Scuola: i dubbi e la fiducia del CoorDown

Superando.it del 09-02-2017

Scuola: i dubbi e la fiducia del CoorDown

«Registriamo con favore la disponibilità del Governo a recepire le proposte di modifica ai Decreti Attuativi della riforma sulla scuola, riguardanti gli alunni con disabilità. Le criticità sono tante e in questa fase resteremo vigili e attenti all’evoluzione dello scenario, attendendo con fiducia gli sviluppi del confronto in corso». Lo ha dichiarato Antonella Falugiani, vicepresidente del CoorDown, dopo avere partecipato alla riunione dell’Osservatorio Permanente per l’Integrazione degli Alunni con Disabilità, assieme ai rappresentanti delle altre Federazioni e Associazioni.

«Registriamo con favore la disponibilità del Governo a recepire i contributi e le proposte di modifica che arrivano direttamente dalle Associazioni e ribadiamo ancora una volta la nostra apertura a collaborare con il Ministero per sciogliere i nodi più problematici. Le criticità sono tante, ma ci preme in particolare sottolineare l’importanza di conservare l’impianto normativo e le garanzie previste dalla Legge 104/92 e dalla Legge 328/00. In questa fase, naturalmente, restiamo vigili e attenti all’evoluzione dello scenario, lasciamo al Governo il tempo necessario per valutare con attenzione i nostri input e attendiamo con fiducia gli sviluppi del confronto».
Lo ha dichiarato Antonella Falugiani, vicepresidente del CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), dopo avere partecipato, assieme alle delegazioni di FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), alla riunione dell’Osservatorio Permanente per l’Integrazione degli Alunni con Disabilità, cui erano presenti, tra gli altri, anche il sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo e il dirigente del Ministero Raffaele Ciambrone.
Come avevamo già riferito nel nostro giornale, tema centrale dell’incontro, sono stati segnatamente gli Schemi di Decreto Attuativi della Legge 107/15 sulla Buona Scuola, a partire dall’Atto di Governo n. 378, riguardante l’inclusione e per l’occasione Falugiani ha presentato una dettagliata relazione, frutto del lavoro del Gruppo Scuola di CoorDown, con l’obiettivo di evidenziare le criticità più rilevanti di quei testi e le possibili soluzioni.

La posizione del CoorDown era stata del resto già espressa con chiarezza, in una nota in cui si parlava di «grandi aspettative e di qualche delusione di troppo». Secondo il Coordinamento, infatti, «la tanto attesa delega che doveva ridisegnare il sistema dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità è stata accolta, fin da subito, con scetticismo da genitori e Associazioni di settore, facendo registrare poche novità interessanti e molti passi indietro sia nello Schema di Decreto sulle regole per la formazione degli insegnanti di sostegno e il loro accesso al ruolo (Atto del Governo n. 378) , sia in quello riguardante la valutazione e la certificazione delle competenze (Atto del Governo n. 384)».
In tal senso, a parere del Coordown, «l’impianto della riforma ridurrebbe notevolmente le garanzie previste fino ad oggi dal nostro ordinamento, a causa dei numerosi punti critici e dei passaggi normativi che rischiano di mettere in discussione la filosofia stessa dell’inclusione: la riforma, infatti, non prevede un procedimento più snello rispetto al precedente, non garantisce una presa in carico dell’alunno con disabilità che risulti rispettosa delle sue esigenze formative, relazionali e di vita e favorisce il rischio che la scuola si trovi a gestire l’inclusione degli studenti senza avere i necessari supporti organizzativi e finanziari». (S.B.)

Niente licenza media per gli alunni disabili, riconosciuto l’errore

Vita.it del 09-02-2017

Niente licenza media per gli alunni disabili, riconosciuto l’errore

di Sara De Carli

È il primo risultato, per quanto ancora non scritto, del confronto tra politica e associazioni sul testo della delega sull’inclusione scolastica. Da parte della ministra Fedeli c’è la disponibilità ad accogliere le osservazioni che verranno dal Parlamento. Le associazioni sono impegnate a formulare proposte, confronto aperto con la politica.

Si apre uno spiraglio per ridiscutere i testi della delega sull’inclusione degli alunni con disabilità. Fish e Fand hanno avuto tre incontri importanti, nelle scorse ore, che consentono ora di parlare – così fa un comunicato congiunto – di una «cauta soddisfazione». «Sono cauto, però abbiamo trasferito ai politici il senso di responsabilità e abbiamo trovato disponibilità a confrontarsi per migliorare il testo», afferma Vincenzo Falabella, presidente della Fish.

La prima apertura è arrivata dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che, assieme al sottosegretario Vito De Filippo, ha incontrato lunedì sera le delegazioni di Fand e Fish: «abbiamo ribadito le nostre osservazioni critiche sui decreti attuativi e i possibili interventi correttivi», spiega Falabella. «La ministra ha ribadito la disponibilità ad aprire un confronto e successivamente ad accogliere le osservazioni e i miglioramenti del testo che verranno dal Parlamento».

Incassata quindi la disponibilità del Governo a rimettere mano ai testi, il secondo passaggio è stato con le relatrici della delega alle Commissioni Cultura (VII) e Affari sociali (XII) della Camera, le onorevoli Simona Malpezzi e Elena Carnevali: Fish e Fand hanno presentato ancora e più nel dettaglio i punti critici dei decreti all’esame del Parlamento e le proposte di emendamenti. «Siamo entrati molto nel merito tecnico dei singoli emendamenti, in particolare sui cinque punti che, nel testo di delega sull’inclusione, consideriamo irrinunciabili», conferma Falabella. I cinque punti (a cui se ne aggiungono in realtà tre riguardanti altri deleghe) sono i seguenti:
1. partecipazione di tutti gli attori (persona con disabilità, famiglia enti locali e sanitari ) alla formulazione del profilo di funzionamento ed alla quantificazione delle risorse.
2. coerenza organizzativa, di contenuti e di partecipazione tra Pei e progetto individuale, e forte strutturazione degli stessi progetti attraverso il sussidio e la consulenza dei centri territoriali di supporto (CTS) e centri territoriali per l’inclusione (CTI).
3. concreta realizzazione della continuità didattica, in particolare dei docenti per il sostegno, sullo stesso alunno con disabilità.
4. declinazione dei livelli essenziali delle prestazioni in tema di inclusione scolastica ed espressa indicazione delle modalità per la loro piena attuazione.
5. tetto massimo inderogabile di 22 alunni per classe di ogni ordine e grado, in presenza di un alunno con disabilità grave o due con disabilità non grave.

La posizione di fondo è che «una delega mirata sull’inclusione scolastica degli alunni con disabilità deve avere gli alunni al centro. Senza nulla togliere agli interessi legittimi di altri soggetti, deve essere questa l’attenzione principale, gli interessi dei ragazzi e il loro diritto fondamentale all’istruzione», ribadisce con forza Falabella. «Siamo fermi su questo, forti delle nostre famiglie: la nostra posizione è critica ma propositiva, costruttiva, siamo portatori di un interesse e abbiamo gli strumenti per dare una mano per migliorare il testo». Anche qui la disponibilità a rivedere i testi c’è, benché dalle Commissioni non usciranno emendamenti veri e propri ma soltanto un parere con delle osservazioni, che andrà alla Presidenza del Consiglio: saranno quindi la ministra Fedeli e il Governo poi a dover modificare il testo e in questo senso è importantissima la disponibilità raccolta lunedì sera.

L’impegno delle associazioni quindi ora è rivolto all’approfondimento di singoli punti. «Continuità didattica e formazione iniziale e permanente degli insegnanti per noi sono punti fermi, qualificanti la delega», ripete Falabella. In sostanza, sulla continuità le associazioni ribadiscono la centralità dell’alunno e del suo diritto all’istruzione; sul numero di alunni per classe sembra ci sia disponibilità a rimettere mano al testo, tornando alla situazione attuale e pare riconosciuto anche quell’errore macroscopico della “equipollenza” che con la delega impedirebbe ai ragazzi di avere una vera licenza di terza media e quindi poi di conseguire un diploma. «Però vede, stiamo tamponando i problemi tornando alla situazione esistente, mentre la delega doveva andare in tutt’altra direzione, doveva innovare e doveva migliorare l’inclusione dei nostri ragazzi», afferma Falabella.

In questa prospettiva è un segnale positivo la “volontà di ripartenza” che è stata espressa all’interno dell’Osservatorio per l’inclusione degli alunni disabili del Miur, che mai ha visto né discusso i testi delle deleghe, riunitosi invece martedì pomeriggio: «lì devono essere fatte le proposte e le innovazioni e tutti i soggetti che vi partecipano – amministrazione, politica, parti sociali – hanno espresso la volontà di ripartire in maniera coesa. La partecipazione non deve essere uno slogan ma una buona pratica», chiude Falabella.

Anche CoorDown ha partecipato alla riunione dell’Osservatorio e sottolinea come i rappresentanti delle istituzioni si siano mostrati disponibili all’ascolto e abbiano espresso la volontà di accogliere le proposte di modifica arrivate direttamente dalle associazioni. Si apre a questo punto qualche spiraglio che lascia ben sperare per il futuro: «Le criticità sono tante, ma ci preme in particolare sottolineare l’importanza di conservare l’impianto normativo e le garanzie previste dalla legge 104/1992 e dalla legge 328/2000. In questa fase, naturalmente, restiamo vigili e attenti all’evoluzione dello scenario, lasciamo al Governo il tempo necessario per valutare con attenzione i nostri input e attendiamo con fiducia gli sviluppi del confronto», ha detto Antonella Falugiani, Vicepresidente di CoorDown.

Appare particolarmente ambizioso e oggetto di battaglia invece l’obiettivo della continuità didattica sullo stesso alunno: proprio oggi il sindacato Anief ad esempio afferma che «la continuità didattica non si garantisce legando il docente al banco dell’alunno disabile e pensare di salvaguardare i bisogni formativi dell’allievo, confermando lo stesso insegnante di sostegno per un alto numero di anni è un’illusione. Tale docente è, infatti, inserito all’interno dell’organico scolastico: all’inizio di ogni nuovo anno, sempre che abbia mantenuto la stessa sede di servizio, nulla vieta che possa cambiare allievo. Inoltre, la programmazione educativa individualizzata non è frutto del singolo docente, ma sempre e solo del Consiglio di Classe e quell’organismo ogni anno cambia volto e strategie. Ci sono i docenti precari, la mobilità, i sono i trasferimenti volontari e d’ufficio, i pensionamenti: in questo quadro, con la programmazione destinata ogni volta a settembre a mutare, con oltre la metà dei componenti cambiati, è chiaro che non si possa pensare di garantire la continuità didattica solo costringendo il docente di sostegno a rimanere sull’alunno».

Bonus Libri: impegno della ministra

Scuola – Bonus Libri =
on. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana):
Prendiamo atto dell’impegno della ministra Fedeli sullo scandalo dei ritardi.
L’inchiesta de Il Mattino  e le proteste delle opposizioni non erano infondate.
Ora verificheremo se ci sara’ svolta

Sulla vicenda scandalosa dei bonus per i libri scolastici negati o dati con ritardo di mesi alle famiglie che piu’ hanno bisogno di sostegno, portata alla ribalta da inchieste giornalistiche in questi giorni,  prendiamo atto positivamente delle parole odierne della Ministra Valeria Fedeli.
Evidentemente le denunce giornalistiche de Il Mattino, la protesta delle opposizioni a partire da Sinistra Italiana non erano infondate.
Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana che ieri aveva annunciato iniziative di carattere parlamentare.
Verificheremo nelle prossime settimane – conclude l’esponente della sinistra –  se ci sara’ o meno una svolta. Perche’ e’ su questo che le Istituzioni  e la politica si giocano la propria credibilita’ .

Fedeli: “Miglioreremo decreto su inclusione scolastica”

Scuola, Fedeli: “Miglioreremo decreto su inclusione scolastica. Studentesse e studenti con disabilità devono avere pari opportunità formative”

“Tutte le studentesse e gli studenti con disabilità saranno messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio percorso di studi e di concluderlo sostenendo prove che attestino le loro specifiche competenze e abilità, in base al Piano educativo individualizzato, predisposto di proposito per loro”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli risponde alle preoccupazioni espresse da famiglie, organizzazioni sindacali e associazioni che si occupano di disabilità in merito ad alcune disposizioni contenute nel decreto attuativo della Buona Scuola sull’inclusione scolastica. Con particolare riferimento agli esami conclusivi del primo grado.

“Voglio rassicurare– aggiunge Fedeli – famiglie, sindacati e associazioni. Il decreto attuativo sull’inclusione scolastica nasce dalla volontà e dalla determinazione di dare alle ragazze e ai ragazzi con disabilità pari opportunità formative e una qualità della vita all’altezza delle loro esigenze e dei loro sogni. Per questo le imprecisioni o le problematiche emerse verranno migliorate in ambito parlamentare. Abbiamo chiaro che la disabilità è ricchezza, non è qualcosa in meno ma una positiva diversità e la nostra azione sarà improntata su questo principio cardine”.

Nei giorni scorsi la Ministra Fedeli ha incontrato diversi rappresentanti delle associazioni per ascoltare le loro istanze e gli stessi sono stati ascoltati nelle Commissioni che stanno esaminando il decreto in Parlamento e nell’Osservatorio sull’inclusione del Miur. “Rispetto all’esame di secondaria di primo grado – aggiunge la Ministra – la stessa legge 104 del 1992 stabilisce chiaramente che le studentesse e gli studenti della scuola dell’obbligo debbano essere verificati in base agli obiettivi del Piano educativo individualizzato, affinché si possa ragionare sulle abilità specifiche sviluppate e potenziate durante gli anni di studio. Continueremo su questa strada e rafforzeremo una scuola di diritti e di opportunità che metta al centro le ragazze e i ragazzi, le loro peculiarità e il loro desiderio di futuro. Vogliamo costruire per loro una scuola che li accompagni nel domani. E una società che li accolga e faccia della loro diversità un’occasione di crescita globale”.

RECLUTAMENTO ATA

RECLUTAMENTO ATA

     In via di emanazione i provvedimenti per il rinnovo delle graduatorie

 

In data 8 febbraio 2017 si è tenuta presso il MIUR una riunione informativa alle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto scuola sulle procedure di reclutamento del personale ATA e più precisamente sulla predisposizione del concorso per soli titoli per l’anno scolastico 2017/2018 (24 mesi) e sull’ emanazione del Decreto ministeriale con il quale si costituiranno le nuove graduatorie per il conferimento di supplenze gli anni scolastici 2017/18, 2018/19 e 2019/20 (terza fascia).

ATA 24 mesi

I rappresentanti del MIUR hanno anticipato che a giorni verrà pubblicata la circolare che avvierà la procedura. La data di pubblicazione dovrà essere stabilita in raccordo con le altre attività programmate. A seguito di questa nota I Direttori Generali di ciascun Ufficio Scolastico Regionale – con esclusione della regione Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano – emaneranno i relativi bandi per ciascun profilo professionale e per tutte le province di competenza. Le domande dovranno essere inviate in forma tradizionale, anche per posta elettronica certificata, mentre la scelta delle scuole sarà effettuata – in un secondo tempo – on line. Dalla data di pubblicazione di ciascun bando regionale decorrerà il termine di 30 giorni per la presentazione delle domande. Ricordiamo che a tale concorso possono partecipare esclusivamente aspiranti con 24 mesi di servizio prestati nella scuola statale e nel profilo richiesto.

Graduatorie di terza fascia

Successivamente al concorso dei 24 mesi verrà emanato il DM con il quale si costituiranno le nuove graduatorie per il conferimento di supplenze brevi e saltuarie. Anche in questo caso le domande dovranno essere inviate in forma tradizionale, anche per posta elettronica certificata. Per partecipare i candidati dovranno essere in possesso del titolo di studio previsto dal contratto nazionale per il profilo professionale richiesto. Gli interessati possono concorrere per i profili professionali di assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, infermiere, guardarobiere, addetto alle aziende agrarie, collaboratore scolastico. Le nuove graduatorie di circolo e di istituto sostituiranno integralmente quelle vigenti nel triennio precedente.

La Uil Scuola, ha chiesto di

  • Operare rapidamente per garantire alle scuole il tempo necessario al completamento delle operazioni ed evitare le sovrapposizioni delle scadenze
  • Mettere in condizioni le scuole di non caricare nuovamente i dati presenti al sistema confermandoli.
  • Garantire le nuove graduatorie per l’inizio dell’anno scolastico

Non aggiungere nuove certificazioni ai fini del punteggio in quanto non hanno alcuna utilità se non quella di alimentare il mercato dei corsi a pagamento

MOBILITA’, SULLA CHIAMATA DIRETTA POSIZIONI ANCORA LONTANE

MOBILITA’, SULLA CHIAMATA DIRETTA POSIZIONI ANCORA LONTANE

“Ancora una volta la proposta avanzata dall’Amministrazione sulla chiamata per competenze non ci trova d’accordo”. Così Maria Di Patre, vice coordinatrice della Gilda degli Insegnanti, commenta l’esito dell’incontro avvenuto questa mattina a viale Trastevere sull’ipotesi di CCNI mobilità 2017/2018.

“Anche in questa bozza – spiega Di Patre – mancano completamente il riconoscimento dell’anzianità di servizio e i punteggi, lasciando dunque ampia discrezionalità al dirigente scolastico. La nuova proposta ha diminuito il numero dei requisiti da 36 a 27 ma restano ancora gli incarichi organizzativi (collaboratore del dirigente, referente per progetti di reti di scuole, attività di tutoraggio, soltanto per citare qualche esempio) che nulla hanno a che fare con la buona didattica”.

“Le richieste che abbiamo avanzato al Miur – prosegue Di Patre – riguardano l’eliminazione  dall’elenco dei requisiti organizzativi; l’emanazione di una delibera o di un atto formale vincolante da parte del collegio dei docenti per la scelta delle competenze; la necessità di un numero ridotto (al massimo 4) di requisiti richiesti nelle scuole. Inoltre abbiamo chiesto che, a parità di requisiti, non si proceda con il colloquio ma osservando un criterio certo e oggettivo. In ogni caso – conclude la vice coordinatrice nazionale della Gilda – anche se il collegio dei docenti deliberasse criteri più equi e oggettivi, l’ultima parola spetterebbe sempre al dirigente”.

“Gli incontri proseguiranno mercoledì 15 e giovedì 16 febbraio e ci auguriamo che l’Amministrazione si dimostri più disponibile ad accogliere le nostre richieste”.

Università, accreditamento dei corsi

Università, maggiore gradualità nell’attuazione
delle nuove regole di accreditamento
dei corsi. Pubblicato il decreto
Fedeli: “Atto necessario, atenei
devono poter attivare piani reclutamento”

è stato pubblicato oggi, sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il decreto che rende più graduale l’attuazione delle nuove regole per l’accreditamento dei corsi universitari. Regole fissate dal decreto 987 dello scorso 12 dicembre.

“Con questo provvedimento – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli – veniamo incontro alle richieste della Conferenza dei rettori di una maggiore gradualità di attuazione delle nuove regole. Gradualità che riguarderà anche l’introduzione delle cosiddette lauree professionalizzanti su cui attiveremo una cabina di regia che vedrà coinvolti tutti i soggetti interessati, compresi le studentesse e gli studenti. Si tratta di una scelta di buon senso, di un atto necessario. La nuova tempistica consentirà infatti agli atenei, fermi restando i paletti che riguardano l’apertura di nuovi corsi, di introdurre i nuovi parametri relativi al rapporto fra docenti e studenti senza danneggiare l’offerta esistente potendo attivare, nel frattempo, anche un apposito piano di reclutamento”.

Con il provvedimento pubblicato oggi si prevede che la verifica del possesso o meno dei requisiti di docenza venga fatta, per tutti gli atenei, in base alle regole previste dal decreto 987 del 12 dicembre 2016, con riferimento al numero di docenti necessari rispetto alla numerosità delle studentesse e degli studenti iscritti.

Nel caso in cui  la verifica dia un esito “non” positivo i corsi già accreditati fino all’anno accademico 2016/17 potranno essere mantenuti fino al 2019/2020 quando comunque dovranno rispondere alle nuove regole di accreditamento. Al contempo però non sarà consentita l’apertura di nuovi corsi se non a seguito della chiusura di un pari numero di corsi di studio esistenti.