Educazione&Scuola Newsletter n. 1053


Educazione&Scuola Newsletter n. 1053

Maggio 2015 – XX Anno

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Notizie

31 maggio Elezioni

Election Day

28 maggio Riforma Sistema Nazionale Istruzione al Senato

La 7a Commissione del Senato esamina il DdL di riforma del sistema nazionale di istruzione

23 maggio Palermo chiama Italia

XXIII anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio

21 maggio Riorganizzazione Amministrazioni pubbliche alla Camera

La 1a Commissione della Camera esamina il DdL sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche

17 maggio Giornata internazionale contro l’omofobia

Si svolge la Giornata internazionale contro l’omofobia e contro ogni forma di atteggiamento pregiudiziale basata sull’orientamento sessuale

14 maggio Task Force Edilizia scolastica su sette regioni

Presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si è svolto un incontro per fare il punto sul primo anno di lavoro della Task Force per l’Edilizia scolastica

14 maggio Salone Internazionale del Libro di Torino

Dal 14 al 18 maggio 2015 si svolge la XXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino

12 – 13 maggio Confronto sulla Buona Scuola

Iniziative ed incontri dell’esecutivo su “La Buona Scuola”

11-17 maggio Settimana nazionale della musica a scuola

Come previsto dalla Nota 2 febbraio 2015, AOODGOSV 837, dall’11 al 17 maggio 2015 si svolge la settimana nazionale della musica a scuola

11 – 20 maggio Adozione Libri di testo

Le adozioni dei testi scolastici sono deliberate dal collegio dei docenti nella seconda decade di maggio per tutti gli ordini e gradi di scuola

9 maggio Giorno della Memoria

Si celebra il 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, il ‘Giorno della memoria’

6 – 12 maggio Prove INVALSI 2015

Calendario delle prove INVALSI 2015

4 maggio Riforma elettorale alla Camera

L’Aula della Camera approva la proposta di riforma elettorale

Fare il DS: Autonomia, Organizzazione, Valutazione

Bari, 2 maggio 2015

1 maggio Expo 2015

Si svolge la cerimonia di inaugurazione di Expo 2015 a Milano dedicata a “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”

 


Norme

Avviso 29 maggio 2015

AFAM, elenco dei vincitori del Premio Claudio Abbado

Ordinanza Ministeriale 29 maggio 2015, n. 11

Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno …

Avviso 29 maggio 2015, AOOOGOSV 4837

Disponibilità dalla giornata del 3 giugno 2015 sul Sidi della composizione delle commissioni e dell’elenco dei presidenti e commissari

Decreto Ministeriale 29 maggio 2015, n. 319

Costituzione delle aree disciplinari finalizzate alla correzione delle prove scritte negli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado

Decreto Ministeriale 29 maggio 2015, n. 321

Decreto 29.05.2015 n.321 di rettifica al DM n.315/2015 recante il bando ammissione SS A.A. 2014/2015

Legge 27 maggio 2015, n. 69

Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio

Nota 26 maggio 2015, AOODGODV 4674

Adempimenti di carattere operativo ed organizzativo relativi all’esame di Stato. Anno scolastico 2014-2015

Decreto Ministeriale 26 maggio 2015, n. 315

Bando per l’ammissione dei medici alle scuole di specializzazione di area sanitaria per l’a.a. 2014/2015

Avviso 21 maggio 2015, Prot. n.1104

Selezione dei componenti del Comitato Nazionale dei Garanti della Ricerca (CNGR)

Direttiva 21 maggio 2015, AOOUFGAB 306

Incarichi di presidenza – Applicazione dell’articolo 1-sexies del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43

Decreto-Legge 21 maggio 2015, n. 65

Disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR

Nota 21 maggio 2015, AOODGPER 15510

Operazioni di attribuzione degli incarichi dirigenziali: conferme, mutamenti, mobilità interregionale con decorrenza 01/09/2015 – C.C.N.L. sottoscritto in data 15/07/2010 per il personale dell’Area …

Decreto Ministeriale 21 maggio 2015, n. 307

Ripartizione dei contratti di formazione medico specialistica, coperti con fondi statali, assegnati alle scuole di specializzazione universitarie di area sanitaria

Nota 21 maggio 2015, AOODGCASIS 1787

Piano di comunicazione 2015 – Partecipazione FORUM PA 2015 ‐ Programma

Disegno di Legge (Camera, 20.5.15)

Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti

Risoluzione Parlamento europeo 20 maggio 2015, n.2684

Elenco di questioni adottato dal comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità in riferimento alla relazione iniziale dell’Unione europea

Decreto Direttore Generale 20 maggio 2015, n. 26

Elenco Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado beneficiarie della fornitura gratuita di 5 schede di sviluppo Intel® Galileo

Avviso 19 maggio 2015, AOODGSIP 3381

Vincitore di A Scuola di OpenCoesione 2014/2015, Top Ten dei migliori Team e lancio del Premio dal pubblico al Blog delle classi più votato online

Nota 19 maggio 2015, Prot. n. 3401

Commemorazione del Centenario della Prima Guerra Mondiale – 24 Maggio 2015 ore 15.00, Minuto di silenzio

Nota 19 maggio 2015, AOODGPER 15379

Utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2015/16.Trasmissione ipotesi CCNI e presentazione domande

Avviso 19 maggio 2015, AOOUFGAB 14392

Avviso rivolto ai funzionari di ruolo, Area III, in servizio presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ai fini dell’acquisizione delle disponibilità a prestare la propria …

Decreto Direttoriale 19 maggio 2015, n. 1094

Potenziamento strutturale: proroga dei termini delle attività progettuali

Nota 19 maggio 2015, AOODGOSV 4448

Chiarimenti in merito all’indirizzo Design nei Licei Artistici

Protocollo d’Intesa MIUR – Microsoft

A supporto della promozione e dello sviluppo della cultura digitale nella Scuola

15/05/2015 – FORUM PA – Presentazione della programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali europei per l’istruzione PON

Presentazione della programmazione 2014-2020

Sentenza Consiglio di Stato 15 maggio 2015, n. 2474

Riduzione della dotazione organica del personale ATA per la provincia di Reggio Calabria

14/05/2015 – Programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2007-2013 – Indicazioni operative in ordine alla corretta registrazione delle attività e delle ore prestate da tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nei progetti cofinanziati

Nota prot. 6755 del 11 maggio 2015

Nota 13 maggio 2015, AOODGPER 14578

D.M. 4 maggio 2015 n. 248. Integrazione Graduatorie di Istituto di II fascia del personale docente

Ipotesi CCNI (MIUR, 13.5.15)

UTILIZZAZIONI E ASSEGNAZIONI PROVVISORIE DEL PERSONALE DOCENTE, EDUCATIVO ED A.T.A. PER L’ANNO SCOLASTICO 2015/16

Avviso 12 maggio 2015

Schema di manuale tecnico operativo di cui all’art. 8 del DI n. 19 del 14 gennaio 2014 – Contabilità economico-patrimoniale delle Università

Nota 12 maggio 2015, AOODGOSV 4092

Trasmissione Protocollo d’Intesa MIUR-ENIPG

Nota 12 maggio 2015, AOODGSIP 3213

17 maggio – Giornata internazionale contro l’omofobia

Nota 12 maggio 2015, AOODGOSV 4089

Consiglio d’Europa: Programma “Pestalozzi” di formazione continua. Candidature 2015

Nota 12 maggio 2015, Prot. n.4093

SCUOLE ESTIVE DI ASTRONOMIA – a.s.2014-2015

Nota 8 maggio 2015, AOODGOSV 4001

Iniziative per i 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri: segnalazione di tre puntate speciali del programma Storia della Letteratura, di RAI Cultura, dedicate a Inferno, Purgatorio e Paradiso

Nota 7 maggio 2015, AOODGCASIS 1576

FIRMA DIGITALE MIUR: SOSPENSIONE RICHIESTA CERTIFICATI DIGITALI

Legge 6 maggio 2015, n. 52

Disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati

Nota 6 maggio 2015, AOODGRUF 7457

Sentenza T.A.R. Lazio – annullamento circolare n. 2/2014 della Funzione Pubblica

Nota 5 maggio 2015, Prot. MIURAOODGOVS 3858

Concorso nazionale “Il cibo nella Bibbia: ricercare e condividere il pane”. Premiazione scuole vincitrici

Nota 5 maggio 2015, Prot. MIURAOODGOVS n. 3855

Concorso “Suoni&Professioni. La creatività, passione e opportunità” A.S. 2014-2015 – Proroga consegna elaborati

Nota 5 maggio 2015, Prot. MIURAOODGOVS n. 3857

Olimpiadi Italiane di Astronomia. Finale nazionale 2015 – Modena

Nota 4 maggio 2015, AOODGCASIS 1533

Monitoraggio dei percorsi di alternanza scuola-lavoro – a.s. 2014/2015

Decreto Ministeriale 4 maggio 2015, n. 248

Integrazione Graduatorie di Istituto di II fascia del personale docente

 


Rubriche

in Bacheca della Didattica

In difesa dei Tieffini e dei passini

di Mavina Pietraforte

Il DDL “la buona scuola” non ha validità scientifica

di Enrico Maranzana

Rieccoli!

di Francesco G. Nuzzaci

Dario Cillo

Sintesi CV

Il corto-circuito della Buona Scuola

di Giuseppe Guastini

Valutazione: né quisquilia, né pinzellacchera

di Cosimo De Nitto

Organico dell’autonomia o organico del dirigente?

di Cosimo De Nitto

La Cenerentola della Buona Scuola

di Mavina Pietraforte

Per una scuola interculturale

di Mariacristina Grazioli

La buona scuola: il DDL è viziato da illogicità manifesta

di Enrico Maranzana

Parlare di scuola, tra grandi narrazioni e storytelling

di Piervincenzo Di Terlizzi

La radiosa lettera di maggio 

di Alessandro Basso

La valutazione della parrucchiera

di Stefano Stefanel

Che ve ne sembra della valutazione?

di Mavina Pietraforte

Perché è necessario stare dalla parte dei docenti

di Giuseppe Guastini

Approvata dal senato la riforma, monca, della dirigenza pubblica

di Francesco G. Nuzzaci

Senza titolo

di Claudia Fanti

Aggiornamenti sulla questione ispettiva

di Gabriele Boselli

Ancora tre o quattro cose di buona scuola

di Nicola Puttilli

Dopo il 5 maggio: brutte figure, depistaggi, effetti desiderati

di Cosimo De Nitto

Per una succinta eziologia dei “superpoteri” dei ds

di Mavina Pietraforte

Perché fermarsi alla crocetta?

di Enrico Roversi

5 maggio: i partigiani della cultura e la Costituzione in piazza

di Cosimo De Nitto

Gli investimenti del Ddl La Buona Scuola

MIUR

Autonomia e Scuola

di Dario Cillo

Lo scenario normativo (dal 1859 ad oggi)

di Dario Cillo

Codice disciplinare e di comportamento della Scuola

di Dario Cillo

Ruoli e Funzioni nell’Autonomia

di Dario Cillo

Fare il DS: Autonomia, Organizzazione, Valutazione

Bari, 2 maggio 2015

Educarsi e educare: alla responsabilità mediante la responsabilità

di Margherita Marzario

in Esami

Diario d’Esame 2014-2015

di Dario Cillo

Raccolta aggiornata delle norme sull’esame di Stato conclusivo del 1° ciclo d’Istruzione

a cura di Giuseppe Guastini

Esami: Incontro di generazioni

di Davide Leccese

in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

in Famiglie

Il DdL Buona Scuola … e il ruolo dei genitori

di Cinzia Olivieri

Sportello Genitori Studenti e Scuola

a cura di Cinzia Olivieri

in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

La Consulta a Pomezia

di Rolando A. Borzetti

L’USR Lazio posticipa all’a.s. 2016-17 il divieto per gli alunni con disabilità ultraventitreenni a frequentare le scuole superiori del mattino

di Salvatore Nocera

FAQ Handicap e Scuola – 56

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Rolando Alberto Borzetti

Il TAR della Toscana afferma la propria competenza in materia di ore di sostegno

di Salvatore Nocera

Anche gli stranieri regolari hanno diritto a svolgere supplenze nelle scuole italiane

di Salvatore Nocera

in LRE di Paolo Manzelli

SINTESI ATTIVITA’ primo semestre 2015 EGOCREANET

di Paolo Manzelli

in Mobilità

Mobilità 2015-2016

28 maggio: pubblicazione dei trasferimenti del personale docente della Scuola Secondaria I Grado

in PSSP&MD di Umberto Tenuta

Compiti per le vacanze

di Umberto Tenuta

Scrutinare

di Umberto Tenuta

Sceriffi a piazza San Pietro?

di Umberto Tenuta

Scuola genitrice

di Umberto Tenuta

Valutazione

di Umberto Tenuta

LIBERALSCUOLA non è BUONASCUOLA

di Umberto Tenuta

Scuola degli studenti

di Umberto Tenuta

Odio della lettura

di Umberto Tenuta

L’uomo può diventare tale solo con l’educazione

di Umberto Tenuta

INVALSI

di Umberto Tenuta

Vampa di fuoco

di Umberto Tenuta

Libro e Tablet

di Umberto Tenuta

Scuola che d’amor arde

di Umberto Tenuta

Madre amorosa

di Umberto Tenuta

Sciopero giusto senza ragioni giuste

di Umberto Tenuta

Scuola democratica

di Umberto Tenuta

Expo Buonascuola

di Umberto Tenuta

in Psicologia

La coppia, i figli

di Adriana Rumbolo

in Recensioni

J. Nash, I giochi linguistici e matematici

di Gianfranco Purpi

R. Bortone, Fare scuola in un mondo che cambia

Riflessioni e strumenti per chi dirige e per chi insegna

Karzan Kader, Bekas

di Mario Coviello

J. Cortázar, Bestiario

di Antonio Stanca

G. Solimine, Senza Sapere

di Mario Coviello

T. Breakwater, Canto di Natale 2020

di Marta Fanfano

Don Gino Corallo: salesiano, educatore e pedagogista

di Carlo De Nitti

Incontro con Luigi Ballerini

di Mario Coviello

in Statististiche

Skills Outlook 2015: Youth, Skills and Employability

OECD

Rapporto annuale 2015 – La situazione del Paese

ISTAT

Better life 2015 – Istruzione

OECD

Iscrizioni al primo anno – A.S. 2015/2016

a cura del Servizio Statistico MIUR

in Stranieri

Per una scuola interculturale

di Mariacristina Grazioli

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Uno sciopero cha farà lavorare di più!

di Maurizio Tiriticco

Ho fatto un sogno!

di Maurizio Tiriticco

La scuola come quarto potere costituzionale

di Maurizio Tiriticco

La Buona scuola: l’ottimismo della ragione non è di casa

di Maurizio Tiriticco

 


Rassegne

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

 

In difesa dei Tieffini e dei Passini

In difesa dei Tieffini e dei Passini

di Mavina Pietraforte

 

I Tieffini visti da vicino

Comincio con il difendere i tieffini.

Quelli che devono superare ben tre prove di selezione prima di accedere ad un corso di almeno 200 h con lavoro finale e discussione dell’elaborato che coniughi il tirocinio attivo con la teoria esaminata. Ciò che è più facile a dirsi che a farsi.

Non per questo voglio difenderli, o perlomeno non solo. Ma perché li ho visti, ascoltati, apprezzati di recente durante una sessione di esame per l’abilitazione in una Università statale della Lombardia, come rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Con loro ho apprezzato i loro docenti universitari, rigorosi e pieni di tematiche epistemologiche, pedagogiche che a sentirli, a me che da un po’ sto frequentando solo i corridoi burocratici, mi hanno rinfrescato e rincuorato l’animo.

Gli abilitanti, poi, mi hanno affascinato con la loro passione nei lavori di tirocinio svolti presso le scuole dove hanno portato la loro sapienza e non solo, hanno mostrato anche la strada per l’inclusivisità come pratica e non solo come enunciato, con le loro proposte di apprendimento tra pari, o di uso delle tecnologie strategicamente volte a coinvolgere anche gli alunni DVA.

Si trattava infatti di esami per l’abilitazione al sostegno. E scopri quello che non avresti immaginato: anche in scuole centrali di Milano, banchi isolati per gli alunni disabili, o l’allontanamento come pratiche diseducative.

O addirittura il precludere l’accesso alla documentazione della certificazione di questi alunni,   certo riservata ma ineludibile come conoscenza per chi deve educare e formare questi ragazzi “diversi”.

E questi tieffini a portare il loro tesoro, il loro coraggio, a coinvolgere le scuole, i docenti e i dirigenti scolastici.

E dove finiranno? Torneranno nelle scuole dove hanno portato un po’ di luce, dove hanno sperimentato sul campo la distanza tra la scuola agita e quella normata, causata forse da norme solo formalmente ugualitarie?

Non è il loro ingresso nel mondo della scuola come docenti di ruolo, a tempo interminato, un modo per garantire l’uguaglianza sostanziale dei docenti come lavoratori, come studiosi e come intellettuali della scuola e per i ragazzi come garanzia di educatori consapevoli in grado di accompagnarli in modo graduale e motivato al loro “progetto di vita”?

Perché non rientreranno nel piano di assunzioni del DDL ora all’esame del Senato?

Chi ha fatto la conta del fabbisogno e deciso che non servono alla scuola?

Ci sono dati statistici inoppugnabili   in merito per cui arrendersi e dover rinunciare ancora una volta, ad una occasione di “buona scuola”?

 

 

I passini

Laddove i tieffini possono anche non essere mai entrati a scuola con supplenze, (ma le esperienze sono molto variegate), i passini sicuramente sì.

E a questo hanno aggiunto anche loro una formazione universitaria. Meno selettiva, si dirà, dei tieffini con riguardo alle prove di ingresso, ma sempre un percorso universitario, quindi di ricerca e di studio nei massimi organi deputati nei paesi occidentali fin dall’Alto Medioevo, le Università.

In più, comunque, hanno avuto pregresse esperienze di insegnamento in presa diretta, per così dire. E la Scuola è maestra di vita, come la Storia.

Anche di questi, ne ho conosciuti alcuni, sconsolati e incerti sul loro futuro, mortificati da un’attesa senza fine, consapevoli che per tutti loro si potrà parlare solo di un concorso da bandire previo svuotamento delle GAE.

 

Un futuro vano concorso

Si tratta di una generazione incolpevole inghiottita in un buco nero da cui non vedono l’uscita.

Uno spiraglio di luce può essere solo il concorso ordinario?

Ordinario che vuol dire?

Piuttosto straordinario, direi, visto che dovrebbe selezionare gente già ampiamente selezionata.

Una procedura comparativa per selezionare in modo mirato persone che hanno competenze e capacità già testate non sarebbe la migliore soluzione?

Non si fa certo i puristi per la selezione dei dirigenti dell’Amministrazione centrale e periferica per cui a quanto pare la nomina con criteri personalistici sembra essere quella più efficace e spedita, caldeggiata anche se non amata.

Solo per i docenti parrebbe obbligatorio passare attraverso le forche caudine di un concorso che potrebbe rivelarsi un “bagno di sangue” come si è espressa di recente la ex Ministra Carrozza[1], parlando a proposito dei concorsi per ds svoltosi nelle varie Regioni.

Non sono certo contro i concorsi, io sono entrata per concorso nel ruolo di dirigente tecnico, (e anzi penso che per la dirigenza la via maestra sia solo il concorso), e del resto entrai per concorso anche nell’insegnamento, più di venti anni fa, ma allora non c’erano questi percorsi universitari e giacché ora ci sono, non si vede perché si debba vanamente creare un altro metodo per selezionare chi è stato già selezionato dalle Accademie.

 

[1]http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/05/06/scuola-lex-ministro-carrozza-a-settembre-sara-massacro-e-siamo-gia-in-ritardo/368942/

 

Compiti per le vacanze: utili o dannosi?

da La Stampa

Compiti per le vacanze: utili o dannosi?

Anche quest’anno si riapre il dibattito, saranno 6,3 milioni gli alunni italiani che si preparano ad affrontare lo studio in estate, con una spesa stimata per le famiglie di circa 200 milioni di euro
paolo martone

Compiti per le vacanze, male necessario o inutile accanimento? Una questione che va avanti da tempo, e che si ripropone con la scadenza dell’anno scolastico. Il pesante fardello estivo riguarderà 6,3 milioni di alunni italiani, con una spesa stimata per le famiglie di circa 200 milioni di euro tra libri nuovi, cancelleria e (per chi se lo può permettere) costose lezioni private.

Si salveranno gli alunni di quinta elementare e terza media, per tutti gli altri ci sarà da studiare. Il fronte dei contrari cresce a dismisura, in particolare tra pediatri e pedagogisti. Secondo Italo Farnetani, medico dell’infanzia, i compiti per le vacanze sono inutili, dannosi per i ragazzi e costosi per le famiglie. Inoltre quasi nessuno li controlla”. Diverso l’approccio del pedagogista Luigi Domenighini, che sostiene come “posizione pedagogicamente corretta” l’idea “che venga elaborato dal figlio studente nella prima settimana di vacanza un “piano” di svolgimento dei compiti, con date ed orari, terminante con la frase: “Mi impegno a rispettarlo”. Un piano visto da tutti ed appeso in una parte ben visibile della casa. Questo è un grosso intervento pedagogico teso ad abituare il figlio a “progettare i suoi lavori” ed a tener fede a quanto deciso”. Un metodo, una sorta di tabella di marcia. Che è l’esatto contrario di quello che si verifica nella maggioranza dei casi, con due terzi degli alunni che si trascinano i compiti da giugno a settembre, facendoli diventare un tormento per loro e per i genitori.

Poi ci sono i “forzati di giugno-luglio”, coloro che concentrano lo sforzo e il sacrificio nel periodo iniziale delle vacanze, rinunciando ovviamente a diverse belle giornate di svago. Seguono gli “agostani”, che nella maggior parte dei casi sono stati in vacanza a luglio e si dedicano alla sgradita incombenza di ritorno in città e nel mese più torrido. Dopo gli agostani troviamo le “cicale”: si sono goduti in pieno le vacanze e pensano di poter far tutto in pochi giorni. La fatica, in questo caso, è mostruosa, e quasi nessuno di loro riesce a fare tutti i compiti. L’ultimo stadio è rappresentato dagli “irriducibili”, quelli che i compiti “non li fanno” punto e basta. Una minoranza composta da circa il 2% degli alunni.

L’associazione dei presidi italiani, per bocca del presidente Giorgio Rembado, non prende posizione trincerandosi dietro “l’autonomia scolastica”. Mentre Maurizio Parodi, anche lui dirigente scolastico, è tra i più attivi sostenitori dello stop ai compiti a casa, sia quelli giornalieri che per le vacanze. Parodi ci ha scritto anche un libro dal titolo “Basta compiti! Non è così che si impara”, ha creato la pagina Facebook “Basta compiti” (oltre 4.500 iscritti) e raccolto 4.290 firme per una petizione. “I compiti per le vacanze – dice Parodi – sono una contraddizione in termini, un assurdo logico e pedagogico, giacché le vacanze sono tali, o dovrebbero esserlo, proprio perché liberano dagli affanni feriali: vacanza, in latino vacantia, da vacare, ossia essere vacuo, sgombro, vuoto, senza occupazioni”.

 

Sciopero scrutini, è possibile che si recuperi di notte e nel week end? Alle superiori sì

da La Tecnica della Scuola

Sciopero scrutini, è possibile che si recuperi di notte e nel week end? Alle superiori sì

Sui social network sta montando il dibattito: diversi addetti ai lavori hanno calcolato che negli istituti secondari di secondo grado, soprattutto dove dovessero essere molti gli scrutini rimandati, è gioco-forza che vengano riconvocati in tarda serata (fino a mezzanotte?) e forse pure di domenica (il 14 giugno). La domanda più ricorrente: ma che sciopero è quello che penalizza chi sciopera? Ma c’è già chi replica: se è utile a fermare il ddl, il sacrificio di un week end è lecito.

Sì, è vero: il Garante per gli scioperi ha dato il suo via libera al boicottaggio degli scrutini, a patto che non vi siano “eventuali aggiramenti della normativa”. Ora, però, sui social network sta montando il dibattito: diversi addetti ai lavori hanno considerato che negli istituti superiori dove dovessero essere molti gli scrutini rimandati, è gioco-forza che vengano riconvocati in tarda serata (anche fino alla mezzanotte) e forse pure nel week end, domenica compresa, del 13 e 14 giugno.

Il motivo è semplice: il lunedì successivo, il 15 giugno, moltissimi docenti della scuola secondaria di secondo grado dovranno infatti presentarsi alle riunioni preliminari degli esami di maturità. Non pochi prof si recheranno anche fuori regione. Quindi, sarebbe impossibile per tutto costoro ripresentarsi ad uno scrutino pomeridiano convocato in quei giorni. L’alternativa sarebbe quella di trovare dei sostituti. Ma, a parte il fatto che una percentuale davvero troppo alta di docenti-sostituti non sarebbe, almeno eticamente, una condizione auspicabile, la “patata bollente” in diversi casi rischierebbe di passare ai coordinatori di classe. Perché anche i dirigenti si dovranno spostare di sede per presiedere le commissioni della maturità.

La domanda più ricorrente, all’interno dei vari canali sociale della scuola, è allora questa: si è mai visto uno sciopero deve costringere il lavoratore a recuperare l’attività non svolta? Ma, soprattutto, è intelligente aderire al boicottaggio degli scrutini se poi il dirigente, costretto dai tempi ristrettissimi, li riconvoca di domenica pomeriggio o in seduta notturna?

I dubbi e le domande appaiono fondati. Ognuno potrà dare le sue risposte. In tanti, ad esempio, hanno già tagliato corto, sostenendo che se questo è prezzo da pagare per fermare il disegno di legge di riforma, allora ben venga il sacrificio di un week end. Il dibattito è appena all’inizio.

Sciopero degli scrutini, le istruzioni operative per chi aderisce e per chi vuole svolgerli

da La Tecnica della Scuola

Sciopero degli scrutini, le istruzioni operative per chi aderisce e per chi vuole svolgerli

Il documento – prodotto dalle segreterie nazionali di FLC-CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL e GILDA UNAMS – rappresenta anche un utile strumento da consultare per i dirigenti scolastici, che dovranno riconvocare gli scrutini in modo corretto. Tutte le indicazioni utili pure per Ata ed educatori.

Proponiamo ai lettori della Tecnica della Scuola uno strumento molto utile per conoscere tutti i dettagli sulla corretta gestione dello sciopero degli scrutini in programma nei prossimi giorni: si tratta di vere e proprie “istruzioni operative”, davvero utile per i docenti che intendono scioperare. Ma anche per coloro che non vogliono aderire alla protesta contro il ddl, che verranno coinvolti nelle sue conseguenze.

Il documento – prodotto dalle segreterie nazionali di FLC-CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL e GILDA UNAMS – rappresenta anche un utile strumento da consultare per i dirigenti scolastici. I quali, appena terminate le lezioni, si ritroveranno a gestire una situazione insolita (l’ultimo sciopero unitario degli scrutini risale davvero a molto tempo fa) e di non sempre agevole soluzione: per loro, infatti, il vero problema sarà quello di riconvocare gli scrutini rimandati (basta un solo docente assente) in modo corretto.

Le indicazioni su come aderire vengono fornite anche al personale Ata e educativo. Il documento, infine, propone una serie di possibili casistiche che si potrebbero venire a determinare in quei giorni di valutazione di fine anno, che si preannunciano davvero “caldi”.

Per visionare ‘le istruzione operative sullo sciopero degli scrutini’ cliccare qui.

 

DDL Scuola: si riprendono i lavori mercoledì 3

da La Tecnica della Scuola

DDL Scuola: si riprendono i lavori mercoledì 3

Fissato alle ore 14 di lunedì il termine per presentare gli emendamenti.

Alla Commissione Cultura del Senato la prossima settimana sarà importante anche se non decisiva.
Mercoledì 3 riprenderanno i lavori per l’esame del ddl sulla scuola, con due sedute, una con inizio alle ore 14,30 e l’altra alle ore 21.
La mattina successiva, giovedì 4, si inizierà a lavorare alle 8,30 e si riprenderà nel primo pomeriggio.
Tenuto conto della necessità di chiudere i lavori quanto prima possibile, i senatori lavoreranno anche venerdì mattina (in genere le sedute del Senato sono calendarizzate solo fino al giovedì pomeriggio).

Dopo le audizioni dei giorni scorsi e la presentazione del provvedimento da parte della senatrice Puglisi, a partire da mercoledì si entrerà nel vivo e si inizierà anche a prendere in esame gli emendamenti il cui termine di presentazione è stato fissato per le ore 14 di lunedì 1° giugno.
C’è molto attesa per la ripresa dei lavori. La domanda che molti si pongono è se i risultati del voto influiranno sulla prosecuzione dell’iter parlamentare del ddl 1934.

#riformabuonascuola: i sindacati chiedono modifiche

da La Tecnica della Scuola

#riformabuonascuola: i sindacati chiedono modifiche

Ma con lo sciopero del 5 maggio il mondo della scuola si era espresso per il ritiro del provvedimento. In Commissione Cultura del Senato quasi tutti hanno chiesto modifiche, più o meno consistenti.

Le audizioni che si sono svolte nei giorni scorsi presso la Commissione Cultura del Senato hanno evidenziato un tema che la nostra testata aveva segnalato già alla vigilia dello sciopero del 5 maggio:
“ritiro del disegno di legge” è stata la parola d’ordine delle manifestazioni svoltesi in concomitanza con lo sciopero, mentre i sindacati, ad eccezione di quelli di base, chiedevano – con modalità e sfumature diverse – modifiche più o meno sostanziali del provvedimento.
L’equivoco è andato avanti per tutto il mese di maggio come se si trattasse di un problema secondario.
Ma adesso la questione si ripropone.
Basta leggere i comunicati sindacali di queste ore per rendersene conto.
Flc-Cgil, per esempio, chiede che i fondi per il “merito” (200 milioni di euro all’anno) vengano distribuiti fra le scuole a seguito di una contrattazione nazionale in modo da sostenere le scuole in magggiore difficoltà, e successivamente attribuiti ai singoli docenti previa contrattazione d’istituto fra dirigente scolastico e RSU.
Sullo stesso tema proposte analoghe arrivano anche da altri sindacati.
La Gilda di Rino Di Meglio chiede che del comitato di valutazione non facciano parte né genitori né studenti.
E così via.
Su una lunghezza d’onda diversa sono Cobas e Unicobas che continuano a rimanere  fermi sulla richiesta di ritiro del disegno di legge.
A partire da lunedì il problema dovrà in qualche modo essere affrontato, perchè i docenti dovranno decidere se e come aderire allo sciopero degli scrutini: come verrà utilizzata dai sindacati rappresentativi una massiccia adesione alla protesta? Per sostenere le proprie richieste di modifica (posizione mantenuta in COmmissione Cultura) o per dare spazio alla parola d’ordine “ritiro del ddl”, come viene chiesto da una parte consistente del mondo della scuola?
La contraddizione è pesante, affrontarla e risolverla non sarà semplice

31 maggio Elezioni

Come segnalato dalla Nota 27 aprile 2015, AOOUFGAB 12118, domenica 31 maggio 2015 si svolgono:

  • il turno ordinario di elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario, in Friuli Venezia Giulia e in Sardegna
  • le elezioni amministrative in Sicilia (anche lunedì 1° giugno 2015)
  • le elezioni del Presidente della Giunta e del Consiglio regionale nelle Regioni Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia.

 

Il DDL “la buona scuola” non ha validità scientifica

Il DDL “la buona scuola” non ha validità scientifica

di Enrico Maranzana

 

Il disegno di legge in discussione al Senato è caratterizzato da un approccio di tipo morale: il procedere scientifico è sconosciuto.

 

TERMINOLOGIA

La scuola non possiede un vocabolario condiviso. Educazione, formazione, istruzione, insegnamento, capacità, abilità, conoscenza, competenza .. non hanno univoco significato.

Il DDL s’immerge in questa indeterminatezza. Si consideri ad esempio la nozione “apprendimento”: la sua definizione è desunta dalla legge 92/2012 avente come oggetto la riforma del mercato del lavoro.

E’ noto che il significato delle parole è contestuale: apprendimento, per chi progetta percorsi volti alla relativa promozione, ha un contenuto che diverge sostanzialmente da quello ottenuto considerando la scuola come erogatrice di forza lavoro.

 

ESPLORAZIONE DEL CAMPO IN CUI NASCE IL PROBLEMA

La proposta governativa non ha ricercato l’origine dell’inefficacia degli interventi normativi che, negli anni, si sono succeduti: si limita a sentenziare la loro incoerenza e il loro non allineamento con l’assetto attuale.

Se l’ordinaria gestione scolastica fosse stata studiata ne sarebbe derivato un quadro di realtà molto differente da quello ipotizzato. Il vissuto sarebbe stato capitalizzato: sarebbe emersa l’origine dell’attuale stallo dell’istituzione.

E’ sufficiente leggere gli ordini del giorno stilati per convocare gli organismi collegiali per costatare la sistematica omissione di questioni obbligatorie e vitali, l’origine della loro sterilizzazione.

 

DEFINIZIONE DEL PROBLEMA

Il sistema normativo vigente finalizza il sistema scolastico all’educazione, intesa come processo di promozione di capacità e di competenze, generali e specifiche [legge 53/2003].

Il disegno di legge, nonostante il riconoscimento della persistente validità dell’ordinamento vigente [TU 297/94], modifica l’orientamento della scuola cassando gli aspetti educativi. La modifica della denominazione dell’istituzione scolastica è inequivocabile: da Sistema educativo d’istruzione e di formazione a Sistema nazionale di istruzione e di formazione.

 

FORMULAZIONE DI IPOTESI

L’errato disegno del campo in cui nasce il problema e il mancato riconoscimento della complessità della mission della scuola, ridotta al solo insegnamento, svuotano di significato le strategie risolutive.

 

DEFINIZIONE DEL MODELLO

La cultura dell’organizzazione non appartiene al disegno di legge. I modelli che la scienza ha elaborato per dominare i sistemi decisionali sono rimpiazzati dall’obsoleta, inefficace struttura gerarchico-lineare.

 

VERIFICABILITA’

Il feed-back è universalmente riconosciuto come necessaria modalità di governo dei sistemi.

Il feed-back consiste nella comparazione tra obiettivi e risultati ottenuti: le informazioni contenute negli scostamenti rilevati consentono di migliorare l’incisività delle azioni programmate.

Il DDL muove in direzione opposta: il principio di autorità, alternativo a quello razionale, è posto a fondamento della valutazione.

Rieccoli!

RIECCOLI!

di Francesco G. Nuzzaci

Benché, rispetto al testo iniziale, depurato di alcune disposizioni inutilmente muscolari ed integrato con opportuni correttivi, più coerenti con il risalente assetto autonomistico delle istituzioni scolastiche, fin qui quiescente e che ora si prova a rendere effettivo, sul disegno di legge delega La buona scuola approvato in prima lettura alla Camera e rimesso al Senato resta, implacabile, l’ostracismo di tutti i sindacati – confederali e autonomi, rappresentativi e non – in permanente mobilitazione e sostenuti da esponenti politici della sinistra-sinistra, cui si sono aggiunte una trentina di sigle gravitanti attorno al pianeta scolastico e, da ultimo ed inopinatamente, il presidente della Conferenza episcopale italiana. Sono tutti concordi nell’insistere sul ritiro del testo dopo averne stralciato e approvato con decreto legge il solo piano di assunzioni, allargato all’inclusione di una pletora di docenti precari potenzialmente illimitata, che sembrano spuntare come funghi in un’umida giornata autunnale, con rinvio di almeno un triennio dei concorsi ordinari ed ulteriore stagionatura delle giovani – per modo di dire – leve aspiranti all’insegnamento seguendo la via maestra dettata dalla Costituzione. Il resto dev’essere restituito alla – presunta – competenza dei tavoli contrattuali, trattandosi di materie che hanno ricadute su aspetti normativi e retributivi del rapporto di lavoro.

Avremo modo di affrontare de plano l’argomento, ma intanto vorremmo riproporre all’attenzione di qualche nostro paziente lettore un saggio che ci sembra tornato di attualità per i suoi contenuti e per le reazioni che suscitò. E’ un saggio da noi scritto giusto sette fa per la Rivista giuridica della scuola e, con piccoli adattamenti, qui già pubblicato. Trattasi di un’analisi della più organica proposta preordinata alla realizzazione della scuola dell’autonomia, naturalmente – come le precedenti e le successive- colata a picco sotto il fuoco concentrico di coloro – sempre gli stessi – che stanno sparando a palle incatenate contro l’odierno similare tentativo, pure meno radicale, di uscire dalla palude.

Come dire, nulla deve cambiare e il futuro non ci appartiene.


Prove di Rivoluzione

Raccolta aggiornata delle norme sull’esame di Stato conclusivo del 1° ciclo d’Istruzione

Raccolta aggiornata delle norme sull’esame di Stato conclusivo del 1° ciclo d’Istruzione

a cura di Giuseppe Guastini

In questa raccolta sono riunite in modo organico la maggior parte delle disposizioni in materia di ESAME DI STATO CONCLUSIVO DEL 1° CICLO D’ISTRUZIONE.

Anticipo che – in omaggio alla semplificazione normativa – questo esame è disciplinato da almeno 18 tra leggi, regi decreti, decreti legislativi, DPR, decreti ministeriali, ordinanze ministeriali, circolari etc.

Trattandosi di disposizioni sovrapposte lungo un arco temporale di quasi un secolo, il “copia-incolla” non è sufficiente a comporre un testo normativo coerente e soprattutto aggiornato.

Nella maggior parte dei casi è bastato non riportare le disposizioni non più in vigore o sostituite da altre più recenti. In altri casi si è reso necessario un aggiornamento terminologico (es.: “scuola media”, “provveditore agli studi” etc); in altre circostanze – limitate — si sono dovute introdurre, nel testo storico, integrazioni sostanziali, come ad esempio nel caso di “CITTADINANZA E COSTITUZIONE” nell’ambito delle “materie d’esame” o del rilascio dei “certificati provvisori sostitutivi” del diploma, per i quali sono intervenute le restrizioni della legge 183/2011.

Giuseppe Guastini


 

PARTE PRIMA: NORME GENERALI E DI SFONDO

 

1- ASPETTI ORDINAMENTALI

  1. a) È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale [dall’art. 33 della costituzione].
  2. b) Il primo ciclo di istruzione ha configurazione autonoma rispetto al secondo ciclo di istruzione e si conclude con l’esame di Stato [dall’art. 4, comma 5 del D.L.vo 59/2004].
  3. c) Il terzo anno della scuola secondaria di primo grado si conclude con un esame di Stato,

al quale sono ammessi gli alunni giudicati idonei a norma del comma 4-bis dell’art. 11 del D.L.vo 59/2004 [vedere anche successivo punto 7 lettere “c” e “d” ].

  1. d) Il diploma di licenza conclusiva del primo ciclo di istruzione dà accesso a tutte le scuole ed istituti di istruzione secondaria di secondo grado [dall’art.186, comma 2 del D.L.vo 297/1994].

 

2- SEDI, SESSIONI E COMMISSIONE ESAMINATRICE

  1. a) Sono sedi di esame di stato conclusivo del 1° ciclo d’istruzione le scuole secondarie di 1° grado statali e pareggiate nonché, per i soli alunni interni, quelle legalmente riconosciute, salvo quanto previsto dall’articolo 362, comma 3, del D.L.vo 297/1994 per le scuole legalmente riconosciute dipendenti dall’autorità ecclesiastica [dall’art.184, comma 1 del D.L.vo 297/1994].
    b) L’esame si sostiene in un’unica sessione con possibilità di prove suppletive per i candidati assenti per gravi e comprovati motivi; le prove suppletive si svolgono in tempi coerenti con i calendari delle prove nazionali INVALSI definiti dalle relative ordinanze o disposizioni del MIUR e devono concludersi prima dell’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo [dall’art.184 del D.L.vo 297/1994].
  2. c) La Commissione esaminatrice é composta, oltre che dal presidente, da tutti i docenti delle terze classi della scuola che insegnino le materie di cui al successivo punto 4, nonché i docenti che realizzano forme di integrazione e sostegno a favore degli alunni in situazione di disabilità [dal DPR 362/1966].
  3. d) Nelle scuole funzionanti con corsi ad indirizzo musicale ricondotti ad ordinamento per effetto D.M. 6 agosto 1999, la commissione d’esame è altresì composta dagli insegnanti di strumento musicale [dall’OM 90/2001].
  4. e) Nelle scuole aventi più di una terza classe la Commissione si articola in tante sottocommissio_ ni quante sono le terze classi: di ogni sottocommissione fanno parte i professori che insegnano materie d’esame nella rispettiva terza classe [dal DPR 362/1966].

 

3- ATTRIBUZIONI DEL PRESIDENTE [interamente dal DPR 362/1966]

  1. a) Il presidente della commissione é nominato dal dirigente dell’ufficio scolastico territorialmente competente, il quale lo sceglie dalle categorie di personale in possesso dei requisiti previsti dall’art. 7 del D.P.R. n. 362 del 14/05/1966 .
  2. b) I dirigenti scolastici e i docenti incaricati della presidenza devono provenire da scuola diversa da quella in cui sono chiamati a svolgere le funzioni di presidente.
  3. c) Il presidente della Commissione ha il compito di dirigere e coordinare le operazioni di esame, di assicurarne la regolarità e di curare ogni altro adempimento a lui affidato dalle disposizioni in vigore.
  4. d) Al presidente della Commissione di una scuola può essere affidata anche la presidenza della Commissione di altra scuola, del medesimo o diverso Comune vicino, sempre che le due scuole abbiano un limitato numero di terze classi.
  5. e) Il presidente può avvalersi presso ciascuna sottocommissione dell’opera di un vice presidente scegliendolo tra i componenti della sottocommissione e, preferibilmente, tra i professori di ruolo.
  6. f) Il presidente della Commissione provvede, altresì, ove occorra, alla nomina dei commissari aggregati per i candidati privatisti che chiedano di sostenere l’esame di una lingua straniera diversa da quelle insegnate nella scuola.
  7. g) Alla sostituzione dei professori impediti per ragioni di malattia o per altri documentati motivi di partecipare ai lavori della Commissione provvede, se necessario, il presidente, che affiderà l’incarico, per tutta la durata della sessione, preferibilmente ad un professore della materia in servizio nella scuola.

 

4- MATERIE D’ESAME

  1. a) Sono materie di esame: Italiano; Storia; Geografia; Matematica; Scienze; Inglese e seconda lingua straniera; Arte e immagine; Tecnologia; Musica; Scienze motorie e sportive [dall’art. 185 D.L.vo 297/1994 con le modifiche del DPR 89/2009].
  2. b) Nella scuola secondaria di primo grado la valutazione riguarda anche l’insegnamento dello strumento musicale nei corsi ricondotti ad ordinamento ai sensi dell’articolo 11, comma 9, della legge 3 marzo 1999, n. 124. [dall’art. 2 comma 3 del DPR 122/2009];

in sede di esame viene verificata, nell’ambito del previsto colloquio pluridisciplinare, anche la competenza musicale raggiunta al termine del triennio sia sul versante della pratica esecutiva, individuale e/o d’insieme, sia su quello teorico [dall’art. 8 DM 201/1999; si veda anche successivo punto 15, lettera “c”].

  1. c) Nell’ambito delle discipline di cui alla lettera “a” è ricompresa anche “Cittadinanza e Costitu_ zione” che costituisce un insegnamento dotato di propri specifici contenuti, integrato nelle discipline dell’area storico-geografica e, nello stesso tempo, di carattere trasversale alle materie d’esame sopra richiamate [dalla CM 86/2010].

 

PARTE SECONDA: ASPETTI PEDAGOGICI E VALUTATIVI

 

5- ASPETTI PEDAGOGICI FONDAMENTALI

  1. a) L’aspetto fondamentale di questo esame deve essere la sua caratterizzazione educativa in quanto, a conclusione del primo ciclo, deve essere offerta all’alunno la possibilità di dare prova della propria capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze acquisite, anche in vista delle scelte successive [dal DM 26/8/1981: “Criteri orientativi per gli esami di licenza media”].
  2. b) L’esame di stato avrà, pertanto, il carattere di un bilancio sia dell’attività svolta dall’alunno sia dell’azione educativa e culturale compiute dalla scuola, anche per una convalida del giudizio sull’orientamento [dal DM 26/8/1981].

 

6- IL RUOLO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI

  1. a) Il collegio dei docenti definisce modalità e criteri per assicurare omogeneità, equità e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della libertà di insegnamento. Detti criteri

e modalità fanno parte integrante del piano dell’offerta formativa [dall’art. 1, comma 5 del DPR 122/2009].

 

7- IL RUOLO DEL CONSIGLIO DI CLASSE

  1. a) I docenti della classe procederanno alla predisposizione della relazione finale nella quale saranno presentate le attività della classe unitamente agli insegnamenti effettivamente svolti, alle linee didattiche seguite, agli interventi effettuati, compresi quelli integrativi e la sintesi a consuntivo della programmazione educativa e didattica [dalla CM 32/2008].
    b) In questo quadro viene rafforzata la funzione coordinatrice del consiglio di classe che dovrà indicare, nella fase immediatamente preparatoria all’esame, in piena coerenza con i fini della programmazione educativa e didattica attuata nel corso del triennio, anche i criteri essenziali del colloquio [dal DM 26/8/1981].
  2. c) Il consiglio di classe, in sede di valutazione finale, delibera se ammettere o non ammettere all’esame di Stato gli alunni frequentanti il terzo anno della scuola secondaria di primo grado, formulando un giudizio di idoneità o, in caso negativo, un giudizio di non ammissione

all’esame medesimo [dall’art. 11, comma 4 bis del D.L.vo 59/2004 ].

  1. d) Il giudizio di idoneità di cui all’articolo 11, comma 4-bis, del D.L.vo n. 59/2004, e successive modificazioni, è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico compiuto dall’allievo nella scuola secondaria di primo grado [dall’art. 3, comma 2 del DPR 122/2009].
  2. e) In caso di valutazione negativa, viene espresso un giudizio di non ammissione all’esame medesimo, senza attribuzione di voto [dalla CM 48/2012].

 

 

 

8- VALUTAZIONE CONCLUSIVA

  1. a) Alla valutazione conclusiva dell’esame concorre l’esito della prova scritta nazionale di cui all’articolo 11, comma 4-ter, del D.L.vo n. 59/2004, e successive modificazioni [dall’art. 3, comma 4 del DPR 122/2009].
  2. b) Il voto finale è costituito dalla media aritmetica semplice dei voti in decimi ottenuti nelle singole prove e nel giudizio di idoneità arrotondata all’unità superiore per frazione pari o superiore a 0,5 c). Per i candidati esterni all’attribuzione del voto finale concorrono solo gli esiti delle prove scritte e orali, ivi compresa la prova nazionale [dall’art. 3, commi 6 e 7del DPR 122/2009 come interpretato dalla CM 48/2012].
  3. c) Ai candidati che conseguono il punteggio di dieci decimi può essere assegnata la lode da parte della commissione esaminatrice con decisione assunta all’unanimità [dall’art. 3, comma 8 del DPR 122/2009].

 

9- CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE

  1. a) Al termine dell’anno conclusivo della scuola secondaria di 1° grado la scuola certifica i livelli di apprendimento raggiunti da ciascun alunno, al fine di sostenere i processi di apprendimento e di favorire l’orientamento [dall’art.1, comma 6 del DPR 122/2009].
  2. b) La certificazione delle competenze va espressa mediante descrizione analitica dei diversi traguardi di competenza raggiunti, accompagnata da valutazione in decimi, ai sensi dell’articolo 8, c. 1, del Decreto n. 122/2009. Al riguardo, si fa presente che i descrittori analitici, formulati solitamente in modo narrativo, si distinguono in livelli diversi di padronanza della competenza, che partono da un livello base fino all’eccellenza. Possono costituire riferimenti funzionali per le scuole il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, che prevede sei livelli di padronanza, utilizzabile tanto per le lingue straniere quanto per la lingua italiana, e i Quadri OCSE PISA, nonché i Quadri di riferimento elaborati dall’INVALSI per la prova nazionale [dalla CM 48/2012].
  3. c) SCUOLE CHE PARTECIPANO ALLA SPERIMENTAZIONE DEL NUOVO MODELLO DI CERTIFICATO DELLE COMPETENZE EX CM 3/2015:

Relativamente alla secondaria di primo grado, viene stilato in sede di scrutinio finale solo per gli studenti ammessi all’esame di Stato e consegnato alle famiglie degli alunni che abbiano sostenuto l’esame stesso con esito positivo.

Il modello nazionale per gli alunni con disabilità certificata viene compilato per i soli ambiti di competenza coerenti con gli obiettivi previsti dal piano educativo individualizzato (PEI).

Per gli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), dispensati dalle prove scritte in lingua straniera, si fa riferimento alla sola dimensione orale di tali discipline. Per gli alunni con DSA, esonerati dall’insegnamento della lingua straniera, ai sensi del decreto ministeriale 12 luglio 2011, non viene compilata la relativa sezione..

 

 

PARTE TERZA: PROVE D’ESAME

 

10- PROVE D’ESAME
a) L’esame di stato consiste nelle prove scritte di italiano, matematica e lingue straniere e in un colloquio pluridisciplinare su tutte le materie [dall’art.183 del D.L.vo 297/1994].

  1. b) L’esame di Stato comprende anche una prova scritta, a carattere nazionale, volta a verificare i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti. I testi relativi alla suddetta prova sono scelti dal Ministro dell’IUR tra quelli predisposti annualmente dall’INVALSI, conformemente alla direttiva periodicamente emanata dal Ministro stesso, e inviati alle

istituzioni scolastiche competenti [dall’art. 11, comma 4 ter del D.L.vo 59/2004 ].

  1. c) Le prove scritte si svolgono in giorni diversi e per una durata oraria definita, in modo coordinato, dalla commissione esaminatrice di ciascuna scuola (esclusa la prova nazionale). Si rammenta, in proposito, di tener conto nella calendarizzazione delle prove della presenza di alunni di religione ebraica. [dalla CM 32/2008].
  2. d) Le commissioni d’esame, nella loro funzione organizzativa, possono stabilire se svolgere le due

prove scritte per le lingue straniere comunitarie in un unico giorno o in due giorni distinti [dalla CM 48/2012].

 

11- PROVA SCRITTA DI ITALIANO
a) La prova scritta di italiano viene formulata in modo da consentire all’alunno di mettere in evidenza la propria capacità di rielaborazione e di organizzazione delle conoscenze acquisite. La prova dovrà accertare la coerenza e l’organicità del pensiero, la capacità di espressione personale e il corretto ed appropriato uso della lingua.
b) Nel rispetto dell’autonomia delle singole scuole, la prova di italiano si svolge sulla base di almeno tre tracce, formulate in modo da rispondere quanto più possibile agli interessi degli alunni. Le tracce, a scelta del candidato, terranno conto delle seguenti indicazioni di massima:

  • esposizione in cui l’alunno possa esprimere esperienze reali o costruzioni di fantasia (sotto forma di cronaca, diario, lettera, racconto o intervista ecc.);
  • trattazione di un argomento di interesse culturale o sociale che consenta l’esposizione di riflessioni personali;
  • relazione su un argomento di studio, attinente a qualsiasi disciplina.                                                                                                                               [Dalla CM 32/2008]

 

12- PROVE SCRITTE DI INGLESE E SECONDA LINGUA COMUNITARIA

  1. a) Le prove scritte di lingua straniera avranno carattere nettamente produttivo nel senso di dare agli allievi la possibilità di dimostrare le competenze acquisite secondo tracce che consentano loro una certa libertà di espressione. Essa si articolerà su due tracce, sulle quali gli allievi eserciteranno la loro scelta, che potranno essere elaborate dagli insegnanti sulla base delle seguenti indicazioni di massima:
  • riassunto di un brano basato essenzialmente su una sequenza di eventi, sia pure frammista ad

elementi descrittivi, che permetta all’allievo di cogliere i nessi temporali e di causa-effetto in esso

rilevanti;

  • composizione di lettere personali su tracce date e riguardanti argomenti di carattere familiare o di

vita quotidiana ;

  • composizione di un dialogo su tracce che indichino chiaramente la situazione, i personaggi e lo

sviluppo degli argomenti;

  • completamento di un dialogo in cui siano state cancellate alcune battute le quali siano però

inequivocabilmente ricavabili da quanto detto, in precedenza o in seguito, nel dialogo stesso;

  • risposta a domande relative ad un brano che viene proposto per la lettura. Le domande dovranno

riferirsi non soltanto alle informazioni esplicitamente date nel testo ma anche a quanto è da esso

implicitamente ricavabile al fine di saggiare più ampiamente le capacità di lettura da parte

dell’allievo.

E’ appena il caso di ricordare che ogni prova comporta che l’alunno si esprima nella lingua straniera. I criteri di valutazione terranno in debito conto, a seconda delle prove, le capacità sia di comprensione che di produzione [dal DM 26/8/1981]

  1. b) L’insegnamento della seconda lingua comunitaria, giunto ormai a sistema in modo generaliz_

zato e consolidato, è oggetto di autonoma valutazione mediante l’effettuazione di prova scritta.

Le commissioni d’esame, nella loro funzione organizzativa, possono stabilire se svolgere le due

prove scritte per le lingue comunitarie in un unico giorno o in due giorni distinti, ferma restando

l’opportunità che tali prove si svolgano separatamente e siano oggetto di autonoma valutazione.

Resta fermo che quanto sopra indicato non riguarda le situazioni di quegli studenti che si

avvalgano delle ore di seconda lingua comunitaria per il potenziamento della lingua inglese o per il

potenziamento della lingua italiana. In tal caso, ovviamente, la seconda lingua comunitaria non è

oggetto di prova di esame [dalla CM 48/2012].

 

13- PROVA SCRITTA DI MATEMATICA

La prova scritta di matematica ed elementi di scienze e tecnologia deve tendere a verificare le capacità e le abilità essenziali individuate dal curricolo di studi. La prova può essere articolata su più quesiti,(NB: è superato il precedente vincolo di tre o quattro quesiti. ndr) che non comportino soluzioni dipendenti l’una dall’altra per evitare che la loro progressione blocchi l’esecuzione della prova stessa. Nel rispetto dell’autonomia delle scuole, i quesiti potranno toccare aspetti numerici, geometrici e tecnologici, senza peraltro trascurare nozioni elementari nel campo della statistica e della probabilità. Uno dei quesiti potrà riguardare gli aspetti matematici di una situazione avente attinenza con attività svolte dagli allievi nel corso del triennio nel campo delle scienze sperimentali. La commissione deciderà se e quali strumenti di calcolo potranno essere consentiti, dandone preventiva comunicazione ai candidati [dalla CM 32/2008].

 

14- PROVA SCRITTA A CARATTERE NAZIONALE

  1. a) La prova scritta nazionale, in quanto rilevazione della qualità degli apprendimenti nell’intero Paese, viene analizzata secondo griglie di correzione fornite direttamente dall’INVALSI [dalla CM 48/2012]

15- IL COLLOQUIO PLURIDISCIPLINARE

  1. a) Il colloquio, condotto collegialmente alla presenza dell’intera sottocommissione esaminatrice, dovrà consentire di valutare la maturazione globale dell’alunno [dalla CM 32/2008].
  2. b) La commissione imposterà il colloquio evitando che esso si risolva in un repertorio di domande e risposte su ciascuna disciplina, prive del necessario organico collegamento, così come impedirà che esso scada ad inconsistente esercizio verboso, da cui esulino i contenuti culturali cui è tenuta ad informarsi l’azione della scuola. Pertanto il colloquio non deve consistere in una somma di colloquio distinti: occasioni di coinvolgimento indiretto di ogni disciplina possono essere offerte anche dalle verifiche relative ad altri ambiti disciplinari.

Ad esempio, le capacità di osservazione e di visualizzazione relative all’educazione artistica possono essere accertate anche nel corso di una conversazione su un tema di carattere letterario o scientifico. Come pure la capacità di collocazione storica può essere accertata anche in una conversazione relativa agli sviluppi della tecnica. In altri termini, il colloquio, dovrà svolgersi con la maggior possibile coerenza nella trattazione dei vari argomenti, escludendo però ogni artificiosa connessione. Sarà proprio dal modo e dalla misura con cui l’alunno saprà inserirsi in questo armonico dispiegarsi di spunti e di sollecitazioni che scaturirà il giudizio globale sul colloquio stesso [dal DM 26/8/1981].

  1. c) Per le sole classi ad indirizzo musicale, nell’ambito del colloquio pluridisciplinare, viene verificata, come espressamente previsto dal decreto ministeriale 6 agosto 1999, n. 201, anche la competenza musicale raggiunta al termine del triennio sia sul versante della pratica esecutiva, individuale e/o d’insieme, sia su quello della conoscenza teorica [dalla CM 32/2008].
    d) Il diario del colloquio è fissato dal presidente della commissione in modo che possa svolgersi alla presenza dell’intera sottocommissione [Dall’OM 90/2001].
  2. e) Al colloquio interdisciplinare è attribuito un voto espresso in decimi [CM 48/2012].

16- DIVIETI

  1. a) Nessun candidato può essere esaminato da un docente al quale sia legato da vincoli di parentela o di affinità sino al quarto grado o dal quale abbia ricevuto lezioni private. [dall’OM 90/2001].
  2. b) Durante le prove d’esame è tassativamente vietato l’uso di telefoni cellulari e dispositivi di ripresa foto/video e trasmissione dati.

PARTE QUARTA: ASPETTI PROCEDURALI

 

17- ASPETTI TECNICO-PROCEDURALI [interamente ripreso dall’OM 90/2001]

  1. a) La riunione preliminare è dedicata alla predisposizione degli adempimenti necessari per assicurare il regolare svolgimento delle operazioni di esame. la riunione preliminare delle commissioni ha luogo il primo giorno non festivo precedente quello dell’inizio delle prove scritte.
  2. b) In particolare, il presidente dà comunicazione della costituzione delle sottocommissioni e dell’eventuale nomina dei vicepresidenti e dei commissari aggregati.
  3. c) Nella riunione preliminare vengono, altresì, esaminati i programmi effettivamente svolti, i criteri didattici seguiti nelle singole terze classi, gli interventi effettuati compresi quelli eventualmente di sostegno ed integrazione e la sintesi dei risultati della programmazione educativa e didattica del triennio, in base ad apposite relazioni predisposte dai singoli consigli di classe ed approvate in sede di scrutinio finale. Vengono, infine, esaminati i programmi presentati dai candidati privatisti e le domande di partecipazione agli esami con la relativa documentazione.
  4. d) Per la procedura della scelta dei temi delle prove scritte, si applicano le disposizioni contenute nell’art.85 del Regio Decreto 4 maggio1925, n. 653 (vedere successiva lettera “e”). Alla presentazione delle terne dei temi al presidente della commissione, prima dell’inizio della prova, deve partecipare almeno un docente di ciascun corso distaccato, che sia insegnante della materia cui si riferisce la prova. La presentazione delle terne deve riguardare ciascuna delle tre tracce della prova scritta di italiano, delle due di lingua straniera, e la prova di matematica.
  5. e) Per le prove scritte degli esami ciascun commissario presenterà al presidente una terna di temi mezz’ora prima dell’inizio della prova. Fra i temi così presentati, e quelli che vengono formulati durante la discussione, il presidente sceglie tre temi; e fra questi sarà estratto a sorte, in presenza dei candidati, quello da dettarsi per la prova. Quando siano prescritti due temi, le terne si fanno per coppia di temi [Dall’Art. 85 RD 653 1925].
    f) E’ data facoltà di formulare tracce diverse per ciascuna terza classe, su proposta motivata dei rispettivi professori ed approvata dalla commissione nella seduta preliminare. Per la prova scritta in lingua straniera, i testi proposti devono essere riprodotti in numero corrispondente ai candidati, o riprodotti sulla lavagna.
  6. g) Ogni sottocommissione opera collegialmente nella correzione degli elaborati e nello svolgimento del colloquio. Ai fini di una valida formulazione del voto finale è necessario che nei verbali risulti il voto della sottocommissione espresso sul colloquio sostenuto dal candidato ed una traccia del colloquio stesso.
  7. h) La sottocommissione, infine, verifica e, se necessario, integra il consiglio orientativo (già espresso ai fini della iscrizione) sulle scelte successive dei singoli candidati, motivandolo con parere non vincolante sulla loro capacità ed attitudini. La sottocommissione deve inoltre stabilire se i candidati privatisti non licenziati, che non abbiano l’idoneità alla terza classe, possano o meno iscriversi a detta classe.
  8. i) La commissione plenaria, constatato il regolare svolgimento di tutte le prove d’esame e l’aderenza ai criteri di massima concordati, ratifica le deliberazioni adottate dalle sottocommissioni. Tutte le deliberazioni della commissione o della sottocommissione sono adottate a maggioranza; in caso di parità prevale il voto del presidente. Non è consentito ai componenti delle commissioni e sottocommissioni di esame astenersi dalle votazioni.
  9. l) Nella scuola con una sola terza classe, gli adempimenti suindicati sono espletati direttamente dalla sottocommissione.
  10. m) A coloro i quali superano l’esame deve essere rilasciato, a firma del presidente della commissione, il Diploma di licenza conclusiva del primo ciclo di istruzione” .
  11. n) Le prove suppletive degli esami di licenza media, per i candidati assenti per gravi e comprovati motivi, devono concludersi prima dell’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo. Nello svolgimento di tali prove non possono seguirsi criteri diversi da quelli seguiti per gli esami della sessione normale.

 

   18 – PUBBLICAZIONE DEGLI ESITI

  1. a) L’esito positivo dell’esame, con l’indicazione della votazione complessiva conseguita, è pubblicato, per tutti i candidati, nell’albo della scuola sede della commissione [dalla CM 48/2012].
  2. b) L’indicazione “ESITO POSITIVO” deve essere utilizzata anche per gli alunni con disabilità che non conseguono la licenza, ma il solo attestato di credito formativo.

In caso di mancato superamento dell’esame, le istituzioni scolastiche adottano idonee modalità di

comunicazione preventiva alle famiglie dei candidati; nell’albo della scuola l’esito viene

pubblicato con la sola indicazione di “ESITO NEGATIVO”, senza alcuna indicazione di voto.

  1. c) Contestualmente alla pubblicazione degli esiti occorre indicare preventivamente le modalità con cui verrà data notizia di “quando i diplomi sono pronti per la consegna agli interessati[dalla CM 51/2010; vedere anche successivo punto 24 lettera “q”].

 

19 – CUSTODIA DEGLI ATTI D’ESAME E DIRITTO D’ACCESSO [interamente ripreso dall’OM 90/2001]

  1. a) Al termine delle operazioni gli atti relativi devono essere chiusi in un plico sigillato.
  2. b) Ai fini dell’esercizio del diritto di accesso, gli atti e i documenti scolastici relativi agli esami devono essere consegnati, con apposito verbale, al dirigente scolastico, o a chi ne fa le veci, il quale, ai sensi della legge 7 agosto 1990,n.241, è responsabile della loro custodia e dell’accoglimento delle richieste di accesso e dell’eventuale apertura del plico che contiene gli atti predetti e che è custodito dallo stesso; in tal caso il dirigente scolastico, alla presenza di personale della scuola, procede all’apertura del plico redigendo apposito verbale sottoscritto dai presenti, che verrà inserito nel plico stesso da sigillare immediatamente. Pertanto, le precedenti disposizioni in contrasto con tale principio devono considerarsi annullate.
  3. c) Ai sensi della precitata legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive disposizioni, tutti gli atti e documenti amministrativi e scolastici, anche interni, relativi alla carriera degli allievi e candidati, compresi gli elaborati scritti e quelli degli scrutini e degli esami, sono oggetto del diritto di accesso di chi vi abbia interesse per la cura e la difesa di interessi giuridici, non necessariamente connesse a ricorsi. .
  4. d) Nel caso che dai documenti indicati nel precedente comma emergano fatti e situazioni che attengono alla vita privata ovvero alla riservatezza anche di terzi, i richiedenti non possono ottenere copia di tali atti, né trascriverli ma possono solo prenderne visione (cfr. Decisione n.5/1997 del Consiglio di Stato assunta nell’Adunanza Plenaria del 25-11-1996 )
  5. e) Il diritto di accesso si esercita, su richiesta verbale o scritta, non assoggettabile a imposta di bollo, mediante esame e visione degli atti, senza alcun pagamento, o con rilascio di copie informi con rimborso del costo della produzione da corrispondere mediante applicazione di marche da bollo ordinarie da annullare con il datario a cura dell’istituto.
  6. f) A richiesta, le copie possono essere autenticate.
  7. g) L‘imposta di bollo è dovuta soltanto quando la copia viene spedita in forma autentica.
  8. h) L’accoglimento della richiesta di accesso a un documento o atto comporta anche la facoltà di accesso agli altri documenti o atti nello stesso indicati o appartenenti al medesimo procedimento.

 

 

PARTE QUINTA: CANDIDATI CON PROFILI PARTICOLARI

 

20- CANDIDATI IN SITUAZIONE DI DISABILITA’

  1. a) Per l’esame di stato conclusivo del primo ciclo sono predisposte prove di esame differenziate, comprensive della prova a carattere nazionale di cui all’articolo 11, comma 4-ter, del D.L.vo n. 59/2004 e successive modificazioni, corrispondenti agli insegnamenti impartiti, idonee a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali [dall’Art. 9 DPR 122/2009].
  2. b) Le prove sono adattate, ove necessario, in relazione al piano educativo individualizzato, a cura dei docenti componenti la commissione. Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma di licenza [Art. 9 DPR 122/2009].
  3. c) Le prove dell’esame conclusivo del primo ciclo sono sostenute anche con l’uso di attrezzature tecniche e sussidi didattici, nonché di ogni altra forma di ausilio tecnico necessario, previsti

dall’articolo 315, comma 1, lettera “b”, del testo unico di cui al D.L.vo n. 297/1994. [art. 9 DPR 122/2009].

  1. d) Sui diplomi di licenza é riportato il voto finale in decimi, senza menzione delle modalità di

svolgimento e di differenziazione delle prove [art. 9 DPR 122/2009].

  1. e) Ove si accerti il mancato raggiungimento degli obiettivi del PEI, il Consiglio di classe può decidere che l’alunno ripeta la classe o che sia comunque ammesso all’esame, al solo fine del rilascio di un attestato di credito formativo. Tale attestato è titolo per la iscrizione e la frequenza delle classi successive, ai soli fini del riconoscimento di crediti formativi da valere anche per percorsi integrati di istruzione e formazione [testo integrato fra l’art. 9 DPR 122/2009 e l’OM 90/2001].
  2. f) Per l’esame di Stato i docenti preposti al sostegno degli alunni con disabilità partecipano a pieno titolo alle operazioni connesse alla predisposizione e correzione delle prove e alla formulazione del giudizio globale [dalla CM 32/2008].
  3. g) Per quanto riguarda gli alunni con disabilità visiva, verrà utilizzato il supporto digitale della prova nazionale da convertire nelle forme previste, impiegando le strumentazioni in uso (braille, lettura digitale, sintetizzatore vocale) [dalla CM 32/2008].

 

21- CANDIDATI CON DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO

  1. a) I candidati con disturbi specifici di apprendimento, di cui alla legge n. 170/2010, possono

utilizzare per le prove scritte gli strumenti compensativi previsti dal piano didattico personalizza_

to (PDP) o da altra documentazione, redatta ai sensi dell’art. 5 del D.M. 5669 del12 luglio 2011.

[dalla CM 48/2012].

  1. b) È possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali

candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formato “mp3” [dalla CM 48/2012].

  1. c) Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la commissione può prevedere, in

conformità con quanto indicato dal citato DM, di individuare un proprio componente che possa

leggere i testi delle prove scritte. Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la commissione

può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico. In particolare, si segnala

l’opportu­nità di prevedere tempi più lunghi di quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte,

con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare

criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma [dalla CM 48/2012].

  1. d) Al candidato può essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informati_

     ci nel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti

utili nello svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove [dalla CM

48/2012].

  1. e) Si possono dispensare alunni e studenti dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso d’anno scolastico e in sede di esami di Stato, nel caso in cui ricorrano tutte le condizioni di seguito elencate:
  • certificazione di DSA attestante la gravità del disturbo e recante esplicita richiesta di dispensa

dalle prove scritte;

  • richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata dalla famiglia o dall’allievo

se maggiorenne;

  • approvazione da parte del consiglio di classe che confermi la dispensa in forma temporanea

o permanente, tenendo conto delle valutazioni diagnostiche e sulla base delle risultanze degli

interventi di natura pedagogico-didattica [dall’Art. 6, comma 5 del DM 5669/2011].

  1. f) Per i candidati con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’articolo 6, comma 5, del decreto ministeriale n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte di lingue straniere, la Commissione predisporrà una prova orale sostitutiva di tali prove scritte nell’ambito del colloquio pluridisciplinare….” [nota MIUR Prot.n.3587 del 3 giugno 2014]

 

Per i candidati con diagnosi di disturbo specifico di apprendimento (DSA), che hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la commissione sottopone i candidati medesimi a prova orale sostitutiva delle prove scritte. La commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale sostitutiva, che ha luogo nei giorni destinati allo svolgimento delle prove scritte di lingua straniera, al termine delle stesse, o in un giorno successivo, purché compatibile con il calendario delle prove orali [dalla CM 48/2012].

 

 

22- CANDIDATI ESTERNI

  1. a) All’esame di Stato sono ammessi anche i candidati privatisti che abbiano compiuto, entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento, il tredicesimo anno di età e che siano in possesso del titolo di ammissione alla prima classe della scuola secondaria di primo grado. Sono inoltre ammessi i candidati che abbiano conseguito il predetto titolo da almeno un triennio e i candidati che nell’anno in corso compiano ventitre anni di età [dall’art. 11, comma 6 del D.L.vo 59/2004].
    b) Gli alunni che, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione, hanno frequentato scuole non statali non paritarie oppure si sono avvalsi di istruzione parentale, e i cui genitori hanno fornito annualmente relativa comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza, devono chiedere, di norma entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento, di sostenere in qualità di candidati esterni gli esami di licenza presso una scuola statale o paritaria [dalla CM 48/2012].
  2. c) I candidati esterni, per essere ammessi a sostenere l’esame di stato devono presentare la relativa domanda in carta libera, entro i termini previsti dalla C.M. sulle iscrizioni, al dirigente scolastico della scuola media statale, paritaria o pareggiata, più vicina alla propria abitazione, tenendo conto non soltanto della distanza, ma anche della facilità di accesso con i servizi pubblici di collegamento esistenti.

I candidati esterni possono presentare domanda di ammissione agli esami di idoneità o di licenza ad una sola scuola. Qualora, per comprovate necessità, il candidato sia costretto a cambiare sede, nella nuova domanda deve far menzione di quella precedentemente presentata, pena l’annullamento delle prove [dall’OM 90/2001].

  1. d) La scuola è tenuta ad accettare le relative domande, fatta salva l’applicazione del disposto di cui alla successiva lettera “g” [dall’OM 90/2001].
  2. e) Nelle città sedi di più scuole secondarie di 1° grado, i candidati esterni devono chiedere di sostenere l’esame di licenza in una scuola ove si insegni la lingua straniera da essi studiata, a meno che in nessuna delle scuole della città si insegni tale lingua [dall’OM 90/2001].
  3. f) I candidati esterni che hanno compiuto o compiano nell’anno solare il 14° anno di età e che abbiano seguito studi all’estero, per almeno cinque anni, con risultato favorevole, presso scuole legalmente riconosciute dallo Stato estero, sono ammessi all’esame. A tal fine essi devono presentare una attestazione, rilasciata dal console competente comprovante gli studi seguiti per l’anzidetta durata di 5 anni, il risultato favorevole ed il suindicato riconoscimento legale [dall’OM 90/2001].
  4. g) In caso di eccessiva affluenza di candidati esterni ad una medesima scuola, il dirigente dell’ufficio scolastico territorialmente competente, d’intesa con i dirigenti scolastici interessati e delle scuole private di provenienza dei gruppi privatisti, provvede a distribuire tali candidati fra le varie scuole, avendo cura di unire, per quanto possibile, il gruppo della medesima provenienza didattica. Gli altri privatisti vengono distribuiti fra le varie scuole, tenendo conto, per quanto possibile, delle rispettive abitazioni.

Il dirigente dell’ufficio scolastico territorialmente competente, al quale devono essere immediatamente trasmesse le documentate domande di ammissione agli esami dei candidati privatisti che risultino essere stati preparati da uno o più insegnanti della scuola, dispone la assegnazione di detti candidati ad altra commissione di esame della stessa sede o sede viciniore. Di tale assegnazione deve essere data tempestivamente comunicazione diretta agli interessati [dall’OM 90/2001].

  1. h) Il presidente della commissione, nel distribuire i candidati esterni fra le sottocommissioni, deve assegnarli a quelle funzionanti nella sede della scuola o del corso distaccato più vicini all’abitazione dei candidati medesimi [dall’OM 90/2001].
  2. i) Nella riunione preliminare vengono esaminati i programmi presentati dai candidati esterni e le domande di partecipazione agli esami con la relativa documentazione [dall’OM 90/2001].
  3. l) Il candidato esterno che non superi l’esame e che non abbia la idoneità alla terza classe della scuola secondaria di 1° grado, ha facoltà, a giudizio della commissione, di iscriversi alla terza classe [dall’OM 90/2001].
  4. m) Per i candidati esterni sul diploma, accanto alla denominazione e sede della scuola, deve essere apposta la seguente specifica, tra parentesi: (solo sede di esame) [Dalla CM 51/2010]

 

 

PARTE SESTA: I DIPLOMI

(interamente ripresa dalla CM 51/2010)

 

23- IL FORMATO

  1. a) Il diploma rilasciato in esito all’esame di stato è denominato “Diploma di licenza conclusiva del primo ciclo di istruzione
  2. b) il formato del diploma è determinato con D.M. n. 22 del 24 febbraio 2009.
  3. c) I diplomi continuano ad essere stampati dall’Istituto Poligrafico dello Stato e consegnati alle scuole secondo i consueti canali (Uffici territoriali).
  4. d) Ciascun diploma reca, in basso a sinistra, un numero progressivo e l’anno di stampa (i diplomi con anno di stampa ad esempio 2009 eccedenti il fabbisogno sono, prioritariamente, utilizzati anche per i licenziati dell’anno ovvero, nel caso, degli anni scolastici successivi);

sul retro del diploma è presente unicamente un riquadro ove occorre indicare la data di consegna ed il numero progressivo assegnato sul “Registro dei diplomi”.

 

24- ASPETTI PROCEDURALI

  1. a) Ove la consegna sia fatta prima della conclusione degli esami, i diplomi verranno forniti in base ad un fabbisogno presunto, avendo a riferimento il numero dei candidati (interni/esterni).

Se la consegna, invece, viene fatta dopo la conclusione degli esami, i diplomi, allo scopo di non produrre giacenze presso le scuole, verranno forniti in base al fabbisogno reale (numero dei diplomati meno il numero dei diplomi, di nuovo modello, non utilizzati negli anni precedenti e, quindi, giacenti presso ciascuna scuola), come da tempestiva comunicazione da effettuare da parte dalle medesime scuole.

In questo secondo caso resta fermo che le scuole dovranno, come sotto indicato, successivamente inviare, all’Ufficio territoriale, “un unico elenco dei licenziati con indicazione, per ciascuno di questi, del numero del diploma predisposto (che sia stato o meno già consegnato) e del relativo anno di stampa”.

  1. b) La fornitura dei diplomi ai Centri per l’istruzione degli adulti (Centri Territoriali Permanenti),  per gli studenti iscritti e frequentanti che abbiano superato l’esame di Stato in corso d’anno (sessione speciale), viene effettuata unicamente in base al fabbisogno reale (numero diplomati).
  2. c) L’istituzione scolastica cura la gestione e compilazione del “Registro di carico e scarico dei diplomi”. Sul detto Registro dei diplomi figurano:
  • le generalità del licenziato (nome, cognome, data e luogo di nascita);

  • se studente interno ovvero esterno;

  • la data di conferimento del diploma;

  • la data di firma del diploma da parte del Presidente della commissione o del Dirigente scolastico

delegato (poiché tale data non figura sul diploma occorre farne oggetto, allo scopo, di preventiva

annotazione su distinto, apposito documento di riferimento);

  • la votazione complessiva espressa in decimi (con indicazione della eventuale lode);

  • il numero progressivo (preferibilmente su base annua: es. n. 18/2010) assegnato al diploma;

  • il numero del diploma e del relativo anno di stampa (i numeri dei diplomi ed i relativi anni di

stampa devono figurare anche sui “Registri di carico e scarico dei diplomi” tenuti sia dalle scuole

che dagli Uffici territoriali);

  • le generalità della persona alla quale viene consegnato il diploma;

  • la qualità di colui/ei che ritira il diploma avendone titolo (genitore, ecc.);

  • gli estremi di un valido documento di identità o di riconoscimento del ricevente (art. 35 D.P.R. 28

dicembre 2000, n. 445);

  • la data di consegna del diploma (quale riportata anche sul retro del diploma medesimo);

  • la firma per esteso del ricevente (per ricevuta).

  1. d) Il registro dei diplomi ed il registro di carico e scarico, da tenere costantemente aggiornati, hanno un tempo di conservazione illimitato. I dirigenti scolastici sono personalmente responsabili della custodia dei diplomi e della tenuta dei detti registri.
  2. e) La compilazione del diploma è facilitata dall’indicazione, apposta sotto ogni rigo, di ciò che occorre scrivere. Si sottolinea che il nome del diplomato precede il cognome (si consiglia, in particolare, per generalità non italiane ed ove il nome e/o il cognome siano composti da più parole staccate, di distanziare il nome o il gruppo di nomi dal cognome o gruppo di cognomi) e che la votazione complessiva e la data di conferimento del diploma (che è la data di chiusura della sessione d’esame) devono essere riportate in lettere.
  3. f) Il Presidente della commissione appone sul diploma la propria firma, per esteso, dopo che siano stati ivi indicati (tra parentesi), a stampa o a stampatello, il suo nome e cognome.
  4. g) occorre indicare “sei” e non “sex”. Si consiglia di scrivere il voto (in particolare il “sei”, per evitare alterazioni), nello spazio disponibile, accanto alla barra obliqua (esempio: sei/ decimi), oppure di tracciare una doppia riga orizzontale, dopo il voto, fino alla barra obliqua (esempio: sei=====/ decimi). E’ da preferire la prima soluzione;
  5. h) Occorre scrivere in lettere l’intera data di chiusura della sessione d’esame (ove necessario anche oltre lo spazio punteggiato, ma senza entrare sulla cornice del diploma);
  6. i) se il luogo di nascita estero apparteneva, alla data di nascita, ad uno Stato ad oggi non più esistente (es.: Jugoslavia), occorre indicare l’attuale Stato che comprende il territorio di nascita (es.: Slovenia) e, tra parentesi, quello precedente (es.: ex Jugoslavia);
  7. l) Per i candidati esterni sul diploma, accanto alla denominazione e sede della scuola, deve essere apposta la seguente specifica, tra parentesi: (solo sede di esame);
  8. m) Sul retro del diploma, accanto al riquadro ove viene indicata la data di consegna ed il numero progressivo assegnato sul “Registro dei diplomi”, è apposto il timbro della scuola;
  9. n) La compilazione può essere fatta a mano (in buona calligrafia) ovvero a stampa (da preferire). In ogni caso occorre far uso di inchiostro indelebile.
  10. o) In caso di attribuzione della lode, sul diploma verrà scritto: dieci/ decimi, con lode.
  11. p) Ferme restando la responsabilità e la competenza del Presidente alla firma dei diplomi, nel caso questi non siano disponibili all’atto della chiusura della relativa sessione (ordinaria o, nel caso, suppletiva), il Presidente medesimo, prima della detta chiusura, delega, per iscritto, alla firma dei diplomi medesimi il dirigente scolastico della scuola sede d’esame, senza indicarne le generalità (tale delega conserva il suo valore anche per altro dirigente subentrante). Tale documento deve essere conservato agli atti della scuola.

In questa evenienza:

  • il soggetto delegato, a seguito della fornitura dei diplomi, ne cura la sottoscrizione per tutti i

licenziati, previa verifica dell’esattezza dei loro contenuti in relazione agli atti d’esame;

  • la dizione prestampata sul diploma “Il Presidente della Commissione” deve essere preceduta da

un “per” e, sotto, occorre indicare, a stampa o a stampatello, in colonna “Il Dirigente Scolastico

delegato” e, tra parentesi, il suo nome e cognome.

  1. q) Quando i diplomi sono pronti per la consegna agli interessati se ne darà loro notizianei modi opportuni quali fatti conoscere, in precedenza, agli interessati medesimi all’atto della pubblicazione dei risultati degli esami.
  2. r) La persona legittimata al ritiro del diploma deve essere invitata a controllare, all’atto della consegna, l’esattezza dei dati apposti sul diploma medesimo.
  3. s) Ai candidati che superano l’esame, ma che risultano essere stati ammessi con riserva all’esame o alla prosecuzione dell’esame medesimo, è consentito rilasciare il diploma solo a seguito dello scioglimento positivo della riserva stessa.
  4. t) Nel caso in cui l’esame sostenuto positivamente venga successivamente annullato anche il diploma già predisposto verrà annullato con le modalità sotto indicate.

 

25- RILASCIO

  1. a) Il rilascio dei diplomi di licenza, é gratuito; questi sono esenti da qualsiasi imposta, tassa o contributo (articolo 187 T.U.).
  2. b) I dirigenti scolastici possono, a richiesta degli interessati, rilasciare certificati (debitamente numerati e registrati: Registro dei certificati e degli attestati) e alle condizioni di cui all’art. 13 della L.183/2011, relativi al conseguimento del titolo di studio in argomento. Si suggerisce di utilizzare il modello riportato in calce alla CM 51/2010, recante indicazione: delle lingue straniere oggetto di prove d’esame (atteso che tale informazione non è più presente sul retro del diploma) ovvero della lingua straniera in caso di inglese o di lingua italiana potenziate; dello strumento musicale oggetto di prova d’esame (per i corsi ricondotti ad ordinamento ai sensi dell’articolo 11, comma 9, della legge 3 marzo 1999, n. 124).
  3. c) Agli alunni con disabilità che non conseguono la licenza è rilasciato un attestato di credito formativo. Tale attestato è titolo per l’iscrizione e per la frequenza delle classi successive ai soli fini del riconoscimento dei crediti formativi validi anche per l’accesso ai percorsi integrati di istruzione e formazione (art. 9, comma 4, D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009).

 

26- ANNULLAMENTO DEI DIPLOMI

  1. a) Ove in sede di compilazione del diploma vengano compiuti degli errori di trascrizione di dati e ciò emerga prima della sua consegna, il diploma medesimo deve essere annullato con doppia barratura obliqua, apposta con inchiostro indelebile, accompagnata dalla scritta “ANNULLATO” e dal taglio, con asportazione, degli angoli (comprensivi della cornice che delimita il diploma) superiore sinistro (angolo, questo, opposto a quello ove figura la bandiera U.E.) ed inferiore destro (prestare attenzione a non tagliare l’altro angolo inferiore ove è presente il numero del diploma e l’anno di stampa).
  2. b) Il diploma può essere annullato unicamente nel caso in cui non sia stato già rilasciato all’interessato; diversamente è consentita, a cura degli Uffici territoriali, solo la rettifica dei dati errati.
  3. c) Non possono essere rilasciati duplicati dei diplomi.
  4. d) Si procede, altresì, all’annullamento dei diplomi (con le dette modalità):
  • in bianco  e non più utilizzabili per deterioramento;

  • intestati a candidati il cui esame è stato annullato;

  • di vecchio modello non utilizzati.

 

27- ATTI DA INVIARE AGLI UFFICI SCOLASTICI TERRITORIALI

  1. a) Al termine di ciascuna sessione d’esame, dopo la predisposizione e firma di tutti i diplomi, viene inviato all’Ufficio territoriale, con apposita nota a firma dei dirigenti scolastici:
  • un unico elenco dei licenziati con indicazione, per ciascuno di questi, del numero del diploma

predisposto (che sia stato o meno già consegnato) e del relativo anno di stampa;

  • un unico elenco dei diplomi non compilati (con indicazione del loro numero ed anno di

stampa) in quanto eccedenti il fabbisogno. Questi diplomi sono conservati dalle scuole e utilizzati

per l’anno scolastico successivo;

  • segnalazione del fabbisogno presunto per il nuovo anno scolastico; a tal fine si terrà conto del

numero dei diplomi, di nuovo modello, non utilizzati giacenti presso la scuola;

  • un unico elenco dei diplomi eventualmente annullati, come sopra detto, con apposita distinta

recante indicazione del numero di ciascun diploma e del relativo anno di stampa. I diplomi

annullati vengono uniti a tale distinta e consegnati a mano; della avvenuta ricezione farà fede un

verbale, in duplice copia, recante indicazione del loro numero quale rilevato con apposito

conteggio congiunto. Il verbale viene datato e sottoscritto da chi consegna e da chi riceve.

 

«La riforma? Al Miur nessuno sa che cosa fanno i precari nelle scuole»

da Corriere.it

«La riforma? Al Miur nessuno sa che cosa fanno i precari nelle scuole»

Michele Pellizzari, esperto chiamato dal Miur nel Cantiere della riforma, racconta i lavori preparatori: cinque riunioni con giri di tavolo. Poi le idee sono state recepite nella legge

di Andrea Garibaldi

Che succede a un italiano che insegna Economia a Ginevra, ha lavorato all’Ocse a Parigi, e viene chiamato in uno dei due Cantieri che hanno preparato la legge sulla Buona scuola?
«I Cantieri erano due, sui docenti e sulle competenze. In quello dove ho lavorato io, sui docenti, mi sentivo leggermente disorientato, essendo l’unico non già stipendiato dal ministero per l’Istruzione. I miei colleghi erano docenti universitari, presidi, insegnanti, funzionari del ministero stesso», dice Michele Pellizzari, 41 anni, tre figli, studi alla Bocconi e alla London School of Economics. Al Cantiere è stato chiamato per le sue ricerche nelle aree dell’economia del lavoro, dell’istruzione e dell’econometria applicata.
Come sono andate le riunioni del Cantiere sui docenti?
«Ne abbiamo fatte cinque, da maggio a luglio 2014. Diciamo che la gestione non si può definire sistematica. In generale, si facevano dei giri di tavolo, ciascuno esprimeva la sua opinione sul tema centrale. Tuttavia, molti spunti discussi in quelle riunioni sono finiti nel progetto di legge».
Qual era il tema centrale?
«Dovevamo occuparci di formazione, reclutamento e valorizzazione della professionalità degli insegnanti. Io in realtà, ero stato chiamato per elaborare dati, sia sulle graduatorie dei “precari”, sia sui docenti in servizio e sulle loro carriere. Lavorare, per esempio, sul fatto che la matematica nella scuola non è insegnata da laureati in matematica».
E l’ha fatto?
«Ho cominciato subito a chiedere i dati, sulla carriera dei docenti e soprattutto sulle graduatorie. Ho capito che dei dati circolavano fra i miei colleghi di Cantiere interni al ministero. Ho avuto anche contatti con l’ufficio statistico del ministero, ma non sono riuscito ad avere tabelle analitiche e complete su carriere e graduatorie. Spero che prima di redarre il progetto di legge qualcuno abbia potuto esaminare con cura dei numeri.»
Ha avuto la sensazione che mancassero informazioni necessarie?
«Alcune informazioni importanti mi è sembrato di capire che non esistessero proprio, come quelle sulle attività svolte da molti dei precari che saranno assunti».
Il giudizio sulla Buona scuola sembra severo.
«Niente affatto. Nel complesso è un passo nella direzione giusta. Credo che la proposta del governo abbia l’ambizione di cambiare davvero il funzionamento del sistema scuola, ha una sua coerenza ed è presentata in maniera comprensibile e argomentata».
C’è molta opposizione sui nuovi poteri dei presidi.
«Al di là della scelta affidata interamente ai presidi o a organi più collegiali, mi pare corretto permettere la selezione dei docenti in base alle esigenze delle scuole. Va superato il sistema oggi in vigore, fondato sul principio che tutti gli insegnanti abilitati in una classe di concorso sono identici e possono insegnare con successo in qualsiasi scuola. Un criterio presunto oggettivo».
E’ anche qui l’autonomia scolastica?
«Certo, non solo nell’adeguamento del progetto educativo. Ho scritto su lavoce.info: “Il preparatissimo e severo professore vecchio stampo può fare miracoli nel liceo di una grande città e disastri nell’istituto tecnico di provincia”».
I punti critici della riforma?
«L’assunzione dei 100 mila precari pone una questione enorme di qualità degli insegnanti. Guardando numeri e composizione delle graduatorie (per quel che è stato possibile ricostruire), si può sospettare che alcuni degli iscritti non siano esattamente gli insegnanti più preparati».
Perché?
«Esempio: i 916 iscritti nelle graduatorie per la classe di concorso steno-dattilografia, oltre a essere abilitati per una materia ormai non più nei programmi, avranno probabilmente vinto il concorso diversi anni fa, magari qualche decennio fa. Ammesso che al momento dell’iscrizione in graduatoria fossero ottimi insegnanti, oggi lo sono ancora? Confesso: sarei preoccupato se i miei figli dovessero averli come insegnanti (di che materia non si sa)».
Secondo il governo questo piano di assunzioni non ha precedenti nella storia della Repubblica.
«Avrei preferito che il governo avesse deciso di mettere davanti a tutto il diritto degli studenti e avesse trattato l’enorme precariato della scuola come un problema sociale, da risolvere con strumenti diversi».
Gli altri problemi?
«Il sistema di valutazione che mentre è molto chiaro e dettagliato per i docenti rischia di essere quasi un sistema di autovalutazione per le scuole (e quindi per i presidi). Non è chiaro inoltre cosa accada con le scuole che vanno male. Ci sono altri punti a mio avviso interessanti: crowdfunding, ruolo dei privati, alternanza scuola-lavoro. Ma i grandi temi delle nuove assunzioni e della valutazione delle scuole, se mal disegnati, possono far fallire l’intero progetto».

Maturità, prima prova il 17 giugno. Le commissioni online il 5

da Repubblica.it

Maturità, prima prova il 17 giugno. Le commissioni online il 5

La seconda prova il 18, la terza il 22. Al via le novità della riforma 2010/2011

ROMA – Gli esami di Maturità inizieranno il 17 giugno, e le commissioni saranno rese note il 5. Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha firmato l’annuale ordinanza con le indicazioni organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di stato.

LEGGI LE MATERIE DELLA SECONDA PROVA

La prima prova scritta, italiano, avrà luogo mercoledì 17 giugno alle ore 8.30, per una durata massima di 6 ore. La seconda prova è in calendario giovedì 18 giugno alle ore 8.30, sempre per sei ore, ad eccezione di alcuni indirizzi come il Liceo musicale, coreutico, artistico, dove la prova si svolge in due o più giorni. La terza prova, diversa per ciascuna scuola, è in calendario lunedì 22 giugno alle 8.30.

La commissione, nella terza prova, tiene conto, ai fini dell’accertamento delle competenze, abilità e conoscenze, anche delle eventuali esperienze condotte in alternanza scuola lavoro, stage e tirocinio, e della disciplina non linguistica insegnata tramite la metodologia Clil, come descritte nel documento del Consiglio di classe. Anche il colloquio orale potrà  partire da eventuali esperienze condotte in alternanza o in tirocinio. La Maturità 2015 vedrà debuttare gli indirizzi della riforma delle superiori avviata nell’anno scolastico 2010/2011. Una novita’ recepita dall’ordinanza soprattutto per quanto riguarda la seconda prova scritta dove approdano materie come danza, musica, design, legate ai nuovi indirizzi.

A partire dal prossimo 3 giugno saranno pubblicate sul portale Sidi, accessibile agli uffici scolastici regionali e alle scuole, le commissioni d’Esame che saranno poi visibili a tutti sul sito del Miur a partire dal 5 giugno. La prima riunione plenaria delle commissioni è fissata per il 15 giugno alle ore 8.30. Quest’anno, visto il debutto degli indirizzi della riforma all’Esame, sono molto rilevanti le riunioni territoriali di coordinamento dei Presidenti di commissione con gli Uffici Scolastici Regionali per fornire indicazioni e chiarimenti alle commissioni.