Allarme salari degli insegnanti

Claudia Pratelli (resp.le scuola Sinistra Italiana): 

Allarme salari degli insegnanti: qualcuno avvisi la Ministra dell’Istruzione.

Un’omonima della Ministra dell’Istruzione  lancia l’allarme sui salari troppo bassi degli insegnanti. Ha ragione. I docenti italiani guadagnano poco e guadagnano sempre meno dato che i contratti sono bloccati da quasi 10 anni e l’inflazione ne sta divorando il potere d’acquisto.

L’Ocse addirittura segnala che dal 2010 al 2014 i salari degli insegnanti in Italia sono diminuiti del 7% in termini reali e che variano in media tra il 76% e il 93% della media Ocse .

Lo afferma la responsabile nazionale scuola di Sinistra Italiana, Claudia Pratelli.

La stessa omonima ha ragione anche a rivendicare – prosegue l’esponente della sinistra – che avrebbero diritto a essere pagati il doppio per quanto è delicata, complessa e preziosa la funzione che svolgono.

Adesso si tratta di avvisare la Ministra dell’Istruzione. Avvisarla ad esempio – insiste la responsabile scuola di SI – che c’è un contratto da rinnovare e proprio lei siede nel Consiglio dei Ministri. Che, insomma, ha molta voce in capitolo.

Magari – conclude Pratelli – potrebbe essere utile segnalarle anche che l’attacco al valore del lavoro delle e dei docenti, viene anche da misure come il bonus docenti che mettono i docenti l’uno contro l’altro per una mancia, per oscurare il problema vero: i salari poveri.

Regolamento GLHI

ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO “VALESIUM “
TORCHIAROLO – BR

Regolamento GLHI
Gruppo di Lavoro sull’Handicap d’Istituto

SULL’INCONTRO AL MIUR DEL 28 GIUGNO 2017

SULL’INCONTRO AL MIUR DEL 28 GIUGNO 2017

 

L’unica, positiva, certezza – salvo prossima smentita nei fatti – è il raggiunto accordo di tutti i sindacati rappresentativi nel non doversi riscrivere il profilo del dirigente scolastico, magari per derubricarlo a Coordinatore didattico (versione prosaica del fumoso leader educativo), svuotato di tutte le prerogative dirigenziali.

Per il resto, l’incontro – il secondo – tenutosi al MIUR nel pomeriggio del 28 giugno sull’Atto d’indirizzo per il nuovo contratto dell’area dirigenziale Istruzione e Ricerca ha deluso coloro che si aspettavano l’inerente preannunciata bozza. Perché l’Amministrazione si è presentata a mani vuote: necessita più tempo, ci sono ancora dei nodi da sciogliere, occorrono approfondimenti.

Si è solo saputo che l’Atto d’indirizzo, a integrazione di quello generale della Funzione Pubblica, non sarà eccessivamente puntuale, conterrà principi e obiettivi di massima, sarà strutturato in una parte comune e in sezioni specifiche per le tre tipologie dirigenziali – Università, Ricerca, Scuola – dell’unica area contrattuale.

Altro l’Amministrazione ha dichiarato di non essere in grado di dire, né al momento, né nell’incontro già calendarizzato per il 3 luglio e rinviato a data da destinarsi. E quindi, dato che ormai c’eravamo, via a un ulteriore giro di tavolo per sentire replicare le arcinote posizioni delle sigle sindacali, fuori tema inclusi.

DIRIGENTISCUOLA, presente con Alessandro Calabrese e Francesco G. Nuzzaci, ha espresso fermamente il proprio disappunto per quella che appare sempre più una perdita di tempo.

Se la ministra Fedeli tiene ancora fermo il suo, da tempo, dichiarato convincimento della funzione cruciale della dirigenza scolastica e del suo diritto all’equiparazione retributiva con la normale dirigenza pubblica, ci si attende che nell’Atto d’indirizzo sia, semplicemente, scritto che:

– nel contratto della nuova area Istruzione e Ricerca la retribuzione di posizione parte fissa va resa uguale per le tre figure dirigenziali;

– va riallineata la retribuzione di posizione variabile in ragione della reale complessità, e connesse responsabilità della struttura organizzativa cui si è preposti, ovvero delle funzioni-incarichi-progetti assegnati;

– va subito attivato un dispositivo snello, essenziale e maneggevole per una valutazione tecnicamente, e normativamente, dirigenziale: che non si risolva nell’allegazione di una montagna di inconferenti e ridondanti carte, ma che sia idonea ad apprezzare esclusivamente le capacità organizzativo-gestionali e il grado di raggiungimento degli obiettivi formalizzati nel provvedimento d’incarico, per collegarli ad una retribuzione di risultato non simbolica ed effettivamente diversificata, come prescrive la legge, che contempla eccezioni rispetto al criterio standard per la sola dirigenza sanitaria, non già per la dirigenza delle istituzioni scolastiche, a mente dell’art. 74 del D. Lgs. 150/09;

– le differenziazioni, nelle specifiche sezioni, devono riguardare quei peculiari aspetti normativi legati all’intrinseca disomogeneità di funzioni eminentemente amministrative (Università), ovvero prevalentemente tecnico-professionali (Ricerca), ovvero costituenti la loro sommatoria (Scuola).

DIRIGENTISCUOLA ha, nella circostanza, puntualizzato che l’armonizzazione delle voci retributive di natura accessoria (posizione variabile e risultato), deve prevedere una radicale modifica strutturale della retribuzione in godimento dei Dirigenti Scolastici, abbondonandosi definitivamente il FUN, che tante disgrazie ha comportato per la categoria, per approdare al F.U.A., al pari di tutti gli altri dirigenti pubblici.

La suddetta variazione, se condivisa anche da chi sostiene di avere la responsabilità della firma del contratto, porterà nelle tasche dei dirigenti scolastici, finalmente, somme mai percepite e conterrà anche le risorse giuste per remunerare le performance che scaturiranno dalla prossima valutazione.

In tale contesto, la delegazione di DIRIGENTISCUOLA ha denunciato quanto sta avvenendo in molti UU.SS.RR. che, in forza dei CC.II.RR. approvati, stanno decurtando ingenti somme dai colleghi, senza alcuna garanzia di recupero delle tasse già pagate su tali somme e senza alcuna garanzia che eventuali somme versate per contributi previdenziali e assistenziali avranno un riverbero sulla pensione e buonuscita.

Dopo tale nostra – e solo nostra – denuncia degli assurdi comportamenti delle RR.TT.SS. – che, con protervia, arroganza e spesso in violazione palese di leggi e regolamenti, rinviano sine die il pagamento delle competenze e, di contro, procedono ai recuperi forzosi senza la notifica di atti formali e chiari – il D.G. per le risorse economiche Jacopo Greco ha preannunciato un tavolo ad hoc per affrontare tali tematiche.

L’Amministrazione ha replicato che:

– le risorse (semi)certe per il rinnovo dei contratti pubblici sono gli 85 euro lordi pro-capite nel triennio 2016-2018, previste dalla sciagurata Intesa dello scorso 30 novembre, che non è stata firmata dalle Confederazioni che rappresentano DIRIGENTISCUOLA e ANP;

– sono in via di definizione le procedure per rendere quanto prima disponibili i promessi dieci milioni di euro, una tantum, per l’incremento delle retribuzioni di posizione variabile e di risultato relative al FUN per l’a.s. 2016-2017;

– è confermato l’impegno politico della ministra per un percorso di armonizzazione del trattamento economico.

Premesso che non vi è motivo di dubitare della buona fede della tecnostruttura del MIUR e del suo impegno profuso, nonostante in più occasioni abbia dato mostra di non conoscere a fondo le reali dinamiche del mondo della scuola, DIRIGENTISCUOLA, a questo punto, dovrà necessariamente valutare l’opportunità di tirarsi fuori da questa stucchevole, e un po’ offensiva, pantomima, disertando i prossimi annunciati incontri se non ci saranno tangibili impegni della Ministra Fedeli e dell’intero Governo, almeno pari agli impegni assunti e concretizzatisi con il salvataggio di Alitalia e delle banche.

E a questo punto la categoria dovrà essere pronta a ogni forma di lotta che si dovesse rendere necessaria per evitare l’ennesimo rinvio sine die dell’allineamento retributivo con le altre dirigenze di pari fascia.

Occorre dire basta con tutte le forze. E DIRIGENTISCUOLA ha già preannunciato che sta studiando una nuova e più incisiva forma di pressione nei confronti di chi rema contro.

Servizio comunale di trasporto scolastico gratis solo in via eccezionale e per interesse pubblico

da Il Sole 24 Ore

Servizio comunale di trasporto scolastico gratis solo in via eccezionale e per interesse pubblico

di Enrica Daniela Lo Piccolo

L’erogazione gratuita di un servizio pubblico da parte dell’ente locale è possibile in via eccezionale, ma deve essere giustificata da una situazione concreta debitamente motivata e sostenuta da adeguata copertura finanziaria.
La Corte dei conti, sezione regionale controllo Campania, con la deliberazione 222/2017/Par del 21 giugno ha fornito importanti precisazioni sul rapporto tra la fruizione dei servizi a domanda individuale e la corresponsione delle tariffe, in relazione a una richiesta di parere posta da un Comune, che chiedeva se fosse possibile erogare il servizio di trasporto scolastico in modo gratuito a tutti gli utenti, determinando anche un’innovativa interpretazione della natura di tale servizio.

La definizione di servizio pubblico a domanda individuale
La pronunzia assume a riferimento la definizione di servizio pubblico a domanda individuale, codificata dal decreto interministeriale 31 dicembre 1983, emanato secondo l’articolo 6, comma 3, del Dl 55/1983 convertito dalla legge 131/1983).
Il decreto, oltre a individuare espressamente un elenco di tali servizi, contiene una definizione generale, considerando come tali tutte quelle attività gestite direttamente dall’ente, che siano poste in essere non per obbligo istituzionale, che vengono utilizzate a richiesta dell’utente e che non siano state dichiarate gratuite per legge nazionale o regionale.
L’elencazione non ricomprende espressamente il servizio di trasporto scolastico, il quale, tuttavia, ha caratteristiche di fruizione corrispondenti ai parametri definiti dalla normativa.

La copertura dei costi
La Corte dei conti evidenzia come peraltro la copertura dei servizi a domanda individuale costituisce una delle fasi fondamentali della predisposizione del bilancio e del rispetto degli equilibri ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione e dell’articolo 9 della legge 243/2012.
Per i servizi a domanda individuale, come per tutti i servizi pubblici locali, le tariffe, in base all’articolo 117 del Tuel, devono fornire la copertura dei costi.
A questo quadro di riferimento consegue una regola generale: l’erogazione dei servizi pubblici deve avvenire in condizioni di equilibrio, quindi non può essere gratuita per gli utenti e la sua copertura deve avvenire, in parte, mediante i corrispettivi versati dai richiedenti il servizio.
Peraltro, per i servizi a domanda individuale il quadro normativo originario (articolo 3 del Dl 786/1981 convertito dalla legge 51/1982) e quello più recente (articoli 243, 243-bis e 251 del tuel) determinano una quota minima di copertura che deve derivare dall contributo dagli utenti: tale quota non può essere inferiore al venti per cento e sale al trentsei per cento per gli enti in situazione critica di bilancio.
Per i servizi pubblici non obbligatori il contratto con l’utenza deve quindi caratterizzarsi per la bilateralità del sacrifico economico: a fronte di una prestazione resa o ricevuta, il contratto, secondo una nota bipartizione, può essere finanziariamente “attivo” o “passivo” e deve quindi inserirsi in una logica commutativa.

Il divieto di erogazioni gratuite
Pertanto la regola generale non consente erogazioni gratuite dei servizi a domanda individuale, che può tuttavia aversi, costituendo una extrema ratio che deve essere giustificata da una situazione concreta che supera la stessa qualificazione astratta del servizio in quanto tale.
La Corte dei conti rileva che la stessa normativa di riferimento per i servizi a domanda individuale prevede delle eccezioni, dettate sia dai Dl 786/1981 e Dl 55/1983, nonché dal decreto ministeriale attuativo, che individuano varie tipologie di servizi gratuiti per legge statale o regionale, comprendendo nel novero quelli finalizzati all’inserimento sociale dei portatori di handicap, nonché quelli per i quali le vigenti norme prevedono la corresponsione di tasse, diritti o di prezzi amministrati, nonché i servizi di trasporto pubblico.
Nel parere si evidenzia come il servizio di trasporto scolastico rientri nel sistema del trasporto pubblico locale, in quanto, pur essendo riservato a categorie specifiche di utenti, ne ha le caratteristiche e non è incompatibile con lo svolgimento di servizi di linea.
Secondo la Corte dei conti, quindi, il servizio di trasporto scolastico è un servizio pubblico di trasporto, pertanto escluso dalla disciplina normativa dei servizi pubblici a domanda individuale.
Per l’erogazione gratuita dello stesso, tuttavia, gli enti dovranno motivare, a pena di illegittimità, l’eventuale gratuità del servizio in funzione di un interesse pubblico (tanto più se il servizio assume carattere generalizzato) e saranno tenuti, in sede di copertura, alla stretta osservanza delle disposizioni dell’articolo 117 del Tuel, in particolare con riferimento al principio dell’equilibrio ex ante tra costi e risorse a copertura.

Carta docente, recupero del bonus 2015-2016 non rendicontato

da La Tecnica della Scuola

Carta docente, recupero del bonus 2015-2016 non rendicontato

Le somme del bonus relativo all’a.s. 2015/16, non spese entro il 31 agosto 2016, devono essere improrogabilmente utilizzate e rendicontate entro il 31 agosto 2017.

Lo ha ribadito il Miur con nota del 26 giugno, con la quale ha ricordato che le somme non rendicontate entro il predetto termine saranno recuperate a valere sull’erogazione dell’anno scolastico 2017/2018.

Le scuole sono quindi tenute a predisporre tutti gli adempimenti di propria competenza nel rispetto delle modalità indicate dalla circolare n. 12228 del 29 agosto 2016 e ad inviare le ulteriori rendicontazioni agli Uffici scolastici regionali competenti.

Graduatorie di istituto, il 3 luglio il Miur incontra le OO.SS. per le anomalie del SIDI

da La Tecnica della Scuola

Graduatorie di istituto, il 3 luglio il Miur incontra le OO.SS. per le anomalie del SIDI

Delle anomalie ricorrenti e dei blocchi di funzionamento del sistema informativo SIDI parleranno Miur e Sindacati nella giornata di lunedì 3 luglio.
Lo ha fatto sapere la Flc Cgil che ha chiesto la risoluzione immediata di queste problematiche che non consentono la corretta valutazione per l’inserimento delle domande dei docenti per l’accesso alle graduatorie di istituto e il rispetto dei termini di scadenza.
All’incontro parteciperà anche il Dipartimento dei Sistemi Informativi, nella persona della Dott.ssa Gianna Barbieri, per confrontarsi su tutti i malfunzionamenti segnalati in questi giorni dalle scuole, che non riescono neanche più a comunicare col Dipartimento, il quanto il numero verde non risponde alle richieste di assistenza.

“Occorre un intervento serio e mirato da parte del Ministero – scrive il Sindacato – che risolva definitivamente il problema, dal momento che queste disfunzionalità sono oramai diventate la norma e potrebbero impedire il regolare avvio dell’anno scolastico se le graduatorie di istituto dei docenti non saranno pronte per tempo. Senza dimenticare che a breve occorrerà valutare ed inserire anche le domande per il rinnovo della terza fascia del personale ATA”.

Giornata Nazionale della Scuola: invio dei progetti entro il 14 luglio

da La Tecnica della Scuola

Giornata Nazionale della Scuola: invio dei progetti entro il 14 luglio

La Giornata nazionale della scuola è stata istituita dall’art. 7 del DPR 567/96 come “manifestazione a carattere nazionale in cui le istituzioni scolastiche sono aperte al pubblico e svolgono manifestazioni e iniziative atte a sottolineare il valore dell’attività educativa e formativa”.

Il Ministro della Pubblica Istruzione, annualmente, d’intesa con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, ne individua la data.

Con decreto AOODPIT/0000705 del 28/06/2017 il Miur ha emanato l’avviso “Giornata Nazionale della Scuola” volto a sostenere i progetti inerenti l’organizzazione delle migliori pratiche didattiche sviluppate da docenti, studenti e dalle istituzioni scolastiche in conformità con il IV e V obiettivo dell’Agenda 2030.

Tali obiettivi riguardano:

  • l’educazione e l’uguaglianza di genere;
  • l’equità e la qualità nell’istruzione;
  • la lotta alla disparità di genere in ambito scolastico e sociale;
  • l’accesso equo a tutti i livelli di istruzione delle categorie protette (incluse le persone con disabilità e i bambini in situazioni di vulnerabilità);
  • la lotta a ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti di donne e bambine;
  • eliminazione di ogni pratica abusiva (come il matrimonio combinato e il fenomeno delle spose bambine);
  • l’incremento delle conoscenze tecnologiche abilitanti per l’emancipazione della donna.

E’ previsto un finanziamento complessivo di 500.000 euro. Ogni progetto non potrà superare la richiesta di euro 166.666,00.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate  esclusivamente attraverso il portale www.monitor440scuola.it entro le ore 12 del 14 luglio 2017.