IMMISCHIATI

IL CARDINALE BAGNASCO: IMMISCHIATI E’ DIVENTATO REALTA’ DI PARTECIPAZIONE ALLA VITA DELLA SCUOLA PER GENITORI E DOCENTI

Nella prolusione di apertura della sessione primaverile del Consiglio episcopale
permanente della CEI, il Cardinale Angelo Bagnasco ha messo l’accento su
famiglia, lavoro, giovani e fine vita.  Importante il riferimento ad
IMMISCHIATI, il progetto del Forum della Famiglie di cui fa parte AGeSC,
Associazione Genitori Scuole Cattoliche. Il presidente della CEI ha invitato
genitori e docenti a seguire “la prospettiva tracciata da IMMISCHIATI. Docenti e
genitori non possono stare a guardare e limitarsi alla lamentela”. Particolare
soddisfazione ha espresso Maria Grazia Colombo, past president AGeSC e vice
presidente del Forum, delegata per la Scuola e coordinatrice di IMMISCHIATI,
presente al Consiglio permanente della CEI:  “Sono molto contenta della
citazione che il cardinale Bagnasco ha fatto nella sua prolusione sul progetto
IMMISCHIATI, FAMIGLIE PROTAGONISTE NELLE SCUOLE. Conferma che l’intuizione è
centrata e la proposta adeguata. Due i punti accolti che sostengono la proposta:
scuola come opportunità di stima educativa tra genitori, docenti e dirigenti e
risveglio di una coscienza educativa dei genitori stessi. Come dice Bagnasco non
è più il tempo dei lamenti.  Molti i volti incontrati, docenti a volte timorosi
e dirigenti aperti e disponibili. Il lavoro continua, la rete si allarga dal
nord al sud del Paese. Immischiati non è più solo un progetto ma una realtà.”

Non decolla l’alternanza scuola-lavoro

Non decolla l’alternanza scuola-lavoro,
numerose le denunce di sfruttamento

Studenti utilizzati come manovalanza gratuita tra pulizie e telefonia

Studenti che finiscono in agenzie immobiliari a fare i telefonisti. Altri a cui tocca pulire i tavoli o i bagni nei ristoranti. Altri ancora che fanno fotocopie, volantinaggi o catalogano archivi e biblioteche. E’ l’alternanza scuola-lavoro “all’italiana”. Ovvero come vanificare un’ottima occasione – almeno sulla carta – di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro attraverso lo sfruttamento di molti studenti come manovalanza gratuita.
E’ quanto denuncia l’Unsic, sindacato autonomo con oltre 1.500 Caf sparsi sul territorio nazionale, che ha raccolto le lamentele di una ventina di utenti.
“L’obbligo dell’alternanza scuola-lavoro nelle scuole superiori, previsto dalla ‘Buona Scuola’, ha fatto esplodere un fenomeno un tempo riservato a limitate esperienze nell’istruzione tecnica e professionale – spiega Domenico Mamone, presidente nazionale del sindacato. “La conferma viene dagli stessi numeri ministeriali, secondo cui lo scorso anno hanno partecipato alle attività ben 652.641 studenti rispetto ai 273mila dell’anno precedente. Nonostante ciò e gli aggiustamenti in corso d’opera, il bilancio dell’esperienza non è esaltante a causa principalmente di tre fattori: la difficoltà, da parte del corpo docente, di collocare anche 500 studenti nelle aziende della zona, spesso refrattarie ad accogliere studenti, a cui si aggiungono gli immancabili nodi burocratici e i costi, ad esempio per le assicurazioni, spesso a carico degli studenti”.
Per legge sono 200 le ore minime da effettuare nell’ultimo triennio dei licei e 400 nell’ultimo triennio dei tecnici.
“Purtroppo nel nostro Paese, con la scomparsa dell’avviamento professionale e un apprendistato che non decolla, anche per un pregiudizio ideologico è stato tardivo il riconoscimento dell’importanza di un moderno collegamento tra la scuola e il mercato del lavoro, salvo alcune meritorie iniziative nel Nord Italia – continua Mamone. “Eppure la formazione non è semplice addestramento al lavoro, ma è costruzione di una persona. Offrire queste esperienze negative a giovani di 16-17 anni significa determinare un effetto-boomerang nel loro percorso di qualificazione”.

XXII Giornata della memoria e dell’impegno

XXII Giornata della memoria e dell’impegno
in ricordo delle vittime delle mafie

Fedeli: “È con l’istruzione e l’educazione
che vinceremo la battaglia contro la criminalità organizzata”

“Promuovere la conoscenza, insegnare a individuare il male, educare ad agire nel rispetto delle regole, del lecito e del giusto. Eliminare disparità, riconoscere diritti, garantire pari opportunità e condizioni di vita decorose: sono questi i compiti della scuola, una scuola che è presidio di legalità, è spazio del sapere che scardina le paure in cui si annidano e trovano terreno fertile i poteri criminali. È dal nostro sistema di istruzione e formazione che dobbiamo partire per togliere terreno sotto ai piedi alla mafia. Ho fiducia nelle nuove generazioni, so che sono in grado di costruire una società libera, unita, di solidarietà e uguaglianza. Ogni giorno, con il nostro e con il loro impegno quotidiano. È con l’istruzione e l’educazione che vinceremo la battaglia contro la criminalità organizzata”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli in occasione della XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

“È indispensabile – continua Fedeli – ricordare oggi chi ha lottato contro i poteri mafiosi, mettendo a repentaglio e perdendo la propria vita. È fondamentale affinché le nuove generazioni siano consapevoli e conoscano un patrimonio di conquiste e di valori del quale sono eredi. Ma facciamo delle vittime della mafia testimoni, non eroi. Non erano persone speciali, investite di poteri straordinari. Pensarla così è solo un modo per deresponsabilizzarci. Erano donne e uomini come noi che, mossi da un profondo senso di giustizia e di amore per il bene comune, hanno lavorato giorno dopo giorno per eliminare atteggiamenti criminali, illegali e illeciti. Tutte e tutti noi siamo chiamati a fare altrettanto nella vita di tutti i giorni. Siamo chiamati ad impegnarci per debellare qualsiasi tipo di sopruso e di discriminazione. Perché la mafia non è solo quella che sventra le autostrade e uccide per strada: c’è ancora tanto da fare, come dimostrano le cronache degli attacchi a Don Luigi Ciotti degli ultimi giorni”.

“La scuola è in prima linea, per natura e scopi connaturati, in questa battaglia. Da tempo, come Ministero stiamo lavorando in sinergia con associazioni, enti, territori per promuovere sempre più a fondo una cultura della legalità e del rispetto. Non solo con investimenti su azioni ordinarie del sistema scolastico, ma anche con attività collaterali che impegnino le nostre studentesse e i nostri studenti in un percorso di crescita sana e libera. Sono certa che le nuove generazioni sapranno dare gambe ai sacrifici di quelle donne e di quegli uomini che hanno amato il nostro Paese sopra ogni cosa”, conclude la Ministra.

LE ASTUZIE E LE INGEGNOSITA’ DELLE OO.SS. FIRMATARIE

LE  ASTUZIE  E  LE  INGEGNOSITA’  DELLE  OO.SS.  FIRMATARIE

Gentili Colleghi, avrete sicuramente notato che nel periodo antecedente lo sciopero proclamato dalla Feder.ATA per il 17 Marzo 2017 insieme ai Cobas Unicobas USB Comitati vari (genitori-alunni) e Anief, i sindacati Confederali si sono molto impegnati con scaltrezza e furbizia  per ostacolare e intralciare  la buona riuscita della nostra energica e ferma iniziativa di protesta, dovuta alla drammatica situazione di abbandono subita dal personale ATA.  Con ingegnosità, pur di riuscire a distogliere l’attenzione dei colleghi da un evento così importante e di sacrificio economico come lo è uno sciopero, hanno organizzato delle Assemblee sindacali proprio per la mattinata del 17 Marzo scorso, giorno delle manifestazioni di protesta in molte città italiane, ma  come al solito, tra in vari punti all’o.g.d. nella stragrande maggioranza dei casi, nessun argomento è stato dedicato al personale ATA.  Nonostante il loro potere economico e politico, ostacolano il buon lavoro e sacrificio gratuito di Feder.ATA.  Dopo due lunghi anni , dopo un lungo letargo e silenzio, incontreranno il Ministro Fedeli per discutere ciò che ripetutamente Feder.ATA ha rivendicato nelle nostre richieste d’incontro dopo lo sciopero del 18 marzo 2016 (mai accettate dal governo Renzi e dall’attuale clone Governo Gentiloni) e rivendicate nello sciopero del 17 marzo 2017; occorreva la nascita di Feder.ATA per far emergere le vere problematiche del personale Amministrativo Tecnico Ausiliario della scuola, pertanto rivendicheremo alle Istituzioni il diritto ad un confronto tecnico e diretto.   Confidiamo  nel cambiamento delle menti degli ATA, ormai nessuno di noi crede più alle chiacchiere e alle promesse mai mantenute da chi si vanta di difendere i nostri diritti da oltre mezzo secolo di storia sindacale.   I risultati sono sotto gli occhi di tutti:  IL  PERSONALE  ATA  STA  SCOMPARENDO  DALLE  NOSTRE SCUOLE,  E  CHI  RESTA  STA  SCOPPIANDO  DI  LAVORO !  E’ ora di farla finita con queste messinscene ingannevoli, abbiamo bisogno di risposte concrete dalle Istituzioni e non dalle OO.SS. firmatarie di contratto, non vogliamo più belle parole e false promesse per gli ATA.

Giornata mondiale della sindrome di Down

Fedeli: “Inclusione è dovere e strumento di arricchimento reciproco”

“L’inclusione non è solo un dovere, ma uno straordinario strumento di crescita: una società matura, equilibrata, civile ha bisogno di tutte e tutti e sa fare della diversità una ricchezza. Questa Giornata deve ricordarci che l’integrazione e la reale partecipazione delle persone colpite da questa sindrome sono obiettivi che dobbiamo perseguire ogni giorno, con decisione e costanza. È dalla scuola che dobbiamo partire, perché dalla scuola possiamo ottenere risultati importanti per raggiungere una piena inclusione e pari opportunità. Per tutte e per tutti”.
Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli in occasione della Giornata mondiale della sindrome di Down, il World Down Syndrome Day (#WDSD17), che si celebra oggi.

PROPOSTE EMENDATIVE ALLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE MODIFICHE E INTEGRAZIONI AL TESTO UNICO DEL PUBBLICO IMPIEGO

PROPOSTE EMENDATIVE ALLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE MODIFICHE E INTEGRAZIONI AL TESTO UNICO DEL PUBBLICO IMPIEGO,

DI CUI AL DECRETO LEGISLATIVO 30 MARZO 2001, N. 165, ASSUNTO IN VIA PRELIMINARE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL 23 FEBBRAIO 2017

 

I

Dopo il comma 1-bis dell’art. 17 aggiungere il seguente comma 2:

Sono fatte salve le speciali disposizioni di legge relative ai dirigenti preposti, quali organi di vertice, alla conduzione di istituti e scuole di ogni ordine e grado e alle istituzioni educative, di cui all’art. 1, comma 2. L’articolo 25 è abrogato.

Motivazione

In coerenza con i principi di riordino, razionalizzazione e semplificazione delle disposizioni del Testo Unico, si rende necessario de-specificare una dirigenza – quella delle istituzioni scolastiche e delle istituzioni educative – dopo che le generali integrazioni apportate dal D. Lgs. 150/09 e quelle particolari recate dalla legge 107/15, sulla c.d. Buona scuola, ne hanno accentuato il suo profilo organizzatorio-gestionale e reso ancor più implausibile la sua, presunta, atipicità, per contro riscontrabile nelle dirigenze professionali, come le dirigenze tecniche e la stessa dirigenza medica (peraltro normata da una speciale fonte esterna al D. Lgs. 165/01, quale il D. Lgs. 29/99), prive di compiti di gestione delle risorse umane e finanziarie, se non in misura marginale ed eventuale.

Del resto, la specificità delle funzioni è menzionata in un fugace passaggio dell’art. 25 del D. Lgs. 165/01( rubricato Dirigenti delle istituzioni scolastiche), dovendosene tener conto solo ed esclusivamente, e in concorso con gli altri comuni parametri dell’antecedente art. 21, agli effetti della valutazione dei risultati, come per tutta la dirigenza pubblica.

A ben vedere, la specificità è un pleonasmo, significando, alla fin fine, che la funzione dirigenziale nelle istituzioni scolastiche incrocia la presenza di soggetti che operano con larga discrezionalità tecnico-professionale (il che caratterizza non soltanto la scuola, ma anche altre amministrazioni pubbliche che erogano servizi alla persona) e l’esistenza di organi collegiali deliberanti (e i cui poteri devono necessariamente essere fatti salvi, sino a quando il Legislatore non riterrà di doverli riconfigurare per renderli maggiormente compatibili con il sopravvenuto assetto autonomistico delle istituzioni scolastiche). Dunque, trattasi di una dirigenza più complessa, ma sempre di una dirigenza integrante i connotati organizzatori e gestionali della comune dirigenza pubblica. Sicché – secondo una perspicua dottrina (C. MARZUOLI, Commento agli artt. 25 bis, 25 ter, e 28 bis del D. Lgs. 29/93, in Le nuove leggi civili commentate, 5-6, Padova, 1999, pp. 1202-1203) – non sempre il modo più appropriato per affrontare gli elementi di specialità è quello di assecondarne le manifestazioni e gli effetti, nel mentre si dovrebbe tendere in direzione opposta, sia per una ragione di tecnica del diritto (il diritto è un sistema, le specialità tendono a comprometterne l’unità e la comprensibilità: perciò vanno contenute entro l’indispensabile), sia perché è la stessa Costituzione che, se pur promuove le libertà e le autonomie, non sembra poter sopportare forme di ordinamenti pubblici troppo speciali.

E alla luce della proposta salvezza di speciali disposizioni di legge, ben si può espungere l’intero articolo 25, siccome tecnicamente superfluo, non imposto da nessuna esigenza di sistema, sortendo anzi il solo effetto di intorbidarne la coerenza e l’armonia.

 

II

Dopo il comma 1 dell’art. 42 aggiungere il seguente comma 1-bis:

All’atto della loro certificazione in conseguenza del possesso dei parametri di cui al successivo art. 43, comma 1, le pubbliche amministrazioni inseriscono le nuove organizzazioni sindacali a pieno titolo nel sistema delle relazioni sindacali.

Motivazione

La proposta emendativa è volta – sempre nell’ottica della razionalizzazione e semplificazione delle disposizioni del Testo Unico – al superamento dell’attuale dispositivo di legge e delle defatiganti connesse procedure amministrative, che producono un ragguardevole iato temporale tra la decorrenza del termine a partire dal quale è certificata la raggiunta rappresentatività di nuove associazioni sindacali e quello in cui queste possono in concreto esercitare le loro prerogative pleno iure, vieppiù in presenza di una reiterata moratoria contrattuale – che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 178/15, ha dichiarato affetta da illegittimità sopravvenuta a far data dal 30 luglio 2015 – e, ciò nonostante, della permanenza delle lungaggini per l’obbligato rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

 

III

Al c. 1 dell’art. 43 del testo in vigore, prima dell’ultimo capoverso, aggiungere il seguente periodo:

 

“Per ogni dipendente va conteggiata una sola delega. Il lavoratore che rilascia più deleghe deve indicare quella da conteggiare ai fini della rappresentatività”

 

Motivazione:

Il fenomeno molto diffuso della sottoscrizione di più deleghe da parte dello stesso lavoratore falsa i dati della rappresentatività.

E’ illegittimo che per lo stesso lavoratore vengano conteggiate più deleghe, come è illegittimo e impensabile che lo stesso cittadino possa votare per due o più partiti nella stessa tornata elettorale!

Il Legislatore ha il dovere di porre fine a questo inqualificabile e consolidato fenomeno che

IV

Dopo il comma 5 dell’art. 43 aggiungere il seguente comma 5-bis:

Hanno comunque titolo a partecipare alla contrattazione integrativa le organizzazioni sindacali dalla data della loro certificazione, di cui al comma 1.

 

Motivazione

La modifica si rende necessaria perché i contratti collettivi nazionali di lavoro (in particolare, si vedano art. 7 del CCNL Scuola e art. 7 del CCNL della V area della dirigenza scolastica) delimitano la partecipazione alla contrattazione integrativa alle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL. Trattasi di un’imposizione da rimuovere in radice ex lege, perché di dubbia costituzionalità per lesione della libertà sindacale di cui all’art. 39 della Carta fondamentale, in quanto costringe i sindacati, dopo aver partecipato alle trattative, a sottoscrivere comunque un contratto nazionale non condiviso per non precludersi la presenza nei vari tavoli territoriali, non solo con riguardo agli istituti della contrattazione in senso stretto, bensì – in forza di un’opinabile interpretazione estensiva dell’Amministrazione – all’intero sistema delle relazioni sindacali.

 

V

Al c. 6 dell’art. 43 aggiungere il seguente periodo:

 

“La quota parte delle prerogative – rappresentatività, permessi, aspettative e distacchi sindacali – delle organizzazioni sindacali attribuite alle confederazioni, in caso di cambio di confederazione, vanno assegnate alla nuova confederazione”

 

Motivazione.

Il radicato e vigente sistema in base al quale la rappresentatività e la percentuale delle prerogative delle OO.SS. è assegnate alle confederazioni rimane alle stesse anche in caso revoca dell’adesione, è illegittimo, irrazionale, illogico e ricattatorio. La rappresentatività e le prerogative di una O.S. appartengono alla stessa che ha il diritto di vederle assegnate alla confederazione alla quale aderisce.

Nell’attuale sistema:

– un’ O.S. è pressoché costretta a permanere in una confederazione e questa è “riduzione in schiavitù!;

– è costretta a lasciare le proprie prerogative e rappresentatività ala confederazione anche in caso di espulsione dalla stessa;

– rischia di vedere respinta la propria richiesta di adesione ad una nuova confederazione …non portando niente in eredità!

Un Legislatore attento, corretto e imparziale non può tollerare un simile fenomeno che danneggia le OO.SS. in favore delle Confederazioni.

 

VI

Al c. 9-quinquies dell’art. 55-bis del testo proposto dal Governo eliminare le parole:

“per dieci giorni”

 

Motivazione

La competenza per tutte le sanzioni disciplinari inferiori al licenziamento, che resta nelle prerogative dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari, deve essere di competenza del dirigente scolastico.

E’ qui ancor più difficile rinvenire una minima coerenze tra i menzionati principi di razionalità e di semplificazione, per assicurare una migliore funzionalità alle amministrazioni pubbliche, e il depotenziamento delle prerogative del dirigente, privato di un fondamentale strumento di gestione, per l’appunto la già di per sé dissuasiva leva disciplinare.

Risulta confermato il pregiudizio presente già nella prima bozza di quello che poi sarebbe diventato il decreto legislativo 116/16: che i dirigenti responsabili della struttura sarebbero restii a comminare sanzioni disciplinari per paura – per il vero del tutto inconferente – di esporre la propria persona a conseguenze risarcitorie, se vittoriosamente impugnate dal ricorrente incolpato, o addirittura – sempre per una sorta di automatismo – penali.

Ma è poi tutto da dimostrare che organi estranei e lontani dai luoghi di lavoro vogliano o siano effettivamente in grado di sanzionare adeguatamente quei tanti misfatti che quivi si consumerebbero, allorquando è agevole prevedere che i predetti uffici saranno inflazionati dalla pletora di pratiche su di essi riversate.

Non va dimenticato che il personale della scuola ammonta a oltre un milione di dipendenti. Pensare che circa 20 uffici per il contenzioso, uno per ogni USR, possano gestire tutti i procedimenti disciplinari, è pura utopia. Da una parte il Legislatore inasprisce le sanzioni aumentando il numero degli illeciti, dall’altra prevede sistemi che, di fatto, rendono inapplicabili i procedimenti.

Da qui la proposta attribuzione al dirigente della struttura della competenza diretta di tutte le sanzioni disciplinari non comportanti il licenziamento, con salvezza delle garanzie di legge per il soggetto inciso. Va da se che bisognerà rivedere e uniformare, allorquando si porrà mano alla revisione del T.U. del 1994, ormai obsoleto, le sanzioni irrogabili a tutto il personale della scuola, riducendole a non più di 4: avvertimento o rimprovero scritto, censura, sospensione fino ad un mese, licenziamento con e senza preavviso. Le prime tre irrogabili dal dirigente scolastico, l’ultima dal D.G. dell’U.S.R. previa istruttoria dell’ufficio per il contenzioso.

 

VII

Vanno abrogati gli articoli incompatibili con gli emendamenti e le modifiche proposte.

 

Il Segretario Generale
(Antonio Fratta)

Circolare Ministeriale 21 marzo 2017, n. 4

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

 

Ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali

LORO SEDI

Ai Presidenti delle Regioni

LORO SEDI

Ai Presidenti delle Province

LORO SEDI

Ai Sindaci dei Comuni

LORO SEDI

Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle d’Aosta

AOSTA

Al Sovrintendente Scolastico per la scuola in lingua italiana

BOLZANO

All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca

BOLZANO

All’Intendente Scolastico per la scuola delle località ladine

BOLZANO

Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia

TRENTO

Agli Uffici Territoriali degli UU.SS.RR.

LORO SEDI

Ai Dirigenti Scolastici dei CPIA

LORO SEDI

Ai Dirigenti Scolastici delle istituzioni scolastiche

sedi dei percorsi di istruzione degli adulti di secondo livello

LORO SEDI

 

e p.c.   Al Gabinetto del Ministro

SEDE

All’Ufficio Legislativo

SEDE

Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione

SEDE

Al Capo del Dipartimento per la Programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali

SEDE

Al Coordinamento tecnico della IX Commissione della Conferenza delle Regioni

Via Parigi

ROMA

All’Ufficio Stampa

SEDE

 

Oggetto: Iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti a.s. 2017/2018.

Si fa rifermento alla circolare n. 10 del 15 novembre 2016 con la quale si rinvia a una successiva nota della scrivente Direzione generale, nella quale saranno fornite dettagliate istruzioni, anche con riferimento ai termini.

 

Come noto, a partire dal 1 settembre 2015 tutti i Centri territoriali per l’educazione degli adulti e i corsi serali per il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria di secondo grado di cui al previgente ordinamento sono stati riorganizzati secondo i nuovi assetti delineati dal DPR 263/12 e specificati dal DI 12 marzo 2015 ed i relativi percorsi sono stati riordinati nei seguenti percorsi: percorsi di istruzione di primo livello; percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana e percorsi di secondo livello.

 

I percorsi di istruzione di primo livello e i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana sono realizzati dalle sedi dell’unità amministrativa dei CPIA vale a dire dalla sede centrale e dai punti di erogazione di primo livello (sedi associate).

 

I percorsi di istruzione di secondo livello sono realizzati dalle sedi dell’unità didattica dei CPIA, vale a dire dalle istituzioni scolastiche di secondo grado presso le quali funzionano i percorsi di istruzione tecnica, professionale e artistica rimanendo in esse incardinati, a tal fine individuate nei piani di dimensionamento definiti dalle Regioni.

 

Pertanto, gli adulti che intendono iscriversi ai percorsi di istruzione di primo livello e ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana presentano domanda di iscrizione direttamente alle sedi dell’unità amministrativa dei CPIA.

 

Gli adulti, invece, che intendono iscriversi ai percorsi di istruzione di secondo livello presentano domanda direttamente alle sedi dell’unità didattica dei CPIA (punti di erogazione di secondo livello), vale a dire alle istituzioni scolastiche presso le quali sono incardinati i percorsi di secondo livello, le quali provvedono tempestivamente a trasmetterle in copia alla sede centrale del CPIA con il quale le predette istituzioni scolastiche hanno stipulato l’accordo di rete di cui all’art. 5, comma 2, del DPR 263/12.

 

Il termine di scadenza per le iscrizioni ai percorsi di istruzione degli adulti è fissato di norma al 31 maggio 2017 e comunque non oltre il 15 ottobre 2017.

 

L’iscrizione ai percorsi di istruzione costituisce per l’adulto, anche con cittadinanza non italiana,   un importante momento di decisione che ha indubbie ricadute sul personale progetto di vita e di lavoro e rappresenta   una rilevante   occasione di confronto e di interlocuzione con le istituzioni scolastiche, finalizzata ad agevolare e favorire una scelta pienamente rispondente alle esigenze individuali, anche in una prospettiva orientativa.

 

In tale contesto, particolare rilievo assume la predisposizione, da parte delle Commissioni di cui all’art. 5, comma 2 del DPR n.263/2012, di specifici interventi di accoglienza e orientamento necessari alla definizione del Patto formativo individuale.

 

Con l’occasione, si precisa che il Patto formativo individuale va formalizzato, secondo le disposizioni dettate dal DI 12 marzo 2015, entro e non oltre il 15 novembre 2017. Sarà cura degli UUSSRR competenti vigilare sulla corretta formalizzazione del Patto formativo individuale e sul rispetto dei tempi. Al riguardo, si segnala che ad esito delle azioni previste dal piano PAIDEIA, promosso dalla Scrivente d’intesa con gli UU.SS.RR. negli aa.ss. 2014-2015, 2015-2016 e attualmente al terzo anno di realizzazione, sono stati elaborati strumenti utili, tra l’altro, alla definizione del Patto formativo individuale.

 

AI fine, quindi, di garantire agli iscritti tali interventi, le Commissioni predispongono, nell’ambito dei compiti loro assegnati e nel quadro di specifici accordi di rete tra i CPIA e le istituzioni scolastiche di secondo grado presso le quali funzionano i percorsi di secondo livello (istruzione tecnica, professionale e artistica), misure di sistema destinate, altresì, a favorire gli opportuni raccordi tra i percorsi di istruzione realizzati dai CPIA e quelli realizzati dalle suddette istituzioni.

 

Pertanto, assume carattere di evidente priorità, quale atto obbligatorio ed istruttorio per la gestione delle procedure di iscrizione la stipula del citato accordo di rete.

Ciò detto, tenuto conto che tutti i CPIA e le istituzioni scolastiche di secondo grado dove sono incardinati i percorsi di secondo livello hanno già provveduto – entro il 30 settembre 2016 – a stipulare i suddetti accordi di rete, come disposto nella CM 1 dell’ 11 febbraio 2016 richiamata nella nota 12072 del 3 novembre 2016, laddove si rendessero necessarie eventuali integrazioni e modifiche agli accordi medesimi, anche in ragione dei nuovi piani di dimensionamento, tali aggiornamenti dovranno essere formalizzati e trasmessi agli UU.SS.RR. entro il 30 settembre 2017. Sarà cura degli UUSSRR competenti vigilare sulla corretta stesura dei suddetti accordi e sul rispetto dei tempi di formalizzazione e trasmissione. Al riguardo, si segnala che ad esito delle azioni previste dal citato piano PAIDEIA, sono stati elaborati strumenti utili, tra l’altro, alla stesura dei suddetti accordi.

 

L’adulto, all’atto dell’iscrizione, rende all’istituzione scolastica di interesse (sede centrale del CPIA o istituzione scolastica di secondo grado presso la quale funziona il percorso di secondo livello) le informazioni essenziali secondo i moduli allegati.

 

Tali moduli possono essere integrati e adeguati dai CPIA e dalle istituzioni scolastiche di secondo grado al fine di consentire agli interessati di esprimere le proprie scelte in merito alle attività previste dal PTOF.

 

Le domande di iscrizione sono accolte entro il limite massimo dei posti rispettivamente disponibili per i CPIA e per i percorsi di secondo livello   (istruzione   tecnica, professionale   e artistica), limite definito sulla base delle risorse di organico e dei piani di utilizzo degli edifici predisposti dagli Enti locali competenti.

 

A tal riguardo, gli UU.SS.RR., come già rappresentato con nota della Scrivente n. 12072 del 3 novembre 2016, provvedono a favorire – quanto prima e comunque non oltre entro l’avvio delle attività – la definizione formale in raccordo con gli enti locali dei suddetti “piani di utilizzo” degli spazi/edifici specificamente destinati ad ospitare la sede centrale dei CPIA e i punti di erogazione di primo livello (sedi associate), anche in relazione a quanto previsto dall’art. 3 della Legge 23/96 e alle responsabilità derivanti in materia di sicurezza. Con l’occasione, si richiama la nota n. 8041 del 7 settembre 2015 con la quale la Scrivente ha fornito indicazioni in merito.

 

Resta inteso che l’iscrizione ai percorsi di istruzione degli adulti di primo e secondo livello è garantita prioritariamente a coloro che intendono conseguire un titolo di studio di livello superiore a quello già posseduto, ferma restando la possibilità a fronte di motivate necessità di consentire – nei limiti dei posti disponibili – l’iscrizione anche agli adulti già in possesso di un titolo di studio conclusivo dei percorsi del secondo ciclo.

 

Ai percorsi di istruzione, di cui alle successive lettere a), b) e c), possono iscriversi gli adulti­ – vale a dire le persone che hanno raggiunto la maggiore età – che intendono conseguire più elevati livelli di istruzione e migliorare le competenze   di base, di cui al D.M. n.139/2007, nella prospettiva dell’apprendimento permanente.

 

Attesa la specificità dell’utenza, è possibile – in casi eccezionali – accogliere – nei limiti dell’organico assegnato – le richieste di iscrizione ai suddetti percorsi di istruzione pervenute oltre il termine; a tal fine, il collegio dei docenti definisce i criteri generali e le fattispecie che legittimano la deroga.

 

  1. Percorsi di istruzione di primo livello

 

Ai percorsi di istruzione di primo livello possono iscriversi gli adulti, anche con cittadinanza non italiana, sprovvisti delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione, di cui al DM n.139/2007, o che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, utilizzando il modulo A, allegato.

 

Ai percorsi di istruzione di primo livello possono iscriversi anche coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione.

 

In ogni caso, ai sensi dell’art. 2, comma 2 del DPR 263/12, resta ferma la possibilità, a seguito di accordi specifici tra regioni e uffici scolastici regionali, di iscrivere ai percorsi di istruzione di primo livello, nei limiti dell’organico assegnato e – in presenza di particolari e motivate esigenze – anche coloro che hanno compiuto il quindicesimo anno di età. Al riguardo, si precisa che “le particolari e motivate esigenze”, fermo restando l’autonomia delle istituzioni scolastiche e dei CPIA, vanno individuate nel rispetto delle norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione (DM 139/2007 e s.m.i.) e sul diritto-dovere all’istruzione e alla formazione (d.leg.vo 76/05). In merito, si sottolinea la necessità di evitare l’individuazione di preclusive tipologie precostituite (come ad esempio alunni che manifestano difficoltà comportamentali e/o si trovano in condizioni di disagio sociale o di ritardo scolastico, etc…) ed ogni forma di loro applicazione generalizzata, atteso il carattere eccezionale e particolare delle esigenze in parola. Sarà cura degli UU.SS.RR. competenti prestare la massima attenzione al rispetto delle suddette condizioni nella stipula di tali accordi, anche tenuto conto che non è possibile iscriversi contemporaneamente al CPIA e ad altra istituzione scolastica o formativa.

 

Nel caso di soggetti, che hanno compiuto il quindicesimo anno di età, sottoposti a provvedimenti penali da parte dell’Autorità Giudiziaria minorile la possibilità di essere iscritti ai percorsi di istruzione di primo livello è assicurata indipendentemente dalla stipula dei suddetti accordi; analoga possibilità è assicurata anche ai minori stranieri non accompagnati che hanno compiuto il quindicesimo anno di età.

 

I percorsi di istruzione di primo livello sono articolati in due periodi didattici; all’atto dell’iscrizione al percorso di primo livello, l’adulto indica il periodo didattico al quale chiede di essere ammesso; il periodo didattico a cui viene effettivamente ammesso l’adulto è formalizzato nel Patto formativo individuale ad esito della procedura di riconoscimento dei crediti, di cui al paragrafo 5.2 delle Linee Guida, di cui al DI 12 marzo 2015.

 

Si precisa che per l’adulto privo della certificazione conclusiva della scuola primaria sono realizzate attività finalizzate al rinforzo e/o alla messa a livello nell’ambito delle attività di accoglienza e orientamento e conseguentemente l’orario complessivo del percorso di primo livello primo periodo didattico è incrementato fino ad un massimo di ulteriori 200 ore in relazione ai saperi e alle competenze possedute.

 

Inoltre, al fine di incrementare e potenziare le competenze di base connesse all’alfabetizzazione funzionale, si richiama la peculiarità del secondo periodo didattico dei percorsi di primo livello, che – a differenza del primo periodo didattico dei percorsi di secondo livello – è finalizzato specificamente al conseguimento delle suddette competenze, cosi come descritte nelle Linee guida (All. A.2), di cui al DI 12 marzo 2015.

 

Da ultimo, al fine di favorire il conseguimento di una qualifica e/o di un diploma quadriennale professionale da parte di adulti, si richiamano le disposizioni contenute nelle Linee guida (§ 4.1), di cui al DI 12 marzo 2015.

 

  1. b)   Percorsi di secondo livello.

 

Ai percorsi   di istruzione   di secondo   livello   possono   iscriversi gli adulti,   anche con cittadinanza non italiana, che sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, utilizzando il modulo B, allegato.

 

Ai percorsi di istruzione di secondo livello   possono iscriversi anche coloro   che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che, già in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, dimostrano di non poter frequentare il corso diurno.

 

I percorsi di secondo livello (istruzione tecnica, professionale e artistica) sono articolati in tre periodi didattici; all’atto dell’iscrizione al percorso di secondo livello, l’adulto indica il periodo didattico al quale chiede di essere ammesso; il periodo   didattico a cui viene effettivamente ammesso l’adulto è formalizzato nel Patto   formativo individuale ad esito della procedura di riconoscimento dei crediti, di cui al paragrafo 5.2 delle Linee guida, di cui al DI 12 marzo 2015.

 

Fermo restando che in presenza di richieste numericamente sufficienti, i percorsi di secondo livello devono essere attivati a partire dal primo periodo didattico, nel caso di adulti che richiedono l’iscrizione ad un primo periodo didattico di secondo livello – che non risulta però attivo in organico – le istituzioni scolastiche di secondo grado, dove sono incardinati i suddetti percorsi di secondo livello, possono comunque consentire a tali adulti di frequentare le attività di ampliamento dell’offerta formativa predisposte presso le istituzioni medesime, attivando nell’ambito delle misure di sistema di cui all’art. 3, comma 4 del DPR 263/12, specifici interventi utili al proseguimento degli studi nel relativo secondo periodo didattico. Sarà cura degli UU.SS.RR., nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, monitorare i suddetti interventi e darne comunicazione alla Scrivente.

 

Per quanto riguarda invece i percorsi di cui all’art. 4, comma 7 del DPR 263/12 , nel prendere atto che non risulta pervenuto alcun riscontro alla sopra citata nota n. 12072 del 3 novembre 2016, si ribadisce quanto già precisato con la C.M n. 1 dell’11 febbraio 2016 e cioè che l’autorizzazione all’effettivo funzionamento dei percorsi medesimi, sarà disposta dall’U.S.R. competente solo a seguito del Decreto Ministeriale con il quale sono definiti i relativi piani di studio adottato ai sensi dell’art. 11, comma 10 del citato DPR n. 263/2012 e che comunque tali percorsi possono essere attivati solo ed esclusivamente nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa.

 

Pertanto, sarà cura degli UU.SS.RR. fornire elementi utili all’emanazione del suddetto Decreto Ministeriale ed in particolare numero e tipologia dei percorsi ex art. 4, comma 7 del DPR 263/12, per i quali, viste le relative domande di iscrizione e verificate le necessarie condizioni di avvio, gli UU.SS.RR. medesimi intendono disporre la relativa autorizzazione all’effettivo funzionamento.

 

  1. c)   Percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana.

 

Ai percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana possono iscriversi gli adulti con cittadinanza non italiana in età lavorativa, anche in possesso di titoli di studio conseguiti nei Paesi di origine, utilizzando il modulo C, allegato.

 

I percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, articolati in due livelli (A1 e A2), sono finalizzati al conseguimento di un titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue elaborato dal Consiglio d’Europa.

 

Si precisa che per l’adulto con cittadinanza non italiana iscritto al percorso di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, privo delle competenze necessarie per una fruizione efficace del percorso medesimo – ferma restando la possibilità di fruire di tale percorso anche in due anni scolastici – sono realizzate attività finalizzate al rinforzo e/o alla messa a livello nell’ambito delle attività   di accoglienza e orientamento (20 ore); tali attività possono essere, altresì, realizzate nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa, nei limiti comunque dell’organico assegnato.

 

Si fa presente, altresì, che in presenza di necessità evidenziate dal contesto territoriale di riferimento, al fine di valorizzare ed ottimizzare l’offerta formativa ordinaria dei CPIA e favorire una più efficace integrazione linguistica e sociale degli stranieri, i percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana – fermo restando il monte ore complessivo – prevedono specifiche unità di apprendimento della durata complessiva di 10 ore realizzate secondo le Linee guida per la progettazione della sessione di formazione civica e di informazione, di cui all’art. 3 del DPR 179/2011 (cfr. Linee guida, All. C. DI 12 marzo 2015).

 

II titolo rilasciato ad esito dei suddetti percorsi è utile all’assolvimento degli adempimenti previsti   dalle innovazioni in materia   di immigrazione e integrazione   introdotte dalla Legge n. 94/2009.

 

Aule AGORA’

 

Come noto, il DI 12 marzo 2015 dispone che – a fronte di documentate necessità – la fruizione a distanza può prevedere lo svolgimento di attività sincrone (conferenza online video) fra docente presente nelle sedi (associate e/o operative) dei CPIA e gruppi di livello presenti nelle aule a distanza, denominate AGORA’ (Ambiente interattivo per la Gestione dell’Offerta formativa Rivolta agli Adulti) individuate all’uopo nell’ambito di specifici accordi con Università e/o enti locali e/o altri soggetti pubblici e privati; in questo caso la quota oraria di cui all’art. 4, comma 9, lett. c) del Regolamento può essere incrementata, fermo restando che l’identificazione e la presenza dell’adulto nell’AGORA’ siano debitamente registrate secondo le modalità previste dai suddetti accordi. In ogni caso, questa tipologia deve prevedere anche attività in presenza all’inizio del percorso per lo svolgimento delle attività di accoglienza e orientamento e la definizione del patto formativo individuale; durante il percorso, per lo svolgimento di attività di consolidamento e delle verifiche ai fini delle valutazioni periodiche; al termine del percorso, per lo svolgimento delle verifiche ai fini delle valutazioni finali.

 

A tal riguardo, si precisa che, ai fini dell’autorizzazione all’effettiva attivazione delle Aule Agorà, sarà cura degli UU.SS.RR. verificare la congruenza delle “documentate necessità” che ne hanno motivato l’attivazione, il corretto assolvimento della fasi propedeutiche alla programmazione, con particolare riferimento a quelle indicate nelle lettere c) e d), di cui al punto 5.3 del DI 12 marzo 2015, la puntuale definizione delle specifiche tecniche e tecnologiche, la corretta formalizzazione degli accordi tra CPIA Università e/o enti locali e/o altri soggetti pubblici e privati.

 

In ogni caso, atteso il carattere di forte innovazione, e considerato che ad oggi non risulta pervenuta alla Scrivente alcuna comunicazione in merito all’attivazione delle suddette Aule AGORA’, come richiesto con la già citata nota n. 12072 del 3 novembre 2016, si rimette al prudente apprezzamento degli UU.SS.RR. l’opportunità di attivare per l’a.s. 2017/2018 un numero contenuto di aule AGORA’ e comunque non superiore ad un’aula AGORA’ per ciascun CPIA.

 

Pertanto, nei territori nei quali sono state attivate e autorizzate dagli UU.SS.RR. le aule AGORA’, l’adulto, all’atto dell’iscrizione, può indicare se intende frequentare il periodo didattico del percorso di istruzione al quale chiede di iscriversi presso le suddette aule AGORA’.

 

Insegnamento della religione cattolica e attività alternative

La facoltà di avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica viene esercitata dall’adulto, al momento dell’iscrizione, mediante la compilazione dell’apposito modulo D, allegato. La scelta ha valore per l’intero percorso, fatto salvo il diritto di modificare tale scelta per l’anno successivo entro il termine delle iscrizioni esclusivamente su iniziativa degli interessati.

La scelta specifica di attività alternative è operata, all’interno di ciascuna scuola, utilizzando il modulo E, allegato. Si ricorda che tale modulo deve essere compilato, da parte degli interessati, all’inizio dell’anno scolastico, in attuazione della programmazione di inizio d’anno da parte degli organi collegiali, e trova concreta attuazione attraverso le seguenti opzioni possibili:

  • Attività didattiche e formative;
  • Attività di studio e/o di ricerca individuale con assistenza di personale docente;
  • Libera attività di studio e/o di ricerca individuale senza assistenza di personale docente;
  • non frequenza della scuola nelle ore di insegnamento della religione cattolica.

 

Al fine di favorire l’iscrizione degli adulti ai percorsi di istruzione degli adulti, si invitano le SSLL a dare la più ampia informazione sui percorsi attivati nel proprio territorio.

Per quanto non previsto, si fa riferimento alla circolare n. 10 del 15 novembre 2016.

Si ringrazia per la collaborazione.

Il Direttore Generale
Carmela Palumbo



MODULO A

DOMANDA DI ISCRIZIONE AI PERCORSI DI PRIMO LIVELLO

 

Al Dirigente scolastico del_______________________________________________________­___

(Denominazione dell’istituzione scolastica)

 

_l_ sottoscritt_ ___________________________________________________________ 􀄿 M     􀄿 F

(cognome e nome)

 

Codice fiscale _____________________________________________________________________

 

CHIEDE L’ISCRIZIONE

per l’a.s. 2017-18

 

Al percorso di primo livello       􀄿 Primo periodo didattico   􀄿 Secondo periodo didattico

 

ESPRIME LA SEGUENTE PREFERENZA

(subordinata alla disponibilità di organico)

 

􀄿 seconda lingua comunitaria (indicare la lingua comunitaria)

􀄿 inglese potenziato

􀄿 potenziamento dell’insegnamento della lingua italiana (per adulti con cittadinanza non italiana)

 

CHIEDE

(ai fini della stipula del PATTO FORMATIVO INDIVIDUALE)

il riconoscimento dei crediti, riservandosi di allegare la eventuale relativa documentazione

 

In base alle norme sullo snellimento dell’attività amministrativa, consapevole delle responsabilità cui va incontro in caso di dichiarazione non corrispondente al vero,

 

DICHIARA DI

 

– essere nat_ a ____________________________ il ________________________________________

– essere cittadin_     italian_       altro (indicare nazionalità)_____________________________________

– essere residente a _____________________________ (prov. ) ______________________________

Via/piazza ____________________________ n. ______ tel. ________________________________

Cell._____________________________ e-mail___________________________________________

– essere già in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo        􀄿 Si (allegare)                􀄿 No

N.B. I cittadini non appartenenti all’UE devono produrre copia del permesso di soggiorno o della richiesta.

 

Firma di autocertificazione

_____________________________

(Leggi 15/1968, 127/1997, 131/1998; DPR 445/2000)

 

Il sottoscritto, presa visione dell’informativa resa dalla scuola ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n.196/2003, dichiara di essere consapevole che la scuola può utilizzare i dati contenuti nella presente autocertificazione esclusivamente nell’ambito e per i fini istituzionali propri della Pubblica Amministrazione (Decreto legislativo 30.6.2003, n. 196 e Regolamento ministeriale 7.12.2006, n. 305)

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

 

Firma dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale per il minore

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

 

Il sottoscritto dichiara inoltre di avere effettuato la scelta di iscrizione in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli artt. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile che richiedono il consenso di entrambi i genitori.

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

N.B. I dati rilasciati sono utilizzati dalla istituzione scolastica nel rispetto delle norme sulla privacy, di cui al Regolamento definito con Decreto Ministeriale 7 dicembre 2006, n. 305

 


MODULO B

DOMANDA DI ISCRIZIONE AI PERCORSI DI SECONDO LIVELLO

 

Al Dirigente scolastico del_______________________________________________________­___

(Denominazione dell’istituzione scolastica)

 

_l_ sottoscritt_ ___________________________________________________________ 􀄿 M     􀄿 F

(cognome e nome)

Codice fiscale _____________________________________________________________________

CHIEDE L’ISCRIZIONE per l’a.s. 2017-18

 

Al percorso di secondo livello dell’indirizzo di studio     ___________________________________

 

Articolazione__________________________ opzione___________________________________

 

􀄿 Primo periodo didattico   􀄿 Secondo periodo didattico 􀄿 Terzo periodo didattico

CHIEDE

(ai fini della stipula del PATTO FORMATIVO INDIVIDUALE)

il riconoscimento dei crediti, riservandosi di allegare la eventuale relativa documentazione

A tal fine, in base alle norme sullo snellimento dell’attività amministrativa, consapevole delle responsabilità cui va incontro in caso di dichiarazione non corrispondente al vero,

DICHIARA DI

– essere nat_ a ____________________________ il _______________________________________

– essere cittadin_     italian_       altro (indicare nazionalità)_____________________________________

– essere residente a _____________________________ (prov. ) ______________________________

Via/piazza ____________________________ n. ______ tel. ________________________________

Cell._____________________________ e.mail___________________________________________

– essere già in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo

– chiedere il riconoscimento dei crediti , per il quale allega i seguenti documenti:

__________________________________________________________________________________

– non poter frequentare il corso diurno per i seguenti motivi (per i minori di età fra i 16 e i 18 anni)

__________________________________________________________________________________

Firma di autocertificazione

_____________________________

(Leggi 15/1968, 127/1997, 131/1998; DPR 445/2000)

Il sottoscritto, presa visione dell’informativa resa dalla scuola ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n.196/2003, dichiara di essere consapevole che la scuola può utilizzare i dati contenuti nella presente autocertificazione esclusivamente nell’ambito e per i fini istituzionali propri della Pubblica Amministrazione (Decreto legislativo 30.6.2003, n. 196 e Regolamento ministeriale 7.12.2006, n. 305)

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

Firma dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale per il minore

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

Il sottoscritto dichiara inoltre di avere effettuato la scelta di iscrizione in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli artt. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile che richiedono il consenso di entrambi i genitori.

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

N.B. I dati rilasciati sono utilizzati dalla scuola nel rispetto delle norme sulla privacy, di cui al Regolamento definito con Decreto Ministeriale 7 dicembre 2006, n. 305



MODULO C

DOMANDA DI ISCRIZIONE AI PERCORSI DI ALFABETIZZAZIONE E APPRENDIMENTO DELLA LINGUA ITALIANA

 

Al Dirigente scolastico del_______________________________________________________­___

(Denominazione dell’istituzione scolastica)

 

_l_ sottoscritt_ ___________________________________________________________ 􀄿 M     􀄿 F

(cognome e nome)

 

Codice fiscale _____________________________________________________________________

 

CHIEDE L’ISCRIZIONE per l’a.s. 2017-18

 

Al percorso di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana finalizzato al conseguimento di un titolo attestante il raggiungimento di un livello di conoscenza della lingua italiana a livello A2 del Quadro Comune europeo di riferimento per le lingue elaborato dal Consiglio d’Europa.

CHIEDE

(ai fini della stipula del PATTO FORMATIVO INDIVIDUALE)

il riconoscimento dei crediti, riservandosi di allegare la eventuale relativa documentazione

A tal fine, in base alle norme sullo snellimento dell’attività amministrativa, consapevole delle responsabilità cui va incontro in caso di dichiarazione non corrispondente al vero,

DICHIARA DI

 

– essere nat_ a _________________________nazione_______________________ il _____________

– essere cittadin_     (indicare nazionalità)___________________________________________________

– essere residente a _____________________________ (prov. ) ______________________________

Via/piazza ____________________________ n. ______ tel. ________________________________

Cell._____________________________ e.mail___________________________________________

– chiedere il riconoscimento dei crediti , per il quale allega i seguenti documenti:

__________________________________________________________________________________

N.B. I cittadini non appartenenti all’UE devono produrre copia del permesso di soggiorno.

Firma di autocertificazione

_____________________________

(Leggi 15/1968, 127/1997, 131/1998; DPR 445/2000)

Il sottoscritto, presa visione dell’informativa resa dalla scuola ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n.196/2003, dichiara di essere consapevole che la scuola può utilizzare i dati contenuti nella presente autocertificazione esclusivamente nell’ambito e per i fini istituzionali propri della Pubblica Amministrazione (Decreto legislativo 30.6.2003, n. 196 e Regolamento ministeriale 7.12.2006, n. 305)

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

Firma del genitore o di chi esercita la responsabilità genitoriale per il minore

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

Il sottoscritto dichiara inoltre di avere effettuato la scelta di iscrizione in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli artt. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile che richiedono il consenso di entrambi i genitori.

 

Data _____________ Firma _________________________________________________

 

N.B. I dati rilasciati sono utilizzati dalla scuola nel rispetto delle norme sulla privacy, di cui al Regolamento definito con Decreto Ministeriale 7 dicembre 2006, n. 305



MODULO D

Modulo per l’esercizio del diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica

STUDENTE __________________________________________________________________

Premesso che lo Stato assicura l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado in conformità all’Accordo che apporta modifiche al Concordato Lateranense (art. 9.2), il presente modulo costituisce richiesta dell’autorità scolastica in ordine all’esercizio del diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.

La scelta operata all’atto dell’iscrizione ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce e per i successivi anni di corso in cui sia prevista l’iscrizione d’ufficio, fermo restando, anche nelle modalità di applicazione, il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica.

 

Scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica □

 

Scelta di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica □

 

Data ___________________________ Firma: ___________________________

 

Firma dei genitori o chi esercita la potestà genitoriale per il minore.

 

Data ___________________________ Firma: ___________________________

 

Data ___________________________ Firma: ___________________________

 

Il sottoscritto dichiara inoltre di avere effettuato la scelta in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli artt. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile che richiedono il consenso di entrambi i genitori.

Data ___________________ Firma: ___________________________

 

Istituzione Scolastica ____________________________Sezione __________________________

 

Art. 9.2 dell’Accordo, con protocollo addizionale, tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede firmato il 18 febbraio 1984, ratificato con la legge 25 marzo 1985, n. 121, che apporta modificazioni al Concordato Lateranense dell’11 febbraio 1929:

“La Repubblica Italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.

Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento.

All’atto dell’iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto, su richiesta dell’autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione”.

 

N.B. I dati rilasciati sono utilizzati dalla scuola nel rispetto delle norme sulla privacy, di cui al regolamento definito con Decreto Ministeriale 7 dicembre 2006, n. 305


MODULO E

 

Modulo integrativo per le scelte degli studenti che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica

 

Studente _________________________________________________________________

 

La scelta operata ha effetto per l’intero anno scolastico cui si riferisce.

 

  1. A) ATTIVITÀ DIDATTICHE E FORMATIVE □
  2. B) ATTIVITÀ DI STUDIO E/O DI RICERCA INDIVIDUALI CON ASSISTENZA DI PERSONALE DOCENTE □
  3. C) LIBERA ATTIVITÀ DI STUDIO E/O DI RICERCA INDIVIDUALI SENZA ASSISTENZA DI PERSONALE DOCENTE □
  4. D) NON FREQUENZA DELLA SCUOLA NELLE ORE DI INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA □

(La scelta si esercita contrassegnando la voce che interessa)

 

Firma: __________________________________________________________________

Studente

 

_______________________________________________________________________

________________________________________________________________________

Controfirma dei genitori, o di chi esercita la potestà genitoriale, dell’alunno minorenne che abbia effettuato la scelta di cui al punto D), a cui successivamente saranno chieste puntuali indicazioni per iscritto in ordine alla modalità di uscita dell’alunno dalla scuola, secondo quanto stabilito con la c.m. n. 9 del 18 gennaio 1991.

 

Data_________________________________

 

Il sottoscritto dichiara inoltre di avere effettuato la scelta in osservanza delle disposizioni sulla responsabilità genitoriale di cui agli artt. 316, 337 ter e 337 quater del codice civile che richiedono il consenso di entrambi i genitori.

Data ___________________ Firma: ___________________________

 

N.B. I dati rilasciati sono utilizzati dalla scuola nel rispetto delle norme sulla privacy, di cui al Regolamento definito con Decreto Ministeriale 7 dicembre 2006, n. 305