Viaggio nella storia della Scuola: “Dal Libro Cuore, alla Lavagna Digitale”

Viaggio nella storia della Scuola: “Dal Libro Cuore, alla Lavagna Digitale”

150a(Roma, 19 Dicembre 2012) Aprire la porte del Ministero e del suo patrimonio fino ad ora nascosto. Permettere ad alunni, docenti e cittadini, di curiosare tra antichi registri, pagelle e documenti rarissimi sulla scuola. Rendere il Palazzo dell’Istruzione una vera “casa della e per la scuola italiana”.

E’ questo lo scopo della mostra permanente sulla storia della scuola del nostro Paese dal titolo “Dal Libro Cuore, alla Lavagna Digitale”, che viene inaugurata domani, alle ore 10.00, alla presenza del Ministro Francesco Profumo, al piano terra del MIUR. L’esposizione è stata realizzata grazie al contributo del Ministero dell’Economia e delle Finanze ed alla collaborazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, degli istituti “R. Rossellini” di Roma, “E. Majorana” di Brindisi e di tante altre scuole che hanno donato i loro documenti d’archivio.

La mostra nasce in occasione del 150enario della Biblioteca del Ministero che, fondata nel 1862 a Torino, ha seguito le vicende del Regno d’Italia, venendo trasferita prima a Firenze e poi a Roma nel Palazzo della Minerva. Infine, dal 1928, la biblioteca si trova nella sede storica del Ministero, a Viale Trastevere e accoglie circa 70mila volumi e documenti di notevole importanza storica.

Il percorso della Mostra

  • L’esposizione si snoda tra le tre sale della Biblioteca del Miur: Emeroteca, Sala della Legislazione Scolastica e la Biblioteca Centrale. E’ divisa in 5 sezioni:
  • Le aule: esposizione di due aule, una di fine ‘800 e una modernissima 2.0;
  • La vita di classe: Registri, giornali della classe e quaderni;
  • I libri di testo: Abaci, abbecedari ed altri libri di testo;
  • Pagelle e diplomi: pagelle e attestati dal 1863, comprese quelle della “propaganda”, fino al primo dopo-guerra;
  • L’amministrazione scolastica: Regi decreti, l’intera collezione delle leggi d’Italia fin dalla prima del 21 marzo 1861, i libri matricolari dei regi provveditori e dei regi ispettori e libri stranieri sull’istruzione dell’800 e del ‘900;

Si tratta di un patrimonio di grande valore storico e culturale, attraverso il quale leggere la storia del Paese. Un percorso che idealmente lega le nostre radici culturali nazionali alle innovazioni del presente e alle nuove tecnologie: dalla lavagna in legno a quella digitale.

Portale sulla scuola

Oltre alla mostra è stato realizzato anche un portale sulla storia della scuola italiana – che sarà attivo da domani – dove sono stati digitalizzati e inseriti documenti, libri e foto presenti nella biblioteca: www.storia150.ipzs.it.

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La mostra sarà aperta a scolaresche e cittadini previa prenotazione. Si può scrivere al seguente indirizzo: biblioteca@istruzione.it, oppure chiamare lo 06-5849.2053-2806-3129.

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Scuola, da gennaio è rivoluzione l’iscrizione sarà solo online

da Roma – Repubblica.it

Scuola, da gennaio è rivoluzione l’iscrizione sarà solo online

La sfida digitale dalle elementari alle superiori. 10mila gli aspiranti insegnanti che si sono presentati al secondo round del Concorsone

di SARA GRATTOGGI

Archiviata la preselezione del concorso per insegnanti, la prima di sempre completamente informatizzata, il mondo della scuola si prepara ora alla prossima sfida digitale: quella delle iscrizioni online. Per la prima volta, infatti, le iscrizioni al primo anno delle elementari, delle medie e delle superiori dovranno essere fatte esclusivamente su internet, come previsto dal decreto legge n.95/2012.
Le domande si potranno presentare dal 21 gennaio al 28 febbraio 2013. Le scuole destinatarie (o quelle di provenienza, se necessario) dovranno offrire un servizio di supporto alle famiglie prive di strumentazione informatica. Un nuovo step nel processo di dematerializzazione delle procedure amministrative, dopo i plichi telematici della maturità 2012 e l’introduzione dei registri elettronici.
Le famiglie dovranno registrarsi e inviare le domande attraverso il sistema “Iscrizioni on line” sul sito del Miur o dall’indirizzo www.iscrizioni.istruzione.it. Il sistema avviserà le famiglie via posta elettronica, in tempo reale, dell’avvenuta registrazione e i genitori potranno seguire sul web l’iter della domanda inoltrata, in caso  –  ad esempio  –  non siano disponibili posti nella scuola o per l’indirizzo di prima scelta. Le famiglie, pur dovendosi iscrivere a un solo istituto, potranno infatti indicare in subordine altre due opzioni di proprio gradimento, nel caso nel prima non sia disponibile.
Intanto, i 9.697 aspiranti insegnanti nel Lazio che hanno superato le prove preselettive del Concorsone attendono  ora il 15 gennaio: data in cui sarà pubblicato in gazzetta ufficiale il calendario delle prove scritte. Il bilancio finale del primo test, nel Lazio, è di 26.145 prove effettivamente svolte sulle 33mila circa previste. Solo il 37,1 per cento dei partecipanti (poco meno di 4 su 10) è stato promosso. Un dato comunque migliore di quello nazionale, che vede ammesso il 33,5 per cento dei candidati.
Nella prossima prova, gli aspiranti docenti dovranno affrontare una serie di domande a risposte aperta (non più quiz, insomma) sulle discipline oggetto d’insegnamento. Solo se la supereranno, potranno poi presentarsi all’orale, dove dovranno anche affrontare una lezione simulata di 30 minuti (altra novità del Concorsone) che ne misurerà la capacità di stare in classe e di comunicare con gli studenti. Sulle successive fasi del Concorsone, però, si profila l’ombra del ricorso al Tar già annunciato dall’Anief, che ritiene la soglia di ammissione dei 35 punti su 50 troppo alta e chiede vengano accettati anche coloro che hanno totalizzato dai 30 ai 34 punti.
Domani, invece, ad affrontare la prova scritta saranno i circa 3mila candidati che hanno superato la preselezione del concorso per insegnare nelle scuole d’infanzia comunali. Trecento i posti messi a bando.

Concorso a cattedra, preselettive spietate: passa solo 1 candidato su 3!

da Tecnica della Scuola

Concorso a cattedra, preselettive spietate: passa solo 1 candidato su 3!
di Alessandro Giuliani
Dati ufficiali: ammessi allo scritto il 33,5%, appena 88.610 su oltre 321mila iscritti. I più abili a rispondere in Toscana, Piemonte, Lombardia e Liguria. Peggio di tutti in Calabria, dove è risultato idoneo 1 ogni 5. Il Miur: la percentuale di ammessi in linea con le aspettative. E alle tante critiche per la proposizione dei quiz da cruciverba, viale Trastevere dice che si usa questa tipologia in tutti i concorsi pubblici, nazionali ed internazionali, a prescindere dalle figure professionali. Ma fare il docente non è una professione qualsiasi….
Nessuna sorpresa. Le ultime quattro sessioni delle prove preselettive per partecipare alle verifiche disciplinari del concorso a cattedra, tornato ad essere bandito dopo 13 anni, ha solo confermato quanto era emerso nella prima giornata: il passaggio della prova ha riguardato una minoranza dei partecipanti. Da un comunicato di resoconto del Miur risulta che “le prove svolte erano attesi 327.798 aspiranti docenti. Di questi, si sono presentati nelle sedi di concorso in 264.423. Hanno superato la prova 88.610 candidati, ovvero il 33,5%. Le regioni con le maggiori percentuali di successo, dove è stata superata la soglia del 40%, sono: la Toscana (44,3%), il Piemonte (41,7%), la Lombardia (41,3%), la Liguria (il 40,3%). Quelle con le percentuali più basse invece sono: la Calabria (20,8%), il Molise (21,3%), la Basilicata (22,5%).
Il Miur ha fatto sapere che “si concludono con un bilancio positivo le due giornate dedicate ai test preselettivi, una prova che almeno per le dimensioni e le procedure innovative rappresentava senz’altro uno dei momenti più complessi dell’intero iter concorsuale. Adesso gli aspiranti docenti ammessi, che grazie al sistema digitale hanno avuto modo di conoscere l’esito della prova pochi istanti dopo la sua conclusione, affronteranno le successive prove in programma: gli scritti (il calendario il 15 gennaio nella Gazzetta Ufficiale ndr) e gli orali, tra cui la novità assoluta della lezione simulata che valuterà la capacità di stare in classe e comunicare agli studenti”.
Sempre secondo il dicastero di viale Trastevere, “la percentuale di ammissione dei candidati, al di sopra del 30%, è in linea con le aspettative, ha dimostrato l’accessibilità del test e, allo stesso tempo, la piena funzionalità della prova”.
Il Miur ha anche voluto rispondere alle tante critiche che si sono accavallate negli ultimi due giorni dopo la somministrazione di quesiti generici e che non hanno nulla a che fare con l’insegnamento: “il test rappresenta un passaggio preliminare per la definizione della platea concorsuale, così come avviene in tutti i concorsi pubblici, nazionali ed internazionali, a prescindere dalle figure professionali. Alle successive prove scritte e orali spetterà invece la valutazione delle conoscenze professionali più specifiche”.
Resta da dire, però, che l’insegnamento non è una professione qualsiasi. E che molti aspiranti docenti non potranno dimostrare di essere in possesso di alte conoscenze e competenze. Per non aver saputo rispondere correttamente a quesiti davvero particolari.

Secondo giro del concorsone “Io ce l’ho fatta”

da l’Unità

Secondo giro del concorsone “Io ce l’ho fatta”

” Bocciato il 66% dei candidati. «Ho superato la prova, ma questa selezione non premia il merito»

Luciana Cimino

Cinquanta quesiti di logica e lingua straniera in 50 minuti. Anche il secondo giorno delle prove preselettive del concorso della scuola conferma la tendenza: circa il 66% dei candidati non l’ha superato. A questi docenti si prospettano ancora anni di precariato(«resta il doppio binario», ha rassicurato il sottosegretario Marco Rossi Doria ieri). Gli altri (tra cui, Agnese Landini, moglie del sindaco di Firenze, Renzi) si prepareranno alle prove scritte e orali. Tra di loro c’è Luca. Una laurea con 110 e lode presa per mezzo di borse di studio e casa dello studente, poi dottorato, borsa di ricerca all’estero, Siss. In mezzo ha fatto «di tutto: fonico, dj, cameriere, ho lavorato anche per II Cepu, non si può fare altrimenti: quest’anno ho insegnato una sola settimana». Al quizzone di ieri ha totalizzato 50/50, zero risposte sbagliate. Un record. «Ho partecipato perché è l’unico modo per entrare di ruolo, ma è una pagliacciata dice Nella mia classe di concorso, la 037, storia e filosofia, ci sono 26 posti nel Lazio: devo crederci? L’unica cosa a cui credo è che se riesco ad arrivare all’orale con la preparazione che ho e i 10 anni di dottorato alle spalle me li mangio». Racconta che ieri mattina quello che ha visto nella sede del concorso è stata «gente con la canna alla gola, con un clima da assalto ai forni e ultima spiaggia». Che tanti precari con esperienza decennale sono rimasti fuori, mentre professionisti in altri settori sono passati, «di quale rinnovamento parla il Miur se recluta chi a scuola non c’è mai stato invece di fare posto a chi da anni sta lì?». «Ma fa ridere perché non è valido sotto tutti i punti di vista: sotto l’aspetto della retorica giovanilistica, dal punto di vista politico perché costituisce la sconfitta del mondo della scuola ed è deficitario dal punto di vista finanziario».     Intanto, mentre l’Anief minaccia altri ricorsi per far ammettere anche i candidati che hanno ottenuto punteggi inferiori a 35/50 («è troppo alta e va ben oltre, in proporzione, ai 6/10 previsti dal Decreto Legislativo 297/94»), e il Codacons chiede siano pagati ai precari i permessi presi per effettuare il concorso, il Ministero dell’Istruzione diffonde i numeri della prima prova. A superare la prova preselettiva sono i candidati più giovani (25/26 anni e 35/37), che hanno più dimestichezza con i test. Iscritti alla prova, senza superarla, anche tre persone di 67 anni. «Quando si fa un concorso si rischia sempre di escludere o penalizzare qualcuno. Tutti i test sono perfettibili. Ma i test sono stati vagliati da gruppi di docenti molto preparati», ha commentato Rossi Doria. Ma il Cip, Coordinamento Insegnanti Precari, non è d’accordo..«Partecipare al concorsone è svilente per la nostra professione, perché i quiz prevedono un’innegabile dose di casualità e fortuna. Ma insegnare è tutta un’altra cosa», dice Elena La Gioia, presidente. Mentre parla di «colossale inganno nei confronti dei concorrenti e dei precari» la Cgil. «Nei test d’ingresso non vi è alcun rapporto con la misurazione delle competenze professionali, didattiche e pedagogiche commenta Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc Cgil si è trattato di un meccanismo finalizzato a tagliare il più possibile il numero dei concorrenti. Una lotteria a premi che umilia la scuola pubblica».

Formazione professionale, il Miur insiste per rilanciarla

da Tecnica della Scuola

Formazione professionale, il Miur insiste per rilanciarla
di A.G.
Nel corso della prima Conferenza nazionale dei Servizi sull`Istruzione e la Formazione Professionale. Promossa dal Miur, con il ministero del Lavoro e d`intesa con la IX Commissione della Conferenza delle Regioni, l’iniziativa è servita a ribadire un concetto: dove l’offerta di IeFP è più ampia e strutturata, la dispersione diminuisce. Ma allora perché al Sud ve ne sono di meno?
Il 18 dicembre si è svolta a Roma, al Convitto Nazionale ‘Vittorio Emanuele II’, la prima Conferenza nazionale dei Servizi sull`Istruzione e la Formazione Professionale (IeFP). Promossa dal Miur, con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e d`intesa con la IX Commissione della Conferenza delle Regioni. La Conferenza, rende noto il Miur, è stata la prima occasione istituzionale per fare il punto con gli Assessori regionali, le Parti sociali e una significativa rappresentanza dei Centri di formazione professionale (CFP) sui passi compiuti e sui principali nodi ancora da sciogliere per rafforzare, nel nostro Paese, i percorsi di IeFP e offrire ad ogni studente la scuola più adatta ai suoi talenti e ai suoi interessi, favorendo così un più efficace inserimento nel mondo del lavoro. È necessario far conoscere ai giovani e alle loro famiglie, le opportunità offerte da questi indirizzi, e dall`apprendistato, in vista delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Nel corso della Conferenza sono intervenuti esponenti delle parti sociali, in rappresentanza di Confartigianato, Acli, Cgil, Cisl e Uil.
Dal 2004 al 2012 i giovani iscritti alla IeFP sono passati da 25.000 a più di 240.000, di cui oltre 124.000 iscritti presso i CFP – ha detto il sottosegretario all’Istruzione Elena Ugolini – Il nostro Paese comincia ad avere un sistema alternativo a quello scolastico, come nella maggioranza dei Paesi dell`Europa. Dare più forza alla IeFP, come dimostra la Germania, significa fornire più occasioni di lavoro ai giovani e maggiori opportunità di crescita alle imprese. L`obiettivo di questa Conferenza è quello di preparare, per il prossimo Governo, un`agenda già condivisa con le Regioni, le Parti sociali e gli operatori del settore: mettendo a regime l`IeFP il Paese potrà compiere il salto culturale di cui ha bisogno, riconoscendo il valore formativo dell`alternanza scuola lavoro“.
Dai dati presentati è emerso, in particolare, che i giovani con una qualifica professionale trovano più rapidamente un lavoro nonostante la crisi occupazionale; inoltre la dispersione scolastica diminuisce notevolmente nelle Regioni – ad esempio quelle del nord – in cui l`offerta di IeFP è più ampia e strutturata.
Il problema, aggiungiamo noi, è che le percentuali maggiori di abbandono degli studi in età di obbligo scolastico sono concentrate nel meridione. E non tutte le Regioni del Sud, a quanto ci risulta, hanno sino ad oggi investito (o avuto la possibilità di investire) nella formazione professionale. Prima e dopo la riforma Gelmini.

Accordo con Google, i grandi classici sul web

da Tecnica della Scuola

Accordo con Google, i grandi classici sul web
Intesa con il Ministero dei Beni Culturali per la digitalizzazione di 500 mila rarissimi testi
La primissima edizione de La secchia rapita di Alessandro Tassoni e dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, il libretto della prima rappresentazione de La Traviata a Venezia nel 1883 e de La Dafne di Ottavio Rinuccini. Sono alcuni dei preziosi volumi, spesso per motivi di cautela tenuti lontano dal pubblico negli archivi delle biblioteche, che saranno presto fruibili online gratuitamente su Google Libri, grazie ad un accordo siglato con il Ministero dei Beni Culturali per la digitalizzazione di 500 mila rarissimi testi con un’opzione per arrivare fino a un milione di volumi. Esattamente una settimana fa sono partiti in gran segreto verso uno scan center appositamente allestito i primi furgoni della Biblioteca nazionale centrale di Roma, cui seguiranno quelli della Nazionale centrale di Firenze e poi della Vittorio Emanuele III di Napoli per il primo modulo del progetto che con un costo di 2 milioni e 300 mila euro porterà sul web entro 18-24 mesi i primi 340 mila testi

Il test preselettivo del concorso più congeniale ai giovani aspiranti docenti

da Tecnica della Scuola

Il test preselettivo del concorso più congeniale ai giovani aspiranti docenti
di Lucio Ficara
Il Miur comunica che i tassi in percentuale di maggiore successo nella risoluzione dei quiz preselettivi sono stati registrati nei candidati con un’età compresa tra 25 e 26 anni e tra quelli con un’età compresa tra i 35 e 37 anni.
È un dato che non ci lascia particolarmente meravigliati, quello che ci viene comunicato attraverso una nota del Miur di queste ore. Tra i dati più rilevanti pervenuti al Ministero dalle sedi di concorso e resi pubblici dal Miur, sono quelli riferiti all’età degli idonei al concorso, che risulta più bassa rispetto all’età media dell’intera dei candidati ammessi a svolgere i test preselettivi . Infatti mentre l’età media dei partecipanti è rilevata in 38,4 anni, l’età media di chi farà le prove scritte sarà di 32,5 anni. Parallelamente, i tassi di successo decrescono nei test svolti da candidati con un’età dai 39 anni in poi. Nella nota del Miur compare anche la curiosità che tra i candidati alla prova preselettiva c’erano anche tre aspiranti docenti di 67 anni. Due di questi che hanno svolto il test, non sono riusciti a superarlo. A pagare le conseguenze di questa tipologia di selezione sono i soliti precari storici over 40, che oltre il danno di un concorso che non hanno mai digerito, adesso ricevano la beffa di essere stati superati nella selezione dai più giovani aspiranti docenti. La cosa grave ed anche triste è quella di avere mortificato professionisti seri, che da molti anni lavorano con riconosciuto merito nelle nostre scuole, obbligandoli a concorrere con menti più fresche e più abituate a rispondere ai giochi a quiz, che nulla hanno a che vedere con la didattica e le abilità del bravo docente.

Concorso a cattedra: il punteggio delle prove scritte

da Tecnica della Scuola

Concorso a cattedra: il punteggio delle prove scritte
di Aldo Domenico Ficara
Una volta mandata in archivio la prova preselettiva del concorso a cattedra, si comincia a pensare alla fase successiva ovvero la prova scritta, a tal proposito nella Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2013 sarà data la comunicazione ufficiale sulle date previste.
Gli addetti ai lavori prevedono la data dello svolgimento degli scritti non prima del mese di febbraio. Il punteggio complessivo che la commissione giudicatrice assegnerà ai candidati sarà pari a 40 punti nel caso di prova singola, mentre nel caso di due o più prove, il punteggio è ottenuto dalla media aritmetica delle singole prove, a ciascuna delle quali è assegnato un punteggio massimo di 40 punti. La prova scritta sarà superata ottenendo una valutazione non inferiore a 28 punti in ogni singola prova. Si differenziano le prove scritte di quelle discipline che prevedono la prova pratica di laboratorio, in questo caso il punteggio complessivo della prova scritta sarà di 30 punti cui andranno aggiunti 10 punti che saranno assegnati alla prova di laboratorio. Se ci sono discipline con due o più prove, il punteggio è ottenuto dalla media aritmetica delle singole prove, a ciascuna delle quali è assegnato un punteggio massimo di 30 punti, ma la prova è superata dai candidati che conseguiranno in ciascuna delle singole prove un punteggio non inferiore a 21 punti. Di conseguenza per tutte le discipline con prove di laboratorio il punteggio finale sarà espresso ugualmente in quarantesimi e costituirà il punteggio di ammissione alla successiva prova orale

Anief, il Tar dovrà esprimersi sulla soglia troppo alta di 35/50 alle preselezioni

da Tecnica della Scuola

Anief, il Tar dovrà esprimersi sulla soglia troppo alta di 35/50 alle preselezioni
Secondo l’ufficio studi dell’Anief il criterio di selezione delle prove preselettiva del concorso a cattedra è stato quello di sfoltire il più possibile il futuro lavoro delle commissioni per valutare la preparazione e le capacità degli oltre 320mila aspiranti docenti
Dai primi dati, la media dei candidati che sono riusciti a superare la prova sembra attestarsi intorno al 30%. Molti candidati si sono lamentati perché numerosi quesiti a cui hanno dovuto rispondere erano troppo generici, cervellotici e non certo indicati a selezionare dei futuri insegnanti. Con il risultato che migliaia di laureati, anche con il massimo dei voti e dopo aver conseguito master e dottorati, si sono ritrovati incredibilmente esclusi. Secondo l’ufficio studi dell’Anief siamo di fronte ad una selezione iniziale impropria: il criterio adottato dal Ministero dell’Istruzione è stato, evidentemente, quello di sfoltire il più possibile il futuro lavoro delle commissioni insediate dagli Uffici Scolastici Regionali per valutare la preparazione e le capacità degli oltre 320mila aspiranti docenti. Ponendo loro dei quesiti più adatti ad appassionati di enigmistica che a dei futuri professionisti dell’insegnamento. Ma anche scegliendo di collocare la soglia minima per passare alle prove selettive a 35/ 50: una soglia che va ben oltre, in proporzione, ai 6/10 previsti dal Decreto Legislativo 297/94 che costituisce, sino a prova contraria, il principale riferimento normativo per la selezione dei docenti nella scuola pubblica. “L’Anief ha deciso di farsi portavoce di queste contraddizioni – spiega Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato –, in particolare del fatto che il Miur avrebbe dovuto ridurre la soglia minima di accesso a 30/50. Tutti coloro che hanno dunque conseguito tra 30 e 34 punti non si rassegnino, perché tramite la nostra assistenza potranno rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale e chiedere il rispetto delle norme vigenti. L’obiettivo, ovviamente, è quello di accedere direttamente alle prove disciplinari scritte, il cui calendario verrà pubblicato il prossimo 15 gennaio”.

Le discipline ad indirizzo nei licei artistici, musicali e negli istituti tecnici del settore tecnologico

da Tecnica della Scuola

Le discipline ad indirizzo nei licei artistici, musicali e negli istituti tecnici del settore tecnologico
di Giovanni Sicali
Ancora oggi, nonostante la riforma Gelmini, l’istruzione artistica risulta essere una nobile decaduta, una cenerentola senza lieto fine
Fino agli inizi degli anni 90 le circolari e le ordinanze del MPI erano indirizzate con questa dicitura: “Per gli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d’arte”… Ancora oggi, nonostante la riforma Gelmini, l’istruzione artistica risulta essere una nobile decaduta, una cenerentola senza lieto fine. Il MIUR, a firma del direttore generale C. Palumbo, il 18/10/2012 aveva emanato la CM n. 89 avente per oggetto la valutazione periodica degli apprendimenti nelle classi superiori e le indicazioni per gli scrutini per l’a.s. 1012-13. Ma, dato che la riforma è entrata gradualmente nei licei artistici ed istituti tecnici e professionali ed a regime lo sarà solo nel settembre 2014, quella circolare avverte che “nelle classi quarte e quinte dei percorsi liceali, artistici, tecnici e professionali gli scrutini si svolgeranno con le consuete modalità (ndr. degli anni passati), nel rispetto delle norme ancora vigenti”. Tanto grande è la confusione in quei tipi di scuole che il 5/12/2012, sempre a firma C. Palumbo, è arrivata un’altra “grida manzoniana”: la nota ministeriale (prot. n.8039) indirizzata ai direttori generali e ai DS con “Chiarimenti in merito all’assegnazione delle ore di insegnamento e la valutazione di alcune discipline dei Licei artistici, musicali/coreutici e degli istituti tecnici del settore tecnologico”. Non ci sono novità di rilievo perché – tenendo conto della necessità del risparmio – si ribadisce la piena autonomia decisionale delle istituzioni scolastiche. Per i Licei artistici in particolare, considerando la valutazione periodica e finale degli studenti, nel caso di curricolo pittorico la valutazione di “Discipline pittoriche” e “Laboratorio figurazione” è separata ma effettuata dal/i docente/i delle specifiche classi di concorso; nel caso invece di curricolo plastico e scultoreo la valutazione di “Discipline plastiche e scultoree” e “Laboratorio figurazione” è separata ma effettuata dal/i docente/i delle specifiche classi di concorso; nel caso infine di curricolo misto o generalista occorrono valutazioni separate per “Discipline pittoriche”, Discipline plastiche e scultoree”, “Laboratorio della figurazione” relativo alle discipline pittoriche, “Laboratorio della figurazione” relativo alle discipline plastiche e scultoree. Insomma, avendo la Gelmini “distrutto” l’istruzione artistica, la nota della Palumbo cerca di porre rimedio alla situazione caotica che si è venuta a creare e i rimedi del’ultima ora con le soluzioni proposte non appaiono né convincenti né accettabili. Per di più, come fa notare la FlC-CGIL, “nella circolare 25/12 e nel decreto interministeriale che impartiscono le disposizioni per la definizione dell’organico di diritto per l’a.s. 2012/13 non vi è alcun riferimento alle tipologie di curricolo per l’indirizzo “Arti Figurative” così come definite nella nota del 5/12/2012. Dalla lettura della nota sembrerebbe che la scelta del curricolo da parte della scuola possa essere fatta annualmente. Inoltre non è chiaro se la scelta operata per una determinata classe abbia validità fino al quinto anno oppure possa essere modificata durante il percorso. In questi casi è evidente che il richiamo alle sole situazioni di soprannumerarità è largamente insufficiente. Infatti i docenti precari delle discipline di indirizzo sarebbero sottoposti ad una situazione di instabilità perenne, tenuto conto che non avrebbero alcuna certezza sulle scelte potenzialmente cangianti delle istituzioni scolastiche”. Discorso analogo – purtroppo – va fatto per i licei musicali e coreutici. Nell’Italia, patria dell’arte, non c’è posto per le nove Muse.

Il pasticcio infinito delle graduatorie di istituto: il Miur alza bandiera bianca

da Tecnica della Scuola

Il pasticcio infinito delle graduatorie di istituto: il Miur alza bandiera bianca
di Al.T.
Adesso tocca alle singole scuole sbrogliare la matassa complicata da altri.
Il Miur – o meglio la direzione generale del personale –  è intervenuto di nuovo sul pasticcio da lui stesso creato a riguardo delle graduatorie docenti a livello di istituto. Ne abbiamo già dato notizia giorni fa. C’è tuttavia un aspetto non indifferente che merita attenzione.
Le graduatorie si aspettavano da settembre. Sono state pubblicate a dicembre ma immediatamente il DG Chiappetta ha bloccato di nuovo tutto perché le graduatorie risultano sbagliate “per problemi tecnici. Ora la nota 9582 del 14 dicembre suona come la resa definitiva del Miur. Una sorte di bandiera bianca con conseguente scarico di lavoro alle scuole.
A causa della incapacità del Miur di venire a capo di una questione non proprio impossibile (non occorre infatti il Nobel per gestire le domande degli insegnanti incrociandole con le scuole che nel frattempo sono state in parte accorpate e ridisegnate dalla procedure di dimensionamento) tocca infatti alle singole scuole sbrogliare la matassa complicata da altri.
Scrive infatti il direttore generale Chiappetta:
Non essendoci i tempi tecnici per ripristinare le preesistenti graduatorie in via informatica, le SS. LL.  inviteranno i dirigenti scolastici delle istituzioni non interessate dal dimensionamento, e che si trovino a riscontrare la presenza di nuovi inserimenti nelle graduatorie, dovuti agli errori materiali sopra richiamati, ad effettuare il depennamento dei nominativi dei docenti erroneamente inclusi, ripubblicando, se necessario, le graduatorie interessate dal fenomeno.  Per facilitare l’intervento verrà, a breve, fornito l’elenco delle istituzioni non dimensionate nelle quali le SS. LL. dovranno effettuare gli opportuni controlli per  verificare l’adempimento da parte dei dirigenti scolastici. Ultimate le operazioni di depennamento, sarà possibile effettuare le convocazioni per il conferimento degli incarichi a tempo determinato, omettendo, ovviamente, di convocare gli aspiranti depennati.
Un lavoro da certosini che viene bellamente buttato sulle segreterie delle singole istituzioni scolastiche già oberate da continui adempimenti, monitoraggi, inserimenti di dati on line ecc..
Viene da chiedersi cosa ci stia a fare la direzione generale del personale o se la sua unica funzione sia quella di complicare la vita altrui, visto che non si tratta della prima volta che ciò accade.
A Natale però siamo tutti più buoni.

SNV2013 e PN2013: caricamento delle informazioni di contesto

da Tecnica della Scuola

SNV2013 e PN2013: caricamento delle informazioni di contesto
di L.L.
Tutte le date iniziali e finali, suddivise per regione
Sul sito dell’Invalsi è disponibile il calendario, suddiviso per regioni, per il caricamento (upload) sul sito INVALSI delle informazioni di contesto.
Lo riportiamo di seguito:
Regione
Inizio
Fine
Campania
07.01.2013
26.01.2013
Emilia-Romagna
07.01.2013
26.01.2013
Valle d’Aosta
07.01.2013
19.01.2013
Provincia Autonoma di Bolzano (lingua italiana)
07.01.2013
19.01.2013
Friuli-Venezia Giulia
07.01.2013
19.01.2013
Umbria
14.01.2013
26.01.2013
Molise
21.01.2013
02.02.2013
Provincia Autonoma di Trento
21.01.2013
02.02.2013
Lazio
28.01.2013
16.02.2013
Calabria
28.01.2013
16.02.2013
Puglia
28.01.2013
16.02.2013
Basilicata
04.02.2013
16.02.2013
Liguria
04.02.2013
16.02.2013
Veneto
18.02.2013
09.03.2013
Sicilia
18.02.2013
09.03.2013
Piemonte
18.02.2013
09.03.2013
Marche
18.02.2013
02.03.2013
Lombardia
11.03.2013
30.03.2013
Sardegna
11.03.2013
30.03.2013
Toscana
11.03.2013
30.03.2013
Abruzzo
04.03.2013
16.03.2013
Provincia Autonoma di Bolzano (lingua ladina)
18.03.2013
30.03.2013
Provincia Autonoma di Bolzano (lingua tedesca)
18.03.2013
30.03.2013

Chiusa l’intesa nazionale per la posizione e il risultato

Chiusa l’intesa nazionale per la posizione e il risultato

Dirigenti scolastici
Il 13 dicembre si è finalmente conclusa la lunga trattativa per la posizione e il  risultato dei dirigenti scolastici relativo all’anno 2012 – 13.
Per la UIL hanno partecipato Rosa Cirillo ed Enzo Fiorentino.
L’Amministrazione ha finalmente accolto la proposta elaborata dalle OO.SS., la quale, non prevedendo  alcun aggravio finanziario per l’amministrazione ,ha sostenuto   che il  riferimento  per la ripartizione del fondo per la posizione e il risultato dei dirigenti scolastici, fossero le ISA complessive (9.131) e non, come ipotizzava il MIUR, l’organico di diritto dei dirigenti.
Inoltre per rendere certo il finanziamento del fondo nazionale anche relativamente alla quota corrispondente ai 355 dirigenti scolastici della Lombardia nel caso che la Giustizia Amministrativa dovesse rendere possibile l’assunzione dei vincitori di concorso, il fondo nazionale calcolato è stato aumentato di € 2.198.035,07 (somma calcolata sempre con gli stessi criteri presenti nell’informativa).
Le risorse finanziarie, ammontanti ad Euro 144.877.299,00 e  comprensive del l’accantonamento per la Regione Lombardia, dove non si è proceduto con le nomine a seguito della sentenza del TAR , consentono il pagamento delle reggenze, punto su cui la UIL ha insistito ripetutamente per impedire ,in tal modo, il disconoscimento di un notevole carico di lavoro svolto dai dirigenti scolatici.
La conclusione tormentata della trattativa consentirà  di avviare in tempi brevi la contrattazione a livello regionale.
Subito dopo la sottoscrizione del contratto, è seguita da parte del Direttore Generale Filisetti l’informativa relativa alla bozza del programma annuale per l’E.F. 2013, bozza che sarà trasmessa alle istituzioni scolastiche nei prossimi giorni per i successivi adempimenti. La novità più importante consiste nella gestione tramite cedolino unico delle supplenze brevi e saltuarie, gestione che solleva le istituzioni scolastiche da un notevole carico di lavoro, dal momento che il pagamento degli stipendi dei supplenti sarà curato, a far data del 1° gennaio 2013, dal Service NOIPA del MEF. Il Direttore ha comunicato, altresì, che per il pagamento delle ferie ai supplenti bisognerà attendere l’approvazione del decreto legge sulla stabilità e che sono allo studio del MIUR  le procedure per risolvere le difficoltà finanziarie per le scuole che presentano disavanzo, sulla base dell’attenta lettura del bilancio delle predette istituzioni.
A conclusione, il Direttore Generale ha riferito che è prevista l’assegnazione di ulteriori risorse finanziarie per il miglioramento dell’offerta formativa.

Concorso docenti. Un terzo supera la preselezione

da tuttoscuola.com

Concorso docenti. Un terzo supera la preselezione

Il Miur, al termine delle due giornate di prove ha diffuso i dati definitivi della preselezione per il concorso a 11.542 posti di docente.

Erano attesi 327.798 candidati e se ne sono presentati in 264.423; hanno superato la prova 88.610 candidati, ovvero il 33,5%, pari a un terzo.

Le regioni con le maggiori percentuali di successo, dove è stata superata la soglia del 40%, sono la Toscana (44,3%), il Piemonte (41,7%), la Lombardia (41,3%), la Liguria (il 40,3%). Quelle con le percentuali più basse invece sono la Calabria (20,8%), il Molise (21,3%), la Basilicata (22,5%).

Il calendario delle prove scritte sarà reso pubblico dal Ministero nella Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2013.

Le successive prove  in programma: gli scritti e gli orali, tra cui la novità assoluta della lezione  simulata che valuterà la capacità di stare in classe e comunicare agli  studenti.

I centri IeFP favoriscono l’occupazione

da tuttoscuola.com

I centri IeFP favoriscono l’occupazione

I giovani in possesso di una qualifica professionale trovano più rapidamente un lavoro nonostante la crisi occupazionale, e la dispersione scolastica diminuisce notevolmente nelle Regioni – a partire da quelle situate al Nord – in cui l’offerta di istruzione e formazione professionale è più ampia e strutturata.

Sono questi i due principali dati emersi oggi durante la prima conferenza nazionale dei servizi sull’istruzione e la formazione professionale (IeFP), promossa dal Miur di concerto con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali e d’intesa con la nona commissione della Conferenza delle Regioni, che si è tenuta presso il Convitto nazionale Vittorio Emanuele II di Roma.

La conferenza è stata la prima occasione istituzionale – si legge in una nota del ministero – “per fare il punto con gli assessori regionali, le parti sociali e una significativa rappresentanza dei centri di formazione professionale sui passi compiuti e sui principali nodi ancora da sciogliere per rafforzare, nel nostro Paese, i percorsi di IeFP e offrire ad ogni studente la scuola più adatta ai suoi talenti e ai suoi interessi, favorendo così un più efficace inserimento nel mondo del lavoro. E’ necessario far conoscere ai giovani e alle loro famiglie, le opportunità offerte da questi indirizzi, e dall’apprendistato, in vista delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico”.

Il sottosegretario Elena Ugolini ha sottolineato il fatto che “dal 2004 al 2012 i giovani iscritti alla IeFP sono passati da 25 mila a più di 240 mila, di cui oltre 124 mila iscritti presso i Centri di formazione professionale”. Il nostro Paese dunque “comincia ad avere un sistema alternativo a quello scolastico, come nella maggioranza dei Paesi dell’Europa. Dare più forza alla IeFP, come dimostra la Germania, significa fornire più occasioni di lavoro ai giovani e maggiori opportunità di crescita alle imprese. L’obiettivo di questa conferenza è quello di preparare, per il prossimo governo, un’agenda già condivisa con le Regioni, le parti sociali e gli operatori del settore: mettendo a regime l’IeFP il Paese potrà compiere il salto culturale di cui ha bisogno, riconoscendo il valore formativo dell’alternanza scuola lavoro”.

Nel corso della conferenza sono intervenuti autorevoli esponenti delle parti sociali, in rappresentanza di Confartigianato, Acli, Cgil, Cisl e Uil.