Valutazione e Concorso per dirigenti

Valutazione e Concorso per dirigenti: resoconto incontri al MIUR del 18 e 19 aprile

In data 18 e 19 aprile si sono tenuti i due previsti incontri al MIUR, in prosecuzione della riunione indetta dal Capo di gabinetto il 12 aprile scorso.

Con riguardo alla valutazione dei dirigenti, come anticipato nel comunicato del 13 aprile, vista la decisione dell’Amministrazione di proseguire con la procedura di valutazione, ma sterilizzandone per quest’anno gli effetti sulla retribuzione dei dirigenti, l’ANP ha chiesto di procedere con una modifica della Direttiva in cui si dichiari anche che per questo anno scolastico l’adesione dei dirigenti alla valutazione deve essere volontaria.

L’ANP ritiene insoddisfacente la risposta dell’Amministrazione, che intende invece procedere alla modifica della Direttiva 36 solo con riferimento allo slittamento di un anno degli effetti della valutazione sulla corresponsione della retribuzione di risultato, e dunque disponendo che i dirigenti debbano impiegare tempo in procedure solo burocratiche ed inutili, in quanto prive delle necessarie ricadute sulle condizioni di lavoro e sulla retribuzione dei dirigenti.

Resta confermata l’indisponibilità a compilare il portfolio di valutazione, come una delle azioni di protesta nell’ambito dello stato di agitazione dichiarato dall’ANP lo scorso 3 aprile, determinato dalle condizioni inaccettabili di lavoro dei dirigenti, dal mancato riconoscimento retributivo e dall’assenza di una non più procrastinabile equiparazione al resto della dirigenza.

Alla richiesta ANP di accelerare l’iter di realizzazione del Concorso per l’assunzione di nuovi dirigenti e risolvere così il problema delle reggenze, l’Amministrazione ha risposto comunicando che il Regolamento, che aveva già avuto il parere del CSPI e del Consiglio di Stato, è stato modificato in maniera significativa e tale da rendere necessaria la richiesta di ulteriori pareri. La previsione più ottimistica è che si possa procedere all’emanazione del nuovo regolamento e del bando di concorso entro l’estate, così da avere i nuovi dirigenti in servizio almeno a partire dal settembre 2018.

Gli atenei italiani lanciano i Master online

Gli atenei italiani lanciano i Master online su EduOpen.org

Eduopen ottiene l’accreditamento Miur per la formazione ai docenti: iscrizioni aperte per il primo master rivolto agli insegnanti delle scuole.

Nel primo anno 120 corsi hanno coinvolto 20mila studenti, molti cittadini e professionisti

MILANO – Con 20mila studenti attivi e 120 corsi universitari aperti a tutti nel primo anno di attività, EduOpen.org si prepara a lanciare i primi Master interamente online. Il portale di corsi universitari gratuiti e aperti a tutti creato da 17 atenei italiani in collaborazione con i consorzi Cineca e Garr e supportato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), infatti, ha presentato oggi all’Università di Milano-Bicocca i risultati raggiunti e la nuova offerta formativa, che prevede l’attivazione di tre master interateneo.

 

I primi Master del catalogo Eduopen saranno Innovazione didattica e CLIL ( 60 crediti) dall’Università di Foggia con il supporto tecnico di Edunova, per il quale sono già aperte le iscrizioni e Open e Digital Education I e II (60 crediti formativi) organizzati dalle università di Modena – Reggio Emilia, Bicocca, Foggia, Genova, Bari, Perugia e Salerno. Inoltre, la Libera Università di Bolzano erogherà attraverso EduOpen alcuni moduli del proprio Master Building, Energy, and Environment, realizzato in collaborazione con l’agenzia CasaClima.

 

I corsi sviluppati dagli atenei e offerti da EduOpen hanno visto finora una partecipazione variegata di utenti: studenti universitari, professionisti in cerca di occasioni di alta formazione o semplici cittadini ‘curiosi’. Nonostante si tratti di corsi aperti e gratuiti il tasso di completamento ha superato il 20% contro una media internazionale che a fatica supera l’8%.

 

Da oggi, inoltre, il portale si rivolgerà anche ai docenti delle scuole di tutta Italia, grazie all’accreditamento ministeriale appena ottenuto per sviluppare questo tipo di formazione.

 

«EduOpen offre agli Atenei italiani l’opportunità di promuovere il diritto allo studio e incentivare una formazione qualificata – ha dichiarato Cristina Messa, Rettore dell’Università di Milano-Bicocca – un risultato possibile grazie alle innovative potenzialità della tecnologia digitale come dimostrano i risultati a un anno dal lancio del progetto, che confermano una grande partecipazione e il gradimento di questa nuova metodologia didattica, di cui l’Università di Milano-Bicocca è pioniera insieme ad altri Atenei. Oggi, con la presentazione dei primi Master interamente online, si apre una nuova frontiera per la Digital Education che intende specializzarsi anche in percorsi formativi sempre più professionalizzanti e dall’elevato profilo tecnico-scientifico».
Sergio Ferrari, prorettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, capofila del progetto: “Unimore con il Centro Interateneo Edunova, è impegnata sia nel promuovere la cultura dell’Open Education all’interno dell’ateneo sia nel sostenere le attività tecniche e organizzative della rete EduOpen. Quelli della Digital e Open Education saranno due dei maggiori ambiti di sfida degli atenei nei prossimi anni. Una sfida che l’ateneo di Modena e Reggio Emilia vuole raccogliere e vincere assieme agli altri atenei del network, puntando su qualità e rigore”.
“EduOpen sta rappresentando un’occasione di accesso alla formazione universitaria per molte persone che altrimenti ne sarebbero escluse  – afferma il professor Tommaso Minerva, coordinatore del Network – Il tema dell’Open e della Digital Education sarà un tema cui il sistema formativo italiano, e in particolare quello universitario, dovranno confrontarsi nei prossimi anni. EduOpen, ossia un insieme di atenei italiani, sta raccogliendo la sfida e nel primo anno di vita ha già ottenuto risultati estremamente significativi e sono in agenda ulteriori iniziative. L’accreditamento del MIUR, ottenuto alcuni giorni fa, consentirà di mirare parte dell’offerta formativa verso la formazione dei docenti con progetti e corsi di qualità e improntati al rigore. EduOpen è anche uno strumento per gli atenei aderenti di organizzare e proporre attività didattiche in modo innovativo. Se nel primo anno ci siamo concentrati sulla pubblicazione di corsi generalisti utilizzabili come corsi di base o pre-corsi di allineamento delle conoscenze durante il prossimo anno possiamo aspettarci la proposta di percorsi strutturati e formali come master e corsi di perfezionamento. E questo segnerà uno spartiacque. Sarà la prima volta che in Italia – e forse nel mondo – verranno proposti dei percorsi formativi formali in modalità Open”.

 

In occasione del primo anno di attività sono stati ‘lanciati’ altri 21 corsi: da ‘Edible Insects’ all’Etnobotanica, dalla Storia delle attività sportive alle Nanotecnologie, dal Text Mining alla Robotica industriale. Il catalogo di EduOpen diventa sempre più ricco, articolato e specialistico.

 

Gli “studenti” possono ottenere, alla fine del percorso, vari livelli di attestati o certificati: dall’Attestato di Partecipazione al Certificato Verificato fino ai Crediti Formativi Universitari (CFU). Tutti gli “studenti” che completano un corso ricevono infine un Digital Badge rilasciato dalla piattaforma Bestr del Cineca, Consorzio Interuniversitario senza scopo di lucro al servizio del sistema accademico nazionale.
Le università di EduOpen sono: Università di Bari Aldo Moro, Politecnico di Bari, Libera Università di Bolzano, Università di Catania, Università di Ferrara, Università di Foggia, Università di Genova, Università Politecnica delle Marche, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Milano Bicocca, Università di Parma, Università di Perugia, Università del Salento, Università Ca’ Foscari Venezia, Università di Padova, Università di Roma LUMSA, Università degli Studi di Salerno.

 

Sito: http://www.eduopen.org

Portale corsi: https://learn.eduopen.org

Email: segreteria@edudopen.org

Prove Invalsi verso il decollo, al via il 3 maggio in seconda e quinta primaria

da Il Sole 24 Ore

Prove Invalsi verso il decollo, al via il 3 maggio in seconda e quinta primaria 

Ancora un paio di settimane e poi studenti di tutta Italia dovranno affrontare le prove Invalsi
2017.
I primi a cimentarsi con i test messi a punto dell’Istituto di valutazione saranno, come da tradizione, gli alunni della scuola primaria. Il 3 maggio, infatti, le classi seconde e quinte saranno impegnate con la prova di italiano. Il 5 maggio le stesse classi dovranno vedersela con i test di matematica (più il questionario per gli studenti nelle quinte).
Il 9 maggio tocca alle superiori: per gli studenti delle seconde classi prove di italiano e di matematica.
Il 15 giugno, infine, è in calendario la prova nazionale Invalsi nell’ambito dell’esame di terza media.

Prove INVALSI: strumenti consentiti, manuale per la somministrazione e alunni con BES

da La Tecnica della Scuola

Prove INVALSI: strumenti consentiti, manuale per la somministrazione e alunni con BES

L’INVALSI ha pubblicato una serie di documenti utili per il corretto svolgimento delle prossime prove.

Ricordiamo che queste sono le date previste per il 2017:

Date delle rilevazioni nella scuola Primaria

  • 3 maggio 2017 svolgimento, nell’ordine indicato, delle seguenti prove:
    Prova di Italiano (classi II e V);
    Prova di lettura (classe II).
  • 5 maggio 2017 svolgimento, nell’ordine indicato, delle seguenti prove:
    Prova di Matematica (classi II e V);
    Questionario studente (classe V).

Data della rilevazione nella Scuola Secondaria di secondo grado

  • 9 maggio 2017 svolgimento, nell’ordine indicato, delle seguenti prove:
    Prova di Matematica;
    Prova di Italiano.

Le prove avranno la seguente durata:

  • Prova di Italiano (II primaria) 45 minuti
  • Prova di lettura (II primaria) 2 minuti (prova a cronometro)
  • Prova di Matematica (II primaria) 45 minuti
  • Prova di Italiano (V primaria) 75 minuti
  • Prova di Matematica (V primaria) 75 minuti
  • Questionario studente (V primaria) 30 minuti
  • Prova di Italiano (II sec. di secondo grado) 90 minuti
  • Prova di Matematica (II sec. di secondo grado) 90 minuti.

A supporto delle scuole, l’INVALSI ha reso disponibile il seguente materiale:

School bonus, come detrarlo nel 730/2017

da La Tecnica della Scuola

School bonus, come detrarlo nel 730/2017

Tra le tante indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7/2017, una riguarda il cd. School bonus.

Ricordiamo che con la Buona Scuola è stata introdotta la possibilità, a decorrere dal 2016, di fruire di un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per:

  • la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti;
  • il sostegno a interventi che migliorino l‘occupabilità degli studenti.

Questo credito è pari al 65 % delle erogazioni effettuate negli anni 2016 e 2017 ed al 50 % per quelle effettuate nell’anno 2018.

Il credito d’imposta è riconosciuto non solo alle persone fisiche, ma anche ali enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa e non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese. Con una condizione: le somme devono essere versate all’entrata del bilancio dello Stato sul capitolo n. 3626, appartenente al capo XIII dell’entrata, codice IBAN: IT40H0100003245348013362600.

Le spese sono ammesse al credito d’imposta nel limite dell‘importo massimo di 100.000 euro per ciascun periodo d‘imposta.

Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo. La parte della quota annuale non utilizzata (rigo 150 del Modello 730-3/2017) è fruibile negli anni seguenti ed è riportata nelle successive dichiarazioni dei redditi.

Contratto nazionale: per i sindacati non ci sono le condizioni

da La Tecnica della Scuola

Contratto nazionale: per i sindacati non ci sono le condizioni

La Cgil non ha dubbi: non ci sono le condizioni per rinnovare i contratti pubblici.

L’annuncio arriva all’indomani della audizione nella Commissione Lavoro del Senato nel corso della quale i parlamentari hanno incontrato le parti sociali in materia di revisione del testo unico sul pubblico impiego.
In pratica i sindacati sono del tutto insoddisfatti delle modalità con cui l’accordo politico del 30 novembre fra sindacati e ministro Madia si sta traducendo in norme di legge.
In particolare la Cgil chiede “chiarezza sulle norme di carattere generale e sulle risorse per il pieno ripristino della titolarità della contrattazione”.
“Tutto ciò che concerne la regolazione del rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti – ribadisce il sindacato di Susanna Camusso – deve trovare la sua fonte privilegiata nel contratto e non nella legge”.

Nel corso dell’audizione è intervenuto Michele Gentile, segretario nazionale Pubblico Impiego della Cgil, che, anche a nome di Cisl e Uil, ha sottolineato come il testo dello schema di decreto contenga “uno squilibrio nel rapporto tra legge e contratto a discapito di quest’ultimo, come evidenzia l’articolo 23 (trattamento economico) che destina, per legge, una quota prevalente del salario accessorio alla performance”.

Ma i nodi non riguardano solo gli aspetti normativi: i sindacati, infatti, rilevano che “se si vuole restituire dignità al lavoro pubblico e rendere efficace l’azione delle Pubbliche Amministrazioni è necessario uno sforzo aggiuntivo circa lo stanziamento delle risorse per il rinnovo dei contratti”.

Il testo che con ogni probabilità verrà approvato, mantiene quasi intatto l’intero impianto del decreto Brunetta del 2009 e questo per i sindacati è del tutto inaccettabile.
Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil stanno chiedendo una revisione profonda del decreto, obiettivo difficile da raggiungere se si considera che le Commissioni parlamentari hanno tempo fino alla fine del mese per esprimere il proprio parere. Dopo di che toccherà al Governo licenziare il testo definitivo, entro entro il mese di maggio.

Valutazione ds: i sindacati ne chiedono il rinvio

da La Tecnica della Scuola

Valutazione ds: i sindacati ne chiedono il rinvio

La valutazione dei dirigenti scolastici potrebbe essere rinviata al prossimo anno scolastico.

Il confronto fra Ministero e sindacati svoltosi in questi ultimi giorni non è infatti servito a fare chiarezza e a trovare un punto di intesa, tanto che nella giornata del 20 aprile Cgil, Cisl, Uil e Snals hanno deciso di dare avvio ad una fase di mobilitazione dell’intera categoria dei dirigenti scolastici. Non solo, ma i 4 sindacati stanno già invitando i dirigenti scolastici ad astenersi dall’attuazione degli adempimenti non obbligatori connessi alla valutazione, a partire dalla partecipazione alle attività (non obbligatorie) di formazione.

Analoga decisione era già stata presa qualche giorno fa dall’Anp che per la verità sta proponendo anche l’astensione delle attività connesse con la procedura della chiamata diretta.

Per la verità il Ministero aveva già annunciato qualche giorno fa l’intenzione di svincolare l’esito della valutazione dalla attribuzione della retribuzione di risultato ma questa soluzione viene considerata del tutto insufficiente da Cgil, Cisl, Uil e Snals che sottolineano che è in corso una modifica sostanziale del testo unico sul pubblico impiego con un conseguente ampliamento degli spazi contrattuali. Per questo motivo i sindacati ritengono che a breve l’intera questione dovrà essere oggetto di contrattazione e quindi non ha alcun senso che il Miur definisca ora in modo unilaterale le procedure per la valutazione dei ds.