Autismo, diagnosi con test del sangue preciso al 96%

Scienze Fanpage del 17-03-2017

Autismo, diagnosi con test del sangue preciso al 96%: quali sono i vantaggi

Il test messo a punto da un istituto di ricerca americano si basa sull’analisi di 24 proteine presenti nel tessuto ematico, cinque delle quali particolarmente predittive. Sebbene estremamente efficace, a causa delle peculiarità dell’autismo il passaggio alla fase clinica è ancora lontano.

Un team di ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute di New York ha messo a punto un test del sangue sperimentale in grado di diagnosticare l’autismo o, più correttamente, i cosiddetti Disturbi dello Spettro Autistico (ASD), relativi allo sviluppo neurologico. La nuova tecnica approntata dagli americani, pur risultando molto promettente in termini statistici, necessita di ulteriori e approfondite indagini, soprattutto per la natura multiforme e ancora misteriosa del disturbo. Esso infatti si presenta con un’ampia gamma sintomatologica e l’unico metodo ufficialmente riconosciuto per la diagnosi risiede in una serie di analisi comportamentali, che solitamente vengono effettuate in seguito a segnalazioni da parte dei genitori. L’autismo si manifesta in tenerissima età, generalmente entro i tre anni, e i tre sintomi caratterizzanti sono un deficit nella comunicazione verbale e non verbale, comportamenti ripetitivi e compromissione delle interazioni sociali.

L’origine del disturbo è ancora sconosciuta e le terapie risultano generalmente più efficaci se adottate il prima possibile; proprio per questo un test del sangue per la diagnosi precoce risulterebbe importantissimo, senza contare la riduzione dei costi e la velocità intrinseca dell’esame. Per verificare l’efficacia della nuova tecnica sperimentale, basata sulla misurazione di specifiche proteine (biomarcatori), i ricercatori dell’istituto americano coordinati dal professor Juergen Hahn hanno coinvolto nello studio 159 bambini tra i tre e i dieci anni di età, 83 dei quali autistici. Dai risultati è emerso che il test è stato in grado di confermare l’autismo nel 96 percento dei casi, soprattutto grazie a uno specifico gruppo di 5 proteine che risulta altamente predittivo.

A causa della complessità del disturbo e delle proteine coinvolte nel test, la cui relazione con l’autismo non è del tutto chiara, l’esame potrebbe essere più utile per capire quali bambini vanno indirizzati verso le analisi comportamentali, piuttosto che come strumento di diagnosi vero e proprio. Gli studiosi suggeriscono che i biomarcatori individuati potrebbero essere efficaci per rilevare anche altri disturbi dell’apprendimento e l’epilessia. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Plos Computational Biology.

di Andrea Centini

Delega inclusione, ecco le modifiche delle Commissioni

Vita.it del 17-03-2017

Delega inclusione, ecco le modifiche delle Commissioni

di Sara De Carli

ROMA. Le Commissioni VII (Cultura, scienza e istruzione) e XII (Affari sociali) della Camera hanno dato ieri parere favorevole allo schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità (Atto n. 378). Si tratta dello schema di decreto previsto dalla legge 107 (la Buona Scuola), per ridisegnare l’inclusione scolastica. Il parere delle commissioni, che hanno sempre lavorato in maniera congiunta, è favorevole con alcune condizioni. Di fatto cioè con questo documento la Camera consegna al Governo i miglioramenti che reputa necessari introdurre al testo che il Governo aveva proposto due mesi fa: è l’esito di due mesi di lavoro e di confronto anche con le associazioni. Il testo del parere è sul sito della Camera (allegato 7, pagina 97). Qui di seguito le principali modifiche apportate. Toccherà ora al Governo modificare i decreti.

Per prima cosa sparisce ovunque la locuzione «inclusione degli alunni e degli studenti con disabilità». Si parla ora sempre soltanto di inclusione scolastica, tout court, come a dire che l’inclusione scolastica riguarda tutti, non è qualcosa solo degli alunni con disabilità.

La famiglia, che nello schema originario risultava messa da parte, torna ad avere un ruolo esplicito. Il nuovo articolo 2 dice subito che «il presente decreto promuove la partecipazione della famiglia, nonché dell’associazionismo di riferimento, quali interlocutori dei processi di inclusione scolastica e sociale». Anche il PEI-Piano Educativo Individualizzato ora è «elaborato e approvato dai docenti contitolari o dall’intero consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori o dei soggetti con responsabilità genitoriale, delle figure professionali specifiche interne ed esterne all’Istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con l’alunno o studente con disabilità, e con il supporto dell’unità multidisciplinare», mentre nella prima bozza era deliberato dal solo collegio docenti. Insieme alla famiglia anche enti locali, associazioni e attori più vicini al ragazzo con disabilità trovano un loro riconoscimento.

Il numero massimo di alunni per classe, in presenza di alunni con disabilità, torna a 20: la prima versione del decreto invece alzava a 22 il tetto massimo. Resta però il «di norma» che potrebbe preludere a eccezioni. Un’altra novità è che nell’assegnazione dei collaboratori scolastici nella scuola statale, per lo svolgimento dei compiti di assistenza previsti, si terrà conto del genere degli alunni e degli studenti.

Una novità del decreto era il fatto che la valutazione dell’inclusione scolastica fosse parte integrante della valutazione della scuola, tramite indicatori che l’Invalsi andrà a definire: ora alla stesura di questi indicatori parteciperà anche l’Osservatorio per l’inclusione scolastica istituito presso il Miur.

La continuità era un tema importante per le famiglie: la prima bozza di decreto prevedeva un vincolo decennale sul sostegno per gli insegnanti, mentre ora invece la Commissione chiede al Governo di verificare la possibilità di ridurre tale vincolo e «di superarlo definitivamente al momento di entrata a regime della nuova disciplina della formazione iniziale e del reclutamento degli insegnanti». Quanto alla novità della possibilità di un rinnovo del contratto per i docenti di sostegno a tempo determinato, già introdotta dal testo del Governo, ora si precisa che questo rinnovo accada solo ove ci sia stata la richiesta della famiglia e nelle osservazioni si scrive che il rinnovo si potrebbe anche fare per più di una volta. All’articolo 16 si aggiunge oggi che «al fine di garantire la continuità didattica durante l’anno scolastico, si applica l’articolo 462 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994»: almeno per tutto l’anno l’insegnante di sostegno dovrebbe rimanere lo stesso.

I cambiamenti più sostanziali apportati dalle Commissioni riguardano la parte centrale del decreto, quella sulla certificazione e valutazione della disabilità e poi la progettazione e la programmazione. Qui ci sono interi articoli del decreto soppressi e sostituiti con nuovi articoli, che vanno a modificare la legge 104 (commissioni mediche e accertamento della disabilità nell’età evolutiva). Se la prima bozza introduceva la valutazione diagnostico-funzionale (che andava a sostituire gli attuali profilo dinamico funzionale e diagnosi funzionale), ora il parere delle Commissioni VII e XII parla di un «profilo di funzionamento secondo i criteri del modello bio-psico-sociale dell’ICF, ai fini della formulazione del progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328 nonché per la definizione del Piano Educativo Individualizzato (PEI)». Il profilo di funzionamento è redatto dall’unità di valutazione multidisciplinare, composta da a. un medico specialista o da un esperto della condizione di salute della persona;  b. uno specialista in neuropsichiatria infantile; c. un terapista della riabilitazione; d. un assistente sociale o un rappresentante dell’Ente locale di competenza che ha in carico il soggetto. Questo però «con la collaborazione dei genitori del bambino, dell’alunno o dello studente con disabilità, nonché con la partecipazione di un rappresentante dell’amministrazione scolastica». Il profilo di funzionamento è il documento propedeutico alla definizione del PEI come pure del progetto individuale (art. 14 legge 328/2000): le prestazioni contenute nel progetto individuale sono definite anche in collaborazione con la scuola. A monte di tutto, si prevede che la domanda per l’accertamento della disabilità in età evolutiva è presentata dai genitori all’INPS, che vi dà riscontro non oltre 30 giorni dalla data di presentazione.

Nuova anche l’articolazione fra GLI, GIT e GLIR ovvero i gruppi che a diversi livelli territoriali si dedicano all’inclusione scolastica: nell’istituto (GLI), in ciascun ambito territoriale (GIT) e a livello regionale, in maniera interistituzionale (GLIR). La proposta di quantificare le risorse di sostegno sono i dirigenti, che la inviano al GIT. È il GIT, come organo tecnico, che fa una proposta all’USR, il quale dà l’assegnazione definitiva delle risorse. In verità c’è un poco di confusione poiché nel PEI non paiono esserci cenni al sostegno didattico (art 10), mentre i sostegni – incluso quello didattico – sembrano dover essere contenuti nel profilo di funzionamento: quindi a determinare e quantificare le ore di sostegno sarà pare l’unità di valutazione multidisciplinare, oggi sì arricchita di componenti rispetto all’inizio ma comunque non composta dalle persone che effettivamente conoscono il ragazzo. Nascono sui territori delle “scuole polo”, una per ciascuno degli ambiti territoriali definiti dalla legge 107, con il compito di coordinare le attività di formazione e dare supporto alle scuole dell’ambito.

Quanto alla formazione iniziale degli insegnanti di sostegno, per infanzia e primaria si resta al testo di partenza, mentre è soppresso l’articolo 14 sulla formazione degli insegnanti di sostegno per la scuola secondaria.

Scuola, al via bando: progetti e iniziative per ricordare Grazia Deledda

Scuola, al via bando: progetti e iniziative
per ricordare Grazia Deledda
Fedeli: “Più spazio nei nostri istituti alle donne
che hanno fatto grande l’Italia”

Progetti, iniziative e seminari per promuovere tra le nuove generazioni la conoscenza della produzione di Grazia Deledda – unica donna italiana ad avere ricevuto il premio Nobel per la letteratura – e riflettere sui temi delle pari opportunità e della lotta per l’autonomia e la libertà della donna attraverso lo studio della sua vicenda personale.

È da oggi disponibile sul sito del Miur il bando che mette a disposizione degli istituti risorse per la realizzazione, durante l’anno scolastico 2017/2018, del progetto “Grazia Deledda, donna e scrittrice, a novant’anni dal Nobel per la letteratura”.

Le scuole hanno tempo fino al 31 maggio 2017 per presentare le loro idee di attuazione di progetti di ricerca e azione didattica sulla figura della scrittrice sarda. All’interno dell’avviso le istituzioni troveranno linee guida per la redazione di iniziative che potranno riguardare lo studio della biografia e della scrittura letteraria di Grazia Deledda; l’analisi della lingua ibridata usata dalla scrittrice, ovvero la contaminazione tra il codice linguistico isolano e quello continentale; l’approfondimento dei caratteri mitici e archetipici del paesaggio sardo o la riflessione sui temi dell’eros, della libertà e dei pregiudizi all’interno della produzione deleddiana.

Le scuole avranno la possibilità di riflettere sul percorso di conquista dell’autonomia da parte della donna, attraverso la figura della scrittrice che nel primo Novecento si è trasferita da Nuoro a Roma, superando ostacoli e stereotipi. Ogni istituto potrà scegliere di declinare i percorsi di approfondimento in modo differente in base al grado di istruzione delle ragazze e dei ragazzi: per il primo ciclo si potranno proporre, ad esempio, rappresentazioni grafiche delle descrizioni paesaggistiche deleddiane o drammatizzazioni di racconti; oppure percorsi di contestualizzazione all’interno del panorama storico-letterario della prima metà del Novecento e interpretazione “situata” delle opere della scrittrice in relazione all’eredità deleddiana riconosciuta in certa scrittura letteraria contemporanea  per gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado.

“Partiamo da Grazia Deledda, figura di spicco del nostro patrimonio culturale – dichiara la Ministra Valeria Fedeli -, ma vogliamo che nelle nostre scuole ci sia sempre maggiore spazio e maggiore attenzione, in tutte le discipline, per le straordinarie donne del passato e contemporanee che con il loro impegno e le loro intelligenze hanno costruito e continuano a costruire un patrimonio culturale, artistico e scientifico che il mondo ci invidia. Donne la cui presenza nei libri di testo non è sempre adeguatamente valorizzata. È un doveroso tributo a queste figure, ma anche un messaggio di fiducia per le nostre ragazze: credete nei vostri sogni e lavorate per riuscire a realizzarli. Senza farvi fermare da chi condiziona il vostro percorso”.


Circolare Ministeriale 17 marzo 2017, n. 3
Avviso pubblico per la realizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado, nell’a.s. 2017-2018, del progetto “Grazia Deledda, donna e scrittrice, a novant’anni dal Nobel per la letteratura”

Ancora una volta docenti e studenti in piazza contro la Cattiva Scuola

Scuola =
Claudia Pratelli (resp. Scuola Sinistra Italiana):
Ancora una volta docenti e studenti in piazza contro la Cattiva Scuola.
Cancellare legge 107 e sue deleghe sarebbe cosa buona e giusta.

Oggi docenti , personale tecnico amministrativo e studenti ancora una volta in piazza per contestare la cattiva scuola della legge 107 e le deleghe attuative.  Pensiamo che sia stato  grave aver espropriato il Parlamento ed il Paese del dibattito necessario per affrontare temi tanto delicati e di interesse generale quali quelli presenti nelle deleghe. Del resto questo modo di procedere rispecchia la filosofia che ha complessivamente ispirato l’iniziativa del governo sulla scuola: riduzione degli spazi di collegialita’ e gerarchizzazione. Del resto da una pessima legge non potevano che derivare pessime deleghe.
Lo afferma la neo responsabile scuola di Sinistra Italiana, Claudia Pratelli.

Nelle deleghe, a dispetto delle dichiarazioni di principio, – prosegue l’esponente della segreteria nazionale di SI –  si respira un’aria di restaurazione: canalizzazione sempre piu’ precoce; un’occasione mancata per riformare profondamente l’istruzione professionale nella sua connessione con istruzione tecnica e formazione professionale; medicalizzazione del sostegno e separazione di fatto dei percorsi dei docenti di sostegno; enfasi sulla valutazione numerica e quantitativa. Il tutto comunque a costo zero, segno eloquente dell’impossibilita’ di implementare davvero i provvedimenti in oggetto.

Siamo convinti che la legge 107 vada cancellata e che ci serva tutta un’altra scuola che valorizzi la natura pubblica, inclusiva e aperta di questa fondamentale istituzione della conoscenza. Non servono slogan, ne’ slides, non servono super presidi ne’ gerarchie: servono finanziamenti veri, un piano di stabilizzazione che dia finalmente risposta alle tante e ai tanti docenti precari che hanno tenuto in piedi la scuola in questi anni di tagli scellerati e di politica inconcludente, la generalizzazione della scuola dell’infanzia. Serve investire a pieno sulla formazione iniziale e in servizio dei docenti per valorizzare la capacita’ della scuola di innovare e misurarsi con la ricerca e la sperimentazione didattica. Serve un diritto allo studio pieno ed effettivo per consentire a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi l’accesso ai più alti gradi dell’istruzione.

La conoscenza – conclude Pratelli – e’ tra i primi diritti fondamentali che uno Stato democratico e civile deve garantire alle sue cittadine e ai suoi cittadini, tutte e tutti. Da qui bisogna ripartire dopo i disastri compiuti dal centrodestra e poi  dal Pd e dal suo governo .

Biblioteca Europa

Biblioteca Europa: in occasione dei Trattati di Roma il Senato avvia pubblicazioni sulla storia dell’Unione
Fedeli: “Importante iniziativa per le nuove generazioni.
Non può esserci un’Europa unita senza conoscenza del passato”

“Sono molto contenta del fatto che, in occasione dell’avvio delle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma, il Senato inauguri una serie di pubblicazioni che consentono accesso libero e gratuito alle studentesse e agli studenti, alle docenti e ai docenti, alle famiglie e a qualsiasi cittadino al patrimonio storico, culturale e valoriale del nostro Paese e della comunità europea. Biblioteca Europa è e sarà sempre più un pozzo cui attingere per conoscere la storia delle donne e degli uomini che hanno lavorato per un’Europa di pace, unità, pari opportunità e rispetto dei diritti umani. Per conoscere quale spirito ha animato il loro operato, di quale eredità siamo investiti e quale deve essere il nostro impegno quotidiano per non disperdere questa ricchezza e anzi continuare a costruire un mondo migliore per le nuove generazioni”.
Così la Ministra Valeria Fedeli commenta l’iniziativa del Senato della Repubblica che, a partire dalla data simbolica del 17 marzo, avvia la diffusione gratuita attraverso il sito istituzionale www.senato.it/pubblicazioni di documenti, atti parlamentari, biografie e ricerche fondamentali per la storia dell’Europa e la storia dell’Italia.

“Nei prossimi giorni – continua Fedeli – manderemo una circolare alle scuole affinché tutte le ragazze e i ragazzi che frequentano i nostri istituti siano a conoscenza di questa pregevole iniziativa e sappiano come usufruirne per acquisire e sviluppare una più avvertita cittadinanza italiana ed europea. È a loro che come Governo e come Parlamento guardiamo: continuiamo a promuovere approfondimento e conoscenza di ciò che siamo stati, di ciò che ha ispirato le Madri e i Padri fondatori dell’Unione europea, della nostra storia comune, affinché non ci sia più spazio in Italia e in Europa per discriminazioni e violenze, per muri e barriere.
Possiamo scrivere nuovi capitoli di accoglienza e inclusione per la nostra storia e possiamo farlo solo se le nostre giovani e i nostri giovani sapranno attingere al nostro passato per rinnovarlo e migliorarlo”.

MITOCONDRI E BIOFOTONI PER UNA NUTRIZIONE DEL BENESSERE

MITOCONDRI E BIOFOTONI PER UNA NUTRIZIONE DEL BENESSERE  –

Di Paolo Manzelli, Chimico-Fisico, Presidente di EGOCREANET

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” Siamo ancora sulla soglia di comprendere appieno il complesso rapporto tra la luce e la vita, ma ora possiamo dire con forza, che la funzione di tutto il nostro metabolismo dipende dai Bio-fotoni “

  • Fritz Albert Popp, (1976)

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I mitocondri sono gli organuli di dimensioni che variano da 1 a 10 Micron di lunghezza, i quali hanno un proprio DNA ( di derivazione esclusivamente femminile mt-DNA ) e si riproducono come i batteri per semplice scissione ( Mitocondrio-genesi) . (1)

 

I mitocondri sono entità dinamiche: e possono cambiare in numero, forma e nella loro struttura funzionale interna. I mitocondri intervengono nel metabolismo catabolico (respirazione cellulare) ed hanno la importante funzione di  ri-caricare di energia biologica le cellule, in quantita’ necessaria alla vita  per crescere e riprodursi.  (ADP+P + energia = ATP )

 

Le varie cellule di un organismo contengono  un numero molto variabile di mitocondri ( mitocondrio-genesi)  che dipende dalle necessità metaboliche e dai livelli di ossigenazione  del sangue.

 

In sostanza i mitocondri, inversamente dal “Cloroplasto” ,responsabile nelle piante della fotosintesi clorofilliana , utilizzano l’ ossigeno per degradare, attraverso molteplici vie cataboliche il glucosio ma anche proteine e grassi, trasformandoli per ossidazione dei legami  C-H e C=C , in CO2 ed H2O  ed emettendo contemporaneamente un flusso di bio-fotoni.

 

I mitocondri sono di importanza vitale per la ricostruzione degli organi in quanto  cio’ richiede molta energia biologica in forma di ATP; ad es. ogni cellula del fegato che necessita di rapida ricostruzione  contiene piu’ di 2000 mitocondri pe ciascuna cellula, inoltre moltissimi mitocondri  si attivano nelle cellule neuronali e nel cuore e nei muscoli.

 

I mitocondri sono molto ricchi in proteine e quindi riciclano la maggior parte delle proteine vecchie, prodotte su informazione del genoma nucleare (n.DNA) , per degradarle in amminoacidi con cui costruiscono le proprie membrane interne. Tra le quali  avvengono i processi enzimatici del catabolismo indotto dalla respirazione mitocondriale. (2)

 

Il flusso di bio-fotoni viene utilizzato dai mitocondri per regolare ed organizzare la produzione di ATP inserendosi attivamente nelle  varie vie metaboliche con le quali è in simbiosi.

 

I bio-fotoni prodotti sono  “quanti  di luce”, portatori di informazioni; essi sono stati studiati recentemente dal biofisico Prof.Fritz Albert Popp, in quanto regolano un circuito di comunicazione che organizza  la crescita e la rigenerazione delle cellule mediante il  controllo delle sequenze dei  processi biochimici e genetici. (3)

 

Il primo a teorizzare la presenza di bio-fotoni che venivano prodotti in gran misura dal mitocondri fu,  nel 1922, il biologo russo Alexander Gurwitsch, il quale concluse che dovevano appartenere alla banda di lunghezza d’onda dei raggi ultravioletti. (4)

 

La struttura interna del mitocondrio è costituita da sinuose membrane tra le quali lo spazio inter-membrana è di dimensioni medie nanometriche di circa 6 nm .  In tali spazi  ristretti , sottoposti a vibrazioni e movimenti,  i biofotoni  possono sovrapporsi (entanglement) e trasformarsi in campi fotonici di comunicazione e distanza pertanto tale entanglement quantistico potrebbe confermare  gli esperimenti di A. Gurwitsch.  (5)

 

La mitocondrio-genesi e considerata fondamentale per migliorare i processi che caratterizzano la senescenza, pertanto la diminuzione del flusso di comunicazione bio- fotonica associato alla mancata risposta di genesi  mitocondriale, sembra avere conseguenze di particolare rilievo nel causare l’aumento dei danni ossidativi ( es: causati da radicali liberi) nei tessuti cellulari che non si rinnovano.

 

Ancora oggi la moderna fisica quantistica è poco studiata in modo inter-disciplinare con la fisica e la biologia e quindi le specifiche sequenze dei segnali bio-fotonici e la loro ricezione nelle organizzazione ottimale della vita è in vero  poco conosciuta.

 

Egocreanet NGO (c/o Incubatore della Universita’ di Firenze) si prodiga da tempo a promuovere e divulgare  le piu’ avanzate  conoscenze quantistiche per dare sviluppo transdisciplinare alla innovazione foto-chimica della quantum-bio-medicina. (6)

 

Biblio on line :

(1)- : Eva -DNA :  http://www.scienzaeconoscenza.it/blog/nuova_biologia/alimentazione-genetica

(2)- : https://it.wikipedia.org/wiki/Importazione_delle_proteine_nel_mitocondrio

(3) -: https://it.wikipedia.org/wiki/Mitogenesia

(4)- : https://en.wikipedia.org/wiki/Fritz-Albert_Popp

(5)-:http://testdimedicina.altervista.org/blog/struttura-dei-mitocondri/?doing_wp_cron=1489587472.0274770259857177734375

(6)-:http://vglobale.it/la-societa-della-conoscenza/18637-il-cervello-quantico-e-la-comunicazione-di-biofotoni.html

 

 

Paolo  Manzelli  : https://www.facebook.com/groups/195771803846822/,

17/03/2017 Firenze. < egocreanet2016@gmail.com >

 

PRECARI: SU FORMAZIONE E RECLUTAMENTO RESTANO CRITICITÀ

PRECARI, DI MEGLIO: SU FORMAZIONE E RECLUTAMENTO RESTANO CRITICITÀ
“Nonostante alcune criticità importanti che permangono, e che ci auguriamo possano essere risolte con ulteriori modifiche in sede di approvazione definitiva, apprezziamo le novità introdotte rispetto al testo originario”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, commenta il parere delle Commissioni Cultura di Camera e Senato sullo schema di decreto legislativo sulla formazione iniziale e il reclutamento dei docenti di scuola secondaria votato dall’aula di Palazzo Madama.
“Valutiamo positivamente il riconoscimento dell’abilitazione e del servizio svolto come requisiti per accedere al ruolo – spiega Di Meglio – e lo consideriamo il frutto anche della battaglia in difesa dei precari che abbiamo condotto e vinto alla Corte di Giustizia Europea. Positivo anche il riequilibrio del rapporto tra università e scuola nel percorso formativo dei docenti. A nostro avviso, però, occorre apportare ancora altri correttivi, prima di tutto consolidando lo snellimento dell’iter formativo, perché riteniamo che il percorso triennale sia eccessivamente lungo. Inoltre, esprimiamo preoccupazioni sulla reale entità delle ‘maggiori risorse finanziarie’ da destinare al primo e secondo anno del contratto di formazione, tirocinio e inserimento. Infine sarebbe auspicabile eliminare la prova selettiva all’inizio del percorso per i docenti con 36 mesi di servizio ma privi di abilitazione e prevedere soltanto un colloquio al termine”.