Dirigenti scolastici: il resoconto dell’incontro di oggi al Miur su valutazione e non solo

Dirigenti scolastici: il resoconto dell’incontro di oggi al Miur su valutazione e non solo

Nella tarda mattinata di oggi e nel primo pomeriggio si è svolto l’incontro convocato dal MIUR sulla valutazione dei dirigenti. L’incontro – che ha avuto carattere politico ed è stato presenziato dal capo di Gabinetto, dott.ssa Bono – si è svolto in un clima costruttivo di ascolto.

Le Organizzazioni Sindacali hanno rappresentato le difficoltà connesse al modello di valutazione costruito dal Miur, difficoltà che la stessa Amministrazione ha riconosciuto, rilevando criticità sui tempi di realizzazione delle procedure, sulle modalità di costituzione dei nuclei e sulla formazione degli operatori, sulle differenze registrate nelle varie Regioni circa la definizione degli obiettivi da parte degli USR.

Come avevamo chiesto formalmente già nel Convegno svoltosi a dicembre a Roma e relativo alla Dirigenza scolastica, la dott.ssa Bono ha dichiarato che per quest’anno non vi saranno effetti sulla retribuzione di risultato, che sarà perciò erogata secondo le note modalità legate alle fasce di complessità.

L’Amministrazione intende comunque sperimentare i meccanismi della valutazione dei dirigenti, con l’obiettivo di una piena applicazione nel prossimo anno scolastico. Ha però accolto la richiesta di convocare un “tavolo tecnico” affinché possano essere esaminate misure di regolazione di alcuni aspetti della Direttiva 36/2016, “tavolo” previsto per il prossimo 18 aprile.

Se riteniamo positivo che finalmente sia stata ufficializzata l’intenzione di separare quest’anno la valutazione dalla retribuzione di risultato, attendiamo le risultanze del prossimo confronto su molti aspetti che riteniamo siano da modificare nella Direttiva 36/2016.

D’altra parte, durante l’incontro abbiamo sottolineato che la questione relativa alla valutazione non può essere esaminata se non che in un quadro generale relativo alle condizioni di lavoro dei dirigenti scolastici. Riteniamo che leve essenziali per l’esercizio della funzione dirigenziale siano le segreterie funzionanti, la presenza del DSGA, la possibilità di nominare il primo collaboratore e di prevederne l’esonero indipendentemente dalla composizione dell’organico di potenziamento, la riduzione delle reggenze e delle innumerevoli incombenze burocratiche alle quali i dirigenti devono dedicare tanta parte del loro tempo, la semplificazione di molte procedure.

Su questi argomenti, l’Amministrazione ha fornito alcune risposte. Ha accolto la nostra richiesta di costituire una Commissione interdipartimentale che individui gli adempimenti che sono ridondanti, inutilmente richiesti o che potrebbero essere semplificati e si è impegnata a verificare soluzioni anche per via amministrativa. Ha poi comunicato che finalmente ha visto la luce l’help desk sugli aspetti amministrativo-contabili. Il servizio sarà accessibile in prima battuta a tutte le scuole della Toscana, per essere poi esteso a tutto il Paese.

E’ stato anche comunicato che la revisione del Decreto Interministeriale 44/2001 è ormai quasi completa e che presto si provvederà ad una informativa su questo importante ed atteso provvedimento che dovrebbe snellire le procedure e semplificare le attività, introducendo elementi di chiarezza nello svolgimento dell’attività negoziale.

Sempre in tema di molestie burocratiche, circa l’applicazione del D.lgs. 33/2013 come modificato dal D.lgs. 97/2016, la dott.ssa Bono ha confermato che l’incarico di Responsabile della trasparenza sarà attribuito, con specifico decreto di nomina, ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali e non ai dirigenti scolastici. Analogamente, sulla vicenda del Passweb, è stato confermato che – contrariamente a quanto avrebbe voluto l’Inps – le competenze pensionistiche non saranno attribuite alle scuole, alle quali rimarrà il compito di effettuare la ricostruzione di carriera e di aggiornare il sistema informativo.

Ulteriore interessante informazione è stata fornita su richiesta specifica della Cisl Scuola sulla questione dei contratti di pulizia delle scuole. Come è noto, la censura dell’ANAC e i rilievi dell’Antitrust, hanno esposto in taluni casi i dirigenti scolastici a gravi responsabilità, in relazione alla prosecuzione dei servizi di pulizia relativi alla convenzione CONSIP rescissa. Con una previsione che sarà inserita in norma, i contratti stipulati potranno continuare ad esprimere i propri effetti sino al 31 agosto 2017. Questo consentirà di fornire una copertura normativa alla prosecuzione delle attività di pulizia con le medesime imprese, sollevando i dirigenti scolastici da responsabilità non certo dipendenti dalla loro volontà.  Sarà inoltre prevista nella norma una rideterminazione dei costi a parità di prestazioni, adeguandoli alla media dei prezzi dei lotti ove la Convenzione CONSIP non è stata risolta. Dal 1°.9.2017 sarà attivata dal Miur una procedura centralizzata per la stipula di un nuovo contratto, al quale le scuole potranno aderire. Dall’a.s. 2018/19 sarà attiva una nuova convenzione CONSIP.

Sono state fornite, inoltre, notizie sul prossimo corso concorso per i dirigenti scolastici. Dopo i rilievi avanzati da Funzione Pubblica e dal MEF, il Regolamento è stato modificato e sarà inviato al CSPI, oltre che al Consiglio di Stato per il prescritto parere e alla Corte dei Conti per la registrazione e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il CSPI si esprimerà nei primi giorni di maggio e si ritiene che per la fine dello stesso mese finalmente uscirà il Regolamento. Il Bando sarà pubblicato prima dell’estate e comunque vi sarà un altro anno di passione per l’alto numero delle scuole prive di dirigente scolastico e che dovranno essere affidate in reggenza. L’informativa sul Regolamento sarà fornita alle Organizzazioni Sindacali il prossimo 19 aprile.

La Cisl Scuola, infine, ha richiamato il tema della sostanziale emergenza retributiva e della necessità di una perequazione economica sia verso le dirigenze delle altre amministrazioni sia entro il comparto. La dott.ssa Bono ha affermato che è intenzione della Ministra affrontare con determinazione e metodo questo tema anche attraverso il prossimo rinnovo contrattuale, avendo come obiettivo tendenziale l’equiparazione di natura giuridica ed economica alle altre dirigenze. A tal proposito, ha ricordato la disponibilità della Ministra alla costruzione partecipata dell’Atto di indirizzo con le Organizzazioni Sindacali. Il “tavolo di lavoro” su questo tema dovrebbe essere attivato a fine aprile.

Societa’ italiana di Psichiatria: ecco in 12 punti la Carta della Salute Mentale

Redattore Sociale del 12-04-2017

Societa’ italiana di Psichiatria: ecco in 12 punti la Carta della Salute Mentale

ROMA. Presentato alle Istituzioni e ai decision-makers il documento con l’elenco delle priorita’, all’insegna del dialogo costruttivo, della sostenibilita’ e del pragmatismo, per rendere migliore possibile la qualita’ di vita dei pazienti affetti da disturbi mentali. Questo l’obiettivo del Convegno “Il nuovo approccio integrato della societa’ italiana di psichiatria: presentazione ufficiale della Carta della Salute Mentale”, realizzato grazie al contributo non condizionato di Lundbeck ed Otsuka. L’Organizzazione Mondiale della Sanita’ ha predisposto un Piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2020, rivolto a tutti gli Stati membri. Considerando l’attuale situazione italiana in tema di gestione della salute mentale, oggi ritenuta di “emergenza”, la Societa’ Italiana di Psichiatria in collaborazione con la Societa’ Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, al Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale e alla Fondazione Progetto Itaca Onlus, ha elaborare la “Carta della Salute Mentale”. “Considerati gli obiettivi indicati dall’Oms in tema di gestione della salute mentale, la Societa’ Italiana di Psichiatria ha fortemente voluto la costituzione di un gruppo di lavoro, che ha visto la partecipazione di societa’ scientifiche coinvolte e associazioni di pazienti e familiari, per elaborare quelle che sono le esigenze prioritarie per rendere migliore possibile la qualita’ di vita dei pazienti affetti da disturbi mentali. In Italia l’interesse verso la gestione di questi pazienti sembra essere scesa e cosi’ tanto che ci troviamo attualmente in una situazione che definiamo di ’emergenza’ da un punto di vista clinico-gestionale, sociale ed economico- ha spiegato il professor Claudio Mencacci, Presidente Societa’ Italiana di Psichiatria (Sip) e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze Asst Fatebenefratelli – Sacco, Milano- Infatti, mancano delle opportune verifiche sul raggiungimento degli obiettivi delle ultime iniziative ministeriali, a garanzia dell’applicazione dei Lea e di standard di qualita’, confrontabili con l’assistenza psichiatrica in tutte le Regioni. Con la Carta della Salute Mentale speriamo che siano definite una volta per tutte le risorse e le modalita’ a tutela vera dei pazienti”.

Il Convegno e’ stata anche l’occasione per presentare i dati di una recente ricerca del Eehta del Ceis e dell’Universita’ di Roma “Tor Vergata” realizzata analizzando l’impatto economico e finanziario della schizofrenia (uno tra i disturbi mentali piu’ gravi) sia sul sistema previdenziale e sociale (costi indiretti) che sanitario (costi diretti). “In Italia 300 mila persone sono colpite dalla schizofrenia. Dallo studio emerge un peso economico pari a circa il 2,3% dell’intera spesa sanitaria nazionale. Si stima, infatti, che l’impatto economico e sociale della schizofrenia ammonti a quasi 2,7 miliardi di euro annui, divisi equamente tra costi diretti e indiretti, questi ultimi dovuti principalmente alle pensioni di inabilita’, alla perdita di produttivita’ e all’assistenza dei famigliari. Adottando un modello gestionale basato sull’approccio diagnostico terapeutico e’ possibile ottenere un risparmio immediato, gia’ dopo un anno, di 12 milioni di euro che potrebbero salire fino a 90 milioni nei successivi cinque anni. Visto quindi il peso economico e sociale delle malattie mentali e della schizofrenia in particolare, sarebbe auspicabile un supporto economico e finanziario aggiuntivo pubblico, per sostenere la cura e la prevenzione di queste patologie”, ha raccontato il professor Francesco Saverio Mennini, Research Director – Economic Evaluation and Hta, Ceis, Universita’ degli Studi di Roma “Tor Vergata”. “Il Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale opera da oltre 20 anni e ha l’adesione di 50 associazioni di familiari e di utenti. Il Coordinamento e’ impegnato nella lotta allo stigma e nell’integrazione sociale, lavorativa e abitativa di queste persone. Nonostante sia stato fatto molto relativamente alla Salute Mentale molto rimane ancora da fare. La Carta della Salute Mentale riassume tutte le richieste che da anni chiediamo ed e’ di buon auspicio il fatto che sia stata elaborata a livello nazionale in accordo tra professionisti e associazioni che finalmente sono uniti con un unico obiettivo che e’ quello di promuovere il benessere delle persone con disagio mentale. Ci auguriamo che la Carta per la Salute Mentale sia un ulteriore richiamo al Ministero della Salute affinche’ verifichi l’applicazione di quanto previsto dalle leggi vigenti in materia di salute mentali; tali normative sono condivise dalle associazioni che chiedono solo quello che a loro spetta. Infine migliorando la qualita’ dei servizi si ottiene un grande risparmio economico e, soprattutto, una migliore qualita’ di vita”, ha detto Gemma Del Carlo, Presidente del Coordinamento Toscano delle Associazioni per la Salute Mentale.

Di seguito riassunti i 12 punti della ‘Carta della Salute Mentale’:
1. Garanzie sull’applicazione dei Lea riguardanti l’assistenza psichiatrica in tutta Italia;
2. La realizzazione di iniziative ministeriali e del coordinamento delle Regioni, che garantiscano standard di qualita’ confrontabili dell’assistenza psichiatrica in tutte le Regioni;
3. Lo stanziamento di un fondo destinato all’assistenza psichiatrica (pari ad almeno il 6% del Fondo Sanitario Nazionale);
4. La definizione di Pdta condivisi e integrati con i Piani di trattamento individuale (Pti) ed i Progetti terapeutico riabilitativi personalizzati (Ptpr) in collaborazione con le Associazioni;
5. Un maggior coinvolgimento delle farmacie ospedaliere e territoriali nel monitoraggio di farmacovigilanza e dell’aderenza terapeutica;
6. Lo sviluppo ed il supporto in tutte le Regioni di alternative alle strutture psichiatriche con assistenza permanente, quali il co-housing;
7. L’assunzione di personale qualificato e stabile;
8. Lo stanziamento di fondi in favore di progetti di ricerca in ambito neuropsicofarmacologico;
9. L’adozione di una strutturata campagna di prevenzione per raggiungere i soggetti a rischio;
10. L’educazione contro lo stigma delle malattie mentali;
11. L’implementazione delle Rems e soluzioni alternative;
12. La ricostituzione di un tavolo di lavoro interministeriale ed interregionale che definisca e monitori politiche in tema di reintegrazione graduale dei pazienti nel contesto lavorativo e supervisioni l’implementazione delle attivita’ di miglioramento dell’assistenza psichiatrica su tutto il territorio nazionale, conclude la Societa’ Italiana di Psichiatria. (DIRE)

Sull’accantonamento di parte del FIS

Sull’accantonamento di parte del FIS per la mancata supplenza di collaboratori scolastici e personale di segreteria.
L’assemblea sindacale dell’IC 20 di Bologna ha deciso – come molte scuole italiane – di individuare una parte del Fondo d’Istituto per sostenere il personale ata per i periodi in cui sarà in malattia e non verrà sostituito. Infatti da quasi 2 anni è in vigore una norma (art. 1 comma 333 della Legge di Stabilità dell’epoca) che proibisce di sostituire i collaboratori scolastici per la prima settimana di assenza e il personale di segreteria per qualunque assenza (la stessa norma proibisce anche di supplire gli insegnanti per il primo giorno di assenza). Questa disposizione ha portato come conseguenza grossi problemi di vigilanza e pulizia nelle scuole mentre rallenta in maniera rilevante molti lavori di segreteria, oltre ad aggravare il carico di lavoro del personale.
L’unico strumento per far fronte all’emergenza è sostenere economicamente il lavoro straordinario del personale collaboratore e di segreteria che si trova a coprire parte del lavoro degli assenti. Così, in un’ottica di condivisione, l’assemblea di insegnanti, collaboratori e personale di segreteria ha deciso di stornare una cifra per fare fronte alle emergenze create da questa legge.

Ovviamente queste somme sono state sottratte agli usi cui erano destinate: progetti didattici, incarichi di tutoraggio, attività di recupero dei bambini in difficoltà. In questa situazione incresciosa però ogni scuola si trova a dover decidere cosa fare, e la continuità amministrativa e di pulizia e vigilanza ci è parsa altrettanto importante.

Tutta l’assemblea però è concorde nel deplorare questa situazione in cui la legge ci ha gettato, caricando sulla responsabilità delle singole scuole e dei lavoratori un compito e un onere cui sarebbe tenuta l’amministrazione dello stato e quindi il governo in carica. Ci autotassiamo per fare andare avanti la scuola. E’ una vergogna.

Chiediamo che la norma venga cassata al più presto! Abbiamo scritto queste righe perché siamo stanchi di coprire in silenzio le scelte politiche compiute contro la scuola e vogliamo che la società civile, a partire dai genitori dei nostri allievi, sappiano cosa sta succedendo. Chiediamo ai sindacati di prendere la parola pubblicamente contro questa assurdità, e di non lasciare questo peso unicamente sulle spalle dei lavoratori delle singole istituzioni.

NO AL CAMBIO PANNOLINO e alla PULIZIA INTIMA dell’alunno disabile

NO AL CAMBIO PANNOLINO e alla PULIZIA INTIMA dell’alunno disabile.

Siamo tutti a conoscenza che con molta probabilità “gli addetti ai lavori” inseriranno nel prossimo Contratto, tra le mansioni del profilo del Collaboratore Scolastico, il cambio obbligatorio del pannolino per l’alunno disabile.

E’ una vergogna perché tutti sanno che sono operazioni sicuramente molto delicate e intime da non poter rientrare nel profilo professionale del Collaboratore e sarebbe del tutto arbitrario e illegittimo obbligarlo a questa mansione così problematica, perché non è uno “specialista” e non ha una preparazione professionale specifica in tal senso.

Pertanto, innanzitutto occorrerebbe anche il suo consenso, e poi, trattandosi di un’attività delicata, i Collaboratori Scolastici devono essere opportunamente formati prima di assumere questo incarico dal Dirigente Scolastico.

Riteniamo giusto e ribadiamo che un Corso di Formazione/Aggiornamento non basta ma che, per cambiare un pannolino ad un alunno disabile, sia necessaria una adeguata e seria formazione professionale socio-sanitaria, nell’interesse e per il rispetto del ragazzo con gravi disabilità.

Naturalmente rientra nel mansionario del Collaboratore Scolastico l’ASSISTENZA di BASE agli alunni diversamente abili, cosi come previsto dal C.C.N.L comparto scuola.

Pertanto la Feder.ATA rivendica il SI, “…nel prestare ausilio materiale agli alunni portatori di handicap nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale anche con riferimento alle attività previste dall’art. 47”…, ma si oppone fermamente e dice NO al Cambio pannolino e alla pulizia intima dell’alunno disabile.

Purtroppo quello che stanno decidendo su questo delicato argomento, va nella direzione sbagliata e penalizzerà ancora una volta i più deboli e gli indifesi: gli alunni portatori di gravi disabilità, i quali verranno “accuditi” da personale non preparato e non qualificato, che potrebbe, involontariamente procurare altri danni a questi ragazzi già “segnati da un triste destino”

Lotteremo per i diritti dei nostri Colleghi Collaboratori Scolastici, i quali debbono poter svolgere serenamente e con professionalità il loro servizio all’interno della comunità scolastica, con particolare riguardo agli alunni con gravi disabilità, che hanno bisogno di personale qualificato, in grado di prendersi amorevolmente cura di loro, con competenze serie e certificate.

Non sarà una battaglia facile, ma la Feder.ATA è intenzionata a non mollare sulle giuste rivendicazioni per il Personale ATA.

Scuola, siglata l’intesa definitiva sulla mobilità

Scuola, siglata l’intesa definitiva sulla mobilità

Fedeli:“Siamo soddisfatti, è il primo passo per un avvio positivo del prossimo anno scolastico”

Oggi l’ordinanza, per il personale docente domande dal 13 aprile al 6 maggio
Siglato ieri sera, in via definitiva, il contratto integrativo di mobilità del personale della scuola. Le docenti e i docenti potranno fare domanda da domani, 13 aprile, fino al 6 maggio attraverso la piattaforma dedicata (SIDI). Per il personale Ata (Ausiliario, tecnico e amministrativo) la domanda potrà essere presentata dal 4 al 24 maggio prossimi. Oggi sarà emanata l’apposita ordinanza, che in serata sarà resa disponibile sul sito del Ministero nella sezione relativa alla Mobilità.

Sempre ieri è stato siglato, in via preliminare, l’accordo sulle modalità di individuazione per competenze delle e dei docenti. Si tratta della nuova procedura di assegnazione alle scuole del personale per la copertura dei posti vacanti prevista dalla Buona Scuola. Questo è il secondo anno di attuazione. L’individuazione per competenze prevede che le e gli insegnanti di ruolo non siano più attribuiti alle scuole esclusivamente sulla base di anzianità e punteggi, come avveniva in passato. Oggi sono le scuole ad individuare tra le docenti e i docenti presenti nel proprio ambito territoriale, quelle e quelli più corrispondenti, per profilo professionale, al proprio progetto formativo.

Con l’intesa siglata ieri si punta a valorizzare il lavoro collegiale all’interno delle istituzioni scolastiche. I requisiti per l’individuazione delle e dei docenti saranno adottati dal dirigente scolastico, previa delibera del Collegio dei docenti su proposta dello stesso dirigente. Le insegnanti e gli insegnanti sono infatti individuati in coerenza con il Piano triennale dell’Offerta Formativa, deliberato in modo collegiale all’interno delle scuole. Una volta adottati i requisiti, le e i dirigenti scolastici effettueranno poi le procedure di individuazione delle insegnanti e degli insegnanti per la copertura dei posti vacanti.

La Ministra Valeria Fedeli si dichiara “soddisfatta” per l’intesa siglata ieri. “La mobilità – spiega – rappresenta il primo importante tassello per l’avvio positivo del prossimo anno scolastico. L’intesa ci consente di rispettare i tempi che ci eravamo dati per far partire le operazioni. L’accordo sull’individuazione per competenze contribuisce poi a ristabilire un clima di reciproco rispetto di funzioni e ruoli e di lavoro comune per le studentesse e gli studenti, valorizzando la collaborazione fra organi collegiali e dirigenza”.


De Filippo: “Bene intesa su mobilità.
Continua attuazione della riforma nell’ottica del dialogo”

“Con l’intesa siglata ieri si fa un passo avanti per un positivo avvio del nuovo anno scolastico”. Così il Sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo sulla firma del contratto di mobilità.
“L’accordo è frutto di un intenso lavoro di confronto. L’attuazione della riforma va avanti nell’ottica del dialogo e della collaborazione con l’obiettivo – conclude – di dare a studentesse e studenti una scuola di qualità”.

Programma PRIMA

Ricerca, raggiunto l’accordo sull’attuazione del programma PRIMA
Mezzo miliardo di euro in dieci anni su “food and water”

La ricerca e l’innovazione nel settore idrico e agro-alimentare possono rappresentare uno strumento importante per il dialogo e la cooperazione fra i paesi euro-mediterranei e per uno sviluppo economico e sociale sostenibile e duraturo nel tempo.

Questo è il segnale che proviene da Bruxelles dove è stato raggiunto ieri l’accordo fra Parlamento europeo e Consiglio europeo, supportati dalla Commissione europea, per la creazione dell’Agenzia per l’attuazione del programma PRIMA, Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area. Si tratta di un programma che, nei prossimi dieci anni, gestirà oltre mezzo miliardo di euro sui temi dell’innovazione nei sistemi alimentari, delle tecnologie per la sostenibilità e la sicurezza in agricoltura, dell’uso efficiente delle risorse idriche.
Tra le risorse messe a disposizione, 220 milioni arriveranno dalla Commissione europea nell’ambito del programma quadro per la ricerca Horizon 2020, e oltre 300 milioni dai 18 Paesi partecipanti, che attualmente sono 11 Paesi dell’UE (Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo,  Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna) e 7 Paesi non UE (Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia).

“Il progetto di cooperazione PRIMA aiuterà a migliorare la salute e il benessere dei popoli che vivono nell’area mediterranea – ha sottolineato Chris Agius, segretario parlamentare della presidenza maltese del Consiglio dell’Unione Europea – e incoraggerà la crescita economica e la stabilità nel lungo periodo. L’accordo raggiunto permetterà al programma  PRIMA di essere operativo dall’inizio del 2018, come avevamo prefissato”.

“Per affrontare le grandi sfide ambientali e sociali del Mediterraneo – ha evidenziato la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli – la ricerca e l’innovazione possono svolgere un ruolo centrale. Sistemi agricoli più sostenibili, miglior uso dell’acqua e sviluppo delle imprese del settore alimentare possono contribuire alla crescita economica e sociale dell’area, anche ai fini della gestione dei fenomeni migratori. Alzare muri non porta a nulla. Dobbiamo costruire ponti fra i popoli e il Miur, con la guida dell’iniziativa PRIMA, si sta fortemente impegnando in tale direzione”.

“Dopo 5 intensi anni di lavoro  – ha aggiunto Angelo Riccaboni, docente dell’Università di Siena e coordinatore del Consorzio PRIMA per conto del MIUR – è stato  raggiunto un traguardo prezioso per il rafforzamento della cooperazione euro-mediterranea, con il contributo determinante del Miur che, come leader del Programma, ha sempre creduto nell’importanza strategica dell’iniziativa ai fini di uno sviluppo sostenibile dell’area del Mediterraneo”.

Ora che è stato raggiunto l’accordo istituzionale, inizia il percorso operativo che porterà a lanciare i primi bandi per finanziare partnership di ricerca e innovazione fra istituzioni  e imprese delle due coste mediterranee a fine 2017.

MOBILITÀ

MOBILITÀ, GILDA NON FIRMA CONTRATTO
“Non abbiamo firmato il contratto sulla mobilità 2017/2018 per coerenza con la posizione di intransigente contrarietà verso la chiamata diretta e agli ambiti territoriali previsti dalla legge 107/2015”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.
“Apprezziamo lo sforzo della ministra Fedeli di tentare una faticosa mediazione per mitigare temporaneamente gli effetti negativi della riforma – afferma Di Meglio – ma non è bastato per superare le criticità maggiori. I cosiddetti criteri oggettivi, cui dovrebbe attenersi il dirigente scolastico per individuare i docenti da impiegare nella propria scuola, non tengono in alcun conto l’esperienza professionale maturata nella disciplina insegnata, mentre vengono valorizzate competenze di semplice carattere organizzativo. Anche la possibilità di scegliere fino a un massimo di cinque scuole è transitoria, in quanto – spiega il coordinatore nazionale – dal prossimo anno scolastico opererà in pieno la legge che prevede esclusivamente i trasferimenti su ambiti territoriali”.
“Le problematiche, dunque, si riproporranno inalterate e immaginiamo già lo stato di confusione in cui si ritroveranno le scuole che dovranno provvedere alla chiamata diretta. Il nostro obiettivo – conclude Di Meglio – resta l’urgente modifica della legge 107 con l’eliminazione di ambiti e chiamata diretta”.