Nuovi LEA, appena nati sono gia’ vecchi

Vita.it del 13-01-2017

Nuovi LEA, appena nati sono gia’ vecchi

di Sara De Carli

Il premier ha firmato ieri i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, dopo 15 anni di attesa. Molte le critiche dal mondo della disabilità, tant’è che è già previsto un aggiornamento entro il mese di febbraio. La sindrome di down passa da malattia rara a malattia cronica, con la perdita di esenzione per alcune prestazioni, ma solo per le poche persone che non hanno un’invalidità al 100%: a rischio i finanziamenti per la ricerca scientifica.

«Il premier ha firmato i nuovi Lea e il Nomenclatore delle protesi: passaggio storico per la sanità italiana»: così ieri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, su twitter ha annunciato il via libera definitivo dei nuovi Lea, già approvati dal Parlamento e firmati da lei lo scorso 21 dicembre. Si tratta effettivamente di un aggiornamento atteso da oltre 15 anni e da addirittura per quanto riguarda il nomenclatore tariffario: un’eternità, considerata l’evoluzione delle tecnologie che c’è stata in questi anni. Nei Lea c’è anche il nuovo piano vaccini, che introduce l’anti-papillomavirus per l’uomo, l’anti-pneumococco e l’anti-meningococco B. Vi è l’introduzione dello screening neonatale per la sordità congenita e la cataratta congenita e l’estensione a tutti i nuovi nati dello screening neonatale. C’è la revisione dell’elenco delle malattie rare e lo spostamento tra le malattie croniche di alcune patologie prima considerate malattie rare, come la celiachia e la sindrome di Down.

Tuttavia l’arrivo dei Nuovi Lea non è salutato con favore da gran parte delle associazioni che si occupano di salute e di disabilità, che nei giorni scorsi, al momento dell’approvazione del testo da parte del Parlamento, avevano segnalato tutte le loro prerplessità. «Pur apprezzando lo sforzo delle Commissioni di emendare il testo, questo rimane inemendabile, come avevamo già sottolineato anche in audizione», aveva detto il presidente della Fish, Vincenzo Falabella, parlando di un testo «che rimane fondamentalmente incoerente». Per Anffas e Aipd il testo «sembra scritto 15 anni fa», e «non comprendiamo perché, in uno schema di decreto a cui si lavora nel 2016, si faccia riferimento a paradigmi e modelli assolutamente obsoleti e non si tenga conto delle indicazioni scientifiche e di diritto di livello internazionale».

Che ci sia qualche problema il testo del Governo lo ammette: i neolicenziati Lea infatti prevedono già un nuovo aggiornamento entro febbraio 2017. A questo proposito è grande la preoccupazione delle associazioni impegnate sulla disabilità, che però – ha già denunciato la Fish – secondo il testo in essere sono escluse «dal monitoraggio e dall’aggiornamento successivo degli stessi LEA».

Quanto all’esclusione della sindrome di down dall’elenco delle malattie rare, Sergio Silvestre, presidente di Coordown, spiega meglio la portata dell’allarme. «La “malattia rara” è definita da precisi parametri di incidenza epidemiologica, che la sindrome di down – è vero – non ha. L’effetto è che alcune prestazioni prima esenti non lo saranno più, ma questo accadrà solo per alcune persone, poiché la maggior parte delle persone con sindrome di down ha un’esenzione totale legata al fatto di avere il 100% di invalidità e questi non avranno problemi dalla novità contenuta nei Lea. Negli anni passati invece, alcune persone sono state riconosciute al 75% per il fatto che storicamente, prima della legge 68, chi aveva il 100% di invalidità non poteva accedere al mondo lavoro, quindi quel 75% era un modo per consentire di accedere al mondo lavoro, una cosa superata con la legge 68: sono queste persone che oggi potrebbero avere qualche difficoltà per alcune prestazioni, le sollecitiamo a far presente alle associazioni il loro caso». La preoccupazione più grande di Silvstre, legata al passaggio da “malattia rara” a “malattia cronica” riguarda la ricerca: «la ricerca sulle malattie rare ha benefici e accesso a canali di finanziamento importati, da cui a questo punto siamo esclusi. Invece la ricerca sta facendo molto ad esempio sull’invecchiamento precoce: queste ricerche ora corrono rischio di impantanarsi».

Its e lauree professionalizzanti

Fedeli: “Cabina di regia su Its e lauree professionalizzanti”

Sarà istituita al Miur, si occuperà del coordinamento dell’offerta formativa

Una cabina di regia per il coordinamento dell’offerta formativa degli Its (Istituti tecnici superiori) con quella delle nascenti lauree professionalizzanti, previste dal decreto 987 dello scorso dicembre.

La annuncia la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli.

“Apriremo un tavolo che coinvolgerà gli Its, gli atenei e i soggetti sociali interessati. C’è un forte bisogno di percorsi professionalizzanti post diploma e dobbiamo mettere a frutto tutte le specificità del sistema terziario di istruzione. Dobbiamo garantire alle studentesse e agli studenti la migliore offerta possibile” dichiara la Ministra.

A tale scopo sarà anche attivata una piattaforma informatica attraverso la quale sarà raccolta la documentazione ufficiale e saranno incrociate tutte le informazioni relative all’offerta formativa.

Superata la “Buona Scuola”, adesso rottamiamo il “Cantiere AFAM”!

Superata la “Buona Scuola”, adesso rottamiamo il “Cantiere AFAM”!

Una sequenza infinita di errori ha caratterizzato la “gestione Giannini” del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Oltre al pasticciaccio brutto della deportazione forzata di migliaia di insegnanti, strappati con “la Buona Scuola” da famiglia e affetti, e poi (ma non sempre) riportati a casa a tempo abbondantemente scaduto dalle sentenze dei Tribunali, ci limiteremo a ricordare gli errori che riguardano più da vicino il settore della Musica e delle Arti:

1. La mancata istituzione della scuola primaria ad indirizzo musicale e coreutico;
2. La mancata riforma della scuola media ad indirizzo musicale (con la mancata introduzione dell’indirizzo coreutico);
4. La riforma zeppa di errori delle classi di concorso (per la quale abbiamo lanciato con successo una petizione nazionale che ha superato quota 4000 adesioni);
5. Il mancato compimento della riforma dell’AFAM, che ha gettato nell’incertezza più assoluta il settore.

E, come se non bastasse, il tentativo di riforma del settore della Musica e delle Arti si è rivelato rimedio peggiore del male. Abbiamo dovuto assistere, esterrefatti e allibiti, nell’ordine, a:
1. l’istituzione di un fantasioso “Comitato Nazionale per l’Apprendimento pratico della Musica”;
2. l’istituzione di un ancor più fantomatico “Cantiere AFAM”, che nulla ha prodotto negli svariati anni di suo “funzionamento”, se non qualche libello stampato a spese del contribuente;
3. Lo smantellamento del CNAM, organo democratico consultivo dell’AFAM, e la sua sostituzione con una antidemocratica e non rappresentativa “Commissione” nominata dal MIUR;
4. E, infine, l’incardinamento al Senato del DDL 322, che sotto il ricatto della statizzazione dei boccheggianti Istituti Musicali Pareggiati e l’immissione in ruolo di qualche centinaio di precari AFAM, dà il colpo di grazia finale alle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, prevedendone illegittimamente e incostituzionalmente l’accorpamento forzoso, sotto la guida di Super Direttori di nomina politica.

E’ questo il disegno della classe politica italiana per il settore?
Se è questo, bene è stato l’allontanamento del Ministro Giannini.

Il nuovo Ministro, Valeria Fedeli, promette ascolto rinnovato per le istanze provenienti dal mondo professionale.

Intendiamo metterla immediatamente alla prova, sulla base di pochi ma chiari punti, che sono da sempre la base del nostro programma:

per la scuola di base:

· l’introduzione dell’insegnamento della musica come disciplina curriculare – affidata a docenti specializzati – in tutte le scuole di ogni ordine e grado, e in particolare nel biennio obbligatorio della scuola secondaria di secondo grado;
· l’istituzione di un percorso completo ad indirizzo musicale e coreutico nella scuola di base, che parta dalla scuola primaria ad indirizzo musicale e coreutico;
· il ripensamento e potenziamento della scuola media a indirizzo musicale, con la predisposizione di adeguati programmi di studio e l’aggiunta dell’indirizzo coreutico;
· la diffusione del Liceo musicale e coreutico che, grazie a una docenza altamente qualificata, porti a compimento il percorso ad indirizzo e prepari all’ingresso nell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica di livello universitario;
· la previsione di un sistema serio, rigoroso e completo di formazione degli insegnanti delle discipline musicali e coreutiche, prevalentemente demandato ai Conservatori di musica e all’Accademia Nazionale di danza, che garantisca la qualità del corpo docente;
· una seria ed adeguata attività di monitoraggio, verifica e valutazione dell’insegnamento delle discipline artistiche, musicali e coreutiche nella scuola, affidata a personale tecnicamente competente, in stretta sinergia con le Istituzioni AFAM;

per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM):

· la rottamazione del Cantiere AFAM e di tutti i fumosi Comitati che da anni discutono mentre la formazione artistica e musicale langue;
· il ritiro del pernicioso e incostituzionale DDL 322;
· l’emanazione, entro un tempo ragionevolmente breve, di tutti i regolamenti e i decreti di attuazione della legge 508/1999 di riforma dell’Alta Formazione artistica e musicale;
· la definitiva equiparazione delle Istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Accademie e Conservatori di Musica) alle Università, per quanto riguarda strutture, personale e titoli rilasciati, come promosso dalla nostra petizione nazionale.

Il Coordinamento CNAFAM, che con i suoi oltre 4000 aderenti rappresenta la principale organizzazione professionale nazionale dei settori artistico, musicale e coreutico italiano, rivendica con orgoglio di aver posto – ormai da anni – la questione della riforma della formazione artistica, musicale e coreutica italiana all’attenzione di Governo e Parlamento.

Troverete tutte le informazioni sul Coordinamento (il Manifesto, il Direttivo nazionale, le Azioni, i Contatti, il modulo di adesione, etc.) sul sito ufficiale CNAFAM:

www.cnafam.weebly.com

I migliori auguri di buon lavoro per l’Arte, la Musica e la Danza in Italia.

Domenico Piccichè
Referente Nazionale CNAFAM

Mobilità: il servizio nelle paritarie va valutato come nella statale

Mobilità: il servizio nelle paritarie va valutato come nella statale. Nuova sentenza. Si cambi idea per la stipula del contratto.

L’Anief si conferma unico sindacato che si è mosso per la tutela dei diritti dei docenti in possesso di servizio prestato nelle scuole paritarie e cui il MIUR non ha voluto, e non vuole tuttora, riconoscere alcun punteggio ai fini della Mobilità. I Tribunali del Lavoro ci danno ragione, condannano il MIUR, disapplicano l’ultimo CCNI per violazione di norme imperative, impongono all’Amministrazione di modificare i trasferimenti nel pieno rispetto delle disposizioni normative.

Notte nazionale del liceo classico

Notte Nazionale del Liceo Classico, il saluto della Ministra Valeria Fedeli

Care ragazze e cari ragazzi,

desidero rivolgere a voi, alle dirigenti e ai dirigenti, alle insegnanti e agli insegnanti, il mio saluto per questa bellissima iniziativa organizzata a favore del liceo classico, che coinvolge 388 istituti in tutto il territorio nazionale.

L’adesione a ‘La Notte Nazionale del Liceo Classico’ è cresciuta in questi tre anni in modo significativo, grazie soprattutto all’entusiasmo di chi intende la scuola come spazio aperto a tutte e tutti dove pensare e costruire il futuro e dove condividere sentimenti e passioni, anche mettendo a frutto la lezione che proviene dai classici.

Come ha detto Italo Calvino, “non si creda che i classici vanno letti perché «servono» a qualcosa. La sola ragione che si può addurre è che leggere i classici è meglio che non leggere i classici”. Credo che la vostra proposta di diffondere a più generazioni il senso e valore della cultura classica, animandola con sguardo al contemporaneo, vada proprio in questa direzione.

Oggi avete invitato tante cittadine e tanti cittadini a prendere parte alle attività ideate e realizzate in questi mesi vissuti da protagonisti, dentro e fuori le mura scolastiche. Questa è un’opportunità meravigliosa che sono certa sarà accolta da molti. Perché scoprire o ri-scoprire i testi classici con lo stupore e la meraviglia che solo la conoscenza può suscitare è quanto ci sia di più bello al mondo.

Anche per questo ringrazio voi e tutta la comunità scolastica.

Valeria Fedeli


Il 13 gennaio la Notte nazionale del liceo classico
Iniziative in 400 istituti dalle 18 alle 24

Maratone di lettura, rappresentazioni teatrali, spettacoli musicali e di danza, incontri con gli autori, mostre fotografiche, cortometraggi e cineforum. Più che una festa. Ritorna domani, venerdì 13 gennaio, a partire dalle ore 18 e fino alle ore 24, la Notte nazionale del liceo classico. L’iniziativa è promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito delle azioni organizzate dalla Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione a sostegno degli studi classici e umanistici.

Quasi 400 (388 per l’esattezza) i licei classici di tutta Italia che hanno aderito alla manifestazione. Migliaia tra dirigenti, docenti, alunni saranno coinvolti nelle attività che vedono anche la sinergia di enti e istituzioni del territorio.

La Notte nazionale del liceo classico è nata da un’idea di Rocco Schembra, docente di Latino e Greco al liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (CT) e quest’anno replica, dopo il successo degli anni scorsi, per la sua terza edizione.

Nel corso della serata le scuole aderenti apriranno le loro porte a tutti i cittadini. Ciascun istituto ha personalizzato le sue iniziative grazie anche al protagonismo degli alunni. La Notte nazionale del liceo classico vuole essere anche un modo alternativo e innovativo di fare scuola.

La curiosità di questa nuova edizione è la canzone scritta da Francesco Rainero, 21 anni, ex studente del liceo classico Galileo di Firenze, dedicata proprio all’evento.


Elenco licei 2017

Buona Scuola, al traguardo solo quattro deleghe su nove

da Il Sole 24 Ore

Buona Scuola, al traguardo solo quattro deleghe su nove

di Claudio Tucci

Di ora in ora il rischio che la «Buona Scuola» venga attuata solo a metà, o forse anche meno, è sempre più concreto. A tre giorni infatti dalla scadenza dei 18 mesi (vale a dire, un anno e mezzo di tempo) a disposizione del governo per completare l’ambizioso disegno riformatore del sistema di istruzione italiano, a oggi, nessuna delle nove deleghe attuative, previste dalla legge 107, è arrivata al traguardo.

Ostruzionismi interni al sistema scolastico (e ministeriale), contrasti tra le forze di maggioranza (e dentro lo stesso Pd), problemi di copertura, a cui si è aggiunta, a dicembre, la fine anticipata dell’esecutivo Renzi, stanno, nei fatti, segnando la sorte di questi Dlgs, alcuni dei quali, peraltro, dopo così tanto tempo, ancora, in parte, incompleti.

Il tentativo del Miur
A ritrovarsi sul tavolo i dossier è così finita la neo-ministra, Valeria Fedeli, che sta, adesso, tentando un ultimo pressing per “salvare” le deleghe, il cui contenuto è piuttosto pesante visto che si spazia dalla revisione degli esami di Stato, al nuovo percorso, di studio e di tirocinio, per salire in cattedra, al decollo, finalmente dopo anni di discussioni, di un sistema integrato per rispondere ai bisogni educativi della fascia 0-6 anni.

Fino a ieri, in tarda serata, si sono succedute riunioni, tecniche e politiche, al Miur e a palazzo Chigi: il tentativo è portare in Consiglio dei ministri sabato (potrebbe partecipare anche il premier, Paolo Gentiloni) i Dlgs praticamente pronti (a buon punto sono: riordino dell’istruzione professionale, scuole all’estero e sostegno – quasi ultimata è anche la delega 0-6 anni, che dovrà tener conto dei rilievi della Corte costituzionale sollevati a fine dicembre). Per i rimanenti cinque provvedimenti (formazione iniziale docenti, esami di Stato, cultura umanistica, testo unico, diritto allo studio) si punterebbe a una proroga di due mesi da inserire in un Ddl ad hoc (sembrerebbe tramontata la strada del Milleproroghe – si aprirebbe un precedente “pericoloso” che potrebbe essere utilizzato anche da altre amministrazioni, in primis Funzione pubblica, anch’essa alle prese ancora con il varo di alcuni delicati decreti attuativi).

I tempi
Il punto è che per rispettare il dettato della legge 107 (dead-line per le deleghe 16 gennaio) i testi, non solo, debbono essere approvati, in prima lettura dal governo, ma, poi, vanno subito incardinati presso la competenti commissioni parlamentari (che devono esprimere i pareri, per poi trasmetterli all’Esecutivo per il via libera finale). L’obiettivo della neo-ministra Fedeli è utilizzare questa finestra temporale “aggiuntiva” per migliorare gli articolati, anche a seguito di un confronto con tutti gli operatori scolastici.

Le novità
Una “corsa contro il tempo”, che, forse, sarebbe stato opportuno evitare, soprattutto in considerazione della portata dei temi che affrontano questi Dlgs (la stessa Valeria Fedeli ha ribadito come rappresentino «la parte più innovativa della legge 107») e, molti dei quali, guardano proprio alle esigenze degli studenti (finora abbastanza sacrificate). A partire da una revisione, dopo decenni di sperimentazioni, degli esami di Stato al termine dei cicli di studio, terza media e maturità. Su quest’ultimo fronte, le novità ipotizzate dal Miur sono interessanti, con il riconoscimento di un peso maggiore all’alternanza scuola-lavoro (diventerebbe un requisito di ammissione alle prove finali, accanto alle prove Invalsi, che arriverebbero, così, ufficialmente, in quinta superiore, con rilevazioni in italiano, matematica, inglese).

Molto atteso è pure il nuovo “diritto allo studio” (per garantirne l’effettività su tutto il territorio nazionale) e, poi, il Testo unico, con il compito di semplificare, e ri-compattare, tutte le norme, sparse in centinaia di provvedimenti, in materia di istruzione e formazione. Per non parlare del riordino degli istituti professionali, anche se qui restano delle criticità da superare: la bozza ministeriale infatti punta su un apprezzabile rafforzamento delle materie d’indirizzo e su una maggiore presenza della formazione “on the job”. Il testo, però, è piuttosto timido sull’ampliamento dell’offerta didattica laboratoriale (che invece avrebbe il pregio di connotare fin da subito questi corsi di un taglio pratico), e a mancare è pure un valido raccordo con l’offerta formativa regionale (con il rischio così di penalizzare i territori più virtuosi,come la Lombardia).

All’Indire il compito di «monitorare» le competizioni per premiare gli alunni eccellenti

da Il Sole 24 Ore

All’Indire il compito di «monitorare» le competizioni per premiare gli alunni eccellenti

All’Indire il compito di “monitorare” gli studenti eccellenti, vale a dire quei ragazzi dei corsi di istruzione secondaria superiore delle scuole statali e paritarie che abbiano conseguito risultati di eccellenza nell’ambito delle competizioni disciplinari.

La nota del Miur
A prevederlo è una nota del Miur L’Indire, inoltre, provvederà ad assegnare le risorse finanziarie alle istituzioni scolastiche di secondo grado elencate dal Ministero, al fine di corrispondere gli incentivi previsti in favore degli studenti diplomatisi con 100 e lode nell’anno scolastico 2015/2016 che sono stati comunicati successivamente alla determina dello scorso 20 settembre.
L’Indire provvederà, inoltre, a curare l’aggiornamento dell’Albo nazionale delle eccellenze,
prevedendo adeguate forme di visibilità per tipologie di eccellenze e per anno scolastico.