PROVE DI SMANTELLAMENTO DELLA LEGGE 107

PROVE DI SMANTELLAMENTO DELLA LEGGE 107

 

DIRIGENTISCUOLA era prontamente intervenuta all’indomani dell’Intesa propedeutica al rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, sottoscritta il 30 novembre u.s. tra i titolari della Funzione Pubblica e i vertici di CGIL-CISL-UIL, non riuscendo a trovare altre convincenti spiegazioni che non fosse quella di un tentativo dell’ultima ora per guadagnare alla causa referendaria del NO le – presunte – ostili tre milioni di anime popolanti la galassia del pubblico impiego. Perché manda a ramengo l’intero dispositivo della Riforma Brunetta (D. Lgs. 150/09), primariamente in punto dei rinforzati poteri datoriali della dirigenza pubblica e in generale segnando la recessione, rispetto al contratto, delle fonti pubblicistiche afferenti all’organizzazione dei pubblici uffici e all’attribuzione delle sfere di competenza del personale ivi incardinato, tra l’altro bellamente obliterandosi l’articolo 97, commi secondo e terzo, della Costituzione.

In cambio di quest’accordo “fortemente innovativo” (UIL), che consente di “riaprire la stagione dei rinnovi contrattuali” (CGIL), le Corporazioni sindacali hanno accettato la “cifra dignitosa” (CISL) di 85 euro lordi mensili medi spalmati nel triennio 2016-2018 e prontamente corrisposto all’idea fissa della ministra Madia e del sottosegretario Rughetti, confermati nel nuovo Governo Gentiloni, della “piramide rovesciata” o della logica alla “Robin Hood”, di assicurare i maggiori aumenti agli stipendi più bassi e con salvezza degli 80 euro mensili netti per chi al momento percepisce un lordo anno inferiore a 26.000 euro, così che lo strumento contrattuale, che per dettato della sentenza della Corte costituzionale 178/15 (che ha imposto la cessazione di una moratoria negoziale protrattasi per sei anni) dovrebbe assicurare la giusta retribuzione in base alla qualità e alla quantità del lavoro svolto, è trasformato in un’impropria misura assistenziale, con prospettive grame per la “specifica” dirigenza scolastica, di rimanere inchiodata – al quarto contratto! – nel suo rango di figlia di un dio minore rispetto ai “generici” dirigenti pubblici.

Ma, celebratosi il referendum con il (provvisorio?) commiato di Matteo Renzi e con una, per certi versi imbarazzante, continuità governativa che ha comportato il solo licenziamento del titolare della Minerva, la nostra ipotesi – di un cedimento provvisorio o finto del Governo – pare oggettivamente smentita dalla nuova ministra Fedeli: che, dopo un breve ma intenso lasso temporale per “ascoltare, dialogare e fare sintesi”, ha dato al suo nuovo capo di gabinetto il “placet” alla firma di un Accordo, il 29 dicembre 2016, con quattro dei cinque sindacati del comparto, nell’insieme altresì rappresentativi (nella complessiva misura di poco superiore al 50%) nell’area dirigenziale Istruzione e Ricerca.

Il titolo anodino di “Accordo politico sulla mobilità dei docenti”, peraltro avente “validità esclusiva per il solo anno scolastico 2017-2018”, in realtà cela un colpo mortale al cuore della legge 107/15, anzitutto reintroducendo la mobilità selvaggia dei docenti, inclusi i nuovi assunti, rendendola libera con svincolo del loro obbligo della permanenza triennale nel proprio ambito o nella propria scuola, in spregio al divieto del comma 73, secondo cui “dall’anno scolastico 2016-2017 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali”; e dopo che nelle precedenti tornate si era sterilizzato il chiaro disposto del primo comma dell’art. 40 del D. Lgs. 165/01 e s.m.i., per il quale nelle materie relative alla mobilità (e alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio) “la contrattazione collettiva è consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge”.

In secondo luogo prevede un separato accordo, oggetto di un contratto parallelo a quello sulla mobilità, per la concorde definizione dei criteri di individuazione dei docenti per competenze (c.d. chiamata diretta), “in un quadro di requisiti stabiliti a livello nazionale che valorizzino il Collegio dei docenti e le sue articolazioni, assicurando imparzialità e trasparenza”, in attesa che, per quanto prima sottoscritto dalla Funzione Pubblica e dalle Confederazioni generaliste, possa pure essere contrattato il “bonus” premiale, con la cancellazione dei commi 126-129 della legge 107, ancorché il susseguente comma 196 sancisca che “sono inefficaci le norme e le procedure contenute nei contratti collettivi, contrastanti con quanto previsto dalla presente legge”; e infine, sempre in sede di imminente (?) rinnovo contrattuale, non escludendosi un annacquamento del sistema delle sanzioni disciplinari, sull’abbrivo di una montante, e stravagante, giurisprudenza che vuole il dirigente scolastico facoltizzato, nei confronti dei docenti, alla sola irrogazione dell’avvertimento scritto e della censura.

Smontate le parti qualificanti della legge e fornendo chiara mostra di voler rinunciare all’esercizio delle non meno “pregiate” deleghe in essa contenute, nella ricerca di un improbabile consenso da recuperare (per le prossime elezioni anticipate?) o che non si è mai avuto e né mai lo si avrà, della “Buona scuola” restano, e forse s’incrementano pure, il piano assunzionale dei docenti, dragando quanto più precariato possibile, e i finanziamenti, rigorosamente gestiti dall’apparato centrale, di un’ampia progettualità sulla formazione del personale, sulla scuola digitale, sull’inclusione scolastica, sull’alternanza scuola-lavoro, sulla didattica laboratoriale, sulla cittadinanza attiva, sulla salute e sicurezza…ma abbandonandosi il primigenio proposito di ridisegnare una nuova “governance” coerente con l’assetto autonomistico del sistema scolastico, a partire dai rinforzati – e contrastati – “poteri” del dirigente scolastico.

Poiché la buona fede si presume, fino a – nuova – prova contraria, e dando per scontato che un’ex sindacalista di lungo corso non abbia, nella nuova funzione, in cima alle sue preoccupazioni quella di tenersi buoni i sindacati perché consentano l’ennesimo blocco dei salari, non è proprio dato di comprendere come possa realizzarsi il proposito della ministra Fedeli, campeggiante nella prima priorità politica del suo Atto d’indirizzo per l’anno 2017, firmato nell’antivigilia di Natale, di “proseguire nel processo di implementazione e completa attuazione della legge 107 del 2015”.

Perché non può ignorare le reali intenzioni dei suoi rivitalizzati partner, peraltro esposte alla luce del sole: che non sono affatto quelle di concorrere “nel processo di implementazione e completa attuazione della legge n. 107 del 2015”, bensì di neutralizzarla tramite trattative asfissianti e a tutto tondo, più che possibile “nuova versione infetta della cogestione” (G. Stella, “Corriere della sera”), così provando a recuperare tutti i fallimenti che hanno subìto sulla “Buona scuola”.

E non vorremmo proprio credere che la ministra Fedeli, avendo all’atto del suo insediamento dichiarato e poi confermato la volontà di studiare e documentarsi per conoscere un universo finora estraneo, prima di promuovere l’Accordo non abbia preso cognizione:

  1. del modesto risultato dello sciopero contro la legge 107/15 indetto dai maggiori sindacati della scuola all’indomani della sua entrata in vigore e del clamoroso “flop” di quello replicato poco più di un anno dopo, con un’adesione inferiore al 10% del personale docente e ATA;
  2. della mancata raccolta delle firme necessarie per l’indizione dell’annunciato referendum popolare al fine dell’abrogazione della predetta legge, bollata come il ricettacolo di ogni nequizia, che avrebbe prodotto “una mutazione genetica rispetto ai principi e valori costituzionali per la scuola pubblica statale” (dal sito Uilscuola del 6 dicembre 2016);
  3. della sentenza della Corte costituzionale 284/16, depositata il 21 dicembre 2106, otto giorni prima dell’Accordo, con cui sono stati rigettati i 5 motivi di ricorso della regione Veneto e ben 12 dei quattordici della Regione Puglia, che aveva sferrato un attacco all’intera impalcatura della legge 107 allegando la lesione che essa avrebbe consumato delle competenze regionali concorrenti in materia di istruzione ed esclusive in materia di istruzione e formazione professionale, ma chiaramente per rimarcare la distanza politica dal Governo Renzi e dar man forte ai tanti nemici della “Buona scuola”: che ha accolto solo quelli inerenti il comma 153 (riparto dei fondi per le scuole innovative, per omessa intesa con le Regioni) e parte del comma 181 (sempre per difetto d’intesa sulla definizione degli standard strutturali e qualitativi dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia nell’ambito dei principi e dei criteri direttivi per l’esercizio della delega legislativa sul nuovo sistema integrato 0-6). Insomma, briciole o poco più, mentre sono stati ritenuti di legittima esclusiva competenza del Parlamento nazionale, tra gli altri, i commi costituenti il cuore della Riforma: 66 (Ruoli del personale docente e loro articolazione in ambiti territoriali), 68 (Ripartizione dell’organico dell’autonomia tra gli ambiti territoriali), 126 (Istituzione del fondo, extracontrattuale, per la valorizzazione del merito del personale docente);
  4. della muta eloquenza dei fatti, testimonianti che nelle scuole la 107 non sta producendo sconvolgimenti e vengono tranquillamente accettati i suoi fondamentali istituti, dal bonus premiale all’intrigante trinomio RAV-PTOF-PdM; che, anzi, le scuole dimostrano vivacità ed interesse a partecipare ai vari progetti resi possibili dai finanziamenti dell’aborrita legge e, quanto all’enfatizzata conflittualità che le starebbe lacerando, i dati dell’ARAN rendono noto che sono stati firmati il 93% dei contratti integrativi d’istituto e solo nell’1,3% dei casi i dirigenti scolastici hanno fatto ricorso all’atto unilaterale.

Dovrebbe allora la ministra Fedeli convenire, alla stregua delle compendiate “evidenze”, e determinandosi di conseguenza, che se la 107 non è perfetta, essa fa male solo ai sindacati adusi a mettersi sempre di traverso perché ostili ad ogni innovazione che possa intaccare il consolidato governo – perciò preteso come diritto acquisito – di un personale mantenuto in una dipendente e massiva condizione impiegatizia.

Ci (ri)pensi la signora ministra, prima di attivare, o sostenere, i provvedimenti legislativi per dar seguito a una – sbilanciatissima – “Entente cordiale”, che non ha direttamente sottoscritto e che, di per sé, è priva di qualsivoglia valore giuridico.

Decine di migliaia di docenti supplenti senza stipendio

Scuola =
on. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana):
Decine di migliaia di docenti supplenti senza stipendio.
Situazione indecente, altro che Buona Scuola. Il governo risolva subito.

“Ancora una volta i docenti supplenti trattati come schiavi. Altro che BuonaScuola della propaganda renziana: un episodio indecente che la dice lunga sull’attenzione che ha il governo nei confronti dell’istruzione pubblica del nostro Paese.”
Lo scrive su twitter Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, commentando la vicenda delle decine di migliaia di insegnanti supplenti che stanno aspettando da mesi l’erogazione degli stipendi, denunciata in queste ore dalle organizzazioni sindacali,  e su cui il Miur e il ministero dell’economia si stanno rimpallando la responsabilita’ dei ritardi.
Sulla vicenda Sinistra Italiana presentera’ in Parlamento interrogazioni parlamentari affinche’ venga trovata immediatamente una soluzione dignitosa.

Fantozzi e i nuovi privilegiati

Fantozzi e i nuovi privilegiati*

di Pierluigi Tiriticco

Chi guarda un film di Fantozzi non pensa più a un oppresso dal potere capitalistico: oggi il personaggio di Fantozzi è un privilegiato. Come cambiano i tempi…

 

Vi ricordate il ragionier Fantozzi, oggetto del ludibrio, della compassione, delle prese in giro dell’Italia post boom economico, alle prese con la contestazione giovanile e con i primi focolai della strategia terroristica? A distanza di soli 40 anni e poco più è tutto cambiato, perché è cambiato drammaticamente anche il nostro paese ed il suo derelitto e anacronistico mercato del lavoro. Ebbene sì, dirlo a chiare lettere senza alcuna remora o tentennamento fa impressione, ma l’evidenza è chiara e lampante: Fantozzi nel 2016 è un privilegiato, roba da far invidia al 25enne laureato con lode o al 40/50enne che va avanti con contratti semestrali e che lo chiamano “professionista” a fronte di parcelle che lo rendono sì un professionista, ma del tirare a campare.

Facciamo allora due conti in tasca al “tragico” ragioniere anni ’70 ed il nuovo lavoratore del nuovo radioso millennio: mettiamo il primo a confronto coi nuovi “socialisti a partita iva” (quelli che si sono malgrado loro beccati il peggio dell’economia di piano – tutti uguali – ed il peggio dell’economia capitalista –tutti sfruttati-). Da una parte 12 mensilità, 13ma, straordinari e super festivi, indennizzi vari, malattia, ferie pagate e 104 cumulabili (per parenti lontani anche 500 chilometri); dall’altra parte… nulla. Chi mai oggi in queste condizioni farebbe a cambio con il nostro ragioniere o col suo collega di squallidissime scorribande, geometra Filini? Direi nessuno, le risate rimangono, ma l’amarezza sale…

Non c’è sberleffo della Signorina Silvani od umiliazione da parte del Mega-direttore-galattico che tenga, Fantozzi dà una pista a tutti. C’è da giurare che il genio di un Luciano Salce, regista della saga, e dello stesso Villaggio che ha inventato il personaggio, non avrebbe cercato il grottesco bersaglio, rappresentativo dell’ultimo gradino della decenza sociale, in un ambito pubblico, ma nelle migliaia di studi professionali dove trionfa il precariato giovanile a colpi di partita iva e versamenti inps al 27% che mai rivedranno nella loro, auguriamoci lunga, vita.

* da laleggepertutti.it

N. Raleigh Baskin, Tutt’altro che tipico

“Tutt’altro che tipico” di Nora Raleigh Baskin, Uovonero

di Mario Coviello

Jason Blake ha dodici anni ed è autistico. Ha una madre, un padre e un fratello di otto anni Jeremy che gli vogliono molto bene e “dolorosamente” hanno imparato a fare   i conti con la sua “diversità” Vive in un mondo di persone neutoritipiche e Jason questo lo sa bene. Lo ha imparato dai tre quattro anni quando, cominciando a frequentare la scuola materna, si distingueva perché a quattro anni sapeva già leggere e scrivere tutto quello che vedeva ma non riusciva a comportarsi come gli altri. Jason ormai sa che ogni giorno qualcosa per lui andrà storto, ed è solo questione di tempo, perché non riesce a tirare fuori le parole per dire come si sente, perché è arrabbiato, cosa lo fa star male. Non riesce a guardare negli occhi le persone, i rumori forti lo mandano in confusione e comincia a “sfarfallare” con le braccia e poi con tutto il corpo. Il tempo che scorre è la sua ossessione e si angoscia perché ha sempre paura di non fare in tempo a terminare i compiti assegnati, a “sistemare” la realtà” che sembra continuamente sfuggirgli tra le dita. Non riesce a parlare eppure conosce tutte le parole più difficili e i suoi compagni, che lo prendono in giro perché è “ritardato”, gli chiedono aiuto per trovare la parola giusta , l’espressione più corretta.

Jason riesce ad essere se stesso scrivendo racconti che posta sul sito Storybord.E’ qui che conosce una ragazza, PhoenixBird “uccello fenice”, che diventa la sua prima vera amica. Cosa accade quando Jason ha la possibilità di incontrarla al raduno nazionale del sito di narrativa Storiboard esi terrorizza perché teme che la sua “fenice”, che si chiama Rebecca, possa vedere in lui solo il suo autismo.?

Col supporto della sua meravigliosa famiglia e di un carattere tutt’altro che debole e sprovveduto, il ragazzo affronterà la prova. Ne uscirà vincitore?

“Tutt’altro che tipico” di Nora Raleigh Baskin, è una storia, scritta in modo scorrevole e perfino divertente, nella quale il disturbo autistico non è una patologia da analizzare, ma viene raccontato attraverso i comportamenti, le emozioni, i ragionamenti, i pensieri dei giovanissimi protagonisti. Cessa di essere un dramma, una malattia, per diventare una diversità che però non macchia ma, semplicemente, distingue.

Jason è consapevole di essere differente in un mondo di “tipici”, soffre per questo, manifesta apertamente tutte le sue difficoltà, le vive,e le trasmette perché ha imparato a raccontarsi attraverso la scrittura.

Jason vuol bene, si affeziona, si innamora; è partecipe dei sentimenti altrui, ed è in grado di farli vivere ai personaggi dei racconti che inventa. Possiede  capacità empatiche( nessuno meglio di lui sa raccontare le incertezze, le paure della madre, la forza del padre, il grande amore del fratello, la superficialità crudele di molti docenti ) e sa emozionarsi tanto quanto i “normali”. Differisce la codifica, la modalità relazionale, la tipologia di manifestazione.

Questo libro è prezioso anche per questo perché l’autrice, che è anche docente di scrittura creativa, attraverso il protagonista del suo romanzo che si racconta in prima persona, dà ai suoi giovani lettori consigli preziosi su come esprimere pensieri, emozioni e raccontare in modo avvincente, anche attraverso le storie che Jason racconta, mentre parla di sé.
E al lettore arrivano anche un fiume di sentimenti , l’emotività, la genialità, gli affetti, le speranze, i sogni, le ambizioni, che si possono comprendere, sentire, condividere.
E così la diversità si accorcia, diviene accettabile, perfino interessante, perché portatrice non di un handicap ma di un altro punto di vista, che non toglie ma arricchisce.

Tutti , “tipici” e “atipici”, possiamo crescere solo attraverso il confronto con gli altri e con i propri limiti, la sperimentazione di sé, il conforto dell’accettazione propria e altrui.

Ottava edizione di “Memoriae”

Ottava edizione di “Memoriae”

Giorno della Memoria 27 gennaio 2017 Teatro Trianon

Gentili docenti e dirigenti,
La Fondazione Valenzi e l’Associazione ALI promuovono annualmente, come sapete il proprio progetto istituzionale “Memoriae”, posto anche quest’anno sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

L’ottava edizione si svolgerà venerdì 27 Gennaio 2017 dalle ore 9.30 al Teatro Trianon di Napoli (Piazza Vincenzo Calenda, 9). L’ingresso è gratuito.
Saremmo lieti di poter ospitare una rappresentanza di studenti dei Vostri Istituti.
Motivi organizzativi, protocollari e di capienza della sala, ci impongono di fissare, al momento, il numero di partecipanti per ogni singola scuola ad un massimo di 40 tra alunni e accompagnatori.
A tal fine segnaliamo, di seguito, il programma della giornata anche per dare la possibilità ai docenti di poter eventualmente meglio preparare le classi ai temi trattati:
Consegna dei Magen David in oro a:
1.    Marco De Paolis, Procuratore militare della repubblica di Roma per la sua attività di rappresentante della pubblica accusa, esperto in materia di crimini di guerra della seconda guerra mondiale
(sezione Memoriæ della Shoah);
2.    Gaetano Vallefuoco, comandante provinciale di Vigili del fuoco di Napoli (sezione Memoriæ di impegno civile), per l’impegno verso le popolazioni terremotate;
3.    (alla memoria di) Giancarlo Siani, giornalista, ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 (sezione Memoriæ delle vittime della criminalità).
Sono previsti ntermezzi musicali.
Le scuole che intendono partecipare possono anche proporre (entro il 20 gennaio) eventuali lavori sul tema realizzati dagli studenti.

L’adesione all’evento dovrà pervenire a mezzo email all’indirizzo didattica@fondazionevalenzi.it    entro e non oltre il giorno 13 Gennaio 2017. Sarà seguito l’ordine cronologico di prenotazione.

I Dirigenti e i singoli docenti per qualsiasi altra informazione inerente l’iniziativa potranno scrivere all’email didattica@fondazionevalenzi.it
Sarà infine nostra cura, appena definito, inviare il programma definitivo ed anche quello complessivo di tutte le iniziative collaterali di Memoriae 2017.

Si invia di seguito una informazione per la preparazione delle scolaresche sulla figura del giudice De Paolis:
È procuratore militare della Repubblica di Roma. Per la sua attività di rappresentante della pubblica accusa è considerato uno dei maggiori esperti in materia giuridica di crimini di guerra della seconda guerra mondiale. È stato titolare delle indagini relative ad oltre 450 procedimenti per eccidi di popolazione civile e di militari italiani commessi in Italia e all’estero dopo l’8 settembre 1943. Dal 2003 al 2012 ha istruito e portato a dibattimento 18 processi, per le più efferate stragi nazi-fasciste compiute in Italia dopo l’8 settembre 1943. Tra questi, quella di “Marzabotto-Monte Sole” (più di 800 vittime), “Sant’Anna di Stazzema”, (circa 470 morti), “San Terenzo e Vinca”, (oltre 350 persone trucidate), “Civitella in Val di Chiana (circa 200 vittime), “Vallucciole, Stia e Monchio”, (360 vittime), “Padule di Fucecchio” (più di 180 civili assassinati). Ha inoltre indagato su alcuni eventi legati all’eccidio della Divisione Acqui a Cefalonia (ottenendo la condanna all’ergastolo del caporale della Edelweiss Alfred Stork) e in altre isole del Dodecaneso.
Libri consigliati:
Marco De Paolis – Paolo Pezzino “Sant Anna di Stazzema. Il processo, la storia, i documenti”, Viella
Marco De Paolis – Paolo Pezzino “La difficile giustizia. I processi per crimini di guerra tedeschi in Italia (1943-2013)”, Viella
Luca Baldissara – Paolo Pezzino “Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole”, Il Mulino
Alfio Caruso “Italiani dovete morire”, Longanesi
Film e documentari consigliati:
Cefalonia e le altre stragi (http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma/cefalonia-e-altre-stragi/31459/default.aspx)
Quello che abbiamo passato. Memorie di Monte Sole (documentario di Marzia Gigli, Maria Chiara Patuelli e Comunicattive)
Il mandolino del capitano Corelli

Lucia Valenzi

per ulteriori informazioni
segreteria@fondazionevalenzi.it

Fedeli: scuola sempre in cima alla lista delle priorità

da La Tecnica della Scuola

Fedeli: scuola sempre in cima alla lista delle priorità

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in un saluto agli studenti di rientro a scuola dopo le vacanze di Natale, scrive: “Voglio rivolgere un pensiero particolare alle studentesse e agli studenti delle aree del Centro Italia colpite dal terremoto. A voi voglio garantire il mio impegno e quello del Governo: la scuola sarà sempre in cima alla lista delle priorità e centrale nella fase di ripartenza e ricostruzione. Perché la scuola è normalità, è aggregazione, è comunità professionale, umana e civile, è esercizio di speranza e futuro e nessuno può o deve esserne privato.

Nelle settimane appena passate ho trascorso molto tempo al Ministero ad approfondire ogni dettaglio, ad individuare risposte efficaci ad esigenze a volte complesse, a lavorare già da ora al prossimo anno scolastico, affinché inizi nel migliore dei modi possibili per voi studenti, per tutto il personale che vi opera e per le vostre famiglie.

Questionario studente Invalsi: entro il 10 gennaio la verifica dei computer

da La Tecnica della Scuola

Questionario studente Invalsi: entro il 10 gennaio la verifica dei computer

Quest’anno, per la prima volta, il questionario studente sarà somministrato agli studenti della classe II delle superiori in modalità informatica.

Come indicato nella nota Invalsi, i test dovranno svolgersi tra il 16 e il 28 gennaio 2017. La somministrazione informatizzata delQuestionario studentepotrà avvenire in qualsiasi momento all’interno dell’arco temporale 8,00/17,30 in base alle esigenze organizzative delle scuola.

La durata complessiva del test sarà di 30-35 minuti, così articolati:

  • 20 minuti: durata delQuestionario studente
  • 10-15 minuti per tutte le operazioni connesse allo svolgimento della prova (distribuzione degli allievi nell’aula informatica, consegna delle credenziali di accesso,logindegli allievi nell’ambiente di svolgimento della prova, ecc.).

In attesa di procedere alla somministrazione, l’Invalsi ha raccomandato alle scuole di verificare, entro il 10 gennaio, che tutti i computer destinati alla somministrazione CBT del Questionario studente:

  • siano regolarmente funzionanti
  • siano connessi a internet
  • abbiano installata e accessibile agli studenti l’ultima versione di uno tra i seguenti browser: Google Chrome, Mozilla Firefox, macOS Safari (N.B. è caldamente sconsigliato l’uso di Microsoft Internet Explorer e Microsoft Edge).

Vai al questionario studente.