Gravissimo divieto della Commissione di garanzia

Dopo lo sciopero di ieri contro i quiz Invalsi e la legge 107 nella scuola dell’’Infanzia, nella Primaria  e Media di primo grado, gravissimo e ultra-discriminatorio intervento della Commissione di Garanzia che impedisce ai lavoratori/trici di effettuare il 9 maggio l’’analogo sciopero nella scuola Superiore

Lo sciopero di ieri contro i quiz Invalsi e i decreti attuativi della legge 107 ha avuto un buon successo in tante città ed un risultato eccellente in particolare in Sardegna dove, anche grazie alla partecipazione di tanti genitori che hanno tenuto i figli/e a casa, un numero elevato di scuole sono state completamente chiuse per lo sciopero di docenti e ATA e.  in generale, i quiz sono saltati parzialmente o totalmente in centinaia di scuole, cosicché i disastrosi indovinelli non sono stati propinati a migliaia di alunni/e della primaria. Come abbiamo più volte ricordato, lo sciopero e il boicottaggio dell’Invalsi sono stati motivati dal fatto che i decreti attuativi hanno aggravato ulteriormente la centralità già attribuita ai quiz Invalsi nella valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti, visto che nella scuola Media di Primo grado le rilevazioni dal prossimo anno rappresenteranno requisito indispensabile di ammissione all’esame conclusivo, mentre nella scuola Superiore, dall’anno successivo, gli studenti verranno sottoposti a quiz i cui esiti saranno riportati all’esame di Maturità, per essere ammessi al quale sarà indispensabile aver svolto il test Invalsi. In questo modo, la valutazione predisposta dai docenti cederà completamente il passo a quella estrapolata dai quiz standardizzati,  con il conseguente ridimensionamento dell’intera professione docente. Gli insegnanti, per adeguarsi ai quiz, dovranno conformare la propria didattica agli indovinelli: ne emerge un modello di docente somministratore di prove standardizzate e “illustratore” di manuali per quiz, nel quadro dell’immiserimento materiale e culturale della scuola pubblica e del ruolo degli insegnanti, destinati ad un lavoro da “manovali intellettuali” tuttofare.
Le buone notizie, che ci sono arrivate dalle scuole ieri, sono state però oscurate dall’intollerabile e ultra-discriminatorio intervento della Commissione di garanzia (sugli scioperi) che ha reiterato, con una decisione gravissima, arbitraria e ingiusta, il divieto, emesso nei giorni scorsi, di scioperare nelle scuole Superiori il 9 maggio, giornata di effettuazione di quiz in tale ordine di scuole. Avevamo appreso una decina di giorni fa, prima con grande sorpresa e sconcerto poi con decisa indignazione, del divieto frapposto dalla Commissione di Garanzia allo sciopero del 9 maggio, divieto motivato sfruttando un sedicente “sciopero generale del Pubblico Impiego” indetto per il 12 maggio da tal “Federazione Sindacati Indipendenti” (FSI), struttura semisconosciuta e del tutto assente nella scuola. Dopo che centinaia di docenti avevano chiesto alla FSI di spostare al 9 maggio lo sciopero delle Superiori, ricevendone risposte sciocche e offensive, abbiamo inviato il 28 aprile una nota di protesta alla Commissione, in cui chiedevamo urgentemente la revoca del divieto. In essa abbiamo sottolineato quanto fosse ingiusta e discriminatoria l’imposizione, perché in passato ripetutamente la Commissione non ha applicato la “rarefazione” (cioè l’intervallo tra uno sciopero e l’altro) nel caso di sovrapposizioni tra scioperi generali e di categoria, anche perché altrimenti la convocazione di uno sciopero generale al mese da parte di chiunque impedirebbe ogni altro sciopero di settore. Tale non-applicazione è avvenuta anche ultimamente, intorno agli scioperi generali dell’8 marzo e del Primo maggio, visto che nelle settimane precedenti e successive tali date sono stati autorizzati numerosi scioperi di categoria, locali, territoriali. Invitavamo la Commissione a tenere nel debito conto il fatto che gli effetti dello sciopero della FSI saranno del tutto nulli nelle Superiori, a causa della loro assenza dal comparto scuola, mentre il nostro sciopero del 9 riguardava solo questo settore e di fatto i lavoratori/trici coinvolti nella somministrazione dei quiz. Ricordavamo, infine, che la convocazione dello sciopero da parte della FSI aveva potuto precedere di poche ore la nostra solo perché avevamo dovuto attendere 10 giorni la risposta – risultata poi negativa –  della Commissione sul quesito (che la stessa Commissione ci aveva sollecitato, garantendo una risposta rapida) a proposito della possibilità che lo sciopero potesse coinvolgere solo le attività legate alle prove Invalsi e non la normale didattica. Tutte queste argomentazioni sono state di fatto ignorate dalla Commissione, che, nel pomeriggio di ieri, dando di fatto una mano all’Invalsi, al MIUR, alla ministra Fedeli e al governo dopo il successo della prima giornata di sciopero, ha reiterato il divieto. Che le nostre ragioni fossero forti lo dimostra persino il fatto che la prima notifica di divieto ci è giunta ben due settimane dopo la nostra comunicazione di sciopero, mentre la risposta alla nostra nota di protesta, con la conferma del divieto, è giunta cinque giorni dopo la nota stessa e dopo due giorni di riunione “permanente” della Commissione.
Pur indignati/e per un divieto che colpisce il diritto legittimo di tanti docenti ed ATA delle scuole Superiori a scioperare contro gli assurdi quiz Invalsi, e pur più che mai convinti delle nostre ragioni, ci vediamo costretti ad ottemperare al divieto, ingiusto e assolutamente discriminatorio, per non esporre i lavoratori/trici a possibili sanzioni pecuniarie e disciplinari. Pertanto revochiamo lo sciopero da noi convocato per il 9 maggio nella scuola Media Superiore su tutto il territorio nazionale e ci auguriamo che possano essere gli studenti ad ovviare a questa nostra forzata assenza nel sacrosanto boicottaggio dei disastrosi indovinelli.

Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS
Stefano d’Errico   segretario nazionale UNICOBAS

Scuola: vogliamo la stabilizzazione dei 25.000 posti in organico

Scuola: vogliamo la stabilizzazione dei 25.000 posti in organico annunciati dalla Ministra Fedeli

Nel pomeriggio di oggi, 4 maggio, il Ministero dell’Istruzione ha convocato i sindacati per un’informativa sugli organici del personale docente in vista del prossimo anno scolastico.

Benché il confronto del Miur con il Ministero delle Finanze sulla stabilizzazione dei posti in organico di diritto sia ancora in corso, siamo lontani dai 25.000 annunciati dalla stessa Ministra Fedeli. I numeri forniti (da 8.000 a 13.000) sono del tutto insufficienti per rispondere alle reali esigenze delle scuole, anche in conseguenza della variazione in aumento del numero degli alunni, e alle aspettative dei precari.

Inoltre, c’è un ritardo intollerabile specie se si tiene conto che a breve i collegi dei docenti saranno chiamati a individuare i requisiti per l’assegnazione dei docenti da ambito a scuola. Operazione che dovranno fare al buio, visto che le scuole non sono state messe neanche nelle condizioni di conoscere i posti di organico assegnati.

La scuola si trova a soddisfare un massimalismo dei bisogni a fronte di un minimalismo di risorse di organico (docenti, educatori e ATA).

Vicinanza e pieno sostegno alla scuola Majorana di Avola

Scuola, Fedeli: “Miur attivo nell’educazione alla legalità.
Vicinanza e pieno sostegno alla scuola Majorana di Avola”

“Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è attivamente impegnato ad educare le nuove generazioni alla legalità, a rendere consapevoli studentesse e studenti che il rispetto della legge è l’unica strada per un futuro di benessere condiviso e di uguaglianza, in cui non ci sia spazio per prepotenze e discriminazioni, in cui ci sia una reale situazione di rispetto e pari opportunità”.

È quanto afferma la Ministra Valeria Fedeli in merito a quanto sta emergendo attorno alla scuola “Majorana” di Avola. Nell’istituto della città in provincia di Siracusa, il 25 marzo scorso, si è svolta una conferenza sui temi della legalità, e successivamente l’avvocato dei familiari del boss Michele Crapula ha chiesto le registrazioni audio-video dell’incontro. Il Miur ha avviato un’indagine interna, ottenendo dal dirigente dell’istituto un resoconto su quanto avvenuto sia nella giornata del 25 marzo che nei giorni successivi.

Dichiara la Ministra Fedeli, dopo aver appreso che l’accesso alle registrazioni è stato negato: “La dirigenza scolastica del Majorana si è comportata in maniera esemplare. E al dirigente, a tutto il personale docente e tecnico amministrativo, a tutte le studentesse e a tutti gli studenti del Majorana confermo la vicinanza mia e del Ministero che ho l’onore e la responsabilità di guidare”.

“Vicinanza e pieno sostegno” la Ministra li esprime anche nei confronti del giornalista Paolo Borrometi, da tempo sotto scorta perché minacciato di morte, che quella mattina è intervenuto di fronte alle classi del Majorana.

Aggiunge la Ministra Fedeli: “Attraverso la firma di precisi protocolli d’intesa con il Csm, l’Anac, la Guardia di Finanza, solo per citarne alcuni, il Miur ha avviato azioni di educazione alla legalità negli istituti scolastici, perché la scuola è presidio culturale in cui studentesse e studenti imparano ad essere cittadine e cittadini responsabili, protagoniste e protagonisti attivi dei tempi che vivono. È all’interno del sistema di istruzione che ragazze e ragazzi vengono formati a riconoscere il male, a combatterlo. È nell’ambito del percorso educativo che si apprende come la legalità sia onestà, giustizia, etica, cultura della responsabilità, e del merito. E che si gettano i semi per una società priva di ostacoli o discriminazioni dovuti a scorrettezze. È una battaglia che portiamo avanti uniti, noi come Ministero insieme alle scuole presenti su tutto il territorio nazionale. Alle ragazze e ai ragazzi diciamo, insieme: siamo al vostro fianco e abbiamo intenzione di sostenervi e accompagnarvi in questo percorso”.

Proclamato lo stato di agitazione

Scuola, Anquap proclama lo stato di agitazione

Il presidente Germani chiede al Governo la procedura di raffreddamento e conciliazione

“Perdurano da troppo tempo diverse situazioni di criticità riguardanti il funzionamento dei servizi amministrativi delle Istituzioni Scolastiche ed Educative, che coinvolgono negativamente le condizioni lavorative dei Direttori SGA e degli Assistenti Amministrativi” così  in una lettera rivolta al governo Giorgio Germani, presidente di Anquap, Associazioni Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche, proclama lo stato di agitazione.

“Le istituzioni scolastiche non gestite da un Dirigente Scolastico e un Direttore SGA a tempo pieno vivono condizioni oggettive di difficoltà nel loro corretto funzionamento, è necessario ridefinire l’organico dei Direttori SGA correlata alle scuole sottodimensionate che non dovrebbero essere più considerati tali” afferma il Presidente.

Molteplici le falle evidenziate nell’operato del  Governo che hanno spinto l’associazione a proclamare lo stato di agitazione tra cui: la mancata corresponsione dell’indennità mensile prescritta per legge ai Direttori SGA che lavorano in due scuole; l’esigenza di rivedere l’organico complessivo del personale ATA sulla base dei fabbisogni effettivi, date le riduzioni operate dal 2009 e dal 2015 (per un totale di 46.520 unità) e la possibilità di introdurre il profilo professionale degli Assistenti Tecnici anche nelle scuole del primo ciclo.

“Inoltre l’attuale disciplina sulle supplenze rende impossibile la sostituzione degli Assistenti Tecnici, difficoltosa quella degli Assistenti Amministrativi e dei Collaboratori Scolastici. Si verificano assenze di periodo medio lungo che se non coperte generano effetti negativi sul funzionamento dei servizi amministrativi tecnici ed ausiliari.” spiega Giorgio Germani sottolineando quindi la necessità di definire regole puntuali per la sostituzione dei Direttori SGA nei casi di assenza e impedimento e anche di una revisione della disciplina sulle supplenze brevi e saltuarie.

E ancora per quanto riguarda i Direttori SGA: “Dall’istituzione del profilo professionale, avvenuta nell’ormai lontano settembre del 2000, non sono stati mai banditi concorsi, nel 2010 vi è stato un percorso di mobilità professionale verticale che ha consentito a circa 900 unità di Assistenti Amministrativi di passare Direttori SGA e al momento i posti vacanti sono superiori alle 1.200 unità, con sofferenze enormi in alcune realtà regionali del centro – nord. Con l’inizio del prossimo anno scolastico avremo circa 500 pensionamenti. Il che porterà l’ammontare delle “scoperture” a circa 1.700 unità corrispondenti ad oltre il 20% dei posti in organico di diritto. Una situazione oggettivamente impossibile da mantenere, che impone l’emanazione urgente del bando di concorso per reclutare i Direttori SGA su tutti i posti vacanti e disponibili” afferma Germani.

“Le attività e funzioni delle Istituzioni Scolastiche – scrive ancora Germani – sono state significativamente modificate e aumentate per quantità e qualità dalla recente legge di riforma della scuola che, però, non si è minimamente (pre)occupata dei servizi amministrativi e del relativo personale”. Un’altra necessità urgente è quella di coprire con rapporti di lavoro a tempo indeterminato, tutti i posti vacanti e disponibili di Assistenti Amministrativi e Tecnici e di Collaboratori Scolastici. Allo scopo occorre anche reinternalizzare i servizi di pulizia e sorveglianza (circa 12.000 i posti accantonati di Collaboratori Scolastici) e pervenire al superamento dei CO.CO.CO. nelle segreterie scolastiche (circa 1.000 posti).

Infine, dati i nuovi e più complessi compiti e i maggiori carichi di lavoro, è necessaria una rivisitazione di tutti i profili professionali del personale ATA con particolare riferimento a quelli del Direttore SGA, degli Assistenti Amministrativi e Tecnici.

School Maker Day 2017

School Maker Day 2017

Le scuole dell’Emilia-Romagna si confrontano sul tema della cultura digitale

5 e 6 maggio, Opificio Golinelli

 

Opificio Golinelli (via Paolo Nanni Costa 14, Bologna) ospita la seconda edizione di School Maker Day 2017 che quest’anno raddoppia in due giornate, venerdì 5 e sabato 6 maggio. Quaranta scuole dell’Emilia-Romagna si confrontano sul tema della cultura digitale presentando oltre 60 progetti. I makers sono appassionati di tecnologia, design, sostenibilità, modelli di impresa innovativi; la cultura maker enfatizza l’apprendimento attivo, privilegia l’apprendimento condiviso motivato dal divertimento e auto-realizzazione, incoraggia l’applicazione delle nuove tecnologie.

School Maker Day 2017 è rivolto ad alunni, dirigenti scolastici e insegnanti di tutte le scuole di ogni ordine e grado, agli operatori delle agenzie formative e a chiunque sia interessato a didattica e innovazione. La partecipazione è gratuita. L’evento è organizzato da Fondazione Golinelli, da IIS Belluzzi Fioravanti, Servizio Marconi TSI dell’USR Emilia-Romagna, in collaborazione con Città Metropolitana di Bologna e con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico regionale Emilia Romagna.

http://www.fondazionegolinelli.it/school-maker-day-un-confronto-sulla-cultura-digitale/

http://www.schoolmakerday.it/

Sanzioni disciplinari? Lo studente può sempre convertirle in attività educative

da Il Sole 24 Ore

Sanzioni disciplinari? Lo studente può sempre convertirle in attività educative

di Laura Virli

Era il 2007. E alcuni fatti di cronaca tra cui gravi episodi di violenza e bullismo che, in quel periodo, interessarono la scuola, spinsero l’allora ministro Giuseppe Fioroni a emanare il Dpr 235, che fu poi attuato da Mariastella Gelmini, che integrava lo Statuto delle studentesse e degli studenti, approvato nel lontano 1998. Sull’argomento è intervenuto l’Usr dell’Emilia Romagna con una nota descrittiva.

Le caratteristiche della sanzione
Come conseguenza del nuovo comma 5 dell’articolo 4, venne introdotto che «le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al principio di gradualità nonché, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno; tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che da esso derivano; allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica».

La funzione educativa della sanzione disciplinare
Ecco quindi che la sanzione non ha tanto funzione punitiva quanto educativa: la possibile richiesta da parte del ragazzo di convertire la sospensione in attività alternative ha l’evidente obiettivo di favorirne il recupero.
Numerosi gli esempi di attività di natura sociale, culturale a vantaggio della scuola che si possono far svolgere: il volontariato nell’ambito della comunità scolastica, i lavori di segreteria, la pulizia dei locali della scuola, le piccole manutenzioni, il riordino di cataloghi e di archivi presenti nelle scuole, la frequenza di specifici corsi di formazione su tematiche di rilevanza sociale o culturale, la produzione di elaborati (composizioni scritte o artistiche) che inducano lo studente ad uno sforzo di riflessione e di rielaborazione critica di episodi verificatisi nella scuola e altro.
L’irrogazione della sanzione
La procedura di irrogazione di una sanzione a carico di uno studente è un procedimento amministrativo che prevede una serie di passaggi obbligatori.
La competenza spetta al consiglio d’istituto per le sanzioni gravi che comportano un allontanamento superiore a 15 giorni, per tutte le altre interviene il dirigente scolastico o il consiglio di classe secondo quanto previsto da apposito regolamento della scuola.
Quando non si tratta di una semplice ammonizione, il dirigente scolastico notifica l’apertura del procedimento all’alunno e alla sua famiglia tramite una contestazione di addebito scritta; subito dopo provvede a convocare l’organo competente.
Il consiglio di classe, quando si riunisce per problemi disciplinari, opera nella composizione allargata a tutte le componenti, ivi compresi, pertanto, i rappresentanti degli studenti e dei genitori. Nel corso della seduta lo studente interessato viene invitato ad esporre le proprie ragioni.
La sanzione disciplinare viene irrogata con specifico decreto del dirigente scolastico, inviata alla famiglia, dove sono specificate in maniera chiara le motivazioni che hanno reso necessaria l’irrogazione della stessa. In caso di allontanamento dalla comunità scolastica, utile prevedere uno o più incontri di riflessione con lo studente e la famiglia prima del ritorno a scuola.
Le sanzioni disciplinari, al pari delle altre informazioni relative alla carriera dello studente, vanno inserite nel suo fascicolo personale e, come quest’ultimo, lo seguono in occasione di trasferimento da una scuola ad un’altra o di passaggio da un grado all’altro di scuola.
Il ricorso all’organo di garanzia
Ricorsi avverso le sanzioni irrogate vanno presentate all’organo di Garanzia della scuola che decide in merito.
L’accettazione di attività alternative alla sospensione equivale a rinuncia all’eventuale ricorso. L’attività alternativa non comporta la cancellazione del provvedimento disciplinare, ma evidenzia che l’allievo ha assunto consapevolezza della manchevolezza del suo operato, di cui il consiglio di classe terrà conto nel momento dell’attribuzione del voto di condotta in sede di scrutinio.