Manovrina: ri-scompaiono i Fondi sociali

Manovrina: ri-scompaiono i Fondi sociali

La vicenda dei Fondi Sociali e del loro aumento, poi del loro taglio, quindi della loro reintegrazione, degli accordi fra Stato e Regioni per recuperare la dovuta capienza sembra non avere mai fine ingenerando un clima a dir poco imbarazzante.”

Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, si riferisce ovviamente alla cosiddetta “manovrina”, cioè al decreto legge 50/2017 pubblicato in Gazzetta il 24 aprile scorso e approdato oggi all’esame della Camera.

La sorpresa e la stizza sono motivate dai numeri e dal loro significato politico.

Ci si aspettava infatti che nel maxi-decreto il Governo avrebbe realmente previsto 210 milioni di euro per integrare i recenti tagli che hanno ridotto ad un terzo il Fondo nazionale per le politiche sociali e i 38 milioni per garantire l’assistenza e il trasporto degli alunni con disabilità nel prossimo anno scolastico.

Queste almeno erano le promesse che il Governo, e in particolare il MEF, avevano assunto con le Regioni affinché queste da parte loro integrassero il Fondo per la non autosufficienza per 50 milioni di euro riportandolo a 500. Ma niente di tutto ciò.

Oltre ad augurarci che il Parlamento ripari a questa bizzarra dimenticanza, restituendo un senso alla lealtà dei confronti istituzionali, confidiamo che le Regioni, forti della lacuna del Governo, ritirino la loro disponibilità frutto di una specifica e documentata intesa.”

Ma la preoccupazione maggiore è l’inaccettabile ipotesi che manchino le risorse per garantire il diritto allo studio delle persone con disabilità: “Su questo, con più forza, la FISH darà battaglia, se necessario anche nelle aule dei tribunali.”

Invalsi al via il 3 maggio alla primaria. I sindacati di base: sciopero!

da Il Sole 24 Ore 

Invalsi al via il 3 maggio alla primaria. I sindacati di base: sciopero!

di Claudio Tucci

Passano gli anni, cambiano i governi, ma uno zoccolo duro del sindacato ancora non si arrende, e continua a boicottare l’avvio delle prove Invalsi: quest’anno i test, italiano e matematica, debutteranno il 3 maggio con gli alunni della primaria. E per lo stesso giorno, puntuale come sempre, sono arrivate le note di Usb, Cobas e Unicobas con la proclamazione della giornata di sciopero.

Dal prossimo anno prove Invalsi “attività ordinaria”
Storicamente, l’adesione del personale scolastico è sempre stata ai minimi termini soprattutto in questo grado di scuola; e dal prossimo anno, ci sarà un motivo in più per partecipare alle prove Invalsi (e uno in meno per scioperare): nel Dlgs di riordino degli esami di Stato è scritto espressamente che queste prove rappresentano «attività ordinaria di istituto» (insomma, maestri e professori dovranno farle, senza tanti giri di parole – peraltro, sempre l’anno prossimo i test Invalsi saranno computer based, quindi l’impegno a scuola sarà certamemente ridotto).

Le prove di quest’anno
I test Invalsi, come detto, inizieranno con prova di lettura e d’italiano in seconda e quinta primaria. Il 5 maggio toccherà a matematica. Il 9 maggio le prove coinvolgeranno gli studenti di seconda superiore. Il 15 giugno invece saranno affrontate dai ragazzi di terza media, per l’ultimo anno all’interno dell’esame di Stato. Dal 2018 infatti l’esame di terza media cambierà: le prove Invalsi verranno anticipate ad aprile, diventando requisito di ammissione agli esami finali del primo ciclo.

Presidi, il concorso slitta all’estate A rischio gli incarichi del 2018

da Corriere della sera

Presidi, il concorso slitta all’estate A rischio gli incarichi del 2018

Valentina Santarpia

Ancora un rinvio per il concorso per dirigenti scolastici. Atteso per la fine dello scorso anno, annunciato per la primavera del 2017, adesso – annuncia la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli- sarà bandito entro l’estate. Il regolamento, che già era stato rinviato dal ministero delle Finanze a quello della Funzione pubblica per alcune modifiche, deve essere nuovamente ritoccato: per cui i tempi si allungano, nell’attesa che il testo rivisto venga inviato nuovamente al Consiglio superiore per l’Istruzione per il parere di rito (previsto nei primi giorni di maggio), poi al Consiglio di Stato per l’approvazione e infine alla Corte dei conti per la registrazione. Solo allora – probabilmente alla fine del mese di maggio – potrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Restano per ora confermati i numeri anticipati dal Miur: i posti a bando dovrebbero essere circa 2 mila, per coprire tutti i buchi.

Duemila scuole in reggenza

Considerati i tempi lunghi per espletare il concorso, che prevede diverse fasi, i nuovi dirigenti scolastici non potranno sicuramente essere in cattedra prima dell’anno scolastico 2018-2019. Con la conseguenza immediata che una situazione già tesa, con almeno un migliaio di scuole in reggenza, si incancrenisca: secondo le stime dell’Anief, arriveranno a sfiorare quota 2 mila le scuole in reggenza, con un dirigente provvisorio. E i super-presidi, costretti a gestire almeno due istituti, con 6-7 plessi spesso lontani tra loro, riguarderanno quasi la metà degli 8200 complessivi sparsi per il territorio nazionale.

Le prove: chi può partecipare

La nuova selezione prevederà una prova preselettiva, una prova scritta ed una orale per accertare le competenze anche linguistiche e infine un corso di formazione dirigenziale di 4 mesi più un tirocinio di altri 4 mesi. Continuerà a essere preclusa ai docenti precari, anche se, come rileva sempre Marcello Pacifico dell’Anief, «con la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, i giudici amministrativi hanno confermato che per partecipare al concorso per dirigenti non serve aver sottoscritto un contratto a tempo indeterminato». Ma almeno gli anni di precariato potranno essere considerati per raggiungere la soglia dei cinque anni di servizio che, insieme alla laurea, rappresentano un requisito per partecipare al concorso.

Ansia e burnout: lo stress di studenti e docenti fra smartphone e classi pollaio

da La Tecnica della Scuola

Ansia e burnout: lo stress di studenti e docenti fra smartphone e classi pollaio

La scuola italiana è stressante, per gli studenti e per gli insegnanti. Lo dice l’OCSE in seguito all’ultimo studio che ha riguardato gli alunni ma che si incastra bene con altre ricerche in merito.

Infatti, come abbiamo già scritto, per gli studenti il problema dell’ansia non si ha solo per l’interrogazione, ma anche quando si sentono abbastanza preparati: l’ansia da prestazione è per l’85 per cento degli studenti italiani, 66 per cento a livello Ocse.

Con gli insegnanti il rapporto a volte è visto positivo, altre negativo, ma rimane comunque il fatto che la disponibilità o meno del prof può influire sull’ansia: gli studenti che dichiarano di essere ansiosi per una verifica anche se preparati sono il 5%. Quando il professore si rende disponibile a un aiuto individuale, la propensione all’ansia scende del 17%.

L’indagine mette in evidenza comunque un problema: l’ansia del “brutto voto”e della possibilità di trovarsi davanti un compito che non sanno risolvere. In quest’ottica, la situazione degli studenti sarebbe dovuta in parte allo scarso esercizio fisico e all’impiego del tempo libero, troppo spesso utilizzato con Internet e smartphone, con i genitori oggi troppo permissivi che non tengono conto di quanto queste cattive abitudini possano condizionare il rendimento scolastico.
Se per gli studenti non vanno bene le cose, per gli insegnanti vanno anche peggio: secondo i risultati dello studio pubblicato su Social Science & Medicine, realizzato dalla University of British Columbia del Canada, infatti gli studenti sarebbero tanto più stressanti quanto lo sono i loro docenti, in una sorta di contagio simile a quello influenzale.

Abbiamo più volte parlato dell’eccessivo stress per gli insegnanti oggi, che porta molto spesso alla sindrome di burnot.
In Italia non abbiamo molti studi recenti in merito, ma una ricerca dell’Università La Sapienza ha evidenziato che, oltre agli stipendi bassi, i servizi scarsi, il rapporto conflittuale con presidi, colleghi e genitori, i docenti italiani maggiormente esposti a rischio burnout sono quelli con classi molto numerose, con più di 25 alunni, ovvero le famose classi pollaio.

Lo stress contagioso è fenomeno che deve essere arrestato, perché da un lato è deleterio far crescere gli studenti con ansia da prestazione esagerata e dall’altro, non si può ignorare il fenomeno delle classi pollaio che aumenta lo stress esponenzialmente per gli insegnanti.

DS dell’Anp: siamo pronti a mettere sotto assedio il Ministero

da La Tecnica della Scuola

DS dell’Anp: siamo pronti a mettere sotto assedio il Ministero

I dirigenti scolastici dicono basta, non ce la fanno più.
E così l’Anp decide di scendere in piazza e organizza una manifestazione nazionale per il prossimo 25 maggio 2017.
In quella data, a partire dalleore 10.00, in diverse sedi della capitale ci saranno manifestazioni di protesta.
“In primo luogo – annuncia l’Anp- circonderemo il MIUR e in secondo luogo presidieremo contemporaneamente Montecitorio”.

Ma cosa chiedono i ds aderenti all’Anp?
Perequazione retributiva con la restante dirigenza pubblica e poteri corrispondenti alle responsabilità, prima di tutto; ma poi ci sono anche molte altre questioni sul tappeto sulle quali concordano anche gli altri sindacati (eccessivi carichi di lavoro, molestie burocratiche, incarichi – come ad esempio le reggenze – pagati poco e con molto ritardo).
E, se non ci saranno risposte chiare da parte dell’Amministrazione, non si escludono azioni di protesta anche più clamorose.

NoiPA, l’accesso si può fare anche con lo SPID

da La Tecnica della Scuola

NoiPA, l’accesso si può fare anche con lo SPID

Da oggi, 26 aprile, tutti gli amministrati possono accedere a NoiPA grazie a SPID, il sistema che consente di utilizzare, con un’unica identità digitale, i servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati accreditati.

Quindi, anche il Ministero delle Economie e Finanze aderisce al nuovo Sistema Pubblico di Identità Digitale promosso dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Per chi non avesse ancora le credenziali SPID, trova tutte le informazioni sul sito ufficiale. Si ricorda che per ottenere l’utenza SPID è necessario rivolgersi ai gestori di identità digitale SPID (gli IdP, cioè Identity Provider) accreditati presso AgID (consulta la lista sul sito ufficiale AgID). Gli IdP forniscono infatti le credenziali di accesso ai servizi, dopo aver verificato l’identità dell’utente.

NoiPA informa che comunque gli utenti potranno accedere ai servizi NoiPA dedicati agli amministrati anche utilizzando le modalità tradizionali di accesso tramite Codice Fiscale e password o Carta Nazionale dei Servizi, che rimarranno pertanto  invariate.

Tasse scolastiche, esonero per gli studenti di quarta e quinta superiore

da La Tecnica della Scuola

Tasse scolastiche, esonero per gli studenti di quarta e quinta superiore

Le deleghe alla legge 107/2015 portano buone notizie alle famiglie, che potranno evitare di pagare le tasse scolastiche anche per le classi quarte e quinte.

Questo tema, è previsto dal decreto sul diritto allo studio, approvato qualche settimana fa dal Governo e prevede, fra le altre misure, borse di studio potenziate, sussidi didattici per gli studenti disabili e risorse per l’acquisto di libri.

I costi dell’operazione, che riguarderà tutti gli attuali 2.626.647 alunni delle superiori, saranno coperti dal Fondo La Buona Scuola istituito dalla L.107/2015, che vedrà una spesa totale di 30 milioni di euro, suddivisi in 10,4 milioni per il 2018 e 29,7 milioni nel 2019, destinati a borse di studio per sussidi didattici, acquisto di libri, ma anche per il trasporto e l’accesso a beni e servizi di natura culturale. Inoltre, verranno stanziati 10 milioni per l’acquisto di sussidi didattici per gli alunni disabili.

Nello specifico, il Miur dovrebbe sborsare l’onere complessivo dell’esenzione per 492.047 alunni di IV e 454.590 di V per le tasse di iscrizione (€ 6,04), di frequenza annuale (€ 15,13), d’esame (€12,09) e di diploma (€16,13).

Il decreto prevede inoltre che, le istituzioni scolastiche, dopo aver stipulati accordi specifici con Enti locali, potranno promuovere servizi di comodato d’uso gratuito per gli studenti di scuola secondaria di primo e secondo grado per la fornitura dei libri di testo e dispositivi digitali dedicati all’attività didattica.

Ricordiamo, come si legge su Il Sole 24ore, che l’esonero delle tasse scolastiche per gli studenti di quarto e quinto anno saranno gestiti in base all’ISEE, fasce che saranno determinate con un decreto del Miur, dopo un’intesa in Conferenza unificata Stato-Regioni-Città.

Il decreto sul diritto allo studio, attiverà poi supporti e servizi telematici per gli alunni ricoverati in ospedale e per l’istruzione domiciliare, autorizzando dal 2017 la spesa di 2,5 milioni di euro grazie alla riduzione del fondo per l’ampliamento dell’offerta formativa ex L.440/1997, ma senza intaccare l’organico dell’autonomia o assumere altro personale a tempo determinato.

Inoltre è prevista l’istituzione di una Conferenza Nazionale per il diritto allo studio, che avrà il compito di monitorare l’attuazione della delega, esprimere pareri, elaborare proposte e redigere ogni 3 anni un rapporto sul diritto allo studio. Inoltre dovrà avanzare proposte per il potenziamento della Carta IoStudio e l’integrazione di ulteriori benefici e agevolazioni nelle singole regioni.
A tale Conferenza, che sarà convocata dal Ministero almeno 1 volta l’anno, parteciperanno 2 rappresentanti per le associazioni dei genitori e degli studenti, un delegato delle Consulte provinciali degli studenti, 3 membri ministeriali, ma anche rappresentanti del ministero dei beni culturali ministero dei Trasporti, Conferenza Stato-Regioni, Anci e Upi.