Esiti Scrutini ed Esami 2015-2016

Il MIUR rende disponibili i dati relativi agli Esiti degli Esami di Stato di scuola secondaria di I e II grado dell’anno scolastico 2015/2016 e agli esiti degli scrutini del II ciclo di istruzione del 2015/2016. In particolare, la pubblicazione sugli Esami finali del I ciclo fa anche il punto sulle scelte dei ragazzi dopo l’esame di terza. Mentre l’approfondimento sulla Maturità 2016 contiene un’appendice dedicata agli esiti delle studentesse e degli studenti del progetto Esabac e dei Licei internazionali e una dedicata alla valutazione della seconda prova scritta dei Licei scientifici.

La lingua latina: una risorsa per affrontare il Post-umano

La lingua latina: una risorsa per affrontare il Post-umano*

di Gabriele Boselli

 

Individuata nella lingua latina la struttura profonda che alimenta ancor oggi, nella permanenza delle origini, il pensare della miglior letteratura e delle scienze, dirò di come il latino possa costituire per i giovani uno strumento del pensiero, un cibo per l’anima e un’iniezione di speranza nella loro traversata dell’ universo “post-“: post-umano, post-verità, post-politica etc.

 

Le tre I

Seguendo gli insegnamenti della suprema cattedra di Arcore (le tre I: “impresa, inglese, informatica”) gli alunni meno vocati alla componente di fatica dello studio, i genitori più rampanti e il Ministero della già Pubblica Istruzione e della Ricerca sono stati conquistati dall’idea che lo studio del latino sia inutile, che sia meglio limitarsi a studiare la lingua inglese e l’informatica. Ne sono nati i licei/non-licei (i “licei” senza il latino) che hanno trovato il loro culmine nel nuovo ma già famigerato “liceo sportivo”. Il tutto alla luce dell’ideologia dell’Impresa; ne derivano anche le centinaia di ore dedicate al binomio posticcio “scuola/lavoro”, tranne poche lodevoli eccezioni risultato poi né scuola né lavoro.

La mia tesi è che con quest’andazzo si vada perdendo la struttura fondazionale di tutte le discipline e si consegnino disarmati i giovani alle componenti più perniciose del mondo che si va delineando. Vediamo alcuni terreni di confronto.

 

Post-umano & post-verità

Post-umano e’ ad esempio una parola da indagare, insieme ad altre che ci faranno compagnia nei prossimi decenni. Post-umano è il termine con cui si intende designare quell’insieme di condizioni e di forti, talora sismiche trasformazioni della cultura, dell’economia e dell’esistere quotidiano che rendono l’uomo mentalmente e perfino biologicamente altro da quel che per millenni era ed era pensato. Beninteso: in ogni stagione della storia l’uomo era divenuto altro da ciò che era; mai, forse, con tale radicalità, celerità e violenza di sradicamento e alterazione.

Anche post-verità è interessante: indica “verità” alternative a splendore artificialmente creato o amplificato da processi computazionali illimitatamente autoreplicanti (MUT alias “macchine” di Turing) comunque generativi di credito. Il falso o l’occultamento del vero hanno sempre giocato un ruolo nella storia (Canfora, 2008) ma ora possono avvalersi di sistemi di accreditamento di enorme potenza, di apparati linguistici che –a differenza del latino- si avvalgono di strutture sintattiche molto semplici e dunque utili a violentare il pensiero, numericamente maggioritario, dei soggetti culturalmente deboli o in processamento informatico di indebolimento.

Post-umano, post-verità sono parole che vanno interrogate come segno/sintomo di un mondo in violenta trasformazione per effetto della globalizzazione economica, antropica, culturale giuridica e politica. Sono parole che accompagnano l’indebolimento delle frontiere e dunque degli Stati e delle garanzie di contratto sociale che questi comunque in qualche modo offrono, stavo quasi per scrivere “offrivano”. Parole di un mondo che non solo cambia ma muta a causa delle grandi masse informative spesso senza riferimento al “reale” e in particolare degli iperpoteri derivanti a chi ha il controllo degli sviluppi materiali e immateriali delle scienze e delle tecnologie. Questo si vede anche in politica (post-politica, fare politica con fini privati, fingendo di fare altro). S’è visto chiaro con il tentativo per ora non riuscito di stravolgimento delle Costituzione, con la possibilità di evasione delle tasse per certe categorie, con la consegna all’impresa di ogni potere contrattuale. In piccolo, anche con le ore sottratte alle discipline con la scuola/lavoro, per non dire del tristo mito del preside/manager, ignorante quanto si vuole eccetto che per le tecniche di micropotere.

 

Il magistero della vera scuola

E’ comunque di buon auspicio che, mentre il mondo è condotto dai media elettronici e dalle loro appendici MIUR a ballare come le scimmie, le punte più avanzate della cultura d’Occidente, passato il Moderno, intrapreso il cammino del Postmoderno e lo “sfondamento” del mondo, si ritrovino a cercare delle fondazioni non evanescenti ma solide, di una solidità non più statica ma dinamica e una syn-taxis, una struttura unitaria, una linea di processamento (per usare un termine informatico, non ce l’ho con la tecnologia ma con il suo cattivo uso) per governare la massa di informazioni prodotte dal sistema e adottare una sensata linea di condotta.

La scuola e le migliori università lo sanno; chi insegna davvero e dunque non si limita ad amministrare il non-sapere ministeriale e la programmazione d’istituto può sì avvertire di non sapere più quale sicuro percorso indicare ai suoi allievi. Fatica a indicare loro come cercare piccole e grandi verità oltre il muro invisibile delle false informazioni diffuse dalle grandi macchine della post-verità. Per penetrare questi apparati –gran parte dei docenti se ne rende conto- ci vuole la lingua delle fondazioni, oltre quella nazionale e l’inglese; occorre la lingua le cui strutture sintattiche sono le stesse che hanno innervato tutte le letterature e le scienze d’Occidente: il latino.

 

Thesaurum latinitatis

Il latino che noi abbiamo studiato a scuola e che i giovani più intelligenti o fortunati possono studiare ancora –quello principalmente evolutosi fino al III secolo p.C.n.- è la lingua che condensa le strutture essenziali della lingue e delle culture incontratesi nella prima globalizzazione della storia. Per chi viene da generazioni di cultura occidentale, il latino è ora una luce, un dispositivo di smontaggio delle false verità, una chiave per non farsi sedurre, per conoscere autenticamente, porsi nelle condizioni di esperire felicemente la civitas ventura, affrontare l’insieme del novum.

La luce e’ il latino come lingua-matrice sottostante a tutte le lingue d’Europa, la metasintassi, la syn-taxis (ordine paradigmatico e selettivo) delle sintassi delle lingue nazionali. Dunque luogo organico di ogni lingua, anche non neolatina, che abbia concorso a formare la tradizione occidentale e ne perpetui la vita.

Certo nella genesi antica dell’area linguistica indo-europea anche altre lingue hanno concorso, dall’aramaico al sanscrito, dall’ebraico al greco. Ma una stabilizzazione delle linee di comunicazione colta e generativo-trasformazionale di tutte le discipline è stata raggiunta con la lingua latina, la lingua che è stata, sino ad appena tre secoli fa, la sintassi di pensiero, il tòpos pressoché esclusivo di ideazione e scrittura di tutte le scienze, dello spirito come del mondo fisico. Lingue e linguaggi letterari e scientifici si sono salvate dal diluvio della storia salendo sull’arca del latino. Con il passare dei secoli, le altre lingue antiche si sfocheranno ma il latino, la lingua in cui sono state pensate e strutturate le scienze d’Occidente (tuttora la koinè del mondo globalizzato) mai.

 

Il salvacondotto

Voi giovani che come tanti conoscete quanto basta l’inglese, vi destreggiate con sicurezza con i computer ma eccellete come pochi nel latino detenete dunque lo strumento principe per avventurarvi nel nuovo mondo, un mondo in cui la scienza, il lavoro e gli amori (sceglietevi quando sarà ora una moglie che abbia studiato il latino) andranno conquistati in uno spazio globale senza più la protezione di frontiere e di normative nazionali. Un mondo che per gli sviluppi della scienza e della tecnologia –se non accompagnate da un equivalente sviluppo delle politica e del diritto- potrebbe essere di pochi grandi ricchi inusitatamente tali e dunque potenti, nonchè forse sempiterni per gli sviluppi della medicina ma anche un mondo di una ristretta nuova classe media di tecnici e creatori di nuova cultura di cui voi potrete forse far parte poiché avrete conquistato con il latino le chiavi della struttura generativo-trasformazionale del conoscere. Chiavi anche per comprendere gli effetti collaterali della tecnologia del post-umano che investe, e investirà sempre più, animali, piante, ambiente.

Fra le scienze umane stanno mutando concetti essenziali come quelli di ethos, diritto, territorio. Ma la struttura teoretica fossile del latino continuerà ad agire. Il diritto romano resterà la nascosta struttura di fondo di ogni nuova conformazione giuridica, il “civis romanus sum” il non detto essenziale di ogni dirsi cittadino. Galeno di Pergamo, il medico degli imperatori romani, continuerà a curare anche antiche e nuove malattie. La sintassi di fondo dei Principia mathematica di Newton illuminerà ancora la fisica post-quantistica e l’imminente teoria unificata dell’universo. Ci sono molti Maestri che non leggono le circolari prodotte nelle camarille ufficiali del sottogoverno di via Trastevere ma, nelle varie discipline, sono comunque degni eredi di Seneca. Il loro cenno continuerà ad additare la via della conoscenza e della virtù.

 

* Relazione tenuta presso la Rubiconia Accademia dei Filopatridi il 4 Giugno 2017


Suggerimenti di lettura

 

Tito Lucrezio Caro De rerum natura, ed. Rizzoli 1990, con traduzione a fronte di Luca Canali

Publio Virgilio Marone Eneide, ed Marsilio 1998, con traduzione a fronte di Mario Ramous

I. Mancini L’Ethos dell’Occidente, Marietti, 1990

L. Canfora La storia falsa, Rizzoli 2008

L.Flamminio Tecnologica-mentis Franco Angeli, 2009

Marini e Carlino (a cura di) Il corpo post-umano, Carocci 2012

AAVV Fisica estrema, Editoriale Le Scienze, 2014

Accarino (a cura di ) Antropocentrismo e post-umano, Mimesis, 2015

S.Rodotà Così l’umano può difendersi dal postumano, in Micromega. Aprile 2015

A. Melucci Ri-pensare l’educazione negli scenari del post-umano in Encyclopaideia, riv. el. UNIBO, n. 46, 2016

R. Braidotti Post-umano, Derive/Approdi, 2016

 

Fedeli: in classe si legga la Costituzione, già dalla primaria

da Il Sole 24 Ore 

Fedeli: in classe si legga la Costituzione, già dalla primaria 

La Costituzione italiana sui banchi di scuola fin dalla prima classe della scuola primaria: «penso che dovremmo lavorare, in accordo con chi può sostenerci, perché i ragazzi la possano trovare e leggere», fin dal primo momento in cui entrano in contatto con lo Stato e con un’istituzione di istruzione e formazione. Anche questo è un giusto riconoscimento a don Milani e a tutti quelli che operano dentro la scuola». Lo ha sottolineato la ministra
dell’Istruzione, Valeria Fedeli, durante un evento al Miur a 50 anni dalla morte del priore di Barbiana.

L’iniziativa
La Costituzione, ha affermato Fedeli, «soprattutto nei primi articoli e in particolare all’articolo 3, dice che nessuno deve essere discriminato e che lo Stato ha la responsabilità di rimuovere tutti gli ostacoli che di fatto impediscono l’uguaglianza di fronte alla legge: non escludere nessuno e insegnare a tutti, crea società». Il “motto”, ha sottolineato Fedeli, di don Milani.

Nelle scorse settimane il Miur ha inviato una circolare a tutti gli istituti per invitare insegnanti e studenti a leggere l’opera del priore di Barbiana e iniziare un percorso di approfondimento sui suoi scritti.

Maturità 2017, ecco le commissioni: da martedì consultabili online

da Repubblica

Maturità 2017, ecco le commissioni: da martedì consultabili online

Da domani (6 giugno) tutti i nominativi delle 12.675 commissioni dell’Esame di Stato

di SALVO INTRAVAIA

PARTE la caccia ai commissari della maturità. Da questa mattina, i nominativi di presidenti e membri esterni – Italiano, Matematica e Lingua straniera al classico; Italiano, Fisica e Lingua straniera allo scientifico – del prossimo esame conclusivo della scuola superiore sono accessibili alle segreterie scolastiche e agli uffici periferici del ministero dell’Istruzione: provveditorati agli studi (ora Ambiti territoriali) e Uffici scolastici regionali.

Da domani (6 giugno) tutti i nominativi delle 12.675 commissioni si potranno consultare collegandosi all’apposito sito del Miur. Ma la ricerca del prof con cui si sosterrà il colloquio e che parteciperà alla correzione dei compiti scritti è già in pieno svolgimento: in internet e nei social, dove esistono gruppi con notizie e informazioni relative ai commissari delle passate tornate inserite dagli stessi studenti. E col passaparola.

Perché i temuti commissari esterni sono anche docenti in altre scuole della stessa provincia. E i loro ragazzi, sui social, sono prodighi di indiscrezioni a vantaggio di chi se li ritroverà di fronte al momento dell’esame orale o per la vigilanza durante gli scritti. Genitori e studenti vogliono sapere se il tal commissario è buono oppure severo. Se è preparato o meno e cosa chiede più di frequente all’orale. Si tratta di un vero e proprio plotone composto da oltre 38mila prof che verrà affiancato da oltre 76mila membri interni e quasi 13mila presidenti di commissione.

La penultima tornata di esami di maturità ante Buona scuola bis – dal 2019 partiranno le novità introdotte dalla delega approvata lo scorso 7 aprile – inizierà con lo scritto di Italiano mercoledì 21 giugno. E gli esami si protrarranno fino luglio inoltrato.

Ma quest’anno la maturità si scontrerà con i ballottaggi delle amministrative, in programma domenica 25 giugno in oltre mille comuni italiani. L’indomani (lunedì 26) è in programma la terza prova della maturità, il quizzone confezionato la stessa mattina dalla commissione. La seconda prova scritta – Latino al classico e Matematica allo scientifico – è in programma giovedì 22 giugno.

Ai nastri di partenza 505mila studenti che frequentano le scuole statali e le paritarie. Per loro niente Alternanza scuola-lavoro e punteggi invariati: 15 punti per ognuno dei tre scritti, 25 punti per il credito scolastico degli ultimi tre anni e 30 punti per il colloquio finale. Tra due anni, la terza prova diventerà un ricordo, la carriera scolastica peserà 40 punti, i due scritti varranno 20 punti ciascuno e altrettanto la prova orale.

Valutazione ed esami di Stato: quando entrano in vigore le nuove norme?

da La Tecnica della Scuola

Valutazione ed esami di Stato: quando entrano in vigore le nuove norme?

Con propria nota prot.n. 6193/2017 il Miur ha precisato i termini di decorrenza di quanto previsto dal D.Lgs.n. 62/2017, pubblicazione Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16/5/2017 Suppl. Ordinario n. 23 – cfr. anche art. 15 D. Lgs n. 62/2017, in materia di Valutazione e svolgimento dell’Esame di Stato.

Per le scuole primarie e secondarie di primo grado, le nuove modalità di valutazione e di ammissione alla classe sccessiva o all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, previste dal citato D. Lgs. n. 62/2017, si applicheranno a decorrere dall’anno scolastico 2017/2018. Pertanto, per l’anno scolastico in corso, resta tutto invariato per l’effettuazione degli scrutini finali e per lo svolgimento dell’esame di terza media.

Con riferimento alle scuole secondarie di secondo grado, per le modalità di attribuzione del credito scolastico nel corrente anno scolastico, per tutte le attuali classi (comprese le terze) in sede di scrutinio finale si continuano ad applicare le tabelle allegate al DM n. 99 del 16 dicembre 2009. A decorrere dall’anno scolastico 2018/2019, data in cui andrà a regime tutto l’impianto correlato alla nuova disciplina degli esami di Stato, si applicheranno le tabelle di cui all’Allegato A al decreto legislativo n. 62/2017, operando le necessarie confluenze in esso previste.

Vaccini, ecco il decreto: chi consegna la prenotazione non sarà denunciato dai presidi

da La Tecnica della Scuola

Vaccini, ecco il decreto: chi consegna la prenotazione non sarà denunciato dai presidi

Tutto confermato: per evitare le denunce dei dirigenti scolastici, alle famiglie basterà presentare l’avvenuta prenotazione dei vaccini obbligatori per legge.

Lo prevede il decreto sui vaccini, che entro martedì 6 giugno verrà reso pubblico.

La conferma è arrivata dalla ministra dell’istruzione, Valeria Fedeli, a margine dell’evento svolto il 5 giugno al Miur “Insegnare a tutti”, dedicato alla figura ed azione in campo educativo di don Lorenzo Milani a 50 anni dalla sua morte.

La ministra ha precisato che “il decreto dovrebbe uscire, una volta validato, tra oggi e domani” e ha ribadito che “se i genitori” dei bambini ancora non vaccinati dimostreranno di aver fatto la prenotazione per il vaccino, “non dovranno pagare multe e non ci sarà un’eventuale segnalazione al tribunale dei minori”.

L’importante, secondo Fedeli, è “coinvolgere, informare, spiegare ai genitori le nostre scelte”. “Ci sarà una campagna – ha concluso – che si promuoverà attraverso le strutture sanitarie e le figure professionali” di riferimento per le famiglie dei nuovi nati, ma sarà “importante” coinvolgere le famiglie anche “attraverso la scuola”, perché possano trovare “attraverso di noi tutti gli elementi di conoscenza per essere consapevoli sulla necessità delle vaccinazioni obbligatorie, che abbiamo scelto di fare”.

Fedeli ha quindi sottolineato, come riporta l’Ansa, che “siccome le iscrizioni sono già state fatte tra gennaio e febbraio, appena sarà pronto il decreto” che introduce l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola, “manderemo una circolare” agli istituti “che spiegherà che chiediamo ai genitori di portare la documentazione di vaccinazione dei figli”. In questo processo “i presidi verranno sostenuti, vedremo in quali forme, perché possano segnalare rapidamente alla Asl quali bambini, sulla base del calendario vaccinale, non sono stati ancora vaccinati”.

Fedeli: la Costituzione in classe dal primo giorno di scuola

da La Tecnica della Scuola

Fedeli: la Costituzione in classe dal primo giorno di scuola

Introdurre la Costituzione italiana a scuola fin dalla prima classe della scuola primaria.

La richiesta arriva dalla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, durante l’evento svolto il 5 giugno al Miur “Insegnare a tutti”, dedicato alla figura ed azione in campo educativo di don Lorenzo Milani nel 50esimo anniversario delle sua morte.

“Penso che dovremmo lavorare, in accordo con chi può sostenerci, perché i ragazzi e le ragazze la possano trovare e leggere” fin dal primo momento in cui entrano in contatto con lo Stato e con un’istituzione di istruzione e formazione, ha detto Fedeli.

“Anche questo è un giusto riconoscimento a don Milani e a tutti quelli che operano dentro la scuola”, ha sottolineato la ministra.

Secondo la Fedeli, infatti, la Costituzione, è fortemente educativa perché “soprattutto nei primi articoli e in particolare all’articolo 3, dice che nessuno deve essere discriminato e che lo Stato ha la responsabilità di rimuovere tutti gli ostacoli che di fatto impediscono l’uguaglianza di fronte alla legge”: “non escludere nessuno e insegnare a tutti, crea società”.

Ricordare nelle scuole la figura di questo “sacerdote lungimirante e pedagogo innovativo, è iniziativa importante e doverosa”, ha detto, in un messaggio, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“E’, infatti, all’educazione e alla promozione umana e culturale dei giovani che il priore di Barbiana ha dedicato la sua intera esistenza. Il suo metodo, incompreso e talvolta osteggiato da alcuni, ha precorso il concetto di comunità educativa, oggi alla base della scuola moderna”. Ma don Milani “ha anche posto con forza la questione dell’uguaglianza tra cittadini e della rimozione delle barriere tra di loro”.

Nelle scorse settimane, il Miur ha inviato una circolare a tutti gli istituti per invitare insegnanti e studenti a leggere l’opera del priore di Barbiana e iniziare un percorso di approfondimento sui suoi scritti