Netto dissenso all’ipotesi di contratto sulla mobilità

Netto dissenso all’ipotesi di contratto sulla mobilità

In attesa di analizzare nel dettaglio le clausole del contratto mobilità docenti 2017/18 siglato nella tarda serata di ieri 31 gennaio, ANP esprime ancora una volta ferma contrarietà ad un accordo che tende a vanificare l’impianto della Legge 107/2015 svilendone la portata innovativa e tornando alle vecchie logiche di tutela di interessi particolari.

Le operazioni di mobilità prevedono la possibilità di presentare domanda di trasferimento indicando “fino a quindici preferenze di cui al massimo cinque scuole” (art. 6), con ciò rischiando di svuotare gli ambiti, vera novità della Legge 107.

Tre osservazioni sembrano particolarmente urgenti.

  1. I contratti non possono modificare una legge imperativa. Questo è un principio cardine dello stato di diritto e sarebbe grave che ciò avvenisse, seppure mitigato dalla validità annuale dell’accordo sottoscritto.
  2. La Legge 107/2015 aveva una sua logica interna e una sua coerenza. Piani Triennali dell’Offerta Formativa; organico dell’autonomia per realizzarli; chiamata diretta per individuare le competenze indispensabili alla loro realizzazione; vincolo triennale di permanenza dei docenti individuati in coerenza con gli obiettivi e le misure progettate e programmate dalla scuola; valutazione delle azioni del Dirigente Scolastico per i processi messi in atto per il miglioramento della Istituzione Scolastica a lui affidata. Il contratto appena sottoscritto incrina tale sistema, cominciando dalla deroga alla permanenza triennale dei docenti.
  3. Il contratto di fatto abroga – e come può un contratto abrogare? – le norme che definiscono e regolano le prerogative dirigenziali. A breve dovrebbe prendere avvio una ulteriore contrattazione sulla chiamata diretta, cioè il passaggio dall’ambito alla scuola. Se ciò dovesse avvenire, si toccherà il cuore della Legge 107. Sarà di fatto venuta meno la responsabilità del Dirigente Scolastico di scegliere docenti con competenze adeguate alla realtà e ai bisogni della scuola. Responsabilità scriviamo e non poteri. Perché le scelte non sono esercizio di potere, ma assunzione di responsabilità e ciò sembra essere dimenticato o taciuto da molti. Ma c’è di più. Si rinvia alla contrattazione integrativa d’Istituto la definizione dei criteri e delle modalità di assegnazione dei docenti alle sedi fuori comune della singola Istituzione Scolastica. Ciò in difformità dalle norme che affidano al Dirigente l’organizzazione del servizio e la gestione delle risorse umane attraverso atti unilaterali.

Tutto questo avviene contemporaneamente alle dichiarazioni di voler non solo salvaguardare, ma implementare la Legge 107; avviene contemporaneamente alla discussione di una delega – quella sull’inclusione degli alunni con disabilità – in cui si riconosce il valore della continuità didattica.

Ipovisione e cecita’

Il Sole 24 Ore del 01-02-2017

Ipovisione e cecita’, ecco la Relazione al Parlamento sulle attivita’ 2015

Restano le disparità regionali.

Nei giorni scorsi la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha inviato ai presidenti di Camera e Senato la Relazione annuale al Parlamento su cecità e ipovisione, con tutte le attività svolte in Italia, nel 2015, per la prevenzione e la riabilitazione visiva.

Il documento ogni anno, come previsto dalla legge 284/97, riporta i dati sulle attività svolte dal ministero, da Iapb Italia onlus, dal Polo nazionale dei servizi e ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva e dalle Regioni.
Per IAPB e Polo nazionale sono stati evidenziati i risultati raggiunti con i progetti di prevenzione nazionale, di ricerca e promozione dello sviluppo e della diffusione della riabilitazione visiva a livello internazionale che l’Italia ha avuto attraverso l’organizzazione da parte del Polo Nazionale, Centro di Collaborazione dell’Oms, della “International Consensus Conference Rome 2015” (circa 60 esperti internazionali in rappresentanza delle 6 Regioni Europee dell’OMS), con la definizione del primo documento di consenso internazionale sulla riabilitazione visiva.

Servizi regionali: ancora disparità
La revisione delle attività svolte dalle Regioni ha evidenziato progressi per quanto riguarda il numero dei centri aumentati di 9 unità rispetto alla precedente rilevazione e la loro organizzazione ma si legge nel testo: «Come negli scorsi anni, si è rilevata una forte disomogeneità sul territorio nazionale». In totale i pazienti che sono stati sottoposti a trattamenti riabilitativi risultano essere 29.691. Si tratta di un valore estremamente basso rispetto alla stima degli ipovedenti in Italia, che è di circa un milione.

Dall’analisi effettuata, analizzando il numero di centri per ciascuna Regione messi a disposizione per la categoria in oggetto, è emerso che non hanno una distribuzione capillare sul territorio italiano e di conseguenza può accadere che i pazienti siano obbligati a trasferirsi in luoghi extraregionali per ricevere assistenza nel campo specifico delle minorazioni visive.
Ben 9 regioni dichiarano un solo centro attivo, la Lombardia ne dichiara 16 e la Sicilia 11 (di cui 10 sono Sezioni Provinciali dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Tale disuguaglianza negli anni non ha presentato un significativo miglioramento. In particolare analizzando la presenza di Centri specifici per la riabilitazione in età evolutiva si possono individuare Centri di eccellenza solo nel Nord e parzialmente nel Centro Italia, costringendo le famiglie interessate a penosi e costosi spostamenti.

La tipologia di assistenza.
Per quanto riguarda la tipologia dell’assistenza, in base all’età target della popolazione, si rileva che più del 50% dei centri erogano servizi di riabilitazione visiva su tutte le fasce di età con una carenza, sull’intero territorio nazionale, dei centri dedicati a svolgere riabilitazione in età pediatrica, in aumento comunque rispetto al 2014; una criticità che riflette la difficoltà delle Regioni a organizzare servizi dedicati alla riabilitazione in età evolutiva, che necessariamente richiedono una elevata specializzazione del personale dedicato.
La drastica contrazione dell’erogazione dei fondi alle Regioni, registrata negli ultimi anni, rimane un forte elemento di criticità, ancor di più alla luce del ruolo italiano di promozione dello sviluppo e della diffusione della riabilitazione visiva a livello internazionale.

«È necessario – comunica il ministero – quindi, per intensificare gli sforzi per la tutela delle fragilità e nell’ambito della disabilità visiva, cercare prioritariamente di incrementare le risorse destinate alla riabilitazione dei soggetti ed al rafforzamento dei sistemi sanitari ai fini del miglioramento dei risultati, promuovendo l’impegno multisettoriale ed i partenariati efficaci per il miglioramento della salute, in attuazione della Convenzione Onu sui diritti dei disabili 2006, ratificata in Italia con la legge 3 marzo 2009 n. 18 e come richiesto a tutti gli Stati membri dall’Oms». (L.Va.)

Servizi sanitari piu’ facili per persone con autismo e ritardo intellettivo

Superando.it del 01-02-2017

Servizi sanitari piu’ facili per persone con autismo e ritardo intellettivo

UDINE. Strategia adottata dall’Associazione friulana ProgettoAutismo FVG, a partire dalla serie ABC Videomodelling, quest’ultima – il videomodelling, appunto – si basa su filmati che presentano il modo appropriato di mettere in atto un comportamento o precise sequenze di azioni, per raggiungere un determinato obiettivo. Si tratta, in altre parole, di un intervento che sfrutta la potenzialità dell’apprendimento osservativo delle persone con autismo e che può essere utilizzato a casa, dagli educatori e in ospedale dal personale sanitario, consistendo in una tecnica di apprendimento per imitazione (modelling). In sostanza, l’insegnamento dell’abilità avviene mediante l’esposizione ripetuta a una videoregistrazione nella quale un modello esegue correttamente e lentamente un compito costituito da una sequenza di comportamenti.
In collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine, ProgettoAutismo FVG ha realizzato ora Dottore Amico, videomodelling che facilita l’accessibilità ai servizi sanitari e di primo soccorso per le persone con autismi e ritardo intellettivo, utile anche per bambini in fascia prescolare e scolare.
L’iniziativa è nata da un’idea dei genitori dell’Associazione ed è stata progettata in collaborazione con Alessia Domenighini, consulente comportamentale e responsabile delle attività della stessa ONLUS, con la consapevolezza delle numerose criticità vissute dalle persone con autismo e dalle loro famiglie nell’accesso ai servizi di base, comprese le cure ospedaliere anche di primo soccorso e gli esami di routine che costituiscono spesso un momento molto stressante e problematico.

«Il progetto – spiega Elena Bulfone,presidente di ProgettoAutismo FVG – è stato realizzato con il prezioso ausilio del personale medico e infermieristico dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine e facilitato dall’interessamento del commissario straordinario Mauro Delendi e di Federica Rolli, già coordinatrice sociosanitaria dell’Azienda Socio Sanitaria n. 4 e attuale general manager dell’Azienda Servizi alla Persona di Ferrara. Grazie poi all’importante opera di coordinamento di Roberto Cocconi, abbiamo potuto interfacciarci con numerosi reparti ospedalieri, realizzando un lavoro molto completo e sfaccettato».
Dottore Amico è strutturato in tre differenti parti: la visita dal medico di base; i trattamenti ospedalieri più comuni, quali il prelievo di sangue, l’elettrocardiogramma, l’elettroencefalogramma, la visita radiologica, l’ingessatura, la tomografia computerizzata, l’applicazione dei punti di sutura, la preparazione per un intervento, l’accesso al pronto soccorso; le visite dentistiche (visita di controllo, pulizia dei denti, cura delle carie).
Le spese di realizzazione sono state interamente a carico di ProgettoAutismo FVG e il video, per esplicita volontà dei genitori dell’Associazione, è fruibile gratuitamente nel sito della stessa e in YouTube.
«È fondamentale – sottolinea a tal proposito Bulfone – diffondere gratuitamente le buone pratiche che facilitano la vita alle famiglie e agli operatori che lavorano con persone con autismo, affinché la grave situazione di isolamento ed emarginazione possa terminare, per lasciare spazio all’accoglienza e alla vera accessibilità. La nostra Associazione si spende da anni per promuovere l’inclusione, organizzando corsi e aggiornando vari materiali, allo scopo di creare un circolo virtuoso di cui tutti possano fruire. Chi infatti riceve denaro pubblico deve, a nostro avviso, metterlo a frutto per il benessere di tutta la comunità e non solo per le persone che fruiscono dei servizi diretti offerti sul territorio». (S.B.)

“Imparare giocando”

Di Vincenzo Finas: Lanciato il nuovo questionario “imparare giocando” per ascolta gli studenti sulla didattica innovativa

“Una scuola inclusiva deve ascoltare anche gli studenti sui temi della didattica innovativa, secondo il Presidente nazionale Di Vincenzo: studiare astronomia su Google Earth, sicuramente sarebbe più stimolante rispetto alla staticità di un’immagine di un libro.”  Ma non solo nuove tecnologie ed edutainment, l’idea dei ragazzi dell’associazione Future Is Now è di unire la didattica al gioco, da qui il nome del sondaggio “Imparare giocando”, un questionario rivolto agli studenti per raccogliere la loro opinione sulla didattica #gaming.”

Vittorio Di Vincenzo

Valutare senza misurare? Mah!

Valutare senza misurare? Mah!

di Maurizio Tiriticco

 

Nei principali documenti normativi relativi alla valutazione degli alunni – si vedano il decreto legge 137/2008, la legge 169/2008 e il dpr 122/2009 – si esprimono e si scrivono concetti molto interessanti a proposito della valutazione degli alunni. Copio fedelmente passim dal citato dpr: “La valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. Ogni alunno ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva… La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni… Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali sul rendimento scolastico devono essere coerenti con gli obiettivi di apprendimento previsti dal piano dell’offerta formativa… Il collegio dei docenti definisce modalità e criteri per assicurare omogeneità, equità e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della libertà di insegnamento…”. E si ribadisce, ormai da sempre, fin dai tempi dall’Unità nazionale. che la valutazione è espressa in decimi!

Ma… mai una parola sulla misurazione! Ma che cos’è la misurazione? L’ho detto e scritto mille volte, anche con gli esempi più banali! Vedo in vetrina una bella camicia o un bel paio di scarpe: vorrei acquistarle, ma… manca il mio “numero”!!! Quell’automobile è stupenda, non costa neanche molto, ma è piccola per la mia famiglia numerosa! Al supermercato si verificano le medesime situazioni: ottime arance di Sicilia, ma costano troppo! Per non dire poi della stagione dei saldi! Cappotti acquistati in piena primavera scontati del 50%! Insomma, MISURIAMO la qualità di un prodotto, quanto costa e quanto possiamo spendere in ordine al nostro bisogno e al nostro potere di acquisto e lo VALUTIAMO in ordine alla sua qualità, a volte anche debitamente certificata. In effetti, si tratta di operazioni oggettivamente distinte, ma che nel nostro pensare quotidiano sono sempre, se così di può dire, agglutinate.

Nella scuola si verificano quotidianamente analoghe situazioni! “Possibile neanche un errore in questo compito in classe? Da dove l’hai copiato?”. Oppure: “Mi aspettavo un compito migliore da te! Come mai tanti errori?” E così via! Si tratta di due semplici espressioni, che tradiscono due precisi atteggiamenti, quello del MISURARE – gli errori attesi o disattesi – e quello del VALUTARE… il compito e… la persona che l’ha eseguito. La misurazione, quindi, riguarda l’esito numerico – possiamo dire – del compito eseguito (in genere, gli “errori commessi”, qualunque sia il tipo di prova, orale, scritta, pratica); la valutazione il valore che gli viene attribuito. Altro esempio, banalissimo, ma sempre ricorrente alla fine di ogni anno scolastico: l’alunno Rossi ha buoni voti e una buona media, ma un cinque in una singola materia; il consiglio di classe discute se attribuirgli un debito oppure soprassedere; si opta per la seconda tesi e, nel momento in cui il cinque “passa a sei” – in genere si dice e si verbalizza così – si è passati “letteralmente” da un’operazione MISURATIVA (l’esito oggettivo è cinque) ad un’operazione VALUTATIVA (l’attribuzione concordata del sei).

Quindi misurare e valutare sono due operazioni assolutamente diverse, ma… il fatto è che, sia nella norma che nelle consuetudini degli insegnanti, le due operazioni spesso non vengono chiaramente identificate e distinte. Pertanto, va ribadito che “portare un cinque a un sei” – come in genere si dice, e non solo in sede di consiglio, ma anche nella quotidianità del lavoro di un insegnante – non è un “regalo”, ma l’esito di due operazioni mentali assolutamente diverse: la prima come esito di una misurazione oggettiva (l’esito della prova o di una serie di prove); la seconda come esito di una operazione valutativa (le operazioni “altre” che l’insegnante o il consiglio di classe fa in considerazione di fattori sempre “altri”). Le considerazioni sin qui condotte circa la distinzione concettuale che occorre sempre fare tra il MISURARE e il VALUTARE sono note al docimologo, ma non sono sufficientemente note al Miur quando legifera e non sempre agli insegnanti quando operano.

Altra considerazione riguarda i voti e la loro “media”, a cui ci richiama fermamente la norma… Ma, che senso ha la media a fronte di queste due sequenze di voti, 4, 5, 6, 7, 8 e 8, 7, 6, 5, 4? Ambedue le sequenze danno la media di 6, ma… mentre la prima sequenza dà conto di un alunno che – come si suol dire – “studia” e “migliora”, la seconda dà conto di un alunno che “non studia” e “peggiora”! E perché, allora, non considerare anche la mediana, la moda, il gamma, il sigma, il punto Z e il punto T? E’ semplice! Le operazioni misurative e valutative compiute dalle scuole e indicate dalla stessa amministrazione non vanno oltre la media e il cosiddetto buonsenso! Per cui hanno sempre un qualcosa di casereccio.

Va anche ricordato che la norma dice esplicitamente che all’inizio di ogni anno scolastico le istituzioni scolastiche “individuano le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale” (dpr 275/99, art. 4, c. 2, punto 4). Il che significa che, tenuti fermi gli esiti delle operazioni misurative, sempre oggettive e indiscutibili, le operazioni valutative, soggettive, possono variare da scuola a scuola e di anno in anno! Eppure, penso che si possano contare sulla punta delle dita i collegi che all’inizio di ogni anno scolastico deliberano in materia di valutazione. Anche perché valutare in sede di istruzione obbligatoria è un conto; altro conto è valutare in sede di istruzione successiva, scelta dall’alunno! Pertanto, in assenza di una delibera collegiale, l’esercizio valutativo è eseguito da ciascun insegnante secondo il suo “buon senso”. Ma spesso il “buon senso” dell’uno non coincide con il “buon senso” dell’altro. Il che a volte comporta che in sede di scrutini, soprattutto finali, contino di più le considerazioni personali di ciascuno, pur debitamente motivate, che non le indicazioni di una delibera collegialmente adottata.

Tutte le considerazioni fin qui condotte sulla distinzione da fare tra il MISURARE e il VALUTARE assumono poi una particolare valenza quando, al termine di un periodo più o meno lungo di “interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana…” (dpr 275/99, art. 1, c. 2), occorre certificare le COMPETENZE raggiunte e acquisite dal soggetto in apprendimento. Pertanto, un conto sono gli apprendimenti via via acquisiti da un soggetto, debitamente misurati e valutati, altro conto sono le COMPETENZE da certificare, come esito di CONOSCENZE via via acquisite e relative ABILITA’ maturate.

Ma qui il discorso si complica! In effetti, MISURARE è relativamente facile, VALUTARE implica alcune difficoltà, ma il CERTIFICARE ci porta su un terreno assolutamente nuovo per la nostra scuola, per cui la confusione è tanta. In effetti, quando andiamo a leggere i “nuovi modelli nazionali di certificazione delle competenze nelle scuole del primo ciclo di istruzione”, di cui alla Cm n. 3 del 13 febbraio 2015, le perplessità sono maggiori delle certezze! Ed è un tema su cui occorrerà ritornare!

I disabili potranno chiamare e navigare a meta’ prezzo

West.info del 01-02-2017

I disabili potranno chiamare e navigare a meta’ prezzo

Nuove offerte internet rete fissa e di telefonia mobile per non vedenti e sordi italiani. L’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha fatto sapere che sono stati varati sconti speciali per questi utenti. In particolare sono previste riduzioni del 50% sul canone mensile rivolte ai sordi, ai ciechi totali e a quelli parziali e, nel caso della telefonia fissa, anche al nucleo familiare di cui fanno parte. Per i servizi mobile, le agevolazioni dovranno garantire, per i non udenti, un volume di traffico dati di almeno 20 Gb nonché l’invio di almeno 50 SMS gratuiti al giorno e, per chi ha deficit visivi, un’ offerta comprensiva di 2.000 minuti di traffico voce gratuiti ed un volume di traffico dati di almeno 10 Gb.

di Roberta Lunghini

MOBILITA’: CHIAMATA DIRETTA INACCETTABILE

MOBILITA’, GILDA NON FIRMA IL CONTRATTO: CHIAMATA DIRETTA INACCETTABILE
No della Gilda degli Insegnanti all’ipotesi di contratto sulla mobilità. A spiegare le ragioni del niet sono Maria Domenica Di Patre, vice coordinatrice nazionale, e Antonietta Toraldo, membro dell’esecutivo nazionale.
“Non abbiamo firmato perché l’Amministrazione continua imperterrita a portare avanti il progetto della legge 107/2015 di far confluire la maggior parte dei docenti nell’ambito territoriale, con conseguente chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici ai quali viene lasciata completa discrezionalità. Inoltre – sottolineano Di Patre e Toraldo – l’accordo  politico firmato il 29 dicembre scorso dalle altre organizzazioni sindacali è stato disatteso poiché non si è ancora svolta la trattativa parallela sulle modalità e le procedure di assegnazione dei docenti dall’ambito territoriale alla scuola, mentre l’intesa prevedeva la firma contestuale al termine delle due trattative.
L’ipotesi di contratto siglata ieri contiene anche quest’anno evidente disparità di trattamento tra docenti titolari di scuola e di ambito. Infine l’abolizione della fase comunale comporterà evidenti difficoltà nell’applicazione del contratto”.
“La decisione di non siglare questa ipotesi di contratto – concludono le dirigenti della Gilda – rispetta la volontà della maggior parte della categoria, manifestata nelle tante assemblee che si sono svolte in questi mesi in tutte le scuole d’Italia. Non aver firmato rappresenta un atto di coerenza rispetto al no che avevamo già espresso per l’accordo politico del 29 dicembre”.

#DonoDay2017

#DonoDay2017: gli studenti italiani danno lezione di dono

Riparte il video contest #DonareMiDona in collaborazione con il MIUR

Milano, 1 febbraio 2017 – A scuola di dono i docenti sono gli studenti: i ragazzi di tutte le scuole medie italiane di primo e secondo grado sono chiamati a partecipare al video contest “#DonareMiDona Scuole – racconta la tua idea di dono”. Anche quest’anno l’Istituto Italiano della Donazione (IID) apre il programma culturale del Giorno del Dono partendo dai più giovani. Al fianco di IID c’è il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che ha mandato una circolare a tutti gli istituti, invitandoli a partecipare alla 3^ edizione del Giorno del Dono.

La scelta del nuovo hashtag #DonareMiDona, che caratterizzerà le numerose attività e le novità che sveleremo durante l’anno – afferma Edoardo Patriarca, presidente IID – è dettata dal doppio significato in esso contenuto: da un lato donare significa ricevere e, dall’altro, donare arricchisce chi compie il gesto di donare, lo abbellisce, lo rende migliore. È nostro desiderio costruire una vera cultura del dono e, per farlo, non possiamo che partire dai ragazzi, parlando la loro lingua e, soprattutto, ascoltando la loro voce. Apriamo oggi il cantiere #DonoDay2017 grazie alla rinnovata collaborazione con il MIUR”.

Anche quest’anno le scuole sono invitate a realizzare un video con cui raccontare la propria esperienza di dono, partecipando così alla 3^ edizione del video contest. I lavori devono essere inviati entro il 9 giugno 2017 e, con la chiusura dell’anno scolastico, tutti i video saranno visibili sulla piattaforma www.giornodeldono.org realizzata insieme a NP Solutions, partner tecnico del Giorno del Dono: chiunque lo desidera potrà far parte della giuria popolare votando il proprio video preferito. Parallelamente i video saranno valutati anche da un’apposita giuria tecnica composta da rappresentanti dell’IID, del MIUR e di Insolito Cinema, partner tecnico del Giorno del Dono. I vincitori riceveranno un riconoscimento e saranno premiati durante l’evento che si terrà il 4 ottobre 2017.

Le scuole che non partecipano al video contest, ma che desiderano comunque essere testimonial #DonoDay2017, possono già comunicare la propria adesione morale. Per tutte le informazioni e per iscriversi: www.donoday.it/it/DonoDay2017

Nel 2016 sono state circa 50 le scuole che hanno partecipato, con 55 video in concorso e più di mille gli studenti coinvolti, dei quali oltre 200 presenti all’evento tenutosi il 4 ottobre scorso a Roma presso la Camera dei Deputati. I video vincitori sono visibili sul sito IID.

Il Giorno del Dono ha da sempre l’appoggio del compianto Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, primo firmatario dell’omonima legge: “La legge istitutiva della Giornata Nazionale del Dono segna un passaggio significativo per l’Istituto Italiano della Donazione. È un traguardo che ne suggella felicemente i primi 10 anni di attività, coronamento dell’impegno, della tenacia, della passione con cui essa è stata svolta per l’affermazione e la diffusione dei valori costitutivi dell’Istituto: gratuità, solidarietà, condivisione”. Ha rinnovato l’appoggio al Giorno del Dono il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in occasione del 4 ottobre dello scorso anno ha affermato “Donare non è privarsi ma arricchirsi in termini di qualità, coesione e sviluppo. Complimenti a chi verrà premiato oggi e a chi opera per il bene comune.”

Tempo di Libri: JONATHAN SAFRAN FOER

Giovedì 16 febbraio a Milano è Tempo di JONATHAN SAFRAN FOER
N
di numero: tutte le misure dell’animo umano

La seconda anteprima di Tempo di Libri invita a guardare nello specchio della vita – “ciò che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti”, come diceva John Lennon. Dopo la riflessione su dissidenza e libertà di pensiero con Asli Erdogan, il percorso di avvicinamento alla nuova Fiera dell’Editoria Italiana (dal 19 al 23 aprile 2017 a Fiera Milano Rho) prosegue giovedì 16 febbraio a Milano al Piccolo Teatro Studio Melato (via Rivoli 6, ore 18.30) con lo scrittore e saggista statunitense Jonathan Safran Foer. A dialogare con lui sul senso del limite e della finitezza che emerge dal suo ultimo romanzo, sarà Chiara Valerio, curatrice del programma generale della Fiera, accompagnata dalle letture dell’attore Fabrizio Gifuni. Safran Foer è in Italia per ritirare il premio de “la Lettura” del “Corriere della Sera”, che gli sarà consegnato mercoledì 15 febbraio alla Triennale di Milano: Eccomi (Guanda) è stato il libro più votato dalla giuria di redattori e collaboratori del supplemento, scrittori, giornalisti e studiosi che hanno scelto fra i titoli usciti nel 2016.

Nell’alfabeto di Tempo di Libri questo appuntamento rimanda alla N di numero: in che misura, se è quantificabile, è possibile restare fedeli a se stessi pur affrontando i limiti che la vita impone, la finitezza tipica dell’umano? E come esprimere in valori assoluti gli effetti di quegli eventi improvvisi che, quando colpiscono, portano inevitabilmente a interrogarsi sul senso dell’esistenza, della trascendenza, delle scelte che si hanno o meno? “Tutte le mattine felici si assomigliano, esattamente come tutte le mattine infelici”, scrive l’autore: tutto sta nel capire quale sia lo spazio della vita e quale quello della letteratura, e quanto Jonathan Safran Foer riesca a misurare l’uno con l’altro. Ad esempio, cosa misurano le parole, sulla pagina e nella vita di Jacob, il protagonista, che scrive sit-com per la televisione?

La storia, ambientata a Washington, è un intreccio di legami famigliari, tragedie storiche, identità e cultura ebraica. Al centro, una famiglia sull’orlo della crisi: Jacob e Julia, sua moglie, si stanno separando, hanno tre figli, una casa e due lavori, molte regole kosher da rispettare, relazioni e proporzioni. E la separazione, come in una divisione matematica, è un modo di ridurre a termini minimi, semplificare, un modo di lasciarsi senza drammi ma neppure consolazioni. Se lo stare al mondo consiste nello stabilire le distanze, Safran Foer ha scritto un romanzo di regole metriche dove la discussione da camera di una coppia che si lascia riempie il mondo intero. Senza discontinuità. Accomodatevi nel salotto dei Bloch.

L’impegno di Tempo di Libri per la difesa della libertà di pensiero e di espressione, iniziato con l’anteprima dedicata alla dissidenza, in compagnia di Asli Erdogan e Pinar Selek, prosegue anche in questo secondo appuntamento. La serata sarà infatti introdotta dalla lettura di una pagina tratta dal libro La maschera della verità di Pinar Selek (Fandango). Il suo processo, in corso da molti anni, è appena stato riaperto: il pubblico ministero si è infatti appellato alla Corte Suprema contro la sentenza di assoluzione che, lo scorso dicembre, aveva prosciolto la sociologa – per la quarta volta – da tutte le accuse.

Tempo di Libri è su Internet all’indirizzo www.tempodilibri.it, su Facebook (@TempodiLibriMilano), Twitter (@TempodiLibri) e Instagram (@tempodilibri). Per ricevere via e-mail tutti gli aggiornamenti, le novità, le informazioni e le iniziative speciali legate alla Fiera e al mondo dell’editoria, della lettura e dei libri è possibile iscriversi alla newsletter Tempo di Libri su www.tempodilibri.it.

L’ingresso all’incontro è libero fino a esaurimento posti

Il nuovo Liceo sportivo di Amatrice

Terremoto, Fedeli, Pirozzi e Malagò
presentano il nuovo Liceo sportivo di Amatrice

Mercoledì 1 febbraio, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e il Presidente del CONI Giovanni Malagò presenteranno il nuovo Liceo scientifico ad indirizzo sportivo e internazionale di Amatrice.

La conferenza stampa si svolgerà alle ore 12.30, presso la Sala della Comunicazione del Miur, in viale Trastevere 76/a.

 Il Salto – Amatrice Rinasce

Presentazione del Liceo scientifico ad indirizzo sportivo e internazionale – 1 febbraio 2017. Presentato al Miur il video che lancia il nuovo Liceo scientifico ad indirizzo sportivo e internazionale di Amatrice. Erano presenti la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, il Presidente del CONI Giovanni Malagò.


Nasce il liceo sportivo internazionale di Amatrice
La presentazione al Miur con la Ministra Fedeli,
il Sindaco Pirozzi e il Presidente del Coni Malagò

Aprirà le porte con l’inizio del prossimo anno scolastico,  il liceo scientifico ad indirizzo sportivo internazionale di Amatrice, sperimentazione unica in Italia. Nel nuovo liceo le ragazze e i ragazzi potranno sviluppare tutte le discipline sportive, avranno a disposizione un convitto dedicato e si punterà molto sulla didattica digitale.

La sperimentazione è stata presentata questa mattina al Miur dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi e dal presidente del CONI Giovanni Malagò. A partire dal prossimo anno scolastico, il 2017/2018, l’istituto omnicomprensivo ‘Romolo Capranica’ di Amatrice attiverà il nuovo indirizzo che avrà durata  quinquennale e avrà un massimo di due prime classi.

Iscrivendosi e scegliendo l’opzione “sport e turismo”, gli studenti avranno la possibilità di formarsi come atleti o come tecnici sportivi con l’obiettivo, in quest’ultimo caso, di diventare professionisti in grado di seguire gli sportivi a livello motivazionale e fisico e di definire strategie di gara e tecniche innovative di gioco. Per migliorare la preparazione degli studenti in questo senso, il Coni invierà periodicamente allenatori e professionisti nazionali del mondo dello sport. I ragazzi potranno scegliere tra tutte le discipline sportive: dalle specialità sciistiche all’atletica, fino a tutti i giochi di squadra. Lo studio di due lingue straniere darà l’impronta internazionale all’indirizzo che permetterà agli studenti anche di svolgere esperienze all’estero. Il progetto prevede inoltre una scuola con convitto, per ospitare gli studenti provenienti da tutta Italia. Saranno infine attivate convenzioni e accordi con le facoltà di Scienze motorie degli atenei italiani per il riconoscimento dei crediti agli studenti iscritti.

“Credo che oggi stiamo dando un messaggio di grande forza e di sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto. Il nuovo Liceo sarà un elemento di grande attrattività per il territorio. Bisogna ora creare tutte le condizioni di coinvolgimento e di comunicazione perché i ragazzi e le ragazze si iscrivano. L’11 marzo sarò ad Amatrice per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto”, ha dichiarato la Ministra Fedeli.

Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi ha voluto ringraziare “tutti coloro che hanno creduto in questa idea. Dalle macerie si riparte con una visione del futuro. Il futuro passa per i giovani e lo sport rappresenta la vita perché insegna che, dopo una sconfitta, ti devi allenare ancora di più per ottenere risultati. Oggi ad Amatrice non c’è più alcun luogo di aggregazione, ma torno stasera portando un messaggio forte di speranza e di futuro”.

“Bisogna fare di tutto per riportare queste persone alla normalità – ha chiuso il Presidente Malagò – Abbiamo pensato che lo sport possa essere il volano e garantiremo la realizzazione delle infrastrutture sportive. Si tratta di una bella idea e una bella sfida. Faremo di tutto per sostenerla e promuoverla. Siamo sicuri che tra qualche anno ci sarà una lista d’attesa per iscriversi”.

Fedeli: piano da 830 milioni per scuola più aperta e inclusiva

da Il Sole 24 Ore 

Fedeli: piano da 830 milioni per scuola più aperta e inclusiva

di Alessia Tripodi

Potenziare le competenze delle lingue straniere e della matematica, educare all’alimentazione e al cibo, ma anche all’imprenditorialità e all’autoimpiego. Sono alcuni degli interventi previsti nel Piano in 10 azioni lanciato ieri dal ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, per una scuola «più aperta, inclusiva, innovativa». I 10 temi saranno al centro di altrettanti bandi che verranno finanziati con 830 milioni del Pon Scuola, il Piano operativo nazionale 2014-2020 sostenuto da fondi europei.

Fedeli: «Grande investimento sulle competenze degli studenti»
«Lanciamo un grande investimento sulle competenze degli studenti, pensato nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite» ha detto il ministro, spiegando che «vogliamo rendere la scuola agente del cambiamento affinché sia strumento di pari opportunità e mobilità sociale, formi cittadini capaci di affrontare l’innovazione e trasformarla in opportunità, cresca nuove generazioni consapevoli, attive, responsabili in’un’ottica di cittadinanza globale».
Il metodo di lavoro, ha spiegato Fedeli, prevede il coinvolgimento di tutte le
componenti della scuola e della società. E dunque consultazioni, anche on line, per raccogliere buone pratiche, modelli e contributi utili.

Dieci azioni per dieci bandi
I temi che saranno al centro di altrettanti bandi sono 10. Eccoli nel dettaglio:
1. Competenze di base – Finanziamento da 180 milioni, avviso del bando il 20 febbraio 2017: potenziamento delle conoscenze in lingua madre, lingue straniere, scienze e matematica con modalità didattiche innovative.

2. Competenze cittadinanza globale – 120 milioni, avviso il 17 marzo 2017: educazione all’alimentazione ma anche educazione ambientale, rispetto delle diversità e cittadinanza attiva.

3. Cittadinanza europea – 80 milioni, avviso il 24 marzo 2017: approfondimento dei valori e della storia europei anche attraverso esperienze all’estero.

4. Patrimonio culturale, artistico, paesaggistico – 80 milioni, avviso il 6 aprile 2017: progetti per vivere il patrimonio come un bene comune di cui prendersi cura.

5. Creatività digitale: 80 milioni, avviso il 3 marzo 2017: formazione per un uso consapevole della rete e percorsi per valorizzare la creatività digitale.

6. Integrazione e accoglienza – 50 milioni, avviso il 31 marzo 2017: offerta di spazi e momenti di socializzazione e scambio.

7. Educazione all’imprenditorialità – 50 milioni, avviso l’8 marzo 2017: percorsi per lo sviluppo dell’autonomia e dello spirito di iniziativa.

8. Orientamento – 40 milioni, avviso il 13 marzo 2017: interventi per gli studenti dell’ultimo anno delle medie e degli ultimi tre delle superiori.

9. Alternanza scuola lavoro – 140 milioni, avviso il 28 marzo 2017: costruzione di reti locali per un’alternanza di qualità e incentivi alla mobilità degli studenti.

10. Formazione per adulti – 10 milioni, avviso il 24 febbraio: progetti per innalzare il livello di istruzione degli adulti in un’ottica di apprendimento permanente.

Progetti ad hoc
Nell’ambito di ciascuno di questi temi, spiega il Miur, andranno promossi progetti ad hoc. Un Avviso quadro – che definisce la strategia comune al pacchetto di misure e fornisce alle scuole le linee guida per partecipare ai singoli bandi – sarà seguito da 10 singoli avvisi nei prossimi due mesi.

Il ministro: «Contro la disoccupazione partnership con le imprese»
Rispondendo alle domande dei cronisti che le chiedevano cosa può fare la scuola di fronte a una disoccupazione giovanile che, secondo i dati Istat diffusi oggi, è risalito oltre il 40%, Fedeli ha detto che «una partnership con il mondo delle imprese» può contribuire a contrastare il fenomeno. «Si deve puntare sempre di più – ha detto – sulla qualità dei percorsi scolastici, ma si deve sfidare anche l’offerta del mondo delle imprese». Gli imprenditori devono proporre ai giovani posti di lavoro adeguati, «ci deve essere corrispondenza tra ciò che si è studiato a scuola e quello che offre il lavoro». Per questo è utile, secondo il ministro, una partnership con le imprese, «non solo quelle grandi».

Alternanza, al via la cabina nazionale di regia

da Il Sole 24 Ore 

Alternanza, al via la cabina nazionale di regia

di Cl. T.

Al via la cabina nazionale di regia sull’alternanza scuola-lavoro. Uno spazio di supporto, monitoraggio e valutazione di tutte le attività svolte dalle studentesse e dagli studenti italiani nell’ambito della formazione “on the job”, diventata obbligatoria nel sistema di istruzione (400 ore negli istituti tecnici e professionali, 200 nei licei) con la legge ‘Buona Scuola’ che ha stanziato, per questo scopo, 100 milioni di euro all’anno di finanziamento.

Le dichiarazioni
«L’alternanza – ha dichiarato la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli – è un’opportunità di crescita fondamentale anche per l’intero Paese. Perché rendere comunicanti mondi finora nettamente separati, favorire la conoscenza del nostro patrimonio culturale e produttivo e promuovere l’imprenditorialità delle nuove generazioni a partire dalle risorse che l’Italia possiede sono atti doverosi e indispensabili per un futuro di sviluppo e progresso». La cabina di regia, ha aggiunto il sottosegretario Gabriele Toccafondi, «sarà un luogo tecnico in cui, congiuntamente con il ministero del Lavoro, saremo impegnati per far dialogare tutti gli attori coinvolti».

Le iniziative
Oltre alla cabina di regia nazionale, sono stati predisposti strumenti per supportare e orientare i soggetti variamente coinvolti in questo percorso e rendere efficiente il sistema: la Carta dei Diritti e dei Doveri delle Studentesse e degli Studenti in alternanza e la Cabina di Regia Miur-Lavoro, per un maggiore coordinamento sui temi dell’alternanza e dell’apprendistato; il Registro Nazionale dell’alternanza; uno specifico capitolo del Piano Nazionale di Formazione Docenti dedicato all’Alternanza con circa 6 milioni di euro per la formazione in tutte le scuole superiori (2.741) e il coinvolgimento di 35mila tra dirigenti scolastici e docenti; incentivi, in base alla Legge di Bilancio 2017, per le aziende che assumono studenti che hanno fatto alternanza. E infine, una delle dieci azioni del Pon Scuola, presentato ieri al Miur, che stanzia ulteriori 50 milioni di euro per educare le nuove generazioni all’autoimprenditorialità e allo sviluppo di una serie di competenze – dal pensiero critico all’adattabilità, dalla perseveranza alla resilienza – fondamentali per approcciarsi al mondo lavorativo con il giusto bagaglio di abilità e conoscenze.

Ddl cyberbullismo, ok del Senato con 224 sì

da Il Sole 24 Ore 

Ddl cyberbullismo, ok del Senato con 224 sì 

Il disegno di legge che punta a contrastare il fenomeno del cyberbullismo viene approvato dall’Aula del Senato praticamente all’unanimità con 224 sì, un solo voto contrario e 6 astenuti. Il provvedimento, prima firmataria Elena Ferrara (Pd), torna alla Camera in quarta lettura, visto che Palazzo Madama ha espunto le norme penali introdotte a Montecitorio per tornare all’impostazione originaria del provvedimento. Soddisfatto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli: «Finalmente si affronta fenomeno in modo deciso», ha detto.

Ferrara (Pd): «Senato ribadisce impegno tutela minori»
«Il bullo ora sarà informato che con certe condotte commette dei reati». Così la prima firmataria del ddl Ferrara (Pd), commenta il via libera dell’aula del Senato al ddl sul cyberbullismo.«È molto difficile che un ragazzino sappia che postare una foto di una compagna senza il suo permesso non è lecito, soprattutto se è una foto compromettente», spiega la senatrice. È un fenomeno che «spesso succede già nella scuola primaria» perciò ««stiamo parlando di un tema che si confronta con una capacità critica molto relativa».
La senatrice spiega che «il disegno di legge introduce la procedura di ammonimento, come avviene per lo stalking, al fine di responsabilizzare i minori ultraquattordicenni autori di reati tenendoli però, nei casi in cui è consentito dalla legge, fuori dal penale. Un approccio rieducativo, condiviso da istituzioni, forze dell’ordine, eccellenze sanitarie, esperti di pedagogia e di diritto, famiglie, insegnanti, fino agli studenti». L’auspicio «è che ora – aggiunge – si possa al più presto convergere sui punti di condivisione per chiudere in questa legislatura, con il definitivo passaggio alla Camera, un percorso da molti atteso».

Il ministro Fedeli: «Affrontato fenomeno in modo deciso»
«Finalmente – sottolinea il ministro Fedeli commentando l’ok al ddl – si affronta pienamente e in modo deciso un fenomeno che spesso, erroneamente, viene sottostimato. Con questo ddl mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi». «Dobbiamo colmare i vuoti educativi in cui si annida ogni forma di discriminazione e di violenza» ha continuato Fedeli, spiegando che «lo facciamo, in un’ottica di prevenzione, a partire dalla scuola che è luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza».

Mobilità 2017/18, la novità: tutti i docenti potranno chiedere di essere assegnati direttamente alle scuole

da La Tecnica della Scuola

Mobilità 2017/18, la novità: tutti i docenti potranno chiedere di essere assegnati direttamente alle scuole

In attesa di prendere visione della pre-intesa sottoscritta il 31 gennaio al Miur dai sindacati, cominciano a trapelare i contenuti dell’accordo.

A fornire alcune anticipazioni è la Flc-Cgil, che nell’esprimere “piena soddisfazione per la firma del contratto della personale della scuola sulla mobilità 2017/2018”, spiega che attraverso l’intesa “sono state superate infatti le difficoltà che si erano incontrate nel corso della trattativa e si sono acquisti due importanti principi che erano stati messi in questione dalla legge 107/15 e che il contratto recupera”.

Ma quali sono i nodi sciolti, a favore del personale? “Tutti i docenti – continua il sindacato guidato da Francesco Sinopoli – possono chiedere di essere assegnati direttamente alle scuole, oltre che agli ambiti; la mobilità è libera dal vincolo di permanenza triennale. Tali acquisizioni sono state possibili grazie all’Intesa firmata fra MIUR e sindacati il 29 dicembre 2016″.

“Ora si vada a regolare -prosegue la nota Flc-Cgil – sempre in sede contrattuale e in coerenza con la citata Intesa di dicembre, la procedura di assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole, che non potrà che avvenire sulla base di requisiti oggettivi definiti a livello nazionale”.

Il riferimento del sindacato Confederale è alla volontà di sottoscrivere l’accordo sulla chiamata diretta basandolo su pochi titoli, comprensivi di anzianità di servizio. Al Miur, però, non la pensano allo stesso modo. E questo potrebbe essere un problema. Perché, sembra che un mancato accordo su questo aspetto, la scelta dei docenti finiti negli ambiti territoriali, potrebbe far saltare anche le pre-intesa sul resto della mobilità sottoscritta in queste ore.

Ricordiamo, come ha più volte sottolineato dalla ministra Valeria Fedeli, che si tratta di una deroga annuale. Perché il comma 73 della Legge 107/2015 (Dall’anno scolastico 2016/2017 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali) rimane in vita.

Mobilità: Ministra soddisfatta, per la chiamata diretta se ne parlerà più avanti

da La Tecnica della Scuola

Mobilità: Ministra soddisfatta, per la chiamata diretta se ne parlerà più avanti

Sulla ipotesi di contratto di mobilità firmato poco fa a Viale Trastevere la minsitra Valeria Fedeli esprime viva soddisfazione

“Ringrazio le organizzazioni sindacali e l’amministrazione per il lavoro svolto – sottolinea la Fedeli –  Come ho sottolineato anche in Parlamento, illustrando le Linee programmatiche di questo Ministero, dobbiamo tutti lavorare per centrare tempestivamente e nel migliore dei modi possibili tutti i passaggi necessari per iniziare, senza le difficoltà del passato, il prossimo anno scolastico”.

Il contratto siglato oggi – si legge in un comunicato diramato dal Miur – fa seguito all’accordo politico di fine dicembre e ne conferma  i contenuti. Il contratto ha validità per l’anno scolastico 2017/2018. Esclusivamente per la mobilità di quest’anno, sarà previsto per tutti i docenti lo svincolo dall’obbligo di permanenza triennale nel proprio ambito o nella propria scuola. Il contratto terrà conto infatti della novità prevista nella Legge di Bilancio per il 2017: il passaggio di una parte dell’organico di fatto in anico di diritto comporterà una variazione dell’organico della scuola. Lo svincolo è una misura straordinaria. Resta fermo, infatti, l’obiettivo prioritario, chiaramente indicato dalla legge 107 (Buona Scuola), della continuità didattica”.

Spiega ancora il Minsitero: “La mobilità avrà un’unica fase per ciascun grado scolastico e consentirà a tutti i docenti, anche i neo assunti, di presentare istanza. Il personale docente potrà esprimere fino a 15 preferenze: potranno essere indicate, oltre agli ambiti, anche scuole, per un massimo di 5. Questo varrà sia per gli spostamenti all’interno che fuori dalla provincia”.

Ma che fine farà la chiamata diretta?  Il Ministero liquida il tema in due righe: “A seguito di questo accordo partirà ora la contrattazione sull’individuazione dei docenti per competenze”.
A questo punto è tutto più chiaro: nella serata del 31 gennaio è stata firmata l’ipotesi di

contratto sulla mobilità che, come sempre, dovrà essere ratificata dal MEF e dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
Nel frattempo Miur e sindacati tenteranno un accordo sulla chiamata diretta; il fatto che su questo punto non si sia ancora firmato nulla fa pensare che la ministra Fedeli abbia assunto l’impegno di chiedere al Governo, e alla collega Marianna Madia in particolare, una accelerazione sulla riforma della PA che dovrebbe contenere anche una norma di modifica del decreto Brunetta in materia di rapporto fra legge e contratto.
Che poi l’accordo sulla chiamata diretta venga definito sequenza contrattuale o in altro modo questione del tutto marginale.
Nei prossimi giorni dovremmo conoscere il testo dell’ipotesi siglata questa sera e quindi potremo capirne qualcosa di più.