Scuola, bocciata la metà degli abilitati al sostegno. “Occasione mancata”

da Superabile

Scuola, bocciata la metà degli abilitati al sostegno. “Occasione mancata”

La denuncia dei docenti di Pedagogia speciale, alla luce dei dati diffusi dagli Uffici scolastici regionali: in Piemonte, 130 promossi su 333, in Calabria quasi l’80% di bocciati. Ianes: “In Trentino, esclusi 11 insegnanti abilitati su 29. Ed erano molto preparati. Qualcosa non va, occorre affinare la macchina per valutare correttamente”

ROMA – Gli esami sono difficili, ma l’ultimo “concorsone” per gli aspiranti insegnanti pare abbia superato i limiti: si stima che circa la metà dei candidati non abbia superato le prove scritte. E tra i “bocciati al primo turno”, ci sono tanti insegnanti di sostegno ben formati e abilitati. Secondo i dati diffusi dagli uffici scolastici regionali, in Piemonte, per esempio, solo 130 su 333 hanno superato la prova sul sostegno: in Calabria il 23%, in Sicilia 1 su 4. Virtuoso il Friuli Venezia Giulia, dove il 98% dei candidati per il sostegno passa all’orale. Bene anche l’Emilia Romagna, con il 90%. In media, secondo il Miur, il 47% ha superato la prima prova, sia sui posti comuni che sul sostegno.

Troppi bocciati, insomma, specialmente se parliamo di chi ha studiato, si è abilitato e quindi si è presentato all’esame sereno che quel posto sul sostegno lo avrebbe conquistato. Perplessità e proteste arrivano quindi da chi, questi candidati, li ha conosciuti e preparati: come Luigi D’Alonzo, coordinatore dei corsi di specializzazione per le attività di sostegno all’integrazione scolastica degli studenti con disabilità. A nome dei docenti di pedagogia speciale, ha scritto una lettera al sottosegretario Faraone, esprimendo la preoccupazione “per gli esisti dei concorsi in atto in tutta Italia, poiché ci risulta che non sempre coloro che hanno dimostrato preparazione e competenza conseguendo l’abilitazione sul sostegno superano le prove concorsuali”. I docenti hanno quindi chiesto al Miur di “avere dati aggiornati sugli esiti delle prove concorsuali nei vari ordini di scuola, onde realizzare un accurato e doveroso monitoraggio dei risultati conseguiti dai nostri abilitati”.

A dar voce alla preoccupazione dei docenti di Pedagogia speciale è anche Dario Ianes, responsabile delle Edizioni Erikson, che giorni fa metteva in rete una fotografia e un commento particolarmente eloquenti: “Il concorso butta gli specializzati nel sostegno nella spazzatura. In Trentino, dei 29 insegnanti di secondaria specializzati da noi in Università di Trento 11 non hanno passato lo scritto! Ma noi li abbiamo abilitati con ottime valutazioni: c’è qualcosa che non mi torna”. E continua a non tornargli oggi, mentre ci assicura che “gli insegnanti abilitati al sostegno con le nuove abilitazioni al sostegno sono preparati più del doppio rispetto agli altri: eppure, tanti di loro sono stati bocciati. Ci siamo chiesti perché e ci siamo dati alcune risposte. Ma voglio premettere – chiarisce – che il concorso per andare in ruolo è fondamentale e che bisognerebbe farne uno ogni anno. Questa occasione, però, ha avuto diversi problemi: primo, le domande non erano precise nel testare le competenze effettivamente necessarie nello svolgimento del lavoro; secondo, i candidati non conoscevano i criteri in base ai quali sarebbero stati valutati. C’era tra questi, per esempio, l’originalità, ma nessuno lo sapeva. E poi cosa significa originalità?”, si domanda Ianes. Il terzo problema sono “gli indicatori, che sono mancati a livello nazionale: in pratica, le commissioni hanno ricevuto solo poche righe dal ministero, ma non indicazioni precise e univoche sui metodi di valutazione. Risultato: una grande disomogeneità a livello nazionale. Senza contare che le commissioni sono state formate ‘raschiando il barile’: in un periodo estivo con un compenso di 1,5 euro circa, il rischio è che i commissari non fossero tra i più preparati”. C’è poi un’altra questione, che è quella della lingua straniera: “molti candidati hanno sottovalutato quelle due domande. E questo ha prodotto grandi danni”.

Di fatto, il “concorsone” ha finito per “penalizzare insegnanti competenti e preparati, che ora si troveranno esclusi, ma poi ripescati in supplenze annuali, con il solito senso di precarietà e frustrazione scartati da concorso ma a supplenze annuali. Mentre è possibile che abbia superato il concorso chi ha avuto una prestazione più adeguata alla prova, ma non ha una preparazione adeguata al compito che andrà a svolgere”. Questo perché, tra l’altro, “le domande non aiutano a comprende la capacità relazionale e di empatia che sono le qualità fondamentali nel sostegno. Per questo serve un esame completamente diverso, che comprenda anche un dialogo. E che non abbia i minuti contati, come è invece avvenuto in questo caso”.

La richiesta dei docenti di Pedagogia speciale è quindi “innanzitutto di conoscere i dati ed esaminarli criticamente insieme al Miur. Questo – precisa Ianes – non per mettere in discussione il concorso ormai andato, ma per affinare la macchina in vista della prossima tornata, che dovrebbe essere già il prossimo anno”. Certo ora, a un mese dall’inizio del prossimo anno scolastico, il rischio è che, una volta ancora, il sostegno non possa contare su risorse umane e professionali adeguate al delicato compito che è chiamato a svolgere. (cl)

Dall’America all’Oceania, ecco come cresce lo sport paralimpico

da Superabile

Dall’America all’Oceania, ecco come cresce lo sport paralimpico

Promossi dal Comitato internazionale, in corso 33 progetti in tutto il mondo per formare tecnici e e allenatori e avviare allo sport persone disabili: coinvolti anche profughi dal Medio Oriente e vittime del terremoto in Ecuador. Più carrozzine per il tennis in Africa, più donne in gara nei paesi asiatici

ROMA – Uno dei risultati è la partecipazione di atleti paralimpici rifugiati o richiedenti asilo ai Giochi Paralimpici del prossimo mese di settembre: in realtà, però, l’azione del Comitato paralimpico internazionale (Ipc) per la promozione dello sport per persone con disabilità in tutto il mondo si spinge molto più in là. Una fondazione, un programma di sostegno globale che per il 2016 conta su un budget complessivo di 2,5 milioni di euro, decine e decine di progetti approvati e realizzati in ogni angolo del pianeta, da Capo Verde al Cile, passando per Benin, Grecia, Mongolia, Panama, Stati Uniti. Protagoniste le persone con disabilità, comprese quelle che sono rimaste vittime di guerre o di catastrofi naturali.

Il braccio destro operativo del Comitato paralimpico internazionale è la Fondazione Agitos, lanciata a Londra 2012 con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone disabili nel mondo, incentivando l’attività fisica e la pratica sportiva. Già nei primi due anni di attività – il 2013 e il 2014 – ha dato sostegno, secondo i dati resi noti dall’Ipc, a 115 mila persone raggiunte dai vari progetti, che poi si sono ulteriormente rafforzati nel 2015 e nel 2016. In tutto, sono stati 126 i progetti portati avanti nel corso del quadriennio.

Quelli attualmente in corso, relativi all’edizione 2016, sono 33 e chiamano in causa 21 comitati paralimpici nazionali, due organizzazioni internazionali di sport per disabili, una organizzazione regionale e nove federazioni internazionali. I più impegnativi riguardano la proposta del Comitato paralimpico greco di lavorare con Serbia e Cipro per aiutare alcune delle migliaia di persone che hanno cercato rifugio in quei paesi, con un progetto di assistenza e di scoperta e avvicinamento allo sport paralimpico. Il progetto prevede di lavorare tra i profughi anche realizzando campi di allenamento sportivo che possano favorire la partecipazione di queste persone con disabilità a gare locali e nazionali.

Altro progetto interessante quello gestito dal Comitato paralimpico ecuadoriano, che si concentrerà sulle persone che sono state colpite dal terremoto di magnitudo 7,8 che ha interessato il paese nello scorso mese di aprile: l’obiettivo è quello di individuare giovani atleti che poi potrebbero competere, a livello agonistico, ai Giochi Paralimpici Panamericani che si terranno a San Paolo del Brasile nel 2017.

Fra gli altri, in Armenia il Comitato paralimpico locale attuerà un progetto di sensibilizzazione allo sport paralimpico con l’obiettivo di modificare la percezione della disabilità e dello sport per disabili a partire dalle scuole e dalle università; in Benin si andrà alla ricerca di talenti locali per avviarli allo sport; a Capo Verde si fornirà una formazione tecnica per allenatori, classificatori e funzionari tecnici della pallavolo sitting, interessando anche altri paesi della zona, Angola, Guinea Bissau, São Tomé e Principe, Mozambico. In Cile l’azione mira alla nascita e allo sviluppo di un gruppo di atleti paralimpici in tre discipline (atletica, nuoto e tennistavolo), mentre in Colombia si fornirà una formazione a metodi e tecniche di identificazione dei talenti che interesserà anche personale proveniente da Perù, Ecuador e Cile. A Cuba si punta allo sviluppo tecnico di allenatori e atleti nella pallavolo sitting e nel goalball, mentre a El Salvador la promozione dello sport paralimpico si concentra su atletica, nuoto, tennis, tennistavolo e bocce. Campagne di sensibilizzazione e/o di ricerca talenti sono avviate in Malawi, Kazakistan, Perù, mentre in Oceania si promuove una sinergia comune fra cinque paesi: Tonga, Samoa, Vanuatu, Papa Nuova Guinea e Figi, con attenzione specifica al tennistavolo. Sviluppo e formazione degli allenatori in Laos, Mongolia (bocce), Marocco (atletica), Panama (sollevamento pesi), Oman (atletica).

Progetti anche in Europa: in Gran Bretagna si realizzerà un campo di allenamento per gli snowboarder provenienti, oltre che dalle terre britanniche, anche da Romania, Ucraina, Olanda, Norvegia e Polonia. Proprio in Polonia si lavora ad un campo di allenamento per gli sciatori di fondo e biathlon e dei loro allenatori provenienti dai Paesi Bassi, Georgia, Serbia e Croazia. In Slovenia azioni per promuovere lo sviluppo di allenatori e atleti di sci alpino e snowboard provenienti da Polonia, Serbia, Bulgaria, Grecia, Romania e Slovenia. Oltreoceano, negli Stati Uniti d’America, spazio allo sviluppo del canottaggio per atleti e allenatori provenienti da diversi paesi della regione Americhe, con l’opportunità di cimentarsi anche nella handbike e nel paratriathlon.

Numerosi anche i progetti studiati dalle singole federazioni sportive internazionali: particolarmente interessanti quello della Federazione internazionale di tennis, che prevede di aumentare la dotazione di carrozzine nel continente africano con l’intento di promuovere il tennis in carrozzina, e quello della Federazione internazionale di basket in carrozzina, che intende creare opportunità di formazione per favorire la presenza nelle competizioni di atlete di sesso femminile in Asia e Oceania. Da evidenziare anche, in un’ottica di allargamento dello sport paralimpico anche agli atleti con disabilità intellettive e relazionali, oggi ancora in fase embrionale, una ricerca sulle tecniche di comportamento e sul loro impatto sulle prestazioni sportive, che sarà condotta dall’Inas, la Federazione internazionale sportiva delle persone con disabilità intellettiva.

“L’innovazione che ogni progetto comporta – dice il direttore della Fondazione Agitos, Georg Schlachtenberger – non può essere sottovalutata: quest’anno siamo stati letteralmente sopraffatti dal numero e dalla qualità dei progetti che ci sono stati sottoposti, che dimostrano tutta l’umanità che esiste all’interno del movimento paralimpico”. (ska)

Otre 42mila immissioni in ruolo tra docenti, ATA, educatori

Otre 42mila immissioni in ruolo tra docenti, ATA, educatori

La stabilizzazione dei lavoratori della scuola per la FLC CGIL è uno degli obiettivi prioritari insieme al rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Per ottenere le immissioni in ruolo abbiamo messo in campo mobilitazioni, iniziative politiche e legali per dare una legittima risposta alla lunga attesa dei precari, protratta dai tagli agli organici dei provvedimenti Gelmini.
Il momento tanto atteso è giunto per 32.419 docenti, 10.294 ATA e 53 educatori che dal primo settembre 2016 saranno assunti in ruolo. L’informazione è stata data dal Ministero dell’Istruzione ai sindacati nell’incontro del 10 agosto. In dettaglio le assunzioni riguarderanno:

32.419 docenti (25.198 di posto comune e 7.221 di sostegno) e 53 educatori: leggi la notizia e la ripartizione dei posti per la scuola dell’infanzia. La ripartizione tra i vari ordini di scuola sarà possibile solo dopo la pubblicazione dei movimenti della scuola secondaria di II grado (13 agosto).
10.294 ATA (216 DSGA, 2.103 assistenti ammnistrativi, 790 assistenti tecnici, 6.949 collaboratori scolastici, 81 addetti all’azienda agraria, 87 cuochi, 49 guardarobieri e 19 infermieri): leggi la notizia, la ripartizione dei posti per provincia e per profilo e le istruzioni operative.
I numeri delle immissioni in ruolo per il personale docente, malgrado siano su tutti i posti attualmente liberi, sono insufficienti per dare una reale risposta sia ai docenti precari che da anni garantiscono il funzionamento delle scuole e alle esigenze di funzionalità delle scuole stesse. Inoltre, il personale educativo delle GAE ha diritto all’esaurimento delle graduatorie come previsto per i docenti, garantendo, tra l’altro, una maggiore stabilizzazione degli organici dei convitti.

Per il personale ATA la notizia positiva che si attendeva da ben due anni è stata accompagnata da una scelta dell’amministrazione che produrrà inevitabilmente un contenzioso tra gli aspiranti ai ruoli che era possibile evitare. In ogni caso, tuteleremo quei lavoratori che saranno penalizzati nei loro diritti in conseguenza di una decisione iniqua

Mobilità: riconoscimento servizio preruolo

Mobilità: aveva ragione l’Anief. Il MIUR doveva riconoscere il servizio preruolo ai fini del computo del quinquennio di permanenza sul sostegno.

Dopo l’infinita serie di errori sull’attribuzione della sede/ambito ai docenti che hanno partecipato alla mobilità 2016, si abbatte sul MIUR anche la decisione del Tribunale del Lavoro di Cuneo, che, con un’ordinanza emanata ieri d’urgenza che dà piena ragione al nostro sindacato, ha dichiarato il diritto di una docente a “partecipare alle procedure di mobilità per l’anno scolastico 2016/2017 su tutti i posti vacanti dell’organico dell’autonomia e al riconoscimento, a tale fine, del servizio da ella prestato sul ruolo di sostegno precedentemente all’assunzione a tempo indeterminato” ordinando all’Amministrazione scolastica di adottare tutti gli atti conseguenti. Gli Avvocati Patrizia Gorgo, Ida Mendicino, Walter Miceli e Fabio Ganci ottengono una pronuncia esemplare che riconosce l’illegittimità del mancato riconoscimento del servizio pre-ruolo già prestato sul medesimo posto ai fini del superamento del quinquennio di permanenza su posti di sostegno prima di poter richiedere il trasferimento su posti di tipo curricolare.

Edilizia scolastica: finanziati altri 550 interventi

Edilizia scolastica, Giannini: “Finanziati altri 550 interventi
Ripartito il fondo 2016 per i Mutui BEI”

Pronti gli stanziamenti per “oltre 550 interventi di manutenzione straordinaria delle scuole”. Lo annuncia il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Gianni che ha firmato la ripartizione per il 2016 dei 10 milioni di euro in più stanziati dalla legge Buona Scuola per i mutui agevolati con la BEI  (Banca Europea per gli Investimenti) attraverso i quali le Regioni potranno finanziare circa 350 interventi fra quelli inseriti nella Programmazione triennale approvata lo scorso anno. I 10 milioni coprono gli oneri di ammortamento a carico dello Stato e sviluppano un finanziamento totale di circa 240 milioni.

“Si tratta di un investimento importante che consentirà di proseguire il piano di messa in sicurezza delle nostre scuole – spiega il Ministro Giannini -. Altri 47,5 milioni sono stati recuperati da economie di gara del programma di interventi #scuolesicure e li stiamo reinvestendo subito per finanziare ulteriori 204 interventi di manutenzione straordinaria. Lavoriamo per scuole sicure, ma anche più accoglienti: nelle prossime settimane emaneremo un bando per la progettazione e la fornitura di arredi innovativi e aule a misura di studente coinvolgendo gli oltre 600 istituti dove sono stati realizzati interventi con i primi 150 milioni del capitolo #scuolesicure. Interventi avviati nel 2014 e chiusi nell’arco di due anni grazie a procedure chiare, tempi certi di esecuzione e un costante monitoraggio degli interventi”.

In allegato la tabella con gli interventi finanziati attraverso le economie di spesa di #scuolesicure.
Il decreto è in corso di registrazione presso la Corte dei Conti.

Il MIUR nel pallone: a rischio il regolare avvio dell’anno scolastico

Il MIUR nel pallone: a rischio il regolare avvio dell’anno scolastico

“Siamo a ferragosto -dichiara un preoccupato Rino Di Meglio della Gilda degli Insegnanti- e decine di migliaia di docenti ancora non sanno dove insegneranno dal 1 settembre. Questa situazione, oltre ad essere umanamente insostenibile per dei professionisti, mette anche in crisi l’organizzazione delle scuole che solitamente in agosto predispongono tutti gli adempimenti necessari per il regolare e sereno avvio delle lezioni”.
“Questi sono i veri effetti della legge 107/2015 -denuncia il coordinatore della Gilda- e non Le magnifiche sorti e progressive propagandate dal Ministro e dal Governo che pervicacemente negano ogni errore e difficoltà di una legge pensata e scritta malamente la cui realizzazione sta incontrando difficoltà insormontabili, che gravano su tutta la comunità scolastica”.
Di fatto, ad oggi, migliaia di classi sono senza titolari e i ritardi dovuti agli errori della mobilità, a quelli del concorso e al macchinoso e confuso sistema della chiamata diretta fanno temere al coordinatore della Gilda che un numero impressionante, molto maggiore degli scorsi anni, di scolari e studenti, e di famiglie, non solo non sapranno quali saranno i loro insegnanti, ma vedranno una “girandola” di supplenti peggiore degli scorsi anni.
“Infine -conclude Rino Di Meglio- approfitto per augurare un ferragosto di breve riposo a tutti i docenti che sono in attesa delle sede per il prossimo anno e al personale scolastico che in questo mese di agosto sta lavorando per cercare di mettere una pezza ai danni causati dalla nostra classe politica con norme improvvisate”.

Chiamata diretta: è già discriminazione

Chiamata diretta: è già discriminazione.
Il Parlamento intervenga subito

Com’era prevedibile la chiamata diretta dei docenti dagli ambiti alle scuole sta determinando numerosi casi di discriminazioni e umiliazione, in particolare nelle donne. La chiamata diretta non solo calpesta la costituzione perché cancella la libertà di insegnamento, ma anche perché mette in discussione diritti sociali e civili fondamentali.

Il Parlamento intervenga immediatamente per evitare che le scuole si trasformino in aziende, con un mercato senza regole, eliminando libertà e democrazia.

Nota USR Emilia Romagna 12 agosto 2016, AOODRER 12221

Ai Dirigenti Scolastici delle istituzioni scolastiche dell’Emilia – Romagna statali

Ai coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche dell’Emilia – Romagna paritarie

Ai Dirigenti Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna

 

Nota USR Emilia Romagna 12 agosto 2016, AOODRER 12221

OGGETTO: Bisogni formativi docenti neoassunti Emilia-Romagna – analisi questionario e prime riflessioni

 

Come noto, il comma 124 della Legge 107/2015 prevede: “Nell’ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo e’ obbligatoria, permanente e strutturale. Le attivita’ di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle   istituzioni   scolastiche   previsti   dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80, sulla base delle priorita’ nazionali indicate nel Piano nazionale di formazione, adottato ogni tre anni con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sentitele organizzazioni sindacali rappresentative di categoria.”

 

Qualche utile indicazione sulle previsioni del Piano nazionale sono già state anticipate con nota MIUR del 7 gennaio 2016 prot. 35 avente ad oggetto Indicazioni e orientamenti per la definizione del piano triennale per la formazione del personale”; fra le altre sono previste:

  • azioni per la formazione in servizio (e non in ingresso) del personale della scuola con particolare riferimento ai docenti;
  • coerenza con le priorità nazionali indicate periodicamente dal Ministro;
  • dimensione pluriennale delle azioni di formazione;
  • obbligatorietà, permanenza e strutturalità delle azioni per uscire dall’episodicità e dalla frammentazione dei corsi;
  • coerenza e ciclicità triennale con il Piano triennale dell’Offerta formativa, con i Piani di miglioramento delle scuole e con il Rapporto di autovalutazione;
  • risorse significative con varie provenienze, non da ultimi i PON, per le attività di formazione a carattere nazionale, di scuole singole e in rete e dei docenti (anche attraverso la card), attraverso un processo multilivello;
  • riconoscimento della partecipazione alla ricerca, alla formazione, alla documentazione di buone pratiche, come criteri per valorizzare e incentivare la professionalità docente
  • aree strategiche (competenze digitali in primis e sviluppo linguistico in secundis, poi inclusione e gestione della classe, competenze di cittadinanza, potenziamento e supporto all’autonomia scolastica, valutazione e miglioramento fra i temi portanti richiamati dalla stessa legge 107/15).

Il Piano è stato presentato in data 26 luglio 2016 alle Organizzazioni Sindacali e intende porre al centro la scuola, il miglioramento degli apprendimenti degli studenti, la valorizzazione della professionalità dei docenti e la loro crescita professionale in ottica di sistema di interazioni in una comunità professionale.

Il Piano intende superare la logica dell’”aggiornamento” modellizzando un nuovo “format” e agendo strumenti innovativi, anche sulla base della positiva esperienza dei docenti neoassunti, innovata dal DM 850/2015.

Anche l’Europa richiama da tempo ad un rinforzo verso la professionalità docente al fine di renderla una carriera “allettante”. Le Conclusioni del Consiglio del 12 maggio 2009 su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione («ET 2020») hanno indicato fra gli obiettivi strategici il miglioramento della qualità e dell’efficacia dell’istruzione e della formazione.

 

Questo Ufficio ha presentato al riguardo, prime riflessioni in occasione degli incontri conclusivi per i docenti neoassunti in Emilia-Romagna realizzati a chiusura d’anno scolastico 2015.2016.

In particolare, tenuto conto dell’ingente sforzo ideativo e organizzativo messo in campo per la realizzazione del periodo di formazione e prova dei docenti neoassunti, si è ritenuto necessario concludere le attività con la realizzazione di un monitoraggio, a carattere opzionale, sui bisogni formativi dei docenti neoassunti, con particolare riguardo, non tanto e non solo a prime valutazioni sull’impianto formativo dell’anno di prova e formazione, ma soprattutto volto ad approfondire i bisogni dei docenti in servizio in Emilia-Romagna.

Dalle risposte dei docenti emerge con chiarezza la necessità di un’accurata analisi dei bisogni formativi, da approfondire nelle singole scuole, volta a coniugare le esigenze di sistema (Piano dell’Offerta Formativa triennale, Piani di Miglioramento…) con le necessità sul campo degli insegnanti, al fine di identificare le aree strategiche prioritarie su cu innestare azioni formative con modalità laboratoriali – e non frontali –, centrate sui contesti agiti dai docenti con forte investimento su azioni di peer tutoring e mentoring di insegnanti con insegnanti e azioni volte alla documentazione dei percorsi e alla raccolta di repository significative e fruibili.

I risultati del monitoraggio, completato da oltre il 40% dei docenti in prova e formazione, sono riportati nell’allegato report “Esiti questionario analisi bisogni formativi docenti in prova e formazione a.s. 2015-2016 – integrati con alcuni dati qualitativi in possesso dell’Ufficio” che costituisce un’utile e ampia base informativa relativa alle prossime, imminenti azioni di formazione da progettare e realizzare per gli insegnanti dell’Emilia-Romagna in chiave di valorizzazione del capitale umano e professionale operante nelle scuole.

IL DIRETTORE GENERALE

Stefano Versari