In ricordo di Franco Fusca

In ricordo di Franco Fusca

Il 30 giugno ci ha lasciato improvvisamente con un infarto fulminante il caro amico ispettore Franco Fusca, che è stato Dirigente  Tecnico del MIUR sino a pochi anni fa.
Io lo conoscevo da decenni, da quando l’ho incontrato al MIUR per discutere ed elaborare la normativa per l’inclusione scolastica.
Era stato docente di  pedagogia e di didattica in moltissimi corsi di specializzazione, dove pure veniva incaricato di rappresentare il MIUR per gli esami di rilascio delle specializzazioni per il sostegno.
Era però di interessi vasti: studioso, scrittore di saggi, poeta e organizzatore infaticabile di convegni, di presentazioni di libri  e di manifestazioni culturali non solo nella sua Calabria, della quale era orgoglioso rappresentante della etnia albanese.
Con lui scompare un grande protagonista e testimone dell’inclusione scolastica in Italia ed uno spirito libero, aperto, che sapeva coniugare la professionalità ministeriale con un animo di umanità e di gaiezza trascinanti.
Come amico di lotta per le pari opportunità delle persone con disabilità mi sento fisicamente più solo; ma il ricordo della sua vitalità mi dà coraggio per continuare la lotta in tempi assai difficili.
Tillo Nocera

Direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici

Il Miur pubblica la direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici.
Uil: contrari ad un modello valutativo tutto burocratizzato

E  il rapporto con la comunità scolastica nel suo complesso il vero banco di prova con cui la dirigenza deve confrontarsi.

La Uil conferma  la propria contrarietà ad un modello valutativo tutto burocratizzato,  strutturato su quattro fasce di livello che determinano sia le retribuzioni che, nel caso dell’ultima, una  diversa prospettiva professionale.

Per la Uil è il rapporto con la comunità scolastica nel suo complesso il vero banco di prova  con cui una dirigenza scolastica efficace ed utile alla scuola, agli operatori, agli studenti ed al territorio deve confrontarsi.

Ci troviamo di fronte ad approcci eterodiretti e sanzionatori, che non si occupano   di costruire misure di supporto alla professionalità, perché ignorano i più elementari diritti dei lavoratori: dal mancato riconoscimento dell’impegno a retribuzioni  adeguate a un  peggioramento delle condizioni di vita e del clima professionale nelle scuole, dove giorno dopo giorno aumentano le ansie da prestazione.

Nei prossimi giorni la Uil Scuola pubblicherà un’analisi ragionata della direttiva e delle linee guida ed avvierà una puntuale campagna di informazione e mobilitazione per cambiare un nuovo esito sbagliato della legge 107.

Rinuncia-indisponibilità al bonus

Grisignano di Zocco, 30 giugno 2016

CONSIDERATO CHE la Legge n. 107/2015 prevede:

– l’istituzione di un “Comitato per la valutazione dei docenti” presieduto dal dirigente scolastico e composto da tre docenti (di cui due scelti dal Collegio docenti e uno dal Consiglio di Istituto), da due rappresentanti dei genitori (da un genitore e uno studente per la scuola secondaria superiore di secondo grado) e da un componente esterno individuato dall’USR;
– che il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato per la valutazione dei docenti, assegni annualmente ai docenti che ritiene “meritevoli” una quota del fondo istituito per la valorizzazione del merito;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

i criteri sui quali si procederà alla valutazione dei docenti devono essere individuati sulla base:
a) della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti;
b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;
c) delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.

CONSIDERATO INFINE CHE

i docenti cosiddetti “meritevoli” riceveranno un premio in denaro per il quale il governo ha stanziato complessivamente 200 milioni di euro.

I SOTTOSCRITTI DOCENTI RITENGONO CHE:

tale sistema di valutazione comportI uno sterile aumento della competizione individuale tra i docenti, mentre al contrario una scuola di qualità ha bisogno di effettiva collegialità e cooperazione;
siffatto meccanismo di valutazione spingerebbe i docenti ad uniformare l’attività didattica adattandola a priori ai criteri prestabiliti, sacrificando di fatto la pluralità e la libertà d’insegnamento, nonché le reali e specifiche peculiarità della singola classe e dei singoli alunni;
essendo stati individuati i suddetti criteri al termine dell’anno, sarà elargito un “premio” ad “insaputa” dei meritevoli, riconoscendosi essi come tali dopo aver già svolto il proprio lavoro senza una chiara visione dei “requisiti” necessari per considerarsi per l’appunto “meritevoli”;
il potere deliberante sull’assegnazione dei premi dei dirigenti scolastici (che presiedono anche il Comitato, decidono sull’esito dell’anno di prova, scelgono i docenti a cui conferire l’incarico triennale) determini una forte gerarchizzazione e aziendalizzazione della scuola pubblica, minandone il pluralismo e la democrazia previsti dalla Costituzione.

PERTANTO I SOTTOSCRITTI DOCENTI DICHIARANO

formalmente la propria indisponibilità ad essere individuati come docenti meritevoli al fine di continuare ad avvalersi pienamente della libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione.;
di destinare la quota eventualmente non erogata per attività di recupero, sostegno, di potenziamento dei laboratori – compreso l’acquisto e la manutenzione del materiale – e di sostegno (spese scolastiche, gite, testi, materiale scolastico) per gli alunni e le alunne in difficoltà economica, da portare in contrattazione durante il prossimo anno scolastico.

In fede,
Seguono firme

Necessario intervenire presto per prevenire fenomeni di violenza di genere

Finas Di Vincenzo: “Necessario intervenire presto per prevenire fenomeni di violenza di genere, serve educare i ragazzi fin dalla scuola”

“Necessario intervenire presto per prevenire fenomeni di violenza di genere, servono azioni concrete e punizioni severe per stroncare il fenomeno, che rischia l’effetto moltiplicatore tra i teenager, scuola e famiglia devono agire nell’educare i ragazzi.” Cosi dichiara in una nota il Presidente Nazionale Future Is Now Di Vincenzo

Educazione&Scuola Newsletter n. 1066


Educazione&Scuola Newsletter n. 1066

Giugno 2016 – XXI Anno

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Notizie

30 giugno Verifica Programma annuale

Come previsto dall’art. 6, comma 1, del DI 44/01, entro il 30 giugno, il Consiglio d’Istituto verifica le disponibilità finanziarie dell’Istituto nonché lo stato di attuazione del programma, al fine …

 

30 giugno Adozione PTPC e PTTI

Predisposizione e adozione di PTPC e PTTI

 

28 giugno Quarta prova scritta Esame II Ciclo

Si svolge la quarta prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione

 

28 giugno Valutazione Dirigenti scolastici

Presentata la direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici

 

28 giugno Situazione Edilizia scolastica in 7a Camera

La 7a Commissione della Camera prosegue le audizioni sull’indagine conoscitiva sulla situazione dell’edilizia scolastica in Italia

 

27 giugno Terza prova scritta Esame II Ciclo

Si svolge la terza prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione

 

23 giugno Giornata della Trasparenza

Al Miur una giornata di confronto sul tema della trasparenza nella Pubblica Amministrazione

 

23 giugno Seconda prova scritta Esame II Ciclo

Si svolge la seconda prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione

 

22 giugno Prima prova scritta Esame II Ciclo

Si svolge la prima prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di Istruzione

 

21 giugno Ministro in 7a Senato

Si svolge l’audizione del Ministro sulla situazione dell’AFAM e sulle misure a favore della ricerca

 

20 giugno Esami di Stato II Ciclo

Con l’insediamento delle Commissioni d’Esame, hanno inizio gli Esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di Istruzione

 

16 giugno Esame conclusivo I ciclo di istruzione

La prova scritta a carattere nazionale (prova Invalsi) prevista nell’ambito dell’Esame conclusivo del I ciclo di istruzione si svolge il giorno 16 giugno 2016, alle 8.30

 

15 giugno Riforma PA e Comparti Contrattazione in CdM

Il Consiglio dei Ministri, nel corso della riunione del 15 giugno, ha approvato quattro decreti legislativi relativi alla riforma della Pubblica Amministrazione ed ha espresso parere favorevole sull’ipotesi …

 

14 giugno Regolamento nuovo Concorso DS

Inviato al CSPI il Regolamento del nuovo concorso per dirigenti scolastici

 

Erasmus per docenti PNSD

541 docenti selezionati tra gli 8.303 animatori digitali del Piano Nazionale Scuola Digitale come referenti per l’innovazione

 

14 giugno Assistenza Disabili alla Camera

L’Aula della Camera approva definitivamente il testo unificato delle proposte di legge Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare

 

9 giugno Interrogazioni a risposta immediata in 7a Camera

Nella 7a Commissione della Camera si svolgono interrogazioni a risposta immediata su questioni di competenza del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca

 

Commissioni Esami di Stato

Pubblicate il 7 giugno le 12.554 commissioni

 

6 giugno #ScuoleInnovative

Al via tour sul territorio per illustrare il bando per l’ideazione di 52 nuove scuole

 

5 giugno Elezioni Amministrative 2016

Il 5 giugno si vota dalle 7.00 alle 23.00 per l’elezione diretta di sindaci, consigli comunali e consigli circoscrizionali nelle regioni a statuto ordinario

 

2 giugno Festa della Repubblica

Si celebra la Festa nazionale della Repubblica italiana

 

1 giugno Settimana nazionale della Musica a Scuola

Roma, 1 giugno 2016

 

Concorso Docenti

Concluse il 31 maggio 2016 le prove scritte del Concorso Docenti

 


Norme

Circolare Ministeriale 28 giugno 2016, n. 5

Interventi assistenziali a favore del personale dell’Amministrazione Centrale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Anno 2016

 

Direttiva 28 giugno 2016, AOOUFGAB 25

Valutazione dei dirigenti scolastici

 

Decreto Direttore Generale 27 giugno 2016, Prot. n. 587

Ripartizione tra le Regioni, per l’anno scolastico 2016/2017, della somma complessiva di € 103.000.000 ai fini della fornitura dei libri di testo in favore degli alunni meno abbienti delle scuole dell’obbligo …

 

Nota 22 giugno 2016, AOODGOSV 6942

Esami di Stato 2016. Prove d’esame sessione suppletiva

 

Decreto Ministeriale 22 giugno 2016, n. 495

Aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente valevoli per il triennio scolastico 2014/2017 – operazioni di carattere annuale

 

Decreto Ministeriale 22 giugno 2016, AOOUFGAB 496

Concorso 2012, assunzione docenti inseriti in graduatorie di merito della scuola dell’infanzia. Attuazione dell’articolo 1 – quater del Decreto Legge 29 marzo 2016 n. 42

 

Decreto Dipartimentale 22 giugno 2016, AOODPIT 575

Ripartizione contingente di posti assegnato all’Amministrazione centrale per lo svolgimento dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica

 

Legge 22 giugno 2016, n. 112

Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare

 

Nota 22 giugno 2016, AOODPIT 2261

Costituzione reti scolastiche di cui all’art. 1, commi 70 e ss., della Legge 13 luglio 2015, n. 107

 

Sentenza Corte d’Appello di Torino 21 giugno 2016, n. 1049

Mensa scolastica

 

Decreto Legislativo 20 giugno 2016, n. 116

 

Nota 20 giugno 2016, AOODGOSV 6809

Chiarimenti in merito al Rapporto di autovalutazione per l’a.s. 2015/2016

 

Nota 17 giugno 2016, Prot. n. AOODGEFID 8625

Quesiti ricorrenti sull’attuazione dei Progetti PON 2014-2020 “Per la scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento”

 

Nota 17 giugno 2016, AOODGCASIS 1912

Corso “LA GESTIONE E LA CONSERVAZIONE DEI DOCUMENTI INFORMATICI NELLA SCUOLA”

 

Nota 17 giugno 2016, AOOUFGAB 15352

Personale scolastico. Art. 26, comma 8, legge 448/98 — Art. 1, comma 65, legge 107/2015. Anno scolastico 2016/2017

 

Nota 17 giugno 2016, AOODGCASIS 1907

Attività di rilevazione esiti finali – a.s. 2015/2016

 

Avviso MAECI 17 giugno 2016, Prot.n. 3694

Disponibilità di posti all’estero per Dirigenti scolastici anno scolastico 2016/17

 

Nota 16 giugno 2016, AOODPIT 2181

6th International IUPAC Conference on Green Chemistry – Venezia dal 4 all’8 settembre 2016 – Pubblicazione sito

 

Nota 15 giugno 2016, AOODPIT 2177

Nota del 7 giugno 2016 prot. n. 2151 relativa alla costituzione delle reti scolastiche

 

Ipotesi CCNI (MIUR, 15.6.16)

Utilizzazioni ed assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed A.T.A. A.S. 2016-2017

 

Nota 15 giugno 2016, Prot.n. 4947

Concorso Nazionale “Riqualifichiamo l’ambiente, proteggiamo la salute” Anno Scolastico 2015/2016

 

Schema Decreto Ministeriale (14.6.16)

Regolamento per la definizione delle modalità di svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica, la durata del corso e le forme di valutazione dei candidati …

 

FESR – PON “Per la scuola – manuale per la gestione informatizzata dei progetti presentati dai CPIA

Nota prot. 8452 del 13 giugno 2016

 

Nota 13 giugno 2016, AOODGCASIS 1813

Esami di Stato secondo ciclo a.s. 2015/2016 – Comunicazione dei dati

 

Nota 10 giugno 2016, AOODGPER 15987 – 10/06/2016

Trasmissione D.M. 376/16 relativo al contingente del personale con funzione di tutor presso i corsi universitari propedeutici all’insegnamento

 

Nota 9 giugno 2016

Fondo per la valorizzazione del merito del personale docente – art. 1, commi 126, 127 e 128 della legge 13 luglio 2015, n. 107 – assegnazione della risorsa finanziaria e chiarimenti applicativi

 

Nota 9 giugno 2016, AOODGOVS 6440

Monitoraggio dell’adozione sperimentale dei nuovi modelli di certificazione delle competenze nel primo ciclo di istruzione (CM 3/2015 e Nota DGOSV 11141 del 6-11-2015). Scadenze e adempimenti

 

Decreto Ministeriale 8 giugno 2016, n. 376

Utilizzazioni per lo svolgimento di compiti tutoriali

 

Nota 8 giugno 2016, AOODGOVS 6323

Concorso nazionale “Dalla cetra al rap. Bibbia – Musica – Bibbia” – A.S. 2016-2017

 

Nota 8 giugno 2016, AOODGPER 15720

Trasmissione Direttiva n. 254 del 19 aprile 2016 concernente la conferma degli incarichi di presidenza nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, nelle scuole secondarie di secondo grado e negli …

 

Nota 7 giugno 2016, AOODPIT 2151

Costituzione reti scolastiche di cui all’art. 1, comma 70 e ss, della Legge 13 luglio 2015, n. 107

 

Nota 7 giugno 2016, Prot. n. 4752

Attività del Centro per il libro e la lettura (CEPELL) per l’anno scolastico 2016/2017

 

Nota 6 giugno 2016, AOODGOSV 6193

Proroga scadenza dei termini per la presentazione dei progetti nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali appartenenti ad una minoranza linguistica (Legge 15 dicembre 1999, n. 482 …

 

Legge 6 giugno 2016, n. 106

Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale

 

Nota 1 giugno 2016, AOODGOSV 5952

Esame di Stato e “Supplementi Europass al Certificato”: modalità di reperimento e di rilascio ai diplomati da parte delle scuole

 

Nota 1 giugno 2016, AOODGPER 15382

Graduatorie di circolo e di istituto di 1° fascia A.T.A. (All. G) – Istanze on-line –

 

Decreto Dipartimentale 1 giugno 2016, n. 1115

Bando per la presentazione delle domande finalizzate alla stipula di un accordo ai sensi dell’art. 1 comma 213 della legge n. 208 del 28.12.2015

 

Determinazione Regione Lazio 1 giugno 2016, n. G06262

Linee di indirizzo per il servizio di assistenza specialistica negli istituti scolastici e formativi del secondo ciclo – Anno scolastico 2016-2017; Linee di indirizzo per la realizzazione dell’integrazione …

 

Nota 1 giugno 2016, AOODGEFID 8256

Concorso #iMiei10Libri- I 10 libri più votati dagli studenti entrano in tutte le biblioteche scolastiche. Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)

 

 


Rubriche

in Bacheca della Didattica

Il Programma Triennale per la Trasparenza e l’Integrità

di Giuseppe Guastini

L’importanza del metalinguaggio in educazione

di Giuseppe Guastini

Malessere sociale e processi educativi

di Franco Lorusso

Reti di Ambito: “ma non vedete nel cielo…”

di Stefano Stefanel

Programma Trasparenza, ora arriva anche l’interrogazione parlamentare

di Agata Scarafilo

Il rinnovo delle reti

di Mavina Pietraforte

Assegnazione del bonus ai docenti: una proposta di decreto

di Alessandro Basso

Critica della ragion MIUR

di Gabriele Boselli

Lavorare manca

di Giovanni Fioravanti

Valorizzazione del merito come sfida nella e della comunità scolastica

di Franco Lorusso

Dall’adultità dei genitori all’adolescenza dei figli

di Margherita Marzario

in DIDES di Umberto Tenuta

Schola Renovanda Est
di Umberto Tenuta

in Esami

Esami di Stato 2016: tutti contenti

di Beatrice Mezzina

Manuale Esame di Stato conclusivo del primo Ciclo di Istruzione

di Pier Giorgio Lupparelli

in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

in Famiglie

Sportello Genitori Studenti e Scuola

a cura di Cinzia Olivieri

Conto Consuntivo e Programma annuale tra termini e scadenze

di Cinzia Olivieri

in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 57

a cura dell’avv. Salvatore Nocera, di Rolando Alberto Borzetti e di Evelina Chiocca

in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

La morte e l’indifferenza

di Vincenzo Andraous

in LRE di Paolo Manzelli

Strategie di Decarbonizzazione della Economia

di Paolo Manzelli

in Mobilità

Mobilità 2016-2017

in Psicologia

I Neuroni Specchio

di Giuseppe Guastini

Rinascimento dell’Intelligenza Emotiva

Firenze, 10 giugno 2016

Distacco: paure e rabbia distruttiva

di Adriana Rumbolo

in Recensioni

M. Perosino, Le scelte che non hai fatto

di Antonio Stanca

E. Ferrante, Storia della bambina perduta

di Mario Coviello

E. Ferrante, Storia di chi fugge e di chi resta

di Mario Coviello

F.G. Ledesma, La dama del Kashmir

di Antonio Stanca

E. Ferrante, Storia del nuovo cognome

di Mario Coviello

in Riforme On Line di Giancarlo Cerini

Valutazione formativa: solo restyling?

di Giancarlo Cerini

 


Rassegne

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

 

Il Miur assegna i 103 milioni per i libri di testo gratuiti a favore degli alunni meno abbienti

da Il Sole 24 Ore

Il Miur assegna i 103 milioni per i libri di testo gratuiti a favore degli alunni meno abbienti

di Al. Tr.

Libri di testo gratuiti per i meno abbienti, il Miur ha pubblicato il piano di riparto regionale dei 103 milioni di euro stanziati per l’anno scolastico 2016/2017. Si tratta di fondi destinati alla fornitura, anche in comodato, dei libri per gli alunni delle scuole dell’obbligo e delle secondarie superiori.

Il riparto
L’assegnazione dei fondi, spiega il Miur, avviene in base alla distribuzione degli studenti meno abbienti stimata sulla base della percentuale delle famigle con reddito disponibile netto inferiore a 15.493,71 euro per regione.
Nel dettaglio, per il prossimo anno scolastico le somme assegnate per gli alunni delle scuole dell’obbligo ammontano a 77 milioni e 250mila euro, mentre quelle per le superiori a 25 milioni e 750mila euro.

I professori no-bonus “A tutti o a nessuno così è un’elemosina”

da la Repubblica

I professori no-bonus “A tutti o a nessuno così è un’elemosina”

Da Milano a Napoli cresce la protesta degli insegnanti “Usiamo quel premio per aiutare gli alunni bisognosi”

Hanno scelto di rifiutare il premio che certifica il loro merito: nell’anno scolastico appena concluso sono stati buoni maestri, ottimi professori. I migliori a scuola. Il premio previsto è in denaro: da 200 euro netti ai 1.800 di un liceo a Torino: la discrezionalità con cui le singole scuole italiane hanno distribuito il bonus è stata totale.
L’iniziativa del premio allontanato, ultimo orgoglio degli insegnanti italiani, è nata a Bologna, città all’avanguardia nella protesta contro la Buona scuola. In maniera spontanea, nell’istituto comprensivo più grande: l’Ic 14 tra Borgo Panigale e Casteldebole, prima periferia. È fatta da cinque scuole elementari e una media, da 1.358 alunni di cui il 28 per cento stranieri. Bene, qui 72 docenti su 177 hanno sottoscritto una “dichiarazione di indisponibilità” al premio sul merito. Poi lo hanno spiegato. «Siamo contrari al sistema di valutazione introdotto dalla legge 107 perché comporta uno sterile aumento della competizione individuale tra gli insegnanti, determina una forte gerarchia e trasforma la scuola pubblica in un’azienda spingendo i docenti a uniformare la didattica». La protesta ha assunto anche modalità nobili: i soldi destinati ai singoli sono stati donati a progetti didattici, spesso per ragazzi con il passo lento. All’Istituto agrario Serpieri, sempre a Bologna, quindici insegnanti hanno fatto appello ai colleghi: «Non presentate la richiesta per il premio». Qui hanno spinto i Cobas. Al Liceo scientifico Sabin sono stati raccolti 40 ”no”: «A tutti o non lo voglio». Diversi “rifiuti” sono arrivati alle primarie Romagnoli e Longhena, al Monte San Pietro, all’Istituto Aldrovandi- Rubbiani. Molti insegnanti — una minoranza, una larga minoranza — hanno chiesto di non essere premiati.
Il riconoscimento in euro spesso è considerato ingiusto, visto che i criteri sono arrivati nel finale dell’anno. Ci sono 200 milioni di euro in tutta Italia: 23mila euro per istituto, in media. La scorsa primavera si era infiammata la prima battaglia: su quali basi si sceglieranno i migliori? La domanda è stata superata con non poche incongruenze. In alcune scuole si è deciso di dare il denaro a tutti i docenti che avevano presentato un progetto speciale, in altre ci si è affidati ai questionari compilati dagli studenti, alle segnalazioni di colleghi e genitori. Diversi prof sono stati premiati per aver portato i ragazzi a una mostra il sabato, altri perché animatori digitali, altri perché avevano trascritto i verbali dei consigli di classe.
Ora, a scuola chiusa, la bellicosa classe docente italiana è passata alla fase due: il rifiuto. Una parte, almeno. Il boicottaggio è diventato massiccio a Milano: prof di istituti del centro si sono rifiutati in blocco di far parte del comitato di valutazione. A Firenze i più sindacalizzati hanno suggerito di dividere il premio con chi si è opposto alle riforme dall’inizio. A Roma si segnalano rifiuti al Liceo classico Mamiani, quartiere Prati, alla Claudio Abbado, in centro, e alla Luigi Rizzo della Balduina. Maria Lo Fiego, insegnante alle medie, ha postato la sua contrarietà su Facebook: «Un’elemosina ». La gran parte dei presidi di Torino ha smussato la questione dirottando fondi verso il potenziamento dei laboratori. Il comprensivo Regio Parco, invece, ha scelto di escludere gli insegnanti con più di venti giorni d’assenza. Il Liceo classico Siotto Pintor di Cagliari si è spaccato mentre all’Adolfo Pansini di Napoli gli stessi studenti, in solidarietà, non sono entrati a far parte del Comitato di valutazione. Premio fermato. Nel 42 per cento delle scuole di Palermo il bonus sarà assegnato in base a un’autocertificazione presentata dai docenti. A Parma e Piacenza, sostiene il sindacato Gilda, su 88 istituti solo un paio hanno già chiarito la faccenda. A Parma, d’altronde, la raccolta delle firme per il referendum che chiede, tra l’altro, l’abolizione del premio è arrivata a cinquemila sottoscrizioni.
( hanno collaborato tiziana de giorgio, silvia dipinto, arianna fuccillo, maria chiara perri, stefano parola)

Scuola, da settembre la pagella ai presidi con premi e punizioni `

da Il Messaggero

Scuola, da settembre la pagella ai presidi con premi e punizioni `

Altro che preside sceriffo, da settembre i dirigenti scolastici saranno giudicati prima ancora di giudicare i loro docenti.

ROMA Esaminati nelle varie competenze e poi, proprio come accade agli studenti, valutati. Con tanto di promozione, a cui farà seguito il premio, o bocciatura che nei casi più gravi comporterà anche l’allontanamento dalla scuola. D’ora in poi sarà così per i presidi che, in piena applicazione della valutazione prevista per legge, avranno veri e propri voti oltre ai giudizi espressi da tutti i collaboratori. Altro che preside sceriffo, da settembre i dirigenti scolastici saranno giudicati prima ancora di giudicare i loro docenti.

LA DIRETTIVALa norma, prevista dalla legge della Buona Scuola, in realtà mette in atto una valutazione vecchia di 15 anni: il decreto legislativo 165 del 2001. Da quel momento sono trascorsi tanti anni e sono succeduti ben 7 ministri diversi che nulla hanno potuto in termini di valutazione e premialità. Ora invece la legge c’è e, con essa, sono arrivate anche le risorse per applicarla. A presentare la direttiva ministeriale, ieri, è stata il ministro Stefania Giannini di fronte a una platea di direttori generali degli uffici scolastici regionali che poi dovranno applicarla. Si tratta di una rivoluzione che interesserà 7.030 dirigenti che al momento di firmare l’incarico, solitamente nel mese di agosto, troveranno per la prima volta gli obiettivi di miglioramento da raggiungere.
Gli obiettivi saranno di carattere generale, individuati dal ministero, specifici del territorio, individuati quindi dagli Uffici scolastici regionali, e collegati alla singola scuola di appartenenza e stabiliti quindi dal Rapporto di autovalutazione dell’istituto. A stilare la valutazione del dirigente sarà un nucleo composto da un dirigente, amministrativo o scolastico, e da due esperti. Per questo sono stati già assunti 60 ispettori che andranno ad aggiungersi ai vecchi per un totale di 120 unità.
Il nucleo, durante l’anno scolastico, potrà far visita al dirigente sul posto di lavoro e, a fine anno, darà il suo responso. Peserà sulla valutazione finale, per il 60%, la capacità di gestione del preside, per il 30% la capacità di valorizzare le risorse umane di tutto il personale della scuola e per il 10% conterà l’apprezzamento del suo lavoro da parte dell’intera comunità scolastica.
Sono 4 i giudizi previsti dalla direttiva: mancato raggiungimento degli obiettivi, buon raggiungimento degli obiettivi, avanzato raggiungimento degli obiettivi e pieno raggiungimento degli obiettivi. In base agli esiti, i premi non saranno più distribuiti a pioggia ma con un criterio di meritocrazia a partire da giugno 2017.
LE RISORSEIl ministero dispone oggi di oltre 150 milioni di euro da distribuire ai più bravi. «Si tratta di uno strumento in più ha spiegato Stefania Giannini – per ottenere un obiettivo importante: il miglioramento del sistema scolastico». Premi a parte, che cosa accadrà a coloro che non raggiungeranno l’obiettivo preposto? «Chi dovesse avere una valutazione pienamente negativa – spiega – ha due possibilità: o cambia scuola o cambia mestiere».
Di fronte a un fallimento si andrà a capire le motivazioni: se si tratta di un’incompatibilità con il contesto, il preside potrà essere trasferito in un’altra scuola, ma se il parere negativo dovesse ripetersi più volte o se fosse legato a una reale incapacità a dirigere, il preside sarà rimosso dall’incarico scolastico e messo a disposizione dell’Usr con un’altra mansione.
Lorena Loiacono

Presidi, valutazione senza voti

da ItaliaOggi

Presidi, valutazione senza voti

Oggi la firma del ministro Giannini. Chiamata diretta al bivio, vertice politico

Alessandra Ricciardi

Niente eccellente, molto buono, buono. Giudizi che ricordavano le pagelle degli studenti e che non saranno applicati ai dirigenti scolastici. A decidere il cambio è stato il ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, nella direttiva sulla valutazione dei presidi che sarà firmata oggi.

Per essere poi illustrata dallo stesso ministro ai direttori scolastici regionali, chiamati a raccolta a viale Trastevere, in prima linea nell’applicazione del nuovo sistema che decorrerà con i contratti che saranno sottoscritti a fine agosto. Giornata intensa, quella odierna al ministero dell’istruzione, visto che si terrà anche il nuovo round con i sindacati sulla chiamata diretta dei docenti. Questa volta un vertice anche politico, in vista di una messa a punto dell’ipotesi di intesa. Per assegnare gli incarichi agli insegnanti, il dirigente dovrebbe tener conto prioritariamente dei titoli dei candidati e del relativo peso, una sorta di concorso di istituto (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di venerdì scorso). Mentre per i docenti non chiamati, il direttore scolastico regionale potrà procedere alla loro assegnazione in base al punteggio che gli interessati detengono ai fini della mobilità.

Il provvedimento che manda in soffitta gli aumenti a pioggia ai dirigenti ha tenuto conto, nella versione definitiva, dei correttivi richiesti dal Consiglio superiore della pubblica istruzione nel suo parere (si veda ItaliaOggi di martedì scorso). A partire dai tre livelli salariali, la cui articolazione era stata contestata dal parlamentino della scuola perché rea di implicazioni valoriali che poco hanno a che vedere con la valutazione dei dirigenti in termini di efficienza ed efficacia dell’operato rispetto agli obiettivi fissati. Il Cspi aveva anche chiesto che i livelli di valutazione fossero definitivi con un’intesa nazionale, ed è una delle poche richieste a cui il ministro ha deciso di non dare seguito.

È la stessa direttiva a stabilire infatti le nuove definizioni dei livelli, sempre tre, per il salario accessorio: «pieno raggiungimento degli obiettivi», «avanzato raggiungimento», «buon raggiungimento». Una diversità lessicale che dovrebbe servire a garantire meglio i dirigenti e l’imparzialità di giudizio dei direttori regionali. Su questi ambiti va differenziato infatti un aumento di salario, fino al 30%, articolato a livello di contrattazione regionale.

Per quanto riguarda il «mancato raggiungimento degli obiettivi», il direttore scolastico regionale potrà decidere la messa disposizione del dirigente. Dopo tre anni di mancata assegnazione degli incarichi, potrebbe scattare anche il licenziamento. Un’ipotesi, quest’ultima, che al dicastero di viale Trastevere considerano del tutto residuale, visto che i dirigenti hanno già superato un periodo di prova all’atto dell’immissione.

Quando ad agosto i presidi firmeranno il loro contratto troveranno inseriti nel documento gli obiettivi di miglioramento che saranno di tre tipi: quelli generali individuati dal ministero, quelli legati alle specificità del territorio individuati dalle direzioni regionali e gli obiettivi specifici sulla scuola che deriveranno dal Rav, il rapporto di autovalutazione della scuola che il dirigente dovrà guidare. È in base a questi obiettivi che saranno poi valutati. «La valutazione del dirigente si svolge con cadenza annuale», declina il Cspi, «nell’ambito del relativo incarico triennale, con particolare attenzione alle azioni direttamente riconducibili all’operato del dirigente scolastico in relazione al perseguimento delle priorità e dei traguardi previsti nel Rav e nel piano di miglioramento dell’istituzione scolastica».

Tfa III, in arrivo il nuovo bando

da ItaliaOggi

Tfa III, in arrivo il nuovo bando

Il Miur conferma: in palio 21mila posti compreso il sostegno

Emanuela Micucci

In uscita il bando per il III ciclo del Tfa abilitante. Confermati i numeri anticipati da ItaliaOggi (si veda il numero del 26/5/2016): 16.436 posti, di cui 11.328 comuni e 5.108 sul sostegno. A darne la notizia il sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi rispondendo a un’interrogazione parlamentare. Dei posti comuni 3.270 riguarderanno le scuole medie e 8.058 le superiori. Quello sul sostegno, invece, riguarderanno al scuola dell’infanzia per 392 posti, la primaria per 1.749, le medie per 1.932 e le superiori per 1.035. l corso durerà un anno, la frequenza sarà obbligatoria. Titolo assicurato solo a chi supererà l’esame finale. In questa edizione non potranno, però, partecipare i dottorandi poiché non potranno frequentare i corsi per impegni di ricerca. Questo, infatti, prevede il comma 6 dell’articolo 3 del decreto ministeriale n.249 del 2010. Ma l’Anief, spiega il presidente nazionale Marcello Pacifico, «sta valutando se tale esclusione dal Tfa III ciclo è legittima» ed è già pronta ricorrere presso il competente tribunale amministrativo qualora fossero esclusi a priori tante categorie di docenti precari. Neppure stavolta dal governo è arrivata, però, un’indicazione sulla data di pubblicazione del bando.

Nonostante da mesi docenti e presidi di Disal, Diesse e CdO sollecitino il Miur a bandire al più presto il III ciclo Tfa. L’unica informazione che riesce a trapelare dal Miur è che la prova si svolgerà in autunno. Le prove potrebbero essere bandite a luglio e, quindi, svolgersi a settembre. Sulla questione è intervenuto, nei giorni scorsi, l’ispettore del Miur Max Bruschi, insistendo proprio sulla necessità di bandire in fretta i percorsi abilitanti, affinché i docenti possano far valere il titolo acquisito per il prossimo aggiornamento delle graduatorie previsto per l’anno scolastico 2017/18. A cui va aggiunta la scadenza annuale del 31 luglio per acquisire qualsiasi titolo valido per l’anno scolastico successivo. L’alternativa sarebbe infatti quella di avere un titolo abilitante non spendibile nell’immediato. La conclusione proposta da Bruschi è anche un’altra: «Si abolisca, per la secondaria, da oggi all’istituzione del nuovo sistema, tutte le disposizioni che richiedono l’abilitazione, a partire dalla legge sulla parità scolastica per finire ai commi relativi della 107/2015».

Infatti, se la delega sul nuovo sistema di formazione e reclutamento dovesse saltare e intanto non si attivassero dei Tfa, sarebbe impossibile, spiega l’ispettore, bandire l’inevitabile concorso 2018/19 avente come requisito d’accesso il titolo di abilitazione. In questo caso, tutti i non abilitati potrebbe agevolmente far ricorso in tribunale. Invariate le modalità del Tfa rispetto ai precedenti cicli: una prova d’accesso, un numero di posti autorizzato dal Mef, un percorso di competenza congiunta scuola-università.

Sul numero chiuso si sono già sollevate diverse polemiche ed è partita uan raccolta di firme per abolirlo. Se da una parte è una condizione finora non richiesta per i Pas, dove i candidati ai percorsi abilitanti sono selezionati sulla base di un determinato di giorni di servizio. Dall’altra chi vorrebbe abolire il numero chiuso nel Tfa si appella proprio alla Buona Scuola. Infatti, in base alla legge 107 l’abilitazione è requisito indispensabile per partecipare ai futuri concorsi a cattedra e per l’iscrizione nelle graduatorie d’istituto.

Dirigenti scolastici: dovranno finalmente rendere conto ai docenti

da La Tecnica della Scuola

Dirigenti scolastici: dovranno finalmente rendere conto ai docenti

Michelangelo Bocca

La direttiva sulla valutazione dei dirigenti scolastici presentata da poche ore dal Ministro Giannini non può che essere accolta con favore dal mondo della scuola.

Finalmente docenti e famiglie potranno dire la loro sulle modalità di gestione della scuola da parte del dirigente scolastico.  Anzi a questo proposito verrebbe da osservare che la Giannini avrebbe dovuto avere un po’ più di coraggio: il giudizio della comunità scolastica conterà soltanto per un 10% rispetto al punteggio complessivo, mentre sarebbe molto meglio se la percentuale fosse più alta.
D’altra parte i docenti sono continuamente esposti al giudizio delle famiglie e, soprattutto nelle scuole superiori, degli studenti.
Non si comprende dunque per quale motivo i dirigenti non debbano essere in qualche misura sottoposti al “controllo” degli altri soggetti che fanno parte della comunità scolastica.
La direttiva di questi giorni è però solo un primo piccolo passo verso una scuola più partecipata e più democratica e meno soggetta alle bizzarre decisioni discrezionali che il dirigente potrebbe assumere.
La vera svolta sarebbe un’altra e dovrebbe coincidere con la cancellazione dalla legge 107 delle norme che riguardano poteri e prerogative dei dirigenti scolastici.
Ma per fare questo insegnanti e famiglie avranno ben presto a disposizione lo strumento referendario, visto che – stando alle ultime notizie- le firme necessarie sono state raccolte.

Assegnazioni provvisorie anche su posti di potenziamento

da La Tecnica della Scuola

Assegnazioni provvisorie anche su posti di potenziamento

Mentre gli esiti della mobilità provinciale 2016/2017, nota come fase A della mobilità, slittano ancora fino al 4 luglio, si ragiona già su cosa fare e come muoversi in caso di mancato trasferimento.

Il problema interessa in particolare modo i docenti che saranno costretti ad attendere gli esiti delle fasi B, C e D della mobilità. Per molti di loro si tratta di mobilità interprovinciale, e nel caso specifico della fase, anche su ambiti territoriali scelti su scala nazionale. Quindi importantissima è, per molti di questi docenti, la domanda di assegnazione provvisoria. Alcuni nostri lettori, letteralmente terrorizzati dal fatto di correre il rischio di finire in una provincia lontanissima da casa, ci chiedono: “Con l’assegnazione provvisoria si potranno avere assegnati anche i posti di potenziamento?”. È una domanda molto importante, che trova la sua risposta nell’ipotesi di CCNI sulla mobilità annuale del 15 giugno 2016. Infatti nel comma 12 dell’art.7 del su citato contratto, è riportato quanto segue: “Le operazioni di assegnazione provvisoria possono essere effettuate sui posti dell’organico dell’autonomia e sui posti istituiti ai sensi dell’art. 1 comma 69 della legge 107/15, anche sommando, a richiesta degli interessati, spezzoni diversi compatibili. Per il personale in part time l’assegnazione provvisoria può essere effettuata su spezzoni corrispondenti al proprio orario di servizio e, a richiesta degli interessati, anche sommando spezzoni diversi compatibili”.

È utile sapere che nel comma 69 della legge 107/2015 è stata prevista la costituzione, con decreto annuale del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, di un ulteriore contingente di posti non facenti parte dell’organico dell’autonomia né disponibili, per il personale a tempo indeterminato, per operazioni di mobilità o assunzioni in ruolo.

In altri termini è stato previsto oltre l’organico dell’autonomia, anche un organico di fatto, con lo scopo di agevolare al massimo le assegnazioni provvisorie dei docenti che avranno una titolarità disagiata. Quindi le assegnazioni provvisorie saranno fatte su i posti di potenziamento e su tutti quei posti costituiti con l’applicazione del suddetto comma 69.

Gli istituti professionali vanno chiusi, 60mila docenti perderanno posto

da La Tecnica della Scuola

Gli istituti professionali vanno chiusi, 60mila docenti perderanno posto

“L’esperienza degli istituti professionali statali deve essere considerata chiusa e i sessantamila docenti devono essere ricollocati altrove”.

Sono parole davvero forti quelle pronunciate da Valentina Aprea, ex vice-ministro dell’Istruzione del Governo Berlusconi ed oggi assessore all’Istruzione della Regione Lombardia, nel corso del convegno “Accendere i fari sull’Istruzione e Formazione Professionale” organizzato dall’associazione Treellle e che si è tenuto a Torino il 23 giugno scorso.

Secondo Aprea, non vi sarebbero più dubbi: l’aperta questione sulla crisi della formazione professionale in Italia – che vede protagonisti, oltre le scuole statali professionali, anche gli istituti tecnici ed i Centri di formazione professionale di stampo regionale – si risolverebbe con il “sacrificio” dei primi.

Aprea indica anche dove verrebbero collocati i 60 mila docenti perdenti posto: la strada è stata tracciata, quindi l’utilizzo dell’esercito di soprannumerari va trovato “sull’esempio dell’organico di potenziamento istituito dalla Legge 107/15”.

Va ricordato che a trovarsi nei “guai” sarebbero, in particolare, i docenti delle discipline di settore, quelle più tecniche, i quali non è detto che possano trovare collocazione negli istituti tecnici. E nemmeno che i collegi dei docenti debbano prevedere dei posti aggiuntivi, attraverso il potenziamento, proprio per la loro materia d’insegnamento. A salvarsi dalla perdita di titolarità, ma non è detto vicino casa o l’attuale sede di servizio, sarebbero invece quei docenti delle discipline di “prima area” (Italiano, Matematica, Inglese, Scienze e via discorrendo), coloro che posseggono la specializzazione sul “sostegno” agli alunni disabili, ma anche quelli che hanno altre abilitazioni.

“Naturalmente la Aprea – commenta la Flc-Cgil – nulla dice degli oltre cinquecentomila studenti che frequentano tali istituti, del personale ATA e dei dirigenti scolastici. Si tratta evidentemente di aspetti residuali rispetto alla “grandiosità” della proposta”, taglia corto il sindacato palesando contrarietà per la proposta.

“Tale proposta – continua il sindacato – fa il paio con quella sostenuta dal sottosegretario al Ministero del lavoro, Luigi Bobba, appoggiata da alcuni network della formazione professionale della medesima provenienza culturale del sottosegretario, che chiede che l’istruzione e formazione professionale, intesa come l’insieme delle attuali istruzione professionale (IP) e istruzione e formazione professionale (IeFP), costituisca un settore differenziale, facente capo al Ministero del lavoro, rispetto al resto del sistema di istruzione di secondo ciclo. Sulla stessa linea alcune Regioni che chiedono però che la governance del nuovo sistema differenziale sia affidata alle Regioni stesse. Tutte le proposte hanno in comune l’abbassamento dell’età di accesso al lavoro vero e proprio”.

“Questi grandi sommovimenti – conclude il sindacato guidato da Mimmo Pantaleo – testimoniano il lavorio di questi mesi intorno alla delega prevista dalla Legge 107/15 (comma 181 lettera d), finalizzato a raggiungere un obiettivo preciso: demolire l’istruzione professionale statale. Si tratta del tentativo di mettere in atto la “soluzione finale” contro un intero settore scolastico e che è stato preceduto da precise scelte politiche e tecniche”.

Per quanto ci riguarda, possiamo dire che sulle manovre di soppressione degli istituti professionali c’è una novità: sinora il progetto, l’idea di fondo, era passata “sotto traccia”, senza esternazioni favorevoli cosí esplicite. Ora, invece, non c’è più alcuna remora: si esce allo scoperto e si dice, apertamente, che sono di troppo. Si tratta di scuole superiori, con un alto numero di corsi e specializzazioni, che comunque continuano a produrre diverse decine di migliaia di diplomati l’anno. Senza le quali, il numero di giovani con la maturità in tasca si ridurrebbe ulteriormente. Con l’obiettivo Ue di portarli ad una soglia soddisfacente che si butterebbe clamorosamente alle ortiche.

Ma quando al Governo dicono che stare in Europa è importante, sono consapevoli che certe decisioni, sempre più caldeggiate, produrrebbero l’effetto opposto delle indicazioni che arrivano da Bruxelles?

Mobilità secondaria di II grado, proroga al 4 luglio per la fase A

da La Tecnica della Scuola

Mobilità secondaria di II grado, proroga al 4 luglio per la fase A

Saranno pubblicati il 4 luglio, anziché il giorno 1, i risultati dei movimenti per la fase A relativi alla scuola secondaria di II grado.

Lo ha comunicato il Miur con un proprio avviso.

I bollettini con gli esiti dei movimenti saranno pubblicati all’albo on – line dei rispettivi uffici territoriali del M.I.U.R.

RAV, deve essere chiuso entro il 30 giugno

da La Tecnica della Scuola

RAV, deve essere chiuso entro il 30 giugno

Con la nota prot. n. 6809 del 20 giugno 2016 il Miur ha comunicato che resta ferma la scadenza del 30 giugno per la chiusura del RAV.

Sono quindi rimaste inascoltate le richieste di proroga avanzate da scuola e Sindacati.

L’impossibilità di procedere ad eventuali proroghe della chiusura delle funzioni per l’aggiornamento del RAV è essenzialmente dovuta al collegamento tra le priorità interne al Rapporto con i nuovi incarichi dei Dirigenti scolastici e alle integrazioni degli incarichi in essere.

Infatti, così come riportato dalla legge 107/2015 all’art. 1 comma 93: “Per la valutaziondel dirigente scolasticsi tienconto decontributo dedirigentaperseguimentdei risultati per il miglioramentdeservizio scolastico previsti nerapporto di autovalutazion.

Il Miur ricorda comunque che, per coloro che non avranno modo di confermare o aggiornare il RAV entro il 30 di giugno, il sistema mantiene comunque in memoria il Rapporto precedente.