Ora basta!!!

Ora basta!!!

I docenti delle Gae urlano il loro disgusto ai continui aggiustamenti e rimaneggiamenti della legge, da parte di questo o quel partito per il proprio elettorato. Ora è la volta dei 5 stelle, che con l’onorevole Silvia Chimienti hanno pensato bene di far innalzare la quota di idonei del concorso 2016; bozza presentata di sera (Chissà perché bozze così importanti che sconvolgono la vita di molti colleghi docenti vengono sempre votate di sera? Mah!!!) che prevede anche percorsi prioritari e agevolati per i terza fascia. Aumentare oltre il 10% degli idonei è un atto sconsiderato nei confronti delle GaE del Centro-Sud. Signori non esiste solo il Nord, dove GaE e GM se non sono del tutto esaurite poco ci manca, ma esiste un Sud Italia dove nelle GaE i colleghi docenti moriranno di precarietà: esistono in queste graduatorie ancora i vincitori del concorso del 1999-2000 che con la loro dedizione e tra mille difficoltà strutturali e non, supportano la scuola da quasi 20 anni e ne hanno vissuto tutti i cambiamenti. Alla luce di queste rivelazioni mi chiedo ma dove sono le tanto sbandierate meritocrazia e continuità didattica di cui la legge 107 si presentava come garante, o questi concetti si applicano a tutte le categorie di docenti fuorché a quelli delle GaE? Forse l’onorevole Silvia Chimienti, nella sua bozza di parere elaborata dall’onorevole Ghizzoni (ma come il PD e i 5 Stelle lavorano assieme per favorire i pas, i tfa, gli idonei , i seconda fascia e i terza fascia? Ma non è stato proprio il PD, che con la legge 107 aveva posto la quota di idonei al 10% onde evitare la beffa dell’emendamento Di Lello , anch’esso votato nottetempo…che cosa rassicurante sapere che mentre noi dormiamo il governo lavora contro le GaE, che ha immesso in ruolo gli idonei del concorso infanzia del 2012? Chi dovranno ringraziare ora gli idonei, i seconda fascia, i terza fascia, i pas e i tfa il PD che, sempre nottetempo, ha deciso di strizzare loro l’occhio approvando la bozza o i 5 Stelle, che hanno portato avanti le loro richieste? Mah!!!) non sa che i posti disponibili non bastano per quella equa ripartizione tra GaE e GM stabilita all’articolo 400 del TU. O forse con questo innalzamento si vuole mettere l’ennesimo sgambetto ai docenti delle GaE, che nel corso di anni hanno acquisito dei diritti ,calpestati da questo o quel governo, togliendo loro il tanto sospirato ruolo per darlo agli idonei del concorso 2016, il cui ruolo viene così assicurato dal comma 113 della legge 107? Mah!!

I docenti delle GaE confidavano nello svuotamento della graduatoria grazie ai posti lasciati vuoti dalle GM esigue ed esaurite. Aumentare la quota degli idonei va contro la ratio della 107: siamo nuovamente punto e a capo con 45000 docenti ancora in GaE e la maggior parte tutti del Centro-Sud. Poco possono gli onorevoli e i senatori del Sud che, conoscendo le dinamiche della loro terra, ogni giorno si battono per la stabilizzazione delle GaE e in special modo di quelle del Centro Sud.

E’ vergognoso che i docenti delle GaE vengano umiliati da una legge ad personam quale quella dell’onorevole Chimienti che così facendo intasca i consensi di seconda, terza fascia, idonei, pas e tfa. Noi i veri aventi diritto saremo superati da chi neanche lo ha vinto il concorso.

Tiziana De Chiara

Coordinamento Nazionale Docenti GAE

MOBILITÀ, CONTRATTO ANCORA IN ALTO MARE

MOBILITÀ, CONTRATTO ANCORA IN ALTO MARE

Contratto mobilità ancora in alto mare. L’incontro di oggi pomeriggio al Miur tra sindacati e Amministrazione non ha segnato alcun passo avanti nella trattativa.

“L’ipotesi di contratto – spiega Maria Domenica Di Patre, vice coordinatrice nazionale della Gilda degli Insegnanti – è ancora all’esame degli organi di controllo competenti. Restiamo dunque in attesa della certificazione da parte della Funzione Pubblica e del Mef senza la quale non è possibile procedere oltre. Tutto fermo anche per quanto riguarda la chiamata per competenze, un nodo fondamentale che ci auguriamo venga affrontato nella prossima riunione convocata per il 21 marzo”.

“Tutto ciò – conclude Di Patre – comporterà uno slittamento dei termini per le domande di mobilità, con il rischio che anche il prossimo anno scolastico inizi nel caos senza insegnanti nelle classi”.

L’accesso ai servizi ai tempi della Convenzione ONU

Superando.it del 15-03-2017

L’accesso ai servizi ai tempi della Convenzione ONU

Dopo l’entrata in vigore del nuovo ISEE, molti Comuni stanno modificando i loro regolamenti sull’accesso all’insieme dei servizi sociali, spesso dichiarando di fare riferimento alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Ma accade veramente che l’approccio sociale alla disabilità basato sui diritti umani influisca sulla stesura di quei nuovi regolamenti? Se ne parlerà il 23 marzo all’Università di Milano Bicocca, nel corso di un interessante seminario promosso dalla Federazione LEDHA e rivolto prevalentemente ad operatori, supervisori e studenti.

MILANO. «In un’epoca in cui è cresciuta tra le persone con disabilità e nei loro familiari la consapevolezza che l’orizzonte della propria vita non possa essere limitato alla sola “cura e assistenza”, si assiste – aveva scritto recentemente su queste stesse pagine Giovanni Merlo – all’approvazione di una serie di Regolamenti Comunali, conseguenti all’avvento del nuovo ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), che tendono a privilegiare la sostenibilità per gli Enti Locali, a scapito di una sostanziale inaccessibilità ai servizi. Ma l’aspirazione a una vita dignitosa da parte delle persone con disabilità non merita di rimanere ancora per troppo tempo sospesa».
Partirà proprio da questa riflessione l’interessante seminario rivolto prevalentemente a operatori, supervisori e studenti, intitolato Disabilità: l’accesso ai servizi ai tempi della Convenzione ONU e in programma per il 23 marzo presso l’Università di Milano Bicocca (Aula Pagani Edificio U7 3° piano, ore 9-13 e 14-17), a cura del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale della stessa, in collaborazione con la LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

«La Convenzione ONU – spiegano i promotori dell’incontro – ha certificato un radicale cambiamento di approccio e di definizione stessa del fenomeno disabilità. Un cambiamento che, naturalmente, interroga e coinvolge anche il sistema di welfare sociale e gli operatori che vi lavorano. In questi ultimi mesi, complice l’entrata in vigore del nuovo ISEE, molti Comuni lombardi hanno modificato o stanno modificando i loro regolamenti non solo sulla partecipazione alla spesa, ma, in generale, sull’accesso all’insieme dei servizi sociali comunali, spesso dichiarando di fare riferimento alle prescrizioni della Convenzione. Ma quali sono veramente le principali novità? Se e in che misura l’approccio sociale alla disabilità basato sui diritti umani ha influito sulla stesura dei nuovi regolamenti? Vi sono ancora criticità e contraddizioni aperte? Si tratta certamente di questioni culturali, ma con immediate ripercussioni legali e sostanziali, che interrogano il lavoro degli assistenti sociali e di tutti gli operatori del settore».
A tali interrogativi, quindi, cercherà di rispondere il seminario del 23 marzo a Milano, condotto dal già citato Giovanni Merlo, direttore della LEDHA e da Gaetano De Luca, avvocato della stessa LEDHA. (S.B.)

Un ulteriore approfondimento sul seminario del 23 marzo a Milano, con il dettaglio dei temi in programma, è disponibile a questo link. Per ulteriori informazioni: giovanni.merlo@ledha.it.

Università D’Annunzio, nessuna nomina da parte del Miur

Università D’Annunzio, nessuna nomina da parte del Miur

Contrariamente a quanto riportato da alcune agenzie di stampa, si precisa, con riferimento all’Università D’Annunzio di Chieti, che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non ha nominato alcun vicario del Rettore che, assieme al Direttore Generale dell’Ateneo, è stato interdetto dalla Procura di Chieti per un periodo di 6 mesi.

Il Ministero, infatti, si è limitato a prendere atto del fatto che la Procura ha disposto sia il sequestro del decreto rettorale (numero 938/2017, protocollo 12639 del 13 marzo 2017) con cui il Rettore, già interdetto, ha nominato il Pro-Rettore con funzioni vicariali, sia il sequestro del provvedimento (protocollo 12657 del 13 marzo 2017) del Direttore generale, anch’esso già interdetto, di nomina del suo sostituto. Entrambi i provvedimenti risultano pertanto inefficaci.

Di conseguenza, anche per rispondere alla sollecitazione pervenuta da una lettera dei Direttori di Dipartimento dell’Università in data 14 marzo, in applicazione dei principi generali dell’ordinamento universitario e nell’ambito degli organi previsti dallo Statuto dell’Università di Chieti-Pescara, il Ministero ha semplicemente comunicato all’Ateneo che le funzioni del Rettore sono temporaneamente svolte dal Decano dell’Università, professor Michele Vacca.

Quanto alla figura del Direttore generale, il Ministero, per il momento, ha solo chiesto all’Ateneo di poter acquisire l’ultimo provvedimento di conferimento dell’incarico.

L’Unione italiana Ciechi e ipovedenti e’ in cerca dell’inno. Al via il concorso

Redattore Sociale del 15-03-2017

L’Unione italiana Ciechi e ipovedenti e’ in cerca dell’inno. Al via il concorso

ROMA. L’Uici vuole darsi un inno ufficiale, per “accrescere la riconoscibilità della nostra Associazione e svilupparne il senso di appartenenza”; spiega il presidente Mario Barbuto. Per questo l’Unione chiama a raccolta chiunque voglia comporne uno: sfida aperta a tutti. Unici requisiti: maggiore età, spirito creativo e capacità di composizione. “La musica dovrà essere nel contempo solenne, ma orecchiabile e il testo dovrà illustrare in poche strofe i valori più elevati della storia e della realtà attuale dell’Unione”, spiega l’associazione, che al vincitore assegnerà un premio di 1.500 euro. I lavori realizzati saranno valutati da una giuria di qualità composta da 5 membri nominati dalla direzione nazionale dell’Unione, che provengono soprattutto dal mondo della disabilità visiva, con comprovate competenze specifiche nel campo musicale. La scadenza è fissata per il 5 maggio prossimo. Tutte le informazioni sul sito dell’Uici.

PARITA’ E AUTONOMIA NEI DECRETI ATTUATIVI DELLA “BUONA SCUOLA”

APPELLO AGeSC PER PARITA’ E AUTONOMIA NEI DECRETI ATTUATIVI DELLA “BUONA SCUOLA”
Rivolto alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica ed al Ministero dell’Istruzione

Sta per concludersi l’esame dei decreti legislativi di attuazione della legge
107/2015 “La buona scuola”. AGeSC – Associazione Genitori Scuole Cattoliche -,
avendo come punto di riferimento ideale la libertà di scelta educativa dei
genitori, condizione necessaria, come riconosciuto in tutto il mondo, per un
sistema scolastico di qualità, guarda con attenzione all’esito del processo
consultivo in atto sui decreti. Essi infatti non promuovono decisi passi in
avanti dell’autonomia e della parità scolastica che, come genitori, riteniamo
pilastri fondamentali per il rinnovamento del sistema nazionale di istruzione.
Per questo AGeSC si appella a Parlamento e Ministero, affinché si tenga conto in
primo luogo dei bisogni di tutti gli studenti e di tutte le famiglie della
scuola italiana, che chiedono di avere a disposizione una vasta offerta
formativa, mettendo in secondo piano i problemi occupazionali e sindacali, certo
importanti purché non siano a scapito del bene primario costituito dagli alunni
stessi.

AGeSC auspica che l’emanazione definitiva dei decreti attuativi della legge 107
‘La buona Scuola’  rappresenti l’occasione per un avanzamento del nostro sistema
di istruzione verso obiettivi di pluralismo ed efficacia, ricordando a tutti
che, sia riguardo alla libertà di scelta educativa che ai risultati scolastici,
l’Italia è purtroppo ancora oggi ai gradini più bassi nelle graduatorie
internazionali.

Voti e bocciature, meglio di no

da ItaliaOggi

Voti e bocciature, meglio di no

Le richieste della commissione istruzione del senato alla Fedeli sulla nuova valutazione

Alessandra Ricciardi

Una scuola che non respinge i ragazzi ma li aiuta a superare le difficoltà. Anche promuovendoli se hanno insufficienze ed evitando la rigidità di un voto in sede di scrutinio a favore del giudizio o di una lettera. È quanto chiede il parere approvato dalla commissione istruzione del senato, relatrice la dem Francesca Puglisi, responsabile scuola del partito democratico nelle segreterie Bersani e Renzi, in merito al decreto del governo sulla valutazione (il parere sul sito www.italiaoggi.it/documenti). Si tratta dell’atto 384, uno degli otto decreti delegati della legge 107/2015. Un po’ in ordine sparso, camera e senato stanno approvando i vari pareri, la scadenza è il 17 marzo, ed è sulla scorta di questi che la ministra, Valeria Fedeli, dovrà decidere quali correttivi ai provvedimenti attuativi della Buona scuola proporre al consiglio dei ministri.

Attesa anche per il decreto sulla formazione e il reclutamento dei docenti. A ieri sera, si tenevano ancora riunioni informali tra governo e parlamentari per trovare la quadra, per rispondere alle esigenze dei tanti precari che sono rimasti al palo dopo le assunzioni della Buona scuola. Eliminare il tetto del 10% degli idonei utilizzabili da concorso per le nuove assunzioni, come scaglionare nelle varie fasi i precari di seconda e terza fascia, i nodi ancora da sciogliere.

Sulla valutazione, il dado, almeno parlamentare, invece è tratto. Se il decreto approvato dal consiglio dei ministri prevede che «nella scuola primaria, i docenti della classe, in sede di scrutinio, con decisione assunta all’unanimità, possono non ammettere l’alunno alla classe successiva solo in casi eccezionali», nel parere si chiede di premettere che gli alunni sono promossi «anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione». Nel caso in cui le valutazioni periodiche o finali degli alunni indichino livelli insufficienti, «l’istituzione scolastica, nell’ambito dell’autonomia didattica e organizzativa, attiva specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento».

Intervento anche per le medie: se ad oggi il decreto prevede la promozione con la media del sei, la commissione chiede di prevedere che in caso di insufficienza, il consiglio di classe deliberi, «con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo… In caso di ammissione con carenze evidenziate in alcune discipline, in caso di non ammissione alla classe successiva o di non ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo, l’istituzione scolastica attiva le strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento».

Sostituire alle elementari «la votazione espressa in decimi con una votazione espressa in cinque livelli di apprendimento identificati con lettere o aggettivi descrittivi», una delle osservazioni. «La scuola non deve aver paura dei voti, non deve aver paura di valutare», replica il sottosegretario all’istruzione, Gabriele Toccafondi, Ncd. La palla ora passa alla Fedeli. La mediazione che sta prendendo piede parla di una sperimentazione, sul modello di quella del liceo breve (ad oggi mai decollata, in verità), per sostituire i voti con lettere o giudizi a partire dalla nuove prime classi.