Ausili “strumento di cittadinanza”

Redattore Sociale del 07-04-2017

Ausili “strumento di cittadinanza”, Fish: “I nuovi Lea non li riconoscono”

Tra le critiche, l’assenza di riferimenti alla Convezione Onu e l’esclusione delle associazioni dalla Commissione per l’aggiornamento. “Stiamo per chiedere formalmente a Lorenzin di aprire alle associazioni”.

ROMA. Gli ausili non sono “misura compensativa”, ma “strumento di cittadinanza”: un riconoscimento importante, da parte del presidente della Repubblica Mattarella, in occasione della Giornata nazionale della persona con lesione al midollo spinale. Una definizione che, per Fish, “sintetizza alla perfezione come l’inclusione sociale debba essere garantita in tutti i modi”. Quello che non fanno invece, secondo l’associazione, i nuovi Lea, di cui Fish torna a dichiararsi “poco o nulla soddisfatta”.

Non è infatti la prima volta che la federazione manifesta perplessità verso i Lea di recente pubblicazione, per i quali ha anche chiesto ripetutamente una sedie di emendamenti. “Critiche, decise e circostanziate, sono giunte anche da molte altre realtà – precisa il presidente di Fish, Vincenzo Falabella – I Lea nascono male e già sono messi in forse nella loro reale applicazione sul territorio nazionale – fa notare – Troppe le incognite sulla reale copertura economica. E già si accelera verso correzioni ed assestamenti. In questo giocherà un ruolo fondamentale la Commissione nazionale per l’aggiornamento dei Lea e la promozione dell’appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale”.

Proprio la Commissione, costituita nel 2015 dalla legge di stabilità, nominata e presieduta dal Ministro della Salute, presenta per Fish una lacuna gravissima: l’assenza delle associazioni. Ne fanno parte, invece, il direttore della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute e quindici esperti nominati dallo stesso dicastero, dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dall’Agenas, dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e dal ministero dell’Economia e sette dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Di fatto, così, “da questo organismo sono esclusi i cittadini – osserva Falabella – cioè i diretti interessati. Non sono previsti nemmeno momenti di consultazione, di confronto, di audit. Come abbiamo già detto – ribadisce Falabella – è una lacuna significativa che assume in questo momento di accelerazione una connotazione grave e foriera di ulteriore conflittualità”.

Una lacuna, questa, che Fish non intende accettare: per questo richiederà formalmente al ministro Lorenzin di consentire anche alle organizzazioni dell’impegno civile di partecipare proficuamente ai lavori della commissione.

Il “nuovo sostegno” e’ legge: approvati i decreti della Buona scuola

Redattore Sociale del 07-04-2017

Il “nuovo sostegno” e’ legge: approvati i decreti della Buona scuola

Poco fa la discussione e l’approvazione degli otto provvedimenti legati alla riforma. Tra questi, il decreto 378 sull’inclusione scolastica. Accolte alcune richieste delle associazioni: tetto massimo degli alunni torna a 20. E diploma di licenza media resta anche per chi fa prove differenziate.

ROMA. La “riforma del sostegno” è legge: poco fa il Consiglio dei ministri ha approvato gli otto decreti delegati della Buona Scuola. Tra questi, il dibattuto 378 sull’inclusione scolastica. Recepite alcune istanze delle associazioni, come avevano chiesto le commissioni parlamentari nei pareri espressi a seguito dell’esame del testo e dell’audizione di rappresentanti del mondo associativo. Per Tra le richieste accolte, il ritorno al tetto massimo di 20 alunni per classe, in presenza di uno o più compagni con disabilità. Il contingente di personale Ata, inoltre, sarà assunto tenendo conto del numero di alunni con disabilità, che necessitano di assistenza igienica. Per quanto riguarda la formazione dei docenti di sostegno, per le classi elementari vedranno istituito un corso ad hoc post-laurea. Niente di fatto, invece, per le altre richieste delle associazione in tema di formazione degli insegnanti. Per finire, risolta la questione sull’esame di licenza media: il diploma tornerà ad essere accessibile anche agli alunni che non svolgono prove equipollenti, ma che hanno un programma differenziato. Ora, le reazioni delle associazioni non si faranno attendere. (cl)

AA.VV., Una bussola per la scuola

Per una scuola che orienti

di Maurizio Tiriticco

Una bussola per la scuola
Nuove strategie pedagogiche
 e didattiche per gli studenti di oggi
a cura di: Angela Maria Volpicella e Giorgio Crescenza

Per le Edizioni Conoscenza, Collana “I Libri di Minerva”, di Roma è stato recentemente pubblicato un bel volume collettaneo dal titolo “Una bussola per la scuola, nuove strategie pedagogiche e didattiche per gli studenti di oggi”, a cura di Angela Maria Volpicella, pedagogista presso l’Università “Aldo Moro” di Bari, e di Giorgio Crescenza, docente di lettere nella scuola secondaria superiore. Il volume è presentato da Massimo Baldacci, che sottolinea l’importanza e la necessità di una scuola che orienti in un mondo in cui la progressiva “liquefazione delle strutture sociali”, di cui alle analisi di Zigmund Bauman, e l’ideologia del capitalismo globalizzato, mettono a dura prova quelle certezze e quelle speranze di cui una generazione di giovani dovrebbe invece alimentarsi quotidianamente, e in primo luogo nella scuola. Seguono alcuni saggi di estremo interesse.

Giorgio Crescenza rileva le difficoltà della “missione dell’istruzione”, oggi, in cui alle difficoltà in cui si trovano gli studenti in una scuola, la cui organizzazione è quelle di sempre, non si è in grado di dare risposte adeguate, fatta eccezione dei Panebianco, dei Galli della Loggia e delle Mastrocola “che hanno in mano la ricetta: scuola selettiva e rigorosa, naturalmente fondata sul liceo e con chiacchiere accattivanti. La scuola deve essere deduttiva e astratta perché questa forma la mente e la rende flessibile ai saperi successivi, a tutti i saperi, anche quelli meccanici”. Ebbene, a questa scuola che non esiste più l’attuale governo ha tentato di porre rimedio con quella legge 107 la quale, però, “si è rilevata un tentativo maldestro di guadagnare il consenso della categoria, ottenendo il risultato opposto, perché la sensibilità degli insegnanti italiani, tra i più malpagati in Europa, è stata ferita soprattutto dalla pretesa di squilibrare il potere a favore del preside”. Di qui l’esigenza di “tutta un’altra scuola”, di cui Crescenza traccia le le linee portanti.

Angela Maria Volpicella affronta il tema dell’”essere docenti nel secondo millennio” e si pone la seguente domanda: “quali competenze di cittadinanza deve possedere il docente, dal momento che le stesse devono essere trasmesse all’allievo”? E affronta nel dettaglio e descrive quelle competenze chiave di cittadinanza di cui alla “Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio” del 18 dicembre 2006, recentemente recepita dal nostro Governo e dalla nostra scuola (dm 139/2007). Le competenze, com’è noto, sono le seguenti: imparare ad imparare; progettare; comunicare; collaborare e partecipare; agire in modo autonomo e responsabile; risolvere problemi; individuare collegamenti e relazioni; acquisire ed interpretare l’informazione. Ciascuna competenza viene illustrata e commentata con mirate e dettagliate argomentazioni.

Massimiliano Fiorucci affronta il tema dell’”educare alla cittadinanza globale in una prospettiva interculturale”. Di qui la necessità di una “pedagogia interculturale” intesa come pedagogia relazionale che si proponga “di affrontare i problemi dei rapporti tra membri di diverse culture ai fini dell’accettazione e del rispetto reciproco”. L’educazione interculturale, invece, si configura come la risposta in termini di prassi formativa alle sfide poste dal mondo delle interdipendenze e deve stabilire quali valori trasmettere e come trasmetterli, per cui “si trasforma in didattica, attraverso percorsi di attività sia cognitiva sia di contatto esperienziale con approcci diversi”.

Angela Maria Volpicella affronta la problematica della “pedagogia dell’inclusione”. Mi piace sottolineare la seguente riflessione: “Ciascun individuo tende ad appartenere contemporaneamente a più reti tra loro diverse, così come la costellazione delle reti sociali che egli attraversa è destinata, nel corso della sua vita, a modificarsi, evolvere con modalità diverse e non determinabili a priori: esistono relazioni che possono essere rilevanti per la loro contemporaneità in determinate fasi della storia della vita e che terminano di esserlo nei periodi successivi”. Spetta quindi alle istituzioni “creare una rete educativa inclusiva in un’ottica preventiva e promozionale piuttosto che riparare a privilegiare una prospettiva che sia diretta dal basso verso l’alto”.

Giorgio Crescenza affronta il difficile tema della “mediazione scolastica” e del “docente protagonista della formazione”. Prova anche a delineare quelle attività su cui il docente potrebbe basare la conduzione della classe. Ne individua venti che vanno dalla semplice “accoglienza dell’altro” all’adoperarsi “affinché i protagonisti del conflitto trovino essi stessi soluzioni idonee e condivise”. E’ interessante anche una citazione di Don Milani a proposito della mediazione che parte dalla constatazione che “la scuola sia l’unica differenza fra l’uomo e la bestia, per cui ha un problema solo: i ragazzi che perde e in particolare perde gli ultimi, i cretini e gli svogliati e divide i Gianni dai Pierini”. Crescenza sottolinea anche che oggi la mediazione scolastica e la sfida dell’interculturalità costituiscono i nuovi traguardi con cui la scuola si deve misurare.

Rosa Gallelli tratta dei “vecchi e nuovi media, tra insegnamento individualizzato e didattica collaborativa”. In effetti, si tratta di un breve saggio su come sollecitare oggi e implementare apprendimenti utilizzando correttamente e produttivamente i nuovi media. E’ bene citare questo passaggio: “Se è vero che – in sintonia con quanto gli studi e le ricerche di natura pedagogico-didattica sono andati elaborando (Calvani, 2008, Galliani 2009, Maragliano 2007 2008, Rivoltella 2005, Trentin 2008) – la moltiplicazione dei mediatori di conoscenza consente di arricchire la didattica tradizionale di vie di insegnamento-apprendimento differenziate, è anche vero che tutto questo va incontro alle istanze delle nuove generazioni…)”.

Giuseppe Bagni affronta il difficile problema dinanzi al quale si trovano gli insegnanti oggi, quando occorre passare “dall’organizzazione della lezione alla didattica per competenze”. In effetti, passare da una pedagogia per obiettivi – tematiche forti degli anni Settanta e Ottanta – alla pedagogia per competenze non è impresa facile. La disamina condotta da Bagni è di estremo interesse perché di fatto ripercorre la storia – se possiamo dire così – della valutazione nella nostra scuola fino a un approdo che attualmente non è certo quanto sia condiviso. In effetti, prime di costituire un fatto puramente scolastico, “valutare è un’attività intrinseca all’attività della mente; valutiamo costantemente nel senso che selezioniamo alcun aspetti e rispetto ad altri creando dal loro intreccio continue configurazioni di senso. Una valutazione coerente e comprensibile allora può costituirsi solo a partire dalla condivisione, tra tutti gli attori della scuola, delle configurazioni di senso private e personali di ciascuno. E’ certamente un processo lento e faticoso, ma ben più significativo dell’inseguire il mito dell’oggettività. Comporta la ricerca di un’intersoggettività che ponga le proprie radici nel profondo della professione docente”.

Maria Concetta Rossiello affronta il tema del “counseling scolastico, la scuola come spazio di dialogo”. L’incipit è significativo: “L’ampliarsi delle aree e delle forme di disagio che stanno investendo massicciamente bambini, adolescenti e giovani, e che si esprimono ora in forme di violenza distruttiva, ora in comportamenti di passiva dipendenza e di autoesclusione dalle reti relazionali e comunicative, stanno coinvolgendo sempre di più il sistema scuola”. Di qui nasce l’esigenza della scuola del ben-essere. E il counseling scolastico costituisce una delle pietre miliari per contrastare tale fenomeno. “Il counseling non è affatto un’attività terapeutica, come alcuni credono, ma una particolare modalità di approccio psicopedagogico volta a sostenere l’allievo nell’individuazione e presa in carico di esperienze difficili legate a problemi di identificazione, di sfiducia nelle proprie possibilità, di ‘paura di non farcela’ (Volpicella, 2008, p. 117)”. Spetta quindi al counseling il compito di “favorire un equilibrato rapporto tra aspetti cognitivi e aspetti emozionali e motivare nonché sollecitare a una risposta attiva tesa a trasformare la propria situazione esistenziale, a rimuovere, cioè, quella sofferenza da cui nasce la richiesta d’aiuto”.

Angela Balzotti affronta il tema dell’educazione alla salute mentale. Nell’introduzione l’autrice sottolinea il fatto che, “in accordo con gli orientamenti dell’OMS, anche il nostro Paese ha ormai accolto l’idea che ‘guadagnare salute’, accanto all’assenza di malattia fisica, consista anche di quei meccanismi generatori, di tipo non lineare, modellizzati secondo una concezione difficile e dinamica di salute. In tal senso , possiamo sostenere che l’intrinsecamente e obsoleto e limitato concetto di malattia, come ‘malattia d’organo’ è stato superato, apparendo assolutamente insufficiente a descrivere una ‘realtà’ così nuova e ricca che articola l’’organismo’ e il suo benessere vs i suoi processi patologici quali fenomeni complessi”. Dopo un’articolata disamina sul problema ‘salute’, l’autrice affronta il tema della scuola come promotrice di salute. “La scuola è il primo presidio nel campo della comunicazione della salute e lo è, in particolare, nel campo della ‘salute mentale’. Comunicare ‘salute mentale’ richiede però un’attenzione particolare: l’oggetto della comprensione è la mente e i complicati livelli di analisi del suo funzionamento”.

Il volume raccoglie saggi di un estremo interesse, i quali sollecitano ulteriori interessi e approfondimenti. In una scuola che si fa sempre più problematica e non sempre in grado di rispondere ai variegati bisogni dei bambini e degli adolescenti di oggi, è estremamente necessario che i suoi addetti, insegnanti e dirigenti abbiano chiare le mete da perseguire e gli obiettivi da realizzare. Indipendentemente dalle richieste sempre più problematiche e a volte stravaganti dell’amministrazione scolastica, possedere e utilizzare una bussola è estremamente necessario. Anche se non si tratta di un’operazione facile, in un mondo in cui gli avvenimenti e i cambiamenti in atto mettono a dura prova certezze e convinzioni. In una società difficile la scuola deve essere in grado di dare risposte, proprio perché solo le nuove generazioni devono essere in grado di affrontare problemi che sono così diversi e complessi giorno dopo giorno.

Una bussola per la scuola, appunto!

Approvate le deleghe della legge 107/15

Approvate le deleghe della legge 107/15: si consuma un nuovo strappo con la scuola.

Il Governo, nella seduta del Consiglio dei Ministri del 7 aprile 2017, ha approvato in seconda lettura gli schemi dei decreti legislativi previsti dai commi 180 e 181 della legge 107/15. A nulla sono valsi gli appelli che sono giunti da chi opera quotidianamente nelle scuole e dalle forze sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali, di individuare obiettivi condivisi (stabilizzazione dei precari in tutti gli ordini di scuola, potenziamento dell’organico, generalizzazione della scuola dell’infanzia) su cui focalizzare l’attenzione nell’immediato, rimandando a provvedimenti successivi gli altri aspetti che richiedono approfondimenti e partecipazione di tutte le componenti scolastiche. Abbiamo giudicato sbagliata la scelta di procedere con tutte le deleghe della legge 107/15 da parte del Ministro Fedeli e riteniamo oggi un errore grave che il Governo le abbia approvate.

La FLC CGIL, pur apprezzando i passi avanti fatti sulla stabilizzazione dei precari della scuola secondaria di secondo grado e sul riordino delle scuole italiane all’estero, non si riconosce nel modello di scuola che emerge da queste deleghe che è in perfetta coerenza con quanto previsto dalla legge 107/15.

La FLC CGIL preannuncia fin d’ora una forte azione di contrasto e lavorerà affinché si giunga a una mobilitazione unitaria con le altre forze sindacali che veda il coinvolgimento degli studenti, delle famiglie, delle forze politiche, degli enti locali.

Questi provvedimenti, insieme alla mancata stabilizzazione degli organici, docenti e Ata, e di sostegno, rendono ancora più grave la situazione del personale scolastico, oberato da carichi di lavoro ormai fuori controllo.

Una legge, la 107/15, sbagliata in radice, figlia di una ideologia primitiva e perdente, e un contratto che non si rinnova dal 2007, hanno creato uno scenario di sofferenza e di impasse nella scuola non più tollerabile.

Si apre inevitabilmente una lunga stagione conflittuale con il mondo della scuola che si snoderà parallelamente alle vicende politiche che condurranno alle elezioni. Il nostro obiettivo sarà quello di riaprire una vera discussione pubblica sulla missione della scuola e sulle sue vere priorità. Soprattutto in un Paese dove crescono le disuguaglianze, che questa legge alimenta, per giungere alla costruzione di un modello alternativo alla legge 107/15, capace di ridare senso e dignità a chi nella scuola lavora. Nutriamo la speranza di una scuola migliore da offrire alle generazioni future, in grado di combattere e non alimentare le differenze di classe, che sempre più si allargano nel nostro Paese. Facciamo in modo che il 2017, anno in cui cade il cinquantenario della morte di Don Lorenzo Milani, sia quello del riscatto per la scuola italiana e per tutto il mondo dell’istruzione e della ricerca pubblica.

Olimpiadi di Italiano

Olimpiadi di Italiano,
sul podio le campionesse e i campioni
della lingua italiana

Sono stati proclamati e premiati questa mattina a Torino le vincitrici e i vincitori della VII edizione delle Olimpiadi di Italiano, promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con l’Accademia della Crusca. Si tratta di gare individuali di lingua italiana rivolte alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di II grado.

Le vincitrici e i vincitori si sono distinti dopo una selezione impegnativa: quest’anno sono stati quasi 57.500 a partecipare alle gare per le Olimpiadi. Solo 80 sono giunti a Torino per la Fase finale e la conquista del titolo.

I nomi dei vincitori:

SEZIONE SENIOR ITALIA
SIMONE CORBO 1^ PREMIO
Classe IV E – Liceo Scientifico “Galileo Galilei”, Potenza
DAVIDE MINARI 2^ PREMIO
Classe V G – Liceo Scientifico “Giacomo Ulivi”, Parma
FRANCESCO CANAZZA 3^ PREMIO
Classe IV B – IISS Ettore Bolisani, Isola della Scala (Vr)

Licei
SIMONE CORBO
Classe IV E – Liceo Scientifico “Galileo Galilei”, Potenza
Istituti Tecnici
FRANCESCO CANAZZA
Classe IV B – IISS Ettore Bolisani, Isola della Scala (Vr), Molise
Istituti Professionali
ANNA RONCOLATO
Classe V A – IPSSAR “Pellegrino Artusi”, Recoaro Terme (Vi)

SEZIONE JUNIOR ITALIA
MARTINA BUSTON 1^ PREMIO
Classe II AC – Liceo Ginnasio “G.B. Brocchi”, Bassano del Grappa
ANNA VISANI 2^ PREMIO
Classe V C – Liceo Classico “Rambaldi”, Imola
FEDERICA IMPRODA 3^ PREMIO
Classe 2DG –I.I.S. Liceo Cicerone – Pollione, Formia (LT)

Licei
MARTINA BUSTON
Classe II AC – Liceo Ginnasio Statale “G.R. Brocchi”, Bassano del Grappa
Istituti Tecnici
PIETRO GOLA
Classe II DIN – Istituto Superiore “Enrico Fermi”, Mantova
Istituti Professionali
LUCA STOCCHETTI
Classe II H – IPSSAR “Pellegrino Artusi”, Recoaro Terme (Vi)

SEZIONE SENIOR ESTERO
ILARIA PENNACCHIO 1^ PREMIO
Classe II – Liceo Statale Italiano “Leonardo Da Vinci”, Parigi

SEZIONE JUNIOR ESTERO
KENZA YOUNES 1^ PREMIO
Classe I – Scuola Paritaria Italiana Enrico Mattei, Casablanca


Olimpiadi di Italiano, le finali dal 5 aprile
Oltre 57mila le iscrizioni, in 80 si sfidano a Torino per il titolo
Fedeli: “Partecipazione enorme, non sono solo una gara
ma un vero e proprio evento culturale”

Conto alla rovescia per le finali delle Olimpiadi di Italiano. Sono 80 le ragazze e i ragazzi che da domani, mercoledì 5, a venerdì 7 aprile, si sfideranno a Torino per conquistare il titolo di campionessa o campione della nostra lingua.
Le finaliste e i finalisti arrivano dalle scuole di tutta Italia e dagli istituti italiani all’estero e hanno superato una dura selezione: quest’anno hanno partecipato alle Olimpiadi in oltre 57.000. Per salire sul podio dovranno dimostrare padronanza della grammatica, efficacia nell’uso della lingua, destrezza nel lessico, abilità nel dominare le sfumature dell’italiano.
Le Olimpiadi, alla settima edizione, sono promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in collaborazione con l’Accademia della Crusca.
“La partecipazione alle Olimpiadi di Italiano è davvero enorme, con numeri in crescita esponenziale negli ultimi anni grazie all’impegno profuso dal Ministero nell’organizzazione e nel coinvolgimento delle scuole – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Le Olimpiadi non sono solo una gara, ma si connotano ormai come un vero e proprio evento culturale anche per le Giornate dedicate alla Lingua Italiana”.

Il programma
Si parte Mercoledì 5, alle ore 14.45, presso il Campus Luigi Einaudi – Aula Magna dell’Università di Torino, con l’inaugurazione  dell’evento e il saluto alle finaliste e ai finalisti. Giovedì 6 è il giorno della gara che si svolgerà presso l’Aula Magna del Liceo D’Azeglio, dalle ore 9.00. Venerdì 7 è prevista la cerimonia di premiazione, dalle ore 9.00, presso Cavallerizza Reale – Aula Magna dell’Università di Torino.

Arricchiranno il programma le Giornate della Lingua Italiana, una serie di tavole rotonde con esperti. La prima sarà dedicata alla figura di Tullio De Mauro che fu presidente della giuria delle Olimpiadi nel 2012. Per l’occasione saranno proiettati anche due video sul celebre linguista realizzati appositamente per le Olimpiadi da Rai Cultura. Le altre tavole rotonde sono dedicate all’anniversario dei 150 anni della nascita di Pirandello e a quello dei 500 anni, celebrati nel 2016, della prima edizione dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto.

Olimpiadi da primato
I numeri delle Olimpiadi vanno oltre ogni aspettativa: in due anni sono più che raddoppiati le partecipanti e i partecipanti. Quest’anno 57.424 tra studentesse e studenti hanno aderito alle fasi di selezione (di istituto e regionali). Un numero più grande degli abitanti di Foligno o Manfredonia, o di capoluoghi come Cuneo o Teramo.
La crescita delle iscrizioni in un anno è stata del 32%, pari a quasi 14mila fra studentesse e studenti, circa 33mila in più se si fa il confronto con il 2015.  Le ragazze partecipanti sono state 35.743, mentre 21.681 i ragazzi, anche se poi questi ultimi sono più numerosi nella fase finale: 43 a 37. Coinvolte 1.113 scuole contro le 875 del 2016 (+27%). Prevalgono gli indirizzi liceali (con 791 scuole), ma cresce la partecipazione dei tecnici e dei professionali: sono quasi il 30% con 227 e 75 istituti (rappresentavano il 23% l’anno scorso). Le scuole italiane all’estero sono presenti con 22 istituti iscritti e 430 partecipanti.
Due finalisti provengono da scuole dei territori colpiti dal sisma.
La gara: ​quattro ore per conquistare il titolo
Le Olimpiadi sono gare individuali di lingua italiana per gli studenti delle scuole secondarie di II grado. Due le sezioni: Scuole italiane e Scuole italiane all’estero. Ciascuna sezione si articola in categoria Junior (primo biennio) e Senior (gli ultimi tre anni).

Le selezioni si sono svolte online, con domande a risposta chiusa. I finalisti invece avranno 240 minuti per una prova scritta in cui dovranno dimostrare la padronanza della lingua. A valutare gli elaborati sarà la giuria presieduta da Gian Luigi Beccaria.

Un’App per mettersi alla prova
Nei prossimi giorni sarà possibile scaricare un’App per esercitarsi con esercizi di grammatica e scrittura attraverso gli smartphone. Ci si potrà allenare sia da soli che in compagnia con sfide in tre round. L’App è stata realizzata dal progetto “Olimpiadi di Italiano” del Miur, con la collaborazione dell’Accademia della Crusca.

Dietro le quinte, i segreti di una generazione
Sono motivati nello studio, appassionati di cinema, musica e sport. Ma soprattutto determinati ad avere una vita normale e serena. Questa la fotografia che emerge dai profili degli 80 finalisti disponibili sul sito dedicato alle Olimpiadi. C’è chi sogna la professione medica, chi vuol fare l’ingegnere, chi immagina un futuro da regista o da musicista, chi nella ricerca e chi nella diplomazia o in politica. Quasi tutti vorrebbero viaggiare e conoscere il mondo.

Le collaborazioni e i premi
Le Olimpiadi di Italiano e le Giornate della Lingua Italiana si avvalgono della collaborazione, oltre che dell’Accademia della Crusca, anche del Ministero degli Affari Esteri, dell’ADI (Associazione degli Italianisti), dell’ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana), del Comune di Torino, del Ministero della Difesa, degli Uffici Scolastici Regionali, del Premio Campiello Giovani. Il supporto organizzativo è del Liceo Massimo D’Azeglio di Torino.
La RAI è main media partner dell’iniziativa, in particolare con RAI Cultura, RAI RADIO3 e RAI Italia.

Oltre alle tradizionali medaglie, le ragazze e i ragazzi vincitori riceveranno i premi in denaro previsti dal Programma nazionale di valorizzazione delle eccellenze del Miur, e dal Progetto “I fuoriclasse della scuola” della FEDUF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio); inoltre soggiorni studio in Italia e all’estero, libri, vocabolari e penne stilografiche. I premi sono offerti da: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero degli Affari Esteri, Festival di Ravenna Dante 2021, Accademia Italiana – Scuola di italiano in Italia Salerno, Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, Aurora Penne, AIE-Associazione Italiana Editori, Giulio Einaudi Editore, Hoepli, Mondadori Education, Editrice San Marco, Zanichelli, “Parole in cammino” – Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia.


Programma

Olimpiadi di Astronomia: proclamati i vincitori

Olimpiadi di Astronomia: proclamati i vincitori.
Cinque di loro formeranno la squadra nazionale
che rappresenterà l’Italia alle Olimpiadi Internazionali

Si è conclusa ieri,  presso il Liceo Scientifico e delle Scienze Applicate “G. Aselli” di Cremona, la Fase finale della XV edizione delle Olimpiadi Nazionali di Astronomia, alla quale hanno partecipato, dal 4 al 6 aprile, 41 finalisti provenienti da tutt’Italia, di cui 20 per la categoria Junior (anno di nascita 2002-2003) e 21 per la categoria Senior (anno di nascita 2000-2001).

Le studentesse e gli studenti finalisti sono arrivati alla fase finale dopo una severa Fase di Preselezione alla quale hanno partecipato circa 6000 ragazze e ragazzi provenienti da 203 scuole dalla quale sono stati scelti gli 850 ammessi alla Gara Interregionale nelle 14 sedi predisposte su tutto il territorio nazionale.

Le vincitrici e i vincitori delle finali sono:

Categoria Junior:

  1. Aiello Marianna – Liceo Scientifico Statale “G. Galilei” – Catania
  2. Gibilaro Andrea – Liceo Scientifico Statale “G. Galilei” – Catania
  3. Caccese Pietro – Liceo Scientifico Statale “G. Mercalli” – Napoli
  4. Sanseverinati Sara – Liceo Scientifico Statale “G. Bruno” – Budrio (BO)
  5. Verduci Alexia – I.I.S. Statale “L. Nostro – L. Repaci” – Villa San Giovanni (RC)

Categoria Senior:

  1. Tropea Ferdinando Stefano – Liceo Scientifico e delle S.A. Statale “Leonardo da Vinci” – Reggio Cal.
  2. Fazzino Giulia – Liceo Scientifico e delle S.A. Statale “Leonardo da Vinci” – Reggio Calabria
  3. Benotto Pietro – Liceo Scientifico e delle S.A. Statale “G. Vallauri” – Fossano (CN)
  4. Latella Luca – Liceo Scientifico e delle S.A. Statale “Leonardo da Vinci” – Reggio Calabria
  5. Boscardin Sebastiano – Liceo Scientifico e delle S.A. Statale “G.B. Quadri” – Vicenza

I primi tre classificati per la categoria Junior e i primi due della categoria Senior formeranno la squadra italiana che rappresenterà il nostro Paese alla XXII edizione delle Olimpiadi Internazionali di Astronomia.

I primi due classificati della categoria Senior e componenti della squadra nazionale saranno inoltre invitati a partecipare ad uno stage di formazione presso il Telescopio Nazionale Galilei (TNG) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) alle isole Canarie (Spagna).

I dieci vincitori saranno invitati a partecipare alla Scuola Estiva di Formazione (SEF) organizzata dalla Società Astronomica Italiana (SAIt). La partecipazione è obbligatoria per i 5 componenti della squadra nazionale.

Le Olimpiadi Italiane di Astronomia sono promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale d’Istruzione – che le affida alla Società Astronomica Italiana (SAIt), che le organizza in collaborazione all’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

LEGGE 107/2015, CON APPROVAZIONE DECRETI UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO

LEGGE 107/2015, CON APPROVAZIONE DECRETI UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO
“La Buona Scuola fa un passo avanti e due indietro. Rispetto alle stesure originarie di alcune deleghe della legge 107/2015, i decreti attuativi che questa mattina hanno ottenuto il via libera del CdM risultano più confusi e in talune parti peggiorati”. È un giudizio in chiaroscuro quello espresso da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, sul pacchetto scuola approvato questa mattina dal Consiglio dei Ministri. 
“Ovviamente ci riserviamo un’analisi più approfondita dopo l’esame dettagliato dei testi dei decreti – precisa Di Meglio – ma da quanto si evince finora restiamo perplessi riguardo alcune scelte adottate dal Governo. Anche sul fronte delle risorse stanziate, è evidente che sono del tutto insufficienti per realizzare gli interventi promessi nei decreti. Resta comunque fermo il nostro dissenso sulla legge 107 e continueremo a batterci affinché venga modificata”. 
“Per quanto riguarda il nuovo sistema di reclutamento – afferma il coordinatore nazionale – riteniamo grave che l’abilitazione all’insegnamento sia stata sostituita da una semplice specializzazione: si tratta di una modifica per legge dello status giuridico dei docenti che vengono così dequalificati a laureati specializzati, in contrasto con l’attuale modello di riconoscimento delle abilitazioni adottato negli altri Paesi dell’Unione Europea”.
Forti le critiche anche sul sistema integrato 0-6 anni: “Il potenziamento è previsto soltanto nell’ambito delle quote di organico di potenziamento già attribuite. In concreto – spiega Di Meglio – il potenziamento sulla scuola dell’infanzia potrebbe essere concesso solo con compensazioni in negativo sulla quota di potenziamento della secondaria di secondo grado. Dunque, nessun potenziamento per l’infanzia. Tutto ciò è in netto contrasto rispetto a quanto promesso da quasi tutte le forze politiche nel dibattito in Commissione parlamentare”.
Di Meglio si dice soddisfatto, invece, sul fronte della valutazione per il mantenimento nel primo ciclo dei voti numerici e della sufficienza in tutte le materie per l’ammissione all’esame di Maturità, “due punti che accolgono le richieste avanzate dalla Gilda degli Insegnanti in sede di audizione, così come consideriamo una nostra vittoria aver ottenuto la semplificazione del percorso di stabilizzazione per i docenti abilitati di seconda fascia”.