Come avere libri scolastici in formato digitale per studenti dislessici, con DSA o Legge 104

Disabili.com del 31-07-2017

Come avere libri scolastici in formato digitale per studenti dislessici, con DSA o Legge 104

Il Servizio LibroAID eroga anche per l’anno scolastico 2017/2018 i libri di testo in formato digitale utili allo studio del bambino con DSA o problemi di apprendimento
Nel caso di dislessia o altri DSA, poter interagire col testo o utilizzare forme alternative di apprendimento rispetto ai materiali scolastici, sono funzionalità che possono consentire al bambino di apprendere in maniera meno difficoltosa. Si pensi ad esempio alla possibilità di usufruire della sintesi vocale per la lettura di una pagina scritta, quando la difficoltà è quella di decifrare bene le parole sul foglio.

IL SERVIZIO LIBROAID.
Per consentire ai bambini e ragazzi dislessici e con diagnosi di DSA e con certificazione della Legge 104/92 di usufruire della versione digitale dei libri di testo scolastici, ci si può avvalere, anche per l’anno scolastico 2017/2018, di “LibroAID”(www.libroaid.it), il servizio erogato dall’Associazione Italiana Dislessia. LibroAID, che nell’anno scolastico 2016/2017 ha erogato 160.219 libri digitali, è un servizio possibile grazie al protocollo siglato tra l’Associazione Italiana Dislessia e l’Associazione Italiana Editori (AIE) e alla collaborazione degli editori aderenti al servizio che forniscono gratuitamente i libri digitali.

IL FORMATO DIGITALE.
In particolare, il libro digitale (in formato pdf aperto) consente ai ragazzi di interagire con i testi, utilizzando i software di sintesi vocale e i programmi per realizzare le mappe concettuali. Lo studente con DSA può in tal modo compensare le proprie difficoltà e affrontare lo studio in condizioni di maggiore autonomia.

CONDIZIONI DI ACCESSO AL SERVIZIO.
Per accedere al servizio è richiesta l’iscrizione ad AID: le quote associative contribuiscono, infatti, a coprire i costi di organizzazione e gestione del servizio.
I libri scolastici digitali possono essere richiesti in autonomia dal genitore/tutore o studente maggiorenne, solo ed esclusivamente attraverso il sito LibroAID.

REQUISITI.
I requisiti per usufruire del servizio sono:
• essere in possesso della certificazione di diagnosi DSA o Legge 104/1992 dello studente
• dichiarazione di regolare acquisto del libro in formato cartaceo
• la garanzia di utilizzo solo personale del libro da parte dello studente dislessico
• l’iscrizione all’Associazione Italiana Dislessia in regola con l’anno 2017.

COME CHIEDERE I TESTI.
Dopo aver rinnovato la quota associativa per l’anno 2017 (40 euro o 25 euro per i soci dai 18 ai 25 anni), questi sono gli step per poter accedere a LibroAID ed effettuare gli ordini, con modalità valida esclusivamente online:
1. Richiedere alla scuola del bambino l’elenco dei libri di testo per l’AS 2017/18, completo dei codici ISBN dei singoli libri
2. Caricare la diagnosi DSA o 104/1992, in formato digitale, all’interno dell’area riservata di socio AID, sul sito aiditalia.org
3. Entrare in LibroAID.it, a partire dal 05 luglio 2017, accedendo con le stesse credenziali di AID (utente e password) e compilare le richieste dei libri

I testi richiesti possono poi essere scaricati a un link se si è scelta la versione “downloadable”(in questo modo sono subito disponibili), oppure si può scegliere la spedizione CD contenente i libri digitali: questa soluzione prevede tempi più lunghi per la gestione e la consegna dell’ordine, effettuato con posta ordinaria (20-25 giorni).

Per info:
www.aiditalia.org
libroaid@aiditalia.org

#30libridamare

Al via su Instagram l’iniziativa del Miur dedicata alle letture estive. Un racconto social per invitare alla lettura e a condividere i libri scelti per l’estate

(Roma, 31 luglio 2017) “I libri sono sempre un ottimo compagno di viaggio: nella vita, nella formazione, in vacanza”. Con questo messaggio, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, insieme alla community social IgersItalia, lancia oggi l’iniziativa #30libridamare, invitando studentesse e studenti, ma, più in generale, tutte e tutti coloro che hanno un profilo Instagram ad unirsi per dare vita ad un racconto social e collettivo sulle letture estive. Un modo per rilanciare la passione per la lettura, per ricordare la sua importanza nella crescita e nella formazione di ciascuna e ciascuno e per incentivarla condividendo i libri scelti per le vacanze con la community dei social.

Per partecipare all’iniziativa basta pubblicare una foto del libro scelto sul proprio profilo Instagram, corredata da una citazione del testo e dagli hashtag #30libridamare #MiurSocial e #IgersItalia.

Le foto più belle e accompagnate dai messaggi più significativi saranno pubblicate a fine agosto sui profili social del Miur.

GRADUATORIE DI ISTITUTO DEL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO

GRADUATORIE DI ISTITUTO DEL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO

Scuola, la protesta di Anquap: “La nota del Miur frutto di incompetenza e improvvisazione”

 

“Evidente incompetenza e improvvisazione dei vertici ministeriali”. È questo il lapidario giudizio espresso da Anquap, l’Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche, all’indomani della pubblicazione di una nota con cui la Direzione Generale del Miur interviene nuovamente sull’argomento delle graduatorie di istituto del personale Docente ed Educativo relativamente al triennio 2017/2020. Nel merito, la nota ministeriale proroga di un giorno la presentazione del Modello B da parte degli interessati, consente la presentazione con modalità cartacea del documento a chi non sia riuscito a inoltrarlo con modalità digitale, imponendo la trasmissione al Sidi da parte delle scuole, e fornisce un’interpretazione sull’articolo 4 del Decreto Ministeriale 374/2017 in tema di esclusione.

 

“Gli interventi ministeriali in prossimità delle scadenze – secondo Giorgio Germani, presidente di Anquap – sono diventati una pessima pratica troppo in voga presso gli uffici di Viale Trastevere, una pratica scorretta che genera caos e disfunzioni. Lo spostamento di un solo giorno del termine di presentazione del Modello B costituisce una provocatoria presa in giro, l’ennesimo “scaricabarile” sulle Istituzioni Scolastiche di compiti che alle stesse non competono è assolutamente inaccettabile e l’interpretazione mette una “pezza” a un’assurda causa di esclusione improvvidamente introdotta”.

 

L’Anquap chiede alla Ministra Fedeli di prorogare il termine di presentazione del Modello B almeno fino a fine mese e di ritirare la possibilità di presentazione con modalità cartacea. “Se queste richieste dovessero essere disattese – conclude Germani – invitiamo le scuole a non accettare i modelli B in formato cartaceo e comunque a non trasmetterli al Sidi. Per dirla con Totò, ogni “pazienza ha un limite” e questo limite è stato da tempo superato”.

POTENZIARE L’INTEGRAZIONE TRA SCUOLA E TERRITORIO

POTENZIARE L’INTEGRAZIONE TRA SCUOLA E TERRITORIO NELLE PROSPETTIVE VIRTUOSE DELLA CULTURA DI RETE

“PRESICCE IN MOSTRA”: A COLLOQUIO CON I PROTAGONISTI DEL PROGETTO DI PARTENARIATO

 

Si è svolta il 23 Luglio scorso la prima giornata della XVIII Edizione di
“Presicce in mostra – Percorsi nel borgo”, evento estivo dedicato
alla promozione del territorio, in sinergia con il mondo della scuola.

L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione Comunale di Presicce(LE), ha
coinvolto tutta la cittadinanza e la Pro Loco locale, concretizzando
situazioni esemplari di partnership con la comunità educante
dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “F. Bottazzi” di
Casarano, diretto dal prof. Salvatore Negro.

La fase conclusiva della kermesse presiccese si svolgerà il 6 Agosto
2017: in tale occasione saranno presentate molteplici performance
artistico-culturali, orientate a sperimentare forme virtuose di
integrazione tra scuola e istituzioni, nel quadro di una cultura di rete
innovativa.

Il repertorio delle proposte, infatti, include i contributi di studentesse
e studenti afferenti alle Sedi Coordinate di Ugento (Servizi per
l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera), Racale (Servizi
Commerciali – Promozione Commerciale e Pubblicitaria) e Taurisano
(Produzioni Tessili-Sartoriali), guidati da una delegazione dei rispettivi
docenti.

Per cogliere il significato e le prospettive di sviluppo correlate
dell’evento, il Responsabile della Comunicazione dell’Istituto di Via
Napoli ha realizzato un focus tematico, coinvolgendo una rappresentanza
dei responsabili dell’iniziativa di partenariato.

 

D.- L’edizione 2017 dell’evento “Presicce in Mostra” rappresenta
un modello concreto di partenariato interistituzionale, anche nella
prospettiva di un sistema formativo ancorato alle potenzialità del
territorio. Com’ è stata organizzata l’iniziativa, in relazione alle
buone pratiche collaborative?

A colloquio con la Prof.ssa Ilaria TRICARICO
COORDINATRICE DI SEDE – IIS “Bottazzi” TAURISANO

R. – Durante la manifestazione del 23 Luglio scorso, alcune alunne
dell’Indirizzo “Produzioni tessili – sartoriali” hanno indossato
degli abiti d’epoca che abbracciano un periodo compreso tra il
Quattrocento e l’Ottocento. I costumi, progettati e confezionati dagli
studenti con la guida delle docenti di settore, sono il frutto di un
minuzioso lavoro di ricerca.
Poterli presentare in una rassegna culturale come “Presicce in mostra”
rappresenta una grande opportunità per la nostra comunità educante, sia
per le ricadute didattiche e pedagogiche, che per le connessioni attivate
con il territorio. Ritengo che questo sia un esempio positivo di “scuola
aperta” al di fuori dello spazio noto e in un tempo diverso rispetto a
quello scandito dalle lezioni.

 

A colloquio con la Prof.ssa Lucia RIZZELLO
Referente iniziativa – Sede Coordinata IIS “Bottazzi” RACALE

 

R. – Costruire partenariati interistituzionali, nella prospettiva di un
sistema formativo che sappia leggere i bisogni del territorio, rientra
nella mission dell'IIS “Bottazzi” e nelle direttive dirigenziali.
Per questo, quando il Sindaco di Presicce ha rivolto alla nostra scuola
manifestazione di interesse a partecipare e collaborare per la
realizzazione dell’evento, non ci sono state esitazioni. Sono proprio
questi i momenti in cui gli alunni possono sperimentare, in situazione, le
competenze acquisite. L'obiettivo principe di tali percorsi é
l'implementazione di sistemi innovativi di collaborazione tra scuola e
territorio, al fine di promuovere la consapevolezza del Patrimonio, quale
espressione della identità culturale, che rappresenta ricchezza per il
sistema produttivo locale.

A colloquio col Prof. Claudio ORSI
COORDINATORE DI SEDE – IIS “Bottazzi” UGENTO

 

R. – I rapporti tra scuola e territorio sono molto importanti perché
l’azione educativa mantenga un contatto con la realtà del mondo
circostante. Per questo l’IIS “F. Bottazzi” da molti anni
intrattiene rapporti con diversi enti territoriali ed istituzionali.

“Presicce in mostra” è una vetrina importante, un’ occasione per i
nostri alunni e docenti di proporre le ricette del territorio: per
tale motivo non abbiamo esitato nell’aderire alla manifestazione, nel
momento in cui il Sindaco, Salvatore Riccardo Monsellato, ci ha dato
l’opportunità di partecipare.
Il 23 Luglio scorso, i nostri alunni, sotto la guida esperta dei docenti
Nicola Grecuccio e Patrizio De Maria, hanno realizzato dal vivo una
ricetta tipica salentina, denominata “Pisciammare”, trasferendo
ricette, trucchi e curiosità del piatto proposto sulle classiche frise.

 

A colloquio con la Dr.ssa Paola PONZO
Presidente Consiglio Comunale – Presicce
Deleghe correnti: Cultura, Valorizzazione del Centro Storico, Turismo e
Marketing Territoriale

 

R. – L’evento è alla sua diciottesima edizione: possiamo dire che ormai
ha una storia consolidata ed è caratterizzato da un’anima elegante e
coinvolgente che immerge i visitatori in un’atmosfera magica. Presicce
possiede tanti beni culturali di notevole valore storico-artistico, ma
anche un sotterraneo molto suggestivo, che si estende lungo tutto il
centro antico e racconta il lavoro e l’architettura industriale dei
numerosi frantoi ipogei, per la presenza dei quali le è stato annoverato
il titolo di “Città degli Ipogei e dell’Olio”.

La manifestazione del 23 luglio scorso, che si è svolta nel centro
storico, ingentilito da palazzi nobiliari, giardini pensili, chiese, dal
Museo della Civiltà Contadina e da “case a corte”, è stata animata
da piccoli eventi nell’evento.

Quest’anno abbiamo avuto l’onore di ospitare tre indirizzi
dell’Istituto “Bottazzi” di Casarano, con le Sedi Coordinate di
Taurisano, Ugento e Racale: è stato un piacere per noi collaborare con
dei professionisti e con ragazzi in formazione.
La manifestazione è stata animata da repertori di proposte
comprendenti mostre d’arte e d’artigianato locale, musiche, poesie,
balli popolari, attività teatrali ed un angolo dedicato allo show
cooking, gestito dall’Istituto Bottazzi.

Paolo PALOMBA
*RESPONSABILE COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE
IISS "BOTTAZZI" – Casarano (LE)

Così smartphone e tablet entrano a scuola, dalla porta principale

da Agenzia Giornalistica Italia

Così smartphone e tablet entrano a scuola, dalla porta principale

La novità per l’anno scolastico che comincia a settembre annunciata dal ministro Fedeli

Lo smartphone e il tablet arrivano ufficialmente sui banchi di scuola. Lo annuncia il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli presentando le linee guida del piano scuola digitale, come scrive il Corriere della Sera. “Uso consapevole e in linea con le esigenze didattiche” è la frase chiave usata dal ministro. Fedeli ha anticipato la creazione di un gruppo di lavoro, che inizierà a lavorare il 15 settembre, e che avrà 45 giorni di tempo per “chiarire l’uso dei dispositivi personali delle studentesse e degli studenti in classe, intervenendo sulle attuali circolari, risalenti ad un periodo troppo lontano da oggi”.

La circolare Fioroni

Nel 2007, il ministro Beppe Fioroni bollò il telefonino come un “elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente”. E quindi veniva suggerito a docenti e dirigenti di adottare regolamenti severi, in modo da bandirlo il più possibile dalla vita scolastica. Ma i tempi sono cambiati, scrive il Corriere, e come rileva la ministra “gli smartphone sono parte della vita quotidiana dei ragazzi: lo usano per la metà del tempo che stanno in classe, sotto il banco, di nascosto, è un’illusione pensare che lo tengano spento”, avvisa Dianora Bardi, presidente del centro studi Impara digitale ed ex professoressa di latino e italiano al liceo scientifico Lussana di Bergamo.

Le nuove indicazioni

Le linee guida del ministero dell’Istruzione dovranno chiarire come usare il cellulare o il tablet per fare ricerche, lavori di gruppo, condividere discussioni e documenti. Ma questo significherà anche cambiare la didattica: “Lo smartphone è solo uno strumento di lavoro, deve essere il professore a direzionarne l’uso, stabilendo i tempi e dando i compiti, strutturando la lezione su quello strumento: se i ragazzi sono impegnati, non si distraggono. È ovvio che il rischio che vadano su Facebook o su WhatsApp è pesantissimo, ma siano noi insegnanti a doverli coinvolgere in maniera tale da evitare che lo facciano, almeno mentre lavoriamo”.

A volte funziona

Un’utopia? Niente affatto, a sentire i racconti di chi già da tempo sperimenta l’uso dei device in classe, con successo: “Ben vengano i dispositivi che permettono di promuovere l’apprendimento – dice Salvatore Giuliano, preside dell’istituto ipertecnologico Majorana di Brindisi e consulente del Miur, che ha appena finito di spacchettare i tablet che verranno consegnati ai suoi studenti, comprati con i soldi risparmiati sui libri di testo – Il problema vero è non farsi trovare impreparati: non possiamo puntare tutto sul fatto che gli studenti ormai siano smanettoni, nativi digitali, e sappiano tutto. Noi dobbiamo fornire loro un’educazione digitale. Significa anche insegnare a selezionare audio, foto, video, a rispettare i copyright e la privacy, educare i genitori perché capiscano quello che i figli possono fare col cellulare e, dal punto di vista tecnico pratico, imparare a far parlare tra loro piattaforme differenti”.

Leggi anche: Il piano Digitale è traino per l’Innovazione

A scuola solo se vaccinati, il decreto è legge

da Il Sole 24 Ore

A scuola solo se vaccinati, il decreto è legge

di Barbara Gobbi

Da settembre tutto cambia: a scuola si andrà vaccinati. La Camera ha dato il suo voto finale alla fiducia posta dal Governo. Una strada praticamente obbligata, se si voleva “portare a casa il risultato”: la deadline per la conversione in legge era al 6 agosto e di tempo, per il dibattito in Assemblea e per un eventuale secondo passaggio al Senato, non ce n’era. A perfezionare il via libera al Dl che dopo 18 anni torna a imporre i vaccini per l’accesso a nidi, materne e scuole dell’obbligo, fino a 16 anni, la votazione finale della Camera sul disegno di legge di conversione del Dl 73, dopo il sì in notturna alla fiducia posta dal Governo: il decreto legge con le misure urgenti in materia di prevenzione vaccinale ha registrato 296 voti favorevoli e 92 contrari (Lega e M5S). Quindici gli astenuti.

Incassa il successo la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, l’artefice della legge, a partire dallo sprint che è stato impresso al provvedimento, bollandolo come decreto legge, caratterizzato da “necessità e urgenza”. Condizioni che, secondo le opposizioni guidate dai Cinquestelle e dalla Lega (ma anche secondo parlamentari di matrice Dem), di fatto esistevano soltanto per il morbillo. Tant’è: il decreto legge è approdato in Parlamento, dove è stato profondamente modificato dal Senato, che ne ha smussato le caratteristiche più aspre. Come le multe stellari, fino a 7.500 euro, per i “no vax”, o come l’originaria lista di 12 vaccinazioni (inclusi meningococco B e C che ora diventano consigliati). Di più: solo sei vaccinazioni (l’esavalente) sono permanentemente obbligatorie, mentre di altre quattro andrà rivista eventualmente l’obbligatorietà, sulla base delle verifiche triennali cui saranno sottoposti i relativi dati epidemiologici. Per le obbligatorie, poi, sarà possibile (almeno in teoria e nei limiti di spesa Ssn) ricorrere alle formulazioni monocomponenti, nel caso in cui il minore sia già immunizzato per malattia naturale.

Sul fronte organizzativo sono state poi introdotte altre novità importanti, come l’Anagrafe vaccinale nazionale, chiesta in primis dalle Regioni, e come l’alleggerimento del carico in capo alle famiglie: di fatto, delle incombenze burocratiche si faranno carico, a partire dall’anno scolastico 2019/2020, scuole e Asl, impegnate in un dialogo continuo. A partire dal 2019-2020 saranno le scuole a trasmettere alle aziende sanitarie (entro il 10 marzo) l’elenco degli iscritti: entro il 10 giugno le Asl restituiranno la lista degli alunni non in regola con il calendario vaccinale e che non siano stati esonerati dall’obbligo. Nei dieci giorni successivi, i dirigenti scolastici chiederanno ai genitori di depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento, oppure la prenotazione formale presso l’Asl. L’intero sistema andrà a regime di fatto tra due anni scolastici.

Il prossimo settembre si inaugura invece una fase di transizione, basata sull’autocertificazione delle famiglie in regola e sulla presentazione delle prenotazioni delle sedute vaccinali all’Asl. Per snellire le procedure, la prenotazione i potrà avvenire, gratuitamente, anche nelle farmacie aperte al pubblico, attraverso il Cup.
Il rispetto dell’obbligo costituisce (come nella versione originaria del decreto) requisito d’accesso a nidi e materne (da zero a sei anni). La mancata vaccinazione non preclude invece l’iscrizione alle scuole dell’obbligo. Per le famiglie inadempienti si prevedono multe massime fino a 500 euro, mentre è stato cancellato ogni riferimento a segnalazioni delle Asl alle Procure presso i Tribunali per i minori.

La legge destina fino a 1,4 milioni di euro (359mila per il 2017 e 1,076 milioni per l’anno 2018) per la «Definizione delle procedure di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusione o da vaccinazioni obbligatorie». E il ministero della Salute è autorizzato, a questo fine, ad avvalersi di un contingente di venti unità di personale (20 comandi) in più. l ministero della Salute promuoverà campagne di comunicazione e informazione per illustrare e favorire la conoscenza della nuova legge, anche in collaborazione con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti.

Insieme al Miur, la Salute avvierà, per l’anno scolastico 2017-2018, iniziative di formazione del personale docente e iniziative di educazione degli alunni e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e, in particolare, delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni di genitori e con le associazioni di categoria delle professioni sanitarie.
Per gli operatori sanitari non scatta alcun obbligo a vaccinarsi. Ma entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, gli operatori scolastici, i sanitari e gli operatori sociosanitari dovranno comprovare la propria situazione vaccinale.

Fedeli firma il decreto: 150 milioni ai Poli per l’infanzia. Ok alla costruzione di nuove scuole innovative

da Il Sole 24 Ore

Fedeli firma il decreto: 150 milioni ai Poli per l’infanzia. Ok alla costruzione di nuove scuole innovative

 Via libera a due decreti per la realizzazione di istituti innovativi e dei nuovi Poli per l’infanzia. Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha firmato il decreto di riparto dei 150 milioni di euro di risorse Inail, per il triennio 2018-2020, che le Regioni potranno utilizzare per la realizzazione di Poli per l’infanzia, previsti dal decreto attuativo della Buona scuola relativo al potenziamento del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni.

Fedeli ha inoltre firmato, nei giorni scorsi, il decreto per il finanziamento anche attraverso il cosiddetto “fondo immobiliare” di otto scuole innovative, tra le quali una del primo ciclo ideata da Renzo Piano e una del secondo ciclo progettata da Mario Cucinella insieme agli studenti vincitori del primo hackathon sull’edilizia scolastica.

I Poli per l’infanzia sono pensati per potenziare la ricettività dei servizi e sostenere la continuità del percorso educativo e scolastico di tutti i bambini. In un unico plesso o in edifici vicini, sorgeranno, grazie alle risorse ripartite, più strutture di educazione e di istruzione per bambini fino ai sei anni, per offrire esperienze progettate nel quadro di uno stesso percorso educativo, in considerazione dell’età. La distribuzione di risorse è stata effettuata sulla base della popolazione scolastica 0-6, secondo dati Istat, e sul numero di edifici già presenti con riferimento alla fascia di età 3-6 anni. L’obiettivo è favorire la realizzazione di nuovi Poli in quelle aree in cui è maggiore la domanda e poche sono le strutture disponibili. Il decreto definisce i criteri per l’acquisizione delle proposte progettuali da parte delle Regioni. Sia il riparto che i parametri per l’individuazione dei criteri sono stati concordati con Regioni, Anci e Upi e approvati all’interno dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica, il 21 giugno scorso.
«Un altro tassello della Buona scuola e dei suoi decreti attuativi va a posto. La firma al decreto di riparto delle risorse Inail per la realizzazione dei Poli per l’infanzia – ha dichiarato Fedeli – è un atto importante che ci accompagna verso la concreta costruzione di un sistema di istruzione ed educazione di qualità e uniforme su tutto il territorio nazionale. Si pongono le condizioni per società eguali e di pari opportunità già dalla nascita. Credo sia un passaggio rivoluzionario e atteso per combattere la povertà educativa e sostenere le famiglie».

Spazi di apprendimento innovativi, tecnologici, sostenibili e progettati in maniera partecipata verranno realizzati grazie allo strumento del “fondo immobiliare”. Con la firma al decreto vengono stanziate risorse per la costruzione di otto scuole innovative, due delle quali progettate dagli architetti Renzo Piano e Mario Cucinella. Con decreto successivo del Miur verranno definiti i criteri per l’individuazione delle aree in cui sorgeranno questi istituti.
Infine, è stato avviato l’iter per la definizione della programmazione triennale 2018-2020 ed è alla firma il decreto per la destinazione dei 10 milioni alle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016.