Petizione

Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

 

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini

Al Sottosegretario Davide Faraone

Ai Componenti delle Commissioni Cultura

della Camera e del Senato

Ai Senatori e Deputati tutti della Repubblica

UCIIM Regione Sicilia

(Unione Cattolica Italiana di insegnanti, dirigenti, educatori, formatori)

“Riconosciuta dal MIUR come ente qualificato per la formazione del personale della scuola ai sensi della direttiva n. 90/2003 e del decreto 5 luglio 2005”

Considerato quanto emerso in relazione alla seconda fase (B, C e D dell’art. 6 del CCNI) dei movimenti dei docenti tra province, con trasferimenti tra ambiti territoriali, pubblicati in data 29 luglio 2016

Rilevate le numerose difformità negli esiti di mobilità rispetto ai parametri ab origine previsti dal CCNI, in relazione ai seguenti aspetti:

rispetto del punteggio e dell’ordine delle preferenze;

priorità di assegnazione per tipologie di posto comune/sostegno, comune/lingua;

rispetto dell’ordine degli ambiti indicati nella domanda,

CHIEDE

di fornire urgentemente indicazioni in merito all’algoritmo utilizzato per l’elaborazione dei dati della mobilità, al fine di consentire ai docenti interessati il controllo sulla regolarità delle operazioni poste in essere, secondo i principi di pubblicità, trasparenza e anticorruzione previsti dal D. L.vo 33/2013.

di verificare eventuali errori e provvedere in autotutela alla tempestiva rettifica d’ufficio degli stessi, al fine di garantire certezza e stabilità dell’organico assegnato alle Istituzioni Scolastiche, stante che la tempistica prevista da qualunque azione legale di tutela dei docenti (reclamo, conciliazione e arbitrato, ricorso) potrebbe vanificare le successive operazioni previste sull’organico dell’Autonomia (Individuazione per competenza da parte dei Dirigenti Scolastici, Assegnazioni e Utilizzazioni, Assegnazione dei docenti alle classi in coerenza con i PTOF d’Istituto).

Certi di un Vostro interessamento, a tutela di tutti i docenti italiani coinvolti nelle procedure di mobilità di cui in premessa, rimaniamo in attesa di una risposta in merito.

link per la sottoscrizione.

https://firmiamo.it/uciim-petizione-rettifica-trasferimenti-ii-fase-mobilita

Promotore:

UCIIM- Regione Sicilia

“Riconosciuta dal MIUR come ente qualificato per la formazione del personale della scuola ai sensi della direttiva n. 90/2003 e del decreto 5 luglio 2005”

Via Archimede n. 13- 90046 Monreale (PA)

e-mail: uciimsicilia@gmail.com, segreteriauciimsicilia@gmail.com

WEB: www.uciimsicilia.it-www.uciim.it

Per l’Ufficio Legale: Avv. Antonino Tornambè P.zza Giovanni XXIII, 14 – 92016 Ribera ( Ag) tel/fax 092566366

Sbloccata retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici

Scuola, Giannini e Faraone: “Sbloccata retribuzione di risultato dei
dirigenti scolastici, finalmente risorse aggiuntive per loro. Bene
risoluzione in Conferenza di Servizi”

Sbloccata la retribuzione di posizione e risultato dei dirigenti scolastici. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini e il Sottosegretario Davide Faraone esprimono “soddisfazione” per il risultato raggiunto ieri in Conferenza di Servizi, grazie al quale sarà possibile adesso corrispondere a queste figure professionali risorse aggiuntive che la legge 107 ha stanziato per loro a fronte delle maggiori responsabilità nella guida degli istituti scolastici.

Con la riforma della Buona Scuola, il Fondo Unico per la retribuzione di risultato e posizione dei dirigenti è stato incrementato in modo permanente di 26 milioni (lordo dipendente) a decorrere dal 2016. E, grazie ad una ulteriore erogazione straordinaria, il finanziamento per il 2015/2016 è stato di 163 milioni (lordo dipendente), il più alto mai stanziato. Nel 2014/2015, prima della Buona Scuola, era pari a 114 milioni.

“Con la Buona Scuola i dirigenti scolastici sono investiti di nuove responsabilità a cui deve corrispondere il giusto compenso – commenta il Ministro Stefania Giannini -. Con i provvedimenti varati quest’anno, in termini di risorse e strumenti, abbiamo valorizzato questa figura, che sarà al centro anche di una rinnovata formazione e di nuovi strumenti di valutazione. I dirigenti scolastici, insieme ai docenti, sono il motore dello spirito di innovazione e del cambiamento culturale proposto dalla Buona Scuola”.

“La Buona Scuola continua a prendere forma, superando ritrosie e ostacoli burocratici e amministrativi – prosegue il Sottosegretario Davide Faraone -. Buone notizie arrivano per i dirigenti scolastici, figure professionali alle quali, con la legge 107, abbiamo chiesto un forte impegno e  sempre maggiori responsabilità. Abbiamo incrementato le risorse destinate a loro perché crediamo che il Paese abbia bisogno di scuole autonome e queste possono diventarlo soltanto grazie al lavoro di leader educativi, ‘guide’ coraggiose e intraprendenti. Un lavoro per il quale li ringraziamo e che vogliamo riconoscere”.

Nei mesi scorsi il Miur aveva adottato specifici provvedimenti per sbloccare i pagamenti, fermi dal 2012/2013. Con la Conferenza di ieri si chiude l’iter per poter procedere anche con i contratti integrativi locali e consentire ai dirigenti di avere, finalmente, le somme che gli spettano.

Scienze della Formazione Primaria, modalità e contenuti delle prove per l’accesso

Scienze della Formazione Primaria, on line i decreti
con modalità e contenuti delle prove per l’accesso
Sono 6.399 i posti disponibili per il 2016/2017
La selezione il 6 ottobre prossimo

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha firmato il decreto che definisce i contenuti e le modalità di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria – per l’anno accademico 2016/2017 – e il decreto contente la programmazione dei posti disponibili per le immatricolazioni, che sono in totale 6.399.

La prova di accesso
Si svolgerà il 6 ottobre prossimo, presso ciascuna sede universitaria, e avrà inizio alle ore 11.00. La prova, che sarà predisposta da ogni Ateneo, consiste nella soluzione di 80 quesiti a risposta multipla: 40 quesiti su competenza linguistica e ragionamento logico, 20 su cultura letteraria, storico-sociale e geografica, 20 su cultura matematico-scientifica. La prova avrà una durata di 150 minuti.

MOBILITA’: ACCESSO AGLI ATTI PER CONOSCERE ALGORITMO

MOBILITA’, GILDA CHIEDE ACCESSO AGLI ATTI PER CONOSCERE ALGORITMO

“Il ministro Giannini, negando l’evidenza dei fatti, insiste nell’affermare che il sistema sta procedendo regolarmente, che non ci sono errori nella mobilità, e che il piano straordinario dei trasferimenti non sta avvenendo sulla base di una formula magica ma attraverso una traduzione informatica. Ma poiché l’ampia casistica di errori segnalati da tantissimi docenti racconta una realtà molto diversa, presenteremo una richiesta di accesso agli atti per conoscere il famigerato algoritmo che sta decidendo la sorte professionale, e anche umana, di migliaia di insegnanti”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che torna così a sottolineare la necessità di rendere trasparente tutta la procedura riguardante la mobilità straordinaria.

“Alla nostra richiesta di ritirare il tabulato della mobilità del primo ciclo e di fare un controllo dell’algoritmo, tarandolo sul punteggio dell’aspirante alla mobilità e di lavorare nuovamente i movimenti, – spiega Di Meglio – il Miur ha opposto il suo niet. Contestualmente, però, ha annunciato che impartirà istruzioni agli USP per procedere alla conciliazione con i docenti che ne faranno richiesta, così da poter ripristinare il diritto degli insegnanti alla sede sulla base del punteggio. Si tratta di un’ammissione di colpevolezza che sconfessa le parole del ministro Giannini alla quale, dunque, chiediamo di assumersi la responsabilità politica di questo pasticcio che rappresenta uno dei tanti effetti nefasti provocati dall’applicazione della legge 107/2015”.

Mobilità 2016

Mobilità 2016: Anief mette a disposizione il modello per contestare gli esiti dei trasferimenti

A seguito delle dichiarazioni del MIUR e considerando i numerosi errori di attribuzione della sede/ambito di titolarità posti in essere con le operazioni di mobilità 2016, l’Anief mette a disposizione il modello per richiedere il tentativo di conciliazione e ottenere, così, la verifica da parte delle Amministrazioni competenti della correttezza delle operazioni che riguardano il singolo docente.

Dopo l’eclatante negazione di errori e parzialità grossolane rilevate, invece, dal nostro sindacato negli esiti della mobilità 2016, il MIUR scende a più miti consigli e si dichiara disponibile a verificare tutte le segnalazioni di irregolarità attraverso l’istituto del tentativo di conciliazione previsto dagli artt. 135, 136, 137 e 138 del CCNL 2007.

Scuola, il concorso pubblico che “esclude” i ciechi

Il Fatto Quotidiano del 05-08-2016

Scuola, il concorso pubblico che “esclude” i ciechi. La denuncia di un professore di Bologna

Gennaro Iorio ha due lauree e fa l’insegnante precario in un istituto di Imola. Si iscrive alla prova ma scopre che il Ministero dell’Istruzione e il Cineca non avevano pensato di garantire l’accesso ai non vedenti. “Che cosa dico ai ragazzi quando devo insegnar loro che la legge è uguale per tutti, o che la Repubblica rimuove gli ostacoli alla persona?”

Tra i bocciati al “concorsone” ce n’è uno che non protesta ma avrebbe molte ragioni. Si chiama Gennaro Iorio, ha 35 anni, ed è uno dei 165mila insegnanti che ha sostenuto la prova sperando, come tutti i candidati d’Italia, di avere un posto fisso nella scuola pubblica. A differenza degli altri, però, Gennaro è cieco. Nonostante non una ma due lauree in tasca non ce l’ha fatta, ma il punto è un altro. Prima della prova ha scoperto, suo malgrado, che chi l’ha organizzata non si era minimamente posto il problema di garantire parità di condizioni ai non vedenti, violando così una sfilza di norme in materia e l’art. 3 della stessa Costituzione, quello che definisce compito essenziale della Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Succede a Bologna, città non certo arretrata in fatto di servizi alla persona. Iorio da un anno insegna Filosofia e Storia in un istituto tecnico commerciale di Imola. E’ stato ricercatore per cinque anni e dopo una laurea in Storia e Filosofia e in Antropologia ed epistemiologia delle religioni. Insomma, ha le carte in regola per candidarsi alle prove del 16 e 18 maggio. E’ anche vicepresidente dell’Unione italiana Ciechi di Bologna, sezione provinciale. Sa bene, quindi, che quando si parla del diritto di accesso in Italia c’è sempre qualche imprevisto. Quando compila la domanda di partecipazione segnala subito la sua condizione nell’apposita casella che dovrebbe far accendere una lampadina a Roma. E invece niente. Iorio contatta allora l’Ufficio scolastico regionale per segnalare il problema. “Mi è stato poi riferito che avevano chiesto a Miur e Cineca ma che gli è stato confermato che effettivamente non si erano preoccupati che il software fosse accessibile, ignorando una marea di leggi”. A partire dalla Legge Stanca del 2004.

Iorio non si arrende e inizia con l’Usr un carteggio per tentare di ottenere le condizioni minime per sostenere la prova. Chiede una trascrizione Braille dei test, no. Chiede di poter usare il suo display, niente da fare. Chiede un software di scrittura e lettura per non vedenti, nisba. “Tutte cose in uso da anni nelle scuole, niente di rivoluzionario o di costoso”, spiega. Alla fine di un lungo braccio di ferro otterrà solo un po’ di tempo in più e di essere affiancato da una persona che gli legge le domande. “Ma già erano complicate, figurarsi senza poterle leggere direttamente”. Il primo agosto escono i tabelloni: bocciato.

“Non posso dire che se fossi stato vedente sarebbe andata diversamente. Ma quello che so è che non sono partito alla pari. No sono stato messo nelle condizioni di svolgere questa prova come gli altri, che è una cosa banalissima da fare e a costo quasi zero. Sono anche deluso dalla mia associazione che si è fermata di fronte ai ‘no’ del ministero”. Iorio non demorde. “Dicono che ci sarà un’altra prova fra tre anni, vediamo se qualcosa cambierà”. Resta agli atti la risposta che ha dato al quesito che chiedeva di impostare un programma didattico sull’educazione civica. Quello proposto e scritto da Gennaro Iorio recita: “”Quando il prof cieco dettò l’art. 3 della Costituzione”. Ed è già il titolo di un’altra piccola – ma emblematica – storia italiana.

di Thomas Mackinson

No. I giorni dell’arcobaleno, di Pablo Larrain

No. I giorni dell’arcobaleno. Un film di Pablo Larrain

di Mario Coviello

noIl film del 2012 che vi consiglio, disponibile in rete, è “ No. I giorni dell’arcobaleno “ di Pablo Larrain, un regista cileno che dopo “ Il club” di cui vi ho parlato in un’altra recensione, è sbarcato ad Hollywood e ha girato un film su Pablo Neruda che esce in autunno.

Vi consiglio di non perdere questa pellicola perché domani iniziano in Brasile le Olimpiadi, perché il nostro papa Francesco è venezuelano , perché l’ultima intervista del premier turco Erdogan nella quale minaccia l’Italia per il figlio indagato per riciclaggio internazionale di valuta, mi ha fatto riflettere sulla libertà e la democrazia,sulla lotta politica per l’affermazione dei diritti umani, sulla necessità di comprendere come si ottiene il consenso utilizzando in maniera intelligente i media, in questo caso la televisione.

Siamo nel 1988 e il generale Pinochet è dittatore in Cile dal 73. Larrain ha raccontato questa dittatura con “ Tony Manero “ e “ Post mortem”.

Il generale Pinochet è costretto a cedere alle pressioni internazionali e a sottoporre a referendum popolare il proprio incarico di Presidente (ottenuto grazie al colpo di stato contro il governo democraticamente eletto e guidato da Salvador Allende).I cileni devono decidere se affidargli o meno altri 8 anni di potere. Per la prima volta l’opposizione democratica, che è frammentata in una miriade di partiti, ha accesso quotidiano al mezzo televisivo in uno spazio della durata di 15 minuti. Pur nella convinzione di avere scarse probabilità di successo il fronte del NO si mobilita e affida la campagna a un giovane pubblicitario anticonformista: René Saavedra.  Renè è tornato da poco in Cile con il figlio Simon che cresce con l’aiuto di una tata. Ha ripreso i rapporti con la madre, una attivista che viene spesso malmenata dalla polizia per il suo impegno per i diritti civili e che si è rifatta una vita con un altro uomo.

Pinochet ha garantito che il referendum si svolgerà nel rispetto della democrazia e l’opinione pubblica internazionale segue la campagna elettorale con attenzione.

Il giovane propone una campagna leggera, simpatica, divertente :un arcobaleno colorato come e giovani allegri che cantano e ballano.

Una campagna leggera, agile, vivace, come lo skateboard che Renè usa per sfrecciare nelle strade di Santiago come vediamo nella lunga sequenza che chiude il film.

I partiti d’opposizione non solo sono divisi ma vogliono una campagna “impegnata” che mostri il martirio del presidente Allende, le madri dei desaparecidos, gli assalti della polizia.

Appoggiato da un politico intelligente che crede in lui va avanti. Convince i riluttanti e sfonda nell’opinione pubblica democratica che comincia a credere nella vittoria e nella possibilità di cambiamento.

E’ il capo dell’agenzia per cui Renè lavora, l’ avversario del giovane. Subdolo, in accordo con i generali, incomincia a premere sui responsabili della campagna con pedinamenti, minacce velate, incursioni in casa.

Lo spettatore viene trascinato in un’atmosfera di sottile angoscia quando il piccolo Simon è minacciato, quando durante lo spoglio dei voti la polizia si fa minacciosa e presidia il comitato del No, quando improvvisamente viene a mancare la corrente elettrica. Ma alla fine il risultato ufficiale del referendum viene annunciato: il No ha vinto con quasi il 55%. Si può cominciare a credere nella fine della dittatura.

Due scelte raffinate e originalissime contraddistinguono “No”. La prima è quella di affidarsi ad una fotografia e ad una regia perfettamente calate negli anni in cui il referendum si svolse, l’altra quella di sovrapporre in numerose scene i volti invecchiati di chi all’epoca partecipò agli spot a quelli dei veri spot  in cui appaiono giovani, in un gioco di rimandi raffinato ed emozionante.

La figura di René – un Gael Garcia Bernal trattenuto ma incisivo nel suo procedere –  padre premuroso e attivista frenato all’inizio del film, è una figura autentica e sincera, che rende la pellicola ancora più intensa, lontana dagli estremismi e dai fanatismi, fedele alla storia ma ancora di più al pathos cinematografico.

Vi consiglio questo film per riflettere insieme sulla necessità della politica e dell’impegno oggi, nella nostra società liquida, sulla necessità di credere nel cambiamento, sul bisogno che abbiamo di ritrovare speranza in quest’estate che ci rende ansiosi con gli attentati terroristici, le donne che vengono bruciate, la crisi delle banche e adesso “la guerra “ all’ISIS in Libia.

Un asilo nel bosco e Terra del Sole

Un asilo nel bosco e Terra del Sole

di Adriana Rumbolo

 

asilo“C’è un asilo nel bosco” di Benedetta Verrini
“Un asilo nel bosco e Terra del Sole”  può sembrare un accostamento forzato e invece mi è sembrato perfettamente naturale
La dott.ssa Verrini informa che ha sede a Ostia Antica la prima scuola materna che ha per aula la natura: i bambini stanno prevalentemente all’aria aperta e giocano con sassi, pigne, foglie. Conseguenza: si ammalano di meno, sono più socievoli e creativi. Un’esperienza di successo destinata a diffondersi. (www.asilonelbosco.com/www.facebook.com/lasilonelbosco/)
Si chiama Skovbørnehave o asilo nel bosco. È nato in Danimarca, ha conquistato il Nord Europa (in Germania ce ne sono più di mille) e da poco è arrivato anche in Italia, con una prima esperienza a Ostia Antica.
«È un progetto pedagogico rivolto ai bambini dai due ai sei anni, con una quotidianità scolastica che si svolge quasi per intero all’aria aperta» spiega Paolo Mai, educatore de L’Asilo nel Bosco, una struttura privata gestita da un gruppo di educatori che sta offrendo un contributo pionieristico alla pedagogia della scuola italiana.
Nell’asilo nel bosco l’aula è la natura:«Anche se resta uno spazio al coperto dove ci si può riparare in caso di brutto tempo» spiega Mai «per la maggior parte del tempo i piccoli stanno all’aria aperta, “imparano facendo”, attraverso materiali come sassi, pigne, foglie, legni».
I risvolti positivi sono enormi: «Il tasso di raffreddori e malattie è molto basso» conferma l’educatore. «La conflittualità è praticamente azzerata, perché l’assenza di giochi tradizionali e la possibilità di sfogare le energie rende i bambini molto felici.
Osserviamo anche un eccellente sviluppo dei cinque sensi e delle competenze alla spazialità, insieme con l’immaginazione e alla creatività».
L’Asilo nel Bosco è stato protagonista di una conferenza pedagogica all’Università di Roma Tre, con la testimonianza di molte esperienze straniere.
L’interesse per il progetto è anche legato alla sua sostenibilità: in assenza di costi di struttura, il rapporto bambino-educatore è di uno a dieci, mentre nelle materne tradizionali è di uno a 25.
Grazie ai corsi di formazione e al supporto del gruppo ostiense, l’anno prossimo partiranno altri progetti simili a Biella, Rapallo, Verona, Piacenza, Parma e Mantova
Ecco  perchè  ho associato  Terra del Sole , città fortezza del 1564  dove, i bambini hanno la possibilità di essere, a due passi da casa,  a contatto con la natura;  prati. alberi da frutta,   insetti ,animali da cortile,  la libertà di corse sfrenate per rotolarsi nell’erba e poi  un fiume  che nella bella stagione per la diminuzione dell’acqua  permette di  vedere il fondo e scegliere i sassi più lisci e di vari colori e nelle pozze di acqua più tiepida guardare il guizzare dei girini  che si muovono freneticamente aspettando di trasformarsi in ranocchi
.E se all’improvviso si annuncia un temporale velocemente si può cercare rifugio attraversando le mura che circondano e proteggono  l’abitato
E proprio per la vicinanza a tutto  che i bambini possono autogestirsi nei giochi più creativi e fantasiosi  nelle molteplici esperienze sensoriali e nell’affinare il rapporto con l’ambiente per sollecitare il progresso cognitivo liberi ma sempre protetti.
Si, quando si verificano queste condizioni l’aggressività e la competizione diminuiscono a favore di intensa comunicazione.
E poi aggiungerei molto presente nei bambini  a contatto con la natura  è sollecitata e coinvolta la scoperta della  neuroestetica
Da “Emozioni a Terra del Sole” di Adriana Rumbolo
“.Il risultato fu che, quando usciva con il vestitino  blu ,Luisa era come inamidata:niente corse, niente bicicletta, niente scappate alla Basilea, niente giochi lungo il Montone.
Non le rimaneva che sedersi su una panchina  nella grande piazza.
Per la verità, in quella fase lei si limitò a scoprire la bellezza di Terra del Sole.
Rigida e impettita sulla panchina, alzò gli occhi verso l’alto richiamata dallo stridio delle rondini che volavano tutt’attorno al campanile.
La luce azzurro rosa del crepuscolo estivo dava alle antiche mura, alle case, agli alberi ed all’orizzonte lontano una perfetta conturbante serenità.
La quiete della sera era come solcata dai richiami delle rondini ed il loro volo tracciava linee così precise e definite  da lasciare nel cielo un  invisibile misterioso disegno
“Sembra proprio che sappiano che cosa devono fare!” pensò Luisa tutta compresa”Come sono belle , e come sono intelligenti queste rondini del  campanile di Terra del Sole !”.
E si sentì contenta di esserci anche lei in un posto  così prezioso e magico.
Più tardi Luisa dovette imparare che ogni campanile ha le sue rondini, o viceversa, e che tutte- ma proprio tutte- sono  altrettanto belle e intelligenti.
Ma questo non le fece mutare idea.
Nè cambiò proprio niente altro.
Inoltre spesso in luoghi a contatto con la natura è anche possibile comunicare con persone per le quali “Buongiorno vuole dire Buongiorno” come per i barboni che nel film di De Sica “Miracolo a Milano” a cavallo di scope volano verso il  luogo dove “Buongiorno vuol dire Buongiorno”.
E questo coccola la naturale logica di molti bambini.
Ottimo il progetto  di un asilo-nido  che viva all’aria aperta.
Ho fatto un’esperienza simile raccolta poi nel libro”Emozioni a Terra del Sole”
Il libro adottato da due intelligenti insegnanti  il una seconda media alla Machiavelli a Firenze è piaciuto molto ai ragazzi che hanno commentato:”Che fortuna vivere in un luogo dove è possibile sentirsi liberi e organizzarsi da soli , ma protetti.

Faraone: “Nessun esodo di docenti”

da La Stampa

Faraone: “Nessun esodo di docenti”

Il sottosegretario all’Istruzione prova a far chiarezza sulla mobilità

Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone sceglie Facebook per fare «un po’ di chiarezza» sulla mobilità dei docenti e andare oltre «le pagine di qualche giornale» che, «così come avvenuto l’estate scorsa», parlano di «insegnanti deportati». I numeri, sottolinea Faraone, «ci raccontano una storia diversa».

Il punto di partenza è l’assunzione a tempo indeterminato, «durante l’anno appena trascorso, di 90mila e docenti e altri 90mila entreranno in ruolo nei prossimi tre anni».

L’esponente del governo Renzi prende quindi in esame la mobilità straordinaria, prevista dalla Buona Scuola, per la scuola primaria e, in particolare, i casi di alcune regioni del Sud. «Grazie a questa misura – scrive – i cosiddetti immobilizzati (docenti che insegnavano da anni lontano da casa e chissà quando sarebbero potuti tornare nella loro regione) rientrano: oltre 1.100 in Sicilia, circa 600 in Puglia, oltre 1.800 in Campania, quasi 540 in Calabria. A fronte di circa 800 docenti in Sicilia, circa 550 in Puglia, circa 1.500 in Campania e 400 in Calabria, che invece dovranno trasferirsi. Senza considerare – aggiunge – che molti insegnanti oggi fuori dalla propria regione non dovranno spostarsi perché, grazie alle assegnazioni provvisorie, andremo incontro alle loro esigenze».

Il governo, afferma Faraone, «sta lavorando per ridurre al minimo ogni disagio» ma non si può non riconoscere che «la situazione è, comunque, ben diversa rispetto al passato quando i docenti, condannati a un precariato senza termine, erano costretti a muoversi, ma senza alcuna certezza. Chi si sposta oggi lo fa invece con un contratto a tempo indeterminato in tasca, con maggiori tutele e la possibilità di programmare la propria vita su basi più certe. E sapendo, tra l’altro, che si stanno studiando misure per aumentare le possibilità di rientro».

Fra le strade percorse quella di trasformare «l’organico di fatto in organico di diritto, così da poter disporre di una platea più ampia di posti per la mobilità e le immissioni in ruolo. Questo significa dare dignità a una professione. Questo – conclude – significa andare oltre i numeri e i titoli scandalistici. Cercando invece soluzioni utili al buon funzionamento delle nostre scuole e rispettando le storie di ciascun docente».

Via ai trasferimenti, l’ira dei prof meridionali

da la Repubblica

Via ai trasferimenti, l’ira dei prof meridionali

I trasferimenti della scuola media pubblicati ieri mattina ripercorrono lo stesso copione: errori, secondo gli interessati, a ripetizione

Salvo Intravaia

Dopo la rabbia e la delusione, arriva la protesta di piazza. Oggi a A Napoli  la protesta è sfociata in tafferugli con la polizia. A Palermo protesta più pacifica in provveditorato. Nel capoluogo campano, questa mattina la protesta è sfociata in tafferugli con la polizia. Migliaia di insegnanti di scuola primaria e di scuola media vogliono capire perché, pur avendo un punteggio alto, sono stati spediti a centinaia di chilometri da casa. Mentre colleghi con meno punteggio si ritroveranno in sedi più vantaggiose. Quest’anno, ha spiegato a più riprese il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, si sta svolgendo una mobilità straordinaria che sta coinvolgendo – l’ultimo atto dei trasferimenti sarà il 13 agosto, con gli spostamenti dei prof del superiore – 200mila insegnanti, il doppio degli anni precedenti.

Una procedura molto complessa che il sistema fa fatica a gestire. Le prime avvisaglie si sono avute con i trasferimenti della primaria, slittati di tre giorni rispetto alla data comunicata inizialmente. La motivazione addotta da viale Trastevere è stata quella della lentezza nell’elaborazione di un numero così alto di processi contemporaneamente. Ma gli interessati lamentano errori a ripetizione sui tabulati pubblicati dai sindacati e forniti dal Miur. Nel senso che nessuno riesce a spiegare come mai insegnanti che dovrebbero essere agevolati perché con un punteggio maggiore si ritrovano scavalcati da colleghi con un punteggio più basso. E’ vero che, in parte, questa apparente anomalia può essere spiegata con le diverse fasi (A, B, e C) che prevedono precedenze diverse. E nonostante tutto, secondo i sindacati, gli errori persistono.Perché i trasferimenti della scuola media pubblicati ieri mattina ripercorrono lo stesso copione: errori, secondo gli interessati, a ripetizione. Il dato generale è che parecchi degli insegnanti in piazza, a settembre, sarà costretta a trasferirsi al Nord. Perché la mobilità straordinaria prevede anche la mobilità nazionale: si viene trasferiti dove c’è posto, anche da Agrigento a Bolzano. Un esodo dalle regioni meridionali a quelle settentrionali che, secondo il sottosegretario Davide Faraone non esiste affatto. E che i presunti errori meccanografici non farebbero che esasperare. “Facciamo un po’ di chiarezza – ha scritto ieri sulla sua pagina di Facebook Faraone – sulla mobilità dei docenti. Penso sia doverosa nei confronti del mondo della scuola ma anche dei non ‘addetti ai lavori’ che in questi giorni vedono rispuntare sulle pagine di qualche giornale, così come avvenuto l’estate scorsa, storie di ‘insegnanti deportati’”.

Per il sottosegretario “i numeri di quest’anno ci raccontano una storia diversa”. Perché a fronte di un esodo di neoassunti da sud a nord, migliaia di immessi in ruolo negli scorsi provenienti dalle regioni meridionali e rimasti immobilizzati per anni al Nord rientrano nelle regioni di nascita. E snocciola i numeri: “oltre 1.100 in Sicilia, circa 600 in Puglia, oltre 1.800 in Campania, quasi 540 in Calabria”. Al cospetto di “di circa 800 docenti in Sicilia, circa 550 in Puglia, circa 1.500 in Campania e 400 in Calabria, che invece dovranno trasferirsi”. La differenza è che i primi si sono trasferiti negli anni passati al Nord di propria volontà, mentre quelli di adesso vengono spediti da un algoritmo di cui non si conosce nulla. “Sappiamo – conclude Faraone – perfettamente – sottolinea il Sottosegretario – che spostamenti, anche se temporanei, possono turbare equilibri e creare forti disagi. Siamo solidali e lavoriamo per ridurre al minimo ogni disagio”.

“La situazione è, comunque, ben diversa rispetto al passato – scrive ancora Faraone – quando i docenti, condannati a un precariato senza termine, erano costretti a muoversi, ma senza alcuna certezza. Da precari, appunto. Chi si sposta oggi lo fa invece con un contratto a tempo indeterminato in tasca, con maggiori tutele e la possibilità di programmare la propria vita su basi più certe”. La Cgil ha chiesto al ministro Stefania Giannini un atto di coraggio: annullare tutti i trasferimenti delle fasi A, B e C. Ma a più riprese dal Miur hanno detto che non ci sono errori. Dopo avere effettuato una serie di verifiche i sindacati hanno ormai le idee più chiare. “È ormai evidente che il programma ministeriale che gestisce la mobilità in queste fasi non rispetta il punteggio, come prevede il contratto – dice Rita Frigerio della Cisl scuola – e abbiamo rilevato parecchi errori.
Per Rino Di Meglio della Gilda degli insegnanti i docenti sono “disorientati e questa situazione scatenando a ragion veduta la loro rabbia”.  “Siamo pronti a dare assistenza a tutti gli insegnanti vittime di errori nella mobilità e chiediamo al Miur di ritirare i movimenti per verificarne la correttezza per poi pubblicarli corredati dalle informazioni necessarie a districarsi tra le diverse fasi e le precedenze”. E’ durissimo Domenico Pantaleo della Flc Cgil. “Il Miur commette gli stessi errori anche con i trasferimenti della scuola secondaria di primo grado. Il ministro intervenga oppure si dimetta”. “È inaccettabile dover assistere al più totale disprezzo dei diritti dei docenti della scuola da parte della dirigenza del ministero. A fronte dei numerosissimi e documentati errori riscontrati e già segnalati nei trasferimenti dell’infanzia e primaria, il Miur prosegue nel commettere gli stessi errori, senza porre alcun correttivo”, conclude Pantaleo.eppure presi in considerazione per i trasferimenti. Una cosa che non riusciamo a spiegarci”.

Trasferiti al Nord, Puglisi (Pd): grazie a noi potranno fare domanda d’assegnazione provvisoria

da La Tecnica della Scuola

Trasferiti al Nord, Puglisi (Pd): grazie a noi potranno fare domanda d’assegnazione provvisoria

Con la L. 107/2015 il Governo ha assunto 50mila persone in più del previsto: i trasferimenti sono solo frutto della maggiore presenza di alunni al Centro-Nord.

Lo dice la senatrice Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd, commentando le crescenti reazioni di protesta contro i trasferimenti che in questi giorni stanno portando migliaia di docenti, coinvolti negli ambiti territoriali, assunti con la Buona Scuola dal Sud al Nord.

Le parole di Puglisi sono state pronunciate a seguito degli episodi di tensione del 4 agosto a Napoli e Palermo con gli insegnanti in mobilità “Dispiace davvero – ha sottolineato la senatrice Pd -, ma come è noto il piano straordinario di assunzioni che ha messo in cattedra 90mila insegnanti, creando 50mila posti in più, era su base nazionale e come accaduto anche in passato a causa dei trend demografici ci sono più posti al nord che al sud”.

“Le forze politiche che oggi soffiano sul fuoco sperando di raggranellare qualche voto – ha aggiunto Puglisi – forse dimenticano che il contratto di mobilità è stato siglato anche dai principali sindacati”.

La responsabile Scuola del Pd rende noti anche i numeri ufficiali, per il Governo, sui trasferimenti: “Questo anno rientrano, grazie alla mobilita straordinaria – spiega Puglisi – 1.100 insegnanti in Sicilia, 600 in Puglia e 1800 in Campania, quasi 540 in Calabria, a fronte di circa 800 docenti che si trasferiranno dalla Sicilia, 550 dalla Puglia, 1500 dalla Campania e 400 dalla Calabria”.

Poi, ricorda che “per molti di questi c’è la possibilità di richiedere ed ottenere l’assegnazione provvisoria, rimanendo a lavorare vicino a casa, grazie al provvedimento del Governo che permette di dare l’assegnazione provvisoria anche su organico di fatto. Siamo consapevoli dei disagi di chi si dovrà comunque spostare, ma chi oggi si trasferisce, lo fa non da precario come in passato, ma con un contratto a tempo indeterminato e noi continueremo ad impegnarci affinché ci siano sempre maggiori opportunità per lavorare vicino ai propri cari”.

Stipendi, due emissioni il 16 e il 30 agosto

da La Tecnica della Scuola

Stipendi, due emissioni il 16 e il 30 agosto

NoiPa ha comunicato le date di emissione previste per il mese di agosto 2016.

In particolare:

  • venerdì 16 agosto ci sarà l’emissione speciale compensi vari e pagamenti urgenti
  • venerdì 30 agosto  avverrà l’emissione ordinaria delle competenze relative alla rata di settembre.

Si spera che queste emissioni possano sanare alcune situazioni riguardanti sia il personale supplente, sia quello di ruolo.

In particolare, abbiamo ricevuto segnalazioni di docenti di ruolo che hanno differito la presa di servizio al 1° luglio, perché impegnati in una supplenza annuale al 30 giugno, e che non hanno ancora percepito la retribuzione riferita al mese di luglio. Senza contare i supplenti che attendono ancora mensilità arretrate.

Mobilità, la Flc Cgil spiega come controllare gli errori

da La Tecnica della Scuola

Mobilità, la Flc Cgil spiega come controllare gli errori

Non c’è pace per i docenti, che sono in attesa di sapere con certezza dove andranno ad insegnare. Anche l’elaborazione della mobilità per la scuola secondaria di I grado, secondo quanto riferisce la Flc Cgil, presenta numerosi errori così come è avvenuto per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria.

“Per permettere uncontrollo accurato dei risultati – scrive il Sindacato – mettiamo a disposizione ilfile fornito dal Miurdei docenti “soddisfatti” nel quale è indicata, per ogni docente, la fase di appartenenza, il punteggio e le eventuali precedenze.

È anche disponibile unfile riepilogativoper regione/provincia/ambito dei posti rimasti effettivamente liberi (per classe di concorso/tipo di posto), al netto dei docenti assegnati agli ambiti stessi e che quindi occuperanno una parte (o tutti) dei posti rimasti dopo la mobilità”.

Per controllare la propria situazione la Flc Cgil consiglia di verificare, per tutti gli ambiti, sedi richieste e non ottenute (indicate prima di quella assegnata) se non siano presenti docenti della stessa fase con punteggio inferioree senza precedenze o di fasi successive. In tal caso c’è sicuramente un errore nell’elaborazione che non ha rispettato le fasi e/o il punteggio.

Si può anche verificare se per il proprio insegnamento siano rimasti posti liberinegli ambiti non ottenuti: in questo caso si tratta di un errore di mancato utilizzo di posti disponibili.

Qualunque sia l’errore, è necessario presentare reclamo all’ambito territoriale provinciale che ha valutato la domanda, segnalando le anomalie rilevate (per posta elettronica, posta certificata, raccomandata postale o recapitata a mano).

“Siamo impegnati – dichiara il Sindacato – per ottenere dal MIUR il completo rifacimento delle operazioni vista la quantità di errori ripetuti, ma intanto è opportuno che ognuno controlli la propria situazione ed eventualmente presenti reclamo”.

Decreto Direttoriale 5 agosto 2016, n. 1644

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per la Formazione Superiore e per la Ricerca
Direzione Generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della Ricerca

IL DIRETTORE GENERALE

VISTA la legge 28 marzo 1991 n. 113 recante “Iniziative per la diffusione della cultura scientifica” così come modificata dalla legge 10 gennaio 2000 n. 6, intesa a favorire le iniziative per
la promozione e il potenziamento delle istituzioni impegnate nella diffusione della cultura tecnico scientifica (di seguito definita “legge 113/91”);

CONSIDERATO che l’art. 1 comma 1 della predetta legge 113/91 delimita gli interventi all’ambito delle scienze matematiche, fisiche e naturali e alle tecniche derivate;

CONSIDERATO che la legge 113/91 comprende tre strumenti di intervento per la realizzazione delle proprie finalità: “contributi annuali per attività coerenti con le finalità della presente legge”, “finanziamento triennale destinato al funzionamento di enti, strutture scientifiche, fondazioni, consorzi”; “promozione e stipula di accordi e intese con altre amministrazioni dello Stato, Università, altri enti pubblici e privati”;

VISTO in particolare l’art. 2-ter della citata legge che prevede, la pubblicazione annuale di apposito bando per la definizione delle modalità e dei criteri per la concessione di contributi annuali individuando, eventualmente, tematiche e progetti di rilevanza nazionale attorno a cui far convergere le singole iniziative;

VISTO altresì l’art.1 comma 4 della legge 113/1991 che prevede la possibilità per il Ministro di promuovere accordi e stipulare intese con le altre Amministrazioni dello Stato, le Università ed altri enti pubblici e privati, per la realizzazione delle iniziative di cui all’art.1 comma 1 delle legge;

VISTO il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013 recante “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;

VISTO il D.P.C.M. dell’11 febbraio 2014, n.98, “Regolamento di organizzazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”;

VISTI i DD. MM n.138 del 20 febbraio 2014 e n. 300 del 21.5.2015 con i quali si è provveduto rispettivamente alla costituzione del Comitato Tecnico Scientifico previsto dall’art.2-quater della predetta legge n.113/1991 e alla successiva integrazione della sua composizione;

VISTO il decreto legge 23 giugno 2014, n. 90, recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” convertito con modificazioni in Legge 11 agosto 2014, n. 114;

VISTO il DM n. 579 del 16 luglio 2014, registrato alla Corte dei Conti il 30 settembre 2014, foglio 4383, con il quale, ai sensi dell’articolo 2-bis della richiamata legge n. 113/1991, è stato ripartito lo stanziamento per l’anno 2014 pari ad € 10.172.798,00, prevedendo, tra l’altro, la quota di € 1.650.000 per la stipula di accordi e intese ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della legge n. 113/1991 e la quota di € 2.000.000,00 di cui 1.300.000,00 dedicati alle scuole, per i contributi annuali ai sensi dell’articolo 2-ter della legge n. 113/1991;

VISTA la nota n.30277 del 19.12.2014 con la quale è stata inoltrata all’Ufficio Centrale del Bilancio competente per il Ministero dell’Istruzione dell’università e della Ricerca, la richiesta di conservazione in bilancio, per l’esercizio finanziario 2015, dei fondi provenienti dall’anno 2014, relativamente alle risorse destinate alla concessione dei Contributi annuali e alla stipula di Accordi di programma, rispettivamente per l’importo di € 2.000.000,00 e € 1.650.000,00;

VISTA la nota n.902 del 26.1.2015 con la quale l’Ufficio Centrale del Bilancio ha comunicato di aver provveduto alla registrazione della conservazione dei fondi richiesta con la predetta nota 30277/2014;

VISTO il decreto ministeriale n. 277 del 13.5.2015, registrato alla Corte dei Conti il1° luglio 2015, Reg.1-3017, con il quale il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, ai sensi dell’articolo 2-bis della richiamata legge n. 113/1991, ha proceduto alla seguente ripartizione dello stanziamento per l’anno 2015 (pari Euro 9.028.092,00) tra i predetti strumenti di intervento:

· € 6.013.092 per il finanziamento della prima annualità della Tabella Triennale 2015-2017 di cui all’art.1, comma 3 della legge n.113/1991;
· € 1.000.000 per la stipula di accordi e intese ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della legge n.113/1991;
· € 2.000.000 di cui 1.300.000 dedicati alle scuole, a titolo di contributi annuali ai sensi dell’articolo 2-ter della legge n. 113/1991;
· € 15.000 per le spese annuali di funzionamento e monitoraggio del Comitato tecnico-scientifico.

CONSIDERATO che con il citato decreto n. 277 del 13.5.2015 è stata ritenuta l’opportunità di gestire la quota destinata ai Contributi annuali riservando alle istituzioni scolastiche un importo non inferiore a 1,3 milioni di euro, mediante il riconoscimento di premi ai progetti di maggiore portata innovativa;

CONSIDERATA l’opportunità di utilizzare i fondi ancora disponibili per i progetti annuali e per gli accordi di programma, provenienti dell’esercizio finanziario 2014 congiuntamente a quelli stanziati per l’anno 2015;

RITENUTA l’opportunità di procedere con un unico provvedimento alla definizione delle regole e delle modalità per la concessione di contributi annuali previsti dalla legge 113/91 all’art.2-ter, e per il finanziamento degli accordi e delle intese di cui all’articolo 1, comma 4, della stessa legge;

VISTO il bando emanato con Decreto Direttoriale n. 1524 dell’8 luglio 2014 recante regole e modalità per la presentazione delle domande finalizzate alla concessione dei contributi previsti per gli strumenti di sostegno alla diffusione della cultura scientifica, quali in particolare Contributi annuali e Accordi di programma e Intese;
VISTO l’art.2 del predetto bando che indica i requisiti soggettivi di ammissibilità;

VISTO l’art.15 del medesimo bando che stabilisce termini e modalità di presentazione delle domande, ed in particolare il comma 1, il quale prevede che le domande di finanziamento vengano trasmesse attraverso il servizio telematico Sirio entro la data del 6 agosto 2015, alle ore 15:00;
CONSIDERATO altresì che il comma 3, del medesimo art.15 prevede che le predette domande siano perfezionate con l’apposizione della firma digitale del legale rappresentante, o suo delegato, entro i successivi 10 giorni  dalla chiusura del bando;

TENUTO CONTO del comma 5, del medesimo art.15 che stabilisce che in assenza di firma digitale  la domanda debba essere sottoscritta con la tradizionale firma autografa ed inviata al Ministero entro lo stesso termine di cui al richiamato comma 3;

CONSIDERATO che alla data di scadenza dei termini di presentazione delle domande, 6 agosto 2015, risultano trasmesse attraverso il sistema telematico Sirio n. 1231 domande;

CONSIDERATO che all’esito dell’istruttoria preliminare volta ad accertare l’ammissibilità delle domande nonché la sussistenza dei requisiti soggettivi dei proponenti, risultano non conformi alle previsioni del bando n. 158 domande;

CONSIDERATO pertanto che risultano ammesse alla valutazione del Comitato Tecnico Scientifico di cui all’art. 2 -quater della legge 113/1991, n. 1073 domande (T2 631/ T3 352/T4 90)

VISTI i verbali del Comitato Tecnico Scientifico del 4 febbraio 2016 e 19 aprile 2016 dai quali risultano le graduatorie degli Accordi di programma ammessi al finanziamento ai sensi del Titolo 4 e le graduatorie per la concessione dei Contributi Annuali,  di cui al Titolo 2 e 3 del predetto bando;
VISTI l’art. 5, comma 5 e l’art. 9, comma 4, del bando i quali prevedono che il decreto di ammissione al finanziamento contenga specifiche disposizioni in ordine ai termini e modalità di rendicontazione controllo e monitoraggio degli interventi oggetto del finanziamento;

RITENUTO di dover disporre l’approvazione delle graduatorie rilasciate ai fini della successiva erogazione del finanziamento;
DECRETA

Art. 1

1. È approvata la graduatoria generale complessiva dei progetti cui al Titolo 2 “Contributi Annuali per attività coerenti con le finalità della legge 113/1991 e destinati alle istituzioni scolastiche” del Decreto Direttoriale 1524 dell’8 luglio  2015, così come risultante sul Sistema Sirio, a seguito delle prescritte valutazioni della commissione.
2. Ai sensi dell’art. 5 del Decreto Direttoriale 1524 dell’8 luglio  2015, sono ammessi al finanziamento i progetti riportati nell’allegato 1, quale parte integrante del presente decreto.

Art.2

1. È approvata la graduatoria generale complessiva dei progetti cui al Titolo 3 “Contributi Annuali per attività coerenti con le finalità della legge 113/1991 e destinati a soggetti diversi dalle istituzioni scolastiche” del Decreto Direttoriale 1524 dell’8 luglio  2015, così come risultante sul Sistema Sirio, a seguito delle prescritte valutazioni della commissione.
2. Ai sensi dell’art. 9 del Decreto Direttoriale 1524 dell’8 luglio  2015, sono ammessi al finanziamento i progetti riportati nell’allegato 2, quale parte integrante del presente decreto.

Art.3

1. È approvata la graduatoria generale complessiva dei progetti di cui al Titolo 4 “Promozione e stipula di Accordi e intese con altre Amministrazioni dello stato, Università, altri Enti pubblici e privati” del Decreto Direttoriale 1524 dell’8 luglio 2015 così come risultante sul Sistema Sirio, a seguito delle prescritte valutazioni della commissione.
2. Ai sensi dell’art. 13 del Decreto Direttoriale 1524 dell’8 luglio 2015, sono ammessi al finanziamento i progetti riportati nell’allegato 3, quale parte integrante del presente decreto.

Art.4

Gli esiti delle procedure di selezione sono consultabili sulla piattaforma Sirio (http://roma.cilea.it/Sirio), dove per ciascun codice progetto sarà disponibile la relativa scheda di valutazione con il punteggio ottenuto in applicazione dei criteri di valutazione previsti dal bando.
Art.5

Le disposizioni concernenti termini e modalità di rendicontazione, controllo e monitoraggio dei progetti finanziati sono definite nelle “Linee guida per la predisposizione del rendiconto scientifico-contabile finale” di cui all’allegato 4 del presente decreto.
Il presente decreto sarà pubblicato nelle forme consentite dalla legge.

Roma, 5 agosto 2016

IL DIRETTORE GENERALE
(Dott. Vincenzo DI FELICE)


Allegati