!) – avevano invitato a sospendere l’utilizzo delle GI di II e III fascia per accertamenti. Peccato che alcuni DS avessero già nominato al mattino.

 

I DS più temerari del I e II grado (e con tutta la legittimità del caso che gli deve essere riconosciuta!) hanno ritirato fuori i cartacei, vecchi e nuovi, e hanno verificato la totale assenza di anomalie (sia nelle GI che nel sistema convocazioni) riconfermando i docenti supplenti che erano stati nominati entro le 13.27 del 7 dicembre. Lo stesso AT di Ravenna ha provveduto al controllo ed in data 10/12 ha ribadito in una nota trasmessa alle Segreterie la sostanziale correttezza delle GI per il I ed il II grado, II e III fascia! Alcuni DS che avevano nominato in mattinata hanno invece annullato tutte le legittime procedure di individuazione per procedere con nuove convocazioni.

 

Quest’ultimo è il caso più assurdo e increscioso, poiché si lede il diritto dei docenti individuati legittimamente dando una seconda possibilità a tutti coloro che avevano rifiutato il posto in prima convocazione e che adesso, dopo cinque giorni, ci possono ripensare accettando il posto. Con la solita, inevitabile, coda di contenziosi. I DS che invece non avevano nominato, hanno fissato nuove convocazioni (tra il 13 ed il 15) che, ovviamente sulla base della nota MIUR di ieri, dovranno sospendere fino a data da destinarsi. Insomma, la roulette sta ancora girando.

 

Ma di chi è la responsabilità di questo nodo gordiano? Di sicuro non degli Ambiti Territoriali, i quali da tempo non gestiscono direttamente l’inserimento dei dati, e che anzi cercano di coordinare il territorio. Dei Referenti regionali? degli stessi Direttori degli USR come referenti principali del territorio? Del sistema informatico? No. È un errore di gestione generale del Ministero, di chi doveva controllare che tutte le variabili specifiche del territorio fossero ricomprese nell’applicativo informatico. Dell’amministrazione che non dà indicazioni “centrali”.

 

Chi si assumerà la responsabilità di tutto questo con un Ministro della Pubblica Istruzione quasi sulla soglia dell’uscio? A chi spetta pagare anche per tutto il lavoro ridondante che le Segreterie sono costrette a svolgere inutilmente? Questo tempo sprecato ha un costo, lo si vede anche negli occhi dei colleghi Assistenti Amministrativi. Siamo al punto di non ritorno ed è giunto il momento di non passarci sopra.

 

ANIEF invita tutti coloro che dovessero essere danneggiati da questa modalità di gestione delle graduatorie di istituto a contattare la segreteria nazionale oppure la sede territoriale ANIEF più vicina per valutare, caso per caso, possibili azioni di tutela.

 

Prof.ssa Milena Manini


Presidente regionale ANIEF Emilia Romagna

Scuola, tornano gli scatti

da Il Sole 24 Ore

Scuola, tornano gli scatti

Il pagamento avverrà nella busta paga del prossimo febbraio

Claudio Tucci

Si viaggia verso lo sblocco degli scatti di anzianità 2011 del personale della scuola, che verranno quindi regolarmente pagati. È quanto emerso ieri all’Aran, con l’assenso di Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals-Confsal (solo la Flc Cgil non ha condiviso la soluzione prospettata al tavolo). La partita interessa circa 16omila tra professori e amministrativi (Ata) che così potranno recuperare  (probabilmente  nella busta paga di febbraio, assieme agli arretrati) lo scatto stipendiale maturato lo scorso anno (gli scatti di anzianità nella scuola sono l’unica forma di progressione di carriera). Nel 2oio gli scatti sono stati pagati, utilizzando, come previsto dall’accordo siglato due anni fa con gli ex ministri Giulio Tremonti e Mariastella Gelmini, una quota dei risparmi centrati dal ministero dell’istruzione per effetto dei tagli all’organico. Nello specifico, furono utilizzati 320 milioni. La questione si è aperta per gli scatti 20u, visto che la quota di economie certificate dall’Economia (e da utilizzare per il loro recupero) risultava di appena 93 milioni. Una grossa fetta dei risparmi mancanti sono stati utilizzati dal Miur per assumere nuovi docenti di sostegno (circa 5mila in più) a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 8o del 2010 che ha di fatto vietato di ridurre gli insegnanti per gli alunni disabili. Ma dopo l’incontro a palazzo Chigi con il premier Mario Monti e le organizzazioni sindacali, la partita si è sbloccata: per recuperare gli scatti 2011 (e il trascinamento 2012) servono meno di 30o milioni; mentre dalzoi3, a regime, per il recupero degli scatti d’anzianità di prof e Ata serviranno 350 milioni di euro l’anno. La soluzione illustrata ai sindacati dal presidente dell’Aran, Sergio Gasparrini, passa per utilizzare (per il recupero di questi soldi) le risorse del Mof, il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Ogni anno il Mof pesa per circa 1,3 miliardi, di cui un miliardo di euro è appannaggio del Fis, il fondo d’istituto che serve per retribuire le prestazioni “accessorie” rese dal personale scolastico. Per recuperare gli scatti zon quindi il Mof verrà tagliato di circa 11 25%. Ma non saranno toccati gli stanziamenti dedicati ai corsi di recupero e al pagamento delle ore di supplenza (il taglio sarà spalmato proporzionalmente su tutte le altre voci). Mentre sulla questione (richiamata  anche  dal  premier Monti) di come incrementare la produttività del lavoro di docenti e Ata si è deciso di rinviare la discussione in sede di rinnovo del contratto collettivo nazionale (bloccato fino al 2034). Per Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals-Confsal la soluzione individuata per il recupero degli scatti è positiva, e anche il taglio al Mof (a regime avrà comunque la consistenza di un miliardo di euro) «non determinerà nessuna paralisi delle attività delle sc uole ». Di diverso avviso la FlcCgil secondo cui questo passaggio rappresenta invece «un ulteriore taglio di questo Governo ai diritti, ai salari e alla qualità della scuola pubblica».

Scatti stipendiali: firmato l’accordo

da Tecnica della Scuola

Scatti stipendiali: firmato l’accordo
di R.P.
Non si conoscono ancora i particolari e non si sa con precisione di quanto sia stato decurtato il fondo per il MOF.
E’ stata sottoscritta nella serata del 12 dicembre l’ipotesi di accordo in materia di pagamento degli scatti stipendiali. Ne dà notizia, senza aggiungere molti particolari la CislScuola che coglie l’occasione per polemizzare con la Flc-Cgil che, evidentemente, non ha siglato l’intesa. “La mancanza di risorse certificate ci ha costretti a usare una parte di quelle contrattuali, scegliendo di dare priorità alla tutela della retribuzione fondamentale” sostiene la CislScuola che aggiunge anche: “Tutti sanno che non esistevano altre vie praticabili se non questa, chi contesta questa soluzione abbia il coraggio di dichiarare che preferisce rinunciare al pagamento degli scatti”. Peraltro, la stessa CislScuola ribadisce che l’intera situazione della scuola dovrà essere riesaminata con grande attenzione non appena si sarà insediato il nuovo Governo: “È chiaro – afferma infatti il segretario nazionale Francesco Scrima – che la questione salariale per la scuola resta aperta, insieme a tante altre su cui continua il nostro impegno (inidonei, ferie del personale precario, compensi per mansioni superiori, ecc.); ma è altrettanto chiaro che il confronto andrà ripreso col nuovo Governo, subito dopo le elezioni, perché l’obiettivo di valorizzare la scuola e le sue professionalità non si può certo perseguire nelle pieghe dell’ordinaria amministrazione”. Al di là della firma (pressoché scontata), nelle prossime ore, sarà interessante esaminare l’accordo più nel dettaglio. Si tratta infatti di capire di quanto sarà ridotto il fondo di istituto e quale sarà l’entità del fondo che rimarrà a disposizione per la contrattazione di istituto.

Formazione sulla sicurezza: comprensibile e in orario di servizio

da Tecnica della Scuola

Formazione sulla sicurezza: comprensibile e in orario di servizio
di Aldo Domenico Ficara
Ai sensi dell’art. 37 comma 12 del D.Lgs. n. 81/2008 (tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) la formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all’articolo 50 ove presenti, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori
Il successivo comma (n. 13) dice che il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo. In coerenza con le previsioni di cui all’articolo 37, comma 12, del D.Lgs. n. 81/2008, i corsi di formazione per i lavoratori vanno realizzati previa richiesta di collaborazione agli enti bilaterali, quali definiti all’articolo 2, comma 1, lettera h), del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, e successive modifiche e integrazioni e agli organismi paritetici, così come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera ee), del D.Lgs. 81/08, ove esistenti sia nel territorio che nel settore nel quale opera l’azienda interessata alla formazione del proprio personale. In mancanza, il datore di lavoro procede alla pianificazione e realizzazione delle attività di formazione. Da notare infine che gli accordi (pubblicati in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 8 del 11-1-2012) sanciti il 21 dicembre 2011 dalla Conferenza Stato Regioni per la formazione sulla sicurezza dei lavoratori e corsi di formazione per datore di lavoro – RSPP, disciplinano ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, e successive modifiche e integrazioni (di seguito D.Lgs. n. 81/08), la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione, nonché dell’aggiornamento, dei lavoratori e delle lavoratrici come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera a), dei preposti e dei dirigenti, nonché la formazione facoltativa dei soggetti di cui all’articolo 21, comma 1, del medesimo D.Lgs. n. 81/08. A tal proposito ai fini di un migliore adeguamento delle modalità di apprendimento e formazione all’evoluzione dell’esperienza e della tecnica e nell’ambito delle materie che non richiedano necessariamente la presenza fisica dei discenti e dei docenti, viene consentito l’impiego di piattaforme e-Learning per lo svolgimento del percorso formativo se ricorrono le condizioni di cui all’Allegato I. La formazione di cui all’accordo può avvenire sia in aula che nel luogo di lavoro.

Reclutamento: pronto il nuovo regolamento

da Tecnica della Scuola

Reclutamento: pronto il nuovo regolamento
di R.P.
Concorsi con cadenza biennale. I “bocciati” non potranno più ritentare a meno che non optino per una diversa classe di concorso. I concorrenti non potranno essere più del triplo rispetto al numero dei posti messi a concorso.
Il nuovo regolamento in materia di reclutamento del personale docente al quale sta lavorando il ministro Profumo contiene alcune norme che faranno discutere (e protestare). La prima è questa: al concorso potrà partecipare solamente un numero di candidati pari al triplo dei posti messi a concorso. La seconda è forse persino più pesante: si porà partecipare solo per una classe di concorso e se non si supera la prova preselettiva non ci si potrà più ripresentare. Il regolamento sarà sottoposto quanto prima al parere del Cnpi, ma soprattutto dovrà acquisire il parere delle Commissioni parlamentari competenti che però a questo punto non avranno più il tempo per affrontare la questione. La relazione che accompagna lo schema di regolamento attribuisce al ministro la facoltà di rivedere le norme generali sul reclutamento che risalgono al testo unico del 1994. Se dovesse andare in porto l’operazione i concorsi saranno banditi con cadenza biennale entro il 31 dicembre del secondo anno di ciascun biennio. I concorsi non saranno validi per l’abilitazione e chi sarà respinto non potrà più ritentare a meno di non optare per una diversa classe di concorso.

Raggiunto l’ccordo sugli scatti di anzianità

da tuttoscuola.com

Raggiunto l’ccordo sugli scatti di anzianità

Raggiunto in tarda serata ieri all’Aran l’accordo sul pagamento degli scatti di anzianità del personale della scuola, docenti e non docenti, per il 2011; lintesa è stata firmata dalla Cisl-scuola, dalla Uil-scuola, dallo Snals e dalla Gilda; mentre la Cgil- scuola, come ha fatto in altre occasioni, si è  riservata di valutare.

Secondo Scrima, segretario della Cisl-scuola, si tratta di “un risultato importante, che lo diventa ancor di più perché ottenuto in condizioni difficilissime. La mancanza di risorse certificate ci ha costretti a usare una parte di quelle contrattuali, scegliendo di dare priorità alla tutela della retribuzione fondamentale”.

“Con un governo in scadenza, a legislatura ormai di fatto chiusa – ha aggiunto Scrima – un ennesimo rinvio sarebbe stato gravido di conseguenze, compromettendo ogni possibilità di soluzione ad un problema che si trascina da mesi. Tutti sanno che non esistevano altre vie praticabili se non questa, chi contesta questa soluzione abbia il coraggio di dichiarare che preferisce rinunciare al pagamento degli scatti”.

Secondo Scrima “è chiaro che la questione salariale per la scuola resta aperta, insieme a tante altre su cui continua il nostro impegno (inidonei, ferie del personale precario, compensi per mansioni superiori, ecc.); ma è altrettanto chiaro che il confronto andrà ripreso col nuovo Governo, subito dopo le elezioni, perché l’obiettivo di valorizzare la scuola e le sue professionalità non si può certo perseguire nelle pieghe dell’ordinaria amministrazione”.

Concorso: accolti i ricorsi Adida e Codacons

da tuttoscuola.com

Concorso: accolti i ricorsi Adida e Codacons

Il presidente del Tar del Lazio ha accolto il ricorso di 184 docenti che fanno parte dell’associazione Adida (Associazione docenti invisibili da abilitare) e li ha ammessi con riserva a partecipare a ”concorsone” per gli insegnati previsto il 17 e 18 dicembre.

La decisione del presidente, che sarà sottoposta ora al vaglio del collegio, riguarda gli esclusi perchè già di ruolo in altre materie e quelli rimasti fuori perchè laureati dopo il 2003.

Secondo la Coordinatrice Nazionale di Adida, Barbara Borriero, “il concorso andrebbe sospeso ed è per questo che nella camera di Consiglio del prossimo 10 gennaio, in via cautelare, si chiederà la sospensione del concorso, tuttavia nell’attesa del giudizio, riteniamo opportuno che tutti gli esclusi siano ammessi a partecipare”.

Nei giorni scorsi il tribunale amministrativo, accogliendo un altro ricorso presentato dal Codacons, aveva pubblicato un’ordinanza con la quale aveva ammesso altri 340 candidati.