Lettera aperta: una situazione ormai insostenibile

Al Presidente del Consiglio
On.le Paolo Gentiloni
Palazzo Chigi

Al Ministro per l’Economia
Prof. Dott. Pier Carlo Padoan

Alla Ministra dell’Istruzione, dell’Università
e della Ricerca
Senatrice Valeria Fedeli

e p.c. Alle OO.SS. di categoria
Gli Organi di Stampa
LORO SEDI

Lettera aperta: una situazione ormai insostenibile. Il MIUR dia sollecite risposte!

Preg.mo Presidente, come Ella ben sa, l’anno scolastico volge al temine ed è arrivato il momento dei bilanci per alunni, genitori, docenti e Ds. Tra i docenti un bilancio va fatto da quanti hanno collaborato in questo intenso anno alla governance delle I.S. e che non hanno ancora posto termine ai compiti loro affidati dai Dirigenti Scolastici e che si apprestano a sostituire, nel corso delle ferie estive, i Dirigenti Scolastici, sempre senza alcuna remunerazione, perché “opportunamente abolita” con la Legge 135/2012 (nota come Spending review).
Siamo ancora impegnati nelle procedure per la candidatura ai PON in scadenza nella prima decade di luglio, nella organizzazione dei progetti estivi ed in quelli di recupero, nella consegna di tutta la documentazione didattica e relativa archiviazione, nella gestione della consegna dei documenti di valutazione, nella gestione dell’I.S. in assenza del DS in quanto impegnato in esami di stato, ecc… Per tutto questo lavoro e per quanto svolto nel corso dell’anno scolastico, i collaboratori hanno un riconoscimento economico forfettario previsto nel Fondo di Istituto (CCNL art. 6), pagato – di norma – nel mese di luglio/agosto. Nel resoconto Anp della seconda riunione al MIUR sulla semplificazione amministrativa del 19/6/2017 leggiamo “A conclusione dell’incontro del mattino, l’Amministrazione ha comunicato che saranno a breve rese disponibili le risorse economiche relative al MOF 2016-2017 nonché quelle relative all’anticipo (di circa l’80% anche per quest’anno) del “bonus” premiale di cui alla legge 107”. Purtroppo, le notizie che giungono in questi giorni non sono per nulla confortanti: le scuole non hanno ancora avuto caricati sui POS i finanziamenti per l’A.S. 2016/2017 al fine di procedere agli accreditamenti attraverso il cedolino unico. Ed infatti, nel resoconto Anp della quarta riunione dedicata alla semplificazione amministrativa del 27/6/2017 si legge “Il ritardo nell’erogazione del MOF di quest’anno scolastico è dovuto al fatto che il MEF ha cambiato il proprio orientamento ed ha richiesto la formale sottoscrizione di un CCNI, previa emanazione dell’atto di costituzione del fondo, con la necessità di seguire tutta la procedura prevista dal d.lgs. 165/2001”. E’ una condizione assolutamente inaccettabile, un altro accanimento CONTRO LA SCUOLA e CONTRO I DOCENTI, tenuto conto che si tratta di attività svolte nel corso dell’anno scolastico ed il riconoscimento economico – seppur esiguo e non corrispondente all’intensità ed al carico di lavoro – non può non essere regolarmente accreditato. Per questa ragione, ANCODIS manifesta il totale sconcerto e disappunto per questa condizione di incertezza ritenendo assolutamente inaccettabile un rinvio senza tempi certi e non giustificabili da motivazioni di natura finanziaria. Chiediamo una sollecita risoluzione da parte del MIUR in accordo con il MEF al fine di evitare condizioni di disagio in una categoria di docenti che assolvono al proprio ruolo con grande spirito di servizio nell’interesse esclusivo di ogni Istituzione Scolastica. Chiediamo alle OO.SS. di procedere – secondo le proprie competenze – alla ricerca di una soluzione che dia certezza nei tempi ai Collaboratori nell’assegnazione di quanto loro spettante e riconosciuto in sede di contrattazione di istituto. Confidiamo, Signor Presidente, in una soluzione che dia certezza dei tempi ai Collaboratori per l’assegnazione di quanto loro spettante e riconosciuto in sede di contrattazione di istituto.

Distinti Saluti,
Rosolino Cicero, Presidente ANCODIS Palermo
Renato Marino, Presidente ANCODIS Siracusa
Cristina Picchi, Presidente ANCODIS Pisa
Silvia Zuffanelli, Presidente ANCODIS Firenze

Secondo incontro al MIUR sull’Atto di indirizzo per il rinnovo del Contratto

Secondo incontro al MIUR sull’Atto di indirizzo per il rinnovo del Contratto: quello che non è successo

Si è svolto oggi pomeriggio il secondo incontro tra MIUR e organizzazioni sindacali rappresentative dell’area dirigenziale. L’Amministrazione avrebbe dovuto illustrare il proprio punto di vista rispetto alle riflessioni e alle proposte che i sindacati hanno avanzato nell’incontro del 21 giugno 2017.

Il Vice-Capo di Gabinetto, Dott. Pinneri, alla presenza della Dott.ssa De Pasquale e dei Direttori generali, ha comunicato che è intenzione dell’Amministrazione quella di condividere con le organizzazioni sindacali la bozza dell’atto di indirizzo, che poi sarà inoltrata ai comitati di settore. L’Amministrazione è in questo momento ancora impegnata nella redazione di tale bozza. Per questo motivo l’incontro previsto per il 3 luglio è aggiornato a data da precisare, ma comunque si terrà entro la metà del mese di luglio. Il testo specificherà principi e obiettivi generali senza entrare nei dettagli. Il Dott. Pinneri ha inoltre ribadito l’impegno della Ministra a intraprendere un percorso di armonizzazione dei trattamenti retributivi.

ANP ha sottolineato che è inutile esercitarsi nell’analisi di un testo che ancora non c’è e che invece era atteso per questo incontro; ha ribadito che in più occasioni ha fornito all’Amministrazione il proprio contributo e i propri materiali, con proposte e riflessioni che si possono facilmente sintetizzare: perequazione retributiva!

Il Dott. Pinneri ha specificato che i riferimenti dell’Atto di indirizzo sono il D. lgs. 165/2001, il D. lgs. 150/2009 e l’Intesa del 30 novembre 2016 che il Governo ha sottoscritto insieme alle organizzazioni sindacali e in base alla quale è stato previsto l’incremento medio di 85 euro mensili come disponibilità per il rinnovo contrattuale.

ANP ha replicato che l’Intesa del 30 novembre è stata sottoscritta solo da alcune sigle sindacali, tra le quali ANP non c’è: perciò questa Intesa non impegna in alcun modo la nostra associazione, che continua a rivendicare con assoluta coerenza le risorse economiche adeguate alla perequazione piena della categoria.

A margine dell’incontro è stata affrontata anche la questione dei 10 milioni di euro aggiuntivi che l’Amministrazione ha dichiarato di aver reperito per il FUN 2016/2017. Il Dott. Greco ha spiegato che attualmente tale incremento è oggetto di un emendamento, collegato alla conversione in legge del decreto relativo ai vaccini. ANP ha sottolineato che, indipendentemente dall’iter che l’Amministrazione intende seguire, le risorse devono essere rese disponibili per l’a.s. in corso con questo o con qualsiasi altro provvedimento.

ANP ha anche colto l’occasione per denunciare con forza all’Amministrazione le anomalie dei comportamenti assunti da diverse Ragionerie Territoriali dello Stato, non ultima quella di Pescara, che sta interpretando in modo assolutamente originale e discutibile l’Atto unilaterale adottato dall’USR Abruzzo: su tale interpretazione ANP sta valutando le necessarie azioni.

In conclusione, alla luce di quanto NON È SUCCESSO, la protesta di ANP continua.

Master di primo livello in Critica Giornalistica

L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” apre le iscrizioni per l’edizione 2017/2018 del Master di primo livello in Critica Giornalistica

Il progetto vanta sin dal suo esordio nel 2006 la partnership del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani; nel 2008 il patrocinio del Consiglio Internazionale dell’UNESCO per il Cinema, la Televisione e la Comunicazione Audiovisiva (CICT), nel 2009 ha ricevuto il nulla osta  dal Ministero dell’Istruzione – Direzione Generale per l’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica – che lo ha accreditato come Master di I Livello in grado di offrire un titolo di studio riconosciuto e l’attribuzione di 60 crediti formativi.

Il successo del progetto è da attribuirsi a un corpo docente composto da professionisti del mondo del giornalismo e della comunicazione ed a una costante attività pratica garantita dal tirocinio giornalistico con la testata Recensito e dai prestigiosi stage presso le aziende partner, che, negli anni, spesso si sono trasformati in una concreta opportunità di lavoro.

Tra gli insegnanti vi sono firme importanti della stampa italiana e professionisti del mondo della comunicazione come: Ernesto Assante (La Repubblica), Leonetta Bentivoglio (La Repubblica), Sandro Cappelletto (La Stampa), Steve Della Casa (Radio Rai), Carlo Freccero (membro del consiglio di amministrazione RAI – Radio Televisione Italiana), Massimo Marino (Il Corriere della Sera), Enrico Menduni (autore, documentarista, docente ordinario di media digitali all’Università Roma Tre), Mario Sesti (Critico, regista e membro del comitato di selezione del Festival del Cinema di Roma, ideatore del programma Tv “Splendor” in onda sulle reti Mediaset), Davide Antonio Bellalba (giornalista, autore televisivo e presidente della Federazione Italiana Comunicatori e Operatori Multimediali), Gabriele Niola (La Repubblica), Michele Rech in arte Zerocalcare.

Non mancano, inoltre, momenti di approfondimento come i seminari dedicati al rapporto tra televisione e minori e quelli riservati all’ideazione, alla produzione e al mercato della fiction-tv.

Tra i partner che ospitano in stage i corsisti – offrendo un’opportunità che in alcuni casi si è trasformata in una concreta proposta di lavoro – vi sono realtà quali: RAI,LA7, SKY, Adnkronos, il Gruppo Editoriale “L’Espresso”, il Gruppo editoriale QN, la Fondazione Musica per Roma, Zètema Progetto Cultura, APT (Associazione Produttori Televisivi), Film Commission Toscana, Film Commission Marche, Wider Films,  MY Movies, Cineteca di Bologna.

Sono poi partner del Master i teatri più importanti d’Italia (il Piccolo Teatro di Milano, l’Eliseo, il Sistina, il Teatro Biondo di Palermo, il Teatro Massimo di Palermo, ERT – Emilia Romagna Teatro, Teatri di Vita di Bologna, il Teatro della Pergola di Firenze-Fondazione Teatro della Toscana, Cantieri Teatrali Koreja di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese di Bari), le agenzie di comunicazione Daniele Mignardi Promopress Agency, Tiziana Rocca Comunicazione, Storyfinders.

Ogni anno gli allievi vengono coinvolti in attività di comunicazione relative ai progetti artistici dell’Accademia, dagli spettacoli teatrali alle produzioni cinematografiche realizzate con Maestri come Sergio Rubini, Giorgio Barberio Corsetti, Arturo Cirillo, Valentino Villa, Robert Wilson e molti altri.

Il diritto alla cura delle persone con disabilita’ intellettiva

Superando.it del 28-06-2017

Il diritto alla cura delle persone con disabilita’ intellettiva

«Si deve puntare al concetto di “accomodamento ragionevole”, riferito alle modifiche e agli adattamenti necessari per garantire qualità e appropriatezza dei servizi, assicurando anche alle persone con disabilità intellettiva l’esercizio e il godimento su base di uguaglianza con gli altri del loro diritto alla salute»: lo ha dichiarato Luisella Bosisio Fazzi, intervenuta a Roma, in rappresentanza della Federazione LEDHA, sul tema “Il diritto alla cura delle persone con disabilità intellettiva e accomodamento ragionevole”, durante un convegno dedicato alla disabilità e alla salute.

«Spesso le stanze e i servizi igienici non sono pensati per persone con disabilità, e neppure la somministrazione delle medicine per via orale. Quanto poi al consenso informato, è troppo poco il tempo impiegato per spiegare di che si tratta e per attendere la risposta. Si deve dunque puntare al concetto di “accomodamento ragionevole”, riferito alle modifiche e agli adattamenti necessari per garantire qualità e appropriatezza dei servizi, assicurando anche a queste persone l’esercizio e il godimento su base di uguaglianza con gli altri del loro diritto alla salute. E in tal senso il primo accomodamento potrebbe riguardare un assistente personale in grado di interpretare i silenzi e i “non detti” della persona. Infine, servono anche suggerimenti per l’accoglienza e le linee guida per operatori e genitori, che debbano affrontare l’accesso in ospedale, in occasione di analisi da parte di persone con autismo».
Questi, in sintesi, i concetti espressi da Luisella Bosisio Fazzi del Consiglio Direttivo della LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH), intervenuta sul tema Il diritto alla cura delle persone con disabilità intellettiva e accomodamento ragionevole, durante il recente convegno intitolato Il diritto negato. Persone con disabilità e Salute, svoltosi al Policlinico Gemelli di Roma. (S.B.)

Al via gli adattamenti del calendario scolastico

da Il Sole 24 Ore 

Al via gli adattamenti del calendario scolastico

di Laura Virli

Se il Miur è titolato a stabilire i periodi relativi alle festività scolastiche di carattere nazionale, spetta alle Regioni, in base al Ddlgs 112/1998, definire, nel mese di maggio di ogni anno, il calendario scolastico dell’anno successivo tra cui l’inizio e il termine delle lezioni, delle vacanze natalizie e pasquali e altri momenti di sospensione delle attività didattiche quali i “ponti”.

Gli “adattamenti” del calendario
Le scuole, in virtù dell’autonomia di cui godono, possono adattare il calendario scolastico regionale alle specifiche esigenze ambientali, attraverso decisioni assunte dai propri consigli di istituto, ma all’interno di “paletti” stabiliti dalle Regioni. Ogni Regione detta termini diversi per inoltrare le delibere di adattamento. Nel Lazio ci sarà tempo fino al 15 luglio 2017.
A volte, le delibere assunte dalle regioni sul calendario scolastico lasciano spazio ad interpretazioni, e spesso, gli uffici scolastici devono intervenire con chiarimenti a quesiti provenienti dalle scuole.

La nota dell’Emilia Romagna
È il caso della Regione Emilia-Romagna, che, con delibera di Giunta 353/2012, ha fissato in 5 giorni il «congruo numero di giorni per lo svolgimento di ulteriori interventi didattici ed educativi» previsti dal comma 7 bis dell’art. 74 del Testo unico (dlgs 297/1994) da aggiungere ai 200 giorni obbligatori di lezione previsti, per ogni anno scolastico, dal comma 3 dello stesso articolo. Su questo punto è, infatti, dovuto recentemente intervenire l’Ufficio scolastico emiliano (nota 10362 del 12 giugno 2017). Al fine di assicurare le più ampie forme di autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche, l’Usr ha chiarito che i cinque giorni aggiuntivi potranno essere articolati anche in termini di ore e, in tal caso, la quantificazione potrà essere forfettariamente determinata in numero 30 ore. Le 30 ore aggiuntive, ovviamente, saranno svolte secondo le autonome determinazioni degli organi collegiali, in coerenza con gli ulteriori interventi didattici ed educativi programmati.

Fedeli: «Dispersione scolastica in calo ma è ancora troppo alta»

da Il Sole 24 Ore 

Fedeli: «Dispersione scolastica in calo ma è ancora troppo alta»

di Andrea Carli

 Il fenomeno della dispersione scolastica in Italia è in calo ma permangono profonde differenze tra Nord e Sud, con i casi più difficili che si manifestano in Sicilia e Sardegna. Il problema è diffuso soprattutto nelle periferie delle città, dove è più alto il disagio delle persone con casi di abbandono ed esclusione sociale. A fare il punto su questo problema è stata la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

«Servono nuovi interventi contro l’elusione scolastica»
Intervenuta questa mattina in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta Città e periferie della Camera la responsabile del Miur ha sottolineato che nelle periferie delle città ci sono ancora troppe disuguaglianze e che contro il fenomeno della dispersione scolastica servono nuovi interventi. Sullo sfondo la macchina scolastica per affrontare la sfida: oltre 13 mila scuole statali delle 14 aree metropolitane (di cui circa 4 mila dell’infanzia, oltre 5 mila della primaria, oltre 4 mila della secondaria di primo e secondo grado). A queste si aggiungono oltre 5.600 istituzioni scolastiche paritarie .

Dispersione scolastica al 14,7% nel 2017
Fedeli ha messo in evidenza «una decrescita del fenomeno della dispersione dal 20,8% del 2006 all’attuale 14,7%, che però – ha aggiunto – è un dato ancora troppo alto. I dati – ha continuato – evidenziano una differenziazione tra sessi (donne intorno al 12%, uomini oltre il 16%) e forti differenze nei tassi di abbandono tra le diverse regioni rispetto al raggiungimento dell’obiettivo, stabilito dall’UE (UE, 2020), del 10% entro l’anno 2020 – si va da un +14 % rispetto al traguardo UE (24% di abbandoni) di Sicilia e Sardegna al -2% del Veneto (8% di abbandoni)».

La situazione nella scuola secondaria
Nelle 14 aree metropolitane, ha spiegato la ministra, «le studentesse e gli studenti che hanno abbandonato il sistema scolastico nella scuola secondaria di primo grado, nel corso dell’anno scolastico 2014/2015 e nel passaggio all’anno successivo, sono l’1,1% (il dato complessivo che si registra in Italia è lo 0,9%). Salgono al 5,2% nella scuola secondaria di secondo grado (rispetto al 4,6% del tasso di abbandono complessivo che si regista in Italia)». Il ministro ha fatto presente che sono «dati caratterizzati da importantissimi divari tanto a livello ma cro territoriale quanto a quello micro territoriale, con punte anche del 7,5% in alcune zone del Paese».

Oltre il 9% degli studenti è straniero
Fedeli ha ricordato che gli alunni e gli studenti di origine non italiana nelle scuole italiane sono circa 815.000: il 9,2% del totale della popolazione scolastica . La ministra ha fornito qualche numero che può aiutare a farsi un’idea del fenomeno: «Siamo passati in 15 anni dall’inclusione di 50 mila ragazzi e bambini non italiani nelle nostre scuole agli attuali 815.000».

Tassi elevati di abbandoni nelle zone più povere d’Italia
Fedeli ha sottolineato che «i tassi elevati di abbandoni e di livelli critici di conoscenza coincidono con le zone più povere d’Italia dove sono concentrate le famiglie socialmente escluse e dove è minore l’accesso a libri, biblioteche, musei, rete dei servizi per la prima infanzia, sport, fruizione digitale, etc..».

Scuole di periferia come laboratorio di innovazione didattica
Se questo è il contesto, secondo la responsabile dell’Istruzione nel governo Gentiloni «le scuole di periferia devono diventare avanguardie di sperimentazione di nuove forme di didattica, mettere in campo intelligenze, energie, esperienze, e a noi spetta il compito di garantire risorse, economiche e umane, adeguate alla sfida che le si pone a carico. Tutte le periferie urbane – ha ricordato – devono e possono diventare un laboratorio di innovazione didattica e sociale con forte competenza nelle azioni di inclusione.»

Percorsi di istruzione per oltre 222mila adulti
La partita dell’istruzione riguarda anche gli adulti. «Nell’anno scolastico in corso – ha detto la ministra – gli iscritti ai percorsi di istruzione degli adulti sono complessivamente 222.431, di cui 42.153 iscritti ai percorsi di primo livello, 109.965 ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana e 70.313 ai percorsi di secondo livello».

I corsi serali
Per quanto riguarda i corsi serali, Fedeli ha spiegato che «nell’ambito delle scuole statali, nel corso dell’anno scolastico 2015/2016, il 3,3% degli studenti (di cui il 2,0 con cittadinanza non italiana) frequenta i licei, il 55,9% ( di cui il 51,3 con cittadinanza non italiana) gli istituti tecnici e il 40,9% ( di cui il 46,7 con cittadinanza non italiana) gli Istituti professionali».

Assegnazioni, la sfida dei tempi

da ItaliaOggi

Assegnazioni, la sfida dei tempi

La Fedeli cede sullo svincolo triennale, ma vuole tutti i prof in cattedra da metà settembre

Alessandra Ricciardi

Tutte le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisorie devono improrogabilmente essere effettuate entro il 31 agosto 2017». La precisazione, all’articolo 17 del contratto sottoscritto nei giorni scorsi, è stata la chiave di volta della trattativa tra ministero e sindacati.

Per la ministra Valeria Fedeli la nuova deroga al blocco triennale, previsto dalla legge della Buona scuola, era possibile a patto di non condizionare negativamente l’avvio del nuovo anno. La data di fine agosto dovrebbe consentire dal primo di settembre di procedere alle nomine dei supplenti. E però già nelle ore successive alla firma, da viale Trastevere sono giunte voci di una possibile dilazione del termine: lo scorrimento delle graduatorie dovrebbe essere possibile per qualche giorno ancora di settembre.

Il termine ultimo pare essere il 5 di settembre. Oltre il quale le operazioni verrebbero bloccate. Una garanzia, questa, che anche i direttori regionali e gli uffici periferici pretendono per evitare l’effetto domino delle assegnazioni che liberano nuovi posti disponibili per altri trasferimenti. Innescando una girandola di nomine di supplenti. Quello che invece pare del tutto da escludere, almeno al momento, è una vera e propria proroga del termine del 31 agosto.

Anche se i posti su cui i trasferimenti saranno possibili sono minimi, la mole di domande sarà notevole: se tutti i docenti della primaria, che ha già ultimato la mobilità, che non hanno ottenuto il trasferimento presenteranno domanda di assegnazione, saranno oltre 30 mila gli interessati alle assegnazioni.

Sta di fatto intanto che una chance di controesodo a quanti sono stati assunti lontano da casa verrà data. «Abbiamo tutelato il personale superando le inutili e assurde rigidità della legge», dice Pino Turi, segretario della Uil scuola, «strategica anche la definizione dei tempi che crea le condizioni per avviare regolarmente l’anno scolastico: le assegnazioni provvisorie saranno effettuate entro il 31 agosto. In questo modo si potrà evitare la girandola di personale che è avuta lo scorso anno». E sulla platea degli interessati dice Lena Gissi, segretario della Cisl scuola: «È inevitabile che la domanda a cui si cerca di dare risposta sia ancora molto consistente per il personale insegnante, per effetto dei tanti spostamenti in altre regioni che hanno riguardato negli anni scorsi decine di migliaia di persone. Per questo era fondamentale che non vi fossero blocchi temporali». Maria Domenica di Patre, vice coordinatrice della Gilda, spiega le ragioni del sì: «I trasferimenti dei docenti saranno effettuati sulle scuole e non sugli ambiti territoriali, come invece prevede la legge 107/2015». Un altro pezzo della Buona scuola che va in frantumi.

Intanto il sindacato si prepara a seguire anche la fase attuativa del contratto, «si dovrà attendere l’autorizzazione da parte del Mef e Funzione pubblica per la firma definitiva. Ai fini della presentazione delle domande si dovrà attendere la nota ministeriale che fisserà le date», spiega la Flc-Cgil.

«Un buon contratto, in cui sono stati superati troppi vincoli e rigidità», è la posizione dello Snals-Confsal. Ora sia attende il via alle domande, presumibilmente da fine luglio.

Senza vincolo una chance in più di avvicinamento ma per pochi

da ItaliaOggi

Senza vincolo una chance in più di avvicinamento ma per pochi

Novità per i ricongiungimenti e per le convivenze

Marco Nobilio

Al via le assegnazioni provvisorie. I rappresentanti dei sindacati rappresentativi della scuola Cgi, Cisl, Uil Snals e Gilda-Unams hanno siglato il 21 giungo scorso l’ipotesi di contratto integrativo sulla mobilità annuale. E si attende solo che l’amministrazione fissi i termini delle operazione per procedere con le domande. L’accordo è giunto dopo un lungo braccio di ferro tra sindacati e amministrazione, che fino all’ultimo ha tenuto gli addetti ai lavori con il fiato sospeso. Il governo, infatti, era fermo nel non voler concedere deroghe al vincolo di permanenza triennale nella provincia di immissione in ruolo. Vincolo espressamente previsto dalla legge. Che però era stato già derogato l’anno scorso e quest’anno, se ripristinato, avrebbe scatenato un contenzioso di grandi proporzioni. Ciò anche in forza del fatto che i movimenti del piano straordinario di immissioni in ruolo disposto per effetto della legge 107/2015 erano stati disposti sulla base di un algoritmo che aveva determinato diversi errori. E dunque, se il blocco fosse stato ripristinato, gli interessati avrebbero avuto gioco facile a ottenere dal giudice ciò che fosse stato loro negato dall’amministrazione.

Insomma, una scelta obbligata, che serve a buttare sul fuoco anche in forza della necessità di rasserenare gli animi in vista dell’avvio del prossimo anno scolastico. E che dà una chance in più ai docenti che lavorano lontano da casa di avvicinarsi alla sede della propria famiglia. Fermo restando, però, che le speranze di avvicinamento, specie per i docenti del Sud che lavorano al Nord, non sono molte. Basti pensare che, a fronte di circa 36 mila domande di mobilità interprovinciale in organico di diritto, presentate nella scuola primaria, solo 2 mila hanno trovato accoglimento. E oltre tutto gli interessati devono anche fare i conti con i loro colleghi che vantano le cosiddette precedenze. Vale a dire, particolari situazioni giuridiche che consentono la priorità nei movimenti a prescindere dai punteggi e dall’anzianità di servizio. Quanto alle assegnazioni provvisorie, si tratta di trasferimenti di durata annuale, finalizzati a tutelare l’interesse dei docenti di avvicinarsi alla famiglia, qualora la propria sede di servizio risulti ubicata in comune diverso da quello della propria dimora familiare.

L’assegnazione può essere richiesta, prevede il contratto, per ricongiungersi ai figli o agli affidati di minore età con provvedimento giudiziario; per ricongiungersi al proprio al coniuge o alla parte dell’unione civile o al convivente, purché la stabilità della convivenza risulti da certificazione anagrafica; per gravi esigenze di salute del richiedente comprovate da idonea certificazione sanitaria; per ricongiungersi al genitore convivente qualora non ricorrano le condizioni appena esposte.

In caso di ricongiungimento al coniuge destinato ad altra sede lavorativa si prescinde dal requisito dell’iscrizione anagrafica. L’assegnazione può essere richiesta dai docenti che pur essendo stati trasferiti avendo titolo a una delle precedenze previste dal contratto sui trasferimenti a seguito delle operazioni di mobilità, abbiano ottenuto il trasferimento nella stessa provincia su comune diverso da quello per cui vantino la precedenza. In ogni caso, non può essere richiesta all’interno del comune di titolarità. L’assegnazione provvisoria può essere richiesta anche per altra provincia dai docenti che abbiano presentato la domanda di trasferimento e non sia stata accolta oppure non l’abbiano presentata.

E può essere chiesta anche da coloro che si siano visti accogliere la domanda di trasferimento per una provincia diversa da quella di ricongiungimento oppure in provincia diversa da quella di principale interesse del docente che versi in gravi condizioni di salute o in riferimento alla quale vantino il possesso di una delle precedenze previste dal contratto sui trasferimenti. In tali casi l’assegnazione può essere richiesta solo per la stessa provincia di principale interesse indicata nella domanda di trasferimento interprovinciale parzialmente accolta.

L’assegnazione provvisoria interprovinciale può essere invocata anche da tutti coloro che abbiano ottenuto l’accoglimento della domanda di mobilità, ma che vantino l’interesse al ricongiungimento, versino in gravi situazioni di salute o vantino il possesso di una delle precedenze previste dal contratto sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie. Non sono consentite le assegnazioni provvisorie nei confronti di docenti assunti a tempo indeterminato con decorrenza giuridica coincidente con l’inizio dell’anno scolastico 2017/2018. Nella domanda è possibile chiedere scuole di una sola provincia indicando fino a 20 preferenze per i docenti di scuola dell’infanzia e primaria e fino a 15 preferenze per i docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado. In ogni caso, non sono consentite assegnazioni provvisorie per grado diverso da quello di appartenenza nei confronti del personale che non abbia ottenuto la conferma in ruolo per l’anno scolastico 2017/2018.

La macchina ministeriale è prossima al collasso. Prepariamoci al peggio.

da La Tecnica della Scuola

La macchina ministeriale è prossima al collasso. Prepariamoci al peggio.

La vicenda della proroga per l’inserimento dei dati delle domande di inserimento nelle graduatorie di istituto è quasi incredibile.

Nei giorni scorsi sindacati, associazioni professionali, scuole e persino dsga a titolo personale e non, avevano segnalato al Ministero che sarebbe stato impossibile rispettare la scadenza del 30 giugno per l’inserimento dei dati.
Dal Miur non era arrivato nessun segnale di attenzione nei confronti della questione.
Noi stessi, nella giornata di sabato 24 avevamo contattato gli uffici del Ministero per sapere se ci fosse l’idea di intervenire, visto anche il malumore diffuso (giusto per usare un eufemismo) manifestato dai sindacati e dalle stesse scuole.
La risposta del Miur era stata irremovibile: la scadenza del 30 giugno non si tocca, prorogare vorrebbe dire allungare ancora i tempi della procedura con il rischio di non avere i docenti in classe già dal primo giorno di scuola.

Nella giornata del 26 giugno si è però aperto uno spiraglio perchè, nel corso di un incontro fra Miur e organizzazioni sindacali, i dirigenti del Ministero hanno dovuto arrendersi all’evidenza e hanno incominciato a dire che forse il problema era meritevole di essere esaminato meglio.
Nelle 24 ore successive il Miur ha disposto la proroga di cui abbiamo dato subito notizia.
La vicenda provoca più di una domanda: ma, al Ministero, per capire se un problema è reale o meno, hanno bisogno ogni volta di proteste e “minacce” ? (ANP e Cgil erano arrivati a dichiarare che avrebbero dato copertura legale alle scuole ritardatarie).
Ma quando ci sono in ballo procedure complesse il Ministero non potrebbe attivare un tavolo di lavoro aperto a tutti i soggetti coinvolti ? Ma perchè le scuole devono essere spesso bacchettate o vissute dal Ministero come “nemici” da tenere a bada?
La Ministra non si rende conto che situazioni come questa alimentano l’idea che solo con le proteste e con le minacce gli operatori della scuola possono ottenere di essere ascoltati?
Ma l’alta dirigenza del Ministero ha ancora una vaga idea di cosa siano oggi le scuole e gli uffici di segreteria?  Lo sanno che dal 2000 in poi sulle segreterie si sono scaricate incombenze di ogni genere e che nel frattempo non solo gli organici del personale amministrativo non sono stati adeguati ma sono stati addirittura ridotti?
Sul sistema scolastico italiano gravano difficoltà certamente più importanti di questa, ma proprio per questo non si comprende per quale motivo il Ministero non riesca ad affrontare almeno i problemi dell’ordinaria amministrazione.
La macchina amministrativa sta forse collassando e non riesce più a garantire neppure lo svolgimento delle procedure più elementari?

Lezioni a luglio, Giuliani: chi dice che i prof fanno tre mesi di vacanza è servito

da La Tecnica della Scuola

Lezioni a luglio, Giuliani: chi dice che i prof fanno tre mesi di vacanza è servito

“Il possibile rientro in classe nel mese di luglio nella scuola di Niscemi, vale anche come risposta a chi ancora sostiene che gli insegnanti fanno tre mesi di vacanza”.

A dirlo è stato il nostro direttore Alessandro Giuliani, nel corso della trasmissione “L’angolo del direttore”, andata in onda il 26 giugno su Radio Cusano.

“Molti di quegli insegnanti richiamati a fare lezione dal proprio preside – ha ricordato – finiranno la maturità proprio in quei giorni”: potranno iniziare le vacanze forse il 24 luglio, ma potrebbero anche essere ancora coinvolti nei corsi, negli esami e negli scrutini riguardanti i debiti assegnati agli studenti con giudizio “sospeso”. Quindi, quei docenti potrebbero avere impegnati anche un’altra settimana, spesso anticipando pure il rientro dalle vacanze alla terza decade di agosto. Per alcuni prof delle superiori si metterebbe anche a repentaglio la fruizione dei 32 giorni di ferie previsti per legge nel periodo di sospensione delle attività didattiche.

Ora, però, sembra che tutto sia rientrato. Perché il direttore dell’Usr Sicilia avrebbe annullato l’ordine di servizio del preside. Ciò non toglie, ha sottolineato il direttore, “che i docenti nel periodo della sospensione della didattica rimangono comunque in servizio e non di rado sono convocati per svolgere riunioni o consigli di classe straordinari. A volte, può capitare anche di essere convocati per rifare gli scrutini oppure per decidere su situazioni spinose che necessitano di pareri collegiali”. E questo vale anche a livello di Collegio dei docenti.

Commentando quanto accaduto, nello specifico, agli studenti e docenti dell’istituto Leonardo Da Vinci della cittadina siciliana,  Giuliani ha detto che “le colpe dell’insolito recupero in piena estate stanno probabilmente a metà tra il dirigente scolastico e i docenti che hanno fatto ricorso: questi, avrebbero potuto benissimo immaginare quale piega avrebbe preso la cosa nel momento in cui hanno chiesto l’intervento degli ispettori. E il preside, dal canto suo, avrebbe anche potuto trovare una collocazione temporale migliore per recuperare le ore perse per via dei riscaldamenti guasti nel periodo invernale”. Perché, ad esempio, non è stato deciso di fare svolgere attività didattiche, anche non necessariamente in classe, tra marzo e maggio?

Contratto, al via le trattative per il rinnovo ma per gli aumenti c’è tempo. Fedeli: chiudiamo presto

da La Tecnica della Scuola

Contratto, al via le trattative per il rinnovo ma per gli aumenti c’è tempo. Fedeli: chiudiamo presto

Il 27 giugno si è svolto all’Aran il primo incontro sui rinnovi contrattuali nella P.A. fermi da oltre otto anni: la scuola guarda interessata.
E anche la ministra dell’Istruzione: “la riapertura della contrattazione, dopo otto anni di blocco, per il rinnovo del contratto del pubblico impiego è una notizia importante, anche per i nostri settori”, ha detto Valeria Fedeli.
“Si tratta – ha continuato – di un atto doveroso, che nel comparto Istruzione e Ricerca consente finalmente di riconoscere l’impegno di chi ogni giorno è al servizio delle nuove generazioni e del Paese”.
La responsabile del Miur ha quindi ricordato che il 14 giugno scorso ha incontrato al Miur le organizzazioni sindacali, con le quali è stato avviato il lavoro preliminare che porterà alla predisposizione, da parte del Miur, delle linee di indirizzo per il rinnovo contrattuale per il periodo 2016-2018.
Dopo una prima riunione plenaria, che ha coinvolto i rappresentanti di tutti i settori del comparto Istruzione e Ricerca, sono ora in corso tavoli di approfondimento specifici su Scuola, Università, Afam e Ricerca. I lavori si chiuderanno i primi di luglio.

Va ricordato, tuttavia, che per il fronte stipendiale anche se la ministra intende velocizzare il più possibile la trattativa di comparto, i fondi per gli aumenti stipendiali devono in buona parte essere ancora stanziati. E siccome il via libera deve arrivare con la ex Finanziaria di fine 2017, si potranno materializzare in busta paga solo l’anno prossimo.
“Il rinnovo dei contratti non è una questione amministrativa – ha detto ancora la ministra – ma uno strumento di qualificazione ulteriore del nostro sistema di istruzione scolastica e universitaria, del sistema della ricerca e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Per questo abbiamo subito avviato i lavori preliminari all’atto di indirizzo e per questo vogliamo agire rapidamente, dando il giusto riconoscimento professionale ed economico a chi opera nei nostri settori”.

Non si può subordinare l’iscrizione a scuola al pagamento del contributo volontario

da La Tecnica della Scuola

Non si può subordinare l’iscrizione a scuola al pagamento del contributo volontario

Ci giungono notizie di molte scuole, soprattutto secondarie di II grado, che al momento della conferma dell’iscrizione chiedono il pagamento di una fantomatica tassa.

Ci rendiamo conto che le scuole ricevono finanziamenti esigui per il loro funzionamento (anche se con gli ultimi progetti PON le opportunità di ricevere fondi sono notevolmente aumentate), ma è anche vero che le famiglie versano spesso in difficoltà economiche e nell’ottica del dialogo collaborativo tra scuola e famiglia si dovrebbe essere più trasparenti della richiesta di quella che non è una tassa, ma un contributo volontario (spesso anche di importo piuttosto elevato).

Infatti, come chiarito dallo stesso Miur, “in ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.).

Eventuali contributi possono dunque essere richiesti solo ed esclusivamente quali contribuzioni volontarie con cui le famiglie, con spirito collaborativo e nella massima trasparenza, partecipano al miglioramento e all’ampliamento dell’offerta formativa degli alunni, per raggiungere livelli qualitativi più elevati. E’ pertanto illegittimo, e si configura come una violazione del dovere d’ufficio, subordinare l’iscrizione degli alunni al preventivo versamento del contributo.
I contributi scolastici sono deliberati dai Consigli di Istituto“.

Le “vere” tasse scolastiche si pagano, invece, solo dopo il compimento dei 16 anni di età e sono:

Tassa di iscrizione: è esigibile all’atto dell’iscrizione ad un corso di studi secondari, dopo il compimento dei 16 anni da parte dello studente, e vale per l’intera durata del ciclo, non è rateizzabile ed è devoluta integralmente all’Erario. L’importo è di 6,04 euro.

Tassa di frequenza: deve essere corrisposta ogni anno, dopo il compimento dei 16 anni da parte dello studente, e può essere rateizzata, con pagamento della prima rata ad inizio d’anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile. La tassa deve essere pagata per intero sia nel caso che l’alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. In caso di trasferimento di uno studente da istituto statale ad altro statale, il pagamento è riconosciuto valido dalla nuova scuola. L’importo è di 15,13 euro.

Tassa di esame: deve essere corrisposta esclusivamente nella scuola secondaria superiore al momento della presentazione della domanda per gli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di Stato (ex maturità). L’importo è di 12.09 euro. Il pagamento non è rateizzabile.

Tassa di diploma: la tassa deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. L’importo è di 15,13 euro, per il rilascio del diploma di maturità delle scuole superiori e per quello dei conservatori di musica.

E’ previsto anche l’esonero dal pagamento delle tasse scolastiche per merito, per motivi economici, e per appartenenza a speciali categorie di beneficiari. I limiti di reddito per il pagamento delle tasse scolastiche sono definiti annualmente con apposita nota del MIUR.

Quindi, le scuole dovrebbero essere più chiare nel richiedere il pagamento del contributo volontario e per correttezza non dovrebbero “spacciarlo” per tassa. Piuttosto, potrebbero informare le famiglie della possibilità di portare in detrazione parte di queste spese. Infatti, nella dichiarazione dei redditi, è possibile recuperare il 19% delle erogazioni liberali per l’ampliamento dell’offerta formativa o, in alternativa, il 19% delle spese di istruzione (tasse, assicurazione integrativa, viaggi di istruzione, mensa, progetti…), nei limiti di spesa previsti.

Graduatorie d’istituto, prorogato per le scuole l’inserimento delle domande al 13 luglio

da La Tecnica della Scuola

Graduatorie d’istituto, prorogato per le scuole l’inserimento delle domande al 13 luglio

Alla fine hanno vinto i sindacati e il buon senso: Il termine per l’inserimento a sistema, da parte delle scuole, delle domande di aggiornamento delle graduatorie per le supplenze dei docenti (II e III fascia) è stato prorogato al 13 luglio 2017 (modelli A1, A2, A2 bis).

Come si legge sul sito della Cisl Scuola, il Miur ha inoltre comunicato che l’inserimento su istanze online, da parte degli interessati, del modello B per la scelta delle sedi potrà avvenire dal 14 al 25 luglio 2017.

Con questo spostamento si concede comunque alle scuole un margine ulteriore di tempo per lo svolgimento di pratiche la cui complessità e delicatezza non sono di poco conto, continua Cisl Scuola, e alle quali le segreterie si trovano a far fronte spesso in condizioni di vera e propria emergenza sul versante delle loro dotazioni di organico.

Nei giorni scorsi i sindacati avevano lamentato proprio il problema della scadenza per l’inserimento delle domande da parte delle segreterie, che inizialmente era fissata per il 30 giugno.

La notizia comunque era nell’aria, dopo anche, come riportato in precedenza le dichiarazioni dell’ANP in merito.

Gilda: ‘Su graduatorie segreterie in tilt e rischio caos. Problemi probabili anche per nomine dei supplenti’

da Tuttoscuola

Gilda: ‘Su graduatorie segreterie in tilt e rischio caos. Problemi probabili anche per nomine dei supplenti’ 

Segreterie in tilt e avvio del prossimo anno scolastico a rischio caos. A lanciare l’allarme, secondo quanto riporta Adnkronos, è la Gilda degli Insegnanti che, raccogliendo le testimonianze provenienti da tante scuole in tutta Italia, fotografa una “situazione al collasso”. ‘

‘L’enorme mole di domande per i nuovi inserimenti e l’aggiornamento delle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia – spiega il sindacato – si somma alle già numerose incombenze, tra cui i vari monitoraggi, le pratiche per i pensionamenti e gli esami di maturità, che pesano sulle segreterie. Questo aggravio di lavoro sta provocando un ingorgo tale da paralizzare quasi l’attività e tutto ciò causerà inevitabilmente un ritardo nella definizione delle graduatorie, con conseguenti ripercussioni sul regolare inizio dell’anno scolastico 2017/2018”.

”Inoltre – sottolinea la Gilda – con ogni probabilità si verificheranno problemi nelle nomine dei supplenti perché le scuole non sapranno se chiamare i docenti in base alle vecchie graduatorie o se attendere quelle nuove. Il rischio è che anche per il prossimo anno vengano stipulati contratti con la formula ‘fino ad avente diritto’ che, come abbiamo più volte ribadito, rappresenta un abuso giuridico”.

G7 University – University education for all. Actions for a sustainable future

L’Università come volano dello sviluppo sostenibile e della cittadinanza globale in ogni area del mondo. Questo il tema al centro dei lavori che il 29 e 30 giugno vedranno coinvolti oltre 150 fra rettori, professori e studenti delle Università dei Paesi del G7 che si incontreranno a Udine per partecipare al “G7 University – University education for all. Actions for a sustainable future”.

Ai lavori di Udine saranno rappresentate 170 organizzazioni di tre continenti (America, Asia ed Europa): in particolare, 107 tra università e istituti di ricerca nazionali e internazionali (di cui 81 atenei italiani, 15 atenei esteri e 11 enti di ricerca) e 63 istituzioni pubbliche e organizzazioni private. L’evento è preparatorio del G7 Scienza di settembre. Il dibattito della due giorni ruoterà attorno a “Education for All”, la dichiarazione Unesco diventata obiettivo di tutti i Paesi del mondo che si impegnano ad attivare politiche utili a distribuire il sapere a tutte e tutti.

Aprirà i lavori del G7 Università la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. “A settembre, durante il G7 Scienza di Torino tratteremo, insieme ai colleghi Ministri e al Commissario Moedas, temi di enorme importanza per il futuro dell’Università, quali la formazione dei ricercatori ed il loro ruolo nella società, il finanziamento della ricerca e le grandi infrastrutture globali per la ricerca. Per questa ragione è particolarmente significativo per me che studiosi e docenti di fama mondiale si ritrovino a Udine, il 29 e 30 giugno, a discutere del ruolo dell’educazione nella società e nella cultura di fronte alle grandi sfide legate alle trasformazioni sociali e alla cittadinanza globale – sottolinea la Ministra – Una crescita equa, inclusiva e sostenibile è possibile solo se ci sono sistemi educativi forti, moderni e capaci di trasmettere alle nuove generazioni la profonda consapevolezza dell’importanza del loro sapere e del legame che esiste tra ciò che realizzeranno per la società grazie alle loro competenze e il benessere sociale ed economico della collettività”.


Programma