Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica

Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale 31/12/2016

Buonasera

Nell’attesa del nuovo anno desidero rivolgere gli auguri migliori a tutte le italiane e a tutti gli italiani.

A quelli che risiedono nel nostro Paese e a quelli che ne sono lontani, per studio o per lavoro, e sentono intensamente il vincolo di appartenenza alla Patria.

Ho visitato, anche quest’anno, numerosi territori, ho incontrato tante donne e tanti uomini. Ho conosciuto le loro esperienze, ho ascoltato le loro speranze, le loro esigenze. Ho potuto toccare con mano che il tessuto sociale del nostro Paese è pieno di energie positive. Tante persone – ragazzi, giovani, adulti, anziani – svolgono, con impegno, il proprio dovere. Molti vanno anche oltre, pronti a spendersi per gli altri e per la collettività, a soccorrere chi si trova in pericolo o in difficoltà. Senza inseguire riconoscimenti o cercare la luce dei riflettori.

Con tutti ho condiviso sofferenze e momenti di gioia.

Il nostro Paese è una comunità di vita, ed è necessario che lo divenga sempre di più.

Ci siamo ritrovati uniti in occasione di alcuni eventi che hanno suscitato l’emozione e la partecipazione di tutti noi.

Abbiamo vissuto insieme momenti dolorosi. Dall’assassinio di Giulio Regeni, mentre svolgeva, al Cairo, la sua attività di ricercatore, alla morte, in Spagna, delle nostre ragazze che studiavano nel programma Erasmus. Dalla strage di Dacca a quella di Nizza, con nostri connazionali tra le vittime. Dal disastro ferroviario in Puglia al terremoto che ha sconvolto le Regioni centrali, che hanno provocato tanti morti.

Negli ultimi giorni, abbiamo pianto Fabrizia Di Lorenzo, uccisa nell’attentato di Berlino. Così come era avvenuto, sul finire dell’anno scorso a Parigi, per Valeria Solesin.

Ai loro familiari desidero rivolgere, a nome di tutti, un pensiero di grande solidarietà che non si attenua con il passare del tempo.

Lo stesso sentimento di vicinanza esprimo ai familiari di quanti hanno perso la vita per eventi traumatici; tra questi le tante, troppe, vittime di infortuni sul lavoro.

Un pensiero di sostegno va rivolto ai nostri concittadini colpiti dal terremoto, che hanno perduto familiari, case, ricordi cui erano legati. Non devono perdere la speranza.

L’augurio più autentico è assicurare che la vita delle loro collettività continui o riprenda sollecitamente. Ovunque, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nel ritrovarsi insieme. Ricostruiremo quei paesi così belli e carichi di storia.

Ci siamo ritrovati tutti nel sostegno alle popolazioni colpite e nell’apprezzamento per la prontezza e l’efficacia dei soccorsi. Alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alle Forze di Polizia, ai nostri militari, ai tanti volontari esprimo la riconoscenza del Paese. Il loro operato è oggetto dell’ammirazione internazionale.

Lo stesso consenso avvertiamo per l’impegno dalle nostre Forze Armate nelle missioni di pace in Europa, in Asia, in Africa, in Medio Oriente.

Ci siamo tutti rallegrati perché i due fucilieri di Marina, Latorre e Girone, sono finalmente in Italia con i loro cari.

Abbiamo condiviso, con affetto e soddisfazione, il grande impegno e i successi dei nostri atleti alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi. Come non ricordare l’entusiasmo travolgente di Bebe Vio?

Abbiamo, in tante città, rievocato i settanta anni della Repubblica e del voto alle donne.

Questo senso diffuso di comunità costituisce la forza principale dell’Italia, anche rispetto alle tante difficoltà che abbiamo di fronte.

La comunità, peraltro, va costruita, giorno per giorno, nella realtà.

Il problema numero uno del Paese resta il lavoro.

Nonostante l’aumento degli occupati, sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non è sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini.

Combattere la disoccupazione e, con essa, la povertà di tante famiglie è un obiettivo da perseguire con decisione. Questo è il primo orizzonte del bene comune.

Abbiamo, tra di noi, fratture da prevenire o da ricomporre.

Tra il Nord del Paese e un Sud che è in affanno. Tra città e aree interne. Tra centri e periferie. Tra occupati e disoccupati. Barriere e difficoltà dividono anche il lavoro maschile da quello femminile, penalizzando, tuttora, le donne.

Far crescere la coesione del nostro Paese, vuol dire renderlo più forte. Diseguaglianze, marginalità, insicurezza di alcuni luoghi minano le stesse possibilità di sviluppo.

La crescita è in ripresa, ma è debole. Il suo impatto sulla vita di molte persone stenta a essere percepito. Va ristabilito un circuito positivo di fiducia, a partire dai risparmiatori, i cui diritti sono stati tutelati con il recente decreto-legge.

Essere comunità di vita significa condividere alcuni valori fondamentali. Questi vanno praticati e testimoniati. Anzitutto da chi ha la responsabilità di rappresentare il popolo, a ogni livello. Non vi sarà rafforzamento della nostra società senza uno sviluppo della coscienza civica e senza una rinnovata etica dei doveri.

La corruzione, l’evasione consapevole degli obblighi fiscali e contributivi, le diverse forme di illegalità vanno contrastate con fermezza.

Le difficoltà, le sofferenze di tante persone vanno ascoltate, e condivise. Vi sono domande sociali, vecchie e nuove, decisive per la vita di tante persone. Riguardano le lunghe liste di attesa e le difficoltà di curare le malattie, anche quelle rare; l’assistenza in famiglia agli anziani non autosufficienti; il sostegno ai disabili; le carenze dei servizi pubblici di trasporto.

Non ci devono essere cittadini di serie B.

Sarebbe un grave errore sottovalutare le ansie diffuse nella società.

Dopo l’esplosione del terrorismo internazionale di matrice islamista, la presenza di numerosi migranti sul nostro territorio ha accresciuto un senso di insicurezza.

E’ uno stato d’animo che non va alimentato, diffondendo allarmi ingiustificati. Ma non va neppure sottovalutato. Non rendersi conto dei disagi e dei problemi causati alla popolazione significa non fare un buon servizio alla causa dell’accoglienza.

L’equazione immigrato uguale terrorista è ingiusta e inaccettabile, ma devono essere posti in essere tutti gli sforzi e le misure di sicurezza per impedire che, nel nostro Paese, si radichino presenze minacciose o predicatori di morte.

Anche nell’anno trascorso, le nostre Forze dell’ordine e i nostri Servizi di informazione hanno operato con serietà e competenza perché, in Italia, si possa vivere in sicurezza rispetto al terrorismo, il cui pericolo esiste ma si cerca di prevenire.

A loro va espressa la nostra riconoscenza.

Vi è un altro insidioso nemico della convivenza, su cui, in tutto il mondo, ci si sta interrogando. Non è un fenomeno nuovo, ma è in preoccupante ascesa: quello dell’odio come strumento di lotta politica. L’odio e la violenza verbale, quando vi penetrano, si propagano nella società, intossicandola.

Una società divisa, rissosa e in preda al risentimento, smarrisce il senso di comune appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza.

Tutti, particolarmente chi ha più responsabilità, devono opporsi a questa deriva.

Il web, ad esempio, è uno strumento che consente di dare a tutti la possibilità di una libera espressione e di ampliare le proprie conoscenze. Internet è stata, e continua a essere, una grande rivoluzione democratica, che va preservata e difesa da chi vorrebbe trasformarla in un ring permanente, dove verità e falsificazione finiscono per confondersi.

Un’altra grave ferita inferta alla nostra convivenza è rappresentata dalle oltre 120 donne uccise, nell’anno che si chiude, dal marito o dal compagno. Vuol dire una vittima ogni tre giorni. Un fenomeno insopportabile che va combattuto e sradicato, con azioni preventive e di repressione.

Desidero, adesso, rivolgermi soprattutto ai giovani.

So bene che la vostra dignità è legata anche al lavoro. E so bene che oggi, nel nostro Paese, se per gli adulti il lavoro è insufficiente, sovente precario, talvolta sottopagato, lo è ancor più per voi.

La vostra è la generazione più istruita rispetto a quelle che vi hanno preceduto. Avete conoscenze e potenzialità molto grandi. Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale.

Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta libera. Se si è costretti a lasciare l’Italia per mancanza di occasioni, si è di fronte a una patologia, cui bisogna porre rimedio.

I giovani che decidono di farlo meritano, sempre, rispetto e sostegno.

E quando non si può riportare nel nostro Paese l’esperienza maturata all’estero viene impoverita l’intera società.

Nel febbraio scorso, in una Università di New York, ho incontrato studenti di ogni continente. Una ragazza ha aperto il suo intervento dicendo di sentirsi cittadina europea, oltre che italiana.

Tante esperienze di giovani che condividono, con altri giovani europei, valori, idee, cultura, rendono evidente come l’Europa non sia semplicemente il prodotto di alcuni Trattati. Un Continente che, dopo essere stato, per secoli, diviso da inimicizie e guerre, ha scelto un cammino di pace e di sviluppo comune.

Quei giovani capiscono che le scelte del nostro tempo si affrontano meglio insieme. Comprendono, ancor di più, il valore della pacifica integrazione europea di fronte alla tragedia dei bambini di Aleppo, alle migliaia di persone annegate nel Mediterraneo e alle tante guerre in atto nel mondo.

E non accettano che l’Europa, contraddicendosi, si mostri divisa e inerte, come avviene per l’immigrazione.

Dall’Unione ci attendiamo gesti di concreta solidarietà sul problema della ripartizione dei profughi e della gestione, dignitosa, dei rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo.

Un cenno alla vita delle nostre istituzioni.

Queste sono state concepite come uno strumento a disposizione dei cittadini. Sono i luoghi della sovranità popolare, che vanno abitati se non vogliamo che la democrazia inaridisca.

All’inizio di questo mese si è svolto il referendum sulla riforma della seconda parte della Costituzione, con alta affluenza, segno di grande maturità democratica.

Dopo il Referendum si è formato un nuovo Governo.

Ho ricevuto nei giorni scorsi numerose lettere, alcune di consenso, altre di critica per le mie decisioni. Ho letto con attenzione queste ultime: è sempre bene ascoltare, e rispettare, le opinioni diverse. Si tratta di considerazioni di persone che avrebbero preferito nuove elezioni subito, a febbraio, per avere un nuovo Parlamento. Composto, ovviamente, dalla Camera dei deputati e dal Senato, secondo il risultato del Referendum.

Ora, non vi è dubbio che, in alcuni momenti particolari, la parola agli elettori costituisca la strada maestra. Ma chiamare gli elettori al voto anticipato è una scelta molto seria.

Occorre che vi siano regole elettorali chiare e adeguate perché gli elettori possano esprimere, con efficacia, la loro volontà e questa trovi realmente applicazione nel Parlamento che si elegge.

Queste regole, oggi, non ci sono: al momento esiste, per la Camera, una legge fortemente maggioritaria e, per il Senato, una legge del tutto proporzionale.

L’esigenza di approvare una nuova legislazione elettorale mi è stata, del resto, sottolineata, durante le consultazioni, da tutti i partiti e i movimenti presenti in Parlamento.

Con regole contrastanti tra loro chiamare subito gli elettori al voto sarebbe stato, in realtà, poco rispettoso nei loro confronti e contrario all’interesse del Paese. Con alto rischio di ingovernabilità.

Risolvere, rapidamente, la crisi di governo era, quindi, necessario sia per consentire al Parlamento di approvare nuove regole elettorali sia per governare problemi di grande importanza che l’Italia ha davanti a sé in queste settimane e in questi mesi.

Rivolgo gli auguri più sinceri a Papa Francesco, auspicando che il messaggio del Giubileo, e i suoi accorati appelli per la pace, vengano ascoltati in un mondo lacerato da conflitti e sfidato da molte incognite.

Cari concittadini,

qualche giorno fa, nelle zone del terremoto, ho ricevuto questo disegno in dono dai bambini della scuola dell’Infanzia di Acquasanta Terme, ritrae la loro scuola.

Vi è scritto: “La solidarietà diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune”.

Vorrei concludere facendo mio questo augurio, e rivolgendolo a ciascuno di voi, perché i sogni dei bambini possono costruire il futuro della nostra Italia.

Buon anno a tutti.

Educazione&Scuola Newsletter n. 1072


Educazione&Scuola Newsletter n. 1072

Dicembre 2016 – XXI Anno

Su Educazione&Scuola

http://www.edscuola.com
http://www.edscuola.it
http://www.edscuola.eu


Edscuola anche su:

Facebook: http://www.facebook.com/edscuola
Twitter: http://twitter.com/edscuola
YouTube: http://www.youtube.com/user/Edscuola
Flipboard: http://flipboard.com/profile/edscuola

Edscuola per piattaforme iOS (iPhone, iPad, iPod), Android, Windows Phone, Chrome, HTML 5:
http://www.edscuola.it/mobile.html


 

Notizie

Nomina Sottosegretari e DL Milleproroghe in CdM

Nel Consiglio dei ministri del 29 dicembre la nomina dei Sottosegretari di Stato e l’approvazione del Decreto Legge per la proroga dei termini previsti da disposizioni legislative

 

Intesa politica su Contratto Integrativo Mobilità Docenti 2017/2018

Il 29 dicembre 2016 siglato al MIUR l’accordo politico sul contratto integrativo di mobilità del personale docente 2017/2018

 

Nuova Capo di Gabinetto MIUR

Sabrina Bono nominata Capo di Gabinetto del MIUR

 

Rilancio del Mezzogiorno in CdM

Il 23 dicembre il Consiglio dei Ministri approva un Decreto Legge per il rilancio del Mezzogiorno

 

Digital Christmas

Il 22 dicembre al Miur workshop digitali con docenti e studenti

 

Crisi di Governo

Il nuovo governo ottiene la fiducia dalle Camere

 

Passaggio di consegne al MIUR

Passaggio di consegne tra la neo Ministra Valeria Fedeli e la Ministra uscente Stefania Giannini

 

Legge di Bilancio 2017 al Senato

Il 7 dicembre il Senato approva in via definitiva la Legge di Bilancio 2017

 

Italian Teacher Prize

Resi noti i nomi dei 50 finalisti

 

Referendum Costituzionale

Si svolge il 4 dicembre 2016 il referendum popolare sulla legge costituzionale

 

 


Norme

Nota 30 dicembre 2016, AOODGOSV 15093

Procedura ordinaria aperta per la realizzazione del Progetto: “Automazione: sfida globale” che si svolgerà durante l’anno scolastico 2016/2017

 

Nota 30 dicembre 2016, AOODGOSV 15091

 

Nota 30 dicembre 2016, AOODGOSV 15092

Procedura ordinaria aperta per la realizzazione del Progetto: “Musica: arte e linguaggio che travalicano le frontiere” che si svolgerà durante l’anno scolastico 2016/2017

 

Nota 30 dicembre 2016, AOODGOSV 15103

Procedura ordinaria aperta per la realizzazione del Progetto: “La nuova frontiera: didattica per competenze” per l’a. s. 2016/2017

 

Avviso 30 dicembre 2016, AOODPIT 3653

Procedura per il conferimento di due incarichi dirigenziali ai sensi dell’articolo 19, comma 6 del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001 e successive modificazioni ed integrazioni presso il Dipartimento …

 

Decreto-Legge 30 dicembre 2016, n. 244

Proroga e definizione di termini

 

Nota 30 dicembre 2016, AOODGOSV 15094

Procedura ordinaria aperta per la realizzazione del Progetto: “Filosofia storia e diritto: le basi della società” per l’anno scolastico 2016/2017

 

Decreto-Legge 29 dicembre 2016, n. 243

Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno

 

Atto di Indirizzo 23 dicembre 2016, AOOUFGAB 70

Individuazione delle priorità politiche del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca per l’anno 2017

 

Nota 23 dicembre 2016, AOODGOSV 14922

III edizione concorso “Certamen Latinum Syracusanum” – a.s. 2016/2017

 

Nota 23 dicembre 2016, AOODGOSV 14919

III edizione concorso “Certame Nazionale Cardarelliano” – a.s. 2016/2017

 

Decreo Dipartimentale 22 dicembre 2016, AOODPIT 1433

Progetti reti di scuole

 

Sentenza Corte Costituzionale 22 novembre 2016, n. 284

Legge Buona Scuola

 

Nota 22 dicembre 2016, AOODGOSV 14913

 

Decreto Dipartimentale 22 dicembre 2016, AOODPIT 1438

Criteri per l’individuazione degli studenti meritevoli per i risultati raggiunti nelle competizioni indicate nel Programma annuale per la valorizzazione delle eccellenze e determinazione dell’ammontare …

 

Nota 22 dicembre 2016, AOODGPER 40587

Piano di formazione per il personale ATA – a.s. 2016-2017. Decreto Dipartimentale 22 dicembre 2016, AOODPIT 1443

 

Nota 22 dicembre 2016, AOODGPER 40586

Piano di formazione per i dirigenti scolastici in servizio e neoassunti a.s. 2016-2017. Assegnazione delle risorse finanziarie e progettazione delle iniziative formative. Decreto Dipartimentale 22 dicembre …

 

Nota 21 dicembre 2016, AOODGOSV 14814

IV Edizione del Concorso Certamen di “Letteratura Scientifica e Tecnica greca e latina” – anno 2016-2017

 

Nota 20 dicembre 2016, AOODGOSV 14767

Concorso nazionale “Giovanni Virgilio Schiaparelli” – VII Edizione A.S. 2016-2017

 

Parere Consiglio di Stato 15 dicembre 2016, n. 2627

Schema DPR recante integrazioni al DPR 15 marzo 2010, n. 88

 

Nota 15 dicembre 2016, AOODGCASIS 4135

Rilevazioni sulle scuole statali e non statali – Dati Generali – A.S. 2016/2017

 

Parere Consiglio di Stato 15 dicembre 2016, n. 2629

Schema DPR recante integrazioni al DPR 15 marzo 2010, n. 87

Formazione all’innovazione didattica e organizzativa: Trasmissione Manuale Operativo Gestione (MOG)

Prot. 18922 del 15 dicembre 2016 e allegato

 

Nota 14 dicembre 2016, AOODGCASIS 4132

Iscrizioni on Line anno scolastico 2017/18 – Fase di avvio

 

Avviso 13 dicembre 2016, AOODPIT 3423

Procedura per il conferimento, presso l’Amministrazione centrale, di 2 incarichi dirigenziali ai sensi dell’articolo 19, comma 6 del decreto legislativo n. 165 del 30 marzo 2001 e successive modificazioni …

 

Convenzione 12 dicembre 2016, AOODGOSV 14322

Realizzazione, ai sensi all’art. 28 – comma 2 – lett. d – e comma 3 del D.M 663 del 1.9.2016, delle azioni previste dal Protocollo di intesa tra il MIUR e il Ministero della Giustizia siglato nel …

 

Convenzione 12 dicembre 2016, AOODGOSV 14321

Realizzazione, ai sensi all’art. 28 – comma 2 – lett. c – e comma 3 del D.M 663 del 1.9.2016, delle misure nazionali di sistema per l’aggiornamento dei dirigenti, dei docenti e del personale …

 

Decreto Ministeriale 12 dicembre 2016, n. 987

Autovalutazione ,valutazione, accreditamento iniziale e periodico delle sedi e dei corsi di studio universitari

 

Avviso 12 dicembre 2016, AOODGOSV 14334

Valorizzazione delle eccellenze

 

Legge 11 dicembre 2016, n. 232

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019

 

Nota 7 dicembre 2016, AOODGPER 38646

D.M. 941 del 1° dicembre 2016. Cessazioni dal servizio del personale scolastico dal 1° settembre 2017. Trattamento di quiescenza. Indicazioni operative

 

Nota 7 dicembre 2016, Prot. n. 14092

Concorso nazionale “Classe turistica. Festival del turismo sostenibile nelle scuole” A.S. 2016-2017 XI Edizione

 

Nota 6 dicembre 2016, AOODGOSV 14085

Festival dell’Economia di Trento 2017: Concorso “EconoMia” per le scuole secondarie di secondo grado

 

Nota 5 dicembre 2016, AOODGOSV 14000

Pubblicazione esempi di 2ª prova scritta/esami di Stato 2016/17

 

Nota 5 dicembre 2016, AOODGOSV 14031

Concorso nazionale “Bufale in rete: come riconoscerle!” e collana di divulgazione scientifica “I ragazzi di Pasteur”

 

Nota 2 dicembre 2016, AOODGOSV 13945

Gara Nazionale per gli alunni degli istituti professionali e per gli alunni degli istituti tecnici che frequentano il IV anno di corso nel corrente anno scolastico 2016/2017

 

Nota 1 dicembre 2016, AOODGOSV 13829

Giovani in crescendo. Anno scolastico 2016/2017

 

Avvio corsi di formazione per animatori digitali, team per l’innovazione, personale docente e personale tecnico-amministrativo

Nota prot. 18397 del 01 dicembre 2016

 

Decreto Ministeriale 1 dicembre 2016, AOOUFGAB 948

Disposizioni concernenti l’attuazione dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno ai sensi del DM n. 249 del 10 settembre 2010 e successive modificazioni

 

Nota 1 dicembre 2016, AOODPIT 3373

Piano per la formazione dei docenti – Trasmissione D.M. n.797 del 19 ottobre 2016

 

Decreto Ministeriale 1 dicembre 2016, AOOUFGAB 941

Presentazione delle domande di cessazione

 


Rubriche

in Bacheca della Didattica

Educazione all’essere bambina

di Margherita Marzario

E adesso cosa succede?

di Alessandro Basso

Innovazione e PNSD: i perché di una riforma

di Mariacristina Grazioli

Chi ha paura della scienza?

di Giovanni Fioravanti

La vacuità del Piano per la formazione dei docenti 2016-2019

di Enrico Maranzana

La mia didattica laboratoriale

di Patricia Tozzi

Legge di Bilancio

MIUR

in DIDES di Umberto Tenuta

Schola Renovanda Est
di Umberto Tenuta

in Europ@Fondi Strutturali di Fabio Navanteri

Formazione all’innovazione didattica e organizzativa: Trasmissione Manuale Operativo Gestione (MOG)

Prot. 18922 del 15 dicembre 2016 e allegato

Avvio corsi di formazione per animatori digitali, team per l’innovazione, personale docente e personale tecnico-amministrativo

Nota prot. 18397 del 01 dicembre 2016

in Famiglie

Sportello Genitori Studenti e Scuola

a cura di Cinzia Olivieri

in Handicap&Società di Rolando Alberto Borzetti

FAQ Handicap e Scuola – 59

a cura dell’avv. Salvatore Nocera e di Evelina Chiocca

in InformagiovaniLa Rete di Vincenzo Andraous

Natale dei solchi e della speranza

di Vincenzo Andraous

Quest’anno il Bambino è nato a casa mia

di Vincenzo Andraous

in LRE di Paolo Manzelli

IL PESCATO NELLA NUTRIZIONE FUNZIONALE DEL FUTURO

di Paolo Manzelli

EAT Aquafish & Think BLUEconomy

14 december 2016

in Recensioni

F. Geda, Nel mare ci sono i coccodrilli

di Mario Coviello

La mafia uccide solo d’estate

di Luigi Manfrecola

D. Goleman e P. Senge, A scuola di futuro

di Luigi Manfrecola

E. Rasy, L’estranea

di Antonio Stanca

D. Maraini, Se un personaggio bussa alla mia porta

di Antonio Stanca

Come diventare grandi nonostante i nostri genitori di Luca Lucini

di Mario Coviello

in Riforme On Line di Giancarlo Cerini

Lasciate lo “zerosei” ai bambini

di Giancarlo Cerini

in Scuola&Territorio di Gian Carlo Sacchi

La Buona Scuola un anno dopo

di Gian Carlo Sacchi

in Software

Internet, Reti, Nuove tecnologie

Innovazione e PNSD: i perché di una riforma

di Mariacristina Grazioli

in Statististiche

Orientamento e dis-orientamento

Roma, 14 dicembre 2016

#IMiei10Libri

La classifica finale

OCSE PISA – IEA TIMSS – TIMSS ADVANCED

Roma, 6 dicembre 2016

50° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2016

CENSIS

 

in Tiriticcheide di Maurizio Tiriticco

Apprendere per competenze nello scenario europeo

di Maurizio Tiriticco

Lettera aperta ai sindacalisti della scuola

di Maurizio Tiriticco

Un ministro dell’Istruzione molto sui generis!

di Maurizio Tiriticco

Ancora un ministro a cui occorrerà insegnare tutto!

di Maurizio Tiriticco

Cara Alessandra!

di Maurizio Tiriticco

Lettera a Giancarlo Cerini

di Maurizio Tiriticco

Conversando con Alessandra

di Maurizio Tiriticco

Una lingua in decadimento?

di Maurizio Tiriticco

Conversando con Aurelio

di Maurizio Tiriticco

Il superfluo e il necessario

di Maurizio Tiriticco

La scuola “a gran dispitto”

di Maurizio Tiriticco

La mia didattica laboratoriale

di Patricia Tozzi

 

 


Rassegne

Stampa

Sindacato

Gazzetta Ufficiale

 

Scuola, marcia indietro Il prof può chiedere di tornare vicino a casa

da Corriere della sera

Scuola, marcia indietro Il prof può chiedere di tornare vicino a casa

L’intesa con i sindacati. La stima: effetti su 50 mila docenti

Si torna al punto iniziale. C’era una volta la Buona scuola. Quella che doveva premiare il merito, assegnare i prof giusti alle scuole che ne avevano bisogno, dare un po’ di stabilità e cancellare la supplentite. Non è successo. Gli insegnanti che servivano non sono arrivati (non tutti almeno). I supplenti sono rimasti. Migliaia di persone hanno dovuto trasferirsi lontano pur di avere una cattedra. E in molti istituti il clima è diventato rovente.

Allora si ricomincia da capo. Con una nuova ministra dell’Istruzione, ex sindacalista, che come primo atto incontra quei sindacati per oltre mille giorni quasi ignorati dalla precedente titolare del Miur. E insieme firmano un «accordo politico» che «cancella» uno dei cardini della riforma, l’obbligo per ogni docente di restare al suo posto per tre anni per poi, in caso di trasferimento, finire negli «ambiti», bacini territoriali legati alle province, ed essere scelto da un preside in base a competenze e curriculum.

A partire dalla prossima primavera invece ogni insegnante di ruolo potrà subito chiedere di essere trasferito in un’altra scuola vicino a casa e indicare quale, fino a un massimo di 5 istituti: se non ci sarà posto per lui, avrà altre 4 possibilità. Inoltre potrà scegliere fino a 10 province (15 se non sceglie la scuola): se da Udine, ad esempio, non riuscirà a trovare una cattedra a Palermo, potrà indicare anche le province vicine. Questo significa che anche il prossimo anno scolastico, dopo quello in corso, vedrà un via vai di docenti su e giù per la Penisola. Il Miur ne prevede almeno 50 mila, per i sindacati saranno ben di più. E per la maggior parte c’è da aspettarsi che saranno viaggi dal Nord verso il Sud.

D’altronde, lo scorso settembre sono state 200 mila le persone che hanno usufruito della cosiddetta mobilità straordinaria, cioè la possibilità di chiedere un’assegnazione provvisoria di una cattedra per non doversi allontanare troppo da casa. Il che, il primo giorno di scuola, si è tradotto in un caos con cattedre occupate da un avente diritto che però non si è presentato potendo restare vicino a casa. In molte classi d’Italia, nel giro di pochi mesi, sullo stesso posto si sono susseguiti anche 4 supplenti.

«Non si smonta la legge 107 (la Buona scuola, ndr )» sottolinea però decisa la ministra Valeria Fedeli: «Quella siglata è un’intesa a favore della scuola, abbiamo avviato un percorso di responsabilità e serietà che mette al centro il funzionamento del nostro sistema di istruzione». L’obiettivo, spiega, «è il miglioramento delle condizioni della scuola, pensando a chi ci lavora e a chi la frequenta». E poi, «si tratta di una misura straordinaria, esclusivamente per la mobilità dell’anno scolastico 2017-2018: resta fermo infatti l’obiettivo prioritario, chiaramente indicato dalla 107, della continuità didattica».

Esultano i sindacati. L’accordo è stato firmato da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals-Confsal: «È frutto di un meticoloso lavoro di mediazione favorito anche dall’atteggiamento di attenzione e apertura al dialogo assunto dalla ministra Fedeli a partire dall’incontro del 22 dicembre». Per Pino Turi della Uil «nella 107 ci sono stati errori palesi, per fortuna il clima è cambiato e ora stiamo riavvicinando la teoria alla pratica». Nessuna intesa invece per la Gilda, che alla ministra ha chiesto un deciso passo indietro su tutta la Buona scuola, a partire dalla «chiamata diretta dei presidi»: un punto della riforma che la ministra non vuole toccare ma che per i sindacati invece è il prossimo passo. L’accordo firmato rimanda infatti a «un accordo separato e parallelo» le «procedure e modalità per l’assegnazione alle scuole dei docenti in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale per assicurare imparzialità e trasparenza». Come dire: stop ai presidi che scelgono il prof che vogliono.

Claudia Voltattorni cvoltattorni@corriere.it

La buona scuola finisce in retromarcia

da Corriere della sera

La buona scuola finisce in retromarcia

Il sindacato sventola un riequilibrio, ma l’importante è che non riporti alla melina di trattative asfissianti e a quella versione infetta della cogestione di cui già abbiamo fatto esperienza

di GianAntonio Stella

I «muscoli del Capitano», per citare De Gregori, non han dato i risultati promessi. Anzi. Meglio un passo indietro. Il senso della riforma alla riforma «epocale» della Buona scuola, al di là di questo o quel punto come la sterzata sui trasferimenti, sta in due righe del comunicato dei sindacati che salutano trionfanti «un riequilibrio del rapporto tra leggi e contrattazione a favore di quest’ultima». Traduzione: d’ora in avanti l’ultima parola spetterà ancora, ovvio, alle regole fissate dal governo. Ma solo «dopo» un confronto coi rappresentanti dei lavoratori.

Che le nuove norme avessero creato nella scuola una sorta di incessante bradisismo è sotto gli occhi di tutti. Un caos il concorsone per assumere 63.712 docenti selezionati da quasi mille commissioni attraverso prove spesso rifiutate da esaminatori pagati 50 cent «per la correzione di ciascun elaborato e 50 per ogni candidato esaminato all’orale». Ritardi enormi. Prove impugnate: «Più che un esame un tentativo di decimazione», scrisse di alcune Ernesto Galli della Loggia. Oltre la metà di bocciati (55%) agli scritti. Ricorsi a pioggia contro l’«algoritmo canaglia» delegato a gestire «equi» trasferimenti al Nord vissuti come «deportazioni». Classi sconvolte dai certificati medici di chi, vinta una cattedra a mille chilometri da casa, cercava di resistere appellandosi insieme al giudice. Centomila supplenze…

Prima ancora della slavina di «No», lo stesso Renzi pareva aver capito quanto certe prove di forza (tanto più in un settore come la scuola) possano essere un azzardo: o porti a casa i risultati promessi o il fallimento è scaricato addosso a te. La mano tesa di fine novembre al pubblico impiego e la scelta come ministro di Valeria Fedeli (non laureata ma ex sindacalista) han fatto il resto. Una sterzata radicale. Che potrebbe essere positiva. Purché quel «riequilibrio» sventolato dal sindacato non riporti alla melina di trattative asfissianti e a quella versione infetta della cogestione di cui già abbiamo fatto esperienza.

2016, un anno di scuola – Ministro vs sindacati

da La Tecnica della Scuola

2016, un anno di scuola – Ministro vs sindacati

Riassumere in poche battute l’andamento dei rapporti fra Ministro e sindacati nel corso del 2016 non è difficile: i rapporti non sono stati buoni, forse i peggiori degli ultimi anni.
C’è chi sostiene che non si era scesi così in basso neppure con i ministri Moratti e Gelmini che pure avevano assunto decisioni contestatissime dal mondo della scuola.
Le occasioni di scontro sono state numerose, a cominciare dai trasferimenti del docenti che non sono andati esattamente come si sperava. Per tutta l’estate le conseguenze dell’algoritmo della mobilità è stato motivo di proteste e ricorsi che hanno trovato però poco ascolto da parte del Ministero.
E poi c’è stata la vicenda della chiamata diretta che ha contribuito a rendere ancora più complicati e difficili i rapporti anche se, alla resa dei conti, gli stessi sindacati hanno dovuto ammettere che le operazioni di chiamata dei docenti dagli albi territoriali si sono svolte in modo legittimo e regolare.

Nel corso dell’anno la tensione fra Giannini e sindacati ha toccato la punta massima nel mese di maggio con una mezza dozzina di giornate di scioperi, fra i quali vanno ricordati quello del sindacalismo di base e della Gilda del 12 maggio e quello di Cgil, Cisl, Uil e Snals di 8 giorni dopo. Scioperi che per la verità non avevano avuto un grande risultato tanto che il ministro Giannini e lo stesso Renzi avevano dichiarato che, tutto sommato, alla scuola le riforme del Governo non spiacevano affatto.
In realtà, come si è detto, l’estate è trascorsa fra le proteste generali per gli esiti imprevisti del piano di mobilità.
La situazione sembra essere migliorata leggermente solo dopo il camibio di guardia a Viale Trastevere: con l’arrivo della nuova ministra Valeria Fedeli i rapporti stanno diventando più distesi (la firma dell’intesa sulla mobilità ne è il segnale tangibile), ma è ancora presto per dire se nel 2017 la situazione cambierà in modo significativo.

Accesso civico, trasparenza e obblighi di pubblicazione per la P.A.

da La Tecnica della Scuola

Accesso civico, trasparenza e obblighi di pubblicazione per la P.A.

Nella seduta del 28 dicembre il Consiglio dell’Anac ha approvato due importanti documenti.

Il primo riguarda le Linee guida per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato, il cosiddetto Foia. Il documento fornisce indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico di cui all’art. 5 co. 2 del d.lgs. 33/2013.

Il secondo concerne le prime Linee guida sull’attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto Trasparenza (dlgs. 97/2016).

Le Linee guida sono suddivise in tre parti.

Una prima parte illustra le modifiche di carattere generale che sono state introdotte dal d.lgs. 97/2016, con particolare riferimento all’ambito soggettivo di applicazione, alla programmazione della trasparenza e alla qualità dei dati pubblicati.

Nella seconda parte si dà conto delle principali modifiche o integrazioni degli obblighi di pubblicazione disciplinati nel d.lgs. 33/2013. Con riferimento ai dati da pubblicare ai sensi dell’art. 14, l’ANAC rinvia a specifiche Linee guida in corso di adozione.

Nella terza parte sono fornite alcune indicazioni circa la decorrenza dei nuovi obblighi e l’accesso civico in caso di mancata pubblicazione di dati.

In allegato alle Linee guida è stata predisposta, in sostituzione dell’allegato 1 della delibera n. 50/ 2013, una mappa ricognitiva degli obblighi di pubblicazione previsti per le pubbliche amministrazioni dalla normativa vigente.

 

Pagamento supplenti: l’emissione speciale sarà il 18 gennaio

da La Tecnica della Scuola

Pagamento supplenti: l’emissione speciale sarà il 18 gennaio

La Direzione generale del risorse umane e finanziarie del MIUR ha informato che il 18 gennaio 2017 (e non il 9 come inizialmente previsto) ci sarà un’emissione speciale per il pagamento dei supplenti brevi e saltuari.

Infatti, si legge nella nota “in data 18 gennaio 2017 è programmata l’emissione straordinaria da parte di Noipa mediante la quale saranno liquidate le spettanze dovute del mese di dicembre 2016 al personale con incarichi di supplenza breve e saltuaria, nonché la liquidazione dei  ratei contrattuali non rientrati nell’emissione di dicembre 2016 o autorizzati successivamente alla data del 2 dicembre 2016”.

La Flc Cgil ha evidenziato le evidenti disfunzioni della procedura, la quale  “ha automaticamente escluso –  non assegnando le corrispondenti risorse finanziarie – tutti i contratti di supplenza temporanea che si concludevano con la fine del mese di novembre e quelli che proseguivano in dicembre. E’ evidente che così il meccanismo, arrivati a dicembre di ogni anno, non funziona”.

Nulla si può imputare ad Assistenti amministrativi, DSGA, DS  che hanno lavorato, come al solito, con solerzia e celerità.

“Ci attendiamo che il MIUR – conclude il Sindacato – metta mano in maniera risolutiva al sistema per rendere certo il diritto allo stipendio per migliaia di lavoratori”.