I Dirigenti scolastici applicano leggi e contratti

I Dirigenti scolastici applicano leggi e contratti

I dirigenti scolastici di FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, che rappresentano la maggioranza dei dirigenti scolastici del Paese, attueranno il CCNI sull’assegnazione dei docenti dagli ambiti alle scuole sottoscritto dai Sindacati e MIUR il 12 aprile 2017 perché sanno che i contratti sono fonti di diritto e, in materia di rapporto di lavoro, hanno funzione normativa cogente.
Il CCNI sulla mobilità per l’a.s. 2017/2018, richiamandosi alle indicazioni contenute nella legge 107/2015 e tenendo conto del successivo Accordo Governo-MIUR di Palazzo Vidoni del 2016, ha costruito una procedura che valorizza il ruolo dei dirigenti e del collegio dei docenti.
I dirigenti scolastici di FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, ritengono che il ritorno, sia pur parziale, della mobilità dei docenti nell’alveo contrattuale rappresenti un primo significativo passo nella direzione del ritorno al contratto anche di tutte le materie che riguardano il rapporto di lavoro dei dirigenti scolastici. Formazione, mobilità, salario accessorio, sanzioni disciplinari, valutazione devono tornare anche per i dirigenti scolastici nella piena disponibilità del negoziato contrattuale.

FLC CGIL Gianni Carlini
CISL SCUOLA Paola Serafin
UIL SCUOLA RUA Rosa Cirillo
SNALS CONFASAL Pasquale Ragone

8,4 milioni per gli animatori digitali

#PNSD, Fedeli firma decreto da 8,4 milioni per le attività degli animatori digitali
“Con il Piano sono state gettate le basi per un cambiamento dell’intero sistema educativo. Gli investimenti non si fermano qui”

Oltre otto milioni di euro per le attività degli animatori digitali nelle scuole. Li stanzia il decreto firmato dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, che ha annunciato oggi il finanziamento a Bergamo, nel corso dell’evento “Verso gli Stati Generali della scuola digitale”.
Il provvedimento fa parte delle azioni di attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (#PNSD) lanciato a ottobre del 2015. Grazie agli 8,4 milioni stanziati, ogni scuola riceverà 1.000 euro che potranno essere utilizzati, tra l’altro, per organizzare attività e laboratori, per formare la comunità scolastica sui temi del #PNSD, per creare o migliorare ambienti di apprendimento integrati, per l’ammodernamento di siti internet, per la diffusione di una cultura digitale, stimolando soprattutto la partecipazione e la creatività delle studentesse e degli studenti.
“Crediamo molto nel ruolo degli animatori digitali – ha sottolineato la Ministra – e nell’importanza di seminare l’innovazione in ogni scuola”.
Il convegno di Bergamo è stato l’occasione per fare il punto sullo stato di attuazione del PNSD e anche per annunciare l’avvio, nei prossimi mesi, di una piattaforma pensata per favorire la comunicazione e il confronto tra gli animatori digitali, anche per consentire una più facile progettazione delle attività legate al Piano.
“La piattaforma – ha proseguito la Ministra – servirà anche per consentire agli animatori di fare ‘comunità’, di parlare meglio e più frequentemente con il Ministero, di condividere esperienze”.
“Ci saranno nuovi investimenti e nuove azioni, nella consapevolezza che, con il Piano Nazionale Scuola Digitale, stiamo ponendo le basi per un cambiamento sistemico che riguarda i tempi, i modi e gli spazi della scuola, il rinnovamento pedagogico”, ha concluso Fedeli. “Il digitale interviene trasversalmente a tutto il sistema educativo, è un campo gravitazionale che traina e informa ogni processo, ma che deve essere governato”.
In particolare, si lavorerà sulla formazione delle e degli insegnanti ma anche sulla produzione di contenuti per le scuole certificati e riconosciuti. La Ministra ha inoltre ricordato che, in accordo con la Camera dei Deputati, come annunciato di recente insieme alla Presidente Laura Boldrini, saranno creati percorsi di “educazione civica digitale” in ogni scuola, con il coinvolgimento di soggetti istituzionali e civici.

Valutazione dei docenti: una proposta

Valutazione dei docenti: una proposta

di Maurizio Tiriticco

 

La valutazione di un docente, o meglio delle attività di docenza svolte in un dato periodo da un dato insegnante, non è affatto una operazione semplice. Occorre assolutamente evitare che un giudizio venga espresso sulla base di “impressioni”, di “considerazioni generiche”, che troppo spesso sono inficiate da personalismi assolutamente soggettivi. Ciò può valere quando ad esempio, conosciamo una persona in casa altrui, ad una festa, al ristorante, in viaggio, ecc. Valutare la condotta e l’operato di un professionista è altra cosa rispetto alla condotta dello stesso in quanto persona. In altri termini, Antonio può essere una persona assolutamente antipatica nei rapporti interpersonali, ma un ottimo avvocato! E Laura può essere una donna assolutamente cordiale ed affabile, ma assolutamente inaffidabile come commercialista. Pertanto, onde evitare di esprimere giudizi sommari, generici e scarsamente motivati a proposito di un/a professionista, è bene invece adottare dei criteri coerenti con l’attività che il soggetto svolge più che con la persona in quanto tale. Per quanto, nello specifico, riguarda le attività di insegnamento, è bene adottare dei criteri che permettano di esprimere giudizi che abbiano il massimo di quella oggettività che, comunque, non è sempre facile adottare.

La tabella che segue costituisce un esempio per quanto riguarda la valutazione di un docente. La scelta adottata è la seguente: si sono scelti dieci INDICATORI e, per ciascuno di essi, una SCALA DI VALUTAZIONE da uno a cinque punti, da un minimo a un massimo, con un valore intermedio di sufficienza.

Il tutto ha solo carattere di esempio. Ovviamente, sia gli indicatori che la scala dei punteggi possono essere assolutamente diversi rispetto alla concreta situazione in cui ci si trova ad operare.

 

Tabella per la valutazione/valorizzazione dei docenti (legge 107/2015, art. 1, c. 129)

 

da 1, nullo, a 3, sufficiente, a 5, eccellente

 

  indicatori 1 2 3 4 5
1 Contenuti della Progettazione Educativa e Didattica, PED: congruenza con le fonti normative, con le indicazioni della ricerca educativa, con le PED delle altre discipline; correttezza nello sviluppo temporale programmato          
2 Relazione educativa con gli alunni: conformità con quanto dettato dal Contratto formativo di cui alla Carta dei Servizi Scolastici (dpcm 7 giugno 1995)          
3 Modalità di gestione delle ore di lezione – informazione discendente, condivisa, partecipata, sollecitata          
4 Modalità della misurazione e della valutazione delle prove degli alunni (conformità con le norme e con quanto adottato dal CdD) – eventuali iniziative innovative (coinvolgimento/partecipazione degli alunni)          
5 Modalità con cui sono organizzate le attività di recupero, sostegno, anche in ordine a eventuali DSA e BES          
6 Relazioni con le famiglie degli alunni: conformità con quanto dettato dal Patto di Corresponsabilità dell’istituto          
7 Modalità di partecipazione ai CdC e ai CdD          
8 Proposte e iniziative per il costante miglioramento dell’attività didattica anche sotto il profilo della pluridisciplinarità e della collegialità          
9 Tenuta della documentazione scolastica: registro elettronico, verbali, altro          
10 Attività di formazione continua in ordine a competenze disciplinari e comportamento insegnante          
  TOTALI          

 

Minimo: 1 – Massimo: 50

 

Corrispondenza tra punteggi riportati e giudizi di valutazione

1-5       NULLO

6-10     PESSIMO

11-15   INSUFFICIENTE

16-20   SCADENTE

21-25   MEDIOCRE

26-30   SUFFICIENTE

31-35   BUONO

36-40   DISTINTO

41-45   OTTIMO

45-50   ECCELLENTE

 

Seguono voci che valgono solo per alcuni docenti e che, se fossero considerate per l’intero corpo docente, ne penalizzerebbero alcuni.

  • Impegni in attività altre (se rientra nel 10% che coadiuvano il DS in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica; dipartimenti; alternanza, tutoraggio, viaggi di istruzione ecc)
  • Ricerche, pubblicazioni
  • Altro

Ripetizioni a scuola, arriva il libretto famiglia per pagare i docenti?

da La Tecnica della Scuola

Ripetizioni a scuola, arriva il libretto famiglia per pagare i docenti?

L’addio ai voucher potrebbe aver aperte le porte ad inaspettati finanziamenti “esterni” per le ripetizioni agli alunni tenute dai docenti a scuola.

Tra le tante modifiche alla manovra economica, ne è infatti spuntata una del Partito Democratico che farà discutere: si tratta dell’introduzione di un vero e proprio “libretto famiglia”, il quale dovrebbe servire a pagare le prestazioni occasionali di colf, badanti ma anche le lezioni tenute dagli insegnanti che danno ripetizioni ai figli a scuola.

La proposta, è bene saperlo, sinora è solo una delle tante. La Lega, ad esempio ha chiesto l’introduzione di una “card” per il lavoro saltuario, oppure c’è Ap, che vorrebbe introdurre dei “coupon” per il lavoro ‘breve’.

Altri gruppi propongono di limitare comunque il lavoro occasionale ad alcune categorie, come studenti, pensionati o casalinghe.

Tornando alla proposta del Pd, in particolare quella (ancora non meglio precisata) del “libretto famiglia”, va rilevato che se dovesse essere approvata, da una parte potrebbe dare una bella boccata d’ossigeno a chi gestisce le finanze delle scuole, il cui Fondo d’Istituto si è attestato su cifre non esaltanti, quasi dimezzate rispetto al 2011.

Ma andrebbe a creare anche un precedente rilevante. Che necessiterebbe anche di modificare la normativa vigente. La quale non permette il pagamento, da parte delle famiglie, degli insegnanti che svolgono progetti o che danno ripetizioni ai figli a scuola.

Lo stesso pagamento del contributo volontario emesso dai genitori, prassi sempre più comune per far quadrare i conti degli istituti, è un sistema che in qualche modo serve ad ovviare questo vincolo.