DELEGHE LEGGE 107/2015

DELEGHE LEGGE 107/2015, I RILIEVI E LE PROPOSTE DELLA FGU

In occasione dell’audizione in Commissione VII del Senato, ieri pomeriggio la Federazione Gilda-Unams (FGU) ha depositato agli atti il proprio parere sugli schemi dei decreti legislativi approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri per dare attuazione a otto delle nove deleghe previste dalla legge 107/2015.

Ecco una sintesi schematica dei rilievi e delle proposte avanzate.

FORMAZIONE INIZIALE E RECLUTAMENTO DEGLI INSEGNANTI (ATTO N.377)
La FGU ritiene che il percorso triennale di formazione e tirocinio post concorso sia eccessivamente oneroso e lungo e propone che, a regime, si debba accorciare a due anni, prevedendo nel primo anno un equilibrio tra attività di studio accademico e lavoro in classe in co-docenza con i docenti esperti e tutor provenienti dalla scuola e nel secondo attività dirette di insegnamento sempre sotto la supervisione dei docenti esperti e tutor della scuola. E’ necessaria una radicale riduzione dei CFU accademici per privilegiare l’attività diretta di insegnamento.

DISABILITA’ E INCLUSIONE SCOLASTICA (ATTO N. 378)
La FGU ritiene che il limite massimo di 22 alunni nelle classi dove siano presenti studenti con disabilità certificata debba essere prescrittivo ed esprime preoccupazione per l’esiguità delle risorse dedicate agli enti locali per farsi carico dei servizi loro assegnati.
Inoltre risulta eccessivo il vincolo decennale di permanenza nel sostegno dei docenti prima di chiedere l’affidamento alla classe di concorso di riferimento: per la FGU è opportuno mantenere l’attuale vincolo quinquennale, con il conteggio degli anni di servizio sul sostegno già effettuati.

ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE (ATTO N. 379)
Resta ancora confuso il rapporto tra Stato e Regioni: il percorso statale ha come obiettivo il conseguimento del diploma di maturità quinquennale mentre sono sempre a capo delle singole Regioni i diplomi di qualifica intermedi (triennali o quadriennali).
La FGU, inoltre, ritiene vaghe le modalità di utilizzo dei docenti esterni senza una specifica garanzia degli organici del personale statale.

0-6 ANNI (ATTO N. 380)
Positiva la separazione di competenze professionali e funzionali tra servizi educativi per l’infanzia (0-3) e scuola dell’infanzia (3-6). I problemi permangono sul versante della partecipazione delle famiglie al finanziamento per i servizi educativi per l’infanzia gestiti di norma dagli enti locali o da soggetti privati. La FGU critica la visione generale in cui la delega inquadra i servizi integrativi perché non pone al centro il bambino con le sue esigenze ma la soddisfazione dei bisogni delle famiglie. Per la FGU la scuola dell’infanzia statale non deve diventare un mero servizio, deve essere gratuita e non deve prevedere la partecipazione economica da parte delle famiglie.
DIRITTO ALLO STUDIO (ATTO N. 381)
La FGU ritiene che, invece di disperdere risorse in provvedimenti frammentari come la Carta dello Studente, occorra incrementare il finanziamento alle istituzioni scolastiche per garantire la progettazione educativa. Da sempre la FGU propone il riconoscimento, nella dichiarazione dei redditi, di specifiche detrazioni e deduzioni fiscali sulle spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto di beni e servizi come testi scolastici, trasporti e mense, per citare qualche esempio.
CULTURA UMANISTICA (ATTO N. 382)
La FGU propone di inserire nel decreto legislativo una disposizione che precluda l’accesso ai corsi propedeutici in conservatorio agli studenti minori di 16 anni e che, dunque, non abbiano ancora assolto l’obbligo scolastico in base a quanto stabilito dalla normativa vigente.
Per valorizzare le eccellenze, si ritiene opportuno ribadire espressamente, con apposito rinvio all’art. 7, comma 3, del D.P.R. 212/2005, la possibilità, per gli studenti che presentino spiccate attitudini musicali, di accedere ai corsi accademici di I livello anche se privi del diploma di maturità.

SCUOLA ITALIANA ALL’ESTERO (ATTO N. 383)
La FGU ritiene che il contenuto di questa delega mortifichi la diffusione e la promozione della cultura italiana all’estero perché assoggetta di fatto la scuola italiana alla legislazione e all’organizzazione scolastica dello Stato ospitante, al parere dell’autorità diplomatica che interferisce nell’organizzazione dell’attività didattica, eludendo così la competenza esclusiva del collegio dei docenti. Parere contrario anche in merito all’assunzione di personale sul luogo anche per insegnamenti obbligatori in Italia. Vengono, inoltre, disapplicati gli ambiti di competenza della contrattazione, con l’introduzione di obblighi d’orario lavorativo aggiuntivo.

VALUTAZIONE ED ESAMI DI STATO (ATTO N. 384)
La FGU valuta positivamente il mantenimento della votazione in decimi, l’abolizione negli esami di terza media delle prove Invalsi, il mantenimento della commissione mista nell’esame di Maturità e l’eliminazione della cosiddetta “tesina”.
Posizione critica, invece, sui requisiti per la promozione alle elementari e per l’ammissione all’esame di terza media: nel primo caso la FGU si dichiara contraria all’obbligo al successo formativo introdotto di fatto dalla delega e nel secondo caso alla valutazione complessiva non inferiore ai 6/10.
Quanto alla scuola superiore, la FGU ritiene che andrebbe mantenuta una terza prova alla Maturità, con caratteristiche nazionali sulle discipline non coinvolte nelle prime due prove. Inoltre andrebbe eliminato dal curricolo la prova Invalsi, che ha natura prettamente statistica, e ridotto il peso dell’Alternanza Scuola Lavoro così come prevista dalla legge 107/2015. Sia per l’esame del primo ciclo che per quello del secondo, dovrebbe essere il Consiglio di classe a decidere in modo motivato l’accesso o meno dello studente all’esame a prescindere dalle medie aritmetiche dei voti con l’esclusione del voto di condotta.

AA.VV., Storie di scuola

Storie di scuola. L’inclusione raccontata dagli insegnanti: esperienze e testimonianze
a cura di Fernanda Fazio, Nicola Striano e Giancarlo Onger
Centro Studi Erickson

 

Trento, febbraio 2017 – «Una scuola più aperta, inclusiva, innovativa»: sono queste le parole chiave con cui il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca ha lanciato un piano in 10 punti per portare la scuola italiana «a diventare un agente di cambiamento verso uno sviluppo sostenibile e inclusivo per tutte e per tutti».

E sulle stesse parole chiave si sviluppa “Storie di scuola. L’inclusione raccontata dagli insegnanti: esperienze e testimonianze” a cura di Fernanda Fazio, Nicola Striano e Giancarlo Onger. Il libro raccoglie un cospicuo numero di testimonianze autobiografiche di insegnanti ed educatori, differenti per età, formazione o carriera, ma tutti accomunati dall’impegno e della volontà di realizzare una scuola inclusiva.

Ogni storia raccontata è una storia a sé e propone al lettore spunti significativi, per l’approccio alla diversità, per la realizzazione di percorsi possibili, per la ricerca di strumenti idonei e per il superamento delle barriere culturali, azioni che hanno consentito la rivoluzione copernicana avvenuta nella scuola italiana.

Le storie, gli aneddoti e le esperienze raccontati dagli insegnanti hanno una valenza pedagogica e forniscono una fotografia fedele e unica di come è cambiato il sistema scolastico italiano, dalle scuole speciali all’approccio inclusivo, dagli istituti montessoriani alle metodologie didattiche più recenti.

Questa narrazione dei percorsi e delle esperienze che dalla Montessori a don Milani fino alla scuola dell’inclusione hanno caratterizzato lo sviluppo della nuova pedagogia italiana spinge il lettore a porsi degli interrogativi e a riflettere su una generazione e su un Paese che nella scuola ha investito – in passato – le migliori risorse. a.

L’obiettivo della didattica inclusiva è far raggiungere a tutti gli alunni il massimo grado possibile di apprendimento e partecipazione sociale, valorizzando le differenze presenti nel gruppo classe: tutte le differenze, non solo quelle più visibili e marcate dell’alunno con un deficit o con un disturbo specifico (Centro Studi Erickson).

Nella prima parte del volume è possibile leggere le testimonianze della scuola raccontate da insegnanti di sostegno che, grazie a questo ruolo, sono riusciti a cogliere aspetti inediti del processo di insegnamento e apprendimento. Una delle spinte culturali e pedagogiche che negli ultimi decenni ha permesso l’inserimento dei ragazzi con disabilità nelle classi comuni è nata proprio all’interno degli istituti speciali per ragazzi ciechi. A questa è dedicata la seconda parte del volume. La terza e la quarta parte, invece, riguardano rispettivamente l’utilizzo e la potenzialità delle nuove tecnologie e il contributo fondamentale dei dirigenti scolastici e dei funzionari delle istituzioni, che hanno creato le condizioni affinché l’intera comunità scolastica fosse arricchita da tutti coloro che ne fanno parte, sempre in termini di inclusione.

Bbetween 2017

Musica e volontariato: ecco i nuovi percorsi di Bbetween 2017

Il progetto Bbetween dell’Università di Milano-Bicocca è nato per formare studenti e cittadini, certificando con il sistema degli Open Badges le competenze trasversali acquisite attraverso linguaggi formali e informali: dal cinema al teatro, dalla musica alla multimedialità.

 

Milano, 3 febbraio 2017 – Riprendono con musica e volontariato i percorsi di Bbetween, il progetto dell’Università di Milano-Bicocca per l’accrescimento e la valorizzazione delle competenze trasversali di studenti e cittadini attraverso pratiche e linguaggi diversi dalle tradizionali lezioni universitarie.

 

Bbetween 2017 Music – Listening

Dedicato a coloro che desiderano conoscere la storia della musica e le caratteristiche timbriche e tecniche degli strumenti musicali: violino, chitarra, flauto, sassofono, pianoforte, senza dimenticare il ruolo della voce. Il tutto attraverso la partecipazione ai concerti in programma. Iscrizioni aperte fino al 9 febbraio. www.unimib.it/bbetween/musica

 

Bbetween 2017 Voluntary work

Questo percorso è riservato agli studenti dell’Ateneo. Organizzato in collaborazione con Ciessevi, il Centro servizi per il volontariato della Città metropolitana di Milano, guiderà tutti i partecipanti attraverso varie attività di impegno sociale. Iscrizioni aperte fino al 23 febbraio. www.unimib.it/bbetween/volontariato

 

Tutti i percorsi sono strutturati per permettere ai partecipanti di esprimere, sviluppare e veder riconosciute le proprie capacità personali in ambito artistico e culturale. I percorsi formativi sono organizzati in collaborazione con teatri, scuole civiche, conservatori e fondazioni. La maggior parte dei percorsi è gratuita per gli studenti e aperta anche ai cittadini, in alcuni casi pagando una piccola tassa di iscrizione.

 

Per maggiori informazioni si può consultare la pagina web dedicata a Bbetween sul sito dell’Università di Milano-Bicocca ed è già possibile iscriversi ai percorsi formativi Music – Listening e Voluntary work.

 

BORSE “MARIE CURIE”

BORSE “MARIE CURIE”
CA’ FOSCARI SI CONFERMA AL TOP
PREMIATI PROGETTI DI 4 GIOVANI UMANISTI

I risultati della prestigiosa selezione europea per finanziamenti alla ricerca. Due giovani ricercatrici arriveranno dall’estero

VENEZIA –  L’Università Ca’ Foscari Venezia conquista altri quattro ricercatoriMarie Curie”, confermandosi al top tra gli atenei italiani per questi finanziamenti europei. Le quattro borse di ricerca valgono complessivamente 834mila euro.

Due ricercatrici arrivano a Ca’ Foscari dall’estero (Liegi e Monaco), mentre due cafoscarini andranno per un biennio in Canada e negli Stati Uniti per poi rientrare a Venezia.

I premiati di quest’anno sono quattro umanisti: Damiano Acciarino, Matteo Bertelè, Beatrice Daskas ed Elise Franssen. Indagheranno, rispettivamente, gli studi antichi nel Rinascimento,  l’impatto dell’arte durante la Guerra Fredda, la chiesa dei Santi Apostoli di Istanbul, e i manoscritti inediti del letterato arabo al-Ṣafadī (XIV secolo).

Grazie ai record degli ultimi anni, Ca’ Foscari è oggi l’ateneo con il maggior numero di progetti “Marie Curie” attivi (19) e vede crescere la comunità di giovani ricercatori d’eccellenza.

«Per il terzo anno consecutivo Ca’ Foscari si posiziona al top, in Italia, per numero di borse Marie Curie assegnate dalla Commissione Europea ai ricercatori più virtuosi – afferma Michele Bugliesi, rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia – E’ un risultato che ci dà grande soddisfazione. La crescita e lo sviluppo professionale per i nostri ricercatori e l’attrazione di talenti dall’esterno costituiscono due tra le massime priorità del nostro Ateneo. Le borse Marie Curie sono un’opportunità importante offerta ai migliori talenti e siamo fieri dei nostri studiosi che partecipano con crescente successo alla ricerca ai massimi livelli sul piano internazionale».

Con le borse di ricerca “Marie Curie” la Commissione Europea mira a sostenere la carriera dei ricercatori più promettenti, studiosi con idee brillanti e profilo eccellente capaci di superare selezioni molto competitive. Al bando appena concluso hanno partecipato quasi 9mila ricercatori da tutta Europa e non solo.

Vincitori e progetti

Damiano Acciarino, studioso di letteratura italiana con alle spalle un dottorato a Ca’ Foscari, andrà all’Università di Toronto, in Canada, per un biennio e poi tornerà a Venezia per concludere la ricerca. Realizzerà l’atlante digitale degli studi antichi nel Rinascimento, connettendo documenti ora difficili da mettere in relazione e aprendo così nuove prospettive di ricerca sulla storia del pensiero e l’evoluzione della civiltà europea. Il suo tutor sarà il professor Riccardo Drusi del Dipartimento di Studi Umanistici.

Matteo Bertelè si è laureato e dottorato a Ca’ Foscari dove oggi insegna Storia dell’arte russa ed europea. La “Marie Curie” lo porterà all’Università della California a Santa Barbara per studiare attraverso le collezioni del Getty Research Institute e del Wende Museum di Los Angeles l’impatto dell’arte sulla cultura e la società durante la Guerra Fredda, in particolare riguardo le due repubbliche tedesche, la Jugoslavia, l’Unione Sovietica e l’Italia. Tutor sarà la professoressa Silvia Burini del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali.

Beatrice Daskas è una bizantinista con formazione da filologa e storica dell’arte, che arriva a Ca’ Foscari dalla Ludwig-Maximilians Universität di Monaco di Baviera. Attualmente è visiting all’Institute for Iranian and Persian Gulf Studies di Princeton. Studierà la storia culturale di Bisanzio e i suoi riflessi attraverso i secoli a partire dalla chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli e dal suo simbolismo. A Venezia potrà inoltre comparare i risultati con un altro monumento che ha trasmesso messaggi nei secoli: la Basilica di San Marco. Il tutor sarà Antonio Rigo, professore al Dipartimento di Studi Umanistici.

Elise Franssen ha studiato letteratura araba a Liegi, in Belgio. A Ca’ Foscari si occuperà degli studi di un intellettuale del periodo Mammelucco (1250-1517), al-Safdī’s. Esaminando e digitalizzando l’elenco delle sue letture e i manoscritti annotati della sua biblioteca giunti ai nostri giorni, ricostruirà uno spaccato della vita culturale dell’epoca, contraddistinta da un’abbondanza di informazioni simile a quella odierna. Tutor la professoressa Antonella Ghersetti del Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea.

Torna la Buona Scuola tra Governo e Parlamento

Torna la Buona Scuola tra Governo e Parlamento

di Gian Carlo Sacchi

 

E’ quasi un adempimento di routine da parte di un neoministro presentarsi alle commissioni parlamentari di riferimento per esporre il programma di governo. Ed è quanto accaduto di recente alla Ministra Fedeli davanti alle settime commissioni di Camera e Senato. Perché questa deve essere una notizia ? Basti guardare il testo dell’intervento: un elenco ponderoso di questioni, tutte urgenti, che dall’inizio dell’anno attendono di dispiegare la loro efficacia, soprattutto se si pensa alle tante deleghe ancora in sospeso dalla legge sulla buona scuola, ed il contesto socio-politico, che non appare per nulla rassicurante, non solo dopo l’esito del referendum, ma anche nell’ipotesi di un periodo di instabilità che prelude ad elezioni anticipate.

Occorre dare atto alla Ministra di aver accelerato l’andatura nel suo governo e di aver cercato di rianimare i provvedimenti con parole prese dal linguaggio educativo e sociale che sembrava essere stato sopraffatto dal managerialismo tecnocratico.

Partecipazione, condivisione, trasparenza, gli imperativi dell’azione ministeriale; mettere al centro gli studenti, introdurre la cultura dello sviluppo sostenibile, combattere la povertà educativa, permettere ai nostri giovani di ritrovare fiducia nel sistema scolastico e formativo, ma i decreti presentati alle camere non sono stati redatti seguendo percorsi partecipati e condivisi (ricordiamo le commissioni pluraliste incaricate di elaborare o applicare le riforme), non certo trasparenti sono i bandi rivolti alle scuole per i finanziamenti.

Il ministero ascolta tutti, dialoga con coloro che rappresentano il mondo della scuola, cioè chi ha titolo a rappresentarlo, ma la legge 107 è stata approvata con un voto di fiducia ed i suddetti decreti sono arrivati in parlamento già confezionati: otto testi da esaminare in tempi rapidissimi. E questa è la seconda parte dell’intervento, quella che si pone in continuità con il governo precedente.

Si vuole riconoscere il lavoro dei docenti, dirigenti e di tutto il personale….motivandoli e valorizzandoli nell’esercizio dell’autonomia e della responsabilità del proprio ruolo professionale, riconoscendo loro un prestigio sociale dimenticato. Per autonomia però non si sa cosa intendere, la responsabilità supponiamo faccia entrare in gioco il sistema nazionale di valutazione, viene fatto un fugace seppur speranzoso accenno al contratto. L’intesa raggiunta sulla mobilità però toglie di mezzo la continuità didattica, uno dei capisaldi della legge 107, se si pensa soprattutto agli insegnanti di sostegno, oltre non assicurare stabilità al sistema. Se si considera il caos generato dalle assegnazioni “algoritmiche” dello scorso anno, si può immaginare che cosa succederà alla ricerca di sedi più comode.

Per quanto riguarda le risorse economiche solo alcuni numeri, la politica dei bonus ed un richiamo ad investire di più, come se fossero gli altri (schoolbonus) a doverci pensare.

La chiamata all’unità del Paese sul valore del sapere e della conoscenza non poteva che essere la chiusa della parte dei grandi principi, che sarà difficile raggiungere con il coinvolgimento delle sole scuole e che richiederebbe, come è stato detto da varie parti, una discontinuità con la legge delega.

Insomma fa notizia il fatto che tra i grandi obiettivi e le scelte concrete, vedremo quali spazi di manovra ci saranno veramente a seguito delle audizioni, non vi sia coerenza. Da una parte si vuole confermare  l’impianto della buona scuola, e, dall’altra, si cerca un accomodamento con i docenti e i sindacati, visto com’è andato il referendum e ad esorcizzare prevedibili risultati elettorali.

Ci si sarebbe aspettato uno sguardo alla governance del sistema, a livello centrale e territoriale, cosa su cui si tace completamente: dei rapporti con l’esterno c’è soltanto l’alternanza scuola-azienda, che non può essere l’unica modalità per valorizzare i crediti formativi, se non si vuole che sia il lavoro, che poi non c’è, l’unica ragione per cui valga la pena studiare. Così come non si dice nulla sull’educazione degli adulti che è l’altra faccia della medaglia di un efficace rapporto fra formazione e territorio per tutta la vita.

Il dibattito in commissione ha spesso riportato il discorso sulle esigenze delle realtà locali, che più evidenziano anche il rapporto tra pubblico e privato, non solo per far giungere richieste risolvibili a livello centrale, ma per indicare il territorio come un elemento decisivo per la capacità del sistema di superare i divari sociali e culturali dei contesti e garantire così il diritto allo studio per tutti: lo Stato deve prevedere le risorse e gli organismi territoriali le devono amministrare, insieme ad altre reperite in loco. Anche la validità dell’anno scolastico deve tornare ad essere una questione locale, senza che poi di fronte ad emergenze reali si debbano trovare escamotages per derogare dagli obblighi di frequenza.

Per combattere la dispersione scolastica non si può far leva solo sull’ingresso precoce nel mondo del lavoro, ma ci sono altre modalità, magari le reti di adulti/educatori in determinate realtà sono indicate per l’accompagnamento degli adolescenti e la prevenzione della devianza e delle dipendenze, in modo che sia possibile, ha detto la Ministra, esercitare la funzione educativa come responsabilità sociale.

Come si è detto le scuole da sole non bastano, men che meno se esse rappresentano il canale terminale dello stato dal quale dipendono completamente. Non dobbiamo più fare gli italiani ipotizzati da D’Azeglio, ma bisogna sostenere la loro crescita, in base al mutamento della società: pur essendo una parte del sistema nazionale la scuola è soprattutto il “presidio pedagogico del territorio”. Su questo la Ministra non ha detto nulla, nessun decreto è stato predisposto per la revisione degli organi collegiali, di cui tutti sentono la necessità; l’autogoverno delle scuole e la loro rappresentanza nelle varie reti di servizi territoriali costituiscono il punto di ripartenza per il miglioramento delle relazioni sociali e culturali del Paese. Sono le reti/associazioni di scuole, non quelle previste dalla 107 e costituite dagli USR, gli interlocutori dell’amministrazione scolastica, la quale potrebbe risparmiare qualche ufficio periferico, portando a termine il decentramento iniziato nel lontano 1998 ma ahimè dimenticato.

E’ qui, sull’autonomia, che la Ministra avrebbe dovuto dire parole chiare, su come realizzarla, invece la citazione rimane marginale come nella legge che ne prevede lo sviluppo fino ai confini definiti dall’amministrazione.

Scuole aperte, palestre dove ci sono, come luoghi di aggregazione non possono essere oggetto del solito bando ministeriale: se ci sono soldi si distribuiscano ai territori e se non ci sono le si lasci operare autonomamente dando la possibilità di partecipare ad associazioni, reti o altre modalità che possano consentire di reperire anche altre risorse, magari togliendo questi servizi dal patto di stabilità cui sono sottoposti gli enti locali.

Istituti scolastici, università, amministrazioni locali possono lavorare insieme per progettare e realizzare lo sviluppo del territorio stesso: poli tecnico-professionali, adozione di emergenze artistiche e naturali, educazione allo sviluppo sostenibile a partire dalle caratteristiche delle diverse comunità e dai propri bisogni formativi. Edilizia scolastica, sicurezza, tutte questioni che non si risolvono in un sistema centralistico; si dovrà definire anche il destino delle superiori in seguito all’agonia delle province avviata dalle legge Delrio. Le scuole sono un organismo vivo, hanno bisogno, come si è detto, di rapporti con realtà amministrative e sociali immersi nel cambiamento delle comunità, non possono essere lasciate languire in enti dismessi.

L’innovazione non può soggiacere ai bandi, essi andranno superati anche nella formazione professionale e nei servizi per l’infanzia dove le regioni per questioni di stabilità del servizio vanno preferendo la logica dell’accreditamento, non solo per quanto riguarda soggetti privati. Occorre un’azione di sistema, si tratta di una “competenze concorrente”. Così anche il diritto allo studio dovrebbe interessare i “livelli essenziali delle prestazioni”, come per la sanità si parla  di “livelli essenziali di assistenza”, per arrivare a fabbisogni e costi standard.

Dai lavori delle commissioni parlamentari, in relazione all’audizione della rappresentante del governo, si ricava un atteggiamento contraddittorio, che mostra come la soluzione dei problemi venga influenzata dalle modalità di governo del sistema. L’imperativo della legge 107 infatti è quello dell’azione centralistica: la qualità della scuola dipende dalla regìa amministrativa, mentre essa sarà veramente buona se saprà crescere al suo interno ma anche contribuire a sviluppare sul suo territorio il senso di comunità, che vuol dire anche efficienza, ma soprattutto partecipazione e condivisione, come si vorrebbe far credere, cosa che si vede rappresentata da coloro che sentono alle spalle una domanda di servizi con coloriture sociali ed educative. E’ un’esperienza che ancora una volta mette in evidenza un ruolo di sistema dello stato centrale nel garantire i suoi impegni per le scuole della Repubblica, le quali però per realizzare gli obiettivi culturali e pedagogici, che pur si riferiscono a standard nazionali, devono poter avere mano libera per potersi immergere nei fabbisogni del territorio. Ad una vera autonomia può corrispondere un’efficace valutazione ed una politica di merito e di premialità.

Eletta la nuova segreteria nazionale

L’Assemblea generale della FLC CGIL ha eletto, col 75% dei voti, la nuova segreteria nazionale, a due mesi dall’elezione del segretario generale Francesco Sinopoli.

La segreteria è composta da Anna Fedeli e Anna Maria Santoro, già componenti della segreteria, Gigi Caramia, Pino Di Lullo, Gabriele Giannini, Maristella Mortellaro, Francesca Ruocco.

La nuova segreteria nazionale risponde ai criteri di rinnovamento generazionale, parità di genere, competenze, rappresentanza dei territori. Ad essa è affidato il compito di affrontare, con l’intera organizzazione sindacale della FLC CGIL, alcune sfide importanti: la valorizzazione dei settori della Conoscenza, la scuola, l’università, la ricerca, l’alta formazione artistica e musicale, come uno dei volani principali per lo sviluppo del Paese, battendosi per maggiori investimenti pubblici; il rinnovo del contratto nazionale di lavoro; la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari; i referendum della CGIL su voucher e appalti, insieme con le iniziative legate alla “Carta dei diritti universali del lavoro”. Sarà forte infine anche l’impegno per rappresentare al massimo delle possibilità lavoratrici e lavoratori della Conoscenza e per dare risposte, positive e innovative, alle condizioni di lavoro sempre più difficili anche nei settori della Conoscenza.

In estate si imparano le STEM

In estate si imparano le STEM. Prorogato al 28 febbraio 2017 il bando per le scuole relativo ai campi estivi di scienze, matematica, informatica e coding.

C’è tempo sino al 28 Febbraio 2017 per aderire al bando relativo ai campi estivi  con l’obbiettivo di promuovere la cultura scientifica tra le studentesse e gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio che ha stanziato 1 milione di euro per l’attuazione dell’iniziativa “IN ESTATE SI IMPARANO LE STEM – Campi estivi di scienze, matematica, informatica e coding” ha esteso di un mese  i tempi per la partecipazione all’iniziativa,  in considerazione delle condizioni climatiche avverse che hanno visto la chiusura di numerosi istituti scolastici nel mese di gennaio. Con l’ estensione temporale del bando è stato anche corretto un errore materiale contenuto nell’articolo 8 del bando,.

L’iniziativa  prevede il finanziamento di progetti per la realizzazione di percorsi di approfondimento in materie scientifiche (matematica, cultura scientifica e tecnologica, informatica e coding) da svolgersi nel periodo estivo rivolti prevalentemente alle studentesse, ma anche a studenti, delle scuole elementari e medie (primarie e secondarie di primo grado).

Il bando, tenuto conto che i destinatari sono le istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo e secondo grado, è disponibile, di intesa con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, sulla piattaforma telematica www.monitor440scuola.it.

I soggetti che possono candidarsi a partecipare al bando per l’erogazione dei percorsi di approfondimento, sono, oltre alle scuole primarie e secondarie di primo grado (i cui studenti sono i beneficiari dei progetti), le istituzioni scolastiche di secondo grado, anche in collaborazione con Università e con enti pubblici e privati, associazioni, imprese e fondazioni che abbiano maturato esperienze e competenze specifiche nelle materie di riferimento.

Alla base dell’iniziativa è l’esigenza, da un lato, di superare gli stereotipi e i pregiudizi che alimentano il gap di conoscenze tra le studentesse e gli studenti rispetto alle materie STEM, nell’ambito del percorso di studi nonché nelle scelte di orientamento e professionali, e dall’altro di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, incentivando le istituzioni scolastiche a tener aperti i propri locali per iniziative formative almeno per due settimane durante il periodo estivo, il periodo, cioè,  in cui i genitori hanno maggiori difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Per agevolare l’attivazione di percorsi in collaborazione tra le scuole e gli altri soggetti con competenze nelle materie STEM (Science, Technology, Engineering, Maths), lo scorso 10 novembre il Dipartimento per le pari opportunità ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per la costituzione di un elenco, al quale hanno aderito enti pubblici e privati – comprese Università, enti di ricerca, associazioni, imprese e fondazioni – interessati a collaborare sulle iniziative per la promozione delle pari opportunità nelle materie STEM a cui si può far riferimento.

L’iscrizione all’elenco è tuttora aperta

Ecco l’elenco dei soggetti, che verrà periodicamente aggiornato, di cui le scuole potranno eventualmente avvalersi

 

SOGGETTO PROPONENTE SETTORE DI COMPETENZA SOGGETTO PROPONENTE SETTORE DI COMPETENZA
AMOR SRL INFORMATICA
CODING
FONDAZIONE MONDO DIGITALE CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INFORMATICA
CODING
APRO FORMAZIONE SCARL INFORMATICA
CODING
FONDAZIONE PER L’EDUCAZIONE FINANZIARIA E AL RISPARMIO MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
AR DREAM S.R.L.S. CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA INGEGNERIA

 

FONDAZIONE POLITECNICO DI MILANO  MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
ASSOCIAZIONE AGEN.TER. CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA FONDAZIONE SODALITAS  MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
ASSOCIAZIONE CULTURALE GULLIVER MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INFORMATICA
CODING
 FP MEDIASTUDIO CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
ASSOCIAZIONE CULTURALE NEXT MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
GOTO10 SRL CULTURA SCIENTIFICA TECNOLOGICA INFORMATICA E CODING
ASSOCIAZIONE CULTURALE TRIBU’ DIGITALE MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
H-FARM EDUCATION SRL MATEMATICA INGEGNERIA  INFORMATICA E CODING
ASSOCIAZIONE DEI GENITORI PER UNA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA’ MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INFORMATICA
CODING
I.S.S. G. MARCONI TUTTI
ASSOCIAZIONE DIGICONSUM INFORMATICA
CODING
IDEATTIVAMENTE S.N.C. MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
CODING ROBOTICA EDUCATIVA
ASSOCIAZIONE EDUCATORI RINASCIMENTE MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INFORMATICA
CODING
 IESCUM SRL IMPRESA SOCIALE CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
ASSOCIAZIONE FRASCATI SCIENZA MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
ISTITUTO COMPRENSIVO “CESARE ZONCA” CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
ASSOCIAZIONE L.U.D.I.C.A. LABORATORIO UNIVERSITARIO PER LADIFFUSIONE E L’INSEGNAMENTO DELLA CULTURA ASTRONOMICA ONLUS CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA ISTITUTO DI FISIOLOGIA CLINICA CNR CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
ASSOCIAZIONE PALERMOSCIENZA MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
ISTITUTO DI INFORMATICA E TELEMATICA DEL
CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE
INFORMATICA
ASSOCIAZIONE SALENTO TECNOLOGIA INFORMATICA
CODING
ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE “DE TITTA – FERMI” SCUOLA CAPOFILA DELL’AMBITO N. 7 DELL’ABRUZZO POLO PER LA FORMAZIONE MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
ASSOLOMBARDA CONFINDUSTRIA MILANO MONZA E BRIANZA MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE “ALGERI MARINO” MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INFORMATICA
CODING
BBS GROUP MATEMATICA CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA INFORMATICA E CODING IT LOGIX SNC MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INGEGNERIA
INFORMATICA
CODING
BIANCAMANO S.C.S. CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA ITWIIN DONNE ITALIANE INVENTRICI E INNOVATRICI CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
BIOGEM SCARL CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA KIDDING SRL CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
CODING
BOBOTO SRL SOCIETA’ BENEFIT CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA KOMPETERE S.R.L. INFORMATICA
CARDEA SRL CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INFORMATICA
LA RONDINE MATEMATICA
CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
INFORMATICA
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CENTRO SICILIANO DI FISICA NUCLEARE E STRUTTURA DELLA MATERIA CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
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CIRSI CENTRO STUDI INTERNAZIONALE PER LA RICERCA E GLI STUDI INTERCULTURALI MATEMATICA
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NOI COSTRUTTORI DEL FUTURO ASSOCIAZIONE CULTURALE INFORMATICA
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CONSIGLIO NAZIONALE DONNE ITALIANE – CNDI MATEMATICA
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NUOVA DIREZIONE DIDATTICA-VASTO SCUOLA CAPOFILA DELL’AMBITO     N. 8 DELL’ABRUZZO POLO PER LA FORMAZIONE  MATEMATICA
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CONSORZIO INTERUNIVERSITARIO NAZIONALE PER L’INFORMATICA CINI INFORMATICA E CODING OFFICINE ROMA MAKERS APS INGEGNERIA E FABBRICAZIONE DIGITALE
COUNSAT CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA ORDINE INTERREGIONALE DEI CHIMICI DEL LAZIO UMBRIA ABRUZZO E MOLISE CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
DE AGOSTINI SPA CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
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ORDINE PROVINCIALE ARCHITETTI PPC DELLA
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DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA DELL’INFORMAZIONE UNIVERSITA’ DI PISA INGEGNERIA
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OSSERVATORIO SANITARIO DI NAPOLI CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA INFORMATICA
DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA INFORMATICA UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PADOVA CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
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PAIDEA S.A.S. CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA INFORMATICA CODING
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DOCENDUM S.R.L. INFORMATICA
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PSIQUADRO MATEMATICA
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DONNE E SCIENZA MATEMATICA
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ELASTAT SAS DI CAMPANIA GENERAOSO & C. CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA S.T.E. STUDIO TECNICO ERMINI INGEGNERIA
ELLEPI INFORMATICA – IOROBOT INFORMATICA  E CODING SCIENCE&JOY MATEMATICA
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ENEL ITALIA SRL CULTURA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA INFORMATICA  E CODING  SCUOLA DI ROBOTICA MATEMATICA
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