Primo semestre da record per i gemellaggi eTwinning

da Il Sole 24 Ore

Primo semestre da record per i gemellaggi eTwinning

di Ciro Sorrentino

Ancora numeri da record sui gemellaggi elettronici eTwinning che coinvolgono scuole e docenti italiani. Nei primi 6 mesi del 2016 sono oltre 7mila i nuovi insegnanti iscritti alla piattaforma elettronica che mette in contatto docenti e classi per fare didattica in modi innovativi, sfruttando le nuove tecnologie. Nei dati diffusi dall’Unità nazionale eTwinning Indire, il nostro Paese è il secondo in Europa dopo la Turchia: le scuole italiane sono fra le più attive e numerose in termini di partecipazione, progetti e risultati. In soli 6 mesi la crescita nel numero di insegnanti iscritti è pari al 18% di tutti gli insegnanti italiani registrati (circa 40mila) ed è quasi triplo rispetto al numero di nuovi iscritti nel primo semestre del 2015.

Risultati in crescita
Il direttore di Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), Flaminio Galli, spiega: «I risultati in crescita del primo semestre 2016 parlano chiaro: la scuola italiana crede sempre di più nel modo di insegnare innovativo offerto dalla piattaforma, dove insegnanti e alunni possono connettersi, collaborare e condividere all’interno della più grande comunità europea dedicata all’apprendimento online. In questo senso i gemellaggi eTwinning offrono una palestra dove applicare in modo concreto le priorità previste dal Piano nazionale per la scuola digitale del Miur».

I dati del primo semestre 2016
Incremento costante dei docenti italiani presenti sulla piattaforma, che con 7.218 nuove registrazioni arrivano a un totale 39.923 (oltre il 10% degli oltre 390mila iscritti in tutta Europa). In media sono 3 gli insegnanti iscritti alla piattaforma in ciascun istituto. In crescita anche il numero di nuovi progetti attivati: da gennaio 780 in più per un totale di 11.058 progetti dal 2005. Il numero degli istituti scolastici è cresciuto di pari passo, con 1.277 nuove scuole coinvolte nei primi 6 mesi dell’anno, che sommati alle scuole già registrate raggiungono la quota di 12.342 istituti eTwinning. In questo modo la percentuale di penetrazione sul territorio italiano passa dal 23,2% al 28,8% (percentuale di scuole iscritte sul totale delle scuole presenti in Italia).
Quanto agli istituti scolastici coinvolti a livello regionale, nel primo semestre 2016 la regione con il numero più alto di istituti registrati alla piattaforma è stata la Campania. A livello assoluto invece si registrano picchi di attività proporzionali nelle regioni più popolose, come Lombardia, prima regione come partecipazione con 1.464 scuole registrate, seguita da Campania (1.219), Sicilia (1.218) Lazio (1.137) e Puglia (1.114). Il Sud è la zona più attiva, con 5.025 scuole registrate mentre il Nord e Centro Italia sono fermi rispettivamente a 4.713 e 2.589 scuole. In un caso su tre le lingue straniere sono la materia più scelta da insegnanti e alunni, una tendenza relativamente naturale nelle attività di gemellaggio fra Paesi diversi. Le discipline oggetto dei progetti sono comunque molto varie: salute, sport, ambiente, cultura, arte, musica, teatro, ecc.

Chiamata diretta: ma i ds possono demandare tutto all’USR

da La Tecnica della Scuola

Chiamata diretta: ma i ds possono demandare tutto all’USR

Sono passate poche ore dalla pubblicazione delle Linee guida sulla chiamata diretta e già i dubbi sulle modalità della procedura si stanno moltiplicando.
Un primo problema riguarda le difficoltà derivanti dalla assenza dei dirigenti scolastici per ferie o per altri motivi.
Abbiamo già avuto modo di osservare che il colloquio fra dirigente e docente è una attività ad alta discrezionalità e per questo motivo sarebbe bene che venisse svolta personalmente dal dirigente (magari coadiuvato da un paio di docenti collaboratori); se il dirigente prevede di essere assente per il periodo in cui si devono chiamare i docenti dall’albo farebbe bene – a nostro parere – a delegare in modo puntuale il docente incaricato di svolgere l’intera procedura; non basta, secondo noi, incaricare il vicepreside, anche perchè è molto probabile che nella delega conferita a inizio d’anno, questo compito specifico non fosse espressamente previsto e indicato. In ogni caso è necessario che la delega sia molto circostanziata e contenga anche precise indicazioni operative.
Ma dal Ministero fanno osservare che il colloquio non è affatto obbligatorio (peraltro così dice la stessa legge), non solo ma va anche detto che la legge contempla anche il caso di “inerzia” da parte dell’istituzione scolastica e prevede che in tale situazione debba essere proprio l’Ufficio regionale a intervenire per assegnare i docenti alle scuole.
Quindi, se il dirigente scolastico non pubblica nel sito della scuola l’avviso previsto dalla legge, sarà l’Usr a provvedere alle nomine.
E’ tuttavia possibile che – in mancanza di una motivazione più che adeguata (assenza dovuta a malattia, per esempio) – questa inerzia possa costare al dirigente scolastico una valutazione negativa, con risvolti anche di natura retributiva.

Chiamata diretta, sarà decisivo il curriculum inviato su Istanze On Line

da La Tecnica della Scuola

Chiamata diretta, sarà decisivo il curriculum inviato su Istanze On Line

Alla fine, per gestire la chiamata diretta torna in auge il curriculum dei docenti: lo si evince dal comunicato stampa del Miur sulle linee guida pubblicato il 22 luglio.

“I docenti – scrive il Miur – potranno caricare il loro curriculum sul sistema del Miur (Istanze On Line) dal 29 luglio al 4 agosto per infanzia e primaria, dal 6 al 9 agosto per la secondaria di primo grado, dal 16 al 19 agosto per la secondaria di secondo grado”.

Per scrivere il curriculum, gli insegnanti non tuttavia dovranno preparare nulla o cercare modelli adattabili: “avranno a disposizione un modello predefinito”.

Sarà quindi il curriculum a fare la differenza: perché i presidi esamineranno, nei giorni previsti dal Miur, “il CV degli insegnanti presenti nel suo ambito territoriale”, per “individuare quelli che hanno esperienze (ad esempio di didattica laboratoriale o innovativa) o titoli (come la conoscenza di una lingua) che rispondono al meglio all’offerta formativa presentata alle famiglie e decisa dal Collegio dei docenti”.

Quindi, sarà nel curriculum che verranno inseriti i requisiti, allargati dal Miur e che hanno fatto imbufalire i sindacati, che il dirigente scolastico andrà ad esaminare, uno per uno, per scegliere il docente più adatto a ricoprire il posto. Resta qualche dubbio per i tempi ristretti con cui ciò andrà a verificarsi. Oltre per il fatto che diversi dirigenti scolastici saranno impossibilitati ad esaminare i curriculum, perchè in ferie programmate. E i vicari non pensiamo proprio che siano titolati per sostituirli in questo delicato compito.

Come indicato nel corso dell’informativa del 20 luglio, il capo d’istituto avrà quindi la possibilità di andare a “pescare” anche insegnanti candidati che non hanno presentato domanda nella sua scuola: potranno scegliere, infatti, tra “i docenti presenti nel loro ambito territoriale a partire da quelli che hanno presentato la loro candidatura”. E “ogni scelta sarà motivata”, assicurano dal Miur.

Poi scatterà la proposta di incarico. Per i docenti non scelti o per quelli che non accetteranno l’incarico, la sede verrà individuata d’ufficio dagli Uffici Scolastici Regionali.

Chiamata diretta, ecco le linee guida. Modificate le date

da La Tecnica della Scuola

Chiamata diretta, ecco le linee guida. Modificate le date

Sono disponibili, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le indicazioni operative che consentiranno alle istituzioni scolastiche di individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti secondo le novità previste dalla Buona Scuola.

 

ATTENZIONE 

Ecco le date ufficiali per i vari passaggi da effettuare per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria, per la scuola secondaria di primo grado e di secondo grado.

 

INFANZIA E PRIMARIA

Pubblicazione degli avvisi da parte delle scuole. L’avviso contiene la scadenza per l’invio delle candidature (dal 29 luglio)

Inserimento dei curriculum dei docenti su Istanze on line (dal 29 luglio al 4 agosto)

Individuazione dei docenti e chiusura della fase di competenza delle scuole (entro il 18 agosto)

 

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Pubblicazione degl avvisi da parte delle scuole. L’avviso contiene la scadenza per l’invio delle candidature (dal 6 agosto)

Inserimento dei curriculum dei docenti su Istanze on line (dal 6 al 9 agosto)

Individuazione dei docenti e chiusura della fase di competenza delle scuole (entro il 18 agosto)

 

SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Pubblicazione degl avvisi da parte delle scuole. L’avviso contiene la scadenza per l’invio delle candidature (dal 18 agosto)

Inserimento dei curriculum dei docenti su Istanze on line (dal 16 al 19 agosto)

Individuazione dei docenti e chiusura della fase di competenza delle scuole (entro il 26 agosto)

 

Da quest’anno infatti cambia il sistema: i docenti di ruolo non saranno più assegnati alle sedi scolastiche sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole ad individuare, fra gli insegnanti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli che più corrispondono, per profilo professionale, al loro progetto formativo. Parte dunque l’individuazione dei docenti per competenze. Le indicazioni operative sono state predisposte dal Ministero per “dare indirizzi comuni” alle scuole nel primo anno di applicazione. Dalla prossima settimana saranno disponibili anche delle FAQ e una modulistica standard per facilitare le procedure.

 

Cosa accade in pratica? Tutto parte dalle esigenze delle scuole. Il capo d’istituto tiene conto, per individuare i docenti, del Piano dell’Offerta Formativa e del Piano di miglioramento della propria istituzione scolastica. Un esempio concreto: un dirigente ha a disposizione un posto di matematica. Con le vecchie regole, l’Ufficio Scolastico Regionale gli avrebbe assegnato un docente sulla base delle graduatorie, senza correlazione con le esigenze dell’istituto. Quest’anno il dirigente potrà vagliare i CV degli insegnanti presenti nel suo ambito territoriale e individuare quelli che hanno esperienze (ad esempio di didattica laboratoriale o innovativa) o titoli (come la conoscenza di una lingua) che rispondono al meglio all’offerta formativa presentata alle famiglie e decisa dal Collegio dei docenti.

 

Saranno valorizzate soprattutto le esperienze: la professionalità del docente si costruisce e si caratterizza in modo qualitativamente differente a seconda dei contesti scolastici in cui ha lavorato. Aver operato in ambiti diversi, aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali, aver ricoperto ruoli organizzativi, aver curato particolari progetti interni alla scuola o in collaborazione con le altre agenzie del territorio, sono alcuni degli elementi che possono consentire di identificare i profili più adeguati ai Piani Triennali delle istituzioni scolastiche. Questo approccio, ricorda il documento, considera “l’anzianità non un valore in sé, ma come elemento da valorizzare in quanto può aver consentito uno specifico sviluppo professionale”.

 

LE FASI

 

Sono previste due fasi nelle operazioni, la prima a cura dei dirigenti scolastici, la seconda a cura degli Uffici Regionali.

 

Cosa faranno i dirigenti scolastici? Pubblicheranno appositi avvisi relativi ai posti disponibili, individuando da 3 a 6 caratteristiche (coerenti con il Piano dell’offerta formativa) richieste ai docenti che dovranno inviare la loro candidatura. Il Ministero fornisce una tabella esemplificativa. Queste caratteristiche saranno di tre tipi: esperienze (didattica digitale, insegnamento in sezioni ospedaliere, pratica musicale, per fare degli esempi); titoli universitari, culturali e certificazioni (come i dottorati su tematiche affini alla classe di concorso o certificazioni linguistiche); attività formative. I dirigenti pubblicheranno gli avvisi dal 29 luglio per infanzia e primaria, dal 6 agosto per la secondaria di primo grado, dal 18 agosto per la secondaria di secondo grado. Esamineranno poi i CV dei docenti presenti nel loro ambito territoriale a partire da quelli che hanno presentato la loro candidatura. Ogni scelta sarà motivata. I dirigenti faranno una proposta di incarico agli insegnanti individuati.

 

I docenti potranno caricare il loro curriculum sul sistema del Miur (Istanze On Line) dal 29 luglio al 4 agosto per infanzia e primaria, dal 6 al 9 agosto per la secondaria di primo grado, dal 16 al 19 agosto per la secondaria di secondo grado. Avranno a disposizione un modello predefinito. Potranno partecipare a eventuali colloqui proposti dai dirigenti e accettare o meno le proposte ricevute.

 

Per i docenti rimasti senza una sede alla fine delle procedure, questa verrà individuata dagli Uffici Scolastici Regionali.

Classi di concorso, decreto con le tabelle di confluenza tra le vecchie e le nuove

da La Tecnica della Scuola

Classi di concorso, decreto con le tabelle di confluenza tra le vecchie e le nuove

L.L.

Il Miur ha pubblicato il DDG 635 dell’8 luglio 2016 recante le tabelle di confluenza tra le classi di concorso del D.M. 39/1998 e le nuove del D.P.R. 19/2016.

Il decreto individua per ogni disciplina dei quadri orari riguardanti gli indirizzi dei Licei e gli indirizzi, articolazioni ed opzioni degli Istituti Tecnici e degli Istituti Professionali, le corrispondenti classi di concorso del D.M. n. 39/98, che hanno costituito la base per la definizione degli organici relativi all’a.s. 2016-17, nonché le corrispondenti classi di concorso del D.P.R. n. 19/2016.

Al decreto sono allegate 3 tabelle:

  1. Allegato A Licei
  2. Allegato B Istituti Tecnici
  3. Allegato C Istituti Professionali

C’è anche una nota per la consultazione delle tabelle, che spiega nel dettaglio come leggere le corrispondenze.

Concorso dirigenti scolastici: bando in arrivo?

da La Tecnica della Scuola

Concorso dirigenti scolastici: bando in arrivo?

L’impostazione generale del Concorso Dirigenti Scolastici 2016 rimane valida, sono tuttavia da apportare specifiche modifiche, secondo quanto propone il Consiglio superiore della pubblica istruzione.

Chi è ammesso al concorso di formazione?

LeggiOggi.it, riporta le modifiche che il CSPI propone al Ministero.

Per quanto concerne il numero di candidati ammessi al corso di formazione da svolgere per i candidati che supereranno positivamente la prova scritta e quella orale del concorso per Dirigente Scolastico, il CSPI propone di passare dal 20 al 30% al fine di garantire una maggiore copertura delle scuole senza dirigenti scolastici.

Prova preselettiva: cosa sapere?

Si propone, inoltre, l’ammissione di 4 volte i posti al corso di formazione allo scopo di allargare la partecipazione alle prove consecutive e quindi compiere una verifica maggiormente approfondita su un numero più ampio di candidati.

Quanti saranno i quesiti?

La proposta del CSPI è quella di raddoppiare comunque il numero delle domande, che passerebbero così da 50 a 100. Questo per verificare la preparazione dei candidati in base ad uno spettro più ampio di quesiti, garantendo allo stesso modo adeguandone tempistiche e punteggi.

Prova scritta: quali saranno i temi?

In base al documento si propone una maggiore attenzione alla parte normativa dei processi di riforma in atto, oltre all’inserimento di temi attinenti alla gestione delle istituzioni scolastiche, del RAV e del PDM, e alla programmazione del PTOF.

Si propone, inoltre, l’inserimento di tematiche attinenti l’organizzazione degli ambienti di apprendimento, dell’inclusione scolastica, toccando anche gli sviluppi dell’innovazione digitale e dei processi di innovazione didattica.

Lingua straniera

E’ stata chiesta una più approfondita verifica della capacità di comprensione di un testo relativo agli argomenti della prova scritta, lasciando però da parte la conduzione delle organizzazioni scolastiche. Il CSPI propone che venga mantenuto il livello B2, però con quesiti (attinenti alla comprensione di un testo) coerenti con il livello richiesto dai parametri internazionali.

Prova orale: su cosa verterà?

Per quanto riguarda la prova orale, il CSPI specificatamente richiesto di riequilibrare i punteggi della prova orale di informatica e delle lingue straniere; ambedue dovranno valere ognuna 8 punti.

Se si supera l’orale: cosa fare?

I candidati che supereranno la prova orale saranno tenuti a seguire un aggiuntivo corso di formazione selettivo e un tirocinio finale. E’ stato chiesto dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione di diminuire da 4 a 2 mesi il corso di formazione e di portare a 4 mesi il tirocinio. Quest’ultimo, inoltre, si dovrà svolgere in  una scuola autonoma o in reggenza, mentre le funzioni di tutor andranno affidate al dirigente titolare.

Valutazione titoli: come funzionerà?

Il CSPI ha chiesto, infine, che vengano riequilibrati i punteggi valutabili tra quelli culturali e quelli professionali: per ambedue le tipologie si propone che il punteggio sia, per ciascuna, di 20 punti ciascuno, mantenendo comunque il totale dei punteggi raggiungibili a 30.

Giannini: la scuola è competizione

da La Tecnica della Scuola

Giannini: la scuola è competizione

“La scuola deve restituire la competizione, che non significa lotta tra pari per rubarsi il pane, ma sviluppare al meglio il proprio talento”.

A dirlo è stato il il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, ospite il 22 luglio al Giffoni Film festival, in programma a Giffoni valle Piana (Salerno) fino a domenica 24, dinanzi ad un platea di oltre settecento ragazzi.

“La scuola e la società devono tornare ad essere competitive. C’è il bisogno di restituire competitività soprattutto alla società italiana che molta ne ha persa”, ha spiegato il responsabile del Miur.

La sua sottolineatura è giunta al termine di un lungo intervento, partito dalla scuola da intendere come “luogo elettivo della libertà di pensiero”, dove il cittadino deve “acquisire un punto di vista sul mondo”.

Parlando della scuola italiana, Giannini ha detto che “è un’ottima scuola, che ha alla base un principio di inclusione dal momento che cerca di non lasciare indietro nessuno. La società andrà dove la scuola la porta, per cui si tratta di una responsabilità enorme”.

“Questo tipo di iniziative – ha aggiunto – ci aiutano moltissimo a fare quello che noi abbiamo voluto fare con una legge: aprire la scuola alla società. La scuola è il primo luogo dove si deve mirare a superare queste disuguaglianza. La nostra scuola è inclusiva e per questo penso alla cooperazione. Oltre all’inclusione dobbiamo però pensare alla competizione”.

A quel punto, il ministro ha quindi rimarcato: per fare un vero salto di qualità, il nostro sistema scolastico deve tornare ad essere competitivo.

Pensando al tema della 46esima edizione del GFF, Destinazione, il ministro ha aggiunto: “La scuola italiana sta andando nella giusta direzione”.

In mattinata, Giannini aveva incontrato il Giffoni Dream Team, la community di giovani creativi e specialisti della web economy di età compresa tra i 18 e i 26 anni che, affiancati da esperti di innovazione digitale e new media, sono immersi in sessioni di ricerca e sviluppo tra workshop e laboratori operativi. A conclusione della sua visita, il ministro ai microfoni di Radio Immaginaria (l’unica radio di adolescenti in Italia), ha detto: “Più Giffoni e meno versioni. Stiamo lavorando a questo, ad una scuola che coinvolga sempre di più i ragazzi. La scuola non deve essere solo il luogo che vi fa studiare, che vi dà i compiti, che vi valuta, la scuola deve coinvolgervi. E, allora, vanno bene le versioni, ma servono tante attività come quelle che si svolgono a Giffoni. Questa è la buona scuola”.

Gissi: chiamata diretta, inutile pasticcio. Più saggio rinviare

da tuttoscuola.com

Gissi: chiamata diretta, inutile pasticcio. Più saggio rinviare

A distanza di poche ore dalla pubblicazione, da parte del Miur, delle Linee Guida per la chiamata diretta dei docenti, il segretario generale della Cisl-scuola, Maddalena Gissi, esprime un pesante giudizio critico sul provvedimento e chiede al ministro un ripensamento sulla sua immediata applicazione.

Non si comprende il senso di tanta ostinazione – esordisce la Gissi – nel voler applicare a tutti i costi un meccanismo del quale si vede a occhio nudo la farraginosità, si colgono fin troppo bene gli effetti penalizzanti per il personale, costretto a una precarietà permanente, mentre rimangono del tutto misteriosi i presunti vantaggi che ne verrebbero alle scuole.

Il Governo, che già col piano straordinario aveva dato una bella dimostrazione di pressapochismo, oggi  rischia di fare ancora peggio, scaricando sui dirigenti e sugli uffici delle scuole una mole di lavoro incredibile, da fare in tempi che sono ormai diventati, grazie anche ai ritardi del MIUR, del tutto impraticabili.

Non a caso si stanno moltiplicando in queste ore prese di posizione che individuano nel rinvio di un anno della c.d. “chiamata diretta” la soluzione più sensata e opportuna.

La voce di Tuttoscuola era stata tra le prime a levarsi per il rinvio.

Una richiesta, quella del rinvio, – prosegue la Gissi – di cui già da tempo anche la Cisl Scuola e altre organizzazioni si erano fatte portatrici, senza tuttavia trovare mai alcuna disponibilità da parte del MIUR, soprattutto dai vertici politici, intransigenti nel voler portare avanti a tutti i costi un’innovazione cui evidentemente assegnano un alto valore simbolico.  

Ma far prevalere le pregiudiziali politiche sui problemi concreti con cui le scuole devono fare i conti non è una bella prova di capacità di governo, così come non ci si improvvisa riformatori, pensando che per esserlo basti cambiare le cose, senza preoccuparsi di cambiarle in meglio.

Se chi dirige il MIUR ha ancora un briciolo di buon senso, ci pensi bene prima di sottoporre la scuola italiana a un ennesimo, inutile stress.

Sembra, dunque, di capire, dalle parole della Gissi, che i funzionari del Miur erano favorevoli al rinvio, ma il livello politico, con una decisione che non potrà non suscitare perplessità, soprattutto all’interno del mondo scolastico, ha deciso di proseguire sulla strada dell’applicazione a tutti i costi.

Vogliamo ancora sperare che “non è mai troppo tardi”.

Linee guida per la chiamata diretta? Una nota, niente più

da tuttoscuola.com

Linee guida per la chiamata diretta? Una nota, niente più
La Cgil-scuola, davanti alla nota, parla di “solitudine dei dirigenti scolastici”

Le Linee Guida attese per date attuazione al comma 79 della legge 107 sono state declassate a semplice nota contenente Indicazioni operative per l’individuazione dei docenti trasferiti o assegnati agli ambiti territoriali e il conferimento degli incarichi nelle istituzioni scolastiche.

Chi si aspettava un decreto o un’ordinanza ministeriale è rimasto deluso: il Miur ha diramato una semplice nota indicativa o poco più.

Non c’è, quindi, la firma del ministro e nemmeno del Direttore generale del personale scolastico in calce alla nota, che è stata firmata dal Capo dipartimento per il sistema educativo e d’istruzione, Rosa De Pasquale.

La nota, per sua natura, non ha valore prescrittivo e vincolante per i dirigenti scolastici che possono operare con una certa discrezionalità che, però, li rende personalmente responsabile delle scelte ed esposti a possibili ricorsi.

La Cgil-scuola, in proposito, parla di “solitudine dei dirigenti scolastici” e, come ha affermato anche la Cisl-scuola, dichiara che “Del resto, fin da subito, ancor prima che iniziasse la trattativa di merito, avevamo proposto il rinvio della nuova procedura all’anno scolastico 2017/2018, per lavorare ad una soluzione più ragionata e condivisa, non esposta alle insidie della confusione e della fretta che saranno causa di contenzioso e di rischio per l’inizio regolare dell’anno scolastico.

Assegnazione docenti: on line le Indicazioni operative per le scuole e i docenti

da tuttoscuola.com

Assegnazione docenti: on line le Indicazioni operative per le scuole e i docenti

Sono disponibili da oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le indicazioni operative che consentiranno alle istituzioni scolastiche di individuare gli insegnanti che dovranno coprire i posti vacanti secondo le novità previste dalla Buona Scuola. Ne dà notizia un comunicato stampa del Miur.

Da quest’anno infatti cambia il sistema: i docenti di ruolo non saranno più assegnati alle sedi scolastiche sulla base di anzianità e punteggi, ma per le loro competenze ed esperienze. Saranno le singole scuole ad individuare, fra gli insegnanti presenti nel proprio ambito territoriale, quelli che più corrispondono, per profilo professionale, al loro progetto formativo. Parte dunque l’individuazione dei docenti per competenze. Le indicazioni operative sono state predisposte dal Ministero per “dare indirizzi comuni” alle scuole nel primo anno di applicazione. Dalla prossima settimana saranno disponibili anche delle FAQ e una modulistica standard per facilitare le procedure“.

Il nuovo sistema “punta a valorizzare le esperienze e i percorsi professionali che gli insegnanti si sono costruiti negli anni – ricordano il Ministro Stefania Giannini e il Sottosegretario Davide Faraone – e consente alle scuole di scegliere i docenti di cui hanno bisogno per portare avanti la loro offerta formativa. Si tratta di una novità assoluta per il nostro sistema scolastico, che nelle prossime settimane sarà protagonista dell’avvio di una piccola rivoluzione e di uno sforzo importante da parte di tutti i soggetti coinvolti – dirigenti, docenti e personale amministrativo – ai quali rivolgiamo grande apprezzamento e riconoscenza”.

Cosa accade in pratica? “Tutto parte dalle esigenze delle scuole. Il capo d’istituto tiene conto, per individuare i docenti, del Piano dell’Offerta Formativa e del Piano di miglioramento della propria istituzione scolastica. Un esempio concreto: un dirigente ha a disposizione un posto di matematica. Con le vecchie regole, l’Ufficio Scolastico Regionale gli avrebbe assegnato un docente sulla base delle graduatorie, senza correlazione con le esigenze dell’istituto. Quest’anno il dirigente potrà vagliare i CV degli insegnanti presenti nel suo ambito territoriale e individuare quelli che hanno esperienze (ad esempio di didattica laboratoriale o innovativa) o titoli (come la conoscenza di una lingua) che rispondono al meglio all’offerta formativa presentata alle famiglie e decisa dal Collegio dei docenti“.

Saranno valorizzate soprattutto le esperienze, sottolinea il Miur: “la professionalità del docente si costruisce e si caratterizza in modo qualitativamente differente a seconda dei contesti scolastici in cui ha lavorato. Aver operato in ambiti diversi, aver utilizzato didattiche innovative e laboratoriali, aver ricoperto ruoli organizzativi, aver curato particolari progetti interni alla scuola o in collaborazione con le altre agenzie del territorio, sono alcuni degli elementi che possono consentire di identificare i profili più adeguati ai Piani Triennali delle istituzioni scolastiche. Questo approccio, ricordano le Indicazioni, considera ‘l’anzianità non un valore in sé, ma come elemento da valorizzare in quanto può aver consentito uno specifico sviluppo professionale’“.

Le fasi

Sono previste due fasi nelle operazioni, la prima a cura dei dirigenti scolastici, la seconda a cura degli Uffici Regionali.

Cosa faranno i dirigenti scolastici? Pubblicheranno appositi avvisi relativi ai posti disponibili, individuando da 3 a 6 caratteristiche (coerenti con il Piano dell’offerta formativa) richieste ai docenti che dovranno inviare la loro candidatura. Il Ministero fornisce una tabella esemplificativa. Queste caratteristiche saranno di tre tipi: esperienze (didattica digitale, insegnamento in sezioni ospedaliere, pratica musicale, per fare degli esempi); titoli universitari, culturali e certificazioni (come i dottorati su tematiche affini alla classe di concorso o certificazioni linguistiche); attività formative. I dirigenti pubblicheranno gli avvisi dal 29 luglio per infanzia e primaria, dal 6 agosto per la secondaria di primo grado, dal 18 agosto per la secondaria di secondo grado. Esamineranno poi i CV dei docenti presenti nel loro ambito territoriale a partire da quelli che hanno presentato la loro candidatura. Ogni scelta sarà motivata. I dirigenti faranno una proposta di incarico agli insegnanti individuati.

I docenti potranno caricare il loro curriculum sul sistema del Miur (Istanze On Line) dal 29 luglio al 4 agosto per infanzia e primaria, dal 6 al 9 agosto per la secondaria di primo grado, dal 16 al 19 agosto per la secondaria di secondo grado. Avranno a disposizione un modello predefinito. Potranno partecipare a eventuali colloqui proposti dai dirigenti e accettare o meno le proposte ricevute.

Per i docenti rimasti senza una sede alla fine delle procedure, questa verrà individuata dagli Uffici Scolastici Regionali.

Resta da capire e da valutare, osserviamo nuovamente, se questa procedura potrà essere efficacemente applicata nei serrati tempi previsti.