NO al risparmio sulla pelle degli ATA

Alla Ministra del M.I.U.R
Sen. Valeria Fedeli

Al Direttore Generale per il Personale Scolastico
Dott.ssa Maria Maddalena Novelli

Agli Organi di Stampa

Al personale ATA

Oggetto: NO al risparmio sulla pelle degli ATA.

Spett/li Ministra Sen. Fedeli e Direttore Generale per il Personale Scolastico Dott.ssa Maria Maddalena Novelli,

lo scrivente Sindacato non approva e non condivide le disposizioni contenute nella Nota M.I.U.R 29817 del 10/07/2017 sulle “Disposizioni concernenti la definizione dei criteri e dei parametri per la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (A.T.A.) per l’ a.s. 2017/2018” e si dissocia da tali orientamenti e dettami per i seguenti motivi:

  1. Organico D.S.G.A: occorre ripristinare gli Organici prima del Decreto Legge 6 Luglio 2011 n. 98 e s.m.e i., onde evitare le Scuole sottodimensionate, costringendo il D.S.G.A alla reggenza, con mantenimento della titolarità nella Scuola normo dimensionata.

  2. I.T.P. in soprannumero- Accantonamento posti di Assistente Tecnico: non è giusto, né legittimo, in situazioni di esubero di ITP, accantonare un pari numero di Assistenti Tecnici, occorre, pertanto, trovare altra collocazione per questi esuberi, per ridare la giusta dignità lavorativa ai nostri Assistenti Tecnici.

  3. Gestione comune di funzioni e servizi: occorrono delle regole uniformi sul territorio nazionale, giuste e chiare, con delle garanzie retributive per tutto il Personale ATA, eventualmente coinvolto in queste attività, onde evitare il rischio del fai da te, che genererebbe, inevitabilmente, una Torre di Babele.

  4. CPIA: molto squallida la dotazione organica di questi Centri, ai quali viene assegnata in organico, oltre al D.S.G.A, una sola unità di Assistente Amministrativo e di Collaboratore Scolastico.

  5. Terziarizzazione dei servizi- Incarichi CO.CO.CO: è tristemente noto ormai a tutti che non funzionano, costano troppo e non danno i giusti servizi all’utenza scolastica le scelte sbagliate di utilizzare Personale esterno all’Amministrazione delle ditte di appalto che forniscono i servizi di pulizia nelle nostre Scuole; occorre, con la massima urgenza reinternalizzare dette prestazioni, riaffidandole ai nostri Collaboratori Scolastici, preziosissimi ed insostituibili nella vigilanza dei nostri alunni e nel mantenimento del decoro e della pulizia dei nostri ambienti scolastici.

Per quanto riguarda il Personale che svolge funzioni di assistente amministrativo o di assistente tecnico, con incarichi di collaborazione coordinata e continuativa (CO.CO.CO.), si chiede di utilizzare le graduatorie del Personale ATA in primis, in quanto garantiscono omogeneità di reclutamento e continuità del servizio.

Si chiede, inoltre, nuovamente, l’abrogazione del divieto relativo alle supplenze, la norma che impedisce alle Scuole di nominare Assistenti Amministrativi se non in caso di organici inferiori a tre unità, di non sostituire gli Assistenti Tecniciassenti e vieta la nomina dei Collaboratori Scolastici nei primi sette giorni.

Non si può più accettare la costante dilapidazione delle risorse pubbliche destinate alla Scuola, per l’Organico del Personale Docente, che non è l’unico a garantire il buon funzionamento delle nostre Istituzioni Scolastiche, in quanto anche il Personale ATA è fondamentale per l’offerta dei Servizi Amministrativi, Tecnici ed Ausiliari, senza i quali crollerebbe tutto il Sistema Scolastico.

Data l’importanza che il Personale ATA riveste nelle Istituzioni Scolastiche Pubbliche Italiane , si chiede alle SS.VV. un incontro urgente presso il M.I.U.R per discutere le problematiche riguardanti il Personale ATA della Scuola.

Scuola: il contratto per rimettere al centro la professionalità docente

Si è appena concluso il convegno indetto dalla FLC CGIL su professionalità docente e contratto. Dopo otto anni di mancato rinnovo ci avviciniamo finalmente all’avvio delle trattative per il nuovo contratto nazionale di lavoro dei lavoratori pubblici e quindi anche del nuovo comparto Istruzione e Ricerca.

Proprio per questo la FLC CGIL ha riunito studiosi e contrattualisti della scuola, associazioni di categoria, la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e, naturalmente, i protagonisti di questa stagione contrattuale: i lavoratori della scuola.

Si registra un complessivo cambio di clima dopo anni di denigrazioni e delegittimazione del ruolo e della professione docente, anni che hanno fatto male al Paese e hanno resi inefficienti i servizi. Adesso i lavoratori pubblici possono riprendersi lo spazio che meritano con un contratto che deve riportare in primo piano un’idea di scuola della Costituzione, che abbandoni la logica aziendalistica e restituisca dignità ai lavoratori. Il contratto dovrà ristabilire un giusto equilibrio tra legge e contrattazione, riportando nel suo alveo tutte le materie sottrattegli in questi anni e dovrà farlo rispettando la specificità e l’autonomia della scuola in quanto comunità educante.

I punti cardine della nostra proposta

  • riappropriazione contrattuale dei temi inerenti la valorizzazione professionale. Principio che vale per docenti, dirigenti, Ata e educatori.
  • superamento di impostazioni premiali demagogiche e autoritarie
  • valorizzazione del ruolo collegiale
  • stanziamento di risorse aggiuntive oltre gli 85 euro
  • inclusività per dare pari dignità al lavoro precario.
Tutto ciò in netta controtendenza con l’idea della scuola  della separazione e della frammentazione di cui è portatrice la legge 107/15, una legge sbagliata in radice.

Il rinnovo di questo contratto è un rinnovo che riguarda tutti perché il migliore investimento che possiamo fare è quello in Conoscenza.

La nostra urgenza, adesso, è sederci il prima possibile al tavolo di contrattazione e portate a casa questo risultato: un nuovo contratto, democratico e inclusivo, che restituisca valore e dignità ad una professione fondamentale per lo sviluppo del Paese.

Autismo, emergenza e soccorsi: ci pensa una app

Redattore Sociale del 12-07-2017

Autismo, emergenza e soccorsi: ci pensa una app, creata da una mamma poliziotta

Si chiama “AutismTalk” ed è stata sviluppata negli Stati Uniti, per aiutare le persone con autismo in caso di emergenza. Basata sulla comunicazione tramite immagini, permette a chi viene soccorso di indicare facilmente il punto in cui sente dolore.

ROMA. Soccorrere una persona con disturbo dello spettro autistico può esser particolarmente complicato, per via soprattutto delle sue difficoltà di comunicazione. Per questo, negli Stati Uniti è stata sviluppata una app dedicata: si chiama Autism Talk e si basa interamente sulla comunicazione tramite le immagini. Il suo compito è aiutare soccorritori e forze dell’ordine a prestare soccorso in modo adeguato a chi ha problemi comunicativi: l’applicazione è infatti dotata di manuali guidati, che si riferiscono alle parti del corpo, in modo tale da permettere a chi viene soccorso di indicare il punto in cui ha subito un trauma o una ferita. C’è anche un dettagliato grafico “universale” del dolore, che rendere più semplice la comunicazione tra chi deve essere soccorso e chi cerca di aiutarlo.

Dietro la app c’è una donna, Stephanie Cooper, che da circa un anno si occupa di insegnare a poliziotti, medici e vigili del fuoco come intervenire di fronte a persone con autismo: una condizione che conosce bene, in quanto mamma di un ragazzo colpito da questo disturbo. “Ho progettato questa app – spiega – perché per un genitore come me è importante sapere che se mi succedesse qualcosa, se fossi coinvolta in un incidente e mio figlio non fosse in grado di parlare, l’agente che arriva sul posto sia in grado di capire rapidamente cosa è accaduto e come intervenire”.

Sempre Cooper è infatti l’autrice di “Alert”, un vero e proprio training sull’autismo dedicato alle Forze dell’ordine. Questo suo impegno è stato raccontato tempo da su Mighty: “Come ex ufficiale di polizia e madre ad un bambino sullo spettro dell’autismo, Stephanie Cooper sa quanto sia importante per gli agenti di polizia poter riconoscere l’autismo. Per contribuire ad assicurare interazioni più sicure tra la polizia e le persone con autismo, Cooper ha avviato la formazione di ALERT, un programma di formazione per gli agenti di polizia, che fornisce agli ufficiali dei kit sensoriali destinati a aiutare le persone autistiche”. È importante, per Cooper, che gli agenti di polizia siano consapevoli del fatto che “il loro approccio tipico, di fronte a una persona con disturbo dello spettro autistico, potrebbe non funzionare”. E proprio dopo aver visto un poliziotto interagire con suo figlio, ooper ha pensato di dar vita ad ALERT: “Quando l’ufficiale è arrivato – racconta la donna – mio figlio stava avendo un sovraccarico sensoriale. L’ufficiale ha fortunatamente capito e mi ha aiutato a mantenere David calmo. Ma mi sono chiesta cosa sarebbe successo se l’ufficiale non avesse conosciuto l’autismo”.

Ora, tramite il programma ALERT, Cooper insegna ai poliziotti come riconoscere una persona con autismo, quali comportamenti possa esibire, quali tipi di chiamate possano arrivare e offre consigli so come interagire. “I poliziotti devono sapere che una persona autistica può fuggire quando viene avvicinata da un ufficiale, o non rispondere all’ordine di fermarsi – spiega Cooper – E non dovrebbero interpretare nessuna di queste azioni come motivo per usare maggiore forza. Gli agenti devono il loro tempo, di fronte a un individuo con autismo, consentire risposte ritardate, parlare lentamente e chiaramente ed essere consapevoli che le persone autistiche reagiscono a modo loro”. Una volta completato il programma di formazione, gli ufficiali ricevono un kit pieno di oggetti destinati a aiutare le persone con autismo, come le schede di comunicazione visiva e una serie di elementi sensoriali calmanti.

Ed è sempre Mighty che, adesso, racconta la nuova impresa di Stephanie Cooper: la app “AutismTalk”, che si ispira al programma di formazione ALERT. “Questa applicazione è importante per me come genitore – spiega a Mighty la Cooper – Se mi accadesse un incidente stradale, fossi ferita e non potessi parlare al posto di mio figlio, i soccorritori dovrebbero essere in grado di capire e avere uno strumento di supporto che permetta loro di comunicare rapidamente con lui”.

1700 istituti rimarranno senza un direttore amministrativo

Dall’Anquap l’allarme al governo: “1700 istituti rimarranno senza un direttore amministrativo”

Il prossimo 1° settembre 1700 istituzioni scolastiche si troveranno senza un direttore dei Servizi Generali e Amministrativi e, se non si correrà ai ripari, il numero nel 2018 supererà i 2000. Il grido di allarme arriva da un’animata tavola rotonda organizzata a Roma da Anquap, l’Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche. “Il tema dell’amministrazione delle istituzioni scolastiche ed educative – spiega il presidente, Giorgio Germani – è poco conosciuto, spesso dimenticato o maltrattato. Ne è testimonianza l’esclusione dell’argomento dalla recente riforma che va sotto il nome della “Buona Scuola”. Con le rilevanti novità introdotte dalla riforma scolastica del 2015, le funzioni attribuite alle scuole su alunni, personale, risorse finanziarie e strumentali sono aumentate, così come le attività degli uffici di segreteria. A fronte di ciò sono, purtroppo, diminuiti gli organici di oltre 46.000 unità, il processo di digitalizzazione non avanza adeguatamente, mentre la complessità normativa e burocratica aumenta a dismisura. Dinanzi a questo scenario, dopo aver proclamato nello scorso mese di maggio un formale stato di agitazione, l’Anquap ha presentato una proposta di decreto legge”.

 

Alla conferenza hanno partecipato esponenti di diverse forze politiche e addetti ai lavori, tutti concordi sull’urgenza di intervenire al più presto per sanare questo vulnus, a cominciare da Maria Grazia Rocchi (Pd): “Nel merito sono d’accordo con l’idea di un decreto legge. Per quanto riguarda i tempi credo che sia prioritario intervenire nella legge di stabilità con emendamenti ad hoc”. “Ci batteremo – ha annunciato Elena Centemero, responsabile nazionale scuola di Forza Italia – per far funzionare meglio le scuole, senza privilegiare necessariamente il personale docente, ma coinvolgendo in pieno il personale amministrativo. Non condividiamo quello che è stato fatto sul piano delle assunzioni e consideriamo un problema lo strapotere dei sindacati”. “Si parla di strapotere di sindacati e lobby – le ha risposto Luigi Gallo, deputato 5 Stelle – ma poi chi fa le leggi sono i politici, che queste pressioni evidentemente le subiscono. Noi vogliamo ascoltare tutti, ma poi prenderci la responsabilità di ciò che decidiamo. Oggi sono più rappresentativi gruppi che magari si organizzano in rete che certe organizzazioni strutturate”.

 

Forte il malcontento da parte di chi nelle scuole lavora ogni giorno. Alessandra Ferrari, direttore Sga: “Le problematiche negli uffici di segreteria e come assistenti amministrativi sono tante. Negli ultimi anni abbiamo vissuto un aumento del lavoro e della complessità dei compiti a cui non è corrisposto un adeguamento delle dotazioni organiche. Abbiamo anzi subito rilevanti tagli, che hanno coinvolto migliaia di unità”. Licia Cianfriglia, vicepresidente dell’Associazione Italiana Presidi: “Le situazioni complesse sono determinate da una stratificazione normativa e dal progressivo indebolimento delle risorse umane e strumentali. Sui presidi ricadono tutte queste complessità e queste tensioni”. Daniele Grassucci, co-founder del portale Skuola.net: “I fondi di funzionamento per la scuola non sono sufficienti. Le risorse sono necessarie e vanno messe sul piatto. È un contributo importante per il diritto allo studio”. Poco ottimismo anche nelle parole di Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi: “l concorso per la selezione dei futuri dirigenti è un qualcosa di cui si parla almeno da quattro anni e nel frattempo sono cambiate le norme. La legge, mai attuata, che rinnovò profondamente il sistema di reclutamento dei dirigenti prevedeva il coinvolgimento della Scuola Nazionale dell’Amministrazione, portando la selezione in ambiti tali da evitare contenziosi e superare le difficoltà professionali degli esaminatori. Oggi il regolamento non è stato ancora approvato e pensare che da qui a settembre si possa attivare la macchina concorsuale è pura fantasia”.

 

“Tutte le proposte che portiamo avanti – ha concluso Giorgio Germani – non sono rivendicazioni sindacali, pur legittime, ma misure che se adottate sarebbero oltremodo salutari per il buon andamento delle scuole. Se si creeranno le condizioni per un concreto esame delle proposte avanzate siamo disponibili per ogni utile confronto e approfondimento, anche sul versante della quantificazione dei costi e della loro possibile copertura. Se non con decreto legge, si potrebbe provvedere, almeno in parte, con la legge di bilancio 2018”.

Boldrini: “Stiamo lavorando a un grande progetto per educazione digitale nelle scuole

da La Stampa

Boldrini: “Stiamo lavorando a un grande progetto per educazione digitale nelle scuole

«Con la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, stiamo ragionando su un grande progetto di educazione civica digitale». Lo ha annunciato la presidente della Camera, Laura Boldrini, durante i lavori della Commissione per i diritti e i doveri relativi ad internet.

«La Commissione ha deciso di uscire dal «Palazzo» per cui esperti e deputati sono andati nelle scuole» con la convinzione che serve un percorso didattico «per una maggiore consapevolezza digitale».

Una iniziativa, ha spiegato Boldrini, alla quale parteciperanno più entità, da Google a Facebook, da Confindustria agli editori, oltre, naturalmente il Miur e la Camera dei deputati”. L’obiettivo primario è quello di «entrare nelle classi dei nostri ragazzi e di parlare della grande utilità del digitale», ma anche dei suoi pericoli, della «necessità di farne un uso responsabile».