Archivi categoria: Governo e Parlamento

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale 31/12/2016

Buonasera

Nell’attesa del nuovo anno desidero rivolgere gli auguri migliori a tutte le italiane e a tutti gli italiani.

A quelli che risiedono nel nostro Paese e a quelli che ne sono lontani, per studio o per lavoro, e sentono intensamente il vincolo di appartenenza alla Patria.

Ho visitato, anche quest’anno, numerosi territori, ho incontrato tante donne e tanti uomini. Ho conosciuto le loro esperienze, ho ascoltato le loro speranze, le loro esigenze. Ho potuto toccare con mano che il tessuto sociale del nostro Paese è pieno di energie positive. Tante persone – ragazzi, giovani, adulti, anziani – svolgono, con impegno, il proprio dovere. Molti vanno anche oltre, pronti a spendersi per gli altri e per la collettività, a soccorrere chi si trova in pericolo o in difficoltà. Senza inseguire riconoscimenti o cercare la luce dei riflettori.

Con tutti ho condiviso sofferenze e momenti di gioia.

Il nostro Paese è una comunità di vita, ed è necessario che lo divenga sempre di più.

Ci siamo ritrovati uniti in occasione di alcuni eventi che hanno suscitato l’emozione e la partecipazione di tutti noi.

Abbiamo vissuto insieme momenti dolorosi. Dall’assassinio di Giulio Regeni, mentre svolgeva, al Cairo, la sua attività di ricercatore, alla morte, in Spagna, delle nostre ragazze che studiavano nel programma Erasmus. Dalla strage di Dacca a quella di Nizza, con nostri connazionali tra le vittime. Dal disastro ferroviario in Puglia al terremoto che ha sconvolto le Regioni centrali, che hanno provocato tanti morti.

Negli ultimi giorni, abbiamo pianto Fabrizia Di Lorenzo, uccisa nell’attentato di Berlino. Così come era avvenuto, sul finire dell’anno scorso a Parigi, per Valeria Solesin.

Ai loro familiari desidero rivolgere, a nome di tutti, un pensiero di grande solidarietà che non si attenua con il passare del tempo.

Lo stesso sentimento di vicinanza esprimo ai familiari di quanti hanno perso la vita per eventi traumatici; tra questi le tante, troppe, vittime di infortuni sul lavoro.

Un pensiero di sostegno va rivolto ai nostri concittadini colpiti dal terremoto, che hanno perduto familiari, case, ricordi cui erano legati. Non devono perdere la speranza.

L’augurio più autentico è assicurare che la vita delle loro collettività continui o riprenda sollecitamente. Ovunque, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel ritrovarsi insieme. Ricostruiremo quei paesi così belli e carichi di storia.

Ci siamo ritrovati tutti nel sostegno alle popolazioni colpite e nell’apprezzamento per la prontezza e l’efficacia dei soccorsi. Alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alle Forze di Polizia, ai nostri militari, ai tanti volontari esprimo la riconoscenza del Paese. Il loro operato è oggetto dell’ammirazione internazionale.

Lo stesso consenso avvertiamo per l’impegno dalle nostre Forze Armate nelle missioni di pace in Europa, in Asia, in Africa, in Medio Oriente.

Ci siamo tutti rallegrati perché i due fucilieri di Marina, Latorre e Girone, sono finalmente in Italia con i loro cari.

Abbiamo condiviso, con affetto e soddisfazione, il grande impegno e i successi dei nostri atleti alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi. Come non ricordare l’entusiasmo travolgente di Bebe Vio?

Abbiamo, in tante città, rievocato i settanta anni della Repubblica e del voto alle donne.

Questo senso diffuso di comunità costituisce la forza principale dell’Italia, anche rispetto alle tante difficoltà che abbiamo di fronte.

La comunità, peraltro, va costruita, giorno per giorno, nella realtà.

Il problema numero uno del Paese resta il lavoro.

Nonostante l’aumento degli occupati, sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non è sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini.

Combattere la disoccupazione e, con essa, la povertà di tante famiglie è un obiettivo da perseguire con decisione. Questo è il primo orizzonte del bene comune.

Abbiamo, tra di noi, fratture da prevenire o da ricomporre.

Tra il Nord del Paese e un Sud che è in affanno. Tra città e aree interne. Tra centri e periferie. Tra occupati e disoccupati. Barriere e difficoltà dividono anche il lavoro maschile da quello femminile, penalizzando, tuttora, le donne.

Far crescere la coesione del nostro Paese, vuol dire renderlo più forte. Diseguaglianze, marginalità, insicurezza di alcuni luoghi minano le stesse possibilità di sviluppo.

La crescita è in ripresa, ma è debole. Il suo impatto sulla vita di molte persone stenta a essere percepito. Va ristabilito un circuito positivo di fiducia, a partire dai risparmiatori, i cui diritti sono stati tutelati con il recente decreto-legge.

Essere comunità di vita significa condividere alcuni valori fondamentali. Questi vanno praticati e testimoniati. Anzitutto da chi ha la responsabilità di rappresentare il popolo, a ogni livello. Non vi sarà rafforzamento della nostra società senza uno sviluppo della coscienza civica e senza una rinnovata etica dei doveri.

La corruzione, l’evasione consapevole degli obblighi fiscali e contributivi, le diverse forme di illegalità vanno contrastate con fermezza.

Le difficoltà, le sofferenze di tante persone vanno ascoltate, e condivise. Vi sono domande sociali, vecchie e nuove, decisive per la vita di tante persone. Riguardano le lunghe liste di attesa e le difficoltà di curare le malattie, anche quelle rare; l’assistenza in famiglia agli anziani non autosufficienti; il sostegno ai disabili; le carenze dei servizi pubblici di trasporto.

Non ci devono essere cittadini di serie B.

Sarebbe un grave errore sottovalutare le ansie diffuse nella società.

Dopo l’esplosione del terrorismo internazionale di matrice islamista, la presenza di numerosi migranti sul nostro territorio ha accresciuto un senso di insicurezza.

E’ uno stato d’animo che non va alimentato, diffondendo allarmi ingiustificati. Ma non va neppure sottovalutato. Non rendersi conto dei disagi e dei problemi causati alla popolazione significa non fare un buon servizio alla causa dell’accoglienza.

L’equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte.

Anche nell’anno trascorso, le nostre Forze dell’ordine e i nostri Servizi di informazione hanno operato con serietà e competenza perché, in Italia, si possa vivere in sicurezza rispetto al terrorismo, il cui pericolo esiste ma si cerca di prevenire.

A loro va espressa la nostra riconoscenza.

Vi è un altro insidioso nemico della convivenza, su cui, in tutto il mondo, ci si sta interrogando. Non è un fenomeno nuovo, ma è in preoccupante ascesa: quello dell’odio come strumento di lotta politica. L’odio e la violenza verbale, quando vi penetrano, si propagano nella società, intossicandola.

Una società divisa, rissosa e in preda al risentimento, smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza.

Tutti, particolarmente chi ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva.

Il web, ad esempio, è uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze. Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi.

Un’altra grave ferita inferta alla nostra convivenza è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione.

Desidero, adesso, rivolgermi soprattutto ai giovani.

So bene che la vostra dignità è legata anche al lavoro. E so bene che oggi, nel nostro Paese, se per gli adulti il lavoro è insufficiente, sovente precario, talvolta sottopagato, lo è ancor più per voi.

La vostra è la generazione più istruita rispetto a quelle che vi hanno preceduto. Avete conoscenze e potenzialità molto grandi. Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale.

Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta libera. Se si è costretti a lasciare l’Italia per mancanza di occasioni, si è di fronte a una patologia, cui bisogna porre rimedio.

I giovani che decidono di farlo meritano, sempre, rispetto e sostegno.

E quando non si può riportare nel nostro Paese l’esperienza maturata all’estero viene impoverita l’intera società.

Nel febbraio scorso, in una Università di New York, ho incontrato studenti di ogni continente. Una ragazza ha aperto il suo intervento dicendo di sentirsi cittadina europea, oltre che italiana.

Tante esperienze di giovani che condividono, con altri giovani europei, valori, idee, cultura, rendono evidente come l’Europa non sia semplicemente il prodotto di alcuni Trattati. Un Continente che, dopo essere stato, per secoli, diviso da inimicizie e guerre, ha scelto un cammino di pace e di sviluppo comune.

Quei giovani capiscono che le scelte del nostro tempo si affrontano meglio insieme. Comprendono, ancor di più, il valore della pacifica integrazione europea di fronte alla tragedia dei bambini di Aleppo, alle migliaia di persone annegate nel Mediterraneo e alle tante guerre in atto nel mondo.

E non accettano che l’Europa, contraddicendosi, si mostri divisa e inerte, come avviene per l’immigrazione.

Dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo.

Un cenno alla vita delle nostre istituzioni.

Queste sono state concepite come uno strumento a disposizione dei cittadini. Sono i luoghi della sovranità popolare, che vanno abitati se non vogliamo che la democrazia inaridisca.

All’inizio di questo mese si è svolto il referendum sulla riforma della seconda parte della Costituzione, con alta affluenza, segno di grande maturità democratica.

Dopo il Referendum si è formato un nuovo Governo.

Ho ricevuto nei giorni scorsi numerose lettere, alcune di consenso, altre di critica per le mie decisioni. Ho letto con attenzione queste ultime: è sempre bene ascoltare, e rispettare, le opinioni diverse. Si tratta di considerazioni di persone che avrebbero preferito nuove elezioni subito, a febbraio, per avere un nuovo Parlamento. Composto, ovviamente, dalla Camera dei deputati e dal Senato, secondo il risultato del Referendum.

Ora, non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria.

Occorre che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge.

Queste regole, oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale.

L’esigenza di approvare una nuova legislazione elettorale mi è stata, del resto, sottolineata, durante le consultazioni, da tutti i partiti e i movimenti presenti in Parlamento.

Con regole contrastanti tra loro chiamare subito gli elettori al voto sarebbe stato, in realtà, poco rispettoso nei loro confronti e contrario all’interesse del Paese. Con alto rischio di ingovernabilità.

Risolvere, rapidamente, la crisi di governo era, quindi, necessario sia per consentire al Parlamento di approvare nuove regole elettorali sia per governare problemi di grande importanza che l’Italia ha davanti a sé in queste settimane e in questi mesi.

Rivolgo gli auguri più sinceri a Papa Francesco, auspicando che il messaggio del Giubileo, e i suoi accorati appelli per la pace, vengano ascoltati in un mondo lacerato da conflitti e sfidato da molte incognite.

Cari concittadini,

qualche giorno fa, nelle zone del terremoto, ho ricevuto questo disegno in dono dai bambini della scuola dell’Infanzia di Acquasanta Terme, ritrae la loro scuola.

Vi è scritto: “La solidarietà diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune”.

Vorrei concludere facendo mio questo augurio, e rivolgendolo a ciascuno di voi, perché i sogni dei bambini possono costruire il futuro della nostra Italia.

Buon anno a tutti.

Nomina Sottosegretari e DL Milleproroghe in CdM

Il 29 dicembre il Consiglio dei ministri procede alla


NOMINA DEI SOTTOSEGRETARI DI STATO

Nel corso della riunione del 29 dicembre 2016, il Consiglio dei Ministri ha nominato 41 Sottosegretari di Stato, nei limiti imposti dalla legge:

Presidenza del Consiglio

  • Maria Teresa Amici, Gianclaudio Bressa, Sandro Gozi, Luciano Pizzetti, Angelo Rughetti

Affari esteri e cooperazione internazionale

  • Vincenzo Amendola, Benedetto Della Vedova, Mario Giro

Interno

  • Gianpiero Bocci, Filippo Bubbico, Domenico Manzione

Giustizia

  • Federica Chiavaroli, Cosimo Maria Ferri, Gennaro Migliore

Difesa

  • Gioacchino Alfano, Domenico Rossi

Economia e finanze

  • Pier Paolo Baretta, Luigi Casero, Paola De Micheli, Enrico Morando

Sviluppo economico

  • Teresa Bellanova, Antonio Gentile, Antonello Giacomelli, Ivan Scalfarotto

Politiche agricole, alimentari e forestali

  • Giuseppe Castiglione, Andrea Olivero

Ambiente e tutela del territorio e del mare

  • Barbara Degani, Silvia Velo

Infrastrutture e trasporti

  • Umberto Del Basso De Caro, Riccardo Nencini, Simona Vicari

Lavoro e politiche sociali

  • Franca Biondelli, Luigi Bobba, Massimo Cassano

Istruzione, università e ricerca

  • Vito De Filippo, Angela D’Onghia, Gabriele Toccafondi

Beni e attività culturali e turismo

  • Dorina Bianchi, Ilaria Borletti Buitoni, Antimo Cesaro

Salute

  • Davide Faraone

Miur, De Filippo, D’Onghia e Toccafondi Sottosegretari
Fedeli: “Buon lavoro. Subito incontro su priorità e strategie”

(Roma, 29 dicembre 2016) Vito De Filippo, Angela D’Onghia, e Gabriele Toccafondi. Questi i nomi dei Sottosegretari al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La nomina è stata annunciata oggi dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

“Ai Sottosegretari faccio i miei auguri di buon lavoro – dichiara la Ministra Valeria Fedeli -. Li riunirò già domani mattina per condividere priorità e linee di azione messe a punto in questi giorni a seguito dei primi momenti di confronto avuti al Ministero con alcuni rappresentanti dei nostri settori. Incontri che proseguiranno anche nelle prossime settimane e su cui chiederò la massima collaborazione anche ai Sottosegretari: le innovazioni vanno portate avanti confrontandosi con chi poi deve attuarle”.


PROROGA DI TERMINI

Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini previsti da disposizioni legislative (decreto legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha approvato un decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini previsti da disposizioni legislative.

Di seguito alcune delle principali proroghe:

  1. pubbliche amministrazioni

    • viene prorogata fino al 31 dicembre 2017 l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni;
    • vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti di lavoro a tempo determinato nonché i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto;
    • vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti a tempo determinato per province e città metropolitane per i centri per l’impiego;
  2. editoria

    • è prorogato al 31 dicembre 2017 il termine a decorrere dal quale è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese della stampa quotidiana e periodica. Il credito d’imposta previsto per sostenere l’adeguamento tecnologico degli operatori della rete, distributori ed edicolanti è conseguentemente riconosciuto per gli interventi di adeguamento tecnologico sostenuti sino al 31 dicembre 2017;
  3. lavoro e politiche sociali

    • viene prorogato per il 2017 l’intervento di integrazione salariale straordinaria per le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa;
  4. istruzione, università e ricerca

    • vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti in essere di ricercatori a tempo determinato di tipo “b”;
  5. interno

    • sono differiti al 31 dicembre 2017 i termini in materia di esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni;
    • è differito al 31 marzo 2017 il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali;
  6. sviluppo economico e comunicazione

    • per consentire alle stazioni appaltanti di determinare i piani di ricostruzione delle reti di distribuzione da includere nel bando di gara, sono ulteriormente prorogati di ventiquattro mesi i termini di pubblicazione dei bandi delle gare per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale negli ambiti in cui sono presenti comuni terremotati;
    • vengono differiti al 1° gennaio 2018 i termini per la riforma della struttura delle componenti tariffarie degli oneri di sistema elettrico applicate ai clienti diversi da quelli domestici;
    • vengono prorogati al 30 giugno 2017 i termini in materia di adeguamento delle modalità di misurazione e fatturazione dei consumi energetici;
  7. giustizia

    • vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i termini concernenti la durata dell’incarico del Commissario straordinario per il Palazzo di giustizia di Palermo e per l’investimento finalizzato alla realizzazione delle relative strutture e impianti di sicurezza;
  8. beni e attività culturali

    • sono prorogati gli incarichi di collaborazione per la partecipazione alle attività progettuali e di supporto al Grande Progetto Pompei. La norma interviene sulle disposizioni relative alle speciali modalità operative impiegate nella gestione degli interventi dell’area archeologica di Pompei, al fine di garantire la prosecuzione delle attività di tutela, recupero e valorizzazione del sito e delle aree limitrofe e di avviare il progressivo avvio del rientro nella complessiva gestione ordinaria del sito nell’ambito della Soprintendenza speciale per Pompei in tempi consoni con le particolari esigenze dell’area. In particolare si estende la proroga delle funzioni del Direttore generale di progetto e della relativa struttura di supporto all’Unità «Grande Pompei» (Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata) così da assicurare il pieno ed efficace svolgimento dei compiti assegnati. In base alla medesima logica di continuità, si prevede altresì che la collaborazione dei componenti della segreteria tecnica di progettazione attivata presso la Soprintendenza speciale Pompei possa avere la durata di 36 mesi, così che tale struttura possa continuare ad operare a supporto della Soprintendenza stessa;
    • è autorizzata la ulteriore spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2017 in favore delle fondazioni lirico sinfoniche;
  9. ambiente

    • viene prorogato fino al 31 dicembre 2017 il subentro del nuovo concessionario e il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri). È altresì prorogato fino al subentro del nuovo concessionario e comunque non oltre il 31 dicembre 2017 anche il dimezzamento delle sanzioni concernenti l’omissione dell’iscrizione al Sistri e del pagamento del contributo per l’iscrizione stessa;
  10. economia e finanze

    • è prorogato al 31 dicembre 2017 il taglio del 10% degli emolumenti corrisposti dalla Pubblica Amministrazione ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo nonché per i commissari di Governo e i commissari straordinari;
  11. proroga di termini relativi a interventi in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 o da altre calamità naturali e a interventi emergenziali

    • è prorogato al 31 dicembre 2017 il termine di sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui e di altri finanziamenti nei Comuni colpiti dal sisma del 2016, di cui al comma 1, lettera g, del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189;

    • è prorogata di ulteriori 6 mesi, limitatamente ai soggetti danneggiati che dichiarino l’inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda, la sospensione temporanea dei termini di pagamento delle fatture (gas, elettricità, acqua, assicurazioni, telefonia, RAI);

    • viene ampliata, nell’ambito del pareggio di bilancio, la possibilità di spesa per gli enti terremotati per l’anno 2017 per interventi finalizzati a fronteggiare gli eccezionali eventi sismici e la ricostruzione, finanziati con avanzo di amministrazione o da operazioni di indebitamento, per i quali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati in conformità alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della spesa;

    • in relazione alle esigenze connesse alla ricostruzione a seguito degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, per l’anno 2017 è assegnato in favore dei Comuni interessati dagli eventi sismici un contributo straordinario a copertura delle maggiori spese e delle minori entrate per complessivi 32 milioni di euro;

    • viene rifinanziato per il 2017 il contributo straordinario per la ricostruzione in favore del Comune de L’Aquila.

Rilancio del Mezzogiorno in CdM

Nel corso del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre viene approvato un Decreto Legge per il rilancio del Mezzogiorno


RILANCIO DEL MEZZOGIORNO

Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno (decreto legge)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per la coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti, ha approvato un decreto legge che adotta misure urgenti volte ad affrontare situazioni di criticità presenti in particolare nel Mezzogiorno d’Italia.

La prima misura consente di dare stabilità alla rete di ammortizzatori sociali che, a tutela dei lavoratori, sta accompagnando il processo di transizione e cessione del complesso aziendale Ilva.

La seconda destina 70 milioni di euro al rinnovo e al potenziamento della dotazione delle strutture sanitarie dell’area di Taranto in termini di apparecchiature e dispositivi medici di diagnostica e cura nel quadro di un progetto che sarà definito da Ministero della salute e Regione Puglia nell’ambito del Tavolo istituzionale permanente per Taranto. Questo intervento si aggiunge al rifinanziamento per 8 milioni delle attività di screening disposto in parallelo dal Ministro della salute. A sua volta, la Regione dovrà rielaborare il proprio Piano sanitario – che non ha superato la verifica di efficacia e di efficienza dei Ministeri vigilanti – in modo da garantire il potenziamento dei servizi nell’area di Taranto.

La terza misura prevede che l’Amministrazione straordinaria dell’Ilva debba sottoporre al Ministero dello sviluppo economico un piano di misure di carattere assistenziale e sociale per le famiglie disagiate dell’area di Taranto. Tale piano, che ha a disposizione 30 milioni di euro su 3 anni, verrà concordato con i Comuni del territorio e monitorato dal Mise.

La quarta introduce l’istituzione, da parte delle rispettive Autorità portuali, di una Agenzia di transhipment nel Porto di Taranto e nel Porto di Gioia Tauro al fine di fornire una rete di sicurezza ai lavoratori interessati ai processi di ricollocazione nell’ambito dei piani di rilancio delle attività terminalistiche in corso.

La quinta stabilisce la figura di un Commissario unico nazionale alla depurazione che acceleri, nel Mezzogiorno e nelle altre Regioni in ritardo rispetto agli standard europei, la realizzazione degli impianti necessari al trattamento ecologicamente avanzato delle acque reflue.

Il provvedimento dispone inoltre che, nel 2017, il Fondo per le non autosufficienze venga incrementato di 50 milioni di euro.

Un ulteriore articolo del dl prevede interventi funzionali alla preparazione e organizzazione della Presidenza italiana del G7 nel 2017, evento che si terrà a Taormina.

Infine, col decreto si sostiene la Scuola Europea di Brindisi collegata alla base Onu che ha sede nella medesima città.


Via libera in Consiglio dei Ministri al finanziamento
della scuola europea di Brindisi

Via libera in Consiglio dei Ministri, nell’ambito del decreto sul Mezzogiorno, al finanziamento della scuola europea di Brindisi. La norma approvata prevede lo stanziamento di 577.522 euro a regime, a decorrere dal 2017, per un percorso di studi conforme al curricolo delle scuole europee con lo scopo di garantire l’offerta formativa presso la base Onu. Si esce dunque dalla sperimentazione già prevista negli scorsi anni.

Nel 2012, infatti, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca aveva autorizzato due scuole di Brindisi ad avviare un progetto di innovazione metodologico-didattica. A seguito di queste sperimentazioni e dopo le verifiche positive da parte del Segretariato generale delle Scuole europee, il Ministero sottoscriverà due convenzioni di accreditamento sempre con il Segretariato.

La norma approvata oggi è attuativa di impegni internazionali assunti dall’Italia con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per consentire la permanenza a Brindisi della più importante base logistica per operazioni internazionali umanitarie.

Crisi di Governo

Senato della Repubblica: votata la fiducia al nuovo Governo

(Senato, 14 dicembre 2016) Mercoledì 14 dicembre, con 169 voti favorevoli e 99 contrari, l’Assemblea ha approvato la mozione di fiducia al Governo presieduto da Paolo Gentiloni.


Camera dei Deputati: votata la fiducia al nuovo Governo

(Camera, 13 dicembre 2016) Dopo la discussione generale sulle dichiarazioni programmatiche per il nuovo governo presentate dal Presidente del consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, la replica del Presidente del consiglio e le dichiarazioni di voto, la Camera, con 368 voti a favore 105 voti contrari, ha approvato la mozione di fiducia.


Dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Gentiloni Silveri

Signora Presidente, onorevoli colleghi, signore Ministre, signori Ministri, il Governo che si presenta a chiedere la fiducia è un Governo di responsabilità, garante della stabilità delle nostre istituzioni. È un Governo che intende concentrare tutte le proprie energie sulle sfide dell’Italia e sui problemi degli italiani.

I compiti di un Governo sono chiaramente definiti dalla Costituzione. Il suo profilo politico è iscritto nel quadro della maggioranza che ha sostenuto il Governo precedente e che non è venuta meno. Per qualcuno si tratta di un limite: io lo rivendico. Rivendico il grande lavoro fatto negli anni che abbiamo alle spalle, i risultati ottenuti, che hanno messo in moto le energie dell’Italia e che ci vengono riconosciuti a livello internazionale. Sono risultati di cui siamo orgogliosi e che fanno onore alla maggioranza che li ha sostenuti in questi tre anni di Governo.

Non mi nascondo naturalmente che, pur nel quadro della medesima maggioranza, il Governo nasce in un contesto nuovo, creato dalla bocciatura nel referendum della riforma costituzionale e dalla conseguente scelta di dimissioni del Presidente Matteo Renzi. Questa scelta, che ha originato la crisi, non era obbligata, ma era stata ampiamente annunciata da Renzi nei mesi scorsi.

Averla compiuta è stato un atto di coerenza che non solo noi del Governo e della maggioranza, ma, a mio avviso, tutti gli italiani che hanno a cuore la dignità della politica dovrebbero salutare con rispetto. Queste caratteristiche della crisi hanno determinato, sulla base della ferma guida del presidente della Repubblica Mattarella, che voglio qui ringraziare di fronte a voi, i tempi rapidi del nuovo Governo e ne definiscono il programma.

Lascio alla dialettica tra le forze politiche il dibattito sulla durata del nuovo Governo. Per quanto ci riguarda, vale la Costituzione: il Governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento. Spetta a me, piuttosto, indicare quali saranno le priorità della nostra azione, tesa a completare il lavoro fatto fin qui.

La prima priorità è senz’altro l’intervento nelle zone colpite dal terremoto. Abbiamo avuto una risposta straordinaria di tutte le nostre forze dell’ordine, dei volontari, della Protezione civile, nell’emergenza, ma siamo ancora in emergenza, e dalla qualità della ricostruzione dipende la qualità del futuro di una parte rilevante del territorio dell’Italia centrale. E da questi passi che faremo dipende anche la forza che avremo nello sviluppare quel programma a lungo termine che abbiamo definito “Casa Italia” e che cerca di lavorare sulle cause profonde dei danni che vengono provocati dagli eventi sismici nel nostro Paese.

Avremo un’agenda di lavoro molto fitta. Mi limito ad alcune priorità: ci metteremo al lavoro innanzitutto sul terreno internazionale, dove ci aspettano appuntamenti molto importanti. Tra un paio di settimane l’Italia entrerà nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e assumerà la Presidenza di turno del G7. Lo faremo in un momento difficile, caratterizzato da una particolare incertezza che si determina anche per la contestualità con la transizione americana, che come sapete si concluderà il 20 gennaio; e approfitto dell’occasione per dire che noi siamo pronti a collaborare con quello che è da sempre il nostro principale partner ed alleato, gli Stati Uniti, forti nella difesa dei nostri principi, ma convinti sostenitori dell’Alleanza atlantica. Incertezza accentuata dalle condizioni molto difficili di diversi teatri di crisi nel mondo.

L’impegno sarà particolarmente rilevante nel contesto dell’Unione europea, e io credo che sia importante, se il Governo riceverà la fiducia del Parlamento, la possibilità di partecipare sin da giovedì a un importante Consiglio europeo con l’Italia rappresentata a pieno titolo. L’Italia è tra i Paesi fondatori dell’Unione europea, e devo dire nella mia precedente esperienza ho tenuto molto a sottolineare questo ruolo dell’Italia tra i sei Paesi fondatori di questa straordinaria esperienza che è l’Unione europea, di cui ci accingiamo, nel mese di marzo, a veder celebrare il sessantesimo anniversario, e non sarà una celebrazione ma una scommessa sul futuro; o almeno noi cercheremo, noi Governo italiano, di non farne soltanto una celebrazione, ma di farne un momento di discussione proiettata verso l’avvenire.

Il Consiglio europeo di giovedì e venerdì, nel quale avremo due o tre questioni molto rilevanti all’ordine del giorno: la discussione in corso sul rinnovo del cosiddetto Regolamento di Dublino, quello che definisce l’atteggiamento dell’Unione europea circa la prima accoglienza dei rifugiati e dei migranti; e su cui vi devo dire che l’Italia avrà una posizione molto netta nel sostenere quelle che sono le nostre ragioni, perché ancora una volta non è accettabile, e ancor meno lo sarebbe nel quadro di una ipotetica riforma di questo Regolamento, che passi di fatto il principio di un’Europa troppo severa su alcuni aspetti delle sue politiche di austerity e troppo tollerante nei confronti di Paesi che non accettano di condividere le responsabilità comuni sui temi dell’immigrazione. Poi discuteremo di Siria, del modo in cui la crisi siriana sta definendo i rapporti tra l’Unione europea e la Russia, in un momento di transizione per l’amministrazione americana.

Accanto alla politica estera cercheremo di dare messaggi forti sulla nostra sicurezza, nel contrasto alla criminalità organizzata, nel lavoro sempre più forte per prendere in mano il tema dei flussi migratori, delle politiche di accoglienza, delle politiche di rimpatrio, della gestione condivisa con le amministrazioni locali di tale questione, mantenendo l’equilibrio che ha caratterizzato il Governo in questi anni su questo tema, e cercando se possibile di essere ancora più efficaci nelle politiche di attuazione.

Sul terreno economico, naturalmente. Il Governo intende accompagnare e rafforzare la ripresa che finalmente, gradualmente, a nostro avviso ancora molto lentamente, si sta manifestando però anche nel nostro Paese. Accompagneremo la ripresa con le grandi infrastrutture, con il piano straordinario dell’industria 4.0, con un nuovo slancio alla green economy, frontiera su cui davvero possono farsi valere le eccellenze del mondo dell’impresa italiano nel quadro delle decisioni internazionali che sono state prese sul clima, e che l’Italia difenderà nei prossimi mesi con molta forza.

È in questo quadro che affronteremo anche i problemi legati al nostro sistema bancario, che è un sistema, nel suo insieme, solido, che, finanziando l’economia reale, sta contribuendo alla ripresa e si sta lasciando alle spalle, anche grazie alle misure prese dal Governo negli ultimi due anni, le conseguenze di una profonda recessione. Sappiamo tutti che vi sono dei casi specifici che, anche a causa di comportamenti inadeguati o illeciti di amministratori sui quali la magistratura sta indagando, richiedono oggi un rafforzamento patrimoniale e per i quali sono stati predisposti piani di ristrutturazione e aumenti di capitale attraverso il ricorso al mercato.

Voglio dire molto chiaramente, in questa occasione, che il Governo, come sapete, ove necessario, è pronto a intervenire per garantire la stabilità degli istituti e il risparmio dei cittadini. E prendo questo spunto per ribadire qui che l’Italia è un’economia forte, che non è aperta a scorribande, che ha smentito in modo molto chiaro le profezie di apocalisse che qualcuno aveva fatto in caso di questo o quell’esito del referendum. Questa è l’Italia.

L’impegno del Governo sarà molto importante, naturalmente, sul piano sociale, per completare la riforma del lavoro, per attuare le procedure riguardanti le norme sull’anticipo pensionistico, così come sul terreno dei diritti, dove molto è stato fatto, ma altri passi avanti possono essere realizzati.

Infine, intendiamo ridare slancio a tre grandi azioni di riforma che sono in corso e che necessitano di un impulso ulteriore: la riforma della pubblica amministrazione, la riforma del processo penale, il libro bianco della difesa, cui sono collegate tante iniziative.

Infine, vorrei aggiungere all’agenda delle nostre priorità due grandi questioni, su cui finora, a mio avviso, non abbiamo dato risposte pienamente sufficienti.

Innanzitutto, mi riferisco ai problemi che riguardano la parte più disagiata della nostra classe media: parlo sia del lavoro dipendente che delle partite IVA. Questa parte più disagiata della nostra classe media deve essere al centro dei nostri sforzi per far ripartire l’economia. Proprio perché noi non vogliamo rinunciare alla società aperta, ai vantaggi del commercio internazionale, all’evoluzione digitale, proprio per questo dobbiamo difendere quei ceti disagiati che da queste dinamiche si sentono penalizzati o addirittura sconfitti.

Poi, dobbiamo fare molto di più anche sul Mezzogiorno. La decisione di formare un Ministero esplicitamente dedicato, oltre che alla coesione territoriale, al Mezzogiorno non deve far pensare a vecchie logiche del passato. Al contrario, noi abbiamo fatto molte cose in questi anni per il Sud, ma credo che sia ancora insufficiente la consapevolezza che proprio dal Sud e dalla sua modernizzazione può venire la spinta più forte possibile, oggi, per la crescita della nostra economia.

Onorevoli colleghi, accanto a questa attività, alla nostra agenda, prenderà corpo il confronto tra le forze parlamentari sulla legge elettorale e sulla necessaria armonizzazione delle norme tra Camera e Senato. È un confronto nel quale il Governo – voglio ribadirlo, come ho avuto occasione già di dire negli incontri con le diverse delegazioni – non sarà l’attore protagonista. Spetta a voi, onorevoli colleghi, la responsabilità di promuovere e trovare intese efficaci.

Certo, il Governo non starà alla finestra, cercherà di accompagnare, di facilitare e anche di sollecitare questo confronto. La sollecitudine non deriva dalle valutazioni sulla durata dell’Esecutivo, deriva dalla consapevolezza istituzionale del fatto che il nostro sistema parlamentare ha bisogno di regole elettorali certe e pienamente applicabili e ne ha bisogno con urgenza. Le consultazioni, onorevoli colleghi, hanno evidenziato l’impossibilità di una convergenza generale nel sostegno a questo Governo di responsabilità, che pure era stata invocata. Ne abbiamo preso atto, procedendo nel quadro della maggioranza, anche se ci auguriamo che possano maturare apporti e convergenze più larghe su singoli provvedimenti, ma di una discontinuità almeno nel confronto pubblico io penso che avremmo davvero bisogno e sarà uno dei miei impegni maggiori sul piano personale.

Il Governo non si rivolgerà certo a quelli del “sì”, contro quelli del “no”; si rivolge a tutti i cittadini italiani. Si basa su una maggioranza, rispetta le opposizioni e chiede rispetto per le istituzioni. Chi come me è sempre stato animato da passione politica non si ritrova nella degenerazione di questa passione. La politica, il Parlamento sono il luogo del confronto dialettico, non dell’odio o della post verità. Chi rappresenta i cittadini deve diffondere sicurezza, non paura. Su questo è impegnato il Governo e anche su questo chiede alla Camera la sua fiducia.


Consiglio dei Ministri n.1

(Palazzo Chigi, 12 dicembre 2016) Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, lunedì 12 dicembre 2016, alle ore 21.00 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Il Presidente Gentiloni ha aperto il Consiglio dei Ministri con un sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente del Consiglio uscente Matteo Renzi.

Il Presidente Gentiloni ha quindi rivolto gli auguri di buon lavoro ai Ministri e ha poi formulato la proposta di nomina a Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’on. Maria Elena Boschi, con le funzioni di Segretario del Consiglio medesimo.

Il Consiglio dei Ministri ha condiviso la scelta del Presidente Gentiloni e la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi ha prestato giuramento ed assunto le proprie funzioni.

Il Presidente Gentiloni ha, inoltre, conferito i seguenti incarichi di Ministro senza portafoglio:

  • per i rapporti con il Parlamento alla sen. Anna Finocchiaro;
  • per la semplificazione e la pubblica amministrazione all’on. Maria Anna Madia;
  • per gli affari regionali all’on. Enrico Costa;
  • per la coesione territoriale e il Mezzogiorno al prof. Claudio De Vincenti;
  • per lo sport all’on. Luca Lotti.

Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 21.15.


Cerimonia di insediamento del nuovo Governo

(Palazzo Chigi, 12 dicembre 2016) Dopo il giuramento del nuovo Governo al Quirinale nelle mani del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, si è svolta a Palazzo Chigi la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne tra il Presidente uscente Matteo Renzi e il nuovo Premier Paolo Gentiloni.

La cerimonia

Il nuovo presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, accompagnato dal Consigliere Militare, passa in rassegna il reparto d’onore schierato all’interno del cortile di Palazzo Chigi.

Dopo il saluto del Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, è accompagnato, attraverso lo Scalone d’Onore, nella Sala dei Galeoni, dove è accolto dal Presidente uscente Matteo Renzi, e insieme raggiungono lo Studio Presidenziale.

Scambio delle consegne tra i due Presidenti.

Al termine dell’incontro riservato tra i due Presidenti, accedono nello Studio presidenziale il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio uscente,  Claudio de Vincenti, ed il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio entrante, Maria Elena Boschi.

Il presidente del Consiglio Gentiloni, il Presidente Renzi, e i rispettivi Sottosegretari di Stato, si recano nel Salone dei Galeoni ove avviene la cerimonia simbolica di consegna della campanella del Consiglio dei Ministri.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rientra nel proprio studio, mentre il Presidente uscente Matteo Renzi, accompagnato dal Capo dell’Ufficio del Cerimoniale di Stato e per le onorificenze attraverso lo Scalone, giunge nel cortile e, dopo aver ricevuto gli onori militari da parte del reparto schierato, lascia Palazzo Chigi.


Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e i Ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato

(Quirinale, 12 dicembre 2016) Il Governo ha prestato giuramento al Palazzo del Quirinale.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Paolo Gentiloni, e i Ministri hanno giurato nelle mani del Capo dello Stato pronunciando la formula di rito. Erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, dottor Ugo Zampetti, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Roberto Corsini.


Gentiloni ha accettato di formare il nuovo Governo. Oggi alle 20 il giuramento

(Quirinale, 12 dicembre 2016) Il Presidente della Repubblica ha ricevuto al Palazzo del Quirinale l’Onorevole Paolo Gentiloni, il quale, sciogliendo la riserva formulata ieri, ha accettato di formare il nuovo Governo, e ha sottoposto al Presidente della Repubblica le proposte relative alla nomina dei Ministri ai sensi dell’articolo 92 della Costituzione.
Il giuramento dei componenti il Governo avrà luogo oggi, al Palazzo del Quirinale, alle ore 20:00.

Il Governo Gentiloni

Presidente del Consiglio: Paolo Gentiloni
Sottosegretario alla presidenza: Maria Elena Boschi

Ministri con portafoglio

  • Affari Esteri
    Angelino Alfano
  • Interno
    Domenico Minniti (detto Marco)
  • Giustizia
    Andrea Orlando
  • Difesa
    Roberta Pinotti
  • Economia e finanze
    Pietro Carlo Padoan
  • Sviluppo economico
    Carlo Calenda
  • Politiche agricole, alimentari e forestali
    Maurizio Martina
  • Ambiente, tutela del territorio e del mare
    Gianluca Galletti
  • Infrastrutture e trasporti
    Graziano Delrio
  • Lavoro e politiche sociali
    Giuliano Poletti
  • Istruzione, Università e ricerca
    Valeria Fedeli
  • Beni, attività culturali e turismo
    Dario Franceschini
  • Salute
    Beatrice Lorenzin

Ministri senza portafoglio

  • Rapporti con il Parlamento
    Anna Finocchiaro
  • Semplificazione per la Pubblica Amministrazione
    Maria Anna Madia
  • Affari Regionali 
    Enrico Costa
  • Coesione territoriale e Mezzogiorno
    Claudio De Vincenti
  • Sport
    Luca Lotti

 


Il Presidente Mattarella ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo a Paolo Gentiloni

(Quirinale, 11 dicembre 2016) Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina al Palazzo del Quirinale l’onorevole Paolo Gentiloni, al quale ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo. L’onorevole Paolo Gentiloni si è riservato di accettare.

Il Presidente incaricato ha rilasciato una dichiarazione.


Il Presidente Mattarella ha convocato l’on. Paolo Gentiloni

(Quirinale, 11 dicembre 2016) Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per le ore 12.30 di oggi, al Palazzo del Quirinale, l’onorevole Paolo Gentiloni.


Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine delle consultazioni successive alle dimissioni del Governo Renzi

(Quirinale, 10 dicembre 2016) Vorrei ringraziare tutti voi, giornalisti e operatori, che avete seguito queste consultazioni, informandone costantemente la pubblica opinione.
Come avete visto, ho ascoltato, come era doveroso, tutte le voci presenti in Parlamento.
Ho registrato, con attenzione e con rispetto, le loro opinioni e le proposte che hanno avanzato.
Nelle prossime ore, valuterò quel che è emerso da questi incontri, da questi colloqui, e prenderò le iniziative necessarie per la soluzione della crisi di governo.
Il nostro Paese ha bisogno, in tempi brevi, di un governo nella pienezza delle sue funzioni: vi sono di fronte a noi adempimenti, impegni e scadenze che vanno affrontati e rispettati. Si tratta di adempimenti, impegni e scadenze di carattere interno, europeo e internazionale.
In questi incontri è emersa, come prioritaria, un’esigenza generale di armonizzazione delle due leggi per l’elezione della Camera e del Senato, condizione questa indispensabile per procedere allo svolgimento di elezioni.
Vorrei ribadire che, tra i punti in primo piano, vi è quello che riguarda il sostegno ai nostri concittadini colpiti dal terremoto e l’avvio della ricostruzione dei loro paesi.
Infine, mi auguro che il clima politico possa articolarsi e svolgersi con un rapporto dialettico, come è necessario per la nostra democrazia, ma sereno e costruttivo.


Calendario delle consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a seguito delle dimissioni del Governo Renzi

Giornata di giovedì 8 dicembre 2016, ore 18,00 e a seguire

  • Presidente del Senato della Repubblica: Sen. Dott. Pietro Grasso;
  • Presidente della Camera dei Deputati: On. Dott.ssa Laura Boldrini;
  • Presidente Emerito della Repubblica Sen. Dott. Giorgio Napolitano.

Giornata di venerdì 9 dicembre 2016

  • Ore 10,00 Gruppo parlamentare Misto del Senato della Repubblica;
  • Ore 10,20 Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;
  • Ore 10,40 Rappresentanza parlamentare della Südtiroler Volkspartei;
  • Ore 11,00 Rappresentanza parlamentare della minoranza linguistica della Valle d’Aosta;
  • Ore 11,20 Esponente della componente Alternativa Libera Possibile (AL-P) del Gruppo Misto della Camera dei Deputati;
  • Ore 11,40 Esponente della componente UDC del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;
  • Ore 12,00 Esponente della componente Unione Sudamericana Emigrati Italiani (USEI-IDEA) del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;
  • Ore 12,20 Esponente della componente FARE!-PRI del Gruppo Misto della Camera dei Deputati;
  • Ore 12,40 Esponente della componente Movimento Partito Pensiero e azione (PPA-Moderati) del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;
  • Ore 13,00 Esponente della componente Partito Socialista Italiano (PSI)-Liberali per l’Italia (PLI) del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati;
  • Ore 16,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale (FDI) della Camera dei Deputati;
  • Ore 16,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Democrazia Solidale – Centro Democratico (DeS-CD) della Camera dei Deputati;
  • Ore 17,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Grandi Autonomie e Libertà (Grande Sud, Popolari per l’Italia, Moderati, Idea, Alternativa per l’Italia, Euro-Exit, M.P.L.-Movimento Politico Libertas) del Senato della Repubblica;
  • Ore 17,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Civici e Innovatori (CI) della Camera dei Deputati;
  • Ore 18,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT)-PSI-MAIE del Senato della Repubblica;
  • Ore 18,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Conservatori e Riformisti (CR) del Senato della Repubblica ed esponente della componente Conservatori e Riformisti (CR) del Gruppo parlamentare Misto della Camera dei Deputati.

Giornata di sabato 10 dicembre 2016

  • Ore 10,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Lega Nord e Autonomie (LNA) del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati;
  • Ore 11,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà (SI-SEL) della Camera dei Deputati;
  • Ore 11,30 Rappresentanza del Gruppo parlamentare ALA – Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare del Senato della Repubblica e del Gruppo parlamentare ALA – Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare -MAIE della Camera dei Deputati.
  • Ore 12,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Area Popolare – NCD – Centristi per l’Italia del Senato della Repubblica e del Gruppo parlamentare Area Popolare – NCD – Centristi per l’Italia della Camera dei Deputati;
  • Ore 16,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Forza Italia-Il Popolo della Libertà XVII Legislatura del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati;
  • Ore 17,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati;
  • Ore 18,00 Rappresentanza del Gruppo parlamentare Partito Democratico del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

(Quirinale, 7 dicembre 2016) Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, dottor Matteo Renzi, il quale, essendosi concluso l’iter parlamentare di esame e di approvazione della legge di bilancio, ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Il Capo dello Stato procederà alle consultazioni a partire da giovedì 8 dicembre, alle ore 18.00.


(Quirinale, 5 dicembre 2016) Il Presidente della Repubblica ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, dottor Matteo Renzi.
Il Presidente del Consiglio, a seguito dell’esito del referendum costituzionale tenutosi nella giornata di ieri, ha comunicato di non ritenere possibile la prosecuzione del mandato del Governo e ha pertanto manifestato l’intento di rassegnare le dimissioni.
Il Presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l’iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento.


(Palazzo Chigi, 5 dicembre 2016) Il Presidente del Consiglio, in apertura della seduta del CdM del 5 dicembre, ha informato i Ministri della sua intenzione di salire al Quirinale ad annunciare le dimissioni, dopo il voto negativo che il referendum costituzionale ha fatto registrare ieri.
Quindi, ha ringraziato i titolari dei dicasteri per la collaborazione e lo spirito di squadra dimostrati in questi anni di Governo. Infine, ha lasciato Palazzo Chigi per recarsi dal Capo dello Stato.

Legge di Bilancio 2017 al Senato

Il 7 dicembre, con 166 voti favorevoli, 70 contrari e un astenuto, il Senato approva in via definitiva il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” (Atto Senato n. 2611).

Il 6 dicembre la Commissione Bilancio del Senato è convocata, in sede consultiva, per il parere al Presidente del Senato sulla proposta di “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019” (Atto Senato n. 2611), approvata dalla Camera in prima lettura il 28 novembre e trasmessa al Senato il 29 novembre 2016.

Il 28 novembre la Camera approva la nota di variazioni ed il disegno di legge Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 (C. 4127-bis-A). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Il 25 novembre l’Aula della Camera, con 348 voti a favore e 144 contrari, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo 1 del disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019 (C. 4127-bis-A).

Referendum Costituzionale

Come stabilito dal Consiglio dei ministri del 26 settembre e dal DPR 27 settembre 2016, si svolge il 4 dicembre, dalle ore 7 alle ore 23, il referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione sulla legge costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione” approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016.


Riforma PA in Consiglio dei Ministri

Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta del 24 novembre, ha approvato cinque decreti legislativi di riforma della Pubblica Amministrazione.


RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

1) Disciplina della dirigenza della Repubblica (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica ai sensi dell’articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n.124. Sono stati acquisiti i pareri parlamentari e si è tenuto conto delle indicazioni del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata. Nello specifico, il sistema della dirigenza sarà costituito dal ruolo dei dirigenti statali, dal ruolo dei dirigenti regionali e dal ruolo dei dirigenti locali. Ogni dirigente può ricoprire qualsiasi ruolo dirigenziale; la qualifica dirigenziale è infatti unica. Alla dirigenza si accede per corso-concorso o per concorso.

2) Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante il Testo unico sui servizi pubblici locali di interesse economico generale. Sono stati acquisiti i pareri parlamentari e si è tenuto conto delle indicazioni del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata. Nello specifico, al fine di garantire ai cittadini qualità e efficienza dei servizi  sono previsti, tra l’altro, modalità competitive per l’affidamento, costi standard e livelli dimensionali almeno provinciali degli ambiti di erogazione dei servizi.

3) Norme in materia di regimi amministrativi delle attività private (SCIA 2) (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo in materia di individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio attività (Scia), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, al sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Sono stati acquisiti i pareri parlamentari e si è tenuto conto delle indicazioni del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata. Nello specifico, il decreto provvede alla mappatura completa e alla precisa individuazione delle attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio attività o di silenzio assenso, nonché quelle per le quali è necessario il titolo espresso e introduce le conseguenti disposizioni normative di coordinamento. Inoltre è prevista la semplificazione dei regimi amministrativi in materia edilizia.

4) Riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n.124, per il riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Nello specifico, il provvedimento prevede un piano di razionalizzazione, in un’ottica di efficientamento, di efficacia e di riforma della governance delle Camere di commercio. Più nel dettaglio, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il numero complessivo delle Camere si ridurrà dalle attuali 105 a non più di 60 nel rispetto dei seguenti vincoli direttivi: almeno una Camera di commercio per Regione; accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75mila imprese iscritte. Al fine di alleggerire i costi di funzionamento delle Camere, il decreto prevede 4 ulteriori azioni che riguardano: la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%; la riduzione del 30% del numero dei consiglieri; la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori; una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili, la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio. Il provvedimento introduce quindi maggiore chiarezza sui compiti delle Camere con l’obiettivo di focalizzarne l’attività su attività istituzionali evitando, al contempo, duplicazioni di responsabilità con altri enti pubblici. Viene infine rafforzata la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio. Nell’ambito di questo piano complessivo di razionalizzazione organizzativa ricade anche la rideterminazione delle dotazioni organiche di personale dipendente delle Camere di commercio con possibilità di realizzare processi di mobilità tra le medesime Camere e definizione dei criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche.

5) Semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca (decreto legislativo – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, dell’istruzione, università e ricerca Stefania Giannini,  dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gianluca Galletti, del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, della salute Beatrice Lorenzin, delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina e dello sviluppo economico Carlo Calenda, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante norme di semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca ai sensi dell’articolo 13 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Nello specifico, per la prima volta gli Enti pubblici di ricerca (Epr) avranno un riferimento normativo comune, che elimina molti dei vincoli gestionali previsti per la PA. Un sistema di regole più snello e più appropriato alle esigenze del settore. Il decreto prevede autonomia gestionale e statutaria per gli Enti, il recepimento della Carta europea dei ricercatori e più libertà nelle assunzioni dei ricercatori. Come accade già per le Università, gli Enti che hanno risorse per farlo potranno assumere liberamente entro il limite dell’80% del proprio bilancio. L’unico vincolo sarà il rispetto del budget.


Ricerca, Giannini: “Da Cdm ok definitivo a ‘Sblocca-Enti’”
Meno burocrazia, più autonomia gestionale

Via libera in Consiglio dei Ministri al decreto che semplifica l’attività degli Enti pubblici di ricerca (EPR), 21 in tutto, di cui 14 vigilati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Si alleggerisce così il carico burocratico sugli Enti che avranno anche più autonomia nella gestione del budget e nell’assunzione del personale.
“Si tratta di un provvedimento molto atteso – sottolinea il Ministro Stefania Giannini -, un vero e proprio Sblocca-Enti. Enti che vengono finalmente equiparati alle Università in termini di autonomia statutaria e gestionale”.

Per la prima volta gli Enti pubblici di ricerca avranno un riferimento normativo comune, che elimina molti dei vincoli gestionali previsti per la PA. Un sistema di regole più snello e più appropriato alle esigenze del settore. Il decreto prevede anche il recepimento della carta Europea dei ricercatori per garantire più libertà di ricerca, portabilità dei progetti, valorizzazione professionale, adeguati sistemi di valutazione.

Assunzioni più libere, favorito il rientro dei cervelli
Per assumere ricercatori e tecnologi, italiani e stranieri, soprattutto giovani, gli Enti non dovranno più attendere l’autorizzazione del Ministero competente. Né avere un posto libero nella propria pianta organica. Come accade già per le Università, gli Enti che hanno risorse per farlo potranno assumere liberamente, entro il limite dell’80% del proprio bilancio. L’unico vincolo sarà il rispetto del budget. Vengono favorite la mobilità dei ricercatori, la portabilità dei progetti di ricerca, il rientro dei cervelli. Grazie al decreto lo sblocco del turnover al 100% scatterà già nel 2017, in anticipo di un anno.

Stop burocrazia
Gli Enti vengono svincolati dal ricorso obbligatorio al mercato elettronico per gli acquisti di attrezzature scientifiche, eliminati i controlli preventivi sui contratti per esperti e collaboratori professionali, regole più flessibili per le spese di missione.