Inserimento lavorativo, Aipd e Jobmetoo uniscono le forze

Redattore Sociale del 20-04-2017

Inserimento lavorativo, Aipd e Jobmetoo uniscono le forze

Firmato il protocollo tra l’associazione delle persone con sindrome di Down e l’agenzia per l’inserimento lavorativo delle categorie protette: prevede una collaborazione, capace di far incontrare aziende e aspiranti lavoratori.

ROMA. Una nuova sinergia per facilitare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e, in particolare, con sindrome di Down: è stato appena siglato il protocollo tra l’Aipd, l’associazione delle persone con sindrome di Down, e Jobmetoo, l’agenzia che, tramite il suo portale, favorisce l’inserimento lavorativo delle categorie protette. L’accordo prevede una collaborazione reciproca: da un lato l’Aipd offrirà le proprie competenze sulla disabilità intellettiva, permettendo così all’azienda Jobmetoo di conoscere più da vicino la sindrome Down; dall’altro l’associazione potrà usufruire dei servizi del portale dedicato agli inserimenti lavorativi di categorie protette. Questo aumenterà le possibilità di inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down e farà entrare Aips nel network Jobmetoo e delle aziende e imprenditori interessati agli inserimenti lavorativi delle persone con disabilità.

“Siamo molto soddisfatti di questa nuova collaborazione – ha affermato Paolo Virgilio Grillo, presidente dell’Aipd – questo protocollo sarà utile ai nostri figli nella ricerca di un lavoro e ci accredita ulteriormente come realtà che fa formazione e che ha una credibilità sul mercato del lavoro”. Stessa soddisfazione da parte di Daniele Regolo, fondatore di Jobmetoo: “Abbiamo già avuto delle esperienze molto significative in Lombardia con inserimenti di ragazzi con Sindrome di Down nelle farmacie del territorio. Con questa partnership vogliamo dare un impulso su disabilità generalmente considerate impegnative ma che possono trovare ottime collocazioni lavorative”.

Bonus Stradivari

Bonus strumenti musicali

Tutto pronto per accedere al cosiddetto “Bonus Stradivari” per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo per motivi di studio. Usufruendo del contributo previsto dalla Legge di bilancio 2017, studentesse e studenti iscritti a corsi di studio specifici (AFAM, Licei musicali) avranno diritto ad uno sconto sul prezzo di vendita praticato dal rivenditore o dal produttore. Il contributo spetta una tantum per gli acquisti effettuati nel 2017 per un importo non superiore al 65%o del prezzo finale, per un massimo di 2.500 euro. Dalla giornata di oggi gli esercenti possono inviare la richiesta del credito di imposta all’Agenzia delle entrate utilizzando i canali tematici dedicati.
Chi può richiedere lo sconto – Il bonus è riservato alle studentesse e agli studenti iscritti ai Licei musicali, ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento ed ai corsi di diploma accademico di I e di II livello dei Conservatori di musica, degli Istituti superiori di studi musicali e delle Istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate pubblicato a marzo contiene l’elenco degli istituti riconosciuti ai fini dell’agevolazione. Per accedere al bonus è necessario essere in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l’iscrizione all’anno 2016/2017 o 2017/2018.
Che cosa deve fare lo studente – Il contributo è concesso per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi cui si è iscritti, o considerato “affine” o “complementare”. Il contributo spetta anche per l’acquisto di un singolo componente dello strumento, ma non per i beni di consumo. Per accedere all’agevolazione occorre richiedere all’istituto un certificato di iscrizione che riporti alcuni dati principali (cognome, nome, codice fiscale, corso e anno di iscrizione, strumento musicale coerente con il corso di studi) da consegnare al rivenditore all’atto dell’acquisto. Agli studenti che hanno già beneficiato della agevolazione per l’acquisto di uno strumento musicale nel 2016, lo sconto spetta al netto del contributo già fruito.
Il credito d’imposta per il rivenditore o produttore – Lo sconto sul prezzo di vendita diventa un credito d’imposta per il rivenditore o produttore, fino a concorrenza dei 15 milioni di euro disponibili, che verranno assegnati in ordine cronologico. Prima di concludere la vendita, l’esercente deve comunicare all’Agenzia il proprio codice fiscale, quello dello studente e dell’istituto che ha rilasciato il certificato di iscrizione, lo strumento musicale, il prezzo di vendita comprensivo del contributo e dell’imposta sul valore aggiunto. Le comunicazioni possono essere effettuate da oggi, 20 aprile 2017, utilizzando i canali telematici Entratel o Fisconline, anche tramite intermediario. Il sistema telematico rilascerà apposita ricevuta attestante la fruibilità o meno del credito di imposta nel limite delle risorse stanziate, in ragione della correttezza dei dati e tenendo conto dell’eventuale contributo già utilizzato dallo studente nel 2016. A partire del secondo giorno lavorativo successivo alla data di rilascio della ricevuta, il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici Entratel o Fisconline e indicando il codice tributo 6865.

L’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Lo stato dell’arte: quali prospettive?

Mercoledì 26 aprile dalle ore 18 alla Casa per la Pace “La Filanda”, in via Canonici Renani 8 a Croce di Casalecchio (Bo), è in programma l’incontro, con cena collettiva, dal titolo “L’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Lo stato dell’arte: quali prospettive?“.

L’iniziativa comincerà con la presentazione di tre esperienze positive nel territorio raccontate dalle protagoniste: l’insegnante di sostegno Cristina Triani parlerà di “Andrea“, un’esperienza realizzata nella scuola primaria XXV Aprile (Istituto Comprensivo Croce); Silvia Bassani di Futura associazione racconterà del percorso d’inclusione attuato nel nido d’infanzia Mazzoni (quartiere Savena, Bologna) dal titolo “Le diversità regalano sfumature“; Sandra Negri del Centro Documentazione Handicap presenterà “Oltre la copertina“: percorsi d’incontro con la diversità attraverso i libri, la scrittura in simboli e la relazione educativa realizzati con la scuola secondaria di primo grado Saffi (quartiere San Donato – San Vitale, Bologna).

Alle 19.30, grazie al contributo di ogni partecipante, si cenerà tutti insieme.

Infine, a partire dalle 20.30, ci sarà una discussione sulle tematiche affrontate con Patrizia Sandri (Professoressa associata di Didattica e Pedagogia Speciale dell’Università di Bologna), Carlo Lepri (Psicologo, Università di Genova) e Roberta Caldin (Università di Bologna).

Questa iniziativa – promossa dall’associazione Percorsi di Pace in collaborazione con CDH – Centro Documentazione Handicap, associazione d’iDee e Futura associazione – è collegata a “Un cammino lungo un giorno“, camminata solidale di 24 ore dedicata all’inclusione sociale delle persone con disabilità in programma l’8 e il 9 aprile.

La Scienza si mobilita in tutto il mondo

Studiosi e cittadini statunitensi hanno organizzato per il 22 aprile una marcia per la scienza che ha da subito assunto una veste globale, rilanciata e sostenuta in tantissimi altri paesi d’Europa e del Mondo. Tra questi l’Italia, che ha visto la nascita di un comitato organizzatore indipendente composto da ricercatori, studenti, dottorandi, semplici cittadini. Il testo dell’appello.

La FLC CGIL, che ha tra i propri obiettivi quello di riaffermare e sottolineare il ruolo della scienza nelle nostre società, ha fin dall’inizio favorito questa iniziativa e la sta sostenendo con decisione. Sabato 22 aprile saremo dunque a Roma per partecipare ad una marcia che partirà alle ore 16 da Piazza della Rotonda fino a Campo de’ Fiori. A seguire, dalle ore 17 alle 19, Teach in al Villaggio per la Terra sulla terrazza del Pincio in collaborazione con la Coalizione Clima.

In preparazione della giornata mondiale del 22 aprile per la scienza e la democrazia, la FLC CGIL e la CGIL hanno organizzato per venerdì 21 aprile un incontro dalle ore 9.30 alle 13.30 presso il Salone centrale Enea Roma Sede, Lungotevere Thaon di Revel 76, per discutere di “Clima, Ricerca e Democrazia“. A seguire tavola rotonda. Saranno in videoconferenza i maggiori centri ENEA.
Partecipano all’iniziativa, tra gli altri, Francesco Sinopoli, Segretario generale FLC CGIL e Vincenzo Colla, Segretario nazionale CGIL. Il programma dell’iniziativa.

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Dirigenti scolastici, necessaria la mobilitazione

Dirigenti scolastici, necessaria la mobilitazione

Il confronto sulla valutazione dei dirigenti scolastici, avviato con il MIUR il 12 aprile 2017 a seguito della richiesta unitaria delle scriventi Organizzazioni Sindacali, non ha prodotto i risultati attesi. L’Amministrazione infatti, pur avendo modificato la Direttiva n. 36/2016 col rinvio al prossimo anno degli effetti retributivi conseguenti alla valutazione, ha confermato la scelta di procedere comunque alla classificazione dei dirigenti su tre livelli di raggiungimento degli obiettivi assegnati.

Con questo modo di procedere, che non tiene nella dovuta considerazione le proposte sindacali, risulta disatteso l’impegno a ricondurre queste tematiche all’ambito negoziale, in linea con quanto prevede l’intesa di Palazzo Vidoni sulla contrattazione nei comparti pubblici.

Alla luce di quanto sopra Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e Snals CONFSAL hanno deciso di riunire con urgenza e congiuntamente nei prossimi giorni a Roma i propri organismi sindacali nazionali rappresentativi della dirigenza scolastica, per stabilire le modalità di una necessaria mobilitazione.

Invitano nel frattempo i dirigenti scolastici ad astenersi dall’attuazione degli adempimenti non obbligatori connessi alla valutazione, a partire dalla partecipazione alle attività (non obbligatorie) di formazione.

Roma, 20 aprile 2017

Flc Cgil, Gianni Carlini
Cisl Scuola, Mario Guglietti
Uil Scuola RUA, Rosa Cirillo
Snals Confsal, Pasquale Ragone

Libri Fuori-classe

Tempo di Libri: ecco Libri Fuori-classe
Al via il progetto del mondo del libro per l’Alternanza Scuola Lavoro

Toccafondi (MIUR): Gli studenti conosceranno da vicino il mondo dell’editoria

 

Diffondere e valorizzare nelle nuove generazioni il ruolo culturale del libro come mezzo di trasmissione del sapere, permettendo agli studenti di vivere un’esperienza concreta di lavoro, all’interno dei vari settori in cui si articola il mondo del libro. È questo l’obiettivo del progetto Libri Fuori-classe, presentato oggi a Tempo di Libri, sotto la lettera X dell’alfabeto della Fiera.

A breve la firma di un protocollo d’intesa per l’Alternanza Scuola Lavoro tra la filiera del mondo del libro e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

Il progetto è stato illustrato nella Sala Gotham alla presenza dei presidenti di AIE Federico Motta, di ALI Alberto Galla e di AIB Enrica Manenti e il Sottosegretario di Stato del MIUR, Gabriele Toccafondi. Messo a punto dalle tre associazioni (AIE, ALI e AIB), Libri Fuori-Classe si pone l’obiettivo di supportare le scuole e le aziende del settore, mettendo a disposizione strumenti semplici e innovativi, utili per attivare processi di Alternanza Scuola Lavoro che permettano ai ragazzi di conoscere il mondo del libro e di prepararsi per una esperienza di lavoro in casa editrice, in libreria o in biblioteca. Un’occasione per creare opportunità di accesso al sapere e organizzare iniziative dedicate alla promozione della cultura del libro e alla sensibilizzazione del sistema scolastico sui temi ad essa legati.

 

“L’alternanza – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato del MIUR Gabriele Toccafondi – è far fare esperienza ai ragazzi, con questo progetto i ragazzi delle scuole secondarie avranno la possibilità di conoscere direttamente aspetti significativi del mondo dell’editoria. Competenze specifiche che hanno un’evidente ricaduta in termini di figure professionali e rappresenta un investimento per la scuola e per chi crede nell’inserimento dei ragazzi, all’interno dei luoghi di lavoro, come motore della formazione di studenti qualificati e preparati ad affrontare, dopo gli studi, la realtà lavorativa. La scuola di oggi deve sempre più raccordarsi con le energie positive e produttive delle imprese, delle aziende, del modo del lavoro, per dare ai nostri studenti più competenze, più saperi e dunque più opportunità di lavoro e più potere di scelta”.

 

Il progetto si articola in sei moduli, i primi di orientamento e i successivi più operativi, che potranno essere selezionati dalle scuole secondo le esigenze e in accordo con le realtà ospitanti.

Elemento centrale del progetto è la piattaforma www.librifuoriclasse.it, disponibile a partire da giugno, dove saranno messi a disposizione di scuole e aziende interessate tutti i materiali e dei video appositamente selezionati. Si troverà inoltre l’elenco delle case editrici, librerie e biblioteche dove sarà possibile svolgere i percorsi di Alternanza Scuola Lavoro.


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Studenti italiani campioni di ansia e di internet, ma abbastanza felici della scuola

da Il Sole 24 Ore

Studenti italiani campioni di ansia e di internet, ma abbastanza felici della scuola

di Pierangelo Soldavini

L’Ocse: «Dal benessere dipendono motivazione e apprendimento». La minaccia maggiore rimane il bullismo

Gli studenti sono sufficientemente soddisfatti della loro vita scolastica, ma sono rosi da un’ansia di prestazione decisamente superiore alla media e sono forti consumatori di internet. Entrambi questi fattori non favoriscono l’apprendimento e la motivazione nella carriera scolastica, secondo quanto sottolinea il nuovo rapporto dell’Ocse sul “Benessere degli studenti” pubblicato oggi.

«Le scuole non sono solo luoghi dove gli studenti acquisiscono competenze accademiche: esse sostengono anche gli studenti nella capacità di affrontare i problemi, di c0nnettersi e lavorare in gruppo con le persone attorno e di aumentare le aspirazioni per il loro futuro»: è questo il presupposto dello studio che completa il rapporto Pisa dell’Ocse, quello che valuta periodicamente il grado di preparazione degli studenti quindicenni sulle materie scientifiche e sulla lettura. Il rapporto si spinge così a indagare il grado di soddisfazione e di “felicità” degli studenti per quanto riguarda gli aspetti psicologici e sociali, e il relativo impatto sulle prospettive cognitive. «Non di meno la scuola è il primo ambito in cui i bambini sperimentano le relazioni sociali in tutti i loro aspetti, e questa esperienza può avere un impatto profondo sul loro comportamento e sulle loro attitudini future», sottolinea il rapporto.

Italiani soddisfatti, ma ansiosi. Gli studenti italiani sono poco sotto la media Ocse per quanto riguarda il grado di soddisfazione della loro vita, con un livello di 6,9 (in una scala da 0 a 10) rispetto a una media di 7,3. Nello specifico le scuole in cui gli studenti si ritengono più soddisfatti sono caratterizzate da un clima di disciplina e da un forte sostegno dei docenti nel processo di apprendimento di ciascun ragazzo.

In linea con la media Ocse anche il sentimento di appartenenza, anche se gli studenti con un background di immigrazione registrano una media più bassa rispetto agli altri Paesi Ocse. Ma quello che caratterizza gli studenti italiani è un livello di ansia decisamente più elevato degli altri Paesi: il 56% diventa nervoso quando si prepara a un test (media Ocse: 37%) e il 70% entra in forte ansia di fronte a un test, anche se preparato (56%). «L’ansia scolastica è uno dei maggiori fattori associati a una scarsa soddisfazione con la vita», precisa il rapporto aggiungendo che in Italia «l’ansia scolastica è più frequente nelle scuole in cui si studia per più di 50 ore a settimana, sia a scuola che fuori. Il dato conferma quindi che il tempo passato sui libri non necessariamente è proporzionale all’apprendimento: al contrario, più sono le ore di studio più si rischia una caduta di motivazione. Quello che è invece cruciale è la qualità dello studio, come più volte sottolienato dall’Ocse.

Consumatori estremi di internet. Quasi un quarto dei quindicenni italiani (il 23%) usa internet per oltre sei ore al giorno, fuori dalla scuola, in un normale giorno della settimana, «e sono quindi ritenuti consumatori estremi di internet». Quasi la metà (il 47%) dice di «sentirsi proprio male se non c’è una connesione a internet». Questo non depone in maniera positiva per la carriera scolastica degli studenti: «I consumatori estremi di internet hanno tendenzialmente peggiori risultati a scuola, maggiori probabilità di saltare scuola o arrivare in ritardo, e minori probabilità di conseguire una laurea o un diploma universitario».

L’Ocse non vuole con questo “demonizzare” l’uso di internet, ma prendere atto di un dato di fatto. Il problema, come già sottolineato in uno studio dedicato alla scuola digitale, è che i docenti spesso non sono adeguatamente formati e non riescono quindi a educare i ragazzi a un utilizzo attivo e costruttivo della rete e delle enorme potenzialità che offre. Con il risultato che spesso i ragazzi usano il web, magari anche a scopo didattico, ma come strumento passivo, di mera consultazione.

L’importanza dei genitori. Gli studenti italiano percepiscono un elevato livello di sostegno da parte dei genitori. Quasi la totalità degli studenti (il 96%) segnalano che i genitori sono interessati alle loro attività scolastiche e l’89% che li sostengono quando affrontano delle difficoltà a scuola. Non sempre questo è ritenuto positvo dai docenti, che denunciano una forte invasione di campo dei genitori in ambito didattico. Ma il rapprto sottolinea che «i genitori possono fare la differenza»: non solo seguendo i ragazzi nella loro vita scolastica, ma semplicemente interessando della loro vita in generale, investendo del tempo per parlare con i figli o per pranzare con loro senza fretta. Anche quando si coinvolgono nella scuola, i genitori devono comunque partire da un rapporto con gli insegnanti basato sula fiducia reciproca. L’intervento dei genitori può avere un grosso impatto nell’aiutare a gestire l’ansia dei ragazzi sostenendoli nella loro capacità di affrontare i nodi scolastici.

La minaccia del bullismo. Forse la minaccia maggiore al “benessere” degli studenti è il bullismo. In media nelle scuola dei Paesi Ocse l’11% degli studenti segnala di essere preso in giro più volte al mese, il 7% di essere escluso e l’8% di essere oggetto di pettegolezzi e voci negative. Quasi il 4% dei ragazzi (con picchi che arrivano quasi al 10%) – più o meno uno per classe – segnala di essere picchiato o spinto almeno qualche volta al mese, mentre l’8% denuncia di essere oggetto di bullismo fisico più volte in un anno.

Il rapporto ammette che non ci sono soluzioni preconfezionate per risolvere il problema, ma invita le scuole a aumentare gli sforzi per creare un clima di sicurezza e rispetto reciproco, che comprenda anche la formazione dei docenti su questo specifico aspetto e il coinvolgimento dei genitori. Anche in questo ambito un’attenzione particolare deve essere rivolta per educare gli studenti a un uso più responsabile di internet.