Alunni stranieri disabili, ciclo di incontri contro la “doppia discriminazione”

Redattore Sociale del 05-05-2017

Alunni stranieri disabili, ciclo di incontri contro la “doppia discriminazione”

Iniziativa della Ledha a Pavia e Varese. Tre incontri rivolti a educatori, insegnanti e operatori dei servizi territoriali per individuare e contrastare la “doppia discriminazione” che subiscono alunni e studenti stranieri con disabilità

ROMA. Quando l’alunno è straniero e ha una disabilità, la discriminazione può essere doppia: per riconoscere e prevenire questo rischio, Ledha promuove, a Varese e Pavia, il corso di formazione “Con tutti e come tutti. L’inclusione dei bambini e dei ragazzi con disabilità stranieri a scuola e nella società” nelle province di Varese e di Pavia. Il percorso formativo è promosso da Ledha – Lega per i diritti delle persone con disabilità in collaborazione rispettivamente con Ledha Varese e con Ledha Pavia ed è organizzato nell’ambito del progetto regionale “PRE.Ce.DO” (Piano regionale prevenzione e contrasto alla discriminazione).

Al centro di questi incontri, il tema dell’inclusione (scolastica e sociale) dei bambini e ragazzi stranieri con disabilità, spesso soggetti a molteplici forme di discriminazione proprio in virtù della loro doppia condizione di svantaggio. Sempre più spesso, negli ultimi anni, la scuola e la società italiana devono confrontarsi con le loro esigenze e le loro specificità. Insegnanti, docenti, educatori, operatori dei servizi territoriali e mediatori – che sono i principali destinatari di questo percorso formativo – devono affrontare una sfida particolarmente complessa. Cui è urgente trovare risposte efficaci.

Obiettivo del progetto è quello di realizzare un’azione di informazione, sensibilizzazione e formazione molto ampia e diffusa sul territorio. Il primo passo è quello di evidenziare i diritti di questi bambini e ragazzi, individuando le competenze dei vari istituti e gli obblighi delle diverse istituzioni coinvolte. Lo scopo ultimo, infine, quello di fornire indicazioni utili alla funzione di tutela dei diritti di questi bambini e ragazzi in base a quanto previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.

“La disabilità non ha confini geografici o specifiche aree di pertinenza. Ledha Varese ha fatto del termine inclusione la propria parola d’ordine ed è onorata di essere il punto di partenza del progetto PRE.Ce.DO voluto da Regione Lombardia, in collaborazione con Ledha – commenta Maurizio Colombo, presidente di Ledha Varese -. Abbiamo voluto mettere in atto fin da subito la volontà espressa al momento della nascita della nostra associazione: adoperarsi per la salvaguardia dei diritti acquisiti dalle persone con disabilità, siano esse italiane o straniere, sempre con la massima collaborazione verso le Istituzioni del territorio”. A Varese, gli incontri si svolgeranno presso l’Istituto di istruzione superiore “Isaac Newton” (via Zucchi 3/5) con tre appuntamenti in programma mercoledì 17 maggio (“La disabilità questa s-conosciuta: in Italia….e all’estero”); mercoledì 24 maggio (“Bambini stranieri con disabilità a suola: dei diritti ….e delle pene!”) e mercoledì 7 giugno 2017 (“Bambini stranieri con disabilità… a casa e nella società. Responsabilità istituzionali, responsabilità sociali”).

“Il numero dei ragazzi con disabilità provenienti da Paesi stranieri sta aumentando significativamente sul nostro territorio. Giovani e giovanissimi che, per la loro condizione, sono vittime di una doppia discriminazione – spiega Fabio Pirastu, presidente di Ledha Pavia -. Per garantire a questi ragazzi l’esercizio completo dei propri diritti, a partire dal diritto all’istruzione, è fondamentale che tutti gli attori del mondo della scuola siano consapevoli della situazione che devono affrontare”. A Pavia, gli incontri si svolgeranno presso l’Istituto comprensivo statale di via Angelini con tre appuntamenti in programma rispettivamente giovedì 18 maggio (“La disabilità questa s-conosciuta: in Italia….e all’estero”); giovedì 25 maggio (“Bambini stranieri con disabilità a suola: dei diritti ….e delle pene!”) e martedì 6 giugno 2017 (“Bambini stranieri con disabilità… a casa e nella società. Responsabilità istituzionali, responsabilità sociali”).

Gli incontri sono rivolti a insegnanti di sostegno e curricolari di scuole di ogni ordine e grado, operatori sociali attivi nel mondo della scuola, leader associativi e a tutte le persone interessate al tema. Docenti saranno lo storico Matteo Schianchi e gli avvocati del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi di Ledha, Gaetano De Luca e Laura Abet. La partecipazione è libera e gratuita, previa iscrizione attraverso il sito internet www.precedo.itSono stati richiesti i crediti Croas per gli assistenti sociali. A tutti i partecipanti sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Concorso “Parlawiki”

Concorso “Parlawiki”

Ben 1105 votanti hanno scelto per la categoria scuole primarie l’elaborato della scuola di Busseto (Parma) tra i cinque arrivati in finale. Mentre per le scuole secondarie di I grado sono stati in 650 a premiare con il loro voto il plesso “Pio XII” dell’Istituto comprensivo di Porto Viro (Rovigo).

Il totale dei voti validi espressi on line tra le dieci scuole arrivate in finale sono stati 4.402.

I due lavori vincitori sono scaricabili dal sito della Camera dei deputati “Il Parlamento dei bambini”.
(http://bambini.camera.it/concorso/#mainmenu)

Contributo “volontario” famiglie ma ricevuta “obbligatoria”

Scuola =

In Istituto di Mestre contributo “volontario” famiglie ma ricevuta “obbligatoria”

Studenti presentano esposto a Guardia di Finanza

Deputati Sinistra Italiana – Possibile portano il caso in Parlamento

Marcon – Fratoianni – Civati: intervenga la ministra Fedeli 

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Da alcune settimane l’Istituto Luzzati di Mestre e’ al centro dell’attenzione pubblica e dei media per la protesta degli studenti che vogliono vederci chiaro sulla vicenda della richiesta da parte della scuola del contributo “volontario” con presentazione “obbligatoria” della ricevuta di versamento. Protesta che ha avuto come ultima conseguenza la presentazione di un esposto alla Guardia di Finanza.

Ora il caso arriva in Parlamento dove Sinistra Italiana-Possibile ha presentato un’interrogazione alla ministra dell’Istruzione Fedeli per una sua valutazione del caso, su quali passi abbia fatto l’ufficio scolastico regionale e affinche’ sia avviata un’ispezione ministeriale nell’istituto in questione.

L’atto parlamentare ha come firmatari il capogruppo dei deputati Giulio Marcon, il segretario di SI Nicola Fratoianni, il leader di Possibile Pippo Civati, il vicepresidente della commissione scuola di Montecitorio Giancarlo Giordano, Annalisa Pannarale della medesima commissione, e il capogruppo in commissione Finanze  Giovanni Paglia.

I fondi destinati alla scuola italiana sono assolutamente insufficienti  – conclude Sinistra Italiana – ma la burocrazia scolastica non puo’ scaricare sulle famiglie e sugli studenti le mancanze dello Stato e del governo, compiendo veri e propri abusi con azioni al limite della legalita’.

Il testo dell’interrogazione:

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Per sapere – premesso che:

da notizie apparse sulla stampa locale gli interroganti hanno appreso che da alcune settimane gli studenti dei corsi serali dell’Istituto tecnico “Luzzati” di  Mestre (Venezia) protestano contro i vertici della scuola denunciando  pubblicamente il fatto che all’atto dell’iscrizione l’istituto chiedesse loro di presentare obbligatoriamente copia della ricevuta dell’avvenuto pagamento del contributo volontario, pena il non riconoscimento dell’iscrizione stessa, come da circolare dell’istituto n. 246 del 20 gennaio 2017;

 

Dopo le richieste di chiarimento, gli studenti e le loro famiglie hanno presentato un esposto alla Guardia di Finanza. Inoltre, il 22 marzo scorso è stato chiesto all’Ufficio Scolastico Provinciale di avviare una verifica;

della suddetta circolare n. 246 non si trova più traccia sul sito istituzionale dell’istituto perché successivamente e tempestivamente rettificata e sostituita dalla circolare n. 393 del 7 aprile 2017 che con riferimento al modulo di iscrizione recita letteralmente: “Il modulo va compilato in ogni sua parte e restituito in segreteria didattica entro il 6 febbraio 2017, allegando ricevuta del versamento delle tasse erariali e eventuale contributo volontario.”;

 

La dirigente scolastica ha testualmente affermato che: “si è trattato di una polemica senza fondamento (…) e che serve un’azione moralmente necessaria per permettere alla scuola di acquistare materiali e garantire i funzionamento dei laboratori”;

 

Molteplici circolari ministeriali chiariscono inequivocabilmente il carattere assolutamente volontario del contributo delle famiglie e che solo il pagamento delle tasse scolastiche erariali rappresenti  la condizione indispensabile per la regolarità dell’iscrizione degli studenti e della loro frequenza;   

 

quale sia la valutazione del Miur sul fatto esposto in premessa;

 

se l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto abbia aperto un’indagine interna ed a quali conclusioni sia giunto, e nel caso contrario per quali ragioni ciò non sia avvenuto;

 

se non ritenga necessario predisporre un’ispezione ministeriale nella scuola in premessa al fine di verificare la regolarità di tutti gli atti e le procedure adottate  dalla stessa nel corso degli ultimi anni.  

Giulio Marcon – Nicola Fratoianni – Pippo Civati – Giovanni Paglia – Giancarlo Giordano – Annalisa Pannarale

 

ORGANICI: ASSUNZIONI INSUFFICIENTI

ORGANICI, GILDA: ASSUNZIONI INSUFFICIENTI
“Mentre tra Miur e Mef è in corso il consueto braccio di ferro sul numero di posti per il passaggio dall’organico di fatto a quello di diritto, migliaia di docenti potrebbero dover rinunciare ancora una volta alla stabilizzazione. A causa di questo clima di incertezza che ancora aleggia sulle dotazioni organiche, il prossimo anno scolastico rischia di iniziare senza tutti i necessari docenti nelle classi. Le promesse fatte dal passato governo Renzi per arrivare ad un organico dell’autonomia stabile, dunque, si dimostrano inconsistenti rispetto alla realtà dei fatti”. È quanto afferma la Gilda degli Insegnanti commentato l’esito dell’incontro avvenuto ieri a viale Trastevere tra sindacati e Amministrazione.
“La richiesta avanzata inizialmente dal Miur – spiega la Gilda – era di 25.000 posti, ma il Mef sarebbe disposto ad autorizzarne soltanto 9.600, comprensivi dei 2.200 dei licei musicali e dei circa 2.000 di sostegno. Nonostante le reiterate sollecitazioni da parte della ministra Fedeli, i posti potrebbero aumentare al massimo fino ai 12.000/13.000. In ogni caso – sottolinea il sindacato – questi posti non sono aggiuntivi sul totale, ma verranno detratti dall’organico di fatto che rimane fermo a 30.262 posti senza il sostegno. Rispetto a tutto ciò, esprimiamo una valutazione molto negativa”.

Sentenza del Consiglio di Stato a tutela dei diritti degli alunni con disabilità

Sentenza del Consiglio di Stato a tutela dei diritti degli alunni con disabilità: la Delega alla legge 107 sui processi inclusivi dovrà tenerne conto

La sentenza 2023 del 2017 del Consiglio di Stato che tutela gli alunni disabili è una buona notizia, per loro, per le famiglie e per le scuole. La sentenza sostiene un principio giuridico di enorme rilevanza e civiltà: “le istituzioni scolastiche e il Ministero dell’Economia e delle Finanze non possono impedire, per esigenze di contenimento della spesa pubblica, l’effettiva fruizione delle ore di sostegno e di tutte le altre misure di assistenza previste dalla legge per gli alunni disabili”. Questa sentenza afferma che tra i diritti degli studenti con disabilità e la ristrettezza delle risorse pubbliche, i primi hanno netta prevalenza. Quindi non vi sono più alibi, né dal punto di vista delle finanze dello stato, né dal punto di vista delle finanze locali.

Soprattutto non ci sono più alibi che possano sostenere le ragioni del Decreto alla legge 107 sui processi inclusivi. Le ore di sostegno necessarie per raggiungere gli obiettivi previsti dai percorsi didattici, il personale per l’assistenza alla persona, i trasporti sono diritti ai quali né lo Stato né gli Enti locali possono più sottrarre risorse.

Ipotesi stabilizzazioni in due tempi per 12.600 cattedre

da Il Sole 24 Ore

Ipotesi stabilizzazioni in due tempi per 12.600 cattedre

di Claudio Tucci

I sindacati della scuola svelano gli ultimi numeri sulle trasformazioni dell’organico di fatto in organico di diritto: a settembre ci saranno solo 9.600 posti stabili, compresi i 2.200 per i licei musicali e i circa 2mila per il sostegno. Forse più avanti altri 3mila. Per un totale, quindi, di 12.600 cattedre da coprire a tempo indeterminato (con nuove assunzioni, o con trasferimenti). Che si aggiungeranno agli oltre 601.126 posti del vecchio organico di diritto, più i 48mila del potenziamento.

La Uil Scuola attacca: Non si può accettare l’organico a rate
Il primo sindacato a uscire allo scoperto è stata ieri sera la Uil Scuola, che ha attaccato il Miur, minacciando lo sciopero: «Non si può accettare l’organico a rate. Insomma, tante aspettative, pochi risultati. Ancora una volta è prevalso l’atteggiamo burocratico del Mef». Il riferimento è allo stanziamento di 400 milioni di euro, nella scorsa legge di Bilancio, che, con semplice calcolo matematico, (avrebbe) portato ad almeno 25mila posti che potevano «portare a risultati concreti se si considera che la differenza retributiva tra un docente in organico di fatto e uno di diritto è rappresentata solo dal pagamento dei due mesi estivi, luglio e agosto, senza considerare che di soldi pubblici per il pagamento del residuo di ferie non godute e per le indennità di disoccupazione, sono quantificabili almeno in un altro mese di retribuzione».

Critica anche la Fcl Cgil
Critica anche la Flc Cgil: «Benché il confronto del Miur con il Mef sulla stabilizzazione dei posti in organico di diritto sia ancora in corso, siamo lontani dai 25mila annunciati dalla ministra Fedeli. I numeri forniti (da 8mila a circa 13mila) sono del tutto insufficienti per rispondere alle reali esigenze delle scuole, anche in conseguenza della variazione in aumento del numero degli alunni, e alle aspettative dei precari».