Ricollocazione del personale mediante processi di mobilità

Al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione
Al Ministro del M.I.U.R alle Redazioni Nazionali e.p.c. personale  ATA

Oggetto:  Ricollocazione del personale mediante processi di mobilità.
Onorevoli Ministri On. Madia e Sen. Fedeli,  leggendo le ultime novità del Dipartimento della Funzione Pubblica in merito alla “ricollocazione del personale” mediante processi di mobilità finalmente comprendiamo il motivo del Vostro “assordante” silenzio sul personale ATA della scuola statale.  In precedenza ci fu lo stillicidio degli ex dipendenti provinciali da ricollocare con il blocco delle assunzioni in ruolo, ora iniziamo con quelli della Croce Rossa e degli Enti di vasta area e poi chissà quanti altri ancora. Ci sentiamo veramente umiliati per la scarsa, diremmo nulla, considerazione verso il nostro lavoro e la nostra categoria. Purtroppo dobbiamo ripetere discorsi già fatti; nessuno, nonostante i nostri ripetuti inviti, è venuto nelle nostre  scuole per poter capire effettivamente quali sono i nostri compiti e le nostre difficoltà e questo è il risultato: immettere a contatto di minori persone senza preparazione specifica a scapito di nostri precari ormai formati, che hanno dedicato anni a servizio dello Stato per il bene della comunità, a scapito anche delle proprie famiglie e per stipendi quasi da fame. Nutrivamo ovviamente dei dubbi vista la “voluta” dimenticanza del personale amministrativo tecnico ausiliario nella “Buona Scuola”, ma speravamo comunque in un cambiamento che non c’è stato, per cui ci vediamo costretti a notificare ai media e a tutti i nostri colleghi, e non solo a quelli precari, la triste situazione che si sta delineando e della quale potranno personalmente rendersi conto andando sul portale del Dipartimento della Funzione Pubblica:     https://www.mobilita.gov.it/.  Distinti saluti.

La Direzione Nazionale Feder.ATA

Riforma della scuola, gli “8 punti irrinunciabili” per migliorare l’inclusione

Redattore Sociale del 08-02-2017

Riforma della scuola, gli “8 punti irrinunciabili” per migliorare l’inclusione

La Fish, dopo l’audizione alla Camera, ha incontrato la ministra Fedeli, a cui ha ribadito la necessità di mettere mano ai decreti, per evitare “paurosi arretramenti” in tema d’inclusione scolastica. 43 emendamenti proposti, ma 8 sono i “punti irrinunciabili”.

ROMA. La posizione della Fish e delle sua associazioni sui decreti attuativi della Buona scuola è stata subito netta: “da rigettare”. Ma dopo la reazione a caldo, la federazione si è messa al lavoro, leggendo e rileggendo il testo ed elaborando possibili modifiche. Qualche giorno fa l’audizione presso le commissioni parlamentari competenti, lunedì scorso l’incontro con la ministra Fedeli: per ribadire, carte alla mano, che questi decreti, gli otto approvati dal Consiglio dei ministri, vanno assolutamente rivisti e corretti.

Sono 43 gli emendamenti elaborati da Fish: tutti hanno il compito di migliorare l’inclusione, che con questi decreti, così come sono stati scritti, rischia di fare un deciso e rovinoso passo indietro. Ma ci sono 8 punti, che la Fish definisce “irrinunciabili”. Sono riportati in apertura della Memoria depositata in occasione dell’audizione alla Camera, riguardano quattro degli otto decreti e hanno tutti a che fare, più o meno direttamente, con l’inclusione. Iniziamo dai 5 punti relativi all’Atto 378, ossia il decreto sull’inclusione.

Partecipazione. Sono 7 gli emendamenti Fish che chiedono la “partecipazione di tutti gli attori (persona con disabilità, famiglia enti locali e sanitari ) alla formulazione del profilo di funzionamento ed alla quantificazione delle risorse

Coerenza. Altri 6 emendamenti riguardano la “coerenza organizzativa, di contenuti e di partecipazione tra Pei e progetto individuale, e forte strutturazione degli stessi progetti attraverso il sussidio e la consulenza dei centri territoriali di supporto (CTS) e centri territoriali per l’inclusione (CTI)

Continuità. Negli emendamenti 26, 29 e 30, Fish chiede la “concreta realizzazione della continuità didattica, in particolare dei docenti per il sostegno, sullo stesso alunno con disabilità

Livelli essenziali delle prestazioni. Perché l’inclusione non si riduca a una dichiarazione d’intenti, Fish chiede, in 3 emendamenti, la “declinazione dei livelli essenziali delle prestazioni in tema di inclusione scolastica e l’espressa indicazione delle modalità per la loro piena attuazione, ivi compresa l’accessibilità e la fruibilità, indipendentemente dal tipo di disabilità, alle informazioni, attività, programmi, servizi, ausili ed ambienti”.

Non più di 22 alunni. Due emendamenti fondamentali riguardano poi una delle principali criticità ravvisate nell’atto 378 e ribadiscono la necessità di un “tetto massimo inderogabile di 22 alunni per classe di ogni ordine e grado, in presenza di uno con disabilità grave o due con disabilità non grave.

Per quanto riguarda l’Atto 377, che riguarda la formazione degli insegnanti, questo il “punto irrinunciabile” indicato da Fish: “formazione iniziale sulle didattiche inclusive per tutto il personale scolastico, in particolare per i docenti curriculari di scuola secondaria”.

In riferimento invece all’Atto 380, relativo al sistema d’istruzione integrato 0-6 anni, è per Fish “irrinunciabile” il “riconoscimento del ruolo educativo degli asili nido (0-3 anni), l’esplicitazione del diritto all’istruzione precoce sul territorio nazionale dei bambini con disabilità di età 0-6, con priorità di accesso degli alunni con disabilità, ai sensi di quanto previsto dalla legge 104/1992, in modo uniforma sul territorio nazionale”

Infine, riguardo l’Atto 384 sulla valutazione, Fish chiede con fermezza il “ripristino dei criteri di valutazione di tutti gli alunni con disabilità nella scuola del primo ciclo, secondo i principi indicati nell’articolo 16 comma 1 e 2 della Legge n. 104/992”. Il decreto, lo ricordiamo, modificava le modalità di accesso, in particolare, all’esame di licenza media, che sarebbe possibile solo in presenza di prove equipollenti. In base alla normativa vigente, invece, anche gli alunni con programma differenziato hanno il diritto di conseguire il diploma di scuola secondaria di primo grado.

Si tratta di 8 punti così “irrinunciabili” che le associazioni sono disposte a battersi in loro difesa. “In mancanza del recepimento di tali principi irrinunciabili – annuncia la federazione – la Fish e le associazioni ad essa aderenti non potranno condividere i contenuti governativi dei decreti delegati, anzi si vedranno costrette ad azioni di protesta e di contrasto per i paurosi arretramenti contenuti negli attuali schemi di decreto e per il mancato pieno recepimento pieno dei principi fissati nella lettera c) del comma 181 dell’articolo unico della legge n. 107/2015”, che definisce gli strumenti e le modalità per la “promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità e riconoscimento delle differenti modalità di comunicazione”. (cl)

Lo scandalo dei bonus libri scolastici

Scuola =
on. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana):
Fa rabbia leggere titoli ‘lo scandalo dei bonus libri  scolastici, 2 anni per averli per chi non ha i soldi per comprarli”
Miur ed Enti Locali trovino soluzione.

Fa rabbia leggere sui giornali di oggi,  da il Mattino ad altri, titoli del genere “Scuole medie, lo scandalo dei bonus libri: due anni per averli”, “Lo Stato che nega i libri di scuola a chi non ha i soldi per comprarli” e nel rapporto di Save the Children  che lo Stato e le istituzioni locali fanno attendere mesi  o addirittura negano il bonus libri per i ragazzi di famiglie meno abbienti o disagiate. E l’amarezza non viene certo mitigata dal fatto che fra le poche regioni fra le migliori nel sostegno alle famiglie ci sia la Regione Puglia.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, commentando le notizie relative ai ritardi assurdi nell’erogazione alle famiglie disagiate del bonus libri scolastici
Ma come – prosegue l’esponente della sinistra –  non passa giorno senza che nei convegni e nei talk show si annuncino azioni di contrasto all’emergenza povertà e poi assistiamo a questa realtà?
Chiediamo  – conclude Fratoianni – che il Miur insieme alle regioni e ai  i comuni trovi al piu’ presto una via d’uscita concreta da questa vicenda surreale

Decreti “Buona Scuola”: si riapre il confronto

Decreti “Buona Scuola”: si riapre il confronto

I toni decisi e le posizioni ben motivate mantenuti dalle Federazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH) nelle audizioni presso le Commissioni Cultura e Affari sociali, chiamate ad esprimere pareri sui decreti attuativi sulla “Buona Scuola”, hanno sortito i primi effetti: si apre uno spiraglio per ridiscutere i testi.

In ordine di tempo la prima apertura proviene proprio dal Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli che, assieme al sottosegretario Vito De Filippo, ha incontrato le delegazioni di FAND e FISH, raccogliendo le ribadite osservazioni critiche sui decreti attuativi e profilando possibili interventi correttivi.

La seconda apertura si è registrata nella giornata di ieri, nuovamente con le Commissioni Cultura (VII) e Affari sociali (XII): anche in questa sede FAND e FISH hanno avuto l’opportunità di sostenere ancora e più nel dettaglio l’esigenza di emendare i decreti sottoposti all’esame parlamentare. La disponibilità è di entrare nel merito delle singole correzioni proposte prima di chiudere i lavori e restituire il parere alla Presidenza del Consiglio.

L’impegno di FAND e FISH è quindi ora rivolto alla presentazione e al sostegno dei singoli emendamenti che non sono pochi, né marginali.

Da un lato si esprime una cauta soddisfazione per le aperture raccolte, ma si mantiene uno stato di mobilitazione fino al raggiungimento degli obiettivi che le Federazioni ritengono irrinunciabili per la reale qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

Iscrizioni on line, uno su tre sceglie gli istituti tecnici

da Il Sole 24 Ore

Iscrizioni on line, uno su tre sceglie gli istituti tecnici

 Iscrizioni on line, uno su tre opta per gli istituti tecnici, il 15,1% sceglie il professionale. Mentre il 54,6% punta sui licei. Sono i primi dati sulle domande di iscrizione on line comunicate ieri dal Miur.

I numeri
Confermato il trend di crescita dei licei, scelti dal 54,6% delle alunne e degli alunni. Erano il 53,1% nel 2016/2017. Aumentano gli iscritti al classico: sono il 6,6% a fronte del 6,1% dell’anno scorso. Lo scientifico (fra indirizzo “tradizionale”, opzione Scienze Applicate e sezione Sportiva) resta in testa alle preferenze: è scelto dal 25,1% delle studentesse e degli studenti (erano il 24,5% lo scorso anno).
Pressoché stabili le preferenze per il liceo linguistico (che conferma il 9,2%), per l’artistico (4,2% per il 2017/2018, 4,1% l’anno precedente), per quello europeo/internazionale (che conferma lo 0,7%) e per quello delle scienze umane (al 7,9% rispetto al precedente 7,6%). Licei musicali e coreutici ancora a quota 0,9%: l’indirizzo musicale sempre allo 0,8%, Coreutico sempre allo 0,1%.
Stabili nelle preferenze gli indirizzi tecnici con il 30,3% (30,4% nel 2016/2017). Il settore economico registra l’11,2% delle iscrizioni (11,4% lo scorso anno); quello tecnologico, con i suoi indirizzi, continua ad attrarre maggiormente, confermando il 19% delle scelte.
Gli Istituti professionali scendono leggermente dal 16,5% di un anno fa al 15,1% di oggi. Dal 3,9% dello scorso anno, oggi sceglie un percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), presso gli Istituti professionali, il 3,5% dei neo iscritti. Stabile il settore Industria e Artigianato, che passa dal 2,1% al 2% di oggi.

Per l’edilizia scolastica 300 milioni, al via le domande degli enti locali

da Il Sole 24 Ore

Per l’edilizia scolastica 300 milioni, al via le domande degli enti locali

di Cl. T.

Da ieri, 7 febbraio, gli enti locali possono trasmettere online alla Struttura di missione per l’edilizia scolastica di palazzo Chigi la domanda per ottenere spazi finanziari per il triennio 2017-2019. È questa l’operazione #Sbloccascuole2017: 300 milioni destinati in modo specifico a interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza e costruzione di edifici scolastici.

I termini
Gli spazi finanziari si potranno richiedere entro la data perentoria del 20 febbraio 2017 alle ore 20, accedendo al sito http://monitoraggio.anagrafeedilizia.it/. Non saranno ammesse altre forme di richiesta.

Tutte le informazioni utili sulla procedura sono pubblicate online sul sito di #Italiasicura (www.italiasicura.governo.it). «Proseguiamo sulla strada maestra tracciata dal Governo
Renzi: grazie all’impegno del nuovo Esecutivo – dichiara Laura Galimberti, coordinatrice della Struttura di Missione – gli Amministratori possono tornare a investire sulle scuole, cioè
sul futuro del territorio». Le prime tre chiamate dell’operazione #Sbloccascuole, avviata nel 2014 e ripetuta nel 2015 e 2016 hanno sbloccato quasi 800 milioni di euro per gli enti locali, che hanno finanziato circa 2.300 interventi, di cui circa 1.200 già conclusi.

Riforma istruzione professionale, dalle Regioni ok al decreto, ma va armonizzato con Iefp

da Il Sole 24 Ore

Riforma istruzione professionale, dalle Regioni ok al decreto, ma va armonizzato con Iefp

 Una delegazione della Conferenza delle Regioni ha partecipato all’audizione sulla riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione in commissione Cultura, scienze e istruzione della Camera. La delegazione era composta dagli assessori all’Istruzione Cristina Grieco (Toscana), Flavia Franconi (Vice Presidente della regione Basilicata), Valentina Aprea (Lombardia), Giovanna Pentenero (Piemonte), Bruno Marziano (Sicilia), Elena Donazzan (Veneto).
«Il decreto che vede più coinvolte le Regioni – ha spiegato Cristina Grieco, coordinatrice della commissione Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca della Conferenza delle Regioni – è quello relativo all’istruzione professionale, vista la competenza esclusiva rimasta in capo alle Regioni sull’istruzione e formazione professionale dopo il referendum costituzionale».
«Abbiamo affrontato il provvedimento con spirito costruttivo, nel rispetto dei ruoli e delle competenze – ha continuato Grieco – per offrire ai ragazzi le migliori opportunità possibili. Ciò significa anche garantire il corretto coordinamento fra il sistema dell’istruzione professionale e quello dell’istruzione e formazione professionale. Integrazione che va quindi rafforzata per avere sempre più efficaci possibilità di scambio e connessione».

«Per quanto riguarda invece l’impianto legislativo – ha afferma Grieco – esprimiamo apprezzamento sugli aspetti didattici e organizzativi. Sono positivi anche quelli collegati all’attività del mondo del lavoro. Pertanto siamo favorevoli alle previste possibilità di usufruire di esperti del mondo del lavoro e alle attività di scuola-lavoro, a partire dalla seconda classe».
Per la coordinatrice «anche il superamento dell’iper- disciplinarietà è da accogliere con favore. Infatti la previsione di troppe discipline era causa di una eccessiva frammentazione, ciò comportava anche un aumento dell’abbandono scolastico. E’ inoltre positivo il superamento tra la sussidiarietà integrativa e quella complementare. Ora serve un sistema omogeneo. In particolare – ha ribadito Grieco – si chiede l’affiancamento ai percorsi dell’istruzione professionale di quelli dell’istruzione e formazione professionale.
Si deve tenere conto della necessità dell’allargamento alle esigenze territoriali per il rilascio delle qualifiche di formazione professionale. Serve quindi coerenza dei percorsi, e per far questo è indispensabile la partecipazione anche del ministero del Lavoro, al fine di garantire tutte e due le gambe per far camminare l’intero processo riformatore. Dobbiamo trasformare l’istruzione professionale in un motore propulsivo per il made in Italy e la nostra economia», ha concluso Grieco.