DIRITTI E DOVERI IN AMBITO SCOLASTICO

Si è concluso l’11 maggio, presso l’Istituto Omnicomprensivo «Fanfani – Camaiti» di Pieve Santo Stefano (Ar), il previsto ciclo di incontri sui diritti e doveri in ambito scolastico per orientarsi tra compiti, competenze e ruoli, rivolto a tutte le componenti scolastiche.

In una realtà complessa, articolata e sotto alcuni aspetti unica di un istituto che comprende oltre alle Sezioni Primavera – Scuola dell’infanzia – Primaria – Secondaria I grado – Secondaria II grado nonché Convitto maschile e femminile può accadere che gli ingranaggi nel sistema dei rapporti Scuola-Famiglia possano incepparsi. Gli incontri hanno costituito occasione di confronto con docenti, amministrativi, educatori ed anche studenti su tematiche di interesse come il sistema delle responsabilità, la partecipazione, la valutazione, l’inclusione.

In allegato le locandine dei tre incontri

Ma al Ministero lo sanno cosa significa “equipollente”?

Superando.it del 11-05-2017

Ma al Ministero lo sanno cosa significa “equipollente”?

di Flavio Fogarolo*

«La parola “equipollente” – scrive Flavio Fogarolo – significa che, anche se diversa, una cosa conserva lo stesso valore e la stessa efficacia. Che dunque la prova scritta dell’Esame di Stato sia sostenuta con il PC, in Braille o con la sintesi vocale, quella orale con la LIS o che si dia del tempo in più, non è un’agevolazione, ma un elementare atto di equità. Se è così, per quale motivo una recente Ordinanza Ministeriale stabilisce che tutto questo debba essere riportato nella certificazione finale, se non per evidenziare la diversità e sminuire i risultati?».

Sono passati pochi mesi dal pastrocchio, o “tentato pastrocchio”, degli Esami di Stato degli alunni con disabilità del primo ciclo (Schema di Decreto n. 384), che prevedeva, come si ricorderà, prove equipollenti per conseguire il titolo valido di licenza media [se ne legga ampiamente nel nostro giornale, N.d.R.], e il Ministero dell’Istruzione ci ricasca con la recente Ordinanza Ministeriale n. 257 sugli Esami di Stato delle scuole superiori.
A questo punto l’impressione è che al Ministero ci sia qualcuno che ha dei problemi con le prove equipollenti: o non ha ben capito cosa sono o non le ha proprio digerite!

All’articolo 22 della citata Ordinanza, dunque (Esami dei candidati con disabilità), spunta un nuovo comma 11 che recita così: «Per tutti i candidati di cui al presente articolo, il riferimento all’effettuazione delle prove equipollenti o differenziate va indicato solo nell’attestazione di cui all’articolo 13 del D.P.R. n. 323/1998 e non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto».
Ovvio che nulla debba finire all’albo, ma per quale strano motivo secondo i funzionari del Ministero dovrebbe essere indicato nella certificazione finale che il candidato ha sostenuto prove equipollenti? Perché vengono messe assieme due situazioni completamente diverse, come le prove «equipollenti» e quelle «differenziate»?

“Equipollente”, in lingua italiana, significa che, anche se diverso, conserva lo stesso valore e la stessa efficacia. Che la prova scritta sia sostenuta con il PC, in Braille o con la sintesi vocale, quella orale con la Lingua Italiana dei Segni, che si dia del tempo in più o che si sostengano appunto prove equipollenti, serve solo per cercare di limitare, per quanto possibile, gli effetti negativi della disabilità e mettere la persona che sostiene l’esame alla pari degli altri. Non è un’agevolazione, ma un elementare atto di equità.
Se è così, per quale motivo tutto questo deve essere riportato nella certificazione finale, se non per evidenziare la diversità e sminuire i risultati?

L’indicazione apparsa in quell’Ordinanza Ministeriale è quindi assolutamente illegittima: i candidati che sostengono le prove equipollenti conseguono infatti come sempre un normalissimo diploma, identico a quello degli altri, senza nessuna indicazione particolare.

Flavio Fogarolo, Formatore.

Incontro Miur-Sindacati sulla dirigenza scolastica

(Roma, 11 maggio 2017) Si è svolto oggi presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca un incontro fra i rappresentanti del Miur e i sindacati di settore (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal) sulla dirigenza scolastica. Per il Miur era presente il Sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo.

All’ordine del giorno, la valutazione, l’equiparazione retributiva con il resto della dirigenza pubblica, i tempi di confronto per la costruzione dell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Su questi temi sono stati trovati primi e importanti elementi di convergenza fra le parti che verranno ulteriormente approfonditi nella prossima riunione. Le parti hanno aggiornato l’incontro a lunedì 15 maggio 2017.

Scuola, incontro Miur-Sindacati sulla dirigenza scolastica

Scuola, incontro Miur-Sindacati sulla dirigenza scolastica

Si è svolto oggi presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca un incontro fra i rappresentanti del Miur e i sindacati di settore (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal) sulla dirigenza scolastica. Per il Miur era presente il Sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo.

All’ordine del giorno, la valutazione, l’equiparazione retributiva con il resto della dirigenza pubblica, i tempi di confronto per la costruzione dell’atto di indirizzo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Su questi temi sono stati trovati primi e importanti elementi di convergenza fra le parti che verranno ulteriormente approfonditi nella prossima riunione. Le parti hanno aggiornato l’incontro a lunedì 15 maggio 2017.

A settembre pronte 52mila cattedre stabili per gli insegnanti

da Il Sole 24 Ore

A settembre pronte 52mila cattedre stabili per gli insegnanti

di Claudio Tucci

A settembre le cattedre disponibili per le assunzioni (e le operazioni di mobilità per avvicinare a casa professori immessi in ruolo fuori provincia) saranno circa 52mila.

I numeri
Dopo settimane di incontri a livello tecnico e politico (e di frizioni) è arrivato ieri sera l’accordo tra ministero dell’Istruzione e Mef: Pier Carlo Padoan ha acceso semaforo verde alla trasformazione di 15.100 posti che da organico “di fatto”, vale a dire assegnati ogni anno a supplenti, diventeranno organico stabile, da coprire, perciò, con nuovi insegnanti di ruolo a tempo indeterminato (l’operazione è coperta con 140 milioni di euro quest’anno, e 400 milioni a regime, stanziati con la precedente legge di Bilancio). A queste cattedre si aggiungeranno i 21mila mila posti rimasti liberi a seguito di pensionamento (turn-over), e i circa 16mila già vacanti, e annualmente affidati a un docente “a tempo”, che quindi il Tesoro autorizza adesso a coprire “stabilmente”.

Le immissioni
La quantità di cattedre su cui sarà possibile assumere a tempo indeterminato sale così a 52mila. La “mappa” delle immissioni potrà però cambiare nelle prossime settimane visto che, su queste cattedre, si giocherà la “doppia partita” assunzioni e trasferimenti in base alle percentuali già concordate ad aprile tra Miur e sindacati: 60% dei posti andranno alle immissioni in ruolo, il restante 40% servirà per la mobilità, soprattutto interprovinciale, con l’obiettivo, come detto, di riavvicinare docenti stabilizzati lontano da casa con la riforma Renzi-Giannini. In caso di accoglimento della domanda di mobilità, infatti, l’insegnante andrà a coprire un nuovo posto, lasciando però libero quello in precedenza occupato (che potrà essere stabilizzato con un ingresso a tempo indeterminato).
Anche il prossimo settembre, le immissioni in ruolo avverranno al 50% attingendo dalle Graduatorie a esaurimento («Gae», dove sono inseriti ancora circa 5.900 precari delle medie e quasi 13mila delle superiori) e al restante 50% attraverso l’assunzione degli ultimi vincitori del concorso 2016 (se non ci saranno persone da assumere – una possibilità non del tutto esclusa al Nord, il contratto a tempo indeterminato slitterà al prossimo anno).

Soddisfatti Fedeli e Padoan
Soddisfatta la ministra, Valeria Fedeli: «Abbiamo fatto un altro passo per garantire continuità didattica, dando al tempo stesso una risposta alle legittime aspettative dei precari. Tutte le procedure di assunzione avverranno nel corso di questa estate con decorrenza dei contratti dal primo settembre».

Lo sblocco della trattativa è salutato con favore anche dal titolare dell’Economia: la trasformazione di incarichi di fatto con l’inserimento nell’organico stabile del personale docente «è parte di un processo complessivo di riforma che procede senza interruzioni», ha detto Pier Carlo Padoan. Adesso, fanno sapere dal Mef, l’intera operazione ha una copertura certa e affidabile nel tempo, che i primi calcoli del Miur non assicuravano. Del resto, «una gestione avveduta e lungimirante delle finanze pubbliche – ha aggiunto Padoan – è una condizione necessaria per sostenere il percorso delle riforme e ne rende possibile l’attuazione».

Snals-Confsal cambia segretario: arriva Elvira Serafini

da Il Sole 24 Ore

Snals-Confsal cambia segretario: arriva Elvira Serafini

di Claudio Tucci

Elvira Serafini è il nuovo segretario generale dello Snals-Confsal. È stata eletta, ieri, a conclusione del Consiglio nazionale del sindacato autonomo dei lavoratori della scuola svoltosi a Fiuggi.

Il profilo
Serafini, 62 anni, tarantina, è stata negli ultimi 10 anni segretario provinciale di Taranto e consigliere nazionale. La candidatura è avvenuta all’unanimità. È la prima donna ad assumere la carica di segretario generale dello Snals-Confsal. Nel primo giorno dell’assise, Nigi aveva chiesto al Consiglio di accettare le sue dimissioni. Alla guida del sindacato dal 2001, Nigi lascia con l’obiettivo di «accelerare il rinnovamento». «Lascio – ha dichiarato – uno Snals forte nella confermata consistenza associativa e nella sua capacità propositiva, lontano dalle ideologie e dalle mode ricorrenti che tanto hanno danneggiato la scuola pubblica italiana e chi vi lavora». Nigi, che è anche segretario generale della Confsal (cui lo Snals aderisce), dichiara di voler puntare «su una politica sempre più incisiva della confederazione autonoma» giunta, sotto la sua guida a essere «la quarta confederazione sindacale italiana».

Spetta ora al nuovo segretario generale Serafini portare avanti il rinnovamento dello Snals, favorendo anche il ricambio generazionale: «La nostra base è ampia, il sindacato è ben radicato ed è fortemente impegnato nella lotta contro la deriva di questa scuola dal merito perduto. La nostra visione è chiara, proseguiremo a lavorare per la serietà degli studi, per la difesa della professionalità dei docenti, per il riconoscimento e il rispetto sociale della figura
dell’insegnante»

Maturità, la data? Dopo 59 premesse

da Corriere della sera

Maturità, la data? Dopo 59 premesse

di Gian Antonio Stella

Quarantanove pagine e 59 premesse per stabilire la data della maturità.

Visto… Visto… Visto… Visto… Visto… Visto… La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha fatto il record: per dire in quale giorno e come sono convocati i prossimi esami di Maturità è riuscita a usare nell’alluvionale premessa 59 «visto…» e «vista…», più un «considerato» e due «ritenuto». E vai! Non c’è ministro del passato che possa reggere il confronto: tutti spazzati via.

La ministra precedente Stefania Giannini, occorre dire, si era impegnata a fondo: 55 «visto…» e «vista…» nell’ordinanza per la maturità 2014. Per salire a 57 «visto…» e «vista…» nel 2015. E inerpicarsi infine a 58 «visto…» e «vista…» più un «considerato» nel 2016. Ma vuoi mettere l’exploit della attuale responsabile della scuole e dell’università? Battuto ogni primato qualche settimana fa nel burocratese politically correct coi testi dei decreti delegati (una frase per tutte: «Valutato, da parte del dirigente scolastico, l’interesse della bambina o del bambino, dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente…») l’ex laureata non laureata (ahi ahi, quel curriculum vanitosetto…) lancia davvero un bel messaggio al mondo dei docenti e degli allievi: il mondo è dei burocrati, adeguatevi.

Capiamoci, il burocratese non l’ha inventato lei. Né si tratta di un problema solo italiano. Basti ricordare «La piccola Dorrit» dove Charles Dickens ride del «Ministero delle Circonlocuzioni» che «come tutti sanno benissimo è il più importante di tutti» perché qualunque cosa si debba fare, subito interviene e, «avanzando in ciò tutte le altre pubbliche amministrazioni, trova i mezzi più acconci… per non farla».

È un secolo e mezzo che l’impasto di burocrazia borbonica e burocrazia piemontese uscito dall’Unità scodella nel nostro smisurato paniere legislativo esempi di linguaggio demenziale. Dove i gatti randagi sono «atti» al «vagantismo felino», le biciclette sono «velocipedi con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare», la «superficie di rotolamento della ruota deve essere cilindrica senza spigoli, sporgenze o discontinuità» (vietate le ruote quadrate), «la circolazione delle slitte» è ammessa «solo quando le strade sono ricoperte di ghiaccio o neve…» e la consulenza è un «supporto consulenziale».

Fino ad esempi inarrivabili come l’«autocertificazione di esistenza in vita» che devono presentare i vivi dati per morti. Autocertificazione che esordisce con una cretinata stratosferica, in cui il sedicente vivo dichiara di essere «consapevole che in caso di dichiarazione mendace sarà punito…». Guai a lui, se è morto e lo nega. Verrà, come si dice, «tradotto in giudizio». Alla pari di Papa Formoso che dopo essere defunto da mesi, come racconta Gregorovius, fu «strappato al sepolcro in cui riposava», «abbigliato con i paramenti papali e messo a sedere su un trono nella sala del Concilio» per un macabro processo indetto dal successore.

Ecco, la Fedeli è nella scia d’una storia così. Folle. Ma certo non ha neppure tentato di correggere l’andazzo. Tanto per capirci: la sua ordinanza per convocare gli esami di maturità è composta da 49 pagine per un totale di 23.285 parole. Quasi due volte e mezzo il Manifesto del Partito comunista di Engels e Marx. Per aprire il Concilio Ecumenico Vaticano II, a Giovanni XXIII ne bastarono 3.786: sei volte di meno.

Quanto al diluvio di «visto», eccone un assaggio: «Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297…», «Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante delega…», « Vista la legge 10 dicembre 1997, n. 425, concernente…», « Visto il decreto-legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito…», « Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2012, n. 263…» e via così, per sei pagine (sei pagine!) fitte fitte. Tutte ma proprio tutte assolutamente indispensabili? Ci permettiamo di dubitarne. Così come dubitiamo della bontà di passaggi come questo: «L’ammissione dei candidati esterni è subordinata al superamento dell’esame preliminare, di cui all’articolo 7 della presente ordinanza (legge 11 gennaio 2007, n. 1, articolo 1, capoverso articolo 2, comma 3; articolo 1-quinquies del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2009, n. 167)».

Si dirà: non sono testi per gli studenti ma per gli specialisti. Al massimo per i professori. Sarà… Ma una scuola che ai suoi massimi vertici scrive in questo modo ottusamente burocratico come può poi avere un linguaggio diverso nelle aule? Quando mai correggerà, una scuola così, un alunno convinto che l’uso di «attizio», «attergare», «obliterare», sia un segno di preparazione, diligenza, profondità culturale?

Sono passati quasi quarant’anni da quando Stefano Gensini scrisse che «i programmi delle medie affermavano che il ragazzo doveva essere educato dapprima a scrivere in periodi “semplici e chiari”, poi sempre più “ampi e complessi”. Semplicità e chiarezza che altrove in Francia o Inghilterra sono segno di cultura elevata, severa e impegnata o brillante, da noi sono ritenute roba da scolaretti: una specie di infantilismo di cui liberarsi prima possibile». È cambiato qualcosa, da allora? In peggio.

Ce lo dice la freschezza che hanno ancora le invettive antiche di Italo Calvino («dove trionfa l’antilingua — l’italiano di chi non sa dire “ho fatto” ma deve dire “ho effettuato” — la lingua viene uccisa») o di Tullio De Mauro. Che come scrisse Massimo Baldini sogghignava: «Vi sono persone che di fronte a un discorso chiaro rimangono completamente indifferenti ma se voi gli dite che “a livello di strutture profonde e di correlati sistemici neurologicamente saturati sussiste la necessitazione semiotica del condizionamento rematico del translinguistico”, a queste persone brillano gli occhi e vi guardano con entusiasmo, anche se non capiscono, anzi, proprio perché non capiscono».

Del resto, come già spiegava Galileo Galilei, «parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi». A partire dai burocrati del ministero dell’Istruzione…

Arrivano 52mila assunzioni, Fedeli: a settembre tutti in cattedra, la scuola lo meritava

da La Tecnica della Scuola

Arrivano 52mila assunzioni, Fedeli: a settembre tutti in cattedra, la scuola lo meritava

“La scuola merita questo riconoscimento”; a dirlo è stata la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli commentando la notizia delle 52mila assunzioni in vista dell’a.s. 2017/18.

“Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti”.

Secondo la ministra, l’accordo raggiunto con il ministero dell’Economia, sino a qualche giorno fa fermo a 9.600 posti da trasformare in organico di diritto, è “frutto dello sforzo comune” nell’effettuare i “necessari calcoli a partire da quanto stanziato per questo capitolo nella legge di Bilancio 2017”.

“Andremo avanti con le assunzioni”, ha spiegato la responsabile del Miur, facendo riferimento ai posti derivanti da turn over e concorsi, “e continueremo ad operare trovando le condizioni per rendere l’insieme degli organici scolastici sempre più formati”.

Quello compiuto ora “è un ulteriore passo importante nel percorso aperto con la Buona scuola”, sottolinea Fedeli, aggiungendo che “l’obiettivo adesso è quello di garantire a studentesse e studenti di trovare tutte le docenti e tutti i docenti in cattedra a settembre fin dal primo giorno di scuola”.

Assunzioni, quest’estate saranno 52mila: raggiunta intesa Mef-Miur

da La Tecnica della Scuola

Assunzioni, quest’estate saranno 52mila: raggiunta intesa Mef-Miur

Sono circa 52.000 i posti disponibili quest’anno per le assunzioni di docenti nella scuola pubblica.

A comunicarlo è il Miur con un comunicato emesso nel tardo pomeriggio del 10 maggio.

Si tratta di cattedre che verranno coperte con contratti a tempo indeterminato, favorendo così la continuità didattica e una maggiore stabilità del personale.

Il conteggio è stato reso pubblico dopo che nella serata del 9 maggio è stata raggiunta l’intesa tra Miur e ministero dell’Economia e delle Finanze sull’attuazione della norma inserita in legge di Bilancio, la quale prevede la trasformazione di 15.100 posti dell’organico di fatto, assegnati ogni anno a supplenti, in altrettanti posti dell’organico di diritto da coprire con docenti di ruolo con contratti a tempo indeterminato.

Vengono così superati, e non di poco, i 9.600 posti inizialmente accordati dal Mef. Anche se si rimane distanti dai 25mila, sempre da spostare in organico di diritto, chiesti da tempo dal ministero dell’Istruzione e che negli ultimi mesi avevano creato più di un attrito con il dicastero di Via XX Settembre.

A questi, scrive il Miur, si aggiungeranno i posti rimasti liberi a seguito dei pensionamenti (circa 21.000) e i posti già vacanti e disponibili (circa 16.000). In tutto, quest’anno, saranno dunque disponibili circa 52.000 posti per le assunzioni a tempo indeterminato che serviranno a garantire maggiore continuità didattica e a dare una risposta alle legittime aspettative delle precarie e dei precari storici e delle vincitrici e dei vincitori del concorso. Le procedure di assunzione avverranno nel corso di questa estate con decorrenza dei contratti dal primo settembre.

La collaborazione tra le due Amministrazioni è stata fondamentale per raggiungere questo risultato, che conferma il continuo impegno del Governo in favore dell’istruzione scolastica. L’intesa prevede il monitoraggio dell’evoluzione dell’organico con l’obiettivo di contenere il fenomeno del precariato e garantire continuità nello svolgimento dell’attività didattica.

“La scuola merita questo riconoscimento”, sottolinea la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli. “Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti”. L’intesa raggiunta, aggiunge Fedeli, è “frutto dello sforzo comune” compiuto dal Miur e dal Mef nell’effettuare i necessari calcoli a partire da quanto stanziato per questo capitolo nella legge di Bilancio 2017”.

“Andremo avanti con le assunzioni”, sottolinea la Ministra, facendo riferimento ai posti derivanti da turnover e concorsi, “e continueremo ad operare trovando le condizioni per rendere l’insieme degli organici scolastici sempre più formati”. Quello compiuto ora “è un ulteriore passo importante nel percorso aperto con la Buona scuola”, sottolinea Fedeli, aggiungendo che “l’obiettivo adesso è quello di garantire a studentesse e studenti di trovare tutte le docenti e tutti i docenti in cattedra a settembre fin dal primo giorno di scuola”.

“La trasformazione di incarichi di fatto con l’inserimento nell’organico stabile del personale docente è parte di un processo complessivo di riforma che procede senza interruzioni” ha osservato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan. “Una gestione avveduta e lungimirante delle finanze pubbliche – ha aggiunto Padoan – è una condizione necessaria per sostenere il percorso delle riforme e ne rende possibile l’attuazione”.

Progetti PON, comunicazione apertura e chiusura delle piattaforme

da La Tecnica della Scuola

Progetti PON, comunicazione apertura e chiusura delle piattaforme

Con nota prot. 4858 il Miur ha comunicato data e orario di inoltro della proposta nel sistema GPU e l’apertura e la chiusura per l’inoltro della proposta firmata digitalmente nel sistema SIF per gli avvisi PON n.1953 “Competenze di Base”, n.2165 “Competenze degli Adulti (CPIA)”, n.2669 “Creatività Digitale” e n.3340 “Cittadinanza globale”.

Di seguito le nuove date:

AVVISO Nuova scadenza presentazione progetti e orario Data e orario apertura sistema per trasmissione firma digitale Data e orario scadenza trasmissione firma digitale
Avviso n.1953 “Competenze di Base” 16 maggio 2017

h. 15

17 maggio 2017

h. 10

22 maggio 2017

h. 15

Avviso n.2669 “Creatività Digitale” 19 maggio 2017

h. 15

20 maggio 2017

h. 10

26 maggio 2017

h. 15

Avviso n.2165 “Competenze degli Adulti (CPIA)” 26 maggio 2017

h. 15

27 maggio 2017

h. 10

1° giugno 2017

h. 15

Avviso n.3340 “Cittadinanza globale” 05 giugno 2017

h. 15

06 giugno 2017

h. 10

12 giugno 2017

h. 15

Intesa tra Mef e Miur: 52mila posti disponibili per assunzioni docenti

da Tuttoscuola

Intesa tra Mef e Miur: 52mila posti disponibili per assunzioni docenti

Sono circa 52.000 i posti disponibili quest’anno per le assunzioni di docenti, cattedre che verranno coperte con contratti a tempo indeterminato, favorendo così la continuità didattica e una maggiore stabilità del personale. È quanto prevede l’intesa raggiunta ieri sera tra il Miur e il Mef sull’attuazione della norma inserita in legge di Bilancio che prevede la trasformazione di 15.100 posti dell’organico di fatto, assegnati ogni anno a supplenti, in altrettanti posti dell’organico di diritto da coprire con docenti di ruolo con contratti a tempo indeterminato. A questi si aggiungeranno i posti rimasti liberi a seguito dei pensionamenti (circa 21.000) e i posti già vacanti e disponibili (circa 16.000). Le procedure di assunzione avverranno nel corso di questa estate con decorrenza dei contratti dal primo settembre.

Fedeli: ‘Un ulteriore passo importante nel percorso aperto con la Buona scuola’

”La scuola merita questo riconoscimento”, sottolinea la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. ”Andremo avanti con le assunzioni”, aggiunge, facendo riferimento ai posti derivanti da turnover e concorsi, ”e continueremo ad operare trovando le condizioni per rendere l’insieme degli organici scolastici sempre più formati”. Quello compiuto ora ”è un ulteriore passo importante nel percorso aperto con la Buona scuola”, sottolinea Fedeli, aggiungendo che ”l’obiettivo adesso è quello di garantire a studentesse e studenti di trovare tutte le docenti e tutti i docenti in cattedra a settembre fin dal primo giorno di scuola”. “La trasformazione di incarichi di fatto con l’inserimento nell’organico stabile del personale docente è parte di un processo complessivo di riforma che procede senza interruzioni” osserva il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. “Una gestione avveduta e lungimirante delle finanze pubbliche – aggiunge Padoan – è una condizione necessaria per sostenere il percorso delle riforme e ne rende possibile l’attuazione”.

Chiamata diretta: sui criteri voto al buio, Gilda Insegnanti invita docenti ad astenersi

da Tuttoscuola

Chiamata diretta: sui criteri voto al buio, Gilda Insegnanti invita docenti ad astenersi

Oltre ai modi, anche i tempi sono del tutto sbagliati: sulla chiamata diretta non ci siamo proprio e confermiamo la nostra netta contrarietà verso l’accordo sottoscritto tra il Miur e gli altri sindacati rappresentativi e che, in piena coerenza con la nostra posizione, non abbiamo firmato”. È quanto afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in merito alle riunioni dei collegi dei docenti convocate in questi giorni dai dirigenti scolastici per scegliere i criteri da seguire nell’individuazione degli insegnanti da inserire negli organici delle scuole.

Astenersi dal voto al buio: l’invito di Gilda

Con le procedure di mobilità e le assegnazioni provvisorie ancora aperte – spiega Di Meglio – è totalmente illogico convocare adesso i collegi dei docenti. Si rischia soltanto di perdere tempo nel deliberare criteri che poi, a operazioni di trasferimento concluse, potrebbero rivelarsi inadeguati rispetto al fabbisogno degli istituti scolastici. Perciò – conclude il coordinatore della Gilda – invitiamo i docenti ad astenersi dal voto al buio”.

Linee guida unitarie (11.5.17)

Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal


Care colleghe e cari colleghi,
l’11 aprile 2017 è stato sottoscritto il contratto nazionale integrativo sulla mobilità del personale della scuola per l’a.s. 2017/2018 che costituisce un primo concreto risultato dopo l’intesa firmata a Palazzo Vidoni tra Governo e sindacati. Infatti, ritorna a pieno titolo nell’alveo della contrattazione la mobilità del personale sulla quale la legge 107, con un’evidente invasione di campo, era pesantemente intervenuta, compromettendo la trasparenza e la regolarità delle relative operazioni.
Molte sono le novità previste dal CCNI rispetto allo scorso anno: viene ripristinato il trasferimento su scuola; aumentano le province richiedibili; viene superato il vincolo triennale di permanenza nella provincia di assunzione per i neo immessi in ruolo in altra provincia; viene equiparato il punteggio del servizio svolto prima dell’assunzione in ruolo con quello di ruolo; le unioni civili vengono equiparate in termini di punteggio alle famiglie tradizionali.
Viene inoltre semplificata tutta la procedura con la riduzione da otto a due delle fasi del trasferimento e l’unificazione del numero delle preferenze esprimibili per tutti gli ordini di scuola.
Ulteriore aspetto innovativo della mobilità per l’a.s. 2017/2018 è rappresentato dal successivo CCNI sottoscritto tra il MIUR e le OO.SS. sul passaggio dei docenti da ambito a scuola che assicura procedure imparziali, definendo regole certe e stabilite a livello nazionale, collega l’individuazione dei requisiti al fabbisogno del PTOF di istituto e valorizza il ruolo del collegio dei docenti. Afferma un principio di trasparenza con la pubblicazione degli avvisi prima che si conoscano gli esiti dei movimenti. Per questa via si esclude ogni interferenza estranea al PTOF.
Al fine di supportare il lavoro delle scuole, le OO.SS. firmatarie del CCNI mettono a disposizione dei dirigenti scolastici, delle RSU e dei collegi dei docenti alcuni strumenti di lavoro relativi alle procedure da seguire.
Si tratta di sintetiche linee guida sugli aspetti più rilevanti del Contratto accompagnate da un fac simile di delibera del collegio di docenti.
L’occasione è utile per ribadire il nostro forte impegno a creare le condizioni per un rinnovo del Ccnl che ridia soggettività e valore al lavoro di docenti, dirigenti, educatori e Ata, liberi la contrattazione da lacci e lacciuoli introdotti a vario titolo dal legislatore in 10 anni di mancato rinnovo e devolva interamente al Ccnl materie come l’organizzazione del lavoro, la formazione, il bonus premiale, la valutazione dei dirigenti e la mobilità.
Fiduciosi che il CCNI contribuisca a restituire serenità a tutti i soggetti coinvolti nella procedura di assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole inviamo l’augurio di buon lavoro.

I segretari generali
Francesco Sinopoli
Lena Gissi
Pino Turi
Elvira Serafini


I punti cardine del CCNI

Il CCNI sul passaggio da ambito a scuola è molto importante perché:

  • risolve, in coerenza con l’accordo sottoscritto a palazzo Vidoni tra governo e confederazioni, criticità e aspetti controversi della legge 107 attraverso la negoziazione
  • promuove collegialità delle scelte e partecipazione
  • assicura regole chiare e correttezza di procedure
  • rispetta il principio costituzionale dell’imparzialità dell’azione amministrativa
  • valorizza il ruolo del collegio dei docenti nell’esercizio pieno della autonomia scolastica.
  • non vi sono da individuare “criteri”, ma “requisiti” (titoli ed esperienze professionali) all’interno di un ventaglio che è lo stesso Contratto a indicare. I requisiti sono scelti dal Collegio docenti, su proposta del Dirigente scolastico, tramite delibera specifica, fra quelli contenuti nell’Allegato A del CCNI. Il Collegio docenti ne può scegliere fino a sei (da uno a sei). Non è previsto alcun tipo di colloquio, è pertanto valorizzato il protagonismo collegiale.
  1. Si segnala l’opportunità di limitarsi alla individuazione di pochi requisiti per rendere maggiormente esplicite le priorità su cui la scuola ha impostato il suo PTOF e il suo PDM.
  2. Nella medesima delibera il Collegio individua i criteri oggettivi che saranno pubblicati nell’avviso rivolto ai docenti che aspirano ad essere assegnati alla scuola e che saranno alla base dell’esame comparativo dei requisiti dei candidati da parte del Dirigente scolastico.
  3. Si suggerisce che i criteri oggettivi per l’esame comparativo indichino la prevalenza della candidatura con il maggior numero di requisiti e, in caso di parità di numero di requisiti, la prevalenza del punteggio di mobilità (per i docenti trasferiti su ambito) o di graduatoria di merito/esaurimento (per i docenti neo immessi in ruolo). Il punteggio è comprensivo sia dell’esperienza professionale maturata sia dei titoli culturali o accademici; è inoltre già disponibile e verificato dall’amministrazione.
  4. Nel caso in cui il Collegio, su proposta del Dirigente, alla luce dei contenuti e degli obiettivi del PTOF e del piano di miglioramento ritenga che non si ravvisi la necessità di disporre di personale in possesso di peculiari e specifici titoli e/o requisiti di esperienza professionale, deliberando di conseguenza in tal senso, il Dirigente scolastico procede alla pubblicazione di un avviso con cui comunica che l’individuazione del candidato avverrà in base al maggior punteggio nelle operazioni di mobilità.

È indispensabile sottolineare che, in caso di mancata espressione da parte del collegio regolarmente convocato, per rifiuto pregiudiziale a deliberare, il Dirigente ai sensi di quanto prevede il CCNI è legittimato a procedere autonomamente.

  1. Al fine di evitare ripetute riunioni del Collegio docenti nelle scuole dove insistono diversi gradi di scuola (Istituti Comprensivi) con tempistiche diverse per la mobilità, come precisato nella nota MIUR 16977 del 19 aprile 2017 e successive integrazioni, è consigliabile adottare un’unica delibera.
  2. In questo quadro la RSU può svolgere un ruolo importante anche attraverso il coinvolgimento dei colleghi prima del collegio, convocando una apposita assemblea sindacale. Nel caso di RSU docente il suo contributo si realizza anche nella partecipazione diretta all’organo collegiale.

Ricordiamo peraltro che la RSU ha diritto all’informativa sugli organici e sui posti vacanti sia prima che dopo i trasferimenti.

Sequenza operativa

  1. Il Dirigente Scolastico, definita la pianta organica e verificate le diverse disponibilità, convoca il Collegio docenti (convocazione eventualmente preceduta da riunioni per dipartimenti/settori) almeno 20 giorni prima della pubblicazione dei movimenti secondo le scadenze previste dal MIUR
  2. Il Collegio docenti, preso atto della proposta avanzata dal Dirigente Scolastico, la discute nel merito, valuta eventuali integrazioni e/o proposte alternative e delibera sia rispetto alla tipologia che rispetto al numero dei requisiti da pubblicare nel successivo avviso. La delibera indica anche il criterio oggettivo che il DS utilizzerà per la comparazione dei requisiti in presenza di più docenti che hanno fatto domanda alla scuola e sono in possesso di pari numero di requisiti.

3 La delibera va assunta entro 7 giorni dalla prima convocazione nel caso in cui il collegio dei docenti deliberi un aggiornamento

  1. Il Dirigente Scolastico, in attuazione della delibera del Collegio docenti (ai sensi sia dell’art. 25 c. 2 del D.lgs 165/01 che dell’art. 16 c. 2 del DPR 275/99) pubblica l’avviso, come previsto dalla tempistica indicata dal MIUR, almeno 10 giorni prima della pubblicazione dei movimenti relativi a quel grado di scuola. L’avviso dovrà riguardare i posti disponibili nella scuola e dovrà indicare non solo il numero e la tipologia degli stessi, ma anche i requisiti e i criteri oggettivi deliberati per l’eventuale comparazione degli stessi in presenza di più domande.
  2. Qualora, a seguito della pubblicazione dei movimenti e tenendo conto anche delle operazioni prioritarie di competenza degli USP nei confronti dei docenti aventi diritto alle precedenze di cui all’art. 13 del CCNI sulla mobilità, si dovesse modificare la disponibilità dei posti inizialmente previsti, il Dirigente Scolastico aggiornerà tempestivamente l’avviso. In presenza di un numero maggiore o minore di posti disponibili della stessa tipologia già prevista, il Dirigente Scolastico provvederà ad aggiornare solo il numero. In caso, invece, di nuove disponibilità non previste inizialmente, il DS procede eventualmente a riattivare le procedure di cui ai precedenti punti 1 e 2, purché non siano ancora terminate le attività didattiche (30 giugno). Qualora i tempi non rendessero possibile riattivare le procedure, l’assegnazione dei docenti su queste ulteriori e diverse disponibilità avverrà a cura dell’USP competente sulla base del punteggio della mobilità.
  3. Entro la scadenza unica indicata dal MIUR, e sulla base dell’esame comparativo dei requisiti fatto in base al criterio oggettivo sarà indicato nella delibera del Collegio docenti, i Dirigenti Scolastici individuano il docente al quale avanzare la proposta di passaggio alla scuola. Solo in presenza di rifiuto da parte del docente utilmente collocato, o in caso di accettazione di assegnazione in altra scuola da parte dello stesso, il Dirigente Scolastico procederà a formulare la proposta al docente che segue.

Roma, 11 maggio 2017

 

www.flcgil.it

organizzazione@flcgil.it

www.cislscuola.it

cisl.scuola@cisl.it

www.uilscuola.it

uilscuola@uilscuola.it

www.snals.it

info@snals.it

 

Nota 11 maggio 2017, AOODGOSV 5155

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente Scolastico per la Regione Valle d’Aosta
AOSTA
Al Sovrintendente Scolastico per la scuola in lingua italiana
BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola in lingua tedesca
BOLZANO
All’Intendente Scolastico per la scuola delle località ladine
BOLZANO
Al Dirigente del Dipartimento Istruzione per la Provincia
TRENTO
e p.c. Ai Dirigenti Scolastici dei CPIA
LORO SEDI
Al Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione
SEDE
Al Dirigente Scolastico Prof. Emilio Porcaro
CPIA2 “Metropolitano”
Viale Vicini, 19
40122 Bologna

Oggetto: FIERIDA (Prima Fiera Nazionale dell’Istruzione degli Adulti) – Citta della Scienza NAPOLI- 29, 30 e 31 maggio 2017

Il 29, 30 e 31 maggio si svolgerà a Napoli negli spazi di “Città della Scienza” la Prima Fiera nazionale dell’Istruzione degli adulti.
L’iniziativa, proposta dal CPIA metropolitano di Bologna, capofila della RIDAP, e promossa dalla Scrivente in collaborazione con l’USR per la Campania, rappresenta la prima grande occasione per condividere e valorizzare quanto realizzato in questi anni di lavoro per mettere a regime il nuovo sistema di istruzione degli adulti.
Tre giorni di attività, convegni , tavole rotonde e “laboratori formativi”, nel corso dei quali rappresentanti del MIUR e degli UUSSRR, dirigenti e docenti dei CPIA si confronteranno su temi e questioni strategiche del nuovo sistema insieme con rappresentanti di altre Amministrazioni, Enti e Associazioni; la prima grande “vetrina” nazionale in cui presentare i risultati realizzati in questi anni e ad esito del programma PAIDEIA promosso dalla Scrivente in collaborazione con tutti gli UU.SS.RR.
Molti gli ospiti e numerose le iniziative. Tavole rotonde, spazi espositivi, laboratori seminariali e comunicazioni istituzionali arricchiscono il programma (che si allega); una tre giorni che vuole essere al tempo stesso occasione di bilancio e di rilancio del nuovo sistema di istruzione degli adulti che gli ultimi dati danno in crescita ed espansione: oltre 18.000 i punti di erogazione dei CPIA attivi e funzionati nell’a.s. 2016/2017 e quasi 230mila i patti formativi individuali sottoscritti, con un significativo incremento rispetto allo scorso anno.
Vista la rilevanza dell’iniziativa, le SS.LL. sono invitate a partecipare personalmente e a voler favorire la partecipazione dei Dirigenti scolastici e dei docenti dei CPIA coordinandone la presenza nelle Tavole rotonde, negli spazi espositivi, nei laboratori formativi e nelle comunicazioni istituzionali.
Le SS.LL. sono altresì pregate di favorire la partecipazione dei propri rappresentanti in seno al Gruppo Nazionale Paideia, dei referenti del progetto EDUFIN e dei Dirigenti Scolastici Capofila dei Centri Regionali di Ricerca Sperimentazione e Sviluppo.
Per ogni comunicazione al riguardo ed informazione organizzativa e logistica, la sua segreteria potrà contattare direttamente la segreteria del CPIA metropolitano di Bologna , tel. 051/555391, indirizzo mail bomm36300d@istruzione.it
Si ringrazia per la collaborazione.

IL DIRETTORE GENERALE
Carmela Palumbo


Programma