Autismo, Iss: Piu’ diagnosi precoci ma casi in aumento

Redattore Sociale del 15-02-2017

Autismo, Iss: Piu’ diagnosi precoci ma casi in aumento

“C’e una combinazione tra una maggiore attenzione sui disturbi dello spettro autistico, grazie a una maggiore capacita diagnostica, con un effettivo aumento dei casi”. Risponde cosi’ Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanita’ (Iss), a margine della conferenza della Fondazione italiana per l’autismo (Fia), alla domanda se ci troviamo dinanzi ad una epidemia di autismo.

Quale potrebbe essere la causa di questo aumento? Alcune “ipotesi di lavoro” mettono in risalto anche “l’esistenza di un collegamento del disturbo con gli aspetti genetici, che a loro volta sono collegati a fattori epigenetici”. Questo significa che bisognera’ studiare “l’interazione tra il genoma e i condizionamenti ambientali nel senso esteso del termine- conclude Ricciardi- poiche’ alcune mutazioni sono messe in moto da condizionamenti ambientali”. (DIRE)

La Ministra incontra il Segretario Generale dell’Ocse

Ocse, incontro Fedeli-Gurria: “La Buona scuola ha restituito al sistema educativo la centralità che merita”

(Roma, 15 febbraio 2017) La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha incontrato questo pomeriggio, presso la sede del Miur, il Segretario Generale dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) Angel Gurria, in visita a Roma per presentare il rapporto annuale “Economic Survey 2017” sull’Italia. La Ministra Fedeli ha apprezzato l’indagine fornita dall’Ocse, “che ci consente una lettura complessiva e una valutazione delle sfide e delle opportunità del nostro Paese” e la sottolineatura posta nel documento sul tema delle riforme strutturali.

Per quanto riguarda il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Ministra Fedeli ha apprezzato il fatto che il rapporto descriva “con accuratezza i principali temi de La Buona Scuola e ne evidenzi il potenziale impatto strutturale e di lungo termine”. Alcuni margini di miglioramento esistono, ha sottolineato Fedeli, “ma la riforma ha restituito al sistema educativo la centralità che merita: attraverso un’inversione di tendenza, si è investito per interrompere decenni di precariato, dare gambe all’autonomia scolastica, introdurre un sistema di responsabilità e merito, centrato sulla formazione e crescita professionale del personale”. Durante l’incontro la Ministra dell’Istruzione ha anche illustrato l’Alternanza Suola-Lavoro e il Piano Nazionale Scuola Digitale sottolineando “la necessità di rafforzare il collegamento fra il sistema educativo e il mondo del lavoro e la necessaria innovazione negli approcci metodologici per formare le cittadine e i cittadini e le lavoratrici e i lavoratori del futuro”.

Fondo non autosufficienza: confermati i rischi di taglio

Fondo non autosufficienza: confermati i rischi di taglio

È confermato il rischio di taglio del FNPS, Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (poco più di 300 milioni di euro) e del FNA, Fondo per le Non Autosufficienze (500 milioni per il 2017) paventato dal comunicato FISH dell’altro ieri che ne chiedeva una smentita.

Al contrario è lo stesso Ministro Giuliano Poletti a confermare che l’ipotesi sta circolando ed è oggetto di analisi da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La conferma è arrivata in occasione dell’incontro del Tavolo sulla non autosufficienza, gruppo di lavoro che coinvolge Regioni, INPS, Associazioni, Sindacati, Ministeri del Lavoro, della Salute e dell’Economia e Finanze, presieduto ieri direttamente dal Ministro.

Poletti ha espresso ripetutamente la propria decisa contrarietà a questa prospettiva, rassicurando che la esprimerà in tutte le sedi istituzionali operando per il mantenimento integrale degli stanziamenti stabiliti dall’ultima legge di bilancio. Questa istanza è supportata anche dalla volontà di elaborare e attuare un Piano per la non autosufficienza e garantire, a breve, livelli essenziali di prestazioni che consentano omogenea esigibilità di adeguati servizi in tutta Italia. Sulla costruzione di questo impianto sta appunto operando il Tavolo per le non autosufficienze fortemente voluto dal Ministero, dalle Associazioni e dalle organizzazioni sindacali che, nell’incontro di ieri, in modo unanime, hanno espresso forte dissenso rispetto al possibile scenario di compressione.

“La FISH, sollevando immediatamente la questione, ha dimostrato quanto elevata sia la soglia di attenzione anche su questi aspetti vitali per migliaia di persone.” – commenta Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – “Ogni azione praticabile verrà attivata per disinnescare una scelta che sarebbe devastante per il futuro delle politiche sociali. In queste azioni – ora ne siamo certi – potremo contare su un fronte comune con molte altre associazioni ed organizzazioni, ma anche sul senso di responsabilità dei parlamentari.”

Asili, slitta al 31 dicembre 2017 l’adeguamento alle norme anti incendio

da Il Sole 24 Ore 

Asili, slitta al 31 dicembre 2017 l’adeguamento alle norme anti incendio

di Claudio Tucci

Sì al rinvio al 31 dicembre 2017 del termine per l’adeguamento alle nome anti incendio da parte degli asili; e via libera anche alla «stabilizazione» dei ricercatori precari dell’Istat. Con queste due ultime novità sbarca oggi in Aula al Senato il decreto Milleproroghe.

Istat
Nell’emendamento sui precari Istat viene previsto che le procedure concorsuali dovranno essere bandite entro il 31 dicembre 2018 e si esplicita la contestuale proroga per i precari dal 31 dicembre 2017 fino alla conclusione delle procedure concorsuali e comunque non oltre il 31 dicembre 2019.

Le misure per la scuola
Per il resto, il provvedimento conferma le misure in ingresso sulla scuola: in attesa della riforma delle modalità di accesso all’insegnamento per la scuola secondaria arriva una proroga del termine dell’anno scolastico 2016/2017, previsto dall’articolo 1, comma 107, della legge n. 107 del 2015, a partire dal quale si applica il divieto di inclusione nelle graduatorie di circolo e di istituto di soggetti non muniti di abilitazione all’insegnamento. Tale termine viene prorogato all’anno scolastico 2019/2020.

Si prevede, poi, che l’organico dei collaboratori scolastici a livello nazionale è accantonato (cioè ridotto) di 11.851 unità rispetto alle necessità delle scuole. Le scuole coprono i servizi di pulizia che il personale mancante non può erogare, tramite l’acquisizione di contratti di servizio con ditte esterne. Ciò accade in quasi tutte le regioni, con particolare concentrazione nel Centro-Sud. Di qui la proroga delle convenzioni in corso, e lo slittamento al 31 dicembre 2017 del termine per individuare soluzioni normative al fine di consentire la prosecuzione dei lavori avviati in sede tecnica, di concerto con le parti sociali e le amministrazioni interessate, e di pervenire a soluzioni stabili e adeguate a tutela dei livelli occupazionali e reddituali.

Gli sgravi 2017 puntano su alternanza e apprendistato

da Il Sole 24 Ore 

Gli sgravi 2017 puntano su alternanza e apprendistato

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

 Con la fine degli incentivi generalizzati, da quest’anno le agevolazioni per le imprese sono mirate essenzialmente alle assunzioni di giovani e disoccupati di lunga durata.

Se il biennio 2015-2016 è stato caratterizzato dalla decontribuzione per tutti i nuovi ingressi a tempo indeterminato, comprese le stabilizzazioni, dallo scorso 1° gennaio sono operative tre nuove tipologie di incentivi, destinati a promuovere l’occupazione al Sud, di under29 coinvolti nel programma Ue «Youth Guarantee», di tirocinanti e apprendisti. Incentivi che si sommano a quelli in vigore da anni, destinati alle altre tipologie di apprendistato, all’assunzione degli over 50, delle donne (misure che oggi, con la fine degli sgravi targati Jobs act – e in attesa del taglio generalizzato del cuneo promesso dal governo per il 2018 – potrebbero recuperare appeal).

Bonus Sud
Iniziamo dall’incentivo ai datori di lavoro di otto regioni italiane (Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Abruzzo, Molise e Sardegna) che assumono con contratti a tempo indeterminato (anche a scopo di somministrazione), o di apprendistato professionalizzante, o nel caso di rapporto part-time e di trasformazione a tempo indeterminato del contratto a termine. Riguarda giovani disoccupati (privi di impiego) tra i 15 e i 24 anni, o con più di 24 anni se privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, a condizione che non abbiano avuto rapporti di lavoro negli ultimi sei mesi con lo stesso datore (a meno che non si tratti di una trasformazione a tempo indeterminato). Si tratta di uno sgravio totale dei contributi previdenziali con il tetto di 8.060 euro annui per una durata massima di 12 mesi, che si applica per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, come previsto da un decreto dell’Anpal. Lo sgravio finanziato con 530 milioni di Fondi strutturali europei, non è cumulabile con altri incentivi.

Under29
Il secondo incentivo si applica ai datori di lavoro, su tutto il territorio nazionale, che assumono giovani non occupati e non impegnati in percorsi di istruzione o formazione con contratto tempo indeterminato (anche a scopo di somministrazione), contratto di apprendistato professionalizzante, contratto a tempo determinato (anche a scopo di somministrazione) di durata iniziale di almeno sei mesi. Destinatari della misura finanziata con 200 milioni sono gli iscritti a Garanzia giovani tra i 16 e i 29 anni, come stabilito da un secondo decreto Anpal . Anche in questo caso è previsto lo sgravio totale dei contributi previdenziali per il lavoratore assunto nel 2017 con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato (con un tetto di 8.060 euro annui per un massimo di 12 mesi), mentre in caso di assunzione a termine per almeno sei mesi, lo sgravio è del 50% (e il tetto si dimezza a 4.060 euro annui).

Entrambi questi incentivi sono fruibili dalle imprese nei limiti del regime “de minimis” (per non incappare nelle procedure sugli aiuti di Stato). «Con la fine della decontribuzione totale – spiega il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte – si è deciso di dirottare le risorse europee disponibili per obiettivi specifici, ovvero alle imprese che assumono al Sud dove la disoccupazione è più alta o che, in tutta Italia, puntano sui giovani, Ci siamo focalizzati su due segmenti deboli del mercato del lavoro, in attesa del taglio strutturale del cuneo fiscale che scatterà il prossimo anno».

Studenti in alternanza
Quanto alla terza novità, si tratta della decontribuzione per i datori che assumono con contratto a tempo indeterminato o in apprendistato giovani che hanno già svolto presso lo steso datore attività di alternanza scuola-lavoro, o, se universitari, tirocini curriculari, o effettuato un periodo di apprendistato duale. Anche in questo caso l’incentivo si applica alle assunzioni effettuate dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, sotto forma di sgravio totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto di 3.250 euro annui per un massimo di 36 mesi. Le risorse sono state stanziate dalla legge di Bilancio 2017 (7,4 milioni quest’anno) per il bonus che sarà erogato dall’Inps in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, nei limiti delle risorse disponibili.

«Il nuovo sistema di incentivi per il 2017 si caratterizza per una forte discontinuità con quelli applicati nel biennio precedente – commenta il giuslavorista Giampiero Falasca -. A prescindere dalle polemiche politiche che hanno accompagnato il precedente sistema, non c’è dubbio che il meccanismo previsto nel 2015 e, con forme meno convenienti, nel 2016 avesse un grande pregio: la chiarezza e semplicità applicativa, in quanto il datore di lavoro sapeva già al momento dell’assunzione se poteva fruire dell’incentivo. Con le nuove regole, si torna a sistemi – storicamente poco efficaci – caratterizzati da complesse griglie di accesso, e da un’incertezza sull’effettiva applicabilità del beneficio. L’incidenza di questi sistemi sulla decisione di assumere è molto ridotta».

Chiamata diretta, nodo vicari

da ItaliaOggi

Chiamata diretta, nodo vicari

Marco Nobilio

Nella chiamata diretta saranno determinanti le attività di collaborazione a vario titolo svolte dai docenti con i dirigenti scolastici. È quanto si evince dall’elenco dei requisiti proposti dall’amministrazione scolastica il 9 febbraio scorso ai rappresentanti dei sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.

 

La mossa dell’amministrazione si colloca all’interno della trattativa in corso sulla cosiddetta sequenza contrattuale sulla chiamata diretta. L’intesa del 30 novembre, infatti, prevede che i criteri per la chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici (cosiddetta chiamata per competenze) debbano essere definiti al tavolo negoziale. Il prossimo incontro è previsto per mercoledì prossimo 15 febbraio e le trattative proseguiranno anche il giorno successivo.

Rispetto al precedente elenco l’amministrazione ha ridotto il numero complessivo dei requisiti utili ai fini della chiamata diretta da 36 a 27. Sono spariti i riferimenti espressi al possesso di master di I e II livello. E sono stati eliminati anche i riferimenti alle esperienze di insegnamento con metodologia Clil e alla partecipazione a progetti di scambio con l’estero. E stato ridotto anche il numero dei criteri riguardanti le esperienze organizzative. In particolare per quanto riguarda lo svolgimento di incarichi di referente per alternanza scuola/lavoro e per le attività di formatore.

Ma rimangono intatti gli altri 9 criteri, sempre per quanto riguarda le esperienze organizzative: le esperienze che vengono maturate a seguito dell’assegnazioni di incarichi fiduciari ai docenti da parte del dirigente scolastico. Incarichi che, nella maggior parte dei casi, costituiscono oggetto della prestazione tipica del dirigente scolastico che, però, può delegarne lo svolgimento a docenti di propria fiducia mantenendone la responsabilità e la retribuzione. Ed è uno degli ultimi fronti su cui i sindacati chiedono al ministero di tornare sui propri passi. Intanto, è stato eliminato il riferimento al colloquio tra le modalità di selezione dei docenti: uno dei punti contestati dai sindacati.

Lo svolgimento degli incarichi di collaborazione comporta anche il diritto alla retribuzione aggiuntiva. Retribuzione che viene definita in sede di contrattazione integrativa di istituto. E che adesso, dopo l’avvento della legge 107/2015, può determinare anche la possibilità di accedere ad una corsia preferenziale per ottenere il versamento di ulteriori emolumenti collegati al cosiddetto merito. Emolumenti che vengono erogati dal dirigente scolastico, secondo discrezionalità e in riferimenti ad analoghi criteri. Che peraltro discendono direttamente dalla legge 107/2015, nella quale è inclusa un’apposita previsione in tal senso.

Ne consegue che lo svolgimento di incarichi fiduciari, prevalentemente connessi ad attività diverse dall’insegnamento, potrebbe risultare conveniente non solo economicamente, ma anche e soprattutto per rimanere nella stessa istituzione scolastica. E il dirigente scolastico, da una parte avrebbe la possibilità di assegnare ai docenti di staff una retribuzione aggiuntiva di natura discrezionale e, dall’altra parte, avrebbe la possibilità di incentivare ulteriormente tali docenti tramite l’esercizio della propria facoltà di confermarli nella propria sede scolastica di servizio.

Ai fini della chiamata diretta assumeranno rilievo anche i titoli di studio e professionali in senso stretto. Tra questi, le ulteriori abilitazioni all’insegnamento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, la specializzazione nella metodologia Clil, le certificazioni linguistiche, la specializzazione in italiano L2 (necessaria per insegnare l’italiano agli alunni di madre lingua diversa dall’italiano) e le certificazioni informatiche. L’elenco dei criteri e la bozza di accordo a cui è allegato non prevedono la possibilità di compilare una graduatoria di aspiranti.

L’individuazione degli aventi titolo a ricevere la proposta di incarico triennale, dunque, saranno adottata dal dirigente scolastico secondo gradimento, sebbene in coerenza con il possesso dei titoli collegati ai criteri. Pertanto, qualora venisse stipulato un accordo conforme a quanto emerso nelle ultime sedute negoziali, l’individuazione del docente avverrebbe secondo discrezionalità. Si tratta di un fatto fortemente innovativo che amplia la nozione di discrezionalità amministrativa, prima collegata all’esistenza di un vuoto normativo nelle materie in cui venisse esercitata e ora espressamente prevista dal legislatore in collegamento con la nozione di clausola di gradimento, tipica di contesti di natura privatistica. Tale previsione è stata fortemente criticata dall’Autorità nazionale anticorruzione, che aveva lanciato l’allarme individuando nella procedura diversi fattori a rischio corruttivo.

L’autorità guidata da Raffaele Cantone, peraltro, per tamponare tali rischi aveva suggerito all’amministrazione di prevedere l’inserimento di un parere endoprocedimentale da parte degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche. E questo suggerimento è stato in parte accolto dall’amministrazione.

La bozza di accordo, infatti, prevede la previa assunzione di un parere del collegio dei docenti da parte del dirigente scolastico. Parere che, però, non assumerà carattere vincolante. Almeno al momento. Ed è il secondo punto su cui i sidnacati fanno pressione perché assuma invece forma di delibera vincolante.