Rifiutato bimbo autistico

Scuola – a  Lanciano  rifiutato bimbo autistico =
Claudia Pratelli (Responsabile nazionale scuola Sinistra Italiana):
Vicenda gravissima, nostri parlamentari presenteranno interrogazioni al governo.
Basta tagli, servono politiche e progetti di inclusione.

“Troppi bambini disabili nelle prime”. Con questa motivazione le scuole di Lanciano hanno rifiutato un bambino autistico in attesa di iscriversi alla primaria.  Una vicenda gravissima, che pare incredibile in un Paese civile, eppure una vicenda tutt’altro che eccezionale. Su questo caso Sinistra Italiana presentera’ un’interrogazione parlamentare tesa ad accertare la dinamica dei fatti, ma soprattutto tesa a interrogare il Governo rispetto a quali azioni intenda attivare per mettere le scuole in condizione di svolgere la loro funzione.
Lo afferma Claudia Pratelli, responsabile scuola nazionale di Sinistra Italiana.
Il punto, infatti, – prosegue la responsabile scuola di SI –  non sono le singole responsabilita’ della scuola in questa specifica vicenda. La verita’ e’ che nel nostro Paese sul terreno dell’integrazione abbiamo fatto giganteschi passi indietro.  Si sono ridotte le risorse finanziarie e soprattutto diminuite le ore di sostegno, rendendo in questo modo più difficile l’integrazione del bambino nella classe. Dopo i pesatissimi tagli del 2015 la dotazione organica a disposizione e’ totalmente insufficiente a garantire la funzionalita’  del servizio, mentre i bisogni di assistenza sono in costante crescita e modificano anche la qualita’  dell’attività lavorativa da svolgere.
A maggior ragione questa vicenda richiama la nostra attenzione sui limiti della delega presentata dal Governo sull’inclusione, dove si prosegue nella scelta di medicalizzare l’integrazione, escludere le famiglie dalle decisioni e tagliare di fatto gli organici dato che si prevede di innalzare a 22 il numero di studenti per classe che accoglie studenti con disabilità.Tutti motivi per cui abbiamo dato parere negativo al provvedimento.

In particolare su questo terreno  – conclude Pratelli – Sinistra Italiana e’ a disposizione per mettere in luce casi analoghi e procedere con interrogazioni di deputati e sentaori, interventi ed azioni dei propri parlamentari e invita ad inviare segnalazioni in merito.

POLIREADING

POLIREADING
Leggere – discutere – capire – approfondire

PoliReading è un’iniziativa del Politecnico di Milano (HOC-LAB: hoc.elet.polimi.it) nata da una discussione all’interno del “Cantiere Scuola Digitale” di Forum PA. (www.forumpa.it/scuola-digitale).
Tra le esigenze emerse nella discussione ci sono:

a) contribuire all’internazionalizzazione della scuola italiana;
b) migliorare il collegamento tra scuola italiana e ricerca internazionale;
c) migliorare il livello della discussione sulla scuola (prescindendo una volta tanto dalle esigenze operative ed affrontando i temi in una prospettiva generale e strategica).

Pareri sui decreti “Buona Scuola”

Pareri sui decreti “Buona Scuola”: FISH si rivolge al Ministero

Le Commissioni VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XII (Affari sociali) della Camera dei Deputati hanno dunque espresso congiuntamente i loro parerei sugli schemi dei decreti attuativi della Legge 107/2015 (“Buona Scuola”). Un’attività impegnativa nel corso della quale vi è stato un intenso confronto anche con FISH che ha espresso un notevole e articolato assieme di proposte emendative.

Ed è su questi pareri che il Consiglio Nazionale FISH, tenutosi sabato scorso a Roma, ha puntato la sua attenzione, in particolare sugli Atti 377 e 378.

FISH ha espresso apprezzamento per il lavoro compiuto dalle Commissioni. Le relative proposte migliorerebbero, se adeguatamente recepite dal MIUR, gli schemi dei decreti ritenuti in origine largamente insoddisfacenti. Sono numerose, anche se non tutte, le richieste FISH recepite dalle Commissioni.

Tuttavia, oltre alla preoccupazione sull’effettiva adozione dei suggerimenti da parte del Ministero, rimangono irrisolti alcuni elementi tutt’altro che marginali e che potrebbero inficiare l’intero impianto della riforma stessa.

Per questo motivo il Consiglio Nazionale FISH esprime al Ministro Fedeli la richiesta di attivare, con estrema urgenza, un confronto per ottenere garanzie rispetto ad alcuni stringenti punti.

Nel profilo di funzionamento e/o nel PEI dovrebbero essere chiaramente indicati i sostegni (a partire da quello didattico) necessari a garantire un compiuto percorso di inclusione scolastica, anche in termini di qualità, quantità ed intensità. Nei testi questo obbligo è assai aleatorio.

Il numero massimo di alunni per classe, in presenza di un alunno con grave disabilità, dovrebbe essere inderogabilmente di 20 persone e non come ora indicato nel parere “di norma 20”. In ogni caso, non ci dovrebbero essere più di due alunni con disabilita per classe, ove senza grave disabilità.

È fondamentale che venga espressamente chiarito che agli alunni che non raggiungono gli obiettivi del proprio PEI ed a quelli che non si presentino agli esami sia, in ogni caso, rilasciato l’attestato di crediti formativi.

La formazione iniziale per gli insegnanti di sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria dovrebbe garantire che all’interno del percorso di laurea magistrale, dopo il terzo anno, sia reso obbligatorio scegliere l’indirizzo sul sostegno. Inoltre per l’accesso al concorso in ruolo, per i docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado, siano innalzati ad almeno 31 i crediti formativi universitari o accademici in pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione, psicologia, metodologia e tecnologie didattiche. Inoltre nel 2° e 3° anno del contratto su posti di sostegno si acquisiscano almeno 90 crediti formativi.

Ed infine il Consiglio FISH insiste affinché venga contrastata ogni forma di precariato sul sostegno. Esso infatti pregiudica il diritto alla continuità didattica ed incide negativamente sulla valorizzazione dell’esperienza professionale dei docenti.

Massima vigilanza, quindi, da parte di FISH ma anche disponibilità al confronto costruttivo con il Ministero. Il tema dell’inclusione scolastica è – da sempre – centrale nell’azione della Federazione.

Master Consulenti per il miglioramento scolastico

IUL, al via il Master per formare consulenti per il miglioramento scolastico

Si aprono le iscrizioni al Master di I livello in “Profilo e funzioni del consulente per il miglioramento scolastico”, organizzato dall’Ateneo telematico IUL. Il corso, giunto alla seconda edizione, è stato progettato per costruire la professionalità del consulente per il miglioramento scolastico a supporto della predisposizione e dell’attuazione dei Piani di Miglioramento delle scuole, secondo quanto previsto dal DPR 80/13. Il Master è rivolto a insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, a Dirigenti Scolastici e ad altre figure interessate ad acquisire delle competenze e un titolo per svolgere nelle scuole attività di consulenza e supporto ai processi di miglioramento. Requisito di accesso è il possesso di un Diploma di Laurea triennale o di un titolo equipollente.

«Questo corso – dichiara Massimo Faggioli, Direttore del Master – ha l’obiettivo di formare una figura professionale specifica e molto richiesta dalle scuole, il consulente per il miglioramento scolastico, che abbia le competenze adeguate per accompagnare le istituzioni scolastiche nella realizzazione di un percorso di miglioramento. L’approccio proposto è molto concreto, perché si basa sui risultati delle sperimentazioni condotte dall’Indire nell’ambito dei progetti nazionali PQM, VSQ e VALeS e tiene conto sia dei risultati di apprendimento degli alunni sia dell’innovazione didattica e organizzativa attuata dalle scuole».

Secondo quanto previsto dal nuovo Sistema Nazionale di Valutazione, la dimensione del miglioramento si colloca al termine della fase di autovalutazione. Il consulente che opera a supporto del Piano di Miglioramento della scuola deve saper mettere in relazione queste due fasi, attraverso le competenze acquisite nell’analisi degli indicatori e dei risultati delle prove valutative degli alunni, tenendo conto del quadro normativo, dell’autonomia scolastica e della recente legge sulla “Buona Scuola”.

Il Master, interamente fruibile online, ha la durata di un anno accademico e prevede il rilascio di 60 CFU (crediti formativi universitari), corrispondenti a 1500 ore. Le iscrizioni sono aperte fino al 21 aprile 2017. Le attività inizieranno nel mese di maggio. Il percorso formativo si conclude con un esame finale in presenza. Sono previsti sconti ed esoneri per i consulenti per il miglioramento formati da INDIRE per la fase relativa all’accompagnamento alle scuole del Progetto VALeS.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria: segreteria@iuline.it; tel. 0552380568.

PREMI “ROMEI” E “ASS. LEVI-MONTALCINI”

L’8° EDIZIONE DI “NOTE DI MERITO” CON L’ASSEGNAZIONE DEI PREMI “ROMEI” E “ASS. LEVI-MONTALCINI”

Lunedì 20 marzo 2017, alle ore 16, presso l’Auditorium del Goethe Institut, via Savoia 15 a Roma, nell’ambito della manifestazione “Note di merito, a chi merita di essere notato” – giunta quest’anno alla sua ottava edizione – verranno assegnati il “Premio Romei” e il “Premio Associazione Levi-Montalcini”.

La manifestazione è organizzata dall’ANP Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola in collaborazione con l’Associazione Levi-Montalcini, il Goethe Institut e l’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio.

All’incontro, che verrà aperto dal discorso del Presidente Nazionale dell’ANP, GIORGIO REMBADO, sarà presente PIERA LEVI-MONTALCINI, presidente dell’Associazione Levi-Montalcini e nipote del Premio Nobel, Rita.

Inoltre parteciperanno anche i giovani giornalisti della redazione del giornale online “Etutorweb”(www.etutorweb.it), il periodico realizzato da un gruppo di studenti dai 12 ai 19 anni, nato sotto l’egida dell’ANP.

Per il Premio Romei, i riconoscimenti andranno a insegnanti e dirigenti scolastici che si sono distinti nell’ambito della formazione, a scrittori e giornalisti attenti alle problematiche della scuola, e a personalità del mondo della cultura e della ricerca universitaria.

Il Premio “Associazione Levi-Montalcini” verrà assegnato a docenti e istituzioni che si sono distinti per la diffusione della cultura scientifica nella scuola tra cui: TIZIANA CATARCI (Prorettore per le infrastrutture e le tecnologie dell’Università La Sapienza) e MONICA TALEVI dell’ESA (European Space Agency).

Infine, saranno assegnate borse di studio a studenti che hanno conseguito brillanti risultati a conclusione dei diversi percorsi di studio, dalla primaria all’università.

Il professore da un milione di dollari che forma gli imprenditori di domani

da La Stampa

Il professore da un milione di dollari che forma gli imprenditori di domani

Bergamo, Armando Persico è l’unico italiano tra i finalisti del Global Teacher Prize. I suoi ragazzi creano startup e depositano brevetti: “Il segreto è trasmettere passione”
sara ricotta voza

san paolo d’argon (BG)

Il prof da un milione di dollari insegna in mezzo alla campagna. Non quella di un campus inglese o americano, ma della Bergamasca. San Paolo d’Argon, all’ombra di un campanile che rintocca ogni mezz’ora, fra i chiostri di un’ex abbazia benedettina. Qui l’ora et labora si è trasformato nel moderno «studia e lavora» della scuola chiamata «la fabbrica degli imprenditori» o di cui si dice «vai lì che trovi lavoro». Lo dicono perché l’88% dei suoi studenti ha un contratto alla fine del percorso.

Siamo venuti a vederla questa scuola delle meraviglie, si chiama it’s Experience ed è una Fondazione Its (Istituto Tecnico Superiore), una di quelle nuove creature del sistema dell’Istruzione nate con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2008 e frutto di una collaborazione fra pubblico (Provincia, Camera di Commercio) e privato (aziende del territorio). Biennale o triennale, post diploma, per chi vuole perfezionare una formazione tecnica o professionale trovando un’alternativa all’università.

Qui insegna Armando Persico, l’italiano finito tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize, il superpremio – un milione di dollari, appunto – che ogni anno va a un insegnante eccezionale. Lo ha istituito un miliardario filantropo indiano, Sunny Varkey, figlio di due emigrati che andarono a Dubai per insegnare inglese agli arabi; lui ha creato un impero sulla formazione ed è convinto che gli sforzi dei docenti vadano riconosciuti perché il loro impatto non è solo sugli studenti ma sulle comunità intorno a loro. Così una commissione ha analizzato i profili di oltre 20mila docenti provenienti da tutto il mondo, alla fine ne ha scelti 50 e il prof Persico è fra questi. A «pesare» sono i tanti premi ricevuti a livello europeo dai suoi allievi e il fatto che il 20% di loro gestisca imprese che hanno creato brevetti vari e 800 posti di lavoro.

In questi giorni il prof è a Dubai perché il vincitore verrà annunciato domenica, ma lui con i suoi studenti sa rendersi presente con mail e whatsapp e anche a noi risponde alle domande sull’«eccezionalità» del suo metodo e in particolare alla curiosità più morbosa che suscita la sua storia, specie in Italia: e cioè perché uno che faceva il commercialista abbia abbandonato studio & parcella per cattedra & stipendio da insegnante. «Perché la scoperta di me stesso come uomo che ha domande profonde sulla vita è stata molto più importante del denaro» risponde a stretto giro da Dubai.

Quanto alle performance poco brillanti degli studenti italiani in generale e al ruolo degli insegnanti lui, con positività, ne ha per tutti: «noi docenti per primi dobbiamo trasmettere noi stessi, la nostra passione per quello che facciamo; i genitori dovrebbero avere stima del lavoro dei docenti dei figli e trasmetterla ai ragazzi; se trovano in tutti noi persone autorevoli, non autoritarie né lassiste, i nostri ragazzi potranno scalare le vette delle classifiche».

E i «suoi» ragazzi sono qui, nel silenzio della campagna e dei chiostri, in aule ben fornite di tecnologia e laboratori attrezzati, a confermare quel che dice. «Lui ci insegna “autoimprenditorialità”» racconta Giada Ottaviano, del corso di store management «Ci sprona a sviluppare idee, a non fermarci mai, ci dice “ogni idea che avete non buttatela, anche alla vostra età potete farci qualcosa; e se avete bisogno chiedete, io vi supporterò sempre».

Sara Gritti lo ha sperimentato: «Venivo da Scienze umane, quindi arrivata qui avevo lacune enormi di economia; lui mi ha fatto recuperare tutto e ora lavoro a un progetto di startup di un punto vendita di prodotti che vengono da un’altra startup che coltiva frutti tropicali sui colli bergamaschi». Stefano Piacentini, invece, è approdato qui per una delusione: «Non d’amore ma brutta uguale; ho fatto l’aeronautico e non ho passato i test accademici, troppo magro». Invece di «gonfiarsi» ha deciso di cambiare strada e entrare nell’azienda familiare, ma preparandosi al passaggio qui. Anche lui ha trovato il prof. Persico sulla sua strada: «Non ha peli sulla lingua, se deve farti i complimenti ti manda e-mail lunghissime, ma se secondo lui hai sottovalutato un lavoro, viene anche a tirarti fuori dall’aula…».

Alla fine della visita, però, si intuisce che il successo di questa scuola (+50% di iscritti ogni anno) non è solo dovuta al professore-star. «Diciamo che da noi ha trovato un terreno fertile» sorride il direttore Stefano Casalboni, «Allievi a cui era stato pronosticata poca attitudine allo studio, per noi sono talenti; il nostro primo compito, al di là delle tante cose che facciamo per rispondere alle esigenze delle imprese, è riconsegnare ai ragazzi la voglia di intraprendere, di rischiare, sia da dipendenti sia da imprenditori; perché non sia il divano l’orizzonte unico delle loro giornate».

Permessi 104, fruizione ad ore ma il giorno della settimana va cambiato

da La Tecnica della Scuola

Permessi 104, fruizione ad ore ma il giorno della settimana va cambiato

L’Aran chiarisce che è corretta la fruizione “oraria” dei tre giorni di permesso mensile previsti dalla Legge 104 del 1992: quindi, o si prendono tre giorni o 18 ore.

Il chiarimento è contenuto in un vademecum per risolvere i dubbi sollevati dalle amministrazioni pubbliche in fatto di permessi retribuiti.

L’Agenzia che si occupa di pubblico ha inserito questo e altri “orientamenti”, derivanti dall’applicazione della normativa adottata per anni, in una “raccolta sistematica” ora pubblicata sul suo sito internet.

Si va dai permessi familiari a quelli per motivi di studio, passando, appunto, per la Legge 104 del 1992 sulla tutela dei disabili e di chi li assiste.

Sulla possibilità che questi permessi, si possono fruire anche per frazioni d’ora, l’Aran ha dato il suo assenso, ma non ritiene “che la predetta norma possa essere interpretata nel senso che il dipendente abbia facoltà di fruire dei permessi di cui alla legge 104 del 1992 anche per frazioni di ora“.

Inoltre, per i diversi comparti si riporta quel che prevede il contratto di lavoro di riferimento, che specifica come la fruizione dei permessi della 104 non riduca le ferie.

Ci sono delle specificità a seconda del settore e delle indicazioni, per esempio il contratto della scuola dà un’indicazione sulla ‘tempistica’: “essi devono essere possibilmente fruiti dai docenti in giornate non ricorrenti“.

Anche l’Aran, quindi, dice che non si può sistematicamente decidere di fruire dei giorni di permesso legati alla Legge 104/92, ad esempio, di venerdì o lunedì (in modo strategico per “allungare” il week end, come confermano le statistiche).

Quanto alla domanda, che tra l’altro arriva anche dalle amministrazioni ministeriali, sulla possibilità di oltrepassare il tetto delle 18 ore mensili, l’Aran replica che la soglia, nel caso si decida di fruire a ore del permesso, non è da ritenersi superabile.

Se invece il dipendente sceglie di utilizzare il permesso a giorni allora si fa riferimento all’intera giornata lavorativa a prescindere dalla sua articolazione oraria, quindi “nel caso di giornata ‘lunga’, l’assenza corrisponde sempre ad un giorno e pertanto, per il restante periodo mensile il dipendente potrà fruire degli ulteriori due giorni di permesso”.

L’Agenzia scende ancora più nel dettaglio, chiarendo che “per ogni periodo di 6 ore di permesso si debba computare la corrispondente riduzione di una giornata di permesso e che quindi coerentemente solo un residuo di ore non inferiore a sei può comportare la fruizione di un intero giorno di permesso (che potrà essere fruito, però, anche in una giornata di 9 ore destinata al rientro pomeridiano)”.