Prolegomeni per la definizione del profilo del dirigente delle Istituzioni scolastiche

Prolegomeni per la definizione del profilo del dirigente delle Istituzioni scolastiche

di Francesco G. Nuzzaci

Per un insegnante creativo

Per un insegnante creativo

di Maurizio Tiriticco

 

Benendetto Vertecchi conclude il suo “La professione degli insegnanti, n. 4. Fra creatività e adempimenti” con questa parole: “Tra i tormentoni che continuano a riproporsi nel dibattito sulla scuola c’è l’insistenza sulla formazione degli insegnanti. Ma di quali insegnanti? Di quelli che saranno impegnati in un lavoro proceduralizzato o di quelli che dall’analisi degli elementi di processo e di contesto saranno in grado di manifestare la loro capacità di rivolvere problemi? Nei casi migliori (degli altri è meglio non parlare), i percorsi ora previsti per l’accesso all’insegnamento appaiono funzionali a un impegno professionale proceduralizzato. Ed è proprio l’angustia temporale che si collega a pratiche composte da un certo numero di adempimenti discreti a destare le maggiori perplessità”.

In altre parole, siamo per un insegnante convergente e riproduttivo o per un insegnante divergente e creativo? Ovviamente per il secondo, soprattutto perché la società di oggi non vuole “sudditi obbedienti”, ma “cittadini creativi”! A questo punto si pone, però, una domanda: la nostra scuola su quali modelli organizzativi funziona? A mio vedere, su quelli di sempre, sia del Regno d’Italia (legge Casati et al.) sia della scuola fascista (riforma Bottai). Non dico che, con la Repubblica, non ci siano state riforme importanti, in primo luogo l’obbligo di istruzione, prima ottonnale (L. 1859/1962), poi decennale (L. 296/2006 e dm 139/2007), ma l’assetto organizzativo, che scherzosamente ho sempre chiamato delle “tre C”, Classe, Cattedra e Campanella, è quello di sempre! E allora, non dovremmo cominciare a pensare… o meglio, a ripensare, se non a rimuovere, in primo luogo, quelle tre C?

La Ministra Fedeli che, dopo le mie prime perplessità, sta dimostrando di essere uno dei migliori ministri PI del terzo millennio, un pensierino al proposito potrebbe e dovrebbe farlo! E che vada oltre la 107, una legge scritta da ignoti, che non innova, ma complica! In effetti, un insegnante creativo non può essere espresso da una scuola la cui organizzazione non è funzionale a un “comportamento insegnante” riproduttivo e creativo. Le eccezioni, ovviamente, ci sono, ma si contano sulla punta delle dita. Mi piace ricordare il Majorana, di Brindidi, il Pacioli di Crema, il Fermi di Mantova, il Volta di Perugia, il Savoia Benincasa di Ancona, il Marco Polo di Bari. Ed altri che non conosco! In questi istituti dirigenti e docenti hanno sconvolto la didattica tradizionale! E vi sono insegnanti che… non insegnano, ma…stimolano apprendimenti! E si tratta di realtà attuate anche a norma vigente! Quindi – 107 sì o no – certe iniziative è possibile avviarle e portarle a compimento. Sono le innovazioni intelligenti a proporre insegnamenti innovativi.

Lo spazio per innovare, quindi esiste, anche se non v’è innovazione che non imponga dei costi, e tra i costi sarebbe proprio il caso di rivedere l’assetto salariale di dirigenti e insegnanti. I prodotti di qualità costano! Ed è un principio che non vale solo per un paio di scarpe!

La conoscenza strategica dei “BIOFOTONI”

La conoscenza strategica dei “BIOFOTONI” nel rinnovo delle conoscenze contemporanee.

Di Paolo Manzelli , Presidente di EGOCREANET egocreanet2016@gmail.com

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EGOCREANET ONG-c/o Incubatore “Universita’ ed Impresa” della Universita’ di Firenze, sviluppa una Iniziativa di trasferimento ed innovazione delle conoscenze su “BIOFOTONI ed ENERGIA per la VITA “, proponendosi di trasferire in modo transdisciplinare la ricerca sui “biofotoni, < quanti di luce UV e Visibile) il cui irraggiamento distingue tutte le forme viventi da quelle inorganiche ovvero inanimate. (1) –

 

I “biofotoni” sono sperimentalmente una certezza ben nota fin dal 1923 , ma che ancora oggi la maggiorparte degli scienziati e della gente non è pronta a riconoscere perche’ vive in un quadro di idee riduzioniste ” meccaniche – lineari nel tempo” che ormai storicizzate non fanno capire la realta’ e le prospettive di evoluzione della conoscenza contemporanea.

 

Di fatto molte prassi considerate “non scientifiche” mettono in evidenza le cosi dette “Energie Sottili” ( nominate a volte : prana, chi, campi morfogenetici , reiki extrasensoriali , … ecc).. ma la scienza le disconosce in quanto sono alla base della omopatia e della pranoterapia e della naturopatia ed altro … cio’ perche’ non seguono i canoni di sperimentazione e concezione meccanica o quantomeccanica della scienza .

Queste prassi di cura e prevenzione del benessere, oggi in ascesa di consenso popolare, spesso si rifanno alla antica medicina alchemica cinese, … ma la scienza moderna e si ostina molto spesso a chiamarle “Bufale” .

 

A nostro avviso ci sono nuovi modi dettati dalla ” fisica quantistica del Biofotoni ” capaci di superare questa illogica incompatibilita’ tra conoscenze diverse , molto utili sia in agricoltura che in medicina cosi come in altri settori, proprio al fine realizzare una piu’ profonda concezione di ” cosa è la vita” e quindi il benessere e la salute di ogni essere vivente.

 

Per avvalorare in termini scientifici nuove ed originali modalita’ di comprendere i biofotoni e il loro impatto sulla salute ed il benessere , in vero purtroppo rischiamo di non essere compresi da nessuno che preferisca la tradizione e non il cambiamento.

 

Pero la nostra estesa azione di innovazione delle conoscenze potra’ sviluppata sui mass media in internet e quindi potra’ trovare una nuova razionalita’ organizzata il modo da unificare la comprensione ed i linguaggi di interpretazione quantistica dei “Biofotoni” per favorire la emergenza di un <nuovo bio-vitalismo della scienza>.

 

Brevi Riflessioni sulla Diluizione e Dinamizazione dei Prodotti Omeopatici. (2), (3)

 

La diluizione è una delle due fasi importanti del processo di preparazione dei rimedi omeopatici;consiste nel ridurre in dosi infinitesimali  con successive diluizioni e dinamizzazioni il principio terapeutico secondo la Legge di similitudine “simile scioglie simile”  . Questo principio curativo comprensivo della dinamizzazione ( questa consiste in un’azione successiva di forte agitazione e percussione tra 20 e 100 volte del flacone in cui è contenuto la diluizione omeopatica ), è noto fin da le origini della medicina di Ippocrate di Cos il padre della medicina , ma per i ricercatori del campo medico-scientifico ad alto livello di specializzazione, tale principio corrisponde ad una antiquata assurdita’, mentre per un medico omeopata è una prassi olistica della medicina olistica di cui spesso non conosce  interpretazioni scientifiche scientificamente documentate.

Pertanto attualmente diviene necessario affrontare la questione che suddivide la medicina contemporanea in modo da evitare di cadere nelle posizioni opposte, che ormai suonano solo come il segno di una scarsa informazione delle possibilta’ di rinnovata interpretazione della moderna scienza quantistica, la quale ha  in vero efficaci probabilita’ di evitare i contrasti emergenti da un deciso antagonismo nella difesa di due divergenti sistemi di pensiero olistico e analitico.

Supponiamo di diluire 1.0 Gr. di un principio omeopatico (PO) solubile in 100.ml di  acqua, poi separiamo 1.0 cc di questa soluzione dinamizzata e diluiamoli in altri 100ml di acqua . Ripetendo 4 volte la diluizione// dinamizzazione otterremo una soluzione contenente 0.000000001 gr di (PO) . La sostanza (PO) a tale diluizione inizia ad appartenere alla “Nano-dimensione” dove la moderna scienza quantistica e’ capace di ridefinire il cambiamento di proprieta di ogni sostanza nella quale le proprieta’ di superficie sopravanzano le proprieta’ di insieme . Diluendo una quinta volta un cc di soluzione omeopatica  in altri 100 ml di H2O , la successiva concentrazione di PO è di 0.00000000001 gr.  Questa volta abbiamo raggiunte mediamente le dimensioni non piu molecolari ma quelle “atomiche” del soluto che indubitabilmente hanno capacita di elevata affinita’ catalitiche di reazione che vanno fortemente ad interagire con le molecole di acqua della soluzione modificandone la struttura geometrica dei cluster PO-H20 ed incrementandone straordinarie proprieta’ ad attivazione biologica dell’ acqua.

In seguito agli studi di Emilio Del Giudice e Giuliano Preparata sulla base di una visione olistica della teoria quantistica dei campi (biofields- la quale si propone di interpretare la realta’ quanto-biologica nel suo insieme), si capisce pertanto come l’ acqua sia la “matrice della vita”, cio’ in quanto : i legami a ponte di Idrogeno tra le molecole i cluster di acqua ,contenenti principi attivi biologici  diventano coerenti cioe’ presentano un comportamento non piu individuale ma quello di un gruppo “sincronizzato” . (4)

Infatti la frazione di PO-H2O  è organizzata in complesse strutture (CLUSTER DINAMICI o BIOFIELDS -QUANTICI) in grado di interagire anche con segnali elettromagnetici estremamente deboli, come sono i Biofotoni . Pertanto l’ acqua-coerente dei cluster omeopatici PO-H2O costituisce il mezzo di supporto per la trasmissione a distanza della informazione elettromagnetica dei Biofotoni, che diviene pertanto capace di ri-armonizzare o modulare varie funzioni biologiche per eliminare la causa del male o del malessere psicofisico.  Inoltre  possiamo considerare che i bio-fields PO-H3O nelle successive diluizioni possono essere decomposti e quindi simultaneamente  trasferire anche alcune particelle quantiche (fotoni ,elettroni) , rendendoli disponibili per attivare varie  reazioni bio-chimiche capaci di favorire una ottimizzazione metabolica dei sistemi viventi.

Questo“escursus” basato su un concezione quantistica innovativa, individua ed esemplifica la sostanziale ipotesi di Egocreanet che è alla base della nuovo sviluppo del “biovitalismo- contemporaneo”  orientato a favorire la costruzione di strategie concettualmente innovative piu adeguate ed efficaci per innovare la futura ricerca e sviluppo nella scienza e nell’ arte per addivenire alla descrizione di una nuova realta’ post-industriale sociale ed economica attualmente in via di attuazione.  (5)

è  Ringrazio tutti quanti vorranno attivarsi come collaboratori di questa iniziativa di innovazione culturale e scientifica che si concludera’ in occasione  del Convegno del 28 Settembre 2017 a Firenze presso la prestigiosa Accademia dei Georgofili .

Un cordiale saluto Paolo Manzelli

 

BIBLIO ON LINE :

(1)   – http://www.caosmanagement.it/528-biofotoni-ed-energia-per-la-vita;

(2)- http://rimediomeopatici.com/approfondimenti/rimedi-omeopatici-origine/

(3)- http://rimediomeopatici.com/approfondimenti/diluizioni/

(4) –http://porto.polito.it/2597557/1/TESI_PART3_V2.pdf,

… (5)- http://www.scienzaeconoscenza.it/blog/scienza_e_fisica_quantistica/il-crollo-del-vecchio-paradigma-meccanico-della-scienza

Happy Hand in Tour riparte da Forlì

Sono giorni di vigilia per l’avvio della nuova stagione di Happy Hand in Tour, il ciclo di eventi che al suo esordio, tra il 2015 e il 2016, ha ottenuto grande successo in tanti Centri Commerciali IGD di tutta Italia, trasmettendo una nuova cultura sulla disabilità, tramite lo sport e l’espressione creativo-artistica, sempre per volontà della Società IGD (Immobiliare Grande Distribuzione), della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), oltreché dell’Associazione WTKG (Willy the King Group) e – da quest’anno – di due nuovi importanti partner, quali il CSI (Centro Sportivo Italiano) e l’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti).

Il nuovo “giro d’Italia” di Happy Hand in Tour, che consentirà ancora una volta di avvicinare moltissime persone, incomincerà dunque sabato 10 e domenica 11 giugno a Forlì, presso il Centro Commerciale Punta di Ferro (Piazzale della Cooperazione, 2), con una serie di proposte aperte a tutti, all’insegna dello sport, del divertimento e della conoscenza di alcune belle realtà.

Basti pensare, ad esempio, alla vicenda di Lorenzo Major, rispetto al quale in molti si chiesero negli anni scorsi: “Come può un paraplegico arrampicarsi su una parete?”. Ebbene, può, eccome, se è vero che Lorenzo, quarantaseienne con paraplegia, è diventato campione del mondo di paraclimbing, ovvero di arrampicata sportiva, tramite la forza delle sole braccia.

Nella mattinata di sabato 10 (ore 11), Major racconterà a Forlì la propria storia ai presenti, anche tramite materiale video.

Altra disciplina che la farà da protagonista nel corso delle due giornate sarà quella del basket in carrozzina, che sia sabato 10(ore 17) che domenica 11 (ore 12 e 17) prevede l’esibizione degli atleti del Wheelchair Basket Forlì, associato all’UISP, insieme ad altri paracestisti afferenti all’Unione Italiana Sport per Tutti.

Sempre dall’UISP di Forlì-Cesena, inoltre, arriveranno anche, sia sabato che domenica (ore 11 e 18), le proposte di alcuni laboratori motòri e dell’interessante iniziativa denominata Un chilometro in salute, progetto basato su gruppi di “camminatori veloci” o di “corridori lenti”, che punta a mettere a disposizione delle persone sedentarie l’attività fisica più adatta per la propria salute. A tale evento è prevista per il sabato mattina anche la partecipazione dell’ANFFAS locale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), con un gruppo di giovani con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Il tutto in una cornice curata da Okay Animazione, Società che ormai da molti anni offre soluzioni di intrattenimento, organizzando eventi e animazione commerciale.

A rappresentare infine la FISH saranno Aristide Savelli della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e Angelo Dall’Ara.

Vale senz’altro la pena, a questo punto, ricordare rapidamente le cifre della prima stagione di Happy Handy in Tour: in dodici mesi, sono state ben 154 le iniziative in 11 Regioni italiane, con il coinvolgimento di 500 volontari, 200 tra associazioni e gruppi sportivi, culturali e musicali e migliaia di persone ad incuriosirsi e ad appassionarsi. Un grande successo popolare, che ha colto appieno il messaggio culturale basato innanzitutto sul principio che la disabilità non è dipendenza, né malattia, ma un fatto strettamente connesso all’ambiente, alla cultura e ai pregiudizi.

Questo è stato possibile, come detto, innanzitutto grazie alla Società Immobiliare Grande Distribuzione (IGD), uno dei principali player in Italia nel settore immobiliare della grande distribuzione organizzata, con quotazione in borsa, che sviluppa e gestisce Centri Commerciali su tutto il territorio nazionale. E al fianco di IGD la FISH, Federazione che raggruppa decine di Associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, il CIP (Comitato Italiano Paralimpico), e l’Associazione WTKG (Willy the King Group), fondata da William “Willy” Boselli, persona con tetraplegia, vero e proprio “veterano” di questo tipo di eventi. Ma anche due nuovi partner come il CSI (Centro Sportivo Italiano) e l’UISP (Unione Italiana Sport per Tutti), vale a dire le due Associazioni che maggiormente favoriscono la promozione dell’attività sportiva in Italia.

SE A PROTESTARE SONO I PRESIDI

da Scuolanapoletana

SE A PROTESTARE SONO I PRESIDI

di Franco Buccino

 

Nel complicato mondo della scuola questa volta a protestare sono i presidi, o meglio i dirigenti scolastici (ds). Sono circa 8000 in Italia. Ma divisi in una moltitudine di sigle: sindacati confederali, autonomi e di ultima generazione (quelli dei ricorsi), associazioni, unioni e conferenze. Divisi anche sulle forme di protesta da adottare: dal sit-in alla direzione regionale mettendosi in ferie, allo sciopero della fame e della sete. Comunque un denominatore comune esiste in questa iniziativa: la mancata perequazione economica con le altre dirigenze pubbliche e i carichi di lavoro divenuti insostenibili. Su tutto il resto i punti di vista sono i più disparati nella categoria, come del resto al di fuori di essa.

Nella qualifica “dirigente scolastico”, scolastico doveva essere un valore aggiunto e invece ne è diventato l’insuperabile limite. Lo Stato fa con i presidi quello che fa con i docenti, amministrativi e tecnici della scuola: li paga poco ma è molto accomodante su prestazioni, valutazione, mobilità, orari; non è interessato, al di là dei costi, a reclutamento, formazione, aggiornamento. Contro ogni idea di dirigenza, i dirigenti scolastici possono continuare a chiedere annualmente il trasferimento, la loro retribuzione tiene in poco conto la complessità della scuola, in nessun conto i risultati raggiunti dal singolo. Nelle settimane scorse è sembrata a tutti una grande vittoria il rinvio al prossimo anno dell’effetto della valutazione del ds sulla retribuzione di risultato!

L’attribuzione della dirigenza ai presidi ha avuto una indubbia efficacia all’interno della scuola, fornendo la possibilità all’Amministrazione scolastica di riversare su di essi ogni tipo di responsabilità, ma dando loro anche, in qualche misura, più autorità e potere. Compreso quello di scegliersi i collaboratori, che non sono certo le figure intermedie che pure dovrebbero esserci, selezionate per competenze ed esperienza, a condividere compiti e responsabilità in un’organizzazione complessa. Da un punto di vista politico il ds ondeggia paurosamente tra rappresentante dell’amministrazione scolastica e rappresentante della scuola autonoma. Da una parte subisce il fascino del potere centrale, più forte, dall’altro vive, per la sua origine, la centralità della didattica e tutte le problematiche della scuola e dei suoi abitanti. Un’esperienza esemplare ha fatto e sta facendo con la “buona scuola”: dall’altare alla polvere, da ipotetico detentore di un potere quasi assoluto a un più realistico gestore di accordi e direttive.

Dovrebbe riflettere bene, il ds, sul fatto che, al di là dei comportamenti discutibili tenuti dai sindacati di categoria, di sicuro non è stato sconfitto dalle altre componenti della scuola. Anzi sul fatto che non è uno sconfitto, ma una vittima. Sconfitta in tutti questi anni, gli stessi da quando lui è dirigente, è la scuola autonoma. Quella che non c’è. Quella con un’autonomia seria, didattica, organizzativa e finanziaria. Una scuola che, seguendo indicazioni generali nazionali, sa individuare i bisogni formativi del territorio, fa le sue scelte di didattica e di personale, e risponde dei risultati. Questa è la scuola in cui si doveva e si deve incardinare la dirigenza scolastica, questa è la scuola nella quale il dirigente scolastico deve esercitare la sua funzione, la sua autorità, la sua capacità di coordinare e coinvolgere. Insieme alla sua scuola egli sarà pronto ad essere valutato e a pagare il prezzo più alto in caso di insuccesso. Ma per questa funzione nella scuola dell’autonomia egli ha diritto a rivendicare, con il sostegno di tutte le componenti, la retribuzione da dirigente, da dirigente scolastico.

Al via la prossima settima gli esami di terza media

da La Stampa

Al via la prossima settima gli esami di terza media

La prima prova per gli adolescenti, una “minimaturità”

Gli esami di Terza Media, qualcuno li chiama anche esami di “minimaturità”, sono alle porte e gli studenti, giovanissimi, sono preoccupati o impauriti tanto quanto i maturandi. Si tratta della prima grande prova che un adolescente si trova ad affrontare.

 Certo un poco di sana paura va bene, ma non troppa, dato che sono i professori che hanno seguito i ragazzi tutto l’anno a giudicarli e solo il presidente sarà esterno.

Ma come funziona? Intanto le date sono diverse da istituto a istituto, la decisione è autonoma e orientativamente, fanno sapere da Skuola.net, gli esami cominceranno nella settimana del 12 giugno, considerando che le lezioni terminano nella settimana tra il 5 ed il 10 giugno. L’unica data certa per i ragazzi di terza media è quella della prova Invalsi, il 15 giugno, uguale per tutti. Quindi le prove scritte di italiano, matematica e lingua straniera dovranno svolgersi prima del 15 giugno. Da evidenziare che gli istituti decideranno autonomamente il contenuto delle tre prove scritte, ma non della Prova Invalsi che, invece, è a portata nazionale. Inoltre dal prossimo anno l’esame di terza media verrà modificato e l’Invalsi non sarà più prova d’esame.

In primis è necessario essere ammessi all’esame di terza media e questo si raggiunge con una votazione di almeno 6 decimi in tutte le materie e compresa la condotta.

La prima prova è il tema di italiano con la quale lo studente deve dimostrare la sua capacità di pensiero, di espressione e l’uso corretto e appropriato della lingua italiana. Lo studente si troverà a dover scegliere una di tre tracce: il testo introspettivo, solitamente scritto in forma di pagina di diario o di lettera, è la tipologia che va per la maggiore; testo argomentativo, che ruota su argomenti di attualità, o il tema libero. Ci sono a disposizione quattro ore di tempo per completare la prova.

La seconda prova scritta è quella sulla principale lingua straniera studiata e la durata dell’esame è di tre ore.

Terza ed ultima prova scritta è quella di matematica che sarà redatta dagli stessi professori, quindi diversa da scuola a scuola. La struttura di base, comunque, è generalmente sempre la stessa, quattro quesiti in genere ripartiti su geometria solida, fisica o scienze o tecnologia, algebra, geometria analitica o probabilità e statistica. Il tempo a disposizione è di tre ore.

E infine l’ultima grande prova: l’esame orale con la discussione di una tesina o di una mappa concettuale, l’argomento delle quali è a piacere. La durata? Non oltre i 15 minuti se si è preparati, altrimenti anche più di 30 minuti.

Conto alla rovescia per la maturità 2017: online i nomi dei commissari

da Il Sole 24 Ore

Conto alla rovescia per la maturità 2017: online i nomi dei commissari

di Claudio Tucci

Il ministero dell’Istruzione ha pubblicato sul sito www.istruzione.it le commissioni della Maturità 2017. L’elenco completo dei commissari è stato fornito anche alle segreterie delle scuole.

I numeri della maturità 2017
Quest’anno saranno 12.691 le commissioni d’esame per 25.256 classi coinvolte. Ad ieri (gli scrutini si concluderanno nei prossimi giorni) sono 505.686 i candidati ammessi alle prove, di cui 489.168 interni e 16.518 esterni.

La prima prova scritta, italiano, si terrà mercoledì 21 giugno 2017, a partire dalle ore 08.30. La seconda prova scritta è in calendario giovedì 22 giugno 2017.

«Nei prossimi giorni – ha detto la ministra Valeria Fedeli –, nell’ambito della campagna di comunicazione che abbiamo voluto dedicare agli studenti, pubblicheremo consigli video su come prepararsi e su come affrontare le prove. Abbiamo coinvolto personalità di spicco che sapranno parlare con semplicità alle ragazze e ai ragazzi, mettendo la propria esperienza a disposizione di chi deve sostenere l’esame»..