Accademie storiche, al via il percorso di statizzazione

Accademie storiche, al via il percorso di statizzazione
La Ministra Fedeli ha siglato oggi il primo accordo a Perugia
“Era svolta attesa, primo passo per rilancio settore Afam”

Al via l’iter di statizzazione delle Accademie storiche di Belle Arti non statali. Si parte con percorsi sperimentali a Perugia, Genova e Verona. La Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli ha siglato oggi a Perugia il primo dei tre Accordi che coinvolge l’Accademia “P. Vannucci” e impegna Miur, Regione ed Enti locali a lavorare congiuntamente per la progressiva statizzazione di questa istituzione.

“Oggi a Perugia – ha sottolineato la Ministra – abbiamo avviato un percorso cruciale per il futuro delle Accademie non statali che definiamo comunemente ‘storiche’. Dopo un lunghissimo – davvero troppo lungo – e sofferto periodo di gestazione, successivo al varo della legge 508 del 1999, la legge che sanciva l’autonomia delle Istituzioni Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica, ndr), oggi finalmente facciamo partire la tante volte auspicata procedura di statizzazione del settore”.

Il percorso sperimentale che viene avviato a Perugia, Genova e Verona prevede uno stanziamento di 2 milioni annui per il triennio 2016-2018 (di cui 815 mila euro all’Accademia di Verona, 670 mila euro all’Accademia di Genova, 515 mila euro all’Accademia di Perugia) che si sommerà al finanziamento ordinario. Dal canto loro, gli Enti locali che sostengono le tre Accademie dovranno approvare gli accordi di programma e assicurare il sostegno finanziario e la messa a disposizione di locali e spazi che hanno mantenuto sino ad oggi.

Il finanziamento ministeriale servirà a sostenere le spese del personale assunto secondo le disposizioni del contratto collettivo nazionale di  lavoro  del  comparto dell’Afam. Gli accordi prevedono che solo qualora entro il 2018 si realizzino le condizioni normative necessarie per la statizzazione, e fatto salvo il rispetto degli impegni assunti da parte dei soggetti sottoscrittori degli accordi, si procederà a consolidare il finanziamento accordato.

“Le Accademie storiche – chiude Fedeli – costituiscono un gioiello incastonato all’interno di un altro gioiello. Si tratta di realtà preziose nell’ambito di una realtà formativa e di ricerca, quella dell’Afam, che tutto il mondo ci invidia e che costituisce una delle vetrine più straordinarie della tradizione culturale italiana. Una tradizione che è stata fondata dalle officine dell’artigianato artistico e dalle scuole musicali che dal Rinascimento in poi hanno costellato la mappa dell’Italia. La statizzazione delle Accademie storiche è solo un primo passo. A questa deve seguire prestissimo quella degli Istituti Musicali Pareggiati sulla quale mi sto personalmente impegnando, in stretto raccordo con il Parlamento e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Mi auguro che di qui a pochissimo riusciremo a chiudere anche questo difficile percorso”.

Autismo e Lea, cosa cambia?

Redattore Sociale del 01-04-2017

Autismo e Lea, cosa cambia? De Martis (Angsa): cruciale l’organizzazione dei servizi

Dalle Asl “poca attenzione” verso questa disabilità: speranza dalla nuova normativa, per diagnosi e trattamenti precoci. “Se non si aiutano a migliorare oggi, questi bambini saranno disabili gravi domani e graveranno su tutta la società”. Cosa cambia per le famiglie dopo l’approvazione dei nuovi Lea

ROMA. L’autismo è stato inserito nei nuovi Lea e la legge 134 del 2015 “Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie”, legge voluta da Angsa, Fish, Anffas, è recepita dai nuovi livelli essenziali di assistenza. Con la legge 134 si era disposto l’aggiornamento dei Lea con l’inserimento delle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche disponibili. Ora che il passaggio è arrivato, cosa cambia per le famiglie con persone autistiche in termini di diagnosi, assistenza e trattamenti? “In questo momento non cambia quasi nulla – dice Benedetta De Martis presidente di Angsa onlus -, se non una forza in più per pretendere ciò a cui hanno diritto le persone autistiche”. De Martis ricorda come “prima” mancasse una normativa sui trattamenti cognitivi e comportamentali, sulle diagnosi precoci, e le aziende sanitarie non si attrezzavano. Per questo Angsa, Fish e Anffas hanno unito le forze e ottenuto la 134: “Ma si trattava di una legge senza gambe, con zero fondi dedicati, e le Asl hanno continuato a non attrezzarsi. Ci siamo sentiti presi in giro. Allora siamo riusciti, supportati dalla Fish, a far inserire l’autismo nei Lea. Ma il riconoscimento è avvenuto nemmeno 15 giorni fa, e le Asl non hanno ancora potuto fare nulla. Devono uscire regolamenti regionali”.

Questo il quadro generale, in una situazione nella quale Asl ha saputo attrezzarsi, ritgliandosi risorse proprie, e dove non mancano neuropsichiatri e operatori formati che “svolgono il proprio dovere”: quel dovere già previsto dalla linee guida del 2012. “E dal 2012 ad oggi il tempo di organizzarsi con strumenti e trattamenti adeguati ce lo hanno avuto tutte – specifica la presidente di Angsa -. Ora, vorrei che i soldi del fondo dedicato all’autismo siano spesi anche per questo”.

Continuano a mancare la formazione, la strumentazione per effettuare diagnosi corrette, operatori di equipe dedicate all’interno dei reparti di neuropsichiatria infantile. Che strumenti hanno in mano le famiglie e le associazioni di familiari per poter sveltire l’organizzazione dei servizi? “La denuncia – risponde De Martis – e il pungolo alle Asl. Spero anche che le Asl che non riescono a dare risposta alla legge si appoggino al privato sociale adeguatamente formato. Altrimenti, le famiglie che hanno ricevuto una diagnosi continueranno a vagare per l’Italia alla ricerca di chi può prendere in carico il proprio bambino, e questo è ancor più drammatico per chi non ha possibilità economiche. E’ una grande ingiustizia”. Un’ingiustizia che Angsa vuol mettere bene in luce: “Stiamo valutando, con la Fish, se trovare strumenti più duri e procedere contro l’inerzia amministrativa o per omissione di cura”. Sì, perché “si sta omettendo di farli migliorare”, i bambini e ragazzi autistici, mentre è provato che “dopo il trattamento intensivo, e precoce, il miglioramento c’è ed è tangibile. Se non li si fa migliorare oggi saranno disabili gravi domani – aggiunge De Martis -, e graveranno su tutta la società”.

Non solo da presidente di una onlus che ha 44 sedi in Italia e una rete diffusa di famiglie, Benedetta De Martis parla anche da madre di una ragazza di 26 anni “che non ha avuto educatori e non ha potuto migliorare, e che oggi è una adulta disabile grave”. E questo genera “rabbia e dolore”. Ora uno strumento in più arriva dai nuovi Lea: alle aziende sanitarie che non rispetteranno la normativa sarà decurtato il 3% della cifra stanziata per i loro servizi complessivi. (ep)

Chi smette di leggere, smette di comprendere. Fedeli preoccupata: rischio analfabetismo di ritorno

da La Tecnica della Scuola

Chi smette di leggere, smette di comprendere. Fedeli preoccupata: rischio analfabetismo di ritorno

Smettere di leggere significa smettere di essere capaci di vivere la propria vita in modo più critico e autonomo: i ragazzi e gli adulti lo devono sapere.

Così si è espressa, la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, intervenendo su Rai Radio3 alla maratona in ricordo del linguista Tullio De Mauro che il 31 marzo avrebbe compiuto 85 anni.

“Stiamo investendo molto, come ministero, sul sostegno all’acquisizione delle competenze di base, cioè leggere e scrivere, comprendere, sintetizzare, allargare il proprio vocabolario. Leggere e scrivere è fondamentale per una cittadinanza attiva”, ha detto con entusiasmo la responsabile del Miur.

Per poi, però, anche definirsi “molto preoccupata dai dati ufficiali che dicono che in Italia si legge poco”. Del resto, lo dicono i dati ufficiali. E non è nemmeno una novità. Basta mettere a confronto i dati sui quotidiani letti nel nostro Paese e quelli letti in Germania, Francia o Gran Bretagna. Il divario è davvero sensibile.

Citando una ricerca coordinata da De Mauro nel 2013 sulle abilità linguistiche degli adulti in Italia, Fedeli ha detto che “in realtà se non si legge si regredisce, c’è un analfabetismo di ritorno”. Ecco perché è importante “il ricordo della figura di Tullio De Mauro”.

Fondi Pon, Fedeli annuncia 80 milioni per studi all’estero e Cittadinanza europea

da La Tecnica della Scuola

Fondi Pon, Fedeli annuncia 80 milioni per studi all’estero e Cittadinanza europea

Esperienze di studio all’estero per le studentesse e gli studenti del triennio della scuola secondaria di II grado.

Potenziamento linguistico con esperti madrelingua. Approfondimento della conoscenza dell’Europa, dei suoi valori e della sua identità culturale, dei principi che la animano, delle sue istituzioni, delle sfide e delle prospettive future.

Sono le attività che le scuole potranno realizzare grazie agli 80 milioni di risorse stanziate dall’avviso PON per il potenziamento della Cittadinanza europea, il settimo pubblicato dal Miur nell’ambito del Bando PON Scuola da 840 milioni di euro, lanciato lo scorso gennaio dalla Ministra Valeria Fedeli per una scuola più aperta, inclusiva e innovativa.

In un momento in cui il progetto europeo è sottoposto a grandi sfide politiche, economiche e sociali, l’obiettivo dell’Avviso è quello di contribuire alla conoscenza che studentesse e studenti hanno dell’Unione Europea, per permettere loro di prendere parte al dibattito con consapevolezza e fornire la possibilità di costruire il futuro in cui vogliono vivere.

“Contribuire alla conoscenza che studentesse e studenti hanno dell’Unione Europea è fondamentale affinché le nostre ragazze e i nostri ragazzi rafforzino la loro conoscenza e consapevolezza della Cittadinanza europea, intesa come appartenenza ad una cultura, a determinati valori, ad una storia e ad un percorso comuni”, dichiara la Ministra Valeria Fedeli.

Le attività progettuali potranno focalizzarsi su definizione e contenuti della Cittadinanza europea, status di cittadino europeo, diritti fondamentali della UE, le quattro libertà fondamentali sancite dalla Ue (libera circolazione delle persone, delle merci, dei capitali e libera prestazione dei servizi). Potranno essere proposti approfondimenti sulla storia contemporanea e del ‘900 e sul raffronto tra il “prima” e il “dopo” la costituzione dell’Ue. Gli approfondimenti potranno riguardare anche elementi di geografia, ambiente e territoriomobilità e flussi migratori.

Le esperienze di studio all’estero, per le studentesse e gli studenti del triennio della scuola secondaria di II grado, coinvolgeranno fino a un massimo di 18.000 ragazze e ragazzi e potranno riguardare l’approfondimento dei temi legati alla Cittadinanza europea o essere finalizzate all’acquisizione di una certificazione di competenze linguistiche rilasciata da enti certificatori riconosciuti a livello internazionale.

 

Il bando: http://www.istruzione.it/pon/avviso_cittadinanza-europea.html

Contratto, organici, mobilità, decreti L.107: tutto sospeso, tutto tace

da La Tecnica della Scuola

Contratto, organici, mobilità, decreti L.107: tutto sospeso, tutto tace

Da qualche giorno c’è un silenzio assordante sulla scuola: marzo doveva essere il mese delle decisioni chiave, fondamentali per preparare al meglio il prossimo anno scolastico.

Invece, si è trasformato in nel mese dei rimandi a data da destinarsi. Così sta andando per il contratto, la cui trattativa per il rinnovo va a passo di tartaruga, lasciando immutati gli stipendi a otto anni addietro anche dopo l’accordo per tutto il pubblico impiego raggiunto con il ministro Marianna Madia.

Stesso copione per gli organici, che dovevano vedere spostati, a detta del Miur ma non del Mef, 25mila cattedre da fatto a diritto, con la possibilità di poterle poi utilizzare ai fini della mobilità e delle immissioni in ruolo. E anche le assunzioni rimangono in bilico, visto che dalla traduzione numerica dei posti che si andranno a formare con i 400 milioni di euro investiti dal Governo a fine 2016 per tale scopo, con la Legge di Bilancio, dipenderanno anche le immissioni da realizzare oltre il turn over, ovvero circa i 25mila prossimi pensionamenti.

Medesimo destino per la mobilità del personale 2017/18, che dopo le buone premesse di fine 2016, con l’accordo lampo tra il dicastero di Viale Trastevere e i sindacati, si è impantanata, esattamente come l’anno scorso, per via della diatriba mai superata sulla chiamata diretta dei docenti imposta dalla Legge 107/15.

Rimanendo alla Buona Scuola, ci sono poi i decreti legislativi della riforma Renzi-Giannini: dopo i pareri, non vincolanti delle commissioni parlamentari, stiamo infatti vivendo dei giorni di attesa. E di incertezza. Perché, al di là delle rassicurazione del Pd, anche per la stabilizzazione dei precari da graduatoria d’Istituto, ora gli otto testi sono nelle mani del Governo, che dovrebbe apportare le ultime modifiche e dare il via libera definitivo entro il prossimo 17 aprile.

Nel frattempo, la scuola è come sospesa. Vive in una sorta di limbo. Dove supposizioni e ipotesi prevalgono su convinzioni e punti fermi. Intanto, siamo ad aprile: tra 153 giorni partirà il nuovo anno. Che per le necessità della scuola, dei suoi otto milioni di alunni e un milione di dipendenti, di cui ancora 150mila precari, sono maledettamente pochi.

Alunne e alunni stranieri, 6 su 10 sono nati in Italia

da La Tecnica della Scuola

Alunne e alunni stranieri, 6 su 10 sono nati in Italia

Sono quasi 815.000 le alunne e gli alunni con cittadinanza non italiana presenti nelle classi, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di II grado. Sono il 9,2% del totale della popolazione scolastica. Una presenza ormai strutturale e pressoché stabile: rispetto al precedente anno scolastico le studentesse e gli studenti sono lo 0,1% in più. Circa un quarto (203.979) degli alunni stranieri si trova in Lombardia. Mentre sono RomaniaAlbania e Marocco le nazionalità maggiormente rappresentate. In crescita anche quelle asiatiche, in particolare la Cina e le Filippine.

Aumenta la quota delle alunne e degli alunni con cittadinanza non italiana nati nel nostro Paese: sono quasi il 60% del totale degli stranieri. Negli ultimi cinque anni, dal 2011/2012 al 2015/2016, l’incremento delle seconde generazioni è stato del 43,2%.

È tra i banchi della primaria che si ha il maggior numero di presenze. Anche se sono sempre più le ragazze e i ragazzi che scelgono di proseguire gli studi dopo il diploma della secondaria di I grado. L’81,1% delle neodiplomate e dei neodiplomati ha optato per i percorsi di scuola secondaria di II grado, l’8,7% per quelli della formazione professionale regionale.

È la fotografia che emerge dall’indagine statistica del Ministero dell’Istruzione, dell’Università a della Ricerca sulla presenza delle alunne e degli alunni stranieri nel nostro sistema scolastico. L’indagine da oggi è disponibile on line sul sito del Miur e si riferisce all’anno scolastico 2015/2016. È stata pubblicata in occasione del Seminario nazionale ‘Costruttori di Ponti’, in corso a Reggio Emilia e Gattatico.

“Siamo determinati a fare della scuola e dell’università motori dell’integrazione e dell’accoglienza della diversità”, ha dichiarato la Ministra Valeria Fedeli nel saluto inviato in occasione del seminario. “Proprio in questi giorni stiamo lanciando il bando che destina 50 milioni di euro di fondi PON affinché gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, anche in orario extrascolastico e di concerto con i territori e con le associazioni, potenzino le politiche di integrazione, promuovendo la conoscenza del fenomeno migratorio, sviluppando approcci relazionali e interculturali, creando nuove occasioni di socializzazione. Lavorando sulle competenze linguistiche e di base delle nuove e dei nuovi italiani e strutturando politiche che combattano la dispersione scolastica”.

Organico di diritto, funzioni per le secondarie di II grado disponibili fino al 22 aprile

da La Tecnica della Scuola

Organico di diritto, funzioni per le secondarie di II grado disponibili fino al 22 aprile

Dopo le funzioni SIDI per le scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di I grado, sono ora disponibili anche le funzioni per la determinazione dell’organico di diritto per le Secondarie di II grado.

Lo ha comunicato il Miur con la nota prot. n. 811 del 30 marzo 2017, spiegando che le istituzioni scolastiche saranno abilitate all’utilizzo delle funzioni di:

  • acquisizione e interrogazione dei dati relativi a alunni e classi (Acquisizione dati -> Alunni e Classi);
  • gestione classi su nuove classi di concorso in caso di concorrenza del medesimo insegnamento su più di una nuova classe di concorso (Acquisizione dati -> classi su classi di concorso atipiche); gestione delle discordanze tra Anagrafe alunni ed organico di diritto. Come sempre la funzione di determinazione dell’organico verificherà la congruenza con il numero degli alunni rilevato dall’anagrafe alunni, che verrà aggiornato all’istante.

I dati degli alunni e delle classi inseriti per l’indirizzo LI13 dei Licei Musicali saranno utilizzati nella successiva fase di determinazione dell’organico per la parte relativa alle discipline musicali.