Caos graduatorie d’istituto

Caos graduatorie d’istituto: i tempi assegnati per la fine delle operazioni non bastano

Dopo il mancato funzionamento del sistema informatico che ha creato il caos nelle segreterie, alle prese con l’inserimento e la valutazione delle domande per il rinnovo delle graduatorie d’istituto, anche la compilazione del modello B per la scelta delle scuole si sta rivelando un’impresa ardua. Il recupero della memoria storica che doveva essere il fiore all’occhiello della macchina, agisce senza regole, buttando nel panico i circa 700 mila aspiranti insegnanti. Segreterie e docenti precari sono entrambi spaventati dalla paura che non giunga a termine l’inserimento delle domande e del modello B nella piattaforma informatica.

Le organizzazioni sindacali, al fine di tutelare i diritti di tutti i soggetti coinvolti in questa non edificante storia, hanno chiesto un incontro urgente al Capo di Gabinetto del MIUR, dottoressa Sabrina Bono. È in gioco il regolare avvio dell’anno scolastico, che ancora una volta avrà bisogno dei docenti precari, regolarmente chiamati dalle graduatorie, per garantire il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti.

Via libera al decreto sui vaccini obbligatori a scuola

da Il Sole 24 Ore

Via libera al decreto sui vaccini obbligatori a scuola

di B. Gob.

Il decreto che reintroduce l’obbligo vaccinale a scuola ha superato ieri l’esame del Senato. Profondamente rivisto, il testo in otto articoli passa ora alla Camera. Dove la fiducia si fa sempre più probabile, e dove l’opposizione promette battaglia. Il voto in Aula è atteso per venerdì 28 luglio (la deadline è al 6 agosto), ma la Affari sociali farà gli straordinari: la discussione degli emendamenti partirà in XII commissione già domenica mattina. Intanto il Governo incassa il primo voto favorevole. E se per il premier Paolo Gentiloni il sì del Senato è «un passo avanti per la tutela della salute degli italiani», la ministra Beatrice Lorenzin difende l’impianto del decreto. Che, spiega, «dal Senato esce cambiato, ma non depotenziato. Resta l’obbligatorietà delle vaccinazioni, restano le sanzioni e si aggiunge un richiamo attivo nei confronti dei genitori. Quindi, l’obiettivo è centrato». Mentre per la titolare del Miur, Valeria Fedeli, la nuova norma «tiene insieme il diritto alla salute e quello all’istruzione».Il primo via libera al provvedimento è arrivato in un’Aula incandescente.

L’asse Pd-Forza Italia che ha caratterizzato la discussione fin dall’esame in commissione ha tenuto, consentendo alla legge di superare gli attacchi di Cinquestelle e Lega, ma anche il fuoco amico di senatori della maggioranza, non in linea con le nuove strategie vaccinali del Governo. Che introducono sei vaccinazioni obbligatorie in via permanente e quattro che saranno obbligatorie sino a diversa valutazione (prevista dopo almeno tre anni dall’entrata in vigore della legge). Per altre quattro profilassi scatta l’offerta «attiva e gratuita».Per i bambini da zero a sei anni, l’aver ottemperato all’obbligo costituirà requisito d’accesso a nidi e materne, mentre dalle elementari e fino ai primi due anni delle scuole superiori, le famiglie “no vax” pagheranno multe da 100 a 500 euro.

Decisamente decurtate rispetto al testo originario, che fissava una sanzione massima di 7.500 euro. Dal provvedimento scompare ogni riferimento alla perdita della potestà genitoriale per i genitori disubbidienti. Si potenzia il fronte dell’adesione consapevole: le Asl sono tenute a contattare i riottosi e a spiegare loro la ratio dell’obbligatorietà. Infine, la novità di rilievo dei vaccini obbligatori in formulazioni monocomponenti: potranno riceverli i bambini che siano stati già naturalmente immunizzati dalla malattia.

Via libera al decreto che distribuisce 26 milioni per l’edilizia scolastica

da Il Sole 24 Ore

Via libera al decreto che distribuisce 26 milioni per l’edilizia scolastica 

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha firmato ieri il decreto di riparto di 26,4 milioni di euro che le Regioni potranno utilizzare per l’adeguamento sismico degli edifici scolastici. Si tratta della prima delle prossime dieci azioni annunciate dalla ministra nel corso della conferenza stampa sull’edilizia scolastica tenutasi lo scorso 18 luglio a Palazzo Chigi. Azioni che saranno messe in campo fino alla metà di agosto.

La ripartizione
Lo stanziamento totale previsto dal decreto firmato oggi è di 26.404.232 euro che si sommano agli altri fondi che vengono stanziati annualmente per l’edilizia scolastica e, in particolare, per l’antisismica. La Campania è la regione alla quale vanno le risorse più consistenti pari a 4.517.764,10 euro. Seguono la Sicilia con 3.952.713,53 euro; il Lazio con 2.806.769,86 euro; la Calabria con 2.273.404,38 euro.

I criteri
Le risorse sono state ripartite secondo i criteri previsti dal Dpcm del 12 ottobre 2015. I fondi, gestiti in raccordo con la Protezione civile, potranno essere spesi per interventi di adeguamento strutturale e antisismico degli edifici scolastici di proprietà pubblica situati in zone sismiche e per la costruzione di nuovi edifici scolastici nel caso in cui la realizzazione ex novo sia preferibile alla messa in sicurezza di quelli già esistenti.

Vaccini obbligatori, tutte le novità da attuare nelle scuole dal 1° settembre 2017

da La Tecnica della Scuola

Vaccini obbligatori, tutte le novità da attuare nelle scuole dal 1° settembre 2017

Il Senato ha dunque dato il suo assenso per il ritorno dell’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola.

Il testo andrà ora immediatamente alla Camera, dove venerdì 28 luglio si terrà il voto finale. L’esame del testo approvato, su cui è scontato il ricorso alla fiducia, avrà tuttavia inizio mercoledì 26 luglio: sull’esito positivo del provvedimento, non vi dovrebbero essere dubbi.

Su come cambiano dal prossimo anno scolastico, per effetto del decreto sull’obbligo vaccinale, gli adempimenti per l’iscrizione a scuola, l’agenzia Ansa ha predisposto una sintesi. Ve la proponiamo.

LA FORMAZIONE DELLE CLASSI: i minori non vaccinabili per ragioni di salute sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati naturalmente. I dirigenti scolastici comunicano all’asl competente, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.

DIRIGENTI SCOLASTICI: all’atto dell’iscrizione hanno l’obbligo di richiedere, alternativamente, la documentazione comprovante: l’effettuazione delle vaccinazioni, l’omissione o il differimento della somministrazione del vaccino, l’esonero per intervenuta immunizzazione per malattia naturale, copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’asl.

AUTOCERTIFICAZIONE: il genitore può anche autocertificare l’avvenuta vaccinazione e presentare successivamente copia del libretto. La semplice presentazione alla asl della richiesta di vaccinazione consente l’iscrizione a scuola, in attesa che la asl provveda ad eseguire la vaccinazione entro la fine dell’anno scolastico.

GRATUITA’: tutte le vaccinazioni obbligatorie sono gratuite, anche quando è necessario ‘recuperare’ somministrazioni che non sono state effettuate in tempo.

DISPOSIZIONI TRANSITORIE PER L’ANNO SCOLASTICO 2017-18: per la fase di prima applicazione del decreto si prevede che entro il 31 ottobre 2017 per la scuola dell’obbligo e entro il 10 settembre per i nidi si presenti la relativa documentazione o l’autocertificazione per l’avvenuta vaccinazione; la relativa documentazione per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia; copia della prenotazione dell’appuntamento per le vaccinazioni presso l’asl.
Inoltre: entro il 10 marzo 2018, nel caso in cui sia stata precedentemente presentata l’autocertificazione, deve essere presentata la documentazione comprovante l’avvenuta vaccinazione. Dall’anno 2019-20 è invece prevista un’ulteriore semplificazione e gli istituti dialogheranno direttamente con le asl per verificare lo stato vaccinale degli studenti.

Nuovi dirigenti scolastici, assumerli nel 2019 sarebbe una catastrofe: 1 scuola su 3 in reggenza?

da La Tecnica della Scuola

Nuovi dirigenti scolastici, assumerli nel 2019 sarebbe una catastrofe: 1 scuola su 3 in reggenza?

Con le norme attuali, sarà impossibile avere dei nuovi dirigenti scolastici prima del 1° settembre 2019.

Ha destato una certa sorpresa l’annuncio di Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord, secondo il quale “supponendo che il bando sia emanato a settembre 2017 e che le prove del concorso terminino a settembre 2018, il successivo corso di formazione di 4 mesi, seguito dal tirocinio di 2 mesi, si concluderebbe a marzo 2019. I vincitori non potrebbero pertanto essere assunti prima dell’anno scolastico 2019/2020”.

Se le cose stanno così, se veramente è così difficile ottenere l’assegnazione dei prossimi vincitori del concorso a preside, sul quale è appena giunto l’ok del Consiglio di Stato, il Miur farebbe bene a muoversi.

Il motivo è chiaro: i nuovi presidi servono con urgenza “per coprire i buchi che in alcune province sfiorano il 50%”, ricorda lo stesso Pittoni.
Quest’anno sono andate in reggenza oltre 1.200 scuole. L’anno prossimo, per effetto dei pensionamenti, si arriverà a quasi 1.900. Nel 2018, se il concorso e la formazione dei vincitori, affidata per la prima volta al Miur, non dovesse concludersi entro metà agosto, si arriverebbe probabilmente a 2.500 scuole senza preside. In pratica, una su tre.

Trasferimenti secondaria, quasi 2 docenti su 3 non hanno ottenuto la sede richiesta

da La Tecnica della Scuola

Trasferimenti secondaria, quasi 2 docenti su 3 non hanno ottenuto la sede richiesta

“Le comunichiamo che, per l’a.s 2017/18 , purtroppo non ha ottenuto il movimento richiesto”.

È questo il messaggio che quasi 61% dei docenti della secondaria, di primo e secondo grado, tutti quelli che in primavera avevano presentato domanda di trasferimento, stanno ricevendo in questi momenti (con mittente noreply@istruzione.it ) attraverso la propria e-mail istituzionale.

La percentuale nazionale, più alta degli altri gradi scolastici, è stata diffusa dal Miur, immediatamente dopo la pubblicazione dei movimenti, riportati dalla Tecnica della Scuola: su tutta la Penisola, quest’anno sono state presentate 139.583 richieste di mobilità, ma solo “il 39,7% delle richieste è stato soddisfatto, con 3.415 docenti che hanno potuto cambiare regione”, ha comunicato il dicastero di Viale Trastevere.

Complessivamente, “le domande sono state 59.142, di cui 43.903 per cambiamento di sede e 15.239 per passaggi in un diverso grado di istruzione”.

Sempre il Miur ha tenuto a specificare che “con la pubblicazione di oggi si concludono le operazioni di mobilità, con quasi un mese di anticipo rispetto allo scorso anno e secondo il cronoprogramma fissato dal Ministero e spiegato in conferenza stampa, il 4 luglio, dalla ministra Valeria Fedeli”.

Il ministero ha voluto sottolineare anche che “la mobilità, che quest’anno è ordinaria e su base volontaria, è la procedura attraverso cui le docenti e i docenti possono chiedere di cambiare sede di lavoro o il grado di istruzione in cui insegnano. Le regole sono state concordate dal Miur con i sindacati, come previsto dalla legge”.

Il prossimo passaggio di avvicinamento al nuovo anno scolastico è rappresentato dalle assunzioni a tempo indeterminato delle e dei docenti che quest’anno si concluderanno entro il prossimo 14 agosto.

Chiamata diretta, curriculum dei docenti del II ciclo entro il 22 luglio

da La Tecnica della Scuola

Chiamata diretta, curriculum dei docenti del II ciclo entro il 22 luglio

Dal 20 al 22 luglio i docenti del II ciclo che ha ottenuto il trasferimento su ambito territoriale dovranno dichiarare, tramite l’apposita funzione disponibile su Istanze on line, i requisiti in loro possesso, inseriranno il curriculum vitae ed indicheranno, inoltre l’istituzione scolastica di partenza, necessaria per la successiva azione surrogatoria di assegnazione delle sedi di competenza degli Uffici Scolastici, per i docenti trasferiti che non abbiano ricevuto o accettato le proposte di incarico dei Dirigenti Scolastici.

Completata tale fase, i Dirigenti scolastici provvederanno a formulare la proposta di incarico avvalendosi dell’apposita funzione messa a disposizione dal Gestore del sistema informatico e ad inserire l’incarico accettato attraverso la relativa funzione SIDI, già utilizzata nell’anno scolastico precedente: per il personale docente che sia stato trasferito su ambito all’esito delle operazioni di mobilità, tali operazioni dovranno effettuarsi per il secondo ciclo tra il 24 luglio 2017 ed il 29 luglio 2017, mentre per il personale neo immesso in ruolo, presumibilmente, nella prima decade del mese di agosto 2017.

Alla conclusione di ciascuna fase di competenza dei dirigenti scolastici, relativa all’assegnazione del docente da ambito a scuola, gli uffici scolastici procederanno con l’azione surrogatoria nei confronti di eventuali docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte di incarico, da assegnare alle sedi rimanenti rispettando il seguente ordine di priorità:

  • a) docenti già di ruolo provenienti dalle operazioni di mobilità: I ciclo entro il 20 luglio; II ciclo dal 31 luglio-1°agosto, compresi i docenti titolari di ambito non in soprannumero che non abbiano partecipato al movimento;
  • b) docenti immessi in ruolo da graduatorie di merito concorsuali;
  • c) docenti immessi in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento.

Rilevazioni scrutini ed esami, scadenze del 21 e 22 luglio

da La Tecnica della Scuola

Rilevazioni scrutini ed esami, scadenze del 21 e 22 luglio

Anche quest’anno, la valutazione, quale momento conclusivo delle attività didattiche, si accompagna ad una serie di operazioni, a carico delle scuole, volte alla comunicazione in Anagrafe alunni degli esiti degli scrutini e degli esami di Stato per il primo e per il secondo ciclo di istruzione.

 

Queste operazioni sono state illustrate dal Miur con la nota prot. n. 1420 dell’8 giugno scorso.

In particolare, le scuole dovranno procedere per gli scrutini rispettando il seguente calendario:

Rilevazione scrutini analitici Scuole secondarie di primo grado: comunicazione delle votazioni per disciplina conseguite da ogni singolo studente allo scrutinio finale entro il 21 luglio

Rilevazione scrutini analitici Scuole secondarie di secondo grado:

  • I, II, III e IV anno: comunicazione delle votazioni per disciplina conseguite da ogni singolo studente allo scrutinio finale entro il 21 luglio
  • I, II, III e IV anno: comunicazione per singolo studente dei risultati relativi allo scrutinio integrativo per gli studenti con giudizio finale sospeso dal 28 agosto al 13 settembre.

Per quanto riguarda gli esami di Stato di I grado, la comunicazione degli alunni ammessi e non ammessi all’esame e dei risultati delle prove d’Esame deve avvenire entro il 21 luglio, mentre per gli esami di II grado la comunicazione dei punteggi in ogni singola prova d’esame per ciascun candidato deve essere effettuata entro il 22 luglio.

Attività complementari di ed. fisica, vanno certificate entro il 21 luglio

da La Tecnica della Scuola

Attività complementari di ed. fisica, vanno certificate entro il 21 luglio

Entro domani, 21 luglio, le scuole dovranno procedere alla certificazione finale per l’a.s. 2016-2017 delle attività complementari di educazione fisica.

In particolare, le istituzioni scolastiche interessate dovranno rendicontare le attività svolte e dovranno formulare la richiesta contestuale per il relativo finanziamento, attraverso l’utilizzo di una procedura informatica di certificazione, disponibile sul portale www.campionatistudenteschi.it.

Con la nota 3075 del 14 giugno il Miur ha fornitotutte le indicazioni in merito.

Si rciorda che gli importi da indicare sono lordo stato e non lordo dipendente.
Dal giorno successivo al 21 luglio il portale non consentirà più di immettere i dati necessari.

Vaccini, ok del Senato con modifiche: massimo due alunni non vaccinati per classe

da La Tecnica della Scuola

Vaccini, ok del Senato con modifiche: massimo due alunni non vaccinati per classe

Il 20 luglio il decreto legge sui vaccini ha incassato il via libera del Senato con 171 sì il. I no sono stati 63 e 19 gli astenuti.

Il provvedimento, in scadenza il 6 agosto, ora passa alla Camera dei Deputati.

Da parte dei componenti del Governo, sono giunte immediate parole di apprezzamento, ad inizare dal premier Paolo Gentiloni, che ha parlato di “passo avanti per la tutela della salute degli italiani”.

A difesa del provvedimento si è posta anche la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, la quale ha detto all’Ansa che il “esce dal Senato cambiato, ma non esce depotenziato“.

Infatti, ha sottolineato, “resta l’obbligatorietà delle vaccinazioni, restano le sanzioni e si aggiunge un richiamo attivo nei confronti dei genitori. Quindi, l’obiettivo è assolutamente centrato”.

Nelle modifiche apportate al decreto dal Senato, ha spiegato Lorenzin, vi è la rimodulazione delle sanzioni per i genitori che non vaccinino i propri figli: “le sanzioni sono state ridotte perché considerate come puro elemento sanzionatorio invece che come forte deterrente. Tuttavia – ha detto Lorenzin – è stata introdotta una forte azione di richiamo nei confronti dei genitori, e le sanzioni in ogni caso rimangono, così come il criterio di distribuzione nelle classi che prevede la presenza di non più di due bambini non vaccinati a classe“.

In ogni caso, ha quindi precisato il ministro, “il nostro obiettivo non era fare e dare sanzioni, ma arrivare ad informare correttamente le famiglie e arrivare a far crescere nel Paese la consapevolezza dell’importanza vaccinale”.

È vero, ha proseguito, che “le vaccinazioni obbligatorie passano da dodici a dieci, ma le due riguardanti la meningite diventano comunque fortemente raccomandate e prevedono una chiamata attiva nei confronti dei genitori“. “Bisogna – ha concluso – far prevalere la scienza contro la disinformazione”.

Ad essere “molto soddisfatta del voto di oggi al Senato sul cosiddetto ‘decreto vaccini'” è anche la ministra dell’Istruzione: “tiene insieme in maniera equilibrata due fondamentali diritti costituzionali, quello alla salute e quello all’istruzione. Si tratta di una norma di civiltà pensata ed elaborata a beneficio delle nuove generazioni”, ha detto la Fedeli.

Il testo passa adesso alla Camera. “Credo sia giusto – aggiunge la ministra – aver previsto anche una campagna informativa per le famiglie, le comunità e gli istituti scolastici e tutti i soggetti che sono parte di questo processo“. “È importante coinvolgere la cittadinanza, spiegare il perché di certe scelte, informare e motivare le decisioni che vengono prese e che incidono sulla quotidianità delle italiane e degli italiani”, ha concluso la titolare del Miur.

Mobilità: pubblicati risultati procedure della secondaria di II grado, soddisfatto circa il 40% delle richieste

da Tuttoscuola

Mobilità: pubblicati risultati procedure della secondaria di II grado, soddisfatto circa il 40% delle richieste

Sono disponibili da oggi i risultati della mobilità della scuola secondaria di II grado. Con la pubblicazione di oggi si concludono le operazioni di mobilità, con quasi un mese di anticipo rispetto allo scorso anno. Lo comunica il Miur in una nota.

A livello nazionale quest’anno sono state presentate 139.583 richieste di mobilità.

Il prossimo passaggio di avvicinamento al nuovo anno scolastico è rappresentato dalle assunzioni a tempo indeterminato delle e dei docenti che quest’anno si concluderanno entro il prossimo 14 agosto.

I dati della scuola secondaria di II grado

Il Miur ha inviato oggi agli Uffici scolastici territoriali gli elenchi dei trasferimenti della scuola secondaria di II grado, che sono in corso di pubblicazione sui relativi siti. Le domande sono state 59.142, di cui 43.903 per cambiamento di sede e 15.239 per passaggi in un diverso grado di istruzione. Il 39,7% delle richieste è stato soddisfatto, 3.415 docenti hanno potuto cambiare regione.

Via libera Senato a dl vaccini, torna obbligo a scuola. Fedeli: ‘Bene, ora informiamo le famiglie’

da Tuttoscuola

Via libera Senato a dl vaccini, torna obbligo a scuola. Fedeli: ‘Bene, ora informiamo le famiglie’

Due settimane di acceso dibattito, scontro politico e proteste di piazza da parte del fronte ‘no vax’: tanto è durato l’esame del ‘decreto Lorenzin’ che introduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola nell’aula del Senato, che oggi – secondo quanto riportato da Ansa – ha dato il via libera al provvedimento. Il testo, che andrà alla Camera, esce modificato rispetto alla versione iniziale, ma “si afferma l’obbligo, punto fondamentale, e l’obiettivo è assolutamente centrato”, ha affermato la ministra della Salute Beatrice Lorenzin.

“#Vaccini Senato approva decreto a larga maggioranza. Un passo avanti per la tutela della salute degli italiani. Ora passa alla Camera”, è stato il commento immediato via Twitter del premier Paolo Gentiloni. Il dl, ha precisato Lorenzin, “esce dal Senato cambiato, ma non depotenziato. Infatti, si afferma l’obbligatorietà delle vaccinazioni, restano le sanzioni e si aggiunge un richiamo attivo nei confronti dei genitori”.

Soddisfatta la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli: “È il via libera a un provvedimento che tiene insieme in maniera equilibrata due fondamentali diritti costituzionali, quello alla salute e quello all’istruzione. Si tratta di una norma di civiltà. Credo sia giusto aver previsto anche una campagna informativa per le famiglie, le comunità e gli istituti scolastici e tutti i soggetti che sono parte di questo processo. È importante – ha aggiunto la Ministra – coinvolgere la cittadinanza, spiegare il perché di certe scelte, informare e motivare le decisioni che vengono prese e che incidono sulla quotidianità delle italiane e degli italiani. È un atto necessario e doveroso. Ed è anche l’unica risposta seria che possiamo dare alle false credenze, all’allarmismo e alle fake news che rischiano di inquinare il dibattito su una questione importante per la vita civile del Paese e per il futuro delle nuove generazioni”.

Il punto, ha rilevato la presidente della commissione Sanità Emilia Grazie De Biasi, è che “quando la libertà di non vaccinarsi lede quella di chi non vuole essere contagiato, allora l’obbligatorietà è assolutamente l’unica scelta possibile. I vaccini devono tornare obbligatori”. L’obbligo vaccinale varra per l’iscrizione ad asili nido e scuole materne, ovvero nella fascia d’età 0-6 anni, ma riguarderà, con modalità diverse, anche elementari, scuole medie e primi due anni delle superiori, fino cioè ai 16 anni dei ragazzi.

Le vaccinazioni obbligatorie passano, rispetto alla versione iniziale del provvedimento, da 12 a 10, ma “le due riguardanti la meningite – ha chiarito Lorenzin – diventano comunque fortemente raccomandate e prevedono una chiamata attiva nei confronti dei genitori”. Le vaccinazioni obbligatorie sono antipoliomielitica, antidifterica, antitetanica, antiepatite B, antipertosse, antiHaemophilus influenzae tipo b; quelle la cui obbligatorietà è sottoposta a verifica triennale sono antimorbillo, antirosolia, antiparotite, antivaricella e quelle raccomandate sono invece antimeningococcica B e C, antipneumococcica e antirotavirus.

I genitori che non vaccinano i figli rischiano ora una multa da 100 a 500 euro, contro quella in origine che andava dai 500 ai 7.500 euro. Cade inoltre il rischio di perdere la patria potestà per i genitori che non vaccinano i figli, ma si prevede che questi siano “convocati dall’azienda sanitaria al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l’effettuazione”.

Approvato dal Senato anche un emendamento sui vaccini monocomponenti, secondo il quale una persona che è immune da alcune patologie per le quali è prevista la vaccinazione obbligatoria deve venire comunque vaccinato “con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l’antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione”. Le vaccinazioni potranno essere prenotate nelle farmacie convenzionate e per il prossimo anno scolastico è prevista anche l’autocertificazione.

Concorso DS: quello strano suggerimento del Consiglio di Stato

da Tuttoscuola

Concorso DS: quello strano suggerimento del Consiglio di Stato

Il parere n. 1684 del 17 luglio 2017, con cui il Consiglio di Stato ha dato l’attesa via libera al Regolamento per il corso-concorso per dirigenti scolastici, contiene uno strano suggerimento del quale sfugge un po’ la logica.

Partendo dalla considerazione che “l’affidare la graduatoria generale di merito e l’accesso ai ruoli della dirigenza scolastica quasi totalmente a prove orali può minare le garanzie di imparzialità” (?!?), la sesta Sezione del CdS ha suggerito al Miur di “valutare l’opportunità di prevedere anche una prova di carattere teorico-pratico”.

Per quale ragione una prova teorico-pratica? La spiegazione è disarmante (e poco convincente): “per sua natura la prova teorico-pratica si presta a garantire trasparenza di valutazione”.

Quel suggerimento, pur nell’autorevolezza espressa, induce diverse considerazioni.

L’affermazione secondo cui la graduatoria finale di merito è affidata quasi totalmente a prove orali non è del tutto veritiera, perché proprio la fase iniziale del corso-concorso prevede una prova scritta selettiva, sottratta pressoché totalmente a valutazioni soggettive e parziali.

Seconda considerazione: in tutti i concorsi pubblici è prevista una prova orale esperita davanti ad una commissione giudicante, ma nessuno ha mai eccepito sulla sua natura imparziale.

Infine, se la prova orale non garantisce l’imparzialità, come potrebbe, diversamente, assicurarla una prova teorico-pratica?

Oltre a queste valutazioni di merito, c’è da fare una considerazione conclusiva di opportunità organizzativa.

Per questo corso-concorso che rischia di andare, ancora una volta, fuori tempo massimo, l’aggiunta di un’ulteriore prova da aggiungere a tutte le altre, oltre ad appesantire l’impegno e la preparazione dei candidati, rischia di rendere questo concorso una specie di storia infinita.

Nostro suggerimento per il Miur: non accogliere il suggerimento del Consiglio di Stato e procedere più speditamente che può a varare il Regolamento e bandire il concorso.

Riordino Tecnici e Professionali in CdM

Il Consiglio dei ministri, nel corso della riunione del 21 luglio, approva due DPR che integrano e regolamentano alcune norme in materia di istruzione tecnica e professionale.


RIORDINO DEGLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI

1.Integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88, concernente riordino degli Istituti tecnici, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (decreto del Presidente della Repubblica – esame definitivo)

2.Integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, concernente riordino degli Istituti professionali, a norma dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 (decreto del Presidente della Repubblica – esame definitivo)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e della Ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli, ha approvato, in esame definitivo, due regolamenti, da adottarsi mediante altrettanti decreti del Presidente della Repubblica, che integrano, in continuità con gli ordinamenti vigenti, alcune norme in materia di istruzione tecnica e professionale. È invece in corso di predisposizione il nuovo regolamento per l’istruzione professionale che darà attuazione alla riforma prevista dal decreto legislativo 61 del 2017.