20/02/2013 – Precisazioni in merito agli acquisti delle Istituzioni Scolastiche mediante convenzioni Consip

Oggetto: Fondi strutturali europei 2007/2013 – Precisazioni in merito agli acquisti delle Istituzioni Scolastiche mediante convenzioni Consip alla luce del D.L. 95/2012 e della legge 228/2012.

Nota n. 3354 del 20 marzo 2013

20/02/2013 – Quarta annualità progetto nazionale “Qualità e Merito” Autorizzazioni Piani di Miglioramento – Annualità 2012/2013

Oggetto: PON FSE “Competenze per lo sviluppo” – Obiettivo/Azione A.2 “Definizione di strumenti e metodologie per l’autovalutazione/valutazione del servizio scolastico inclusa l’azione di diagnostica”. Quarta annualità progetto nazionale “Qualità e Merito”. Avviso prot.n.AOODGAI/823 del 17/01/2013 e successive note di proroga prot.n.AOODGAI/1673 del 06/02/2013 e n.AOODGAI/2186 del 20/02/2013. Autorizzazioni Piani di Miglioramento  – Annualità 2012/2013.

Autorizzazioni Calabria e comunicazione all’USR Calabria
Autorizzazioni Campania e comunicazione all’USR Campania
Autorizzazioni Puglia e comunicazione all’USR Puglia
Autorizzazioni Sicilia e comunicazione all’USR Sicilia

Risorse contrattuali alle scuole

Nei prossimi giorni la mail che comunica il saldo

Risorse contrattuali alle scuole

In data 19 marzo e stata firmata l’intesa tra ministero e Uil, Cisl, Snals, Gilda, per l’assegnazione alle scuole del saldo delle risorse contrattuali dell’anno scolastico 2012/2013. Rispetto alla precedente intesa del 30 gennaio 2013, il moltiplicatore di calcolo relativo al pagamento delle ore eccedenti è leggermente aumentato:
– per la scuola dell’infanzia e primaria € 30,69 per ogni docente in organico di diritto (anziché € 30);
– per la scuola secondaria € 57,66 per ogni docente in organico di diritto (anziché € 57,00).

L’accordo:
–  conferma i parametri già stabiliti nel l’intesa del 30 gennaio
– assegna alle scuole il saldo delle risorse contrattuali dell’anno scolastico 2012/2013
– attribuisce,  su base regionale, attraverso  i criteri della specifica intesa del 6 febbraio 2013, il saldo delle risorse per le Aree a rischio.

Per la Uil Scuola ha partecipato Antonello Lacchei.

Le risorse contrattuali alle scuole

Anno scolastico 2012 – 2013 SCHEDA UIL SCUOLA

TUTTI I PARAMETRI PER CALCOLARE LE RISORSE PER LA RETRIBUZIONE ACCESSORIA DEL PERSONALE

Con la rilevazione del numero
delle scuole 9.205
delle scuole con complessità organizzative 7.964
dei docenti in organico di diritto 664.975
del personale ATA in organico di diritto esclusi i DSGA e posti accantonati 184.382;
delle classi di istruzione secondaria 189.460

il MIUR e le Organizzazioni sindacali sono stati in grado di dare attuazione all’Accordo sottoscritto il 12 dicembre 2012, determinando i parametri per il calcolo del fondo di istituto relativo a:

  • >  funzioni strumentali (art. 33);
  • >  incarichi specifici del personale ATA (art. 47);
  • >  attività complementari di educazione fisica (art. 87);
  • >  ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti.

    Riportiamo di seguito tutti i parametri per calcolare l’insieme delle risorse assegnate alle singole scuole e destinate alla retribuzione accessoria del personale.

    FONDO DI ISTITUTO

    Ad ogni singola scuola spetta:

  • >  € 3.058,90 per ciascun punto di erogazione del servizio
  • >  € 445,88 per ciascun addetto in organico di diritto del personale docente, educativo e ATA. Agli istituti secondari di II grado è attribuita una quota aggiuntiva di

    € 857,00

    per ciascun docente in organico diritto destinata alla retribuzione dei docenti che svolgono attività aggiuntive di recupero in favore degli alunni con debiti formativi.

FUNZIONI STRUMENTALI (art. 33)

Ad ogni singola scuola spetta:

  • >  una quota fissa di € 2.365,00
  • >  una quota aggiuntiva per ogni complessità organizzativa* di € 1.244,00
  • >  una ulteriore quota per la dimensione della scuola pari ad € 78^0 x n° docenti in organico di diritto inclusi i docenti di sostegno

* Le complessità organizzative comprendono:

  • istituti comprensivi
  • istituti di istruzione secondaria di II grado
  • sezioni carcerarie
  • sezioni ospedaliere
  • CTP
  • corsi serali
  • convitti ed educandati

Pertanto un istituto di istruzione secondaria di II grado, con una sezione ospedaliera, una sezione carceraria ed un corso serale per adulti, presenta 4 complessità ed ha diritto ad una quota aggiuntiva di € 4.976,00 (1.244,00 x 4)

INCARICHI SPECIFICI DEL PERSONALE ATA ( art. 62 CCNL 2006/09)

Ad ogni singola scuola spettano

€ 198,00 x il numero dei posti in organico di diritto di detto personale (esclusi i DSGA ed i posti accantonati).

ATTIVITA’ COMPLEMENTARI DI EDUCAZIONE FISICA (art. 87)

Ad ogni singola scuola di istruzione secondaria spettano
€ 215,00 x il numero di classi di istruzione secondaria in organico di diritto.

Per ottenere il finanziamento la scuola deve comunicare all’USR: l’approvazione e l’avvio dei progetti di avviamento alla pratica sportiva;

I compensi spettanti per le attività complementari di educazione fisica vengono erogati a consuntivo, al termine del progetto. Una ulteriore quota sarà assegnata alle scuole di titolarità dei docenti coordinatori provinciali pari ad Euro 5.940,00.

ORE ECCEDENTI PER LA SOSTITUZIONE DEI COLLEGHI ASSENTI

Ad ogni singola scuola dell’infanzia e primaria spettano

€ 30,69 x il numero dei docenti in organico di diritto

Ad ogni singola scuola di istruzione secondaria spettano

€ 57,66 x il numero dei docenti in organico di diritto

Come di consueto, con successivo accordo saranno assegnate le risorse per il finanziamento dei progetti aree a rischio e l’utilizzo delle economie del FIS (indennità di bilinguismo e trilinguismo, indennità di turno notturno e festivo per il personale dei convitti ecc.).

Tfa speciali: un ritardo inaccettabile

Tfa speciali: un ritardo inaccettabile

Di Menna: per il nuovo reclutamento va superato il meccanismo attuale che fa acqua da tutte leparti
La proposta Uil Scuola: concorso unico per l’accesso e formazione iniziale affidata agli insegnanti delle scuole

 

TFA SPECIALI E ORDINARI
Tfa speciali / un ritardo inaccettabile, il ministro firmi il decreto
Tfa ordinari / gli insegnanti che svolgono funzione di formatori vanno retribuiti dalle Università, è impensabile che lo facciano gratis.

Un ritardo inaccettabile quello del ministero rispetto all’avvio dei Tfa speciali – a denunciarlo è il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, sottolineando come dopo l’acquisizione di tutti i pareri di legge, i tirocini speciali non siano ancora partiti.
I Tfa – spiega Di Menna – sono riservati a precari che hanno lavorato almeno tre anni nella scuola. Vale la pena di sottolineare che quando il ministro Gelmini bloccò le Siss avevamo messo in rilievo l’urgenza di indire i concorsi. Invece lungaggini e rinvii hanno prodotto questo risultato: insegnanti precari, laureati, che ora devono poter prendere l’abilitazione e che comunque dovranno affrontare un concorso selettivo per l’accesso all’insegnamento.
L’impressione è che poteri accademici stiano davvero esagerando senza alcun rispetto per le persone e per la loro professionalità.
Le cose – continua il segretario generale della Uil Scuola – a guardar bene non vanno meglio neanche rispetto ai Tfa ordinari.
Un laureato per diventare insegnante deve pagare per accedere ai test preliminari (quiz a risposta multipla) se supera la prova accede al tirocinio. E paga l’università per la parte di preparazione teorica. Si deve poi accedere ad una parte pratica. Le direzioni regionali selezionano le scuole nelle quali, i laureati che formati teoricamente vanno a formarsi praticamente con un insegnante della scuola ( per questo tipo di funzione di formazione/tutoraggio non è previsto alcun compenso, è impensabile che lo faccia ‘gratis’, le università con i soldi che prendono dai corsisti debbono prevedere una retribuzione attraverso delle convenzioni).
Superato anche questo step, il laureato deve superare un altro concorso: quiz, prova scritta e orale.
Se supera tutte le prove inizia ad insegnare ‘in prova’.
Se si racconta un cosa del genere – mette in chiaro Di Menna – in qualsiasi paese europeo, nessuno ci crede.
In prospettiva, per il nuovo reclutamento, bisogna superare questo sistema che fa acqua da tutte le parti.
A considerare uno per uno i vari passaggi si scoprono tanti eccessi: il costo, tra quiz e formazione, che deve affrontare chi intende diventare insegnante; il tempo necessario per giungere all’immissione in ruolo; il peso nelle decisioni e nelle scelte affidato alle università; la poca attenzione riservata agli insegnanti nella loro funzione di formatori dei tirocinanti.
Tre i punti della proposta Uil Scuola:
– Non affidare tutta la gestione del reclutamento e della formazione degli insegnanti alle Università
– Concorso unico per l’accesso, come avviene per diventare magistrati. Se si passa, si diventa di ruolo. Se non si supera si può riprovare.
– La formazione iniziale affidata agli insegnanti delle scuole, retribuiti a tal scopo.

 

Incontro al MIUR – Direzione Generale Bilancio

Nel tardo pomeriggio di ieri si è concluso al Miur un incontro con il seguente o.d.g.: assegnazione definitiva finanziamento MOF 2012/2013; retribuzione per lo svolgimento delle funzioni superiori; dematerializzazione e potenziamento sistema informativo; emanazione linee guida nazionali sul ricorso al mercato elettronico.

L’Amministrazione era rappresentata dal Direttore Generale delle Politiche finanziarie e del bilancio del Miur, dott. Marco Ugo Filisetti, nonché dai dott. Davoli, Pinneri. Al termine dell’incontro, le OO.SS. SNALS-CONFSAL, CISL-Scuola, UIL-Scuola e GILDA-UNAMS hanno sottoscritto l’Intesa 19 marzo 2013, avente per oggetto: “Assegnazione alle II.SS. del MOF per l’a.s. 2012/2013.

La sottoscrizione di tale Intesa, che determina l’intero ammontare del MOF e la relativa assegnazione alle istituzioni scolastiche della somma complessiva di euro 924,04 milioni, al lordo dell’acconto già assegnato, ai sensi dell’intesa del 30 gennaio 2013, è stata possibile a seguito della sottoscrizione, presso l’ARAN, del CCNL 13/3/2013, relativo a: “Reperimento delle risorse da destinare per le finalità di cui all’art. 8, comma 14, del DL n. 78/2010”.

L’Intesa sottoscritta ieri è pienamente coerente ai contenuti dell’intesa 30 gennaio 2013, con la quale le parti hanno convenuto di assegnare un acconto sul MOF alle istituzioni scolastiche ed educative statali, nelle more del perfezionamento del CCNL sopra citato.È coerente, altresì, con i contenuti della specifica intesa 6 febbraio 2013, inerente i progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica, ed assegna, su base regionale, proporzionalmente alla tabella approvata in tale intesa, la quota riferita a tali finalità, pari ad euro 42,6 milioni al lordo dell’acconto già determinato ai sensi della citata intesa.

Su pressante richiesta della delegazione SNALS-CONFSAL e delle delegazioni delle altre OO.SS., si è convenuto di fissare un ulteriore accordo, da attuarsi, indicativamente, entro l’11 aprile p.v., per destinare le economie relative all’a.s. 2011/2012, nonché quelle di tutti gli istituti contrattuali dell’intesa 19/3/2013, relativa l’a.s. 2012/2013.

Il Direttore Generale ha, inoltre, consegnato alle OO.SS. e brevemente illustrato, la nota n. 2775 del 19/3/2013, avente per oggetto: “Retribuzione ore eccedenti coordinatori territoriali di educazione fisica a.s. 2012/2013”.

Tale nota, applicativa dell’accordo 30 gennaio 2013, in relazione alla parte specifica che riguarda la remunerazione delle ore eccedenti prestate dai coordinatori provinciali di educazione fisica, nel richiamare che tali ore non possono eccedere il limite orario di 6 ore settimanali previste dall’art. 87, comma 3, del CCNL 29/11/2007, da aggiungere all’orario settimanale di lavoro di 36 ore che gli stessi devono effettuare, attiva, altresì, un monitoraggio, da parte degli Uffici Scolastici Regionali ed allega una specifica tabella che gli stessi dovranno trasmettere entro il 29 marzo 2013.

Gli UU.SS.RR. dovranno trasmettere un resoconto delle ore eccedenti effettivamente svolte dai coordinatori provinciali di educazione fisica delle propria regione, entro il mese di febbraio 2013, nonché una previsione delle ore eccedenti da svolgersi entro il 31 agosto 2013.

Il Direttore Generale Filisetti ha illustrato alle OO.SS., una bozza di nota avente per oggetto: “Corresponsione di trattamenti economici sostitutivi delle ferie non fruite dal personale docente ed ATA, (cd. monetizzazione delle ferie non fruite)”.

Vi anticipiamo che tale bozza di nota, detta disposizioni sia in relazione ai contenuti del DL 95/2012, entrato in vigore il 7 luglio 2012, sia ai contenuti dell’art. 1, comma 55, della legge 228/2012. Ciò sia per il personale docente a tempo indeterminato, sia con nomina annuale che con nomina fino al termine delle attività didattiche, nonché del personale ATA a tempo indeterminato, con nomina annuale e con nomina fino al 30 giugno, e per i supplenti brevi e saltuari (sia docenti che ATA).

In sostanza l’Amministrazione illustra tecnicamente e ragionieristicamente sia i contenuti del DL 95/2012, entrato in vigore il 7 luglio 2012, sia i contenuti dell’art. 1, comma 55, della legge 228/2012, in merito alla questione delle ferie.

La delegazione dello SNALS-CONFSAL e quella delle altre OO.SS. hanno vivamente contestato i contenuti della bozza di nota, riservandosi ogni possibile azione legale in caso di emanazione della stessa, e chiesto all’Amministrazione di soprassedere a tale atto, ritenuto errato e restrittivo nella impostazione di entrambe le norme di legge citate. In particolare, la nostra delegazione ha ribadito, ancora una volta, che la legge di stabilità contiene, all’art. 1, anche un comma 56 che recita testualmente “Le disposizioni di cui ai commi 54 e 55 non possono essere derogate dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1º settembre 2013”.

Si è convenuto di riprendere la discussione sulla circolare delle ferie in un apposito incontro che si terrà, presso la Direzione del Bilancio, nella mattinata del giorno 25 marzo p.v..

 

Quale valutazione per quale scuola?

Coordinamento delle scuole di Ferrara “La scuola è di tutti” scuoladitutti@tiscali.it Cesp – Centro Studi per la scuola pubblica www.cespbo.it cespbo@gmail.com

Convegno Nazionale

Ferrara – Sabato 20 Aprile 2013

Aula Magna dell’ITS Bachelet, via Azzo Novello 44, Ferrara – ore 9-14

Quale valutazione per quale scuola?

http://www.carmillaonline.com/archives/testinvalsi2.jpg

La valutazione degli apprendimenti non è uno strumento neutro o acritico: ogni valutazione presuppone un modello di scuola, e orienta la scuola verso quel modello. Riflettiamo insieme, da lavoratori della scuola, sul significato e sugli sviluppi futuri della valutazione del sistema scolastico in Italia.

Programma della giornata di studi

Girolamo De Michele (La scuola è di tutti) – Meritocrazia e valutazione: una scuola per la società del controllo?
Mauro Presini (CIP Ferrara), Maria Maletta (La scuola è di tutti) – Valutazione e handicap
Stefania Romani: La valutazione degli apprendimenti nella secondaria di primo grado

Gianluca Gabrielli (CESP Bologna) – La valutazione degli apprendimenti nella scuola primaria
Carlo Salmaso (CESP Padova) – La valutazione degli apprendimenti in matematica
Antonio Ferrucci (USB) – Il Regolamento del sistema nazionale di valutazione delle scuole pubbliche Unione degli Studenti – Dalla parte degli studenti: quale valutazione?

Iscrizioni:
La domanda d’iscrizione può essere inviata via mail a: scuoladitutti@tiscali.it, o presentata direttamente il 20 aprile 2013 alla segreteria del convegno. L’iscrizione è gratuita.
A tutti i partecipanti sarà fornita su richiesta copia della raccolta degli interventi al convegno. Il convegno è rivolto al personale docente, dirigente e ATA di tutti gli ordini di scuole.

L’attività è riconosciuta come formazione in quanto organizzata dal Cesp, Centro Studi per la Scuola Pubblica. A tutti/e i/le partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione

IL CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola ( Decreto Ministeriale 25/07/06 prot.869)

ESONERO DAL SERVIZIO PER IL PERSONALE ISPETTIVO, DIRIGENTE, DOCENTE E ATA con diritto alla sostituzione in base all’art.64 comma 4-5- 6- 7 CCNL2006/2009 – CIRC. MIUR PROT. 406 DEL 21/02/06)

Finanziamenti alle scuole: in arrivo il saldo dei fondi MOF 2012/2013

Finanziamenti alle scuole: in arrivo il saldo dei fondi MOF 2012/2013

Tre intese per sancire il pesante taglio dei fondi contrattuali. La FLC CGIL non firma.

Il 19 marzo 2013, MIUR e sindacati (la FLC CGIL non ha firmato) hanno sottoscritto la seconda Intesa al fine di assegnare alle scuole il saldo del MOF dopo il taglio operato ai fondi contrattuali in applicazione dell’accordo sottoscritto all’ARAN del 13 marzo scorso.

Pur dichiarandoci favorevoli all’invio immediato è tempestivo dei fondi alle scuole abbiamo invece dichiarato la nostra indisponibilità alla firma dell’Intesa in questione, dal momento che la stessa realizza concretamente la drastica riduzione dei fondi per il miglioramento dell’offerta formativa.

Questa Intesa conferma i parametri di distribuzione dei fondi alle scuole già previsti dall’Intesa del 30 gennaio http://www.flcgil.it/scuola/fondo-miglioramento-offerta-formativa-arrivano-i-primi-fondi-alle-scuole.flc, ad eccezione di un leggero incremento sulle ore eccedenti a seguito di un ricalcolo più preciso fatto dal MIUR.

Ecco i nuovi parametri.

  • scuola dell’infanzia e primaria, € 30,69 per ogni docente in organico di diritto (anziché € 30);
  • scuola secondaria, € 57,66 per ogni docente in organico di diritto (anziché € 57,00).

Il confronto con la Direzione del Bilancio sui tanti problemi finanziari delle scuole (pagamento supplenti, linee guida Consip, pagamento ferie supplenti, pagamento indennità di funzioni superiori, ecc) proseguirà lunedì 23 marzo.

Ferie docenti e Ata precari

Ferie docenti e Ata precari – Dal Miur continuano ad arrivare segnali negativi: se l’imminente Circolare ministeriale attuativa della Legge 228/12 dovesse introdurre le regole che penalizzano docenti e Ata non di ruolo già dall’anno in corso, negando loro un diritto inalienabile, l’Anief conferma che procederà con un durissimo contenzioso.

 

Sulle ferie dei precari docenti e Ata della scuola italiana – in servizio attraverso supplenze brevi, con contratti in attesa dell’avente diritto o fino al 30 giugno -, il Ministero dell’Istruzione continua a fornire un’interpretazione “furbesca”: dell’articolo unico della Legge di Stabilità di fine anno (la n. 228 del 24 dicembre 2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012), l’amministrazione sembra infatti voler ottusamente continuare a leggere solamente gli articoli più convenienti alla propria linea erronea. Ignorando colpevolmente il comma 56 della stessa Legge, nel quale si specifica che “le disposizioni di cui ai commi 54 e 55 non possono essere derogate dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1° settembre 2013”.

 

L’amministrazione continua, in pratica, ad anticipare di un anno scolastico le novità legislative introdotte con la spending review (il D.L. 95/112): tanto è vero che i modelli di contratto da utilizzare per le supplenze del personale precario – inviati agli uffici scolastici periferici dallo stesso Miur per adottarli dal 1° gennaio 2013 – contengono la clausola “la liquidazione relativa alle ferie non godute spetta esclusivamente nel limite di quelle non godibili per incapienza rispetto ai giorni di sospensione delle attività didattiche compresi nel contratto”.

 

Anief torna a ribadire che qualsiasi modifica all’assetto tradizionale di fruizione delle ferie maturate dal personale a tempo determinato – con contratto breve, in attesa dell’avente diritto o fino al 30 giugno – non può essere attuata prima dell’inizio dell’anno scolastico 2013/14. Come non possono continuare ad essere ignorati quei dirigenti scolastici che hanno collocato coattivamente in ferie i loro docenti precari, con contratti inferiori al 31 agosto 2013, addirittura nei giorni liberi settimanali!

 

Secondo Marcello Pacifico, presidente dell’Anief, “la linea intrapresa dal Miur corrisponde ad una palese violazione delle norme contrattuali in vigore, che garantiscono i lavoratori della scuola da questo genere di sortite. Il fatto che vengano messe in atto da uno Stato che dimentica i suoi doveri e si veste da datore di lavoro, non cambia nulla. Anche perché ci troviamo di fronte ad una elusione delle direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio Ue numero 2003/88/CE. Nella quale si esplicitano a chiare lettere i diritti che salvaguardano il riposo settimanale e l’astensione dal lavoro”.

 

Se la posizione restrittiva del Ministero dell’Istruzione, annunciata in queste ore ai sindacati dal Direttore Generale del Bilancio e delle Politiche finanziarie del Miur, il dottor Marco Ugo Filisetti, dovesse quindi tradursi in una Circolare che sovverte quanto previsto delle norme vigenti, per l’Anief adire le vie legali sarà un percorso inevitabile. Oltre che dall’esito scontato, naturalmente a favore dei lavoratori e a danno dell’amministrazione. Che pur di fare cassa, ancora una volta sulla “pelle” del personale, decide di rischiare seriamente di incorrere nelle sanzioni pecuniarie dei giudici. Con conseguenti e non certo marginali danni all’erario. Ma allora – conclude Pacifico – non sarebbe stato meglio rispettare la legge?”.

Le proposte di Bersani su scuola e universita’

da ANSA.it

Le proposte di Bersani su scuola e universita’

Dimezzare abbandono, piu’ borse studio meno tasse universita’

ROMA – Più borse di studio e meno tasse all’Università; contratto unico di ricerca, con standard retributivi certi e diritti assistenziali e previdenziali; no ai dottorati senza borsa; no al finanziamento pubblico alle università telematiche; aumentare gli investimenti pubblici, ripristinare almeno le risorse del Fondo di Finanziamento Ordinario del 2012. Sono queste alcune delle proposte del Pd su Scuola e Università messe a punto nell’ambito degli otto punti di intervento proposti dal segretario Pier Luigi Bersani e approvati dalla direzione nazionale del partito per la formazione di un governo del cambiamento. Tra le altre proposte, un piano straordinario da 7,5 miliardi in 3 anni per mettere in sicurezza gli edifici scolastici; dimezzare l’abbandono scolastico entro il 2020, con formazione ai docenti, nuove tecnologie, scuole aperte tutto il giorno e rilancio dell’istruzione tecnica; assegnare ad ogni scuola una dotazione di personale stabile; collocare il personale nelle graduatorie ad esaurimento al massimo in 5 anni; piano triennale per aumentare gli asili nido con l’obiettivo di coprire il 33% dei posti e con un Fondo statale di 350 milioni di euro in 3 anni; autonomia e semplificazione per il governo della scuola. Come per gli altri punti, anche in questo caso le proposte sono pubblicate sul sito del Pd www.partitodemocratico.it perché ciascuno possa commentarle, proporne la modifica, contribuire con ulteriori ipotesi di intervento.

Migliori risultati a scuola se si unisce lo studio alla ginnastica

da LaStampa.it

Migliori risultati a scuola se si unisce lo studio alla ginnastica

Studio in corso nelle scuole di Kansas City
New York

Già dalle elementari se si incorporano al programma degli studi anche delle occasioni per fare attività fisica i risultati scolastici migliorano.

Lo affermano i primi risultati di uno studio in corso presso l’università di Kansas City presentati alla Hawaii International Conference on Education.

I ricercatori hanno studiato, lavorando con mille alunni delle scuole di Kansas City, alcuni modi per unire l’insegnamento all’attività fisica: «Ad esempio se un insegnante deve far contare la classe secondo la tabellina del due può far fare agli alunni un numero di salti pari a quello enunciato – spiegano gli autori – se si arriva fino a 100 sono 50 salti. Questo non fa perdere tempo, non ha bisogno di attrezzature particolari ma è molto efficace».

Secondo lo studio i ragazzini che utilizzano questo metodo hanno risultati scolastici migliori degli altri: «L’attività fisica – sottolineano – è una buona componente dell’apprendimento in ogni occasione».

Una scuola ancora più vecchia

da ItaliaOggi

Una scuola ancora più vecchia

Con la riforma Fornero, prof in cattedra altri 5-7 anni. Le proiezioni confermano: si uscirà con il contagocce. Ipotecate le future assunzioni

di Alessandra Ricciardi

Altro che svecchiamento. Con i nuovi requisiti della riforma Fornero, le prossime assunzioni nella scuola saranno fatte con il contagocce e l’età dei docenti italiani, già alta, continuerà a crescere: di almeno 5 anni, anche 7 per le donne. Le proiezioni sui pensionamenti 2013, trapelate in questi giorni, danno il segnale dell’inversione del trend: se lo scorso anno sono andati in pensione in 30 mila, quest’anno non si arriverà neanche alla metà, tra insegnanti, ausiliari, tecnici e amministrativi.

La situazione è destinata a peggiorare dal 2015, quando quasi tutti i dipendenti potranno accedere al trattamento previdenziale con i nuovi requisiti: chi poteva andare in pensione di anzianità con 35 anni di lavoro, dovrà aspettare di aver maturato i 42 anni di contributi, se uomo, o i 41 se donna; a pagare di più saranno le insegnanti interessate alla pensione di vecchiaia: se prima della riforma Fornero bastavano 61 anni di età e 20 di contributi, l’età dovrà essere di almeno 66, che cresce lentamente verso i 67. Come gli uomini, a cui prima servivano 65 anni di età. Insomma, una pesante ipoteca sulle prossime assunzioni: salvo un piano straordinario di investimenti, che svincoli il reclutamento dalla copertura dei posti lasciati disponibili dai pensionamenti, si assumerà poco. Il concorso in atto, con le sue 11 mila immissioni in ruolo, consentirà a tutti i docenti verosimilmente di essere in cattedra già il prossimo settembre, salvo non si decida di assumere sulla metà dei posti disponibili anche dalle graduatorie a esaurimento. Per non parlare del fatto che il dimezzamento dei pensionamenti si rifletterà negativamente anche sui posti disponibili per gli incarichi annuali. Insomma, si è innescata una reazione a catena che renderà molto difficile il ricambio.

L’età media dei docenti italiani è di 50 anni, e nel tempo anche quella dei precari è salita: 39 anni. Insomma, i docenti arrivano in cattedra tardi e vi dovranno restare a lungo. Nel Regno Unito, soltanto il 32% degli insegnanti ha più di 50 anni. In Francia è il 30% e in Spagna il 28%.

É pendente presso al Corte costituzionale un ricorso che potrebbe nell’immediato migliorare la situazione dei pensionamenti attesi per settembre. Si tratta di quanti avevano maturato i requisiti pre Fornero non al 31 dicembre 2011 -limite fissato dalla legge- ma al 31 di agosto 2012: chiedono di tenere conto che nella scuola l’anno di servizio si matura entro agosto e non entro dicembre. Se la Corte dovesse dire di sì, verrebbe loro riaperta la porta del pensionamento e ci sarebbero alcune migliaia di nuove cattedre da poter coprire.

Il ministro uscente dell’istruzione, Francesco Profumo, aveva lanciato l’ipotesi di avviare già quest’anno un nuovo concorso per il 2014, la procedura poi si è arenata per la fine anticipata del governo. Ma forse ha giocato un ruolo anche la previsione di una riduzione progressiva delle uscite che renderebbe oltremodo dispendioso avviare le procedure concorsuale (alle ultime, i candidati sono stati oltre 300 mila) per assumere su poche migliaia di posti.

Per il prossimo governo resta così tutto da districare il nodo di una riforma del reclutamento, con una eventuale revisione delle percentuali di immissioni tra graduatorie concorsuali e graduatorie ad esaurimento, che consenta di aprire a forze fresche senza però tradire le aspettative di quanti, dopo decenni di precariato, aspirano a una stabilizzazione. Gli spazi per agire non sono ampi, le attese del settore invece sì.

Il Miur contro i test d’ingresso a scuola

da Tecnica della Scuola

Il Miur contro i test d’ingresso a scuola
Non si possono selezionare i ragazzi già all’ingresso della secondaria.  Dopo i casi di alcuni licei italiani che hanno imposto test di ingresso per selezionare gli iscritti, considerate l’esubero delle richieste, il Miur si dichiara contrario a tale pratica
La selezione delle domande di iscrizione in esubero rispetto alla capacità di accoglienza della scuola “non deve essere basata su criteri che puntano a scegliere i migliori”, ma “tutti devono essere rappresentati e accolti nella scuola pubblica” e per questo sono state diffuse circolari anche recenti che hanno “raccomandato di scegliere secondo criteri non parziali”, e i test sono assai parziali, quasi discriminatori come sindacati, associazioni di consumatori, studenti e anche esponenti politici hanno unanimemente detto. A difendere questa iniziativa finora solo l’Associazione nazionale dei presidi per la quale non bisogna “demonizzare tale selezione” perché gli altri criteri, come quello della vicinanza geografica, sono “molto meno razionali”. E dunque, dicono ancora fonti del Miur, “pur nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, i criteri di precedenza deliberati dai singoli Consigli di istituto debbono rispondere a principi di ragionevolezza quali, a puro titolo di esempio, quello della vicinanza della residenza dell’alunno alla scuola o quello costituito da particolari impegni lavorativi dei genitori”. Da evitare assolutamente anche il metodo dell’estrazione a sorte (adottato talvolta da qualche istituto): può essere utilizzato solo come estrema ratio quando due studenti che chiedono l’iscrizione risultano in parità in base a ogni altro criterio. Sono escluse in tutti i modi comunque le selezioni basate sulle capacità e la preparazione dell’aspirante alunno. Il perché lo ha spiegato ieri il sottosegretario Marco Rossi Doria scrivendo sul suo account di Twitter: “Le scuole superiori sono aperte a tutti. Poi servono risorse per farle funzionare meglio. Altro che numero chiuso!”.

Innovazione, siti internet della PA a prova di disabilità

Innovazione, siti internet della PA a prova di disabilità

Profumo firma decreto che aggiorna requisiti di accessibilità

(Roma, 20 Marzo 2013) Siti internet della Pubblica Amministrazione a prova di disabilità. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con delega all’Innovazione della PA, Francesco Profumo, ha firmato oggi il decreto che aggiorna i requisiti per l’accessibilità dei siti web delle PA, allineandoli ai migliori standard internazionali. Il decreto, che è ora al vaglio della Corte dei Conti, recepisce le indicazioni dell’Unione Europea in tema di accessibilità delle informazioni e dei servizi erogati dai siti delle pubbliche amministrazioni, consentendo loro di poter sviluppare servizi tecnologicamente innovativi nel rispetto del diritto di tutti i cittadini, indipendentemente dalla disabilità, di poterne usufruire.

Ciò significa che ogni sito dovrà essere accessibile in ogni sua parte, senza che determinate tecnologie o programmi possano inficiarne la fruizione da parte di cittadini portatori di qualsiasi disabilità. Soprattutto, da ora sarà possibile utilizzare tecnologie differenti dal normale HTML, quindi creare applicazioni nel web utilizzabili da tutti. Si tratta dunque di un decreto che guarda al futuro, senza limitare la tecnologia d’utilizzo.

Inoltre, questa nuova impostazione archivia i programmi ‘statitici’ a favore di quelli ‘sociali’, che favoriscono lo scambio di comunicazioni e servizi tra persone. Grazie a questi requisiti, il cittadino con disabilità non sarà spettatore passivo ma cittadino con possibilità di partecipare, ottenere informazioni e servizi indipendentemente dalla sua disabilità, nel rispetto dell’art. 3 della Costituzione italiana, applicato alle nuove tecnologie.

Il nuovo decreto aggiorna i requisiti previsti dalla legge “Stanca”, emanati nel 2005, e – tecnicamente – recepisce i principi della specifica internazionale di riferimento W3C WCAG 2.0 al livello “AA”. Così facendo, l’Italia si pone tra i primi Paesi in Europa ad accogliere e rendere operativi i criteri più rigorosi per l’accessibilità dei contenuti per il web, siano essi pagine informative, documenti scaricabili, applicazioni o social network.

Al Sud per le scuole si spende il doppio che al Centro-Nord, ma con risultati peggiori

da Tecnica della Scuola

Al Sud per le scuole si spende il doppio che al Centro-Nord, ma con risultati peggiori
di A.G.
Dal rapporto Censis ‘La crisi sociale del Mezzogiorno’ emerge he per il Meridione si investe il 6,7% del Pil contro il 3,1% impegnato da Roma in su. Eppure, il tasso di abbandono è del 21,2% contro il 16%, i livelli di apprendimento sono peggiori e le regioni meridionali si caratterizzano per un’alta incidenza del ‘fenomeno Neet’. Che diventa emergenza sociale in Campania e in Sicilia. La Cisl si appella al nuovo Governo, auspica un migliore utilizzo dei fondi Ue e punta sull’istruzione tecnica.
La crisi degli ultimi anni ha allargato il divario Nord-Sud con un Mezzogiorno ormai abbandonato a se stesso. E la scuola e la sanità sono l’emblema di questa forbice che si allarga. L’impietosa fotografia è stata scattata dal Censis attraverso il  rapporto ‘La crisi sociale del Mezzogiorno’, pubblicato il 19 marzo e già trattato su questo sito internet: “al Sud – scrive il Censis – non si riescono a mettere a frutto i fondi europei, si spende di più per la scuola ma con risultati peggiori e a fronte di bisogni assistenziali crescenti c’è l’abbandono della sanità pubblica”.
Se ci si sofferma, in particolare, sulla spesa pubblica per l’istruzione e la formazione, il Censis rileva che questa “nel Mezzogiorno è molto più alta di quella destinata al resto del Paese: il 6,7% del Pil contro il 3,1% del Centro-Nord. Eppure, il tasso di abbandono scolastico è del 21,2% al Sud e del 16% al Centro-Nord, i livelli di apprendimento e le competenze sono decisamente peggiori e tutte le regioni meridionali si caratterizzano per una incidenza del ‘fenomeno Neet’ superiore alla media nazionale: il 31,9% dei giovani di 15-29 anni – conclude il Censis – non studiano e non lavorano, con una situazione da emergenza sociale in Campania (35,2%) e in Sicilia (35,7%)”.
Le preoccupanti notizie su investimenti eccessivi e scarsi risultati nel Sud del Paese hanno provocato reazioni immediate. Soprattutto in campo politico. Ma anche sindacale. Per il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, “il Sud ha pagato in questa crisi il prezzo più alto, in termini di perdita di posti di lavoro e riduzione dei redditi, il che mette a rischio la coesione sociale. Ecco perchè il nuovo Governo deve collocare le politiche per il Mezzogiorno al centro delle sue strategie di crescita. Il nuovo quadro di risorse che la Unione europea si appresta a stanziare, assieme alle dovute risorse ordinarie, deve consentire al nostro Sud di rilanciare l’industria e l’occupazione e rendere i processi sociali inclusivi soprattutto nelle città e nelle aree interne”. Il sindacalista Cisl auspica quindi che si punti dritto sulle infrastrutture e sulla scuola superiore, in particolare quella di tipo tecnico: “per favorire l’occupazione nel Mezzogiorno – conclude Sbarra – devono assumere un ruolo centrale, le infrastrutture materiali ed immateriali ed un’ istruzione soprattutto tecnica“.
Anche per il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, “istruzione e occupazione sono i due settori da cui ripartire per affrontare la crisi. Il dato che preoccupa maggiormente è quello dei neet nell’area più giovane del paese. Non è un caso che superi il 35 per cento in Campania e Sicilia dove la deindustrializzazione è più forte e dove, a differenza della Puglia, non ci sono stati investimenti regionali su occupazione e sviluppo“.

Il futuro per il figli? L’85% dei genitori consiglia l’agricoltura

da Tecnica della Scuola

Il futuro per il figli? L’85% dei genitori consiglia l’agricoltura
di P.A.
Quando a scuola a un alunno si dice:” devi andare a zappare” da oggi in poi non è più offensivo, anzi si addice perfettamente a quanto consigliano l’85% dei genitori italiani ai propri figli
E secondo Coldiretti Swg sono tanti i papà e mamma che vedono per i propri figli un futuro professionale-lavorativo in agricoltura, considerandolo un settore “di primaria importanza con un’alta produzione di valore sociale”. E’ il dato che emerge da un ricerca Coldiretti Swg presentata oggi, a Bologna, durante l’assemblea di Coldiretti giovani impresa rivolta a sette regioni del centro Italia (Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna, Lazio, Abruzzo Marche e Umbria). Sempre secondo la ricerca, le aziende guidate da giovani registrano un livello di fatturato del 79% maggiore rispetto alla media e il 55% di occupati in più. In base alle elaborazioni realizzate da Coldiretti sui dati Istat, inoltre, i giovani under 40 che lavorano nelle oltre 450.000 aziende delle sette regioni sono 117.000, un terzo (33%) come titolari. In Emilia-Romagna, in particolare, i giovani under 40 occupati in azienda sono 17.901, il 31% dei quali titolari. Che i genitori immaginassero un futuro in agricoltura per i propri figli “era forse la risposta più scontata nel dopoguerra”, commenta Vittorio Sangiorgio, delegato nazionale di Coldiretti giovani impresa. Nel 2013 questa tendenza sorprende di più, ma “l’agricoltura è l’unica traiettoria di futuro che l’Italia oggi può costruire”, continua Sangiorgio, “l’unica realtà che sta creando occupazione e fiducia tra i giovani”. In questo contesto, assicura Sangiorgio, la Coldiretti gioca un ruolo importante: basta pensare, sottolinea il delegato dei giovani, ai circa 200 milioni di euro erogati nell’ultimo anno e mezzo, grazie a CreditAgri, per “finanziare start up senza che i giovani abbiano dovuto metterci un solo euro di tasca propria”. Mauro Tonello, presidente della Coldiretti Emilia-Romagna e vicepresidente nazionale, torna sugli ultimi dati forniti dall’Istat sull’andamento dell’export. A gennaio l’agroalimentare ha segnato un +21% e questo conferma che “il made in Italy è riconosciuto in tutto il mondo” grazie “alla qualità e alla professionalità” dei propri operatori, afferma Tonello: un vantaggio che “va sfruttato fino in fondo”, perchè “il +21% può ancora crescere”. Non a caso, per l’assemblea di oggi il titolo scelto è “All’italiana”: un modo di dire che “da concetto negativo deve diventare positivo”, chiosa Mattia Dall’Olio, delegato dei giovani di Coldiretti per l’Emilia-Romagna. All’appuntamento bolognese, ospitato all’Arena del sole, partecipano circa 1.000 giovani imprenditori. Nel frattempo da questa mattina, in piazza Re Enzo, attraverso le aziende e le botteghe di Campagna amica, Coldiretti propone “I magnifici sette”, ovvero i prodotti di eccellenza delle sette regioni interessate dall’appuntamento. (la notizia è diffusa da Dire)